Identità e cultura nel cuore dell’Emilia | Centro Culturale Almo

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici oggi nel nostro blog incontriamo Aurora Elisabetta Ferrari che ci racconta il suo amore per il turismo responsabile e il suo attivismo all’interno della prima edizione della tappa IT.A.CÀ Spilamberto – Modena assieme a Vincenzo Fancinelli presidente del Centro Culturale ALMO, realtà che coordina assieme al Comune di Spilamberto questa nostra neonata tappa. 
 
Aurora Ferrari

Aurora Elisabetta Ferrari

Ciao Aurora ci racconteresti un po’ di te e del tuo background per presentarti ai nostri lettori?
Ciao a tutti! Mi chiamo Aurora, sono un’amante dell’escursionismo e del turismo lento e ad aprile 2020 mi sono laureata in Scienze e Tecnologie Geologiche presso l’Università di Modena e Reggio Emilia presentando una tesi geomorfologica di valorizzazione di un’area molto speciale dell’Alto Appennino Modenese, la Valle delle Tagliole.
 
In quell’occasione ho avuto modo di approfondire il Geocaching ed è proprio così che mi sono imbattuta per la prima volta in IT.A.CÀ Festival del Turismo Responsabile. Infatti nella vostra 9° edizione avete collaborato con geocachingitalia.it – Da un anno ho aperto un canale youtube dedicato al geoturismo nel nostro Bel Paese con l’intento sia di condividere le mie esperienze e dare spunti per progettare eventuali tour e week end sia di sensibilizzare maggiormente le persone anche verso il mondo abiotico. Mi trovate come Aurora_GeoExplorer!
 
Assieme al team organizzativo del Centro Culturale Almo sei coordinatrice della tappa di Spilamberto alla sua prima edizione, potresti spiegarci perché la scelta di partecipare attivamente al festival?
Poter dare il mio contributo ad un evento che ha come capisaldi l’inclusione e la sostenibilità e tutto ciò che riguarda il turismo sostenibile e responsabile mi ha dato il giusto stimolo per propormi per la prima volta come volontaria all’interno di IT.A.CÀ Festival del turismo responsabile e anche del Centro Culturale Almo di Piumazzo (MO). Sono stata accolta da un team molto collaborativo e propositivo che mi ha insegnato tanto. È stata un’esperienza indimenticabile che continuerò molto volentieri e che consiglio vivamenti a tutti, soprattutto ai giovani che hanno a cuore il proprio territorio.

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Ora passiamo la parola a Vincenzo Fancinelli, presidente del Centro Culturale Almo per conoscere questa importante realtà culturale della pianura modenese.
 
Intervista Centro Culturale Almo

Vincenzo Fancinelli 

Partiamo dal principio. Come nasce la vostra associazione? e di cosa si occupa sul territorio?
Correva l’anno 2009 quando io e mio fratello pensavamo a come creare uno spazio culturale e stimolante per mantenere vivi il senso di comunità e offrire occasioni di incontro a Piumazzo. In oltre dieci anni la nostra associazione è cresciuta tanto da rendere possibile la realizzazione di un ampio ventaglio di proposte, attività ed esperienze, coinvolgendo persone di tutte le età. Dal far conoscere ed esprimersi tanti giovani artisti così come creare eventi di una certa rilevanza.
 
Intervista Centro culturale Almo
 
Ricordiamo con piacere la realizzazione di intere opere liriche ambientate in borghi dimenticati delle nostre campagne, festival di cultura Beat, festival olistici, rassegne di cantautori e tanto altro, senza tralasciare il rapporto con e tra le persone, che rimane quotidiano e costante.

La sostenibilità e l’accessibilità rappresentano i due pilastri del Festival: cosa significano per voi queste parole inerente ai principi su cui si basa la vostra associazione?

Tutte le nostre attività vogliono essere il più possibile sostenibili: nei nostri appuntamenti gastronomici, ad esempio, evitiamo l’uso della plastica, anche bio, e utilizziamo le belle vettovaglie “della nonna”. Nelle escursioni privilegiamo i mezzi pubblici e le nostre gambe sia nelle città che nei cammini realizzati. Per noi accessibilità vuol dire abbracciare tutti: progetti di dopo–scuola e progetti sociali con persone fragili sono alcuni esempi sostenuti negli ultimi anni.
 
È nostra abitudine ormai chiedere una riflessione sul “Diritto di respirare”, tema della 13° edizione del festival: cosa significa per te questo diritto?
Diritto di respirare per noi è diritto a vivere, seguendo le proprie inclinazioni nell’incontro e nel rispetto dell’altro. Almo significa proprio questo, la scintilla che accende l’anima. Probabilmente era destino che le nostre strade si incrociassero.
 
Ringraziamo i nostri due ospiti Aurora e Vincenzo che ci hanno raccontato la bellezza di far parte di uno spazio culturale attivo – un gruppo dinamico e giovane, permeato da entusiasmo e passione, fatto di persone che mirano a produrre soluzioni e consce del fatto che queste risorse sono generatrici di ricchezza. Buon viaggio 🙂
 
Sonia Bregoli 
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ
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Sonia Bregoli

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