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Un premio ricevuto è una responsabilità | IT.A.CÀ vince il 3°premio agli UNWTO 2018

Un premio ricevuto è una responsabilità.
L’esperienza di IT.A.CÀ in viaggio alla 14esima edizione degli UNWTO Awards

Quando abbiamo iniziato, non avremmo mai pensato di ritrovarci un giorno a parlare di IT.A.CÀ di fronte all’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite e di vincere il terzo premio per i progetti turistici più innovativi, nella categoria “Innovation in Non – Governmental Organizations”

Eppure l’impegno e l’entusiasmo, mischiati alla passione e conditi con una buona dose di condivisione, ci hanno portato qui a Madrid, alla cerimonia organizzata dalla WTO. Sono stati presentati 128 progetti da 55 Paesi di tutto il mondo e il festival IT.A.CÀ è tra i 14 progetti che hanno ricevuto questo riconoscimento internazionale.

15 gennaio 2018 – Presentazione progetto IT.A.CA a Madrid agli UNWTO Awards nella categoria: Innovation in Non–Governmental Organizations

Ma non staremo a raccontarvi dell’immensa gioia e soddisfazione di essere stati premiati come buona pratica per lo sviluppo del turismo responsabile. Vogliamo raccontarvi quel che abbiamo vissuto, chi abbiamo incontrato, cosa ha significato.

«Un premio ricevuto è una responsabilità, un impegno. L’impegno a migliorarsi, a dare di più». 

Queste sono state le parole di Luis Garcìa Codròn di Europa Mundo Vacaciones, quando ha ricevuto il prestigioso premio “UNWTO Ethics Awards”. Un pensiero che condividiamo e facciamo nostro: il premio UNWTO per l’innovazione nel turismo sostenibile è stato soprattutto un momento di confronto e di riflessione su cosa siamo e su cosa possiamo essere. 

Abbiamo condiviso questa vittoria con gli amici della Valle dei Cavalieri, anche loro premiati, nella categoria “Imprese”, per il lavoro che stanno portando avanti nel ripopolamento e nella valorizzazione di un piccolo borgo dell’Appennino Emiliano, Succiso. Così l’orgoglio diventa nazionale. Due iniziative italiane finaliste. Due progetti di turismo responsabile che portano valore sul territorio; la soddisfazione si leggeva negli occhi di persone come Alessandra Priante,  Responsabile Relazioni Internazionali per il turismo al MIBACT, che con il suo contagioso entusiasmo è stata la nostra prima supporter. 

Ma non portiamo a casa solo questo. Portiamo a casa anche l’incontro con Marina Cruz Blasco e il tutto-fare José Maria de Juan della Koan Consulting, pronti, con la loro esperienza ed energia, a portare IT.A.CÀ a Madrid. Ricordandoci da dove siamo partiti, un passo alla volta, stiamo diventando internazionali. 

Portiamo a casa l’incontro. L’energia di Martha Isabel Ruiz Corzo, dalla Sierra Gorda, con il suo progetto di ecoturismo e di lotta ai cambiamenti climatici. Il prezioso contributo di Valene L. Smith, ricercatrice e Professore Emerito di Antropologia alla California State University, che da 50 anni studia i fenomeni turistici, innovando questo settore di ricerca.  La gentilezza di Eun Ji Tae, dell’Affiliate Programme dell’UNWTO.

Martedì 16 gennaio 2018 – Incontro con Marina Cruz Blasco e José Maria de Juan della Koan Consulting a Madrid

Quando l’entusiasmo per il turismo sostenibile è così condiviso si ha come la sensazione che qualcuno ti tenga la mano nel tuo impegno. Portiamo a casa la competenza di Gonzalo Robredo e del progetto MiBarrio di Buenos Aires. La determinazione di Luis Araujo, presidente dell’ente Turismo de Portugal, ma anche un nuovo amico con cui condividere una birra e magari presto una comune progettualità europea. Lo stupore e passione di Alfonsus Aditya Prabowo, che in Indonesia ci mette l’anima per sostenere le comunità locali e preservare l’ambiente. E ne avremmo ancora tante da raccontarvi: in una stanza abbiamo trovato il mondo. Quel mondo che poi, gira e rigira, è sempre paese! Quello più genuino, mosso dall’amore per la propria terra e che vede nel turismo un fattore chiave per lo sviluppo.

   

La sera della premiazione è stata una festa. La festa del turismo responsabile, dove non importava chi fosse il primo, chi il secondo. Tutti siamo stati premiati, tutti avevamo la stessa gioia nel vedere i progetti degli altri. In fondo, stiamo lavorando nella stessa direzione e sapere che in tutto il mondo fioriscono queste iniziative è la vera vittoria. Una vittoria collettiva.

Infine, portiamo a casa il nostro viaggio come team, come squadra. Le chiacchierate, le risate, le tapas e la scoperta di una città come Madrid. piena di innovazione, rigenerazione e multiculturalismo. 

Team IT.A.CA composto da: Annalisa Spalazzi, Sonia Bregoli, Pierluigi Musarò, Simona Zedda, Damian Castro. Foto di Maria Teresa Amodeo.

Portiamo a casa la voglia di crescere ancora e di farlo meglio, sapendo che abbiamo supporter da tutti gli angoli del pianeta. 

Il viaggio è fatto dalle persone che si incontrano. In questo viaggio intorno al mondo ci siamo sentiti a casa. Torniamo arricchiti e con tante idee da sviluppare e che potrete ascoltare continuando a seguirci. Torniamo con entusiasmo a preparare l’edizione 2018 che partirà a maggio da Bologna e chissà dove ci porterà.

Scarica il CS UNWTO Awards

Sempre devi avere in mente Itaca,

raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?
[Kostantin Kavafis] 

E come sempre… buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi
Responsabile Internazionalizzazione IT.A.CÀ

 

Cooperativa La Paranza di Napoli, un modello di sviluppo del territorio | Intervista a Vincenzo Porzio

Cari lettori e care lettrici,

oggi per il nostro blog IT.A.CÀ la nostra Irene Aprile (coordinamento IT.A.CÀ Napoli) ci porta in viaggio verso sud, destinazione Napoli, dove ci attende Vincenzo Porzio, responsabile comunicazione della cooperativa sociale La Paranza che da oltre dieci anni è impegnata nella tutela e valorizzazione del Rione Sanità.

In foto Vincenzo Porzio e Antonio della Corte

Il Rione Sanità è una delle più note “periferie” site al centro della città di Napoli: nonostante il suo sviluppo nel XVII secolo come dimora di ville borghesi ai piedi della collina di Capodimonte, data la nota salubrità del luogo – da cui deriva il suo nome – sia naturale che sovrannaturale per la presenza delle catacombe di epoca paleocristiana a cui si facevano ricondurre miracoli di guarigione, il Rione è stato condannato a partire dal secolo successivo a un graduale processo di isolamento a causa della costruzione di un ponte che avrebbe facilitato il percorso della famiglia reale dal centro della città alla reggia di Capodimonte. 

Da allora, il quartiere appare dall’alto come un ammasso disordinato di edifici affossati in un’area limitata, con pochi scambi con il resto della città e relegata ad una marginalizzazione che ne ha favorito il degrado non solo economico, ma soprattutto sociale e culturale con l’abbandono di monumenti ed edifici storici. 

Attraverso le parole di Vincenzo però, proviamo a entrare nel quartiere, facciamoci accompagnare per le sue strade strette e affollate e presentare alcuni dei suoi abitanti, i protagonisti di quella rinascita culturale e sociale che il quartiere sta vivendo da oltre dieci anni. 

Il Team della Cooperativa La Paranza

Vincenzo ricorda che quando si trasferì nel rione nei primi anni 2000 il punto di riferimento dei giovani era la Parrocchia che proponeva numerose attività nel suo oratorio, a partire proprio da visite guidate amatoriali e teatralizzate nella Basilica di Santa Maria della Sanità. È in questo contesto e sotto la guida del nuovo sacerdote Don Antonio Loffredo, che si forma un gruppo di giovani che diventano presto amici, condividono idee, progetti e viaggi. Durante le esperienze all’estero restano piacevolmente colpiti della capacità di valorizzare i luoghi di interesse storico, culturale o naturalistico, per renderli volano di sviluppo economico e sociale per le comunità; e dato che viaggiare apre la mente e gli occhi, tornati a casa iniziano a riscoprire il loro territorio e apprezzare quel potenziale ancora così inespresso. La sfida diviene quindi continuare a fare ciò che stavano già portando avanti come volontari per amore e passione del proprio territorio, ma raggiungere un livello superiore, trasformarlo il lavoro e aprire le porte del loro quartiere verso l’esterno.

Così nasce nel 2006 la cooperativa sociale La Paranza a cui viene affidata la gestione della catacomba di San Gaudioso nella Basilica di Santa Maria della Sanità. Da lì inizia un percorso, non senza ostacoli, che ha stimolato i ragazzi ad accrescere la loro formazione e quelle competenze turistiche e trasversali necessarie ad offrire ai visitatori servizi di maggiore qualità, fino alla vittoria del bando storico-artistico di Fondazione con il Sud finalizzato proprio all’occupazione giovanile e al recupero di luoghi poco valorizzati. Grazie a questo finanziamento, e dopo un anno di lavori sono state riaperte le Catacombe di San Gennaro che in 11 anni dal 2006 al 2017 hanno visto crescere il numero di visitatori fino ad arrivare a circa 100.000 l’anno.

Attualmente la cooperativa impiega stabilmente 26 lavoratori e rappresenta un modello di valorizzazione del patrimonio storico-culturale e di occupazione giovanile caratterizzato da formazione continua, inserimento lavorativo, scambio e networking con enti, associazioni e persone, apprezzato non solo in Italia ma anche all’estero.

Vincenzo, raccontaci la vostra esperienza in Giappone  

E’ iniziata come inizia tutto, da un momento d’incontro. Due professori dell’università di Fukui erano in visita a Napoli per un progetto di scambio con l’università L’Orientale di Napoli.  In un momento libero scelsero di visitare le catacombe di San Gaudioso dove incontrarono la loro guida, Antonio Della Corte, socio della cooperativa La Paranza. Al termine della visita guidata invitarono Antonio a raccontare l’esperienza della cooperativa in Giappone, nell’ambito di un corso di laurea sullo sviluppo locale. Inizialmente pensammo fosse uno scherzo, ma dopo 4 mesi eravamo lì, ospiti dell’università di Fukui a raccontare come, a Napoli, nel Rione Sanità, un gruppo di giovani competenti e volenterosi stavano creando opportunità di lavoro valorizzando le risorse locali. Durante la presentazione che precedette la nostra “lezione” avevamo gli occhi lucidi e carichi di orgoglio. Ci hanno detto che il nostro racconto ha inspirato gli studenti giapponesi, abbiamo risposto che quell’esperienza di confronto ci ha insegnato tanto e soprattutto ha fatto nascere nuove relazioni. Speriamo di tornare in Giappone nel 2018.  

Una riflessione su Napoli città turistica: quali sono secondo te i problemi e i rischi di un turismo sfrenato e incontrollato come quello che tante città italiane, Napoli compresa, stanno vivendo? In questo contesto, che ruolo assume la cooperativa nella promozione di un turismo responsabile e sostenibile?  

Napoli ha sempre attirato milioni di turisti e per questo ringraziamo Dio che l’ha fatta così bella. Oggi viviamo il miglior momento in termini di arrivi. Questa crescita è una grande opportunità, la città dovrebbe essere sempre più “a trazione turistica”, ma purtroppo una gestione e programmazione efficace della “destinazione Napoli” è proprio ciò che manca. Pulizia, sicurezza e mobilità sono fra i principali problemi che incidono sull’esperienza del visitatore che sceglie Napoli. Per il resto non sono preoccupato, abbiamo subito tredici dominazioni e siamo sempre rimasti napoletani e Napoli è sempre rimasta Napoli.  Per noi della Paranza la parola d’ordine è “qualità”, teniamo al centro delle nostre scelte la qualità dell’esperienza del visitatore e di conseguenza la qualità dei servizi da noi offerti. L’obbiettivo è di rendere il Rione Sanità fra i principali attrattori della città, dove è possibile vivere una vera esperienza napoletana, immersi nelle bellezze di uno dei più antichi quartieri di Napoli. Dove l’incontro genera sviluppo e contamina le coscienze. 

Anticipazioni su nuovi progetti?  

Ci concentreremo sui nostri eventi straordinari, in particolare rafforzeremo quello che è ormai diventato un appuntamento fisso del sabato sera, l’AperiVisita serale alle Catacombe di San Gennaro. Questo evento ci sta permettendo di far conoscere le catacombe soprattutto ai napoletani e ai campani.

Inoltre, continueremo a sensibilizzare i nostri ospiti a prendersi cura del patrimonio culturale, mantenendo attiva la campagna di adozione dei restauri “Teniamo in vita il Passato – se resti a guardare non ci sarà più niente da vedere”. Insieme alla Fondazione di Comunità San Gennaro, alle associazione, cooperative, commercianti e chiunque creda che Napoli possa rinascere dalle sue ceneri; continueremo a individuare le strategie per migliorare, anche se di poco, la qualità di vita del nostro Rione Sanità.      

Ringraziamo Vincenzo Porzio per averci raccontato la sua Napoli ed aver condiviso l’entusiasmo e il lavoro della cooperativa La Paranza. Non resta che dirvi di contattarli quando fate visita a questa bellissima  perla italiana che è la città di Napoli. 🙂

_Contatti
http://www.catacombedinapoli.it 
https://www.facebook.com/CatacombeDiNapoli

Blog IT.A.CÀ
Irene Aprile
Coordinamento IT.A.CÀ Napoli

Il Festival IT.A.CÀ arriva a Isola del Gran Sasso | Intervista a Giovanni Berardi, ONG Salam

Care amiche viaggiatrici  e cari amici viaggiatori,

oggi Silvia Lazzari, per il nostro blog, ha intervistato Giovanni Berardi dell’ONG Salam che vuole portare nel prossimo2018 il Festival IT.A.CÀ anche in Abruzzo, all’interno del meraviglioso territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. 

Giovanni, raccontaci cos’è Salam, di cosa si occupa e il contesto nel quale lavora 

Salam è una ONG che si occupa di cooperazione internazionale, nata dall’incontro di giovani professionisti dei settori relazioni internazionali, turismo e beni culturali. Abbiamo iniziato a lavorare prendendo in eredità un progetto di una spin off dell’Università La Sapienza di Roma, per mezzo del quale si promuoveva la partecipazione delle donne dei campi profughi Saharawi ad un circuito di eco maratone sportive che invitavano ad attraversare i luoghi naturalistici più autentici del bel Paese.

Oggi Salam è una realtà consolidata, attiva in Italia e all’estero con numerose sedi e progetti per l’integrazione socio culturale dei migranti e lo sviluppo locale.

In Abruzzo, ad Isola del Gran Sasso, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Salam gestisce un CAS attraverso un progetto di accoglienza integrata pensato sul modello SPRAR e generato in collaborazione con alcune realtà associative del luogo, per contrastare lo spopolamento delle aree interne e attivare forme di rinascita sostenibile del territorio. I richiedenti asilo ospiti della struttura, di comune accordo con la collettività residente, stanno lavorando al recupero e alla valorizzazione in chiave turistica di parte della rete sentieristica in stato di disuso, o abbandonata e persa, all’interno dell’area Parco, e del patrimonio culturale materiale e immateriale che è possibile incontrare lungo gli stessi. I sentieri in questione attraversano i luoghi che ospitano i migranti e sono intimamente legati al vissuto, alla cultura ed alle tradizioni popolari della comunità locale.

Perché volete portare il Festival IT.A.CÀ ad Isola del Gran Sasso? 

L’idea di portare IT.A.CÀ ad Isola del Gran Sasso in realtà nasce già in sede di elaborazione progettuale, avendo avuto modo di apprezzare iniziative come Migrantour, che sono state spunto per altre attività volte a stimolare la partecipazione in rete dei migranti alla vita culturale delle comunità ospitanti da noi svolte in Puglia e giunte fino al Consiglio europeo, come buone pratiche di ospitalità.

Gli Appennini possono rappresentare la più grande infrastruttura verde d’Europa ed il prodotto “turismo natura” continua a mostrare un segno più nelle prospettive di crescita economica del settore.

I piccoli borghi e i parchi naturali sono le nuove porte di accesso del turismo internazionale, tuttavia non si può non considerare che questo cuore autentico dell’Italia montana e rurale, gravemente ferito dall’incredibile susseguirsi di calamità naturali, impone una governance di questi flussi basata sul rispetto delle comunità che l’abita, sulla solidarietà, sull’accessibilità universale dei luoghi. Un evento come il festival IT.A.CÀ può accendere un faro in grado di fare luce su questi aspetti e fungere da stimolo per una ripresa sostenibile che non dimentichi gli uomini e le donne che vivono e hanno scelto di restare in questi territori. 

Con quali realtà avete intenzione di collaborare? 

Allo scopo, Salam può contare su una fitta rete di partner locali, dalle amministrazioni locali alle pro loco e le associazioni culturali di Isola e delle frazioni interessate dal progetto “Radici Culturali”, con i quali insistono accordi di partenariato, al CAI, il Centro Alpino Italiano che offrirà servizi di consulenza tecnico operativa e guida ai sentieri ed ai percorsi della rete escursionistica, ad esperti di storia e tradizioni locali che offriranno momenti di discussione sulla “filosofia” del vivere e camminare la montagna ricercando la natura e la cultura dei luoghi perseguendo la “bassa velocità”. L’intero percorso è condiviso con L’Ente Parco, con cui insiste un accordo di collaborazione tecnica, oltre che con l’Europark Federation, una rete per la valorizzazione del patrimonio naturale dell’Europa che ha recentemente dotato il Parco di una CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle aree protette, uno strumento di gestione il cui elemento centrale è la collaborazione tra tutte le parti interessate. 

Avete già in mente delle iniziative? Se sì quali? 

L’idea è quella di mettere in campo durante un week end di Settembre una serie di esperienze di turismo attivo, azioni artistiche e performative, momenti di approfondimento e dibattito culturale in luoghi e contenitori culturali simbolo di quest’area Parco, partendo dai comuni e dalle frazioni di Isola del Gran Sasso e Castelli, rinomato centro di produzione ceramica.
Piccoli centri duramente colpiti dai fenomeni precedentemente descritti.

Anche le realtà che si occupano di sport innovativi, dall’arrampicata allo slackline saranno invitate a proporre esperienze autentiche per ri-animare i luoghi.
Una sorta di “Voi siete qui” che punta a far scoprire queste aree interne in maniera responsabile. Anche le parole saranno importanti. Non vogliamo anticipare troppo, ma qui possiamo preannunciare che hanno garantito un loro apporto alla tappa scrittori e poeti come Franco Arminio, che come paesologo da anni si batte in Rete a difesa dei piccoli paesi dell’Appennino, l’ideatore del Festival “La luna e i calanchi” che si tiene ogni anno ad Aliano.

Cosa significa per te “Turismo Responsabile” e qual è il valore aggiunto del festival IT.A.CÀ? 

Ecco, per noi fare turismo responsabile significa fare rivivere un territorio con questo tipo di esperienze, con la consapevolezza di essere in un’area protetta che soffre ma incanta, nel rispetto delle relazioni con le comunità locali, senza snaturare il paesaggio antropizzato, banalizzandone o “folklorizzando” tradizioni e identità. Se andate in una delle destinazioni turistiche principali del Parco a pochi km da qui, a Santo Stefano di Sessanio ad esempio, troverete un luogo stupendo dove però non ci sono più gli abitanti autoctoni. Al Santuario di San Gabriele, qui ad Isola, ci vengono quasi 2 milioni di turisti l’anno. Arrivano in bus e se ne rivanno. Quando tutt’intorno esiste una rete sentierisitica di 2.500 km, per secoli indispensabile alla vita di una civiltà che ci è alle spalle, capace di condurli alla scoperta dell’autenticità dei luoghi attraverso un paesaggio naturale unico.

Parco Nazionale del Gran Sasso

Festival come IT.A.CÀ, possono stimolare lo sviluppo di idee e percorsi per un uso sostenibile della montagna può risultare come elemento fondante per il ripristino e la rinascita di attività locali connesse anche al turismo e rappresentate da quel capitale umano, culturale e naturale, duramente colpito dalle calamità occorse nell’ultimo anno. 

Info > http://www.associazionesalam.org

Un grazie speciale e un grandissimo in bocca al lupo a Giovanni, Salam e tutte le realtà che daranno vita al Festiva, per questa nuova tappa per il 2018 🙂

Buon viaggio e buone feste a tutti/e 

Blog IT.A.CÀ
Silvia Lazzari 

Bike Food Stories | Intervista a Davide Pagani

Cari viaggiatori e care viaggiatrici 

Davide Pagani

oggi nel nostro blog ci trasferiamo a Parma dove Andrea Merusi intervista per noi Davide Pagani, cuoco, gastronomo, accompagnatore turistico e guida ambientale escursionista, che sarà uno degli ospiti dei seminari che si terranno mercoledì 4 ottobre al Palazzo del Governatore di Parma per la V tappa di IT.A.CÀ Parma. Ideatore e fondatore del progetto Bike Food Stories gli abbiamo chiesto di anticiparci qualcosa del suo intervento e di raccontarci cosa è per lui il turismo responsabile.

> L’estate è appena trascorsa e solitamente è il periodo dell’anno dove la gente viaggia e conosce nuovi posti. Ci racconti il tuo ultimo viaggio?

Il mio ultimo viaggio risale all’agosto 2016, quando con un mio carissimo amico (Gianluca Campanella) siamo partiti da Parma e abbiamo raggiunto Santa Maria di Leuca dopo 15 giorni di viaggio in bici. Per un totale di 1005km. Il filo conduttore dell’intero viaggio è stata la SOSTENIBILITÀ: ambientale, alimentare, economica e sociale. Ad ogni tappa siamo andati a conoscere le persone e i produttori locali, i cui valori di rispetto dell’uomo, tutela dell’ambiente e della biodiversità sono per loro principi imprescindibili. In questo modo abbiamo scoperto la cultura territoriale più genuina e nascosta, che non si trova sulle guide turistiche. Per noi le persone che vivono, lavorano e tutelano il territorio sono i veri custodi della cultura gastronomica.

> Al festival IT.A.CÀ Parma presenterai il tuo progetto “Bike Food Stories”, ci puoi anticipare di cosa si tratta e perché hai deciso di realizzarlo?

Molto semplicemente Bike Food Stories si propone di accompagnare in bicicletta i turisti coniugando cicloturismo e conoscenza del patrimonio enogastronomico locale. Tutto questo per scoprire ed “assaporare” lentamente il territorio: quello di Parma, capitale della Food Valley e città creativa della gastronomia UNESCO. 
Ad ogni tour si scoprono i segreti per realizzare i prodotti tipici. Si visitano i luoghi di produzione e, dopo aver pedalato, c’è il giusto “premio” in un locale selezionato per assaggiare i piatti della nostra tradizione approfondendo il tema culturale legato al patrimonio enogastronomico.

Il mio obiettivo è donare al mio “ospite del territorio” un’esperienza concreta, emozioni e ricordi che lo possano legare al nostro territorio, alla nostra cultura gastronomica e alla nostra comunità di persone che, attraverso il loro lavoro artigianale quotidiano ci regalano dei prodotti unici. Il viaggio è inteso come la scoperta e la conoscenza di un territorio a impatto zero per l’ambiente, puntando su un modello di sviluppo turistico che considera il tema della sostenibilità ambientale un valore centrale.

> Quali sono state le difficoltà e quali le soddisfazioni che hai incontrato nel tuo progetto?

La difficoltà più grande è stata quella di capire la strada giusta da intraprendere per realizzare quello che un tempo era soltanto un giorno: ostacoli, burocrazia, ansie e paure. Però oggi, se ci penso, mi viene un po’ da ridere e sono orgoglioso di quello che fino ad ora ho realizzato.
La soddisfazione più grande l’ho avuta quando ho ricevuto le prime e-mail da turisti stranieri che si sono messi in contatto con me usando il form di prenotazione del mio sito www.bikefoodstories.it . In quella occasione mi sono emozionato tantissimo anche se alla fine non hanno accettato il mio preventivo. Però voleva dire che gli sforzi fatti nei due anni precedenti stavano iniziando a dare i loro frutti. 
Altre soddisfazioni ce le ho quando torno a casa rilassato con il sorriso stampato sulla faccia dopo aver accompagnato i turisti in bicicletta e ricevuto il loro grazie per l’esperienza.

> Cosa vuol dire per te viaggiare e cosa significa per te il termine “Turismo Responsabile”?

Mi permetto di citare qui una frase del grande Mario Soldati (primo giornalista enogastronomo) estrapolata da un programma televisivo del 1957

“Che cosa è viaggiare? Viaggiare è conoscere luoghi, genti, paesi. E quale è il modo più semplice, elementare di viaggiare? Mangiando, praticando la cucina di quel paese in cui si viaggia. Perché se voi ci pensate bene, nella cucina c’è tutto: c’è la natura del luogo, il clima, l’agricoltura, la pastorizia, la caccia e la pesca. Nel modo di cucinare, invece, c’è la tradizione di un popolo, la storia, la civiltà!”.

Oltre a questo bellissimo pensiero io voglio aggiungere che oggi nel 2017 il turismo deve essere sostenibile, responsabile, da un punto di vista ambientale. Questo è il problema più grande che dovremmo affrontare da subito. Vi posso garantire che quest’anno, lavorando in bicicletta, mi sono reso conto in prima persona dei problemi legati alla mancanza di acqua nella nostra provincia; l’eccezionale caldo e la siccità; gli improvvisi temporali; la cappa di smog che si può vedere dai nostri appennini verso la Pianura Padana.

Il nostro territorio è decisamente ammalato!

> Cosa ti aspetti dalla partecipazione al festival IT.A.CÀ Parma? Quale messaggio vorresti portare? 

Mi aspetto di poter tessere delle reti con la città di Parma. Dopo più di un anno ammetto che non mi sento integrato completamente con il tessuto sociale ed economico di Parma. Sarei contentissimo di poter incontrare nuovi parmigiani con il quale iniziare nuove collaborazioni. Vorrei consigliare ai parmigiani di ritornare a scoprire il loro territorio dietro a casa perché non sanno che ci sono delle piccole chicche che probabilmente non si aspettano neanche!

Ringraziamo Davide per essere stato con noi e vi aspettiamo per la tappa parmense del primo primo festival in Italia che si occupa di turismo responsabile 😉

Qui per consultare il programma dal 2 all’ 8 ottobre 

Blog IT.A.CÀ
Andrea Merusi
Staff IT.A.CÀ Parma

Il turismo? Responsabile | Arriva il festival IT.A.CÀ nel Monferrato!

Martedì 19 settembre. Per fare turismo oggi bisogna ampliare gli orizzonti riscoprendo le proprie risorse e proiettandole in un futuro sostenibile. Se tale concetto si potesse tradurre in un’immagine o un luogo monferrino, certamente il giardino e il panorama che si gode da Villa Il Cedro di Ponzano sarebbe uno dei più indicati per esprimere questo pensiero. E non a caso sabato scorso è stato proprio l’orizzonte sconfinato sul mare di colline visibili da “Il Cedro” ad ospitare il lancio di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile che percorrerà il Monferrato, dall’astigiano al casalese, fra il 20 e il 22 ottobre 2017 portando riflessioni, degustazioni, camminate ma soprattutto la voglia di prendere coscienza sulla dimensione “ecosostenibile” del turismo nel nostro territorio. 

Max Biglia, instancabile promotore di iniziative in Monferrato ha dapprima illustrato la nascita dell’idea chiamando con sé a presentarla il giornalista e redattore de Il Monferrato Alberto Marello. È nato un pomeriggio di interventi ma anche di suggerimenti per programmare il turismo in Monferrato. 

«Ponzano ad esempio è cambiato grazie allo sviluppo turistico, economico e all’impegno sociale proponendo manifestazioni che non esistevano ed in particolare la giornata di Giardini Aperti presso le cinque dimore inserite nel circuito», ha precisato il sindaco di casa Paolo Lavagno, portando i saluti iniziali e dando già l’appuntamento al 7 maggio 2018 per la riapertura dei giardini in fiore delle ville antiche del paese. Ma il Monferrato – ormai si sa – è pieno di perle da conoscere ma servono «alleanze identitarie», come spiegato dall’assessore al turismo di Casale Monferrato Daria Carmi. «La nostra scommessa passa attraverso la collaborazione fra pubblico e privato», ha aggiunto Carmi invitando i monferrini a stupirsi, a lasciarsi andare alla curiosità e a «togliere la polvere della retorica»

«Le singole iniziative messe in campo sono una ricchezza ma con un coordinamento», ha aggiunto il consigliere provinciale Federico Riboldi lanciando l’invito a creare in ogni paese «percorsi culturali all’aria aperta». Poi prima dell’entrata in scena degli attori del Faber Teater con lo spettacolo quanto mai abbinato di “Emigranti”, in tanti hanno illustrato i momenti del festival IT.A.CÀ. 

Il programma, presentato in modo dinamico e con numerosi e brevi interventi dei protagonisti coinvolti attivamente nei singoli appuntamenti, prevede l’apertura di venerdì 20 ottobre affidata al borgo di Portacomaro, dove la Bottega del Grignolino ospiterà un pomeriggio ricco di momenti. Dalle 15 si parlerà di colture biologiche e di Grignolino, il vino simbolo del territorio, per continuare con le emozioni della cerca del tartufo al chiaro di luna e con la possibilità di conoscere in diretta vini biologici naturali presso la locale Casa dell’Artista. Sabato 21 ottobre ci si sposta fra Ponzano e il vicino Santuario di Crea dove, nella sede firmata Unesco del Parco del Sacro Monte di Crea, vi saranno interventi sull’ambiente, il territorio e il turismo dolce. Il pomeriggio sarà assai pratico e all’insegna delle tradizioni: a Mombello, nella verde conca della Valcerrina, si terrà una camminata naturalistica che celebrerà l’antico rito della “Curmà”, il gustoso e conviviale ritrovo che è solito ristorare i vendemmiatori dopo le fatiche della vendemmia. Un’opportunità di scoperta dei paesaggi monferrini ma anche di testare la merenda sinoira improntata sulla storica tradizione della Curmà, il tutto con un tocco teatrale e scenico. Il Castello dei Paleologi, nel cuore della città di Casale Monferrato, farà da scenario per la giornata finale di domenica 22. 

Dopo un inizio “su due ruote”, grazie alla pedalata che porterà sulle rive del Po, fra collina e pianura, alcuni incontri porteranno il pubblico a conoscere progetti artistici sostenibili fra vigne e risaie ma consentiranno di incontrare i giovani produttori vitivinicoli, conoscere l’autentica “dispensa monferrina”, curiosare fra le soluzioni architettoniche per l’ecoturismo e, prima di cedere alle tentazioni della “Merenda del Contadino”, chiacchierare con la scrittrice Fioly Bocca

Giorgio Conte

Gran finale al teatro Municipale di Casale, in serata, con “Sconfinando”, spettacolo dall’eloquente titolo, che porterà azioni teatrali e canzoni di e con Giorgio Conte e Alessandro Nidi. A precedere il festival sarà anche una “caccia fotografica” che si svolgerà il 1° ottobre a Rosignano nell’ambito di “Vendemmia in Arte” e che permetterà di creare fotografie che rappresentino al meglio i principi dell’accoglienza secondo il metodo Licet ® (legate alla cultura locale, innovative ed originali, competitive e corrette, ecologiche e attente a tutelare le persone).

Saranno dunque giorni intensi e di eventi trasversali che, forse, hanno come maggior obiettivo quello di diventare punto di partenza per ulteriori sviluppi di turismo responsabile, quell’attività di cui – si mormorava fra il folto pubblico di sabato scorso – il territorio ha bisogno.

Gli eventi in programma sono promossi da La Confraternita degli Stolti.
Scarica Articolo > Articolo Giornale
Qui trovate il programma completo.

Buon viaggio come sempre 😉

IT.A.CÀ fa tappa di nuovo a Rimini | 16 – 24 settembre 2017

Un nuovo appuntamento con il Festival Italiano del Turismo Responsabile.

Torna a Rimini il Festival del turismo Responsabile, con un ricchissimo programma nel mese migliore per la scoperta: settembre.

Porto di Rimini

Per il terzo anno, il Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) del Campus di Rimini, Università di Bologna, coordina l’edizione riminese del Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ – Migranti e Viaggiatori, il primo e unico festival in Italia che da 9 anni si occupa di turismo responsabile e innovazione turistica. Dopo aver attraversato con successo Bologna, Ferrara, Padova e Ravenna, dal 16 al 24 Settembre farà tappa a Rimini in un intenso viaggio alla scoperta del territorio riminese e del suo entroterra.

Dopo il successo della scorsa edizione, che ha registrato più di 600 visitatori, con ben 14 eventi in programma durante i 6 giorni della manifestazione e il coinvolgimento di 31 partner organizzatori, Rimini si prepara ad ospitare 9 giorni di workshop, laboratori, tavole rotonde, incontri culturali, itinerari a piedi e in bici, cene a tema e molto altro ancora, per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e sostenibile.  

“Rimini è una città ricca di storia e di affascinanti scorci che sta valorizzando il proprio passato, guardando al futuro e al legame tra mare, città ed entroterra” spiega Annalisa Spalazzi, Coordinatrice IT.A.CÀ Rimini “un territorio che vuole far scoprire le sue sfaccettature e che quest’anno vuole presentarsi ai visitatori nella sua veste di inizio autunno, tra i paesaggi incantati delle sue valli, il fascino del mare di settembre e l’imponenza culturale del suo paesaggio urbano”.

Immagine del festival “A passo d’uomo”

Con queste premesse, proprio a Rimini verrà ospitato, durante il festival, il Green Destination Day Italy in cui le realtà locali e nazionali si confronteranno sullo sviluppo delle destinazioni green, trasformando la città, il 22 settembre, nel centro di attrazione per la community delle destinazioni sostenibili in Italia.

Il turismo responsabile invaderà il territorio romagnolo con numerosi itinerari a piedi tra Val Conca e Val Marecchia, andando dalle escursioni nelle terre di confine, al trekking al tramonto sulla rupe di Maioletto, passando per il cammino del Borromeo. A Pennabilli, le escursioni in serale sono invece dedicate alla scoperta del bosco con una doppia proposta per adulti e per bambini. E per i più avventurosi, il 23 e 24 si percorreranno i 46 km del Cammino Francescano in Valmarecchia.

Non mancheranno gli itinerari in bicicletta sia in città che lungo il Marecchia, e una speciale pedalata per la liberazione di Santarcangelo ci porterà ad attraversare Mutonia, tra la scoperta delle comunità e della memoria così come il primo raduno di bici elettriche della Romagna.

Tra gli eventi in città, ogni sera esperti del settore e viaggiatori si confronteranno alla scoperta del turismo in tutte le sue sfaccettature,dal commercio equo e solidale al caffè letterario che mette a confronto i diversi approcci al turismo responsabile e sostenibile. Non mancheranno i racconti delle guide escursionistiche dell’Appennino; le esperienze dei travel blogger condivise durante aperitivi interculturalità, le tavole rotonde sui temi del turismo per anziani con i nipoti e sostenibilità del lavoro nel turismo.

Un’intera giornata sarà dedicata a laboratori sulla scrittura di un progetto di cooperazione internazionale e un workshop internazionale sulla cucina come strumento di integrazione. E ancora, gite in barca per pulire il mare, itinerari urbani per un calendario di 30 eventi.

Tutti gli eventi, saranno coinvolti da un contest, la Nove Rocche – la terra viva, una sfida fotografica per lanciare un innovativo progetto, per promuovere il turismo storico e culturale locale  (qui trovate le info per partecipare)

I trekking dell’associazione “Umana Dimora Rimini”

L’edizione riminese rientra tra le iniziative riconosciute a livello mondiale per l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo, dichiarato dalle Nazioni Unite, un riconoscimento importante  per la rete locale di IT.A.CÀ, impegnata nella valorizzazione del territorio.

Fino al 30 agosto sarà attiva una campagna di crowfunding sulla piattaforma di Eticarim per sostenere e supportare il festival con donazioni volontarie.

Scarica il comunicato stampa > COMUNICATO STAMPA IT.A.CA Rimini 2017

Tutti gli eventi sono a ingresso libero 

Programma dettagliato

IN COLLABORAZIONE CON
Piano Strategico Rimini Venture, Campus di Rimini, Il Ponticello Trekking Viaggi, A.I.T.R. – Associazione Italiana Turismo Responsabile, Più di 1000 – escursioni in Appennino, Il Palloncino Rosso, Seninter, PachaMama Commercioequo Rimini, Loving Hut Vegan Cafe, Spiaggia Marina Centro, Educaid onlus, RIU, Bar Lento, LaDirce, Dimoraenergia Lab, Cgil Rimini, Ass. Rione Montecavallo, Angolo Divino, Rimini Sparita, Adarte, Ass. Pedalando e Camminando/Fiab Rimini, Alberghi Tipici Riminesi, GreenDestinations, Comune di Santarcangelo di Romagna, Mutonia – Mutoid Waste Company, Anpi Santarcangelo Di Romagna, Chiocciola la casa del nomade, Museo Naturalistico di Pennabilli, Ceas, Centro visite, A passo d’uomo festival, Umana Dimora Rimini, Climate-KIC Italy, Mani Tese Rimini, Sunflower Beach Backpacker Hostels & Bar Rimini, Rimini Innovation Square,. Legambiente Santarcangelo di Romagna, Sir Fun Rimini, Grotta Rossa, Cooperativa Cento Fiori, Radio cento passi – voci libere, Newdada

CON IL PATROCINIO DI
MiBACT, Regione Emilia-Romagna, UNESCO , Fondazione UniVerde, 
Campus di Rimini , Comune di Rimini, Comune di San Leo  Comune di Santarcangelo, Comune di Novafeltria, Comune di Santagata Feltria, CAI Sezione Rimini, LAGAP.

IL FESTIVAL É COORDINATO A RIMINI DA:
Center for Advanced Studies in Tourism – CAST

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
annalisa.spalazzi2@unibo.it | valentina.porrazzo@virgilio.it

Scarica il comunicato stampa di IT.A.CÀ Rimini > COMUNICATO STAMPA IT.A.CA Rimini 2017

Arriva IT.A.CÀ Parma 2 – 8 ottobre 2017 | per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica

NELL’ANNO INTERNAZIONALE DEL TURISMO SOSTENIBILE PER LO SVILUPPO RITORNA IT.A.CA Parma (3° edizione) PER SCOPRIRE E VALORIZZARE LE ECCELLENZE DEL TERRITORIO PARMENSE IN CHIAVE GREEN!

Nel panorama italiano, Parma si sta affermando sempre più come città turistica. Lo dimostrano le cifre: i dati sui flussi di turisti in città indicano che nel 2016 si sono superate le 700 mila presenze e che nell’arco di 5 anni, dal 2012 al 2016, le presenze sono aumentate del 25%. 

Il turismo è fonte di un importante indotto economico per la comunità e permette di mantenere vivi paesi e città. Favorisce la conoscenza di luoghi storici e culturali e permette di scoprire realtà e posti nascosti nelle periferie e sulle montagne. 

Il turismo, se non adeguatamente gestito, ha però un significativo impatto ambientale. Basti pensare agli impatti dei trasporti che portano i turisti nei vari punti d’interesse, ai quantitativi di rifiuti prodotti dagli stessi durante la permanenza in un luogo, ai consumi di materie prime e alla distruzione di habitat e biodiversità che si verifica quando non si pratica un turismo attento alla tutela della natura.

Parchi del Ducato – Parma

É quindi fondamentale chiedersi: in prospettiva futura come deve svilupparsi il turismo nelle città?

Come si possono scoprire e valorizzare le eccellenze del territorio di Parma (paesaggi e cibo, natura e cultura) in modo eco-sostenibile?

Per dare una risposta a queste domande, dal 2 all’8 ottobre 2017, si terrà a Parma la terza edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori – Festival del turismo responsabile.

Questo festival, nato a Bologna nove anni fa, è diventato un punto di riferimento per molte realtà turistiche che svolgono la propria attività seguendo i valori dello sviluppo sostenibile: conoscendo, valorizzando e tutelando il proprio territorio e la biodiversità locale.

Percorso – Alta via dei Parchi

Quest’anno il festival assumerà ancora più valore dal momento che l’ONU ha stabilito che il 2017 è l’anno internazionale del turismo sostenibile.

Per l’edizione 2017 in tutto il territorio parmense sono in programma diverse attività tra cui: un seminario sul tema dell’eco-ospitalità, del cibo locale e biologico, dei viaggi a piedi e in bicicletta, la proiezione del documentario “Alta Via dei Parchi”, per scoprire i paesaggi dell’Appennino Parmense.

Sono anche in programma presentazioni di libri, momenti di formazione ed educazione ambientale, mostre fotografiche, attività nei parchi e all’aria aperta, itinerari in bici o a piedi.

Quindi non resta che invitarvi a questa nuova avventura 😉

Programma IT.A.CÀ Parma 

Organizzazioni promotrici:

 

Con il Patrocinio di:

In collaborazione con:

 

Un viaggio è sempre una scoperta, prima di luoghi nuovi,
è la scoperta di ciò che i luoghi nuovi fanno alla tua mente e al tuo cuore.
Viaggiare è sempre, in qualche forma, esplorare se stessi. 
(Stephen Littleword)

Turismo Sostenibile per lo sviluppo: destinazione IT.A.CÀ | Abbiamo bisogno del contributo di tutti voi!

Siate affamati, siate folli
[ Steve Jobs, Discorso all’Università di Stanford, 12 giugno 2005 ]

ABBIAMO BISOGNO DI TE – CON UNA DONAZIONE AIUTI IL FESTIVAL IT.A.CÀ A CRESCERE E A CONTINUARE IL SUO VIAGGIO!

L’appuntamento della tappa di Rimini questo anno sarà dal 16 al 24 settembre 2017, l’edizione più lunga e ambiziosa che prevede anche, per la prima volta, un evento di rilevanza internazionale: il Green Destinations Day Italia. Questa sarà l’occasione per mettere insieme tutti gli attori del turismo e non solo: imprenditori, settore pubblico, studenti e tutti i residenti sono invitati a discutere nuove idee per rendere Rimini la destinazione green d’Italia!

In tutti questi anni, grazie al lavoro di divulgazione sul tema, il Festival IT.A.CÀ è diventato un vero e proprio network, una piattaforma d’innovazione sociale, grazie alla quale moltissime associazioni, comunità, ONG, strutture ricettive, enti, consorzi e imprese hanno potuto intrecciare reti di collaborazione e co-progettazione attiva e partecipata, con la finalità di promuovere una migliore, equa e solidale fruizione del territorio e delle sue risorse.

Il Festival, autofinanziato dalle realtà che ne fanno parte, cerca un supporto per crescere nel territorio e diventare motore di sviluppo del turismo sostenibile per residenti e turisti riminesi e dei comuni delle Valli Marecchia e Conca.

Abbiamo pertanto bisogno della tua preziosa donazione per trasformare questa ambizione in realtà!
Tra le attività per le quale abbiamo bisogno del tuo aiuto sono:

> Stampa di tutto il materiale promozionale (locandine, flyers, programma) da distribuire in città e comuni riminesi, per far conoscere il festival e diffondere sul territorio i valori del turismo responsabile.

> Coprire le spese di viaggio di importanti relatori che verranno a Rimini per condividere le loro conoscenze e ispirare la trasformazione del turismo nella nostra provincia.

> Incentivare i volontari che aiuteranno durante il festival, come una cena di chiusura del festival

Ogni donazione riceverà un piccolo souvenir in omaggio come ringraziamento durante il Festival! 

Per donazioni superiori a euro 300 ci sarà inoltre come premio il soggiorno in una delle strutture parte della rete del festival in Romagna!

Ti ringraziamo per il tuo importante contributo
e aiutarci a far crescere il Festival 😉 
Ti aspettiamo dal 16 Settembre per celebrare il turismo responsabile!

Qui trovi le info per donare > Campagna di crowdfunding IT.A.CÀ Rimini

Il dopo Festival di Bologna 19 – 28 maggio | Prossime tappe in Italia fino al 22 ottobre!

IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori, il primo e unico festival dedicato al turismo responsabile, ha appena concluso la sua tappa bolognese (19-28 maggio).

L’apertura della sua 9a edizione nella città delle due torri, è stata un grande successo e nei prossimi giorni fino al 22 ottobre, è atteso anche a Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Trentino, Reggio Emilia, Parma, Rovigo e Monferrato: mostre, incontri, convegni, eventi in piazza, concorsi, camminate fluviali, itinerari in bicicletta, trekking, laboratori e animazione per grandi e piccini, geo esplorazioni, degustazioni, presentazioni di libri, proiezioni di film e molto altro ancora, con l’intento di diffondere una nuova idea di turismo, più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

Nell’anno Internazionale del Turismo sostenibile indetto dall’ONU, che ha visto a Bologna la nascita della Destinazione Turistica Metropolitana e con essa l’inizio di un nuovo cammino volto alla valorizzazione del patrimonio naturale, storico-artistico e antropologico del territorio, il turismo sostenibile e responsabile è stato il tema principale del festival, affrontato e discusso in più confronti e tavole rotonde, durante i quali molti sono stati gli spunti proposti, le idee di sviluppo strategico da perseguire ed anche le ipotesi lanciate di gemellaggio fra festival di regioni diverse.

Foto di Noemi Usai – Serre dei Giardini Margherita

Nel primo convegno di apertura di IT.A.CÀ, avuto luogo il 19 maggio alla presenza di molte autorità istituzionali, in una sala Stabat Mater – Biblioteca Archiginnasio gremita di gente, si è parlato di destinazione e strategie innovative per uno sviluppo sostenibile dei territori. Molti gli interventi, le testimonianze e i diversi i punti di vista, ma unica la volontà di procedere verso una direzione nuova: unire le forze e le idee per una comunione di contenuti che lascia da parte le appartenenze politiche e dà senso e continuità ai nuovi progetti in divenire.

Matteo Lepore al convegno di apertura del 19 maggio. Foto di Noemi Usai

Bologna si propone come il volano di uno sviluppo diffuso sul territorio, dove il turismo diventa opportunità per l’occupazione, un nuovo rapporto tra la natura e l’uomo, attraverso la promo- commercializzazione di itinerari e servizi d’accoglienza compatibili con l’ambiente e la diversità culturale” ha dichiarato Matteo Lepore, Assessore all’Economia e Turismo del Comune di Bologna, intervenuto all’incontro.

E proprio la riflessione sul turismo e le sue strategie di sviluppo, è stata la protagonista del convegno pomeridiano, dove alla presenza di Patrik Romano, direttore di Bologna Welcome e di molti altri esponenti del settore, un lessico comune ha fatto da volano ai tanti argomenti trattati: no al turismo fine a se stesso, sì ad uno sviluppo più autentico del territorio. Un territorio dalle mille potenzialità di crescita e sbocco professionale, un paese di risorse e opportunità da cogliere.

Facendo un bilancio di questa 9a edizione, il festival ha certamente fatto emergere molti soggetti presenti nella Città Metropolitana di Bologna, li ha ascoltati e stimolati a collaborare in un dialogo mirato alla co- progettazione.

Incontro del 22 maggio presso Kinodromo in collaborazione con Home Movies – Archvio nazionale del film di famiglia. Foto di Noemi Usai.

Tra gli asset di sviluppo strategico che IT.A.CÀ ha promosso in questa tappa bolognese, abbiamo incontrato la mobilità sostenibile, grazie alla collaborazione con Dynamo e Salvaiciclisti Bologna, la rigenerazione urbana, attraverso un dialogo costante con Kilowatt, la promozione della cultura e della creatività, in collaborazione con Kinodromo.

E ancora l’accessibilità, grazie al lavoro di realtà come l’Istituto Cavazza o La Girobussola, l’integrazione sociale, con progetti sviluppati dall’Albergo il Pallone o Next Generation e la valorizzazione dell’area metropolitana, frutto della collaborazione con varie realtà dell’Appennino e della pianura bolognese.

Oltre alla fitta partecipazione ai convegni, la tappa bolognese della manifestazione ha registrato quest’anno migliaia di visitatori, accorsi dall’Italia e dall’estero per partecipare ai tanti eventi in programma: più di cento, se consideriamo anche i moltissimi itinerari a piedi e a pedali, dentro e fuori porta, ai quali hanno preso parte moltissimi turisti e cittadini della Regione Emilia Romagna.

Destinazione Bologna, ma anche Casalecchio, Val di Zena, Val di Sambro, San Lazzaro di Savena, Castello di Serravalle, Zola Predosa, Montepastore di Monte San Pietro, Grizzana Morandi, Valasamoggia, Budrio, Granaglione, Pianoro e Imola. Uno zaino, una bici o un comodo paio di scarpe, per scoprire percorsi che andavano dalle due torri, all’appennino, passando per pianure e valli, con l’uso di mezzi liberi e rispettosi dell’ambiente.

Apprezzatissimo e molto seguito il weekend 20-21 maggio alle Serre dei Giardini Margherita, spazio cittadino recuperato e reso luogo di aggregazione e produzione culturale, dove la parola d’ordine è stata Home sharing e turismo sostenibile. In altre parole, una nuova filosofia di scambio e condivisione che predilige il risparmio ed un nuovo modello economico, sul quale verte da qualche tempo un’accesa discussione fra gli enti coinvolti.

Premiazione “Adotta un Turista”.

In primis Airbnb, una fra le community di Home sharing più famose nel mondo, insieme ad altre realtà in crescita come Local Pal, scambiocasa.com, Abitando s’impara, Revealth, chiamate al confronto, ognuna con le sue specificità.

Vari momenti di scambio sul tema dell’impatto dell’home sharing sull’economia turistica, attraverso un dialogo orizzontale – a volte anche serrato – ed un’analisi propositiva e mai impositiva sull’argomento. Non sono mancati gli approfondimenti pratici al tema, grazie ai workshop gratuiti su costi, affitti in regola, marketing e comunicazione, rivolti a chi intende avviare la propria attività di home sharing. Singolare e molto gradito il progetto BOLOGNA, 6° casa!, che ha visto un divertente e interessante itinerario fra alcune case ospitali di Bologna, ognuna con caratteristiche singolari.

Nella stessa cornice, IT.A.CÀ in collaborazione con Ecobnb, ha premiato i tre finalisti del contest “Adotta un turista”: primo premio ad Antonio Venza per il progetto Ivana Manferdelli.

Fra gli altri argomenti affrontati nei dieci giorni del festival, anche il tema delle diversità, delle migrazioni e dell’(in)ospitalità in un’Europa che accoglie tra frontiere, limiti e diritti. Identità di luoghi e persone, attraverso le apprezzatissime ed emozionanti mostre fotografiche, intervallate da momenti musicali, proiezioni e spettacoli di teatro sulla disabilità.

Proprio a questo tema, è stato dedicato l’ultimo fine settimana di IT.A.CÀ (27 – 28 maggio): HANDYAMO SI PARTE! con molti eventi organizzati che hanno dato risalto all’uguaglianza e alle opportunità anche per le persone con bisogni speciali, affinché possano usufruire di servizi autonomi come trasporti e itinerari accessibili.

Per un intero weekend, la Velostazione Dynamo ha presentato e reso fruibile il punto noleggio ausili per la mobilità urbana di persone con disabilità: ricarica batterie e elettriche e servizio di manutenzione meccanica per carrozzine, realizzato con il patrocinio del Comune di Bologna. In un’ottica inclusiva, gli ausili classificata Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese; seconda con a Parma un filo ci unisce e per finire Veronica Falcone con Sotto le stelle di città.

Sono stati messi a disposizione e a integrazione del tradizionale servizio di noleggio biciclette, per dare a tutti la possibilità di vivere la propria città con occhi diversi e possibilmente con poche barriere.

Domenica 28 maggio, la rassegna Dynamo ha riunito un pubblico numeroso di visitatori al seminario Il turismo accessibile a Bologna”, durante il quale ci si è soffermati su vari interrogativi importanti: come vivono i cittadini la loro città? Quali limiti e disagi incontrano muovendosi per Bologna?

Momenti della Scarrozzata lungo le vie di Bologna, domenica 28 maggio. Foto di Valentina Gambaro

La migliore risposta a queste domande la si è potuta vivere con la singolare skarrozzata delle ore 12.00: un momento importante in cui è stata data l’opportunità a tutti di provare la disabilità: handbike da pedalare con le mani, motorini a traino per le carrozzine, scoter elettrici, biciclette per il trasporto dei disabili. Perché non si può parlare di sostenibilità e responsabilità se non si allinea ad essi, il concetto di accessibilità che può e dev’essere uno dei capisaldi del viaggiare responsabile.

A conclusione di un festival ricco di contenuti e spunti di riflessione, la Velostazione di Bologna si è inoltre trasformata in polo culturale con presentazione di libri, spettacoli, mostra accessibile nei tunnel antiaerei di Dynamo e le note poetiche di Carlo Maver.

IT.A.CÀ – Migranti e viaggiatori, non è ancora finito e vi aspetta fino al 22 ottobre nelle tappe di Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Trentino, Reggio Emilia, Parma, Rovigo e Monferrato.

Il programma dettagliato delle altre città è sul nostro sito www.festivalitaca.net.

info@festivalitaca.net
https://www.facebook.com/itacafestival
https://twitter.com/ItacaFestBO
https://www.youtube.com/user/FestivalitacaBO
https://www.instagram.com/it.a.ca/

Illustrazione realizzata da Rossana Bossù > www.rossanabossu.blogspot.it

Il festival è promosso e organizzato da Associazione YODA, COSPE Onlus, NEXUS E–R.
Con il Contributo di Comune di Bologna, Alce Nero, Airbnb, Compagnia dei Cammini, Cescot, l’Altro Spazio.

Con il Patrocinio di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Regione Emilia Romagna, Bologna Welcome, Unesco, Città Metropolitana di Bologna, City of Food Bologna.

In collaborazione con Università di Bologna, Local Pal, Kilowatt, Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza Onlus, Kinodromo, MTBO Museo Tolomeo Bologna, Velostazione Dynamo, Salvaiciclisti Bologna, Archiginnasio, Istituzione Biblioteche Bologna, Associazione Farm, We Bologna, Urban Center Bologna, A.I.T.R associazione italiana turismo responsabile, The Bottom Up, ASP Città di Bologna, Naturalmente Imola, Associazione TerzoTropico, Mercato Sonato, Arena del Sole, AlbergoPallone.

TAPPE 2017

BOLOGNA 19 › 28 maggio
FERRARA 29 › 31 maggio
PADOVA 1 › 4 giugno
RIMINI 20 › 24 settembre
TRENTINO 25 sett. › 1 ottobre
REGGIO EM 30 sett. › 2 ottobre
PARMA 2 › 8 ottobre
ROVIGO 13 › 15 ottobre
MONFERRATO 20 › 22 ottobre

Per le altre tappe italiane di IT.A.CÀ, si ringraziano: Nexus Emilia Romagna, Arci Ferrara, Cgil Ferrara, Spi Cgil, Ferrara, Associazione LOAD e Comune di Ferrara, Arci Padova, Ass. Lanterna Magica, Ass. Incontrarci, Kirecò, Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) dell’Università di Bologna, Agenzia Piano Strategico di Rimini, Ass. TassoBarbasso, Urbanauti, Ecobnb, Comune di Parma, Ass Le città Invisibili, Il Taccuino di Darwin, Ass. Icaro, FIAB-PARMA Bicinsieme, Parchi del Ducato, Mappamondo Coop Sociale Arl Onlus – Parma, Farfalle in Cammino, Ass. TeradaMar, COSPE onlus, Arcisolidarietà Veneto, Officina dei Sensi.

CONTATTI UFFICIO STAMPA
IVANA CELANO cell. +39 349 06 44 923
stampa@festivalitaca.net

A.I.T.R INCONTRA – Seminario b2b di turismo responsabile

 26 Novembre 2016
h9.00

Ostello della Ghiara – Via Guasco, 6 Reggio Emilia,

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IT.A.CÁ migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile

ti invita a partecipare a un grande evento per attivare partnership per le tue iniziative turistiche

Dopo il successo delle edizioni precedenti, si terrà la terza edizione di “AITR incontra” il meeting dedicato al b2b del turismo responsabile. Si tratta di un incontro conoscitivo in cui i soci AITR, gli operatori turistici, le start-up, gli organizzatori di eventi che operano all’interno del turismo responsabile e quelli che vorrebbero operarvi si possono conoscere e avviare collaborazioni, media partnership, partecipazioni a progetti, scambio di buone pratiche, iniziative di formazione. Tutti i partecipanti disporranno di un desk informativo e, attraverso colloqui frontali, potranno confrontarsi su eventuali iniziative da costruire insieme.

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Un luogo per sviluppare i vostri progetti attivando collaborazioni nel pieno rispetto dell’ambiente e della comunità locale, insomma, di tutti i principi che caratterizzano il turismo responsabile e che da anni muovono le attività di IT.A.CÁ e di AITR.

Ad oggi sono già 40 le associazioni, le organizzazioni e le cooperative che parteciperanno  Vai alla lista 

La partecipazione ad AITR Incontra è gratuita per i soci di AITR; gli altri partecipanti dovranno versare una quota di 30 € sul conto AITR aperto presso Banca Etica, IBAN: IT43J0501802400000000107396 La quota comprende la disponibilità della postazione, il pranzo, l’inclusione nella lista partecipanti sul sito di AITR. Tutti gli interessati sono invitati a far pervenire la loro iscrizione contattando Francesco Marmo (info@aitr.org 051 509842).

AITR garantirà un servizio di segreteria e di accoglienza e metterà a disposizione dei partecipanti i tegolini con il loro nome.

Inoltre i  partecipanti potranno pernottare all’Ostello della Ghiara con uno sconto del 10%.

Per maggiori informazioni scarica qui la scheda di AITR INCONTRA

Innovazione sociale è IT.A.CÀ, si chiude la stagione 2016

IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori: festival del turismo Responsabile
8° edizione 2016

www.festivalitaca.net 

Anche per questa edizione 2016 il festival IT.A.CÀ, primo e unico festival in Italia che si occupa di turismo responsabile, ha chiuso le sue tappe e come nelle passate edizioni IT.A.CÀ ha coinvolto 7 città tra Emilia Romagna e Trentino con i diversi appuntamenti nitaca-cartolina-bassaelle città diluiti in diversi periodi dell’anno.

Per questa edizione IT.A.CÀ a Bologna ha esplorato il rapporto che unisce innovazione sociale e turismo attraverso convegni, workshop, presentazioni libri, proiezioni, spettacoli, e naturalmente itinerari turistici a piedi, in treno e in bicicletta.

L’obiettivo è dar voce alle realtà più innovative sul territorio che, con la loro creatività, possono offrire al cittadino – turista uno sguardo diverso sulla città e i suoi dintorni.

Tra le sedi di questa edizione 2016 a Bologna ci sono due spazi cittadini recuperati e trasformati in luoghi di aggregazione, innovazione e produzione culturale: Le Serre dei Giardini Margherita, riaperte alla città dall’associazione Kilowatt, e Dynamo – La velostazione di Bologna animata dall’associazione Salvaiciclisti di Bologna.

Ma anche progetti innovativi come l’Ostello We_Bologna, o il Kinodromo, che valorizzano la cultura locale attraverso spazi di visione nuovi.

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Siamo convinti che se negli ultimi anni gli arrivi turistici a Bologna sono cresciuti di oltre il 45% è grazie alla capacità attrattiva del capitale sociale bolognese. Nell’epoca del post-turismo, infatti, oltre alle tradizioni enogastronimiche e al patrimonio storico, artistico e architettonico di una città, conta il  fermento culturale, la partecipazione civica e la valorizzazione delle specificità locali in chiave innovativa.

Report IT.A.CÀ Bologna > report IT.A.CA Bologna 2016
Rassegna stampa IT.A.CÀ Bologna > Rassegna Stampa IT.A.CA Bologna 2016

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 IT.A.CÀ Rimini
 18 – 22 Maggio 2016

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Per il secondo anno, il Centro di Studi Avanzati per il Turismo (CAST) dell’Università di Bologna – campus di Rimini, ha coordinato gli eventi del festival del turismo responsabile IT.A.CÀ – Migranti e Viaggiatori, per la città di Rimini. Inoltre, a Rimini, è avvenuto il lancio dell’ottava edizione del festival, dando grande risalto ed importanza all’organizzazione locale.

Essendo coordinato da un ente che si occupa di formazione e con l’obiettivo di valorizzare l’approccio educativo al turismo in atto a Rimini, si è deciso di incentrare gli eventi sul tema della “formazione informale”. Il risultato generale dell’evento è stato ottimo, sia come risposta di pubblico che delle realtà coinvolte, ma anche la diffusione mediatica che è riuscito a raggiungere. Molti dei partner hanno già collaborato nell’edizione del 2015 insieme a quelli storici quali Cescot, A Passo d’Uomo e CGIL., altri si sono invece uniti quest’anno come L’Umana Dimora, Vitamina Project, A la Calle!, ecc.

Report IT.A.CÀ Rimini > Report IT.A.CA Rimini-2016

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IT.A.CÀ Trento
3 – 9 ottobre 2016

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Per il secondo anno consecutivo il Festival IT.A.CÀ approda in Trentino.
L’Associazione TassoBarbasso in quanto promotrice di percorsi creati ad hoc per conoscere il territorio, in un’ottica di interscambio e di sostenibilità, ed allo stesso tempo, che favoriscano il dialogo tra diverse culture e religioni; quest’anno ha curato il coordinamento del festival, proprio perché IT.A.CÀ è l’unico festival che vuole dare la possibilità di riflettere sul tema del viaggio e allo stesso tempo di sperimentare microesperienze di turismo “slow”.

In questa seconda edizione in particolare il festival ha voluto creare opportunità di riconsiderare il viaggio non più solo come semplice vacanza, trasgressione e svago, ma come un’esperienza capace di soddisfare il desiderio di conoscenza e scoperta del mondo, vicino e lontano da casa. IT.A.CÀ Trentino è stato volutamente collocato in un periodo, quello autunnale, non inflazionato da proposte e attività legate all’alta stagione, per lanciare il messaggio che anche le stagioni “di mezzo” possono offrire interessanti spunti e possibilità di turismo più rispettoso dell’ambiente.

Report IT.A.CÀ Trento > Report IT.A.CA Trento 2016

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IT.A.CÀ Ferrara
 30 – 31 Maggio 2016

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É proseguita, anche nel 2016, la collaborazione di IT.A.CÀ con il Festival dei Diritti di Ferrara, giunto alla XIV edizione, dal titolo “Percorsi di Pace tra diritti ed integrazione”, promosso e realizzato da diverse realtà del territorio provinciale e regionale (Arci Ferrara, Arci Emilia Romagna, Cgil Ferrara, Nexus Emilia Romagna, Cittadini del Mondo, Cooperativa Teatro Nucleo, Oltre Confine, IBO Italia, UDI Ferrara, Associazione Verso Sud Onlus e ANPI Ferrara).

L’edizione 2016 di IT.A.CÀ Ferrara è stata all’insegna del “viaggiare lento”, del turismo sostenibile e responsabile, della valorizzazione del territorio e del grande patrimonio storico, artistico e culturale della città estense.

Report IT.A.CÀ Ferrara > Report IT.A.CA Ferrara 2016

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IT.A.CÀ Parma
30 maggio – 5 giugno 2016

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Per il quarto anno consecutivo, l’associazione culturale Le Città Invisibili ed Ecobnb, la community del Turismo Sostenibile, hanno coordinato gli eventi del festival del turismo responsabile IT.A.CÀ, nella città di Parma e nel territorio Parmense.

Il programma di eventi si è incentrato sul tema della riscoperta lenta di angoli nascosti e meno noti del territorio parmense, attraverso itinerari in bicicletta, a piedi, in bicicletta, in mountain bike o con gli asini, e sul tema della biodiversità, con numerosi eventi in fattorie e all’interno dei Parchi del Ducato, dedicati ai bambini, alle famiglie e agli adulti.

Inoltre è stato realizzato per il quarto anno consecutivo il contest “Adotta un Turista”, il premio per promuovere esperienze di viaggio autentiche, per condividere luoghi e per riscoprire il tema dell’ospitalità (www.adottaunturista.org).

Report IT.A.CA Parma > Report_IT.A.CÀ Parma 2016

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IT.A.CÀ Reggio Emilia 
Luglio – settembre 2016

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Itinerari a piedi e a pedali, presentazioni di libri, esplorazioni urbane e trekking a piedi per scoprire il territorio reggiano in maniera responsabile e sostenibile. Grazie all’associazione Urbanauti che per il secondo anno ha organizzato la kermesse di IT.A.CA a Reggio Emilia in collaborazione con Orizzonti in Cammino e AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) si è valorizzato in chiave sostenibile e responsabile il turismo locale sia in città che nei territori limitrofi: tra Appennino e pianura.

Report IT.A.CÀ Reggio Emilia > Report IT.A.CA Reggio Emilia 2016

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IT.A.CÀ Ravenna
12 – 18 e 25 giugno 2016 

Giornata ecologica in piallassa con i bambini a-cavallo-marina-romea-2014-033

Report IT.A.CÀ Ravenna > Report IT.A.CA Ravenna 2016

… perchè il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa (it.a.cà= sei a casa? in dialetto bolognese) una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere, dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…

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Buon viaggio
….e come sempre potete seguirci anche sui nostri social sempre attivi > Facebook IT.A.CÀ


Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ
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Intervista a Federico Fasol per Dynamo Tours – Discover Bologna by Bike

Per la rubrica In viaggio verso IT.A.CÁ abbiamo incontrato Federico Fasol, l’amministratounspecifiedre della società cooperativa Dynamo che, con l’iniziativa Dynamo Tours – Discover Bologna by Bike, ha vinto il Premio Turismo Sostenibile 2016 in collaborazione con Bologna Welcome nella categoria “Iniziative cicloturistiche realizzate”.

La Cooperativa Dynamo gestisce i servizi offerti da Dynamo – la Velostazione di Bologna, progetto nato esattamente un anno fa attraverso la partecipazione dell’Associazione Salvaiciclisti-Bologna al bando Incredibol istituito dal Comune di Bologna.  Per il nostro blog abbiamo pubblicato diversi post grazie ai quali potrete conoscere meglio Salvaciclisti – Bologna e Dynamo; tra i tanti: Dynamo: la prima velostazione in Italia, Biciviaggiare: l’incontro tra Salvaciclisti-Bologna e IT.A.CÁ.

Oggi ci focalizzeremo sulla loro attività in ambito turistico, che ha arricchito notevolmente il panorama dei tour di Bologna e del suo hinterland

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L’attività turistica di Dynamo e la collaborazione con il festival IT.A.CÁ 

Grazie al forte legame tra l’associazione Salvaciclisti-Bologna di cui sono membro e il Festival IT.À.CA, unitamente alla grande passione di alcuni soci per il cicloturismo, a maggio 2015 abbiamo deciso di organizzare il nostro primo cicloviaggio associativo, la Via del Tortello, un itinerario in bici da Trento a Bologna. L’idea dell’itinerario è nata proprio grazie a IT.À.CA, visto che in quell’anno Trento sarebbe stata la città di apertura del festival. L’esperienza è piaciuta a noi e anche a chi ha pedalato con noi, così è stata seguita da altri 5 viaggi in 2 anni, di cui uno inserito nel calendario dell’edizione 2016 del festival.

Sempre dalla collaborazione con lo staff di  IT.À.CA, è nato nel 2016 anche il progetto  IT.À.CA Fair, piccola fiera del turismo a pedali, in cui è stato possibile mettere in contatto i cittadini con un nuovo modo di viaggiare, attraverso espositori e workshop dedicati.

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Avviare una start-up di cicloturismo

Realizzare un progetto di ciclo-turismo in Italia presenta molte difficoltà e richiede molto tempo ed energie. È necessario come prima cosa conoscere bene la normativa regionale e nazionale relativa alle guide turistiche, ai permessi necessari e ai vincoli imposti dalle amministrazioni; mancano le figure professionali che servono in questo settore.

Infatti, non ci sono molte aziende che riescano a investire nella formazione dei propri collaboratori e i singoli non sempre hanno la possibilità  di formarsi in strutture certificate, poiché hanno costi abbastanza elevati.

Nel nostro caso abbiamo avuto la fortuna di incontrare lungo la strada persone appassionate di bicicletta e di viaggi, che ci hanno fatto conoscere percorsi unici e hanno voluto investire con noi nella creazione del progetto, prima con l’Associazione, poi con Dynamo.

I vantaggi del cicloturismo

Quando nell’estate 2015 si è concretizzato il “progetto Dynamo” siamo entrati in contatto con tantissimi turisti e ciclo-turisti, sia italiani che stranieri. Grazie al servizio di noleggio e all’organizzazione di percorsi ciclo-turistici cittadini, in collaborazione con Bologna Welcome, Dynamo permette di scoprire la città più da vicino e con un ritmo lento: i turisti hanno la possibilità di soffermarsi su particolari che spesso sfuggono, di confrontarsi e di condividere nuove esperienze e fatiche con i propri compagni di viaggio.

La bicicletta permette di arrivare dove altri mezzi non possono passare, di muoversi lontano dal traffico e in compagnia, scoprendo angoli nascosti e spesso sconosciuti.

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*Foto di Gianni Mazzotta 

Bologna: destinazione Cicloturistica 

Bologna è la destinazione ideale da visitare in bicicletta, grazie alla conformazione stessa della città e all’impegno dell’Amministrazione comunale, che negli ultimi anni ha investito molteplici risorse nel miglioramento delle infrastrutture che permettono sempre di più a tutti, dagli anziani ai bambini, di muoversi agevolmente e in sicurezza in tutta la città.

Muoversi in bicicletta fa bene alla salute, alla società e permette di condividere lo spazio pubblico in un modo più sostenibile, riducendo gli effetti negativi del traffico.

Sempre più turisti stanno venendo a conoscenza della possibilità di visitare Bologna in un modo alternativo e sostenibile; con la nostra attività quotidiana registriamo un crescente interesse verso mezzi di trasporto non convenzionali, come le Cargo-Bike per i bambini o la bicicletta Aspasso, che permette di accompagnare persone disabili, muovendosi agilmente e a impatto zero.

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I tour di Dynamo

I tour cittadini in bicicletta offerti da Dynamo sono un progetto in costante crescita, ma richiedono un grande impegno in termini di promozione. È per questo siamo lieti di aver ricevuto il Premio Turismo Sostenibile 2016, che ci permetterà di investire maggiori risorse in questo aspetto del nostro progetto di impresa.

Il tour consiste in una visita guidata di circa 2 ore, offerta settimanalmente, che tocca sia i punti di maggiore interesse, sia gli angoli meno conosciuti; è stato pensato per dare in poco tempo un’immagine complessiva della città e allo stesso tempo invita e stimola il turista a tornare in quegli stessi luoghi in modo autonomo e a visitarli con calma in un secondo momento.

Il percorso è stato individuato grazie alla nostra esperienza diretta di ciclo-attivisti insieme a guide turistiche con una conoscenza approfondita del nostro territorio. Il tour si concentra sulle strade del centro, che sono in minima parte attrezzate con piste ciclabili, poiché tutto il centro urbano è una zona a 30km/h. Inoltre, al momento stiamo implementando un servizio di tour audioguidati (il primo a tema musica, creato in occasione della mostra di David Bowie a Bologna) e tour on demand, in modo da ampliare sempre di più l’offerta, rivolgendoci a un numero sempre crescente di turisti.

Per conoscere e partecipare ai ciclo – tour di Dynamo vai alla pagina Dynamo – Turismo.

Simona Zedda
Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÁ”

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Eventi

Biciterapia. In viaggio alla ricerca dell’Equilibrio di Mila Brollo

Presentazione libro >
Biciterapia. In viaggio alla ricerca dell’Equilibrio di Mila Brollo

Una donna in bicicletta, da sola, per perdonarsi, curarsi e incontrare il mondo. 2000 km da Gemona a Lampedusa lungo un’Italia folle e assolata.

Hai il diabete? Pedala. Hai ciccia? Pedala. Hai ansia? Pedala. Hai voglia di vedere il mondo? Pedala. Bene, ho tutte queste cose e dunque, pedalo… Ho 58 anni, sono malaticcia e sovrappeso, ma bella viva e vivace. Ho il diabete di tipo 2 e mi sento in colpa per averlo. Non ho pensato al mio corpo per tutta una vita.

Lavoro in psichiatria e ogni giorno mi accorgo che dovrei avere più coraggio e mi sento in colpa per quel che non ho fatto. Lavoro con i temi che riguardano “gli ultimi” e tante volte, il mio sentirmi piccola, mi ha paralizzato. Mi sento in colpa per le ripetute, vigliacche omissioni che pratico. Parto per un viaggio in solitaria da Gemona del Friuli a Lampedusa. 2000 km in e-bike: sarà un viaggio sorprendente.

La mia età, la condizione fisica, gli incontri con centinaia di persone segnate dal disturbo mentale, e infine l’arrivo a Lampedusa, isola straordinaria per bellezza, accoglienza, pietas. Lungo la strada cercherò di perdonarmi, cucendo e unendo i margini delle mie reti e delle mie ferite. Sarà una biciterapia.

MILA BROLLO – BIO 

Mila Brollo, 59 anni, vive a Gemona del Friuli (UD). Lavora come tecnico della riabilitazione psichiatrica in Azienda Sanitaria, insegna a contratto all’università di Trieste e si occupa di formazione in enti pubblici e privati. È pedagogista e counselor. Ha una bella famiglia, ama l’arte, ha il diabete di tipo 2, non è una ciclista abituale ma ce l’ha fatta. Il suo blog è biciterapia.it 

Il viaggio di Mila è stato seguito, per un’indagine medico-scientifica, dall’Università di Pisa e dall’Università di Trieste e sostenuto dall’Associazione “Le Parole Ritrovate”, che ha organizzato, lungo tutto il percorso, incontri con pazienti e centri di Salute Mentale.