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RIMANDAMI SUL MARE laboratorio teatrale | 3 marzo 2018 Bologna

Vi invitiamo a partecipare a questo importante laboratorio condotto dalla regista Martina Palmieri con la partecipazione degli attori non vedenti, vedenti e ipovedenti della compagnia Orbitateatro, si inserisce nell’ambito del bando PTPL 2017 (Programma Turistico di Promozione Locale) sul Turismo Accessibile, promosso da IT.A.CÀ migranti e viaggiatori, festival del Turismo Responsabile e si rivolge a operatori del settore turistico e culturale che desiderano sperimentarsi nell’incontro diretto con la diversità e a chiunque  volesse partecipare a questa esperienza. 

Si è trattato di 4.000 euro il festival IT.A.CÀ ha investito nella realizzazione e la promozione di iniziative e itinerari accessibili per diversi tipi di disabilità (motoria, visiva e uditiva). La valorizzazione di tali iniziative comporterebbe infatti, un miglioramento della fruizione della Città Metropolitana da parte di tutti i city users: sia da parte dei residenti che dei turisti.

Rimandami sul mare è un laboratorio teatrale sul tema del viaggio inteso come trasferimento dentro e oltre i confini dell’identità, liberamente ispirato al racconto di Ulisse, a cura di Gruppo Elettrogeno Teatro in collaborazione con Cooperativa Accaparlante e Associazione La Girobussola.

Itinerario di predisposizioni, desideri e dipendenze, che spesso emergono al momento della partenza, quando cioè usciamo dal nostro guscio di tranquillità per recarci “dove non siamo stati mai”, il viaggio sarà qui un percorso che parte idealmente dal mito di Ulisse per condurci al nocciolo delle nostre personali fragilità e potenzialità, capaci di volta in volta di modificarsi e modificarci ad ogni partenza nell’incontro con l’ignoto e con l’altro uguale e diverso da noi.

All’interno del laboratorio i partecipanti potranno sperimentare attraverso attività corporee di improvvisazione vocale e teatrale l’esperienza del viaggio tra reale e immaginario, confrontarsi con i meccanismi e le contraddizioni che si instaurano quando chi si sposta non può farlo se non accompagnato da qualcuno e imparare a relazionarsi con le differenti specificità sensoriali e/o fisiche del resto gruppo.

Guide dell’itinerario saranno infatti gli attori e le attrici non vedenti, vedenti e ipovedenti della compagnia Orbitateatro, costituita nel 2011 nell’ambito del progetto di formazione e di produzione di spettacoli l’Arte della trasformazione a cura di Gruppo Elettrogeno, con la partecipazione degli operatori non vedenti di Associazione La Girobussola e gli animatori con disabilità di Cooperativa Accaparlante, che intervalleranno le azioni con il proprio racconto e vissuto di viaggiatori con disabilità.

Scopriremo che a tutti è concesso viaggiare e che anche con dei limiti oggettivi è possibile essere sempre in cammino. 

Dopo la dimostrazione Check-inItaca in collaborazione con coro Arcanto e l’improvvisazione vocale collettiva Painting Voices con Coro Arcanto e Gruppo Elettrogeno promosso da Serendippo, nell’ambito di PubbliCittà – ArtCity, con Rimandami sul mare Gruppo Elettrogeno allarga ancora una volta gli orizzonti del proprio lavoro sulle tracce di Ulisse verso lo spettacolo che a maggio andrà in scena a conclusione del progetto I Fiori Blu musicateatro 2018, un progetto di formazione teatrale e musicale che coinvolge per la sua quarta edizione una comunità artistica di attori, musicisti, artisti, persone in misura alternativa alla detenzione e operatori del sociale.

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RIMANDAMI SUL MARE
Laboratorio teatrale con  Gruppo Elettrogeno – Orbitateatro  in collaborazione con
Cooperativa Accaparlante & Associazione La Girobussola

3 marzo 2018
h9.30 – h13.00 
Centro Documentazione Handicap
( via Pirandello 24, Bologna).

Il laboratorio è gratuito e aperto a un massimo di 20 iscritti.

Per info & iscrizioni:
info@gruppoelettrogeno.org
Evento FB

Al termine della mattinata sarà possibile visitare il Centro di Documentazione con gli educatori e gli animatori con disabilità del Progetto Calamaio e pranzare insieme nella cucina della sede con un contributo di 5 euro. 

Le iscrizioni al laboratorio e le prenotazioni del pranzo saranno effettuate entro e non oltre mercoledì 28 febbraio 2018.

Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ
Sonia Bregoli  

BOLOGNA – FIRENZE, ANDATA E RITORNO

BOLOGNA – FIRENZE, ANDATA E RITORNO

Convegno di promozione del protocollo d’intesa
tra le Città metropolitane di Bologna e Firenze

Mercoledì 14 marzo 2018 

9.00 – 17.30
Palazzo Loup, Via Santa Margherita 21
Loiano – Bologna

Il protocollo d’intesa firmato il 7 novembre 2017 dalle Città metropolitane di Bologna e Firenze prevede la collaborazione in merito a bandi europei, cultura e turismo, pianificazione strategica, sostenibilità, sviluppo economico e innovazione urbana, per lo sviluppo di progetti condivisi, nel quadro delle politiche regionali e di area vasta. 

Muovendo da questo documento innovativo, il convegno si presenta come un importante momento di riflessione e confronto volto a creare le condizioni per lo sviluppo integrato e una comune promozione di Bologna e Firenze, con un focus specifico sull’Appennino tosco–emiliano, cerniera tra le due città.

L’evento verrà aperto dai due sindaci metropolitani: Virginio Merola e Dario Nardella, a cui seguiranno gli altri interventi.

Il pomeriggio prevede la partecipazione attiva del pubblico, attraverso 4 tavoli tematici.

L’accesso al convegno è gratuito, ma è necessaria la pre–registrazione attraverso il form on-line > Registration form

Sarà presente una navetta gratuita con partenza dalla banchina 25 dell’Autostazione di Bologna alle ore 8.15 e partenza da Loiano alle ore 17.45. Per accedere al servizio di trasporto è necessario indicarlo nel form di iscrizione sopra indicato.

Segreteria organizzativa
Simona Zedda – 340 1779941 • info@festivalitaca.net

Organizzazione navetta
Damian Castro – 339 8116433 • info@gruppoyoda.org

A breve seguirà il programma dettagliato

 

Da Napoli a IT.A.CÀ | Itinerari, culture e identità del turismo universale

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici 

vi informiamo che giovedì 8 Febbraio a Napoli, presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II, si terrà l’incontro “Omofobi del mio Stivale. Giornata di studi sul Turismo LGBT”, primo appuntamento dell’iniziativa “Da Napoli a IT.A.CÀ – Itinerari, culture e identità del turismo universale”.

Foto di Francesco Cosentini

L’iniziativa vuole rappresentare un’occasione di approfondimento sul tema degli “altri turismi”, attraverso attività di workshop tematici su alcune dimensioni del turismo che più interessano la città di Napoli.

Una metodologia creativa e innovativa di accompagnamento della città e delle sue comunità verso un percorso di condivisione, co-progettazione e crescita collettiva che avrà la sua maggiore espressione nella prima edizione napoletana del Festival IT.A.CÀ programmato per l’autunno 2018.

Foto di Francesco Cosentini

Come primo appuntamento, sulla scia della manifestazione itinerante contro l’omofobia “Omofobi del mio Stivale”, l’Osservatorio LGBT dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Comitato provinciale Arcigay di Napoli e l’associazione “La parola che non muore” organizzano una giornata di studio e discussione sul tema del turismo LGBT in una delle città italiane più sensibili ai temi dell’accoglienza turistica. 

Al termine dell’evento, una visita guidata esclusiva al Complesso Monumentale dei Santi Filippo e Giacomo – un percorso inedito dal ‘500 all’800 sulle corporazioni della seta a Napoli – e ai resti di una domus romana sottostante, ritrovata recentemente, a cura di “Respirando Arte” e di “Altri turismi” progetto che mira promuovere socializzazione e aggregazione attraverso percorsi turistici alla scoperta di arte e cultura. 

L’iniziativa continuerà con altri quattro appuntamenti, uno al mese fino a giugno, che si terranno sempre nella sede del dipartimento. Di seguito il calendario: 

  • 23 Marzo – Mappe, linee, itinerari del viaggio urbano
  • 27 Aprile 2018 – Turismo come bene comune: la città rigenerata.
  • 18 Maggio 2018 – Viaggiare in modo responsabile: turismo sostenibile e sviluppo locale.
  • 29 Giugno 2018 – Turismo e innovazione: partiamo da IT.A.CÀ

Link utili:
Evento Facebook
https://www.facebook.com/events/1820110531614839
Osservatorio LGBT
http://www.osservatoriolgbt.eu/

Blog IT.A.CÀ
Coordinamento IT.A.CÀ Napoli 
Irene Aprile 

Rimini | Spiaggia Marina Centro: un turismo fatto di persone e responsabilità sociale a un passo dal mare

Carissimi amici e amiche viaggiatrici 

oggi per il nostro Blog siamo in compagnia di Stefano Mazzotti, titolare del Bagno 27 di Rimini, coordinatore del progetto Marina C’entro e partner della rete di IT.A.CÀ Rimini.

Stefano, conosciuto ormai da tutti come il bagnino top, fa parte, assieme ad altri 8 stabilimenti balneari riminesi, del Consorzio Spiaggia Marina Centro e ci racconterà la nascita del progetto che promuove l’inserimento di persone con disabilità nel mondo del turismo.

Il progetto Marina C’entro prende luce durante la stagione estiva 2017 con un nuovo modo di concepire l’accoglienza turistica e il turismo balneare attraverso l’inclusione sociale di 11 ragazzi con disabilità all’interno del consorzio. I ragazzi coinvolti hanno potuto mettersi alla prova in una vera e proprio esperienza lavorativa estiva, affiancando i professionisti che lavorano in spiaggia con specifiche mansioni create apposta per loro: bagnini, animatori, addetti all’info point.

Il progetto è stato realizzato grazie alla rete con le associazioni Crescere Insieme, Rimini Autismo e alla collaborazione con l’Università di Bologna, la coop. Sociale Il Millepiedi e la Fondazione Enaip S. Zavatta di Rimini.

Intervista a cura di Andrea Massimo Murari che fa parte del coordinamento di IT.A.CÀ Rimini.

Stefano, qual è stata la motivazione principale che vi ha spinto a far nascere il progetto?  

Sicuramente la grande voglia di riscatto che le persone con fragilita’ sociale hanno portato nelle nostre spiagge ha fatto la differenza. Inoltre, il fatto di volersi aprire a nuove forme di fare impresa, di uscire dalla spirale di aziende solo ed esclusivamente profit per entrare in un circuito virtuoso, che ci desse la possibilità di confrontarci con le grandi imprese che fanno della responsabilità sociale di impresa una loro missione. inoltre, stare a contatto con ambienti legati alla scuola e all’università, alla formazione e alle associazioni di volontariato ci ha dato la possibilità di aprire definitivamente la nostra visione imprenditoriale.

Passata la prima stagione estiva, cosa vi ha lasciato questa esperienza?  

La soddisfazione di avere coinvolto persone che normalmente il mondo del lavoro non considera, avere capito che la fragilità sociale e la disabilità non sempre sono ostacoli, ma grandi opportunità per il mondo imprenditoriale ed il sorriso dei nostri ragazzi ce l’ha dimostrato giorno dopo giorno.

I risultati del progetto sono stati il primo evento di apertura dell’ultima edizione Festival IT.A.CÀ  2017 a Rimini con la presenza e la testimonianza dei ragazzi, un momento ricco di emozioni e divertente di condivisione. 

Nel mese di dicembre il progetto Marina C’entro, ha vinto il primo premio Innovatori Responsabili istituito dalla regione Emilia Romagna, per la categoria imprese con meno di 20 dipendenti. Quali sono i passi futuri? Come proseguirà il progetto la prossima estate?  

Abbiamo coinvolto un numero sempre maggiore di bagnini e di ragazzi da impiegare all’interno delle nostre attività. Inoltre avrà inizio una collaborazione con il carcere di Rimini per la produzione di ceramiche che andranno a decorare le nostre spiagge. 

Parallelamente ai progetti lavorativi, punteremo a comunicare in maniera forte gli sviluppi del progetto “marina c’entro”, per avviare un laboratorio di buone pratiche che possa essere applicato anche ad altre categorie, non solo balneari. Stefano conclude dicendo: “più che i numeri ci interessa raccontare le storie dei protagonisti di questo progetto e il valore aggiunto che possono portare alle imprese balneari. Il nostro sogno? Pensare che in ognuno dei 220 stabilimenti riminesi possa lavorare un ragazzo con disabilità.”

Oltre il lavoro, il valore di Marina C’entro va molto al di là del semplice inserimento di persone disabili nel mondo del lavoro ed assume una portata di grande significato culturale. Infatti, per la prima volta in quel particolare ambito che è l’universo balneare, con tutta la sua simbologia, si concretizza in carne ed ossa un nuovo modo di concepire la presupposta “normalità”.

Quest’anno IT.A.CÀ ci accompagnerà nel viaggio del turismo per l’accessibilità universale. La rete di Rimini vuole dargli il benvenuto con questa storia, invitandovi a viverla con noi a Settembre.

Aspettiamo la prossima estate per vedere 🙂

Blog IT.A.CÀ
Andrea Massimo Murari 
Coordinamento IT.A.CÀ Rimini 

 

 

 

La Cooperativa Accaparlante e l’impegno per promuovere il Turismo Accessibile

 Care amiche viaggiatrici  e cari amici viaggiatori,

oggi Silvia Lazzari, per il nostro blog, ha intervistato Lucia Cominoli della Cooperativa Accaparlante, centro di documentazione Handicap CDH, partner della rete IT.A.CÀ Bologna e promotori di attività legate all’accessibilità.  

Lucia Cominoli

La Cooperativa Sociale Accaparlante Onlus è nata nel 2004 con l’obiettivo di essere un laboratorio culturale aperto sui temi dello svantaggio e della diversità per favorire una cultura inclusiva in cui le persone svantaggiate siano “soggetti di diritto”, protagoniste del cambiamento personale e sociale. Accaparlante nasce in seno al Centro Documentazione Handicap di Bologna, centro di documentazione (attivo dal 1981 per iniziativa dell’AIAS di Bologna) sui temi dell’handicap, del disagio sociale, del volontariato e del terzo settore.

In questi anni hanno realizzato molti progetti, sul tessuto cittadino e non solo, con l’obiettivo di promuovere una maggiore accessibilità dei luoghi, di aprirci all’incontro con la cultura e la sua fruizione, di sviluppare il concetto, per noi fondamentale, di “accessibilità accogliente”, un atteggiamento di apertura cioè a favore dell’abbattimento delle barriere relazionali che precludono, spesso molto più di quelle architettoniche, la piena partecipazione di tutti alla vita sociale.

Cosa si intende per turismo accessibile?  

Con turismo accessibile intendiamo sia la possibilità di accedere fisicamente agli spazi e quindi di frequentare luoghi e spazi in direzione di percorsi ed esperienze di divertimento e benessere ma anche la possibilità di poter ricevere o accedere a strumenti che supportino persone con difficolta fisiche e/o cognitive a immaginare e poi organizzare esperienze turistiche, da soli o in gruppo.

Qual è il valore aggiunto di IT.A.CÀ?  

La capacità di cogliere affinità, aperture e legami tra soggetti che operano in aree differenti ma che sono unite dagli stessi valori di fondo. L’attenzione che questo contenitore di persone capaci e appassionate riserva a soggetti e personalità che operano nel rispetto per la diversità, che si impegnano per favorire la conoscenza del nostro patrimonio culturale e artistico, dell’intercultura e delle bellezze naturali del nostro mondo.

Laboratorio presso Monteveglio – BO

IT.A.CÀ riesce a condividere tutto questo con un pubblico di diverse età, origini, estrazioni, facendo del viaggio un elemento di consonanza tra persone, senza tralasciarne il portato di crescita, scoperta, svago e suggestione.

Parlaci della vostra partecipazione alla IX edizione di IT.A.CÀ 

Abbiamo partecipato alla IX edizione di IT.A.CÀ Bologna proponendo un incontro aperto al pubblico con Fabrizio Marta, giornalista e viaggiatore con disabilità, autore del blog “Rotellando” su Vanity Fair. L’incontro è stato condotto da un educatore e da un animatore con disabilità del gruppo educativo del Progetto Calamaio della Coop. Accaparlante, come è nostra peculiarità. Pensiamo infatti che la co-conduzione della persona disabile, sia essa impegnata in eventi o laboratori, permetta di trasmettere fin dal principio agli altri interlocutori che anche chi ha una difficoltà può a pieno titolo acquisire un ruolo attivo all’interno della società.

Il trenino Arturo

Insieme abbiamo così intervistato Fabrizio, che ci ha raccontato la sua esperienza di viaggiatore a partire da alcuni reportage da lui realizzati, unendo lo sguardo sui paesi toccati alla riflessione sull’accessibilità. Per i più piccoli il gruppo educativo ha proposto un giocoso percorso a tappe a bordo del Trenino Arturo, un viaggio tra paesi immaginari, personaggi bislacchi, prove e ostacoli da superare alla scoperta della diversità.

Quali sono le vostre proposte per la X edizione del Festival bolognese?  

Ci piacerebbe offrire ad adulti e bambini una formazione sul tema dell’accessibilità su vari livelli. Per esempio:

> Una formazione per operatori, tour operetor e uffici turistici sul tema dell’accessibilità a partire dalla relazione con la diversità. Il primo passaggio dell’accessibilità è infatti la capacità di chi accoglie le persone di non andare in crisi e saper comprendere diverse modalità comunicative, di mobilità, di interazione…

> Un percorso per scuole e operatori culturali legato al nostro progetto Cultura Libera Tutti in collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei e il Teatro ITC di San Lazzaro. I partecipanti potranno ricevere una formazione integrata a loro scelta condotta da Accaparlante e le realtà ospitanti (MAMbo, Museo del Patrimonio Industriale, Museo Archeologico, Teatro ITC) per un pacchetto di due incontri ciascuno.

> E, naturalmente, il Trenino Arturo è sempre pronto per farvi salire a bordo per accompagnarvi verso nuove avventure!

Ringraziamo Lucia Cominoli per averci raccontato il lavoro di Accaparlante, il suo impegno nel Festival e averci raccontato cosa significhi Turismo Accessibile! 

Non resta che augurarvi buona lettura e buon viaggio 🙂

Blog IT.A.CÀ
Silvia Lazzari

 

 

 

Il Festival IT.A.CÀ arriva a Isola del Gran Sasso | Intervista a Giovanni Berardi, ONG Salam

Care amiche viaggiatrici  e cari amici viaggiatori,

oggi Silvia Lazzari, per il nostro blog, ha intervistato Giovanni Berardi dell’ONG Salam che vuole portare nel prossimo2018 il Festival IT.A.CÀ anche in Abruzzo, all’interno del meraviglioso territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. 

Giovanni, raccontaci cos’è Salam, di cosa si occupa e il contesto nel quale lavora 

Salam è una ONG che si occupa di cooperazione internazionale, nata dall’incontro di giovani professionisti dei settori relazioni internazionali, turismo e beni culturali. Abbiamo iniziato a lavorare prendendo in eredità un progetto di una spin off dell’Università La Sapienza di Roma, per mezzo del quale si promuoveva la partecipazione delle donne dei campi profughi Saharawi ad un circuito di eco maratone sportive che invitavano ad attraversare i luoghi naturalistici più autentici del bel Paese.

Oggi Salam è una realtà consolidata, attiva in Italia e all’estero con numerose sedi e progetti per l’integrazione socio culturale dei migranti e lo sviluppo locale.

In Abruzzo, ad Isola del Gran Sasso, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Salam gestisce un CAS attraverso un progetto di accoglienza integrata pensato sul modello SPRAR e generato in collaborazione con alcune realtà associative del luogo, per contrastare lo spopolamento delle aree interne e attivare forme di rinascita sostenibile del territorio. I richiedenti asilo ospiti della struttura, di comune accordo con la collettività residente, stanno lavorando al recupero e alla valorizzazione in chiave turistica di parte della rete sentieristica in stato di disuso, o abbandonata e persa, all’interno dell’area Parco, e del patrimonio culturale materiale e immateriale che è possibile incontrare lungo gli stessi. I sentieri in questione attraversano i luoghi che ospitano i migranti e sono intimamente legati al vissuto, alla cultura ed alle tradizioni popolari della comunità locale.

Perché volete portare il Festival IT.A.CÀ ad Isola del Gran Sasso? 

L’idea di portare IT.A.CÀ ad Isola del Gran Sasso in realtà nasce già in sede di elaborazione progettuale, avendo avuto modo di apprezzare iniziative come Migrantour, che sono state spunto per altre attività volte a stimolare la partecipazione in rete dei migranti alla vita culturale delle comunità ospitanti da noi svolte in Puglia e giunte fino al Consiglio europeo, come buone pratiche di ospitalità.

Gli Appennini possono rappresentare la più grande infrastruttura verde d’Europa ed il prodotto “turismo natura” continua a mostrare un segno più nelle prospettive di crescita economica del settore.

I piccoli borghi e i parchi naturali sono le nuove porte di accesso del turismo internazionale, tuttavia non si può non considerare che questo cuore autentico dell’Italia montana e rurale, gravemente ferito dall’incredibile susseguirsi di calamità naturali, impone una governance di questi flussi basata sul rispetto delle comunità che l’abita, sulla solidarietà, sull’accessibilità universale dei luoghi. Un evento come il festival IT.A.CÀ può accendere un faro in grado di fare luce su questi aspetti e fungere da stimolo per una ripresa sostenibile che non dimentichi gli uomini e le donne che vivono e hanno scelto di restare in questi territori. 

Con quali realtà avete intenzione di collaborare? 

Allo scopo, Salam può contare su una fitta rete di partner locali, dalle amministrazioni locali alle pro loco e le associazioni culturali di Isola e delle frazioni interessate dal progetto “Radici Culturali”, con i quali insistono accordi di partenariato, al CAI, il Centro Alpino Italiano che offrirà servizi di consulenza tecnico operativa e guida ai sentieri ed ai percorsi della rete escursionistica, ad esperti di storia e tradizioni locali che offriranno momenti di discussione sulla “filosofia” del vivere e camminare la montagna ricercando la natura e la cultura dei luoghi perseguendo la “bassa velocità”. L’intero percorso è condiviso con L’Ente Parco, con cui insiste un accordo di collaborazione tecnica, oltre che con l’Europark Federation, una rete per la valorizzazione del patrimonio naturale dell’Europa che ha recentemente dotato il Parco di una CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle aree protette, uno strumento di gestione il cui elemento centrale è la collaborazione tra tutte le parti interessate. 

Avete già in mente delle iniziative? Se sì quali? 

L’idea è quella di mettere in campo durante un week end di Settembre una serie di esperienze di turismo attivo, azioni artistiche e performative, momenti di approfondimento e dibattito culturale in luoghi e contenitori culturali simbolo di quest’area Parco, partendo dai comuni e dalle frazioni di Isola del Gran Sasso e Castelli, rinomato centro di produzione ceramica.
Piccoli centri duramente colpiti dai fenomeni precedentemente descritti.

Anche le realtà che si occupano di sport innovativi, dall’arrampicata allo slackline saranno invitate a proporre esperienze autentiche per ri-animare i luoghi.
Una sorta di “Voi siete qui” che punta a far scoprire queste aree interne in maniera responsabile. Anche le parole saranno importanti. Non vogliamo anticipare troppo, ma qui possiamo preannunciare che hanno garantito un loro apporto alla tappa scrittori e poeti come Franco Arminio, che come paesologo da anni si batte in Rete a difesa dei piccoli paesi dell’Appennino, l’ideatore del Festival “La luna e i calanchi” che si tiene ogni anno ad Aliano.

Cosa significa per te “Turismo Responsabile” e qual è il valore aggiunto del festival IT.A.CÀ? 

Ecco, per noi fare turismo responsabile significa fare rivivere un territorio con questo tipo di esperienze, con la consapevolezza di essere in un’area protetta che soffre ma incanta, nel rispetto delle relazioni con le comunità locali, senza snaturare il paesaggio antropizzato, banalizzandone o “folklorizzando” tradizioni e identità. Se andate in una delle destinazioni turistiche principali del Parco a pochi km da qui, a Santo Stefano di Sessanio ad esempio, troverete un luogo stupendo dove però non ci sono più gli abitanti autoctoni. Al Santuario di San Gabriele, qui ad Isola, ci vengono quasi 2 milioni di turisti l’anno. Arrivano in bus e se ne rivanno. Quando tutt’intorno esiste una rete sentierisitica di 2.500 km, per secoli indispensabile alla vita di una civiltà che ci è alle spalle, capace di condurli alla scoperta dell’autenticità dei luoghi attraverso un paesaggio naturale unico.

Parco Nazionale del Gran Sasso

Festival come IT.A.CÀ, possono stimolare lo sviluppo di idee e percorsi per un uso sostenibile della montagna può risultare come elemento fondante per il ripristino e la rinascita di attività locali connesse anche al turismo e rappresentate da quel capitale umano, culturale e naturale, duramente colpito dalle calamità occorse nell’ultimo anno. 

Info > http://www.associazionesalam.org

Un grazie speciale e un grandissimo in bocca al lupo a Giovanni, Salam e tutte le realtà che daranno vita al Festiva, per questa nuova tappa per il 2018 🙂

Buon viaggio e buone feste a tutti/e 

Blog IT.A.CÀ
Silvia Lazzari 

VASCITOUR: un modo emozionante di conoscere Napoli | Intervista ad Achille Cento

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici

oggi andiamo a Napoli per conoscere una realtà interessante di innovazione turistica che ha l’obbiettivo di far vivere la città non da semplice turista, ma da vero napoletano: [..] dove non assisterete ad uno spettacolo, ma ne farete parte come da protagonista! [..]. Il progetto/impresa si chiama Vascitour e la nostra Giulia Freguglia ha intervistato per noi il fondatori: Achille Cento

> Salve, ci può raccontare come funziona Vascitour e da dove è nata quest’idea?

Vascitour è una mia un’idea e nasce all’interno del Contamination Lab di Napoli, percorso formativo dedicato a studenti con idee imprenditoriali. É qui che si forma e incontra parte del team. La cooperativa si occupa di turismo esperienziale, proponendosi di far vivere al viaggiatore “un giorno da napoletano”. I servizi promossi sono quattro: 

Pernottamento in tipiche case napoletane: principalmente di estrazione popolare, i cosiddetti bassi “e’ vasci”, da cui il nome. Lo scopo è da un lato permettere al viaggiatore di esperire la vita del vicolo, del modus vivendi verace dei quartieri popolari napoletani, dall’altro di permettere una riqualificazione del vicolo stesso e un introito ai proprietari dei bassi.

Social eating con un napoletano: qual è il modo migliore di incontrarsi se non intorno ad un tavolo? Incontrarsi, raccontarsi, assaggiare una cucina realmente casalinga sono cose che permettono di conoscere davvero un luogo e la sua cultura. 

Itinerari urbani accompagnati/visite guidate/servizio di accompagnamento “fratammè”: i nostri percorsi tendono a portare alla luce gli aspetti antropologici del territorio, attraverso l’incontro tra abitanti e viaggiatori, più che gli aspetti squisitamente artistici. In genere sono al di fuori di quello che è considerato il centro storico della città, comprendono alcuni dei quartieri popolari e le opere d’arte meno note.

Il negozio amico che fa parte di una rete di commercianti che noi consideriamo un aiuto sul territorio. Qui i nostri viaggiatori possono trovare offerte riservate, ma anche semplicemente un supporto in caso di improvvisa necessità.

Il team è composto, in ordine alfabetico, da Anna Bottone, Achille Cento, Ilaria Delli Colli e Marianna Di Fiore. Siamo una cooperativa di produzione e lavoro.

> Sempre più persone scelgono questa opzione di viaggio: un’ esperienza che sia quanto più possibile integrata a quella degli autoctoni, secondo lei perchè? Cosa stanno cercando le persone che la scelgono?

Ci sono molti aspetti da considerare. Innanzitutto, ognuno desidera che la propria esperienza di viaggio sia il più personalizzata possibile, vuole sapere, o pensare, di aver vissuto momenti unici ed irripetibili, l’idea del tour standardizzato sta andando sempre più in disuso (per fortuna, aggiungiamo noi). Ne consegue che chi viaggia vuole esperire la città in modo diverso, conoscendone l’autenticità.

Napoli già di per sé è una città che si presta a questo: chi viene qui è sicuramente attratto da bellezze paesaggistiche, artistiche e dalle sue bontà enogastronomiche, ma soprattutto è attratto dalla napoletanità, lo spirito dei suoi abitanti, ed è ciò che cerchiamo di far venire fuori e su cui ci concentriamo noi. Un altro aspetto da considerare è anche sicuramente la brevità dei soggiorni in città, che mediamente sono due/tre giorni, un cosiddetto city break, anche questo attiene ad una nuova modalità di viaggio, favorita soprattutto dalle compagnie di volo low cost. Passare pochi giorni in una città fa sì che si cerchi di avere un’impolverata generale data dalla visita dei luoghi più noti, ma che poi si cerchi il luogo nascosto che possa rivelarci lo spirito della città stessa, ci permetta di annusarne l’aria. É lì che ci posizioniamo noi: cerchiamo di mostrare a chi passa poche ore in città, cosa significa Napoli per noi. 

> Nel vostro blog ho letto che parlate di turismo responsabile a Napoli. Cosa intendete con questa espressione?

Noi chiediamo un atteggiamento responsabile verso la città sia ai nostri fornitori, sia ai nostri viaggiatori. I nostri fornitori rispettano codici di legalità e sostenibilità ambientale, inoltre cerchiamo, attraverso il coinvolgimento diretto degli abitanti dei quartieri che frequentiamo, di innescare un circolo economico virtuoso. Ai nostri viaggiatori chiediamo di essere rispettosi dell’ambiente, di evitare di gettare cartacce o cicche per strada e di cercare di porsi senza pregiudizio rispetto alle persone che incontreranno, ai posti che vedranno ed in generale, rispetto alla città.

> Vi piacerebbe espandere questa start up anche nel resto d’Italia o credete che la città di Napoli sia ciò che rende questo progetto particolare?

Noi pensiamo che Vascitour sia un modello replicabile altrove, un format che possa portare alla valorizzazione dell’autenticità dei luoghi in cui di volta in volta potrò essere sviluppato. Sicuramente Napoli è una città che si presta all’esperienza così come l’abbiamo immaginato, ma è anche vero che Vascitour in questa forma è stato pensato e cucito come un guanto su questa città. Noi immaginiamo che possa crearsi questo tipo di esperienza, ad esempio, nelle città mediterranee, ma immaginiamo anche che in ogni città assumerà una forma molto diversa dalle altre, proprio perché la mission è portare alla luce lo spirito unico di ogni luogo.

Quali sono i requisiti che chiedete per poter diventare una guida di Vascitour o per offrirsi nella sezione del social eating?

Chiaramente noi conosciamo e scegliamo con attenzione tutta la rete dei nostri fornitori. Collaboriamo con alcune guide turistiche per ciò che concerne la parte storico-artistica, che compete solo a loro. Per i nostri itinerari urbani noi abbiamo individuato una figura che è il “fratammè”. Il fratammè è un abitante locale che costruirà per e con il viaggiatore un’esperienza su misura per lui, portandolo in giro per la città come si farebbe con un amico che viene a trovarci, invitandolo ad osservare luoghi noti solo ai napoletani, suggerendogli cosa assaggiare, portandolo ai mercati rionali ecc. La persona che ricopre questo ruolo deve sicuramente essere innamorato della città, deve aver voglia di raccontarla e di farla vivere agli altri con i suoi occhi, essere socievole e gentile. Per ciò che riguarda le famiglie scelte per il social eating, andiamo a conoscerle, gli spieghiamo cosa ci aspettiamo da loro, ossia che si comportino in maniera naturale, come farebbero con qualsiasi ospite. Abbiamo un contratto in cui vengono chiarite responsabilità e condizioni economiche, oltre questo, ciò che chiediamo è che la cucina sia casalinga e 100% napoletana!

Ringraziamo Achille per essere stato con noi e quindi non resta che dirvi di provare questa entusiasmante esperienza in una tre le città più belle d’Italia. Buon viaggio 🙂 

Link utili:
www.vascitour.it
FB Vascitour 

Blog IT.A.CÀ
Giulia Freguglia

Una best-practice culturale: la Card Musei Metropolitani di Bologna

Uno degli ideali che “IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile” ha sempre promosso in questi anni di attività è il networking, ovvero la stretta collaborazione fra diverse entità turistiche e culturali per fornire al viaggiatore un’esperienza completa e sostenibile. Da poco tempo esiste una nuova iniziativa in questo senso, che ha lo scopo di valorizzare il patrimonio museale del suo territorio: la Card Musei Metropolitani di Bologna. Nata nell’Aprile 2016 per la promozione dell’accessibilità alla cultura, si tratta di un un abbonamento di un anno che offre ingressi gratuiti e riduzioni speciali per musei, mostre, teatri, cinema e festival a Bologna e nell’area metropolitana.

Conferenza Stampa – Card Musei

 

Il sistema museale del territorio di Bologna e provincia è estremamente complesso, quindi l’iniziativa della Card non è stata facile da avviare, ma alla sua base c’è la coprogettazione tra diverse istituzioni per riscoprire un’identità culturale comune. Con trenta musei ad ingresso gratuito e dodici ad ingresso ridotto, il patrimonio culturale diventa non solo fonte di studio, ma un luogo pubblico di incontro, immerso nella bellezza.

Inoltre, l’utilizzo della Card permette di raccogliere dati sul tipo di pubblico che oggi frequenta maggiormente i musei: ad esempio, la mostra Edward Hopper a Palazzo Fava e la mostra David Bowie Is al MamBo sono state ammirate soprattutto da donne, mentre più uomini hanno visitato il Museo del Risorgimento. Con questi dati le istituzioni hanno la possibilità di migliorare ed ampliare i servizi a disposizione.

La rete della Card è fatta per aumentare la comunicazione, quindi le informazioni sui diversi eventi vengono raccolte ed illustrate in un’Agenda sul sito della Card, tramite la Newsletter e sui Social; mentre i rappresentanti delle diverse istituzioni entrano in contatto fra loro durante le riunioni organizzative, per discutere le nuove proposte. Fra gli oltre cento soggetti coinvolti nel circuito, ci sono anche l’Università di Bologna ed il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La Card è in continua evoluzione ed estensione: oltre a tutte le principali istituzioni e realtà culturali di Bologna metropolitana, hanno aderito alcuni importanti musei e spazi espositivi di Ferrara, Faenza, Forlì, Modena, Parma e Reggio Emilia.

I nuovi obiettivi 2017/2018 riguardano l’ampliamento del pubblico verso i giovani tra i venti e i trent’anni insieme alla fidelizzazione dei visitatori che hanno già utilizzato la Card, la sottoscrizione di nuove convenzioni e la costruzione di incontri intermuseali.

Venerdì 1 Dicembre 2017, presso la sala Savonuzzi di Palazzo D’Accursio, è stata indetta una conferenza stampa con l’assessore alla cultura Bruna Gambarelli, dove sono state presentate le novità relative alle attività di comunicazione e promozione per la Card, come l’implementazione del nuovo sistema di strumenti specifici di comunicazione digitale, la realizzazione della campagna di promozione natalizia “A Natale regala la Card Musei” e, soprattutto, l’attivazione dell’acquisto on line, che permette di gestire una Card online dal proprio smartphone rendendo l’operazione totalmente ecosostenibile.

Quindi buone visite e regaliamoci molta cultura per questo Natale 😉

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi
 

Intervista a Luca Vivan | Inspirational Travel Designer

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

Luca Vivan

oggi nel nostro blog siamo in compagnia di Luca Vivan, viaggiatore e Inspirational Travel Designer che si racconta attraverso le sue esperienze e la sua filosofia di vita. Ideatore del progetto Travel Mind: un format per facilitare relazioni tra tutti gli operatori di uno specifico territorio, per dare valore all’Italia fuori dai circuiti del turismo di massa.

> Salve Luca, prima di tutto ti ringraziamo di aver accettato questa intervista, potresti presentarti ai nostri lettori e raccontarci da dove nasce questa tua passione per i viaggi? 

Ciao a tutti e a tutte, sono un blogger, un copy writer, uno storyteller, ma soprattutto sono una persona, che ha sempre cercato una propria strada. Il viaggio è metafora della vita, partire per luoghi e persone che non si conoscono, affrontare delle sfide, cadere, essere  bloccati da una tempesta o da un imprevisto e sempre ripartire, in cerca di quello che un amico chiama un “porto di terra”, un’oasi in mezzo alla confusione del mondo, dove sentirsi veramente a casa.

> Nel tuo profilo ti definisci con queste parole: “Un narratore che scrive ed immagina viaggi, che sogna realisticamente una relazione più profonda con la natura, attraverso i social network e nei sentieri del mattino”. Che cosa intendi con questo pensiero profondo dal punto di vista esistenziale?.

Credo che le parole siano importanti, che abbiano il potere di dare forma al nostro mondo. Notizie negative ci spingono a chiuderci nelle nostre paure, nelle nostre rabbie. Le buone storie invece, ci spingono ad aprirci al mondo. La mia passione, ciò di cui mi nutro, sono i racconti che possono aiutarci a ritrovare il contatto con la natura, con l’essenzialità, perso inseguendo chimere e nevrosi. L’uso consapevole del web, dei social media, per raccontare un mondo che è già qui, possibile, è quindi una missione, non solo un lavoro.

> Da questa frase che hai descritto sopra: quanto per te sono importanti oggi giorno i social network nell’ambito del turismo? che cosa hanno cambiato nel modo di viaggiare e di fare turismo? 

I social network sono il terreno in cui mi muovo ogni giorno, i sentieri che percorro, che utilizzo per raccontare ma anche per incontrare altri viandanti consapevoli, per costruire reti reali. Sono strumenti molto potenti, quasi una sorta di sistema nervoso di questa epoca di forte cambiamento. Hanno avvicinato i luoghi e le persone, ci permettono di conoscere destinazioni turistiche e progetti affini ai nostri valori, mondi spesso esclusi dalla comunicazione piramidale di pochi anni fa. 

> Attraverso questa passione sei riuscito a crearti una lavoro oppure è semplicemente una passione per il viaggio e la scoperta, per poi raccontarlo al mondo? 

La passione è il fuoco che alimenta il mio desiderio di scoprire e di raccontare il mondo. Poiché sono uno spirito libero, non avrei mai potuto contenerla in un ruolo predefinito all’interno di una vecchia azienda. Ho voluto che questo fuoco diventasse anche la forza che sostiene il mio lavoro di professionista.

> Nel tuo blog parli di “viaggi ispirazionali” – che cosa intendi quando parli di essere un “Inspirational Travel Designer”? come si può diventarlo? c’è un percorso di studi specifico? ci sono delle esperienze da fare prima di definirsi in tale maniera?

FESTinVAL, un festival folk che riempie di suoni e di gioia Tramonti di Sotto, un borgo del Friuli occidentale.

Cosa ci rimane di un viaggio? Spesso sono gli incontri con le persone, le intuizioni che ci colgono sul cammino, magari delle nuove abilità acquisite. I viaggi ispirazionali sono la risposta al viaggiatore che non cerca più solo la “vacanza”, il dolce far niente, che cerca delle risposte a delle fasi particolari della sua vita, che vuole esplorare il mondo per conoscere e per conoscersi meglio. L’ Inspirational Travel Designer è colui o colei che crea questi percorsi, che ascolta il futuro viaggiatore e sa consigliargli il viaggio giusto, una risposta concreta ai suoi bisogni profondi. Per diventarlo bisogna prima di tutto allenarsi all’ascolto di se stessi, la vera chiave per poter essere veramente empatici. Bisogna infatti aprirsi all’altro senza l’idea della vecchia economia di dover piazzare un pacchetto a tutti i costi. Questi strumenti e il supporto per poter crescere in questo ruolo vengono forniti da specifici corsi organizzati dal tour operator ispirazionale Destinazione Umana.

> Ci racconti questo tuo ultimo progetto a cui stai lavorando “Travel Mind”? qual’è il tuo obiettivo? e come si sta sviluppando?

Travel Mind è nato da una telefonata estiva di Filippo Giustini, un imprenditore visionario del Mugello. L’idea era quella di un evento sul settore turistico ma presto è diventato qualcosa di più. Come travel blogger ho partecipato a vari eventi sul turismo, in cui ho sempre avvertito una forte mancanza, quella del giusto tempo e del giusto spazio per ascoltarsi e relazionarsi veramente. Siamo tutti sempre di corsa, dietro alle notifiche dei nostri telefoni o ad impegni che si accavallano. Abbiamo bisogno di tempo per ritrovare il piacere di un sano confronto. Solo dedicandoci questa opportunità possiamo sviluppare dei progetti che abbiano senso, al di là della pura e semplice vendita. Travel Mind è stato un evento nel Mugello, il 27-28 ottobre 2017, ora vuole diventare un format per facilitare relazioni tra tutti gli operatori di uno specifico territorio, per dare valore all’Italia fuori dai circuiti del turismo di massa, per riscoprire il tesoro su cui siamo seduti tutti e poterlo fare nel modo più sostenibile e consapevole possibile.

Casentino, una valle della Toscana poco conosciuta dove esistono molti progetti di tutela e di valorizzazione del territorio.

Qui riportiamo le parole con cui descrivi il progetto Travel Mind: “è un crocevia di sognatori, di creativi della nuova era, non dei “prenditori”, impresari che guardano unicamente al profitto, ma persone che si muovono animate da una passione strana e un po’ assurda per chi li guarda da fuori, sempre con il telefono in mano, sempre attivi di giorno e di notte, con la mente ed il cuore che vanno ad un’altra velocità – si verrebbe da dire contraria – ma è proprio diversa, rispetto alla frenesia della negatività imperante, dell’Italia mal comune e vuoto gaudio”. E’ un manifesto positivo: un quadro emozionale dell’Italia di oggi. 

> Che cosa intendi quando parli di crocevia di sognatori? crede che si possa sconfiggere questa emozione negativa tutta italiana di interpretare la realtà, anche attraverso una nuova visione di turismo locale?

Abbiamo sempre più bisogno di quei porti di terra di cui parlavo prima, spazi e momenti in cui uscire dai social network e dalla frenesia per parlarci davvero. L’Italia che io leggo, che incontro nei viaggi è fatta di persone che non solo non si arrendono ma che con gioiosa determinazione stanno sviluppando dei progetti di grande valore, non solo nel turismo. Spesso questi sogni crescono all’ombra di piccoli borghi, di boschi e montagne lontane dal clamore dei mass media ufficiali. Il turismo allora diventa l’opportunità per incontrare produttori di cibo davvero naturale, artisti che danno vita a paesi abbandonati, imprenditori che pensano costantemente alla ricaduta sociale ed ambientale delle loro azioni, associazioni che non fanno solo volontariato ma reinventano i rapporti nei quartieri. C’è un tesoro di creatività, di tradizioni, di umanità in questo paese, delle risorse pienamente rinnovabili.

> Un consiglio da dare ai nostri lettori: qualsiasi cosa, un viaggio, un libro, un itinerario, una citazione, un augurio… quello che vuole…

Adoro viaggiare con la musica, incontrare sonorità di altre culture, evocare mondi lontani o semplicemente perdermi nei suoni, per cui vorrei consigliare dei mix realizzati da Six Degrees Records, un’etichetta indipendente di San Francisco, per viaggiare nel mondo.

Un invito è poi quello di riscoprire i luoghi dietro casa, di farlo con attenzione, liberi da distrazioni e da pensieri. L’altro è di non stancarsi mai di ripartire, dopo ogni caduta. Le crisi sono opportunità di cambiare davvero, nella direzione di una vita autentica.

Ringraziamo tantissimo Luca [ www.lucavivan.com ] per aver accettato di raccontarsi nel nostro blog, grazie e buon viaggio amici e amiche viaggiatrici 🙂

Responsabile comunicazione ITACA
Sonia Bregoli

Il festival IT.A.CÀ finalista al UNWTO Awards for Innovation in Tourism 2018

Dietro ogni traguardo raggiunto, c’è una storia.

9 anni fa a Bologna, IT.A.CÀ  ha iniziato il suo viaggio per promuovere una nuova filosofia del viaggiare, portando con sé luoghi e persone. Non ha avuto una crescita veloce, si è radicato anno dopo anno  nel tessuto dei territori coinvolti. È entrato con discrezione, adattandosi a quello che trovava nei diversi territori. 

È cresciuto dal basso, “facendosi le ossa” e facendosi conoscere per i propri valori, il coinvolgimento e l’innovazione che stava portando. Ancora in pochi si parlava di turismo responsabile; una nicchia per gli “intellettuali di turno” per cui il viaggio è autenticità, sviluppo e incontro con la comunità locale.

E dopo 9 anni, è diventato grande, coinvolgendo attivamente 10 territori (Bologna, Parma, Rimini, Ferrara, Reggio Emilia, Ravenna, Padova, Rovigo, Trentino e Monferrato) e più di 600 realtà in un modo o nell’altro connesse al turismo responsabile e allo sviluppo locale. 

E con la 9° edizione, IT.A.CÀ è riuscito a farsi riconoscere anche all’estero.

Accade così che quest’anno, nell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo,  alcuni degli eventi del festival vengono inseriti nel calendario degli appuntamenti di rilevanza a livello mondiale per promuovere un turismo che fa bene all’economia, all’ambiente e alle comunità locali. 

A Rimini viene ospitato il Green Destination Day Italy, in cui i presidenti dei principali network internazionali quali EARTH, Green Destinations e EDEN network, si sono incontrati per trovare i punti di sinergia. Ed IT.A.CÀ, ancora piccolo, ma coscienzioso, ha abbracciato tutte queste iniziative proponendosi come quell’anello mancante per sviluppare le sinergie. Quello che comunica dal basso, che si fa semplice e coinvolge gli attori locali, i residenti ed i turisti in iniziative di turismo responsabile per scoprire di cosa si tratta, ma anche l’Italia da un altro punto di vista. Ha guidato i partecipanti mano nella mano al di fuori dei sentieri battuti. Ha supportato le piccole realtà con un grande potenziale a mettersi in gioco. Ha dato l’opportunità ai territori di svilupparsi come destinazioni turistiche.

Insomma, è diventato uno strumento di sviluppo locale, di generazione di reti e di co-progettazione. È diventato formazione e supporto, un luogo di incontro. 

Non è sempre tutto facile, alcuni territori sono cresciuti con lui, altri devono ancora capirlo bene. Alcuni sono incuriositi e lo guardano con interesse. Altri sono ancora spaventati dal grande lavoro di coinvolgimento e di organizzazione che richiede. Ma lui va avanti, cercando sempre più di dare un’immagine unitaria ai territori coinvolti.

E dopo tutto questo viaggio insieme, ci prepariamo ad aprire la decima edizione nel 2018 con una grande soddisfazione:

IT.A.CÀ è tra i finalisti degli UNWTO Awards for Innovation in Tourism nella categoria “Non – Governamental Organizations” per aver contribuito in modo innovativo, competitivo e sostenibile allo sviluppo del turismo.

Un traguardo che per il team di IT.A.CÀ è una vittoria. Il riconoscimento di un percorso non facile, di un cammino tortuoso su strade non del tutto conosciute. Su sentieri affascinanti, da immaginare e poi scoprire,  raccontare e far conoscere. 

È la soddisfazione di sapere che l’impegno messo in un progetto partito spontaneamente dal basso, un vero caso di innovazione sociale, venga riconosciuto dall’ente massimo esponente del turismo a livello mondiale. Ci prepariamo ora a partecipare a Gennaio a Madrid, con la nostra storia da portare, senza pretese e con entusiasmo, perché per noi, questo è già un traguardo che vogliamo condividere con tutti i partner, gli amici e supporter del festival che lo hanno reso possibile.

“La meta si raggiunge, quando si pedala insieme”. 

Con questo messaggio da parte di uno dei partner della rete IT.A.CÀ vi salutiamo e vi auguriamo buon viaggio, sempre, fino alla prossima meta. 

Coordinamento IT.A.CÀ Rimini 
Annalisa Spalazzi 

Il festival IT.A.CÀ sostiene la campagna: “Divieto di transito motorizzato su sentieri, mulattiere e tratturi”

Carissimi amici e amiche di IT.A.CÀ     

come realtà nazionale che si occupa di promuovere un turismo lento e rispettoso dell’ambiente in cui viviamo, condividiamo pienamente la campagna che il CAI sta portando avanti sul divieto di transito per i motorizzati su sentieri e mulattiere. 

Il Club alpino italiano (Cai), da sempre impegnato nella salvaguardia dell’ambiente montano, anche attraverso  una frequentazione sostenibile che non procuri, o limiti al massimo, i danni delle attività antropiche all’ecosistema, sottolinea che «Il traffico motorizzato sui sentieri produce un alto impatto ambientale sulla fauna, sulla flora e sul fondo dei di mulattiere e sentieri che i volontari Cai  mantengono faticosamente e senza oneri pubblici (60.000 km di sentieri). Moto e quad rappresentano inoltre un pericolo per gli escursionisti ponendo un problema di sicurezza: chi si muove a piedi si trova ad essere l’utente debole anche sui sentieri. Tutto ciò si trasforma in un disincentivo alla frequentazione non motorizzata della montagna e, quindi, un ostacolo allo sviluppo, alla valorizzazione e alla tutela del territorio montano, oltre al danno ambientale».                                                                                                                

RIPORTIAMO QUA SOTTO LA CAMPAGNA 

Oggetto: Modifiche al Codice della Strada – Atto Camera n. 423-A e proposte abbinate –   Esplicitazione del divieto di transito motorizzato su sentieri, mulattiere e tratturi – Proposta di invio congiunto di lettera di sostegno e sollecito all’approvazione.        

L’assemblea dei rappresentanti delle associazioni aderenti a questa Consulta per l’Escursionismo Naturalistico ed Ambientalistico dell’Area Metropolitana di Bologna (in breve, Consulta Escursionismo Bologna) ha recentemente deliberato iniziative di sollecitazione ad una celere approvazione della proposta di legge, in corso di esame alla Camera dei Deputati, che introduce alcune modifiche al Codice della Strada, tra le quali l’esplicitazione del generalizzato divieto di percorrenza motorizzata di sentieri e mulattiere (vedasi resoconto Camera allegato) > Comm. Trasporti Camera resoconto 26.7.2017

Si tratta di un intervento legislativo di assoluta rilevanza ed urgenza, al fine di un più efficace contrasto al diffondersi della pratica motoristica di un cosiddetto escursionismo su ruote (enduro, quoad, trial….), in sempre più vaste aree del territorio montano e collinare italiano.

É purtroppo esperienza comune il constatare come su numerosissimi sentieri e mulattiere, segnati e tabellati da gran tempo come percorsi escursionistici CAI, sempre più frequentemente si debba assistere al transito rombante di frotte di motocrossisti, che sfrecciano e compiono ardite evoluzioni malgrado sullo stesso percorso stiano contemporaneamente camminando malcapitati escursionisti.

E questa montante invasione delle moto sui sentieri montani e collinari dà luogo – come del resto riteniamo già essere ben noto ed anzi fonte di preoccupazione ed allarme per ciascuno degli Enti, Associazioni ed Organizzazioni in indirizzo – a gravi problemi sotto più di un profilo, e precisamente:

  • di sicurezza personale;
  • di tutela ambientale;
  • di negativo impatto sullo sviluppo turistico ed economico dei territori montani e collinari.

QUI POTETE TROVARE DELLE INFO > http://www.cailombardia.org/?p=641 | Articolo dire.it 

Per aderire alla campagna come organizzazione (associazioni, cooperative, aziende ecc..) dovete inviare una e-mail di adesione a info@consultaescursionismobologna.it specificando la vostra denominazione e allegando il logo della vostra realtà/ente. 

Camminare per me significa entrare nella natura.
Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai.
La Natura per me non è un campo da ginnastica.
Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi.
Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori.
Le alte montagne sono per me un sentimento.
(Reinhold Messner)

Foto di Guido Mamoli

Bike Food Stories | Intervista a Davide Pagani

Cari viaggiatori e care viaggiatrici 

Davide Pagani

oggi nel nostro blog ci trasferiamo a Parma dove Andrea Merusi intervista per noi Davide Pagani, cuoco, gastronomo, accompagnatore turistico e guida ambientale escursionista, che sarà uno degli ospiti dei seminari che si terranno mercoledì 4 ottobre al Palazzo del Governatore di Parma per la V tappa di IT.A.CÀ Parma. Ideatore e fondatore del progetto Bike Food Stories gli abbiamo chiesto di anticiparci qualcosa del suo intervento e di raccontarci cosa è per lui il turismo responsabile.

> L’estate è appena trascorsa e solitamente è il periodo dell’anno dove la gente viaggia e conosce nuovi posti. Ci racconti il tuo ultimo viaggio?

Il mio ultimo viaggio risale all’agosto 2016, quando con un mio carissimo amico (Gianluca Campanella) siamo partiti da Parma e abbiamo raggiunto Santa Maria di Leuca dopo 15 giorni di viaggio in bici. Per un totale di 1005km. Il filo conduttore dell’intero viaggio è stata la SOSTENIBILITÀ: ambientale, alimentare, economica e sociale. Ad ogni tappa siamo andati a conoscere le persone e i produttori locali, i cui valori di rispetto dell’uomo, tutela dell’ambiente e della biodiversità sono per loro principi imprescindibili. In questo modo abbiamo scoperto la cultura territoriale più genuina e nascosta, che non si trova sulle guide turistiche. Per noi le persone che vivono, lavorano e tutelano il territorio sono i veri custodi della cultura gastronomica.

> Al festival IT.A.CÀ Parma presenterai il tuo progetto “Bike Food Stories”, ci puoi anticipare di cosa si tratta e perché hai deciso di realizzarlo?

Molto semplicemente Bike Food Stories si propone di accompagnare in bicicletta i turisti coniugando cicloturismo e conoscenza del patrimonio enogastronomico locale. Tutto questo per scoprire ed “assaporare” lentamente il territorio: quello di Parma, capitale della Food Valley e città creativa della gastronomia UNESCO. 
Ad ogni tour si scoprono i segreti per realizzare i prodotti tipici. Si visitano i luoghi di produzione e, dopo aver pedalato, c’è il giusto “premio” in un locale selezionato per assaggiare i piatti della nostra tradizione approfondendo il tema culturale legato al patrimonio enogastronomico.

Il mio obiettivo è donare al mio “ospite del territorio” un’esperienza concreta, emozioni e ricordi che lo possano legare al nostro territorio, alla nostra cultura gastronomica e alla nostra comunità di persone che, attraverso il loro lavoro artigianale quotidiano ci regalano dei prodotti unici. Il viaggio è inteso come la scoperta e la conoscenza di un territorio a impatto zero per l’ambiente, puntando su un modello di sviluppo turistico che considera il tema della sostenibilità ambientale un valore centrale.

> Quali sono state le difficoltà e quali le soddisfazioni che hai incontrato nel tuo progetto?

La difficoltà più grande è stata quella di capire la strada giusta da intraprendere per realizzare quello che un tempo era soltanto un giorno: ostacoli, burocrazia, ansie e paure. Però oggi, se ci penso, mi viene un po’ da ridere e sono orgoglioso di quello che fino ad ora ho realizzato.
La soddisfazione più grande l’ho avuta quando ho ricevuto le prime e-mail da turisti stranieri che si sono messi in contatto con me usando il form di prenotazione del mio sito www.bikefoodstories.it . In quella occasione mi sono emozionato tantissimo anche se alla fine non hanno accettato il mio preventivo. Però voleva dire che gli sforzi fatti nei due anni precedenti stavano iniziando a dare i loro frutti. 
Altre soddisfazioni ce le ho quando torno a casa rilassato con il sorriso stampato sulla faccia dopo aver accompagnato i turisti in bicicletta e ricevuto il loro grazie per l’esperienza.

> Cosa vuol dire per te viaggiare e cosa significa per te il termine “Turismo Responsabile”?

Mi permetto di citare qui una frase del grande Mario Soldati (primo giornalista enogastronomo) estrapolata da un programma televisivo del 1957

“Che cosa è viaggiare? Viaggiare è conoscere luoghi, genti, paesi. E quale è il modo più semplice, elementare di viaggiare? Mangiando, praticando la cucina di quel paese in cui si viaggia. Perché se voi ci pensate bene, nella cucina c’è tutto: c’è la natura del luogo, il clima, l’agricoltura, la pastorizia, la caccia e la pesca. Nel modo di cucinare, invece, c’è la tradizione di un popolo, la storia, la civiltà!”.

Oltre a questo bellissimo pensiero io voglio aggiungere che oggi nel 2017 il turismo deve essere sostenibile, responsabile, da un punto di vista ambientale. Questo è il problema più grande che dovremmo affrontare da subito. Vi posso garantire che quest’anno, lavorando in bicicletta, mi sono reso conto in prima persona dei problemi legati alla mancanza di acqua nella nostra provincia; l’eccezionale caldo e la siccità; gli improvvisi temporali; la cappa di smog che si può vedere dai nostri appennini verso la Pianura Padana.

Il nostro territorio è decisamente ammalato!

> Cosa ti aspetti dalla partecipazione al festival IT.A.CÀ Parma? Quale messaggio vorresti portare? 

Mi aspetto di poter tessere delle reti con la città di Parma. Dopo più di un anno ammetto che non mi sento integrato completamente con il tessuto sociale ed economico di Parma. Sarei contentissimo di poter incontrare nuovi parmigiani con il quale iniziare nuove collaborazioni. Vorrei consigliare ai parmigiani di ritornare a scoprire il loro territorio dietro a casa perché non sanno che ci sono delle piccole chicche che probabilmente non si aspettano neanche!

Ringraziamo Davide per essere stato con noi e vi aspettiamo per la tappa parmense del primo primo festival in Italia che si occupa di turismo responsabile 😉

Qui per consultare il programma dal 2 all’ 8 ottobre 

Blog IT.A.CÀ
Andrea Merusi
Staff IT.A.CÀ Parma

Eventi

Living Labs Turismo Responsabile

Il format sarà quello dei laboratori aperti gestiti da un moderatore esperto in turismo responsabile tra gli associati AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile). Si lavorerà su dei casi pratici riguardanti il territorio riminese per fornire un terreno di lavoro di esempio per elaborare proposte innovative. I temi verranno proposti sotto forma di “challenge” specifiche su macrotemi.

4 tavoli paralleli con la medesima struttura:

9.00 – 10.00 > Presentazione di alcune buone pratiche sul tema del tavolo di discussione
10.00 – 13.00 > Laboratorio progettuale di confronto tra i partecipanti e i portatori delle buone pratiche.

Ad ogni tavolo, il coordinamento di un facilitatore della Scuola AITR esperto di turismo responsabile: Sergio Fadini, Daniela Campora, Pina Sardella e Roberto Dati.

Come risultato dovremmo avere delle proposte/attività per il territorio come risposta ai problemi dello stesso.

  •  Pacchetti integrati mare-valli e mobilità soft sulle vie green

Caso:  Collegamento della riviera con le valli attraverso le ciclo-vie, percorsi fluviali, ferrovie dismesse. Opportunità di sviluppo di itinerari verdi

Target: 20 partecipanti

  • Turismo accessibile, sviluppare le opportunità per il turismo sociale

Caso:, come coordinare gli attori del territorio del mondo sociale e del turismo per l’innovazione di processo sociale, invito alle diverse associazioni e a membri del comune che si occupano dei temi turismo e sociale.

Target: 20 partecipanti

  • Ridurre l’impatto dei rifiuti degli alberghi: [da definire]

Caso:  come ridurre impatto ambientale e essere più efficiente (energie rinnovabile, gestione rifiuti e spreco, risparmio acqua), indicatori, buone pratiche.

Target: 20 operatori  

  • Bagni Sostenibili

Caso: laboratorio per operatori di spiaggia e associazioni al fine di trovare pratiche “soft” di sostenibilità da proporre durante l’anno successivo (laboratori riciclo, ecc)

Target: 20 operatori di spiagge

13.00 – 14.30 Buffet prodotti tipici (sardoncini, piade, cozze e vino)

Feedback e risultati dei 4 laboratori, brainstorming e condivisione.

 

Handyamo, si parte! Turismo accessibile in velostazione #1 > Sabato 27 maggio

11.00 – 17.00
SENSIBILIA: mostra accessibile di arte visiva, sonora e tattile

Nei rifugi anti-aereo compresi nella struttura  della Velostazione prende vita la mostra di Stefano Ughi, artista e musicista, e Felice Tagliaferri, fondatore della scuola di arti plastiche la Chiesa dell’Arte, famoso al mondo per il suo talento e per la sua missione sociale di arte senza barriere.

Entrambi condividono l’impegno nell’arte come processo produttivo e percettivo condiviso e accessibile a tutti, tramite sensi alternativi alla vista: il tatto e il suono. L’esposizione di opere scultoree e sonore sarà guidata attraverso l’approccio tattile e uditivo, consentendo a tutti di fare esperienza delle opere in mostra.

A cura di Stefano Ughi e Felice Tagliaferri

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11.00
Presentazione Sport per Tutti: itinerari accessibili in Emilia- Romagna

La Fondazione Silvia Rinaldi presenta a IT.A.CÀ il nuovo incredibile progetto per l’accessibilità turistica regionale: 45 itinerari ciclabili adatti alla pratica sportiva da parte di persone con disabilità nell’intero territorio regionale della Regione Emilia Romagna. I percorsi in aree ad elevata naturalità, prevalentemente nel territorio collinare – montano delle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e nelle aree fluviali della provincia di Ferrara. Gli itinerari ciclabili progettati sono fruibili da:

– ciclisti non vedenti a bordo di tandem;
– persone con disabilità motorie a bordo di biciclette adattate o speciali carrozzine

I protagonisti del progetto incontrano la comunità di operatori del turismo bolognese per portare i propri criteri e strumenti sui percorsi urbani locali, andando a incrementare l’offerta anche nell’ambito della città di Bologna. Grazie al sostegno della rete IT.A.CÀ saranno infatti resi accessibili tutti i tour offerti dalla Velostazione e presentati durante questo incontro

A cura di Fondazione Silvia Rinaldi

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12.00 
TREKKING SU RUOTE > Esperienze di Paratrekking

É possibile fare del trekking anche con una sedia a rotelle?
Con questa domanda Cervelli in Azione srl assieme allaConsulta Escursionismo Bologna e al CAI Bologna presenteranno le prime due esperienze di Paratrekking effettuate seguendo due specifiche ciclopedonali limitrofi alla città di Bologna per arrivare a discutere e parlare di un progetto più ampio, che prevede la creazione di percorsi di Trekking di elevata naturalità, percorribili anche per chi viaggia su quattro ruote.

Utopia o possibilità? Con l’aiuto di tecnici esperti l’idea è di rimodulare le barriere architettoniche naturali e offrire una ricca proposta di itinerari e passeggiate in città e sui colli periurbani con l’accesso alla aree verdi che, a oggi, risultano impraticabili.  

A cura di Cervelli in Azione srl, Consulta Escursionismo Bologna, CAI Bologna

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15.00
Presentazione del servizio di mobilità accessibile:
HANDYAMO
, con test ride gratuito dei mezzi dedicati a tutti i tipi di disabilità.

In occasione del Festival verrà lanciato il servizio “Handyamo”, che sarà offerto stabilmente alla Velostazione di Bologna con il sostegno di Ottobock, azienda sanitaria produttrice di ausili elettrici per la mobilità di personale diversamente abili. Gli ausili saranno messi a disposizione a noleggio a integrazione del tradizionale servizio di noleggio biciclette per permettere di aprire – in ottica inclusiva – a tutti la possibilità di visitare Bologna da un altro punto di vista.

Il progetto nasce con l’intento di promozione del tema della mobilità delle persone con disabilità e il superamento delle barriere istituzionali e architettoniche che spesso ne vincolano ulteriormente la possibilità. Il progetto rappresenta inoltre la base per un’offerta turistica accessibile fornendo, oltre a tour organizzati e accessibili, dei comodi e piacevoli mezzi di spostamento, attento all’ambiente e per la mobilità alternativa anche nella zona pedonale.

I mezzi verranno presentati dall’associazione La Skarrozzata, messi a disposizione per un test e fatti conoscere alla vasta comunità delle persone diversamente abili grazie al lavoro di rete di AIAS che da cinquant’anni segue le famiglie per assicurare una vita serena e dignitosa ai ragazzi e alle ragazze portatori di disabilità.

Grazie alla collaborazione dei soggetti che hanno dato vita al servizio “Handyamo”, la Velostazione diventa il primo punto di accoglienza turistica accessibile e inclusivo della città.

A cura di , La Skarrozzata, Ottobock e Aias

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17.00
IL PICCOLO PRINCIPE

Il corso di espressione corporea diretto darà vita ad uno spettacolo tratto da Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry. Ad IT.A.CÀ l’anteprima dello spettacolo che andrà in scena in versione completa l’8 giugno alla sala Centofori in via Gorky 16 a Bologna.

A cura di Gruppo danza AIAS – Compagnia Kairosdanza

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18.30 e 21.30
L’AMORE CIECO 

Liberamente ispirato a Il dono oscuro nel mondo di chi non vede di John M. Hull

“L’incisività delle affermazioni di John Hull, la bellezza del suo linguaggio e la profondità delle riflessioni fanno di questo libro un’opera di poesia e, insieme, di filosofia. Se Wittgenstein fosse diventato cieco, avrebbe potuto scrivere un libro non diverso da questo, per sondare la profondità di una sempre mutevole fenomenologia della percezione” [Oliver Sacks]

L’amore cieco continua ad essere un omaggio allo scrittore John M. Hull e un’occasione per proseguire nel viaggio alla ricerca di una forma teatrale capace di misurarsi con alcune delle domande e degli “schizzi di paesaggio” generati dall’opera di Hull. Lo spettacolo itinerante avvicina le azioni teatrali e le indaga attraverso una lente multisensoriale, dalla quale riguardare la sostanza dell’amore. 

Le parole che ha scelto Hull per raccontare il viaggio nella cecità, verso l’occhio interno, verso una mutazione dei rapporti tra lo spazio e il proprio corpo e i propri affetti, sono al centro dell’interesse del lavoro che Gruppo Elettrogeno porta in scena per l’Error Day a cura di Clelia Sedda. Hull osserva gli eventi di questa nuova esistenza con grande lucidità, ironia, senza vergogna e, dopo essere precipitato nel buio, riesce a trasformare il dolore di una perdita in un caleidoscopio dei sensi e dell’amore rivelatore.

Ma se l’amore è cieco, i vedenti stanno a guardare?
“…Diventerò anch’io uno spazio vuoto sulle pareti della mia galleria di ritratti?
…Fino a che punto la perdita dell’immagine del volto è connessa alla perdita dell’immagine del proprio io?” 

l’Amore è cieco è un album di schizzi a più voci, a più strati, a più corpi che a tratti coincide con la narrazione di Hull e a tratti ricompone una scrittura che aderisce ai vissuti degli attori non vedenti, ipovedenti e vedenti chiamati a raccontare dei propri dispositivi sensoriali.

Con gli attori non vedenti, ipovedenti e vedenti della formazione artistica Orbitateatro.

Regia: Martina Palmieri – Get
Parole: Martina Palmieri e le attrici e gli attori di Get – Orbitateatro
Camera: Marilena Lodi – Get
Mixer video: Francesco Burlando
Visual Lab attrezzatura video

Prenotazione obbligatoria: info@gruppoelettrogeno.org

Una produzione: Gruppo ElettrogenoMuseo Tolomeo – Museomix Bologna, Istituto dei ciechi F. Cavazza ONLUS di Bologna, Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti, Sezione provinciale di Bologna.

Quattro repliche nei due giorni del weekend di IT.A.CÀ in Velostazione (27-28 maggio)

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19.00
ROBEMISTE: 4 dj e 4 diversi punti di vista sui suoni da tutto il mondo per ballare senza diferenze!  

I  ritmi più caldi con suoni da ogni angolo del mondo! Come? Con ben 4 dj ad animare la consolle! In campo: La Funky e Mescla ritmi per genti libere per ballare a modo proprio, mischiarsi e socializzare. Ingresso libero.

A cura di Velostazione Dynamo 

Scarica il programma della 2 giorni completo > Handyamo Programma

Il ruolo della Bolognina nella promozione turistica della città

La Bolognina è una zona del quartiere Navile dalle grandi potenzialità turistiche e culturali. Anche grazie al profondo processo di riqualificazione e valorizzazione e al dinamismo sociale e culturale che esprime, può svolgere un ruolo strategico per la promozione turistica della città. Ne discuteremo con rappresentanti istituzionali e realtà attive sul territorio.

L’incontro seminarialie sarà seguito da un walking tour in Bolognina e da un live concert presso l’Ostello.

Intervengono:
Matteo Lepore, Assessore Economia e Turismo, Comune di Bologna e presidente Destinazione turistica Bologna metropolitana
Daniele Ara, presidente Quartiere Navile
Elena Vincenzi, CAI Bologna
Lucio d’Amelio, La Baracca – Teatro Testoni
Introduce e modera Fabrizia Calda, Ostello We_Bologna

17.30 Walking Tour in Bolognina

19.00 Aperitivo & Jedbalak live

Biciterapia. In viaggio alla ricerca dell’Equilibrio di Mila Brollo

Presentazione libro >
Biciterapia. In viaggio alla ricerca dell’Equilibrio di Mila Brollo

Una donna in bicicletta, da sola, per perdonarsi, curarsi e incontrare il mondo. 2000 km da Gemona a Lampedusa lungo un’Italia folle e assolata.

Hai il diabete? Pedala. Hai ciccia? Pedala. Hai ansia? Pedala. Hai voglia di vedere il mondo? Pedala. Bene, ho tutte queste cose e dunque, pedalo… Ho 58 anni, sono malaticcia e sovrappeso, ma bella viva e vivace. Ho il diabete di tipo 2 e mi sento in colpa per averlo. Non ho pensato al mio corpo per tutta una vita.

Lavoro in psichiatria e ogni giorno mi accorgo che dovrei avere più coraggio e mi sento in colpa per quel che non ho fatto. Lavoro con i temi che riguardano “gli ultimi” e tante volte, il mio sentirmi piccola, mi ha paralizzato. Mi sento in colpa per le ripetute, vigliacche omissioni che pratico. Parto per un viaggio in solitaria da Gemona del Friuli a Lampedusa. 2000 km in e-bike: sarà un viaggio sorprendente.

La mia età, la condizione fisica, gli incontri con centinaia di persone segnate dal disturbo mentale, e infine l’arrivo a Lampedusa, isola straordinaria per bellezza, accoglienza, pietas. Lungo la strada cercherò di perdonarmi, cucendo e unendo i margini delle mie reti e delle mie ferite. Sarà una biciterapia.

MILA BROLLO – BIO 

Mila Brollo, 59 anni, vive a Gemona del Friuli (UD). Lavora come tecnico della riabilitazione psichiatrica in Azienda Sanitaria, insegna a contratto all’università di Trieste e si occupa di formazione in enti pubblici e privati. È pedagogista e counselor. Ha una bella famiglia, ama l’arte, ha il diabete di tipo 2, non è una ciclista abituale ma ce l’ha fatta. Il suo blog è biciterapia.it 

Il viaggio di Mila è stato seguito, per un’indagine medico-scientifica, dall’Università di Pisa e dall’Università di Trieste e sostenuto dall’Associazione “Le Parole Ritrovate”, che ha organizzato, lungo tutto il percorso, incontri con pazienti e centri di Salute Mentale.

 

L’opportunità del turismo di comunità in Italia come motore di sviluppo locale

L’incontro/seminario intende fare il punto sullo sviluppo del fenomeno del turismo di comunità in Italia. Un fenomeno nato e sviluppatosi prevalentemente in Paesi in via di sviluppo, ma che sta mostrando recentemente una certa vivacità anche nel nostro Paese.

Aperto a professionisti del settore, amministratori e a chiunque voglia approfondire a diverso titolo il tema, l’incontro vuole essere l’occasione per un confronto tra diverse realtà nazionali (cooperative, associazioni, imprese, ecc.) che stanno cercando di utilizzare la leva turistica in maniera partecipativa, al fine di innescare circuiti virtuosi di sviluppo soprattutto in aree rurali economicamente fragili e a rischio marginalizzazione sociale o quale volano di valorizzazione e rilancio dello sviluppo locale (su basi nuove, maggiormente responsabili e/o sostenibili) in aree di più lunga tradizione turistica.

Intervengono:

Marco Tamarri, Coordinatore del tavolo per il Turismo dell’Appennino Bolognese
Oreste Torri, Cooperativa Valle dei Cavalieri (RE)
Simona Magliani, Cooperativa I briganti di Cerreto (RE)
Andrea Daprà, Progetto turismo di comunità Val di Fiemme (TN)
Riccardo Stocco, Cooperativa Scherìa (CZ)
Chiara Patelli, Cooperativa L’Innesto (BG)
Cinzia Ferraresi, Cooperativa 00 Laghi (PR)

Introduce e modera Stefano Spillare, Università di Bologna

Info > http://www.aitr.org/turismo-di-comunita/ | http://www.legacoop.coop/cooperativedicomunita/

A cura di Stefano Spillare, Università di Bologna

Sentieri che uniscono: la cooperazione internazionale dialoga con l’economia solidale

ANNULLATO EVENTO 

Il convegno “Sentieri che uniscono” vuole approfondire la relazione tra cooperazione internazionale ed economia sociale e solidale (ESS) ponendo l’attenzione su buone pratiche di turismo responsabile, a partire dalle esperienze progettuali e di ricerca delle organizzazioni non governative: COSPE Onlus e Nexus E-R e coinvolgendo altri attori interessati a promuovere la conversione ecologica dell’economia e della gestione delle risorse attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e sociale dei territori.

Il convegno è un’occasione di incontro tra istituzioni, operatori dell’economia sociale e solidale e operatori turistici per discutere di pratiche di turismo sostenibile come forme di economia sociale e della necessità di una progettazione comune verso un uso più responsabile dei territori, una migliore integrazione tra turisti e residenti e un’equa distribuzione dei benefici economici del turismo.

Intervengono:

Sandra Pareschi, Nexus E–R
Rosetta Gradeci, COSPE Onlus
Roberto Cerrina, Overseas

Introduce e modera Giorgio Menchini, COSPE Onlus