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“La relazione selvatica” | La guida L’Italia selvaggia

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog vi presentiamo la guida L’Italia selvaggia di Elisa Nicoli [Altreconomia 2018], una guida utile e divertente per tutti gli appassionati di escursionismo alla ricerca di trekking poco battuti, escursioni nella natura, percorsi “segreti” dove turismo e ambiente convivono – ancòra – felicemente.

Tratto dal libro “L’Italia selvaggia”. 

Questo articolo è un estratto della prefazione di Franco Michieli del libro “L’Italia selvaggia

“Quando ci incamminiamo verso la wilderness, come invita a fare la guida “L’Italia selvaggia”, una cosa dovrebbe esserci chiara: l’universo è selvaggio nella sua quasi assoluta interezza. Solo a causa del particolare e limitatissimo punto di vista umano, circoscritto a pochi istanti d’esistenza di un granello di materia perso nello spaziotempo – il nostro, contemporaneo, pianeta – viviamo la preoccupante impressione che la wilderness, la natura selvatica, sia sempre più rara e in via di scomparsa. Ciò non è vero su grande scala: nessuno può deviare la naturale e selvaggia evoluzione del cosmo.

[…]

Oggi però dobbiamo anche chiederci: nelle nostre escursioni nelle località italiane ed europee che ci paiono meno antropizzate, siamo davvero immersi nella wilderness? Alla domanda si può rispondere in molti modi – alcuni sono proposti nel libro -, perché comunque il termine wilderness non identifica una natura intatta in senso oggettivo, ma il modo in cui percepiamo un ambiente selvatico.

[…]

Non dobbiamo quindi chiederci fino a che punto un ambiente in cui ci inoltriamo sia oggettivamente selvaggio (di solito non lo è del tutto), ma come esso ci possa parlare di sé, delle nostre antiche radici e di noi stessi. Incontrare la wilderness significa entrare in una relazione selvatica, ovvero percepire e reagire per mezzo del nostro corpo e della nostra psiche, indipendentemente da dove ci troviamo. Non c’è wilderness in Amazzonia, al Polo Nord o sull’Everest, se ci andiamo in fuoristrada, in elicottero.

[…]

Le proposte appassionate degli autori di questa Italia selvaggia sono dunque una grande opportunità che ciascuno può cogliere in modo diverso, e che esistono grazie alla bellezza naturale che nel nostro Paese, nonostante tutto, resta eccezionale.

L’aura selvaggia – ma in verità ricca di storie passate – di questi luoghi non è scontata, né la si può acquistare già pronta. Dipende dalla capacità di ogni escursionista di inselvatichirsi quanto basta per saper stare nella natura con i soli propri sensi, in silenzio, in ascolto, con rispetto. Così scoprirà quei messaggi speciali che quei luoghi contengono e che sono indirizzati a lui, e solo a lui, e che nessun suggerimento preconfezionato potrà sostituire. Quando qualcuno si accorgerà di sentirsi in autentica compagnia, là dove pare non ci sia nessuno, allora saprà che lo spirito del wild l’ha raggiunto.”

Turismo responsabile in Val di Zena nell’Appennino bolognese | 8 – 9 giugno 2019

Il turismo sostenibile gioca un ruolo centrale all’interno dei processi e delle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, arricchendo le relazioni tra turisti cittadini, ma anche tra cittadini ed istituzioni. Uno sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità  della vita dei suoi cittadini e il rapporto che questi ultimi hanno con il proprio territorio.

Detto ciò chiuderemo la tappa bolognese 2019 con le ultime due giornate nella lussureggiante e verde Val di Zena. Il secondo weekend di giugno, l’8 e il 9, pullula di attività ed esperienze assolutamente imperdibili!

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Per scoprire la Val di Zena dall’8 al 9 giugno puoi scegliere di visitare i luoghi in autonomia, oppure scegliere di acquistare il pacchetto che comprende le singole giornate dell’8 giugno o del 9 giugno o quello che comprende entrambi i giorni, beneficiando dei prezzi agevolati riservati al Festival.

Iscriviti compilando il form sul sito di IT.A.CÀ [COMPILA IL FORM ONLINE] o chiamando 051 92 97 66 | 329 19 49 532 o scrivendo a: info@montebibele.eu

È possibile anche, nello stesso modo, prenotare una navetta gratuita che partirà da Bologna centro seguendo il festival per una o due giornate.

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Si parte sabato 8 giugno h 10 con la visita speleologica alla Grotta del Farneto, una grotta abitata dagli uomini dell’età del bronzo e rifugio dei chirotteri che vivono nel Parco. La visita guidata all’interno della cavità dura circa un’ora e mezza ed è adatta a tutti, anche ai bambini con più di 4 anni.

Alle 12 invece è previsto un itinerario in mountain bike di circa 12 km che da Botteghino di Zocca, frazione del comune di Pianoro, porterà i cicloturisti a Gorgognano, sul crinale della Val di Zena. Sarà possibile partecipare ad un pranzo bucolico nel boschetto di Gorgognano con prodotti tipici del luogo (€10 escluse bevande, per prenotazione tel. 3481524687) e alle ore 15 al concerto Mikrokosmos nel vecchio cimiterino a Gorgognano. Prima di tornare al punto di partenza pedalando verso il tramonto, ebri delle piacevoli emozioni nella natura appena vissute.

La sera, invece, a partire dalle 18, è prevista una spettacolare notte tra degustazioni, astronomia, archeologia, cena e musica sotto le stelle. Il programma dettagliato si trova visitando questa pagina web. La cena sotto le stelle è solo su prenotazione.

Fatevi incantare dagli astri, o dai piatti pieni di leccornie, a voi la scelta!

IT.A.CÀ vi propone anche un’intrigante alternativa che prevede un piacevole trek a piedi nelle ore che precedono il tramonto, a partire dalle 18: La Via del Fantini è il progetto di una via in fase di realizzazione che unisce tutti i luoghi più importanti della Val di Zena tra San Lazzaro e Monte Bibele.

Con questo trek vi proponiamo un’anticipazione solo dell’ultima sua parte. Partendo dal Monte delle Formiche ci muoveremo tra dolci colline e boschi molto selvaggi verso Castelnuovo di Bisano per raggiungere alla fine Monte Bibele dove potremo fermarci la sera per guardare le stelle, gustare del buon cibo, e volendo dormire.

Le attività riprenderanno il 9 giugno alle 9 con una lezione di Yoga nella natura e a seguire, una passeggiata archeologica tra luoghi di culto nel villaggio di Monte Bibele (IV-III sec. a.C.).

Per i più sportivi, sempre alle 9, partirà un itinerario ciclabile accessibile, ossia un’escursione per tutti, aperta anche a persone disabili con pranzo in una trattoria locale di cucina tipica (Info e prenotazioni: info@fondazioneperlosport.it).

Nel primo pomeriggio sono state inserite in programma due attività davvero importanti e degne di nota.
La prima “il tempo da toccare”, alle 14:30, prevede la visita del Museo Civico Archeologico di Monterenzio. Si tratta di un percorso tattile, aperto quindi anche a persone con disabilità visiva, che insieme all’archeologo andranno alla scoperta dei reperti di Monte Bibele.

La seconda prenderà luogo alle 16:30 nel Museo Luigi Donini e consisterà in un sorprendente viaggio nella Preistoria, alla scoperta dell’origine ed evoluzione dell’Uomo e degli animali estinti dell’ultimo periodo glaciale. I partecipanti potranno anche assistere alla dimostrazione di accensione del fuoco con le pietre focaie, rivivendo così in prima persona le pratiche quotidiane degli uomini primitivi.

Assolutamente imperdibile!

Alle 18 si rimane sempre in tema di creature ormai estinte: i dinosauri! Il Tour della Vita sulla Terra prevede infatti una visita guidata del Parco Dinosauri in Carne e Ossa, dove, attraverso il susseguirsi di scenari e ricostruzioni fedeli di ben 35 specie animali, esploreremo l’evoluzione della vita sulla Terra, osservando i cambiamenti che hanno portato alcune specie all’estinzione e gli adattamenti all’ambiente che invece hanno permesso ad altre di sopravvivere.

La visita del parco delle 21.15 ci offrirà la possibilità suggestiva di iniziare al crepuscolo e di proseguire con l’aiuto della sola torcia portata dalla guida, avanzando nell’oscurità e pronti a sorprenderci con le scene del mondo primordiale che di volta in volta ci troveremo davanti ad ogni curva del sentiero.

Il sogno dei più piccoli e di tutti quelli che son cresciuti con le varie trasposizioni cinematografiche dei vari Jurassic Park, potranno finalmente entrare nell’incredibile mondo dei dinosauri (e tornare bambini!).

Le attività per queste giornate in Appennino sono davvero diversificate per andare incontro ai gusti e alla preparazione atletica di tutti  e alla curiosità di ciascuno! Mancate solo voi! Vi aspettiamo in Appennino!

Vi riporto il link con tutte le strutture alberghiere convenzionate, così potrete scegliere la location che più preferite, usufruendo dello sconto IT.A.CÀ | info strutture.

Blog IT.A.CÀ
Responsabile Comunicazione 
Sonia Bregoli

 

Protagonista l’Appennino nella tappa bolognese: tra Marzabotto, Castiglione dei Pepoli e Grizzana Morandi | 31 maggio – 2 giugno

Il Festival, giunto alla sua undicesima edizione, ha scelto fin dalla sua origine di investire sul turismo sostenibile, individuandolo come mezzo per la riscoperta e la valorizzazione degli spazi più autentici dell’Italia, i quali però, spesso, non appaiono nelle guide turistiche convenzionali.

Da anni IT.A.CÀ porta avanti una progettualità valorizzando tutto il territorio metropolitano nel suo complesso e nell’edizione 2019 ha intensificato la sua azione di co-progettazione, in particolare nell’Appennino Bolognese da Marzabotto con una staffetta ritmata che passa il testimone ai territori di Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi e Val di Zena con tantissimi eventi organizzati

Valorizzare l’Appennino è anche un modo per combattere il sovraccarico turistico bolognese, distribuendo i benefici con chi resiste ancora contro lo svuotamento dei piccoli paesi e il conseguente degrado dell’ambiente. Ogni area  ha sperimentato un’offerta turistica sostenibile locale stabile in grado di favorire l’incoming, l’enogastronomia locale, l’artigianato e il commercio di prossimità.

Per favorire l’incoming, tali rassegne sono state costruite in modo tale da includere almeno una notte sui territori interessati: Marzabotto 31 maggio – 1°giugno; Castiglione dei Pepoli 1° maggio-2 giugno; Grizzana Morandi 2 giugno > programma completo.

Entrando nel vivo del Festival e degli eventi che IT.A.CÀ  ha organizzato in Appennino per favorirne il rilancio, vi segnaliamo sicuramente il convegno di apertura del 31 maggio, al parco Bottonelli di Marzabotto, a partire dalle 9.30, per avviare una riflessione sul valore del turismo sostenibile e responsabile come mezzo di sviluppo economico per le aree montane della Città metropolitana di Bologna.

Sarà un’importante occasione per capire il profondo potenziale dell’Appennino, conoscere i modelli vincenti, creare nuove partnerships e possibilità di co-progettazione. Sarà possibile, inoltre, poter assaggiare prodotti della cucina tipica montana, preparati dalla Pro Loco di Marzabotto > programma convegno 

Per contrastare lo spopolamento tipico delle zone montane in favore della vita in città, è stato organizzato un incontro con i rappresentanti del “Manifesto per una Rete dei Piccoli Comuni del Welcome”, Angelo Moretti, Danilo Travaglione e Angela Debora Giorgione. Info evento.

Sempre il 31 sarà possibile partecipare all’incredibile itinerario di due giorni che condurrà alla scoperta dell’antica Via degli Etruschi in mountain bike.

Sabato 1 giugno sarà possibile scoprire il fascino naturalistico di Marzabotto e Monte Sole grazie a due itinerari: un percorso cicloturistico tra arte, storia e natura, in sella a delle biciclette a pedalata assistita di ultima generazione e un percorso a piedi, accompagnati da guide autoctone che condurrà dalle rive del fiume Reno, sino alla scoperta dell’antica città etrusca nota col nome di Kainua.

Vi segnaliamo anche due interessanti attività pensate proprio per i più piccoli: l’incontro con gli asinelli alla scoperta della biodiversità, dove sarà possibile prendersene cura, accarezzarli e passeggiare con loro; e il “campo scuola mountain bike per bambini”, dove i futuri ciclisti potranno sperimentare l’emozione di utilizzare la Mountain Bike in un ambiente divertente e controllato. 

Sempre per il primo giugno sono previsti altri due itinerari: il trekking per le cascate del Mulino Mazzagatti, un percorso di 12 km all’interno del cuore pulsante dell’Appennino e un piccolo trek storico- culturale di 4 km, ma che condurrà alla visita guidata della chiesa romanica di Panico e al museo etrusco di Marzabotto!

Insomma, il programma è variegato e risulta accessibile a prescindere dal grado di sportività dei partecipanti, quindi non ci sono scuse per non lanciarsi in nuove avventure insieme a noi!

A Castiglione dei Pepoli per il 1 giugno a partire dalle h15.00 sarà possibile partecipare alla visita guidata del centro storico del paese attraversando le epoche che si sedimentano nelle architetture, riscoprendo le tracce di un tempo passato che ha coinvolto storia e generazioni.

Alle 17:30, presso l’Officina 15, in via Aldo Moro 31, verrà presentato il libro di Simone Pacini “Il teatro sulla Francingea”, il diario di bordo quotidiano del laboratorio itinerante “Il teatro… su due piedi – camminata in Toscana e Lot-et-Garonne”, realizzato dal Teatro Metastasio Stabile della Toscana e dal Théâtre École d’Aquitaine, con la partecipazione di 29 allievi-attori delle rispettive scuole.

Alle 18:30, invece, è prevista l’inaugurazione della mostra fotografica del workshop di fotografia I volti dell’Appennino realizzato il 25/26 maggio: i ritratti dei suoi abitanti trasformano la vita della montagna in una testimonianza corale, anima di questi luoghi.  

Dalle 19 inizia la festa! La serata si aprirà con il concerto dell’Orchestra Migrante, un gruppo musicale che vede al proprio interno almeno cinque nazionalità diverse, offrendo un repertorio in altrettante lingue: iraniano, arabo, inglese, nigeriano, italiano.

Opera di Giorgio Morandi

Dalle 20 invece, presso i ristoratori di Castiglione sarà possibile cenare con i prodotti tipici locali, in occasione di IT.A.CÀ: l’unico peccato di gola è non assaggiare tutto! Il giorno seguente, domenica 2 giugno, sarà possibile partecipare (e smaltire il cibo della notte precedente!) ad un itinerario di trekking intorno a Castiglione, o meglio per i boschi, le pendici del Monte Gatta, le vallate e i suoi torrenti. Assolutamente imperdibile.

Sempre domenica 2 giugno, a Grizzana Morandi, è previsto alle 15 un percorso attraverso i luoghi amati e rappresentati da Giorgio Morandi nelle sue opere, per provare l’emozione di essere dentro un dipinto del grande maestro bolognese.

Durante tutta la giornata, invece, sarà possibile partecipare presso il parco Mingarelli, alla colorata e divertente Piccola Fiera dei Ciarlatani, un festival di arti di strada ad ingresso gratuito nello stile delle fiere di inizio novecento. Il programma dettagliato delle attività previste è possibile leggerlo cliccando su questo link.

Non vi resta che scegliere l’attività più adatta a voi e prepararvi a mettervi in viaggio con noi, un’occasione per conoscere i luoghi dell’Appennino bolognese e incontrare tanti altri viaggiatori!

Vi aspettiamo, scegliete l’evento più vicino a voi 🙂

Blog IT.A.CÀ
Simone Russu 

 

Il Turismo sostenibile per lo sviluppo dell’Appennino bolognese | Convegno venerdì 31 maggio a Marzabotto (Bo)

Venerdì 31 Maggio 2019

H 9.30 – 17.00

Marzabotto, Città Metropolitana di Bologna

Parco Bottonelli [ Via Giacomo Matteotti, 1] 

Il Convegno si propone di avviare una riflessione sul valore del turismo sostenibile e responsabile come mezzo di sviluppo economico per le aree montane della Città metropolitana di Bologna. L’obiettivo è quello di analizzare il legame che sussiste tra turismo, sostenibilità e sviluppo economico: comprendere le potenzialità del territorio, conoscere le buone pratiche locali e nazionali da poter replicare per una crescita in chiave sostenibile, coinvolgere la comunità locale affinché sia protagonista nello sviluppo turistico del proprio territorio, dimostrare che un turismo a impatto zero e di qualità è possibile e lo si può praticare nel pieno rispetto dell’ambiente. Interverranno studiosi ed esperti di processi economico-turistici e sono previsti due question time in cui le realtà dell’Appennino bolognese potranno presentarsi e porre domande mirate ai relatori. Un momento di riflessione, formazione e dialogo tra organizzazioni che si occupano di sviluppo turistico, che vuole essere il punto d’avvio per l’organizzazione di appuntamenti di formazione e coprogettazione dell’offerta turistica territoriale nel corso del 2019/2020.

Iscrizione obbligatoria attraverso il form online:
FORM ISCRIZIONE CONVEGNO MARZABOTTO

Scarica qui il programma completo: PROGRAMMA
Scarica qui la locandina: LOCANDINA

L’incontro, organizzato da IT.A.CÀ, Comune di Marzabotto, Destinazione turistica Bologna, Città metropolitana di Bologna e Unione dei Comuni Appennino Bolognese, è un momento importante per analizzare lo sviluppo turistico-economico della montagna bolognese secondo processi turistici e modelli gestionali basati sulla sostenibilità sociale e ambientale. Il convegno si propone di porre le basi per concretizzare progetti condivisi, attivare forme di collaborazione su cultura, turismo, pianificazione strategica, sostenibilità, bandi europei, sviluppo economico, il tutto con un’attenzione particolare al coinvolgimento di tutti gli attori interessati.
Il convegno si aprirà alle ore 9.30, partendo proprio dalle prospettive future di sviluppo tursitico-sostenibile, alla presenza di Matteo Lepore, Presidente delegato Destinazione Turistica Bologna e Giovanna Trombetti, Direttrice Settore sviluppo economico – Città Metropolitana di Bologna.
Seguiranno gli interventi di esperti di processi economico-turistici – Università di Bologna Centro Studi avanzati per il turismo (CAST) – volti ad analizzare l’impatto del turismo sul territorio e la comunità locale e a mettere in luce i vantaggi economico-sociali di una governace basata sulla sostenibilità. Fin dalla prima parte, grazie all’intervento di una professionista del marketing turistico, e poi nel pomeriggio, l’analisi troverà concretezza con l’esposizione di casi-studio (aziende e progettualità) che hanno raggiunto obiettivi economici rilevanti nel settore del turismo sostenibile. 
La terza e ultima parte del convegno sarà dedicata a un’importante momento di dialogo tra le realtà dell’Appennino, che hanno intrapreso un percorso turistico di tipo sostenibile, e le best practice al livello nazionale.
 
PER INFORMAZIONI
Simona Zedda
info@festivalitaca.net
 
 

Restare per resistere | Intervista a Patrizia Vita di IT.A.CÀ Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici

quest’anno IT.A.CÀ giunge sul Parco Nazionale deMonti Sibillini dal 25 al 28 aprile 2019 e, nell’attesa della pubblicazione dell’intenso programma, oggi intervistiamo Patrizia Vita, organizzatrice insieme a Chiara Caporicci e Fabio Bianchini, della tappa marchigiana del festival e promotrice della riscoperta del territorio del centro Italia colpito dal terremoto, per capire quando è che “restare” vuol dire fare una scelta di coraggio.

Patrizia Vita

Come è nato il progetto C.A.S.A. e qual è il suo ruolo nella ricostruzione delle zone terremotate?

C.A.S.A. (acronimo di Cosa Accade Se Abitiamo) è nata dall’incontro di alcune persone dopo gli eventi sismici 2016/2017 e dalla contaminazione tra chi amava queste terre e le ama ancora, tra chi le viveva, le vive ancora e chi le ha aiutate durante l’emergenza.

È uno spazio che abbiamo preso in affitto a Frontignano, una piccola frazione del comune di Ussita (MC) nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini a mt 1.350 slm, alle pendici del Monte Cornaccione, Bove Nord e Monte Bicco, immersa in un prezioso habitat di lupi, camosci, aquile e cervi.

È un luogo che accoglie un insieme variegato di relazioni; un luogo che cerchiamo di tenere aperto a progetti e conversazioni tra la comunità, amici di C.A.S.A. e ospiti che qui vengono in residenza (scrittori, artisti, docenti, storici, designer, fotografi, videomaker, giornalisti, ricercatori, naturalisti…), con il desiderio di continuare ad abitare questi territori insieme, di recuperarne ambiziosamente vocazione, unità e memoria, ma anche di affrontare contraddizioni e conflitti.

È un agire quotidiano, relazionale, solidale, spesso fatto di piccoli momenti condivisi, di piccole iniziative invisibili ma costanti. Ci piace chiamare C.A.S.A. porto di montagna, non solo perché ospita storie che partono da linguaggi distanti e che qui si incontrano e si relazionano, ma perché è anche un luogo che esiste fisicamente e che vogliamo venga utilizzato per continuare a custodire il territorio e le relazioni in questo delicato e frammentato momento storico e sociale.

In che modo la tappa di IT.A.CÀ presso i Monti Sibillini è importante per voi e per chi ha scelto di restare?

È importante per diversi aspetti. Ussita era una località votata al turismo sportivo invernale ed estivo attorno al quale ruotavano tutte le economie. Questo sistema era già in crisi prima del sisma e l’evento non ha fatto altro che accelerare dei processi di spopolamento e crisi economica che diversamente avrebbero fatto fatica ad essere superati senza interrogarsi su nuovi modelli.

Dobbiamo pensare insieme al futuro che vogliamo, alla nostra l’identità, a ciò che è rimasto, a ciò che vogliamo lasciar andare e a ciò che invece vogliamo recuperare dal passato, e dobbiamo farlo insieme ad altri territori. Qualcun altro – in una logica calata dall’alto – lo sta già facendo al nostro posto, senza l’ascolto e coinvolgimento delle comunità. È sempre più urgente. Da qui l’idea di iniziare a fare rete con Fiastra, con l’obiettivo a lungo termine che questo sia solo un primo passo verso una rete più allargata. Necessitiamo di creare nuove economie e conoscere che una delle strade per la ripartenza nasce da ciò che abbiamo ancora intatto: la natura e la memoria.

I confronti che ci saranno durante le giornate del festival saranno utili a tutti per prendere spunti, informazioni, buone pratiche e contatti con altri territori italiani e interrogarci sulle potenzialità di un turismo sostenibile, non solo legato alla natura ma anche a microeconomie e iniziative culturali che in zone come le nostre potrebbero essere applicabili. Un modo di ripensare un’economia legata alla vocazione del territorio e fare propri i principi di un turismo responsabile che renda protagonisti anche i cittadini.

Con Antonietta, Assunta e Valentina hai raccontato nel documentario “Io Prometto” cosa significa per te resistere. Cosa ha significato per te partecipare a questo progetto?

Ho conosciuto Cecilia Fasciani grazie a Sara Vegni, aquilana anche lei che ho incontrato durante l’emergenza. L’Aquila per me rappresenta uno specchio della situazione che sto vivendo e che sta vivendo il mio territorio. È come se il popolo aquilano mi avesse aiutato ad affrontare il terremoto, perché mi ha dato la possibilità di non sentirmi sola, di conoscere e scoprire prima dinamiche che stanno avvenendo anche qui. È stato fondamentale vedere in loro cosa sarebbe stata la mia vita oggi (ma anche domani) e soprattutto sentirmi compresa nelle difficoltà, nello smarrimento, nell’incertezza, nella perdita, nel cambiamento.

Una scena tratta dal film ‘Io Prometto’

È stata un’esperienza molto intensa (e a tratti anche divertente) lavorare con Cecilia e tutto il suo staff. Dal film (qui il sito web e la pagina Facebook del film) emergono le esperienze di quattro donne che in qualche modo raccontano il loro differente modo di resistere ad un evento catastrofico come un terremoto. Da Valentina e Antonietta ho imparato come avere e costruire un buon tessuto sociale aiuta a fare rete e a lottare verso un unico obiettivo, mentre da Assunta ho imparato, e imparo ancora, come resistere con testardaggine e amore.

È importante anche fare il punto della situazione ad oggi, rispetto al periodo in cui il film è stato girato. Luoghi, situazioni e stati d’animo mutano velocemente e i nostri luoghi sono (e saranno) al centro di speculazioni azioni e mutamenti che vengono decisi altrove. È difficile – a tratti sembra impossibile – ritrovare una stabilità, ma dobbiamo provarci partendo dalle persone con cui condividiamo questa situazione, cercando di rafforzare collettivamente la nostra capacità di reagire a questi cambiamenti.

Ringraziamo Patrizia per averci raccontato del progetto C.A.S.A a Ussita (MC) e vi invitiamo a seguire la pagina fb del documentario per essere aggiornati sulle proiezioni. Intanto segnatevi che vi aspettiamo a Ussita per la prima tappa del festival IT.A.CÀ Parco Nazionale dei Monti Sibillini dal 25 al 28 aprile: a brevissimo pubblicheremo il programma!

@portodimontagna 

Come sempre buon viaggio 🙂

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

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