I contributi dal basso che producono grandi progetti…

La rete, come ben sapete, ha cambiato radicalmente il modo di viaggiare. Dopo i forum, le prenotazioni online, lo scambio di casa, la condivisione della macchina, il couchsurfing: ecco l’arrivo del crowdfunding!

Nato inizialmente in campo artistico, l’idea su cui si basa è molto semplice: se è difficile trovare una persona pronta ad investire 5000€ in un progetto; è invece più facile trovare 100 persone disposte a sborsarne 50 di euro. In cambio, una copia personalizzata del cd o del dvd, un invito ad un concerto vip, una foto con la dedica… ed ecco la soddisfazione di contribuire direttamente alla nascita di un’opera, fuori dai circuiti commerciali di massa. Ognuno può proporre la sua idea su piattaforme come indiegogo o kisskissbankbank e il gioco è fatto – diventiamo tutti parte della creazione e fruizione di arte e cultura non più solo territoriale, ma con internet possiamo parlare di cultura globale.

…e cosa c’entrano in questo discorso i viaggiatori?

C’entrano che con lo stesso principio, si può diventare parte di un progetto solidale e viaggiare scomprendo luoghi e persone fuori del comune. Ovviamente a noi di IT.A.CÀ questa idea piace molto, ed ecco che abbiamo scelto per i nostri lettori/viaggiatori un esempio significativo: il Komşu Kafé a Istanbul (Turchia)

Istanbul è una città poliedrica affascinante. Ponte tra occidente e oriente, è abitata da decine di culture, lingue e religioni diverse. Il centro storico è pervaso da gruppi di turisti che corrono dietro ad un programma carico di «monumenti da vedere assolutamente »; i 16 millioni di abitanti vivono una vita sempre più anonima ed individuale in palazzi-torri, le condizioni di vita per i numerosi migranti sono durissime. La città, come tante altre nel mondo, sta pagando un dazio umano molto alto per il suo sviluppo.

In questo contesto Ali, Nufuk, Melike ed i loro amici volontari della stessa associazione di accoglienza di migranti hanno avuto un’idea: un’idea bella, un pò pazza, che potrebbe avere come colonna sonora una canzone famosa di John Lennon.

*Le foto sono prese dal FB di Komşu Kafé

Hanno immaginato un posto senza barriere di classe, di religione o di provenienza. Un caffè collettivo e autogestito che avrebbe come priorità l’accoglienza, la solidarietà e l’integrazione. Un locale a misura umana dove anzi tutto prendere il tempo: quello di sedersi lasciandosi alle spalle i ritmi frenetici di una città dove i lavoratori corrono ed i turisti vengono spremuti, quello di assaporare in compagnia una cucina genuina e sana e soprattutto quello di incontrare, dialogare, scambiare. Chiaccherare senza obbligo di consumo, creando ponti tra la gente del quartiere e quella venuta da lontano. Tra la gente tout court.

Vi piace quindi l’idea del Komşu Kafé? Anche voi potete essere protagonisti di questa loro avventura!

In cambio del vostro sostegno, potrete essere largamente ricompensati sotto forma di caffè, pasti, pernottamenti, visite nella città… e persino di mutandine personalizzate (incredibile no?). Ma soprattutto, sarete un mattoncino del progetto, andrete sul posto, conoscerete il piccolo grande mondo del Komşu Kafé, contribuirete alla creazione di una nuova dinamica umana.

L’oceano è fatto di piccolo gocce e grandi sogni, noi di IT.A.CÀ ne siamo fermamente convinti, quindi non resta che augurarvi buon viaggio come sempre…

Blog IT.A.CÀ
Stéphanie Marques dos Santos

 

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