Incontri al Museo: la gente è il territorio | PERFORMIGRATIONS 2016

Siamo lieti come IT.A.CÀ di far parte di questa importante rete europea all’interno di PERFORMIGRATIONS: LA GENTE É IL TERRITORIO con un ciclo di incontri a cura di Francesco Benozzo, Mirco Dondi e Elena Lamberti per discutere e riflettere sul tema dell’interculturalitàstorytelling, sui temi della diversità e della mobilità.

Un momento importante per riflettere sulle nuove migrazioni che ci coinvolgono tutti e che per nostra responsabilità non possiamo far finta di niente > www.performigrations.eu

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PROGRAMMA INCONTRI

Martedì 1 marzo 2016, ore 17.00
Sala del Risorgimento – Museo Civico Archeologico Bologna
(Via De’ Musei, 8)

Diversità, cambiamento, mobilità a tempo di musica

Incontro con il Dominic Mancuso Group in occasione del Tour Europeo “One World / No Borders” (Portogallo, Italia, Malta 2016).

Il DGM – Dominic Mancuso Group è un gruppo canadese che unisce musicisti di origine italiana, cubana, messicana e nordamericana proponendo, attraverso il caleidoscopio della world music esperienze sonore capaci di integrare tradizione e sperimentazione.
Con il sostegno del progetto europeo
Performigrations: La gente è il territorio e del governo del Canada, tra il febbraio e il marzo 2016 il Dominic Mancuso Group sarà in tournée in Europa, con tappe in Portogallo, Italia e Malta. L’intenzione di questo viaggio a ritroso dal Nord (il Canada) al Sud del mondo (l’Europa meridionale e mediterranea) è quella di testimoniare, attraverso l’esperienza musicale, la voglia di incontro e di accoglienza di tradizioni diverse e complementari. Di passaggio a Bologna, il DGM offre l’occasione per riflettere su interculturalità e storytelling, sui temi della diversità e della mobilità (esilio, espatrio, emigrazione, ritorni), condividendo storie ed esperienze di vita migrante e proponendo assaggi di brani musicali originali.  

Il DGM è composto da: Dominic Mancuso: voce e chitarra; Tony Zorzi: Chitarra; Paco Luviano: Basso; Chendy Leon: Percussioni; Jerry Caringi: Organo e fisarmonica; Johnny Johnson: sassofono e fiati

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Mercoledì 6 aprile 2016, ore 17.00
Sala del Risorgimento – Museo Civico Archeologico Bologna
(Via De’ Musei, 8)

Civiltà, territorio, narrazioni: voci dal Canada autoctono.

Incontro con Paolo Quaregna regista (Dancing North; Les Tambours d’Abitibi; Niger un sogno africano, Africani oltre la nebbia; Emigrazione, il pane e la memoria; Le pardon /Il perdono)

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A partire dagli anni Novanta del Novecento la società canadese ha dovuto fare i conti con quello che molti critici hanno definito ‘un errore culturale’ e altri un vero e proprio ‘genocidio culturale’: la deportazione forzata, dagli anni Trenta agli anni Ottanta, di bambini e giovani delle comunità autoctone in collegi gestiti prevalentemente da religiosi per educarli alla civiltà canadese. Il dramma dello sradicamento dai nuclei familiari, con la conseguente perdita di contatto con la lingua e le tradizioni ancestrali ha determinato la perdita di un patrimonio di esperienze di vita fondamentali per il consolidamento sia dell’identità nativa, che dei legami affettivi e culturali. A questa condizione già drammatica in sé, si è poi aggiunto il trauma di abusi fisici e morali subiti da generazioni di autoctoni nelle scuole residenziali, oggi in buona parte accertati, denunciati e puniti con pene e indennizzi dai tribunali canadesi. Il progetto ‘Verità e riconciliazione’, sostenuto dal governo canadese e attuato con la collaborazione delle comunità autoctone ha, dal 2008, portato allo stanziamento di fondi per attività culturali dedicate alla cura e al sostegno di vecchie e giovani vittime. Paolo Quaregna, con le sue ricerche sul campo e con le sue opere cinematografiche e documentaristiche ha contribuito alla presa di coscienza di questo trauma storico e culturale recuperando storie di vita emblematiche e restituendo dignità e parola alle vittime.  

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Mercoledì 4 maggio 2016, ore 17.00
Sala del Risorgimento – Museo Civico Archeologico Bologna
(Via De’ Musei, 8)

La letteratura ai confini tra cittadini e potere: poesie del dissenso.

Presentazione del volume di Janice Kulyk Keefer “La zona desolata” (Introduzione, curatela e traduzione di Elena Lamberti), 2016 ARAS EDIZIONI.

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Non di rado, istituzioni governative nazionali o sovranazionali sembrano imporre alle comunità decisioni politiche ed economiche, escludendole di fatto da una riflessione partecipata, accessibile e condivisa. In questo contesto, anche la letteratura può giocare un ruolo importante nel preservare un approccio ecologicamente corretto al nostro essere cittadini del mondo. Wikileaks o gli archivi di Snowden hanno fatto scalpore per avere rivelato ciò che qualcuno voleva rimanesse segreto; ma quando la letteratura gioca un ruolo simile ci dà, oltre all’informazione, anche l’ispirazione per affermare la nostra differenza e originalità come cittadini capaci di pensiero indipendente. Con questo scopo, la scrittrice canadese di origine ucraina, Janice Kulyk Keefer ha riscritto un classico del Novecento (La terra desolata di T.S. Eliot) non solo per ricordare e rileggere gli scontri accaduti nella città di Québec in occasione del terzo Summit delle Americhe (aprile del 2001), ma anche per stimolarci come cittadinanza attiva. La sua Zona desolata, che molto deve anche alla Disobbedienza Civile di H.D. Thoreau, aiuta così, partendo dal particolare, a riflettere su questioni ecologicamente universali che riguardano con urgenza e da vicino tutti.

Qui potete scaricare il programma degli incontro > Programma
Locandina + presentazione > PFM_Civ_Arc_Presentazione
Vi invitiamo a partecipare 😉

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ

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