Articoli

Il Festival IT.A.CÀ arriva a Isola del Gran Sasso | Intervista a Giovanni Berardi, ONG Salam

Care amiche viaggiatrici  e cari amici viaggiatori,

oggi Silvia Lazzari, per il nostro blog, ha intervistato Giovanni Berardi dell’ONG Salam che vuole portare nel prossimo2018 il Festival IT.A.CÀ anche in Abruzzo, all’interno del meraviglioso territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. 

Giovanni, raccontaci cos’è Salam, di cosa si occupa e il contesto nel quale lavora 

Salam è una ONG che si occupa di cooperazione internazionale, nata dall’incontro di giovani professionisti dei settori relazioni internazionali, turismo e beni culturali. Abbiamo iniziato a lavorare prendendo in eredità un progetto di una spin off dell’Università La Sapienza di Roma, per mezzo del quale si promuoveva la partecipazione delle donne dei campi profughi Saharawi ad un circuito di eco maratone sportive che invitavano ad attraversare i luoghi naturalistici più autentici del bel Paese.

Oggi Salam è una realtà consolidata, attiva in Italia e all’estero con numerose sedi e progetti per l’integrazione socio culturale dei migranti e lo sviluppo locale.

In Abruzzo, ad Isola del Gran Sasso, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Salam gestisce un CAS attraverso un progetto di accoglienza integrata pensato sul modello SPRAR e generato in collaborazione con alcune realtà associative del luogo, per contrastare lo spopolamento delle aree interne e attivare forme di rinascita sostenibile del territorio. I richiedenti asilo ospiti della struttura, di comune accordo con la collettività residente, stanno lavorando al recupero e alla valorizzazione in chiave turistica di parte della rete sentieristica in stato di disuso, o abbandonata e persa, all’interno dell’area Parco, e del patrimonio culturale materiale e immateriale che è possibile incontrare lungo gli stessi. I sentieri in questione attraversano i luoghi che ospitano i migranti e sono intimamente legati al vissuto, alla cultura ed alle tradizioni popolari della comunità locale.

Perché volete portare il Festival IT.A.CÀ ad Isola del Gran Sasso? 

L’idea di portare IT.A.CÀ ad Isola del Gran Sasso in realtà nasce già in sede di elaborazione progettuale, avendo avuto modo di apprezzare iniziative come Migrantour, che sono state spunto per altre attività volte a stimolare la partecipazione in rete dei migranti alla vita culturale delle comunità ospitanti da noi svolte in Puglia e giunte fino al Consiglio europeo, come buone pratiche di ospitalità.

Gli Appennini possono rappresentare la più grande infrastruttura verde d’Europa ed il prodotto “turismo natura” continua a mostrare un segno più nelle prospettive di crescita economica del settore.

I piccoli borghi e i parchi naturali sono le nuove porte di accesso del turismo internazionale, tuttavia non si può non considerare che questo cuore autentico dell’Italia montana e rurale, gravemente ferito dall’incredibile susseguirsi di calamità naturali, impone una governance di questi flussi basata sul rispetto delle comunità che l’abita, sulla solidarietà, sull’accessibilità universale dei luoghi. Un evento come il festival IT.A.CÀ può accendere un faro in grado di fare luce su questi aspetti e fungere da stimolo per una ripresa sostenibile che non dimentichi gli uomini e le donne che vivono e hanno scelto di restare in questi territori. 

Con quali realtà avete intenzione di collaborare? 

Allo scopo, Salam può contare su una fitta rete di partner locali, dalle amministrazioni locali alle pro loco e le associazioni culturali di Isola e delle frazioni interessate dal progetto “Radici Culturali”, con i quali insistono accordi di partenariato, al CAI, il Centro Alpino Italiano che offrirà servizi di consulenza tecnico operativa e guida ai sentieri ed ai percorsi della rete escursionistica, ad esperti di storia e tradizioni locali che offriranno momenti di discussione sulla “filosofia” del vivere e camminare la montagna ricercando la natura e la cultura dei luoghi perseguendo la “bassa velocità”. L’intero percorso è condiviso con L’Ente Parco, con cui insiste un accordo di collaborazione tecnica, oltre che con l’Europark Federation, una rete per la valorizzazione del patrimonio naturale dell’Europa che ha recentemente dotato il Parco di una CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle aree protette, uno strumento di gestione il cui elemento centrale è la collaborazione tra tutte le parti interessate. 

Avete già in mente delle iniziative? Se sì quali? 

L’idea è quella di mettere in campo durante un week end di Settembre una serie di esperienze di turismo attivo, azioni artistiche e performative, momenti di approfondimento e dibattito culturale in luoghi e contenitori culturali simbolo di quest’area Parco, partendo dai comuni e dalle frazioni di Isola del Gran Sasso e Castelli, rinomato centro di produzione ceramica.
Piccoli centri duramente colpiti dai fenomeni precedentemente descritti.

Anche le realtà che si occupano di sport innovativi, dall’arrampicata allo slackline saranno invitate a proporre esperienze autentiche per ri-animare i luoghi.
Una sorta di “Voi siete qui” che punta a far scoprire queste aree interne in maniera responsabile. Anche le parole saranno importanti. Non vogliamo anticipare troppo, ma qui possiamo preannunciare che hanno garantito un loro apporto alla tappa scrittori e poeti come Franco Arminio, che come paesologo da anni si batte in Rete a difesa dei piccoli paesi dell’Appennino, l’ideatore del Festival “La luna e i calanchi” che si tiene ogni anno ad Aliano.

Cosa significa per te “Turismo Responsabile” e qual è il valore aggiunto del festival IT.A.CÀ? 

Ecco, per noi fare turismo responsabile significa fare rivivere un territorio con questo tipo di esperienze, con la consapevolezza di essere in un’area protetta che soffre ma incanta, nel rispetto delle relazioni con le comunità locali, senza snaturare il paesaggio antropizzato, banalizzandone o “folklorizzando” tradizioni e identità. Se andate in una delle destinazioni turistiche principali del Parco a pochi km da qui, a Santo Stefano di Sessanio ad esempio, troverete un luogo stupendo dove però non ci sono più gli abitanti autoctoni. Al Santuario di San Gabriele, qui ad Isola, ci vengono quasi 2 milioni di turisti l’anno. Arrivano in bus e se ne rivanno. Quando tutt’intorno esiste una rete sentierisitica di 2.500 km, per secoli indispensabile alla vita di una civiltà che ci è alle spalle, capace di condurli alla scoperta dell’autenticità dei luoghi attraverso un paesaggio naturale unico.

Parco Nazionale del Gran Sasso

Festival come IT.A.CÀ, possono stimolare lo sviluppo di idee e percorsi per un uso sostenibile della montagna può risultare come elemento fondante per il ripristino e la rinascita di attività locali connesse anche al turismo e rappresentate da quel capitale umano, culturale e naturale, duramente colpito dalle calamità occorse nell’ultimo anno. 

Info > http://www.associazionesalam.org

Un grazie speciale e un grandissimo in bocca al lupo a Giovanni, Salam e tutte le realtà che daranno vita al Festiva, per questa nuova tappa per il 2018 🙂

Buon viaggio e buone feste a tutti/e 

Blog IT.A.CÀ
Silvia Lazzari 

Cultura e musica al Mercato Sonato | Intervista a Tommaso Ussardi [Orchestra Senzaspine]

Cari lettori e lettrici,

anche se IT.A.CÀ Bologna 2017 si è conclusa continuiamo a dare spazio alle realtà che hanno partecipato e reso possibile questa importante edizione. 

Tommaso Ussardi – Orchestra Senzaspine

Oggi intervistiamo Tommaso Ussardi, presidente e direttore dell’Orchestra Senzaspine, un’associazione di giovani musicisti che gestisce il Mercato Sonato, l’ex mercato rionale del quartiere San Donato a Bologna.

Nel 2015 il Comune ha assegnato questo spazio all’associazione, vincitrice dei bandi Incredibol! 2014 di Palazzo D’Accursio e Culturability 2015 della Fondazione Unipolis, che l’ha trasformato in un luogo di cultura e sperimentazione di grande valore per il quartiere.

> Cosa è il Mercato Sonato e cosa ospita?

Data la grande spendibilità degli spazi del mercato, l’associazione Senzaspine ha potuto intraprendere un ampio progetto di riqualificazione urbana, artistica e culturale per il quartiere e per la città, trasformando lo spazio in un teatro urbano, dinamico e polivalente.  Oltre alle prove d’orchestra aperte al pubblico, il Mercato propone serate di ballo, rassegne di musica gipsy, manouche, funky, jazz, rock ed elettronica sempre ponendo massima attenzione alla qualità e alla ricerca, cercando di valorizzare  gli artisti del territorio. All’interno del Mercato collaborano diverse associazioni che ampliano l’offerta culturale e ricreativa promuovendo corsi di sartoria, serigrafia, video mapping, alfabetizzazione musicale, corsi di strumento, musica d’insieme per bambini, coro di voci bianche, musicoterapia per la fascia degli 0-3 e un servizio di ristorazione di cucina biologica a Km 0.

> In qualità di spazio culturale rigenerato, qual è il valore aggiunto che apporta al quartiere?

In un quartiere così complesso come quello di San Donato con un alto tasso di immigrazione e un reddito procapite più basso della media, entrambi fattori che comportano un’elevata criticità sociale, il Mercato si pone l’obiettivo di trasformare questi aspetti in risorse, offrendo servizi sociali e culturali sempre inclusivi e permettendo così a bambini, famiglie, giovani e anziani di vivere e condividere una piazza coperta nel cuore del quartiere con serenità e curiosità. Un importante progetto di rigenerazione che valorizza le diversità e i linguaggi con l’obiettivo di conoscere e scoprire le bellezze di ogni cultura.

> Quali sono le principali difficoltà che affrontate nella realizzazione delle vostre attività?

Come Mercato Sonato le principali difficoltà consistono nel gestire, comunicare e promuovere le numerose attività e proposte del nostro spazio in maniera efficace e puntuale non perdendo mai di vista la mission del progetto, ma cercando sempre di ascoltare, interpretare e rispondere correttamente alle esigenze del quartiere.

> Il Mercato Sonato è quindi la casa della vostra orchestra, qual è il vostro sogno da artisti?

Sogniamo il Mercato Sonato come un centro di riferimento in Italia e in Europa per tutti gli artisti, in particolare i musicisti; un esempio di nuovo teatro urbano inserito nel circuito internazionale che racconti l’idea di cultura sostenibile e socialmente utile.   

Evento “Bach To The Future” nella giornata di giovedì 25 maggio 2017 per IT.A.CA Bologna

> Quest’anno avete partecipato per la prima volta al Festival IT.A.CÀ Bologna: cosa significa per voi far parte di una rete di promozione del turismo responsabile?

IT.A.CÀ è un esempio virtuoso che racchiude responsabilità sociale e bellezza. Siamo orgogliosi di farne parte  e di raccontarne il valore. Il turismo selvaggio distrugge e calpesta la natura e le diversità; noi crediamo invece in un turismo responsabile, curioso e silenzioso che sappia guardare, che fondi il proprio essere sul conoscere e valorizzare i bisogni dell’altro, un turismo rispettoso ed educato che sappia portare ricchezza, opportunità e lavoro senza snaturare e distruggere ciò che incontra.

Ringraziamo Tommaso per la disponibilità e per averci raccontato la bellissima esperienza del Mercato Sonato che consigliamo a tutti/e di farci un visita quando venite a Bologna.
Buon viaggio e seguiteci sempre 😉

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Irene Aprile

“Chi è Bologna”: una mostra fotografica per raccontare i migranti

Cari amici e amiche,

oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”, siamo andati a esplorare, in compagnia della nostra intervistata Valentina Iadarola, il lavoro della Cooperativa Sociale Arca di Noé, e soprattutto, la rassegna fotografica “Chi è Bologna”, organizzata e curata per raccontare i migranti che vivono in città.   

Arca di Noè è una cooperativa sociale impegnata nell’inserimento lavorativo di persone in difficoltà e nella protezione, accoglienza e integrazione di richiedenti asilo e rifugiati.

Un team di operatori professionisti è impegnato nella gestione di servizi di accoglienza e protezione (tra i quali l’accoglienza nel progetto SPRAR, in cui è impegnato da quasi 10 anni, e nell’Hub regionale da 3 anni) garantisce supporto legale, sostegno psicologico,  conoscenza del territorio, insegnamento della lingua italiana, orientamento formativo e inserimento lavorativo. 

Dalla sua nascita, nel 2001, Arca di Noè ha sempre collaborato con istituzioni, associazioni e realtà del terzo settore in interventi per l’inclusione e l’autonomia con grande attenzione al territorio e alla comunità.

> Come è nata l’idea della mostra “Chi è Bologna”? Qual è il suo scopo?

Lo scopo della mostra Chi è Bologna è quello di mostrare la quotidianità delle persone accolte, per recuperare la loro dignità umana, dentro e fuori dai centri di accoglienza, così da mettere in luce la loro appartenenza alla città di Bologna, nonostante spesso siano rappresentate  come persone invisibili o di passaggio. Si vuole mettere in evidenza il lavoro di empowerement delle persone portato avanti dalla cooperativa nei centri, dando risalto all’incontro tra i mondi, tra le persone all’interno dei centri e con le persone fuori, quindi con la cittadinanza.

> Come la mostra ritrae la relazione tra migranti e bolognesi?

La campagna Chi è Bologna è concepita per sfidare il pregiudizio in favore della conoscenza.

Il  ritratto dei protagonisti permette di compiere un passo per superare la distanza e scoprire chi sono: i loro nomi, le provenienze, le loro competenze e le loro aspirazioni per integrarsi, attraverso il lavoro, in una società che proprio nel lavoro vede uno dei suoi principi fondanti.

La campagna, ideata e realizzata in collaborazione con Il Maestro e Margherita fotografia, ritrae i volti di 10 persone, ospiti presso centri di accoglienza del territorio bolognese, che vengono ritratte in una duplice versione: enigmatica la prima e inserita nel contesto cittadino la seconda.

Come viene declinata l’accoglienza a Bologna per migranti e viaggiatori?

Bologna è la città laboratorio dell’innovazione o la città delle vecchie cartoline? E’ la città da visitare vagando sotto i portici o la meta anelata e raggiunta dopo un lungo cammino? E’ la città autentica ed accogliente o è la città che innalza muri per nascondere le proprie paure?

Bologna è la città che rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina i suoi abitanti la attraversano e contribuiscono a trasformarla. Raja, Arta, Blessing, Rita, Yankuba, Sulayman, Cisse, Ouattara, Eric, Akbar, Hakim, Saran, Gassim sono tra questi: persone con storie e provenienze diverse, ma che vivono a Bologna e condividono lo stesso desiderio di partecipare alla sua trasformazione.

Ma chi sono queste persone? Da dove vengono? Cosa vogliono? Sono solo alcune delle domande alle quali, alcuni, rispondono con diffidenza e paura.

> Le istituzioni Bolognesi si mostrano propense a sviluppare e implementare politiche d’accoglienza?

Le istituzioni Bolognesi in questi anni hanno dato prova di grande lungimiranza proponendo politiche di accoglienza e integrazione coraggiose; basti pensare al bando metropolitano per un grande progetto SPRAR su questo territorio, a cui si sta lavorando proprio in queste settimane. In un contesto fertile e accogliente, quindi, è nata la campagna fotografica che è stata sviluppata in coerenza con la proposta lanciata dal Comune con il progetto “è Bologna”, allargando ai nuovi cittadini il messaggio di appartenenza alla città e raccontando così le molteplici forme e facce di Bologna.

C’è sempre stato grande sostegno da parte delle istituzioni locali nello sviluppare un lavoro articolato e complesso, sia dal punto di vista organizzativo e gestionale che nel supportare iniziative di promozione culturale. La campagna fotografica è stata, infatti, ospitata presso il Cortile d’onore di Palazzo d’Accursio e durante il Festival IT.A.CÀ, sarà inaugurata il 19 maggio h 19.00 presso Urban Center di Bologna (piazza Nettuno 3) e sarà aperta al pubblico fino al 28 maggio  > info qui 

> Secondo te perché la mostra si sposa con la filosofia del Festival IT.A.CÀ? Qual è il filo conduttore? C’è un obiettivo comune?

Il sottotitolo “migranti e viaggiatori” del Festival IT.A.CÀ si riferisce ad una comune esperienza del viaggio: quella di chi è costretto a partire senza una prospettiva di ritorno immediato e quella di chi invece sceglie di muoversi per godere di esperienze nuove. Credo che il valore di questo Festival sia nella sua capacità di esplorare le svariate dimensioni del viaggio e di esplicitarne le motivazioni e prospettive.

 Ringraziamo Valentina Iadarola, e l’Arca di Noè. Vi aspettiamo al festival IT.A.CA di Bologna dal 19 al 28 maggio e come sempre buon viaggio!  

Rubrica In viaggio verso IT.A.CÀ
Silvia Lazzari

Next Generation Italy – tra i vincitori del Premio Turismo Sostenibile 2016

Cari amici e care amiche,

oggi per la nostra rubrica In viaggio verso IT.A.CÁ, abbiamo intervistato Siid Negash, presidente dell’assocciazione Next Generation Italy, che a pari merito con l’associazione Girobussola, ha vinto il Premio Turismo Sostenibile nella categoria “Progetti culturali realizzati”.  In passato abbiamo pubblicato un post che parlava di loro e del loro lavoro e oggi vogliamo approfondire alcuni aspetti della loro attività e focalizzarci sulla loro meritata vittoria.

Buona lettura!negash-siid_Autore

Siid Negash si presenta

Sono tra i fondatori dell’associazione Next Generation Italy, ho fatto da “locomotiva” al progetto.

All’inizio sono stato il Vicepresidente dell’associazione, creata a Imola da ragazzi di ‘seconda generazione’ per favorire la valorizzazione dei giovani stranieri e italiani; con il cambio della sede legale a Bologna,  ne sono diventato Presidente.

Le attività principali di Next Generation Italy

Le nostre attività principali sono eventi (es: Migrantour), progetti Educativi (Scuolaguida digitale) e consulenze varie. Tutto ciò mettendo al centro l’inclusione sociale delle nuove generazioni, con particolare attenzione ai temi dell’intercultura e del diritto di accesso ai saperi digitali di bambini e adolescenti. Con il passare del tempo l’associazione si è evoluta e abbiamo implementato tutta la parte dell’inclusione digitale ed informatica,  oltre al Migrantour.

Ultimamente ci stiamo concentrando proprio sullo sviluppo del Tour, che è una nuova esperienza per Bologna: una forma di turismo responsabile a kilometro zero che vede come protagonisti concittadini provenienti anche da mondi lontani. Gli accompagnatori non sono  guide turistiche professionali con patentino ma accompagnatori interculturali selezionati e formati per gestire itinerari di tipo didattico-formativo sul tema dell’intercultura.

Siid 5

Migrantour Bologna, I luoghi di culto

Il Migran Tour, il Premio Turismo Sostenibile e la collaborazione con il festival IT.A.CÁ

Quest’anno abbiamo vinto il Premio Turismo Sostenibile, il contest organizzato dallo staff di IT.A.CÁ, in collaborazione con Bologna Welcome con il MigranTour. L’anno scorso per il Festival Itaca 2015 abbiamo realizzato alla Bolognina la prima sperimentazione Migrantour Bologna,  durante la quale siamo rimasti positivamente sorpresi della partecipazione (quasi 50 persone sotto una pioggia battente..!). Quest’anno invece abbiamo pensato di proporre un itinerario nei luoghi di culto presenti in città. Una passeggiata non  dottrinale ma la riscoperta dei luoghi di culto come comunità attive nel tessuto cittadino.

Chi ci ha accolto ci ha raccontato la vita che si svolge intorno alle chiese, alle sinagoghe, alle sale di preghiera e la comunità che li frequenta. L’intento è quello di far conoscere e raccontare una Bologna accogliente e di riscoprire, al di là dei differenti culti, un senso di fiducia e collaborazione nella comunità. Tutto il percorso era all’interno delle mura del centro storico, e quindi in luoghi vicini abbiamo incontrato e fatto incontrare persone luoghi interessanti.

Alcune tappe significative: la Sinagoga con la lista degli ebrei  deportati, la Chiesa Ortodossa Greca con Padre Demetrio ottimo oratore, divertente, pieno di contenuti, la Chiesa Metodista Valdese con il culto molto “moderno” e democratico, la Chiesa Cattolica Santi Bartolomeo e Gaetano con una bellissima architettura e la sua rete con altri culti della città ed infine il Centro Culturale Islamico “Moschea la luce” con gli imam aperti alle domande, molto cordiali ed accoglienti.

Mercato albani_Migrantour_ITACA 3

Migrantour Bolognina, mercato di via Albani

 La partecipazione al Migrantour e il suo blog

Ogni persona che partecipa ai Migrantour è soddisfatto della passeggiata e del suo valore culturale. Tutti si iscrivono ad una newsletter per essere aggiornati e possibilmente per partecipare ad altri Tour. Alla fine della passeggiata è come tornare a casa con la consapevolezza di aver fatto un grande viaggio, senza aver mai lasciato la città. Il tour è proposto anche agli studenti delle scuole superiori per implementare la  partecipazione attiva dei giovani e il loro protagonismo nel contesto comunitario di appartenenza e in quello sociale e culturale generale.

L’impegno diretto richiesto ai ragazzi è arricchire un blog all’interno del sito di Next Generation Italy, con articoli e registrazioni audio e video. L’idea è quella di costruire uno spazio di comunicazione e informazione giovanile permanente, verranno, quindi, raccolte testimonianze, aneddoti e storie di vita e il materiale viene poi editato e caricato sul sito web del progetto. Devo dire che lo fanno molto volentieri!

Siid 8

Alcuni estratti degli articoli:

      “Abbiamo sentito le testimonianze di ragazzi stranieri arrivati in Italia da bambini, che sono
cresciuti in Italia e appartengono quindi alla seconda generazione. Abbiamo
conosciuto le loro esperienze e le loro sensazioni una volta arrivati, così ora
sappiamo come le persone che giungono nel nostro paese hanno bisogno di sentirsi
parte della nostra società”

       “Bisogna aumentare la nostra curiosità per restare dinamici con il pensiero e per essere a conoscenza della realtà. Non dobbiamo vergognarci di fare domande, di avere la mente aperta e di conoscere anche ciò che non è alla nostra portata di mano. ”

        “Ci hanno fatto, inoltre, annusare due differenti barattoli che contenevano spezie diverse, riconoscerle non è stato facile e questo ha dimostrato quanto poco conosciamo le culture diverse dalla nostra e quante cose si possono imparare utilizzando semplici oggetti. ”

         “Concludendo posso dire che è stata una passeggiata davvero interessante, pregna di significato e che mi ha lasciato molti spunti su cui riflettere, ho capito che il vero problema, purtroppo, è l’ignoranza. Noi critichiamo, insultiamo, abbiamo dei pregiudizi perché ignoriamo le cose, le culture e non vogliamo vedere, quando tutti noi ce ne renderemo conto il mondo si potrà
davvero definire “un posto migliore”. ”

Migrantour Bologna_ITACA

Migrantour Bolognina, Ristorante africano Adal

Il Migrantour e il turismo sostenibile bolognese

L’idea è quella di rendere il Migrantour una realtà solida a Bologna e che venga proposta nei canali del turismo “ufficiale”, come esempio di sostenibilità e valorizzazione delle differenze culturali. Generalmente, ogni tour è auto-sostenibile e le guide interculturali sono rimborsate. Spesso partecipiamo a dei progetti interessanti in partnership con altre realtà della città, come Terra di Tutti Art Festival (festival a cura di GVC onlus e Cospe) attraverso il finanziamento del bando AMITIE COD (Migrant Mapping Bologna progetto TTAF)  e  nell’ambito del festival Human Rights Nights (contributo del Ministero dei Beni Culturali, Sezione Cinema per il bando MIGRARTI – CINEMA, DIVERSITY DIGITAL FILMMAKING). Ogni volta decliniamo il tour  agli obbiettivi del progetto specifico. Questa flessibilità e collaborazione è molto interessante, ma i rimborsi degli enti pubblici quasi sempre tardano ad arrivare.

Il legame tra migrazioni, turismo e città è un fenomeno complesso, ricco di potenzialità: per questa ragione il Turismo Responsabile è l’approccio più adatto per immaginare un modo innovativo e condiviso per valorizzare il contributo che generazioni di migranti hanno dato alla storia delle nostre città. Per evitare di commercializzare la diversità, riducendola a una merce da promuovere e vendere al prezzo migliore, abbiamo pensato di porre al centro della progettazione i temi dell’incontro e della partecipazione.

Come partecipare a un Migran Tour

Per partecipare ai nostri tour si deve andare alla nostra pagina facebook @nextgenitaly o scriverci un email al nextgeneration.italy@gmail.com o al nostro sito www.nextgenerationitaly.com, per avere informazioni ed essere aggiornati dei futuri tour. Qui le foto del tour all’interno di IT.A.CÀ Bologna 2016.

Blog di IT.A.CÁ
Simona Zedda
Segreteria  IT.A.CÀ

Simona1

 

Migrantour Bologna: per conoscere la città con altri occhi

Oggi per la nostra rubrica ” In viaggio verso IT.A.CÀ” Adriano Loiacono ci fa conoscere l’associazione Next Generation Italy, una frizzante realtà bolognese composta da ragazzi e ragazze di seconda generazione che si occupa di promuovere iniziative per l’inclusione sociale delle nuove generazioni, con particolare attenzione ai temi dell’intercultura e del diritto di accesso ai saperi digitali di bambini e adolescenti.

Siamo in compagnia di Ali Tanveer e Filomena Cillo che organizzano da due anni all’interno di IT.A.CÀ Bologna gli itinerari migranti nella periferia del capoluogo emiliano e hanno la sede presso il coworking Borgo22.

Filomena Cillo & Ali Tanveer

Quale è stata la “scintilla” che ha fatto nascere i migrantour a Bologna?  Ci raccontate come nasce e qual’ è l’obiettivo di Next Generation Italy?

Riscoperta e valorizzazione del territorio, protagonismo dei giovani e coinvolgimento della popolazione locale in attività di cittadinanza attiva sono da sempre stati alcuni dei valori su cui Next Generation Italy è nata. Pensavamo da tempo sul come presentare i quartieri della città in modo diverso dal solito; non il solito giro alla scoperta dei luoghi simbolo, ma l’intreccio tra storia, cultura/e e cambiamento urbano. Abbiamo così scoperto La Rete Migrantour che era presente in grandi centri urbani come Torino, Milano, Firenze e Roma e ci siamo chiesti il motivo per cui non debba esserci un’iniziativa simile anche, e soprattutto, a Bologna.

Nasce così, dunque, la prima sperimentazione Migrantour Bologna, proprio all’interno del Festival IT.A.CÀ 2015, durante la quale siamo rimasti positivamente sorpresi della partecipazione. Da lì l’idea di rendere il Migrantour una realtà solida a Bologna, esempio di sostenibilità, valorizzazione delle differenze culturali e lente d’ingrandimento per un tessuto urbano in continuo mutamento.

Come vedete l’integrazione culturale a Bologna in questo momento? Su cosa è necessario lavorare ancora?

Ad oggi Bologna è un tessuto urbano sul quale son presenti molteplici attori, ognuno dei quali ha anche target specifici, che si impegnano quotidianamente per la creazione di una società integrata edMigrantour con donne del Pilastro per lo Human RIghts Nights accogliente. Negli ultimi anni è aumentato anche il numero di associazioni culturali create da parte cittadini di origine straniera. Questo ci fa pensare ad una città viva, dove la popolazione è attiva e rivendica i propri spazi di espressione. Una cosa che manca a volte è forse la poca comunicazione tra questi soggetti. Ci sono infatti molte realtà che fanno le stesse attività che per un motivo o per un altro non riescono a collaborare insieme.

Ci potete raccontare il nuovo itinerario che organizzate all’interno di IT.A.CA Bologna 2016? qual è il suo obiettivo?

In occasione della VIII edizione di IT.A.CÀ abbiamo pensato di proporre un itinerario nei luoghi di culto presenti in città.  La contemporaneità  ha spesso demonizzato le differenti religioni, facendone il vessillo fantoccio di molte guerre. In questi tempi particolarmente fragili e vulnerabili, crediamo che riscoprire la dimensione vissuta e quotidiana dei differenti culti, sia necessario. la passeggiata non vuol essere una disamina dottrinale ma la riscoperta dei luoghi di culto come comunità attive nel tessuto cittadino. Ai nostri interlocutori, che saranno esponenti dei differenti credo, chiederemo di raccontarci la vita che si svolge intorno alle chiese, alle sinagoghe, alle sale di preghiera. L’intento è quello di far conoscere e raccontare una Bologna accogliente e di riscoprire, al di là dei differenti culti, un senso di fiducia e collaborazione nella comunità.

Il turismo responsabile può essere uno strumento per coinvolgere non solo i turisti, ma anche una porzione consistente della popolazione, con effetti rilevanti per il territorio?

Migrantour Itaca con Ospiti di VIlla Aldini

Molto spesso si conosce poco la città in cui si vive; accade che si riesca a dimostrare curiosità per gli eventi storici trascorsi ma si tende ad ignorare il valore “storico-sociale” delle trasformazioni contemporanee. Conosciamo una piccola realtà della nostra città, delimitata dalle nostre reti sociali e tendiamo a guardare con nostalgico rimpianto “ai tempi andati” sentendoci spesso, tagliati fuori dai cambiamenti. Una percezione di questo tipo può incentivare una lettura in negativo di tutto quello da cui ci sentiamo esclusi.  In quest’ottica di disaffezione, il turismo responsabile rappresenta l’occasione per conoscere cosa accade nella nostra città e parteciparvi. È lo strumento per esercitare un giudizio critico costruttivo e per creare un senso di comunità partecipata.

La valorizzazione di usi e della cultura locale ha inoltre una valenza sociale? e perché?

Molto spesso accade che i conflitti nascono appunto dalla NON conoscenza. Certamente valorizzare usi locali presentandoli a chi non li conosce può sicuramente creare empatia e vicinanza, così come conoscere le culture di chi abita oggi le nostre città.

Ringraziamo Ali e Filomena per averci dedicato questo tempo a raccontare i loro bellissimi progetti.
Non resta che dirvi di partecipare al nuovo itinerario sui culti a Bologna nella giornata di sabato 28 maggio: per info e dettagli vi lascio qui l’evento FB.

Buon viaggio come sempre e vi aspettiamo a IT.A.CÀ Bologna dal 23 al 29 maggio 😉

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Adriano Loiacono
DSCN4303

Gli itinerari a piedi e a pedali di IT.A.CÀ Bologna 2016

ITINERARI A PEDALI

Sabato 21 e domenica 22 maggio 

Bologna – Mare under the moonlight verso i lidi di Ravenna sotto la luna piena

gambero-1

A cura di Salvaiciclisti Bologna con la collaborazione di CiboSociale

Sei mai andato da Bologna al mare? Ti ci portiamo in bici! Un percorso verde lontano dal traffico, nascosto tra sentieri e argini. Un viaggio ciclo-esperenziale per raggiungere il mare nell’atmosfera magica di una notte di luna piena. Seguendo principalmente il corso delle vie d’acqua che anticamente collegavano l’abitato bolognese alla costa ravennate, si arriva tramite strade secondarie di campagna, lungo il sistema di chiuse che permetteva il transito delle imbarcazioni. Si farà tappa per trascorrere la notte presso l’ostello di Campotto dove prepareremo tutti insieme la cena grazie alla collaborazione degli chef di Cibo Sociale, che saranno lì ad accoglierci. Il giorno seguente si raggiunge il mare. Percorso pianeggiante e adatto a tutti.

Partenza da Dynamo sabato 21 maggio pomeriggio. Rientro da Ravenna con pullman organizzato domenica 22 maggio.

Info e prenotazioni su www.biciviaggiare.it

Sabato 28 maggio

Biking Bologna  

Scopri in bici le cinque zone più suggestive della città con guida locale. Attraversa Bologna pedalando, scoprendo le antiche vie della zona universitaria, i profumi delle gastronomie, i verdi parchi e i suoi angoli segreti. Il tour ti garantirà una visita evocativa di Bologna e di alcune aree meno note ai più.

Info e prenotazioni su Bologna Welcome

A cura di Dynamo la Velostazione di Bologna e BolognaWelcome

Da Sabato 28 a domenica 29 maggio 

Appenino Tosco – Emiliano, luogo centrale: Porretta Terme

SULLA VERONA – FIRENZE @ PORRETTA TERME  – Da quattro regioni per valorizzare la ciclovia Verona-Firenze. Due giorni in bici per valorizzare la Ciclopista del Sole (Eurovelo 7)

CIMG1290

Rendez-vous da quattro Regioni a Porretta Terme per lanciare il Bike tour da Verona a Firenze.

Gruppi di cicloturisti arriveranno da quattro regioni e sette province italiane per  focalizzare l’attenzione su un percorso che finalmente collega ciclisticamente l’Italia all’Europa attraverso una delle più importanti direttrici cicloturistiche europee.

Sabato 28 maggio partenza h10.30 da ogni dove per ritrovarsi a Porretta Terme nel pomeriggio. Qui, nel corso di un evento pubblico, che vedrà la partecipazione di amministratori e dirigenti della politica e della società civile si farà il punto sulle strategie locali, regionali e nazionali per rendere memorabile e degno di interesse questo percorso. Cena e pernottamento chiuderanno la serata a Porretta Terme.  Al mattino dopo ci si dividerà in due gruppi per dirigersi verso Firenze e verso Bologna senza dimenticare di fare tappa a due dei tanti luoghi di interesse della Valle del Reno: la Rocchetta Mattei e il Sacrario di Marzabotto dedicato alle vittime della strage nazifascista.

Per info: segreteria@montesolebikegroup.it

Evento a cura di FIAB Onlus, FIAB Emilia-Romagna, FIAB Toscana, FIAB Veneto e FIAB Lombardia

Dal 2 al 5 giugno

La Via del Polleggio – L’entroterra veneto pedalando dolcemente tra città d’arte, paesaggi culturali e produzioni locali.

mari-braccia-1

Un viaggio in bici per chi non avrebbe mai pensato che viaggiare in bici sia così riposante. Terme, pedalate, spritz e bellezze naturali da Venezia ai Colli Euganei. Un percorso per lo più pianeggiante di quattro giorni con tappe tra Treviso, Bassano del Grappa, Padova e i Colli Euganei, attraversando un territorio marcato dal connubio tra città e campagna, impreziosito dai suoi centri storici, conosciuto per le sue particolarità eno-gastronomiche. Seguendo i canali, si attraversano le cinta murarie, colline e vigneti doc. Conviviali e rilassati, seduti in sella o al tavolo per degustare un prosecco o una grappa.

Partenza da Dynamo con pullman organizzato giovedì 2 giugno. Rientro in treno domenica 5 giugno. Info e prenotazioni su  www.biciviaggiare.it

A cura di Salvaiciclisti Bologna

ITINERARI A PIEDI

Sabato 21 maggio

La Porrettana: Valenze storiche e paesaggistiche lungo l’antica via

Corte Montagnola di Sopra – Parco della Chiusa, via Panoramica 11 – Casalecchio di Reno (BO) 

parco-della-chiusa

h09.00 – h13.00 Conferenza propedeutica alla visita studio del pomeriggio
h13.00 – h14.00 Pausa pranzo e partenza con mezzi propri per Marzabotto.
h14.30 – h16.30 Visita guidata alla scoperta del paesaggio e degli elementi storici locali partendo dal Museo Archeologico.

Una conferenza e una visita studio guidata sui luoghi e i paesaggi significativi della Porrettana
Quota di partecipazione € 50,00 per l’intera giornata, pranzo a buffet compreso.
Prenotazione obbligatoria con versamento della quota entro il giorno 18 maggio 2016.

A cura di e.ventopaesaggio

Sabato 28 maggio 2016

MIGRANTOUR BOLOGNA ALLA SCOPERTA DI “I CULTI TRA NOI”
– Itinerario tra i diversi luoghi di culto a Bologna.

h15.00 ritrovo in p.zza Maggiore.
Una passeggiata (2 ore circa) alla scoperta di importanti luoghi di culto delle diverse confessioni religiose presenti nei quartieri e nel centro storico della città, guidati dagli accompagnatori interculturali di Migrantour Bologna. Ci sarà anche una tappa presso lo spazio Borgo22 per un momento conviviale e la proiezione del video “Percezioni Migranti”.

Costo 5 € con obbligo di prenotazione entro il 27/05/2016. Max 265 partecipanti.
Info e contatti 333 380411 – nextgeneration.italy@gmail.com

Evento a cura di Next Generation Italy, bolognachannel Oxfam Italia in collaborazione con la rete Migrantour.

BOLOGNA GREEN TREK – Trekking urbano alla scoperta del verde nascosto di Bologna

h16.00 ritrovo presso P.zza Maggiore – Bo

img

Giardini segreti, animali cittadini, alberi monumentali e angoli di verde dentro le mura. Accompagnati da un’esperta guida ambientale, compiremo un percorso affascinante e sconosciuto tra gli scrigni di verde cittadino e i loro abitanti più furtivi.

L’itinerario previsto è adatto ad adulti e bambini. Per info: Gianluca – 388 9362221, escursionismo@coopmadreselva.it

A cura di Cooperativa Madreselva

Domenica 29 maggio 2016

Istituto F. Cavazza (via Castiglione, 71 – Bo)

Apertura straordinaria dei Musei Tolomeo e Anteros per IT.A.CÀ 2016 

h10.00 – 15.00 L’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza ONLUS effettuerà un’apertura straordinaria delle sue strutture museali, strutture che normalmente è possibile visitare su appuntamento. L’istituto è da sempre impegnato nella promozione sociale, culturale e lavorativa dei disabili visivi; come è nella sua tradizione partecipa attivamente alla vita culturale e sociale della città di Bologna, raccontando la propria storia attraverso le sue esperienze.

Museo Tolomeo_itaca

I visitatori verranno accolti al Museo Tolomeo dal responsabile e curatore Fabio Fornasari e dalla curatrice Lucilla Boschi.

Il Museo Tolomeo presenta un’esperienza articolata in un racconto che ricombina memorie, conoscenze, testimonianze relative alla storia della Città di Bologna, intrecciata in modo indissolubile con quella dell’Istituto F. Cavazza Bologna.

La storia diventa così un caso studio sui temi della trasmissione del sapere, dell’innovazione tecnologica, dell’intreccio tra linguaggi, uno stimolo a ragionare sul tema della collezione e del suo uso. Il Museo Tolomeo è anche il punto di partenza per intraprendere un viaggio con un punto di vista differente sulla città di Bologna, per scoprire che visivo e non-visivo sono modalità complementari per conoscere la realtà.

I visitatori verranno accolti al Museo Anteros dalla responsabile e curatrice Loretta Secchi e dai suoi collaboratori che introdurranno alle funzioni pedagogiche dell’educazione estetica in presenza di minorazione visiva. Il Museo tattile di pittura Antica e Moderna Anteros custodisce una nutrita collezione di traduzioni in bassorilievo di celebri capolavori della pittura medievale, rinascimentale, barocca e romantica e dal 1999 si occupa di educazione estetica delle persone minorate della vista a scopi di potenziamento dei loro processi cognitivi e immaginativi, attraverso l’uso compensativo dei sensi residui. L’esperienza di esplorazione tattile dei dipinti che si potrà vivere nella visita guidata permetterà però a tutti, indipendentemente dal deficit visivo, di conoscere le potenzialità conoscitive del tatto.

A cura di Istituto F. Cavazza Bolognaper il Museo Tolomeo – Fabio Fornasari Lucilla Boschi per il Museo Anteros – Loretta Secchi

Parco Storico Regionale di Monte Sole

MONTE SOLE ECO TOUR  – Escursione car-free tra Storia e Natura

16711_141_PRMTS

h08.45 Ritrovo presso l’entrata della stazione dei treni di Bologna.

Accompagnati da un’esperta guida ambientale escursionistica percorreremo un itinerario completamente car-free, dalla stazione di Pian di Venola a quella di Lama di Reno, lungo i sentieri del Parco Storico Regionale di Monte Sole. Una coinvolgente escursione che attraverserà alcune località colpite dall’Eccidio e indagherà sugli aspetti storici della Strage di Monte Sole assieme agli aspetti ambientali più affascinanti, dalle magnifiche fioriture di orchidee alle tracce del lupo e degli altri animali del Parco.

L’itinerario previsto è adatto ad adulti e bambini sopra i 10 anni. Sono necessari pranzo al sacco, scarponcini da trekking e giacca antivento. Prezzo: 10 € per gli adulti, 5 € per gli under 14. Per info e prenotazione (obbligatoria): Gianluca – 388 9362221 e-mail: escursionismo@coopmadreselva.it

A cura di Cooperativa Madreselva

Crespellano, Oliveto

TRA LE COLLINE DELLA VALLE DEL SAMOGGIA – Celebriamo la primavera lungo i sentieri della Valle del Samoggia
ITINERARIO FEEL ITALY

– h09.00 Ritrovo piazzale Ovest Stazione Centrale
– h10.00 Partenza itinerario a piedi da Crespellano
– h17.48 Rientro stazione centrale

Segue arrivo presso le Serre dei Giardini  all’interno del festival IT.A.CÀ per aperitivo in musica.

L’itinerario tocca i graziosi borghi di Oliveto e Monteveglio. Il percorso coprirà circa 20 km di camminata facile ed accessibile a tutti. La durata del percorso sarà di circa 6 ore, soste comprese. La passeggiata include visite ai principali luoghi di interesse storico e culturale della Valle del Samoggia, ci addentreremo infatti nel Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio, il più piccolo tra i parchi regionali dell’Emilia-Romagna situato sulle prime colline a ridosso del centro del paese; ci addentreremo nella vegetazione del territorio che in questo periodo dell’anno dà il meglio di sé ed offre lo spettacolare panorama delle verdi colline bolognesi, alternate tra boschi, vigneti, frutteti e calanchi. La sosta per il pranzo sarà un pic-nic nelle aree attrezzate del Parco. Sarà anche un’occasione per avvicinarsi alle radici delle tradizioni bolognesi insieme alle accompagnatrici turistiche di Feel Italy, con momenti davvero speciali! Il sentiero che percorreremo in discesa ci porterà alla stazione di Bazzano da dove prenderemo il treno per tornare a Bologna.

Pranzo al sacco. Alla partenza è indispensabile munirsi autonomamente del biglietto di andata per Crespellano e ritorno da Bazzano. Prima dell’escursione bisogna verificare l’orario dei treni e le relative tariffe. Dotarsi di scarpe comode.

Quota di partecipazione 5€ per gli adulti, gratuito per i bambini. Prenotazione obbligatoria entro giovedì 26 maggio – email: info@feelitaly.net o chiamando ai numeri 349 58572147 – 340 5823978 – 347 9038576

A cura di Feel Italy

Diversità, Civiltà, Comunicazione: Storia e Storie tra Musica, Cinema, Letteratura

Cari amici,

Elena Lamberti_web

per la rubrica “In viaggio verso IT.A.CÁ” oggi siamo in compagnia di Elena Lamberti che abbiamo intervistaro a proposito di una bellissima iniziativa, di cui anche noi di IT.A.CA ne facciamo parte (qui link al Blog IT.A.CÀ dedicato alla programmazione) che ha avuto inizio il 1 marzo scorso e che continuerà fino al 4 maggio: si tratta del ciclo di incontri dal titolo “Diversità, Civiltà, Comunicazione: Storia e Storie tra Musica, Cinema, Letteratura”. 

Buona lettura!

Ci potresti spiegare che cosa è e come nasce “PERFORMIGRATION: LA GENTE È IL TERRITORIO”?

MG_9940

L’iniziativa Diversità, Civiltà, Comunicazione: Storia e Storie tra Musica, Cinema, Letteratura è figlia del progetto biennale europeo PERFORMIGRATIONS: LA GENTE E’ IL TERRITORIO, finanziato nell’ambito del programma Cultura dell’Unione Europea, coordinato dall’Università di Bologna e dedicato ad esplorare, attraverso le storie di vita, i temi della diversità, del cambiamento e della mobilità. Il progetto è nato nel 2013 grazie alla collaborazione tra sedici istituzioni di alto profilo presenti in Europa (Italia, Austria, Portogallo, Grecia, Malta, Regno Unito) e in Canada (Montreal, Toronto, Vancouver) e, nel tempo, ha accolto realtà dei diversi territori per dare vita ad eventi itineranti e portare, di luogo in luogo, nuove forme condivise per riflettere sulle nuove geografie transnazionali.

CNmEVfpUsAAqmVZ

Dall’aprile 2015 al febbraio 2016, PERFORMIGRATIONS ha realizzato sette installazioni in sette città europee e canadesi (Bologna, Atene. Lisbona, Klagenfurt, Montreal, Toronto, Vancouver) frutto di un lavoro collaborativo tra artisti, accademici, operatori culturali, in sinergia con istituzioni e comunità locali. Nel mese di marzo il progetto terminerà i due anni di attività con gli ultimi eventi a La Valletta. Il ciclo di incontri su Diversità, Civiltà Comunicazione è il primo organizzato per rendere sostenibile il progetto oltre i due anni originariamente previsti, alla luce dei risultati più che incoraggianti ottenuti a tutt’oggi e non disperdere il partenariato costruito con energia e passione. Nello specifico, questi incontri continuano la collaborazione già posta in essere nel corso del mese Performigrations a Bologna (15 maggio / 15 giugno 2016) tra diverse istituzioni cittadine e nazionali e consolidano un dialogo che sta incoraggiando nuove metodologie di indagine condivise per conoscere le mappe culturali oggi in divenire.

Che cosa intendi per ridisegnare le carte geografiche ripartendo dalle persone? 

Ogni cultura, ogni tradizione ha una propria dominante geo-culturale tradotta in uno o più luoghi identitari. Nell’esperienza di Performigrations, il modo migliore per conoscere e riconoscere i mille territori che trascendono la geografia tradizionale è stato quello di ripartire dalle persone, dalle loro storie di vita interpretandole come discorsi culturali complessi e performativi per poi condividerli (con eventi, installazioni, laboratori). Siamo partiti dall’idea che la carta geografica non corrisponde al territorio reale, ma che è la gente a fare il territorio e che la gente è sempre in movimento (anche quando è stanziale). Anche per questo la collaborazione con ITACÀ è stata e resta importante.

DSC_4009

L’attenzione per le piccole o grandi comunità che oggi stanno cambiando le immagini identitarie e tradizionali dei luoghi così come li abbiamo conosciuti fino a ieri è nel DNA di ITACÀ, così come in quello di Performigrations. I viaggi di ITACÀ sono preziosi proprio per questo: aprono il locale all’universale e viceversa, valorizzano le differenze per creare nuove armonie e svelano nuove opportunità di movimento, non solo fisico, ma anche emotivo e culturale.

Ci potresti raccontare chi sono gli artisti che prendono parte a questa iniziativa?

Agli incontri parteciperanno artisti e studiosi amici di Performigrations che credono nell’importanza dello storytelling (musicale cinematografico, letterario) come strategia di indagine e di ascolto reciproco per costruire una società civile aperta e partecipata. Il Dominic Mancuso Group (Dominic Mancuso: voce e chitarra; Tony Zorzi: Chitarra; Paco Luviano: Basso; Chendy Leon: Percussioni; Jerry Caringi: Organo e fisarmonica; Johnny Johnson: sassofono e fiati) si fermerà a Bologna in occasione del loro tour europeo ‘One World / No Border’ che li porterà a compiere un viaggio a ritrovo dal Nord (il Canada) al Sud del mondo (l’Europa meridionale e mediterranea); il 1 marzo, rifletteremo con loro di come si possa testimoniare, attraverso l’esperienza musicale, la voglia di incontro e di accoglienza di tradizioni musicali diverse e complementari.

201602221307C. DMG

Il 6 aprile, con il regista Paolo Quaregna affronteremo il dramma delle comunità autoctone del Canada che fino agli anni Ottanta hanno subito l’allontanamento forzato di bambini e giovani portati in collegi per essere ‘educati’ alla civiltà canadese di origine europea. Infine, il 4 maggio presenteremo l’edizione italiana del poema La Zona Desolata, dell’autrice canadese di origine ucraina Janice Kulyk Keefer, riscrittura del classico di T.S. Eliot in chiave eco-critica: si parlerà di pseudo-democrazia e di controllo del dissenso per ragionare, insieme, sulle forme oggi possibili di democrazia partecipata.

Grazie e invitiamo tutti a partecipare a questa bellissima iniziativa a Bologna 😉

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Simona Zedda
Segreteria IT.A.CÀ
Simona1

Incontri al Museo: la gente è il territorio | PERFORMIGRATIONS 2016

Siamo lieti come IT.A.CÀ di far parte di questa importante rete europea all’interno di PERFORMIGRATIONS: LA GENTE É IL TERRITORIO con un ciclo di incontri a cura di Francesco Benozzo, Mirco Dondi e Elena Lamberti per discutere e riflettere sul tema dell’interculturalitàstorytelling, sui temi della diversità e della mobilità.

Un momento importante per riflettere sulle nuove migrazioni che ci coinvolgono tutti e che per nostra responsabilità non possiamo far finta di niente > www.performigrations.eu

map

PROGRAMMA INCONTRI

Martedì 1 marzo 2016, ore 17.00
Sala del Risorgimento – Museo Civico Archeologico Bologna
(Via De’ Musei, 8)

Diversità, cambiamento, mobilità a tempo di musica

Incontro con il Dominic Mancuso Group in occasione del Tour Europeo “One World / No Borders” (Portogallo, Italia, Malta 2016).

Il DGM – Dominic Mancuso Group è un gruppo canadese che unisce musicisti di origine italiana, cubana, messicana e nordamericana proponendo, attraverso il caleidoscopio della world music esperienze sonore capaci di integrare tradizione e sperimentazione.
Con il sostegno del progetto europeo
Performigrations: La gente è il territorio e del governo del Canada, tra il febbraio e il marzo 2016 il Dominic Mancuso Group sarà in tournée in Europa, con tappe in Portogallo, Italia e Malta. L’intenzione di questo viaggio a ritroso dal Nord (il Canada) al Sud del mondo (l’Europa meridionale e mediterranea) è quella di testimoniare, attraverso l’esperienza musicale, la voglia di incontro e di accoglienza di tradizioni diverse e complementari. Di passaggio a Bologna, il DGM offre l’occasione per riflettere su interculturalità e storytelling, sui temi della diversità e della mobilità (esilio, espatrio, emigrazione, ritorni), condividendo storie ed esperienze di vita migrante e proponendo assaggi di brani musicali originali.  

Il DGM è composto da: Dominic Mancuso: voce e chitarra; Tony Zorzi: Chitarra; Paco Luviano: Basso; Chendy Leon: Percussioni; Jerry Caringi: Organo e fisarmonica; Johnny Johnson: sassofono e fiati

///////////////////////////////////////////////////////////////////

Mercoledì 6 aprile 2016, ore 17.00
Sala del Risorgimento – Museo Civico Archeologico Bologna
(Via De’ Musei, 8)

Civiltà, territorio, narrazioni: voci dal Canada autoctono.

Incontro con Paolo Quaregna regista (Dancing North; Les Tambours d’Abitibi; Niger un sogno africano, Africani oltre la nebbia; Emigrazione, il pane e la memoria; Le pardon /Il perdono)

DSCN03102-550-x-413

A partire dagli anni Novanta del Novecento la società canadese ha dovuto fare i conti con quello che molti critici hanno definito ‘un errore culturale’ e altri un vero e proprio ‘genocidio culturale’: la deportazione forzata, dagli anni Trenta agli anni Ottanta, di bambini e giovani delle comunità autoctone in collegi gestiti prevalentemente da religiosi per educarli alla civiltà canadese. Il dramma dello sradicamento dai nuclei familiari, con la conseguente perdita di contatto con la lingua e le tradizioni ancestrali ha determinato la perdita di un patrimonio di esperienze di vita fondamentali per il consolidamento sia dell’identità nativa, che dei legami affettivi e culturali. A questa condizione già drammatica in sé, si è poi aggiunto il trauma di abusi fisici e morali subiti da generazioni di autoctoni nelle scuole residenziali, oggi in buona parte accertati, denunciati e puniti con pene e indennizzi dai tribunali canadesi. Il progetto ‘Verità e riconciliazione’, sostenuto dal governo canadese e attuato con la collaborazione delle comunità autoctone ha, dal 2008, portato allo stanziamento di fondi per attività culturali dedicate alla cura e al sostegno di vecchie e giovani vittime. Paolo Quaregna, con le sue ricerche sul campo e con le sue opere cinematografiche e documentaristiche ha contribuito alla presa di coscienza di questo trauma storico e culturale recuperando storie di vita emblematiche e restituendo dignità e parola alle vittime.  

///////////////////////////////////////////////////////////////////

Mercoledì 4 maggio 2016, ore 17.00
Sala del Risorgimento – Museo Civico Archeologico Bologna
(Via De’ Musei, 8)

La letteratura ai confini tra cittadini e potere: poesie del dissenso.

Presentazione del volume di Janice Kulyk Keefer “La zona desolata” (Introduzione, curatela e traduzione di Elena Lamberti), 2016 ARAS EDIZIONI.

June3 7.preview

Non di rado, istituzioni governative nazionali o sovranazionali sembrano imporre alle comunità decisioni politiche ed economiche, escludendole di fatto da una riflessione partecipata, accessibile e condivisa. In questo contesto, anche la letteratura può giocare un ruolo importante nel preservare un approccio ecologicamente corretto al nostro essere cittadini del mondo. Wikileaks o gli archivi di Snowden hanno fatto scalpore per avere rivelato ciò che qualcuno voleva rimanesse segreto; ma quando la letteratura gioca un ruolo simile ci dà, oltre all’informazione, anche l’ispirazione per affermare la nostra differenza e originalità come cittadini capaci di pensiero indipendente. Con questo scopo, la scrittrice canadese di origine ucraina, Janice Kulyk Keefer ha riscritto un classico del Novecento (La terra desolata di T.S. Eliot) non solo per ricordare e rileggere gli scontri accaduti nella città di Québec in occasione del terzo Summit delle Americhe (aprile del 2001), ma anche per stimolarci come cittadinanza attiva. La sua Zona desolata, che molto deve anche alla Disobbedienza Civile di H.D. Thoreau, aiuta così, partendo dal particolare, a riflettere su questioni ecologicamente universali che riguardano con urgenza e da vicino tutti.

Qui potete scaricare il programma degli incontro > Programma
Locandina + presentazione > PFM_Civ_Arc_Presentazione
Vi invitiamo a partecipare 😉

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ

io 3

 

Migrant mapping Bologna: tour migranti tra le città invisibili

Lo scopo del progetto realizzato durante le giornate del Terra di Tutti Art Festival (festival a cura di GVC onlus e Cospe) attraverso il finanziamento del bando AMITIE COD (Migrant Mapping Bologna progetto TTAF), è stato quello di valorizzare e promuovere lo scambio e le sinergie interculturali tra le persone stabilmente o temporaneamente presenti sul territorio bolognese. La realizzazione di attività di integrazione e coinvolgimento delle nuove generazioni e delle rappresentanze multietniche mira a dare spazio espressivo e conoscitivo non solo ai residenti bolognesi, ma anche agli ospiti dei centri di accoglienza e possibili futuri residenti della città. I migranti sono portatori di storie, idee, pratiche e culture diverse dalle nostre in grado di stimolare processi di sviluppo positivi e di riscatto di dignità umana ed emancipazione. La realizzazione delle mappe sensitive è stata finalizzata a mettere in luce la relazione mancata e/o potenziale tra Bologna e i suoi cittadini o aspiranti tali, facilitando possibili nuove occasioni di dialogo ed incontro.

12038195_10154299658383146_1469845603173813325_n

*Foto di Pierluigi Musarò,
realizzata all’interno del workshop presso Villa Aldini | Bologna

Attraverso un workshop realizzato all’interno del centro di prima accoglienza Villa Aldini di Bologna, sono state realizzate dagli ospiti 21 mappe emozionali volte ad indagare le dinamiche di relazione fra le persone e i luoghi di appartenenza o di temporaneo attraversamento.

Le mappe realizzate dai migranti hanno segnato il tracciato del primo bike tour, realizzato insieme a loro l’8 ottobre. Il tour, con partenza dalla Velostazione Dynamo e arrivo al TPO con successiva restituzione dei risultati del workshop, proiezione delle mappe e testimonianze dei partecipanti, ha rappresentato un cammino lungo le vie della città volto all’interpretazione e alla scoperta della città di Bologna.

Il secondo itinerario, realizzato l’11 ottobre con partenza dalla velostazione Dynamo e arrivo in Cineteca, è stato aperto alla cittadinanza intera con l’intento di realizzare una passeggiata interculturale alla ri-scoperta di una delle zone più multiculturali della città, la Bolognina, per farne emergere la ricchezza culturale e multietnica. A chiusura del tour è stato inoltre proiettato il video PERCEZIONI MIGRANTI, una raccolta di testimonianze realizzata durante il week end del Festival.

Progetto a cura di Ass.YODA, Arca di Noè soc. coop, Next Generation Italy; Oxfam Italia; Salvaiciclisti Bologna e Bologna Channel TV.

Un’idea che come festival sosteniamo e incentiviamo anche all’interno della nostra programmazione; infatti nell’edizione appena passata di IT.A.CÀ 2015 è stato realizzato il primo mygrantour a Bologna grazie alla collaborazione con l’associazione Next Generation Italy e Oxfam Italia.

Project financed in the frame of the European project AMITIE CODE – Capitalizing OnDEvelopment Disclaimer – “This publication has been produced with the assistance of the European Union. The contents of this publication are the sole responsibility of Associazione Yoda and can in no way be taken to reflect the views of the European Union”.

-2 LOGO_MEDIUM-02_C e¦ÇBologna_AMITIE_COL -1 Bandiera UE

 Blog IT.A.CÀ
Valentina Iadarola

35486_10151755535973312_237776797_n

Verso IT.A.CÀ 2015 | VII edizione (22 maggio / 7 giugno 2015)

Banner_ITACA_2015

Amici viaggiatori e viaggiatrici

siamo in piena organizzazione per la

VII edizione IT.A.CÀ 2015

per tutti coloro (addetti ai lavori, travel blogger, viaggiatori, agenzie, scrittori, artisti ecc…) che vogliono contribuire alla realizzazione del Festival assieme allo staff e per le realtà operanti nel settore che vogliono entrare nella programmazione, apportando un loro contributo di evento nella co-progettazione del programma 2015,
contattateci e scriveteci a questo indirizzo e-mail: info@festivalitaca.net

Grazie al vostro contributo vogliamo portare i valori etici del turismo responsabile in tutte le regioni d’Italia!

Perchè il viaggio responsabile
parte da casa e arriva a casa
(Ît.a.cà = sei a casa? in dialetto bolognese)
una qualsiasi casa,
una qualsiasi meta da raggiungere,
dove più che la meta conta il percorso
e il modo in cui si mette in cammino…

FB IT.A.CÀ
Twitter IT.A.CÀ
Report IT.A.CÀ 2014

248035_561367503906627_8513585_n

Itacha

Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.

Non temere i Lestrígoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla tua via,
se resta il pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo.

Né Lestrígoni o Ciclopi
né Posidone asprigno incontrerai,
se non li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.

Fa voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.

Fa scalo negli impori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti piú puoi voluttuosi aromi.

Rècati in molte città dell’Egitto,
a imparare imparare dai sapienti.
Itaca tieni sempre nella mente.

La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.

Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti piú.
E se la troverai povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’ Itaca.

Konstantino Kavafis – Itacha 

DSCN9125 copia

*Foto by Sonia Bregoli – Ibiza 

Coordinamento & Comunicazione
Sonia Bregoli 
io 3

CAMPO DI INTERSCAMBIO IN PALESTINA > 11 / 25 ottobre 2014

DSCN6469

L’associazione di promozione sociale YODA e GVC onlus organizza un campo di interscambio in Palestina!

Il campo si articolerà in due fasi. Durante le prima settimana i partecipanti saranno coinvolti nella raccolta delle olive presso le famiglie locali. La seconda settimana sarà invece dedicata a diversi incontri di approfondimento sulla situazione socio-economica della Palestina e sul ruolo della cooperazione internazionale. Si effettueranno tour nella città vecchia di Gerusalemme, Ramallah, Nablus, Jordan Valley, Betlemme ed Hebron, dove, oltre alle città e ai loro patrimoni, si visiteranno diverse sedi di associazioni palestinesi e israeliane che operano in diversi ambiti (sociale, culturale o artigianale).

DSCN6391-620x270

PARTI CON YODA & GVC

Dall’11 al 25 ottobre 2014

(le date posso variare di uno o due giorni a seconda del costo dell’aereo)

PER INFO: www.gruppoyoda.org / www.gvc-italia.org dove potete trovare la scheda di iscrizione da scaricare e compilare per partecipare all’esperienza. In allegato alla e-mail d’iscrizione è obbligatorio allegare anche il curriculum vitae.

ISCRIZIONI: scrivere a robertofrongia@libero.it //info@gruppoyoda.org

SCADENZA ISCRIZIONI: entro il 30 agosto 2014

COSTO CAMPO: 600 (comprensive di vitto, alloggio sia per la 1° settimana che per la 2° settimana a Gerusalemme, trasporti locali, noleggio auto e benzina, quota associativa, quota per incontri con associazioni, formazione in Italia, navetta Tel Aviv/Gerusalemme, assicurazione di viaggio) + costo aereo A/R Italia – Tel Aviv (300€ circa, non compreso nella quota di partecipazione poiché i costi del volo cambiano a seconda del periodo di prenotazione)

PARTECIPANTI: max 7 persone + accompagnatore Yoda

N.B Prima della partenza verranno realizzati 2 incontri obbligatori: un primo momento volto alla conoscenza dei partecipanti e un fine settimana di formazione prima della partenza.

Il turismo responsabile come promotore di sviluppo locale

L’essere umano ha sempre viaggiato, e ancora oggi, nel mondo, una persona su sei realizza ogni anno un viaggio a scopo turistico fuori dal proprio paese, facendo così del turismo uno dei principali settori dell’economia mondiale. L’aumento del tempo libero e del reddito pro-capite disponibile, lo sviluppo delle comunicazioni e dei trasporti che permettono di raggiungere ogni angolo del pianeta in tempi brevi e a basso costo, l’espansione delle strutture di accoglienza e le migliorate condizioni sanitarie hanno fatto si che i turisti passassero da poche decine di milioni nell’immediato dopoguerra all’attuale miliardo.

Oggi il turismo è un’attività che ha la stessa importanza dell’industria e del commercio, è interessato da esportazioni e investimenti giganteschi e si dimostra, come nessun’altra attività antropica, resistente alla crisi e ai disastri. Ciò nonostante, richiama ancora lo svago, il viaggio o il riposo e, per la maggioranza dei nostri contemporanei, “fare turismo” è solo sinonimo di vacanza.

Eppure, nonostante una situazione di recessione prolungata, negli ultimi dieci anni il turismo rappresenta uno dei settori economici che ha avuto la crescita maggiore a livello mondiale. La spesa dei turisti per viaggi all’estero è raddoppiata e si prevede che nei prossimi dieci anni aumenti di un ulteriore 50%. Il trend di crescita che caratterizza il turismo internazionale è costante e di lungo periodo: se i dati evidenziano come nel 2012 più di un miliardo di persone ha compiuto un viaggio all’estero per turismo, non bisogna dimenticare che questa evidenza è in atto già dal 1980 e si attende che la crescita sarà̀ sostenuta anche nel prossimo ventennio. Considerando i flussi che si sono realizzati, dai circa 280 milioni di passeggeri del 1980 si è passati ai circa 900 del 2010, e per il 2030 è atteso che i passeggeri raddoppino, fino a arrivare ai 1,8 miliardi annui. Si tratta dunque di un tasso di crescita attesa medio nel cinquantennio (1980 – 2030) del 4% annuo (UNWTO 2012).

La crescita costante del turismo, fenomeno che interessa tutte le diverse aree del globo, si configura dunque come un elemento da non trascurare in un periodo di recessione grave come quella attuale. Tanto più per quei Paesi che fino ad oggi hanno mantenuto un primato indiscusso per numero di arrivi di turisti internazionali e che oggi si trovano a dover fare i conti con un processo di globalizzazione che vede l’ascesa incalzante di nuove destinazioni. Ne è consapevole l’Unione Europea (UE) che annovera il turismo tra le nuove priorità stabilite nella strategia «Europa 2020» volte a far si che l’Europa possa mantenere il primato di principale destinazione turistica mondiale. Consapevole del fatto che il turismo rappresenta la terza maggiore attività socio-economica dell’UE, generando più del 10% del PIL e fornendo circa il 12% dell’occupazione totale, la Commissione ha proposto un nuovo quadro di azioni coordinate in materia di turismo al fine di rafforzare la competitività e la capacità di crescita sostenibile del turismo europeo. Per quanto ad alcuni possa suonare come un ossimoro, la crescita sostenibile rappresenta uno dei quattro assi individuati dalla Commissione: nel nuovo quadro d’azione per il turismo europeo spicca infatti la necessità di «promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità».

Il turismo rappresenta un settore fondamentale anche per l’economia del nostro Paese: anzitutto perché ha un forte peso sia in termini di PIL (circa il 9%) che di occupazione (circa il 10%); è inoltre un settore, forse l’unico, dove l’Italia ha un vantaggio competitivo forte e durevole nel tempo, da sfruttare per non perdere quote in un mercato internazionale che continuerà a essere positivo perché trainato dalla domanda delle economie ad alta crescita. Sembra essersene accorto finalmente anche il Governo Italiano che, dopo decenni caratterizzati dalla mancanza di un progetto politico sul turismo e da una governance turistica frammentata, ha pubblicato nel gennaio 2013 il primo Piano Strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, intitolato «Turismo Italia 2020. Leadership, Lavoro, Sud». Il documento muove dall’evidente perdita di competitività̀ del nostro settore turistico, che ha visto scivolare l’Italia dal primo al quinto posto nella classifica mondiale delle destinazioni più visitate, per rilevare come il Bel Paese abbia ancora un ruolo rilevante nel turismo internazionale, sia in termini economici (le persone impegnate in questo settore sono circa 2,2 milioni, un lavoratore su dieci), sia perché offre grandi opportunità per la valorizzazione del nostro straordinario patrimonio storico e artistico, sia rispetto alla comunicazione delle identità dei territori, ma soprattutto in termini di attrazione di nuove risorse per la loro conservazione e rivalutazione.

Il piano strategico elaborato dal Governo, pur mettendo in luce in luce le criticità dell’industria turistica italiana (problemi di governance del settore, promozione all’estero estremamente frammentata, nanismo delle imprese, limiti nella capacità di costruire prodotti turistici competitivi, infrastrutture insufficienti, formazione del personale inadeguata al mercato globale, difficoltà ad attrarre investimenti internazionali), propone alcune linee guida e individua un numero rilevante di azioni volte a migliorare la competitività del settore turistico nazionale. Su tutte, la necessità di avviare un cambiamento culturale in grado di focalizzare «il turismo come un’industria “glocal”, con competizione internazionale ma offerta locale, per la quale è fondamentale un coordinamento forte ed efficace tra Governo, Regioni e Province Autonome» (pag. 41). In Italia, la promozione turistica internazionale, che è svolta a livello regionale mediante le Agenzie di Promozione Turistica o gli Assessorati e a livello centrale mediante l’ENIT (Ente Nazionale del Turismo), si caratterizza per una bassa efficienza ed efficacia dovuta all’elevata frammentazione delle attività a cui non si associa un coordinamento centrale e un’architettura della promozione turistica strutturata su più livelli. Lo scenario italiano appare notevolmente differenziato e privo di una cabina di regia centrale che consenta il coordinamento necessario per competere in ambito internazionale. Lo stesso assetto legislativo e istituzionale non facilita lo sviluppo di un’immagine unitaria del sistema turistico italiano e, al contempo, la definizione di percorsi di sviluppo locale.

Se consideriamo come il territorio mentale (immaginario, sogno, desiderio) nutre il territorio reale e promuove le buone pratiche turistiche – si pensi al paesaggio come realtà naturale e culturale al contempo – allora appare chiaro che per cogliere l’opportunità di sviluppo offerta dall’impareggiabile ricchezza di “risorse turistiche” del Bel Paese occorre comprendere a fondo la domanda ed essere in grado poi di offrire prodotti ad hoc. Per competere con successo nel mercato turistico internazionale è necessario tenere conto del fatto che l’esperienza di consumo turistico non si riduce a un periodo preciso di mobilità, ma comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. Da considerare, inoltre, che la domanda registra: da un lato, uno sviluppo quantitativo complessivo, e dall’altro, una sostanziale evoluzione del comportamento di acquisto e di consumo dei turisti. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), infatti, assistiamo oggi a fattori nuovi quali: modifica del sistema di preferenze dei servizi turistici, riduzione della durata della vacanza, aumento del numero di vacanze di breve durata, ricerca di nuove forme di turismo che abbiano una componente proattiva e maggiormente sostenibile all’interno di un contesto vacanziero più autentico, in linea con le nuove aspettative di coinvolgimento, conoscenza ed esperienza performativa.

Sono questi i trend che stanno incidendo sulla ridefinizione dei diversi prodotti turistici, con crescente rilevanza dei fattori di differenziazione legati ai contenuti “esperienziali” e “territoriali” delle destinazioni. Aspetti, questi, che richiedono un ripensamento del “concept” di vacanza in un’ottica di cambiamento paradigmatico del turismo, basato sulla necessità di un costante raccordo tra la dimensione globale e quella locale che metta al centro del dibattito i modelli di governance e i sistemi turistici locali, e soprattutto la capacità complessiva dei diversi attori locali di realizzare un’esperienza turistica globale basata sulla riscoperta del territorio e delle sue tradizioni. Secondo il piano strategico elaborato dal Governo, infatti, un ruolo centrale deve essere attribuito a modelli di governance territoriali che trasformino le istituzioni e gli attori locali da meri strumenti finanziari e di promozione turistica a forme di organizzazione e gestione delle risorse turistico-territoriali al fine di attivare un circolo sinergico di sviluppo locale. D’altra parte, se la dimensione globale, con i suoi squilibri e la sua instabilità trasforma il turista in un «pellegrino moderno», spasmodicamente in cerca dell’autenticità, come riflesso della totalità perduta, il genius loci, inteso come radicamento identitario al luogo e approccio responsabile al territorio, può divenire meta prediletta del pellegrinaggio e motivazione per conservare se stessi e il proprio patrimonio nello stesso tempo in cui si delinea un modello di sviluppo autonomo.

Inoltre, le ripercussioni dei nuovi network globali sui contesti locali ci fanno comprendere come proprio nelle resistenze dei contesti locali all’omogeneizzazione sembrano rinvenibili le leve per la riorganizzazione dello sviluppo e del benessere del territorio. In effetti, considerato come ai processi globali di disembedding corrispondano processi opposti di re-embedding capaci di incidere fortemente sulla ridefinizione dei contesti locali (come affermava Giddens circa 20 anni or sono), risulta evidente che la riorganizzazione economica dei contesti locali attorno all’offerta turistica diventa l’opportunità di una gestione più ampia, più partecipativa e collaborativa dei territori, con ripercussioni positive sul piano sociale e culturale. Si tratta, in altri termini, di una rinnovata politicizzazione dell’ambito locale che vede la fattiva partecipazione cooperativistica degli stakeholder del territorio: soggetti economici, ma anche popolazione residente, amministrazioni locali e associazioni che possono riattivare, in un’ottica di responsabilità sociale condivisa, nuovi modelli di sviluppo locale inediti e maggiormente rivolti a un orizzonte di maggiore sostenibilità.

Avviene così che alle tradizionali 4 S del turismo (sun, sea, sex, sight), si aggiunga la S di sostenibilità e la S di “salviamo il mondo” che spinge da anni molte organizzazioni non-governative (ONG), cooperative, associazioni, realtà di artigiani e contadini vicini ai circuiti del commercio equo internazionale a sposare la causa del turismo responsabile per incentivare lo sviluppo locale sostenibile e la lotta alle disuguaglianze globali.

Definito come un turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture, il turismo responsabile opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori (AITR)7. In questo contesto, la parola turismo si basa su un’accezione positiva, in cui il viaggio e la vacanza sono intesi sia come occasione di sviluppo economico, sia come opportunità di scambio culturale e strumento per favorire la reciproca comprensione tra persone, popoli e culture diverse che in tal modo vengono ad incontrarsi.

La posta in gioco del turismo responsabile è dunque potenzialmente politica, e come tale va gestita. Se l’accresciuta competizione internazionale ha fatto emergere la necessità di un raccordo tra la dimensione globale e quella locale per l’attrazione e la gestione dei flussi turistici, il turismo responsabile, con la riscoperta del territorio e delle sue tradizioni, aumenta le potenzialità di un’interazione virtuosa tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori. Ciò appare chiaro se focalizziamo il fenomeno in chiave “glocale”, rilevando come i soggetti delle comunità possano approfittare dei flussi turistici globali per rilanciare lo sviluppo locale sostenibile. In quest’ottica, in linea con il programma ST-EP promosso dall’OMT, si muovono da anni diversi soggetti transnazionali che operano nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, promuovendo nei paesi poveri forme di turismo responsabile che permettono di conciliare la vacanza dei ricchi (stranieri o autoctoni che siano) con l’empowerment delle comunità locali più povere. Oppure, senza andare troppo lontano, si pensi alle tante proposte di turismo rurale, comunitario e responsabile promosse e gestite da alcune comunità locali italiane, quella dei Briganti di Cerreto in primis. Si tratta di un’offerta turistica organizzata in maniera cooperativa dalla comunità che vive il territorio, sostenibile e integrata con l’economia locale e con le dinamiche sociali della popolazione residente, volta a integrare le tradizionali fonti di reddito, attenuando la concentrazione del reddito nelle mani di investitori extra-territoriali. Strumento ottimale per evitare la “museificazione” e recuperare un’identità in continuità con la tradizione, il passato e la vocazione del luogo, il turismo di comunità risulta vincente anche per contenere fenomeni di isolamento sociale e territoriale, oltre che di degrado ambientale e socioculturale. Coniugando l’ethos dell’ospite con l’ethnos dell’ospitante, questo tipo di ospitalità offre al turista l’opportunità di esperire un arricchimento umano e culturale, sperimentando l’ospitalità in famiglie o nuclei sociali comunitari locali, condividendo con essi vita quotidiana, lavoro, momenti di aggregazione e di discussione, in un contesto in cui scambio e conoscenza reciproca diventano il vero valore aggiunto del turismo.

In questa direzione viaggia anche IT.A.CÁ, il Festival del Turismo Responsabile che si svolge dal 25 maggio al 2 giugno 2013 a Bologna e in altre città dell’Emilia-Romagna.

 Sono circa 150 gli eventi in programma (mostre, iniziative in piazza, convegni e concorsi, visite guidate e itinerari in bicicletta, pranzi a Km 0 e spettacoli) ideati per promuovere una nuova idea del turismo, più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. In IT.A.CÁ convergono quelle forme di turismo che coniugano il tratto edonistico della vacanza con un’etica eudaimonistica incentrata sull’ospitalità di qualità e la cura del buon vivere, dove al centro c’è la gestione partecipata della vacanza attraverso un approccio responsabile al territorio. Un piccolo esempio di progetto turistico capace di mettere in rete a livello glocale e in modo sostenibile luoghi, territori, persone e imprese, coniugando felicità individuale e tutela del bene comune. Quello che manca al nostro Paese…

Pierluigi Musarò
Direttore  Artistico  IT.A.CÀ

Eventi

Migrazioni e in(ospitalità) al Mercato Sonato

CANTARE LA LINGUA 

Installazione presente tutta la giornata di ecologia linguistica per valorizzare le lingue madri attraverso il canto. A cura di Francesca Esposito, CPIA Metropolitano Bologna e Scuola Popolare di Musica Ivan Illich

––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

16.00 “Dall’altra parte del mare” racconti dal laboratorio di scrittura interculturale 2017

Il Mediterraneo, da sempre spazio aperto agli scambi e agli incontri, è divenuto una immensa tomba a causa di una politica disumana, frutto della guerra di esclusione che la Fortezza Europa sta combattendo, in nome dell’egoismo e del razzismo, contro migranti in fuga da guerre e da carestie. Le coste, punto di approdo e di salvezza, oggi respingono invasioni indesiderate, e le politiche migratorie tendono ovunque ad erigere muri e ostacoli invalicabili, fortunatamente non per la letteratura.

Il titolo allude alla relatività dei punti di vista, e delle posizioni storiche e sociali, che vedono i popoli costretti alla partenza o spinti alla accoglienza, consentendo di ripercorrere le rotte e i cammini che, in un passato recente e nel dramma del presente, tra punto di imbarco e miraggio di approdo, disseminano i continenti di dolore e incomprensione, ma anche rinnovano culture e mentalità.

Gli esercizi narrativi del Laboratorio di scrittura interculturale, tesi a una creatività collettiva, che avvicini identità autoctone e presenze straniere, rispondono alla necessità di dialogo e di scambio, oltre ogni barriera, sono luogo di sperimentazione di nuove comunità, attraverso il recupero di storie, racconti, narrazioni che aiutino a guardare oltre gli stereotipi di un’epopea delle migrazioni, che coinvolge l’intera umanità nei viaggi oltre il mare per raggiungere il mondo nuovo, lontano e sognato.

A cura di Fulvio PezzarossaDipartimento di Filologia Classica e ItalianisticaUniversità di Bologna, Wu Ming 2 e associazione Eks&Tra

–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

17.30 Proiezione “Wallah Je te jure” (63’) di Marcello Merletto.

Il documentario racconta le storie di uomini e donne in viaggio lungo le rotte migratorie dall’Africa occidentale all’Italia, passando per il Niger. Villaggi rurali del Senegal, stazioni degli autobus e “ghetti” di trafficanti in Niger, case e piazze italiane fanno da sfondo a viaggi coraggiosi, dalle conseguenze spesso drammatiche. L’Europa è una meta da raggiungere ad ogni costo, “Wallah”, lo giuro su Dio. Ma c’è anche chi, provato dalla strada, riprende la via di casa.

–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

18.30 

MIGRAZIONI E IN(OSPITALITÀ): VIAGGIO NELL’EUROPA CHE ACCOGLIE TRA FONTIERE, LIMITI E DIRITTI 

Tavola rotonda volta sulla questione dei flussi migratori che interessano il continente europeo e sui cambiamenti che tale fenomeno ha innescato all’interno della società odierna.

IT.A.CÀ_Festival del Turismo Responsabile e The Bottom Up, insieme al Mercato Sonato di Bologna, organizzano una tavola rotonda volta a riflettere sulla questione dei flussi migratori che interessano il continente europeo e sui cambiamenti che tale fenomeno ha innescato all’interno della società odierna. L’obiettivo dell’incontro è raccontare e analizzare le modalità attraverso le quali parte della società civile si riscopre “europea” in un’ottica diversa da quella securitaria delle frontiere e dei confini e si organizza in un “movimento” solidale, trasversale e “dal basso”, che si attiva per reagire, tra limiti e contraddizioni, alle criticità del sistema dell’accoglienza e ai deficit istituzionali. In particolare, l’intento del dibattito vuole essere raggiunto attraverso un’analisi attenta e meditata dei luoghi marginali e, talvolta, marginalizzati dell’accoglienza e dell’ospitalità, ponendo particolare attenzione alla vita nei “centri per l’immigrazione”, ad alcune esperienze particolari, come quelle di Ventimiglia e Udine, ai viaggi delle “staffette di solidarietà” e all’attivismo di chi, ogni giorno, si impegna per monitorare quanto accade ai migranti e ai loro diritti.  

Intervengono:

Donatella Di Cesare, Università “La Sapienza” di Roma
Pierluigi Musarò, Università di  Bologna
Tommaso Gandini, Campagna “Overthefortress”
Yasmine Accardo, portavoce di LasciateCIEntrare
Paola Tracogna, Ospiti in Arrivo ONLUS
Anna Meli, COSPE Onlus

Introduce e modera Angela Caporale, The Bottom Up

Proiezione corto Sulla Nave Acquarius

–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

21.00 Bach to the Future – Un viaggio nella storia della Musica con i musicisti Senzaspine
A cura di COSPE Onlus