Turismo responsabile con Babel Voyages e il No Mad Festival

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici, per la lettura di oggi vi proponiamo la conoscenza di un’altra realtà, questa volta ci troviamo in Francia con Babel Voyages, anche loro specializzati in viaggi e turismo responsabile. Sicuramente uno dei progetti più importanti firmato Babel Voyages è il No Mad Festival che quest’anno si reinventa per la sua 7a edizione.

Itacà | Intervista Babel Voyages | Foto corpo testo

Fabien Loyer

Per saperne di più abbiamo deciso di intervistare un membro del team, Fabien Loyer, responsabile dello sviluppo, che ci racconterà qualcosa sulla sua esperienza personale, sul suo approccio alla sostenibilità che infine lo ha portato nel team di Babel e al No Mad Festival. Buona Lettura!

Come ha avuto inizio il tuo interesse verso la sostenibilità? E quando questo ti ha legato al turismo responsabile e, di conseguenza, a Babel Voyages?

Il mio interessse verso la sostenibilità è iniziato quando ho cominciato miei studi universitari in Canada nel 2011. Ho studiato lo sviluppo sostenibile e internazionale lì per 6 anni. La mia tesi magistrale era sulle varie conseguenze che l’appropriazione di terreni agricoli per usi non agricoli può avere sulla sostenibilità e sulla viabilità del comune di Memphrémagog (nelle township orientali del Quebec).

Quando sono tornato in Francia nel 2017, ho incontrato per caso Laetitia, la fondatrice di Babel Voyages. Ho presso in cuore il suo progetto e i valori di Babel Voyages (Babel Voyages è il co-fondatore del No Mad Festival). Ho sempre avuto uno sguardo diverso sul turismo, e sul modo di viaggiare che per me deve essere sostenibile in un modo o nell’altro. Quindi abbiamo iniziato a lavorare insieme.

Ad oggi il No Mad Festival conta già 6 edizioni! Ci racconti com’è nato questo progetto e come si è evoluto rispetto alla primissima edizione?

L’idea del No Mad Festival è abbastanza semplice: prendere il tempo di un weekend per parlare delle alternative al turismo di massa, di turismo responsabile e tutte le sue forme attraverso dibattiti, convegni, film, workshop. Tutto questo con buon umore e in un sito incredibile sulle rive dell’Oise e sotto i bastioni del centro storico di Pontoise, nell’Ile de France. Ci sono anche concerti, mostre, degustazioni, artigiani per dare ancora piu di animazione al festival!

Questo progetto è nato dalla volontà di sensibillizare le persone al turismo responsabile in differenti modi. I giovani, gli anziani, le familgie, ecc. Sono tutti i benvenuti. Oggi il No Mad ha guagagnato in notorietà, abbiamo quasi 5000 persone nel week-end, riceviamo delle conferenziere che hanno una bella notorietà in tutta la Francia. Per esempio, quest’anno abbiamo come ospite d’onore Nicolas Hulot, giornalista, conduttore televisivo, produttore televisivo e ambientalista francese, ministro dell’ecologia dal maggio 2017 all’agosto 2018.

Itacà | Intervista Babel Voyages | Foto corpo testo

Conferenza No Mad Festival

Per citarvi: “il No Mad ama le mete poco amate”. Siamo curiosi di sapere quali sono le peculiari destinazioni che avete in mente per i partecipanti.

Ogni anno, mettiamo a l’onore una destinazione poco conosciuta o poco amata. L’obbiettivo è farla conoscere ma in un altro modo, quello del turismo sostenibile, cioè nel rispetto della Terra, delle persone e delle loro culture, mettando le persone e gli incontri al centro del viaggio. La cosa più importante è essere un attore consapevole dell’impatto del viaggio sulle popolazioni locali, sulla loro cultura, sull’ambiente e sull’economia della regione ospitante.

Quest’anno, la Guyana francese è a l’onore! È un territorio francese, ma poco conosciuto. Ha però il merito di essere conosciuto perchè è lì che si trova la più grande foresta primaria con l’Amazonia, ma soprattuto perchè questo paese solleva questioni ambientali legate alla deforestazione, alla diversità degli alberi nel mondo, questioni importanti per il pianeta.

Le precedenti edizioni erano sulla Colombia (2016), Haïti (2017), il Tibet (2018), Madagascar (2019) e l’Algeria (2020).

Itacà | Intervista Babel Voyages | Foto corpo testo

No Mad Festival | Salsa Village

Siamo certi che chiunque è ben accolto al No Mad anche se non abbiamo fatto a meno di notare che puntate sulla web generation. Perché?

Perché il principale asse di comunicazione del festival è quello dei social network e dei media : blog, video, tweet, radio. Il web (e il nostro sito babel-voyages.com) è un bello strumento per trasmettere i valori del viaggio sostenibile. Pensiamo che la web generation è quella che aiuterà a far andare più velocemente il cambiamento verso il viaggio responsabile.

Visto la situazione che stiamo vivendo a causa della pandemia e la crisi economica nel turismo: ci daresti un tuo feedback su quello che potrebbe essere il turismo del futuro? e come dovremmo strutturarlo?

Penso e spero che la crisi della pandemia abbia permesso di fare un « step back » e di pensare a un turismo diverso. Per esempio, siamo felice che Venezia abbia approvato un decreto-legge che vieta l’ingresso nel bacino di San Marco al traffico crocieristico. Ma la domanda è : continueremo questo tipo di iniziative? Speriamo!

Vedo il turismo di domani più umano, ma soprattutto come un’esperienza di vitta. Secondo me, i viaggiatori dovrebbero responsabilizzarsi. Per esempio, sarebbe importante che ogni viaggiatore conosca la sua impronta di carbonio, ma anche i diversi modi di compensarla nel suo viaggio o nella vita in generale. Grazie a questo potrebbe decidere se per la sua prossima vacanza può prendere il treno o l’aereo, se può andare in una destinazione lontana o vicina per esempio. È una questione di equilibrio.

Itacà | Intervista Babel Voyages | Foto corpo testo

Conferenza No Mad Festival

Il tema di questa 13 edizione del nostro festival è “diritto di respirare” potresti esprimere in poche parole che cos’è per te?

Il diritto di respirare esprime per me diverse cose. La prima riguarda ovviamente l’ambiente. Le iniziative non mancano, ma a mio avviso, il cambiamento a 180° arriverà quando gli stati e le imprese si coinvolgeranno di più nello sviluppo sostenibile.

Il diritto di respirare è anche, per me, permettere alle persone di pensare con la propria testa, di farsi le proprie opinioni senza necessariamente tenere conto di cosa dice la tv, la radio o uno studio scientifico. Penso che stiamo perdendo sempre di più la nostra capacità di pensare con la nostra testa e questo ci soffoca.

Per concludere, il « diritto al respiro » si interroga sulla crisi che stiamo vivendo e su come sarà il mondo di domani. La domanda è ci saranno altre epidemie se non ci prendiamo cura del pianeta? Dovremo ancora indossare la mascherina? Saremo di nuovo confinati? Infine, respirare diventerà un lusso? Sono tutte domande senza risposta.

Ringraziamo Fabien Loyer di Babel Voyages per averci fatto conoscere il loro No Mad Festival e per gli stimolanti spunti di riflessione con cui ci ha lasciato. Ricordiamo che potete continuare a seguire il No Mad sul loro sito e sui vari profili social – Instagram, Facebook, Twitter.

Grazie e buon viaggio come sempre! 😊

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Samantha Costa
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Itaca | Samantha Costa | Foto corpo testo

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