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BOLOGNA – FIRENZE, ANDATA E RITORNO

BOLOGNA – FIRENZE, ANDATA E RITORNO

Convegno di promozione del protocollo d’intesa
tra le Città metropolitane di Bologna e Firenze

Mercoledì 14 marzo 2018 

9.00 – 17.30
Palazzo Loup, Via Santa Margherita 21
Loiano – Bologna

Il protocollo d’intesa firmato il 7 novembre 2017 dalle Città metropolitane di Bologna e Firenze prevede la collaborazione in merito a bandi europei, cultura e turismo, pianificazione strategica, sostenibilità, sviluppo economico e innovazione urbana, per lo sviluppo di progetti condivisi, nel quadro delle politiche regionali e di area vasta. 

Muovendo da questo documento innovativo, il convegno si presenta come un importante momento di riflessione e confronto volto a creare le condizioni per lo sviluppo integrato e una comune promozione di Bologna e Firenze, con un focus specifico sull’Appennino tosco–emiliano, cerniera tra le due città.

L’evento verrà aperto dai due sindaci metropolitani: Virginio Merola e Dario Nardella, a cui seguiranno gli altri interventi.

Il pomeriggio prevede la partecipazione attiva del pubblico, attraverso 4 tavoli tematici.

L’accesso al convegno è gratuito, ma è necessaria la pre–registrazione attraverso il form on-line > Registration form

Sarà presente una navetta gratuita con partenza dalla banchina 25 dell’Autostazione di Bologna alle ore 8.15 e partenza da Loiano alle ore 17.45. Per accedere al servizio di trasporto è necessario indicarlo nel form di iscrizione sopra indicato.

Segreteria organizzativa
Simona Zedda – 340 1779941 • info@festivalitaca.net

Organizzazione navetta
Damian Castro – 339 8116433 • info@gruppoyoda.org

A breve seguirà il programma dettagliato

 

Un premio ricevuto è una responsabilità | IT.A.CÀ vince il 3°premio agli UNWTO 2018

Un premio ricevuto è una responsabilità.
L’esperienza di IT.A.CÀ in viaggio alla 14esima edizione degli UNWTO Awards

Quando abbiamo iniziato, non avremmo mai pensato di ritrovarci un giorno a parlare di IT.A.CÀ di fronte all’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite e di vincere il terzo premio per i progetti turistici più innovativi, nella categoria “Innovation in Non – Governmental Organizations”

Eppure l’impegno e l’entusiasmo, mischiati alla passione e conditi con una buona dose di condivisione, ci hanno portato qui a Madrid, alla cerimonia organizzata dalla WTO. Sono stati presentati 128 progetti da 55 Paesi di tutto il mondo e il festival IT.A.CÀ è tra i 14 progetti che hanno ricevuto questo riconoscimento internazionale.

15 gennaio 2018 – Presentazione progetto IT.A.CA a Madrid agli UNWTO Awards nella categoria: Innovation in Non–Governmental Organizations

Ma non staremo a raccontarvi dell’immensa gioia e soddisfazione di essere stati premiati come buona pratica per lo sviluppo del turismo responsabile. Vogliamo raccontarvi quel che abbiamo vissuto, chi abbiamo incontrato, cosa ha significato.

«Un premio ricevuto è una responsabilità, un impegno. L’impegno a migliorarsi, a dare di più». 

Queste sono state le parole di Luis Garcìa Codròn di Europa Mundo Vacaciones, quando ha ricevuto il prestigioso premio “UNWTO Ethics Awards”. Un pensiero che condividiamo e facciamo nostro: il premio UNWTO per l’innovazione nel turismo sostenibile è stato soprattutto un momento di confronto e di riflessione su cosa siamo e su cosa possiamo essere. 

Abbiamo condiviso questa vittoria con gli amici della Valle dei Cavalieri, anche loro premiati, nella categoria “Imprese”, per il lavoro che stanno portando avanti nel ripopolamento e nella valorizzazione di un piccolo borgo dell’Appennino Emiliano, Succiso. Così l’orgoglio diventa nazionale. Due iniziative italiane finaliste. Due progetti di turismo responsabile che portano valore sul territorio; la soddisfazione si leggeva negli occhi di persone come Alessandra Priante,  Responsabile Relazioni Internazionali per il turismo al MIBACT, che con il suo contagioso entusiasmo è stata la nostra prima supporter. 

Ma non portiamo a casa solo questo. Portiamo a casa anche l’incontro con Marina Cruz Blasco e il tutto-fare José Maria de Juan della Koan Consulting, pronti, con la loro esperienza ed energia, a portare IT.A.CÀ a Madrid. Ricordandoci da dove siamo partiti, un passo alla volta, stiamo diventando internazionali. 

Portiamo a casa l’incontro. L’energia di Martha Isabel Ruiz Corzo, dalla Sierra Gorda, con il suo progetto di ecoturismo e di lotta ai cambiamenti climatici. Il prezioso contributo di Valene L. Smith, ricercatrice e Professore Emerito di Antropologia alla California State University, che da 50 anni studia i fenomeni turistici, innovando questo settore di ricerca.  La gentilezza di Eun Ji Tae, dell’Affiliate Programme dell’UNWTO.

Martedì 16 gennaio 2018 – Incontro con Marina Cruz Blasco e José Maria de Juan della Koan Consulting a Madrid

Quando l’entusiasmo per il turismo sostenibile è così condiviso si ha come la sensazione che qualcuno ti tenga la mano nel tuo impegno. Portiamo a casa la competenza di Gonzalo Robredo e del progetto MiBarrio di Buenos Aires. La determinazione di Luis Araujo, presidente dell’ente Turismo de Portugal, ma anche un nuovo amico con cui condividere una birra e magari presto una comune progettualità europea. Lo stupore e passione di Alfonsus Aditya Prabowo, che in Indonesia ci mette l’anima per sostenere le comunità locali e preservare l’ambiente. E ne avremmo ancora tante da raccontarvi: in una stanza abbiamo trovato il mondo. Quel mondo che poi, gira e rigira, è sempre paese! Quello più genuino, mosso dall’amore per la propria terra e che vede nel turismo un fattore chiave per lo sviluppo.

   

La sera della premiazione è stata una festa. La festa del turismo responsabile, dove non importava chi fosse il primo, chi il secondo. Tutti siamo stati premiati, tutti avevamo la stessa gioia nel vedere i progetti degli altri. In fondo, stiamo lavorando nella stessa direzione e sapere che in tutto il mondo fioriscono queste iniziative è la vera vittoria. Una vittoria collettiva.

Infine, portiamo a casa il nostro viaggio come team, come squadra. Le chiacchierate, le risate, le tapas e la scoperta di una città come Madrid. piena di innovazione, rigenerazione e multiculturalismo. 

Team IT.A.CA composto da: Annalisa Spalazzi, Sonia Bregoli, Pierluigi Musarò, Simona Zedda, Damian Castro. Foto di Maria Teresa Amodeo.

Portiamo a casa la voglia di crescere ancora e di farlo meglio, sapendo che abbiamo supporter da tutti gli angoli del pianeta. 

Il viaggio è fatto dalle persone che si incontrano. In questo viaggio intorno al mondo ci siamo sentiti a casa. Torniamo arricchiti e con tante idee da sviluppare e che potrete ascoltare continuando a seguirci. Torniamo con entusiasmo a preparare l’edizione 2018 che partirà a maggio da Bologna e chissà dove ci porterà.

Scarica il CS UNWTO Awards

Sempre devi avere in mente Itaca,

raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
in viaggio: che cos’altro ti aspetti?
[Kostantin Kavafis] 

E come sempre… buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi
Responsabile Internazionalizzazione IT.A.CÀ

 

Intervista a Luciana Lettere, ideatrice di Made For Walking

Cari viaggiatori e care viaggiatrici

Oggi nel nostro blog ci trasferiamo in Puglia dove la nostra Giulia Freguglia ha intervistato per noi Luciana Lettere, storica dell’’arte salentina e creatrice di Made For Walking. In questa intervista ci racconta di cosa si tratta e perché “il camminare ci salverà”.

Luciana Lettere – Made For Walking 

Salve, ci può raccontare com’è strutturato  un viaggio tipo di Made For Walking? 

In realtà non esiste al momento una vera e propria struttura. Made for Walking non è ancora un tour operator. L’unica certezza che ho durante i miei cammini è che le strade e itinerari che percorriamo sono ricchi di storie. Leggere un paesaggio è un po’ come leggere un libro non reperibile in biblioteca. Da tutti i miei viaggi mi aspetto soltanto che avvengano incontri magici con persone che hanno vissuto quei luoghi o che, in qualche modo, possano raccontarmi qualcosa di speciale che suoi libri ancora non è stato scritto. Persone che hanno forti connessioni con quei territori e che s’impegnano a tutelarli. A tutt’oggi sul curriculum di viaggiatrice a piedi, ho solo tre piccole grandi esperienze. Il mio primo viaggio a piedi è durato otto giorni e mi ha portato da Brindisi a Matera. Sono partita con altre sei persone che non conoscevo e che facevano parte di un’associazione locale salentina. Il loro intento era di mappare per la prima volta un percorso che potesse unire queste due città attraverso quel che rimane dell’antica Via Appia, anche in previsione di Matera 2019.

In quell’occasione ho imparato a dare importanza alle cose più semplici e a eliminare il superfluo. Ma soprattutto ho compreso che non è poi così necessario andare dall’altra parte del mondo per stupirsi e meravigliarsi. La bellezza della mia Puglia mi ha lasciato senza parole.

La seconda esperienza di viaggio a piedi è durata soltanto tre giorni, da Lecce, il mio capoluogo, fino  a Castiglione, paesino del sud Salento. Qualche settimana prima della Notte Verde (evento ormai importantissimo che avviene ogni 31 agosto dell’anno a Castiglione), sono stata contattata dall’ente Parco Naturale Regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e dai ragazzi Casa delle AgricUlture – Tullia e Gino, i quali mi hanno proposto di prendere parte ad una marcia simbolica, lasciandomi carta bianca. Da lì l’idea di partire sola per tre giorni da Lecce (la città dove vivo) e raggiungere la Notte Verde a piedi.

L’Ente Parco poi mi ha segnalato tutte le realtà agricole più virtuose, presenti lungo quel tragitto, e che ho raggiunto tappa dopo tappa. Queste aziende agricole mi hanno lasciato in custodia dei semi delle loro speciali colture, da custodire nello zaino e donare agli organizzatori della Notte Verde una volta arrivata da loro. La terza esperienza di viaggio è stata la Parigi / Berlino a piedi insieme all’associazione Repubblica Nomade. Un viaggio durato quasi due mesi, per compiere in totale più di 1300 km. Questa è stata l’esperienza più formativa della mia vita. Credo che nessuna scuola, nessuna Università, possa trasmettere una tale lezione di vita. Auguro a tutti voi un’esperienza così totalizzante e incredibile prima o poi. 

Nella società attuale in cui il momento del viaggio si riduce sempre di più, in cui anche distanze molto lunghe possono essere percorse in tempi  brevi, mi ha colpito molto la tua scelta di rallentare questo momento. Di concepire il viaggio come un percorso invece che solamente come la meta. Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a giungere a questo cambio di rotta e che impatto ha avuto in lei come persona?  

Il cambio di rotta è avvenuto per caso. Nel 2015 ho iniziato a seguire l’esempio di alcune zie del mio paesino che il pomeriggio presto s’incontravano per andare insieme a camminare fuori dal centro abitato. Lo facevano per rimanere in forma e per trascorrere qualche ora all’aria aperta. Ho seguito il loro allenamento, ma da storica dell’arte però mi rendevo conto che tutte le nostre campagne erano piene di testimonianze dal passato e di storie da raccontare.

Mi sembrava assurdo di non essermene accorta prima. Erano luoghi a me cari e a due passi da casa e, solo in quel momento, per la prima volta, li guardavo con occhi diversi.  Da lì la scoperta fondamentale: quelle scoperte avvenivano perché stavo camminando. Attraversavo per la prima volta in maniera cosciente e consapevole la mia terra grazie a quella piccola azione costante e ripetitiva del compiere un passo dopo l’altro. Da quel momento anche il mio modo di viaggiare è cambiato profondamente. Fosse per me ora vivrei sempre in cammino, ma la vita di tutti i giorni non me lo permette ancora. Quando viaggio però, se raggiungo una città in treno o in aereo, mi riprometto sempre una volta arrivata, di prendere il meno possibile i mezzi pubblici e di usare i miei piedi per attraversare quella città o località. Non dimenticherò mai ad esempio il mio record di passi “urbani”. Ero a New York e durante la mia vacanza un giorno il contapassi del cellulare segnava più di 42 km compiuti in meno di 15 ore. 

Made For Walking, nasce alla fine del 2015. Prima di divenire associazione è stata, ed è ancora, un blog, un diario online, dove racconto le piccole grandi avventure e scoperte, fatte durante le mie camminate. Questi racconti sono un modo semplice e chiaro per promuovere il camminare come unico vero mezzo di conoscenza del proprio territorio o dei luoghi che si stanno attraversando.

Lei è molto attiva sui social. In un progetto che ha come volontà quella di recuperare il contatto con la natura, come riesce a coniugare questi due elementi che spesso vengono visti come opposti?  

In realtà dovrei essere molto più attiva. Ci sono travel blogger, influencer, lifestyler, che hanno fatto la loro fortuna grazie all’essere super presenti sui social e attivi. In alcuni casi (mi spiace dirlo) i post e i contenuti di queste persone di “successo” 2.0 non servono a nessuno e mi interrogo ancora sul motivo del loro successo. Diciamo che i social per me sono ancora un oggetto di studio e di riflessione. Per questo non mi lascio andare come dovrei. Dico “dovrei” perché so bene che i social potrebbero far arrivare il messaggio di Made for Walking a molta più gente. Io vivo passo dopo passo, istante per istante, tutte le mie escursioni e viaggi a piedi. Mi godo ogni singolo attimo dei miei cammini. Per non parlare delle pause e dei momenti di riposo sotto ad esempio un albero, mentre gusto il mio pranzo a sacco. Di certo dopo una tappa di chilometri il mio primo pensiero non è tirare fuori il telefono e condividere foto e sensazioni. Può accadere, ma raramente. Molte delle mie condivisioni, infatti, non sono in tempo reale. Avvengono sempre dopo ore, se non addirittura giorni dopo, una volta tornata a casa.

Durante la Parigi/Berlino a piedi in due mesi di cammino avrò condiviso al massimo una decina di post. E il giorno dell’arrivo a Berlino ho spento per ore il telefono, perché non volevo perdere un singolo attimo di quella giornata di festa.

L’estate scorsa ha intrapreso un percorso a piedi che da Parigi ha portato lei e i suoi compagni di viaggio a Berlino. Ci può raccontare quell’esperienza?  

Al momento è stato il viaggio più importante della mia vita. Conoscevo la Repubblica Nomade già da un po’ di tempo e seguivo le loro iniziative. Ogni anno quest’associazione organizza viaggi estremi e rivoluzionari. La Repubblica Nomade nasce circa sette anni fa da un’idea di Antonio Moresco, celebre scrittore italiano, e altri intellettuali. Da lì parte un movimento, e sorge una tribù, che ogni anno si mette in cammino per settimane con uno scopo e una missione ben precisa. Anche quest’anno è stato così. Già mesi prima della partenza Moresco aveva redatto un documento dal titolo: “Per gli Stati Uniti d’Europa, ma di un’altra Europa”, ispirato al celebre Manifesto di Ventotene, scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi nel 1941. Ed è questo il messaggio che abbiamo portato in giro per l’Europa dal 21 maggio fino all’8 di luglio (le date simboliche di inizio e fine viaggio). La mia intenzione iniziale era quella di mettermi in cammino solo per una decina di giorni e poi tornare a casa. Ma così non è stato. Una serie di circostanze lavorative mi hanno permesso di prendermi quasi due mesi di pausa. Ma anche se non fosse stato possibile, avrei continuato ugualmente. Era il cuore a chiedermelo. Non mi sono mai sentita così viva e presente a me stessa come in quei giorni. 

In un viaggio del genere nulla più è scontato e tutto rimane impresso negli occhi, così come le sterminate distese di avena, di orzo, in Francia del Nord, le birre trappiste del Belgio, le distese di campi di patate in Olanda, i boschi della Germania dell’Ovest e quel sottile confine quasi invisibile che la divide ancora dalla Germania dell’Est. Non abbiamo attraversato vie sacre o un percorso predefinito e già collaudato. Non me ne vogliano il Cammino di Santiago o la via Francigena, ma non avere un itinerario certo e prestabilito ha reso il viaggio una vera impresa eroica. 

Ogni sera a fine tappa e dopo cena, con quel po’ di energia che rimaneva in corpo dopo tappe anche di 40 chilometri a piedi, un gruppetto di volontari studiava il tragitto per il giorno dopo. L’unica certezza e obiettivo che avevamo sulla strada erano le tappe finali giornaliere, paesi e città dove la Repubblica Nomade, durante i mesi precedenti al viaggio, era riuscita a trovare accoglienza tra i sindaci, le fondazioni, gli istituti scolastici e le associazioni. E per questo motivo che quasi per due mesi abbiamo dormito per terra, su materassini da campeggio o da palestra, dove a volte era davvero difficile trovare pace e riposo dalle fatiche del giorno. I dolori fisici sono stati atroci i primi giorni ma dopo il corpo si è abituato ed è bellissimo notare quell’adattamento fisiologico. Per non parlare poi di alcuni miei compagni di cammino, perfetti sconosciuti all’inizio che divengono anime che s’incontrano, s’incrociano, s’incastrano in maniera assurda, matta e perfetta con la tua.

In quelle settimane ringraziavo ogni giorno me stessa per aver avuto il coraggio di intraprendere un viaggio del genere. 

Quali sono i suoi sogni per quanto riguarda i prossimi grandi viaggi che le piacerebbe fare?  

Di sogni nel cassetto dei viaggi a piedi ne ho tanti. Il più grande sogno è quello di raggiungere un giorno l’India a piedi partendo da casa mia. Ma per il momento mi accontento di cammini più semplici e meno epici, e con una grande amica, per giunta guida ambientale escursionistica, stiamo progettando il nostro prossimo viaggio a piedi che toccherà tutti i capoluoghi della Puglia e avrà una bellissima missione. Collegheremo con un itinerario a piedi, infatti, tutte le Oasi WWF presenti nella nostra Regione per lanciare un forte e chiaro messaggio: visitate le oasi e mettete piede nelle riserve naturali, ne guadagnerete in bellezza e benessere! 

Info 
http://www.madeforwalking.it/
https://www.facebook.com/madeforwalkingblog
https://www.instagram.com/luciana__lettere/

Ringraziamo Luciana per averci raccontato la sua realtà e il suo lavoro. Se siete da quelle parti per un fine settimana o una bella vacanza rilassante, vi consigliamo di contattarla!
Intanto buon viaggio come sempre 😉

Blog IT.A.CÀ
Giulia Freguglia 

Intervista a Luca Vivan | Inspirational Travel Designer

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

Luca Vivan

oggi nel nostro blog siamo in compagnia di Luca Vivan, viaggiatore e Inspirational Travel Designer che si racconta attraverso le sue esperienze e la sua filosofia di vita. Ideatore del progetto Travel Mind: un format per facilitare relazioni tra tutti gli operatori di uno specifico territorio, per dare valore all’Italia fuori dai circuiti del turismo di massa.

> Salve Luca, prima di tutto ti ringraziamo di aver accettato questa intervista, potresti presentarti ai nostri lettori e raccontarci da dove nasce questa tua passione per i viaggi? 

Ciao a tutti e a tutte, sono un blogger, un copy writer, uno storyteller, ma soprattutto sono una persona, che ha sempre cercato una propria strada. Il viaggio è metafora della vita, partire per luoghi e persone che non si conoscono, affrontare delle sfide, cadere, essere  bloccati da una tempesta o da un imprevisto e sempre ripartire, in cerca di quello che un amico chiama un “porto di terra”, un’oasi in mezzo alla confusione del mondo, dove sentirsi veramente a casa.

> Nel tuo profilo ti definisci con queste parole: “Un narratore che scrive ed immagina viaggi, che sogna realisticamente una relazione più profonda con la natura, attraverso i social network e nei sentieri del mattino”. Che cosa intendi con questo pensiero profondo dal punto di vista esistenziale?.

Credo che le parole siano importanti, che abbiano il potere di dare forma al nostro mondo. Notizie negative ci spingono a chiuderci nelle nostre paure, nelle nostre rabbie. Le buone storie invece, ci spingono ad aprirci al mondo. La mia passione, ciò di cui mi nutro, sono i racconti che possono aiutarci a ritrovare il contatto con la natura, con l’essenzialità, perso inseguendo chimere e nevrosi. L’uso consapevole del web, dei social media, per raccontare un mondo che è già qui, possibile, è quindi una missione, non solo un lavoro.

> Da questa frase che hai descritto sopra: quanto per te sono importanti oggi giorno i social network nell’ambito del turismo? che cosa hanno cambiato nel modo di viaggiare e di fare turismo? 

I social network sono il terreno in cui mi muovo ogni giorno, i sentieri che percorro, che utilizzo per raccontare ma anche per incontrare altri viandanti consapevoli, per costruire reti reali. Sono strumenti molto potenti, quasi una sorta di sistema nervoso di questa epoca di forte cambiamento. Hanno avvicinato i luoghi e le persone, ci permettono di conoscere destinazioni turistiche e progetti affini ai nostri valori, mondi spesso esclusi dalla comunicazione piramidale di pochi anni fa. 

> Attraverso questa passione sei riuscito a crearti una lavoro oppure è semplicemente una passione per il viaggio e la scoperta, per poi raccontarlo al mondo? 

La passione è il fuoco che alimenta il mio desiderio di scoprire e di raccontare il mondo. Poiché sono uno spirito libero, non avrei mai potuto contenerla in un ruolo predefinito all’interno di una vecchia azienda. Ho voluto che questo fuoco diventasse anche la forza che sostiene il mio lavoro di professionista.

> Nel tuo blog parli di “viaggi ispirazionali” – che cosa intendi quando parli di essere un “Inspirational Travel Designer”? come si può diventarlo? c’è un percorso di studi specifico? ci sono delle esperienze da fare prima di definirsi in tale maniera?

FESTinVAL, un festival folk che riempie di suoni e di gioia Tramonti di Sotto, un borgo del Friuli occidentale.

Cosa ci rimane di un viaggio? Spesso sono gli incontri con le persone, le intuizioni che ci colgono sul cammino, magari delle nuove abilità acquisite. I viaggi ispirazionali sono la risposta al viaggiatore che non cerca più solo la “vacanza”, il dolce far niente, che cerca delle risposte a delle fasi particolari della sua vita, che vuole esplorare il mondo per conoscere e per conoscersi meglio. L’ Inspirational Travel Designer è colui o colei che crea questi percorsi, che ascolta il futuro viaggiatore e sa consigliargli il viaggio giusto, una risposta concreta ai suoi bisogni profondi. Per diventarlo bisogna prima di tutto allenarsi all’ascolto di se stessi, la vera chiave per poter essere veramente empatici. Bisogna infatti aprirsi all’altro senza l’idea della vecchia economia di dover piazzare un pacchetto a tutti i costi. Questi strumenti e il supporto per poter crescere in questo ruolo vengono forniti da specifici corsi organizzati dal tour operator ispirazionale Destinazione Umana.

> Ci racconti questo tuo ultimo progetto a cui stai lavorando “Travel Mind”? qual’è il tuo obiettivo? e come si sta sviluppando?

Travel Mind è nato da una telefonata estiva di Filippo Giustini, un imprenditore visionario del Mugello. L’idea era quella di un evento sul settore turistico ma presto è diventato qualcosa di più. Come travel blogger ho partecipato a vari eventi sul turismo, in cui ho sempre avvertito una forte mancanza, quella del giusto tempo e del giusto spazio per ascoltarsi e relazionarsi veramente. Siamo tutti sempre di corsa, dietro alle notifiche dei nostri telefoni o ad impegni che si accavallano. Abbiamo bisogno di tempo per ritrovare il piacere di un sano confronto. Solo dedicandoci questa opportunità possiamo sviluppare dei progetti che abbiano senso, al di là della pura e semplice vendita. Travel Mind è stato un evento nel Mugello, il 27-28 ottobre 2017, ora vuole diventare un format per facilitare relazioni tra tutti gli operatori di uno specifico territorio, per dare valore all’Italia fuori dai circuiti del turismo di massa, per riscoprire il tesoro su cui siamo seduti tutti e poterlo fare nel modo più sostenibile e consapevole possibile.

Casentino, una valle della Toscana poco conosciuta dove esistono molti progetti di tutela e di valorizzazione del territorio.

Qui riportiamo le parole con cui descrivi il progetto Travel Mind: “è un crocevia di sognatori, di creativi della nuova era, non dei “prenditori”, impresari che guardano unicamente al profitto, ma persone che si muovono animate da una passione strana e un po’ assurda per chi li guarda da fuori, sempre con il telefono in mano, sempre attivi di giorno e di notte, con la mente ed il cuore che vanno ad un’altra velocità – si verrebbe da dire contraria – ma è proprio diversa, rispetto alla frenesia della negatività imperante, dell’Italia mal comune e vuoto gaudio”. E’ un manifesto positivo: un quadro emozionale dell’Italia di oggi. 

> Che cosa intendi quando parli di crocevia di sognatori? crede che si possa sconfiggere questa emozione negativa tutta italiana di interpretare la realtà, anche attraverso una nuova visione di turismo locale?

Abbiamo sempre più bisogno di quei porti di terra di cui parlavo prima, spazi e momenti in cui uscire dai social network e dalla frenesia per parlarci davvero. L’Italia che io leggo, che incontro nei viaggi è fatta di persone che non solo non si arrendono ma che con gioiosa determinazione stanno sviluppando dei progetti di grande valore, non solo nel turismo. Spesso questi sogni crescono all’ombra di piccoli borghi, di boschi e montagne lontane dal clamore dei mass media ufficiali. Il turismo allora diventa l’opportunità per incontrare produttori di cibo davvero naturale, artisti che danno vita a paesi abbandonati, imprenditori che pensano costantemente alla ricaduta sociale ed ambientale delle loro azioni, associazioni che non fanno solo volontariato ma reinventano i rapporti nei quartieri. C’è un tesoro di creatività, di tradizioni, di umanità in questo paese, delle risorse pienamente rinnovabili.

> Un consiglio da dare ai nostri lettori: qualsiasi cosa, un viaggio, un libro, un itinerario, una citazione, un augurio… quello che vuole…

Adoro viaggiare con la musica, incontrare sonorità di altre culture, evocare mondi lontani o semplicemente perdermi nei suoni, per cui vorrei consigliare dei mix realizzati da Six Degrees Records, un’etichetta indipendente di San Francisco, per viaggiare nel mondo.

Un invito è poi quello di riscoprire i luoghi dietro casa, di farlo con attenzione, liberi da distrazioni e da pensieri. L’altro è di non stancarsi mai di ripartire, dopo ogni caduta. Le crisi sono opportunità di cambiare davvero, nella direzione di una vita autentica.

Ringraziamo tantissimo Luca [ www.lucavivan.com ] per aver accettato di raccontarsi nel nostro blog, grazie e buon viaggio amici e amiche viaggiatrici 🙂

Responsabile comunicazione ITACA
Sonia Bregoli

Il festival IT.A.CÀ finalista al UNWTO Awards for Innovation in Tourism 2018

Dietro ogni traguardo raggiunto, c’è una storia.

9 anni fa a Bologna, IT.A.CÀ  ha iniziato il suo viaggio per promuovere una nuova filosofia del viaggiare, portando con sé luoghi e persone. Non ha avuto una crescita veloce, si è radicato anno dopo anno  nel tessuto dei territori coinvolti. È entrato con discrezione, adattandosi a quello che trovava nei diversi territori. 

È cresciuto dal basso, “facendosi le ossa” e facendosi conoscere per i propri valori, il coinvolgimento e l’innovazione che stava portando. Ancora in pochi si parlava di turismo responsabile; una nicchia per gli “intellettuali di turno” per cui il viaggio è autenticità, sviluppo e incontro con la comunità locale.

E dopo 9 anni, è diventato grande, coinvolgendo attivamente 10 territori (Bologna, Parma, Rimini, Ferrara, Reggio Emilia, Ravenna, Padova, Rovigo, Trentino e Monferrato) e più di 600 realtà in un modo o nell’altro connesse al turismo responsabile e allo sviluppo locale. 

E con la 9° edizione, IT.A.CÀ è riuscito a farsi riconoscere anche all’estero.

Accade così che quest’anno, nell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo,  alcuni degli eventi del festival vengono inseriti nel calendario degli appuntamenti di rilevanza a livello mondiale per promuovere un turismo che fa bene all’economia, all’ambiente e alle comunità locali. 

A Rimini viene ospitato il Green Destination Day Italy, in cui i presidenti dei principali network internazionali quali EARTH, Green Destinations e EDEN network, si sono incontrati per trovare i punti di sinergia. Ed IT.A.CÀ, ancora piccolo, ma coscienzioso, ha abbracciato tutte queste iniziative proponendosi come quell’anello mancante per sviluppare le sinergie. Quello che comunica dal basso, che si fa semplice e coinvolge gli attori locali, i residenti ed i turisti in iniziative di turismo responsabile per scoprire di cosa si tratta, ma anche l’Italia da un altro punto di vista. Ha guidato i partecipanti mano nella mano al di fuori dei sentieri battuti. Ha supportato le piccole realtà con un grande potenziale a mettersi in gioco. Ha dato l’opportunità ai territori di svilupparsi come destinazioni turistiche.

Insomma, è diventato uno strumento di sviluppo locale, di generazione di reti e di co-progettazione. È diventato formazione e supporto, un luogo di incontro. 

Non è sempre tutto facile, alcuni territori sono cresciuti con lui, altri devono ancora capirlo bene. Alcuni sono incuriositi e lo guardano con interesse. Altri sono ancora spaventati dal grande lavoro di coinvolgimento e di organizzazione che richiede. Ma lui va avanti, cercando sempre più di dare un’immagine unitaria ai territori coinvolti.

E dopo tutto questo viaggio insieme, ci prepariamo ad aprire la decima edizione nel 2018 con una grande soddisfazione:

IT.A.CÀ è tra i finalisti degli UNWTO Awards for Innovation in Tourism nella categoria “Non – Governamental Organizations” per aver contribuito in modo innovativo, competitivo e sostenibile allo sviluppo del turismo.

Un traguardo che per il team di IT.A.CÀ è una vittoria. Il riconoscimento di un percorso non facile, di un cammino tortuoso su strade non del tutto conosciute. Su sentieri affascinanti, da immaginare e poi scoprire,  raccontare e far conoscere. 

È la soddisfazione di sapere che l’impegno messo in un progetto partito spontaneamente dal basso, un vero caso di innovazione sociale, venga riconosciuto dall’ente massimo esponente del turismo a livello mondiale. Ci prepariamo ora a partecipare a Gennaio a Madrid, con la nostra storia da portare, senza pretese e con entusiasmo, perché per noi, questo è già un traguardo che vogliamo condividere con tutti i partner, gli amici e supporter del festival che lo hanno reso possibile.

“La meta si raggiunge, quando si pedala insieme”. 

Con questo messaggio da parte di uno dei partner della rete IT.A.CÀ vi salutiamo e vi auguriamo buon viaggio, sempre, fino alla prossima meta. 

Coordinamento IT.A.CÀ Rimini 
Annalisa Spalazzi 

Bike Food Stories | Intervista a Davide Pagani

Cari viaggiatori e care viaggiatrici 

Davide Pagani

oggi nel nostro blog ci trasferiamo a Parma dove Andrea Merusi intervista per noi Davide Pagani, cuoco, gastronomo, accompagnatore turistico e guida ambientale escursionista, che sarà uno degli ospiti dei seminari che si terranno mercoledì 4 ottobre al Palazzo del Governatore di Parma per la V tappa di IT.A.CÀ Parma. Ideatore e fondatore del progetto Bike Food Stories gli abbiamo chiesto di anticiparci qualcosa del suo intervento e di raccontarci cosa è per lui il turismo responsabile.

> L’estate è appena trascorsa e solitamente è il periodo dell’anno dove la gente viaggia e conosce nuovi posti. Ci racconti il tuo ultimo viaggio?

Il mio ultimo viaggio risale all’agosto 2016, quando con un mio carissimo amico (Gianluca Campanella) siamo partiti da Parma e abbiamo raggiunto Santa Maria di Leuca dopo 15 giorni di viaggio in bici. Per un totale di 1005km. Il filo conduttore dell’intero viaggio è stata la SOSTENIBILITÀ: ambientale, alimentare, economica e sociale. Ad ogni tappa siamo andati a conoscere le persone e i produttori locali, i cui valori di rispetto dell’uomo, tutela dell’ambiente e della biodiversità sono per loro principi imprescindibili. In questo modo abbiamo scoperto la cultura territoriale più genuina e nascosta, che non si trova sulle guide turistiche. Per noi le persone che vivono, lavorano e tutelano il territorio sono i veri custodi della cultura gastronomica.

> Al festival IT.A.CÀ Parma presenterai il tuo progetto “Bike Food Stories”, ci puoi anticipare di cosa si tratta e perché hai deciso di realizzarlo?

Molto semplicemente Bike Food Stories si propone di accompagnare in bicicletta i turisti coniugando cicloturismo e conoscenza del patrimonio enogastronomico locale. Tutto questo per scoprire ed “assaporare” lentamente il territorio: quello di Parma, capitale della Food Valley e città creativa della gastronomia UNESCO. 
Ad ogni tour si scoprono i segreti per realizzare i prodotti tipici. Si visitano i luoghi di produzione e, dopo aver pedalato, c’è il giusto “premio” in un locale selezionato per assaggiare i piatti della nostra tradizione approfondendo il tema culturale legato al patrimonio enogastronomico.

Il mio obiettivo è donare al mio “ospite del territorio” un’esperienza concreta, emozioni e ricordi che lo possano legare al nostro territorio, alla nostra cultura gastronomica e alla nostra comunità di persone che, attraverso il loro lavoro artigianale quotidiano ci regalano dei prodotti unici. Il viaggio è inteso come la scoperta e la conoscenza di un territorio a impatto zero per l’ambiente, puntando su un modello di sviluppo turistico che considera il tema della sostenibilità ambientale un valore centrale.

> Quali sono state le difficoltà e quali le soddisfazioni che hai incontrato nel tuo progetto?

La difficoltà più grande è stata quella di capire la strada giusta da intraprendere per realizzare quello che un tempo era soltanto un giorno: ostacoli, burocrazia, ansie e paure. Però oggi, se ci penso, mi viene un po’ da ridere e sono orgoglioso di quello che fino ad ora ho realizzato.
La soddisfazione più grande l’ho avuta quando ho ricevuto le prime e-mail da turisti stranieri che si sono messi in contatto con me usando il form di prenotazione del mio sito www.bikefoodstories.it . In quella occasione mi sono emozionato tantissimo anche se alla fine non hanno accettato il mio preventivo. Però voleva dire che gli sforzi fatti nei due anni precedenti stavano iniziando a dare i loro frutti. 
Altre soddisfazioni ce le ho quando torno a casa rilassato con il sorriso stampato sulla faccia dopo aver accompagnato i turisti in bicicletta e ricevuto il loro grazie per l’esperienza.

> Cosa vuol dire per te viaggiare e cosa significa per te il termine “Turismo Responsabile”?

Mi permetto di citare qui una frase del grande Mario Soldati (primo giornalista enogastronomo) estrapolata da un programma televisivo del 1957

“Che cosa è viaggiare? Viaggiare è conoscere luoghi, genti, paesi. E quale è il modo più semplice, elementare di viaggiare? Mangiando, praticando la cucina di quel paese in cui si viaggia. Perché se voi ci pensate bene, nella cucina c’è tutto: c’è la natura del luogo, il clima, l’agricoltura, la pastorizia, la caccia e la pesca. Nel modo di cucinare, invece, c’è la tradizione di un popolo, la storia, la civiltà!”.

Oltre a questo bellissimo pensiero io voglio aggiungere che oggi nel 2017 il turismo deve essere sostenibile, responsabile, da un punto di vista ambientale. Questo è il problema più grande che dovremmo affrontare da subito. Vi posso garantire che quest’anno, lavorando in bicicletta, mi sono reso conto in prima persona dei problemi legati alla mancanza di acqua nella nostra provincia; l’eccezionale caldo e la siccità; gli improvvisi temporali; la cappa di smog che si può vedere dai nostri appennini verso la Pianura Padana.

Il nostro territorio è decisamente ammalato!

> Cosa ti aspetti dalla partecipazione al festival IT.A.CÀ Parma? Quale messaggio vorresti portare? 

Mi aspetto di poter tessere delle reti con la città di Parma. Dopo più di un anno ammetto che non mi sento integrato completamente con il tessuto sociale ed economico di Parma. Sarei contentissimo di poter incontrare nuovi parmigiani con il quale iniziare nuove collaborazioni. Vorrei consigliare ai parmigiani di ritornare a scoprire il loro territorio dietro a casa perché non sanno che ci sono delle piccole chicche che probabilmente non si aspettano neanche!

Ringraziamo Davide per essere stato con noi e vi aspettiamo per la tappa parmense del primo primo festival in Italia che si occupa di turismo responsabile 😉

Qui per consultare il programma dal 2 all’ 8 ottobre 

Blog IT.A.CÀ
Andrea Merusi
Staff IT.A.CÀ Parma

Nuovi modi di viaggiare nell’anno del turismo sostenbile > Intervista a Cristina Pagetti

Cari viaggiatori e care viaggiatrici 

Cristina Pagetti

tra i numerosi ospiti della tappa di IT.A.CÀ Parma ( dal 2 all’ 8 ottobre) c’è Cristina Pagetti – responsabile italiana di HomeExchange ed autrice del libro “Benvenuto a casa tua” – che sarà tra i protagonisti della giornata di Mercoledì 4 Ottobre e con la quale abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere in anticipo, che vi proponiamo di seguito. 

> Leggendo la sua biografia la prima cosa che mi ha colpito e mi ha dato lo spunto per iniziare l’intervista è questa, come ha fatto una laureata in informatica a diventare la referente italiana di Home Exchange?

La passione per la scrittura innanzitutto che mi ha sempre accompagnato e – ovviamente – quella per i viaggi che mi ha permesso di avvicinarmi a questo meraviglioso mondo dello scambio casa, diventandone quasi subito la referente italiana.

> Domanda che sicuramente le hanno già fatto in molti, quanti scambi di casa ha fatto?

(Ride) Dopo il quindicesimo ho smesso di contarli ma direi oltre venti, più di uno all’anno.

> Il posto che le è piaciuto di più tra quelli che ha visto, almeno fino ad ora, e la meta del suo prossimo viaggio?
Ce ne sono molti, però direi la California per i paesaggi incantevoli, il Portogallo per i contatti umani intessuti e poi Londra in cui sono andata con i miei figli per 3 settimane vivendola appieno fino a sentirci parte integrante di questa straordinaria città che ha così tanto da offrire.

Per quanto riguarda il mio prossimo viaggio è ovviamente già organizzato, a Dicembre andrò a Palermo, città che ho già visitato, ma che sono curiosa di rivedere visto che nel 2018 sarà città italiana della cultura e mi hanno detto esserci molto fermento intorno a questo evento.

> Un episodio “particolare” che le è capitato con lo ScambioCasa e che difficilmente sarebbe stato possibile viaggiando in modo, per così dire, tradizionale?

In Finlandia dove i vicini di casa mi hanno ospitato a cena e – sapendo che nella vita sono insegnante – hanno pensato di portarmi a visitare una scuola.

> Perché consiglierebbe lo Scambio Casa come modalità di viaggio?

Perché è semplicissimo entrare a far parte della nostra Community, basta infatti collegarsi al sito e creare il proprio profilo e poi si può iniziare immediatamente a cercare scambi di viaggio. E poi è un modo davvero diverso di viaggiare sentendosi a casa anche quando si è lontani da casa, immergendosi pienamente in una cultura diversa dalla nostra – o anche uguale – ma vivendola con gli occhi delle persone del posto e non con quelli del turista “mordi e fuggi”.

Ringraziamo Cristina per l’intervista e vi diamo appuntamento a Parma dal 2 all‘ 8 Ottobre per la terza edizione parmigiana di IT.A.CÀ – Festival del turismo responsabile > Consulta il Programma

Blog IT.A.CÀ 
Elena Bocciarelli
Team IT.A.CÀ Parma 

Il turismo? Responsabile | Arriva il festival IT.A.CÀ nel Monferrato!

Martedì 19 settembre. Per fare turismo oggi bisogna ampliare gli orizzonti riscoprendo le proprie risorse e proiettandole in un futuro sostenibile. Se tale concetto si potesse tradurre in un’immagine o un luogo monferrino, certamente il giardino e il panorama che si gode da Villa Il Cedro di Ponzano sarebbe uno dei più indicati per esprimere questo pensiero. E non a caso sabato scorso è stato proprio l’orizzonte sconfinato sul mare di colline visibili da “Il Cedro” ad ospitare il lancio di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile che percorrerà il Monferrato, dall’astigiano al casalese, fra il 20 e il 22 ottobre 2017 portando riflessioni, degustazioni, camminate ma soprattutto la voglia di prendere coscienza sulla dimensione “ecosostenibile” del turismo nel nostro territorio. 

Max Biglia, instancabile promotore di iniziative in Monferrato ha dapprima illustrato la nascita dell’idea chiamando con sé a presentarla il giornalista e redattore de Il Monferrato Alberto Marello. È nato un pomeriggio di interventi ma anche di suggerimenti per programmare il turismo in Monferrato. 

«Ponzano ad esempio è cambiato grazie allo sviluppo turistico, economico e all’impegno sociale proponendo manifestazioni che non esistevano ed in particolare la giornata di Giardini Aperti presso le cinque dimore inserite nel circuito», ha precisato il sindaco di casa Paolo Lavagno, portando i saluti iniziali e dando già l’appuntamento al 7 maggio 2018 per la riapertura dei giardini in fiore delle ville antiche del paese. Ma il Monferrato – ormai si sa – è pieno di perle da conoscere ma servono «alleanze identitarie», come spiegato dall’assessore al turismo di Casale Monferrato Daria Carmi. «La nostra scommessa passa attraverso la collaborazione fra pubblico e privato», ha aggiunto Carmi invitando i monferrini a stupirsi, a lasciarsi andare alla curiosità e a «togliere la polvere della retorica»

«Le singole iniziative messe in campo sono una ricchezza ma con un coordinamento», ha aggiunto il consigliere provinciale Federico Riboldi lanciando l’invito a creare in ogni paese «percorsi culturali all’aria aperta». Poi prima dell’entrata in scena degli attori del Faber Teater con lo spettacolo quanto mai abbinato di “Emigranti”, in tanti hanno illustrato i momenti del festival IT.A.CÀ. 

Il programma, presentato in modo dinamico e con numerosi e brevi interventi dei protagonisti coinvolti attivamente nei singoli appuntamenti, prevede l’apertura di venerdì 20 ottobre affidata al borgo di Portacomaro, dove la Bottega del Grignolino ospiterà un pomeriggio ricco di momenti. Dalle 15 si parlerà di colture biologiche e di Grignolino, il vino simbolo del territorio, per continuare con le emozioni della cerca del tartufo al chiaro di luna e con la possibilità di conoscere in diretta vini biologici naturali presso la locale Casa dell’Artista. Sabato 21 ottobre ci si sposta fra Ponzano e il vicino Santuario di Crea dove, nella sede firmata Unesco del Parco del Sacro Monte di Crea, vi saranno interventi sull’ambiente, il territorio e il turismo dolce. Il pomeriggio sarà assai pratico e all’insegna delle tradizioni: a Mombello, nella verde conca della Valcerrina, si terrà una camminata naturalistica che celebrerà l’antico rito della “Curmà”, il gustoso e conviviale ritrovo che è solito ristorare i vendemmiatori dopo le fatiche della vendemmia. Un’opportunità di scoperta dei paesaggi monferrini ma anche di testare la merenda sinoira improntata sulla storica tradizione della Curmà, il tutto con un tocco teatrale e scenico. Il Castello dei Paleologi, nel cuore della città di Casale Monferrato, farà da scenario per la giornata finale di domenica 22. 

Dopo un inizio “su due ruote”, grazie alla pedalata che porterà sulle rive del Po, fra collina e pianura, alcuni incontri porteranno il pubblico a conoscere progetti artistici sostenibili fra vigne e risaie ma consentiranno di incontrare i giovani produttori vitivinicoli, conoscere l’autentica “dispensa monferrina”, curiosare fra le soluzioni architettoniche per l’ecoturismo e, prima di cedere alle tentazioni della “Merenda del Contadino”, chiacchierare con la scrittrice Fioly Bocca

Giorgio Conte

Gran finale al teatro Municipale di Casale, in serata, con “Sconfinando”, spettacolo dall’eloquente titolo, che porterà azioni teatrali e canzoni di e con Giorgio Conte e Alessandro Nidi. A precedere il festival sarà anche una “caccia fotografica” che si svolgerà il 1° ottobre a Rosignano nell’ambito di “Vendemmia in Arte” e che permetterà di creare fotografie che rappresentino al meglio i principi dell’accoglienza secondo il metodo Licet ® (legate alla cultura locale, innovative ed originali, competitive e corrette, ecologiche e attente a tutelare le persone).

Saranno dunque giorni intensi e di eventi trasversali che, forse, hanno come maggior obiettivo quello di diventare punto di partenza per ulteriori sviluppi di turismo responsabile, quell’attività di cui – si mormorava fra il folto pubblico di sabato scorso – il territorio ha bisogno.

Gli eventi in programma sono promossi da La Confraternita degli Stolti.
Scarica Articolo > Articolo Giornale
Qui trovate il programma completo.

Buon viaggio come sempre 😉

IT.A.CÁ Rimini FUORI PORTA | Alla scoperta del territorio romagnolo

Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino.
(Jean Giono)

Care lettrici e cari lettori,

per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”, oggi solleticheremo la vostra voglia di indossare comode scarpe da ginnastica e di seguirci nelle emozionanti escursioni fuori porta, a piedi e in bici, che IT.A.CÀ – Festival del turismo responsabile ha in serbo per voi!

Si parte andando alla scoperta dei borghi e delle incantevoli montagne in Alta Valle Marecchia, come il Monte della Zucca o il Monte dei Frati e Ripa della Luna nel primo fine settimana (15-17 settembre), o come i Monti Aquilone, Fumaiolo e Carpegna nel secondo fine settimana (23-24 settembre).

Fiume Marecchia

In alternativa, il 16 settembre lasciatevi incantare dalla rocca di Maioletto, in Valmarecchia, che domina dall’alto il fiume e la vallata circostante. Andremo alla scoperta della sua storia e delle sue leggende al tramonto, in un’atmosfera suggestiva, dopo esserci ristorati con un aperitivo in agriturismo a base di prodotti locali.

Il tuffo nel passato continua il 17 quando, durante la passeggiata “La Covignano sparita” (organizzata all’interno del progetto “Covignano Open Park”), vi mostreremo foto storiche dei luoghi che visiteremo, come il convento Trecentesco dei Gerolimini del colle Paradiso, l’Abbazia di Santa Maria Annunziata Nuova di Scolca, villa Ruffi e il Convento delle Grazie, per apprezzarli nella loro antica veste.

In occasione della festa “I frutti antichi d’Italia si incontrano a Pennabilli”, il 23 settembre vi proponiamo un doppio appuntamento serale e notturno presso il Museo Naturalistico del Parco Sasso Simone e Simoncello: una passeggiata dedicata ai bambini (e alle loro famiglie) per avvicinarsi ai suoni e odori del bosco, accompagnata da favole della buonanotte nella natura, e una passeggiata notturna alla scoperta dei borghi abbandonati su antiche strade che raccontano storie di contadini, eremiti, viandanti e condottieri.

Cammino del Bonromeo

Un percorso intriso di spiritualità è il Cammino di San Francesco in Valmarecchia, durante il quale, in due giorni (23-24 settembre) di trekking, visiteremo gli stessi luoghi che il santo attraversò più volte lungo la Valmarecchia e i suoi panorami mozzafiato: il fiume, le aspre rupi e i borghi fortificati che sorgono su di esse.

Per l’ultimo tra gli itinerari a piedi che vi proponiamo, il Cammino del Bonromeo, si parte, il 24 settembre, da Montegrimano e, percorrendo l’antico sentiero panoramico in cui il vostro sguardo estasiato potrà spaziare dal mare al crinale appenninico e alle catene del Montefeltro sul quale si ergono, in parte, chiese e castelli, si giungerà all’interessante borgo di Montecerignone.

Parco naturalistico Sasso Simone e Simoncello

Per gli appassionati e gli irriducibili della bici, il 23 settembre percorreremo il lungomare di Rimini, attraversando il porto e il Borgo di San Giuliano fino al centro storico di Rimini. Infine, il 24 settembre, due “biciclettate”: il percorso naturalistico lungo il fiume Marecchia, fino al raggiungimento di un’oasi naturalistica, o l’itinerario della memoria che, passando attraverso Mutonia, ripercorre i luoghi della resistenza a Santarcangelo, esattamente nel giorno della sua Liberazione (Radio 100 passi seguirà l’evento).

Santarcangelo di Romagna

Vi aspettiamo per esplorare questi suggestivi territori: buone passeggiate 😉 
Qui trovate il programma completo.

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CA”
Valeria Lamanna
Tirocinante presso CAST – Centro di Studi Avanzati sul Turismo
Staff IT.A.CÀ Rimini

IT.A.CÀ fa tappa di nuovo a Rimini | 16 – 24 settembre 2017

Un nuovo appuntamento con il Festival Italiano del Turismo Responsabile.

Torna a Rimini il Festival del turismo Responsabile, con un ricchissimo programma nel mese migliore per la scoperta: settembre.

Porto di Rimini

Per il terzo anno, il Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) del Campus di Rimini, Università di Bologna, coordina l’edizione riminese del Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ – Migranti e Viaggiatori, il primo e unico festival in Italia che da 9 anni si occupa di turismo responsabile e innovazione turistica. Dopo aver attraversato con successo Bologna, Ferrara, Padova e Ravenna, dal 16 al 24 Settembre farà tappa a Rimini in un intenso viaggio alla scoperta del territorio riminese e del suo entroterra.

Dopo il successo della scorsa edizione, che ha registrato più di 600 visitatori, con ben 14 eventi in programma durante i 6 giorni della manifestazione e il coinvolgimento di 31 partner organizzatori, Rimini si prepara ad ospitare 9 giorni di workshop, laboratori, tavole rotonde, incontri culturali, itinerari a piedi e in bici, cene a tema e molto altro ancora, per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e sostenibile.  

“Rimini è una città ricca di storia e di affascinanti scorci che sta valorizzando il proprio passato, guardando al futuro e al legame tra mare, città ed entroterra” spiega Annalisa Spalazzi, Coordinatrice IT.A.CÀ Rimini “un territorio che vuole far scoprire le sue sfaccettature e che quest’anno vuole presentarsi ai visitatori nella sua veste di inizio autunno, tra i paesaggi incantati delle sue valli, il fascino del mare di settembre e l’imponenza culturale del suo paesaggio urbano”.

Immagine del festival “A passo d’uomo”

Con queste premesse, proprio a Rimini verrà ospitato, durante il festival, il Green Destination Day Italy in cui le realtà locali e nazionali si confronteranno sullo sviluppo delle destinazioni green, trasformando la città, il 22 settembre, nel centro di attrazione per la community delle destinazioni sostenibili in Italia.

Il turismo responsabile invaderà il territorio romagnolo con numerosi itinerari a piedi tra Val Conca e Val Marecchia, andando dalle escursioni nelle terre di confine, al trekking al tramonto sulla rupe di Maioletto, passando per il cammino del Borromeo. A Pennabilli, le escursioni in serale sono invece dedicate alla scoperta del bosco con una doppia proposta per adulti e per bambini. E per i più avventurosi, il 23 e 24 si percorreranno i 46 km del Cammino Francescano in Valmarecchia.

Non mancheranno gli itinerari in bicicletta sia in città che lungo il Marecchia, e una speciale pedalata per la liberazione di Santarcangelo ci porterà ad attraversare Mutonia, tra la scoperta delle comunità e della memoria così come il primo raduno di bici elettriche della Romagna.

Tra gli eventi in città, ogni sera esperti del settore e viaggiatori si confronteranno alla scoperta del turismo in tutte le sue sfaccettature,dal commercio equo e solidale al caffè letterario che mette a confronto i diversi approcci al turismo responsabile e sostenibile. Non mancheranno i racconti delle guide escursionistiche dell’Appennino; le esperienze dei travel blogger condivise durante aperitivi interculturalità, le tavole rotonde sui temi del turismo per anziani con i nipoti e sostenibilità del lavoro nel turismo.

Un’intera giornata sarà dedicata a laboratori sulla scrittura di un progetto di cooperazione internazionale e un workshop internazionale sulla cucina come strumento di integrazione. E ancora, gite in barca per pulire il mare, itinerari urbani per un calendario di 30 eventi.

Tutti gli eventi, saranno coinvolti da un contest, la Nove Rocche – la terra viva, una sfida fotografica per lanciare un innovativo progetto, per promuovere il turismo storico e culturale locale  (qui trovate le info per partecipare)

I trekking dell’associazione “Umana Dimora Rimini”

L’edizione riminese rientra tra le iniziative riconosciute a livello mondiale per l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo, dichiarato dalle Nazioni Unite, un riconoscimento importante  per la rete locale di IT.A.CÀ, impegnata nella valorizzazione del territorio.

Fino al 30 agosto sarà attiva una campagna di crowfunding sulla piattaforma di Eticarim per sostenere e supportare il festival con donazioni volontarie.

Scarica il comunicato stampa > COMUNICATO STAMPA IT.A.CA Rimini 2017

Tutti gli eventi sono a ingresso libero 

Programma dettagliato

IN COLLABORAZIONE CON
Piano Strategico Rimini Venture, Campus di Rimini, Il Ponticello Trekking Viaggi, A.I.T.R. – Associazione Italiana Turismo Responsabile, Più di 1000 – escursioni in Appennino, Il Palloncino Rosso, Seninter, PachaMama Commercioequo Rimini, Loving Hut Vegan Cafe, Spiaggia Marina Centro, Educaid onlus, RIU, Bar Lento, LaDirce, Dimoraenergia Lab, Cgil Rimini, Ass. Rione Montecavallo, Angolo Divino, Rimini Sparita, Adarte, Ass. Pedalando e Camminando/Fiab Rimini, Alberghi Tipici Riminesi, GreenDestinations, Comune di Santarcangelo di Romagna, Mutonia – Mutoid Waste Company, Anpi Santarcangelo Di Romagna, Chiocciola la casa del nomade, Museo Naturalistico di Pennabilli, Ceas, Centro visite, A passo d’uomo festival, Umana Dimora Rimini, Climate-KIC Italy, Mani Tese Rimini, Sunflower Beach Backpacker Hostels & Bar Rimini, Rimini Innovation Square,. Legambiente Santarcangelo di Romagna, Sir Fun Rimini, Grotta Rossa, Cooperativa Cento Fiori, Radio cento passi – voci libere, Newdada

CON IL PATROCINIO DI
MiBACT, Regione Emilia-Romagna, UNESCO , Fondazione UniVerde, 
Campus di Rimini , Comune di Rimini, Comune di San Leo  Comune di Santarcangelo, Comune di Novafeltria, Comune di Santagata Feltria, CAI Sezione Rimini, LAGAP.

IL FESTIVAL É COORDINATO A RIMINI DA:
Center for Advanced Studies in Tourism – CAST

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
annalisa.spalazzi2@unibo.it | valentina.porrazzo@virgilio.it

Scarica il comunicato stampa di IT.A.CÀ Rimini > COMUNICATO STAMPA IT.A.CA Rimini 2017

Turismo Sostenibile per lo sviluppo: destinazione IT.A.CÀ | Abbiamo bisogno del contributo di tutti voi!

Siate affamati, siate folli
[ Steve Jobs, Discorso all’Università di Stanford, 12 giugno 2005 ]

ABBIAMO BISOGNO DI TE – CON UNA DONAZIONE AIUTI IL FESTIVAL IT.A.CÀ A CRESCERE E A CONTINUARE IL SUO VIAGGIO!

L’appuntamento della tappa di Rimini questo anno sarà dal 16 al 24 settembre 2017, l’edizione più lunga e ambiziosa che prevede anche, per la prima volta, un evento di rilevanza internazionale: il Green Destinations Day Italia. Questa sarà l’occasione per mettere insieme tutti gli attori del turismo e non solo: imprenditori, settore pubblico, studenti e tutti i residenti sono invitati a discutere nuove idee per rendere Rimini la destinazione green d’Italia!

In tutti questi anni, grazie al lavoro di divulgazione sul tema, il Festival IT.A.CÀ è diventato un vero e proprio network, una piattaforma d’innovazione sociale, grazie alla quale moltissime associazioni, comunità, ONG, strutture ricettive, enti, consorzi e imprese hanno potuto intrecciare reti di collaborazione e co-progettazione attiva e partecipata, con la finalità di promuovere una migliore, equa e solidale fruizione del territorio e delle sue risorse.

Il Festival, autofinanziato dalle realtà che ne fanno parte, cerca un supporto per crescere nel territorio e diventare motore di sviluppo del turismo sostenibile per residenti e turisti riminesi e dei comuni delle Valli Marecchia e Conca.

Abbiamo pertanto bisogno della tua preziosa donazione per trasformare questa ambizione in realtà!
Tra le attività per le quale abbiamo bisogno del tuo aiuto sono:

> Stampa di tutto il materiale promozionale (locandine, flyers, programma) da distribuire in città e comuni riminesi, per far conoscere il festival e diffondere sul territorio i valori del turismo responsabile.

> Coprire le spese di viaggio di importanti relatori che verranno a Rimini per condividere le loro conoscenze e ispirare la trasformazione del turismo nella nostra provincia.

> Incentivare i volontari che aiuteranno durante il festival, come una cena di chiusura del festival

Ogni donazione riceverà un piccolo souvenir in omaggio come ringraziamento durante il Festival! 

Per donazioni superiori a euro 300 ci sarà inoltre come premio il soggiorno in una delle strutture parte della rete del festival in Romagna!

Ti ringraziamo per il tuo importante contributo
e aiutarci a far crescere il Festival 😉 
Ti aspettiamo dal 16 Settembre per celebrare il turismo responsabile!

Qui trovi le info per donare > Campagna di crowdfunding IT.A.CÀ Rimini

Un questionario per conoscere meglio il mondo dei viaggiatori e migliorare il nostro festival

APPUNTI DI VIAGGIO
Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, 
ma noi uomini abbiamo le gambe,
non le radici, e le gambe sono fatte per andare oltrove.
Pino Cacucci 

La 9°edizione del festival non è ancora finita, ma stiamo già organizzando IT.A.CÀ 2018.
Come sarà il festival l’anno prossimo? In quali città si svolgerà? Quali i temi su cui si focalizzerà e quali ospiti d’eccezione racconteranno le loro avventure? Contiamo su di voi per rispondere a queste domande, perchè da soli si arriva prima ma insieme si va più lontano!

Questo piccolo sondaggio, che vi prenderà meno di 3 minuti, è stato elaborato insieme agli studenti e studentesse del Master in Enogastronomia e Ospitalità dell’Università di Bologna.
Si tratta di 13 semplici domande.

Siamo convinti che le vostre risposte siano importanti per definire la prossima edizione di IT.A.CÀ.
Anche perchè sarà quella dei 10 anni. Quelli del viaggio di Ulisse per tornare a Itaca, per intenderci.

Contribuite assieme a noi a dar vita alla prossima edizione.
Sarà ancora più bello ritrovarsi per festeggiare questo importante anniversario insieme!

Qui trovate il link del questionario > https://itac1.typeform.com/to/Ofbgs2

Grazie a tutti/e viaggiatori e viaggiatrici contemporanei che vorrete darci una mano: intanto vi lasciamo in compagnia delle bellissime parole del grande Bergonzoni ospite nella scorsa edizione del nostro festival 😉

 

 

Eventi

Living Labs Turismo Responsabile

Il format sarà quello dei laboratori aperti gestiti da un moderatore esperto in turismo responsabile tra gli associati AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile). Si lavorerà su dei casi pratici riguardanti il territorio riminese per fornire un terreno di lavoro di esempio per elaborare proposte innovative. I temi verranno proposti sotto forma di “challenge” specifiche su macrotemi.

4 tavoli paralleli con la medesima struttura:

9.00 – 10.00 > Presentazione di alcune buone pratiche sul tema del tavolo di discussione
10.00 – 13.00 > Laboratorio progettuale di confronto tra i partecipanti e i portatori delle buone pratiche.

Ad ogni tavolo, il coordinamento di un facilitatore della Scuola AITR esperto di turismo responsabile: Sergio Fadini, Daniela Campora, Pina Sardella e Roberto Dati.

Come risultato dovremmo avere delle proposte/attività per il territorio come risposta ai problemi dello stesso.

  •  Pacchetti integrati mare-valli e mobilità soft sulle vie green

Caso:  Collegamento della riviera con le valli attraverso le ciclo-vie, percorsi fluviali, ferrovie dismesse. Opportunità di sviluppo di itinerari verdi

Target: 20 partecipanti

  • Turismo accessibile, sviluppare le opportunità per il turismo sociale

Caso:, come coordinare gli attori del territorio del mondo sociale e del turismo per l’innovazione di processo sociale, invito alle diverse associazioni e a membri del comune che si occupano dei temi turismo e sociale.

Target: 20 partecipanti

  • Ridurre l’impatto dei rifiuti degli alberghi: [da definire]

Caso:  come ridurre impatto ambientale e essere più efficiente (energie rinnovabile, gestione rifiuti e spreco, risparmio acqua), indicatori, buone pratiche.

Target: 20 operatori  

  • Bagni Sostenibili

Caso: laboratorio per operatori di spiaggia e associazioni al fine di trovare pratiche “soft” di sostenibilità da proporre durante l’anno successivo (laboratori riciclo, ecc)

Target: 20 operatori di spiagge

13.00 – 14.30 Buffet prodotti tipici (sardoncini, piade, cozze e vino)

Feedback e risultati dei 4 laboratori, brainstorming e condivisione.

 

L’opportunità del turismo di comunità in Italia come motore di sviluppo locale

L’incontro/seminario intende fare il punto sullo sviluppo del fenomeno del turismo di comunità in Italia. Un fenomeno nato e sviluppatosi prevalentemente in Paesi in via di sviluppo, ma che sta mostrando recentemente una certa vivacità anche nel nostro Paese.

Aperto a professionisti del settore, amministratori e a chiunque voglia approfondire a diverso titolo il tema, l’incontro vuole essere l’occasione per un confronto tra diverse realtà nazionali (cooperative, associazioni, imprese, ecc.) che stanno cercando di utilizzare la leva turistica in maniera partecipativa, al fine di innescare circuiti virtuosi di sviluppo soprattutto in aree rurali economicamente fragili e a rischio marginalizzazione sociale o quale volano di valorizzazione e rilancio dello sviluppo locale (su basi nuove, maggiormente responsabili e/o sostenibili) in aree di più lunga tradizione turistica.

Intervengono:

Marco Tamarri, Coordinatore del tavolo per il Turismo dell’Appennino Bolognese
Oreste Torri, Cooperativa Valle dei Cavalieri (RE)
Simona Magliani, Cooperativa I briganti di Cerreto (RE)
Andrea Daprà, Progetto turismo di comunità Val di Fiemme (TN)
Riccardo Stocco, Cooperativa Scherìa (CZ)
Chiara Patelli, Cooperativa L’Innesto (BG)
Cinzia Ferraresi, Cooperativa 00 Laghi (PR)

Introduce e modera Stefano Spillare, Università di Bologna

Info > http://www.aitr.org/turismo-di-comunita/ | http://www.legacoop.coop/cooperativedicomunita/

A cura di Stefano Spillare, Università di Bologna

Sentieri che uniscono: la cooperazione internazionale dialoga con l’economia solidale

ANNULLATO EVENTO 

Il convegno “Sentieri che uniscono” vuole approfondire la relazione tra cooperazione internazionale ed economia sociale e solidale (ESS) ponendo l’attenzione su buone pratiche di turismo responsabile, a partire dalle esperienze progettuali e di ricerca delle organizzazioni non governative: COSPE Onlus e Nexus E-R e coinvolgendo altri attori interessati a promuovere la conversione ecologica dell’economia e della gestione delle risorse attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e sociale dei territori.

Il convegno è un’occasione di incontro tra istituzioni, operatori dell’economia sociale e solidale e operatori turistici per discutere di pratiche di turismo sostenibile come forme di economia sociale e della necessità di una progettazione comune verso un uso più responsabile dei territori, una migliore integrazione tra turisti e residenti e un’equa distribuzione dei benefici economici del turismo.

Intervengono:

Sandra Pareschi, Nexus E–R
Rosetta Gradeci, COSPE Onlus
Roberto Cerrina, Overseas

Introduce e modera Giorgio Menchini, COSPE Onlus