Si è conclusa la XII edizione on-line del festival IT.A.CÀ 2020

Dopo un mese di eventi on-line, il festival chiude la prima parte della sua XII edizione per rilanciare nei prossimi mesi una nuova stagione di incontri ‘live’ che partirà ad agosto.

Si è conclusa la prima parte dell’edizione online di IT.A.CÀ, organizzata come sempre dalla rete del Festival, composta da oltre 700 realtà nazionali e internazionali e che ha visto il coinvolgimento delle 21 tappe organizzatrici per 11 regioni italiane. 

Senza voler abbandonare il format classico della manifestazione (ovvero gli eventi ‘live’) la rete di IT.A.CÀ ha scelto di raccontare il tema 2020 – la BIODIVERSITÀ – con una prima parte di edizione totalmente online, per non perdere l’occasione di affrontare con tempestività, in un frangente complesso come quello dell’emergenza Covid-19, l’approfondimento sul discorso e sulle buone pratiche di responsabilità e sostenibilità applicate al viaggio, al fine di immaginare nuovi paradigmi di vita.

Ora più che mai, i princìpi e i valori di IT.A.CÀ si sposano con la necessità di produrre un cambio concreto nelle abitudini dei viaggiatori dove i cammini, il turismo lento, le aree interne e le comunità locali sono una concreta via d’uscita per tornare a viaggiare in sicurezza e con il piacere di scoprire le bellezze naturali del territorio. E la scelta di svolgere online questa prima parte di festival si è rivelata vincente: sono state quasi 2 milioni e mezzo gli utenti raggiunti dai contenuti del festival, mentre le visualizzazioni uniche alle dirette e ai video sono state più di 40.000 a riprova di un interesse genuino per tematiche sempre più attuali, specialmente in un anno come questo.

Insieme agli oltre 160 esperti del settore turistico che hanno partecipato al festival (tra cui istituzioni, formatori, ricercatori e divulgatori scientifici, esperti di marketing e management turistico, scrittori, esperti di mobilità sostenibile, ideatori di itinerari, camminatori, guide escursionistiche, cooperanti nell’eco-turismo ecc.) si è discusso, tra le altre cose, dell’importanza della tutela e della valorizzazione delle aree interne del nostro Paese, lontane dai circuiti di massa, e ricche di una straordinaria biodiversità paesaggistica e climatica, nonché culturale; dell’impatto dell’uomo sull’ambiente e della fondamentale rilevanza che hanno i nostri mari e i nostri oceani, per mantenere in equilibrio il mondo e ricordare che dalla loro salute dipende anche quella di tutti gli esseri viventi. 

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Il Festival è stato anche un prezioso momento di confronto e di formazione su green economy, green management, educazione ambientale e sul turismo accessibile, e si è parlato anche della crescita di un settore, quello del turismo outdoor, a strettissimo contatto con la natura, in grado di utilizzare le specificità geologiche dei luoghi che ci accolgono, immergendo il viaggiatore in alcune delle più belle, e spesso meno note, zone d’Italia: turismo lento (mobilità dolce) e turismo all’aria aperta, ovvero un turismo a impatto zero per esperire in modo sostenibile territori unici e intatti, preservati dalla voracità del turismo di massa. Un esempio su tutti è il ruolo dei Cammini in Italia, ora più che mai volano per la ripartenza dell’economia nazionale legata al turismo post-Covid19. I Cammini inoltre non solo portano i viaggiatori in zone meravigliose e poco conosciute permettendo loro di fare una vera esperienza nella natura, ma sono anche uno strumento per promuovere il dinamismo del protagonismo femminile in ambiti diversi che condividono un identico impegno: ridurre, passo dopo passo, la marginalizzazione delle donne nella nostra società.

Ed è su questa linea che si sta muovendo la rete di IT.A.CÀ, che a partire da agosto intende accogliere i turisti e i viaggiatori nei territori delle varie tappe del festival con eventi a numero ridotto: cammini, trekking urbani, itinerari in bicicletta, presentazioni e molto altro, sempre nel rispetto delle norme sanitarie nazionali vigenti, per dare un messaggio di ripresa reale da questa crisi economica che sta attraversando il nostro paese. 

“L’emergenza Covid-19 ci ha fatto mancare la gioia del contatto fisico e dell’esperienza diretta sul territorio, ma questa prima parte dell’edizione 2020 del festival, ci ha permesso di raggiungere un pubblico davvero vasto e unire ancora di più la rete nazionale – dichiara Pierluigi Musarò, Direttore di IT.A.CÀ – In tutte le crisi si nasconde anche un’opportunità, e per noi è stata quella di farci ascoltare da una audience ancora più grande su tematiche particolarmente attuali come queste. Ora siamo pronti a preparare il terreno anche per i primi eventi dal vivo!”.

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Foto del video–racconto presentato il 28 giugno “sulle orme di Renata Fonte”: un sentiero nel Parco Regionale di Porto Selvaggio in Salento.

VI LASCIAMO IN COMPAGNIA DI ALCUNE IMPORTANTI DICHIARAZIONI SUL FESTIVAL

• PAOLA BONACCORSI, sottosegretaria di Stato del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo – Mibact

Accolgo con favore l’appello lanciato da AMODO, l’Alleanza per la mobilità dolce, che contiene un lungo decalogo di proposte condivisibili per un turismo più responsabile e meno impattante. Si tratta di richieste che possono essere messe in campo in questa fase 2, di riapertura e rilancio del Paese.  Come Mibact – e in particolare come Sottosegretaria al Turismo – da tempo siamo impegnati per un rilancio robusto della nostra offerta turistica in chiave sempre più sostenibile, che tenga conto della fragilità del nostro territorio, delle sue peculiarità, del rispetto delle comunità. Lo stiamo facendo attraverso una serie di bandi per i nostri borghi, sostenendo il turismo dei Cammini, promuovendo il turismo di prossimità, sempre più connesso alla natura e alle attività all’aperto. Credo sia necessario, dunque, proseguire su questa strada, verso uno sviluppo del turismo slow, che potrà rappresentare un modello di sviluppo per i prossimi decenni.

• ANNA DONATI,  portavoce AMODO: Alleanza Mobilità Dolce

La partecipazione della Alleanza Mobilità Dolce al Festival IT.A.CÀ 2020 online, sono stati uno stimolo importante per incontrare nuove esperienze ed idee, per ragionare del futuro del turismo e del viaggio slow, proprio oggi che la giusta distanza legata alla pandemia impongono un ripensamento del turismo di massa. Una riflessione che ha coinvolto anche il futuro dei borghi e delle aree interne come un progetto necessario per vivere e lavorare in territori fino ad oggi marginali. Idee per il futuro del nostro Belpaese che hanno incontrato un positivo riscontro anche della sottosegretaria al turismo del Mibact Lorenza Bonaccorsi, con la speranza che ora si traducono in realtà concrete da vivere.

• PAOLO PIACENTINI, Presidente Nazionale FederTrek Escursionismo e Ambiente, rappresentante Mibact – Membro comitato scientifico del festival 

Ritengo molto interessanti le riflessioni di carattere generale scaturite da un’edizione del Festival che purtroppo non ha potuto vivere il contatto vivo con i territori. Per alcuni versi il collegamento a distanza ha reso possibile il coinvolgimento di una platea più vasta di attori che a vario titolo si occupano di turismo sostenibile. Le idee su come ripartire nel dopo COVID, hanno trovato spazio nel dibattito pubblico animato dal Festival incontrando, in modo virtuale, le proposte del mondo dei Cammini e del turismo attivo. Insomma un’edizione del Festival virtuale ma come sempre ancorata fortemente all’attualità del dibattito pubblico.

• CLAUDIA LUPI, Ricercatrice di Paleontologia e Palecologia del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Pavia, Membro comitato scientifico del festival

Grazie al festival è stato possibile aprire ancora una volta un dialogo tra cittadini e accademia sui temi di ricerca della salvaguardia della biodiversità del nostro Pianeta. La tappa Pavia e Oltrepò pavese ha cercato attraverso la sua rete di porre l’accento sull’importanza della tutela della biodiversità marina, vegetale e animale proponendo non solo appuntamenti culturali ma tentando un trasferimento di conoscenze e buone pratiche anche agli amministratori locali. Il festival si conferma come un’occasione unica di riscoperta delle bellezze e delle unicità del territorio italiano.

• CORRADO DEL BÒ,  Professore Associato di Filosofia del Diritto presso il Dipartimento Cesare Beccaria dell’Università Statale di Milano, Membro comitato scientifico del festival

Il Covid-19 ha reso evidente quanto pesa, in termini di vantaggi e svantaggi, il turismo su certe realtà. Senza turismo certe realtà muoiono di inedia, con troppo turismo quelle stesse realtà muoiono di indigestione.

Trovare il punto di equilibrio non è semplice, ma va fatto. Pensare di tornare allo status quo ante non è infatti meno dannoso della paralisi del comparto, seppur per altre ragioni, meno evidenti e per questo meno intuitive. Occorre cambiare approccio e prendere atto del fatto che il turismo è un’industria pesante, il cui impatto non può essere mitigato dalla buona volontà dei singoli turisti, ma richiede una riflessione di carattere sistemico.

• EMILIO MANCUSO,  Biologo marino e divulgatore scientifico dell’Istituto per gli Studi sul Mare

Felicissimo della partecipazione al festival poiché profondamente convinto che il turismo eco-compatibile e responsabile possa avere un’importanza cruciale nella corretta gestione dei territori costieri, degli ecosistemi che lì sono presenti e di conseguenza delle comunità biologiche che nel nostro Mediterraneo e nei mari del mondo sono presenti. La corretta gestione e conservazione passano per forza da una corretta conoscenza e consapevolezza del valore dei nostri mari e questa conoscenza può essere veicolata alla società civile proprio attraverso l’esperienza diretta e l’osservazione sul campo. Tutto questo può portare a riequilibrare il nostro rapporto con le creature dei mari, anche quelle che storicamente si portano dietro una pessima reputazione come gli Squali, che invece abbiamo visto essere animali preziosissimi, fortemente minacciati nonostante siano di cruciale importanza per la sopravvivenza di intere comunità biologiche. Speriamo quindi di aver seminato bene in favore dei nostri mari, e del nostro futuro che ricordiamo essere indissolubilmente legato alla salute dei nostri mari.

• SARA MONTE, Coordinatrice IT.A.CÀ Anfiteatro Morenico – Ivrea, Associazione Fabrika

Siamo felici e orgogliosi di far parte di questa rete che abbraccia terre italiane di tutte le latitudini e con la quale abbiamo sentito un’immediata corrispondenza di intenti e di sentire. Nonostante la limitatezza espressiva del mezzo digitale, la rete IT.A.CÀ è riuscita a far incontrare persone e a fornire contenuti ricchi, dando prova di ampie competenze e di grande spirito comunitario. Riteniamo questo nostro esordio digitale una importante opportunità, che ci ha permesso di dare un assaggio del nostro territorio, a molti sconosciuto, e allo stesso tempo ci ha permesso di (ri)attivare un primo nucleo locale di associazioni e istituzioni (due i patrocini già ottenuti, quello della Città di Ivrea e di Turismo Torino e Provincia) con le quali collaborare per il prossimo futuro. Ringraziamo l’accoglienza degli amici del Monferrato, che ci hanno dato spazio e voce all’interno del proprio progetto narrativo. Siamo pronti a condividere i prossimi passi con la rete per attivare eventi di fine estate e autunno 2020, per raccontare non soltanto l’Anfiteatro Morenico d’Ivrea, ma una comune visione di futuro.

• GIOVANNI BERARDI (Guida Turistica accreditata Regione Puglia) e coordinatore della tappa IT.ACÀ Taranto,  S.Andrea Domus Armenorum di Taranto

Questo primo step condiviso ha rappresentato un’importante boccata d’ossigeno per la riscoperta di territori come quello di Taranto – che quest’anno si prepara ad accogliere il Festival per la prima volta – le cui istanze di conversione economica, ambientale, sociale e culturale rappresentano una sfida per l’intero Paese.

• SARA MIOTTO, coordinatrice della tappa IT.A.CÀ Padova – progetto PADOVA  per tutti

Il turismo accessibile alle persone con disabilità è uno di quei settori dell’economia che intreccia i diritti umani e un vantaggio competitivo per le imprese. Questa fase può costituire un’opportunità affinché le imprese di settore imprimono una svolta al mercato turistico in questa direzione che è prima di tutto culturale e politica, ma anche economica come hanno dimostrato le buone prassi presentate in materia a livello nazionale. 

• FIORELLA PRODI, presidente NEXUS Emilia Romagna 

Anche quest’anno, nonostante l’emergenza covid19, Nexus Emilia Romagna insieme a Yoda e Cospe ha continuato a promuovere e sostenere il Festival giunto alla dodicesima edizione. Per la nostra Ong, il tema del turismo responsabile è strettamente connesso ai temi della sostenibilità sociale e ambientale, delle migrazioni, dei diritti umani e del lavoro dignitoso in ogni parte del mondo. Il convegno di apertura è stato infatti dedicato proprio alle problematiche del lavoro nel settore turistico, tra i più colpiti dal coronavirus. 

Questo mese di eventi online é stata un’esperienza inedita per tutte e tutti noi, sicuramente positiva, anche per dare continuità al festival. Speriamo però di tornare nei prossimi mesi a confrontarsi dal vivo.

• GIORGIO MENCHINI, Presidente COSPE Onlus

L’edizione IT.A.CA 2020, ricca di iniziative, contenuti e proposte ha rappresentato un’occasione importante per interrogarsi ed approfondire la relazione tra la biodiversità e l’attuale paradigma economico evidenziando le criticità, non solo da un punto di vista turistico, a livello locale e globale. Il festival ha indicato piste di lavoro e proposte concrete per la costruzione di una nuova agenda politica e programmatica nella direzione di una transizione ecologica e sociale, perché è ormai chiaro a tutti che la posta in gioco è molto alta e dobbiamo agire in fretta se vogliamo salvaguardare il pianeta e il nostro stesso futuro.  Dalle storie ed esperienze raccontate in Italia e nel mondo, abbiamo appreso come le comunità locali, dalle istituzioni alle imprese, ai singoli cittadini, possono rivestire un ruolo centrale per la salvaguardia della biodiversità, il recupero del patrimonio paesaggistico e naturale, la creazione di nuove opportunità di lavoro, la lotta ai cambiamenti climatici.  Ne sono un esempio i popoli indigeni dell’Amazzonia: i principali custodi della biodiversità dei grandi sistemi forestali minacciati dal sistema dell’agrobusiness e dal fenomeno del land grabbing; COSPE sostiene la loro lotta per la tutela della biodiversità in Bolivia, Ecuador, Colombia, Brasile attraverso programmi di agroecologia e difesa dei diritti.

• LIDIA MARONGIU, Founder e CEO Happy Minds

Siamo orgogliosi di essere partner di un festival che, anno dopo anno, traccia la rotta per definire un modello di sviluppo turistico che crea valore e non lo consuma. Come azienda crediamo che per cambiare davvero sia fondamentale investire sui giovani, e per questo abbiamo raccontato in un evento agli studenti che sostenibilità e Green Economy devono essere non solo un modello di business ma una precisa scelta di responsabilità individuale.

Continuate a seguirci sui nostri social, intanto buon viaggio 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile Comunicazione festival 
Sonia Bregoli

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