IT.A.CÀ incontra il festival A Passo d’Uomo: alla scoperta della Val Conca

Oggi all’interno della nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” siamo in compagnia di Elena Farné dell’associazione A Passo D’uomo, che ci accompagnerà domenica 1 giugno dal borgo di Mondaino sino alle selve del Rio Montepietrino, nel cuore del Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto del Conca. Prima d’iniziare questa suggestiva escursione, le abbiamo rivolto alcune domande inerente alle sue attività e all’interessante progetto del Festival A Passo D’Uomo.

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*Foto di Simona Montanari

Potresti spiegarci in breve come nasce e si sviluppa A Passo d’Uomo festival?

L’idea del festival nasce un paio di anni fa quando con il progetto A passo d’uomo, con l’Unione della Valconca, la Provincia di Rimini e una ventina di partner tra associazioni culturali, giovanili e ambientali, abbiamo vinto il bando nazionale del Ministero e di ANCI per la creatività giovanile. A Passo d’Uomo valorizza la Valle del Conca e in particolare la rete dei sentieri che la attraversa con una serie di azioni: camminate e sopralluoghi aperti ad artisti e comunità, laboratori performativi per giovani artisti e un festival di eventi site-specific, ovvero camminate naturali e sceniche che animano per tre giorni il territorio di dodici comuni, camminando dal mare all’entroterra.

Per non disperdere la rete di persone, enti e associazioni coinvolte abbiamo dato vita un anno fa all’associazione di promozione sociale A passo d’uomo, con l’intento di dare continuità al festival e mettere in rete le varie realtà associative, artistiche e turistiche che operano nella Valconca.

L’edizione 2014 di questo interessante festival che ha molte cose in comune con IT.A.CÀ come si svolgerà? Potresti darci alcune anticipazioni?

Quest’anno siamo giunti alla 3° edizione. Il tema conduttore su cui stiamo ragionando è il confine tra natura e artificio, in particolare la capacità che ha la natura di adattarsi e di riappropriarsi dei suoi spazi a discapito dell’attività umana, quando essa abbandona un luogo.

Il paesaggio italiano, anche quello apparentemente più naturale, è infatti frutto dell’attività dell’uomo e se tale attività si interrompe la natura ricrea un proprio equilibrio, a volte generando situazioni che appaiono molto romantiche, altre volte con fenomeni irreversibili. Come per gli anni precedenti abbiamo poi intenzione di riconfermare l’organizzazione di laboratori formativi e performativi per giovani artisti. Ne organizzeremo due:
– il primo: “Di-segnare gli spazi aperti” indagherà il confine tra street-art e land-art ripensando alcuni luoghi abbandonati e dismessi lungo un sentiero naturale;
– il secondo è incentrato sulla DanzaSensibile®, una particolare forma di danza contemporanea che conduce ad una maggiore conoscenza del proprio corpo e della propria mente a stretto contatto con gli elementi della natura.

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*Foto di Matteo Conti

Quali sono gli obiettivi dell’associazione?

Desideriamo promuovere la Valconca e i suoi paesaggi come luogo di ricerca, sia per l’arte contemporanea e la creatività giovanile, sia per forme di turismo legate al benessere della persona, ai valori della lentezza e del cammino e alla qualità della vita, ma anche ai principi di tutela attiva del territorio favorendo azioni di cura del paesaggio da parte della comunità.

La Valconca ha un paesaggio culturale straordinario. Sono oltre una decina i castelli fortificati che punteggiano le nostre colline, costruiti a presidio del confine geografico e militare conteso dalle tre importanti famiglie quattrocentesche dei Montefeltro, i Carpegna, i Malatesta. Ogni castello ha intorno boschi, sorgenti, corsi d’acqua e molti rifugi costruiti nel tufo durante la seconda guerra mondiale con la Linea Gotica. A connettere questo sistema naturale e culturale c’è un’infrastruttura fatta di sentieri, il GAV Grande Anello Verde del Conca. Vogliamo far conoscere la varietà di questi luoghi creando esperienze di conoscenza attraverso le arti contemporanee e il cammino, valorizzando il paesaggio come risorsa per forme di turismo attente alla qualità della vita.

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Quali strategie mettete in atto per valorizzare il patrimonio locale in modo sostenibile?

Abbiamo sempre cercato di coinvolgere il più possibile le attività economiche della zona creando sinergie con agricoltori e produttori locali, B&B, agriturismi, alberghi, proloco, ma anche agenzie e club di promozione tanto da creare un nostro disciplinare sull’accoglienza. Tutte le nostre camminate terminano con un momento conviviale presso le strutture che troviamo lungo il percorso, ove organizziamo una merenda, un aperitivo o un pranzo o una cena per condividere l’esperienza del cammino con buon cibo e vino del luogo. Abbiamo anche ampliato le nostre uscite, estendendole a tutto l’arco dell’anno, cercando di uscire dalla logica dell’evento puntuale.

Vogliamo stimolare lo sviluppo di un’appartenenza comune al territorio della valle, oltre i confini amministrativi dei singoli comuni, ma anche la nascita di nuovi rapporti tra i produttori e le strutture turistiche del luogo, gli Enti e l’associazione. Siamo stati invitati da alcuni Enti ad organizzare alcune camminate in sinergia a manifestazioni locali sia a partecipare ad eventi in altri territori come per Georgica, una festa sul Po in provincia di Reggio Emilia dedicata all’arte e all’agricoltura. Abbiamo inoltre cercato di promuovere il progetto e la Valconca fuori dal confine nazionale e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna A passo d’uomo è stato presentato in Spagna, Olanda e a Gozo. A inizio luglio sarà presentato nuovamente in Bulgaria mentre il prossimo settembre è in previsione la visita al festival A passo d’uomo del Ministro all’ambiente dello stato di Malta.

Il turismo se valorizzato in questa formula GREEN potrebbe apportare sviluppo economico locale?

In questo lasso di tempo io ho notato come sul territorio siano nati gruppi informali e strutturati di camminatori, ma anche agenzie turistiche che sviluppano progetti legati al trekking, amministrazioni che ripensano i propri percorsi con una dedica alle produzioni locali, fotografi che propongono la camminata come attività formativa ed esperienziale.

A passo d’uomo è stato di esempio per alcune esperienze locali più recenti, ne sono orgogliosa, c’è spazio per molti e sono convinta che tutte queste attività possano portare sviluppo alla valle se ognuna lavora in modo innovativo e con una grande cura di idee e luoghi. Occorre puntare ad attrarre persone e flussidi qualità (e non di quantità) che vadano oltre l’escursione giornaliera o una mera politica di attrazione basata solo sul prezzo.

Perché avete scelto di aderire al festival IT.A.CA?

Penso che IT.A.CÀ e A Passo d’Uomo abbiamo numerosi punti in comune. Prima di tutto condividiamo gli stessi interessi per lo sviluppo dei territori locali e per forme di viaggio più lento e responsabile. Inoltre abbiamo il forte desiderio di crescere e migliorare creando nuovi rapporti e nuove relazioni con attività e persone che operano sui nostri temi: il camminare, l’arte contemporanea, la natura.

Quindi non resta che augurare buone camminate e ci vediamo tutti/e…

 

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Francesca Panizzoli
Sonia Bregoli

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