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Da Napoli a IT.A.CÀ | Itinerari, culture e identità del turismo universale

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici 

vi informiamo che giovedì 8 Febbraio a Napoli, presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II, si terrà l’incontro “Omofobi del mio Stivale. Giornata di studi sul Turismo LGBT”, primo appuntamento dell’iniziativa “Da Napoli a IT.A.CÀ – Itinerari, culture e identità del turismo universale”.

Foto di Francesco Cosentini

L’iniziativa vuole rappresentare un’occasione di approfondimento sul tema degli “altri turismi”, attraverso attività di workshop tematici su alcune dimensioni del turismo che più interessano la città di Napoli.

Una metodologia creativa e innovativa di accompagnamento della città e delle sue comunità verso un percorso di condivisione, co-progettazione e crescita collettiva che avrà la sua maggiore espressione nella prima edizione napoletana del Festival IT.A.CÀ programmato per l’autunno 2018.

Foto di Francesco Cosentini

Come primo appuntamento, sulla scia della manifestazione itinerante contro l’omofobia “Omofobi del mio Stivale”, l’Osservatorio LGBT dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Comitato provinciale Arcigay di Napoli e l’associazione “La parola che non muore” organizzano una giornata di studio e discussione sul tema del turismo LGBT in una delle città italiane più sensibili ai temi dell’accoglienza turistica. 

Al termine dell’evento, una visita guidata esclusiva al Complesso Monumentale dei Santi Filippo e Giacomo – un percorso inedito dal ‘500 all’800 sulle corporazioni della seta a Napoli – e ai resti di una domus romana sottostante, ritrovata recentemente, a cura di “Respirando Arte” e di “Altri turismi” progetto che mira promuovere socializzazione e aggregazione attraverso percorsi turistici alla scoperta di arte e cultura. 

L’iniziativa continuerà con altri quattro appuntamenti, uno al mese fino a giugno, che si terranno sempre nella sede del dipartimento. Di seguito il calendario: 

  • 23 Marzo – Mappe, linee, itinerari del viaggio urbano
  • 27 Aprile 2018 – Turismo come bene comune: la città rigenerata.
  • 18 Maggio 2018 – Viaggiare in modo responsabile: turismo sostenibile e sviluppo locale.
  • 29 Giugno 2018 – Turismo e innovazione: partiamo da IT.A.CÀ

Link utili:
Evento Facebook
https://www.facebook.com/events/1820110531614839
Osservatorio LGBT
http://www.osservatoriolgbt.eu/

Blog IT.A.CÀ
Coordinamento IT.A.CÀ Napoli 
Irene Aprile 

Cooperativa La Paranza di Napoli, un modello di sviluppo del territorio | Intervista a Vincenzo Porzio

Cari lettori e care lettrici,

oggi per il nostro blog IT.A.CÀ la nostra Irene Aprile (coordinamento IT.A.CÀ Napoli) ci porta in viaggio verso sud, destinazione Napoli, dove ci attende Vincenzo Porzio, responsabile comunicazione della cooperativa sociale La Paranza che da oltre dieci anni è impegnata nella tutela e valorizzazione del Rione Sanità.

In foto Vincenzo Porzio e Antonio della Corte

Il Rione Sanità è una delle più note “periferie” site al centro della città di Napoli: nonostante il suo sviluppo nel XVII secolo come dimora di ville borghesi ai piedi della collina di Capodimonte, data la nota salubrità del luogo – da cui deriva il suo nome – sia naturale che sovrannaturale per la presenza delle catacombe di epoca paleocristiana a cui si facevano ricondurre miracoli di guarigione, il Rione è stato condannato a partire dal secolo successivo a un graduale processo di isolamento a causa della costruzione di un ponte che avrebbe facilitato il percorso della famiglia reale dal centro della città alla reggia di Capodimonte. 

Da allora, il quartiere appare dall’alto come un ammasso disordinato di edifici affossati in un’area limitata, con pochi scambi con il resto della città e relegata ad una marginalizzazione che ne ha favorito il degrado non solo economico, ma soprattutto sociale e culturale con l’abbandono di monumenti ed edifici storici. 

Attraverso le parole di Vincenzo però, proviamo a entrare nel quartiere, facciamoci accompagnare per le sue strade strette e affollate e presentare alcuni dei suoi abitanti, i protagonisti di quella rinascita culturale e sociale che il quartiere sta vivendo da oltre dieci anni. 

Il Team della Cooperativa La Paranza

Vincenzo ricorda che quando si trasferì nel rione nei primi anni 2000 il punto di riferimento dei giovani era la Parrocchia che proponeva numerose attività nel suo oratorio, a partire proprio da visite guidate amatoriali e teatralizzate nella Basilica di Santa Maria della Sanità. È in questo contesto e sotto la guida del nuovo sacerdote Don Antonio Loffredo, che si forma un gruppo di giovani che diventano presto amici, condividono idee, progetti e viaggi. Durante le esperienze all’estero restano piacevolmente colpiti della capacità di valorizzare i luoghi di interesse storico, culturale o naturalistico, per renderli volano di sviluppo economico e sociale per le comunità; e dato che viaggiare apre la mente e gli occhi, tornati a casa iniziano a riscoprire il loro territorio e apprezzare quel potenziale ancora così inespresso. La sfida diviene quindi continuare a fare ciò che stavano già portando avanti come volontari per amore e passione del proprio territorio, ma raggiungere un livello superiore, trasformarlo il lavoro e aprire le porte del loro quartiere verso l’esterno.

Così nasce nel 2006 la cooperativa sociale La Paranza a cui viene affidata la gestione della catacomba di San Gaudioso nella Basilica di Santa Maria della Sanità. Da lì inizia un percorso, non senza ostacoli, che ha stimolato i ragazzi ad accrescere la loro formazione e quelle competenze turistiche e trasversali necessarie ad offrire ai visitatori servizi di maggiore qualità, fino alla vittoria del bando storico-artistico di Fondazione con il Sud finalizzato proprio all’occupazione giovanile e al recupero di luoghi poco valorizzati. Grazie a questo finanziamento, e dopo un anno di lavori sono state riaperte le Catacombe di San Gennaro che in 11 anni dal 2006 al 2017 hanno visto crescere il numero di visitatori fino ad arrivare a circa 100.000 l’anno.

Attualmente la cooperativa impiega stabilmente 26 lavoratori e rappresenta un modello di valorizzazione del patrimonio storico-culturale e di occupazione giovanile caratterizzato da formazione continua, inserimento lavorativo, scambio e networking con enti, associazioni e persone, apprezzato non solo in Italia ma anche all’estero.

Vincenzo, raccontaci la vostra esperienza in Giappone  

E’ iniziata come inizia tutto, da un momento d’incontro. Due professori dell’università di Fukui erano in visita a Napoli per un progetto di scambio con l’università L’Orientale di Napoli.  In un momento libero scelsero di visitare le catacombe di San Gaudioso dove incontrarono la loro guida, Antonio Della Corte, socio della cooperativa La Paranza. Al termine della visita guidata invitarono Antonio a raccontare l’esperienza della cooperativa in Giappone, nell’ambito di un corso di laurea sullo sviluppo locale. Inizialmente pensammo fosse uno scherzo, ma dopo 4 mesi eravamo lì, ospiti dell’università di Fukui a raccontare come, a Napoli, nel Rione Sanità, un gruppo di giovani competenti e volenterosi stavano creando opportunità di lavoro valorizzando le risorse locali. Durante la presentazione che precedette la nostra “lezione” avevamo gli occhi lucidi e carichi di orgoglio. Ci hanno detto che il nostro racconto ha inspirato gli studenti giapponesi, abbiamo risposto che quell’esperienza di confronto ci ha insegnato tanto e soprattutto ha fatto nascere nuove relazioni. Speriamo di tornare in Giappone nel 2018.  

Una riflessione su Napoli città turistica: quali sono secondo te i problemi e i rischi di un turismo sfrenato e incontrollato come quello che tante città italiane, Napoli compresa, stanno vivendo? In questo contesto, che ruolo assume la cooperativa nella promozione di un turismo responsabile e sostenibile?  

Napoli ha sempre attirato milioni di turisti e per questo ringraziamo Dio che l’ha fatta così bella. Oggi viviamo il miglior momento in termini di arrivi. Questa crescita è una grande opportunità, la città dovrebbe essere sempre più “a trazione turistica”, ma purtroppo una gestione e programmazione efficace della “destinazione Napoli” è proprio ciò che manca. Pulizia, sicurezza e mobilità sono fra i principali problemi che incidono sull’esperienza del visitatore che sceglie Napoli. Per il resto non sono preoccupato, abbiamo subito tredici dominazioni e siamo sempre rimasti napoletani e Napoli è sempre rimasta Napoli.  Per noi della Paranza la parola d’ordine è “qualità”, teniamo al centro delle nostre scelte la qualità dell’esperienza del visitatore e di conseguenza la qualità dei servizi da noi offerti. L’obbiettivo è di rendere il Rione Sanità fra i principali attrattori della città, dove è possibile vivere una vera esperienza napoletana, immersi nelle bellezze di uno dei più antichi quartieri di Napoli. Dove l’incontro genera sviluppo e contamina le coscienze. 

Anticipazioni su nuovi progetti?  

Ci concentreremo sui nostri eventi straordinari, in particolare rafforzeremo quello che è ormai diventato un appuntamento fisso del sabato sera, l’AperiVisita serale alle Catacombe di San Gennaro. Questo evento ci sta permettendo di far conoscere le catacombe soprattutto ai napoletani e ai campani.

Inoltre, continueremo a sensibilizzare i nostri ospiti a prendersi cura del patrimonio culturale, mantenendo attiva la campagna di adozione dei restauri “Teniamo in vita il Passato – se resti a guardare non ci sarà più niente da vedere”. Insieme alla Fondazione di Comunità San Gennaro, alle associazione, cooperative, commercianti e chiunque creda che Napoli possa rinascere dalle sue ceneri; continueremo a individuare le strategie per migliorare, anche se di poco, la qualità di vita del nostro Rione Sanità.      

Ringraziamo Vincenzo Porzio per averci raccontato la sua Napoli ed aver condiviso l’entusiasmo e il lavoro della cooperativa La Paranza. Non resta che dirvi di contattarli quando fate visita a questa bellissima  perla italiana che è la città di Napoli. 🙂

_Contatti
http://www.catacombedinapoli.it 
https://www.facebook.com/CatacombeDiNapoli

Blog IT.A.CÀ
Irene Aprile
Coordinamento IT.A.CÀ Napoli

Intervista a Luciana Lettere, ideatrice di Made For Walking

Cari viaggiatori e care viaggiatrici

Oggi nel nostro blog ci trasferiamo in Puglia dove la nostra Giulia Freguglia ha intervistato per noi Luciana Lettere, storica dell’’arte salentina e creatrice di Made For Walking. In questa intervista ci racconta di cosa si tratta e perché “il camminare ci salverà”.

Luciana Lettere – Made For Walking 

Salve, ci può raccontare com’è strutturato  un viaggio tipo di Made For Walking? 

In realtà non esiste al momento una vera e propria struttura. Made for Walking non è ancora un tour operator. L’unica certezza che ho durante i miei cammini è che le strade e itinerari che percorriamo sono ricchi di storie. Leggere un paesaggio è un po’ come leggere un libro non reperibile in biblioteca. Da tutti i miei viaggi mi aspetto soltanto che avvengano incontri magici con persone che hanno vissuto quei luoghi o che, in qualche modo, possano raccontarmi qualcosa di speciale che suoi libri ancora non è stato scritto. Persone che hanno forti connessioni con quei territori e che s’impegnano a tutelarli. A tutt’oggi sul curriculum di viaggiatrice a piedi, ho solo tre piccole grandi esperienze. Il mio primo viaggio a piedi è durato otto giorni e mi ha portato da Brindisi a Matera. Sono partita con altre sei persone che non conoscevo e che facevano parte di un’associazione locale salentina. Il loro intento era di mappare per la prima volta un percorso che potesse unire queste due città attraverso quel che rimane dell’antica Via Appia, anche in previsione di Matera 2019.

In quell’occasione ho imparato a dare importanza alle cose più semplici e a eliminare il superfluo. Ma soprattutto ho compreso che non è poi così necessario andare dall’altra parte del mondo per stupirsi e meravigliarsi. La bellezza della mia Puglia mi ha lasciato senza parole.

La seconda esperienza di viaggio a piedi è durata soltanto tre giorni, da Lecce, il mio capoluogo, fino  a Castiglione, paesino del sud Salento. Qualche settimana prima della Notte Verde (evento ormai importantissimo che avviene ogni 31 agosto dell’anno a Castiglione), sono stata contattata dall’ente Parco Naturale Regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e dai ragazzi Casa delle AgricUlture – Tullia e Gino, i quali mi hanno proposto di prendere parte ad una marcia simbolica, lasciandomi carta bianca. Da lì l’idea di partire sola per tre giorni da Lecce (la città dove vivo) e raggiungere la Notte Verde a piedi.

L’Ente Parco poi mi ha segnalato tutte le realtà agricole più virtuose, presenti lungo quel tragitto, e che ho raggiunto tappa dopo tappa. Queste aziende agricole mi hanno lasciato in custodia dei semi delle loro speciali colture, da custodire nello zaino e donare agli organizzatori della Notte Verde una volta arrivata da loro. La terza esperienza di viaggio è stata la Parigi / Berlino a piedi insieme all’associazione Repubblica Nomade. Un viaggio durato quasi due mesi, per compiere in totale più di 1300 km. Questa è stata l’esperienza più formativa della mia vita. Credo che nessuna scuola, nessuna Università, possa trasmettere una tale lezione di vita. Auguro a tutti voi un’esperienza così totalizzante e incredibile prima o poi. 

Nella società attuale in cui il momento del viaggio si riduce sempre di più, in cui anche distanze molto lunghe possono essere percorse in tempi  brevi, mi ha colpito molto la tua scelta di rallentare questo momento. Di concepire il viaggio come un percorso invece che solamente come la meta. Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a giungere a questo cambio di rotta e che impatto ha avuto in lei come persona?  

Il cambio di rotta è avvenuto per caso. Nel 2015 ho iniziato a seguire l’esempio di alcune zie del mio paesino che il pomeriggio presto s’incontravano per andare insieme a camminare fuori dal centro abitato. Lo facevano per rimanere in forma e per trascorrere qualche ora all’aria aperta. Ho seguito il loro allenamento, ma da storica dell’arte però mi rendevo conto che tutte le nostre campagne erano piene di testimonianze dal passato e di storie da raccontare.

Mi sembrava assurdo di non essermene accorta prima. Erano luoghi a me cari e a due passi da casa e, solo in quel momento, per la prima volta, li guardavo con occhi diversi.  Da lì la scoperta fondamentale: quelle scoperte avvenivano perché stavo camminando. Attraversavo per la prima volta in maniera cosciente e consapevole la mia terra grazie a quella piccola azione costante e ripetitiva del compiere un passo dopo l’altro. Da quel momento anche il mio modo di viaggiare è cambiato profondamente. Fosse per me ora vivrei sempre in cammino, ma la vita di tutti i giorni non me lo permette ancora. Quando viaggio però, se raggiungo una città in treno o in aereo, mi riprometto sempre una volta arrivata, di prendere il meno possibile i mezzi pubblici e di usare i miei piedi per attraversare quella città o località. Non dimenticherò mai ad esempio il mio record di passi “urbani”. Ero a New York e durante la mia vacanza un giorno il contapassi del cellulare segnava più di 42 km compiuti in meno di 15 ore. 

Made For Walking, nasce alla fine del 2015. Prima di divenire associazione è stata, ed è ancora, un blog, un diario online, dove racconto le piccole grandi avventure e scoperte, fatte durante le mie camminate. Questi racconti sono un modo semplice e chiaro per promuovere il camminare come unico vero mezzo di conoscenza del proprio territorio o dei luoghi che si stanno attraversando.

Lei è molto attiva sui social. In un progetto che ha come volontà quella di recuperare il contatto con la natura, come riesce a coniugare questi due elementi che spesso vengono visti come opposti?  

In realtà dovrei essere molto più attiva. Ci sono travel blogger, influencer, lifestyler, che hanno fatto la loro fortuna grazie all’essere super presenti sui social e attivi. In alcuni casi (mi spiace dirlo) i post e i contenuti di queste persone di “successo” 2.0 non servono a nessuno e mi interrogo ancora sul motivo del loro successo. Diciamo che i social per me sono ancora un oggetto di studio e di riflessione. Per questo non mi lascio andare come dovrei. Dico “dovrei” perché so bene che i social potrebbero far arrivare il messaggio di Made for Walking a molta più gente. Io vivo passo dopo passo, istante per istante, tutte le mie escursioni e viaggi a piedi. Mi godo ogni singolo attimo dei miei cammini. Per non parlare delle pause e dei momenti di riposo sotto ad esempio un albero, mentre gusto il mio pranzo a sacco. Di certo dopo una tappa di chilometri il mio primo pensiero non è tirare fuori il telefono e condividere foto e sensazioni. Può accadere, ma raramente. Molte delle mie condivisioni, infatti, non sono in tempo reale. Avvengono sempre dopo ore, se non addirittura giorni dopo, una volta tornata a casa.

Durante la Parigi/Berlino a piedi in due mesi di cammino avrò condiviso al massimo una decina di post. E il giorno dell’arrivo a Berlino ho spento per ore il telefono, perché non volevo perdere un singolo attimo di quella giornata di festa.

L’estate scorsa ha intrapreso un percorso a piedi che da Parigi ha portato lei e i suoi compagni di viaggio a Berlino. Ci può raccontare quell’esperienza?  

Al momento è stato il viaggio più importante della mia vita. Conoscevo la Repubblica Nomade già da un po’ di tempo e seguivo le loro iniziative. Ogni anno quest’associazione organizza viaggi estremi e rivoluzionari. La Repubblica Nomade nasce circa sette anni fa da un’idea di Antonio Moresco, celebre scrittore italiano, e altri intellettuali. Da lì parte un movimento, e sorge una tribù, che ogni anno si mette in cammino per settimane con uno scopo e una missione ben precisa. Anche quest’anno è stato così. Già mesi prima della partenza Moresco aveva redatto un documento dal titolo: “Per gli Stati Uniti d’Europa, ma di un’altra Europa”, ispirato al celebre Manifesto di Ventotene, scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi nel 1941. Ed è questo il messaggio che abbiamo portato in giro per l’Europa dal 21 maggio fino all’8 di luglio (le date simboliche di inizio e fine viaggio). La mia intenzione iniziale era quella di mettermi in cammino solo per una decina di giorni e poi tornare a casa. Ma così non è stato. Una serie di circostanze lavorative mi hanno permesso di prendermi quasi due mesi di pausa. Ma anche se non fosse stato possibile, avrei continuato ugualmente. Era il cuore a chiedermelo. Non mi sono mai sentita così viva e presente a me stessa come in quei giorni. 

In un viaggio del genere nulla più è scontato e tutto rimane impresso negli occhi, così come le sterminate distese di avena, di orzo, in Francia del Nord, le birre trappiste del Belgio, le distese di campi di patate in Olanda, i boschi della Germania dell’Ovest e quel sottile confine quasi invisibile che la divide ancora dalla Germania dell’Est. Non abbiamo attraversato vie sacre o un percorso predefinito e già collaudato. Non me ne vogliano il Cammino di Santiago o la via Francigena, ma non avere un itinerario certo e prestabilito ha reso il viaggio una vera impresa eroica. 

Ogni sera a fine tappa e dopo cena, con quel po’ di energia che rimaneva in corpo dopo tappe anche di 40 chilometri a piedi, un gruppetto di volontari studiava il tragitto per il giorno dopo. L’unica certezza e obiettivo che avevamo sulla strada erano le tappe finali giornaliere, paesi e città dove la Repubblica Nomade, durante i mesi precedenti al viaggio, era riuscita a trovare accoglienza tra i sindaci, le fondazioni, gli istituti scolastici e le associazioni. E per questo motivo che quasi per due mesi abbiamo dormito per terra, su materassini da campeggio o da palestra, dove a volte era davvero difficile trovare pace e riposo dalle fatiche del giorno. I dolori fisici sono stati atroci i primi giorni ma dopo il corpo si è abituato ed è bellissimo notare quell’adattamento fisiologico. Per non parlare poi di alcuni miei compagni di cammino, perfetti sconosciuti all’inizio che divengono anime che s’incontrano, s’incrociano, s’incastrano in maniera assurda, matta e perfetta con la tua.

In quelle settimane ringraziavo ogni giorno me stessa per aver avuto il coraggio di intraprendere un viaggio del genere. 

Quali sono i suoi sogni per quanto riguarda i prossimi grandi viaggi che le piacerebbe fare?  

Di sogni nel cassetto dei viaggi a piedi ne ho tanti. Il più grande sogno è quello di raggiungere un giorno l’India a piedi partendo da casa mia. Ma per il momento mi accontento di cammini più semplici e meno epici, e con una grande amica, per giunta guida ambientale escursionistica, stiamo progettando il nostro prossimo viaggio a piedi che toccherà tutti i capoluoghi della Puglia e avrà una bellissima missione. Collegheremo con un itinerario a piedi, infatti, tutte le Oasi WWF presenti nella nostra Regione per lanciare un forte e chiaro messaggio: visitate le oasi e mettete piede nelle riserve naturali, ne guadagnerete in bellezza e benessere! 

Info 
http://www.madeforwalking.it/
https://www.facebook.com/madeforwalkingblog
https://www.instagram.com/luciana__lettere/

Ringraziamo Luciana per averci raccontato la sua realtà e il suo lavoro. Se siete da quelle parti per un fine settimana o una bella vacanza rilassante, vi consigliamo di contattarla!
Intanto buon viaggio come sempre 😉

Blog IT.A.CÀ
Giulia Freguglia 

Il Festival IT.A.CÀ arriva a Isola del Gran Sasso | Intervista a Giovanni Berardi, ONG Salam

Care amiche viaggiatrici  e cari amici viaggiatori,

oggi Silvia Lazzari, per il nostro blog, ha intervistato Giovanni Berardi dell’ONG Salam che vuole portare nel prossimo2018 il Festival IT.A.CÀ anche in Abruzzo, all’interno del meraviglioso territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. 

Giovanni, raccontaci cos’è Salam, di cosa si occupa e il contesto nel quale lavora 

Salam è una ONG che si occupa di cooperazione internazionale, nata dall’incontro di giovani professionisti dei settori relazioni internazionali, turismo e beni culturali. Abbiamo iniziato a lavorare prendendo in eredità un progetto di una spin off dell’Università La Sapienza di Roma, per mezzo del quale si promuoveva la partecipazione delle donne dei campi profughi Saharawi ad un circuito di eco maratone sportive che invitavano ad attraversare i luoghi naturalistici più autentici del bel Paese.

Oggi Salam è una realtà consolidata, attiva in Italia e all’estero con numerose sedi e progetti per l’integrazione socio culturale dei migranti e lo sviluppo locale.

In Abruzzo, ad Isola del Gran Sasso, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Salam gestisce un CAS attraverso un progetto di accoglienza integrata pensato sul modello SPRAR e generato in collaborazione con alcune realtà associative del luogo, per contrastare lo spopolamento delle aree interne e attivare forme di rinascita sostenibile del territorio. I richiedenti asilo ospiti della struttura, di comune accordo con la collettività residente, stanno lavorando al recupero e alla valorizzazione in chiave turistica di parte della rete sentieristica in stato di disuso, o abbandonata e persa, all’interno dell’area Parco, e del patrimonio culturale materiale e immateriale che è possibile incontrare lungo gli stessi. I sentieri in questione attraversano i luoghi che ospitano i migranti e sono intimamente legati al vissuto, alla cultura ed alle tradizioni popolari della comunità locale.

Perché volete portare il Festival IT.A.CÀ ad Isola del Gran Sasso? 

L’idea di portare IT.A.CÀ ad Isola del Gran Sasso in realtà nasce già in sede di elaborazione progettuale, avendo avuto modo di apprezzare iniziative come Migrantour, che sono state spunto per altre attività volte a stimolare la partecipazione in rete dei migranti alla vita culturale delle comunità ospitanti da noi svolte in Puglia e giunte fino al Consiglio europeo, come buone pratiche di ospitalità.

Gli Appennini possono rappresentare la più grande infrastruttura verde d’Europa ed il prodotto “turismo natura” continua a mostrare un segno più nelle prospettive di crescita economica del settore.

I piccoli borghi e i parchi naturali sono le nuove porte di accesso del turismo internazionale, tuttavia non si può non considerare che questo cuore autentico dell’Italia montana e rurale, gravemente ferito dall’incredibile susseguirsi di calamità naturali, impone una governance di questi flussi basata sul rispetto delle comunità che l’abita, sulla solidarietà, sull’accessibilità universale dei luoghi. Un evento come il festival IT.A.CÀ può accendere un faro in grado di fare luce su questi aspetti e fungere da stimolo per una ripresa sostenibile che non dimentichi gli uomini e le donne che vivono e hanno scelto di restare in questi territori. 

Con quali realtà avete intenzione di collaborare? 

Allo scopo, Salam può contare su una fitta rete di partner locali, dalle amministrazioni locali alle pro loco e le associazioni culturali di Isola e delle frazioni interessate dal progetto “Radici Culturali”, con i quali insistono accordi di partenariato, al CAI, il Centro Alpino Italiano che offrirà servizi di consulenza tecnico operativa e guida ai sentieri ed ai percorsi della rete escursionistica, ad esperti di storia e tradizioni locali che offriranno momenti di discussione sulla “filosofia” del vivere e camminare la montagna ricercando la natura e la cultura dei luoghi perseguendo la “bassa velocità”. L’intero percorso è condiviso con L’Ente Parco, con cui insiste un accordo di collaborazione tecnica, oltre che con l’Europark Federation, una rete per la valorizzazione del patrimonio naturale dell’Europa che ha recentemente dotato il Parco di una CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle aree protette, uno strumento di gestione il cui elemento centrale è la collaborazione tra tutte le parti interessate. 

Avete già in mente delle iniziative? Se sì quali? 

L’idea è quella di mettere in campo durante un week end di Settembre una serie di esperienze di turismo attivo, azioni artistiche e performative, momenti di approfondimento e dibattito culturale in luoghi e contenitori culturali simbolo di quest’area Parco, partendo dai comuni e dalle frazioni di Isola del Gran Sasso e Castelli, rinomato centro di produzione ceramica.
Piccoli centri duramente colpiti dai fenomeni precedentemente descritti.

Anche le realtà che si occupano di sport innovativi, dall’arrampicata allo slackline saranno invitate a proporre esperienze autentiche per ri-animare i luoghi.
Una sorta di “Voi siete qui” che punta a far scoprire queste aree interne in maniera responsabile. Anche le parole saranno importanti. Non vogliamo anticipare troppo, ma qui possiamo preannunciare che hanno garantito un loro apporto alla tappa scrittori e poeti come Franco Arminio, che come paesologo da anni si batte in Rete a difesa dei piccoli paesi dell’Appennino, l’ideatore del Festival “La luna e i calanchi” che si tiene ogni anno ad Aliano.

Cosa significa per te “Turismo Responsabile” e qual è il valore aggiunto del festival IT.A.CÀ? 

Ecco, per noi fare turismo responsabile significa fare rivivere un territorio con questo tipo di esperienze, con la consapevolezza di essere in un’area protetta che soffre ma incanta, nel rispetto delle relazioni con le comunità locali, senza snaturare il paesaggio antropizzato, banalizzandone o “folklorizzando” tradizioni e identità. Se andate in una delle destinazioni turistiche principali del Parco a pochi km da qui, a Santo Stefano di Sessanio ad esempio, troverete un luogo stupendo dove però non ci sono più gli abitanti autoctoni. Al Santuario di San Gabriele, qui ad Isola, ci vengono quasi 2 milioni di turisti l’anno. Arrivano in bus e se ne rivanno. Quando tutt’intorno esiste una rete sentierisitica di 2.500 km, per secoli indispensabile alla vita di una civiltà che ci è alle spalle, capace di condurli alla scoperta dell’autenticità dei luoghi attraverso un paesaggio naturale unico.

Parco Nazionale del Gran Sasso

Festival come IT.A.CÀ, possono stimolare lo sviluppo di idee e percorsi per un uso sostenibile della montagna può risultare come elemento fondante per il ripristino e la rinascita di attività locali connesse anche al turismo e rappresentate da quel capitale umano, culturale e naturale, duramente colpito dalle calamità occorse nell’ultimo anno. 

Info > http://www.associazionesalam.org

Un grazie speciale e un grandissimo in bocca al lupo a Giovanni, Salam e tutte le realtà che daranno vita al Festiva, per questa nuova tappa per il 2018 🙂

Buon viaggio e buone feste a tutti/e 

Blog IT.A.CÀ
Silvia Lazzari 

In cammino sulla via Francigena di Montagna | Intervista a Oreste Verrini

Cari viaggiatori e care viaggiatrici,

Oreste Verrini

oggi nel nostro blog Silvia Ombrellini di Ecobnb (partner della tappa parmense) intervista per noi Oreste Verrini  che è uno tra i numerosi ospiti della tappa di IT.A.CÀ Parma (dal 2 all’ 8 ottobre). Professore dell’Università degli Studi di Pisa, da alcuni anni impegnato nelle riscoperta e valorizzazione di antichi percorsi tra la Lunigiana e la Garfagnana, autore dei libri “La via Francigena di Montagna” e “La via del volto santo. A piedi in Lunigiana e Garfagnana“.

Oreste, che sarà tra i protagonisti della giornata di Mercoledì 4 Ottobre 2017 dedicata al Turismo Sostenibile, ci ha dato la possibilità di scambiare con lui due chiacchiere in anticipo. Ecco cosa ci ha raccontato. 

Leggendo la biografia di Oreste Verrini, da sempre appassionato di storia e di archeologia, professore di Economia presso l’Università di Pisa, la prima curiosità è stata com’è nata la sua grande passione per i cammini. «La passione dei cammini, ma più in generale dei viaggi, nasce lontano, ai tempi dell’università con le letture di Bruce Chatwin, Alex Roggero, Giorgio Bettinelli» – ha raccontato Oreste.

Proprio da quest’ultimo autore, Oreste ha tratto le sensazioni più importanti, custodendole dentro di sé per molti anni fino a quando sono riemerse nella sua passione per i viaggi a piedi. IT.A.CÀ propone un modo di viaggiare diverso, dove più della meta conta il percorso e il modo con cui ci si mette in cammino.

> Qual’è per te il senso del camminare?

«Il camminare è dettato prima dalla curiosità, dalla ricerca di nuove luoghi da visitare o da scoprire, alla lettera, e dopo anche dalla ricerca di me stesso. Di alcuni punti fermi sui quali costruire il mio nuovo modo di essere ed il mio modo di approcciarmi alla vita. Parole impegnative – me ne rendo conto – ma le uniche in grado di far capire l’importanza di un gesto naturale e quasi scontato ma, che scontato non lo è, per nulla.»

> Condividiamo pienamente questa passione per i cammini, che raccontiamo spesso attraverso il blog di Ecobnb, e chiediamo ad Oreste qual è per lui il senso e il bello di viaggiare a piedi.

«Per me, come ho avuto spesso modo di scrivere, serve per ricollocarmi nel mondo. Per trasmettermi la giusta posizione in esso. Troppo spesso il progresso, seppur con l’enorme potenziale e gli indubbi vantaggi qualitativi, ci estrania dal ciclo naturale della vita, trasmettendoci una sensazione di “invincibilità” dannosa. Camminare mi fa capire come in realtà siamo parte di qualcosa di più grande, che va al di là dell’animale uomo, un qualcosa che va nuovamente scoperto e assimilato. E questo, assieme alla possibilità di avere punti di vista differenti, angolature nuove di osservazione – arrivare in un paese con uno zaino e niente di più ci rende nudi, pronti per assimilare quanto incontreremo – rappresenta il bello del camminare.»

Groppodalosio Inferiore, Pontremoli (MS), Toscana, Italia, Europa

Con Oreste abbiamo anche parlato dei modi per valorizzare il paesaggio Italiano attraverso i cammini e il viaggio sostenibile, potete leggere l’intervista completa a questo linkDurante il Festival IT.A.CÀ Parma Oreste ci racconterà della Via Francigena di Montagna o Via del Volto Santo, alla quale ha dedicato due bellissimi libri.

> Potresti anticparci le caratteristiche di questo cammino e di raccontarci quali elementi lo rendono unico?

«Sicuramente la genuinità dei posti ancora poco abituati alla presenza dei camminatori. Borghi medievali attentamente conservati, una natura, selvaggia e imponente, buon cibo e accoglienza. Una serie di fattori intriganti e pregevoli».

> Quali sono i tratti più belli e le tappe da non perdere?

«È difficile fare una classifica dei luoghi più belli. Sicuramente i borghi più importanti come Pontremoli, Bagnone, Fivizzano, Castelnuovo di Garfagnana, Barga, cittadine probabilmente già conosciute ai più. Ma, per me, sono i piccoli borghi a sorprendere, le piazze inaspettate con lavatoi che hanno decine e decine di anni, i selciati originari ed intatti con muretti a secco che sembrano “tirati su” da pochi anni ed invece conservano i ricordi di centinaia di vite. Camminare con le Apuane sullo sfondo e sempre più vicine, una vista ogni volta sorprendente e ricca di fascino. Poter immergere i piedi, o fare il bagno nella stagione giusta, in pozze di torrenti impetuosi o placidi. Come sempre, sono le piccole cose ad entusiasmare e a rendere indimenticabile il cammino ».

E noi non vediamo l’ora di metterci in viaggio, a piedi naturalmente! Ringraziamo Oreste per l’intervista e vi diamo appuntamento a Parma mercoledì 4 Ottobre in occasione dell’incontro e della quinta edizione parmigiana di IT.A.CÀ – Festival del turismo responsabile > Consulta il Programma


Blog IT.A.CÀ
Silvia Ombellini
Ecobnb founder e team IT.A.CÀ Parma

Il turismo? Responsabile | Arriva il festival IT.A.CÀ nel Monferrato!

Martedì 19 settembre. Per fare turismo oggi bisogna ampliare gli orizzonti riscoprendo le proprie risorse e proiettandole in un futuro sostenibile. Se tale concetto si potesse tradurre in un’immagine o un luogo monferrino, certamente il giardino e il panorama che si gode da Villa Il Cedro di Ponzano sarebbe uno dei più indicati per esprimere questo pensiero. E non a caso sabato scorso è stato proprio l’orizzonte sconfinato sul mare di colline visibili da “Il Cedro” ad ospitare il lancio di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile che percorrerà il Monferrato, dall’astigiano al casalese, fra il 20 e il 22 ottobre 2017 portando riflessioni, degustazioni, camminate ma soprattutto la voglia di prendere coscienza sulla dimensione “ecosostenibile” del turismo nel nostro territorio. 

Max Biglia, instancabile promotore di iniziative in Monferrato ha dapprima illustrato la nascita dell’idea chiamando con sé a presentarla il giornalista e redattore de Il Monferrato Alberto Marello. È nato un pomeriggio di interventi ma anche di suggerimenti per programmare il turismo in Monferrato. 

«Ponzano ad esempio è cambiato grazie allo sviluppo turistico, economico e all’impegno sociale proponendo manifestazioni che non esistevano ed in particolare la giornata di Giardini Aperti presso le cinque dimore inserite nel circuito», ha precisato il sindaco di casa Paolo Lavagno, portando i saluti iniziali e dando già l’appuntamento al 7 maggio 2018 per la riapertura dei giardini in fiore delle ville antiche del paese. Ma il Monferrato – ormai si sa – è pieno di perle da conoscere ma servono «alleanze identitarie», come spiegato dall’assessore al turismo di Casale Monferrato Daria Carmi. «La nostra scommessa passa attraverso la collaborazione fra pubblico e privato», ha aggiunto Carmi invitando i monferrini a stupirsi, a lasciarsi andare alla curiosità e a «togliere la polvere della retorica»

«Le singole iniziative messe in campo sono una ricchezza ma con un coordinamento», ha aggiunto il consigliere provinciale Federico Riboldi lanciando l’invito a creare in ogni paese «percorsi culturali all’aria aperta». Poi prima dell’entrata in scena degli attori del Faber Teater con lo spettacolo quanto mai abbinato di “Emigranti”, in tanti hanno illustrato i momenti del festival IT.A.CÀ. 

Il programma, presentato in modo dinamico e con numerosi e brevi interventi dei protagonisti coinvolti attivamente nei singoli appuntamenti, prevede l’apertura di venerdì 20 ottobre affidata al borgo di Portacomaro, dove la Bottega del Grignolino ospiterà un pomeriggio ricco di momenti. Dalle 15 si parlerà di colture biologiche e di Grignolino, il vino simbolo del territorio, per continuare con le emozioni della cerca del tartufo al chiaro di luna e con la possibilità di conoscere in diretta vini biologici naturali presso la locale Casa dell’Artista. Sabato 21 ottobre ci si sposta fra Ponzano e il vicino Santuario di Crea dove, nella sede firmata Unesco del Parco del Sacro Monte di Crea, vi saranno interventi sull’ambiente, il territorio e il turismo dolce. Il pomeriggio sarà assai pratico e all’insegna delle tradizioni: a Mombello, nella verde conca della Valcerrina, si terrà una camminata naturalistica che celebrerà l’antico rito della “Curmà”, il gustoso e conviviale ritrovo che è solito ristorare i vendemmiatori dopo le fatiche della vendemmia. Un’opportunità di scoperta dei paesaggi monferrini ma anche di testare la merenda sinoira improntata sulla storica tradizione della Curmà, il tutto con un tocco teatrale e scenico. Il Castello dei Paleologi, nel cuore della città di Casale Monferrato, farà da scenario per la giornata finale di domenica 22. 

Dopo un inizio “su due ruote”, grazie alla pedalata che porterà sulle rive del Po, fra collina e pianura, alcuni incontri porteranno il pubblico a conoscere progetti artistici sostenibili fra vigne e risaie ma consentiranno di incontrare i giovani produttori vitivinicoli, conoscere l’autentica “dispensa monferrina”, curiosare fra le soluzioni architettoniche per l’ecoturismo e, prima di cedere alle tentazioni della “Merenda del Contadino”, chiacchierare con la scrittrice Fioly Bocca

Giorgio Conte

Gran finale al teatro Municipale di Casale, in serata, con “Sconfinando”, spettacolo dall’eloquente titolo, che porterà azioni teatrali e canzoni di e con Giorgio Conte e Alessandro Nidi. A precedere il festival sarà anche una “caccia fotografica” che si svolgerà il 1° ottobre a Rosignano nell’ambito di “Vendemmia in Arte” e che permetterà di creare fotografie che rappresentino al meglio i principi dell’accoglienza secondo il metodo Licet ® (legate alla cultura locale, innovative ed originali, competitive e corrette, ecologiche e attente a tutelare le persone).

Saranno dunque giorni intensi e di eventi trasversali che, forse, hanno come maggior obiettivo quello di diventare punto di partenza per ulteriori sviluppi di turismo responsabile, quell’attività di cui – si mormorava fra il folto pubblico di sabato scorso – il territorio ha bisogno.

Gli eventi in programma sono promossi da La Confraternita degli Stolti.
Scarica Articolo > Articolo Giornale
Qui trovate il programma completo.

Buon viaggio come sempre 😉

IT.A.CÁ Rimini FUORI PORTA | Alla scoperta del territorio romagnolo

Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino.
(Jean Giono)

Care lettrici e cari lettori,

per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”, oggi solleticheremo la vostra voglia di indossare comode scarpe da ginnastica e di seguirci nelle emozionanti escursioni fuori porta, a piedi e in bici, che IT.A.CÀ – Festival del turismo responsabile ha in serbo per voi!

Si parte andando alla scoperta dei borghi e delle incantevoli montagne in Alta Valle Marecchia, come il Monte della Zucca o il Monte dei Frati e Ripa della Luna nel primo fine settimana (15-17 settembre), o come i Monti Aquilone, Fumaiolo e Carpegna nel secondo fine settimana (23-24 settembre).

Fiume Marecchia

In alternativa, il 16 settembre lasciatevi incantare dalla rocca di Maioletto, in Valmarecchia, che domina dall’alto il fiume e la vallata circostante. Andremo alla scoperta della sua storia e delle sue leggende al tramonto, in un’atmosfera suggestiva, dopo esserci ristorati con un aperitivo in agriturismo a base di prodotti locali.

Il tuffo nel passato continua il 17 quando, durante la passeggiata “La Covignano sparita” (organizzata all’interno del progetto “Covignano Open Park”), vi mostreremo foto storiche dei luoghi che visiteremo, come il convento Trecentesco dei Gerolimini del colle Paradiso, l’Abbazia di Santa Maria Annunziata Nuova di Scolca, villa Ruffi e il Convento delle Grazie, per apprezzarli nella loro antica veste.

In occasione della festa “I frutti antichi d’Italia si incontrano a Pennabilli”, il 23 settembre vi proponiamo un doppio appuntamento serale e notturno presso il Museo Naturalistico del Parco Sasso Simone e Simoncello: una passeggiata dedicata ai bambini (e alle loro famiglie) per avvicinarsi ai suoni e odori del bosco, accompagnata da favole della buonanotte nella natura, e una passeggiata notturna alla scoperta dei borghi abbandonati su antiche strade che raccontano storie di contadini, eremiti, viandanti e condottieri.

Cammino del Bonromeo

Un percorso intriso di spiritualità è il Cammino di San Francesco in Valmarecchia, durante il quale, in due giorni (23-24 settembre) di trekking, visiteremo gli stessi luoghi che il santo attraversò più volte lungo la Valmarecchia e i suoi panorami mozzafiato: il fiume, le aspre rupi e i borghi fortificati che sorgono su di esse.

Per l’ultimo tra gli itinerari a piedi che vi proponiamo, il Cammino del Bonromeo, si parte, il 24 settembre, da Montegrimano e, percorrendo l’antico sentiero panoramico in cui il vostro sguardo estasiato potrà spaziare dal mare al crinale appenninico e alle catene del Montefeltro sul quale si ergono, in parte, chiese e castelli, si giungerà all’interessante borgo di Montecerignone.

Parco naturalistico Sasso Simone e Simoncello

Per gli appassionati e gli irriducibili della bici, il 23 settembre percorreremo il lungomare di Rimini, attraversando il porto e il Borgo di San Giuliano fino al centro storico di Rimini. Infine, il 24 settembre, due “biciclettate”: il percorso naturalistico lungo il fiume Marecchia, fino al raggiungimento di un’oasi naturalistica, o l’itinerario della memoria che, passando attraverso Mutonia, ripercorre i luoghi della resistenza a Santarcangelo, esattamente nel giorno della sua Liberazione (Radio 100 passi seguirà l’evento).

Santarcangelo di Romagna

Vi aspettiamo per esplorare questi suggestivi territori: buone passeggiate 😉 
Qui trovate il programma completo.

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CA”
Valeria Lamanna
Tirocinante presso CAST – Centro di Studi Avanzati sul Turismo
Staff IT.A.CÀ Rimini

IT.A.CÀ fa tappa di nuovo a Rimini | 16 – 24 settembre 2017

Un nuovo appuntamento con il Festival Italiano del Turismo Responsabile.

Torna a Rimini il Festival del turismo Responsabile, con un ricchissimo programma nel mese migliore per la scoperta: settembre.

Porto di Rimini

Per il terzo anno, il Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) del Campus di Rimini, Università di Bologna, coordina l’edizione riminese del Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ – Migranti e Viaggiatori, il primo e unico festival in Italia che da 9 anni si occupa di turismo responsabile e innovazione turistica. Dopo aver attraversato con successo Bologna, Ferrara, Padova e Ravenna, dal 16 al 24 Settembre farà tappa a Rimini in un intenso viaggio alla scoperta del territorio riminese e del suo entroterra.

Dopo il successo della scorsa edizione, che ha registrato più di 600 visitatori, con ben 14 eventi in programma durante i 6 giorni della manifestazione e il coinvolgimento di 31 partner organizzatori, Rimini si prepara ad ospitare 9 giorni di workshop, laboratori, tavole rotonde, incontri culturali, itinerari a piedi e in bici, cene a tema e molto altro ancora, per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e sostenibile.  

“Rimini è una città ricca di storia e di affascinanti scorci che sta valorizzando il proprio passato, guardando al futuro e al legame tra mare, città ed entroterra” spiega Annalisa Spalazzi, Coordinatrice IT.A.CÀ Rimini “un territorio che vuole far scoprire le sue sfaccettature e che quest’anno vuole presentarsi ai visitatori nella sua veste di inizio autunno, tra i paesaggi incantati delle sue valli, il fascino del mare di settembre e l’imponenza culturale del suo paesaggio urbano”.

Immagine del festival “A passo d’uomo”

Con queste premesse, proprio a Rimini verrà ospitato, durante il festival, il Green Destination Day Italy in cui le realtà locali e nazionali si confronteranno sullo sviluppo delle destinazioni green, trasformando la città, il 22 settembre, nel centro di attrazione per la community delle destinazioni sostenibili in Italia.

Il turismo responsabile invaderà il territorio romagnolo con numerosi itinerari a piedi tra Val Conca e Val Marecchia, andando dalle escursioni nelle terre di confine, al trekking al tramonto sulla rupe di Maioletto, passando per il cammino del Borromeo. A Pennabilli, le escursioni in serale sono invece dedicate alla scoperta del bosco con una doppia proposta per adulti e per bambini. E per i più avventurosi, il 23 e 24 si percorreranno i 46 km del Cammino Francescano in Valmarecchia.

Non mancheranno gli itinerari in bicicletta sia in città che lungo il Marecchia, e una speciale pedalata per la liberazione di Santarcangelo ci porterà ad attraversare Mutonia, tra la scoperta delle comunità e della memoria così come il primo raduno di bici elettriche della Romagna.

Tra gli eventi in città, ogni sera esperti del settore e viaggiatori si confronteranno alla scoperta del turismo in tutte le sue sfaccettature,dal commercio equo e solidale al caffè letterario che mette a confronto i diversi approcci al turismo responsabile e sostenibile. Non mancheranno i racconti delle guide escursionistiche dell’Appennino; le esperienze dei travel blogger condivise durante aperitivi interculturalità, le tavole rotonde sui temi del turismo per anziani con i nipoti e sostenibilità del lavoro nel turismo.

Un’intera giornata sarà dedicata a laboratori sulla scrittura di un progetto di cooperazione internazionale e un workshop internazionale sulla cucina come strumento di integrazione. E ancora, gite in barca per pulire il mare, itinerari urbani per un calendario di 30 eventi.

Tutti gli eventi, saranno coinvolti da un contest, la Nove Rocche – la terra viva, una sfida fotografica per lanciare un innovativo progetto, per promuovere il turismo storico e culturale locale  (qui trovate le info per partecipare)

I trekking dell’associazione “Umana Dimora Rimini”

L’edizione riminese rientra tra le iniziative riconosciute a livello mondiale per l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo, dichiarato dalle Nazioni Unite, un riconoscimento importante  per la rete locale di IT.A.CÀ, impegnata nella valorizzazione del territorio.

Fino al 30 agosto sarà attiva una campagna di crowfunding sulla piattaforma di Eticarim per sostenere e supportare il festival con donazioni volontarie.

Scarica il comunicato stampa > COMUNICATO STAMPA IT.A.CA Rimini 2017

Tutti gli eventi sono a ingresso libero 

Programma dettagliato

IN COLLABORAZIONE CON
Piano Strategico Rimini Venture, Campus di Rimini, Il Ponticello Trekking Viaggi, A.I.T.R. – Associazione Italiana Turismo Responsabile, Più di 1000 – escursioni in Appennino, Il Palloncino Rosso, Seninter, PachaMama Commercioequo Rimini, Loving Hut Vegan Cafe, Spiaggia Marina Centro, Educaid onlus, RIU, Bar Lento, LaDirce, Dimoraenergia Lab, Cgil Rimini, Ass. Rione Montecavallo, Angolo Divino, Rimini Sparita, Adarte, Ass. Pedalando e Camminando/Fiab Rimini, Alberghi Tipici Riminesi, GreenDestinations, Comune di Santarcangelo di Romagna, Mutonia – Mutoid Waste Company, Anpi Santarcangelo Di Romagna, Chiocciola la casa del nomade, Museo Naturalistico di Pennabilli, Ceas, Centro visite, A passo d’uomo festival, Umana Dimora Rimini, Climate-KIC Italy, Mani Tese Rimini, Sunflower Beach Backpacker Hostels & Bar Rimini, Rimini Innovation Square,. Legambiente Santarcangelo di Romagna, Sir Fun Rimini, Grotta Rossa, Cooperativa Cento Fiori, Radio cento passi – voci libere, Newdada

CON IL PATROCINIO DI
MiBACT, Regione Emilia-Romagna, UNESCO , Fondazione UniVerde, 
Campus di Rimini , Comune di Rimini, Comune di San Leo  Comune di Santarcangelo, Comune di Novafeltria, Comune di Santagata Feltria, CAI Sezione Rimini, LAGAP.

IL FESTIVAL É COORDINATO A RIMINI DA:
Center for Advanced Studies in Tourism – CAST

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:
annalisa.spalazzi2@unibo.it | valentina.porrazzo@virgilio.it

Scarica il comunicato stampa di IT.A.CÀ Rimini > COMUNICATO STAMPA IT.A.CA Rimini 2017

Arriva IT.A.CÀ Parma 2 – 8 ottobre 2017 | per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica

NELL’ANNO INTERNAZIONALE DEL TURISMO SOSTENIBILE PER LO SVILUPPO RITORNA IT.A.CA Parma (3° edizione) PER SCOPRIRE E VALORIZZARE LE ECCELLENZE DEL TERRITORIO PARMENSE IN CHIAVE GREEN!

Nel panorama italiano, Parma si sta affermando sempre più come città turistica. Lo dimostrano le cifre: i dati sui flussi di turisti in città indicano che nel 2016 si sono superate le 700 mila presenze e che nell’arco di 5 anni, dal 2012 al 2016, le presenze sono aumentate del 25%. 

Il turismo è fonte di un importante indotto economico per la comunità e permette di mantenere vivi paesi e città. Favorisce la conoscenza di luoghi storici e culturali e permette di scoprire realtà e posti nascosti nelle periferie e sulle montagne. 

Il turismo, se non adeguatamente gestito, ha però un significativo impatto ambientale. Basti pensare agli impatti dei trasporti che portano i turisti nei vari punti d’interesse, ai quantitativi di rifiuti prodotti dagli stessi durante la permanenza in un luogo, ai consumi di materie prime e alla distruzione di habitat e biodiversità che si verifica quando non si pratica un turismo attento alla tutela della natura.

Parchi del Ducato – Parma

É quindi fondamentale chiedersi: in prospettiva futura come deve svilupparsi il turismo nelle città?

Come si possono scoprire e valorizzare le eccellenze del territorio di Parma (paesaggi e cibo, natura e cultura) in modo eco-sostenibile?

Per dare una risposta a queste domande, dal 2 all’8 ottobre 2017, si terrà a Parma la terza edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori – Festival del turismo responsabile.

Questo festival, nato a Bologna nove anni fa, è diventato un punto di riferimento per molte realtà turistiche che svolgono la propria attività seguendo i valori dello sviluppo sostenibile: conoscendo, valorizzando e tutelando il proprio territorio e la biodiversità locale.

Percorso – Alta via dei Parchi

Quest’anno il festival assumerà ancora più valore dal momento che l’ONU ha stabilito che il 2017 è l’anno internazionale del turismo sostenibile.

Per l’edizione 2017 in tutto il territorio parmense sono in programma diverse attività tra cui: un seminario sul tema dell’eco-ospitalità, del cibo locale e biologico, dei viaggi a piedi e in bicicletta, la proiezione del documentario “Alta Via dei Parchi”, per scoprire i paesaggi dell’Appennino Parmense.

Sono anche in programma presentazioni di libri, momenti di formazione ed educazione ambientale, mostre fotografiche, attività nei parchi e all’aria aperta, itinerari in bici o a piedi.

Quindi non resta che invitarvi a questa nuova avventura 😉

Programma IT.A.CÀ Parma 

Organizzazioni promotrici:

 

Con il Patrocinio di:

In collaborazione con:

 

Un viaggio è sempre una scoperta, prima di luoghi nuovi,
è la scoperta di ciò che i luoghi nuovi fanno alla tua mente e al tuo cuore.
Viaggiare è sempre, in qualche forma, esplorare se stessi. 
(Stephen Littleword)

“SOUVENIR” | Concorso Video

IT.A.CÀ Rovigo ha indetto un concorso rivolto a giovani dai 18 ai 35 anni per la realizzazione di un cortometraggio in 72 ore. I partecipanti avranno infatti a disposizione 72 ore per scrivere, girare e montare il loro cortometraggio della durata non superiore ai 3 minuti e con tema inerente al Turismo Responsabile in Polesine. Nel corso del 15 ottobre, giorno conclusivo del Festival IT.A.CÀ Rovigo, avverrà la proclamazione dei vincitori: i cortometraggi, proiettati durante i tre giorni del Festival, saranno valutati da una giuria tecnica e una popolare. La partecipazione è gratuita: il regolamento completo e i moduli di iscrizione sono disponibili qui di seguito.

Il termine ultimo per le iscrizioni è il 31 agosto 2017. 

CHI PUÒ PARTECIPARE
Il concorso Souvenir per cortometraggi si propone di coinvolgere attivamente giovani talenti artistici di età compresa fra i 18 e i 35 anni, mettendo in luce espressività e creatività affrontando le tematiche relative al Festival. 

La partecipazione è individuale o in gruppo, formato al massimo da tre componenti, per i quali deve essere indicato un capogruppo. 

Si potrà partecipare con live action, fiction, documentari, film di animazione, multimedia e sperimentali, di qualsiasi genere, realizzati con qualsiasi dispositivo digitale, dallo smartphone, alle più recenti videocamere e con qualsiasi software digitale o qualsiasi altra tecnica di elaborazione per film animati o ibridi. 

I video presentati dovranno avere una durata non superiore a 3 minuti, dovranno essere girati nel territorio della provincia di Rovigo, ed essere realizzati in formato 16:9.

COME PARTECIPARE
I partecipanti dovranno far pervenire entro il 31 agosto 2017 alle ore 12.00 la scheda di iscrizione, corredata dalla fotocopia del documento di identità all’indirizzo mail > itacarovigo@gmail.com

SCARICA, COMPILA E INVIA > Modulo Iscrizione concorso SOUVENIR | IT.A.CA Rovigo

Entro le ore 8.00 del 5 settembre 2017 verranno inviati agli iscritti il soggetto e una frase da inserire obbligatoriamente nel video. Entro le ore 24.00 dell’8 settembre 2017, i partecipanti dovranno inviare il file video, corredato da una breve didascalia (max 600 caratteri) su piattaforma wetransfer.

CRITERI DI SELEZIONE 
Le opere partecipanti saranno visibili dal 12 settembre al 10 ottobre sulla pagina Facebook del festival IT.A.CÀ, dove sarà possibile votare il proprio video preferito.
I 5 video che otterranno più voti accederanno alla finale e saranno proiettati all’interno del Festival che si terrà dal 13 al 15 ottobre 2017. 
Il giorno 15 ottobre, in occasione della giornata conclusiva del IT.A.CÀ Rovigo, saranno decretati i 3 vincitori del concorso da una giuria tecnica formata da professionisti del settore appositamente nominati. La giuria giudicherà i video sulla base di criteri di originalità nella costruzione del soggetto, efficacia del messaggio, abilità nella realizzazione e attinenza al tema.

PREMI 
Primo premio
Partecipazione gratuita al workshop di video-mapping con Antica Proietteria, sponsor di IT.A.CÀ Rovigo.
Secondo premio
Fine settimana immersi nel paesaggio del Delta del Po con Locanda del Nibbio, sponsor di IT.A.CÀ Rovigo.
Terzo premio
Mountain bike di Tmp Bike Innovation S.R.L. sponsor di IT.A.CÀ Rovigo.

REGOLAMENTO CONCORSO “SOUVENIR”

IT.A.CÀ Rovigo, Festival del Turismo Responsabile, ha indetto un concorso rivolto a giovani dai 18 ai 35 anni per la realizzazione di un cortometraggio in 72 ore. I partecipanti avranno infatti a disposizione 72 ore per scrivere, girare e montare il loro cortometraggio della durata non superiore ai 3 minuti e con tema inerente al Turismo Responsabile in Polesine. Nel corso del 15 ottobre, giorno conclusivo del Festival IT.A.CÀ Rovigo, avverrà la proclamazione dei vincitori: i cortometraggi, proiettati durante i tre giorni del Festival, saranno valutati da una giuria tecnica e una popolare.

Il termine ultimo per le iscrizioni è il giorno 31 agosto

1 – ISCRIZIONE
Possono iscriversi al Concorso Souvenir sia singoli che gruppi. Sono  ammessi tutti i cittadini italiani e i cittadini stranieri legalmente residenti in Italia con età compresa fra i 18 e i 35 anni.
Per iscriversi è necessario compilare il Modulo Iscrizione e inviarlo con copia di un documento d’identità, all’indirizzo e-mail > itacarovigo@gmail.com, specificando nell’oggetto “Partecipazione al Concorso Souvenir”. 
La partecipazione è gratuita e le iscrizioni devono avvenire entro le ore 12 del 31 agosto 2017. 

2 – SVOLGIMENTO DEL CONCORSO
Il 5 settembre 2017, entro le ore 08:00, i partecipanti riceveranno una mail con i parametri da rispettare nella realizzazione del cortometraggio: soggetto e frase da inserire obbligatoriamente nel video (pena l’esclusione dal concorso).

3 – CARATTERISTICHE TECNICHE
I cortometraggi dovranno avere una durata massima di 3 minuti. 
Tutte le immagini utilizzate nel cortometraggio dovranno essere realizzate durante le 72 ore a partire dall’orario di invio della mail contenente i parametri da inserire nel video (vedi punto 2). Nessun filmato d’archivio potrà essere utilizzato. 

4 – PRE PRODUZIONE
Il cortometraggio dovrà essere scritto, girato e montato nelle 72 ore ufficiali. Prima dell’inizio del concorso i partecipanti possono solo organizzare la produzione.

5 – CONSEGNA DEI FILMATI
I cortometraggi dovranno essere consegnati entro 72 ore dall’avvio del concorso. Pertanto, entro le ore 24 del giorno 8 settembre 2017, i partecipanti dovranno inviare il materiale prodotto corredato da una breve didascalia (max 600 caratteri) su piattaforma wetransfer all’indirizzo di posta elettronica itacarovigo@gmail.com. I file inviati dovranno essere in formato mp4. I cortometraggi inviati oltre il limite delle 72 ore non saranno ammessi al concorso. Verranno inoltre squalificati tutti i film che, per qualsiasi motivo, non saranno  visualizzabili (file danneggiato, formati diversi rispetto al regolamento, audio  irregolare) e/o che non contengano i parametri indicati dall’organizzazione (vedi punto 2). I film e i documenti inviati non saranno restituiti. 

6 – LICENZE
Nessun video sarà proiettato in mancanza delle liberatorie firmate (vedi scheda iscrizione). L’organizzazione declina ogni responsabilità per l’utilizzo di materiale protetto da copyright. I partecipanti non possono in nessun caso distribuire il film prima delle proiezioni  ufficiali pena la squalifica dal concorso

7 – CONTENUTI
Per poter essere ammessi al concorso i cortometraggi non devono: 
– contenere materiale pornografico;
– violare la privacy;
Per poter essere ammessi al concorso i cortometraggi devono: 
– contenere i parametri indicati (vedi punto 2)
L’organizzazione si riserva il diritto di squalificare le opere che non rispettino le regole indicate. 

8 – CRITERI DI SELEZIONE
Le opere partecipanti saranno visibili dal 12 settembre al 10 ottobre sulla pagina Facebook IT.A.CA’ Rovigo, Festival del Turismo Responsabile, dove sarà possibile votare il proprio video preferito. I 5 video che otterranno più voti, accederanno alla finale e saranno proiettati all’interno del Festival che si terrà dal 13 al 15 ottobre 2017. Una giuria  tecnica composta da esperti del settore, valuterà i video sulla base di: criteri di originalità nella costruzione del soggetto, efficacia del messaggio, abilità nella realizzazione e attinenza al tema stilando una graduatoria. 

9 – PREMIAZIONE
I primi 3 cortometraggi selezionati (punto 8) saranno premiati domenica 15 ottobre 2017, durante la giornata conclusiva di  IT.A.CÀ Rovigo, Festival del Turismo Responsabile. 

10 – NOTE LEGALI
La partecipazione al concorso implica la completa e incondizionata accettazione del  presente regolamento.

Evento in collaborazione con:

Intervista a Luca Gianotti | Autore del libro “RAPPORTO A KAZANTZAKIS, LA TRAVERSATA DI CRETA A PIEDI”

«Non mi aspetto nulla, non ho paura di nulla, sono libero »
[Nikos Kazantzakis]

In occasione della 9°edizione di IT.A.CÀ avremo il piacere di ospitare Luca Gianotti e di presentare il suo libro Rapporto a Kazantzakis, la traversata di Creta a piedi, edito Edizioni dei Cammini.
26 giorni per attraversare 500 km di sentieri attraversando l’isola di Creta da parte a parte, il libro racconta l’esperienza del viaggio attraverso un vero e proprio resoconto fatto, idealmente, a Nikos Kazantzakis, il famoso scrittore cretese che, a parte Zorba il greco, intitolò la sua biografia Rapporto a El Greco (il famoso pittore era un suo antenato).

L’intervista a Luca Gianotti anticipa il suo intervento all’interno della 9° edizione di IT.A.CÀ; l’appuntamento è per tutti domenica 21 maggio alle ore 18.00 presso le Serre dei Giardini Margherita. Buon viaggio!

> Luca Gianotti è camminatore e viaggiatore instancabile, nonché filosofo, scrittore e fondatore della Compagnia dei Cammini, associazione che organizza viaggi a piedi, con l’asino,  a vela e scarponi, esperienze di meditazione, trekking e molto di più. Cosa l’ha spinta a intraprendere la strada del turismo sostenibile e responsabile? Come e quando nascono la sua passione e il suo impegno?

Negli anni dell’università cominciai a camminare sui sentieri italiani ed europei, scoprendo il lato terapeutico del camminare, e il lato selvatico che dorme dentro di noi. Dopo alcuni anni di passione volontaria ho tentato nel 1993 di fare il salto e diventare professionista, a quel tempo non esistevano persone che vivevano di questo lavoro e sono diventato guida escursionistica specializzata in cammini. Ho avuto fortuna (e coraggio) e il camminare è diventato il tema principale della mia vita. In quegli anni si cominciava a parlare di turismo responsabile e subito aderii a quella filosofia; ho visto i danni del turismo di massa e quindi lotto da anni per un turismo che abbia invece ricadute positive sul mondo, comportandosi in maniera etica verso gli altri, portando cultura e risorse eque ai popoli incontrati, minimizzando l’impatto ambientale.

Il camminare mi ha poi aperto tante strade a sorpresa: dal percorso di ricerca interiore da cui è nato il Deep Walking, alla direzione artistica di festival dedicati a questo tema, alla scrittura, alla direzione editoriale. 

> In occasione della nona edizione di IT.A.CÀ presenterà il suo ultimo libro “Rapporto a Kazantzakis, la traversata di Creta a piedi”. Vuole raccontarci qualcosa del suo libro e aggiungere qualcosa (qualche emozione/sguardo/pensiero) che pensa sia rimasto fuori dalla narrazione?

Nel 2010 mi sono fatto il regalo di camminare un mese da solo attraversando l’isola di Creta a piedi per 500 km di sentieri. Amo Creta perché è la perfetta sintesi tra oriente e occidente, prende il meglio di entrambi questi approcci alla vita. Da questo mio cammino è poi nata la Via Cretese, un percorso segnato e aperto a tutti, che comincia a essere frequentato da tanti camminatori europei. Il libro che ho appena pubblicato parte dal diario di quel cammino di alcuni anni fa, ma poi in questi anni ci ho lavorato piano piano, aggiungendo storie, e costruendo un piano narrativo in forma di rapporto che io faccio al grande scrittore cretese Nikos Kazantzakis: io, l’allievo che racconta il suo viaggio al maestro.

Perché Kazantzakis è un grande filosofo e scrittore, purtroppo troppo dimenticato, a causa della messa all’indice dei suoi libri da parte della chiesa per aver raccontato un Cristo con passioni umane in L’ultima tentazione di Cristo. Spero che il mio libro serva da stimolo per rileggere Kazantzakis, partendo da Zorba il greco e passando per il libro su San Francesco, una biografia del poverello di Assisi che fa di lui un orientale, un mistico.

Rispetto al libro aggiungerei questo: le zone di confine tra la cultura occidentale e quella orientale, la contaminazione tra queste due culture, possono aiutare il nostro futuro, per trovare una strada nuova verso una società migliore.

> In 26 giorni ha attraversato tutta l’isola di Creta giungendo, infine, a buttare in mare il sasso nero a forma di cuore raccolto da sua moglie nella spiaggia di partenza, sul lato opposto dell’isola. Mi ha colpito che abbia definito quel sasso uno “straniero” e prendo spunto per chiederle chi è, secondo lei, lo straniero e quali sono, secondo lei, gli interventi a livello locale più idonei a favorire l’integrazione sociale in un momento storico come questo.

Non sono un politico quindi non mi è facile rispondere a domande come questa. Posso dire che io mi sento straniero quasi dappertutto, avendo perso da anni la mia “heimat”, la mia patria. Un sasso nero su una spiaggia bianca. Ma questa condizione di alterità può e deve sempre essere vista come risorsa, mai come limite. Essere senza patria significa essere liberi, liberi pensatori che girano il mondo portando le nostre idee e lasciando semi, dai quali possono nascere contaminazioni sensazionali. “Integrazione” è un concetto che non userei, perché in fondo integrazione significa perdere la cultura di partenza per adeguarsi a quella di arrivo, vuol dire per un sasso nero diventare grigio per adeguarsi alla spiaggia bianca. Preferisco ci sia meno integrazione e più diversità, le diversità che convivono sono la vera ricchezza, così come l’oriente e l’occidente fanno ricca Creta e il pensiero di Kazantzakis.


> La sua associazione, Compagnia dei Cammini, collabora da diverso tempo con IT.A.CÀ quindi possiamo permetterci di chiederle che valore ritiene abbia il Festival nell’ambito del turismo sostenibile italiano e cosa si aspetta dalla prossima edizione?

I Festival sono una ricchezza se aprono dibattiti, se lanciano idee nuove, se seminano piccoli semi di consapevolezza. Ecco cosa mi aspetto da IT.A.CÀ di quest’anno, osare con il pensiero. Andare oltre le solite categorie, anche la categoria “turismo responsabile” si è indebolita istituzionalizzandosi e rimanendo spesso uno slogan vuoto, servono sfide nuove, serve assumersi in prima persona la responsabilità delle scelte, alzare il tiro. Per esempio creando davvero una netta separazione culturale tra turismo di massa e turismo sostenibile, adesso non è così, ci sono troppi punti di contatto, troppe realtà che stanno a metà tra le due. Serve un approccio al turismo realmente no profit, forse anche la parola “turismo” dovrebbe essere usata solo per intendere quello di massa, prendere le distanze e dire che noi vogliamo fare altro.

E cominciare a metter giù un manifesto vero di quello che vogliamo fare.

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Chaira La Piana

 

Sport per tutti – itinerari accessibili in Emilia-Romagna

Cari lettori e care lettrici,

Matteo Brusa

oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” incontriamo Matteo Brusa, consigliere e segretario generale della Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi impegnata nella promozione di uno sport inclusivo.

> Quando nasce la Fondazione e con quale scopo?

 In occasione della vittoria di Silvia Parente, sciatrice non vedente guidata da Lorenzo Migliari nelle paraolimpiadi di Torino 2006, sull’onda emotiva del grande successo sportivo, nasce la Fondazione per lo Sport dal Super Sci Club Silvia, intitolato alla memoria di Silvia Rinaldi, giovane e promettente sciatrice vittima di un incidente in montagna.

La Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi ONLUS è un ente di diritto privato e svolge attività nel settore dello sport dilettantistico principalmente nel territorio della Regione Emilia-Romagna ed esclusivamente con finalità di solidarietà sociale.

La principale attività istituzionale è la realizzazione di progetti che favoriscano e rendano possibile la pratica dello sport dilettantistico da parte di portatori di handicap fisici e psichici a cui si affiancano altre iniziative per incentivare la pratica sportiva dilettantistica di giovani a rischio di devianza o in situazione di disagio familiare.

In generale quindi, le attività della Fondazione sono volte ad arrecare beneficio alle persone svantaggiate in ragione delle loro condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali, familiari. 
Nell’anno 2012 la Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi ONLUS ha ottenuto la menzione speciale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia. I membri promotori hanno ottenuto l’onorificenza al merito della Repubblica Italiana per meriti sportivi conferita dal Presidente della Repubblica.  

> La Fondazione ha realizzato e realizza tuttora numerosi progetti, ma quali sono quelli che hanno riscosso un maggiore successo o che vi hanno dato semplicemente maggiori gratificazioni?

É vero, sono tanti i progetti che sono stati realizzati finora per sostenere gli sport che più amiamo e che più hanno segnato la nostra vita finora; quando dico “nostra” mi sento di parlare a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione, che è prima di ogni altra cosa un gruppo di amici malati di sport all’aria aperta. In effetti in questi dieci anni di attività abbiamo portato avanti progetti legati allo sci alpino, all’arrampicata sportiva e all’alpinismo, al nordic walking, alla mountain bike. Declinati in varie modalità, hanno tutti il fine di facilitare l’accesso allo sport e l’avviamento all’agonismo di persone con disabilità fisiche, cognitive e sensoriali.

Difficile fare una classifica di quali progetti ci abbiano dato maggiori soddisfazioni; in quello che facciamo riceviamo così tante gratificazioni che elencarle tutte non sarebbe possibile!

> Quali sono invece le principali difficoltà che dovete affrontare nella realizzazione delle vostre attività?

La risposta, quando si parla di ONLUS, potete immaginarla: i fondi. Non è difficile avere buone idee, non abbiamo problemi di passione o di tempo da dedicare alle nostre attività, in ciò che facciamo siamo prima di tutto guidati dal cuore.

Gli enti benefici come il nostro si basano sulle donazioni di privati di aziende, che credono in ciò che facciamo, e di fondi erogati in seguito alla partecipazione a bandi pubblici e privati; ciò che vorremmo fare non ha limiti e continueremo a portare avanti i nostri progetti sperando in un maggiore aiuto, anche da parte degli enti pubblici.

> La Fondazione lavora principalmente sul territorio dell’Emilia Romagna, ma non esclusivamente, in quanto propone anche viaggi all’estero. Avete in progetto nuovi viaggi e nuovi territori?

Ebbene si! Siamo legati al nostro territorio regionale perché siamo quasi tutti emiliani, ma la verità è che non abbiamo confini: in agosto 2017 la nostra Presidente Silvia Parente, già campionessa mondiale di paraclimbing, si recheràin Perù, nella Cordillera Blanca, assieme ad una spedizione di atleti normodotati e ad un altro atleta disabile. Obiettivo della missione alpinistica sarà quello di tracciare nuove vie di arrampicata, fra cui alcune dedicate anche agli sportivi con disabilità. Il progetto si chiama ArrampicAnde, sul sito www.arrampicande.it potrete trovare tutte le informazioni utili. Basta poco per comprendere che i limiti che abbiamo esistono solo nella nostra testa.

> Quest’anno parteciperete alle 9° edizione di IT.A.CÀ: che cosa proporrete? Cosa significa per voi far parte della rete del turismo responsabile?

Sabato 27 maggio, alle ore 11, presenteremo il progetto “Sport per tutti – itinerari accessibili in Emilia-Romagna”; saranno presenti la nostra Presidente Silvia Parente e Danilo Rossi, atleta della squadra nazionale di para-sci-alpino che ha collaborato per la mappatura degli itinerari a bordo della sua hand-bike.

Il progetto è ambizioso: creare una rete di 45 itinerari ciclabili che siano accessibili a persone con disabilità motoria (a bordo di han-bike o e-bike) e sensoriale (a bordo di mountain tandem) in tutta la nostra Regione. Il progetto è quasi concluso e presenteremo alcuni dei percorsi che si snodano in aree ad elevata naturalità del territorio regionale.

Per noi far parte di una rete di promozione del turismo responsabile è prima di tutto una grande responsabilità: proporre strumenti per l’accessibilità e per il turismo non è un compito semplice, perché le richieste da parte degli utenti sono estremamente varie e le risposte giuste possono essere date solo da persone competenti che sappiano accettare una sfida in cui è in palio la gioia altrui. Fare parte di una rete significa avere il più grande dei vantaggi: poter collaborare, condividere esperienze, errori, successi, ma soprattutto poter sempre contare su qualcuno più bravo di te laddove tu non riesci ad arrivare. Fare rete è un’opportunità che vogliamo cogliere al volo e ringraziamo il Festival IT.A.CÀ  perchè ci ha permesso di incontrare nuovi interessanti soggetti con cui far partire nuove sfide!”

Grazie Matteo, accogliamo il tuo invito a partecipare sabato 27 Maggio, presso la Velostazione Dynamo, alla presentazione del nuovo progetto della Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi.
A seguire lo staff di Cervelli in Azione presenterà i suo progetti di turismo accessibile.

Vi ricordiamo anche che le due giornate del 27 e del 28 maggio presso la Velostazione Dynamo sono interamente dedicate al turismo Accessibile:

Handyamo, si parte! Turismo accessibile in velostazione #1 > Sabato 27 maggio
Handyamo, si parte! Turismo accessibile in velostazione #2 > Domenica 28 maggio

                                                                                                                            Rubrica “In viaggio verso I.TA.CÀ”
Irene Aprile

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