Yunnan: in bicicletta nel sud ovest della Cina, fra modernità e tradizione!

Oggi nella nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CA” parliamo bicicletta e di viaggi con un incredibile itinerario in sella alla nostra amata due ruote nel sud della Cina fino alle magiche vette dello YUNNAN.

Gennaio 2007: sembra finalmente realizzabile il sogno di pedalare in Tibet, fino al 2006 accessibile solo per gruppi di ciclisti organizzati da agenzie turistiche.

Abbiamo già in mano il biglietto aereo per lo scalo di Guangzhou (meglio conosciuta come Canton) ed un itinerario di massima studiato sulle carte. Poi, all’ultimo momento, un contrordine da parte delle autorità cinesi, pare come risposta a dimostrazioni anti governative inscenate da alcuni turisti americani in Tibet. Di nuovo il volto autoritario del governo cinese nei confronti delle minoranza etniche si traduce in ostacolo alla libera circolazione degli stranieri. Ci troviamo così a dover decidere una meta alternativa: lo Yunnan, provincia sudoccidentale della Cina che fin dall’antichità costituisce un crocevia tra diverse realtà geografiche ed etniche, ci sembra un’ottima scelta. Visto che la parte più settentrionale dello Yunnan confina con il Tibet, decidiamo di provare a raggiungere simbolicamente la linea di confine iniziando a pedalare direttamente dal capoluogo Kunming. Se non possiamo pedalare nel Tibet vero e proprio, se non altro inizieremo a respirarne l’atmosfera.

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Siamo consapevoli del rischio pioggia, dal momento che agosto è in piena stagione monsonica, ma accettiamo la sfida. Purtroppo non potevamo prevedere un monsone particolarmente violento, che ha provocato ingenti danni in tutto il sud asiatico e che per noi ha comportato qualche disagio in più…

Ci ritroviamo a pedalare per oltre 1200 km quasi costantemente sotto un cielo cupo e minaccioso, spesso sotto una pioggia insistente. La latitudine tropicale fa si che la temperatura sia abbastanza mite con l’eccezione dei passaggi alle quote più elevate.

Scegliamo di percorrere l’antica strada che collega verso ovest Kunming a Dali, conosciuta come Burma Road in quanto realizzata per le relazioni con la vicina Myanmar, l’ex Birmania. Quando finalmente riusciamo ad allontanarci dalla periferia industriale, ci ritroviamo a pedalare attraverso una zona collinare, sempre intorno ai 2000 m di altitudine, dove i campi di riso si alternano a quelli di tabacco e mais. Dali è stata la capitale di un antico regno sopravvissuto fino all’invasione mongola nel XIII° sec, di cui conserva un bel centro storico con case basse in pietra e legno, alcune splendide pagode e un centro monastico buddista, recentemente ricostruito dopo le distruzioni del periodo della Rivoluzione Culturale. Un po’ demoralizzati dal persistere della pioggia, decidiamo però di non mollare e di proseguire verso la tappa successiva: Lijiang, altra città storica caratterizzata dalla cultura dell’etnia Moxi, ancora oggi estremamente vitale. Siamo impressionati dall’imponente flusso di turisti cinesi che ogni giorno invade le strette viuzze della città vecchia.

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Da qui puntiamo verso nord lungo una strada secondaria che attraversa il parco di Yulong Mountains. Una sequenza di enormi stampe digitali appena installate sul bordo della strada ci illude di vedere davvero quegli splendidi scorci di montagne e ghiacciai che, invece, restano ostinatamente nascosti dietro una cortina di nuvole. Pedaliamo lungo la bella strada che si snoda in mezzo a un bosco misto che profuma di resine, muschi e funghi. Nei pressi di un piccolo villaggio troviamo ricovero presso una famiglia che ha due letti in più per i rari viaggiatori. Non ci sono materassi, ma stuoie in paglia e coperte in lana infeltrita: per la notte usiamo i nostri sacchi a pelo.

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La proprietaria ci invita ad avvicinarci alla stufa a legna, attorno a cui si raduna la famiglia. A questa altitudine, 3300 m, in una giornata piovosa, fa piacere il caldo del fuoco, nonostante siamo in piena estate tropicale. La nostra cena è a base di patate cotte sulla stufa! Tocchiamo con mano le contraddizioni della Cina di oggi: alle città moderne brulicanti di strutture turistiche si contrappone una campagna ancora povera e arretrata.

Il giorno successivo scendiamo fino alle rive dello Yangtze, il mitico fiume azzurro che attraversa verso est l’intero territorio cinese. Lo attraversiamo su un battello all’altezza delle gole dette “del Salto della Tigre”, dove un dislivello di quasi 4000 metri separa le vette più alte dallo stretto alveo del fiume.

Risalendo sul versante settentrionale ci avviciniamo a Zhongdian, capoluogo dell’area tibetana conosciuta come la mitica “Shangri-La”, dopo la pubblicazione del romanzo di successo “Lost Horizon” dell’inglese James Hilton. Attraversiamo una serie di passi oltre i 4000 metri, tra praterie di alta quota e lingue di ghiacciai che scendono dalle montagne più alte.

Tutto qui evoca il Tibet: i tratti somatici della gente, i monasteri, la lingua, le architetture. Quando diciamo che vogliamo arrivare al confine tra Yunnan e Tibet, ci viene risposto: siamo già in Tibet! Arrivati a Deqin, ultima città prima del confine, decidiamo di fermarci al balcone panoramico che si affaccia sulla valle del Mekong: un altro grande fiume dell’Asia, che si dirige a sud verso la penisola indocinese, dove porta le acque e i detriti originati dalla catena himalayana. Il Tibet non è lontano, in realtà ci siamo pienamente immersi, perché quello che conta davvero non sono le demarcazioni amministrative ma le culture, le tradizioni, i sentimenti della gente…

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Consigli per pedalare sotto la pioggia

Pedalare sotto la pioggia non è certo l’aspirazione della maggior parte dei cicloturisti… ma anche questo tipo di esperienza ha il suo fascino! Quando si viaggia in un paese climaticamente a rischio, è opportuno essere adeguatamente preparati per essere in grado di proseguire l’itinerario previsto senza troppi disagi. Indispensabile avere alcuni pezzi dell’attrezzatura da perfettamente impermeabili.

Dal punto di vista dell’abbigliamento, importante indossare capi di tessuti traspiranti, che disperdano rapidamente umidità e sudore. Come al solito, meglio avere diversi strati da variare in base alle temperature, che sulle montagne dello Yunnan possono essere assai differenziate.

Le biciclette sono più confortevoli se ammortizzate anteriormente: l’importante è che siano robuste!

Quando le ore di pedale sono tante, se si attraversano paesi si può provare a mangiare in qualsiasi ristorantino del riso bollito e qualche verdura facilmente digeribili. Meglio comunque avere una scorta di barrette energetiche di emergenza.

Per sopperire a eventuali carenze alimentari, in viaggio prendiamo sempre qualche supplemento vitaminico e qualche estratto vegetale per aumentare le difese immunitarie.

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Info di viaggio

Il capoluogo dello Yunann, Kunming, è una città di oltre 3 milioni di abitanti servita da numerosi voli interni che la collegano alle principali città della Cina. Per raggiungere altre località turistiche nel nord della provincia, a parte l’esperienza ciclistica si può viaggiare in aereo (Dali, Lijiang, Zhongdian) o in pullman.

In tutti i centri importanti l’offerta di servizi alberghieri è ricca e sempre a prezzi molto convenienti. Dal punto di vista della ristorazione, ottima e varia la cucina cinese. Chi ha nostalgie dei gusti “di casa”, però, può soddisfarli solo nei principali centri turistici, dove qualche gestore presta particolare attenzione alla clientela non asiatica.

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CA”
Grazia Franzoni
Marco Berta

 

 

 

 

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