Tutta discesa verso mari e monti dell’Abruzzo

Suggestioni per un viaggio in bici attraverso l’Appennino Centrale

Esalazioni dall’asfalto, luoghi comuni e docce fredde di breve consolazione. La stagione estiva urbana livella la parabola delle aspirazioni personali su un unico orizzonte: andare in vacanza.

E che sia bella, rigenerante, avventurosa ma comoda, in compagnia, ma lontano dai carnai delle spiagge, in un posto fresco, ma da maniche corte, dentro le due settimane di ferie e soprattutto che si spenda poco.

La città suda e non importa la meta, l’unica cosa che conta è partire.

Se state cercando tutto questo la risposta è una sola: chiamate 3-4 amici fidati (no coppie instabili, no amico del cugino), ingrassate la catena della vostra mountain-bike, radunate un bagaglio minimo e appropriato e passate dal vostro libraio di fiducia (es. la libreria Modo a Bologna, in via Mascarella), dove troverete fresco di stampa «Tutta discesa» (Marina Girardi per Comma 22 Editore), il diario a fumetti di un viaggio in bici da Bologna al cuore dell’Abruzzo attraverso l’Appennino Centrale.

 

Una narrazione senza peso, dove le erbe e insetti protagonisti accanto ai compagni di viaggio, e i dettagli di una lunga salita segna lo sguardo del viaggiatore più di centinaia di chilometri visti da un finestrino.

Il nostro consiglio è di ripercorrere l’itinerario di Marina Girardi.

Caricate biciclette e bagagli sul treno regionale fino a Pesaro (attenzione a verificare e prenotare il posto bici) e poi su in sella, accarezzando Urbino, il Parco Regionale del Monte Cucco, la via Flaminia, Norcia, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Amatrice, il Gran Sasso, il Passo delle Capannelle, Campo Imperatore, Rocca Calascio, fino a Popoli.

Se invece le due settimane si fanno strette potete optare per una virata verso l’Umbria: in treno fino ad Ancona, cambio per Spoleto e poi godersi l’itinerario dell’entroterra passando per Norcia.

Potrete godere di uno e stupefacente percorso fatto di endorfine da pedalate e fresca natura. Se per godere dei paesaggi mozzafiato le tappe si fanno molto brevi e la compagnia arranca sulle salite roventi, ripetete ciclicamente che sulla bici non conta la meta, ma il viaggio.

L’Appennino Centrale è una terra generosa e ospitale (in caso di forature tra le montagne non fermatevi a chiedere aiuto o rischierete di rimanere ospiti per tutta la settimana), traboccante di ogni genere di bellezza naturale. Per alleggerire il bagaglio e le incombenze logistiche vi consigliamo di optare per qualche struttura ricettiva anziché il classico bici+campeggio.

Potete andare sul sicuro rivolgendovi all’agenzia online Ciclodipendenza o controllare le strutture del database Albergabici, che garantiscono servizi ai viaggiatori in bicicletta senza sovrapprezzi o spiacevoli inconvenienti: ciclofficina, parcheggio coperto per la bici, colazioni sane e la possibilità di lavare e asciugare l’unico cambio che avete portato. Se il budget è troppo stiracchiato o se per voi il viaggio è soprattutto un’occasione per fare amicizia vi suggeriamo di iscrivervi al network di ospitalità per cicloviaggiatori – warmshowers, con il quale è possibile essere ospitati gratuitamente da persone del luogo, nello spirito della condivisione e dello scambio culturale.

Un viaggio in bici non ha tappe obbligate, la divagazione è la strategia migliore per conoscere e godere degli spazi.

 foto bici

Se il tempo non vi manca vi consigliamo di proseguire il viaggio per Pescara (in treno). Raggiunta la costa potrete puntare verso nord sfruttando i molti tratti ciclabili, ma vi consigliamo prolungate soste ristoratrici sulla spiaggia e un bagno prima di ripartire per Martinsicuro.

Si può riprendere il treno, nel viaggio di ritorno il libro di Marina Girardi merita una seconda lettura, e magari qualche appunto o qualche piccolo disegno a penna sul retro di copertina, perché il viaggio lo avrete fatto insieme: non andrà perso nulla, è tutto conservato nel vostro sguardo, ritornare a casa sarà «Tutta discesa».

Buon viaggio!

Salvaciclisti – Bologna
Simona Larghetti

2 commenti
  1. pj
    pj dice:

    Bel libro e bellissima la recensione! Lo presentiamo alla prossima edizione di ITACA? Magari in sella, alla ricerca delle poche discese bolognesi!

    Rispondi

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