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Torna IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori | Il decimo traguardo del primo e unico festival italiano del turismo responsabile

 14 tappe da maggio a ottobre 2018 – Grande attesa per la decima edizione di IT.A.CÀ, appena premiato dopo il Messico e l’Indonesia, nella categoria Innovation in Non-Governmental Organizations dall’Organizzazione Mondiale del Turismo agli UNWTO AWARDS di Madrid. Un riconoscimento importante per il festival nazionale, che dimostra il suo ruolo centrale nelle dinamiche turistiche italiane e nella produzione di modelli sostenibili.

E al crescere delle candeline del decennale, aumentano anche i territori coinvolti che dopo la tappa felsinea, seguiranno il festival a ruota: dai Monti Dauni al Parco Nazionale di quelli Sibillini, dal Gran Sasso al Salento, dalle città di Rimini, Reggio Emilia, Parma, Napoli, Ferrara, Pavia e Ravenna, alle terre del Trentino e del Monferrato. 14 tappe, quindi e un unico principio nazionale di promozione turistica, secondo valori di equità e giustizia sociale: mostre, progetti innovativi, appuntamenti inclusivi, incontri, convegni, eventi in piazza, concorsi, camminate fluviali, itinerari a piedi e a pedali, trekking in zone poco conosciute, laboratori, geo esplorazioni, degustazioni di prodotti tipici, presentazioni di libri e proiezioni di film, per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

E c’è dell’altro.
In scia al recente protocollo d’intesa firmato dalle Città metropolitana di Bologna e Firenze, IT.A.CÀ – che da anni insiste sull’importanza di abbandonare la tradizionale visione del viaggio circoscritto al centro città – intende immaginare e pianificare una nuova geografia del turismo. Una delocalizzazione strategica dei flussi turistici che possa espandersi fino ai territori dell’Appennino Bolognese, fulcro di una straordinaria eredità naturalistica e di una storia antichissima. Nel weekend 1-3 giugno, gli appuntamenti in programma del decennale del festival si trasferiranno proprio in quei luoghi, per porre l’attenzione sui territori marginali e delle aree interne e proporre soluzioni strategiche e sostenibili. Cultura, progettualità, riflessioni sulle eccellenze paesaggistiche, identità storiche da valorizzare e momenti di formazione per la creazione di imprese integrate, atte ad accogliere nuove professionalità in ambito turistico e promuovere lo sviluppo del turismo responsabile e sostenibile in loco, saranno il cuore pulsante della tre giorni in Appennino.

Foto di Giuseppe Giuliano – WoK Photography

Nel decennale della sua attività, il festival coglie l’occasione anche per inaugurare IT.A.CÀccessibile, una piattaforma web, nata dal progetto risultato vincitore del PTPL 2017 (Programma Turistico Promozione Locale) a Bologna e realizzato in collaborazione con una rete di associazioni e aziende che operano nell’ambito della disabilità. Una vera e propria community bolognese del turismo accessibile che propone un ventaglio di temi di confronto e appuntamenti fruibili che partendo dal concetto di disabilità, ambiscono al superamento dei limiti in una città che vuole diventare più attenta alle esigenze dei suoi abitanti, dei cittadini e dei turisti che accoglie. E lo fa con le persone stesse, con quelle che nella disabilità ci vivono ogni giorno e che insieme possono offrire spunti di riflessione. Perché oggi, fare rete è diventato necessario. E IT.A.CÀ, lo sa.

Ci ha creduto sin dal suo nascere, diventando un vero e proprio network fra enti, una piattaforma d’innovazione sociale, grazie alla quale oggi moltissime associazioni, follower, gruppi di cittadini, ONG, strutture ricettive, enti, consorzi e imprese hanno potuto intrecciare collaborazioni e co- progettazioni attive e partecipate. Fra queste, l’Università di Bologna e la Destinazione Turistica Bologna metropolitana che riconfermano il sodalizio con IT.A.CÀ, lanciando un photo challenge su Instagram, aperto a tutti e in scadenza al 25 aprile, per raccontare attraverso la fotografia, il ruolo dell’Ateneo come polo di attrazione ‘turistica’ (inter)nazionale.

Rimane confermata anche la collaborazione con Ecobnb, la community italiana ed europea del turismo sostenibile, che insieme al festival IT.A.CÀ hanno appena lanciato anche quest’anno il contest Adotta un turista per premiare la migliore idea di esperienza eco-sostenibile. In premio tre soggiorni green per due persone in Italia. Scadenza 25 maggio 2018.

Non ci resta dunque che aspettare ancora qualche settimana e goderci questo decimo viaggio all’insegna dell’inclusione e della sostenibilità.
 

Illustrazione dell’immagine IT.A.CÀ 2018 è stata realizzata da Eliana Albertini

Il festival è promosso e organizzato da Associazione YODA, COSPE Onlus, NEXUS E–R.
Con il Patrocinio di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Bologna Welcome, Unesco, Città Metropolitana di Bologna, Bologna City Branding, Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.

In collaborazione con Università di Bologna, Salus Space, Mibact Emilia Romagna, Kilowatt, Alce Nero, Velostazione Dynamo, Urban Center Bologna, A.I.T.R Associazione Italiana Turismo Responsabile, ASP Città di Bologna, Ass.ne TerzoTropico e ASviS Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Contatti Ufficio Stampa 
IVANA CELANO
cell. +39 349 06 44 923
stampa@festivalitaca.net
www.festivalitaca.net
Scarica CS festival IT.A.CÀ

 

 I magnifici 5 sensi | Turismo accessibile a Bologna

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

continua il progetto sullo sviluppo della rete che si occupa di turismo accessibile a Bologna, grazie al finanziamento di 4.000 euro messi a disposizione dal PTPL 2017 tramite il festival IT.A.CÀ, che prevede la realizzazione di itinerari, workshop e progetti per il miglioramento della fruizione della Città metropolitana di Bologna da parte di tutti i city users: sia dei residenti che dei turisti.

Questa progettazione ha dato forma al portale it.ac.accessibile  che si occupa di turismo accessibile e inclusivo. Ne fanno parte diverse realtà che operano a Bologna nell’ambito della disabilità: Cervelli in Azione, Local Pal, l’Altro Spazio, La Girobussola, Fondazione per lo sport Silvia Rinaldi, Museo Tolomeo – Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, Cooperativa Accaparlante, Associazione Farm, Velostazione Dynamo, Gruppo Elettrogeno Teatro e con un’apertura a nuove realtà che vorranno in futuro contribuire alla crescita del progetto! 

Mercoledì 28 marzo alle 18.00 avremo il secondo importante appuntamento, dopo lo spettacolo Rimandami sul mare dello scorso mese, un laboratorio teatrale incentrato sul tema del viaggio, inteso come trasferimento dentro e oltre i confini dell’identità, liberamente ispirato al racconto di Ulisse, a cura di Gruppo Elettrogeno Teatro, in collaborazione con Cooperativa Accaparlante e Associazione La Girobussola.

Foto di Francesco Pierantoni

Vi invitiamo, quindi, questo mercoledì 28 marzo 2018 alle 18.00 per un momento di confronto presso L’Altro Spazio a Bologna,  per scoprire come rendere la casa accogliente per un ospite sordo, non vedente o in carrozzina, in collaborazione con la rete dei nostri partner di Local Pale dell’Associazione Farm | L’Altro Spazio.

L’evento porterà alla creazione di un itinerario ludico formativo che coinvolge gli host della rete Local Pal di Bologna e intraprende un percorso costituito da varie tappe presso le case di persone con disabilità, con l’intenzione di approfondire il tema dell’accoglienza turistica e delle persone disabili. I risultati di questo percorso saranno presentati all’interno della 10° edizione del festival IT.A.CÀ Bologna dal 25 maggio al 3 giugno 2018. 

Durante l’appuntamento all’Altro Spazio, degustando un buon aperitivo, si raccoglieranno le adesioni per i workshop co-organizzati da diversi collaboratori: persone sorde, persone con disabilità motoria, ciechi e ipovedenti.
Per favorire il contatto tra le persone disabili e gli host di Local Pal saranno anche organizzati delle visite presso le case delle persone disabili e, viceversa, quest’ultime andranno a casa degli host per fare dei “sopralluoghi” e dare consigli utili.

Info > Evento FB 

Continua il nostro viaggio per una città sempre più accessibile a tutti/e:-)

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli 
Responsabile Comunicazione e Social Media 

 

 

IT.A.CÀ investe 4.000 euro sul network del turismo accessibile bolognese

 Cari amici e care amiche di IT.A.CÀ,

oggi vogliamo aggiornarvi sul percorso che stiamo portando avanti, insieme alla community bolognese del turismo accessibile,  per migliorare la fruizione di tutta la Città Metropolitana da parte dei city users disabili.

Bike Trek – Val di Zena 2017

Il turismo accessibile è un tema molto sentito da noi del festival e vorremo continuare a sensibilizzare la società civile e le istituzioni riguardo alle esigenze delle persone disabili che percorrono ogni giorno il territorio metropolitano.

Per declinare questo tema, così importante non solo in ambito turistico, ma anche al livello sociale e culturale, IT.A.CÀ organizzerà una serie di iniziative volte a promuovere, far emergere e valorizzare il lavoro portato avanti dalle realtà che operano nel mondo della disabilità.

Oltre ad avere un impatto importante sul benessere cittadino e costituire un diritto indiscutibile di tutti, la necessità di garantire l’accessibilità universale emerge anche dai dati e dalle stime di ordine economico-turistico; infatti, secondo l’indagine “Osservatorio Vacanze Italiani” condotta da Doxa Europcar nel 2015,  quasi 10 milioni di persone in Italia riscontrano problemi di accessibilità. Si tratta di una domanda che al momento non trova una risposta adeguata da parte degli operatori turistici e il cui impatto sul PIL ammonterebbe a 11,7 miliardi di euro.

Mappa tattile della città di Bologna

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile è risultato tra i progetti vincitori del PTPL 2017 a Bologna. Il direttivo ha deciso di usare queste risorse economiche per valorizzare la rete del turismo accessibile, costituita dai partner che, da diversi anni, si occupano di realizzare gli eventi accessibili e inclusivi del festival.

Si tratta di 4.000 euro da investire nella realizzazione e la promozione di iniziative e  itinerari accessibili per diversi tipi di disabilità (motoria, visiva e uditiva). La valorizzazione di tali iniziative comporterebbe infatti, un miglioramento della fruizione della Città Metropolitana da parte di tutti i city users: sia da parte dei residenti che dei turisti.

La Skarozzata 2017

Nello specifico si intende ideare, realizzare e promuovere

  • Itinerari urbani ed extra urbani percorribili da persone in sedia a rotelle, attraverso mappe che riportino anche luoghi di interesse storico-artistico in grado di accogliere questo tipo di viaggiatori e viaggiatrici
  • Itinerari e visite guidate destinate a persone non udenti condotte da guide turistiche in grado di servirsi della lingua dei segni (LIS)
  • Itinerari per non vedenti e ipovedenti, con la creazione di apposite mappe e audio guide in cui siano segnalati anche i luoghi di interesse storico-artistico fruibili
  • Campagna comunicativa volta a rendere visibile la sensibilità della “Destinazione Bologna” nei confronti dei diversi portatori di disabilità

Mygrantour a cura di Next Generation Italy in collaborazione con La Girobussola

Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi del lavoro della rete del turismo accessibile bolognese; in cantiere ci sono tante idee e iniziative: laboratori, workshop, seminari, itinerari e performance che saranno realizzati incentivando la collaborazione di tutta la community del turismo responsabile bolognese, grazie ad un network sempre più coeso, il cui obiettivo è quello di creare iniziative, eventi e spazi accessibili e inclusivi, perché l’accessibilità e l’inclusione sono diritti indiscutibili e non scelte opzionali!

Il blog di IT.A.CÁ
Simona Zedda

Segreteria IT.A.CÁ

 

QUI VOGLIO ANDARE, QUI POSSO ARRIVARE! Colmare la distanza

Cari amici e care amiche,

quella che leggerete qui di seguito è una riflessione di Fabio Fornasari  artista, architetto e direttore artistico del Museo Tolomeo – sull’accessibilità e l’inclusione, temi fondamentali per noi di IT.A.CÀ; temi che sentiamo l’urgenza di promuovere anche fuori dal festival, affinché diventino una priorità nell’ambito del dibattito cittadino su come dovrebbe essere la nostra città. Infatti, siamo convinti/e che la Città Metropolitana di Bologna debba essere vissuta agevolmente da tutti/e senza distinzione, perché le politiche d’inclusione non sono un “favore” che le amministrazioni fanno ad alcune minoranze, ma sono un servizio necessario e un diritto indiscutibile. 

Durante il festival IT.A.CÀ Bologna 2017 ci sono stati moltissimi eventi dedicati all’accessibilità e all’inclusione: itinerari, presentazioni di vecchie e nuove progettualità, performance, mostre, spettacoli e laboratori. Ma l’evento che più di tutti ha riunito diverse personalità e realtà del Bolognese (e non solo), attive nell’ambito dell’accessibilità, è stato il seminario di domenica 28 maggio Il turismo accessibile nella città Metropolitana di Bologna, in cui è avvenuto l’incontro di diverse professionalità che operano in differenti settori e con diverse modalità nell’ambito dell’inclusione e dell’accessibilità: un momento conoscitivo-preliminare che auspichiamo possa dare vita a un gruppo di progettazione e di mappatura della Città Metropolitana in grado di dialogare con le istituzioni e con tutta la comunità locale. Buona lettura.

Segreteria IT.A.CÀ
Simona Zedda 

DISTANZA 
La distanza nel tempo è quella misura che ci permette di pensare le cose accadute in forma di racconto ragionato perché non assumano la più semplice asciutta forma della cronaca.

Il 28 maggio, ci siamo incontrati per raccontarci diversi modi di usare e abitare la città e il suo territorio pensandolo in chiave accessibile. L’incontro è avvenuto in occasione di IT.A.CÀ, festival del turismo responsabile. In particolare, è stato progettato e realizzato all’interno della prima edizione di HANDYNAMO: due giorni dedicati ai temi del turismo e l’accessibilità in velostazione. 

Questo racconto raccoglie i temi emersi durante il seminario e li presenta all’interno di un pensiero più articolato, quasi un ragionamento. L’obiettivo è suggerire che questo possa essere un punto di partenza per pensare ad approfondimenti, a sviluppi, a derive che possano ulteriormente produrre occasioni di incontro e di studio

MOVIMENTO
La dinamo è quel dispositivo che permetteva di “dare luce” alla bicicletta: un mulinello che gira per produrre energia. Qualcosa di più di una metafora: ci suggerisce che muoversi non solo fa bene, ma permette anche di produrre qualcosa.

MUOVERSI PRODUCE BENESSERE E PRODUCE ENERGIA
Nel mio corpo la dinamo risiede nella testa: se non cammino, se non mi muovo, non mi escono le idee che ritengo migliori. Pensare in movimento è sempre stato l’unico modo per sciogliere dubbi e per chiudere processi di pensiero. Anche per farne nascere dei nuovi. Probabilmente le idee migliori mi sono venute tra una fermata e l’altra del treno, allo stop di un semaforo, pedalando. Non mi potessi muovere avrei certamente problemi nei processi dei miei pensieri. Dovrei cercare un diverso modo di pensare. Perché privare chiunque altro di questa modalità di produzione e avanzamento di pensiero ? 

DYNAMO 
A Bologna Dynamo è un luogo: come una vecchia stazione di cambio dei cavalli, una stazione viatoria dove ci si ferma per ripartire con qualcosa di più nella testa: più energie. A differenza di tutte le altre stazioni, la ripartenza è pensata in forma di cambiamento, è pensata per mostrarti che quel tuo normale muoverti tra lo spazio della città è possibile anche all’interno di un pensiero differente, nel rispetto di chi si muove con maggiore lentezza. Non è solo una questione di mezzi: ma un pensiero sul tema della mobilità che si declina in varie forme. È un luogo giusto per incontrarsi (incontrare gli altri ma anche un po’ se stessi).

Dall’altro lato invece ci sono gli spazi del canonico viaggio del turismo globale che avviene all’interno di spazi – stazioni e aeroporti – che mancano di occasioni di incontro: incolonnati nelle procedure di sicurezza, separati da tornelli è sempre più difficile pensare a quegli spazi come luoghi dove sperimentare i temi del viaggio…

VIAGGIO 

Tutti noi siamo viaggiatori dello spazio che abitiamo: facciamo di tutto per mantenerlo a noi noto; tuttavia, ci capita di perdere le nostre mappe mentali, quelle che ci aiutano a orientarci. Basta poco perché queste smettano di funzionare e perché tutto debba essere rimappato: uno stiramento muscolare, una valigia troppo pesante da portare e la mappa va cambiata. Poterlo fare, poter scegliere tra modalità differenti di percorrere lo spazio è importante.

Possiamo riconoscere il nostro viaggio a  IT.A.CÀ, attraverso le giornate dedicate all’acccessibilità, come composto da varie fasi che coinvolgono noi e chi/cosa ci sta intorno:

  • transito • i temi della mobilità e la riappropriazione della qualità del tempo
  • attesa • incoraggiare l’attenzione verso l’altro nella dimensione dell’incontro
  • interazione • incontrare è scambiare esperienze e coinvolgimento.
  • socializzazione • coinvolgimento che costruisce relazioni
  • diversificazione • incoraggiare l’attenzione verso il mutevole e il diverso
  • accessibilità • una fruizione completa all’interno di una dimensione etica
  • inclusione • una dimensione che include.

Non occorre avere una valigia in mano per essere turista e nessuno ha mai scritto che non debbano esserci relazioni tra chi è cittadino temporaneo e cittadino stanziale. Non dovrebbe esserci una tale lontananza da non permettere un incontro, un dialogo e ancora di più: la possibilità di pensare creativamente. La città dovrebbe parlare tanti linguaggi: del corpo, con le mani, con tutti i suoni disponibili che possiamo produrre in tutte le forme.

LONTANANZA 
In principio abbiamo parlato di distanza.
Il racconto ha bisogno di questa misura.

Ma in fondo il viaggio è un’esperienza di lontananza.
Una lontananza nel tempo e/o nello spazio che permette l’apertura di un orizzonte. 
È anche il luogo dove si mette in scena il presente: il presente della storia, il presente della vita quotidiana.

La lontananza è la misura dell’esperienza per chi ha problemi di accessibilità, per chi si approccia al mondo differentemente per scelta o per necessità. A volte le cose restano lontane dall’essere raggiunte e altre ancora, una volta arrivati, mantengono la distanza. Barriere di varia natura spesso non permettono  di accogliere le diversità. Anche di questo ci ha parlato Fabio Corbisiero dell’Osservatorio LGBT di Napoli. Se è vero che l’ambiente in cui viviamo ci mostra che la nostra mente e il paesaggio si somigliano, questo ci mostra anche quanto ancora ci sia da fare per comprendere e pensare il nostro ambiente in una chiave di accessibilità più ampia. Siamo lontani dal comprendere le richieste differenziate e misurate su una società che è cambiata e che si compone di nuclei famigliari molto differenti.

Egidio Sosio, con il suo intervento, ha spiegato lo scopo del suo ruolo di Garante della disabilità del Comune di Bologna: introdurre un pensiero aperto alle diversità, accessibile e inclusivo, che porta a un cambiamento sostanziale nel costruire la città e l’ambiente nella mente di chi pensa le infrastrutture; una misura diversa che colma le distanze e le lacune anche inconsapevoli della città. Andrea Prantoni, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della provincia di Bologna, prendendo la parola dal pubblico, ha ribadito importanza di una città dove  muoversi in autonomia e sicurezza.

LINGUAGGI 

Al centro dell’esperienza turistica ma anche dell’esperienza di chi abita è la comprensione dei linguaggi. Qualsiasi socializzazione passa attraverso la comunicazione e, quindi, lo scambio di segni e simboli. Anche su quel fronte è importante che vi siano occasioni, spazi per esercitare e fare esperienza con modalità differenti a ciò che la città nel suo insieme offre. Di questo ce ne ha parlato Lucia Cominoli, che all’interno del Centro Documentazione Handicap – Cooperativa Accaparlante, si occupa di metodi alternativi di comunicazione con chi capisce e usa altri linguaggi: dagli stranieri a chi fa più fatica a comprendere la velocità del mondo in cui siamo immersi.

Il viaggio mette sempre in campo la conoscenza dei linguaggi e la competenza nel riconoscere i significati: in questo senso l’uso della dimensione tattile nella costruzione del senso artistico è stato trattato da Loretta Secchi, del Museo Anteros dell’Istituto dei Ciechi Cavazza, come esperienza della dimensione estetica e artistica per lavorare sulla comprensione delle immagini. 

MAPPE

All’Istituto dei Ciechi F. Cavazza, oltre al museo Anteros, c’è pure il museo Tolomeo, a cui è stato dato questo nome per riportare attenzione intorno alla dimensione geografica su una percezione ecologica, che tenga conto delle percezioni inserite nell’ambiente e ne fa la chiave per una esperienza di conoscenza. La conservazione e la trasmissione della conoscenza in forma segnica/simbolica/iconica è dopotutto condizione di qualsiasi cultura per essere riconosciuta da sé stessa e dagli altri. Le mappature mentali che si creano attraverso questa esperienza diventano mappe tattili: non sono semplici immagini da riconoscere attraverso l’esplorazione ma vere mappe dove pensare attraverso la manipolazione al tema del viaggio. In fondo le mappe compaiono per dare un ordine all’immaginazione prima ancora che per orientarci nel movimento dello spazio.

Quello sulle mappe è viaggio che si alimenta dell’ascolto e dell’osservazione dei nomi che si leggono,  dove si scrutano quei confini dove il disegno sospinge l’immaginazione verso l’ignoto: la forma del mondo si fa linea e si fa disegno e parla con figure semplici che chiunque conosce. Ad esempio “la croce” e “il ventaglio”, sono due simboli che raccontano la storia della città fino ad oggi e danno il nome ad un progetto editoriale del 2004 dell’Istituto dei Ciechi Cavazza: La croce e il ventaglio è la prima guida audio-tattile che ha introdotto per la prima volta le mappe tattili  nel turismo accessibile.

Anche per Marta Giacomoni dell’associazione La Girobussola l’esperienza del viaggio si sperimenta partendo dalla produzione di mappe tattili che incrociano contenuti storici e artistici nei territori.

PERCORSI

Nel viaggio l’espressione letteraria più alta, la sua anima, è la costruzione del percorso sulla mappa è anche un modo liberatorio di pensare, e di costruire un proprio percorso un po’ come se fosse un’opera d’arte in sé medesima. In questo senso la Skarrozzata di Enrico Ercolani ne è un esempio: misurarsi con la città utilizzando gli strumenti dei disabili motori, che spostano il baricentro dell’essere umano, il punto di vista e fanno esperire una diversa esperienza della gravità e delle dimensioni.

Matteo Brusa (Fondazione Silvia Rinaldi) costruisce un pensiero analogo parlando di percorsi negli ambienti “naturali”, percorsi che attraversano non la città ma la campagna, i boschi, la montagna, con lo stesso obiettivo di superare le barriere e di estendere l’esperienza di vita intorno ad un ambiente sempre più abile ad accogliere chiunque richieda di entrare.

LAVORO

E infine Cetty Ummarino, di B&B Like your Home, ha parlato di diritto al lavoro, raccontando l’esperienza di persone disabili che, grazie a un’adeguata formazione (alla base delle competenze di tutti/e) ora gestiscono B&B in luoghi tra i più belli d’Italia, dimostrando che ospitalità, inclusione e accessibilità sono elementi inscindibili e che non basta una progettualità infrastrutturale, ma è importante che ognuno di noi abbia l’opportunità della libertà dell’indipendenza e dell’affermazione di sé.

Durante il seminario è emersa una prospettiva dell’accessibilità e dell’inclusione costellata da esperienze e visioni differenti, raccontate da tutti i partecipanti; il viaggio potrebbe persino configurarsi come simbolo di una visione dell’esistenza intesa come ricerca di una formula nuova, una sorta di isola del cambiamento e dello stupore basata su concetti diversi da quelli fortemente standardizzati in un pensiero che si considera normale e che regola gli aspetti immateriali e materiali delle nostre vite.

Questo racconto non sarebbe stato possibile se non grazie alla presenza e alle parole di:

Simona Larghetti, Velostazione Dynamo
Simona Zedda, IT.A.CÀ
Loretta Secchi, Museo Tattile Anteros Istituto dei Cechi F. Cavazza
Marta Giacomoni, Associazione La Girobussola
Fabio Corbisiero, Osservatorio LGBT – Università di Napoli Federico II
Lucia Cominoli, Cooperativa Accaparlante – Centro Documentazione Handicap C.D.H
Enrico Ercolani, Associazione La Skarrozzata
Matteo Brusa, Fondazione Silvia Rinaldi
Egidio Sosio, Disability Manager CettyUmmarino, B&B Like your Home
Cetty Ummarino, B&B Like your Home
Andrea Prantoni, presidente UICI Bologna

 Fabio Fornasari
Architetto & direttore artistico del Museo Tolomeo

 

 

 

 

 

 

MUVet – la cultura della danza e della diversità | Intervista a Gaia Germanà e Gennaio Iorio

Care amiche e amici

per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”, vi proponiamo un’intervista doppia in due puntate, con la quale Gaia Germanà e Gennaro Iorio ci illustreranno il proprio lavoro e l’evento che condurranno per il IT.A.CÀ Festival per il fine settimana 27 – 28 maggio 2017 a Bologna. 

Nella puntata di oggi, è Gaia Germanà a parlare, intervistata dalla nostra Arianna Piazzi. Gaia si occupa di promuovere la cultura della danza come strumento di conoscenza ed espressione personale, nonché mezzo di comunicazione; conduce, con professionisti di altre discipline artistiche e non professionisti di età ed esperienze differenti, sperimentazioni sui processi creativi e di composizione estemporanea tra movimento, spazi urbani e suono.

Gaia Germanà

> Come si svolge la sua attività di danzatrice ed educatrice? Su quali punti si focalizzano i suoi laboratori per bambini, disabili o principianti, dal punto di vista fisico ed emotivo?

Il mio lavoro di danzatrice si nutre dell’esperienza educativa e sociale che svolgo in diversi contesti. La danza contemporanea ha tante tecniche quante sono le persone che la praticano e lavorare con adulti e bambini con e senza disabilità ne amplia i confini e ne estende il linguaggio. 

Di solito comincio da semplici esercizi di ascolto e consapevolezza corporea, suggerendo nei miei laboratori di “infilarsi dentro al proprio corpo” per ascoltarlo davvero. La pelle, i tessuti e le ossa ci raccontano e raccontano molte cose. Ci si sintonizza così non solo con se stessi, ma anche con l’altro e il resto del gruppo, e si è agevolati nell’osservazione dell’ambiente in cui ci troviamo, notando come ci influenza e imparando che ci si può trasformare, adattarsi, scegliere anche solo di cambiare punto di vista sul contesto. Immaginarsi ogni volta diversi. 

Molte correnti del contemporaneo lavorano a partire dalla percezione e dalle sensazioni del corpo che è intelligente e non solo assorbe informazioni, ma produce senso. Non solo infatti ci si può autodeterminare nella danza, ma anche re-inventare attraverso il corpo che è soggetto e strumento del nostro agire.

A me piace muovermi in questa direzione, sia che incontri un gruppo di bambini, sia di adulti. Quello a cui si arriva di solito, in una classe, dopo alcune esplorazioni di possibilità di movimento differenti, sono brevi o più articolate composizioni, l’invenzione cioè di sequenze di gesti che esprimono un pensiero o anche solo distillano un sentire o uno stato emotivo, come in una poesia.  

> Come nasce l’associazione MUVet e come si configura la sua collaborazione con essa?

MUVet nasce a maggio 2016 dal desiderio di alcune danzatrici e insegnanti di danza che operano nel bolognese (tra cui io, Silvia Berti e Martina Malvasi) di proporre progetti negli spazi pubblici, per portare la cultura della danza e della diversità a più persone possibili. 

Foto di Susanna Recchia [ ph. Kaushik Chakravorty ]

Quello che ho fatto io nello specifico dall’inizio di questa esperienza è proporre laboratori e attività nei luoghi della città che frequentavo di solito, proponendo loro di accogliere la danza e alcuni esperimenti rivolti a professionisti, principianti, bambini…  Dynamo – La Velostazione di Bologna e le Serre dei Giardini Margherita ci hanno subito accolto e per noi la collaborazione con loro è diventata preziosa opportunità di ricerca e studio. Tutt’ora in corso. 

Germano Iorio

Una delle esperienze di cui ho fatto tesoro e ho portato in questi contesti anche presso l’Istituto Ciechi F. Cavazza (nella Palestra), coordinandomi con alcuni amici dell’Unione Ciechi di Bologna tra cui Gennaro Iorio, è stata l’esperienza in dialogo con persone non vedenti, alla ricerca di una metodologia flessibile di lavoro che includa tutti.

Gennaro mi ha accolto anche nella sua trasmissione in radio – R.O.C. radio oltre cultura – che conduce proprio dal Cavazza. Mi ha dato più volte l’opportunità di raccontare agli ascoltatori la mia esperienza, cominciata a Firenze in collaborazione con il coreografo Virgilio Sieni e proseguita a Venezia, alla Biennale Danza – negli spazi della Mostra di Architettura del 2014 – con Giuseppe Comuniello, danzatore non vedente, oggi attivo collaboratore di MUVet. 

> Nell’ambito della IX edizione di “IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile” presenterà in collaborazione con Gennaro Iorio l’innovativo “Tandem Filosofico”: ovvero una passeggiata in bici con chiacchiere di filosofia in tandem, aperto a persone vedenti e non vedenti. Ci può anticipare qualcosa in proposito?

Il “Tandem Filosofico” sarà una pedalata durante la quale chi condurrà i tandem o chi sarà portato avrà la scusa e un lungo percorso a disposizione per chiacchierare di argomenti a sfondo filosofico. Quando il corpo è in movimento, si mettono più volentieri in circolo i pensieri!

Per IT.A.CÀ stiamo anche organizzando un laboratorio di fotografia “tra vedere e non vedere” che si svolgerà negli spazi di Dynamo in collaborazione con le fotografe Beatrice Pavasini (studioblu di Ferrara) e Sonia Maccari (fotografa di scena) che inviteranno i partecipanti a un approccio tattile e cinestesico alla messa a fuoco e alla scelta del soggetto e dell’istante in cui scattare. Ci sarà da divertirsi… 

Quindi non resta che darsi appuntamento durante il festival bolognese dal 19 al 28 maggio: buon viaggio come sempre 🙂

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Arianna Piazzi

 

Perché ci vuole tatto. L’universo percettivo e cognitivo di chi non vede

Venerdì 4 novembre 2016 partirà Perché ci vuole tatto: un corso di approfondimento tiflologico sul mondo sensoriale dei non vedenti, sulla didattica del Braille e sulle tecniche per l’integrazione e l’accessibilità ai luoghi artistici e culturali.

Vai alla scheda completa del corso

Per chi fosse a digiuno della terminologia specifica, la “Tiflologia” è  «la scienza che studia le condizioni e le problematiche delle persone con disabilità visiva (nonvedenti e ipovedenti) al fine di indicare soluzioni per attuare la loro piena integrazione sociale e culturale» (da Wikipedia).

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Infatti, il corso, organizzato da “La Girobussola”, l’associazione che ha vinto il Premio Turismo Sostenibile 2016, prevede l’insegnamento degli strumenti per operare in diversi campi: dal sostegno nell’autonomia quotidiana, alla panoramica sulle più efficaci tecnologie assistive, dalla creazione di percorsi turistici inclusivi, alle procedure metodologiche nel disegno di mappe tattili, dalle attività da svolgere in classe per stimolare l’integrazione del bambino non vedente, ad approcci per favorirne l’orientamento e la mobilità.

Si parlerà, inoltre, delle ultime scoperte delle neuroscienze sul mondo della percezione sensoriale, dei meccanismi cerebrali che il non vedente mette in atto, di come poter potenziare gli altri sensi, quali il tatto e l’udito, nell’adulto come nel bambino cieco, fino ad affrontare il complesso rapporto che i non vedenti hanno con i colori; tutto questo garantendo grande spazio per le attività laboratoriali e stimolando il confronto esperienziale.

Il corso offrirà l’occasione di sperimentare in prima persona cosa significa “turismo accessibile” grazie a esperienze fuori dall’aula, che porterà gli allievi nella condizione concreta di un approccio artistico non legato all’uso della vista.

A tutto ciò si aggiunge un intero modulo facoltativo dedicato al codice Braille, dal titolo EcceBraille: un corso di alfabetizzazione completo e approfondito che si propone di insegnare da un lato gli elementi fondamentali di scrittura e lettura, dall’altro i metodi didattici per il suo corretto insegnamento.

Proprio per il suo carattere pragmatico, il corso è rivolto sia ai professionisti che non “addetti ai lavori”. In particolare il corso è stato pensato per gli insegnanti di sostegno o di classe, gli educatori e gli operatori del settore, le guide turistiche che vogliano affrontare con concretezza le metodologie del turismo inclusivo, familiari di persone non vedenti e ipovedenti, nonché per chiunque volesse, anche solo per curiosità, avvicinarsi al complesso mondo della cecità.

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Tra i docenti ricordiamo:

> Marta Giacomoni fondatrice de “La Girobussola”, un’associazione che dal 2013 sviluppa progetti per l’accessibilità culturale di non vedenti e ipovedenti. Pioniera nel turismo accessibile, “La Girobussola” collabora con diverse realtà (il tour operator Planet Viaggi, l’associazione di promozione culturale Esplora, ecc.) progettando e organizzando viaggi altamente esperienzali in Italia, in Europa e nel Mondo. Inoltre, l’associazione  crea percorsi tattili nei musei e offre servizio di consulenza e docenza nel campo della tiflodidattica.

> Francesco Casaburi, esperto di tiflologia e tecniche inclusive, si occupa da anni di formazione e consulenza per l’inclusione sociale. Dal 2002 al 2009 è stato membro della commissione per la disabilità dell’Università degli Studi di Salerno, dove dal 2008, da docente esterno, tiene corsi di linguaggio Braille e di tiflologia. E’ anche operatore di teatro sociale e conduce i suoi laboratori teatrali in giro per l’Italia. Molto impegnato anche in ambito artistico, ama coltivare la scrittura ed il teatro nelle vesti di attore (dove spesso è anche autore dei testi interpretati) e talvolta regista. Cieco dalla nascita, ha da sempre sperimentato nuove strategie per la cecità e si è impegnato a lungo nella ricerca di nuove tecniche e nuovi approcci per innovare il settore.

Simona Zedda
Il blog di IT.A.CÁ

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IT.A.CÀ Bologna: turismo, city branding e innovazione turistica | 23 – 29 maggio 2016

IT.A.CÀ Bologna
23 / 29 maggio 2016

Al via l’VIII edizione del primo e unico festival italiano sul turismo responsabile

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti
che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze!”
Kostantin Kavafis

Torna anche quest’anno IT.A.CÀ migranti e viaggiatori il primo e unico festival dedicato al turismo responsabile, giunto alla sua VIII edizione.

ITACA CARTOLINA bassa

Come nelle passate edizioni IT.A.CÀ coinvolge 7 città fra Emilia Romagna e Trentino ma, per valorizzare appieno le attività delle diverse sedi, le settimane in cui si svilupperanno i programmi di ciascuna città saranno diluiti in diversi periodi dell’anno e avranno temi differenti, delineati in base alle diverse caratteristiche dei territori.

Dal 23 al 29 maggio a Bologna si analizzerà il rapporto che unisce turismo, city branding e innovazione turistica attraverso convegni, workshop, presentazioni libri, proiezioni, spettacoli e, naturalmente, itinerari turistici a piedi, in treno e in bicicletta a Bologna e nella Città Metropolitana.

La settimana dal 18 al 22 maggio IT.A.CÀ sarà a Rimini, il 30 e 31 maggio a Ferrara, dal 30 maggio al 5 giugno farà tappa a Parma, il 10 e l’11 giugno a Reggio Emilia e si concluderà, dopo l’estate, con la tappa di Trento dal 3 al 9 ottobre.

Le sedi dell’edizione bolognese 2016 saranno due spazi cittadini recuperati e trasformati in luoghi di aggregazione, innovazione e produzione culturale.

Per il secondo anno IT.A.CÀ sarà per una giornata nella splendida cornice de Le Serre dei Giardini, riaperte ai bolognesi e ai turisti lo scorso anno dall’ass. Kilowatt, e un’altra giornata presso Dynamo – La Velostazione di Bologna, animata dall’associazione Salvaiciclisti di Bologna.

Foto Serre dei Giardini Margherita

Il tema di questa edizione nasce da una riflessione intorno alla città, alle sue tradizioni eno-gastronomiche, al suo patrimonio storico, artistico e architettonico, all’offerta culturale vivace e varia, che negli ultimi anni hanno fatto crescere gli arrivi turistici a Bologna di oltre il 45%.

Ecco allora che da qui nasce la consapevolezza che una città è più piacevole da visitare quando è più bella da vivere e in quest’ottica i cittadini bolognesi sono i primi turisti della loro stessa città.

Per questo motivo, quest’anno il Festival IT.A.CÀ si concentra sul rapporto tra turismo e innovazione sociale con l’obiettivo di dare voce alle realtà più innovative sul territorio che, con il loro lavoro costante e la loro creatività, possono offrire al cittadino-turista uno “sguardo” diverso sulla Città Metropolitana.

L’edizione 2016 del Festival IT.ACÀ vuole quindi rappresentare un’occasione di valorizzazione del tessuto sociale innovativo della Città Metropolitana di Bologna, che rappresenta un caso esemplare di partecipazione civica, di vivacità culturale e di valorizzazione delle specificità locali in chiave innovativa.

Il momento centrale di questa edizione sarà, dunque, il convegno internazionale “Cities for people: place making and place branding dove verranno presentati alcuni casi studio europei con la presenza di ospiti internazionali esperti del settore. Il convegno si terrà venerdì 27 maggio, dalle 9.30 alle 13 nella Cappella Farnese – Palazzo d’Accursio.

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Durante la giornata di studi verranno analizzate le diverse azioni che alcune città europee stanno mettendo in campo per combattere lo svuotamento dei centri storici e il dislocamento dei servizi primari verso le periferie. Verranno analizzati i casi virtuosi di quelle città che hanno operato un riposizionamento del proprio city brand e una capitalizzazione delle proprie comunità locali cercando di comprendere come i processi di partecipazione non rappresentino unicamente un mezzo di analisi del contesto, ma costituiscano strumenti utili a ridisegnare le funzionalità degli spazi urbani, costruendone più solidamente l’identità. Durante il convegno, si terrà la Premiazione Premio Turismo Sostenibile (II edizione) in collaborazione con Comune di Bologna e Bologna Welcome.

Fra gli eventi più significativi ci sono sicuramente l’importante riflessione sull’accessibilità dei percorsi turistici e del patrimonio culturale trattata durante il convegno “Approcci alternativi all’urbanistica, al patrimonio culturale e museale” nella giornata di mercoledì 25 maggio dalle 15 alle 18 nell’ Aula Magna Paolo Bentivoglio dell’Istituto F.Cavazza. In collaborazione con Ces.Co.Com, Dipartimento di sociologia e Diritto dell’Economia, Università di Bologna e Istituto F.Cavazza di Bologna e la partecipazione dell’U.I.C.I

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Ancora la tavola rotonda dedicata all’Innovazione nell’accoglienza turistica che si terrà il 26 maggio all’Ostello WE_Bologna dalle 16 alle 18 che si occuperà di analizzare come le strutture turistiche possono rispondere alla crescente attenzione dei nuovi viaggiatori verso la sostenibilità e la ricerca di un’esperienza collegata al viaggio. Durante l’incontro ci sarà la premiazione della IV edizione del contest Adotta un turista in collaborazione con Ecobnb. 

Novità 2016 è IT.A.CÁ Fair: la fiera dell’innovazione per nuove dimensioni di viaggio, che si terrà all’interno degli spazi monumentali di Dynamo, la nuova Velostazione di Bologna , dalle 11 alle 19.30 del 28 maggio. Un incontro pensato non solo per gli appassionati, ma anche per tutti coloro che si stanno avvicinando a un nuovo modo di viaggiare. All’interno di IT.A.CÀ Fair saranno organizzati anche workshop, seminari, e presentazioni legati ai temi della fiera. Maggiori informazioni su www.dynamo.bo.it. L’accesso alla fiera è libero.

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Infine il 29 Maggio apertura straordinaria dei Musei Tolomeo e Anteros per IT.A.CA’ 2016, presso l’Istituto Francesco Cavazza di via Castiglione 71 dalle 10 alle 15. Al Museo Tolomeo i visitatori intraprenderanno un viaggio con un punto di vista differente sulla città di Bologna, per scoprire che visivo e non visivo sono modalità complementari per conoscere la realtà. Mentre al Museo Anteros, si potrà provare l’esperienza di una esplorazione tattile dei dipinti per esplorare le potenzialità conoscitive dei diversi sensi.

Seguiranno nel fine settimana 28 – 29 maggio itinerari, trekking e passeggiate dentro e fuori Bologna, sull’Appennino Emiliano e nella pianura per valorizzare i luoghi e l’identità dell’entroterra.

Ecco poi gli argomenti sui quali verterà tutto il ricco programma della settimana bolognese del turismo responsabile (programma completo in allegato).

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> Arte pubblica, turismo e rigenerazione urbana

L’arte pubblica è uno strumento capace di rivitalizzare luoghi desueti, abbandonati, dimenticati. Portare l’arte in uno spazio pubblico significa far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati e metterla a diretto contatto con le persone. Allo stesso tempo l’arte pubblica ha la capacità di trasformare il territorio e abilitarlo a luogo d’eccezione, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo. In Italia esistono casi eccezionali di progetti nati in luoghi sperduti tra boschi, gretti di fiume e piccoli paesi rurali.

Su questo tema sono previsti, fra le altre cose, un convegno e un workshop alle Serre Dei Giardini Margherita il 27 maggio.

> Educazione: nuovi turisti crescono

Dare spazio ad approcci pedagogici ed educativi innovativi che promuovano l’apertura, la condivisione e la collaborazione, l’apprezzamento delle diversità e il rispetto per la natura è uno degli obbiettivi di IT.A.CÀ. Il viaggio usato come strumento educativo attraverso laboratori per bambini, letture, proiezioni.

Domenica 29 maggio alle Serre Dei Giardini ci saranno laboratori dedicati ai viaggiatori.

> Open innovation

IT.A.CÀ crea occasioni di contaminazione, incontro e collaborazione tra realtà emergenti e strutture tradizionali o consolidate, tra settori diversi e non tradizionalmente legati al turismo (sociale, artistico, educativo, ecc.). Contaminazione di conoscenze, per la realizzazione di servizi e offerte innovative.

In programma: un itinerario in bicicletta per conoscere le realtà più innovative in città (26 maggio), una giornata dedicata alla bicicletta e al cicloturismo con stand, laboratori, presentazioni di libri, workshop, intrattenimento (28 maggio a Dynamo) e anche un percorso in bicicletta che ci porta a scoprire i luoghi della città abitati dalle comunità straniere meno conosciute e i loro luoghi di culto.

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Convegno sull’innovazione nell’accoglienza turistica presso l‘Ostello We_Bologna (26 maggio).

> Turismo accessibile

La condivisione come nuova forma di viaggio e di esperienza fatta attraverso la relazione con l’altro. Ecco, allora, laboratori e presentazioni di progetti per non vedenti (29 maggio Le Serre dei Giardini), visite con apertura straordinaria del Museo Tolomeo e del Museo Anteros in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza onlus.

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Il Festival IT.A.CÀ è promosso e organizzato dall’Associazione YODA, COSPE Onlus, NEXUS E–R in collaborazione con AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) e una rete di oltre 200 realtà attive nell’ambito turistico.

Anche per questa edizione IT.A.CÀ sarà presente in altre città dell’Emilia Romagna: Ferrara, Ravenna, Parma, Reggio Emilia e Rimini oltre al consueto appuntamento in Trentino. Le programmazioni delle altre città si svilupperanno da maggio fino a ottobre 2016.

PROGRAMMA IT.A.CA Bologna >
IT.A.CA Bologna 23 – 29 maggio 2016
IT.A.CA Bologna Programma 2016

Sonia Bregoli
Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ
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Contatti
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Storia di Bologna: storia dell’Istituto Cavazza

Cari Amici di IT.A.CÁ,

oggi nel nostro Blog vi vogliamo raccontare la storia di un’eccellenza bolognese che è parte integrante della città: si tratta dell’Istituto Cavazza, che ha contribuito in modo inestimabile all’organizzazione dell’VIII edizione del nostro festival con tanti eventi a cui siamo sicuri non mancherete.
Vi lasciamo al racconto di Lucilla Boschi Content curator & Intermedia specialist dell’Istituto e Curator at Museo Tolomeo che si trova all’interno di quest’antico edificio.

Buona lettura!

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Tra le mura dell’Istituto “Francesco Cavazza” si cela una storia che intreccia le proprie radici in maniera indissolubile con quella della Città di Bologna.
Tra fine Ottocento e inizio Novecento, Francesco Cavazza costituisce un salotto culturale che ridarà vita alle arti in città, con il sostegno di Alfonso Rubbiani: da una parte attraverso il restauro di importanti monumenti, dall’altra con la creazione dell’Aemilia Ars e del Comitato per Bologna Storica e Artistica.

Museo Tolomeo_itacaAnni prima, un Francesco Cavazza ancora ventenne si unisce ad altri giovani per iniziare l’avventura all’epoca definita “impresa bella”: fornire ai ciechi accoglienza per “educarli” e “istruirli”. Comincia così la storia che porterà all’attuale Istituto, in cui fin dalle origini la volontà è stata di rendere autonomi e liberi i ciechi attraverso gli strumenti della cultura e della conoscenza: dal primo pianoforte acquistato per 40 lire nel 1881, alla scelta di insegnanti con rare doti di sperimentazione nell’approccio al Braille, per proseguire negli anni nell’assistenza agli studenti prove nienti da tutta Italia, fino ad arrivare allo sviluppo di macchine dette “display braille”, per l’accesso ai testi digitali.

Una storia che continua ancora oggi, confermando l’Istituto Cavazza all’avanguardia nella ricerca e nello sviluppo per l’integrazione scolastica e lavorativa dei ciechi. Presso l’Istituto sono presenti anche due luoghi espositivi: il Museo Tattile Anteros, che espone una collezione di traduzioni tridimensionali in bassorilievo di celebri dipinti compresi tra Medioevo ed Età moderna, e il Museo Tolomeo, in cui la storia diventa un caso studio sui temi della trasmissione del sapere, dell’innovazione tecnologica, dell’intreccio tra linguaggi.

Inoltre, l’offerta culturale è arricchita dalla rivista semestrale Vedere Oltre, da Telebook che offre ai non vedenti l’accesso a libri digitali da leggere tramite display braille, sintesi vocale o software di ingrandimento dei caretteri, e dalla messa in onda di Radio Oltre. A questo si affianca l’attività di supporto e assistenza nelle difficoltà affrontate nei vari campi da ipovedenti e non vedenti.

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La cultura e la conoscenza sono un diritto di tutti. Nato con questa missione, l’Istituto Cavazza continua a perseguirla con la medesima passione ancora oggi.

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda 
Segreteria IT.A.CÀ
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TUTTI IN VIAGGIO: turismo accessibile e inclusivo per ogni diversa abilità

Racconti e storie di turismo accessibile

Il viaggio inteso come libertà di muoversi, esplorare, conoscere. È questo il tema chiave dell’evento su turismo e accessibilità che si è tenuto durante la VII edizione del festival sul Turismo Responsabile IT.A.CÀ.

La prima parte dell’evento è stata aperta con un’intervista a Pietro Scidurlo, di FreeWheels Onlus, coautore con Luciano Callegari del libro “Guida al Cammino di Santiago per tutti”, una guida dedicata a tutte quelle persone con svariate esigenze (dal disabile motorio al celiaco, dal dializzato all’ipovedente) che vogliano intraprendere il cammino francese di Santiago di Compostela, da Saint-Jean-Pied-de-Port a Finisterre. Questo libro rappresenta un esempio concreto di come qualsiasi persona possa, con qualche accorgimento, intraprendere il “cammino” che più desidera. Pietro ha raccontato la storia della nascita del libro, il percorso che lo ha portato all’idea della guida e l’avventura che ha intrapreso per ben due volte. Infine, ha fornito qualche consiglio più o meno pratico per chi, come lui, abbia voglia di abbattere le barriere del viaggio all’aria aperta.

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La presentazione del libro di Pietro Scidurlo è stata seguita da un importante momento di riflessione sul tema del turismo e dell’accessibilità, intesa nel senso più inclusivo del termine. Infatti, all’interno del concetto di viaggio responsabile è data una grande importanza alla dimensione dell’accessibilità, un elemento chiave per pensare il viaggio come diritto di tutti, indistintamente da ogni tipo di età, sesso, religione o esigenza. L’invito è stato quello di intraprendere un nuovo tipo di viaggio, ma non un viaggio qualunque, un viaggio più consapevole, più equo, più responsabile.

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Durante il workshop sono intervenuti Marirosa Iannelli (Cospe), Ilaria Cicione (Cospe) e Lorenzo Labanti (Aias), che hanno presentato il progetto TIDE, relativo ad un coinvolgimento attivo dei giovani con disabilità in percorsi di Educazione alla Cittadinanza Mondiale, Enrico Ercolani (Ass. La Skarrozzata), ideatore di una passeggiata con sedie a rotelle per provare cosa significa muoversi su una carrozzina e Marta Giacomoni, (Ass. La Girobussola), che realizza visite guidate a Bologna costruite sulle esigenze specifiche di ipovedenti e non vedenti. Durante il dibattito sono inoltre intervenuti vari personaggi del pubblico tra cui l’attore Alessandro Bergonzoni.

Ma, ben si sa, a IT.A.CÀ. i momenti di riflessione sono accompagnati da momenti di attivo coinvolgimento, e grazie alla Skarrozzata decine di persone (disabili e non) sono partite in carrozzina dai Giardini Margherita per poi seguire un percorso verso il centro. I partecipanti hanno così potuto sperimentare in prima persona cosa significa riflettere sui temi quali l’accessibilità urbana ed il viaggio come libertà e diritto per tutti.

Infine, il 13 e il 14 giugno 2015 l’Associazione La Girobussola e l’Associazione e.ventopaesaggio hanno proposto due itinerari alla scoperta del Parco della Chiusa a Casalecchio di Reno, proponendo una camminata notturna “non convenzionale” pensata per persone non vedenti e vedenti, in cui vivere la natura in un nuovo modo grazie all’esperienza sensoriale di ognuno.

Insomma, grazie a IT.A.CÀ e ai suoi ospiti, si sta configurando una nuova idea di viaggio che non distrugga solamente le barriere fisiche, ma anche e soprattutto quelle mentali!

Blog IT.A.CÀ
Melissa Moralli

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Turismo accessibile e mongolfiere a Matera

Oggi per il blog di IT.A.CA’ vogliamo parlarvi di una tipologia di turismo spesso sottovalutata: il turismo accessibile.
Per turismo accessibile si intende l’insieme di servizi e strutture in grado di permettere a persone con esigenze speciali la fruizione della vacanza e del tempo libero senza ostacoli e difficoltà. Le persone con esigenze speciali possono essere gli anziani, le persone con disabilità e quelle con esigenze dietetiche o con problemi di allergie che necessitano di particolari comodità e agevolazioni per la pratica del viaggiare.

All’inizio degli anni novanta il turismo accessibile era concentrato sul turismo per le persone disabili piuttosto che sul turismo accessibile per tutti, ma oggi il suo potenziale di mercato include anche la popolazione più anziana, persone con disabilità con amici e familiari, famiglie con bambini piccoli, persone con problemi di salute temporanei o cronici. In quest’ottica, il turismo accessibile deve diventare una priorità per il bene dei turisti e per la sostenibilità a lungo termine dell’industria turistica.

Associazione Handy Superabile http://www.handysuperabile.org/it/galleria?album=8&gallery=36

Un’iniziativa su questo tema a cui vi invitiamo a partecipare è la prima edizione del Festival internazionale di mongolfiere di Matera. Rispetto agli anni ’50 quando fu dichiarata “vergogna nazionale”, Matera dal 1993 è diventato il primo sito del Sud Italia iscritto nel patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO e oggi è candidata come capitale della cultura europea per il 2019. Sorti sulle sponde di due valloni rupestri aspri e scoscesi, i Sassi vogliono dare una lezione di responsabilità rievocando il mirabile adattamento dell’uomo alle risorse naturali.

Il festival delle mongolfiere vuole caratterizzarsi come nuovo “attrattore” turistico in una città che vuole riscattarsi da un marchio umiliante per richiamare e coinvolgere flussi turistici. Oggi i Sassi sono in gran parte recuperati e “finalmente volano” per farsi apprezzare da un vasto pubblico. Saranno trenta le mongolfiere pronte a salire, la maggior parte delle quali straniere. Il raduno delle mongolfiere, previsto a metà marzo, è stato rinviato per le sfavorevoli condizioni meteorologiche al periodo tra il 24 aprile e il 5 maggio, sperando che allora il tempo sorrida.

Festival Internazionale delle Mongolfiere a Matera

Intanto continuano gli appuntamenti “a terra” con la convention “Light Mobility, una best practice di mobilità urbana e turistica, responsabile, ecosostenibile e accessibile a tutti. Per l’ingegnere Marco Bresci, coordinatore scientifico di Light Mobility, “una città unica come Matera, ha buone carte da giocare nella sfida competitiva. Ha da far valer ingegnose pratiche tradizionali che provengono dall’umile e saggia millenaria storia della sua vicenda umana che seppe adattarsi e sfruttare con armonia le risorse naturali e ambientali del contesto rupestre. C’è allora da riprendere e attualizzare in senso innovativo pratiche antichissime, di esemplare attualità, da rilanciare su pratiche di mobilità eco-sostenibile rispondenti ai bisogni attuali. Anche a terra, come in cielo con le mongolfiere, occorre adottare soluzioni a basso impatto ambientale”.

Anche l'Emilia Romagna si sta impegnando a sviluppare il turismo accessibile http://www.aptservizi.com/it/comunicati-stampa/turismo-accessibile-lemilia-romagna-alla-rassegna-gitando-all-di-vicenza/

A completare il programma del festival workshop, visite guidate alla scoperta della città, gite a bordo di veicoli elettrici, calessi, biciclette e degustazioni di prodotti tipici: il mercatino dei Vicinati del Gusto propone specialità locali e presidi slow food in vista di una sensibilizzazione sulla dieta mediterranea.

Il turismo accessibile può essere una risorsa economica con grandi potenzialità di sviluppo proprio perché punta sul miglioramento dell’offerta e sull’ampliamento dei potenziali fruitori.

Per ulteriori informazioni sull’evento contattare Marco Chinicò a: m.chinics@gmail.com

Redazione Blog IT.A.CA’
Francesco Marmo

Eventi

Passaggi. L’Accessibilità come incontro, dialogo e trasmissione

INCONTRI

Vite in transito

Storie di donne tra migrazione e narrazione attraverso l’esperienza del laboratorio di scrittura biografica “Vite in transito”.

 (www.viteintransito.it)

In viaggio con SPAGO TV

L’imprevedibile filo di talenti che collega il mondo.

Viaggio e creatività attraverso le persone straordinarie che si incontrano viaggiando.

 (www.facebook.com/spagotv/)

Italia-Argentina andata e ritorno.

Un esempio di emigrazione e immigrazione per guardare da un altro punto di vista l’eterna migrazione dell’essere umano e l’accessibilità all’ESSERE UMANO.

(www.argentininelmondo.it)

 

LABORATORI ED ESPERIENZE

P-ASSAGGI di Vite in transito

Laboratorio esperienziale di racconto multiculturale attraverso la cucina delle donne migranti dell’Ass.ne Vite in transito.

 (www.viteintransito.it)

Arte Migrante Rimini

L’inclusione attraverso l’arte e il racconto di sé all’interno del Cerchio Migrante.

(www.facebook.com/ArteMigranteRimini)

Lost & Found e Mercatino Pacha Mama

Mercatino degli oggetti lasciati in ostello dagli ospiti e Mercatin

(Mercatino Pacha Mama)

Ri – Fuggi. L’importante è partire…

Tenda sensoriale

 

Aperitivo multiculturale & Concerto

Laboratorio esperienziale di racconto multiculturale attraverso la cucina delle donne migranti dell’Ass.ne Vite in transito: gratuito con iscrizione obbligatoria. Numero massimo 6 partecipanti.

INFO E CONTATTI
Elisa De Carli (Sunflower Hostels)
Sito Web – EmailTelefono

In Palestina con EducAid per la costruzione di un’economia sociale

Durante la giornata EducAid presenta un viaggio in Palestina che vuole essere un’esperienza di turismo responsabile e accessibile ed una leva per contribuire al rafforzamento dell’economia sociale tanto in Palestina quanto in Italia attraverso la creazione di opportunità di empowerment, conoscenza reciproca e costruzione di relazioni e partnership.

Il viaggio comprenderà la Cisgiordania e la Striscia di Gaza e si caratterizzerà per incontri con persone che in primis hanno attuato processi di cambiamento ed empowerment: dalle donne con disabilità della Striscia di Gaza che sono diventate micro imprenditrici, alle micro imprese parte degli incubatori di imprese sociali di Ramallah e Nablus, alle comunità locali che creeranno un percorso turistico totalmente accessibile nel villaggio di Alburj a sud di Hebron.

INFO E CONTATTI
EducAid
Sito WebFacebookEmailTelefono

Visita in un bene LIBERAto

Visita guidata di mezza giornata alla Fattoria della Legalità, bene confiscato alla mafia in provincia di Pesaro Urbino.

Massimo partecipanti 55.

Partenza con il pullman verso le 8.30 di mattina, pranzo al sacco o possibilità di pranzo alla Locanda Girolomoni a 10 km dalla Fattoria (20/25 Euro) e rientro nel pomeriggio verso le 15/16.

Biglietto: pagamento di 20 Euro a persona, più un piccolo contributo volontario e consapevole per la Fattoria che in questo momento versa in una difficile situazione economica. Iscrizione obbligatoria.

INFO E CONTATTI
Referente – 3713159057
Silvia – 3334825253 
Rossella – 3498094344