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22 – 27 novembre: in viaggio con il fumetto per i 10 anni di BBB16

Con l’edizione 2016 BilBOlbul compie 10 anni e festeggia rinnovando l’impegno a portare a Bologna importanti autori italiani e internazionali nell’ambito del fumetto.

Anche noi di IT.A.CA siamo partner di questo bellissimo festival che ci fa viaggiare con questa arte del racconto attraverso le immagini e le storie di artisti. Come già da alcuni anni assieme all’associazione YODA e Cospe Onlus (non che direttori del festival IT.A.CÀ) partecipiamo al progetto di interscambio tra Bologna e la città di Maputo (capitale del Mozambico) con un viaggio tra fumettisti italiani e la scuola d’arte della capitale mozambicana.

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DIECI ANNI DI FLASHFUMETTO

Una Mostra celebrativa per il decennale del Concorso di Fumetto con i lavori dei vincitori delle passate edizioni. Dal 22 al 27 novembre presso la Biblioteca Salaborsa a Bologna con l’inaugurazione per domenica 27 novembre h11, l’evento di inaugurazione è a cura di Flashfumetto, Progetto giovani del Comune di Bologna, Associazione Yoda e Cospe.

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Flashfumetto, il portale del Comune di Bologna dedicato alla nona arte, rinnova l’appuntamento con BilBOlbul. Dopo il successo dei concorsi realizzati nell’arco delle nove passate edizione del Festival, il Progetto politiche per i giovani del Comune di Bologna, in collaborazione con Hamelin Associazione Culturale, ha deciso di celebrare il decennale con una mostra collettiva che raduni i lavori dei vincitori di tutte le edizioni passate del concorso.

Ogni autore è stato invitato a partecipare esponendo due tavole di fumetto o di illustrazione che rappresentino il proprio lavoro, che siano di un progetto già pubblicato o in corso di realizzazione. Le tavole saranno accompagnate da un testo di presentazione delle opere e da un breve profilo biografico, scritti direttamente dagli autori.

La mostra sarà un modo per evidenziare il ruolo pluriennale di Flashfumetto nel mettere in luce gli astri nascenti del disegno italiano, e dare un’altra volta uno spazio di visibilità a degli autori che hanno intrapreso, o stanno avviando, una carriera professionale nell’ambito del disegno.

L’ESSERE UMANO HA SEMPRE VIAGGIATO E RACCONTATO, COSTRUENDO LINGUISTICAMENTE IL MONDO.

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*Foto di Salvatore Giommaresi
(responsabile/accompagnatore campo internazionale YODA Italia/Mozambico)

La mostra realizzata ci indica quanto intima sia la relazione tra viaggio e racconto attraverso i reportage di viaggio di 10 artisti italiani recatisi in Mozambico per realizzare dei workshop di “banda desenhada” insieme agli studenti della Escola Nacional de Arte Visual (ENAV) di Maputo.
Tavole che raccontano la vita quotidiana, le contraddizioni, le speranze, e la scoperta di un paese in mutamento.

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*Foto di Salvatore Giommaresi
(responsabile/accompagnatore campo internazionale YODA Italia/Mozambico)

La mostra è stata realizzata dall’Associazione YODA e Cospe Onlus in collaborazione con Flashfumetto.it – nell’ambito del progetto cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna – Consolidamento delle azioni di sviluppo rurale sostenibile per la popolazione vulnerabile della Comunità di Goba, Mozambico – Fase II  – incentrato sulla creatività artistica come strumento di partecipazione e scambio interculturale tra giovani fumettisti italiani (18-35 anni) e giovani artisti di Maputo.

La mostra è in sintonia con il progetto sviluppato negli ultimi 4 anni, che ha offerto una formazione specifica ad artisti italiani e mozambicani. YODA ha una relazione privilegiata con il Mozambico, avviata nel 2006, grazie al progetto di gemellaggio scolastico Nafamba Xikolwene (Vado a scuola), promosso dalla Cooperazione Italiana a Maputo e negli anni successiva portata avanti grazie al coinvolgimento del Comune di Bologna (Ufficio Progetto Giovani) e al sostegno di Interporto Bologna Spa. Negli anni sono cambiate le attività di collaborazione con i nostri partner mozambicani, ma non la filosofia alla base dello scambio che lega l’etica dell’ospitalità con il potere creativo dell’arte.

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Con le opere degli autori
Agnese Baruzzi, Ariela Coco, Roberto Di Rocco, Arianna Farricella, Salvatore Giommarresi, Stefano Grassi, Beatrice Marzi, Katia Piccinelli, Emanuele Racca, Raffaele Sorrentino.

Se siete a Bologna vi consigliamo di partecipare a questa bellissima iniziativa e come sempre buon viaggio 😉

Blog IT.A.CA
Sonia Bregoli
Responsabile Comunicazione

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Turismo sostenibile di comunità nella Lubombo Transfrontier Conservation Area

«Il cuore di un viaggio è l’incontro di persone, di storie, di culture e di territori. L’incontro che interroga, genera conoscenza, abbatte i pregiudizi e crea legami. Il turismo di comunità aiuta a comprendere che siamo tutti/e protagonisti del mondo che vogliamo creare, a partire dai nostri territori e dalle nostre storie». (Chiara Aliverti)

Oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” vi parliamo di  un evento IT.A.CÀ OFF (avvenuto il mese scorso a Bologna) denso di significato per quanto riguarda lo sviluppo turistico sostenibile delle Transfrontier Conservation Area (TFCA), cioè quelle aree protette transnazionali che, fin dagli anni ’90, sono in fase di costituzione in Africa Sub‐sahariana, con l’obiettivo di conservare la bio‐diversità degli ecosistemi e, al contempo, di sviluppare la cooperazione fra gli stati africani.

Si tratta della tavola rotonda Sentieri che uniscono: una rete di sentieri naturalistici e culturali che legano le comunità e le aree protette in Swaziland, Sudafrica e Mozambico, organizzata da COSPE onlus, in collaborazione con AITR

Sentieri che uniscono

L’argomento centrale del dibattito è stato come il turismo di comunità possa essere un’opportunità di sviluppo economico sostenibile. AITR e COSPE si sono confrontati con tre protagonisti della Lubombo Transfrontier Conservation Area (LTFCA), tra Swaziland,  Mozambico e  Sudafrica: Nomsa Mabila, Seth Maphalala e Tal Fineberg*

Mabila, Maphalalla e Fineberg hanno spiegato che il turismo di comunità è una ricchezza inestimabile per le popolazioni locali ed è un’opportunità unica per valorizzare il patrimonio umano, culturale e naturale che caratterizza le TFCA; basti pensare ai risultati ottenuti dall’ Ecolubombo Programme e ai progetti attivati da COSPE nell’ambito di questo programma di cooperazione internazionale.

Il programma Ecolubombo è un’iniziativa  transnazionale di gestione sostenibile del territorio e delle sue risorse  tra Swaziland, Sudafrica e Mozambico, promosso da COSPE e dalla Lubombo Conservancy.

LTFCA Swaziland_Mozambico_Sudafrica

COSPE e i suoi partner intendono promuovere la partecipazione delle comunità locali nella conservazione e nella gestione della biodiversità (ad esempio la creazione di programmi per il Pagamento dei Servizi Ecosistemici (Payment for Ecosystem Services-PES), incentivare modelli di sviluppo sostenibile che tutelino il patrimonio naturalistico e culturale del territorio (ad esempio lo sviluppo di percorsi eco turistici, gli eco trails) e, infine, favorire la transizione verso modelli agro‐ecologici in grado di contrastare l’impatto dei mutamenti climatici sugli eco‐sistemi e sulle comunità.

Durante il dibattito è emerso come una parte significativa degli attori coinvolti nel processo di valorizzazione turistica della LTFCA veda nella promozione del turismo sostenibile e di comunità un’opportunità per sperimentare soluzioni innovative in grado di superare il tradizionale conflitto tra le aree protette e popolazione locale. Infatti, l’espansione delle aree protette spesso ha limitato l’accesso alle risorse delle comunità locali, causandone l’esclusione forzata dalla gestione territoriale e suscitando un forte dissenso nei confronti dei limiti imposti in materia di conservazione delle aree.

Terre del cibo

L’integrazione delle aree protette con le comunità locali, attraverso uno sviluppo economico sostenibile, è un’importante elemento di equilibrio tra la conservazione naturalistica del territorio e la fruizione tradizionale dello stesso da parte delle popolazioni locali. La promozione di un turismo di comunità basato sui principio della sostenibilità sarebbe auspicabile, perché da un lato si preserverebbe il territorio al livello naturalistico, dall’altra si incentiverebbe l’economia locale e il menagement territoriale da parte della popolazione.

La tavola rotonda è stata un momento di confronto che ha dato vita a nuove collaborazioni e a nuovi programmi di cooperazione per uno sviluppo turistico responsabile nella LTFCA.

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La giornata si è conclusa con la visita della delegazione africana a due importanti protagonisti del turismo di comunità dell’Emilia-Romagna: I briganti del Cerreto e La valle dei Cavalieri, che si trovano rispettivamente a Cerreto Alpi e a Ramiseto, entrambi in provincia di Reggio Emilia. Questa storia non finisce qui e non vediamo l’ora di raccontarvene gli sviluppi.
Buon viaggio responsabile a tutti!

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* Nomsa Mabila, community officer dell’ELP   e Board Chairperson della Swaziland Tourism Authority; Seth Maphalala,  membro della Swaziland National Trust Commission (SNTC) e coordinatore della Lubombo TFCA; Tal Fineberg, Chairperson della Lubombo Conservancy (LC).

Blog IT.A.CÀ

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Una gita responsabile: II edizione del concorso a premi per le scuole secondarie

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#Una gita responsabile

La II edizione del concorso a premi per le scuole secondarie di II grado

della Città Metropolitana di Bologna

& della Provincia di Trento

A seguito dell’esperienza dello scorso anno, torna il concorso “Una gita responsabile” per consolidare l’importanza del valore formativo del viaggio d’istruzione. La gita scolastica è uno dei momenti ludici più attesi dell’anno scolastico in cui i ragazzi hanno la possibilità di condividere con i compagni un’avventura che può rafforzare il legame di amicizia e rappresentare un arricchimento culturale, umano e professionale. Questa II edizione inoltre vedrà coinvolte anche le scuole del Trentino Alto Adige, nuovo territorio incluso fra le tappe del Festival IT.A.CÀ con i suoi parchi naturali e paesaggi spesso poco noti. Il coinvolgimento nella preparazione del viaggio è una sfida fondamentale per tutti i ragazzi perché possano imparare a cercare informazioni, organizzare gli aspetti logistici del viaggio e acquisire maggiore consapevolezza sul contesto, sulla storia, sulla società e sulla natura della meta della gita scolastica. Una scuola che voglia inscrivere la dimensione formativa del viaggio nel proprio progetto formativo può ricorrere a svariate soluzioni: farne un’area di progetto, declinare un apposito spazio progettuale entro la quota di curricolo locale, organizzare viaggi secondo i principi del turismo responsabile, ritagliare appositi spazi di approfondimento nell’ambito della didattica disciplinare.

Il turismo scolastico, dunque, non solo in quanto gita o visita guidata, ma anche come occasione di formazione e apprendimento curriculare.

Il concorso è promosso nell’ambito della VII edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile 2015 in collaborazione con la Città Metropolitana di Bologna.

POSTICIPATA LA DATA DI SCADENZA PER PARTECIPARE AL CONCORSO
> 10 MAGGIO 2015

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Secondo la definizione dell’Associazione Italiana di Turismo Responsabile (AITR), il Turismo Responsabile è quel turismo “attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio”.

Per informazioni per le scuole di Bologna:
Samanta Musarò
turismoscolastico@cospe.org

Per informazioni per le scuole di Trento:
Elisa Travaglia
elisa.travaglia@natourism.it

REGOLAMENTO

Art. 1 – Finalità

Una gita responsabile” è un concorso che vuole sensibilizzare i giovani delle scuole di II grado della Città Metrpolitana di Bologna e della Provincia di Trento sulle tematiche del turismo responsabile e promuovere nelle scuole del territorio un’adeguata cultura del viaggio, rispettosa delle identità locali e protesa alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale. Il concorso intende raccogliere, valorizzare e premiare le proposte di viaggi di istruzione e/o attività didattiche già realizzati (o da realizzare) e attuati secondo i principi del turismo responsabile come descritto nella Carta Etica del Turismo Scolastico, in allegato e parte integrante di questo regolamento.

L’obiettivo è di presentare e narrare l’esperienza di viaggio di istruzione, secondo i principi del turismo responsabile.

Art. 2 – Destinatari

Sono candidate al premio finale del concorso tutte le classi di scuole secondarie di II grado della Città Metropolitana di Bologna e della Provincia di Trento.

Art. 3 – Contenuti

Sono ammessi i progetti presentati dalle scuole riguardanti, a pena di inammissibilità, le attività didattiche e/o viaggi di istruzione attuati o da realizzare rispettando i criteri ed i principi inerenti il turismo responsabile (vedi Carta Etica del Turismo Scolastico).

Art. 4 – Tipologia di prodotti accettati

Le classi possono candidarsi descrivendo attività didattiche già realizzate o da realizzare nel prossimo anno scolastico che coinvolgano insegnanti e studenti (lezioni e/o testimonianze, mostre, rassegne o spettacoli musicali, cinematografiche, teatrali, oppure seminari, corsi di formazione, ecc.) oppure viaggi di istruzione realizzati o da realizzare nel prossimo anno scolastico che coinvolgano insegnanti e studenti della scuola che presenta la domanda di partecipazione.

Ogni classe partecipante dovrà inviare via mail:

– un tweet (messaggio di testo con una lunghezza massima di 140 caratteri)

– una presentazione powerpoint di massimo 5 slide (nelle quali si possono inserire parole chiave, immagini, link a video, ecc)

Art. 5 – Criteri per l’ ammissione dei prodotti

Potranno essere ammessi alla valutazione i prodotti in possesso dei seguenti requisiti:

  1. essere presentati da una classe di una scuola secondaria di II grado della Città Metropolitana di Bolgona e della Provincia  di Trento;
  2. essere inoltrati nei termini e nelle scadenze previste dal presente regolamento;

Il prodotto presentato dovrà riportare chiaramente, a pena di inammissibilità:

  1. l’indicazione dell’Istituto e della classe (e numero di studenti);
  2. il nome dei docenti referenti.

Art. 6 – Modalità di partecipazione

La partecipazione al concorso è gratuita e riservata alle classi di scuole secondarie di II grado della Città Metropolitana di Bologna e della Provincia di Trento che hanno realizzato o intendono realizzare nel prossimo anno scolastico attività didattiche o viaggi organizzati secondo i principi del turismo responsabile (vedi in allegato la Carta Etica sul Turismo Scolastico).

Gli Istituti che intendano partecipare al concorso dovranno inviare un tweet e la presentazione powerpoint insieme alla scheda di iscrizione (in allegato) firmata dal Dirigente Scolastico entro il 10 maggio 2015:

– le scuole di Bologna via mail a: turismoscolastico@cospe.org
– le scuole di Trento via mail a: elisa.travaglia@natourism.it

Ogni classe potrà inviare al massimo tre proposte.

Art. 7 – La giuria

Tutto il materiale pervenuto verrà visionato da una commissione costituita da membri delle associazioni promotrici che sceglierà gli elaborati meritevoli di essere ammessi alla fase finale del concorso.

Una Giuria comune, rappresentativa del mondo della scuola, del turismo e della cultura, esaminerà successivamente gli elaborati e sceglierà per ogni città le 2 migliori proposte, formulando il giudizio secondo i seguenti criteri:

  1. rispondenza al tema del Concorso
  2. esaustività della trattazione
  3. creatività / innovazione nel trattamento del tema
  4. interdisciplinarietà
  5. chiarezza dell’elaborato
  6. coinvolgimento e partecipazione degli studenti
  7. scelta del luogo del viaggio/tema dell’attività didattica

Per ciascun criterio saranno assegnati da 1 a 10 punti.

La composizione della Giuria verrà pubblicata sul sito del Festival IT.A.CÀ entro il termine di scadenza per l’invio del materiale.

Il giudizio della Giuria è insindacabile.

Il punteggio finale sarà determinato dalla somma dei punteggi ottenuti per:

  • valutazione della Giuria rispetto all’elaborato inviato (massimo 70 punti).
  • votazione online (saranno assegnati 20 punti al progetto che otterrà il maggior numero di “Mi piace” su Facebook e di “Retweet” su twitter).

Il giudizio della giuria è insindacabile.

Art. 8 – Proclamazione dei vincitori

La scelta delle quattro classi vincitrici (2 per la Città Metropolitana di Bologna e 2 per la provincia di Trento) avverrà entro il 20 maggio 2015 e verrà comunicata tramite e-mail direttamente alle scuole vincitrici e mediante pubblicazione sul sito del Festival IT.A.CÀ

La classe I classificata di ogni provincia avrà la possibilità di partecipare gratuitamente a EXPO 2015 a Milano, nel mese di ottobre, mentre la classe II classificata avrà la possibilità di realizzare un’escursione sul proprio territorio.

Tutte le classi vincitrici, comunque, riceveranno in premio il KIT del VIAGGIATORE SOSTENIBILE (comprensivo di libri e altro materiale utile per docenti e studenti).

Le quattro classi verranno premiate in un evento organizzato in occasione della VII edizione di IT.A.CÀ Festival del Turismo Responsabile, che si terrà dal 22 maggio al 7 giugno 2015.

Tutte le proposte saranno inoltre pubblicate sito del Festival IT.A.CÀ

Art. 9 – Disposizioni finali

La partecipazione al concorso implica la conoscenza e accettazione delle norme contenute nel presente Regolamento; il mancato rispetto anche di un solo punto di esso sarà motivo di esclusione.

Si assicura che i dati personali verranno trattati con la riservatezza prevista dalla legge in vigore (legge 196/03) e utilizzati esclusivamente per lo svolgimento del concorso. Su richiesta questi potranno essere rettificati o cancellati.

Per quanto non esplicitamente previsto dal Regolamento e per ogni eventuale controversia ogni competenza è demandata ai promotori del concorso.

SCARICA LA SCHEDA ISCRIZIONE (obbligatoria) pdf > scheda di iscrizione_concorso2015
SCARICA LA SCHEDA ISCRIZIONE (obbligatoria) Doc > scheda di iscrizione_concorso2015

Turismo scolastico come occasione di formazione e apprendimento (di Prof. Carlo Cencini)

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Oggi all’interno del nostro appuntamento con la rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” siamo in compagnia del professore Carlo Cencini, già ordinario di Geografia presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna fino al 2012. Già direttore dell’Istituto di Geografia e coordinatore del Dottorato di Ricerca in “Qualità ambientale e sviluppo economico regionale”. È condirettore della rivista “Natura e Montagna” e responsabile della collana di Geografia della Pàtron di Bologna. È autore di circa 200 pubblicazioni su: il rapporto economia-ambiente, lo sviluppo sostenibile, la conservazione della natura, il turismo sostenibile, ecc.

In questa occasione ha fatto parte della giuria del concorso “Una gita responsabile: concorso a premi per le scuole secondarie di I e II grado nella provincia di Bologna“, abbiamo scelto di intervistarlo per approfondire il tema del turismo responsabile scolastico legato alle gite, dove il valore formativo del viaggio d´istruzione viene inteso come momento di arricchimento culturale, umano e professionale. Una scuola che voglia inscrivere la dimensione formativa del viaggio nel proprio progetto formativo può ricorrere a svariate soluzioni: farne un’area di progetto, declinare un apposito spazio progettuale entro la quota di curricolo locale, organizzare viaggi secondo i principi del turismo responsabile, ritagliare appositi spazi di approfondimento nell’ambito della didattica disciplinare. Il turismo scolastico, dunque, non solo in quanto gita o visita guidata, ma anche come occasione di formazione e apprendimento curriculare.

Che cosa serve di più ai ragazzi per capire che cosa è il turismo responsabile?

Rendersi conto, prima di tutto, dei limiti e delle contraddizioni del turismo tradizionale o di massa: gli impatti ambientali (inquinamento, degrado, traffico, cementificazione delle coste, ecc.), gli impatti socio-economici (perdita identità, abbandono stili di vita, turismo sessuale…) e gli impatti economici (aumento prezzi, stagionalità, nessun vantaggio per le comunità locali). In secondo luogo scoprire i vantaggi del turismo responsabile (o forme simili come ecoturismo, turismo sostenibile, ecc.): rispetto e salvaguardia dell’ambiente, rispetto e della cultura tradizionale delle popolazioni locali; possibilmente, partecipazione attiva delle popolazioni locali e condivisione dei benefici economici derivanti dal turismo.

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Che cosa hanno veramente imparato i ragazzi da questo concorso?

Prima di tutto l’interesse per località minori e per i viaggi in periodi meno consueti. Inoltre ha fornito l’occasione per una conoscenza genuina di un territorio, per comprendere il vero significato dei luoghi visitati, anche attraverso il dialogo con alcuni dei suoi abitanti. Sono elementi che danno autenticità al viaggio e ne slegano l’organizzazione dalle mete solitamente più gettonate. Ma anche il fascino del confronto con l’alterità, con il diverso, con tutto ciò che non è conosciuto. L’incontro e il dialogo con la gente del luogo è un’esperienza decisiva; nei viaggi turistici raramente avviene.

In altre parole è un’occasione per imparare a viaggiare e, soprattutto, imparare a vedere il mondo con occhi diversi. Diceva Marcel Proust: “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. 

Serve che i ragazzi siano fruitori di una gita responsabile o serve di più che la inventino come autori?

La gita scolastica è uno dei momenti ludici più attesi dell’anno scolastico. Le motivazioni sono principalmente di carattere relazionale, ovvero la possibilità di vivere con i propri compagni un’esperienza capace di rafforzare il legame di amicizia. Sovente manca la coniugazione con le potenzialità didattiche della gita, spesso deluse da un “trito rituale di torpedoni, musei, ristoranti e alberghi qualsiasi”. Il coinvolgimento e la condivisione della preparazione del viaggio con i ragazzi è fondamentale. Una sfida ancor più avventurosa è quella di consegnare, almeno in parte, l’organizzazione pratica della gita agli stessi studenti: una scelta difficile ma foriera di grandi soddisfazioni. In questo modo i ragazzi chiedono e cercano informazioni non soltanto sugli aspetti logistici del viaggio (trasporto, ristoranti, alberghi), ma anche sul contesto, sulla storia, sulla società, sulla natura, sulle peculiarità e sullo spirito del luogo che si intende visitare, come i prodotti e le manifestazioni che siano espressione autentica della cultura locale (artigianato, gastronomia, arte).

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Potrebbe migliore il loro curriculum scolastico?

Certamente sì. Un elemento che conferisce qualità alla gita scolastica é il momento della rielaborazione dell’esperienza. È importante che il vissuto della gita sia oggetto di successive riflessioni nelle ore in classe. Si tratta di un passaggio che stimola a non considerare il viaggio come un momento isolato e distante dai propri vissuti e incoraggia a mantenere le relazioni iniziate nei giorni di gita.

Come il turismo responsabile potrebbe essere un acceleratore di sviluppo economico?

Il turismo responsabile prevede il coinvolgimento delle popolazioni locali nella gestione d’imprese e servizi turistici e in questo modo può portare beneficio alle comunità locali (e quindi alle famiglie). E’ questo un aspetto particolarmente importante per le comunità locali dei paesi in via di sviluppo (per le quali si parla di turismo equo-solidale).

Seminario e proclamazione dei vincitori: “Una gita responsabile: organizzato da Associazione YODA e Cospe onlus in collaborazione con la Provincia di Bologna all’interno della VI Edizione di IT.A.CÀ 2014 (28 maggio 2014 -Bologna). Il video è stato realizzato da CodecTV.

Scarica la Carta del Turismo Scolastico —-> Carta del Turismo Scolastico

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CA”
Francesca Panizzolo
Sonia Bregoli

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Una gita responsabile

CONCORSO A PREMI PER LE SCUOLE SECONDARIE
DI I E II GRADO

DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA

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Il concorso “Una gita responsabile” nasce dalla consapevolezza del valore formativo del viaggio d´istruzione, inteso come momento di arricchimento culturale, umano e professionale. Una scuola che voglia inscrivere la dimensione formativa del viaggio nel proprio progetto formativo può ricorrere a svariate soluzioni: farne un’area di progetto, declinare un apposito spazio progettuale entro la quota di curricolo locale, organizzare viaggi secondo i principi del turismo responsabile, ritagliare appositi spazi di approfondimento nell’ambito della didattica disciplinare. Il turismo scolastico, dunque, non solo in quanto gita o visita guidata, ma anche come occasione di formazione e apprendimento curriculare.

“Secondo la definizione dell’Associazione Italiana di Turismo Responsabile (AITR), il Turismo Responsabile è quel turismo “attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio”. AITR

Il concorso è promosso nell’ambito del progetto IT.A.CÀ: ospitalità di qualità e cura del buon vivere, realizzato da Associazione Yoda, Cospe, Nexus Emilia Romagna e AITR (Associazione Italiana di Turismo Responsabile) in collaborazione con la Provincia di Bologna – Servizio Attività Produttive e Turismo.

Per informazioni:
Samanta Musarò
turismoscolastico@cospe.org
www.festivalitaca.net

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*Foto di Samanta Musarò

REGOLAMENTO

Art. 1 – Finalità

“Una gita responsabile” è un concorso che vuole sensibilizzare i giovani delle scuole di I e II grado della provincia di Bologna sulle tematiche del turismo responsabile e promuovere nelle scuole del territorio un’adeguata cultura del viaggio, rispettosa delle identità locali e protesa alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.

Il concorso intende raccogliere, valorizzare e premiare le proposte di viaggi di istruzione e/o attività didattiche già realizzati (o da realizzare) e attuati secondo i principi del turismo responsabile come descritto nella Carta Etica del Turismo Scolastico, in allegato e parte integrante di questo regolamento.

Art. 2 – Destinatari

Sono candidate al premio finale del concorso tutte le classi di scuole secondarie di I e II grado della Provincia di Bologna.

Art. 3 – Contenuti

Sono ammessi i progetti presentati dalle scuole riguardanti, a pena di inammissibilità, le attività didattiche e/o viaggi di istruzione attuati o da realizzare rispettando i criteri ed i principi inerenti il turismo responsabile (vedi Carta Etica del Turismo Scolastico).

Pertanto, le proposte dovranno approfondire uno o più dei seguenti temi preparatori, concomitanti e/o successivi al viaggio di istruzione:

• pluralismo delle culture e delle religioni, solidarietà fra i popoli;
• legalità e giustizia;
• diritti umani e diritti delle donne;
• sostenibilità ambientale;
• solidarietà tra le generazioni, integrazione sociale;
• lotta al razzismo e valorizzazione di esperienze di inclusione e accoglienza.

Art. 4 – Tipologia di prodotti accettati

Le classi possono candidarsi in una, o più, delle seguenti sezioni:

SEZIONE A: Il POF (Piano dell’Offerta Formativa) in viaggio

I progetti devono descrivere attività didattiche realizzate o da realizzare nel prossimo anno scolastico che coinvolgano insegnanti e studenti (lezioni e/o testimonianze, mostre, rassegne o spettacoli musicali, cinematografiche, teatrali, oppure seminari, corsi di formazione, ecc.) della scuola che presenta domanda di partecipazione.

SEZIONE B: Un viaggio da sogno

I progetti devono descrivere viaggi di istruzione realizzati o da realizzare nel prossimo anno scolastico che coinvolgano insegnanti e studenti della scuola che presenta domanda di partecipazione.

Per progetti si intende un insieme di testi e immagini (MAX 1000 parole e 10 immagini) capaci di descrivere il contesto, gli obiettivi formativi e le modalità di realizzazione della proposta che si vuole candidare.

Art. 5 – Criteri per l’ ammissione dei prodotti

Potranno essere ammessi alla valutazione i prodotti in possesso dei seguenti requisiti: essere presentati da una classe di una scuola secondaria di I e II grado della provincia di Bologna; essere inoltrati nei termini e nelle scadenze previste dal presente regolamento; essere riferiti ad una delle sezioni (A – B) previste dal concorso;

L’elaborato dovrà riportare chiaramente, a pena di inammissibilità:

1.l’indicazione dell’Istituto e della classe;
2.il nome dei docenti referenti;
3.la sezione del concorso per la quale si intende concorrere.

Art. 6 – Modalità di partecipazione

La partecipazione al concorso è gratuita e riservata alle classi di scuole secondarie di I e II grado della Provincia di Bologna che hanno realizzato o intendono realizzare nel prossimo anno scolastico attività didattiche o viaggi organizzati secondo i principi del turismo responsabile (vedi in allegato la Carta Etica sul Turismo Scolastico).

Gli Istituti che intendano partecipare al concorso dovranno inviare un elaborato scritto, insieme alla scheda di iscrizione (in allegato) firmata dal Dirigente Scolastico entro il 15 aprile 2014:

– per posta a COSPE via Lombardia 36 – 40139 Bologna, all’attenzione di Samanta Musarò
– oppure via mail a: turismoscolastico@cospe.org

 Ogni classe potrà inviare al massimo due proposte.

Art. 7 – Premi

I premi per le 2 sezioni del concorso “Una gita responsabile” sono:

I sezione_“Bologna e le acque” del Comune di Bologna è un percorso che farà conoscere i luoghi che hanno suggellato questo legame esclusivo tra Bologna e le sue acque: il canale Reno, il torrente Aposa, le fontane cittadine. Al termine del percorso ci sarà un laboratorio sul tema dell’acqua della durata indicativa di un’ora e mezza presso il Museo del Patrimonio Industriale.

II sezione_“Urban Rafting Reno” dell’associazione Vitruvio, è un suggestivo percorso in gommone di circa due chilometri, con navigazione sul fiume. Verrà esplorato il tratto cittadino del corso d’acqua, con l’obiettivo di renderlo vivo e accessibile a tutti. Una volta giunti al punto di sbarco in gommone, il percorso di ritorno verrà effettuato a piedi, circa due chilometri di passeggiata lungo il fiume, con una guida che racconterà delle caratteristiche ambientali della zona del Reno.

Ad entrambe le classi vincitrici verrà consegnato il “Kit del viaggiatore sostenibile” con all’interno:

– “Turismo Responsabile: che cos’è come si fa”, piccolo manuale edito dal Touring Club
– “La Guida Migrante: itinerari di turismo responsabile” curato da Viaggi Solidali
– “Per un turismo scolastico nuovo e responsabile” di Renzo Garrone
– “Io viaggio responsabile!” del WWF

Art. 8 – La giuria

Tutto il materiale pervenuto verrà visionato da una commissione costituita da membri delle associazioni promotrici che sceglierà gli elaborati meritevoli di essere ammessi alla fase finale del concorso.

La giuria sarà composta da:

LAIA PEDEMONTE – Una giornalista free lance, convinta che i gradi di civiltà si misurino con il rispetto e la curiosità per natura e culture. Ha unito le sue professionalità di giornalista e esperta di turismo per informare su angoli di mondo e modi di vita autentici, ha fatto tivù e scritto inchieste, reportage, manuali. Da giornalista-reporter a reporter-operatore umanitario, ha studiato come operare nei Paesi in via di sviluppo o dopo le emergenze, ed ha lavorato sul campo in Yemen, per un progetto di eco-turismo delle Nazioni Unite. E per unire le varie esperienze con quello che sa fare, ha fondato il sito genderresponsibletourism, dedicato alle donne che lavorano nel turismo.

CARLO CENCINI è stato professore ordinario di Geografia presso l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna fino al pensionamento nel 2012. Già direttore dell’Istituto di Geografia e coordinatore del Dottorato di Ricerca in “Qualità ambientale e sviluppo economico regionale”. È condirettore della rivista “Natura e Montagna” e responsabile della collana di Geografia della Pàtron di Bologna. È autore di circa 200 pubblicazioni su: il rapporto economia-ambiente, lo sviluppo sostenibile, la conservazione della natura, il turismo sostenibile, ecc.

DORIANA BORTOLINI ha ideato, progettato, organizzato attività e servizi per i giovani per più di 30 anni. Dal 1982 al 2013 ha condotto il servizio scambi e soggiorni di studio internazionali per il Comune di Bologna. Ha fondato il network flashgiovani, ideando in particolare il sito giramondo.org, spazio virtuale finalizzato allo sviluppo e disseminazione di esperienze di educazione e formazione multiculturale. Ha curato nel 1990 il volume: “Verso una formazione europea e internazionale. Il ruolo degli scambi giovanili nell’esperienza del Comune di Bologna” e nel 2013 il volume “Una finestra sul mondo: 30 anni in viaggio col Comune di Bologna” con Kappa Editrice.

La giuria così composta, esaminerà successivamente gli elaborati e sceglierà per ciascuna sezione il migliore elaborato, formulando il giudizio secondo i seguenti criteri:

1.rispondenza al tema del Concorso
2.esaustività della trattazione
3.creatività / innovazione nel trattamento del tema
4.interdisciplinarietà
5.chiarezza dell’elaborato
6.coinvolgimento e partecipazione degli studenti
7.scelta del luogo del viaggio/tema dell’attività didattica

Per ciascun criterio saranno assegnati da 1 a 10 punti.

Il giudizio della Giuria è insindacabile.

Art. 8 – Proclamazione dei vincitori

La scelta delle due classi vincitrici (1 per la sezione A e 1 per la sezione B) avverrà entro il 20 maggio 2014 e verrà comunicata tramite e-mail direttamente alle scuole vincitrici e mediante pubblicazione sul sito del  IT.A.CÀ migranti e viaggiatori festival del turismo responsabile

Le due classi verranno premiate in un evento nella giornata di MERCOLEDI 28 MAGGIO 2014 organizzato in occasione della VI edizione di IT.A.CA’ Festival del Turismo Responsabile, che si terrà a Bologna dal 2 all’ 8 giugno 2014.

Le 6 migliori proposte saranno inoltre pubblicate sul sito di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori festival del turismo responsabile

Art. 9 – Disposizioni finali

La partecipazione al concorso implica la conoscenza e accettazione delle norme contenute nel presente Regolamento; il mancato rispetto anche di un solo punto di esso sarà motivo di esclusione.

Si assicura che i dati personali verranno trattati con la riservatezza prevista dalla legge in vigore (legge 196/03) e utilizzati esclusivamente per lo svolgimento del concorso. Su richiesta questi potranno essere rettificati o cancellati.

Per quanto non esplicitamente previsto dal Regolamento e per ogni eventuale controversia ogni competenza è demandata ai promotori del concorso.

Scarica il regolamento – bando concorso_turismo scuole
Scarica la scheda di partecipazione – scheda di iscrizione_concorso

Arriva la Carta Etica del Turismo Scolastico

La gita, uno dei rituali scolastici più amati dagli studenti, si rivela spesso come momento di discrepanza tra la funzione educativa della scuola e i risultati che si riescono ad ottenere sul campo: viene vissuta come un tempo esclusivamente di svago invece di essere un’esperienza di apprendimento “non-formale”.

Il viaggio in generale, e in particolare il viaggio di istruzione, dovrebbe essere occasione di conoscenza di sé, dell’altro, di sé e dell’altro in relazione; comporta la conoscenza dei luoghi, della cultura, della memoria, della storia e del vissuto dell’altro. Il viaggio è soprattutto costruzione del senso di un percorso, di un processo formativo che si innesta a pieno titolo nel curricolo della scuola, diventandone segmento importante. Anzi è esso stesso curricolo, in grado di instaurare legami con molteplici temi e spingendo a un ripensamento delle mappe disciplinari.

PRINCIPI GENERALI

Il viaggio di istruzione, inteso in questa concezione, altri non è che una delle tante espressioni possibili del turismo responsabile, che come recita la definizione di AITRè il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell’ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto ad essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio”.

In base a questa definizione, qualsiasi viaggio e a maggior ragione un viaggio di istruzione richiede un’attenzione particolare sulle conseguenze, da un punto di vista ambientale, sociale ed economico dei propri comportamenti e può pertanto contribuire ad una maggiore consapevolezza sui modelli di consumo e a nuove forme di cittadinanza attiva da parte dei giovani.

Si può quindi pensare alla costruzione di un nuovo quadro di riferimento del turismo scolastico a partire da alcuni principi generali secondo i quali il turismo:

  1. può e deve contribuire allo sviluppo sostenibile di un territorio;
  2. è uno strumento di giustizia e di inclusione sociale: tutela l’equità di genere ed i diritti delle fasce più deboli della popolazione;
  3. riconosce la centralità della comunità locale e promuove strumenti di partecipazione democratica;
  4. sostiene la lotta per la giustizia e contro tutte le mafie;
  5. è strumento per la tutela dell’ambiente e della biodiversità;
  6. promuove i diritti umani e quindi tutela la dignità delle persone e del loro lavoro;
  7. è uno strumento per promuovere modelli di consumo attenti alle ricadute sulla comunità locale e sull’ambiente con criteri di equità;
  8. sostiene la filiera produttiva di un territorio privilegiando forme di economia sostenibile: dall’agricoltura biologica al consumo critico, all’utilizzo di energie rinnovabili;
  9. promuove la valorizzazione delle tradizioni culturali locali, il rispetto delle differenze e il dialogo interculturale;
  10. la scuola, può contribuire allo sviluppo delle competenze di cittadinanza, in particolare di quelle relative all’acquisizione o consolidamento di un comportamento responsabile, collaborativo e partecipativo.

NASCITA DI UNA CARTA ETICA

Numerosi sono i soggetti che a vario titolo si occupano di turismo scolastico, in primo luogo gli istituti scolastici, le istituzioni, i Tour Operator specializzati, le associazioni. Eppure su questo argomento ci sono pochi documenti di riferimento. Questa necessità di rinnovamento del turismo scolastico ci ha indirizzato verso la costruzione di un percorso partecipato di analisi e condivisione per la creazione di una carta etica del turismo scolastico, percorso durato dal 2010 al 2013.

Nel 2011 alcuni insegnanti del Liceo Scientifico “Niccolò Copernico” di Bologna, dopo un lavoro di approfondimento sul tema del turismo responsabile in collaborazione con Cospe2, hanno avviato un lavoro di riflessione sui viaggi di istruzione che ha portato all’elaborazione di una prima carta sul turismo scolastico (adottata dall’Istituto) ispirata ai principi di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile).

Nel 2012 è stato realizzato a Bologna il seminario “Per un turismo di qualità: esperienze di viaggi d’istruzione in Italia e all’estero” e il workshop “Quale via per un turismo responsabile a scuola”, eventi promossi da Cospe e Yoda in collaborazione con il Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ, AITR, Coonger e Provincia di Bologna. Da qui si è costituito un gruppo di lavoro6 sul tema costituito da insegnanti, rappresentanti di agenzie di viaggio e/o Tour Operator, Ong, associazioni, enti locali e altri soggetti interessati che hanno messo in atto un processo condiviso di elaborazione di una “Carta Etica sul Turismo Scolastico” da diffondere nelle scuole italiane.

Nel 2013 grazie all’analisi di altre carte (come la “Carta qualità” del WWF, la “Carta d’identità per i viaggi sostenibili” e il Vademecum “Non esistono cattivi viaggiatori, esistono viaggiatori male informati” di AITR) il documento è stato discusso e integrato in occasione del world cafè “Per una carta condivisa del turismo scolastico responsabile” realizzato nell’ambito del Festival IT.A.CÀ.

Siamo pertanto arrivati a creare questa Carta Etica del Turismo Scolastico che si pone i seguenti obiettivi:

  • promuovere i principi ed i valori del turismo responsabile presso le istituzioni scolastiche e ogni soggetto/ente preposto a organizzare viaggi di istruzione;
  • promuovere la pratica di organizzare i viaggi di istruzione secondo i principi del turismo responsabile;
  • avvalersi del viaggio di istruzione come strumento pluridisciplinare di apprendimento e che possa arricchire i curricula degli studenti che vi svolgono un ruolo attivo;
  • utilizzare i viaggi di istruzione come un’importante opportunità di cittadinanza attiva da parte dei ragazzi.

RACCOMANDAZIONI

In applicazione dei principi sopra elencati, suggeriamo, senza pretesa di esaustività, alcune linee guida o raccomandazioni a cui ispirarsi nella realizzazione dei viaggi di istruzione e che possono servire ad arricchire ed approfondire i moduli didattici già previsti nei curricula scolastici.

A scuola: prima della partenza (per dirigenti, insegnanti e studenti)

  • Coinvolgere i ragazzi nella scelta, nei contenuti e nell’organizzazione del viaggio, riducendo al minimo gli interventi di divulgazione frontale, privilegiando il lavoro di gruppo e dando spazio alle diverse aspettative. Per i ragazzi, in particolare per gli istituti ad indirizzo turistico, può rappresentare un’esperienza di “formazione in azione”;
  • diversificare le mete, tenendo presente anche l’enorme valore (culturale, artistico, storico) delle località “minori”, anche in Italia e cercare il maggior numero di informazioni possibili sul luogo/paese che ci si appresta a visitare: storia, cultura, economia, natura, religione, gastronomia;
  • verificare la possibilità di organizzare il viaggio non solo durante i mesi canonici (aprile/maggio) ma anche durante l’anno scolastico. Qualora possibile, privilegiare i viaggi di scambio con accoglienza in famiglia che consentono un’esperienza diretta con le persone del luogo e un abbattimento dei costi;
  • valutare la possibilità di riconoscere crediti formativi agli studenti che si impegnano nell’organizzazione del viaggio (ad es. ricerca di informazioni) al di fuori dell’orario scolastico;
  • capitalizzare e analizzare l’esperienza già vissuta negli anni precedenti dai ragazzi o da altre scuole, con le quali entrare in contatto, creando anche una rete tra i vari referenti;
  • lavorare per la creazione di un “progetto” su una tematica sulla quale lavorare durante tutto l’anno scolastico affinché il viaggio diventi un momento di apprendimento esperienziale integrato nel progetto didattico. Questo agevolerebbe anche la possibilità di ottenere partnership con privati disposti a sostenere i progetti (e i viaggi), e finanziamenti da enti pubblici;
  • creare progetti in sinergia con i Tour Operator/Associazioni, per identificare pacchetti di turismo scolastico adeguati alle esigenze didattiche e pertanto replicabili dalle scuole;
  • scegliere agenzie di viaggio/Tour Operator professionali ed eticamente orientati (soggetti dotati di regolare licenza per la commercializzazione e/o con patentini conformi alle normative locali vigenti);
  • richiedere agli organizzatori di viaggio e/o agli erogatori di servizi garanzie sulla qualità del viaggio da un punto di vista etico (ambientale, economico, sociale).

In viaggio (per insegnanti e studenti)

  • Organizzare incontri con rappresentanti della comunità locale, associazioni, per conoscere esperienze e storie individuali e collettive;
  • prevedere momenti di condivisione della vita quotidiana locale, privilegiando soggiorni presso strutture ricettive adeguate a questo scopo;
  • privilegiare esperienze pratiche, osservazioni dirette e raccolta dati sul campo, la creazione di diari di viaggio o blog che aiutino a documentare e trasmettere l’esperienza anche da un punto di vista emotivo;
  • qualora possibile, prevedere momenti di esplorazione della natura rispettando l’ambiente, meglio se accompagnati da una guida esperta del posto;
  • ridurre il più possibile l’impronta ecologica della classe (riduzione dei rifiuti, utilizzo di trasporti collettivi, riduzione degli sprechi del consumo di acqua, energia…);
  • privilegiare servizi turistici (trasporti, strutture ricettive, servizi..) gestiti dalla popolazione locale, per sostenere l’economia del territorio, e a basso impatto ambientale;
  • privilegiare pasti a base di prodotti tipici locali, anche laddove si tratta di pranzo al sacco (meglio se costituito da prodotti locali che i ragazzi possono acquistare direttamente dai produttori che vanno a visitare: caseifici, forni e panetterie, frantoi, ecc);
  • osservare elementari norme di comportamento nel rispetto della comunità ospitante e dell’ambiente (rispetto delle regole, non assumere comportamenti offensivi per usi e costumi locali, scegliere un abbigliamento consono, chiedere il permesso per realizzare foto e video, non prendere souvenir dagli ambienti naturali e/o dai siti archeologici; non acquistare prodotti fatti con piante e/o animali a rischio di estinzione..).

A scuola: al rientro dal viaggio di istruzione (per dirigenti, insegnanti e studenti)

  • Proseguire il “percorso” di formazione intrapreso con il viaggio anche dopo, per riflettere, fare sintesi, elaborare i dati e l’esperienza (attraverso discussioni, elaborati scritti, questionari, ecc.);
  • tradurre possibilmente l’esperienza vissuta in un prodotto (video, foto, sito..) allo scopo di conservarne la memoria e renderla fruibile da chi desidera ripetere l’esperienza o diffonderla presso un pubblico più ampio.
  • prendere spunto dal viaggio, dagli stimoli e dagli incontri fatti per elaborare progetti con una ricaduta sulla scuola e sul territorio di appartenenza, individuando associazioni che lavorano sul tema del viaggio (educazione alla legalità, all’ambiente, interculturale, ecc..);
  • mantenere relazioni e legami con le persone, le associazioni, le istituzioni del luogo visitato;
  • valutare l’impatto ecologico del viaggio ed individuare eventuali forme di “compensazione”;
  • facilitare la traduzione dell’esperienza in azioni concrete e promuovere percorsi di cittadinanza attiva.

*Si ringrazia per la partecipazione alla realizzazione della Carta Etica del Turismo Scolastico: Cospe, Yoda, Coonger, AITR, Provincia di Bologna, Oxfam Italia, WWF Italia, Istoreco, Atlantide Soc. Coop. Sociale, Liceo Artistico Isart Arcangeli di Bologna, ITCS Rosa Luxemburg di Bologna, Liceo Copernico di Bologna, Planet Viaggi, Associazione Interscambio Culturale Italia Cina, Libera, Istituto d’Arte Selvatico di Padova, LoveFlorence.

Blog IT.A.CÀ
Samanta Musarò
Cospe Onlus 

Non esistono cattivi viaggiatori, esistono i viaggiatori male informati: intervista a Elisa Del Vecchio di COSPE

Ci siamo! La IV Edizione di IT.A.CÀ. sta per iniziare! Da domani 26 maggio al 3 giugno ci aspettano giornate ricche di appuntamenti.

Prima di lasciarci trascinare dall’euforia del Festival, ecco l’ultima intervista ai protagonisti di IT.A.CÀ.: vi presentiamo Elisa Del Vecchio, referente all’interno di Cospe per il turismo responsabile. COSPE, ONG di cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti, è tra gli organizzatori del Festival con Yoda, Cestas e Nexus Emilia Romagna.

Associazione privata, laica e senza scopo di lucro, opera, fin dalla sua nascita nel 1983, nel Sud del mondo, in Italia e in Europa per il dialogo interculturale, lo sviluppo equo e sostenibile, i diritti umani, la pace e la giustizia tra i popoli. Cospe oggi è impegnato nella realizzazione di oltre 190 progetti in circa 30 paesi nel mondo, attraverso partnership con soggetti pubblici e privati.

Elisa spiega che i motivi della partecipazione al Festival IT.A.CÀ. sono strettamente legati all’impegno del Cospe sul tema del turismo responsabile, iniziato alla fine degli anni’80 con un progetto per la realizzazione di un Ecomuseo in Senegal. Da allora le iniziative a sostegno di un turismo responsabile si sono moltiplicate con progetti di recupero e valorizzazione del patrimonio storico e culturale, a tutela delle risorse naturali, a sostegno di piccole imprese legate al turismo sempre  in collaborazione con la comunità locale. Per fare un esempio: a Tangeri le attività di restauro della Medina,  della scuola pubblica e  del “Museo della Kasbah” sono stare realizzate coinvolgendo gli stessi abitanti della Medina. Inoltre Cospe promuove anche campagne informazione ed educazione allo sviluppo, produce materiali informativi sul tema  (CDrom, video, libri) e collabora con Tour Operator solidali e organizza direttamente viaggi solidali.

Continua Elisa: Cospe ritiene importanti e complementari tutti i settori di intervento: da una parte, infatti, il turismo responsabile può costituire un importante strumento di lotta alla povertà e di sviluppo per i paesi del Sud del mondo, dall’altra rappresenta un esempio efficace di consumo critico e un modello economico più sostenibile. Le attività di educazione-comunicazione contribuiscono, inoltre, sia a colmare un gap di informazione, per esempio, sugli effetti negativi del turismo di massa nei paesi poveri, sia a modificare un immaginario stereotipato e distorto della realtà del Sud del mondo, attività che intendono incidere anche sulla domanda turistica in un senso più equo e sostenibile.

A questo proposito, in questa edizione di IT.A.CÀ, Cospe, tra le varie attività, organizza il 29 maggio un seminarioPer un turismo scolastico di qualità” frutto dell’attività di animazione ed educazione nelle scuole del territorio. Durante il seminario si dibatterà anche su una carta del turismo responsabile scolastico.

Alla domanda “Che cosa significa per te sostenibilità?”, Elisa risponde che la sostenibilità è un concetto ampio, che riguarda non solo gli aspetti ambientali ma anche economici, sociali e culturali; in particolare, per quanto riguarda il turismo responsabile sostenibilità significa mettere al centro la comunità locale, che deve sia poter scegliere e partecipare alle politiche di sviluppo turistico del proprio territorio, sia poter beneficiare pienamente delle ricadute economiche e dei servizi.    

Spostando l’attenzione sulla città di Bologna e su come renderla più sostenibile, ecco il suo suggerimento: valorizzare le esperienze e le numerose realtà che a Bologna lavorano in un’ottica di sostenibilità e coinvolgere i cittadini, come sta proponendo anche IT.A.CÀ. Cospe sta già lavorando in quest’ottica: ha realizzato una piccola guida illustrata, in collaborazione con il quartiere Savena,  Turista (non) per caso: a spasso per il quartiere Savena, curata direttamente da alcuni ragazzi e ragazze tra i 16 e 18 anni che, in orario extrascolastico, si sono avventurati alla scoperta del proprio quartiere: un viaggio a Km 0 ma ricco di incontri ed esperienze interessanti. A dimostrazione  che è possibile vivere il proprio territorio e/o quartiere con gli occhi curiosi del  viaggiatore, aperto alle novità del mondo vicino e lontano.

Elisa ci saluta con questo messaggio: Non esistono cattivi viaggiatori, esistono i viaggiatori male informati.

A noi di Tagbolab che abbiamo avuto il compito di informarvi durante queste settimane di attesa, sperando di averlo fatto bene, non resta che augurarvi buon viaggio e buon Festival!

 

 

La sostenibilità abbraccia l’istruzione: intervista a Samanta Musarò

Continuano le interviste agli organizzatori, ai protagonisti e ai partner del Festival IT.A.CÀ.

Questa volta abbiamo incontrato Samanta Musarò, volontaria dell’Associazione Yoda dal 2000 e collaboratrice del Cospe dal 2008. Educatrice di formazione, lavora nel settore dell’Educazione alla Cittadinanza Mondiale, soprattutto nelle scuole e in percorsi di cittadinanza attiva.

Dalla I edizione del Festival I.T.A.CÀ, realizzata nel 2009, ha curato gli eventi sul turismo scolastico perché convinta che, oggi più che mai, anche i viaggi di istruzione debbano iniziare ad ispirarsi ai principi del turismo sostenibile, un turismo che rispetta e protegge i luoghi visitati e che valorizza un rapporto con le comunità locali. L’esperienza del viaggio, vicino o lontano che sia non importa, si innesta a pieno titolo nel curricolo della scuola, diventandone un segmento importante. Anzi è essa stessa curricolo, si affaccia direttamente sul balcone degli apprendimenti, instaurando legami molteplici e spingendo a un ripensamento delle mappe disciplinari.

Per Samanta Musarò la sosteniblità è sinonimo di cura, ma è anche uno stile di vita difficile da raggiungere oggi, visto il consumismo a cui siamo stati abituati.

Abbiamo chiesto alla nostra intervistata un’idea per far diventare Bologna più sostenibile. Samanta indica nella promozione dei luoghi di incontro, dialogo, conoscenza reciproca e solidarietà dal basso un punto centrale. Il Mercato della Terra, che ogni sabato mattina fa incontrare gli abitanti di questa città, ne è un esempio concreto esistente. Le piste ciclabili, invece, sono un esempio concreto mancante.

Ognuno di noi dovrebbe abbracciare i criteri della sostenibilità nella sua quotidianeità, senza dover aspettare che dall’alto qualcuno ce lo imponga!

2-3-4 maggio 2012 IT.A.CA’ al Green Social Festival

Il festival IT.A.CA’ è ospite all’interno del Green Social Festival 

2-3-4 maggio 2012 / Bologna

Mercoledì 2 maggio

Palazzo Gnudi (Via Riva di Reno 75/3)

Spazio Piazza IT.A.CÁ
16.00 – 18.00 In viaggio verso IT.A.CÀ appunti di Turismo Responsabile
A cura dell’organizzazione del Festival IT.A.CA’

Intervengono:

Uber Alberti –  Cestas
Maurizio Davolio –  AITR
Fabio Laurenzi – Cospe
Pierluigi Musarò – Yoda
Sandra Pareschi – Nexus Emilia Romagna
Graziano Prantoni – Assessore Turismo, Provincia di Bologna

Giovedì 3 maggio

Palazzo Gnudi (Via Riva di Reno 75/3)

16.00 – 18.00 Proiezione del film “Indian Flow” di Giuseppe Petruzzellis

A cura dell’organizzazione del Festival IT.A.CA’

Indian Flow è il diario di un avventuroso viaggio in India.E’ la testimonianza diretta di cosa può accadere se ci si lascia trasportare dallo “scorrere” dell’India. Il funerale induista di un santone ad Agra; due donne in sari che “riciclano” lo sterco di mucca in un villaggio dell’Uttar Pradesh; uno spettacolo di marionette nella baracca di uno zingaro a Jaipur; il lago che non c’è più a Pushkar; il disastroso inquinamento del Gange; la marea umana che ogni 12 anni si ritrova ad Haridwar per il Kumbha Mela: sono questi alcuni dei luoghi, degli eventi e dei personaggi protagonisti di questo documentario.

Indian Flow è un viaggio attraverso momenti ordinari e straordinari vissuti dalla gente comune in India. Un’immersione nei sui ritmi, suoni e colori. Un “fluire” dal quale emerge la ricchezza di un modo di pensare, agire ed esistere particolarmente suggestivo.

 Scarica  la Scheda Indian Flow

Venerdì 4 maggio

Palazzo Gnudi (Via Riva di Reno 75/3)

16.00 – 18.00 Incontro “Ostinato e contrario”
A cura dell’organizzazione del Festival IT.A.CA’

L’incontro con l’autore Giulio Di Meo, durante il pomeriggio Di Meo ci spiegherà il suo modo di intendere la fotografia sociale. Si tratta di una fotografia contraria alla spettacolarizzazione delle immagini tipica della nostra epoca, che ci ha assuefatto al dolore e alla miseria e che ha omologato le coscienze. Questa fotografia vuole avvicinarsi alla realtà in maniera più discreta e rispettosa nei confronti del dolore degli altri. Una fotografia che cerca di raccontare non solo quello che a tutti i costi cercano di nasconderci, ma anche la quotidianità, la voglia di vivere e la forza ostinata di lottare che possiedono coloro che vivono in contesti sociali difficili. Una fotografia che cerca di risvegliare la nostra indignazione e, al tempo stesso, restituire dignità a chi vive ai margini di questa stessa società. Una fotografia fatta di lotta, rabbia, indignazione ma anche di amore, passione, speranza.

L’autore mostrerà, inoltre, alcuni dei sui lavori: da “Riflessi Cubani”, uno spaccato della vita cubana,  a “Tra cielo e terra”, sugli abitanti delle favelas brasiliane di Rio de Janeiro; da “Avenida Dandara”, un’occupazione urbana nella periferia di Belo Horizonte, dove vivono 900 famiglie che rischiano di essere sfrattate a causa della speculazione immobiliaria, a “Slowly”, un lavoro sul popolo saharawi costretto a vivere in campi profughi da 30 anni

www.greensocialfestival.it

La didattica in viaggio

La scuola si apre al mondo: la didattica in viaggio

Nella nostra storia culturale il viaggio rappresenta una potente metafora di cambiamento e di rinnovamento. Dai primi viaggiatori di cui la tradizione ci abbia lasciato testimonianza scritta, fino ai giorni nostri, scorre un filo denso di richiami letterari e avventura che materializza nel viaggio il bisogno di incontro, sfida, conoscenza e ritrovamento di senso, da sempre presenti nell’animo umano. I grandi protagonisti di viaggi come Ulisse, Marco Polo e gli altri navigatori, incarnano appunto l’antico mito dell’eroe, indomito e sofferto, proteso al superamento del quotidiano, di ciò che è già noto, per conquistare una più piena consapevolezza di sé e una nuova immagine del mondo.

Utilizzato in un contesto didattico, il viaggio mantiene questo valore iniziatico e fortemente euristico che ripercorre tutta la gamma delle motivazioni contemplate dai viaggiatori storici, quali: acquisizione di conoscenze; ricerca di cambiamento; rottura con il quotidiano e con la routine; senso dell’avventura e del rischio; capacità di sapersi gestire in situazioni ignote; incontro con l’altro; rafforzamento dell’identità, individuale, culturale, sociale.

In particolare, il viaggio di istruzione può essere definito come un processo formativo che agisce sullo sviluppo intellettivo e psicologico, con riferimento a tre macro-ambiti: quello dell’identità personale (senso di appartenenza, visione dell’altro e del sé), quello della costruzione della conoscenza (nuovi saperi, culture “altre”, ridefinizione delle mappe cognitive, interconnessioni con il curricolo esplicito o implicito) e, infine, quello legato alla definizione del comportamento (modi di essere, valori, relazioni, confronti e contrasti). Per questi motivi è stata inserito nel calendario scolastico considerato come un’iniziativa complementare delle attività curriculari della scuola durante la quale gli studenti hanno la possibilità di misurarsi con l’esterno e accrescere il proprio patrimonio culturale. Non sembra pensarla così invece quella fetta, purtroppo oggi crescente, di insegnanti di scuole secondarie che si rifiutano di accompagnare le classi in queste importanti esperienze formative.
Oggi per gli studenti la gita d’istruzione è uno dei momenti scolastici preferiti che attendono con trepidazione durante l’anno perchè viene vista come un momento di libertà, durante la quale potersi divertire e dar libero sfogo alle proprie pulsioni. Ma se questi non vedono l’ora di trascorrere qualche giorno lontano da casa, senza il controllo dei genitori, lo stesso non vale per i professori che accompagnano gli studenti e che devono “vegliare” su di loro.
Se il viaggio di istruzione si pone, invece, su un itinerario ben strutturato di programmazione didattica e fa leva su motivazioni autentiche di curiosità e scoperta, le implicazioni formative sono tante e possono essere: formazione interculturale, superamento degli stereotipi, approccio interdisciplinare, consapevolezza di sé, consapevolezza della storia, senso di partecipazione al mondo, maggior comprensione dei problemi internazionali, educazione alla pace, formazione etica, formazione estetica…

Tuttavia simili potenzialità vengono spesso vanificate dalla grave esposizione delle scuole a variabili soggettive quali la maggiore o minore creatività progettuale del docente referente, l’inadeguatezza e la ripetitività delle proposte, il limitato coinvolgimento degli studenti, veri protagonisti dell’iniziativa. Il turismo scolastico è entrato in crisi da diversi anni e vi è la necessità urgente di rimetterlo al centro di un importante processo di rivalutazione, finalizzato al ripristino della sua vera missione: essere per lo studente una preziosa fonte di apprendimento e di sviluppo della personalità. Nella stagione della globalizzazione la scuola è chiamata a sviluppare la capacità di mettersi in relazione con il mondo e con le differenti culture che in esso convivono. Per questo oggi più che mai anche i viaggi di istruzione devono iniziare ad ispirarsi ai principi del turismo sostenibile e responsabile, un turismo che rispetta e protegge i luoghi visitati e che valorizza un rapporto con le comunità locali.

Due ingredienti semplici ma che spesso sono stati assenti nelle gite scolastiche finora organizzate, nelle quali i nostri ragazzi si muovono in gruppi enormi, tutti nello stesso periodo (in primavera), quasi sempre nelle stesse località e comunicando solo tra di loro in discorsi autoreferenziali.
Molte associazioni, infatti, come ad esempio il Cospe promuovono laboratori di approfondimento in classe proprio con l’obiettivo di presentare e suggerire al mondo della scuola la sfida della didattica al di fuori dell’aula e trasformare il viaggio di istruzione in un modello pluridisciplinare di apprendimento affinchè le varie discipline imparate a scuola possono trovare durante il viaggio applicazione e conferma. La gita scolastica non può essere interpretata come sottrazione di tempo prezioso ai danni del programma di studi, ma va utilizzata come una delle tante modalità di apprendimento a patto che ci sia un’accurata preparazione prima ed un’elaborata documentazione dopo. Il viaggio dunque visto di nuovo come avventura formativa, da inserire nella programmazione scolastica già a maggio, insieme ai libri di testo. È evidente che la programmazione del viaggio è tanto più produttiva quanto più è precoce. Sapere che un istituto decide dei programmi di viaggio e ne fa un punto di riferimento culturale permette di evitare la casualità e l’estemporaneità, mettendo insegnanti e studenti in condizione di avere una fase di preparazione e rendendo anche le famiglie più consapevoli delle opportunità offerte dalla scuola.
L’esperienza del viaggio dunque si innesta a pieno titolo nel curricolo della scuola, diventandone un segmento importante. Anzi è essa stessa curricolo, si affaccia direttamente sul balcone degli apprendimenti, instaurando legami molteplici e spingendo a un ripensamento delle mappe disciplinari.

Una scuola che voglia inscrivere la dimensione formativa del viaggio nel proprio progetto formativo può ricorrere a svariate soluzioni: farne un’area di progetto, declinare un apposito spazio progettuale entro la quota di curricolo locale, intraprendere progetti di scambio europei, ritagliare appositi spazi di approfondimento nell’ambito della didattica disciplinare o di percorsi trasversali impostati in sede di programmazione.
Il turismo scolastico, dunque, non solo in quanto gita o visita guidata, ma anche fatto di modalità minoritarie ma più originali. E’ il caso particolare dello scambio di classi con Paesi dell’Europa o meglio l’avvio di partenariati didattici con Paesi del sud del mondo. I partenariati didattici sono veri e propri progetti educativi durante i quali gli studenti hanno l’opportunità di conoscere e entrare in contatto con coetani di Paesi che non avrebbero altrimenti la possibilità di conoscere. Territori “distanti” non solo a livello geografico ma anche economico, sociale e culturale, si trovano così a dialogare su questioni che li accomunano, scambiando stimoli e confrontando soluzioni alle problematiche comuni.

Il turismo che sconfigge le mafie
Seminario realizzato presso l’Istituto Manfredi Tanari di Bologna il 24 maggio 2011 nell’ambito della III Edizione di  IT.A.CÁ.

Samanta Musarò
Responsabile settore scuole COSPE 

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