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Racconti dall’Appennino: alcune impressione del corso di formazione esperienziale nell’appennino bolognese!

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog vi riportiamo alcune impressioni dei corsisti che hanno partecipato qualche mese fa al corso di formazione esperienziale su sviluppo turistico e ospitalità interculturale nell’appennino bolognese.

Quattro finesettimana immersi nel cuore degli appennini emiliani a parlare di turismo responsabile e migrazione, tra incontri, visite, lezioni e riflessioni, con l’obiettivo di dimostrare che, attraverso il turismo sostenibile, l’integrazione socio-culturale e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale possono sostenersi reciprocamente.

È questa l’esperienza fatta tra luglio e settembre 2018 a Montefredente dai 18 partecipanti, sia italiani che migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, al “Corso di formazione esperienziale su sviluppo turistico e ospitalità interculturale nell’Appennino bolognese”. Corso promosso dal festival IT.A.CÀ e Associazione Yoda, in collaborazione con ASP Città di Bologna e Open Group, con il patrocinio di Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, Bologna Welcome, A.I.T.R. – Associazione Italiana Turismo Responsabile, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Città metropolitana di Bologna, Comune di San Benedetto Val di Sambro. Ricordiamo che il referente scientifico del corso è stato Pierluigi Musarò (professore dell’Università di Bologna e presidente Associazione Yoda) e tutor del corso Melissa Moralli. 

Un progetto nuovo, in cui lo sviluppo e l’inclusione sono temi interrelati e complementari, e nel quale, attorno al fulcro del turismo sostenibile, si è affrontato il grande tema della mobilità umana.

In un mondo sempre più in movimento, in cui turismo e migrazione sono due facce di una stessa medaglia, il turismo così inteso presenta grandi potenzialità sotto diversi aspetti, tra loro profondamente interrelati.

L’obiettivo è di unire ai benefici del turismo sostenibile (ambientali, economici e socio-culturali) un progetto fattivo ed efficace di integrazione tra migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, e tessuto sociale delle comunità ospitanti, in particolare le comunità montane.

Con un duplice beneficio sia per gli ospitati che per le comunità stesse, le quali trovano così un’ulteriore strada per combattere lo spopolamento e la graduale perdita del proprio patrimonio culturale e ambientale.

Un patrimonio che è supporto di identità, memoria e storia, e a partire dal quale, guidati da una nuova idea di integrazione, ospitalità interculturale e valorizzazione sostenibile delle risorse, è possibile costruire, attraverso il turismo, nuove realtà che, da un lato, possano essere un’opportunità per promuovere processi di integrazione sociale e, dall’altro, siano uno strumento di sviluppo per i territori stessi.

L’Appennino bolognese, infatti, da una parte è inserito nel fenomeno di progressivo spopolamento dei territori montani, ma dall’altra presenta grandi ricchezze naturali e culturali: paesaggi, antichi borghi e territori rurali che, se valorizzati, possono essere il punto di partenza per la costruzione di questa nuova forma di sviluppo e integrazione.

È stato intorno a queste riflessioni, e in profondo contatto con le realtà direttamente coinvolte in queste dinamiche, che si è svolto il corso: gli iscritti hanno trascorso quattro finesettimana a Montefredente, frazione del Comune di San Benedetto Val di Sambro (BO), condividendo la struttura gestita dalla Cooperativa Open Group. Qui, persone provenienti da situazioni e contesti diversi tra loro hanno avuto modi di conoscersi, passare del tempo insieme, scambiare racconti ed esperienze. E sempre da qui, gli incontri si sono articolati tra lezioni teoriche e itinerari esperienziali, le prime volte ad analizzare con un approccio critico le tematiche legate al turismo, i secondi volti a conoscere direttamente le realtà presenti sul territorio.

Realtà che ideano, organizzano e portano avanti percorsi ed iniziative animate da una concezione del patrimonio naturale e culturale come bene comune, dalla volontà di valorizzare luoghi esclusi dai circuiti turistici convenzionali, e di creare un turismo diverso, lento, responsabile e sostenibile, sotto il profilo sociale, ambientale ed economico.

Tra queste realtà troviamo la Via degli Dei, itinerario di cinque giorni a piedi nei monti tra Bologna e Firenze, oppure la Via della lana e della seta, tra Bologna e Prato; il trekking nel bosco sui resti dell’antica via Flaminia, accompagnati dall’appassionata guida storica Marco Gollini; quello tra Madonna dei Fornelli e Zaccanesca, piccolo borgo ormai quasi spopolato, ma vitale e accogliente; il piccolo e ospitale borgo di Qualto, ricco di storie e scorci sconosciuti. Luoghi ricchi di storia e di relazioni che abbiamo scoperto grazie a realtà come la cooperativa Foiatonda, Appennino Slow e Officina15.

Sono stati molti anche gli interventi di chi, coniugando imprenditorialità, innovazione e sostenibilità, ha sviluppato concretamente progetti virtuosi che agiscono come nuovi importanti attori del territorio!

Come Kilowatt, startup che, adottando la forma della Cooperativa, si occupa di innovazione sociale, inclusione e welfare; oppure la Cooperativa Madreselva, costituita da guide ambientali ed escursionistiche che svolgono attività di accompagnamento guidato, educazione ambientale ed educazione scientifica, 

valorizzando il patrimonio naturale dei territori dell’Appennino; la società Gastameco che, in antichi edifici recuperati, ha creato ostelli basati su una concezione che coniuga la sostenibilità ambientale con un positivo impatto sociale, fatto di integrazione con il territorio nel quale sorgono e l’accessibilità a diverse categorie di ospiti.

Un tema fondamentale affrontato nel corso è stato poi quello dell’accessibilità: a questo proposito, esistono nel territorio realtà come l’Istituto Cavazza, che si occupa di integrazione, formazione, riabilitazione e autonomia delle persone non vedenti, e che ora intende dedicarsi anche a progetti di turismo accessibile.

È dunque attraverso la condivisione di tempo, esperienze, progetti e visioni, che è stato possibile iniziare ad immaginare concretamente nuove possibilità di sviluppo e integrazione, che poggino sulla complementarità tra un patrimonio che, mentre rischia di andare perduto, presenta intatta la sua vitalità, e la ricchezza dell’intreccio di culture, storie ed esperienze solo apparentemente lontane.

Blog IT.A.CÀ
Ludovica Popescu

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Ecco alcuni dei pensieri dei partecipanti al corso:

“Sono molto contento del corso che ho fatto. Per me gli incontri sono stati molto utili per fare una nuova esperienza soprattutto nel settore turistico e per conoscere nuove persone. Sono stato soddisfatto dell’avere questa opportunità per lo scambio interculturale e per aver imparato tante nuove cose. Le persone che ho conosciuto durante l’incontro erano molto simpatiche e carine e per questo ho avuto una bella esperienza. Poi parlare con la gente è stato d’aiuto per migliorare il mio italiano“.

Haroon Nawaz

Avere l’opportunità di stare per 4 weekend a riflettere, imparare, incontrarsi, confrontarsi e progettare insieme ad altre persone con profili, percorsi, modi diversi dai tuoi è, soprattutto di questi tempi, una grande opportunità. Poterlo fare in Appennino – quanta bellezza e autenticità in una sola area – ragionando su nuovi modi di vedere, vivere e promuovere il turismo sostenibile è stata una meravigliosa opportunità. Ora per completare il quadro, sta a noi provare a tradurre le enormi potenzialità intraviste in realtà!

Serena Miccolis

Ci siamo immersi in una realtà fatta di associazioni che si impegnano in progetti nel settore del turismo sostenibile e che sono attive nel generare un impatto positivo sul territorio. Si è creata una rete di persone che condivide la stessa visione e la stessa voglia di impegnarsi per la valorizzazione dell’Appennino che ha grandi potenzialità ancora inespresse. Il punto di forza del corso è stato quello di mettere insieme un gruppo di persone affiatato, con energie e idee nuove e che ha voglia di mettersi in gioco per portare avanti un progetto concreto.

Antonella Iero

Il corso è stato veramente interessante e utile per capire il territorio e incontrare persone del luogo che ci hanno coinvolto, anche durante i trekking che abbiamo fatto. Mi è piaciuto avere nuovi momenti di dialogo, di confronto e di collaborazione con persone diverse!!

Amin Sumah

L’aspetto che ho preferito del corso è stato l’incontro con alcune delle realtà locali che operano nell’ambito del turismo sostenibile perché mi ha permesso di capire che l’Appennino non è stato completamente abbandonato. Al contrario può contare su diverse persone con tanta voglia di fare e che lavorano ogni giorno per valorizzarlo e garantirgli un futuro diverso da quello dello totale spopolamento.

Andrea Moreschini

La cosa più evidente, ai miei occhi, è stata la prospettiva di osservazione del territorio. A volo d’uccello, con grandi planate panoramiche – a tratti filosofiche – su aspetti ampi e teorici, e forti picchiate su specifici obiettivi. Sempre con un po’ di distacco, quanto basta per andare oltre i campanilismi e le barriere culturali, ma restando in contatto con una interessante selezione di veri abitanti, perfettamente immersi nel paesaggio e rappresentativi dello stesso.
L’esperienzialità del corso, secondo me, è la cosa più riuscita. Attorno a “casa Fredente” si era creata una bolla densissima fatta di impegno, interessi, chiacchiere e relazioni, incredibilmente coinvolgente e piena di forza. Una specie di ecosistema in grado di sopravvivere solo con grandi input energetici, ma che è sopravvissuto e… non lo avrei mai pensato prima di iniziare, oggi mi manca!

Erica Mazza

Il corso mi è sembrato molto interessante. Penso che sia stata una forma differente di porre attenzione al turismo. Per me è stata una grande esperienza perché non mi era mai capitato di fare insieme queste diverse attività: fare dei trekking, avere informazioni da persone esperte del luogo e lezioni sul tema del turismo responsabile. Non solo il contenuto mi è sembrato buono, ma anche la predisposizione ad aiutarci nel capire.

Vanessa Carolina Zamora Martinez

L’esperienza a Montefredente é stata un’ottima occasione per approfondire i temi riguardanti l’inclusione e il turismo sostenibile, le connessioni tra questi mondi e pensare insieme futuri possibili progetti da costruire ed esplorare. Il corso è stata anche un’esperienza molto stimolante che mi ha permesso di conoscere altri giovani dinamici interessati ad impegnarsi nel turismo a misura d’uomo.

Jonathan Mastellari

Il gruppo lungo il Sentiero della Lana e della Seta

Corso di formazione esperienziale su sviluppo turistico e ospitalità interculturale nell’Appennino bolognese

IL TURISMO SOSTENIBILE IN CHIAVE INTERCULTURALE

In un mondo sempre più in movimento, turismo e migrazione sono due facce della stessa medaglia. Per quanto con ostacoli e aspettative diverse, turisti, migranti, viaggiatori, rifugiati e richiedenti asilo intervengono nella creazione di nuove storie e narrative, dando vita a realtà ibride che definiscono il mondo in cui viviamo.

Considerato, dunque, il diritto alla mobilità come uno dei fattori di stratificazione della società contemporanea, il turismo, e in particolare il turismo sostenibile, può rappresentare una forma innovativa di inclusione sociale ed economica, nonché di incontro e dialogo interculturale. Il turismo non si riduce al solo incoming o alla creazione di posti di lavoro, ma può diventare una leva per uno sviluppo più equo e responsabile per i territori che lo ospitano, come sostenuto dalle Nazioni Unite, che hanno dichiarato il 2017 come Anno del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo. 

Allo stesso modo, il turismo rappresenta un’opportunità di partecipazione inclusiva e di valorizzazione delle competenze per coloro che prendono parte a tale processo di sviluppo. Infine, è anche attraverso il turismo che si stimolano nuovi momenti di confronto, dialogo e collaborazione tra culture e provenienze diverse.

I benefici derivanti del turismo sono ancora più evidenti quando si osservano quei territori che sono esclusi dai circuiti turistici convenzionali. A differenza delle città, spesso “invase” dai turisti, i territori montani soffrono di un calo non solo di turisti, ma anche degli stessi residenti, diventando talvolta luoghi dove gli abitanti si ritrovano a resistere in un contesto di progressivo spopolamento e con pochi servizi. Tuttavia, sono questi i luoghi che conservano l’autenticità delle tradizioni e del paesaggio naturale, e in cui è possibile intervenire promuovendo nuove forme di imprenditorialità turistica che ne valorizzino le ricchezze, creando al contempo occasioni innovative per promuovere processi di integrazione sociale tra comunità locale, turisti, migranti, richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale.

Tra questi territori, l’Appennino bolognese è un luogo con una straordinaria eredità naturalistica e una storia antichissima: ricchezze che, se valorizzate nel modo giusto, possono aprire scenari di grande interesse, andando incontro ad una nuova domanda di turismo lento, consapevole e sostenibile, e costituendo un fattore di sviluppo in grado di garantire condizioni di vita migliori agli abitanti della montagna. 

In questo territorio non mancano le opportunità di sviluppo in chiave di turismo responsabile: antichi borghi abbandonati e territori rurali che possono essere rigenerati per rispondere alla crescente domanda turistica attraverso una nuova idea di ospitalità interculturale e di valorizzazione turistica sostenibile.

Si aprono quindi nuove opportunità per la creazione di imprese integrate atte ad accogliere i migranti, richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale e a garantire loro di formarsi e lavorare all’interno delle stesse organizzazioni che, oltre a essere strutture di accoglienza diventano strutture ricettive e punti di riferimento per il turismo lento.

Foto di Gianluca Maini

IL CORSO DI FORMAZIONE ESPERIENZIALE

Il corso di formazione esperienziale è rivolto a sedici giovani tra 18 e 35 anni, italiani e stranieri (richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale), che intendono partecipare a questo percorso di studio, analisi e valorizzazione territoriale di avanguardia che avrà come centro propulsore Montefredente, frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro (Bo).

Il percorso formativo è concepito come un laboratorio creativo che alterna didattica teorica e tecnica in aula con moduli esperienziali sul campo, al fine di progettare nuove traiettorie di sviluppo turistico sostenibile e interculturale. Una formazione esperienziale della durata di 4 fine settimana, compresi nel periodo luglio-settembre 2018, sull’Appennino Bolognese, dove i partecipanti avranno l’opportunità di incontrare diversi esperti e conoscere progetti innovativi che basano la loro attività sul potenziale della montagna. 

Il corso di formazione, realizzato in collaborazione con Asp Città di Bologna, SPRAR e Open Group, è promosso dall’associazione di promozione sociale YODA, che da 10 anni organizza, in rete con centinaia di soggetti, IT.A.CÀ migranti e viaggiatori, il primo e unico Festival del turismo responsabile in Italia e in Europa, premiato quest’anno ONU per la sua capacità di unire in maniera innovativa il turismo a temi quali immigrazione, accessibilità, intercultura e altre tematiche interconnesse allo sviluppo sociale ed economico del territorio, sempre in chiave sostenibile, muovendosi in un’ottica partecipativa ed inclusiva. Responsabile scientifico del corso è Pierluigi Musarò, professore associato presso l’Università di Bologna e Direttore di IT.A.CÀ Festival.

Grazie al coinvolgimento di studiosi e professionisti dell’accoglienza e della valorizzazione turistica, il percorso si articola in tre momenti tra loro connessi:

– una struttura teorica sul tema turismo e migrazione, con l’obiettivo di affrontare il tema della mobilità umana attraverso un approccio critico, capace di riconoscere che migrazione e turismo sono fenomeni complessi che devono essere analizzati nelle loro potenzialità e criticità, e affrontati in maniera integrata dal punto di vista degli interventi sociali sul territorio. 

– una formazione esperienziale sul campo mirata ad avviare nuove figure professionali legate al turismo lento e sostenibile e ad una valorizzazione responsabile e collaborativa del territorio attraverso la partecipazione di esperti e professionisti che lavorano nell’ambito della promozione culturale, del marketing, dello sviluppo turistico sostenibile.

– una lettura del territorio locale per creare rete con gli attori che lo animano e per identificarne potenzialità e limiti. Attraverso la valorizzazione di competenze interculturali saranno individuati, in collaborazione con gli stakeholder locali, strumenti a sostegno di progettualità innovative in termini di accoglienza di turisti, migranti e richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale. Nello specifico, questa parte prevedrà azioni di: analisi del territorio e delle risorse materiali e immateriali (analisi geografica, analisi della rete, ricerca storica, ecc.), SWOT analysis, marketing digitale, storytelling, destination brand design, analisi della comunicazione e marketing turistici e analisi dei mercati e dei target ai quali rivolgere la comunicazione dell’offerta turistica.

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE

Ai partecipanti è richiesta la frequenza di almeno l’80% del Corso.

Le date previste sono: 

  • 20-21-22 luglio 
  • 7-8-9 settembre 
  • 21-22-23 settembre 
  • 28-29-30 settembre 

Ogni fine settimana formativo prevedrà l’arrivo nella struttura di Montefredente alle ore 17 del venerdì e partenza dalla stessa struttura alle ore 17 della domenica successiva. È previsto un servizio navetta da e per San Benedetto Val di Sambro, che è raggiungibile con il treno da Bologna.

Pasti e pernottamenti nella stessa struttura e attività laboratoriali ed esperienziali sono garantiti dagli organizzatori.

Durante il corso, inoltre, i partecipanti collaboreranno nella scrittura di un articolo/post/diario di viaggio che verrà pubblicato sul blog di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile, insieme ad alcune foto significative dell’esperienza. L’intero percorso verrà raccontato come cammino nella formazione attraverso i social media, supportando in questo modo la promozione delle attività sostenibili del territorio.

Ai partecipanti che avranno completato il percorso verrà consegnato un Attestato di Partecipazione.

MODALITÀ DI CANDIDATURA

Le domande di partecipazione potranno essere presentate inviando all’indirizzo email morallimelissa@gmail.com il modulo di candidatura, corredato da una breve lettera di motivazione (max. 3.000 caratteri spazi inclusi), dal curriculum vitae e dalla copia di un proprio documento di identità

Scarica il modulo di partecipazione > Modulo di candidatura

Le candidature dovranno pervenire entro il 24 giugno 2018. 

L’Organizzazione procederà alla selezione dei candidati sulla base delle motivazioni espresse a supporto della candidatura e delle eventuali esperienze di studio, impegno professionale o volontariato nell’ambito della valorizzazione turistica del territorio, come risultanti dal curriculum vitae. I candidati selezionati saranno in seguito contattati via email e sarà loro richiesto di confermare l’iscrizione attraverso il versamento di un contributo spese di Euro 60,00.

ULTERIORI INFORMAZIONI

Per informazioni è possibile contattare la tutor del corso di formazione, la dott.ssa Melissa Moralli, all’indirizzo e–mail morallimelissa@gmail.com o al telefono 333 2712834.

CORSO PROMOSSO DA

IN COLLABORAZIONE CON

 

CON IL PATROCINIO DI

 

                          

L’Appennino bolognese protagonista del festival IT.A.CÀ 2018

Senza dubbio Bologna costituisce una tappa fondamentale del Festival IT.A.CÀ (da dove tutto è nato) ma come possiamo parlare del suo suggestivo nucleo urbano senza conoscere l’affascinante area collinare e montagnosa che la circonda e l’abbraccia?

A poca distanza dal centro cittadino, l’Appennino bolognese, a lungo poco considerato dal turismo, potrà finalmente dar voce alle sue eccellenze locali o, per lo meno, potrà andare in questa direzione. È proprio questo l’intento del festival che, quale promotore di un turismo responsabile, vuole contribuire a valorizzare quest’aria ricca di storia e di eccellenze naturali, culturali, enogastronomiche e in cui c’è un grande fermento di nuove realtà che stanno arricchendo l’offerta turistica della montagna in modo innovativo.

L’edizione 2018 di IT.A.CÀ ha dedicato un’attenzione particolare alla montagna bolognese; ad aprire gli eventi in Appennino saranno  La Caracola, Coop Lai–momo, Radio Frequenza Appennino e Jago Corazza con l’evento “A Mali estremi… Musica! La Musica negata nei paesi dei Migranti” che si terrà il 27 maggio a Marzabotto. Ci immergeremo nell’universo dei migranti, con una giornata di musiche, testimonianze e specialità culinarie di paesi lontani, gestita interamente dai ragazzi accolti dalla Società Cooperativa Sociale Lai-momo e ospitati in diverse strutture dei Comuni dell’Appennino bolognese. 

Da venerdì 1° giugno a domenica 3 giugno IT.A.CÀ dedicherà il week end esclusivamente all’Appennino. Innanzitutto, le escursioni a piedi. Partiremo dall’evento “Tra il Cielo e la Terra della Piccola Cassia”, escursione notturna di turismo astronomico all’Osservatorio Astronomico Felsina, organizzata dall’ Agriturismo Ca’ del Buco, dagli Astrofili Bolognesi, da Coop Madreselva, dal Comune di Monte San Pietro e da Piccola Cassia.

Domenica 3 giugno percorreremo la Via del Reno: dalla Rocchetta alle Terme, avremo la possibilità di partecipare a un’escursione a partire dall’affascinante castello delle fiabe alla sorgente della salute, curata da Cooperativa Madreselva e Alessandro Conte.

A Monterenzio assisteremo a “Monte Bibele, archeologia on the road”, una visita guidata sensoriale con un archeologo, a cura di Arc.a Monte Bibele, che ci porterà alla scoperta di antichi insediamenti etrusco-celtici.

Da Marzabotto partirà il percorso “Orienteering a Monte Sole: cultura e memoria sulla mappa”, a cura di Appennino Geopark e Polisportiva Giovanni Masi A.S.D. Le attività di Orienteering all’interno del Parco Storico di Monte Sole sono un’ottima occasione per sottolineare il tema storico legato alla Memoria che il Parco Storico di Monte Sole richiama.

“Dove volano le aquile” sarà un trekking guidato, curato da Appennino Slow. Cammineremo insieme a una guida esperta sui crinali dell’Appennino, da Porretta Terme all’Abetone.

Tra le esperienze più intense, proponiamo un weekend nell’Appennino più vero, ben tre giorni sul Corno alle Scale a cura della Cooperativa Madreselva, tra le silenziose valli e le vette più alte, alla ricerca di un contatto autentico con la natura, che ci regalerà delle sensazioni uniche e indescrivibili a parole. Programma trekking

Il programma escursionistico non si esaurisce con i trekking a piedi. La bicicletta, mezzo sostenibile per eccellenza, ci accompagnerà durante un’escursione al Parco di Monte Sole per visitare i luoghi della Memoria e della Resistenza, a cura di FIAB Monte Sole Bike Group. Vi sarà inoltre un breve viaggio di due giorni in bici da Bologna all’Appennino percorrendo la prima tappa della Via degli Dei, curato da Salvaiciclisti Bologna e Michele Mattetti, Università di Bologna. Programma itinerario. 

L’accessibilità del turismo è uno dei temi fondamentali che il festival vuole affrontare. In Appennino saranno esemplificativi in questo senso alcuni eventi. Innanzitutto quello dei “Sensi dell’Appennino”, una gita in tandem organizzata insieme ai non vedenti e aperta a tutti, curata da Museo Tolomeo, Velostazione Dynamo e Marco Fossati.

Altro evento “accessibile” partirà da Porretta Terme: sarà anche in questo caso una biciclettata aperta anche a persone disabili, curato da Fondazione per lo Sport Silvia Rinaldi ONLUS, Happy Trail MTB e Rupex. Da Pianoro partirà il trekking multisensoriale “Porte sul Paesaggio dei sensi da Zena a Tazzola”, che attraverso la partecipazione di ipovedenti e non vedenti ci aprirà all’esplorazione del paesaggio attraverso i diversi sensi di cui disponiamo. Tale trekking è organizzato dal Parco Museale della Val di Zena, dal CAI Bologna e dal Museo Tolomeo.

Sarà inoltre presente un ricco programma di mostre.
Aprirà il 1 giugno l’esposizione artistica “Percorsi” a Grizzana Morandi, che sarà aperta al pubblico fino al 30 giugno. Si tratterà di una mostra con performance tra pittura, ceramica, land-art e multimateriali, curata dal Collettivo artisti del Crinale Morandiano. Programma iniziativa 

A Castiglione dei Pepoli vi sarà la mostra “[s]guardi – escursioni fotografiche”, con la presentazione del concorso fotografico e uscite guidate alla scoperta dei luoghi da fotografare. Tale mostra è curata da Officina15 e Tempo & Diaframma

A movimentare il tutto, alcune vere e proprie performance! A Grizzana Morandi assisteremo alla “Piccola fiera dei ciarlatani”, Festival di arti di strada creato nello stile delle fiere di inizio Novecento, arricchito da laboratori, mercato e street food, a cura di SIMURGH

Presso la Casa Museo Morandi, “Diventa Morandi Grizzana” si presenta come un evento performativo dedicato alla figura di Giorgio Morandi, organizzato da Incontrarsi nell’Arte. Suo fine è quello di evocare un contatto con gli ambienti nei quali Morandi stesso è vissuto. Il percorso proposto si articola in molteplici azioni creative, dalla cucina alla fotografia, dalla danza al guardare esperienziale, dalla performance al suono. 

Immancabili le presentazioni di libri. Verrà presentato, a cura di IT.A.CÀ Festival, nella Biblioteca Comunale di Grizzana Morandi, il libro “Parole e polvere. Taccuini di strada: Eurasia, America e Africa” di Paolo Brovelli, un taccuino di viaggio, nello stile delle migliori tradizioni dei viaggiatori d’una volta. Seguirà il workshop “Tra cibo e comunità locale: esperienze a confronto”, curato da Gabriele Manella, Dip. di Sociologia e Diritto dell’Economia, Università di Bologna.

Sempre a Grizzana Morandi verrà presentato il libro “Il sogno delle mappe” di Paolo Ciampi. Si tratterà di un aperitivo letterario con piccole annotazioni sui viaggi di carta dell’autore, evento organizzato da Ediciclo Editore.  Vi sarà inoltre la presentazione del libro “Mi sono perso in Appennino” di Gian Luca Gasca: un vero e proprio viaggio attraverso la spina dorsale di un’Italia abbandonata dal turismo, alla ricerca di un Appennino che resiste, a cura di Ediciclo Editore

Verrà proiettato il documentario “Il Monte delle Formiche” di Riccardo Palladino, presso il Museo dei Botroidi di Luigi Fantini di Pianoro. Dopo aver girato i festival più importanti del mondo, il documentario tornerà a casa. La proiezione è curata dal Parco Museale della Val di Zena.

Il festival in Appennino ci darà inoltre l’opportunità di vivere alcune esperienze uniche, a tratti totalizzanti. A cominciare dall’evento “Il bosco incantato” a Monte San Pietro, una serata all’insegna di gusto e magia, curata da Coop Madreselva e Casa Vallona. Vivremo l’emozione unica del bosco di notte, attraverso una magica escursione per godere dello spettacolo dei suoni notturni e l’esibizione delle lucciole, il tutto dopo una gustosa tigellata. 

Sul Lago di Castel dell’Alpi vi sarà l’evento “Painting Appennino”, una giornata di Pittura en Plein Air sulle sponde dell’unico lago naturale della Città metropolitana di Bologna con il pittore Walter Materassi. Tale evento è organizzato Cooperativa di Comunità Foiatonda.

Free Walking Tour Bologna, Same Same Travels e Rami organizzano insieme “Cammini e colori gli spazi”, percorsi d’Arte urbana. Attraverso un percorso guidato in luoghi evocativi della città, i partecipanti esploreranno il proprio mondo interiore, creandone una narrazione per immagini. A Castel di Casio avranno luogo i percorsi sensoriali “A piedi nudi nel bosco”, organizzati da Appennino Geopark e Scaialbengo Circolo Culturale Equestre. Si tratterà di giochi selvatici ed esplorazioni nel bosco, ancora una volta con tutti e cinque i sensi. 

Come il festival IT.A.CA vuole dimostrare, l’Appennino si rivela quale fonte inesauribile di risorse, naturalistiche, ma anche culturali, artistiche e letterarie. Partecipare a quanti più eventi possibili ci renderà parte attiva di questo mondo, ancora inesplorato e desideroso di farsi conoscere da chi, utilizzando tutti i sensi di cui dispone, le sue ricchezze sa ammirarle e apprezzarle.

La decima edizione bolognese sarà dal 25 maggio al 4 giugno!

Il festival è realizzato dall’Associazione YODA, COSPE Onlus e NEXUS Emilia Romagna.
Main Media partner: DOVE, RaiRadio3, RaiRadio2, GreenMe, Lifegate, ItaliaCheCambia, Altreconomia, PleinAir e Lifegatexperience.

Blog IT.A.CÀ
Irene Pinto


 

AppeninoSlow: l’agenzia di viaggi del turismo lento

Cari amici e amiche

in attesa della decima edizione di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, intervistiamo Michela Marcacci di AppenninoSlow, l’agenzia di viaggi on line con sede a Loiano basata sull’idea di “turismo lento”.

Michela Marcacci

AppenninoSlow si occupa della promozione del territorio, organizzando e gestendo pacchetti di turismo sostenibile e workshop specializzati nella valorizzazione del crinale dell’Appennino Tosco – Emiliano, attraverso il trekking e la presentazione dell’enogastronomia locale.

Prima di tutto: in che senso “slow”? Che tipo di itinerari propone la vostra realtà, in relazione all’idea di turismo sostenibile?  

Appennino Slow nasce nel 1998 come consorzio misto pubblico e privato, festeggiando quindi quest’anno i venti anni di attività, senza fini di lucro, rinvestendo cioè i proventi nella promozione del territorio. Ci occupiamo prevalentemente di promo commercializzazione territoriale, di turismo lento, trekking e mountain bike, secondo noi il modo migliore per vivere e scoprire il territorio Appenninico. Uno dei nostri prodotti di punta è sicuramente l’organizzazione di trekking lungo la Via degli Dei: l’itinerario storico che collega Bologna a Firenze passando attraverso l’Appennino Tosco-Emiliano, che proponiamo da anni in Italia e sul mercato straniero e che viene considerato da molti la “Santiago” italiana.

Come si relaziona Appennino Slow con il pubblico, nell’ottica di valorizzare il territorio dell’Appennino Tosco Emiliano?  

Appennino Slow “nasce” e si sviluppa nell’Appennino Tosco Emiliano, territorio in cui si è radicata nel profondo e che conosce vivamente anche attraverso gli uffici turistici che gestisce: IAT Monghidoro, UIT Sasso Marconi e IAT Colli Bolognesi. Con la promo commercializzazione delle proposte e attività turistiche realizzate, si vuol far vivere e scoprire il territorio nella sua anima più vera, le tradizioni, le storie, le persone, l’ambiente che si vogliono far scoprire ai clienti.

É attraverso la narrazione del territorio e la promozione delle piccole eccellenze come artigiani, trattorie e alberghi a conduzione famigliare, che si raggiungono i turisti più esigenti, per uno sviluppo e una valorizzazione di tutto il territorio montano.

Come nasce la rivista “Nelle Valli Bolognesi” e che genere di contenuti offre a chi vuole conoscere il territorio?  

Nelle Valli Bolognesi è la rivista creata da AppenninoSlow con la collaborazione di Emilbanca per far conoscere il territorio dell’Appennino bolognese e dintorni, con tutte le sue caratteristiche e tutti i suoi eventi. Approfondimenti naturalistici (fauna, flora, geologia e geomorfologia) itinerari da percorrere a piedi o in mountain bike, enogastronomia, storia, tradizioni e cultura locale, nonché gli appuntamenti e gli eventi del territorio, sono solo alcune delle principali tematiche realizzate.

La rivista “Nelle Valli Bolognesi” ha cadenza trimestrale, segue le stagioni e si può trovare gratuitamente in tutte le filiali Emilbanca, in tutti gli IAT di Bologna e Provincia, in diversi comuni e biblioteche e in alcuni punti di aggregazione come bar, piscine, centri sportivi, ristoranti e strutture ricettive.

Sul vostro sito si nota una vasta gamma di pacchetti turistici, per tutte le età e preferenze: quali sono, secondo voi, i più particolari ed interessanti?  

Gli itinerari storici, negli ultimi anni stanno sicuramente avendo un’attrattiva notevole. Tra questi troviamo l’itinerario della Piccola Cassia, dalla Valsamoggia all’alto Appennino un percorso che già i Romani utilizzavano e che nell’alto medioevo diventò uno dei tanti itinerari che portavano a Roma congiungendosi con la via Francigena; la Via dei Brentatori, strada utilizzata in tempi antichi per trasportare il vino dalle campagne alla città di Bologna; itinerari questi, ricchi di storia, tradizioni locali, eccellenze enogastronomiche e meraviglie naturalistiche.

Non si può non nominare la Via degli Dei, uno dei nostri percorsi trekking più noti anche all’estero. É proprio questo l’itinerario individuato per sviluppare un progetto di turismo accessibile: “In montagna siamo tutti uguali”, premiato dal MiBact (Ministero dei Beni Culturali e Turismo) e da Invitalia come progetto innovativo per la promozione delle aree montane e che propone il trekking come veicolo per la scoperta dell’Appennino Tosco Emiliano attraverso un’avventura, accessibile e sicura, da condividere tra vedenti e non vedenti, per abbattere la barriera anche psicologica che li divide.

Si avvicina la 10° edizione di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori: festival del Turismo Responsabile: come si articolerà la vostra collaborazione?  

Appennino Slow, in qualità di agenzia di viaggi on line, mette a disposizione la copertura tecnica che eventualmente si ritenesse necessaria e l’eventuale creazione di pacchetti turistici e offerte combinate con le varie attività ed eventi che verranno messi in campo durante i giorni del Festival (e non solo).

Appennino Slow inoltre, grazie alle forti collaborazioni consolidate e le sinergie strette con i Comuni dell’Appennino, essendo gestore di tre uffici turistici (IAT Monghidoro, UIT Sasso Marconi e IAT Colli Bolognesi), può collaborare a una promozione e valorizzazione mirata del Festival e di tutte le attività ad esso connesse.

Ringraziamo Michela Marcacci per essere stata con noi e averci raccontato il suo lavoro, intanto dateci un occhio e buone passeggiate come sempre. Vi ricordiamo che la tappa bolognese del festival IT.A.CA è dal 25 maggio al 4 giugno 2018: non perdetevela 🙂

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

SIMURGH – arti plastiche e performative sull’Appennino bolognese

Cari amici e amiche di IT.A.CÁ, 

oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare per il nostro blog Annamaria Andrei, presidente di questa realtà molto giovane che ha bisogno di tutto il nostro sostegno per potersi estendere al di fuori del territorio in cui è nata. 

Annamaria Andrei

Stiamo parlando di Simurgh, un’associazione No Profit di promozione sociale, che ha sede sull’Appennino tosco-emiliano e che è nata nel 2010 dall’incontro di un gruppo di persone che condividono una passione per l’arte nel senso più ampio del termine. Questa loro versatilità li porta a comunicare attraverso svariate forme di linguaggio: sia arti plastiche (come la creazione di marionette) che arti performative (in particolare musica e teatro).

Il loro intento è quello di creare momenti di aggregazione e condivisione, attraverso performance e attività interattive volte a richiamare l’attenzione verso le tradizioni di un territorio che attualmente si trova al di fuori dal range di destinazioni frequentate dal turista medio. È soprattutto grazie al dialogo che instauriamo con tali realtà che riteniamo possibile e realizzabile un rilancio turistico di territori ancora poco frequentati e di culture locali altrimenti destinate a un sempre maggiore confinamento locale.

Leggendo la vostra breve descrizione abbiamo notato come la passione per l’arte in senso lato, unita all’interesse per le tradizioni locali del vostro territorio, vi abbia unito e vi abbia portato a creare la vostra attuale associazione. Com’è nata quest’idea e come avete provveduto a realizzarla?  

Il nome della nostra associazione è l’emblema della nostra storia: il Simurgh, un magnifico uccello mitologico. Narra la leggenda che un gruppo di uccelli diversi tra loro si mise un giorno alla ricerca di un re, il Simurgh e, dopo un lungo viaggio iniziatico, lo stormo scoprì che il loro re tanto anelato altro non era che la propria immagine comune riflessa. Noi siamo così, un gruppo di ragazzi creativi con competenze molto diverse tra loro ma accomunati dallo stesso amore per l’arte e la difesa culturale dei territori, che un giorno hanno deciso di lasciare la città di Bologna per intraprendere uno stile di vita più sostenibile e a contatto con la natura. Siamo arrivati in provincia, sull’Appennino tosco-emiliano, e abbiamo provato a mettere in comune le  nostre competenze nel rispetto delle  individualità.

Il gruppo è partito alla ricerca del sogno: “realizzare idee e progetti volti allo sviluppo di questo territorio tanto meraviglioso dal punto di vista paesaggistico quanto spesso deprivato per ciò che riguarda la proposta culturale di qualità e momenti sinceri di aggregazione collettiva”.

Siete un’associazione ancora giovane e conosciuta per lo più a livello locale. Attraverso quali canali di comunicazione ritenete ora possibile suscitare una conoscenza e un interesse delle attività ed eventi da voi proposti più in larga scala? Attraverso quali mezzi mirate a incrementare la vostra visibilità?  

Fino a questo momento il nostro impegno è stato prevalentemente quello di farci conoscere  e stabilire rapporti virtuosi con le istituzioni e la comunità locale. Dal momento  che abbiamo concepito l’idea del festival di arti di strada “La piccola fiera dei ciarlatani”, il nostro punto di vista rispetto alla visibilità è progressivamente cambiato.

Questo evento,  giunto ormai quest’anno alla 4^ edizione e il nostro fiore all’occhiello, ci ha portato a sviluppare maggiormente l’aspetto della comunicazione sui social network; l’anno scorso abbiamo creato una pagina fb dell’evento che attualmente abbiamo deciso di implementare, come del resto la pagina fb dell’associazione. Quest’anno, attraverso l’adesione al festival IT.A.CÀ  e l’appoggio e il patrocinio di vari comuni dell’Appennino, speriamo di raggiungere un maggior numero di persone e allargare al territorio regionale, e perché no, nazionale, la conoscenza delle nostre attività suscitando un maggiore interesse su ciò che proponiamo.

È evidente come l’arte sia il vostro collante. Ma al di fuori di Simurgh quali sono i vostri interessi? Di cosa vi occupate nella vita?  

Lo zoccolo duro del gruppo è molto piccolo ma abbiamo la fortuna di essere persone curiose e tutto sommato eclettiche. Le nostre competenze spaziano dall’educazione al teatro, dallo stop-motion alla sartoria creativa, dall’illustrazione alla musica e l’arte di strada. Personalmente  io, (Annamaria Andrei, presidentessa dell’associazione),  sono insegnante di scuola primaria, musicista e marionettista. 

Attualmente su che cosa state lavorando? Quali sono i vostri progetti futuri ed eventuali sogni nel cassetto?  

In questo momento ci stiamo concentrando sull’organizzazione del festival la “Piccola fiera dei ciarlatani”, che sicuramente negli anni futuri vogliamo veder crescere nell’idea che il format possa venir eventualmente esportato in altri comuni del nostro Appennino, ma nel cassetto abbiamo un grande sogno: costruire un polo artistico-culturale, una sorta di Accademia delle arti e dei mestieri sull’Appennino tosco emiliano, con possibilità di organizzare residenze artistiche. Personalmente desidererei organizzare  una formazione professionale per burattinai e marionettisti, dato che in Italia le scuole per il teatro di figura sono attualmente molto poche.

Quali sono le vostre aspettative per la partecipazione all’edizione 2018 del Festival IT.A.CÀ e che tipo di messaggio vorreste portare?  

Speriamo che la nostra partecipazione all’edizione 2018 del festival IT.A.CÀ ci dia l’opportunità di far conoscere su larga scala il nostro lavoro, trovare partner per lo sviluppo di progetti futuri, nuovi sostenitori e, perché no, volontari, che in provincia le forze sono sempre poche rispetto ai bisogni (anche se noi siamo pochi ma molto motivati!). E come dice il filosofo ecologista Pierre Rabhi, bisognerebbe imparare a fare come il colibrì che, scoppiato l’incendio nella foresta  si adopera con il suo piccolo becco pieno d’acqua per spegnerlo e, di fronte all’incredulità e al sarcasmo sterile degli altri animali della foresta,  risponde: «Io faccio la mia parte».

Quindi aspettiamo l’arrivo della 10 edizione di IT.A.CÀ Bologna che sarà dal 25 maggio al 3 giugno 2018 per incontrare i nostri nuovi partner: intanto buon viaggio come sempre 🙂

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Irene Pinto

Appennino Geopark e la valorizzazione dell’Appennino Emiliano Romagnolo

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi per il nostro blog siamo in compagnia di Sara Gentilini, progettista europea in ambito turistico e culturale, nazionale ed internazionale, Michela Marcacci, guida ambientale escursionistica, e Martina Paone, educatrice sportiva, che ci presentano l’iniziativa di Appennino Geopark, nell’ambito della valorizzazione dell’Appennino Emiliano Romagnolo secondo i principi del turismo sostenibile.

Come nasce Appennino Geopark e quali sono i suoi obiettivi, in relazione all’idea di “turismo sostenibile”?  

Appennino Geopark è un’associazione fondata nel 2016 nell’ambito dell’iniziativa Cooperativa Paese, promossa dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, al fine di sviluppare nuove proposte e possibilità di turismo sostenibile in Valle del Reno. 

Nel 2017 ci siamo occupati della gestione dell’Infopoint del Comune di Marzabotto, allo scopo di fornire informazioni, accoglienza ai turisti sul territorio e commercializzare prodotti locali. Inoltre, abbiamo contribuito alla realizzazione di eventi culturali, musicali e spettacoli  organizzati dall’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese. D’altra parte, abbiamo proposto guide e accompagnamento di gruppi su itinerari del territorio e abbiamo sviluppato una proposta di attività sportive ed educative legate alla conoscenza e valorizzazione del territorio rivolte a bambini e ragazzi.

La nostra idea di turismo sostenibile nasce dal vissuto che ciascuno di noi ha sviluppato in rapporto all’ambiente naturale nei vari momenti della nostra vita: Riccardo immagina una relazione habitat naturale-persona basata su conoscenza, rispetto e valorizzazione di ogni suo singolo dettaglio e manifestazione, cercando di dimenticare per il tempo dell’ “esperienza naturale” , le tendenze tecnologiche e l’annullamento di distanze geografiche che la società contemporanea ci impone oggi.  

Michela pensa che fin dai primi passi di vita sia indispensabile restare vicini alla natura e conoscerla attraverso tutti i sensi che possediamo, per recuperare il rapporto di ascolto profondo, che è facile perdere nell’ambiente urbano. 

Martina crede di poter trovare un modo nuovo di esplorare il territorio attraverso lo sport della corsa di orientamento, un’attività che mette in gioco il corpo e la testa all’interno di un ambiente naturale in cui la sfida è orientarsi e trovare la propria strada conoscendo il territorio e rispettandolo, senza lasciare traccia del nostro passaggio. 

Da un punto di vista naturalistico, cosa offrono al pubblico gli itinerari sul Corno alle Scale e quali aspetti di questo luogo scegliete di valorizzare?  

Gli itinerari sul Corno alle Scale consentono di osservare e conoscere un ambiente molto variegato e dalle caratteristiche peculiari. Tante sono le particolarità di questo Parco Naturale, come la possibilità di osservare da vicino i segni delle passate glaciazioni dal punto di vista geomorfologico e petrografico: un esempio è il percorso sotto le sommità delle cime dell’alta valle del Dardagna dove si apre un grande circo glaciale, che un tempo accoglieva il corpo di un ghiacciaio, mentre oggi dal suo fondo si origina la sorgente del torrente Dardagna, famoso per le spettacolari cascate che forma scendendo verso valle.

Anche dal punto di vista faunistico e botanico è possibile incontrare lungo i percorsi vari esemplari di specie artiche che si sono adattate rimanendo in poche stazioni: i cosiddetti  relitti glaciali come l’arvicola delle nevi e la rana temporaria e allo stesso modo dal punto di vista botanico la Genziana Purpurea o la Primula Orecchie d’orso. 

Un’altra caratteristica significativa del Parco Regionale del Corno alle Scale è la persistenza della pastorizia d’alta quota, tecnica pastorale ormai abbandonata, che al contrario è ancora praticata dall’ultimo pastore transumante dell’Appennino, proprio all’interno del Parco. Qui il pastore conduce l’allevamento nella stagione estiva e avviene anche la produzione casearia. 

Infine, la zona del Corno alle Scale è considerata un’area notevole anche per quello che riguarda la conservazione faunistica, grazie alla presenza di specie animali tutelate a livello europeo come il lupo appenninico e l’aquila reale, importanti per mantenere l’equilibrio ecosistemico.

Da un punto di vista storico, invece, come diffondete l’importanza di luoghi come il Parco Storico di Monte Sole o la città Etrusca di Kainua?  

Il Parco Storico di Monte Sole rappresenta un luogo emblematico per la memoria storica locale e nazionale; attraverso il percorso del Memoriale i visitatori hanno la possibilità di attraversare i luoghi che furono centrali per i tragici eventi che segnarono questo territorio alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Allo stesso tempo la Scuola di Pace, che ha sede proprio all’interno del Parco, promuove percorsi di memoria attiva e rivitalizzazione di tematiche legate alla pace, alla nonviolenza e al rispetto e convivenza tra culture diverse. 

Montesole per non scordare

Per quanto riguarda il Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria, all’interno di questa zona archeologica è possibile visitare Kainua e questo scavo si distingue da altri ritrovamenti analoghi poichè si tratta  dell’unica città etrusca conservata in maniera completa, su tutto il territorio nazionale, a partire dalla struttura urbana fino alla necropoli.

Si avvicina la decima edizione di “IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile”: come si articolerà la vostra collaborazione con il festival?  

Per prima cosa vogliamo dire come ci sentiamo, perché siamo davvero curiosi e felici di poter partecipare alla decima edizione del festival IT.A.CÀ Bologna! Attraverso le nostre proposte cercheremo di suggerire un modo di vivere il territorio e l’ambiente che non sia solo “affacciarsi” su un paesaggio guardandolo come se fosse un quadro o una cartolina: vogliamo portarvi dentro alla natura che abbiamo intorno, toccarla con le mani, con i piedi, annusarla, correrci in mezzo, osservarla da vicino attraverso una lente o un obiettivo, sentirla nelle orecchie e tra i capelli, esplorarla con una mappa alla ricerca di tutti i tesori nascosti che custodisce.  Le attività che potrete sperimentare durante il festival saranno queste:

– orienteering in bosco a Valserena (San Benedetto Val di Sambro)
– orienteering in centro storico a Vergato
– percorsi sensoriali a Scaialbengo (Castel di Casio)
– percorsi fotonaturalistici sui crinali appenninici
Si tratta di attività che si rivolgono a bambini a partire da zero anni, ragazzi, adulti e persone con disabilità. Info > Appennino Geopark

Ringraziamo Martina, Michela e Sara per averci raccontato le iniziative della realtà in cui lavorano e vi consigliamo di partecipare alle loro belle iniziative alla scoperta del nostro bellissimo Appennino. Quindi non resta che augurarvi buone camminate 🙂

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Arianna Piazzi

Dai voce alle tue valli, progetta il nuovo turismo delle terre alte!

IL SUSSURRO DELLA MONTAGNA 

Un percorso per quindici giovani fra i 18 e i 35 anni

Un percorso di formazione rivolto a giovani innamorati del proprio territorio, desiderosi di guardare con occhi nuovi alle ricchezze e alle storie che la montagna sussurra alle sue genti, per imparare a condividerle e comunicarle agli altri. A chi è pronto a mettersi in gioco, coniugando creatività e professionalità, per entrare da protagonista nel mondo della valorizzazione turistica e culturale.

Un esperimento di innovazione che alterna il confronto con altre realtà di valorizzazione dei territori a momenti di didattica tecnica e laboratori di progettazione di eventi culturali nelle terre alte della provincia di Trento.

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LE TAPPE DEL PERCORSO

24-25 marzo: Un viaggio di studio sull’Appennino bolognese, dove i partecipanti avranno l’opportunità di incontrare i promotori di IT.A.CÀ Festival del Turismo Responsabile e conoscere progetti innovativi che basano la loro attività sul potenziale della Montagna.

7-9 aprile: Un weekend di formazione sull’Altopiano del Tesino per imparare a riconoscere le potenzialità attrattive delle terre alte e a progettarne forme innovative di sviluppo.

Estate 2017: Realizzazione delle iniziative culturali progettate dai partecipanti, per compiere i primi passi verso nuove forme di imprenditorialità turistica.

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE

Il percorso è rivolto a quindici giovani tra i 18 ed i 35 anni residenti o domiciliati in Trentino.

Ai partecipanti sarà richiesto un contributo spese pari a Paesaggio da Monghidoro ottobre o8 18140.00 euro, da versare al momento della conferma dell’iscrizione.

Con riferimento al viaggio di studio sull’Appennino Bolognese, l’Organizzazione si farà carico del trasferimento dei partecipanti con partenza e rientro da Trento, dell’alloggio e dei pasti, ad eccezione dei pranzi organizzati che saranno a carico dei partecipanti per una spesa prevista di ulteriori 35.00 euro, da saldare in loco.

In occasione del fine settimana di formazione sarà assicurato il transfer dei partecipanti da Trento a Pieve Tesino e ritorno con navetta, l’alloggio ed il vitto per l’intera durata delle attività.

ISCRIZIONI

Le domande di partecipazione potranno essere presentate inviando il modulo di candidatura all’indirizzo didattica.fdg@degasperitn.it, insieme a una breve lettera di motivazione, al curriculum e alla copia di un documento di identità.

 Scarica la call del progetto

Iscrizioni entro il 24 febbraio 2017

 Scarica la locandina

Il Progetto è promosso da:

logo Fondazione     Provincia Autonoma di Trento     Politiche Giovanili

Trekking eco-sonoro: 7 – 8 giugno a IT.A.CÀ 2014

Sabato 7 giugno e domenica 8 giugno 

Per questa VI Edizione di IT.A.CÀ 2014 per la prima volta e con grande piacere iniziamo una collaborazione con il festival Eco della Musica e con l’Unione Appennino Comuni Bolognese.

Si parte con la presentazione in anteprima dell’album TRACCE D’AFRICA prodotto dal festival Eco della Musica nella serata di venerdì 6 giugno 2014 presso la Biblioteca Amical Cabral (Via San Mamolo 24) accompagnato dal concerto live di Maver Quartet + guest in una splendida cornice come quella della storica biblioteca bolognese di studi orientali.

A seguire (7/8 giugno 2014) l’itinerario ECO – SONORO volto alla valorizzazione di un territorio ricco e importante come quello dell’Appennino Bolognese: carico di storia, di tradizione culinaria e letteraria in collaborazione con  Eco della Musica e Unione Appennino Comuni Bolognese.

UNIONE COMUNIGRANDE

Il festival Eco della Musica è un festival con cui  condividiamo l’obiettivo nella valorizzazione del territorio attraverso diverse forme che possono andare dal trekking a piedi, passando per meravigliosi paesaggi locali fino ad esplorare le differenti sonorità musicali provenienti da tutto il mondo! Il festival è una rassegna ecologico-musicale ideata e diretta da Carlo Maver con l’organizzazione di Marco Tamarri, che unisce l’amore per la montagna e per le passeggiate in alta quota alla passione per la musica.

Trovatosi assieme attorno a un tavolo ne è uscita questa idea proprio ideata e organizzata per la prima volta all’interno della VI Edizione di IT.A.CA migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile.

QUINDI NON RESTA CHE INVITARVI A PARTECIPARE —-> “Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze” [Kostantin Kavafis]

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Trekking eco-sonoro

2 giorni sull’appennino emiliano, tra natura e concerti all’aperto, con possibilità di pernottare e risvegliarsi tra le note

Sabato 7 giugno 2014

> Partenza Stazione di Bologna – treno alle h 10.04
Arrivo e partenza a piedi alle h 11.00 dalla stazione di Vergato con guida attendendo la coincidenza del treno per Porretta Terme che parte da Bologna alle ore 10,04 —-> tempi della passeggiata 2 h

Arrivo presso Molino del Povolo – Valle dell’Aneva Castel D’Aiano
h17.00 Concerto di La Metralli a cura di Eco della Musica

Contatti e info Marco Tamarri 340 1841931 prenotazione obbligatoria.
Per coloro che intendono pernottare sarà in funzione un servizio di navetta gratuito dal Povolo all’ostello di Cereglio, prenotazione obbligatoria per il pernottamento 348 0174077, per coloro che intendono rientrare in serata sarà in funzione un servizio di navetta gratuito che accompagnerà i nostri ospiti in tempo utile per prendere l’ultimo treno da Vergato ore 20,41 per Bologna

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domenica 8 giugno 2014 > 

Eco della Musica concerto e presentazione dell’ultimo disco diRiccardo Tesi Bandaitaliana presso Grotte di Labante Castel D’Aiano

 h17.00 concerto e guida gratuita

Partenza a piedi alle h 11 dalla stazione di Vergato con guida , il treno arriva da Bologna alle 9,55 e parte dalla stazione centrale di Bologna alle 9,04 direzione Porretta Terme, tempi della passeggiata 2 h lungo il tragitto si recupereranno coloro che hanno deciso di pernottare all’ostello di Cereglio

Contatti e info Marco Tamarri  340 1841931 prenotazione obbligatoria, in serata funzionerà un servizio di navetta gratuito per permetterà a nostri ospiti di prendere l’ultimo treno per Bologna previsto a Vergato alle 20,41

A cura di Unione Comuni Appennino Bolognese, Eco della Musica + Direzione Artistica Carlo Maver

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CA”
Sonia Bregoli

In viaggio verso IT.A.CÀ con Promappennino

Cari amici di IT.A.CÀ come di consueto iniziamo la settimana con un’intervista realizzata a Riccardo Solmi, presidente della Società Cooperativa Promappennino.

La cooperativa con sede a Zocca, in provincia di Modena, ha come obiettivo la promozione del territorio “tra il Reno e il Panaro” e delle sue eccellenze ambientali, culturali ed enogastrononiche.

La cooperativa nata nel 1981, è composta da circa 70 soci tra operatori turistici, comuni ed altri enti. Tra gli obiettivi prefissati dalla stessa, c’è quello di far crescere il territorio dell’Appennino Emiliano Romagnolo attraverso un’intensa attività promo-commerciale ed organizzando eventi di qualità.

A tal proposito segnaliamo che  dal 1 aprile, è ripartito Itinerando 2013, un progetto ventennale di attività all’aria aperta adatto a tutti, dai bambini agli adulti, che si compone di più di 200 iniziative e nel quale vengono proposte escursioni didattiche, campeggi estivi, trekking.

1) Secondo te c’è differenza tra turista e viaggiatore? In che consiste?

Un turista è una persona distratta, che non prepara il viaggio ma segue le mode del momento. Un viaggiatore organizza meticolosamente il suo viaggio cercando posti che i turisti “tradizionali” non conoscono; un viaggiatore vive il proprio viaggio lentamente.

2) Cosa significa, per te, viaggiare responsabile?

Cercare di non portare danni al luogo visitato, ma creare opportunità alle popolazioni ed ai territori visitati.

3) Come può il turismo responsabile contribuire allo sviluppo economico e sociale di un territorio?

Con il concetto del km zero nei pasti, nell’utilizzo di guide locali, nell’utilizzo di piccoli alloggi o piccoli alberghi e non soggiornando nelle grandi catene alberghiere.. di sicuro si dà una ricaduta importante all’economia del territorio.

4) Come dovrebbe essere utilizzata la creatività per promuovere il turismo responsabile in piccole comunità, città o grandi metropoli?

Con la semplicità del messaggio, che sembra così ovvio ma così banale da fare capire alla maggiorparte dei turisti. 

5) daresti un consiglio ai viaggiatori che ci stanno leggendo su come prepararsi al meglio per affrontare il viaggio?

Per me la cosa più bella di un viaggio è pianificarlo, studiare gli usi e i costumi dei luoghi che si vanno a visitare, vedere ed entrare nella vita del popolo ospitante.

La canzone simbolo del viaggio di Riccardo è: Libiamo nè lieti calici

La foto che allego è stata scattata a Zocca

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Angela Pizzi


Trekking con il treno: una scoperta che non finisce mai

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi all’interno del nostro blog vi annunciamo che anche per il 2012 il CAI in collaborazione con la Provincia di Bologna ripropongono il Trekking col treno, storica manifestazione giunta alla sua 21esima edizione. Una straordinaria avventura che è cresciuta in questi 20 anni, sorretta da una forte collaborazione tra la Provincia di Bologna e le società di trasporto pubblico e, soprattutto, il Club Alpino Italiano di Bologna.

È, infatti, grazie all’impegno, alla passione e alla professionalità dei volontari del CAI che è ancora possibile continuare questo cammino. Un’iniziativa che mette a disposizione di chi vuole conoscere il territorio provinciale in maniera non convenzionale, per scoprire da vicino la ricchezza dei nostri giacimenti naturali e culturali.

Per il 2012 il numero delle escursioni in calendario sale a 56. Da marzo a dicembre, la domenica ma non solo, continua ad accompagnare gli amanti del trekking su e giù per l’Appennino bolognese, con sconfinamenti in terra di Toscana, in Romagna e nel Modenese. Di grande interesse anche l’unica camminata in pianura alla riscoperta della Padusa, l’antica valle alle porte del Parco regionale del Delta del Po.

La filosofia del turismo eco-sostenibile del Trekking col treno – percorrere lunghe escursioni a piedi raggiungendo il punto di partenza coi mezzi pubblici – quest’anno si sposa con quella del turismo responsabile, che da tre anni ispira il Festival IT.A.CÀ.

Durante i giorni del festival (26 maggio – 3 giugno), oltre a un’escursione in Appennino sulla storica Via Francesca della Sambuca, una speciale camminata porterà gli amanti del trekking “Dalla Luna ad Itaca”, ossia dalle atmosfere lunari dei calanchi del Parco dei Gessi e dei Calanchi dell’Abbadessa fino in Piazza Maggiore, dove si svolge il festival IT.A.CA migranti e viaggiatori, per la Domenica 3 giugno.

 

Il connubio tra le due manifestazioni, entrambe sostenute dalla Provincia, è particolarmente felice anche perché il Trekking col treno rappresenta da sempre, per i turisti e per gli stranieri in generale che si trovano a Bologna.

Un’occasione molto apprezzata di interazione con la popolazione locale, nella direzione di quello scambio consapevole tra culture che è alla base dell’idea stessa di turismo responsabile.

Tutte le info per partecipare le trovate quiBuona passeggiata tra le bellezze naturalistiche della nostra terra!

Blog IT.A.CÀ
Responsabile Comunicazione 
Sonia Bregoli 

Eventi

Piccolo trek storico-culturale

Il percorso organizzato permetterà ai visitatori di scoprire un’area dell’Appennino davvero suggestiva. Ci si avventurerà per circa 4 km secondo il programma che prevede la visita a Lama di Reno, i murales, la Chiesa romanica di Panico con visita guidata e, infine, il museo etrusco di Marzabotto, sempre con visita guidata. Il tempo di percorrenza è stimato intorno all’ora e mezza, fatta eccezione per il tempo necessario per le visite guidate.

Marzabotto o Lama di Reno sono raggiungibili con il treno da Bologna delle ore 8:04 arrivo ore 8:35/40.

Per chi arriva a Marzabotto in auto: Partenza da Marzabotto con treno per Lama di Reno (1 fermata costo biglietto € 1,5, per chi arriva in treno può scendere a Lama di Reno e aspettare l’arrivo del treno da Porretta).

Ritorno, per chi arriva in treno: Da Marzabotto : ai .55 di ogni ora.

Prezzo: Soci CAI € 2, NON Soci € 5.

Note:

  • Saranno presenti al parco stand gastronomici per il pasto;
  • Abbigliamento: scarpe comode, cappello.

A cura di Proloco Marzabotto.

Contatti: prolocomarzabotto2017@gmail.com

Accompagnano: Romana, CAI (3389094298)  e Maria Paola, PROLOCO (3488032644)

Trekking attraverso le colline di Marzabotto

Ritrovo e partenza: sabato 1 giugno 2019 Parco Peppino Impastato Marzabotto: ore 8:50

Il percorso di 12 km si propone di accompagnare gli escursionisti nel cuore pulsante dell’Appennino, attraverso la scoperta delle colline di Marzabotto sul fronte sinistro del fiume Reno, per condurli infine alle cascate del mulino Mazzagatti. Il tempo di percorrenza stimato è di circa 4 ore, con un dislivello in salita di 700 mt.

Marzabotto è raggiungibile con il treno da Bologna delle ore 8:04 il cui arrivo è previsto per le ore 8:40.

Per il ritorno, invece, il treno da Marzabotto partirà dalla stazione ai .55 di ogni ora.

Note:

  • abbigliamento consigliato: zaino, acqua, scarponcini da trek, cappello;
  • nella quota di partecipazione è compreso anche il sacco pasto vegetariano (per problemi sul sacco pasto informare gli organizzatori via email alcuni giorni prima dell’escursione).

Prezzo: Soci CAI:       € 9 (2 quota + 7 sacco pasto)

             NON Soci: € 12 (5  quota + 7 sacco pasto)

A cura di CAI e Proloco Marzabotto.

Contatti:   Iscrizioni: mail a prolocomarzabotto2017@gmail.com

Accompagnano: Rino, CAI (3331186015)  e Loredana, PROLOCO (3388946846)

Marzabotto, le sue colline e Parco Storico di Monte Sole

Un itinerario alla scoperta di uno dei luoghi più suggestivi ed interessanti dell’Appennino Bolognese. Una visita alla Pieve di San Lorenzo, dove la perfezione dell’architettura romanica si mostra in tutto il suo splendore; una passeggiata lungo il fiume Reno, uno dei corsi d’acqua più importanti della regione; il Museo Aria, alla scoperta dei resti dell’antica città etrusca di Kainua; il Parco Storico di Monte Sole, incantevole riserva naturale e luogo simbolo della storia d’Italia; il solenne Sacrario ai Caduti, sentito monumento alla memoria.

Prezzo: € 69,00
Note: Partenza dal parco Bottonelli di Marzabotto + tour in pulmino a Marzabotto e Monte Sole + ritorno al parco Bottonelli.

INFO E CONTATTI
Enjoy Appennino
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E-Bike tour a Marzabotto e Monte Sole

Un percorso cicloturistico tra arte, storia e natura, in sella a delle biciclette a pedalata assistita di ultima generazione che ti permetteranno di godere di una giornata di sport immerso nel meraviglioso ambiente naturale del Parco Storico di Monte Sole. Un’esperta guida MTB ti accompagnerà lungo strade e sentieri, tra boschi e crinali, attraverso borghi medievali e luoghi di memoria, alla scoperta di uno dei territori più suggestivi di tutto l’Appennino.

Prezzo: € 79,00
Note: Partenza dal centro di Bologna (Enjoy Appennino) o ritrovo al parco Bottonelli di Marzabotto + tour in E-Bike del Parco di Monte Sole (40km circa) + ritorno al parco Bottonelli.

INFO E CONTATTI
Enjoy Appennino
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Astrotrekking sul Sentiero dei Pianeti

Un itinerario guidato nella Piccola Cassia lungo il Sentiero dei Pianeti, un Sistema Solare in scala 1:1 miliardo, sul territorio di Montepastore (Monte San Pietro). La giusta combinazione tra scoperta e fascino per l’astronomia e un po’ di moto per i 7 km di percorso, il cui grado di difficoltà è assolutamente basso.  

Prezzo: 20 euro.
Note: Pedule obbligatorie, abbigliamento adeguato, necessaria iscrizione con assicurazione inclusa nel prezzo.

INFO E CONTATTI
Associazione Astrofili Bolognesi
Sito WebFacebookEmailTelefono

Il Turismo Sostenibile come strumento di sviluppo economico per l’Appennino Bolognese

Il Convegno organizzato in occasione del Festival IT.A.CA migranti e viaggiatori in collaborazione con Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese Comune di Marzabotto, Destinazione Bologna Metropolitana, Città Metropolitana di Bologna, si propone di avviare una riflessione sul valore del turismo sostenibile e responsabile come mezzo di sviluppo economico per le aree montane della Città metropolitana di Bologna.

Il Convegno si pone, infatti, come obiettivo quello di analizzare il legame che sussiste tra turismo, sostenibilità e sviluppo economico: comprendere le potenzialità del territorio, conoscere le buone pratiche locali e nazionali da poter replicare per una crescita in chiave sostenibile, coinvolgere la comunità locale affinché sia protagonista nello sviluppo turistico del proprio territorio, dimostrare che un turismo a impatto zero e di qualità è possibile e lo si può praticare nel pieno rispetto dell’ambiente.

A cura di IT.A.CÀ – Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese – Comune di Marzabotto

 

La Via degli Etruschi in MTB – 3 giorni e due notti

 

 

Alternativa alla più conosciuta Via Degli Dei, la Via degli Etruschi parte da Marzabotto, antica capitale Etrusca, e termina ad Artimino (Prato), punto nevralgico delle vie di comunicazione Etrusche. Il percorso si svolge in territorio appenninico, la sua percorrenza richiede allenamento fisico ed un minimo di conoscenza della tecnica di guida della MTB, in quanto si pedala prevalentemente su sentieri boschivi e strade sterrate. ll percorso, che si percorre in 3 giorni, parte da Marzabotto (con visita al Museo Nazionale Etrusco e Necropoli) raggiunge il Bacino del Brasimone, Montepiano, l’Altopiano della Calvana, Monte Maggiore, Prato; arrivo finale ad Artimino (Parco Archeologico Carmignano).

Totale km. 130 circa; dislivello +3200; difficoltà BC/MC

DESCRIZIONE DEL PERCORSO
1° TAPPA: Il punto di partenza sarà a Marzabotto presso il Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria. www.archeobologna.beniculturali.it/marzabotto; da lì ci dirigeremo verso il Lago del Brasimone passando per Monte sole, Monte Salvaro e Grizzana Morandi.

2° TAPPA: Partenza dal Lago del Brasimone, salita verso il crinale toscano, discesa alla Badia di Monte Piano e di nuovo salita al verso il crinale che ci porterà ai Monti della Calvana, incredibile montagna atipica dell’appennino essendo carsica, discesa fino a Prato.

3° TAPPA: da Prato con lievi su e giù raggiungeremo Artimino e il Museo Archeologico Comunale “Francesco Nicosia”. www.parcoarcheologicocarmignano.it/it/category/museo

Prezzo: € 350,00 (tutto compreso)

Nei 350€ è tutto incluso (guide MTB e accompagnatori, due pernottamenti, due colazioni, tre pranzi e due cene, macchina di supporto per trasporto bagagli e materiale meccanico, viaggio di ritorno con navetta e trasporto bici)

Note: Iscrizioni entro il 15 maggio
PER ISCRIZIONI: https://forms.gle/rb7uggDpbyQvP1Df8

INFO E CONTATTI
Simone Grassi Telefono
Laura RaitèTelefono
La Via degli EtruschiEmail

A misura d’uomo: Inaugurazione mostra fotografica di Ivano Adversi e presentazione del libro GlocalCommunity: Seminiamo Comunità, non costruiamo muri, a cura di Joy Betti

La mostra A misura d’uomo prende come paradigma tre borghi dell’Appennino Bolognese, per evidenziare le peculiarità di una zona per molti anni considerata da abbandonare. Un borgo, Qualto, animato dalla vita e dalle iniziative degli abitanti qui residenti in permanenza; il secondo, La Scola, che risente del fenomeno delle seconde case, quindi vivo durante il periodo estivo e quasi deserto durante le altre stagioni; il terzo, Chiapporato, abbandonato in un’epoca recente, che tuttavia mantiene ancora la testimonianza di coloro che vi hanno abitato.

L’idea è quella di far comprendere che gli antichi borghi, e l’intero Appennino, possono ancora essere il motore di una rinascita culturale ed economica per l’intera zona. La montagna non può essere abbandonata a favore di un inurbamento sempre più diffuso e neppure vista esclusivamente come mero terreno di sfruttamento turistico, come ad esempio per gli impianti sciistici, a discapito della salvaguardia di un ambiente fragile e particolare, che può ancora dare moltissimo a chi lo vive e lo ama.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 9.00-23.00 fino al 16 giugno

Dal Borgo di Chiapporato, uno dei soggetti di Adversi, prende le mosse Joy Betti che presenta il suo progetto di Glocal Community: la rinascita del borgo e la creazione di una comunità attraverso una reale cultura di Pane, Pace e Libertà.

INFO E CONTATTI
TerzoTropico
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I volti dell’Appennino – workshop di fotografia

 

Le Associazioni Tempo e Diaframma e TerzoTropico, in collaborazione con Officina15, organizzano un workshop di fotografia: un’esperienza fotografica per raccontare gli abitanti  dell’Appennino Bolognese.

I volti dell’Appennino sono i suoi abitanti, quelli che hanno deciso di non abbandonare la montagna per la città, più o meno grande, più o meno attrattiva.
L’obiettivo del workshop è quello di sviluppare le competenze e lo “sguardo” dei partecipanti per raccontare, attraverso i ritratti, la vita delle queste persone, trasformando i ritratti in un racconto.
Il workshop è aperto a tutti gli amanti della fotografia e, data la natura del corso, è consigliato un minimo di competenze di base nell’uso della macchina fotografica.
Il workshop si svogerà nelle due giornate di sabato 25 maggio e domenica 26 maggio dalle ore 9.30 alle ore 18.00 e sarà strutturato in una parte teorica e in una parte pratica di scatti a persone che hanno fatto dell’Appennino la propria casa. La parte teorica si svolgerà presso Officina15 a Castiglione dei Pepoli e la parte pratica sempre a Castiglione dei Pepoli e/o nei dintorni. 

Il costo per partecipare  è di Euro 150,00. Sono previste convenzioni con gli esercenti locali per chi vuole pranzare e/o alloggiare.

Il workshop sarà tenuto da Gabriele Fiolo, fotoreporter professionista e giornalista.

Con il materiale raccolto sarà organizzata, la settimana successiva, presso Officina15 a Castiglione Dei Pepoli una mostra fotografica con gli scatti più significativi raccolti dai partecipanti. L’inaugurazione della mostra avverrà sabato 1 giugno alle ore 18:30.

INFO E ISCRIZIONI: info@tempoediaframma.it

Associazione Tempo e Diaframma
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