I cammini di Gemmano | intervista a Pier Paolo Paolizzi per IT.A.CÀ Rimini 2018

Il viaggio di IT.A.CÀ continua da una parte all’altra dell’Italia e aspettando la tappa riminese dal 20 al 23 Settembre, abbiamo incontrato uno dei partner storici, A Passo d’Uomo, che come ogni anno ci porterà alla scoperta di un qualche tesoro della Val Conca.

Nel 2014 – al primo incontro – Elena Farnè ci diceva di aver deciso di aderire ad IT.A.CÀ per i numerosi punti in comune tra i due festival. “Prima di tutto condividiamo gli stessi interessi per lo sviluppo dei territori locali e per forme di viaggio più lento e responsabile. Inoltre, abbiamo il forte desiderio di crescere e migliorare creando nuovi rapporti e nuove relazioni con attività e persone che operano sui nostri temi: il camminare, l’arte contemporanea, la natura.”- ci diceva.

Pier Paolo Paolizzi

Dopo 4 anni di amicizia e collaborazione, andremo quest’anno a scoprire Gemmano – in Valconca – nei giorni della Rievocazione della battaglia, tra camminate, letture, incontri e teatro, due giorni di immersione nella storia, nel territorio e nell’anima di questo luogo.

Abbiamo incontrato Pier Paolo Paolizzi, detto Spigolo, narratore delle due giornate e profondo conoscitore del territorio. Scopriamo di lui che è un ideatore, un narratore, un lettore, un uomo di teatro, una personalità che ci incanta. 

Cosa è la Linea Gotica e come ha segnato la memoria tra Romagna e Marche? Perché queste date sono particolarmente significative per Gemmano?  

La linea Gotica è una linea di difesa predisposta dalle truppe tedesche che attraversa l’Italia dal Tirreno all’Adriatico. Gemmano si trovava sulla linea n° 2 e nel settembre 1944 fu teatro per circa dieci giorni di uno scontro feroce tra i tedeschi in ritirata e gli alleati. Il paese ne uscì completamente distrutto

L’evento che avete proposto per IT.A.CÀ Rimini è un percorso, ma anche un progressivo inserimento nella cultura e nel territorio di Gemmano. Raccontaci, come è nata l’idea e come i vari eventi si legano tra loro?  

“A passo d’Uomo” quasi mai propone camminate pure e semplici, vi inserisce sempre altri elementi significativi: narrazioni, osservazioni, spettacoli ecc.

L’evento del 22-23 settembre 2018 segue questo stile e fa parte di un progetto che l’Amministrazione Comunale porta avanti da parecchi anni. Ogni anno, in settembre, si tiene una manifestazione che ricorda quei terribili dieci giorni del ’44 e già da diversi anni il sottoscritto e A passo d’uomo si collabora.

Il percorso attraversa i luoghi simbolo della battaglia, il centro storico ancora segnato dalla distruzione negli edifici realizzati da una ricostruzione scriteriata; il Monte Gardo, conquistato e perduto molte volte nel corso della battaglia; i rifugi; la chiesa di Farneto, teatro di un gesto eroico del parroco di allora; uno spettacolo nella chiesa di Farneto che pone l’attenzione sui passi che portarono al fascismo e alla guerra, passi che oggi si sta ricominciando a segnare.

Con il Festival IT.A.CÀ  promuoviamo il turismo responsabile. Per te cosa vuol dire questo termine? Come pensi un evento come “I sentieri della memoria” contribuisca a sviluppare il turismo responsabile in un territorio come Gemmano?  

Un turismo che gode della bellezza e non lascia tracce se non nelle persone incontrate per averle cercate; che cerca di evitare il “transito”, ma aspira ad “essere” nei luoghi, facendo della lentezza un valore; che cerca lo spirito dei luoghi.

Ecco, mi sembra che l’evento “I sentieri della memoria” possegga tutte queste caratteristiche.

Raccontaci, come è nata la tua collaborazione con l’associazione “A passo d’uomo”?  Come è cresciuto negli anni il ruolo dell’associazione nel territorio della Val Conca?  

A  passo d’Uomo ha iniziato la sua attività in Valconca. Successivamente ha ampliato il campo di intervento organizzando eventi anche in altri territori ma la Valconca è rimasto il luogo principale. In particolare da tre anni, quando si è individuata una chiesa sconsacrata a Farneto nel comune di Gemmano come sede principale delle attività. È stato proprio attorno a questa chiesa che è nata la mia collaborazione con l’associazione. 

Il testo che ti riporto risale alla prima attività svolta da A passo d’Uomo a Farneto e descrive il mio rapporto con quella chiesa, infatti da oltre trent’anni ho una casetta a Gemmano e la chiesa di Farneto è proprio di fronte, sul versante opposto.

“Era là, davanti a casa, col suo campanile rotondo, sopra una macchia di acacie. Dalla porta laterale, quella della canonica, si riusciva ancora ad accedervi, e dopo il campanile si entrava in uno spazio polveroso, con tanti angeli di stucco che guardavano dalla cima delle colonne. 
Un giorno c’era una luce diversa, filtravano dei raggi di sole dal soffitto e sul pavimento qualche scaglia di intonaco. Da casa ancora non si notava niente di diverso, ma le visite mostravano ogni volta raggi più larghi. 
Poi lo squarcio divenne grande abbastanza da essere notato anche all’esterno.
Mentre il campanile restava immutabile il tetto della chiesa perdeva pezzi e gli angeli di stucco non avevano ombrelli per ripararsi. 
La selva rodeva i muri della canonica e la chiesa andava sgretolandosi.
Finché il gigantesco braccio idraulico di un carro prelevò la campana e la cella restò muta. Erano anni che nessuno azionava le funi ma qualche volta una folata di vento più forte delle altre convinceva la campana a far sentire la sua voce. Adesso più niente ingombrava la luce dell’arco che chiudeva la cella campanaria, e nessun vento avrebbe provocato un rintocco.
La casa sentì quel silenzio e le parve rumore di morte. Invece non tardò un brulichio di automezzi, un ergersi di stanghe a formare un castello, un rincorrersi di voci. La cella restò muta ma gli angeli non rimpiansero più di essere senza ombrello.
Il giorno in cui aprì le sue porte si videro persone guardare in alto la luce che entrava dalle finestre, e molte autorità le resero omaggio, ed atti eroici compiuti tra le sue mura furono ricordati. Un popolo intero aveva patito il suo sfacelo e deciso di amarla.
Amore di breve durata. Dopo quel giorno la casa la vide solitaria, negletta, avviata ad un nuovo declino. A cercare, in qualche angolo deve trovarsi il cuore, perché è quello che oggi ha deciso di accoglierci.”

Grazie a Spigolo per averci accompagnato dolcemente con l’immaginazione, in attesa di farsi rapire dalle parole e vivere la storia di questa perla nel cuore romagnolo.

A tutti, buon viaggio – ci vediamo a Rimini dal 20 al 23 settembre 2018n qui trovate il link al programma completo 🙂

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi 

 

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