ARTÈS – X4U | Quando il turismo si fa esperienza

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatri

Meno di un mese all’inizio di IT.A.CÀ 2016 e allora, iniziamo a conoscere le nuove realtà che ne faranno parte nel nostro blog! Oggi incontriamo Angelo Faresin e Maurizio Testa, o forse faremmo meglio a dire Artès in persona, perché quando un progetto nasce dalla passione, “vive” di vita propria…

Innanzitutto, cosa vuol dire ARTÈS ?  

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Artès è l’acronimo di Animazione Relazionale per il Turismo Esperienziale. E’ il nome del nostro modello di creazione di prodotti turistici innovativi, che affondano le loro radici nel turismo esperienziale e nello storytelling.

Come nasce il progetto ARTÈS, cosa ha spinto a crearlo?  

Ci sono molti modi di raccontare questa lunga storia (ancora tutta da scrivere). Proviamo ad assumere il punto di vista di una delle nostre esperienze turistiche, e facciamolo dire a lei:

Tanto tempo fa, prima di essere raccontata e spiegata nei minimi dettagli ai tour operator al di là dell’Oceano, che mi avrebbero poi illustrata ai loro clienti, ero soltanto un’insieme di idee. Una specie di cocktail di geni preistorico, capite? Alcune idee di base, germinali, erano nella testa di mio papà, un operatore per il turismo esperienziale, mentre tanti altri particolari, dettagli tecnici ma anche lati personalizzabili della mia figura, erano dispersi fra le teste di tante altre persone, altri operatori che parteciparono ad un corso, e donarono questi pezzetti al mio papà. Per questo considero anche loro di famiglia, anche se il termine corretto è che “usarono l’intelligenza collettiva”.

Ancor prima della mia progettazione, però, doveva nascere il modello ARTÈS. Mi hanno raccontato che a immaginarlo e descriverlo accuratamente è stato un signore un po’ matto, con un grosso cervello, e non poteva essere altrimenti dato che di cognome faceva TESTA.

artes storia

Il signor TESTA di lavoro faceva l’inventore: dai computer alla grande distribuzione, aveva sempre trovato il modo di innovare i mercati nei quali operava. Per forza: da piccolo aveva già deciso di fare quello nella vita! Insomma, dopo varie peripezie, avventure e soddisfazioni come Manager, il nostro cervellone aveva deciso di sfruttare l’opportunità di mettersi in proprio. Incominciò a fare una cosa che aveva scoperto essere molto importante: fare Rete. No, non a costruire una rete informatica, non solo.

Chiamò a raccolta alcuni imprenditori volenterosi e spiegò loro perché avrebbe avuto successo un progetto di rete tra aziende. Chiamò questo primo progetto TEAMFORCE. All’interno di Teamforce furono messe il luce molte delle opportunità e dei rischi del lavoro in rete.

Ma vedo che vi sto annoiando, mentre io sono stata progettata per coinvolgervi e divertirvi, modestamente! Per mettere a frutto l’esperienza di Teamforce, il nostro Testa assieme ad altri amici professionisti, diede vita all’associazione X4U, che sta per Experience for You. Possiamo considerarla la nonna di tutte noi esperienze turistiche Artès.

X4U aveva un sogno: voleva riunire persone da tutta Italia per far partire dei progetti di Impresa che avessero a cuore anche i principi etici dell’Economia Civile, per creare i cosiddetti “Beni Relazionali”. Senza il lavoro costante e infaticabile di X4U, non si sarebbe mai sviluppato ARTÈS, che tra i vari progetti in seno a X4U era il più entusiasta e il più avventuroso. Fu così che X4U si diede allo studio del mercato turistico globale, approfondendo i temi dell’Economia Civile, dello Storytelling, del Marketing del Ricordo e dell’Economia dell’Esperienza. Da questo lavoro nacque dunque il modello ARTÈS, uno standard che coniuga gli ingredienti e le caratteristiche innovative che un’esperienza turistica deve avere per essere in linea con le esigenze dei turisti di oggi, i cosiddetti “prosumer” (proactive consumers) in Italiano vengono definiti come  “ConsumAttori”.

Come è fatta l’esperienza ARTÈS ? In quale modo vi proponete di vendere i luoghi attraverso le esperienze proposte?  

 artes palinsesto

Le esperienze Artès, meglio conosciute come “palinsesti Artès” o “Storie da Vivere Insieme” sono sempre basate su una o più Passioni. L’operatore per il turismo esperienziale Artès è un esperto di una Passione, che condivide con il turista. Egli struttura il palinsesto grazie a 4 ingredienti e 6 caratteristiche.

I quattro ingredienti sono “Estetica, Intrattenimento, Evasione, Educazione” e prevedono un sempre maggiore coinvolgimento del turista nella varie attività proposte. Le 6 caratteristiche prevedono un’analisi del programma e uno sforzo creativo che mettano in luce i motivi per cui il palinsesto sarà “esclusivo, unico, autentico, familiare, personalizzabile, memorabile, unico e irripetibile”. La particolarità più eclatante è la presenza di una cornice narrativa in ogni palinsesto, per cui il turista non è più turista ma diventa protagonista di una storia, con imprese da compiere, avversari, tesori da scoprire,…

Le destinazione scelte per i Palinsesti devono sempre corrispondere a un luogo ben conosciuto dall’operatore (anche se non necessariamente il luogo dove risiede). Si tratta di scegliere luoghi dove “soltanto lì può accadere quel palinsesto”, fortemente correlati ad una Passione, magari tramite un prodotto tipico, una lavorazione particolare, o un’architettura unica nel suo genere. La vendita invece avviene tramite il nostro tour operator Artès Srl SB (società benefit) in ottica B2B , sia tramite Tour Operator italiani e stranieri che gestiscono viaggi lungo tutta la nostra penisola, sia tramite punti vendita di territorio.

Cosa vuol dire “palinsesto”?  

L’idea del palinsesto deriva dal linguaggio televisivo, nel nostro caso si rifà alla ricchezza di contenuti delle nostre esperienze, che presentano varie attività e attori all’interno della stessa escursione, tutti collegati dal filo della narrazione. Per esprimere la straordinaria ricchezza delle nostre escursioni abbiamo scelto questo termine.

Che valore dà al viaggio un’esperienza con voi rispetto ad una classica offerta turistica?  

Quel che dicono, e che ormai abbiamo adottato come “slogan”, è che le nostre storie sono “ciliegine da mettere sulla torta”, che servono al nostro cliente Tour Operator per impreziosire la torta ovvero il viaggio che sta organizzando.

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Nei nostri palinsesti il turista diventa protagonista del territorio, diventa “italiano in mezzo agli italiani”, dunque poniamo grande attenzione alla dinamica relazione tra operatore e turisti, perché l’obiettivo finale di tutto il Progetto è creare benessere relazionale, generare “felicità” ai tanti viaggiatori che riconoscono questa missione all’Italia e agli italiani (proprio per le caratteristiche storiche e umane del nostro popolo).

Il vostro format parla di “narrazione”. Come si crea questa narrazione? Nasce prima l’idea, oppure nasce prima il contatto?  

La narrazione è un modo di vedere e vivere l’escursione molto diverso dall’itinerario. Nei nostri corsi spieghiamo un semplice modello per costruire delle Storie, che hanno sempre i turisti come protagonisti. In fase di progettazione dunque l’operatore per il turismo esperienziale ha ben in mente alcuni elementi fondamentali del palinsesto, e aiutandosi col nostro modello, li inserisce in una cornice narrativa che deve essere scorrevole e logica. Dunque prima nasce l’idea del palinsesto, e poi la narrazione si esplica durante l’esperienza con il turista. Fermo restando che ogni storia deve potersi “adattare” a chi vorrà viverla, anzitutto nel linguaggio, ma anche nei contenuti.

Raccontateci una storia che vi rappresenta in modo particolare!  

Questa sì che è una domanda difficile. Le nostre storie rappresentano ciascuna un Operatore, una Persona, un Amico; e al contempo una Passione e un Territorio. Da dove cominciare?

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Potremmo parlare di come lo Chef del Teatro La Scala di Milano deve andare in pensione, e dunque c’è bisogno di individuare il suo degno successore: per far questo abbiamo convocato i migliori chef del mondo, che attraverso un’esperienza nei migliori gourmet milanesi, procurandosi i giusti ingredienti al mercato cittadino, si sfideranno a colpi di ricette tipiche milanesi per aggiudicarsi il posto di Chef de La Scala.

E che dire del prode Michele da Siena, che valorosamente guiderà un manipolo di cavalieri-ciclati attraverso la Val D’Orcia, visitando paesaggi meravigliosi, insidiati dal temibile Ghino Di Tacco che vuole affamare i popolani dei borghi locali? La scelta è così ardua che non ci resta che indicarvi lo scrigno che racchiude tutte queste storie, il nostro sito www.experienceforyou.com .

Con ARTÈS  nasce anche una nuova figura professionale, non solo un progetto: l’operatore per il turismo esperienziale. Di cosa si occupa questa figura? Dimmi, che caratteristiche deve avere un operatore ARTÈS? 

L’operatore per il turismo esperienziale è una specializzazione di cui il mercato turistico italiano sta esprimendo il bisogno. I dati ci dicono che circa il 55% dei turisti internazionali vuole “vivere esperienze uniche e interessanti” e più del 35% vuole “calarsi nella vita e cultura locale”. Al contempo, i TO internazionali ci dicono che il mercato italiano è frammentato, è difficile individuare proposte esperienziali poiché sono singole attività sparse per il Paese, “non si capisce bene cosa si acquista” in quanto non c’è uno standard, una credibilità. Per questo motivo Paesi come Francia e Spagna, che fanno turismo esperienziale da più tempo di noi, hanno guadagnato notevoli fette di mercato rispetto al nostro Paese.

L’operatore per il turismo esperienziale si occuperà dunque di creare, organizzare ed erogare dei prodotti esperienziali disegnati attorno ad una specifica passione condivisa con il turista, che diventa protagonista del territorio.

Un operatore Artès  è colui che decide, dopo aver imparato il modello Artès, di entrare a far parte della rete associativa di community Artès nascenti nel territorio nazionale. All’interno di queste community sarà avvantaggiato dalla collaborazione degli altri operatori nella creazione e organizzazione dei suoi palinsesti, mettendo a frutto il lavoro di squadra. Inoltre, sarà in grado di vendere i propri palinsesti tramite i canali commerciali di Artès Srl Sb, la prima società benefit nel comparto turistico italiano.

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Per diventare un operatore per il turismo esperienziale sono necessarie caratteristiche soft e hard.
Per i tratti soft, bisogna essere empatici, comunicativi, riuscire a trasmettere autenticamente ciò che si è. E’ importante anche saper ascoltare, essere positivi, con doti di leadership “umile”, al servizio degli altri. Riguardo alle competenze “hard” si deve essere esperti della passione si vuole condividere, bisogna avere delle basi di organizzazione, essere creativi, saper risolvere i problemi quando accadono, oltre a saper gestire gruppi e parlare almeno una seconda lingua oltre all’italiano. Vogliamo non togliere questa opportunità a chi non conosce le lingue, ma al contempo dobbiamo essere chiari sul fatto che questo restringe di molto il possibile mercato di riferimento.

Una guida turistica, un accompagnatore trovano uno sbocco naturale della propria professione in questo nuovo ruolo, acquisendo la professionalità necessaria per offrire prodotti strutturati e certificati. Ma il ruolo è accessibile anche a tutti coloro che vogliono condividere altre passioni di cui è esperto, come per esempio in campo enogastronomico, artigianale, nella rievocazione storica, etc. In ogni caso verifichiamo che nessun operatore Artés vada a sovrapporsi con il lavoro di chi ha già una licenza per esempio come guida turistica. Qualora il palinsesto preveda itinerari che devono essere gestiti da guide turistiche, facciamo in modo che l’Operatore contatti una guida professionista all’interno della propria storia. Solo allora diamo l’ok per la commercializzazione. Siamo per l’innovazione sì, ma non per l’abusivisimo.

Grazie ad Angelo e ad Artès!
La loro e tante altre storie nel programma di IT.A.CÀ Rimini dal 18 al 22 maggio!

Blog IT.A.CA
Annalisa Spalazzi

Coordinatrice Festival IT.A.CÀ Rimini

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