Spezial Cycle: a pedali verso IT.A.CÀ

Per questa V edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile, inizia la collaborazione con gli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna, attraverso una serie di interviste a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità. Le interviste verranno pubblicate nel nostro Blog ogni venerdì da adesso in poi…

La parola agli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna:

Il Festival IT.A.CÀ si avvicina e vogliamo attivarci sempre di più per ascoltare il viaggio verso le 9 giornate di incontri, itinerari, cultura e riflessione intorno al turismo responsabile. Anche noi studentesse e studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili promosso da Ces.co.com Università di Bologna viaggiamo verso IT.A.CÀ con l’intenzione di approfondire la sostenibilità e responsabilità non solo in tema di viaggi e territorio, ma anche di impresa e consumo, senza perdere di vista la comunicazione delle buone pratiche. E come parte delle attività previste, promuoveremo il Festival IT.A.CÀ usando i social media. Siamo in tante e abbiamo deciso che il vostro racconto di IT.A.CÀ è il punto di partenza per la narrazione di questa esperienza, vi ascolteremo attraverso i social media, la pagina Facebook e Twitter, ed anche qui sul Blog da ora e durante tutte le giornate del Festival. Scriveteci, noi vi risponderemo.

Quest’anno ci vedremo anche su Instagram. Attraverso il tag #itacainbici potrete partecipare al Contest #itacainbici dal 6 al 23 maggio 2013 e promuovere con le vostre foto la mobilità sostenibile per rendere il viaggio ancora più colorato, sano e responsabile. Il traguardo per il vincitore del contest è una bicicletta speciale in palio!

Crediamo che la vostra narrazione, di voi che affrontate il viaggio con la curiosità e desiderio di scoperta del mondo vicino e lontano da casa, sia fondamentale per innescare un nuovo modo di viaggiare e sarà la riprova che “il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa (ît a cà = sei a casa? in dialetto bolognese), una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere, dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…”

Di seguito la 1° intervista a un personaggio chiave del Festival e del Contest #itacainbici – Lorenzo Calani, proprietario del 1° negozio di Spezial Cycle di Bologna!

“Spezial Cycle nasce dalla voglia di portare anche nel nostro Paese una mobilità più attenta alle esigenze tanto del pedalatore quotidiano quanto di quello più maturo ed esigente, di chi fa propria la frequentazione della bici preferendola, quando può, ad altre forme di trasporto più convenzionali, per muoversi nei percorsi quotidiani in maniera leggera ed originale”.

Lorenzo Calani apre a Bologna il primo negozio vendita di Spezial Cycle: reclinate e pieghevoli!

Gli studenti del corso CAF Unibo sono andati ad intervistarlo in vista del lancio del nostro concorso #itacainbici in collaborazione con SocialLAB, CAF, Spezial Cicle e istagramBO 

Hai fatto lunghi viaggi con la bicicletta negli ultimi anni?

Mi sento un viaggiatore della quotidianità, ogni giorno è un piccolo viaggio in cui cerco di mettere un po’ di novità nella vita e nella attività che svolgo attraverso la passione per quello che faccio. L’ultimo viaggio in bici lo scorso anno sulla ciclabile della Drava, una grande “classica” delle ciclabili europee, con la famiglia e gli amici reclinati bolognesi dell’associazione BentaBo.

Mi piacerebbe realizzare viaggi più spesso e più lunghi ma con il lavoro e i bambini non è sempre facile organizzarli. È un percorso molto romantico adatto a tutti , si snoda lungo il fiume Drava da Dobbiacco (BZ) fino a Maribor, in Slovenia. Per organizzare lunghi viaggi in bicicletta è preferibile scegliere l’abbinamento treno + bici (anche con le bici reclinate quando le carrozze lo consentono). All’estero ci sono molti treni dedicati a chi si sposta su due ruote, in Italia è un po’ più difficile avere la certezza di trovare la carrozza giusta, meglio usare la bicicletta pieghevole.

Perchè consiglieresti di viaggiare con la bicicletta?

Il viaggio su due ruote è sempre affascinante e permette di recuperare la dimensione del “viaggiatore leggero”; si riscoprono i ritmi dei tempi passati e l’importanza del percorso del viaggio, che ne costituisce l’esperienza stessa, (il vento, gli odori, il cambiamento del paesaggio e del clima) e diventa ancor più interessante se si ha la fortuna di viverlo come un viaggio dentro se stessi. In questo caso sarà d’aiuto leggere prima di partire qualche bel libro di Paolo Rumiz sui tanti viaggi fatti in bicicletta e a piedi, alla ricerca di una dimensione perduta del territorio e dell’approccio umano che spesso i mezzi a motore con la loro velocità e rumore ci rendono inaccessibili.

C’è un percorso di viaggio particolare che consiglieresti ai lettori di IT.A.CÀ, o che desidereresti intraprendere?

La Norvegia, Finlandia e Svezia sono luoghi meravigliosi da attraversare in bicicletta e sono paesi all’avanguardia per quanto riguarda il rispetto dei ciclisti e la cultura del Viaggio con la V maiuscola. Leggete ad esempio l’esperienza di Enrico Bonfatti, presidente di Nuova Mobilità, sul blog “Sdraio al Polo”.

Hai notato negli ultimi anni un’evoluzione del mercato della bici? C’è una maggiore consapevolezza verso l’ambiente nella scelta dell’utente che acquista una bici?

C’è voglia di sperimentare soluzioni nuove e diverse dal solito mezzo che serve solo per portarci da A a B senza chiederci cosa stiamo facendo. La bicicletta, da semplice mezzo di trasporto, diventa quasi una filosofia di vita e un modo per comunicare.

A Bologna fino agli anni 70 un signore in via delle Lame offriva traslochi con le biciclette da carico a tre ruote. La necessità e la scarsità di risorse spesso si accompagna con la bellezza e la poesia. Certamente la crisi economica sta favorendo la riscoperta del mezzo a pedali anche con motivazioni più materiali.

Purtroppo in Italia le persone hanno ancora troppo timore di arrivare al lavoro sporchi, di bagnarsi se piove e di prendere il raffreddore durante l’inverno, precludendosi la possibilità  di vivere la bicicletta durante tutto l’anno. La bicicletta in città a volte diventa più un fatto di moda e di “tendenza verde” che una strategia per migliorare la propria esistenza, siamo ancora indietro… Non esiste ancora una vera e propria cultura della life-bike nel nostro Paese, come troviamo in molti paesi del nord Europa, ma stiamo guadagnando terreno in fretta!

Il tuo lavoro è nato da una passione?

Credo che ci sia stata una forte influenza della mia famiglia. Mio padre era un ciclista, e mia madre amante dei viaggi e della natura. Dopo l’università ho lavorato per associazioni e aziende attive nella salvaguardia dell’ambiente e nel risparmio energetico. Ho cercato quindi di coniugare la passione per i mezzi a pedali, specie quelli innovativi, e la ricerca eco-sostenibilità nel quotidiano. Tre anni fa ho aperto la filiale bolognese dell’ Urban Bike Messenger nato anni fa a Milano. Subito dopo venni a sapere che stava per chiudere una storica officina di riparazione e vendita cicli a Bologna e così, nell’aprile 2011, decisi di prendere le redini dall’ultima donna-meccanico di Bologna, la mitica Natalina!

Da dove proviene questa particolare passione per le bici reclinate e le bici cargo da famiglia?

Il tarlo si è formato durante la visita alle fiere europee, in special modo la Spezialradmesse di Germersheim in Renaia, la parte meridionale occidentale della Germania. Una specie di Woodstock della bicicletta innovativa! Mi sono innamorato di questi straordinari prodotti artigianali, assemblati a mano con grande cura, che garantiscono allargano di molto gli orizzonti per il pedalatore cittadino, vedi le bici cargo e pieghevoli ma soprattutto per il vero viaggiatore: la bicicletta reclinata consente di abbandonarti ore e ore sulla sella dimenticandoti delle tue articolazioni!

Come è nata la collaborazione con IT.A.CÀ? Perchè hai deciso di offrire in premio per il concorso #itacainbici una delle tue biciclette speciali?

L’anno scorso ho portato quasi per gioco le mie biciclette in Piazza Re Enzo e al Cortile del Pozzo durante le giornate del festival; c’è stato un grande riscontro da parte del pubblico. Molti curiosi ed amanti della bici si sono interessati a questi particolari modelli di reclinate, trike e bici da famiglia, utili strumenti per ogni viaggiatore responsabile.

Sposo le tematiche del festival quali la sostenibilità, lo slow travel, il rispetto per l’ambiente e il turismo responsabile locale, tutti aspetti coerenti con il mio stile di vita e i viaggiatori in bicicletta!

 

1 commento
  1. alice
    alice dice:

    Blog davvero interessante, peccato non sia ancora disponibile la versione mobile. Almeno io non l’ho trovata, infatti per leggere questo articolo sul mio telefono ci messo mezz’ora. Perlomento era interessante e ben scritto.

    Rispondi

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