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Ferrovia Porrettana. Un secolo e mezzo della via ferrata che collegava l’Italia.

Esiste un capolavoro di ingegneria che scavalca la dorsale appenninica tra Bologna e Pistoia e che per anni è stato l’unico collegamento ferroviario tra nord e sud del Paese. E’ la ferrovia Porrettana, oggi da molti conosciuta solo grazie ai treni per pendolari che l’attraversano, ma un tempo opera infrastrutturale fondamentale per la costruzione del Regno d’Italia.

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Quest’anno infatti è il 150° anniversario dalla sua inaugurazione, avvenuta in presenza di Vittorio Emanuele II nel 1964, dopo poco più di 10 anni di lavori. Durante i festeggiamenti del 150° dell’Unità d’Italia la Ferrovia Porrettana, proprio per il suo significato simbolico, è stata oggetto di molte iniziative e manifestazioni, tra cui l’incontro a Porretta di due treni a vapore commemorativi partiti da Bologna e Pistoia.

00-150° ferrovia Porrettana

Le ferrovie storiche in Italia sono molte, e purtroppo in gran parte in fase di dismissione o già abbandonate da anni. Fortunatamente la Porrettana non è una di queste, ma la tratta che va da Porretta a Pistoia ha un servizio che si sta mano mano riducendo e dal 5 gennaio scorso è chiusa a causa di una frana in località Corbezzi.

Sia per commemorare il 150° anniversario, sia per portare all’attenzione pubblica il tema delle ferrovie abbandonate, che per promuovere il meraviglioso territorio appenninico, il 1° di marzo in occasione della 7^ Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, i Club di Territorio di Bologna e di Pistoia del Touring Club Italiano organizzano l’evento “Dove i treni non fermano ma sono annunciati”, una escursione da Valdibrana a Piteccio, arrivando a Pistoia da Bologna in treno.

Le iniziative per ricordare questo secolo e mezzo di storia sono molte altre, e si svolgeranno durante tutto il 2014. Tutto ciò però non è episodico, basti pensare che da oltre vent’anni la Provincia di Bologna in collaborazione con il CAI organizza “Trekking col treno”, una serie di escursioni a piedi il cui punto di partenza è raggiunto con i mezzi pubblici, ed in particolare il treno, contribuendo così a valorizzare anche la linea Porrettana.

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Quello che vi ho presentato oggi è un patrimonio da tutelare e salvare, ed ogni iniziativa volta a ciò è utile anche per tutto il territorio attraversato. Ferrovie ed Appennino, sono le mie due grandi passioni, che lungo la Porrettana si fondono e permettendo di vivere esperienze semplici ma indimenticabili. Vi consiglio perciò di approfittare di questo anniversario e scoprire questo pezzo di storia italiana.

Blog IT.A.CÀ
Alice Morotti (Nexus E-R)

Bicinsieme

Cari amici di IT.A.CA’ oggi per l’intervista degli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna, continuiamo a parlare della nostra amica a due ruote con Andrea Mozzarelli, presidente dell’associazione Bicinsieme di Parma.

I Bicinsieme si definiscono pedoni a due ruote. L’associazione è nata per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano e di svago, per difendere l’ambiente e la qualità della vita e per riscoprire il centro storico delle città. Bicinsieme aderisce alla FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

1. La bici può essere considerato il mezzo per antonomasia del turismo responsabile?

Ci sono vari modi di fare turismo responsabile, a piedi, in bici e anche in auto. Quello che è importante è il rispetto dei luoghi, persone e paesaggio che si incontrano e si attraversano. La bici sicuramente essendo un mezzo lento che stimola simpatia favorisce l’incontro tra persone e il superamento della diffidenza verso l’altro, lo sconosciuto. Quando si arriva in un luogo in bici, con le sacche, un po’ sudati subito si trova disponibilità all’aiuto e si suscita curiosità. Da dove vieni? Dove vai? Volete da bere? Quindi, la bici permette di entrare più rapidamente e facilmente in relazione. Questo è vero all’estero ma anche in Italia dove i cicloturisti sono abbastanza rari. Provare per credere!!!

2. Come è cambiata negli anni l’immagine della nostra amica bicicletta?

La bici era ed è ancora segno di libertà. Una volta era l’unico mezzo di spostamento tra i paesi, era per i ragazzi lo strumento per allargare gli orizzonti. Ora è lo strumento per riscoprire il territorio che ci circonda esplorandolo in modo lento. La lentezza e a volte la fatica favoriscano la scoperta, la percezione dell’anima del territorio che si attraversa.

La bici può essere vista ora come il migliore esempio di “decrescita felice”, cioè divertirsi, fare una salutare attività fisica, viaggiare, incontrare persone in modo economico, ecologicamente compatibile, a zero impatto. Che cosa volete di più?!

3. Si può parlare di turismo responsabile riferito ai vostri tour?

I tour in bici sono responsabili in quanto non sono inquinanti, poco costosi e rispettosi dei luoghi che si attraversano. Spesso si parte da casa in bici e in bici si ritorna a casa.. Oppure si parte in treno per poi proseguire in bici. L’accoppiata treno + bici è fantastica per libertà d’azione. Peccato che Trenitalia non l’abbia ancora capito e che i cicloturisti debbano armarsi sempre di grande pazienza. Diversa situazione all’estero. Quando si va in auto, poi questa resta ferma una volta arrivati. I viaggi in bici di più giorni sono un’esperienza unica. Ti porti dietro la tua casa sulla bici e poiché le cose pesano la selezione è feroce e si salvano solo quelle essenziali. E’ un ottimo modo per capire quello che serve e quello che non serve. Si viaggia leggeri e si ritorna “pesanti” di incontri, emozioni, paesaggi. Provate a venire con Bicinsieme FIAB Parma o partecipate ai ciclo-viaggi organizzati dalla FIAB o dalle sue varie associazioni locali.

4. Quale viaggio in bicicletta consigliereste ai nostri lettori?

Se uno è digiuno di viaggi in bici, la zona di Ferrara, le valli di Comacchio, Venezia, Chioggia, il Po e l’Adige offrono paesaggi dolcissimi e facili da scoprire con assenza assoluta di salite, buoni collegamenti ferroviari o vaporetti. Il viaggio è da farsi in primavera o primo autunno. Un viaggio più impegnativo può essere quello che collega le varie piste ciclabili del Trentino da Bassano del Grappa alla Val di Sole . Qui bisogna essere pronti a fare qualche salita e un po’ di fatica. Oppure si può partire dal Brennero e con la CicloPista del Sole si arriva a Verona e poi con la Variante Tirrenica si passa da Mantova, Sabbioneta, Colorno e Parma e si scende al mare (dopo essersi fatto il P.so della Cisa – ma si può prendere il treno a Fornovo e scendere a Pontremoli) per arrivare a Livorno e poi più giù lungo la bellissima Costa degli Etruschi fino a Castiglione della Pescaia. Non bisogna dimenticare che si possono fare viaggi e scoperte anche dietro casa, cioè nei luoghi dove abitiamo e che abitualmente percorriamo in auto. Abbiamo curato 11 cartine dei percorsi cicloturistici del parmense, dal Po alla prima collina, disponibili su richiesta (3 euro a cartina). Anche per altre provincie della Regione Emilia Romagna sono disponibili le cartine. Inoltre, nell’ambito del Circuito delle città d’arte della Pianura padana sono stati tracciati percorsi visibili sul sito del Circuito. Altri percorsi sono visibili sul sito di BicItalia.

5. In Italia esiste una coscienza politica/sociale sul ruolo della bicicletta come nei paesi del nord Europa? (piste ciclabili, cultura della bicicletta, concetto di movimento dolce ecc….)

La risposta è purtroppo negativa. Esistono singole sensibilità a livello di alcuni amministratori e amministrazioni. Per esempio, le provincie di Trento e Ferrara hanna creduto nella bici e nel ciclo-turismo investendo, creando infrastrutture che hanno attratto milioni di ciclisti con ritorni economici significativi. Ci sono amministrazioni, come la Provincia di Parma, che ha un territorio che si presta all’uso della bici e che ha investito poco e male. Ci sono regioni come l’Emilia Romagna che non è ancora riuscita a realizzare una completa CicloPo, da Piacenza a Gorino alla foce del Po. Ci sono amministratori comunali che credono nella mobilità urbana basata sulla bici (ma non solo) e investono, altre che fanno tratti di poste ciclabili, senza un piano, una rete. Questo è quello che manca. Una visione di rete ciclabile urbana, extraurbana, nazionale. La FIAB ci lavora da oltre venti anni. Esiste un progetto BicItalia, esiste un sito. Passi si fanno ma con estrema fatica mentre dovrebbe essere ovvio, come all’estero, che le infrastrutture ciclabili sono tanto importanti come le strade per le auto perchè permettono di ridurre l’inquinamento veicolare nelle città. Mentre in Olanda progettano e costruiscono le autostrade per le bici collegando cittadine vicine, noi lottiamo per tenere pulite le poche piste ciclabili che abbiamo e che a volte finiscono improvvisamente in una rotatoria di grande traffico! Il futuro speriamo che sia migliore del presente.

Blog IT.A.CÀ
Gli studenti del CAF

Monte Sole Bike Group

Domani 25 maggio parte la V edizione del nostro festival, vi aspettiamo numerosi in piazza Re Enzo a Bologna, nel frattempo vi lasciamo con un’intervista degli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna.

Questa V Edizione di IT.A.CÀ è molto in sinergia con la mitica due ruote tra il Contest #itacanbici, itinerari di cicloturismo ed convegni sulla bicicletta di conseguenza ne parliamo anche con le realtà che promuovono la bici come mezzo sostenibile e il movimento lento e ne fanno il loro simbolo di sensibilizzazione!

Oggi vi presentiamo il Monte Sole Bike Group, un’associazione che nasce a Bologna nel 1985 dall’esigenza di alcuni ciclisti, alpinisti e sportivi in genere che vedono nella mountain bike uno strumento innovativo e versatile, che consente di praticare uno sport all’aria aperta, lontano dal traffico motorizzato. La loro storia, così come l’approccio alla bicicletta, si evolve nel tempo coinvolgendo ciclisti di tutte le fasce d’età.

1. La bici può essere considerato il mezzo per antonomasia del turismo responsabile?

Sì, senza dubbio, la bicicletta non inquina, non fa rumore, non occupa molto spazio se non per poco più di quello che occuperebbe il solo conducente. Permette semplicemente di potenziare le capacità umane, estendendo il limite che l’individuo da solo può raggiungere. La bicicletta entra in punta di piedi nei luoghi che va a visitare.

Per essere completa la bicicletta ha però bisogno del treno, l’intermodalità treno+bici è condizione imprescindibile per il cicloturismo.

2. Come è cambiata negli anni l’immagine della nostra amica bicicletta?

Fortunatamente è cambiata in meglio, c’è grande attenzione al mondo della bicicletta. A volte è un’attenzione interessata, ma non importa, basta che se ne parli e soprattutto che si arrivi finalmente a considerarla un mezzo di locomozione e non un semplice divertimento per il tempo libero.

3. Si può parlare di turismo responsabile riferito ai vostri tour?

Rispondiamo a questa domanda con le stesse ragioni che ci hanno spinto ad aderire alla Rete Mobilità Nuova e alla manifestazione “L’Italia cambia strada” a Milano il 4 maggio 2013: “Il Monte Sole Bike Group – FIAB Bologna pratica il cicloturismo da 27 anni. Nel farlo ha sempre avuto ben chiara un’idea: il rispetto della natura e dell’ambiente. Per questo, nonostante le difficoltà, ha sempre anteposto l’utilizzo del treno al mezzo a motore negli spostamenti che la bicicletta da sola non può compiere.”

Aggiungiamo che la nostra associazione si è sempre impegnata a cercare di capire, di raccontare, di conoscere i luoghi che con la bicicletta raggiunge.

4. Quale viaggio in bicicletta consigliereste ai nostri lettori?

In bicicletta qualunque viaggio è consigliato. Quando si viaggia in aereo, o in auto ci si trova paracadutati in una realtà lontana, che si vede come di fronte allo schermo di un televisore. Quindi si può giudicare bello o brutto ciò che si vede come fosse un programma televisivo. In bicicletta si vive il paesaggio che si attraversa, se ne percepiscono gli odori, le sensazioni epidermiche, si conquista con fatica la meta, si incontrano le persone. Anche il posto più piccolo e insignificante può essere degno di memoria perché lo si vive pienamente. Ci sono luoghi di immensa bellezza a pochi passi dalle nostre città, basta pensare alle nostre colline che da anni frequentiamo nelle nostre gite, sempre imparando qualcosa di nuovo o alla Ciclovia della Seta, il percorso storico studiato dalla nostra associazione che unisce Venezia a Livorno. Infine vogliamo citare la rete Bicitalia promossa da FIAB che ha il compito di individuare i percorsi nel nostro paese e di renderli sempre più ciclabili.

5. In Italia esiste una coscienza politica/sociale sul ruolo della bicicletta come nei paesi del nord Europa? (piste ciclabili, cultura della bicicletta, concetto di movimento dolce ecc….)

Ci stiamo arrivando, con grande fatica ma siamo fiduciosi di poterci arrivare. Per farlo è necessario un cambio di mentalità: fino ad oggi le esigenze del traffico motorizzato sono state al centro dell’attenzione, bisogna imparare ad ascoltare anche le esigenze di chi si sposta in bicicletta. Un esempio bolognese: è da poco che le piste ciclabili sono rientrate nel piano di manutenzione ordinaria delle strade, questo significa che gli interventi di ripristino prima erano considerati straordinari mentre ora è possibile intervenire con una semplice segnalazione del cittadino. E’ qui che sta avvenendo e deve continuare ad avvenire il cambio di mentalità, i ciclisti devono far sentire all’Amministrazione la loro presenza e le loro esigenze, e l’Amministrazione deve imparare ad ascoltare queste esigenze.

Blog IT.A.CÀ
Gli studenti del CAF 

In treno sulle tracce della nostra storia

Il 2 giugno viene celebrata in Italia la Festa della Repubblica Italiana; Il 2 e il 3 giugno del 1946 si tenne il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, l’Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.

Ma cosa vuol dire sentirsi italiani oggi? Cosa significa Identità?

Conoscere la propria Identità vuol dire essere consapevoli di sé come individuo.

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori Festival del Turismo Responsabile, prende parte alla XXII edizione di Trekking col treno, attraverso due escursioni organizzate insieme l’1 e il 2 Giugno, cogliendo l’occasione per festeggiare la Repubblica e riflettere sul tema del viaggio come occasione di conoscenza del mondo vicino e lontano da casa.

Prende il via il 3 marzo la XXII edizione di Trekking col treno, la rassegna che propone un turismo eco-sostenibile e che si concluderà l’8 dicembre 2013. L’iniziativa viene promossa da Graziano Prantoni, Assessore Attività produttive e Turismo a cura della Provincia di Bologna, Servizio Attività produttive e Turismo, U.O. Turismo. Le escursioni sono curate dal Club Alpino Italiano, Sezione “M. Fantin” di Bologna, con la collaborazione della Sezione CAI Alto Appennino Bolognese di Porretta Terme, della Sottosezione CAI Valbrasimone di Castiglione dei Pepoli e della sezione CAI di Imola.

Nel 2012 sono stati oltre 1.600 i partecipanti complessivi alle 54 escursioni realizzate, con una media di 30 escursionisti a uscita, numeri che incoraggiano la Provincia a proseguire la collaborazione con il CAI per diffondere la conoscenza del nostro territorio, in modo non banale, responsabile e sostenibile.

Alcune proposte sono legate al tema della Linea Gotica e della Guerra di Liberazione nel nostro territorio, un esempio è l’escursione in programma il 25 aprile “Da Barbiana a Monte Sole”, sette giorni di cammino sulle tracce di due maestri del Novecento, Giuseppe Dossetti (di cui ricorre il centenario della nascita) e Lorenzo Milani, con partenza dal Mugello e arrivo a Monte Sole il giorno della Liberazione.

Il 1° maggio sarà la volta di “Sentiero 007. Gli scarponi sulla Direttissima”, un percorso dedicato al lavoro e al sacrificio dei minatori, che allora scavarono la prima linea ferroviaria da Bologna a Firenze. Il 2 agosto c’è la “Camminata della memoria”, escursione notturna a Monte San Pietro, con la partecipazione di un autista dell’allora Atc che si prodigò nei soccorsi trasportando le vittime dell’attentato dalla stazione all’ ospedale e una mostra fotografica sulla strage del 2 Agosto 1980. L’ 8 settembre è stata organizzata una gita a “Monte Mario e Monte Baco” ricordando una data decisiva per le vicende belliche nazionali, in cammino contro tutte le dittature nel giorno dell’Armistizio del 1943 da cui ebbe inizio la Resistenza al nazi-fascismo.

Anche quest’anno tutto questo sarà reso possibile grazie alla collaborazione tra Provincia, CAI, Apt Servizi, Trenitalia, Tper, nonchè grazie all’interesse e alla partecipazione di chi come voi intende prendere parte a questa esperienza.

Non vi resta che informarvi su come partecipare a Trekking col treno 2013.

Noi vi auguriamo come sempre Buon Viaggio!

Angela Pizzi
Francesco Marmo

 

Turismo e mobilità sostenibile: la ferrovia della Val Venosta.

Gli impatti ambientali legati al turismo spesso vengono trascurati, ed in particolar modo si sottovaluta il fatto che molte di queste criticità ambientali sono imputabili al trasporto. Le emissioni nocive generate dall’attività delle imprese di trasporto e dai mezzi privati dei turisti, contribuiscono in modo significativo all’immissione in atmosfera di anidride carbonica, uno dei principali gas responsabili dell’effetto serra e del cambiamento climatico.

Non tutti i mezzi di trasporto hanno però lo stesso impatto ambientale.
Ad esempio, grazie ad EcoPassenger, una semplice applicazione online, che si basa su una metodologia scientifica, si può valutare l’impatto del viaggio effettuato in treno rispetto a quello effettuato in aereo o in automobile, mettendo a confronto le differenze che ci sono in termini di: consumo di energia, emissioni di CO2 ed emissioni in atmosfera dei gas di scarico.
Utilizzandolo si potrà verificherete che il treno rimane il mezzo di trasporto meno inquinante, che permette un netto risparmio di emissioni di CO2 rispetto alle altre modalità di trasporto.

In Italia purtroppo però, dagli anni ‘80 in poi, le Ferrovie Italiane, alle prese con una drastica “cura dimagrante”, decisero di tagliare i cosiddetti rami secchi sul territorio nazionale, rendendo molte mete di interesse turistico non più raggiungibili con il treno. Fu il caso della Merano-Malles, la ferrovia della Val Venosta, che il 9 giugno 1990 fu chiusa dalle Ferrovie dello Stato.

La storia di questa linea ferroviaria ha però un lieto fine. Dopo essere stata dismessa per anni, è stata rilevata dall’amministrazione provinciale di Bolzano, che nel 2005 l’ha rimessa in esercizio dopo averla ristrutturata e dotata di materiale rotabile all’avanguardia.
Con la riattivazione della linea ferroviaria si sono inoltre ripristinate tutte le stazioni della tratta, veri e propri gioielli di architettura industriale realizzate nel 1906 e magistralmente restaurate con il coordinamento della Sovrintendenza provinciale alle belle arti.

Il nuovo Treno della Merano-Malles è oggi una delle linee ferroviarie più moderne e vincenti d’Europa ed ora, oltre ad essere un’eccellente alternativa all’automobile, rappresenta una rivalutazione turistica per l’intera Val Venosta e le sue valli laterali.
Sui treni si possono portare le biciclette ed in oltre, dal momento che la bella pista ciclabile della Val Venosta, corre nei pressi della Ferrovia, in moltissime delle stazioni della linea è possibile noleggiare biciclette per pedalare in libertà tra i meleti. Insomma è tutto quello che un viaggiatore attento all’ambiente vorrebbe trovare.

I dati relativi ai passeggeri trasportati hanno raggiunto un numero di presenze importanti per una linea secondaria, tanto da riaprire in Trentino-Alto Adige il dibattito sul ripristino di altre tratte abbandonate negli anni sessanta.
Correre silenziosi su questo comodo treno nel bel mezzo delle coltivazioni di mele con a cornice della valle, sia a destra che a sinistra, bellissime montagne fa ben sperare che questo modello di successo possa essere replicato per altre “ferrovie abbandonate”.

Redazione Blog IT.A.CÀ
Alice Morotti