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IT.A.CÀ Festival e Va’ Sentiero insieme per promuovere il turismo lento

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

siamo felicissimi di annunciare la partnership di IT.A.CÀ con il progetto Va’ Sentiero il viaggio lungo 6880km alla scoperta del Sentiero Italia – CAI l’alta via più lunga al mondo ideata nel 1983 e inaugurata nel 1995 grazie al grande impegno delle Sezioni CAI che ne hanno individuato nel dettaglio il percorso, i posti tappa e la segnaletica. I founder di Va’ Sentiero Yuri Basilicò, Sara Furlanetto e Giacomo Riccobono saranno presenti Sabato 13 aprile a Tiriolo in occasione della conferenza stampa di presentazione della I°edizione della tappa IT.A.CÀ Calabria di Mezzo (h 17,00 Sala Conferenze Polo Museale Tiriolo antica).

La redazione di IT.A.CÀ seguirà i ragazzi nel loro cammino attraverso l’Italia delle Alpi e degli Appennini alla ricerca dell’essenza del viaggio lento in grado di cogliere passo dopo passo i dettagli del nostro Belpaese. Li abbiamo incontrati per voi prima della partenza, ecco cosa ci hanno raccontato.

Va' Sentiero Founder

Giacomo, Yuri, Sara founder Va’ Sentiero

Come è nata l’idea di percorrere il Sentiero Italia e chi sono i componenti del team di “Va Sentiero”?  

Siamo Yuri, Sara e Giacomo, tre amici che condividono la passione per la montagna, il viaggio e le terre alte meno conosciute del nostro paese. Nel corso degli anni abbiamo spesso “seminato” tante idee, su come rivalorizzare questi luoghi di un’Italia Minore, che dovrebbe essere pienamente valorizzata, riattivata in un’ottica di sostenibilità.

Il Sentiero Italia è un patrimonio (ancora poco conosciuto), un filo rosso di 7000 chilometri che attraversa tutto il Belpaese lungo la sua ininterrotta dorsale montuosa: permette insomma di coniugare tutti gli elementi che accendono la nostra passione. Una volta scopertane l’esistenza, per puro caso, nel 2016, la decisione di percorrerlo tutto e avviare il progetto Va’ Sentiero è avvenuta giocoforza!

Prima della partenza parteciperete a diversi eventi, cosa vi ha portato a scegliere Tiriolo, una delle tappe di IT.A.CÀ 2019 e come si svolgerà la giornata?  

L’evento di Tiriolo è nato dall’incontro con Ricardo Stocco co-organizzatore della tappa “Calabria di Mezzo” di IT.A.CÀ 2019, coordinatore di progetto per TirioloAntica e presidente della cooperativa di comunità cooperativa di comunità Scherìa, progetto cofinanziato dal MIBAC/Invitalia. Parlandoci, sono emerse chiaramente le convergenze tra la nostra mission e la volontà di Tiriolo Antica di valorizzare il proprio territorio. Inoltre, l’idea di una puntata nelle calde terre calabresi, prima di iniziare il nostro viaggio dalle Alpi… ci ha subito accattivato!

Questo è l’anno del turismo lento, un tipo di turismo che noi di IT.A.CÀ promuoviamo da sempre. Considerando il grande successo del vostro crowdfunding cos’è secondo voi che sta cambiando nel modo di percepire il viaggio e come mai sempre più persone sostengono con entusiasmo i progetti di turismo responsabile?  

Crediamo vi siano due elementi importanti. Da una parte, vi è una crescente sensibilità al tema ambientale in generale, dato che le disastrose conseguenze del nostro consumismo sugli equilibri ecologici del pianeta sono sotto gli occhi di tutti. In quest’ottica, viaggiare (e dunque conoscere) è il modo più immediato di prendere atto della necessità di cambiare rotta, per preservare le bellezze che si vanno scoprendo.

Il team al completo di Và Sentiero

D’altra parte, contestualmente ai processi di spersonalizzazione e “accelerazione” temporale che l’innovazione tecnologica comporta, vi è sempre di più nelle persone (specie nei giovani) il desiderio di riappropriarsi di sé stessi, del proprio tempo, per ritrovare una dimensione intima e personale, che da sempre la natura e i grandi spazi offrono.

Il turismo lento e responsabile è la “scatola” che mette insieme queste spinte… il nostro crowdfunding (ancora in corso!) è un modo per dare loro seguito concreto ; )

Il tema di IT.A.CÀ 2019 è la Restanza, come documenterete gli incontri che farete lungo il cammino e le realtà che hanno deciso di restare e investire sul proprio territorio?  

Il nostro viaggio sarà incentrato sul raccontare gli incontri con gli abitanti dei luoghi, le loro culture e le loro prospettive. Per questo, condivideremo in tempo reale il racconto della nostra esperienza attraverso i nostri canali social (Facebook e Instagram) e il nostro sito. Nello specifico, creeremo delle rubriche dedicate ad alcuni temi specifici: mestieri, dialetti, tradizioni… non si tratterà di un lavoro di approfondimento “accademico”, quanto di mostrare queste persone in maniera genuina e semplice, per far risaltare il lato umano dell’interazione.

Dulcis in fundo: quali sono le cose fondamentali da portare in viaggio?  

Rispetto per l’altro da sé + sano spirito di avventura!

I ragazzi di Va’ Sentiero vi aspettano a Tiriolo il 13 e il 14 aprile per la presentazione del progetto in occasione della Tappa Off di IT.A.CÀ Calabria di Mezzo per percorrere la prima escursione sul Sentiero Italia da Tiriolo a Madonna di Porto.

Per mettervi  in viaggio con loro o per seguirli in questa grande avventura seguiteli sulle loro pagine social di riferimento!

Blog IT.A.CÀ
Maria Teresa Amodeo

IT.A.CÀ investe 4.000 euro sul network del turismo accessibile bolognese

 Cari amici e care amiche di IT.A.CÀ,

oggi vogliamo aggiornarvi sul percorso che stiamo portando avanti, insieme alla community bolognese del turismo accessibile,  per migliorare la fruizione di tutta la Città Metropolitana da parte dei city users disabili.

Bike Trek – Val di Zena 2017

Il turismo accessibile è un tema molto sentito da noi del festival e vorremo continuare a sensibilizzare la società civile e le istituzioni riguardo alle esigenze delle persone disabili che percorrono ogni giorno il territorio metropolitano.

Per declinare questo tema, così importante non solo in ambito turistico, ma anche al livello sociale e culturale, IT.A.CÀ organizzerà una serie di iniziative volte a promuovere, far emergere e valorizzare il lavoro portato avanti dalle realtà che operano nel mondo della disabilità.

Oltre ad avere un impatto importante sul benessere cittadino e costituire un diritto indiscutibile di tutti, la necessità di garantire l’accessibilità universale emerge anche dai dati e dalle stime di ordine economico-turistico; infatti, secondo l’indagine “Osservatorio Vacanze Italiani” condotta da Doxa Europcar nel 2015,  quasi 10 milioni di persone in Italia riscontrano problemi di accessibilità. Si tratta di una domanda che al momento non trova una risposta adeguata da parte degli operatori turistici e il cui impatto sul PIL ammonterebbe a 11,7 miliardi di euro.

Mappa tattile della città di Bologna

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile è risultato tra i progetti vincitori del PTPL 2017 a Bologna. Il direttivo ha deciso di usare queste risorse economiche per valorizzare la rete del turismo accessibile, costituita dai partner che, da diversi anni, si occupano di realizzare gli eventi accessibili e inclusivi del festival.

Si tratta di 4.000 euro da investire nella realizzazione e la promozione di iniziative e  itinerari accessibili per diversi tipi di disabilità (motoria, visiva e uditiva). La valorizzazione di tali iniziative comporterebbe infatti, un miglioramento della fruizione della Città Metropolitana da parte di tutti i city users: sia da parte dei residenti che dei turisti.

La Skarozzata 2017

Nello specifico si intende ideare, realizzare e promuovere

  • Itinerari urbani ed extra urbani percorribili da persone in sedia a rotelle, attraverso mappe che riportino anche luoghi di interesse storico-artistico in grado di accogliere questo tipo di viaggiatori e viaggiatrici
  • Itinerari e visite guidate destinate a persone non udenti condotte da guide turistiche in grado di servirsi della lingua dei segni (LIS)
  • Itinerari per non vedenti e ipovedenti, con la creazione di apposite mappe e audio guide in cui siano segnalati anche i luoghi di interesse storico-artistico fruibili
  • Campagna comunicativa volta a rendere visibile la sensibilità della “Destinazione Bologna” nei confronti dei diversi portatori di disabilità

Mygrantour a cura di Next Generation Italy in collaborazione con La Girobussola

Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi del lavoro della rete del turismo accessibile bolognese; in cantiere ci sono tante idee e iniziative: laboratori, workshop, seminari, itinerari e performance che saranno realizzati incentivando la collaborazione di tutta la community del turismo responsabile bolognese, grazie ad un network sempre più coeso, il cui obiettivo è quello di creare iniziative, eventi e spazi accessibili e inclusivi, perché l’accessibilità e l’inclusione sono diritti indiscutibili e non scelte opzionali!

Il blog di IT.A.CÁ
Simona Zedda

Segreteria IT.A.CÁ

 

Natura e tradizioni sui colli bolognesi | Intervista a Andrea Scagliarini [ Ufficio IAT ]

Andrea_scagliariniCari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CA” siamo andati a incontrare Andrea Scagliarini operatore ufficio IAT Colli Bolognesi  per conoscere le sue importanti attività nel territorio.

> Che ruolo assume l’Ufficio IAT in un territorio che una volta era la provincia di Bologna e ora definita Città Metropolitana?

“L’Ufficio IAT (Informazione e Accoglienza Turistica) è il punto di riferimento turistico di un territorio per tutti i visitatori, le strutture ricettive, gli operatori turistici locali (e non solo) e i cittadini. Come IAT Colli Bolognesi ci occupiamo della promozione e valorizzazione del territorio che comprende i Comuni di Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Valsamoggia e Zola Predosa. Nella nostra sede di Villa Edvige Garagnani, a Zola Predosa, accogliamo i visitatori e quotidianamente rispondiamo a richieste su temi quali l’offerta e la disponibilità ricettiva; forniamo suggerimenti e diamo indicazioni in modo imparziale e al servizio di tutti, con l’obiettivo di soddisfare pienamente le esigenze del visitatore alla scoperta del territorio.

Oltre a queste attività “classiche” d’informazione e accoglienza, come Ufficio turistico siamo impegnati in progetti e attività finalizzati a creare un’offerta turistica unitaria e lavoriamo alla promozione e comunicazione in coordinamento con gli operatori locali e le realtà attive sul territorio che si occupano promozione turistica a livello metropolitano e regionale.”

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> Da esperti del territorio quindi, quali sono i suoi punti di forza e le peculiarità da valorizzare?

Partiamo dalla collocazione geografica. Il nostro territorio  si trova tra le città di Bologna e Modena, nel cuore della Food Valley e della Motor Valley.  Grazie a questa posizione strategica, la vicinanza con le principali vie di comunicazione nazionali, aeroporto e rete ferroviaria, i visitatori dei Colli Bolognesi possono scegliere tra numerose e diverse esperienze con grande libertà. Visitare i Colli Bolognesi significa innanzitutto scoprire un territorio ricco ed eterogeneo. Percorrendo le splendide colline ad ovest di Bologna, dominate dalla coltura della vite e intervallate da calanchi, è possibile imbattersi in piccoli e grandi tesori, quali ville e dimore storiche, abbazie, borghi medievali e musei.

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É possibile anche effettuare escursioni a piedi e in mountain bike nei tanti sentieri dei parchi del territorio. Sui Colli Bolognesi la tradizione enogastronomica e l’accoglienza sono ancora dei valori: nei numerosi ristoranti e agriturismi è possibile degustare i piatti della tradizione e i prodotti tipici, abbinati ai sempre più amati vini dei Colli Bolognesi. Periodicamente inoltre è possibile partecipare a numerose feste e sagre dedicate ai prodotti del territorio, ma anche a grandi eventi internazionali quali i concerti dell’Unipol Arena di Casalecchio di Reno.

> Date l’elevata attrattività del territorio e la diversità dei suoi attori locali, quali sono le principali sfide che deve affrontare per sfruttare al meglio le sue potenzialità turistiche?

La grande sfida del turismo è unire. Un territorio unito e consapevole delle proprie potenzialità è un territorio in grado di accogliere i visitatori e sviluppare strategie comuni di promozione. Come IAT Colli Bolognesi stiamo lavorando per unire e mettere in contatto ulteriormente la “comunità turistica” fatta da tutti i soggetti – pubblici, privati, associativi – che a vario titolo si occupano di promozione territoriale. Nei mesi scorsi abbiamo effettuato incontri aperti agli operatori del territorio e abbiamo avviato alcuni progetti.

Tramite “Un caffè con lo IAT” gli operatori potranno ricevere strumenti operativi per raccontarsi al meglio sul web e soprattutto condividere con lo IAT la loro comunicazione turistica partecipando a campagne promozionali stagionali promosse dall’ufficio.

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Sul tema del turismo responsabile, stiamo realizzando un calendario unico di escursioni di trekking sul territorio a cura delle realtà del settore dei Colli Bolognesi. Per il 2017 sono previste un centinaio di attività. Stiamo inoltre collaborando con l’ITC “Salvemini” promuovendo attività e seminari per gli studenti e dedicati alla scoperta delle realtà territoriali, in modo da aumentare nei ragazzi, che sono i futuri operatori turistici,  la consapevolezza delle potenzialità turistiche del territorio.

Vogliamo quindi creare opportunità per tutti, fermamente consapevoli che il sistema turistico complessivo ne trarrà vantaggio.

> Anche quest’anno parteciperete IT.A.CÀ il cui tema sarà Turismo Sostenibile per lo sviluppo – In che maniera darete il vostro contributo?

Abbiamo partecipato anche alle precedenti edizioni e crediamo che IT.A.CÀ sia un’occasione in più per conoscere e collaborare con le realtà che fanno turismo e che sono impegnate nella promozione del territorio metropolitano. Partecipiamo con lo spirito di proporre il meglio del nostro territorio, con particolare riferimento alle “buone pratiche” di turismo responsabile e coinvolgendo in primis gli enti e gli operatori turistici per stimolarli a realizzare proposte in linea con tali principi.

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Ringraziamo Andrea Scagliarini per la disponibilità e invitiamo i nostri lettori a esplorare il territorio dei Colli Bolognesi con rispetto e attenzione per l’ambiente e interesse verso le tradizioni di cui è testimone.

Buone passeggiate come sempre 🙂

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Irene Aprile
Servizio Civile COSPE Onlus
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Tra divertimento e natura: un soggiorno in Trentino Alto Adige

Cari amici di IT.A.CÀ,

tutto lo staff del privacanze sulla neve trentinomo e unico festival del turismo responsabile in Italia vi augura buone feste e un felice anno nuovo! Ne approfittiamo per suggerirvi un viaggio in un territorio a noi caro; in primis, perché due anni fa IT.A.CÁ è approdato tra i suoi monti e i suoi parchi naturali e, in secondo luogo, perché è un territorio in cui è possibile trascorrere una vacanza indimenticabile all’insegna del relax, del divertimento, a contatto con la natura e, come piace a noi, in modo responsabile: si tratta del Trentino Alto Adige.

Divertimento e natura in Trentino Alto Adige

vacanze sulla neve trentinoSe volete trascorrere momenti indimenticabili all’insegna del relax, del divertimento, a contatto con la natura, ammirando panorami unici e straordinari, allora non dovete affrontare viaggi infiniti in luoghi lontani, ma la vostra meta ideale per le vacanze è il Trentino Alto Adige. Una regione che offre l’opportunità per fare trekking ed escursioni grazie a un paesaggio naturalistico unico in Italia.

Godere appieno dei paesaggi del Trentino Alto Adige

Decidere di trascorrere una vacanza in Trentino Alto Adige vi permetterà di godere dei meravigliosi paesaggi delle Dolomiti. Qui si ha l’imbarazzo della scelta per le innumerevoli possibilità che questo incredibile territorio mette a disposizione:

  • Passeggiate emozionanti
  • Escursioni con le racchette da neve
  • Gite con sci ai piedi per raggiungere avvicinarsi alle vette
  • Piste di fondo lunghe da percorrere in armonia con la natura
  • Arrampicate si pareti ghiacciate muniti di ramponi e piccozze
  • Divertimento e adrenalina negli snowpark

vacanze sulla neve trentinoIl modo migliore per conoscere le montagne del Trentino è sicuramente attraverso piacevoli itinerari adatti a tutti i tipi di escursionisti, dalle tranquille passeggiate attorno ai numerosi laghi, fino ad arrivare ad escursioni più impegnative al di sopra dei 2000 metri.

Sono presenti oltre 17.000 km di sentieri sparsi attraverso l’intera regione, adatti a tutti i tipi di escursionisti, dai più esperti a quelli che vogliono semplicemente godersi una passeggiata immersi nella natura.

Non mancano i panorami sulle numerose valli e cime delle Dolomiti, sugli estesi parchi naturali come il Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina oppure il Parco del Gruppo di Tessa: sia camminando ad alta quota, oppure lungo le valli, i paesaggi da scoprire in Alto Adige sicuramente non mancheranno.

Una vacanza in Trentino Alto Adige per scoprire i gusti di un tempo

Anche gli amanti della cucina più attenti ed esigenti potranno soddisfare tutte le proprie passioni culinarie assaggiando i prodotti tipici di questa terra. Una cucina tradizionale che rivive ancora oggi grazie alla cultura e all’amore per le proprie origini di chi vive in Trentino Alto Adige. I piatti della tradizione come i canederli allo speck o lo strudel di mele sono oggi conosciuti e apprezzati in tutto il Paese e anche al di fuori dei nostri confini: ma l’enogastronomia trentina oggi ha molto di più da offrire ai suoi ospiti. La tradizione contadina si è infatti mescolata agli influssi mediterranei e alle influenze internazionali creando connubi speciali e molto interessanti. Le proposte sono variegate e molteplici. Si può facilmente passare dai piatti nostrani proposti in un confortevole rifugio a quelli d’alta cucina presentati in ristoranti stellati. Il tutto utilizzando sempre materie prime di primissima scelta e qualità.

Le vacanze con la famiglia in Trentino Alto Adige

vacanze sulla neve trentinoTrascorrere una vacanza in Trentino Alto Adige con la propria famiglia è un’esperienza che si ricorda a lungo. Da tempo ormai questo territorio si è specializzato nell’accoglienza e nell’intrattenimento dei più piccoli. Sia in estate che in inverno non mancano le possibilità di divertimento per i bambini e per i loro genitori. Dai parchi attrezzati con giochi per i più piccoli a quelli tematici molto numerosi in tutta la regione; dalle passeggiate a misura di bambino lungo sentieri non impegnativi e divertenti in estate, alle piste da sci o per gli slittini durante l’inverno. Esistono poi tantissime proposte specifiche per i più piccoli, per vivere a contatto con la natura nei parchi naturali grazie alla presenza e all’organizzazione delle guardie forestali presenti sul territorio.

Sempre sugli sci durante le vacanze in Trentino Alto Adige

Fare l’elenco dei comprensori sciistici del Trentino Alto Adige è quasi impossibile. L’offerta è praticamente illimitata. Centinaia e centinaia di chilometri di piste da sci perfettamente tenute e segnalate sono una delle caratteristiche che fanno di questa regione una delle mete più ricercate al mondo per gli amanti dello sci. Non è necessario essere dei campioni di sci: per ogni grado di abilità ci sono le piste più indicate.

Per soggiornare in Trentino Alto Adige, poi, non manca di certo l’offerta di strutture dove alloggiare, molte delle quali costruite con particolare attenzione al contesto paesaggistico e alle tecniche costruttive tradizionali, per godere appieno di questa meravigliosa regione.

Simona Zedda
Il blog di IT.A.CÁ

Segreteria IT.A.CÁ

Le dieci regole del camminante

Eliminare il superfluo, accettare gli imprevisti e spegnere il cellulare: ecco cosa mettere nello zaino prima di partire per intraprendere “un cammino”. Il decalogo del perfetto camminatore, le buone pratiche che chi vuole intraprendere un viaggio veramente “slow” deve conoscere.

Siete capaci di spegnere il cellulare per ascoltare solo il ritmo della natura e di ridurre tutto il necessario in un semplice zaino? E di raggiungere quel puntino dall’altra parte della valle solo con suole e tacchi e tanta forza di volontà? Se avete risposto si alle prime tre domande, allora potreste essere pronti per affrontare un “cammino”.

Un’esperienza che si differenzia da quello che, comunemente, chiamiamo “trekking” sia perché non si svolge necessariamente in montagna, ma soprattutto perché non è una prova fisica quanto invece un viaggio che ha un’importante parola d’ordine: rallentare. Rallentare per osservare la natura, i fiori, gli insetti e tutto quello che ci circonda. Rallentare per recuperare un ritmo più umano e respirare a pieni polmoni. Rallentare per essere aperti all’incontro con chi fa la strada con noi o con chi incontriamo lungo il cammino. Rallentare per ascoltarsi, per parlare con sé stessi, per riprendere il filo, per fare pulizia interiore. Tutte queste cose avvengono in un solo “cammino” in cui, con uno zaino con dentro la nostra casa, guadagnamo la strada lentamente in un’esperienza simile a quella compiuta dagli antichi viandanti.

Che sia, dunque, in solitaria o in compagnia,  se questo tipo di avventura vi incuriosisce, la Compagnia dei Cammini, associazione no profit dedita al turismo responsabile e partner di IT.A.CÀ Bologna 2016 – che, dal 2010, propone viaggi in cammino di vario livello, rivolti ad adulti e bambini – ha stilato le dieci regole del camminante, da cui un vero amante del viaggio lento non può prescindere prima di mettersi in viaggio:

1.   Per partecipare a un cammino è necessario desiderare liberarsi dalle ansie della quotidianità e lasciarle a casa. Camminare aiuta a liberare la mente dagli stress, facendo emergere la soluzione ai problemi e scaricare l’energia negativa accumulata in mesi di lavoro.

2.   Il cammino richiede un buono spirito d’adattamento. Questo permette di apprezzare esperienze che mai avreste pensato possibili, come ad esempio dormire una notte all’aperto, sotto la luna piena e sperimentarvi in situazioni diverse da quelle consuete, riuscendo ad affrontarle e portarle a termine.

3.    Valorizzare l’incontro. Perché è l’incontro il vero valore del cammino, l’incontro con la natura fuori e dentro di noi, l’incontro con chi vive in modo semplice che ha tanto da insegnarci, l’incontro con chi vive in luoghi diversi dai nostri, l’incontro con persone speciali che hanno avuto il coraggio di scelte di vita controcorrente.
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4.    I viaggi a piedi sono utili per imparare a distinguere tra superfluo e necessario. Eliminando il superfluo dallo zaino e dalle menti, tutto sarà più leggero.  Si scoprirà quali sono le comodità inutili a cui siamo abituati e di quali possiamo fare a meno, cosa è strettamente necessario nell’igiene quotidiana, che cosa è necessario mangiare e cosa invece è solo un’abitudine.

5.    Impariamo a vivere in gruppo. Il cammino è un’esperienza individuale, ma è importante essere aperti a chi ci circonda e affianca la nostra strada. Se abbiamo deciso di compiere un viaggio di gruppo è importante accettarne le dinamiche, mettendo a disposizione le nostre competenze e la voglia di conoscere i nostri compagni di viaggio.

6.    Accettare gli imprevisti. Niente è irrimediabile e durante un cammino gli imprevisti sono all’ordine del giorno. Perdere un sentiero, arrivare col buio, non trovare viveri là dove ci si aspettava, sono imprevisti che spesso hanno qualcosa da insegnarci. Il cammino insegna ad affrontarli e a consolidarsi in situazioni nuove.

7.     Non correre! Per scoprire la pace interiore della lentezza consapevole, è importante a camminare con passo lento, guardandosi intorno, perché c’è sempre un fiore nuovo, un insetto, un colore che aspettano di stupirci. Il cammino non è competizione, anzi il ritmo del gruppo si deve adattare al ritmo del più lento.10580265_766947450015297_3065921861647129402_n

8.   Scopri il silenzio! È bello il viaggio in gruppo perché si conosce gente nuova, si comunicano esperienze e si approfondisce la conoscenza degli altri. Ma non bisogna dimenticare che il cammino è anche un momento per sè, in cui scoprire anche la bellezza del silenzio, dell’ascoltare il proprio passo, il respiro, i suoni della natura. I compagni di cammino me ne saranno grati!

9. Mettere a conoscenza il gruppo delle sensazioni, degli stati d’animo e delle eventuali difficoltà nel corso del viaggio: tenereli dentro non aiuta il gruppo a capire come si sente l’altro. Informerò la guida se avrò problemi: se può, farà di tutto per risolverli!

10.  Non caricherò la guida di troppe aspettative. La guida è a disposizione per risolvere ogni problema, ma non bisogna scaricare su di lei, se la propria scelta non era sufficientemente motivata e ponderata. Mi chiederò piuttosto perché ho partecipato proprio a questo cammino, quali erano le mie aspettative e dove sono venute meno. E forse scoprirò che comunque qualcosa da insegnarmi tutto questo ce l’ha.

Vi ricordiamo che la fonte di questo articolo è nel sito Italia Che Cambia a questo link.

Quindi chiudiamo con il nostro motto, che sempre ci sta:

il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa,
una qualsiasi casa,
una qualsiasi Itaca da raggiungere,
dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…

Buone camminate 😉

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ
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Turismo esperienziale, laboratori e passeggiate alla scoperta di Ravenna e le Terre del Lamone

Continua il viaggio del festival IT.A.CÀ 2016, il primo e unico festival in Italia che si occupa di turismo responsabile Pescatore e Lamonee approda a Ravenna sulle Terre del Lamone.

Il fiume attraversa e unisce idealmente le zone collinari da Marradi sino alla foce di Marina Romea. Proprio a Marradi si è costituito di recente il primo Gruppo di Marketing Territoriale GMT- MarradiMia ha predisposto i primi programmi di incoming turistico di tipo esperienziale, a sottolineare che anche in piccole comunità è possibile fare rete per essere più attrattivi.

GMT è nn nucleo di Co-Workers & Business Innovators che si interfaccia con altri Partners e Professionisti locali, coordinando Reti Territoriali di Operatori Economici del Turismo (e di eccellenze artigianali produttive), orientati ad un comune obiettivo: “rendere attrattivo (e attraente) il proprio territorio” per “essere Turisti a Casa Propria e.. far sentire a casa propria i Turisti”.

Nel corso di tre appuntamenti il fiume farà da cornice a passeggiate in bicicletta, a cavallo, a escursioni in barca, al Laboratorio della ceramista Anna Tazzari, alla visita all’ Ecomuseo delle Erbe Palustri e ad imperdibili degustazioni di prodotti tipici.

Si parte domenica 12 giugno con la “Pedalêda cun la magnêda longa”, un  percorso a tappe in bicicletta, lungo l’argine del fiume Lamone, per gustare le eccellenze della tavola e visitare i luoghi più significativi e nascosti del territorio, accompagnati da una guida locale. Si potrà gustare un menù “lungo”…20 km, alla scoperta di Palazzi e Patrimoni storici nascosti agli occhi del grande pubblico.

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Sabato 18 giugno  un evento organizzato e coordinato dall’associazione Feel Italy.
UN CAPOLAVORO DI TERRA – una giornata tra le bellezze della Bassa Romagna. Due esperienze esclusive vi permetteranno di conoscere realtà straordinarie e ancora fuori dai circuiti turistici più battuti.

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“Crea il tuo cappelletto” con la guida della bravissima ceramista Anna Tazzari: due ore di laboratorio per compiere semplici passi nella lavorazione della ceramica e creare il TUO cappelletto.

L’ambientazione sarà quella del meraviglioso giardino di Anna, che per l’occasione aprirà le porte della sua incantevole casa e del laboratorio, nelle campagne di Bagnacavallo, dove potremo ammirare i due bellissimi capanni in erba palustre.

Avremo l’opportunità di conoscere la storia della signora Maria, il personaggio che ha preso vita dalle mani di Anna e che è diventato ormai una celebrità. Anna preparerà inoltre per ogni partecipante un manufatto da portare a casa.

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Salutata Anna, ci dirigeremo verso l’Officina dei talenti naturali all’ Ecomuseo delle Erbe Palustri di Villanova Bagnacavallo. Un percorso nella tradizione dell’intreccio delle vegetazioni spontanee della valle, alla scoperta di mani che raccontano una storia vera della comunità dei raccoglitori creativi.

Maria Rosa ci accompagnerà con grande competenza nel museo attraverso un’interessantissima visita guidata, e accoglierà i suoi ospiti nell’ Etnoparco Villanova delle Capanne, sede di un’affascinante collezione di capanni in canna palustre. L’accoglienza al museo inizierà con un momento conviviale, in cui avremo modo di degustare prodotti genuini del territorio, preparati dalle mani esperte delle “azdore romagnole”, e di rilassarci nel verde.

A seguire nella camera di casa, antico laboratorio locale, artigiani che conservano il bagaglio inalterato delle tecniche ottocentesche ci presenteranno l’arte dell’intreccio.

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Sabato 25 giugno ci aspetta un’esperienza a cavallo lungo il fiume Lamone e un viaggio in barca nella Piallassa Baiona, zona lacustre retrostante la spiaggia di Marina Romea e nel Parco del Delta del Po.

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Cavalieri e “barcaioli” si ritroveranno a degustare le specialità locali vivendo un’esperienza unica all’interno di un “padellone”, uno dei novecento capanni da pesca raccolti in questa meraviglia di natura selvatica.

Eventi a cura di GMT Romagna in collaborazione con Ecomuseo Erbe PalustriTerre del LamoneFeel Italy

Una tre giorni intensa e di scoperta del bellissimo territorio di ravennate.
Buon viaggio e buone passeggiate come sempre 😉

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ

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Via Francigena: il cammino della viandanza

Cari amici, oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” cammineremo per quasi duemila chilometri, percorsi per la prima volta dall’arcivescovo di Canterbury circa mille anni fa, dalla Gran Bretagna a Roma.

“Perchè le persone si mettono in cammino?
La domanda è già la risposta, 
è in quell’interrogarsi continuo
che ci troviamo, volenti o nolenti, tutti”.
Luigi Nacci (Presidente Associazione Movimento Lento)

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Con l’avvento del Giubileo si torna a parlare di pellegrinaggi e più in generale di proposte culturali ad alto valore spirituale. Un “triathlon” tra cultura, religione e turismo responsabile che ha spinto le principali città che si snodano lungo la Via Francigena a rilanciare l’idea del cammino e a promuovere iniziative strategiche legate all’evento.
L’Emilia-Romagna, con le sei tappe che collegano l’argine del Po di Soprarivo al Passo della Cisa, coglie l’opportunità per essere tra i protagonisti. Così Fidenza, già sede dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, diventa il fulcro di relazioni con il mondo seguendo la sua vocazione europea di città crocevia di cammini (Via Francigena e via Emilia) e culture, facendosi promotrice della candidatura della Via Francigena e della Cattedrale di Fidenza a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

 Non immaginiamoci però una via percorsa prettamente da cristiani devoti al Santo Sepolcro. Le vie Francigene sono tante quante sono le anime dei viandanti che la percorrono. Il viandante è l’essere umano che va sulla via e che dalla via si fa attraversare. Il corpo diventa un filtro attraverso il quale passano tutti i sentieri. Una sorta di spugna che, calpestandone le orme, sente i passi dei transumanti, dei briganti, dei commercianti, dei nomadi e dei migranti, dei vagabondi e degli erranti senza meta. Di tutti coloro che hanno deciso di mettersi in cammino.

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Si può essere credenti o no, non importa. La viandanza non discrimina, accoglie chiunque, viaggiando con lentezza, calpesta la terra colmo di domande. Giubileo o meno. E che da quell’interrogarsi possa far nascere una riflessione complessa a beneficio dell’itinerario, e del camminante.

Con queste righe ci rivolgiamo anche alle genti che vivono nei territori francigeni. C’è bisogno di loro, della partecipazione delle comunità locali: devono calarsi nei panni dell’essere umano che si sposta con la propria casa nello zaino, devono sentirsi pellegrini e ospitalieri.

E così ameremo quella via.

Blog IT.A.CÀ
Antonio Aversano

foto Antonio Aversano

Turismo Responsabile in Macedonia: “La perla dei Balcani”

Oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” ci spostiamo alla scoperta della Macedonia accompagnati da Natasha Karanfilovska che in questo momento sta facendo il tirocinio presso AITR e ci racconta la sua terra da un punto di vista responsabile e sostenibile – quindi buon viaggio e buone vacanze!

Il desiderio di sfuggire ai ritmi frenetici della vita contemporanea, porta sempre più persone a scegliere il turismo responsabile come un modo per ritrovare ritmi più naturali. Il contatto con la natura, con le proprie radici e tradizioni, sono piaceri molto apprezzati dai turisti moderni.

La Macedonia vanta rare bellezze naturali, culturali e storiche. Molti la chiamano: “La Perla dei Balcani”.

Il paese offre ottime condizioni per lo sviluppo del cicloturismo, del turismo culturale, enologico, comunitario, speleologico e in più in generale per l’eco-turismo. Aree come Vevchani, Brajchino, Konjsko, Berovo, sono solo un assaggio dei luoghi dove è possibile trovare offerte di eco-turismo e turismo rurale.

Ohrid Lake 2

Gli amanti dell’alpinismo e delle mountain bike troveranno pane per i loro denti a Shar Planina, Mavrovo, Galichica, Vodno. Le piste ciclabili di questo tipo sono piuttosto diffuse nelle zone di montagna, offrono diverse pendenze, la presenza rocce, vegetazione, acqua e altri ostacoli divertenti. Per gli amanti della bici c’è davvero l’imbarazzo della scelta: Golemo Ezero (35km), la pista ciclabile del giro Begova Cheshma-Golemo Ezero-Nizhe Pole (45 km), Malovishta (35km) and Kopanki (1.9km).

Vrelo caves, Peshna, Ubava, Sharkova Dupka, costituiscono un terreno fertile per lo sviluppo di un turismo sostenibile e ricreativo.

Canyon Matka

E parlando di turismo sostenibile non si può non parlare dei parchi nazionali – Galichica, Mavrovo, Pelister: si tratta di luoghi famosi per il tasso di biodiversità (con molte specie endemiche), per le grotte, le cascate e altro ancora, ma si tratta altresì di luoghi importanti dal punto di vista storico. Nelle zone più rurali i turisti possono immergersi nelle attività agricole, di allevamento e della produzione artigianale, partecipando inoltre a cerimonie, eventi, raduni e incontri folcloristici. Sarete letteralmente rapiti da questi luoghi per la loro natura incontaminata, l’aria pulita, l’acqua fresca delle sorgenti, e dalla genuinità della vita nei villaggi fatta di relazioni umane, cibo, e animali domestici. Questi villaggi sono inoltre preziosi esempi dell’architettura tradizionale delle campagne.

E se proprio insistete vi sarà data anche la possibilità di mettervi ai fornelli per preparare i piatti tipici! Il turismo rurale, e lo stile di vita nomade costituiscono da sempre un’attrazione per i turisti. Per i viaggiatori “urbanizzati” le attività come il pascolo di pecore, la mungitura, la lavorazione del latte e la fabbricazione di prodotti lattiero-caseari, assumono il fascino dell’esotico, del ritorno alle orgini. Ai nostalgici bucoloci consigliamo dunque: Galichnik, Belica, Vevchani, Podgorci, Labunishta e Lakavica, nella parte occidentale della Macedonia, Malesevija e aree di montagna come Osogovski Mountains.

La Macedonia saprà accontentare anche gli appassionati di erbe e piante officinali. La flora è rigogliosa con la sua presenza di faggi, betulle e pini, potrete dunque studiare e raccogliere fiori, foglie, frutti, cortecce, radici e resine di tutti i tipi!

Koleshino Waterfalls 2-1

Gli amanti della speleologia troveranno meno servizi perché questo tipo di turismo è ancora largamente inesplorato, ma le località degne di nota non mancano: Radovo, Kopanje, Shiovec, Boro Pole e le parti alte della Karadjica.

Altre importanti strutture speleologiche: Jasika, Canyon Matka e le sue Vrelo-Matka, Ubava-Matka, Srt-Ivanje, Zdunje, Grotta Nera al fiume della valle Ocha, rovina Sitoica-Rudine e le rovine: Slovachka Jama, Shiovec 1, Kopanje 1 e 2 , Rade Niva, ecc.

Dunque a ciascuno il suo, non ci resta che augurarvi buon viaggio alla scoperta della Macedonia!

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” 
Natasha Karanfilovska
(A.I.T.R)

Alta Via dei Parchi: il trekking dell’Appennino Emiliano Romagnolo

A volte le meraviglie che ci riserva la natura, si trovano a pochi chilometri da casa. Il nostro appennino è una di queste meraviglie e sempre più turisti ed escursionisti si stanno accorgendo delle vallate e dei crinali, dei boschi e dei circhi glaciali, dei laghi e dei torrenti, che si incontrano attraversandolo.

Con l’ “Alta via dei Parchi” la Regione Emilia Romagna, ha ideato un progetto che ha come principale obiettivo quello di valorizzare questo patrimonio dell’appenninico emiliano-romagnolo e dei suoi parchi naturali, sottolineandone le caratteristiche peculiari che lo rendono potenzialmente di grande interesse per gli appassionati di montagna e di natura a livello sia nazionale che europeo.

L’Alta via dei Parchi non è altro che un itinerario trekking lungo la dorsale appenninica, che ha però il merito di collegare diverse Aree protette (due parchi nazionali, cinque parchi regionali ed uno interregionale), e che cerca di superare i limiti delle singole aree protette esistenti, spesso frammentate e di piccole dimensioni, per consentire la realizzazione di politiche di sistema in grado di valorizzare e promuovere l’intero territorio regionale. L’intento è quello di rafforzare le sinergie tra tutela dell’ambiente e promozione del territorio, sviluppando adeguate strategie che possano generare ricadute positive nella filiera turistica dei territori limitrofi al percorso.

L’itinerario, oltre all’Emilia-Romagna interessa per qualche tratto anche Toscana e Marche, ed è connesso con altri importanti itinerari appenninici, come l’Alta Via dei Monti Liguri, la Via Francigena e la Via Romea Peregrinorum.
Come questi percorsi appenninici l’Alta via dei Parchi è adatta a tutti, sia ad escursionisti esperti che a curiosi che hanno voglia di impegnarsi a camminare e a superare qualche discreto dislivello, anche per singole tappe, per provare emozioni suscitate dai vasti panorami, dalla natura selvaggia, dalle tracce storiche di antichi confini, e dal senso di avventura e scoperta.

Il percorso è lungo 500 chilometri ed è suddiviso in 27 tappe che terminano in luoghi forniti di strutture d’accoglienza (rifugi, ostelli, locande, agriturismi) dotate di elementi coordinati quali gli espositori dei materiali promozionali, la carta dell’itinerario e il timbro dell’Alta Via dei Parchi. Sono stati eseguiti vari interventi sul territorio, come il miglioramento e il restauro della sentieristica, l’installazione, la manutenzione e il restauro della segnaletica e della cartellonistica (oltre alla rimozione di quella obsoleta) e sono stati creati appositi allestimenti informativi
nei punti di sosta e di accesso dell’intero itinerario.
La regione Emilia Romagna, con il progetto “Alta Via dei Parchi”, ha inoltre realizzato alcuni prodotti editoriali per l’escursionista tra cui il volume “Alta Via dei Parchi. Un lungo cammino nell’Appennino settentrionale”, un cofanetto che racchiude 8 carte escursionistiche, un depliant e un taccuino.
Oltre alla Regione ed agli otto parchi, ha contribuito alla realizzazione del progetto il Club Alpino Italiano (CAI).

Il 23 ottobre è stato presentato a Bologna in anteprima al Cinema Lumière, il film documentario “Alta Via dei Parchi. Viaggio a piedi in Emilia-Romagna”, realizzato da Enrico Brizzi e Serena Tommasini Degnache, che racconta il trekking dello scrittore lungo questo itinerario.

Sono venuta a conoscenza di questo progetto da poco, perdendomi tutte le iniziative che si sono svolte durante la passata estate e che hanno coinvolto la popolazione locale e i visitatori, con un calendario che ha offerto passeggiate, trekking, escursioni, concerti ed eventi culturali.
Per recuperare il tempo perduto mi sto però già organizzando per partire e per vivere la mia prossima avventura.

Blog IT.A.CÀ
Alice Morotti (Nexus  E-R)

In treno sulle tracce della nostra storia

Il 2 giugno viene celebrata in Italia la Festa della Repubblica Italiana; Il 2 e il 3 giugno del 1946 si tenne il referendum istituzionale indetto a suffragio universale con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo. Dopo 85 anni di regno, l’Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.

Ma cosa vuol dire sentirsi italiani oggi? Cosa significa Identità?

Conoscere la propria Identità vuol dire essere consapevoli di sé come individuo.

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori Festival del Turismo Responsabile, prende parte alla XXII edizione di Trekking col treno, attraverso due escursioni organizzate insieme l’1 e il 2 Giugno, cogliendo l’occasione per festeggiare la Repubblica e riflettere sul tema del viaggio come occasione di conoscenza del mondo vicino e lontano da casa.

Prende il via il 3 marzo la XXII edizione di Trekking col treno, la rassegna che propone un turismo eco-sostenibile e che si concluderà l’8 dicembre 2013. L’iniziativa viene promossa da Graziano Prantoni, Assessore Attività produttive e Turismo a cura della Provincia di Bologna, Servizio Attività produttive e Turismo, U.O. Turismo. Le escursioni sono curate dal Club Alpino Italiano, Sezione “M. Fantin” di Bologna, con la collaborazione della Sezione CAI Alto Appennino Bolognese di Porretta Terme, della Sottosezione CAI Valbrasimone di Castiglione dei Pepoli e della sezione CAI di Imola.

Nel 2012 sono stati oltre 1.600 i partecipanti complessivi alle 54 escursioni realizzate, con una media di 30 escursionisti a uscita, numeri che incoraggiano la Provincia a proseguire la collaborazione con il CAI per diffondere la conoscenza del nostro territorio, in modo non banale, responsabile e sostenibile.

Alcune proposte sono legate al tema della Linea Gotica e della Guerra di Liberazione nel nostro territorio, un esempio è l’escursione in programma il 25 aprile “Da Barbiana a Monte Sole”, sette giorni di cammino sulle tracce di due maestri del Novecento, Giuseppe Dossetti (di cui ricorre il centenario della nascita) e Lorenzo Milani, con partenza dal Mugello e arrivo a Monte Sole il giorno della Liberazione.

Il 1° maggio sarà la volta di “Sentiero 007. Gli scarponi sulla Direttissima”, un percorso dedicato al lavoro e al sacrificio dei minatori, che allora scavarono la prima linea ferroviaria da Bologna a Firenze. Il 2 agosto c’è la “Camminata della memoria”, escursione notturna a Monte San Pietro, con la partecipazione di un autista dell’allora Atc che si prodigò nei soccorsi trasportando le vittime dell’attentato dalla stazione all’ ospedale e una mostra fotografica sulla strage del 2 Agosto 1980. L’ 8 settembre è stata organizzata una gita a “Monte Mario e Monte Baco” ricordando una data decisiva per le vicende belliche nazionali, in cammino contro tutte le dittature nel giorno dell’Armistizio del 1943 da cui ebbe inizio la Resistenza al nazi-fascismo.

Anche quest’anno tutto questo sarà reso possibile grazie alla collaborazione tra Provincia, CAI, Apt Servizi, Trenitalia, Tper, nonchè grazie all’interesse e alla partecipazione di chi come voi intende prendere parte a questa esperienza.

Non vi resta che informarvi su come partecipare a Trekking col treno 2013.

Noi vi auguriamo come sempre Buon Viaggio!

Angela Pizzi
Francesco Marmo

 

“La via degli Dei” 100 km passo dopo passo.

Quello di oggi è un post personale. Dopo avervi presentato guide, mostrato progetti di infrastrutture ferroviarie e ciclabili al servizio del turismo sostenibile, e di avervi parlato dei viaggi della memoria, vi racconterò una mia esperienza di viaggio.

Anche se non si tratta di un vero e proprio diario, in quanto lo sto scrivendo a distanza di anni e quindi con una forte rielaborazione data dal tempo, vi renderò partecipi di quella che fu la mia esplorazione di uno dei sentieri più famosi del nostro appennino: “La via degli Dei”.
La via degli Dei è un percorso escursionistico che collega Bologna e Firenze, passando attraverso gli Appennini. All’epoca del viaggio, nel 2007, avevo percorso la strada tra Bologna e Firenze centinaia di volte, sia in macchina che in treno. Il mio ragazzo di allora (attualmente mio marito) in quel periodo abitava a Firenze e si stava per trasferire a Bologna. Dopo anni in cui si parlava di affrontare questa impresa, decidemmo di partire e di collegare le nostre strade e le nostre vite anche con questo lungo viaggio a piedi.

Qualche tempo prima avevamo trovato tra vecchie riviste di mia madre una carta guida pubblicata da AIRONE, in scala 1:40.000, all’interno della quale trovammo tutte le informazioni necessarie per percorrere i 124 km della Via degli Dei, dalle altimetrie, ai tracciati, fino ad indicazioni sui rifugi e i bar e i ristoranti lungo il percorso, con tanto di numeri di telefono. Approfittammo del ponte tra il 25 aprile e il 1 maggio e di un clima che più che primaverile sembrava estivo.

Il primo giorno il percorso fu relativamente semplice, dopo aver attraversato la città di Bologna ed il Parco Talon, oltrepassammo i Prati di Mugnano e per la notte andammo a dormire al B&B Nova Arbora, nel quale trovammo una splendida accoglienza e i preziosi suggerimenti dei proprietari.
Il secondo giorno dopo una abbondante colazione, con torte fatte in casa, ci dirigemmo verso Brento (piccolo paesino alle pendici dell’interessante Contrafforte Pliocenico), e quindi verso Monzuno, camminando per alcuni tratti lungo una via provinciale, unica nota stonata di questo viaggio. La sera ci ospitò il parroco di Monzuno e per cena andammo a mangiare all’economica pizzeria del paese.
Il terzo giorno è stato dal punto di vista paesaggistico il più emozionante e bello. Dopo aver seguito la linea del crinale tra le valli del Setta e del Savena, attraversando boschi ed ampi pascoli, giungemmo a Madonna dei Fornelli. Da qui ci dirigemmo verso la Futa, incontrando pezzi di antichi tracciati, con il selciato romano della via Flaminia Militare in mezzo ai fitti boschi. Per la cena e per la notte ci fermammo in una Locanda-Osteria nella frazione di Traversa a pochi km dal Passo della Futa.
Il quarto giorno risultò essere il più duro. Nei miei ricordi mi sembra di aver camminato per 50 km, sbagliando strada innumerevoli volte, affrontando salite e discese impervie. Arrivati a San Piero a Sieve, la nostra strada giornaliera non era ancora giunta a termine, in quanto l’albergo del paese era tutto esaurito, e trovammo accoglienza 10 km più avanti, nella parrocchia di Santo Stefano di Campomigliaio.
Il quinto giorno, nonostante le gambe doloranti, ci dirigemmo verso il convento di Monte Senario di prima mattina, per poi proseguire verso Fiesole e giungere in fine a Firenze per essere finalmente accolti e coccolati dalla famiglia di mio marito.

Questo viaggio di cinque giorni ha modificato il modo di vivere le mie, ma per meglio dire, le nostre vacanze. Da qui è nato un nuovo interesse verso la natura, e le sue bellezze da assaporare e guadagnare passo a passo.

Redazione Blog IT.A.CÀ
Alice Morotti

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