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Report IT.A.CÀ 2017 | Turismo Sostenibile per lo Sviluppo

IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori: festival del turismo Responsabile
9° edizione 2017

Anche per questa edizione 2017 il festival IT.A.CÀ, primo e unico festival in Italia che si occupa di turismo responsabile, ha chiuso le sue tappe (maggio – ottobre 2017) coinvolgendo 10 città/territori: Bologna, Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Parma, Reggio Emilia, Trentino, Rovigo, Monferrato e 4 regioni italiane: Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Piemonte con appuntamenti diluiti in diversi periodi dell’anno.

Tema di questo IX edizione 2017 
Turismo Sostenibile per lo Sviluppo: destinazione IT.A.CÁ

L’ONU ha dichiarato il 2017 Anno del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo. Il turismo sostenibile gioca infatti un ruolo centrale nei processi e nelle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, valorizzando le risorse locali, arricchendo le relazioni tra turisti e cittadini, o tra questi e i diversi attori del territorio. 

Sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini e i rapporti che questi ultimi hanno con il proprio territorio.

Questa è la filosofia che anima da nove anni IT.A.CÁ, il primo e unico festival sul turismo responsabile in Europa. 

Creando una sinergia tra centinaia di soggetti sul territorio, IT.A.CÁ è divenuta una piattaforma di innovazione sociale strategica per una città come Bologna (dove il festival nasce) che quest’anno è diventata Destinazione Turistica Metropolitana e vede nel turismo un’opportunità per rigenerare il tessuto economico e sociale della sua area. Ma il Maggio bolognese è stata la prima tappa di un ricco programma di eventi che si sono snodati sino a Ottobre tra Padova, Ferrara, Ravenna, Rimini, Rovigo, Parma, Reggio Emilia, Trentino e Monferrato. 

Occasioni per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e incentivare pratiche turistiche più sostenibili.

RASSEGNA STAMPA NAZIONALE >  Rassegna Stampa Nazionale – IX edizione IT.A.CÀ

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Qui potete trovare i report delle singole città e relativa rassegna stampa 

Report IT.A.CÀ Bologna > Report IT.A.CÀ Bologna 2017
Rassegna stampa IT.A.CÀ Bologna > Rassegna Stampa Bologna IT.A.CÀ 2017

Report IT.A.CÀ Ferrara > Report IT.A.CÀ Ferrara 2017

Rassegna Stampa IT.A.CÀ Padova > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Padova 2017

Report IT.A.CÀ Rimini > Report IT.A.CÀ Rimini 2017
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rimini > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rimini 2017

Report IT.A.CÀ Parma > Rassegna stampa IT.A.CÀ Parma 2017
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Parma > Report IT.A.CÀ Parma 2017

Report IT.A.CÀ Trentino > Report IT.A.CÀ Trentino 2017

Report IT.A.CÀ Reggio Emilia > Report IT.A.CÀ Reggio Emilia 2017

Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rovigo > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rovig0 2017

Per info contattateci alla e-mail: info@festivalitaca.net 

Buon viaggio come sempre 🙂

Co-direttore del festival  IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione 
Sonia Bregoli 

IT.A.CÀ 2017 | viaggiate responsabili e felici

Chi viaggia ha scelto come mestiere quello del vento.
[Fabrizio Caramagna]

Anche per il 2017 ritorna IT.A.CÀ alla sua 9° edizione da maggio a ottobre 2017 con tantissimi eventi che coinvolgerà diverse città dell’Emilia Romagna, del Veneto, del Piemonte e del Trentino: ognuna di queste con eventi e temi differenti, in base alle specifiche peculiarità del proprio territorio.

Nello specifico, il nutrito cartellone di eventi proposto ad ogni edizione mira a definire percorsi di promozione turistica locale in diverse città e province italiane sviluppando un’immagine unitaria del territorio nazionale in chiave di sostenibilità e responsabilità. 

Dall’eco-turismo al trekking, dal cicloturismo agli agriturismi, IT.A.CÀ conduce istituzioni, operatori economici, turisti e intere comunità a sperimentare modelli alternativi, dimostrando che oggi un altro turismo è possibile. Il festival non vuole essere solo la vetrina di progetti italiani e internazionali, ma offrire la possibilità di vivere in prima persona esperienze di turismo sostenibile. 

Seguito le 10 tappe imperdibili del festival IT.A.CÀ 2017:

★ Bologna 19 – 28 maggio
★ Ferrara 29 – 31 maggio
★ Padova 1 – 4 giugno
★ Ravenna 4 – 11 giugno
★ Rimini 20 – 24 settembre
★ Trentino 25 settembre – 1 ottobre
★ Reggio Emilia 30 settembre – 2 ottobre
★ Parma 2 – 8 ottobre
★ Rovigo 13 – 15 ottobre
★ Monferrato 20 – 22 ottobre

Il festival si aprirà con la kermesse bolognese dal 19 al 28 maggio organizzata dall‘Associazione Yoda, COSPE onlus e Nexus E-R in collaborazione con Comune di Bologna, Bologna Welcome, Università di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, Urban Center Bologna, Mibact e Regione Emilia Romagna, assieme a una rete formata da più di 200 realtà tra centro città, pianura e collina bolognese. 

Quest’anno il tema della 9° edizione Bolognese di IT.A.CÁ migranti e viaggiatori, che si terrà  a fine maggio 2017 è: Turismo Sostenibile per lo sviluppo.

Il 2017 è stato, infatti, dichiarato dall’ONU “L’anno del turismo sostenibile“, alla cui sensibilizzazione delle istituzioni e dell’opinione pubblica. Il turismo sostenibile gioca un ruolo centrale all’interno dei processi e delle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, valorizzando le risorse locali, arricchendo le relazioni tra turisti e cittadini ma anche tra cittadini e istituzioni. 

Uno sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini e i rapporti che questi ultimi hanno con il proprio territorio. È per questo motivo che l’ONU ha dichiarato il 2017 come l’Anno del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo.

L’avventura del festival e delle diverse realtà che lo compongono è nella piena consapevolezza che una città attraente per i turisti non può esimersi dall’essere, in primis, attraente per i suoi cittadini! 

Come sempre seguiteci e a brevissimo inseriremo il programma e tutte le info: buon viaggio responsabile come sempre a tutti/e i nostri e le nostre viaggiatrici 🙂

Illustrazioni IT.A.CÀ 2017 realizzata da Rossana Bossù.

Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ
Sonia Bregoli

 

MUVet – la cultura della danza e della diversità | Intervista a Gaia Germanà e Gennaio Iorio

Care amiche e amici

per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”, vi proponiamo un’intervista doppia in due puntate, con la quale Gaia Germanà e Gennaro Iorio ci illustreranno il proprio lavoro e l’evento che condurranno per il IT.A.CÀ Festival per il fine settimana 27 – 28 maggio 2017 a Bologna. 

Nella puntata di oggi, è Gaia Germanà a parlare, intervistata dalla nostra Arianna Piazzi. Gaia si occupa di promuovere la cultura della danza come strumento di conoscenza ed espressione personale, nonché mezzo di comunicazione; conduce, con professionisti di altre discipline artistiche e non professionisti di età ed esperienze differenti, sperimentazioni sui processi creativi e di composizione estemporanea tra movimento, spazi urbani e suono.

Gaia Germanà

> Come si svolge la sua attività di danzatrice ed educatrice? Su quali punti si focalizzano i suoi laboratori per bambini, disabili o principianti, dal punto di vista fisico ed emotivo?

Il mio lavoro di danzatrice si nutre dell’esperienza educativa e sociale che svolgo in diversi contesti. La danza contemporanea ha tante tecniche quante sono le persone che la praticano e lavorare con adulti e bambini con e senza disabilità ne amplia i confini e ne estende il linguaggio. 

Di solito comincio da semplici esercizi di ascolto e consapevolezza corporea, suggerendo nei miei laboratori di “infilarsi dentro al proprio corpo” per ascoltarlo davvero. La pelle, i tessuti e le ossa ci raccontano e raccontano molte cose. Ci si sintonizza così non solo con se stessi, ma anche con l’altro e il resto del gruppo, e si è agevolati nell’osservazione dell’ambiente in cui ci troviamo, notando come ci influenza e imparando che ci si può trasformare, adattarsi, scegliere anche solo di cambiare punto di vista sul contesto. Immaginarsi ogni volta diversi. 

Molte correnti del contemporaneo lavorano a partire dalla percezione e dalle sensazioni del corpo che è intelligente e non solo assorbe informazioni, ma produce senso. Non solo infatti ci si può autodeterminare nella danza, ma anche re-inventare attraverso il corpo che è soggetto e strumento del nostro agire.

A me piace muovermi in questa direzione, sia che incontri un gruppo di bambini, sia di adulti. Quello a cui si arriva di solito, in una classe, dopo alcune esplorazioni di possibilità di movimento differenti, sono brevi o più articolate composizioni, l’invenzione cioè di sequenze di gesti che esprimono un pensiero o anche solo distillano un sentire o uno stato emotivo, come in una poesia.  

> Come nasce l’associazione MUVet e come si configura la sua collaborazione con essa?

MUVet nasce a maggio 2016 dal desiderio di alcune danzatrici e insegnanti di danza che operano nel bolognese (tra cui io, Silvia Berti e Martina Malvasi) di proporre progetti negli spazi pubblici, per portare la cultura della danza e della diversità a più persone possibili. 

Foto di Susanna Recchia [ ph. Kaushik Chakravorty ]

Quello che ho fatto io nello specifico dall’inizio di questa esperienza è proporre laboratori e attività nei luoghi della città che frequentavo di solito, proponendo loro di accogliere la danza e alcuni esperimenti rivolti a professionisti, principianti, bambini…  Dynamo – La Velostazione di Bologna e le Serre dei Giardini Margherita ci hanno subito accolto e per noi la collaborazione con loro è diventata preziosa opportunità di ricerca e studio. Tutt’ora in corso. 

Germano Iorio

Una delle esperienze di cui ho fatto tesoro e ho portato in questi contesti anche presso l’Istituto Ciechi F. Cavazza (nella Palestra), coordinandomi con alcuni amici dell’Unione Ciechi di Bologna tra cui Gennaro Iorio, è stata l’esperienza in dialogo con persone non vedenti, alla ricerca di una metodologia flessibile di lavoro che includa tutti.

Gennaro mi ha accolto anche nella sua trasmissione in radio – R.O.C. radio oltre cultura – che conduce proprio dal Cavazza. Mi ha dato più volte l’opportunità di raccontare agli ascoltatori la mia esperienza, cominciata a Firenze in collaborazione con il coreografo Virgilio Sieni e proseguita a Venezia, alla Biennale Danza – negli spazi della Mostra di Architettura del 2014 – con Giuseppe Comuniello, danzatore non vedente, oggi attivo collaboratore di MUVet. 

> Nell’ambito della IX edizione di “IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile” presenterà in collaborazione con Gennaro Iorio l’innovativo “Tandem Filosofico”: ovvero una passeggiata in bici con chiacchiere di filosofia in tandem, aperto a persone vedenti e non vedenti. Ci può anticipare qualcosa in proposito?

Il “Tandem Filosofico” sarà una pedalata durante la quale chi condurrà i tandem o chi sarà portato avrà la scusa e un lungo percorso a disposizione per chiacchierare di argomenti a sfondo filosofico. Quando il corpo è in movimento, si mettono più volentieri in circolo i pensieri!

Per IT.A.CÀ stiamo anche organizzando un laboratorio di fotografia “tra vedere e non vedere” che si svolgerà negli spazi di Dynamo in collaborazione con le fotografe Beatrice Pavasini (studioblu di Ferrara) e Sonia Maccari (fotografa di scena) che inviteranno i partecipanti a un approccio tattile e cinestesico alla messa a fuoco e alla scelta del soggetto e dell’istante in cui scattare. Ci sarà da divertirsi… 

Quindi non resta che darsi appuntamento durante il festival bolognese dal 19 al 28 maggio: buon viaggio come sempre 🙂

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Arianna Piazzi

 

Invisibol: in viaggio con Home Movies – Vincitori Premio Turismo Sostenibile 2016

Cari amici e care amiche di IT.A.CÁ

prima di augurarvi buone vacanze, oggi per la nostra rubrica In viaggio verso IT.A.CÁ abbiamo intervistato Paolo Simoni, che con Home Movies, ha vinto il Premio Turismo Sostenibile 2016 (in collaborazione con Bologna Welcome) con il progetto Invisibol, nella categoria “Progetti culturali da realizzare”. Scopriamo insieme di che cosa si tratta! Buona lettura.

L’associazione Home Movies

L’associazione Home Movies viene fondata nel 2002 per raccogliere, conservare, studiare e valorizzare un patrimonio filmico fino ad allora trascurato in Italia, costituito dalle Home-Movies-ITACA 1produzioni amatoriali. Esse comprendono innanzitutto i film di famiglia, ma anche ciò che è stato realizzato al di fuori del cinema professionale (da cineamatori “autori”, cineasti sperimentali, imprese, associazioni, comunità religiose, ecc.).

Questo immenso patrimonio audiovisivo nel suo complesso, una volta archiviato, restaurato e ri-mediato in digitale, permette di guardare il passato attraverso immagini inedite e non ufficiali, testimonianze spontanee e “dal basso”.

Home Movies, all’origine, ha coagulato le competenze e gli interessi di persone attive in campi diversi, favorendo così la crescita di un approccio multidisciplinare e trasversale. Le nostre fonti di finanziamento sono diverse, ma sostanzialmente insufficienti per gestire una struttura complessa. Le maggiori difficoltà riguardano la gestione dell’Archivio, ovvero la base del lavoro di Home Movies. Contraddittorio, ma purtroppo frutto dei tempi, il fatto che il trend generale del finanziamento pubblico alla cultura privilegi quasi esclusivamente progetti di produzione e valorizzazione, trascurando la gestione quotidiana e la manutenzione ordinaria di un archivio peraltro riconosciuto sul piano istituzionale. Al momento purtroppo non riusciamo a garantire la piena accessibilità del patrimonio conservato. Per progetti come Invisibol pensiamo a una sostenibilità economica basata su processi virtuosi, che una volta lanciati dovrebbero autoalimentarsi.

homemovies Bologna ITACA2L’Archivio nazionale del film di famiglia e l’aspetto “invisibile” di Bologna

L’Archivio Nazionale del Film di Famiglia è stato creato e viene gestito da Home Movies a Bologna, ma fin dall’origine raccoglie materiali filmici provenienti da tutta Italia, molti dei quali acquisiti tramite progetti territoriali di raccolta frutto di un appello alla popolazione.

In quasi 15 anni di attività, il numero dei film è cresciuto esponenzialmente e con essi le iniziative volte a rendere pubblico e condiviso un patrimonio nascosto e a rischio di deperimento se non correttamente conservato.

La sede bolognese dell’archivio ha facilitato la raccolta di moltissimi materiali relativi al capoluogo felsineo che, oltre a costituire una preziosissima documentazione visuale per lo studio della storia cittadina, consente di organizzare numerose iniziative di diverso genere (proiezioni, momenti performativi, installazioni, trekking urbani, ecc.) basate sulla contestualizzazione storica dei materiali filmici, in cui il passato aspetto, “invisibile”, della città può essere rivelato attraverso gli sguardi dei cine-occhi amatoriali.

Invisibol: un’idea di turismo sostenibile per scoprire la storia e il vissuto di Bologna

Quello che proponiamo è un progetto innovativo con molteplici obiettivi. Da una parte si tratta di una piattaforma digitale per tutti i dispositivi centrata sulla mappa della città e sulle immagini amatoriali “archeologiche” a essa riferite (e geolocalizzate). In questo senso sfrutta la capacità di “macchina del tempo” delle immagini di catapultarci in un luogo che conosciamo oggi per esperienza diretta di cittadino e turista, ma “altro” da quello dell’esperienza sensoriale.

D’altra parte queste stesse immagini stimolano, evocano e si relazionano naturalmente a narrazioni di vario genere (storiche, aneddotiche, personali, letterarie), dando luogo a un nuovo modo di vedere e raccontare la città, che costituisce di fatto una guida per osservarla, penetrarne le storie e attraversarla. Gli stessi utenti potranno contribuire allo storytelling collettivo. Obiettivo fondamentale è far convergere nella piattaforma soggetti fortemente radicati sul territorio, veicolandone le attività culturali e turistiche che essi già svolgono coerenti con la guida.

Le adesioni finora ricevute, oltre al premio di IT.A.CÀ, testimoniano il forte interesse a partecipare al progetto. Verranno ideati itinerari tematici e topografici ad hoc, in grado di valorizzare al meglio i materiali filmici e coinvolgere lo spettatore in un “viaggio sentimentale” in una città oggi invisibile.

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Come ogni start up, anche questa è una scommessa che si fonda su una ricchezza concreta da far conoscere, una risorsa in gran parte inedita che deriva da un patrimonio locale e da una molteplicità di attività culturali espressioni del contesto cittadino. La caratteristica principale quindi che differenzia Invisibol dalle tradizionali “visite guidate” consiste nell’estrema peculiarità dei contenuti e nell’approccio geografico e topografico con cui essi vogliono esser veicolati.

In linea con l’idea di turismo responsabile è l’attività di valorizzazione del patrimonio e delle attività culturali, diffondendone la conoscenza, coinvolgendo chi vuol scoprire la storia dei luoghi e del vissuto di una città. Parallela a questa linea, la scelta di promuovere azioni mirate ad accrescere la consapevolezza della storia e delle storie di cui gli spazi che abitualmente frequentiamo sono intrise, in grado di rafforzare la coesione sociale e un’identità civica “allargata”, favorevole all’accoglienza di sguardi e prospettive diverse e alternative.
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Le perlustrazioni reali e virtuali che proponiamo vanno nella direzioni di un’idea sostenibile di turismo, che senza dubbio non si ferma alla superficie delle cose e al mordi e fuggi, e anzi si basa sullo “scavo”, e quindi sull’approfondimento, sul vedere diversamente e più responsabilmente ciò che ci circonda. Per condividere il più possibile le scoperte entusiasmanti che ci offrono le immagini del passato della città, sensibilizzando il pubblico verso il rafforzamento del senso di bene comune e tutela di un patrimonio materiale e immateriale.

Negli anni abbiamo ricevuto molti riconoscimenti e notevoli gratificazioni, sia dal punto di vista istituzionale, sia da parte del pubblico. Sarebbe difficile fare delle classifiche. Tra l’altro, l’Archivio è stato dichiarato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo bene di particolare interesse storico. Dal punto di vista emozionale, tra le maggiori gratificazioni ci sono i momenti carichi di pathos in cui le persone possono vedere le immagini del loro passato, personale e famigliare, dopo molto tempo o per la prima volta, e i momenti pieni di stupore ed eccitazione in cui spettatori, visitatori e utenti scoprono o vedono con una prospettiva nuova attraverso le immagini amatoriali d’archivio luoghi della città che forse pensavano di conoscere pienamente.

Ed è proprio questo il fulcro di Invisibol, ulteriore strumento di restituzione alla comunità di una memoria privata che diventa patrimonio collettivo, partecipato, riappropriato, rivissuto.

Quindi non resta che augurarvi buone vacanze e a presto con altri interviste 🙂

Abbi cura dei tuoi ricordi … Perché non puoi viverli di nuovo”
| “Take care of all your memories … For you can not relive them” (Bob Dylan)

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Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Simona Zedda
Segreteria IT.A.CÀ

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