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“[s]guardi” diversi sul territorio dell’Appennino Bolognese | Intervista a Luca Morganti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi nel nostro blog, in attesa della XI edizione di IT.A.CÀ Bologna 2019, ospitiamo Luca Morganti, curatore della parte informatica/gestionale e comunicativa dell’Associazione Officina 15, ci presenta uno “[s]guardo” diverso sul territorio dell’Appennino Bolognese e sulla sua valorizzazione, spiegando la collaborazione che intercorre tra l’associazione e il nostro Festival del Turismo Responsabile.

Luca Morganti

Iniziamo ripercorrendo le tappe principali della storia di Officina15. Come e quando è nata l’idea? Qual è il tuo ruolo all’interno dell’Associazione?  

Officina15 nasce nel dicembre 2012 dall’idea di quattro amici con la volontà di realizzare uno spazio di lavoro comune nel proprio paese d’origine, adatto a giovani con la volontà di affacciarsi al mondo dell’arte e dei nuovi media. Passato un primo periodo di rodaggio in una piccola sede l’associazione prende maggiore forma dopo un primo trasloco, cominciando ad attrarre nuove persone anche per merito della brillante realizzazione del Crime City Comics, Festival sul fumetto in collaborazione con la famosa casa editrice milanese Sergio Bonelli Editore.

Dal 2014 al 2016 il festival viene incentrato sul celebre personaggio Dylan Dog ottenendo così un successo nazionale, e divenendo quindi il principale volano di crescita dell’associazione. Non da meno le altre iniziative culturali e di promozione del territorio, come ad esempio il festival di Lagolandia – Villeggiatura contemporanea in collaborazione con Articolture/Bottega Bologna, le mostre di arte contemporanea, le rassegne cinematografiche e le attività laboratoriali per la cittadinanza. 

Il motore trainante dell’associazione, nonostante il successo di eventi e festival, è sempre stato quello del co-working, uno spazio inclusivo e collaborativo con il nobile intento di permettere a giovani artisti e freelance del territorio di poter “creare senza migrare”. Abbiamo sempre ospitato all’interno dell’associazione freelance di varia natura come grafici pubblicitari, artisti, fumettisti e oggi anche produttori di animazioni di stop-motion che vengono da lontano ad abitare qui da noi. Tutte figure giovani e dinamiche che, oltre ad offrire le loro competenze sul territorio, hanno mantenuto viva e “vissuta” l’associazione, collaborando alle attività della stessa.

Dal 2016 Officina15 si è aggiudicata il bando di affidamento di uno spazio pubblico all’interno del Centro di Cultura Paolo Guidotti, una nuova sede più spaziosa in grado di accogliere anche altri spazi per conferenze, proiezioni, eventi, mostre, laboratori e una sala prove rigenerata ed oggi molto frequentata da gruppi e insegnanti di musica.

“Belvedere Qualto”, foto di Pierluigi Mioli

La rigenerazione è stata possibile oltre che al volontariato offerto dagli associati, anche grazie alla creazione del progetto di “Cooperativa Paese” finanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’Unione dei Comuni Appennino Bolognese. Con questo progetto Officina15 si è impegnata nella riapertura di uno spazio pubblico di comunità e nella promozione turistica del territorio.

Io faccio parte dell’associazione dal 2013, prima come sostenitore e dall’anno successivo in qualità Presidente. Essendo informatico di professione mi occupo degli aspetti annessi alla comunicazione web e della parte amministrativa e progettuale. Anche se appassionato di musica essendo un tecnico non ho particolari doti artistiche, ma mi sono innamorato da subito di questa realtà dove poter sperimentare e creare nuove sinergie tra persone e idee, dove i progetti possono diventare realtà concrete, attraverso l’impegno di giovani talenti.

Dal 2018 siamo affiliati come circolo all’ARCI Bologna e l’associazione vanta più di cento soci attivi, con tante iniziative artistiche e culturali ancora in cantiere. Rimaniamo una piccola realtà ma sappiamo di poter fare da incubatore a tante belle iniziative sia personali che come collettivo.

Da quale esigenza è nata l’idea di creare [S]guardi? Come è articolato il concorso e come vengono scelti gli scatti vincitori?  

Il contest fotografico [s]guardi nasce da un’idea della nostra amministrazione comunale. Ad inizio 2018 il nostro sindaco e amico Maurizio Fabbri ci ha messo in contatto con l’associazione fotografica Tempo & Diaframma e siamo stati operativi sin dal primo incontro. Il progetto era ben chiaro: l’esigenza di promuovere le bellezze del nostro Appennino si sposava alla perfezione con la nostra passione comune per la fotografia. Il contest è stato poi promosso in collaborazione con l’Unione dei Comuni Appennino Bolognese che ha finanziato il progetto e fatto da cassa di risonanza per l’intero territorio.

“Sottozero – Brasimone”, foto di Ernesto Righetti

È stato lungo 3 stagioni, da marzo fino a novembre 2018. I partecipanti hanno avuto questo periodo per registrarsi gratuitamente sul sito, seguire la mappa per i punti di interesse di natura e cultura ed infine inviare i propri scatti fotografici sempre tramite il sito web. Sono state organizzate anche uscite fotografiche, tra cui quella in occasione del Festival IT.A.CÀ 2018, escursioni accompagnate da noi organizzatori per fare scoprire e raccontare il territorio ai partecipanti. Una giuria composta da istituzioni e fotografi ha selezionato le foto vincitrici che sono state poi premiate durante l’inaugurazione della mostra nello scorso dicembre, sempre in Officina15.

In che modo un contest fotografico come [S]guardi e, in generale, il mezzo della fotografia possono favorire un modo consapevole di vivere il proprio territorio e la sua valorizzazione?  

Anche noi siamo promotori di un turismo lento e consapevole, un turismo in grado di poter raccogliere i valori di cui andiamo fieri qui in Appennino: una natura a tratti ancora “selvaggia” che crea scenari naturali mozzafiato, una cultura ricca di tradizioni e sapori antichi. Il fotografo che si immerge in tutto questo riscopre proprio questi valori ed attraverso i suoi sguardi è in grado di trasmetterli all’osservatore in maniera artistica ed elegante. Ci sono arrivate tante foto che fanno venire voglia di partire subito, zaino in spalla, verso i nostri verdi parchi.

Sarete fra i protagonisti  dell’edizione 2019 del festival IT.A.CÀ Bologna, il cui tema è la “restanza”, ovvero, la scelta consapevole di non abbandonare il proprio territorio e creare una rete sinergica di azioni per valorizzarlo. Quali sono secondo voi i processi necessari da mettere in atto per fa sì che le persone riscoprano il valore dei piccoli paesi di origine?  

Siamo onorati di poter far parte del vostro bellissimo e importante Festival. Le vostre tematiche, come la “restanza” si sposano a pieno con i principali obiettivi della nostra associazione culturale, quelli di fornire alternative valide all’abbandono del proprio territorio d’origine. Purtroppo i piccoli paesi oggi non offrono tante opportunità lavorative per i giovani, ma sappiamo che siamo tutti legati come da un filo nascosto, e non vediamo l’ora di poter tornare sulle nostre montagne.

“Madre Natura”, foto di Jessica Iannucci

Le distanze fisiche saranno colmate almeno in parte con l’arrivo di nuove tipologie di lavoro anche da remoto: per deformazione professionale penso al web e a tutte le nuove professioni che si potranno creare con le nuove tecnologie e l’industria 4.0. Tutte tecnologie che speriamo trovino applicazione al servizio dell’ambiente e del benessere delle persone. Siamo felici perché a breve avremo la fibra ottica anche nel nostro territorio e questo abbatterà parte del divario digitale che separa le città dalle periferie più lontane.

Crediamo inoltre che la riscoperta di un turismo lento, esperienziale, a contatto con la natura e le tradizioni sia una delle chiavi per evitare lo spopolamento. Esempi virtuosi li stiamo già vivendo con gli itinerari come la Via degli Dei e la nuova Via della Lana e della Seta, sulla quale stiamo lavorando assieme ad associazioni e istituzioni per la sua promozione.

L’importante è sorpassare i campanilismi di varia natura che a volte ancora frammentano il territorio, e creare reti di persone e progetti a medio-lungo termine con basi solide, senza fretta, a passo lento ma deciso. Siamo ottimisti e felici di provare a contagiare con la nostra “restanza” tutti coloro che parteciperanno assieme a noi al prossimo IT.A.CÀ Appennino.

Ringraziamo Luca di essere stato con noi e come sempre vi auguriamo buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi

 

Il turismo futuro, tra città e comunità | IT.A.CÀ Reggio Emilia 2018

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi nel nostro blog vi riproponiamo i contenuti che sono stati oggetto del programma del Festival IT.A.CÀ Reggio Emilia 2018 che si è svolto dal 28 al 30 settembre 2018, organizzato dalle associazioni reggiane Urbanauti e Officine Urbane.

Alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è tenuto il convegno intitolato ‘Il turismo futuro, tra città e comunità’. Gli interventi, presentati nell’arco due giornate, sono stati dedicati all’analisi dello sviluppo del mercato turistico nella nostra contemporaneità e al tema dell’overtourism. Numerose sono state le buone pratiche individuate sul turismo responsabile e sul coinvolgimento delle comunità locali nazionali e internazionali. Sul tavolo dei lavori si è cercato di declinare e analizzare nuove definizioni del vivere turistico attraverso l’intersezione di diversi campi di studio e discipline.

Come sottolineato da Thomas Casadei, membro del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità dell’Università di Modena/Reggio Emilia e moderatore della prima giornata di lavori, “Il turismo è una chiave di lettura della società”, per questo motivo studiare i fenomeni legati all’enorme crescita del settore turistico nell’ultimo decennio vuol dire porre sotto la lente di ingrandimento tutte quelle componenti della società direttamente o indirettamente toccate dalle innovazioni sociali provenienti dal turismo.

Le domande principali alle quali si è cercato di dare risposta sono state:

  • Chi sono i turisti oggi?
  • Come cambia il paradigma del turismo nell’era della digitalizzazione?
  • Come si è sviluppato il rapporto tra turisti, città e comunità?

Convegno presso CGIL Reggio Emilia | festival IT.A.CÀ

Diversi studiosi, qualificati in un’ampia gamma di discipline che vanno dall’economia alla sociologia, hanno cercato di dare risposta a questi quesiti.

Ecco il video integrale degli interventi e la lista dei relatori intervenuti.

Ven 28.09.2018
Il turismo futuro tra città e comunità / parte  1

00.00.00> Il turismo futuro tra città e comunità:Introduzione e saluti di Vittorio Gimigliano / Coordinatore Festival IT.A.CÀ Reggio Emilia

00.01.20> IT.A.CÀ Festival turismo responsabile_Sonia Bregoli / Responsabile Organizzazione & Coordinamento, Responsabile Comunicazione – Social Media, co-fondatrice di IT.A.CÀ

00.27.00> Il turismo e la città futura: introduzione del moderatore Thomas Casadei / CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità, UniMoRe

00.31.00> L’altro e l’altrove_Davide Papotti / Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali / Università degli Studi di Parma

01.02.00> Infrastrutture, territorio, accessibilità_Vittorio Gimigliano / Officine Urbane / Reggio Emilia

01.50.00>La turistificazione della città_Giacomo Salerno_OPA! / Rete SET / Venezia

02.14.00>Il caso TSH a Bologna_Wolf Bukowski

02.50.00> Città, sharing economy e turismo_Maurizio Landini/ Segreteria nazionale CGIL con Riccardo Staglianò / giornalista – La Repubblica

Sab 29.09.2018
Il turismo futuro tra città e comunità / parte  2

00.00.00> Il turismo e la memoria di città:introduzione del moderatore Matteo Troilo / Clionet – Rivista di Public History

00.07.00> Memoria, teatro, comunità_Antonio Canovi / I Narraluoghi / Reggio Emilia

00.29.00> La memoria degli archivi del S.Lazzaro per il movimento LGBTI_Alberto Nicolini / Arcigay Gioconda

00.45.00> Tra memoria e futuro_Claudia Castellucci / ATRIUM – Architecture of Totalitarism Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory

01.05.00> L’etica del turismo_Corrado Del Bo’ / Dipartimento Scienze Giuridiche / Università Statale di Milano

01.36.30>#Memoriedelsuolo_Cinzia Pietribiasi_Compagnia Pietribiasi Tedeschi

02.05.50> Il turismo gestito dalle comunità_Damiano Avellino / FairBnB

02.25.00> Turismo come innovazione sociale_Renata Piazza / Hasekura Program

02.46.30> Città, periferie, turismo e comunità_Prosper Wanner / Hotel Du Nord / Marseille

03.11.00> Oltre la città esclusiva_Francesco Bernardi / Fronde / Venezia

Blog IT.A.CÀ
Giovanni Nolè

Un’immersione natalizia in Appennino | BUONE FESTE

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

le ferie natalizie sono alle porte e noi di IT.A.CÀ ci immaginiamo che abbiate tutti bisogno di una sana evasione dalla frenesia inarrestabile a cui la vita quotidiana (e cittadina) ci costringe.

Guardandoci attorno, specie in periodi di festa come questo, non possiamo che constatare quanto le mete mainstream si vedano sempre più sovraccariche di turisti alle prime armi e non, uniti dal comune desiderio di lasciarsi bombardare e accecare da suoni amplificati e luci abbaglianti, che tendono a coprire le nostre voci, ad oscurare la nostra immagine e ad innalzare un muro tra turisti e popolazione locale, ad instaurare una sempre maggiore differenziazione tra i visitatori di un luogo e il luogo oggetto di tale visita.

Sebbene sia impossibile e controproducente esaltare l’autenticità di un luogo e di una cultura in quanto tali, essendo ogni luogo e cultura il frutto di molteplici incontri, scambi, contaminazioni, ci preme farvi conoscere le proposte di Enjoy Appennino per qualche esperienza “fuori porta” che possa aiutarvi a rigenerare tutti i vostri sensi. Una proposta pienamente coerente con la nostra filosofia, quella cioè di un turismo responsabile, un turismo rispettoso di ogni luogo e cultura, un turismo che non conosce barriere e che, laddove esistano muri, si ripropone continuamente di abbatterli, fisici o mentali che siano.

Il primo itinerario che vi proponiamo di concedervi durante queste vacanze è I sapori dell’Appennino, un tour gastronomico (tanto per rimanere in tema di vacanze natalizie…) alla scoperta di sapori della montagna emiliana, che vi permetterà di conoscere da vicino come nasce il Parmigiano Reggiano in un caseificio tradizionale, per partecipare ad una lezione di cucina in cui un cuoco esperto svelerà i segreti per realizzare prelibatezze come le tagliatelle verdi all’ortica o la pasta all’uovo.

Avrete quindi la possibilità di pranzare con le eccellenze della cucina montanara e di concludere la giornata con una degustazione di vino locale e prodotti del territorio presso un’azienda agricola biodinamica.

 Il secondo itinerario papabile per le vostre vacanze è quello chiamato “Rocchetta Mattei e borghi antichi”, un tour alla scoperta di alcune fra le eccellenze storico-artistiche dell’Appennino bolognese. L’itinerario inizia con una passeggiata all’interno del Borgo La Scola, borgo del VI secolo arroccato ad un complesso di case-torri, luogo in cui pare che il tempo si sia fermato; proseguirà poi con una visita al Santuario di

Interno della Rocchetta Mattei

Montovolo del XIII secolo, principale centro devozionale di Bologna prima dell’edificazione del Santuario della Beata Vergine di San Luca; lo spettacolare scenario del Sasso di Vigo; per concludere, si visiterà la vera e propria perla dell’Appennino bolognese: la Rocchetta Mattei, dall’aura fiabesca, un misterioso castello dal carattere esotico costruito nella seconda metà del XIX secolo e che deve il nome al Conte Cesare Mattei, il padre dell’elettromeopatia.

Se poi queste vacanze non avessero esaurito la vostra sete di natura e di aria pulita, vi proponiamo qualche altra opzione valida in periodi in cui l’aria sarà un pochino più tiepida (vi invitiamo a visitare il sito di Enjoy Appennino per ulteriori dettagli sui mesi in cui ciascun tour viene effettuato).

Enjoy Appennino vi propone ben due tour in bici elettrica, in cui le vostre gambe potranno riposarsi anche in salita! Si tratta di “E-Bike Tour – Laghi e Borghi” e “E-Bike Tour – Corno alle Scale”.

Grizzana Morandi – paese natale del grande pittore Giorgio Morandi.

Il primo è un percorso fra natura e storia, un itinerario che permetterà una totale immersione nella natura, percorrendo le strade e i sentieri dell’Appennino bolognese, in un percorso in salita che vi porterà a raggiungere Grizzana Morandi. Si potranno poi cogliere le bellezze mozzafiato dei laghi Suviana e Brasimone, godere di un pranzo con prodotti della tradizione montanara, addentrarsi nello scenario di vecchi borghi. 

Il secondo itinerario si ripropone di attraversare in e-bike il Parco regionale del Corno alle Scale. Il tour partirà da Gaggio Montano, per giungere fino alla Madonna dell’Acero (Lizzano in Belvedere), dove il visitatore si troverà di fronte un antico santuario del XVI secolo, una delle massime espressioni della religiosità popolare della montagna bolognese di un tempo. Ci si inoltrerà quindi nel bosco, per poter ammirare poco dopo le Cascate del Dardagna, luogo ideale per poter godere appieno degli intensi odori della natura. 

Lago di Suviana

Per rimanere in tema di Corno alle Scale, l’itinerario “Sui sentieri dell’Appennino” è altro che un percorso, questa volta a piedi, all’interno del Parco del Corno alle Scale, immersi nella natura e accompagnati da una guida esperta. Dagli spettacolari crinali rocciosi ai boschi di faggi, da laghetti di montagna a scenografiche cascate, tra valli silenziose e panorami mozzafiato.

Vi salutiamo con una proposta di itinerario accattivante, “Wild Days”, che come da titolo vi invita ad un’esperienza totalizzante, immersi nella natura più selvaggia. Per quest’ultimo vi invitiamo a visitare prossimamente il sito per ricevere ulteriori dettagli, che saranno disponibili a breve.

Sperando di avervi fatto sognare ad occhi aperti panorami idilliaci ed esperienze a stretto contatto con la natura, vi auguriamo di potervi presto concedere la realizzazione di almeno uno di questi sogni e, perché no, magari di far trovare sotto l’albero a un vostro familiare un bel pacchetto di Enjoy Appennino!

Buon Natale e Buon Anno Nuovo a tutti, viaggiatori e viaggiatrici e, come sempre, buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Irene Pinto
 

RESTANZA | Tema del festival IT.A.CÀ 2019

VERSO IT.A.CÀ 2019

Dopo questa emozionante edizione del 2018 appena conclusasi, siamo pronti per la nuova edizione: la XI° per quando riguarda la fondazione del festival nella città di Bologna! 

I coordinatori della rete nazionale festival IT.A.CÀ a Montefredente – Appennino bolognese, 2018

Per questa edizione sentiamo il bisogno di approfondire il tema della Restanza intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma come scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni. Un tema che svilupperemo in tutte le tappe che il festival toccherà: dal sud al nord d’Italia.

Tappa del festival in Monferrato – 2017

La restanza può essere il tratto comune di una rete di cittadini che non solo promuove un diverso concetto di sviluppo turistico, non accettando la realtà passivamente, ma mette in atto progetti collaborativi che producono discontinuità anche su un piano politico e culturale più vasto. Da questo punto di vista, IT.A.CÀ si presenta come un grande laboratorio in cui ha luogo una sperimentazione a più voci su come procedere verso uno sviluppo sostenibile.

Un esperimento di democrazia partecipativa, o meglio progettuale, dove non solo si discute di cosa fare, ma si fa anche ciò di cui si è discusso, in un’ottica di ricerca-azione circolare.

Quando gli attori locali decidono di non abbandonare il loro territorio e di attivare dei processi di collaborazione e di resistenza per mantenerlo in vita, la restanza diventa un impegno politico e sociale, e non solo economico, per un cambiamento che parte proprio dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile. Restanza, dunque, come nuova modalità di riscoperta e convivialità sul territorio, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive.

Tappa del festival sui Monti Sibillini – 2018

Impegno per un cambiamento che parte dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile come nuova modalità di riscoperta e convivialità, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive. Atto di rinascita e rigenerazione nel cambiamento e condivisione dei luoghi che diventano i siti dove compiere, con gli altri, con i rimasti, con chi torna, con chi arriva, piccole utopie quotidiane di cambiamento.

Una comunità possibile e auspicabile là dove esisteva quella vecchia; una nuova comunità riorganizzata e inventata tenendo conto di fughe, abbandoni, ritorni e anche di mutate forme di produzione e rapporti sociali. Un incontro, di convivialità, dell’esserci. Una scelta consapevole ed etica, che non può diventare mai chiusura o territorio per artificiosi contrasti tra chi è partito e rimasto, tra chi è rimasto e chi oggi arriva o ritorna.

Restanza come potenziamento del senso del viaggiare, approdo per quanti arrivano o ritornano: viaggiare e restare, viaggiare e tornare sono pratiche inseparabili che trovano senso l’una nell’altra in una continua dialettica che parla di integrazione, d’incontro, di vite separate e di riconciliazione. Intesa anche come forma di incontro tra il passato e il presente, tra vecchie e nuove generazioni, ma anche tra universi culturali diversi che contribuiscono alla vivacità del luogo.

Tappa IT.A.CÀ Bologna 2018 | Foto di Noemi Usai 

La parola Restanza è un concetto che ha sviluppato l’antropologo Vito Teti nel suo libro, pubblicato nel 2014, Pietre di pane. Un’antropologia del restare e di cui riportiamo qui di seguito il suo pensiero:

Vito Teti – Antropologo ed etnologo

“Restare non è un fatto di pigrizia, di debolezza: dev’essere considerato un fatto di coraggio. Una volta c’era il sacrificio dell’emigrante e adesso c’è il sacrificio di chi resta. Una novità rispetto al passato, perché una volta si partiva per necessità ma c’era anche una tendenza a fuggire da un ambiente considerato ostile, chiuso, senza opportunità. Oggi i giovani sentono che possano esserci opportunità nuove, altri modelli e stili di vita, e che questi luoghi possono essere vivibili. E’ finito il mito dell’altrove come paradiso.

L’etica della restanza è vista anche come una scommessa, una disponibilità a mettersi in gioco e ad accogliere chi viene da fuori. Noi adesso viviamo in maniera rovesciata la situazione dei nostri padri e dei nostri nonni. Un tempo partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo accogliere.

Etica della restanza si misura con l’arrivo degli altri, con la messa in custodia del proprio luogo di appartenenza, con la necessità di avere riguardo, di avere una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per i nostri luoghi.
 A volte facciamo l’elogio dei luoghi e poi li deturpiamo: quindi quest’etica del restare comporta anche una coerenza tra la scelta di rimanere e quella di dare, concretamente, un senso nuovo ai luoghi, preservandoli e restituendoli a una nuova vita…”  Vito Teti

Qui potete trovare alcuni link per approfondire il tema > Tema 2019.
Non resta che augurarvi buon viaggio e che sia sempre responsabile e sostenibile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione festival
Sonia Bregoli

 

 

Dal 23 ottobre al via a Ferrara la tappa di IT.A.CÀ: il festival del turismo responsabile e sostenibile. 

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori, il primo e unico festival italiano di turismo responsabile, fa tappa a Ferrara dal 23 al 27 ottobre 2018, dopo l’apertura a Bologna nel maggio scorso e il passaggio di testimone, in una staffetta all’insegna del viaggio, dal Trentino a Napoli, dal Gran Sasso al Salento, passando in Emilia Romagna per Rimini, Reggio Emilia, Parma e Ravenna.

Il festival che propone un’idea di turismo sostenibile e responsabile è nato 10 anni fa a Bologna, promosso da Nexus Emilia Romagna – l’Ong della Cgil ER – COSPE onlus e Associazione YODA.

Nel gennaio di quest’anno è stato premiato dall’Organizzazione Mondiale del turismo dell’ONU per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo.

IT.A.CÀ invita a scoprire luoghi e culture attraverso itinerari a piedi e a pedali, workshop, seminari, laboratori, mostre, concerti, documentari, libri e degustazioni per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. Un cammino unico in tanti territori diversi, per trasformare l’incoming in becoming e diventare protagonisti di un viaggio esperienziale che parte da casa e arriva a casa (it a cà in dialetto bolognese significa sei a casa?): una qualsiasi casa, una qualunque Itaca da raggiungere. Un viaggio responsabile secondo valori di giustizia sociale, coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.

Di grande interesse gli appuntamenti che ci aspettano da domani nella città estense, grazie anche al patrocinio del comune di Ferrara. Massimo Maisto, vice sindaco del Comune di Ferrara e Assessore alla Cultura, Turismo e Politiche per la Pace, ribadisce infatti che “investire sul turismo responsabile e consapevole è uno degli obiettivi del Comune di Ferrara. La nostra città e il nostro territorio non sono e non vogliono essere luoghi da turismo mordi e fuggi. Storia, emozioni e contemporaneità sono i nostri punti di forza e insieme a IT.A.CÀ vogliamo rafforzarli e promuoverli”.

Si parte martedì 23 ottobre alle ore 19,30 con “Giardini Trasparenti – diapositive inedite di Paolo Zappaterra”. Una selezione mai esposta prima di fotografie di giardini di Ferrara dagli anni Settanta. In quasi cinquant’anni di attività Zappaterra ha collezionato un preziosissimo catalogo fotografico, dove si possono incontrare cortili scomparsi da tempo, oppure spazi una volta abbandonati e oggi recuperati, luoghi ad alta valenza simbolica e identitaria. Sarà presente l’autore e si potrà gustare un aperitivo informale presso l’associazione di promozione sociale Ilturco (via del Turco 39).

Si prosegue venerdì 26 con due appuntamenti. Alle ore 18,30 la libreria editrice Odós e la cooperativa sociale Il germoglio presentano, presso il bar-ristorante 381 – Storie da gustare (in piazzetta Corelli 24), le guide turistiche di Ferrara, Bologna, Ravenna e Parma raccontate da autori “insider”, che accompagnano il lettore/visitatore in “passeggiate lente” per scoprire, o riscoprire, la bellezza che abbiamo proprio dietro casa. 

Sempre il 26 ottobre, alle ore 19, i documentaristi ferraresi Anna e Simone raccontano i loro viaggi in Brasile e in Australia, utilizzando il couchsurfing, un social network che mette in relazione viaggiatori e persone che offrono gratuitamente ospitalità a casa propria, con l’obiettivo condiviso di realizzare un vero e proprio scambio culturale. I loro viaggi sono andati in onda in due stagioni nel popolare programma di Rai3 Alle falde del Kilimangiaro, proponendo un nuovo stile di viaggio sostenibile. Organizza Riaperture PhotoFestival Ferrara al Consorzio Factory Grisù, via Ortigara 11.

IT.A.CÀ prosegue sabato 27 ottobre alle ore 11 con il primo Migrantour Experience Ferrara- Corridoi in Città per viaggiatori e migranti. Un inedito tour attraverso la città di Ferrara guidati dai cittadini stranieri che ci vivono e ce la mostrano con i loro occhi, a cura di Cooperativa sociale Camelot. Percorreremo luoghi significativi del centro e per ognuno ci saranno il racconto di un migrante e il contributo della guida turistica di Itinerando. 

L’obiettivo dell’iniziativa è offrire un’occasione di incontro tra le molteplici visioni e popolazioni che abitano Ferrara, capitale del Rinascimento e prima città moderna d’Europa, da sempre all’avanguardia e capace di rinnovarsi di fronte al cambiamento, accogliere i saperi e le creatività che giungono da altre latitudini, nel rispetto delle proprie radici. 

Alla sera, ore 21, ci congediamo con un evento curato da Ferrara Off: “Era l’inizio di una sedia”, un concerto poetico sui testi di Mark Strand. Poeta e narratore, Strand è nato in Canada nel 1934 ma è cresciuto negli Usa, le suo opere sono tradotte in oltre 30 lingue e, tra i vari riconoscimenti, ha  ricevuto il premio Pulitzer per la poesia nel 1999. Voce recitante dello spettacolo Vasco Mirandola, pianoforte e korg Giulia Facco, voce e beatbox Camilla Ferrara (viale Alfonso I d’Este 13).

Da sottolineare, infine, come dal 5 ottobre fino al 4 novembre si possa ammirare, presso la Chiesa di San Giuliano, Piazzetta della Repubblica, angolo Largo Castello, la mostra fotografica “Mare Omnis” di Francesco Zizola. Mare, uomini e tecniche di pesca colti dallo sguardo di Francesco Zizola per una serie fotografica che ricostruisce la relazione organica, simbiotica tra uomo e natura. A cura di Sara Alberani (curatrice), Riaperture e 10b Photography (ore 10-13; 15-19).

Ferrara, 22 ottobre 2018

INFO PROGRAMMA COMPLETO > SEGUI IL LINK 

Quaderni di viaggio in Pavia | Concorso Artistico – Letterario

“Ho sempre pensato che Pavia è il più bel capitolo della Lombardia.”
Cesare Angelini

Quaderni di viaggio in Pavia  
Concorso Artistico – Letterario 

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Bando e modalità di partecipazione 

Il concorso “Quaderni di viaggio in Pavia” è indetto da: La Nuova Libreria Il Delfino di Pavia, l’Associazione Culturale Il Mondo Gira e Vacanze Pavesi ®, in occasione della Prima Edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile a Pavia (25 ottobre / 28 ottobre 2018).

L’obiettivo del concorso è la creazione di opere inedite e originali che raccontino la città mettendone in luce gli aspetti che la rendono una meta ideale per il turismo sostenibile: slow, a misura d’uomo, attenta alle tradizioni ma orientata al futuro, internazionale, accessibile a tutti.

Il concorso premierà la creatività, il taglio insolito e la scelta di particolari originali ed è aperto a chiunque voglia raccontare Pavia da pavese, da turista, italiano o straniero, professionista o semplice appassionato di arte e/o scrittura. 

È possibile partecipare con un racconto, una narrazione illustrata o un’opera pittorico/grafica.

Con la partecipazione al Concorso i partecipanti dichiarano di accettare integralmente il presente bando.

Art. 1 Destinatari

I destinatari non hanno limiti di residenza, età e nazionalità.Sono benvenute opere di chiunque abbia visitato, vissuto a Pavia e abbia voglia di rendere i propri ricordi/sentimenti in un’opera tangibile e condivisibile.Il concorso è rivolto agli autori di opere inedite ed originali che raccontino, attraverso scrittura ed eventuali illustrazioni, la città di Pavia. Particolare attenzione sarà riservata dalla giuria alle opere particolarmente “insolite” sia nella forma che nel contenuto.

Art. 2 Tema proposto

Il tema proposto è quello del turismo sostenibile.

Il turismo è la quarta forma di inquinamento del pianeta (crociere, voli aerei, resort…): IT.A.CÀ vuole riportare l’attenzione sul turismo lento, a impatto basso e sostenibile, e Pavia è una città che ha tutte le caratteristiche per definirsi una meta ideale per forme di turismo di questa tipologia.

A piedi, in bicicletta, a cavallo, attraverso il fiume, con mezzi slow: Pavia offre molteplici modalità di scoperta che la rendono alla portata di tutti, lontana dalle rotte del turismo di massa fortemente impattante sull’ambiente.

Art. 3 Modalità di partecipazione

I partecipanti potranno scaricare direttamente dal sito www.vacanzepavesi.it o dalla pagina Facebook della Nuova Libreria Il Delfino (@libreriaildeflinopavia) la domanda di partecipazione, che dovrà essere compilata, firmata ed inviata insieme al proprio elaborato a ilmondogira.ass.culturale@gmail.com o consegnata alla Nuova libreria Il Delfino, Piazza Cavagneria10, Pavia entro i termini indicati al punto 4.

Art. 4 Termini di invio 

Gli elaborati dovranno essere inviati entro le ore 24.00 di Sabato 20 ottobre 2018.
Non saranno presi in considerazioni elaborati ricevuti oltre tale termine.

Art. 5 Tipo di elaborati

È possibile partecipare al concorso con elaborati in italiano, inglese, francese e spagnolo.I racconti devono essere inviati via email a ilmondogira.ass.culturale@gmail.com in formato di testo: lunghezza del testo: max 4.000 caratteri spazi inclusi (2 cartelle), carattere: Arial 12, interlinea: 1,5, margini: 2 cm, formato del file: documento Open Office o Word.

Eventuali illustrazioni (anche nel formato carnet de voyage) dovranno essere consegnate in originale alla Nuova libreria il Delfino oppure scansionate e mandate via email unitamente al testo a ilmondogira.ass.culturale@gmail.comElaborati e illustrazioni non dovranno contenere riferimenti riconducibili ai nomi degli autori, che vanno indicati unicamente sulla domanda di partecipazione. 

Art. 6 Commissione e procedura di valutazione

Tutti gli elaborati correttamente inviati saranno visionati da una giuria tecnica composta da membri delle Associazioni proponenti, che selezioneranno i lavori.

Il giudizio della giuria è insindacabile e sarà espresso in assoluta autonomia

Art. 7 Premi

Primo posto assoluto: un pacchetto Luxury Vacanze Pavesi per 2 persone che comprendente:

  •  utilizzo di una Vespa Vacanze Pavesi per 2 giorni
  •  1 cestino da picnic Girasole con specialità a km0 del territorio pavese
  • pernottamento in una struttura ricettiva dell’incontaminata Valle Staffora, la Valle del Re
  • 1 copia del romanzo storico Edward di Ivan Fowler, una spy story che è anche un vero e proprio invito alla scoperta della valle.

Gli altri premi saranno comunicati attraverso i canali ufficiali del concorso (www.vacanzepavesi.it) e pagina Facebook @libreriaildeflinopavia

Con una selezione degli elaborati meritevoli sarà realizzato un ebook in formato epub o pdf.

I partecipanti saranno invitati a prendere parte alla cerimonia di premiazione che si terrà a Pavia, domenica 28 ottobre 2018 alle h21.00 in occasione della chiusura del Festival IT.A.CA Pavia, presso Spazio Musica, via Faruffini 5.

Art. 8 Aspetti normativi, copyright, liberatorie

Il partecipante accetta integralmente le condizioni del concorso “Quaderni di viaggio in Pavia” all’atto della registrazione. Dette condizioni generali di servizio si applicheranno ad ogni contenuto inviato per la partecipazione al concorso.Il partecipante accetta senza condizione il presente regolamento e cede a titolo gratuito al festival ogni diritto ad utilizzare e pubblicare in esclusiva, liberamente, gratuitamente e senza alcun limite o condizione, totalmente o parzialmente, con qualsiasi forma o mezzo, le opere inviate per la partecipazione al premio, mantenendo esclusivamente il diritto ad essere menzionato come autore.Le opere inviate dovranno essere libere da copyright. Gli autori dichiarano sotto la propria responsabilità l’autenticità e la titolarità sui contenuti, dichiarando inoltre che tali opere non sono mai state utilizzate in precedenza per la partecipazione ad altri concorsi.

I contenuti inviati dai partecipanti al Premio dovranno essere inediti. 

Il partecipante solleva le associazioni proponenti da qualsiasi responsabilità per eventuali contestazioni che potessero insorgere circa l’originalità, il diritto d’autore e di ingegno e la paternità delle opere partecipanti al concorso, o da eventuali imitazioni o appropriazioni da parte di terzi delle opere stesse. Il partecipante dichiara per sé e per i suoi aventi causa di manlevare integralmente i partner del concorso da qualsivoglia rivendicazione da parte di terzi.

Il partecipante dichiara inoltre di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalle normative vigenti in materia di tutela della privacy o comunque in ogni forma rappresentati e/o identificati e/o identificabili, nell’elaborato inviato per la partecipazione al premio.Tutti i partecipanti si impegnano a rispettare rigorosamente quanto prescritto dal presente bando, pena l’esclusione dal Concorso. La partecipazione è gratuita.*

Quaderni di viaggio in Pavia è un concorso letterario nell’ambito di una rassegna dedicata alla sostenibilità e alla solidarietà; i premi assegnati ai vincitori sono da considerarsi riconoscimenti del merito personale e titoli di incoraggiamento nell’interesse della collettività (si veda art. 6, c. 1, del Regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 ott. 2001, n.430 e relativa nota ministeriale del 20 nov. 2014, prot. 0205930.

Scarica il regolamento > BandoConcorsoLetterario

Idee per viaggi sostenibili e campi di volontariato

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

siamo ormai nel periodo delle ferie estive e molti di voi ci hanno inviato richieste chiedendo dritte e consigli su viaggi sostenibili e campi di volontariato, in modo da trascorrere una vacanza “in stile IT.A.CÀ”: piena di esperienze e, perché no, all’insegna di un contributo all’ambiente e alla cultura.
Ecco quindi i nostri cinque consigli utili in questo senso!

TURISMO SOSTENIBILE

Chi per eccellenza si occupa di valorizzare l’ambiente e presentarlo al pubblico in tutto il suo splendore storico e naturale è il Fondo Ambiente Italiano, sul cui sito non possono mancare proposte per itinerari turistici organizzati alla scoperta di arte, architettura, archeologia, storia, musica e natura. La rosa di destinazioni fra cui scegliere è sempre molto variegata ed originale, con visite esclusive in luoghi solitamente preclusi al pubblico e guide qualificate che comunicano le eccellenze del territorio in modo efficace.

Inoltre, il FAI specifica che viaggiare con questi programmi permette di contribuire concretamente a sostenere le attività di tutela del paesaggio.

Fonderia Spagnola

La ricerca della biodiversità, la scoperta della cultura, lo sviluppo di un singolare spirito di adattamento: questi gli obiettivi dei percorsi di trekking dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile  (AITR), già fra i collaboratori del Festival IT.A.CÀ, che fa dei viaggi sostenibili uno strumento di aiuto per popolazioni in difficoltà il cui territorio è scelto come meta di approfondimento ed esperienza personale, contribuendo allo sviluppo di quei paesi che bisognosi di sostegno economico e sociale. Le mete fra cui scegliere sono veramente tante in tutti e cinque i continenti.

CAMPI DI VOLONTARIATO

Nell’ambito di una vacanza istruttiva che metta insieme volontariato e divertimento, il WWF è tra i leader del settore, offrendo percorsi adatti ai più piccoli, per permettere un contatto sicuro con la natura e lo sviluppo di una prima consapevolezza dell’idea di rispetto per l’ambiente. Inoltre, si tratta di un’opportunità di socializzazione tra bambini e ragazzi, per creare nuove amicizie nel corso delle attività guidate dagli animatori, a proposito di educazione  ambientale, promozione della sostenibilità, risparmio delle risorse naturali e contenimento dell’impatto turistico.

Per i più grandi, invece, ci sono i campi di volontariato di Legambiente, che sono chiamati addirittura “campi di lavoro”, nell’ottica di sottolineare la serietà e l’importanza delle attività svolte. Dal recupero di sentieri abbandonati alla gestione di un’oasi dunale, dal rinverdire un’area piantando alberi  al controllo del suo sviluppo, insomma si tratta di riportare l’equilibrio e la bellezza naturali di alcuni luoghi di interesse che hanno perso lustro perché trascurati.

I progetti sono specifici e, in genere, di breve durata, con spazi abitativi condivisi e una routine quotidiana comune che completa un’esperienza intensa ma senza pari.

In fine, parlando di “migranti e viaggiatori”, non si può non citare l’offerta dall’Associazione no profit AMANI, che chiama soprattutto i giovani a diventare volontari durante l’estate per conoscere le case di accoglienza per ex bambini di strada a Nairobi e a Lusaka. I volontari vengono preparati attraverso un percorso di attività formative che li porta a conoscere la realtà in cui saranno inseriti.

Successivamente, si troveranno immersi nel panorama delle  case di accoglienza nella sua totalità, impegnandosi nell’animazione, nel gioco e nello studio, per favorire lo scambio culturale con i giovani e con i bambini del Kivuli Centre, della Casa di Anita e del Mthunzi Centre.

Se invece avete le ferie a fine ottobre vi consigliamo questo viaggio in Etiopia organizzato dalla Fondazione Butterfly Onlus che da oltre 15 anni è presente in questo paese con progetti di sviluppo locale.

Questa autunno propone un viaggio solidale e di volontariato per contribuire alla costruzione di un pozzo d’acqua nel nord dell’Etiopia, dando la possibilità a molte donne di non dover più camminare ogni giorno per decine di chilometri in cerca di pozze d’acqua spesso sporca; permettendo così a migliaia di persone di bere acqua pulita. Se volete avere info seguite il link > scomfortzone.com 

Tante occasioni per conoscere il mondo in maniera responsabile e aiutando il nostro pianeta! Non perdetevi l’occasione di fare un’esperienza di questo tipo perchè come diciamo sempre:

Il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa
una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere,
dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…

BUONA ESTATE 

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

Mi sono perso in Appennino | Intervista allo scrittore e camminatore Gian Luca Gasca

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog partiamo con una citazione: “È questa la bellezza dell’Appennino. Sono montagne che muoiono e risorgono ogni tanto dall’abisso. Tremano e per un attimo stanno sulla bocca di tutti per poi ricadere nel dimenticatoio dove finiscono le specificità italiane.” – cit Gian Luca Gasca.

Gian Luca Gasca

Siamo in compagnia di Gian Luca Gasca, autore del libro “Mi sono perso in Appennino”, presentato all’interno di a IT.A.CÀ Bologna, domenica 3 Giugno a Grizzana Morandi (nell’Appennino bolognese). Camminatore, reporter e scrittore di montagna nonché viaggiatore e cultore della montagna. Amante dei viaggio con lo zaino in spalla nel 2014 inizia ad organizzare una traversata delle Alpi che lo ha portato a stravolgere la sua carriera cambiando completamente lavoro.

Il libro “Mi sono perso in Appennino” nasce da un viaggio che hai intrapreso dal Colle di Cadibona ai Monti Nebrodi lungo oltre 200km. Ci parli di quell’esperienza?  

Si è trattato di un’esperienza particolare. Sono partito per questo viaggio che non conoscevo quasi le montagne appenniniche. Sono partito con tutti i pregiudizi di un alpino che ha sempre considerato queste montagne territori secondari, cime minori.

Pochi giorni dopo essere partito ho invece iniziato a cambiare idea. Mi sono dovuto ricredere scoprendo mano a mano delle alture sempre più interessanti e vive. Terre alte dalla storia antica, luoghi rimasti intonsi nella tradizione. 

È stato un viaggio quasi un viaggio di maturazione che mi ha permesso di scoprire volti della montagna che ancora non conoscevo.

Qual è la cosa che più l’ha sorpresa in questo viaggio?  

L’abbandono come la resistenza. L’Appennino è costellato di storie romantiche di storie di resistenza che si intrecciano strettamente con l’abbandono dei luoghi. C’è chi se ne va in cerca di una vita migliore e più facile, c’è chi scende a valle in cerca delle comodità della città. Ma c’è anche chi resta e lotta per far vivere quelle terre d’altura. Spesso sono singoli, oppure piccoli gruppi di cittadini, che vanno avanti con le proprie forze trovando raramente l’aiuto delle istituzioni. Sono persone con un forza di volontà incredibile perché non sempre è facile andare avanti da soli. È stato davvero sorprendente scoprire questo tra le montagne appenniniche.

Che consiglio daresti a chi si volesse apprestare a intraprendere un cammino nell’Appennino per la prima volta?  

Di lasciar perdere tutti gli stereotipi e dimenticare gli schemi mentali. Così facendo potrà godere appieno della bellezza di questi luoghi.

Con IT.A.CÀ festival vogliamo promuovere un tipo di turismo diverso, un turismo responsabile, e lo facciamo affrontandolo da diversi punti di vista. Secondo te come deve essere un turismo responsabile?  

Responsabile è sinonimo di affidabile. Credo debba essere la denominazione stessa del turismo a dare un imprinting al modo di vivere in territorio: con rispetto e coscienza. Rispetto inteso nelle sue mille sfaccettature: dal non sporcare, al non vandalizzare; dal rispetto di tradizioni, usi e costumi locali al rispetto del diverso.

Terremoto 2016 nel centro di Amatrice, Lazio.

Blog di Gian Luca  

Buon viaggio e buon Appennino amici viaggiatori e amiche viaggiatrici, ma prima di mettersi in cammino o durante leggetevi il suo libro: merita davvero 😉

Blog IT.A.CÀ
Giulia Freguglia

 

A memoria d’uomo – Borghi dell’Appennino tra vita e abbandono | Intervista al fotografo Ivano Adversi

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

oggi nel nostro blog siamo di nuovo in compagnia del fotografo bolognese Ivano Adversi, nostro

Ivano Adversi

caro compagno di viaggio, ma anche responsabile insieme a Cristina Berselli della sezione IT.A.CÀ Fotografia per la tappa bolognese, una collaborazione che dura da qualche anno con l’associazione TerzoTropico di cui è socio fondatore. 

In questa occasione lo intervistiamo per farci raccontare questo suo nuovo lavoro fotografico dedicato all’Appennino bolognese, che in questa edizione 2018 è stato protagonista della nostra tappa bolognese,  che avrà luogo a Grizzana Morandi presso i Fienili del Campiaro dal 21 luglio al 23 settembre 2018. 

Com’è iniziata la sua passione per la fotografia e come ha iniziato a farsi strada in questo campo?  

Il mio interesse per la fotografia è nato insieme alla passione per i viaggi. L’occasione si è presentata con l’acquisto, tramite un amico che tornava da Singapore, della mia prima reflex seria, una Canon F1. Da allora non ho mai smesso, con alterne fortune di fotografare. Prima fotografia di reportage e naturalistica, poi via via altri settori. Cataloghi di agenzie di viaggio, articoli su riviste specializzate, mostre e volumi fotografici. Il primo, come coautore e al quale sono particolarmente legato si chiama Destini Incerti. L’argomento erano animali in pericolo di estinzione, fotografati in diversi continenti: Africa, Asia, Americhe. Da allora sono seguiti altri volumi, su vari argomenti.

È evidente dai suoi progetti in terre straniere la sua passione per la natura e la sua propensione antropologica. Come si rapporta alle nuove realtà e comunità con cui entra in contatto?  

Devo dire che nel tempo ho modificato, o meglio ampliato, i miei interessi. Non solo paesi esotici e lontani, soprattutto culturalmente, ma anche luoghi e soprattutto situazioni molto vicine, ma sempre particolari.

L’approccio non è molto diverso da quello che altri miei amici e colleghi fotografi, con alcuni dei quali spesso collaboro, utilizzano quando realizzano il loro progetti.

Ideazione del progetto, ricavato da conoscenze personali, scambi di idee con altri fotografi o giornalisti o semplicemente amici, studio accurato delle condizioni, ricerca di collaborazioni e contatti necessari nel luogo scelto e  programmazione il più possibile accurata. Poi, come succede spesso, al momento dell’arrivo e dell’inizio del lavoro, ci si rende conto di dover improvvisare al momento.

Con le realtà che contatto cerco sempre di instaurare un rapporto di amicizia e collaborazione, siano esse in posti sperduti come in luoghi più semplici, come l’Europa. Massimo rispetto delle realtà trovate, ma tensione continua verso l’obiettivo, che è riportare a casa le immagini migliori e più interessanti possibile

Parlando invece della sua mostra “A memoria d’uomo – Borghi dell’Appennino tra vita e abbandono”, che avrà luogo a Grizzana Morandi dal 21 luglio al 23 settembre, può spiegarci meglio il significato del titolo “A memoria d’uomo”? A cosa si riferisce?  

L’idea della mostra sui borghi dell’Appennino è nata in seguito ai contatti con le realtà di quei luoghi. Questo dovrebbe essere una parte propedeutica a un lavoro più ampio, che dovremmo svolgere con un gruppo, quasi tutto al femminile coordinato dalla nostra associazione TerzoTropico, che comprende non solo fotografi ma anche altre professionalità come giornaliste, curatrici di mostre, grafiche.

Chiapporto

Il titolo nasce da un’idea di Cristina Berselli, presidente di Terzotropico e coordinatrice del futuro gruppo di lavoro che dicevo prima, intende rappresentare gli Appennini come un luogo da sempre fortemente antropizzato, dove l’uomo ha trovato modo e spazio per vivere e costruire zone abitate, come appunto i borghi. Per noi l’Appennino è una montagna a misura d’uomo e che conserverà sempre la memoria dell’uomo. L’idea di vederli in qualche modo svuotarsi non ci convince e non ci piace. Preferiamo che questi antichi spazi vengano di nuovo occupati e vissuti, seza però per questo snaturare la loro identità.

Ha scelto di inserire nella locandina un estratto di una canzone di Guccini che elogia la vita di montagna, lontana dal caos cittadino. La sua mostra conferma le parole del cantautore riguardo la vita nei campi, o ne mette in luce anche gli aspetti meno gradevoli?  

A questa domanda risponderò in maniera abbastanza sintetica. Io non sono un nostalgico della vita bucolica e agreste. Io sono sicuramente un abitante della città e non esalto sicuramente come il massimo della vita il lavoro dei campi. Mi piace però l’idea che, pur mantenendo luoghi naturali integri e non assaliti da un turismo di consumo ma apprezzati e goduti come si presentano, ci sia la possibilità di vivere, come dicevo prima, in un ambiente da sempre rifugio dell’uomo.

Qualto

L’importante è che abitare non voglia dire distruggere e piegare alle proprie esigenze, anche le più deleterie, gli ambienti che frequentiamo. Per questo apprezzo molto il lavoro di It.a.cà e, come associazione collaboriamo volentieri a questo festival, che spero si allarghi sempre più e riesca a infondere nelle persone il rispetto degli ambienti. La mostra intende unicamente mostrare la possibilità che i luoghi dell’Appennino possono vivere e non scomparire o diventare semplicemente delle occasioni per scampagnate domenicali di lunghe code di auto.

In che misura ritiene importanti la fotografia e mostre come questa per dare un po’ di visibilità in più a luoghi e comunità altrimenti destinati a rimanere nell’ombra?  

La nostra è la civiltà dell’immagine, come si dice, ma troppo spesso chi la fa da padrone è il cosiddetto progresso, a scapito di stili di vita non coerenti con l’idea che il “libero mercato” offre. Ci sono migliaia di fotografi che ogni giorno combattono contro questo modo commerciale di rappresentare e diffondere la realtà. La mia, anzi la mostra organizzata da TerzoTropico, intende essere non più di uno stimolo a ripensare il nostro modo di vivere e concepire l’ambiente che ci sta attorno. Quando sento che la maggior risorsa della montagna dovrebbe essere ancora legata agli impianti da sci, anche se ho sciato fino a tempo fa, mi rendo conto che non possiamo andare lontano

Scola

Salvaguardare l’ambiente vale per l’Appennino come per le sterminate distese della savane africane, altro luogo a me molto caro, per le foreste amazzoniche o i ghiacci dei poli, per gli animali in pericolo di estinzione, per ritornare all’inizio di questa intervista, come per quelli delle montagne vicino a casa nostra.

Info associazione TerzoTropico

Ringraziamo Ivano per averci raccontato questa sua nuova mostra fotografica dedicata al bellissimo territorio dell’Appennino a cui vi invitiamo, amici e amiche, di andare a visitare se siete dalle parti di Grizzana Morandi ––– di seguito l’invito!

Blog IT.A.CÀ
Irene Pinto 

Daunia avventura: un progetto per creare percorsi turistici sostenibili in provincia di Foggia

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

oggi nel nostro blog ritorniamo sui Monti Dauni, dove si è appena conclusa la 1°edizione di IT.A.CÀ Monti Dauni per continuare a parlavi di questa bellissima terra montuosa della Puglia. 

Camminare attraverso il paesaggio montuoso, in perfetta armonia con l’ambiente, come gli elfi nei romanzi di Tolkien, o cimentarsi in un percorso ad ostacoli come Indiana Jones. Per grandi e piccini sui Monti Dauni tutto ciò è possibile con Daunia Avventura, il progetto che si occupa di creare percorsi turistici tematici sostenibili per  promuovere la conoscenza e la tutela delle risorse naturali, storiche, culturali presenti nel territorio del Lago Pescara, in provincia di Foggia.

Lago Pescara – provincia di Foggia

Daunia Avventura è organizzata da un team di esperti e specializzati, diretti da Mario De Angelis che oggi risponde all’intervista per il nostro blog.

Come svolge Daunia Avventura la sua attività di promozione e tutela delle risorse naturali, storiche, culturali dei Monti Dauni? Come si caratterizza la sua natura di progetto spin-off della Ecol Forest?  

Daunia Avventura è un brand nato dalla Soc. Coop. Ecol Forest.  La Ecol Forest da anni è impegnata non solo come impresa nel settore  Agro- Forestale attraverso la progettazione e realizzazione di opere che vanno dalla classica ingegneria naturalistica alla riqualificazione ambientale delle aree forestali pubbliche e private, ma soprattutto nella promozione del territorio in chiave multifunzionale e sostenibile. 

Daunia Avventura promuove le numerose attrattive del territorio dei Monti Dauni attraverso un turismo lento, fatto di conoscenza e di uomini che vivono questi territori,  mediante un tour ricco di emozioni e di esperienze, immersi nella natura incontaminata.  Il Daunia Avventura offre diversi  pacchetti in relazione al tipo di ospite (famiglie, gruppi di ragazzi, scuole, parrocchie, scout, ecc.) propone non solo attività ludico/sportive ma soprattutto didattiche all’interno del proprio “Bosco Didattico “   e proprio quest’ultima è l’attività che permette di trasmettere la cura, la conoscenza e la tutela delle matrici ambientali.  Un patto di resilienza che tiene conto della biodiversità da tutelare.

“Il bosco è il luogo in cui imparare a divertirsi: non esistono barriere e pregiudizi, ma soltanto tante possibilità di espressione”: nell’ambito della comunicazione alle scuole, come si svolgono le attività del Bosco Didattico e che obiettivi perseguono?  

Il bosco è per definizione un area senza barriere architettoniche dove poter  liberarsi dallo stress e dalle negatività che si accumulano nella vita, soprattutto in un momento storico come il nostro in cui viviamo, spesso bombardati dalle notizie brevi  e confuse che ci arrivano sugli smartphone attraverso una notifica. In particolare l’area naturalistica SIC BOSCO FAETO-MONTE CORNACCHIA, è un luogo incontaminato in cui si mette a nudo i pregiudizi e il malessere giornaliero attraverso una serie di attività naturalistiche.

Panorama dal Monte Cornacchia

Si pensi al trekking, salire su fino a Monte Cornacchia, il tetto della Puglia e ammirare dall’alto il paesaggio, aumenta il benessere e lo stato d’animo interno in ognuno di noi oppure mettersi alla prova nell’affrontare gli ostacoli dei Percorsi Acrobatici rendono gli utenti soddisfatti superando così i propri timori e le proprie paure.

Questo ultimo concetto per noi è fondamentale, perché è il messaggio che diamo ai numerosi docenti e genitori che accompagnano i propri alunni e figli nel nostro parco, non permettendo  che  i pregiudizi, i timori e le debolezze che possono emergere in contesti scolastici o extra-scolastici prevalgano, perchè a 8 metri di altezza agganciati ad una corda  ci si dimentica delle negatività.

Una attenzione che si sta promuovendo è la didattica, attraverso azioni semplici come quello dei laboratori manuali. Cercare una pigna e colorarla, non è solo un momento di divertimento e gioco ma è anche una attività di educazione ambientale, nel rispetto della natura e dei territori di cui saranno artefici e promotori.

Che cos’è il Parco Avventura?  

La Società Cooperativa Ecol Forest attraverso il brand “DAUNIA AVVENTURA” è  aperto a tutti gli enti interessati e volto ad accrescere la conoscenza e la tutela delle risorse forestali con la consapevolezza della qualità ambientale, storica e culturale del territorio della Daunia. 

La Società offre la possibilità di mettersi alla prova sui percorsi sospesi con diversi livelli di difficoltà, in completa sicurezza e con attrezzatura fornita dal Parco Avventura. La struttura del nostro Parco Avventura si compone di oltre 50 atelier con elevati standard di sicurezza. Il parco viene sottoposto a revisione con cadenza annuale e nel rispetto delle certificazioni UNI EN 15567-1 e UNI EN 15567-2. 

La Società offre anche la possibilità di vivere esperienze sportive, didattiche e culturali presso uno scenario unico, emozionante ed immerso nel verde dell’area naturalistica Lago Pescara, alle pendici di Monte Cornacchia (1152 msl m),a 4 Km dal Comune di Biccari (FG). 

È possibile avventurarsi nei sentieri naturalistici attrezzati, accompagnati da guide esperte, alla scoperta del SIC Bosco Faeto Monte Cornacchia, uno dei patrimoni naturalistici più interessanti del territorio. 

Presso il Parco Naturalistico Lago Pescara, è possibile imparare il tiro con l’arco (con campo omologato dal CONI), sperimentando un percorso con diversi livelli di difficoltà all’interno del bosco o provare a cimentarsi nell’orienteering. 

Inoltre l’area è riconosciuta dalla L.R. n. 40 del 10/12/2012 – Bosco Didattico – un’aula a cielo aperta immersa nel verde dove vengono promossi laboratori didattico-naturalistici e manuali. Le proposte dei nostri laboratori sono varie e articolate in base al target di età del partecipante (Bird&Butterfly watching, Creando con la Natura, Mary Poppins e le favole nel Bosco, ecc.). 

L’esperienza del parco “Daunia Avventura” ha un elevato valore sportivo, didattico ed educativo, in quanto coinvolge la sfera motoria e migliora le prestazioni fisiche, stimola la concentrazione e il coordinamento motorio, poiché la condivisione delle emozioni migliora l’affiatamento e la fiducia reciproca tra i componenti di un team. 

Parco Avventura

Il Parco Avventura propone percorsi adatti ad ogni età, stimolando le capacità motorie, l’equilibrio, il coraggio e la logica, sempre sotto la supervisione attenta di operatori esperti.

Cosa accade quando Daunia Avventura accosta l’attività musicale umana alla natura, nell’ambito del Concerto nel Bosco?  

Si crea un’atmosfera magica, i suoni degli strumenti fanno vibrare le foglie e si mescolano con il fruscio del vento e il canto degli uccelli, quasi a formare un’armonia mai composta ma soprattutto unica all’ascolto.

Ci può raccontare che collaborazione c’è tra Daunia Avventura e “IT.A.CÀ” – Migranti e Viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile”, soprattutto nell’ambito della recente X edizione?  

Nuovi orizzonti, temi attuali, idee innovative e soprattutto tanto entusiasmo. Sono stati questi i principali ingredienti della tappa sui Monti Dauni di IT.A.CÀ , il festival del turismo responsabile che ha caratterizzato l’intero fine settimana a Biccari. L’amministrazione comunale è riuscita a mettere insieme le eccellenze del territorio, creando momenti di confronto e di progettualità. Itacà ha portato a Biccari tanta gente, professionisti ed esperti di marketing territoriale che hanno per l’ennesima volta ribadito che il futuro dell’Italia è nei piccoli comuni, nei borghi autentici, come a Biccari che in questo momento è forse la località che più di tutte continua a credere nello sviluppo socio-economico dei Monti Dauni.

Quindi non resta che augurarvi come sempre buon viaggio 😉

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

La via della seta e della lana | Sulle orme degli antichi mercanti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

in questi giorni è stato inaugurato un nuovo cammino che unisce le due bellissime città di Prato e Bologna proprio sulle orme degli antichi mercanti, ripercorrendo quei sentieri che venivano utilizzati per trasportare questi due importanti prodotti! Due città accomunate dalla loro importante storia produttiva, unite da un itinerario di trekking che permette di immergersi nelle bellezze naturali dell’Appennino Tosco-Emiliano, ricco di eccellenze e tradizione, e scoprire quanta storia e cultura si nascondono in questo territorio.

La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada.
La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.
(Bruce Chatwin)

Il percorso attraversa borghi, cime e vallate congiungendo due centri storici di grande valore, cresciuti nei secoli grazie alla sapiente gestione delle acque: Bologna, la città della Chiusa e dei canali, per secoli capitale della seta; e Prato, la città del Cavalciotto, delle gore e delle gualchiere, capitale del distretto della lana e del tessile.

Vito Paticchia è il progettista di questo cammino e autore della guida e della cartoguida appena stampate da Fusta Editore. Un sentiero lungo circa 130 km, che può essere percorso a piedi in sei tappe, dalla città della seta a quella della lana, da Piazza Maggiore a Piazza del Duomo

 

TAPPE
130 KILOMETRI
12 COMUNI ATTRAVERSATI

Via della Lana e della Seta - Tappe e altimetria
 
Il sentiero della lana è il percorso da Prato a Castiglione dei Pepoli, mentre il percorso della seta è quello da Bologna a Castiglione dei Pepoli. 
 
 
A soli sette mesi dalla firma del protocollo d’intesa tra la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Prato, dunque, la Via della Lana e della Seta, che ne costituisce il primo importante progetto turistico: è pronta per essere percorsa dai tanti amanti del cammino lento!

Per informazioni e capire come organizzarsi per percorrerla seguite il link > www.viadellalanaedellaseta.com

Noi non vediamo l’ora di metterci in cammino e provare questa nuova emozione!
Se qualcuno di voi vuole raccontarci il suo viaggio lungo questo nuovo suggestivo percorso, che ci contatti sulla nostra e-mail > info@festivalitaca.net ….saremo ben lieti di pubblicare il vostro racconto di viaggio sul nostro blog 😉

Come sempre buone camminate e che sia sempre un cammino responsabile 😉

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli 
Responsabile Comunicazione

IT.A.CÀ spiega le vele verso nuovi orizzonti: tra l’Appennino bolognese e il mondo.

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

a qualche decina di chilometri dal centro di Bologna, si trova Madonna dei Fornelli, una frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro sull’Appennino bolognese, il luogo dove un tempo c’erano i carbonai che accendevano i fuochi e forgiavano le mura della città, oggi tappa d’obbligo della Via degli Dei.

Proprio qui, tredici giovani hanno fondato la cooperativa paese la “Foiatonda” per ridare nuova vita al territorio e valorizzare a pieno l’opportunità data al turismo dalla Via degli Dei, utilizzando il sapere di ciascuno e la voglia di condividerlo per lo sviluppo locale. 

Per questo, noi di IT.A.CÀ abbiamo deciso di celebrare con loro la giornata mondiale del turismo responsabile, il 2 giugno, insieme ai nostri ospiti internazionali, Marina Cruz Blasco – specialista di turismo sostenibile della Koan Consulting, Jean Marc Mignon – presidente dell’Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale (OITS) e Maurizio Davolio – presidente dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR), in visita a Bologna per conoscere il festival sul campo e portarlo in Europa.

Per raccontare loro cosa è IT.A.CÀ, il turismo di comunità e cosa vuol dire promuovere il “becoming” di una destinazione, facendone scoprire il fascino e l’esotico dietro casa, abbiamo preso il treno e ci siamo diretti verso la stazione di San Benedetto Val di Sambro. Da qui in poi, la nostra giornata di formazione, si è trasformata nell’accoglienza in una nuova casa.

 “Queste sono le mani di mia madre. Queste quelle di Tessa, mia nipote. E invece queste sono le mie, mentre provo a intrecciare un cesto di vimini!” 

Cosi Alessandra, membro della cooperativa, guida soffice, curiosa e sorridente del nostro viaggio, mi ha presentato il volantino della neonata cooperativa. Ci ha spiegato che è nata da una volontà comune di mettere insieme ognuno le proprie competenze per valorizzare il proprio territorio, ma soprattutto per migliorare anche se stessi insieme alla comunità.

La nostra prima tappa è alla Fattoria Ca’ di Monti da Jessica, una forza della natura. 24 anni, un velo di timidezza, lo sguardo fiero e una passione fluttuante nell’aria mentre ci parla di come abbia iniziato la sua attività 3 anni fa, recuperando il podere del nonno e arrivando ad allevare ad oggi 130 capre. Ogni giorno vive i ritmi della montagna, si prende cura delle proprie capre, studia ricette e crea formaggi che sono delle opere d’arte culinarie.

La salutiamo e proseguiamo verso il Borgo di Qualto, dove il tempo deve essersi fermato. Un abito appeso pronto per la Comunione. Una fontana con l’acqua che scorre lenta. Un’osteria appena riaperta, simbolo di rinascita per l’Appennino. Degli anziani bevono un vino. I sassi e le case vorrebbero parlare dei loro secoli di storia. La pace di un borgo uscito dalle fiabe.

Torniamo alla realtà e proseguiamo il nostro viaggio di scoperta dell’Appennino bolognese nel regno di Alessandra, la Falegnameria Vaccari. Qui ci fa vedere la passione per l’artigianato con cui dall’inizio del ‘900 portano avanti l’attività di famiglia. Le mani del padre sul faggio, quasi una carezza, che sapientemente ci parla dei diversi legni e di come li lavora. Passiamo poi a trovare sua sorella, Marinella, al negozio in paese, a Madonna dei Fornelli. 

Avete presente quando si entra in casa, sotto le feste, con la tavola decorata e i mobili della cucina sistemati per accogliervi? Ecco, questa è la sensazione entrando in questa mini boutique del legno. Ci fermiamo incantati a guardare Tessa, la figlia di Marinella, realizzare un gufetto di legno, con le sue piccole mani, le stesse della fotografia.

Arriva il momento del pranzo!

Un’ accoglienza degna del suo nome a casa di Walter, presidente della cooperativa e organizzatore del nostro “tour”, creativo e pittore ! Tra i cavalletti per dipingere al lago pronti per il giorno seguente, ci fa trovare crescentine e salumi dell’Appennino, del vino e gli immancabili formaggi di Jessica! 

A sorpresa arriva Elisa, che ha un’attività lì di fianco, a portarci delle frittelle di castagne con ricotta. Riceviamo un po’ di Appennino da parte di tutti! A tavola Walter e Alessandra ci parlano del loro progetto, della loro idea di turismo e di come vogliono preservare la piacevolezza dell’incontro con i propri visitatori. 

Walter ci porta nel suo studio da artista dove a volte ospita anche i turisti di passaggio, tra i dipinti e i materiali con cui guarda e fa guardare il mondo.

Studio artistico di Walter Materassi

La nostra scoperta dell’Appennino continua con un’altra delle colonne della cooperativa. È Marilena. Ha una bottega in paese, impaglia cestini e li riempie di funghi. Insieme ad altri ragazzi della cooperativa, si prende cura dei sentieri. Quindi è lei una di quelle fate nascoste pulisce i sentieri…!, le dico. Lei sorride. Di lei ci colpisce la falcata nei prati, la memoria di ogni singolo ramo.

Ci accompagna nel sentiero fino al Lago di Castel Dell’Alpi, l’unico lago naturale della zona bolognese, da cui nasce “l’acqua che porta al Nettuno”. Qui Walter porta i suoi “allievi” a dipingere con Painting Appennino, per fermarsi a guardarne i dettagli e vivere il paesaggio. Per ricordarci che se ci si ferma, si colgono diverse sfumature. Ci riappropriamo della lentezza.

Ad aspettarci qui incontriamo Mauro e la sua famiglia. Lui è appassionato di Mountain Bike e della Strada Romana sulla Via degli Dei, dove accompagna chi come lui vive il mondo a due ruote. Ci racconta di come con la Via degli Dei il turismo sia ripartito in Appennino, ma di come questo deve essere trasformato in un’opportunità per far scoprire quei territori che non sono sulla via. Perché qui di vie ne passano tantissime. L’Emilia Romagna conta ben 14 sentieri, un crocevia di cammini!

E così, ci dirigiamo verso l’ultima tappa, la Strada Romana di Pian di Balestra, per vedere uno dei tratti più affascinanti della Via. All’ombra del bosco che ci ripara dal gran caldo di queste giornate di giugno, ormai amici, mixando lingue e comunicando a gesti quando necessario, camminiamo su queste strade già tracciate oltre 2000 anni fa e riscoperte solo da poco più di vent’anni, quasi per caso. CI raccontano di come queste terre vivessero di turismo e villeggiatura negli anni 60 e di come tutto sia cambiato con lo spopolamento della montagna e il diverso modo di vivere le vacanze. L’entusiasmo è contagioso quando parlano dei progetti che hanno in mente e che stanno già realizzando!

Finisce qui il nostro incontro con la comunità, non prima di una birra da Skal, aperto da poco meno di un mese, un altro segno di vitalità dell’Appennino. Ci salutiamo con l’arrivederci alla prossima, come si fa con gli zii dopo il pranzo della domenica.

L’artista Walter Materassi 

Scambiamo impressioni, tornando verso Bologna, da dove i nostri amici prenderanno i loro voli per tornare a Madrid e Parigi. Il turismo responsabile è un valore per il territorio, non solo per le comunità dall’altra parte del mondo. È un valore anche per le nostre comunità, preziosissime. Per le nostre montagne e i nostri borghi che possono vivere di nuovo entusiasmo grazie ad un turismo attento, di qualità, consapevole.

Un turismo autentico, come quello che IT.A.CÀ promuove e sostiene da 10 anni.

I nostri ospiti tornano a casa, dopo averne trovata un’altra. E noi li seguiamo, in attesa di vedere IT.A.CÀ aprire nuove case anche in Europa, alla scoperta di chissà quali comunità e meraviglie.

Perché quel che conta non è la meta, ma come ci si mette in cammino.

Grazie a Marina, Jean Marc e Maurizio per esserci venuti a trovare. Grazie a Walter, Alessandra, Jessica, Marilena, Marinella, Tessa, Mauro e gli amici dell’Appennino bolognese e della cooperativa Foiatonda per l’ospitalità e per condividere i valori di IT.A.CÀ.

Al prossimo viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi 

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