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TIROCINIO CURRICULARE UNIVERSITARIO IN COMUNICAZIONE PER IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile 2020

IT.A.CÀ, IL PRIMO E UNICO FESTIVAL CHE SI OCCUPA DI TURISMO RESPONSABILE IN ITALIA, CERCA TIROCINANTI UNIVERSITARI NELLA COMUNICAZIONE PER VIVERE ASSIEME UNA GRANDE ESPERIENZA DI VIAGGIO!

Sei uno studente o studentessa dell’università di Bologna e desideri fare un’esperienza formativa qualificante in un settore creativo come quello dei festival?
Ti piace viaggiare in maniera responsabile, conoscere nuove realtà che si occupano di sostenibilità e raccontare sui social le loro attività e non solo?
Vorresti essere parte dell’organizzazione di un festival e condividere con altri questa esperienza?
Sei disposto a metterti lo zaino sulle spalle e camminare?

Bene, allora questa esperienza è fatta apposta per te! 

Stiamo cercando tirocinanti che hanno voglia di sperimentarsi nel mondo della comunicazione e social media in un festival nazionale come IT.A.CÀ che si occupa di turismo responsabile e innovazione turistica. 

Avrai modo di entrare in contatto con una rete nazionale in oltre 15 territori e partecipare in prima persona all’organizzazione/comunicazione social (instagram, facebook, twitter, newsletter, blog ecc…) del primo e unico festival in Italia dedicato al turismo responsabile. 

Sul sito dell’Università di Bologna trovate l’offerta di tirocinio dedicata a questo link informativo.

Tutte le info che riguardano il nostro festival le trovi a questo link 

Per inviarci il curriculum e la lettera di presentazione scrivere a 
> info@festivalitaca.net 

Ti aspettiamo 🙂

 

Appunti di una XI edizione “Restante” e partecipata del festival IT.A.CÀ 2019

Care amiche e cari amici 

con grande entusiasmo annunciamo la conclusione dell’undicesima edizione di IT.A.CÀ il primo e unico festival in Italia dedicato al turismo responsabile; premiato nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo (UNWTO AWARDS).  

Tappa Parco Nazionale Monti Sibillini 2019

Un anno questo 2019 veramente emozionante di appuntamenti partecipati e apprezzati, che hanno colorato di idee e riflessioni quello che sembra essere ormai un nuovo punto di vista sul turismo e che il Festival ogni anno, accoglie e raccoglie lungo il suo percorso. Iniziamo con un po’ di numeri del 2019:

  • 7 mesi di cammini ed eventi (aprile – novembre)
  • 16 tappe tra città e territori 
  • 9 regioni italiane coinvolte
  • 16 coordinamenti territoriali coinvolti 
  • 2 coordinatori per tappa 
  • 1 sponsor nazionale
  • + di 700 realtà nazionali [istituzioni, fondazioni, associazioni, Ong, operatori, strutture ricettive, agenzie viaggi, scuole, università]
  • + di 100 partner tecnici
  • 7 main media partner 
  • + 25 media partner 
  • + di 500 eventi organizzati
  • + di 50.000 visitatori
  • + di 100 itinerari percorsi a piedi e a pedali 
  • 18 cammini di pulizia nelle varie tappe 
  • + di 2000 sacchi utilizzati per la raccolta
  • + di 900 kg di rifiuti messi insieme
  • 250 pagine di rassegna stampa nazionale 

In questa edizione abbiamo apportato due grandi novità: il tema condiviso della “Restanza” e l’attenzione alla cura e pulizia dei territori toccati dal passaggio del Festival grazie alla collaborazione con il nostro partner nazionale OWAY [azienda agro-cosmetica internazionale attenta alle coltivazioni bio-dinamiche, biologiche ed equo-solidali] che ha supportato IT.A.CÀ in tutta Italia e organizzato (procurando sacchi, guanti e pinze), fra i tanti eventi proposti dalle tappe nazionali, anche significative iniziative compartecipate con il coinvolgimento di volontari, turisti e cittadini, impegnati nel ripulire da residui di plastica e rifiuti, i luoghi che appartengono a tutti. 

Tappa Bologna 2019 – Cammino Pulizia OWAY

Il nostro viaggio è partito dalla Restanza: un nome singolare femminile, l’idea di esserci, di resistere, l’atteggiamento propositivo di chi decide di rimanere nel proprio territorio per valorizzarlo e sfruttarne al meglio le risorse, ovvero “un atto di rigenerazione e condivisione dei luoghi, per fare con i rimasti, con chi torna, con chi arriva, piccole utopie quotidiane di cambiamento” ci ha spiegato l’antropologo Vito Teti, coniatore del termine e ospite graditissimo in più tappe del Festival.

Tappa IT.A.CÀ Gran Sasso 

Un tema di profonda attualità quindi, che IT.A.CÀ ha ampiamente sviscerato in molti territori nazionali e un impegno che ci siamo assunti per questa edizione, debuttata – non a caso – il 25 Aprile nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Dopo i terremoti del 2016 e del 2017, questa zona non solo è un simbolo di restanza, ma anche di resistenza, come capacità di rimanere saldi e di ricostruirsi senza alienare la propria identità. Riscoperta di memorie e tradizioni perdute per strada, con comunità che cercano di prendersi cura l’una dell’altra, appellandosi ad una responsabilità comune di accoglienza, tutela del patrimonio naturalistico e rivendicazione di servizi negati o perduti. 

Foto di Gruppo Tappa Parco Nazionale Monti Sibillini

A Maggio, IT.A.CÀ si è spostato a Bologna, culla natale del Festival che anche in questa edizione si riconferma polo centrale e snodo nevralgico di scambio e riflessione sulla filosofia che la manifestazione persegue con tenacia da tempo. È qui che abbiamo visto nascere il Festival ben 11 anni fa e lungo le varie edizioni, riuscire a delineare un vero e proprio format – oggi adottato in ben 16 territori – che mette in rete tanti attori sociali locali, impegnati nella valorizzazione dei luoghi in chiave sostenibile. Con uno sguardo approfondito nell’Appennino bolognese tra Marzabotto, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi e la Val di Zena.  

Tappa Bologna – Val di Zena (Appennino bolognese)

Da giugno, la nostra estate con IT.A.CÀ è stata all’insegna del sole e del mare nei territori di Rimini, Calabria di Mezzo, Salento e dell’aria salubre a fine luglio, sulle vette del Gran Sasso. Con zaino in spalla e scarpe comode, abbiamo attraversato alcuni borghi e valli indimenticabili  tra sentieri escursionistici, testimonianze di attivismo ambientale, laboratori di riciclo creativo dei rifiuti e valorizzazione delle produzioni artigianali d’altri tempi: ceramica, olio biologico d’eccellenza e artigiani della seta.

Tappa Salento

Giù lungo le riserve naturali, la riviera e i borghi degli angeli, vivo è stato il sentire queste terre resistere e lavorare in co-progettazione per la valorizzazione sinergica del patrimonio culturale, archeologico e naturalistico e per lo sviluppo di un turismo integrato, sostenibile e vantaggioso per le comunità locali del nostro paese. 

A settembre, quando il turismo di massa rientrava in città, il Festival ha fatto scalo nelle tappe di Gorizia e Trieste, Brescia, Ravenna, Trentino e Reggio Emilia, riscontrando una grande affluenza e tanti partecipanti in arrivo anche da lontano – ci dicono i coordinatori degli eventi – a fronte di una spesa organizzativa molto bassa ed di un impatto ambientale pari a zero, segno importante che viaggiare si può: basta avere la testa, più che la tasca. 

Tappa Pavia e Oltrepò Pavese

Volutamente collocata in un periodo non di alta stagione, la tappa del Trentino ha lanciato il messaggio che anche le stagioni di mezzo possono offrire interessanti spunti e possibilità di turismo rispettoso dell’ambiente. Del resto discutere di destagionalizzare i flussi turistici non può bastare. 

Con l’arrivo di ottobre e novembre, eravamo ancora in pieno viaggio. Parma, Pavia e Oltrepò, Monferrato, Napoli e Levante Ligure hanno fatto da cornice ad una conclusione del Festival su temi importanti come le disuguaglianze sociali, il rispetto per l’ambiente, il problema delle barriere architettoniche, la multiculturalità e le tradizioni da preservare. 

Tappa Napoli 2019

La natura toglie, la natura dà”, ripetiamo spesso quando parliamo di emergenze ambientali ed è focalizzandoci proprio su un’idea di rispetto e di cura di ciò che ci circonda, che il Festival ha provato in tutti questi anni a sollevare una riflessione. 

In questa XI edizione, di cammini ne abbiamo intrapresi moltissimi, ma ce n’è uno speciale di cui siamo molto orgogliosi ed è quello con Oway, partener ufficiale di IT.A.CÀ che ha sposato gli intenti promossi dal Festival.

L’incontro virtuoso fra le due realtà, quest’anno ha portato una novità importante e in scia alla mondiale #trashchallenge e ai tanti progetti di attivismo ambientale, insieme è stato possibile dare un contributo concreto, organizzando in tutta Italia, camminate ecologiche e responsabili con guanti, sacchi e pinze di raccolta. Da aprile a novembre, il risultato è stato di quasi 2000 sacchi e oltre 900 kg di rifiuti messi insieme attraverso percorsi a piedi, bike tour e trekking per ripulire lungomari, litorali, bacini di fiumi, parchi, aree urbane, giardini e stradelli di accesso.

Cammino pulizia OWAY – Tappa Brescia e le sue Valli

Cammini esperienziali anche questi? Perché no. Impulso verso un attivismo turistico ecologico, unico nel suo genere che coniuga il piacere della lentezza e del sentire la natura, ad azioni pratiche e concrete, mirate a preservare la bellezza dei luoghi. Chiudiamo il nostro report 2019 con un discreto zaino sulle spalle, pieno di nuove idee, incontri, esperienze, best practices, messaggi e riflessioni importanti sul futuro del nostro turismo, che IT.A.CÀ non vede l’ora di svuotare nella prossima edizione del Festival.

Ringraziamo tutti coloro che ogni giorno con il loro lavoro e la loro passione rendono sempre più forti i principi di sostenibilità economica, ambientale e relazionale dei nostri territori locali e incoraggiano la comprensione dei principi del turismo responsabile tra viaggiatori, aziende, istituzioni e operatori turistici.

Tappa Levante Ligure

Iscriviti alla nostra newsletter per essere aggiornati sulle news di IT.A.CÀ in Italia ma anche in giro per il mondo. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno partecipato ai tanti eventi dal nord al sud d’Italia!

Vi aspettiamo nel 2020 con tantissime novità: non vediamo l’ora di ripartire 🙂

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Report IT.A.CÀ Bologna 2019
Report IT.A.CÀ Parma 2019
Report IT.A.CÀ Brescia e le sue Valli 2019
Report IT.A.CÀ Calabria di Mezzo 2019
Report IT.A.CÀ Gran Sasso 2019

 

Blog IT.A.CÀ
Responsabile Comunicazione Nazionale 
Sonia Bregoli
 

20 Suggerimenti Facili per Viaggiare Sostenibile

Care amiche viaggiatrici e amici viaggiatori 

oggi nel nostro blog parliamo di sostenibilità e viaggi, ma sopratutto ricordiamoci che la riduzione dell’impatto ambientale delle proprie vacanze è davvero importante. Ma cosa fare in pratica per viaggiare sostenibile? Ecco 20 facili suggerimenti per viaggiare green, tratti dal blog di Ecobnb:

Organizza la tua vacanza ecologica

  • Viaggia in piccoli gruppi: sono meno impattanti per l’equilibrio e il rispetto dell’ambiente. Ed evita i grandi resort, generalmente questi grandi complessi turistici radunano molte persone nello stesso luogo, sono molto inquinanti e per nulla attenti all’economia locale.

Ph Mesut Kaya

  • Evita l’aereo a tutti i costi. Se proprio non puoi fare altrimenti vola senza fare tanti scali perchè i voli aerei sono responsabili della maggio parte della produzione di CO2 legata al turismo, per questo viaggiare in aereo non è sostenibile.
  • Viaggia leggero: più il mezzo di trasporto pesa, più emissioni di CO2 produce.
  • Affidati solo a tour operator che siano impegnati a salvaguardare l’ambiente e la biodiversità per l’organizzazione le tue vacanze.
  • Prenota un hotel ecologico. Su Ecobnb trovi  hotel e bed&breakfast che sono attivamente impegnati nella riduzione della loro impronta ecologica e a investire sull’economia locale.
  • Prova il glamping: campeggi immersi nella naturaalberghi diffusi in antichi borghi, ecovillaggi e numerosi altri alloggi glamour e sostenibili volti a ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente e educare gli ospiti sull’ecologia locale.

Ph Tegan Mierle

  • Evita la vacanza in nave da crociera: è uno dei modi di viaggio maggiormente impattanti sull’ambiente. Le grosse navi da crociera sono le principali responsabili della distruzione delle barriere coralline e dell’inquinamento dell’aria. Se ti piacciono le vacanze in mezzo al mare opta per una crociera in barca a vela.
  • Le barriere coralline sono uno degli spettacoli più belli al mondo, ma sono anche uno degli ecosistemi più delicati. Informati sul lavoro svolto dalle aziende turistiche locali per la tutela e la salvaguardia di questo prezioso bene ambientale.
  • Stampare i biglietti delle carte d’imbarco è una scelta assolutamente da evitare: i biglietti digitali sono molto comodi ed ecologici.

Vivi la vacanza green

  • Se durante le tue passeggiate ed escursioni raccogli i rifiuti che vedi e ricicla in maniera corretta.
  • In montagna segui i sentieri già segnati, la tua sicurezza è importante e non danneggerai o disturberai la flora e la fauna autoctona. Muovi a piedi, o anche in mountain bike o e-bike, in modo responsabile. Se durante un’escursione avvisti della fauna selvatica non cercare di avvicinarla o toccarla e cerca di non disturbala schiamazzando sopratutto se noti la presenza di cuccioli. 
  • Evita di visitare mete famose solo perché celebri, l’overtourism causa danni, a volte irreparabili, agli ecosistemi, alla flora e alla fauna locale. Prediligi mete più particolari e meno conosciute per avere delle vacanze sorprendenti.
  • Non sottrarre sabbia o sassi dalla spiaggia. L’erosione delle spiagge modifica i delicati equilibri marini già minacciati. Inoltre se pratichi lo snorkeling o le immersioni subacquee, ricordati di mantenere un assetto neutro e non toccare i coralli, i pesci e le meduse.

Ph David Clode

  • Per la salvaguardia della biodiversità e delle nicchie ecologiche, non comprare piante o animali in via di estinzione o di cui è minacciata l’esistenza. Inoltri rischierai di non poter passare la dogana e una multa salata. 
  • Risparmia CO2 sul trasporto di alimentari: durante la tua vacanza prova i prodotti locali!
  • Scegli la borsa riutilizzabile che ti piace di più e portala sempre con te. Ricorda che il degrado di un sacchetto di plastica può richiedere fino a 500 anni.
  • Fai attenzione agli imballaggi: scegli alimenti confezionati con vetro, carta e cartone piuttosto che con plastica. Per ridurre la quantità di plastica, evita anche le bottigliette di acqua e prediligi un bottiglia senza BPA o una borraccia per riempirla più volte.

Ph Guus Baggermans

  • Lascia il cartello “Non disturbare” sulla porta durante il tuo soggiorno in hotel per evitare di far pulire la tua stanza inutilmente. Aiuterai a ridurre l’utilizzo di detergenti, di elettricità utilizzata per l’aspirapolvere e il lavaggio della biancheria da letto.
  • Preferisci la doccia al bagno per risparmiare acqua e chiudi l’acqua mentre ti insaponi: risparmierai 200 litri di acqua.
  • Cammina, pedala o usa i mezzi pubblici il più possibile: è una buona regola per la vita di tutti i giorni, ma ha un impatto positivo sull’ambiente anche in vacanza. Riuscirai ad assaporare i paesaggi che ti circondano al meglio.

Questi sono alcuni suggerimenti che vi consigliamo di leggere con attenzione e di incominciare a fare delle scelte importanti per aiutare la salvaguardia del nostro bellissimo pianeta: iniziamo a cambiare le cose prima, durante e dopo la nostra voglia di viaggiare!

Buon viaggio responsabile a tutti/e 🙂

Blog IT.A.CÀ
Giulia Fasano, per Ecobnb

 

MoBo’s Stories | Una viaggio enogastronomico tra Modena e Bologna

Cari amici e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog vi parliamo di una guida dedicata a coloro che amano viaggiare inseguendo i profumi enogastronomici del nostro Appennino! Siamo molto contenti quindi di poter annunciare la nostra partnership poiché i valori e i principi di fondo sono condivisibili con i nostri.

Dario Ruscetta

L’autore di questa guida dedicata ai sapori emiliani tra Modena e Bologna è Dario Ruscetta (modenese classe 1982) scrittore, imprenditore, ideatore e creatore del Lomadic Food Circus.  

Tradotto verrebbe come “Il Circo del Cibo dei Nomadi Locali”; “verrebbe” poiché il termina Lomadic in realtà non esiste ufficialmente, ma è un gioco di parole dell’autore, che ha fuso le parole “LOcal” (locale) e “noMADIC” (dei nomadi) creando quindi il termine “Lomadic” e il sostantivo “LOMAD” (Nomade Locale) riferito ai singoli esploratori che fanno parte di questa comunità. 

Dario è un viaggiatore da sempre, amante del “perdersi”, esploratore di tavole e ricercatore delle Storie di commensali e oste. Alla fine del 2017, dopo 8 anni dedicati al marketing online, decide di dar vita ad un sogno: divulgare Cultura enogastronomica con curiosità e leggerezza, ritrovando ed esaltando quei piccoli luoghi costretti a rifugiarsi per proteggersi dall’onda dell’industrializzazione e diventando così delle piccole Città Sommerse.

COS’É LOMADIC FOOD CIRCUS

Il Lomadic Food Circus è una Comunità di esploratori che desidera scoprire, o riscoprire, i Territori percorrendo un viaggio a ritroso dal Piatto Tradizionale agli Ingredienti attraverso le Storie di coloro che quei Territori li hanno tenuti Vivi, cioè gli Artigiani Rurali del Cibo.

Questi Artigiani sono gli Eroi che hanno deciso di non legarsi all’Industrializzazione, ma di portare avanti micro o piccole attività rispettose della Tradizione, della Natura e dell’Uomo.

All’interno del Lomadic Food Circus sono benvenute tutte quelle persone che hanno voglia di Umanità, di trovare una Storia dietro un qualcosa di nuovo o che, al contrario, conoscono da una vita. Un nuovo, in realtà vecchio, modo di vedere il Mondo e in particolare il Cibo, senza concentrarsi su assurde lotte di termini, marchi e diete, ma semplicemente valorizzando ciò che stiamo perdendo: le Memorie.

Importante: riscoprire le Memorie e farle proprie non significa rinnegare la Modernità, ma piuttosto fondere le due cose per costruirsi un futuro personale, o comune, più solido e ricco di Cultura! → @instagram  @facebook 

IL PRIMO PASSO: MoBo’s Stories 

“MoBo’s Stories: Guida di Viaggio nell’Ombelico Gastronomico di Modena e Bologna” è il primo passo ufficiale del Lomadic Food Circus; una guida, per l’appunto, che si distingue da tutte le altre per il suo essere narrativa e portare in grembo le vere storie di quegli Artigiani Rurali del Cibo troppo spesso dimenticati.

45 Storie complete, informazioni turistiche, nuovi itinerari enogastronomici completi di pernottamenti e soste ristoro, oltre 100 fotografie e tante altre informazioni utili per godersi i Territori Segreti di Modena e Bologna. Oltre alle tante Storie è presente anche un romanzo breve seguito del primo “Non Dimenticare Monterutto: Il Codice Umami” (disponibile su Amazon). 

La Guida, indipendente e auto-finanziata, è riuscita a venire al mondo grazie ai suoi primi sostenitori (oltre 70) che hanno aderito al crowdfunding organizzato su Ideaginger.it. Sostenitori spontanei e coinvolti da un nuovo modo di narrare il Cibo, sostenitori che hanno permesso il superamento della quota minima di 4.000€ attraverso l’acquisto di circa 150 copie in prevendita. 

Importante: la guida è stata realizzata in maniera completamente autonoma e indipendente, ogni artigiano è stato cercato, scelto, visitato, verificato e intervistato personalmente. A nessuna delle attività presenti nella guida è stato chiesto un solo centesimo o un contributo in natura o obblighi successivi alla stampa, questo per una scelta editoriale ben precisa: MoBo’s Stories deve contenere storie vere per creare Cultura, curiosità e coinvolgimento, senza pesare sugli Eroi che hanno bisogno solo di essere scoperti e amati.

Dopo il primo passo Dario spera di poter continuare con questo Progetto-Sogno al fine di esplorare e divulgare più territori possibili. MoBo’s Stories vuole essere il primo volume di una trilogia destinata alla Regione Emilia-Romagna, quindi i prossimi due appuntamenti saranno proprio i comparti turistici Romagna e Via Emilia. Oltre alla guida nel formato attualmente disponibile saranno presto prodotte le versioni eBook e Audiolibro, oltre che quella in versione Inglese per poter arrivare anche sul pubblico estero. Sono previste anche altre attività come la messa online di un sito ricco di contenuti gratuiti, la creazione di Documentari e, più in generale, l’espansione di una Comunità di persone dedite all’Esplorazione.

LE COLLABORAZIONI

“MoBo’s Stories” è un Progetto Patrocinato dal Comune di Modena

Il Futuro è anche Collaborazione ed è per questo motivo che siamo fieri di poter contare tra le nostre file: MoCu Magazine (Associazione Stoff – Modena), CNA Modena e il festival IT.A.CÁ (Bologna).

Tutte realtà con le quali è già iniziato un forte e importante scambio di idee e progetti atto a mantenere alto il livello Culturale, nonché a divulgare un nuovo Turismo Artigianale Lento e Sostenibile.

PER ACQUISTARE LA GUIDA

Il prezzo di copertina è di 29.90€ ed è prevista la spedizione gratuita in formato “piego di libri”.

Per tutti i nostri viaggiatori e le nostre viaggiatrici avrete l’occasione fino al 20 Dicembre 2019 di usufruire di un Codice Sconto del 10% valido sulla copia singola inserendo il codice ITACA durante l’acquisto, oppure utilizzando direttamente questo link dove verrà calcolato automaticamente. 

Buona lettura e buone mangiate 🙂

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli 

 

Come insegnare ai tuoi figli ad essere Responsabili in Viaggio

I cambiamenti climatici e la salvaguardia della biodiversità sono dei temi attuali molto importanti. Per questo è fondamentale insegnare ai propri figli a rispettare l’ambiente, ad essere responsabili, e ad impegnarsi per preservare gli ecosistemi del pianeta Terra. 

Le nuove generazioni sono i destinatari delle condizioni in cui verrà a trovarsi la Terra negli anni futuri e dare loro il buon esempio è il primo passo perché possano crescere con delle buone abitudini.

È molto importante che queste piccoli insegnamenti vengano seguiti anche durante le vacanze per diminuire cosi l’impronta ecologica durante i tuoi viaggi insieme ai tuoi figli.

Ph Irina Murza

Ecco 6 piccoli passi da fare con i tuoi figli per insegnare loro ad essere responsabili in viaggio:

1. Organizza passeggiate e pedalate alla scoperta della natura

Durante le vacanze organizza passeggiate e giri in bicicletta alla scoperta delle meraviglie della natura. Scopri quali sono le perle da visitare nelle vicinanze del luogo di villeggiatura, informati se i percorsi sono adatti ai bambini e se ci sono guide locali esperte che possano guidarvi alla scoperta del paesaggio. I bambini impareranno molto presto ad amare la natura se avranno la possibilità di viverla appieno.

2. Diminuisci drasticamente il tuo consumo di plastica

Anche in vacanza porta la tua bottiglia per l’acqua e riempila dal rubinetto. Le bottigliette e i sacchetti di plastica creano rifiuti inutili e se abbandonati inquinano gli oceani ed sono molto pericolose per le creature marine. Ad esempio, le tartarughe marine scambiano i sacchetti di plastica per le meduse di cui vanno ghiotte… facendo purtroppo una brutta fine. Quindi borracce riempibili e sacchetti di tela riutilizzabili sono una scelta ecologica che puoi insegnare ai tuoi figli per rispettare l’ambiente.

3. Insegna ai tuoi figli la raccolta differenziata

Sopratutto a casa, ma anche in vacanza è bene fare la raccolta differenziata dei rifiuti, cercando di riutilizzare il più possibile. Durante le escursioni porta con te la spazzatura e non abbandonarla in giro per nessun motivo. Una volta tornati, butta tutto nei cestini appositi. Farlo tutti i giorni sarà un’abitudine che prenderai molto velocemente e che i tuoi bambini impareranno ad imitare.

4. Utilizza i mezzi di trasporto pubblici il più possibile

Durante le vacanze è bello passeggiare e andare in bicicletta, ma quando non è possibile, per gli spostamenti più lunghi, usa i mezzi di trasporto pubblici come treni e autobus di linea. Con il treno ti sarà possibile anche progettare delle bellissime gite alla scoperta della natura, durante le quali potrete ammirare il paesaggio dal finestrino del vagone.

Ph Ant Rozetsky

5. Acquista alimenti a km zero

È una buona idea acquistare alimenti a km zero e sopratutto comprare frutta e verdura di stagione. Il trasporto di alimenti da una parte all’altra del globo è molto inquinante. Insegna ai tuoi figli quali sono gli ortaggi caratteristici di ogni stagione, può essere un’attività molto piacevole e sicuramente istruttiva. Se hai un giardino o anche solo un terrazzo progetta e realizza con i tuoi figli un piccolo orto casalingo: sarà un modo divertente per imparare tante cose sulla coltivazione.

Ph Joshua Lanzarini

6. Si impara di più divertendosi

Organizza delle gite alle fattorie didattiche e porta i tuoi figli a scoprire le abitudini degli animali e la vita nella fattoria. Anche una visita da un apicoltore locale potrebbe essere un’esperienza molto divertente per i tuoi figli, nella quale scoprire quanto siano importanti questi piccoli esserini per il pianeta Terra.

Sei piccole regole che possono fare la differenza 🙂 #savetheplanet

IT.A.CÀ Blog 
Giulia Fasano
[Ecobnb]

 

 

Vinci un Weekend Green con la tua canzone per il Pianeta

Ci avete rotto il clima. L’onda verde dei giovani dei #fridaysforfuture che ha attraversato le principali città italiane negli ultimi mesi non è abbastanza per smuovere le coscienze. Se vogliamo salvare l’equilibrio climatico del nostro fragile pianeta ognuno di noi deve fare ogni giorno la sua parte, a partire da subito.

Come comunicare al mondo che dobbiamo cambiare i nostri stili di vita per proteggere l’ambiente in cui viviamo e consegnarlo ancora vivibile alle generazioni future? Perché non farlo attraverso la musica?

⇒  Quando la musica fa la differenza

Suoni d’Ambiente, lanciato da Radiocittàfujiko, è un contest musicale che sfida tutti a utilizzare proprio la musica – linguaggio universale per parlare di un tema urgente, quello del cambiamento climatico. Tutti sono chiamati a condividere un brano inedito sul tema ambientale. 

Ad ascoltare e premiare la tua canzone c’è una giuria d’eccezione, composta da professionisti del settore musicale italiano. 

Un premio speciale sarà dedicato a tutti i partecipanti più giovani (under 29), che per primi sentono la pressione dell’emergenza climatica. Quest’ultimo sarà assegnato dal pubblico attraverso una votazione social.

⇒ Come partecipare?

Semplicemente inviando il proprio brano a concorsi@radiocittafujiko.it (anche via Wetransfer).
A tutti coloro che prenderanno parte al concorso con i propri brani sarà garantito un passaggio radiofonico in FM.

Entro quando?

Avete tempo fino al 20 maggio 2020.

Un weekend in armonia con la Natura per la canzone più bella

Tra i premi in palio c’è un bellissimo weekend green in Ecobnb, la piattaforma dedicata al turismo sostenibile. Il network raccoglie oltre tremila proposte di ospitalità ecologiche in Italia nel mondo. 

Soggiornando in un ecobnb puoi ridurre i consumi di acqua, la produzione di rifiuti e le emissioni di gas serra: l’equivalente di 295 alberi salvati per ogni pernottamento. Avrai l’opportunità di scegliere tra agriturismi biologici, bed & breakfast ecologici, alberghi diffusi in antichi borghi, glamping immersi nella natura, ma anche case sugli alberi o chalet in alta quota. 

Gli host che fanno parte del network di Ecobnb promuovono un modello di turismo più rispettoso del pianeta, dei luoghi, delle economie locali, nella convinzione che ciascuno di noi deve essere il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo.

Con la tua canzone per il pianeta puoi sperimentare un modo nuovo di viaggiare, più vicino alla natura, più ecologico e ricco di emozioni!

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Walk&Work: Va’ Sentiero arriva a Castiglione dei Pepoli (Bo) | Sabato 9/11

Restanza, Ritornanza e Integrazione nell’Appennino Parmense | Intervista a Maria Molinari

Cari viaggiatori e viaggiatrici 

oggi nel nostro blog ci trasferiamo sull’Appennino parmense in attesa della tappa di IT.A.CÀ Parma che si terrà dal 4 al 6 ottobre 2019 (link programma) e intervistiamo per voi Maria Molinari – Guida Ambientale Escursionistica che vive a Berceto, un paese di montagna di circa duemila abitanti che è situato nell’Appennino Parmense.

Maria Molinari

Ha studiato Antropologia Culturale all’Università di Bologna e dopo alcune esperienze di cooperazione internazionale ha intrapreso una strada professionale incentrata sul tema dell’inclusione dei migranti. Oggi progetta e coordina progetti a sfondo culturale nelle Valli Taro e Ceno e cerca di mettere a servizio le sue esperienze professionali per lo sviluppo del territorio convinta, come lei stessa dichiara, “che aprirsi al cambiamento sia l’unica via possibile”.

In vista della tappa parmense del Festival IT.A.CÀ – il cui tema quest’anno è quello della “Restanza” – abbiamo chiesto a Maria di raccontarci dei suoi progetti passati e futuri e del rilancio sostenibile delle terre appenniniche. 

Parlaci della “tua” Berceto: come mai una ragazza giovane come te, che ha svolto esperienze internazionali in varie parti del mondo, ha deciso di tornare a vivere in un comune di montagna di duemila abitanti? Sei per caso un esempio di “ritornanza”?

Ho sempre vissuto a Berceto e, per necessità di cose, come tutti qui in montagna, ho dovuto spostarmi dall’età di 13 anni. Si viaggia per raggiungere le scuole superiori, le università e il lavoro. 

Dopo anni di lavoro a Parma, in cui tornavo a casa sempre nel week end, ho deciso di ritornare stabilmente a Berceto a vivere e lavorare. Per noi lo spostamento è naturale. Poi negli ultimi anni ho deciso di convogliare le energie nello sviluppo del mio territorio, e mi sono anche resa conto che per riuscirci è necessario il continuo colloquio montagna – città: la montagna ha bisogno della città così come (e sono convinta che lo sarà sempre di più), la città ha sempre più bisogno di montagna che, non dimentichiamolo, in Italia costituisce la sua spina dorsale, geografica e culturale.

Nel corso dei tuoi studi e nelle tue esperienze professionali hai scritto e approfondito il problema dello spopolamento dei territori montani. Cosa significa per te il termine “restanza” e com’è l’andamento demografico degli ultimi anni nei territori da te studiati? Indipendentemente dal numero di residenti ritieni che sia cambiato il modo di vivere nelle comunità?

È profondamente cambiato il modo di vivere. Non sto a dilungarmi sui numeri: basta aprire internet e vedere le linee della popolazione appenninica che direzione seguono. Il modo di viverlo, l’Appennino, è completamente differente rispetto ai primi anni del secolo scorso in cui io non ero presente, ma ho avuto la fortuna di intrecciare i racconti di chi c’è stato e di provare a capire. 

Berceto

È differente il modo di concepire il luogo in cui si vive oggi, non solo in montagna, ma in ogni angolo di mondo. Siamo da nessuna parte e ovunque, e questo non solo grazie alla nostra capacità di movimento, notevolmente aumentata, ma anche grazie alla comunicazione.

Vivere in paese, significa anche prendersi cura di quello spazio e lavorare affinché diventi bene o male simile a quello che ti sei immaginato nella tua testa. Significa farlo insieme a coloro che lo vivono con te.

“Restanza” non è un termine che mi entusiasmi particolarmente, benché vada quasi di moda. Mi rendo conto che sia un fenomeno nuovo quello del restare dopo decenni di partenze verso un altrove, ma io non mi sento di essere una persona che resta con fatica, come indica la parola, appunto, che riporta la “resistenza” nel restare.  

Abbiamo tutti bisogno di un angolo di mondo pulito e a contatto con chi ci ha dato vita, la vera terra. Lo abbiamo sempre avuto. Tutti abbiamo bisogno di rapporti puliti e semplici, di stare almeno un po’ in mezzo al verde, di prendersi cura di uno spazio e di viaggiare per poi tornare. Io sono capitata qui, e lavoro affinché questo possa diventare ancor di più un bell’angolo di mondo, come si suole fare di un luogo quando i tuoi piedi lo calpestano.

Progetti di accoglienza e integrazione dei migranti, sullo stile del “modello Riace”, possono essere una soluzione allo spopolamento dei territori? 

Ho lavorato 15 anni nel campo dell’accoglienza migranti (di cui metà in montagna) e posso dire che di passi ne sono stati fatti avanti tanti, ma anche tanti indietro, a livello nazionale. Il modello Riace non lo conosco a fondo e non penso si possa replicare un modello là dove abbiamo migliaia di micro contesti in Italia, con differenti storie e prospettive di sviluppo. Quello che è certo è che vi sono enormi difficoltà nell’accogliere in montagna, ma vi sono altresì enormi opportunità. 

La prima opportunità che mi viene in mente è la dimensione del piccolo e della conoscenza reciproca. Quello che va al di là dell’umanità quando parliamo del diverso inferocendoci, è sempre la distanza. Quando si è in un piccolo paese, la distanza è ridotta. La distanza tra le persone, se si vuole, si riduce in un attimo. Non vi sono numeri, ma persone; non vi sono volti indistinti, ma nomi. Questo non vale solo per coloro che vengono da fuori, ma vale per ciascuno di noi, ove ognuno, per forza di cose, diviene un personaggio. È più raro l’anonimato, e dunque più raramente si lancia il sasso colpendo qualcuno e nascondendo la mano, poiché da qualcun’altro si viene quasi sempre visti.

In merito alle difficoltà, purtroppo sono le stesse che hanno anche i suoi residenti di lungo termine. Sono le stesse che hanno i nuovi abitanti e sono le stesse che si continueranno ad avere se non si cambia rotta in termini di attenzione alle vie di sviluppo del paese. E se vogliamo ancora una volta parlare di numeri, per tornare a rispondere alla domanda, essi sono “già” una risposta allo spopolamento dei territori, ma la nostra miopia razzista non ce ne fa rendere conto universalmente.

Noi di IT.A.CÀ Parma intendiamo la “restanza” come una sorta di “resistenza”, riteniamo cioè importante far resistere le voci del passato e insegnare ad ascoltarle per scoprire cosa ancora hanno da dirci. Anche tu, durante le tue escursioni, dai molta importanza alla valorizzazione delle tradizioni orali e ti interessi alle leggende e ai miti che fanno da sfondo ad una cultura in trasformazione. Da cosa è nato questo interesse e perché lo ritieni importante?

Un territorio non è fatto solo di geografia e di rilievi. Non è fatto di mero panorama o aria buona. Ciò che compone un luogo è fatto soprattutto di pensieri che li hanno corsi e di segni che lasciano chi ci vive, o che hanno lasciato chi ci ha vissuto. Mi è parso naturale, quando ho cominciato a portare le persone a conoscere i luoghi, trasmettere ciò che “possiedo” di un posto, non ciò che non conosco direttamente. E lo faccio con naturalezza, anche se a volte ho la pretesa di prepararmi.

Inoltre, in paese stiamo lavorando alla Casa di Augusto, che è una vecchia casa, proprio come una di quelle che c’erano una volta in paese, con la stalla al piano terra e l’abitazione al piano superiore. Due stanze e una cucina, nient’altro, senza luce, ne acqua in casa. Senza bagno. Una casa poverissima. Bè, adesso quella casa è diventata museo vivente di comunità. Cosa significa? Significa un luogo dove raccogliere e mostrare memoria, dove testimoniare e produrre cultura dove tutta la comunità è chiamata a crearla e dove è la stessa comunità che, raccontandosi, produce memoria > link 

Come vedi il tuo paese tra venti anni? Che futuro prevedi per il nostro Appennino Parmense?

Al di là di quello che può accadere a livello climatico, ed io non ho le carte per ipotizzare nulla, posso solo allertarmi per la preoccupazione generale di una pianura in futura ebollizione, vedo persone stanche della congestione cittadina. Forse le vedo semplicemente poiché sono in continuo contatto con loro, ma le vedo in aumento. Salire le valli ed arrivare con un sacco di speranze, è un esperienza che stanno facendo in tanti. Tra vent’anni lo vedo così il nostro Appennino Parmense: una corsa alle case, oggi vuote, per una loro (si spera) ragionevole e contestualizzata ristrutturazione.

Non resta che invitarvi a fare una visita alla Casa di Augusto e partecipare alle tante attività presenti nella tappa del festival a Parma 🙂

IT.A.CÀ Blog 
Andrea Merusi 
Coordinatore tappa di Parma

 

Un viaggio tra la “restanza” delle tappe di IT.A.CÀ 2019

Cari viaggiatori e care viaggiatrici,

 in tanti ci avete chiesto il nostro personale punto di vista sul tema di IT.A.CÀ 2019 e per questo siamo qui a scrivervi. La parola Restanza di cui abbiamo parlato nel nostro blog per annunciare il tema di quest’anno è un concetto che ha sviluppato l’antropologo Vito Teti nel suo libro, pubblicato nel 2014, Pietre di pane. Un’antropologia del restare.

[..] Etica della restanza si misura con l’arrivo degli altri, con la messa in custodia del proprio luogo di appartenenza, con la necessità di avere riguardo, di avere una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per i nostri luoghi.
 A volte facciamo l’elogio dei luoghi e poi li deturpiamo: quindi quest’etica del restare comporta anche una coerenza tra la scelta di rimanere e quella di dare, concretamente, un senso nuovo ai luoghi, preservandoli e restituendoli a una nuova vita [..]” cit Vito Teti

Il significato della parola “Restanza” sottintende il concetto di stanziarsi, fermarsi in un luogo, continuare ad essere, sussistere. Per noi quello della “Restanza” è un concetto in fieri, in divenire, che cambia e si adatta allo scorrere del tempo e ai luoghi.

Un tempo si restava in un luogo perché si possedeva la casa, la terra, perché le radici della propria famiglia erano profonde e difficili da sradicare o perché al contrario non si aveva scelta e andare via era più difficile che restare. Oggi, invece, tante case restano disabitate, alcuni borghi meravigliosi di Italia scompaiono mentre altri si sovrappopolano perché non è più il concetto di possesso che ci lega al territorio quanto più quello di scelta.

Foto di gruppo dei coordinatori delle tappe nazionali – Montefredente Appennino bolognese

Per questa ragione abbiamo chiesto ai rappresentanti delle tappe di IT.A.CÀ 2019 di raccontarci come hanno declinato il tema della “Restanza” per offrirvi uno spaccato più ampio di vedute sull’argomento.

Ogni descrizione è un “piccolo idillio” come direbbe il nostro caro Leopardi, che descrive da nord a sud, da est ed ovest la nostra penisola e contribuisc a dare l’idea di quanto sia diverso eppure cosi unito il nostro paese. Buona lettura!

Abbiamo chiesto ai coordinatori delle nostre tappe di declinarci il tema della Restanza nei loro territori!

IT.A.CÀ Parco Nazionale Monti Sibillini

“Restanza per noi è la riscoperta di un nuovo abitare le terre colpite dal sisma. Memorie e tradizioni perdute per strada, comunità aperte e inclusive che si prendono cura l’una dell’altra, messa in discussione dei modelli di sviluppo ostili e calati dall’alto, territorio come bene ma anche come responsabilità comune, centralità e tutela del patrimonio naturalistico, rivendicazione dei servizi negati e perduti. Diritto a partire, restare, tornare, arrivare. Dovere di accogliere e non abbandonare.” – cit Chiara Caporicci e Patrizia Vita

IT.A.CÀ Parco Nazionale Monti Sibillini – Ussita

IT.A.CÀ Bologna e Appennino

La restanza può essere il tratto comune di una rete di cittadini che non solo promuove un diverso concetto di sviluppo turistico, non accettando la realtà passivamente, ma mette in atto progetti collaborativi che producono discontinuità anche su un piano politico e culturale più vasto. Da questo punto di vista, IT.A.CÀ si presenta come un grande laboratorio in cui ha luogo una sperimentazione a più voci su come procedere verso uno sviluppo sostenibile. Un esperimento di democrazia partecipativa, o meglio progettuale, dove non solo si discute di cosa fare, ma si fa anche ciò di cui si è discusso, in un’ottica di ricerca-azione circolare.

Foto di Noemi Usai – IT.A.CÀ Bologna e Appennino bolognese 2019

Quando gli attori locali decidono di non abbandonare il loro territorio e di attivare dei processi di collaborazione e di resistenza per mantenerlo in vita, la restanza diventa un impegno politico e sociale, e non solo economico, per un cambiamento che parte proprio dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile.

Restanza, dunque, come nuova modalità di riscoperta e convivialità sul territorio, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive – cit Pierluigi Musarò 

IT.A.CÀ Rimini e le Sue Valli

“Coniugare il tema della restanza è per noi pensare a una città che vive aldilà dei mesi estivi e dei turisti che la visitano e che si anima e comunica la sua natura, non solamente balneare, a partire dai cittadini che la abitano e dalle comunità che ospita. Un territorio vivo 12 mesi all’anno e non solo 3 o 4 come molti ancora pensano. Parlare di sostenibilità e valorizzazione della cultura locale è quindi fondamentale nel momento in cui pensiamo a Rimini e i suoi territori non come qualcosa da consumare, ma da scoprire, valorizzare, in cui restare e costruire relazioni sociali, culturali, economiche, anche tra cittadini e turisti, volte alla scoperta, al dialogo, alla realizzazione di azioni sostenibili e virtuose che possano durare nel tempo.” cit Elisa De Carli

IT.A.CÀ Calabria di mezzo

“Restanza è arrivare. È il traguardo di un viaggio alla scoperta del mondo, alla scoperta di noi, nel confronto con l’altro. Restanza è la partenza. È l’avvio di un secondo viaggio alla scoperta di noi, nel confronto con noi stessi ed il luogo che scegliamo. Restanza è progetto radicato, scelta consapevole, è dimenticanza del sé che si dissolve nell’importanza dell’agire per il luogo giusto, per noi, in quel momento.”  Cit – Ricardo Stocco 

IT.A.CÀ Salento

“Per la rete IT.A.CÁ Salento la restanza è la capacità di vivere con pienezza e consapevolezza in un territorio geograficamente lontano dai centri del potere politico ed economico del Paese; godere a pieno del legame privilegiato con l’ambiente che abitiamo rispettandolo e tutelandolo; convivere con le tracce di un passato meticcio che abbiamo avuto in eredità dai nostri padri e che rappresentano per noi oggi un forte capitale culturale e sociale in termini di memoria e identità collettiva.

Nonostante le pur notevoli difficoltà che questo Sud spesso ci impone nel raggiungere obiettivi e sogni non ci sentiamo esclusi dai grandi processi sociali che riteniamo essere ancora più evidenti in una terra di frontiera e di confine come il Salento (giustizia ambientale, migrazioni, identità multiple, ecologie dei saperi).Le riflessioni teoriche e le pratiche sociali delle associazioni della rete IT.A.CÀ, che da anni si occupano di migrazioni, turismo responsabile e accessibile, formazione e cultura, sono il nostro strumento politico per costruire comunità plurali e inclusive e per accogliere la restanza come valore positivo”. Cit Marta Vignola 

IT.A.CÀ Gran Sasso

“Sul Gran Sasso e nei Monti della Laga la Restanza è quella degli abitanti, storici e temporanei, che tenacemente cercano metodi e strumenti condivisi per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei borghi storici, accentuato dalle ultime calamità. La Restanza è anche quella accoglienza diffusa e integrazione sociale, che vede oggi giovani pakistani, curdi o kossovari ospitati nell’area del cratere sismico portare avanti tradizioni e mestieri storici, oltre che adoperarsi per il recupero e la valorizzazione di sentieri e aree protette.” cit Giovanni Berardi 

IT.A.CA Gran Sasso 2019 parte aquilana del parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga

IT.A.CÀ Gorizia – Trieste

“Per noi la restanza è la possibilità di affacciarci ad un festival nazionale come  IT.A.CÀ e apre ad una rete di contatti e collaborazioni con realtà fuori dal semplice contesto del Friuli Venezia Giulia. Questo per noi non è soltanto un’opportunità ma anche la possibilità di creare un momento dove sederci tutti ad uno stesso tavolo: realtà che fino ad oggi non avevano ancora pensato di collaborare e cooperare, si ritrovano a pensare di percorrere insieme lo stesso percorso accumunato dalla sostenibilità del turismo, il rispetto dell’ambiente e delle culture. Questo restituisce non solo enorme valore al nostro territorio, ma anche forte curiosità di voler continuare a confrontarci. La nostra scelta di portare il festival qui a Trieste e Gorizia è perché ci sentiamo di voler condividere casa” – cit Francesca Giglione 

IT.A.CÀ Brescia e le Sue Valli 

“La Restanza come reimpossessarsi del proprio territorio e delle possibilità che questo offre. Per una popolazione, sia cittadina che montana, abituata a migrazioni per lavoro o per transumanze, si tratta di ricordare, scoprire o riscoprire, luoghi che sono nel profondo della memoria di ognuno.

Restanza è condivisione, partecipazione e scoperta. Condividiamo i nostri luoghi: per rinnovarli. Allarghiamo la partecipazione: è energia rigenerativa. Scopriamo lo stupore: un punto di riferimento.Turismo accogliente con i bambini alla scoperta, con i giovani, energia di rinnovamento, con gli adulti, per cambiare i punti di riferimento”. Cit Amaranta Zizioli 

IT.A.CÀ Brescia e le sue Valli

IT.A.CÀ Ravenna 

Che fai resti? Si resto qua. 

Perché? Perché voglio fare un lungo viaggio alla scoperta della mia identità, della mia terra e accogliere chi arriva. C’è una parola in grado di esprimere il senso profondo di questo atteggiamento. Restanza.  È un concetto che assume un significato molto forte nell’economia del turismo dove l’esperienza di chi viaggia è profondamente condizionata dai valori, comportamenti, atteggiamenti e attitudini di chi ospita, di chi accoglie, di chi resta.

Con il Festival IT.À.CA a Ravenna si parla di turismo sostenibile e responsabile con una nuova prospettiva che mette al centro le persone, la loro accoglienza e identità come motivazione di viaggio, il patrimonio culturale come valore da capire e non solo da ammirare,  l’ambiente come tesoro da custodire, la mobilità come parte dell’esperienza di viaggio. In una terra che ha fatto dell’accoglienza il suo brand e in una città che ha saputo preservare nel tempo il suo grande patrimonio storico e ambientale cosa si deve fare perché il viaggio diventi un’economia che produce e ridistribuisce ricchezza lasciando nei viaggiatori il desiderio di trasformare il loro viaggio in un momento di restanza! Cit Lidia Marongiu

IT.A.CÀ Trentino

“Per noi la via della Restanza è un filo teso tra chi vuole esserci e l’attenzione al proprio territorio, alla propria casa. Significa non restare indifferenti, scegliere la possibilità di essere qui ed ora. Per noi Restanza, quest’anno come non mai, ha il valore della speranze e delle rinascita.” cit Linda Martinello 

IT.A.CÀ Trentino 2018

IT.A.CÀ Reggio Emilia

“Restanza: ovvero ciò che, permanendo nel contemporaneo dei territori e delle comunità, attraversa le trasformazioni sociali, economiche e culturali di un passato, e diviene eredità per un futuro comune destino. È hardware, ma soprattutto software rigenerato e adottato. È patrimonio materiale ed immateriale, fondativo, condiviso, unico, raro e prezioso, da riconoscere, riproporre e rinnovare.” cit Vittorio Gimigliano 

IT.A.CÀ Parma

“Restanza è preservare la memoria storica dei territori, far risuonare oggi le voci di tutte le storie antiche e vicine che il nostro territorio ha ospitato. In questo senso, “restanza” per noi è anche “resistenza”, significa cioè far resistere le voci del passato e ascoltare cosa ancora hanno da dirci. La restanza nel nostro territorio non è soltanto il tentativo di resistere allo spopolamento delle zone montane dell’Appennino Parmense (che è già in tanti casi un fenomeno drammatico e quasi irreversibile); ma anche resistere allo spopolamento “culturale” di alcuni quartieri della città e zone della provincia. Il nostro tentativo è quello di riportare cultura in questi quartieri e rinnovarne i luoghi di incontro, perché tornino a essere zone vive e con una forte identità territoriale.” cit Andrea Merusi e Elisa Binini 

IT.A.CÀ Pavia

“La restanza a Pavia è intesa come una riscoperta del proprio territorio. Restanza è attivarsi in città come in Oltrepò per una presa in cura dei luoghi che parta dai cittadini salvaguardando tradizioni e risorse ma aprendosi agli altri. La seconda edizione del festival vuol essere una nuova modalità di conoscenza della città e della sua compagna per uno sviluppo innovativo e sostenibile”. cit Corrado del Bò

IT.A.CÀ Monferrato 2017

IT.A.CÀ Monferrato 

“La Restanza è una parola rotonda. Una parola il cui significato è una mescolanza di errori, bellezza, stimoli, silenzi e qualità; una matassa aggrovigliata che ha il desiderio di srotolarsi piano piano per recuperare la fedeltà delle cose mobili, sane e intelligenti.

Un luogo speciale, un giardino da curare, condividere, odioso, al punto da amarlo, nel quale stare in buona compagnia o da soli, per lasciare che l’immaginazione si muova liberamente nel tempo e nello spazio. La Restanza per noi è un fazzoletto di terra, l’attesa, un’alba per respirare, uno sconfinato pretesto a colori dove ritrovare l’umanità, per un futuro presente.” cit Massimo Biglia 

IT.A.CÀ Napoli

“Un tempo partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo accogliere. Il tema della restanza nella città di Napoli diventa una misura dell’accoglienza di viaggiatori, turisti, migranti o nuovi residenti che si traduce nella condivisione del capitale di comunità, nel prendersi cura dei quartieri della città, dei beni comuni e gli spazi pubblici, specie di quelli di interesse storico artistico ed ambientale che rischiano il degrado e l’abbandono.” cit Fabio Corbisiero 

IT.A.CÀ Levante Ligure 

“La Restanza è per noi come l’onda di risacca che batte sulla nostra Baia del Silenzio. É la capacità di raccogliere idee e movimenti che partono da lontano, e renderli nostri, qui e ora. Restare o ritornare con un bagaglio di immagini e suggestioni per nutrire le nostre radici e fare crescere il territorio verso il futuro.” cit Marcello Massucco 

E per voi cos’è la restanza?

Se volete raccontarci il vostro personale punto di vista scriveteci a info@festivalitaca.net per condividere la vostra esperienza e le vostre riflessioni.  Per sapere di più e restare informato sulle tappe di IT.A.CÀ 2019 scarica qui il nostro materiale per la stampa 🙂

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli & 
Maria Teresa Amodeo

 

 

“RACCONTAMI UN POSTO” | Con-corso di storytelling per parole e immagini

Quando interviste e ritratti fotografici si incontrano per conoscere l’altro attraverso le sue esperienze di viaggio responsabile e accessibile.

A cura di Alessandro Busi, Lorenzo Scaldaferro, Simona Zedda per COSPE Onlus

Posso accedere? è la domanda che molte persone si fanno e pongono quando devono recarsi in un luogo, ma Posso accedere? è anche la domanda che sottende all’incontro con l’altroposso accedere alla tua esperienza? Posso accedere al mondo dal tuo punto di vista?

Anche lo scrittore e il fotografo fanno la stessa domanda ai propri personaggi: si mettono nei loro panni per sentire quello che sentono loro, vedere quello che vedono, percepire quello che percepiscono. Ma come sente e vede il mondo una persona sorda, una persona con il passeggino, una persona cieca, un anziano? In linea con l’accessibilità universale cui vuole sensibilizzare il progetto Padova per tutti, la scrittura e la fotografia possono essere un’occasione utile per comprendere l’esperienza dell’accessibilità in un modo nuovo.

CORSO 

COSPE Onlus nell’ambito del progetto PADOVA per TUTTI, propone un corso inclusivo di 10 incontri della durata di 2 ore circa ciascuno, presso gli spazi del CSV (Centro Servizi Volontariato) di Padova.

In questo percorso, i partecipanti si metteranno in gioco con la scrittura breve, non finalizzata solo alla produzione di un testo letterario, ma con l’attenzione puntata alla costruzione di un’esperienza altra dalla propria. Per fare ciò, lo strumento privilegiato sarà quello dell’intervista come strumento di interazione.

Prendendo a modello ilprogettoHumans of New York di Brandon Stanton, ma anche di altri autori che hanno fatto della brevità il loro punto di forza, vedremo come sia possibile raccontare una storia in poche righe, come sia possibile intervistare senza essere invadenti, affinché ogni partecipante possa costruire un proprio set di domande utile a esplorare l’accessibilità e la disabilità nel proprio modo peculiare.

Gli incontri di fotografia prevedono una prima fase tecnica in cui si impareranno le basi della fotografia (ISO, Diaframmi e Tempi), della luce e della post produzione (il file raw, una post produzione semplice, naturale, spontanea, in linea con il progetto). Successivamente ci si confronterà sulla fotografia di ritratto vedendo alcuni importanti esempi e facendo poi degli esercizi pratici in classe. Si cercherà di trasmettere il senso intimo del ritratto, quella connessione unica che si può creare tra fotografo e soggetto e che traspare dal ritratto stesso in quanto immagine sincera della persona immortalata.

Nel corso di ogni incontro si alterneranno momenti pratici e teorici, privilegiando una modalità di apprendimento partecipato ed esperienziale. Fra un incontro e l’altro verranno assegnati ai partecipanti esercizi che funzionino come stimolo per la produzione di testi e foto proprie.

Il corso vedrà un primo incontro di contestualizzazione sul turismo responsabile e accessibile (a cura di Simona Zedda) e continuerà con dieci incontri di 2 ore ciascuno  per sviscerare le modalità dell’intervista (con Alessandro Busi) e la fotografia ritrattistica (con Lorenzo Scaldaferro) per imparare a produrre  una propria foto intervista sul modello Humans of New York di Brandon Stanton. Conoscere l’altro e il suo viaggio quotidiano nell’accessibilità.

LE DATE 

il Mercoledì dalle 20.30 alle 22.30 

  1. 9 ottobre 2019 – Il turismo responsabile: ambiente, comunità locale, accessibilità
  2. 16 ottobr2019 – (scrittura) Conoscenza e reciprocità
  3. 23 ottobre2019 – (scrittura) Cosa raccontare?
  4. 30 ottobre 2019 – (scrittura) Humans of New York
  5. 6 novembre2019 – (scrittura) Costruire domande
  6. 13 novembre 2019 – (fotografia) Impariamo ad usare la macchina fotografica al meglio
  7. 20 novembre2019 – (fotografia) Quando tecnica ed emozione si incontrano: composizione e luce
  8. 27 novembre2019 – (fotografia) Il ritratto fotografico: essenza della fotografia
  9. 4 dicembre2019 – (fotografia) Il ritratto fotografico: ora tocca a voi! Ogni studente porterà in classe tre ritratti scattati durante la settimana, li analizzeremo insieme in ogni aspetto: estetico e tecnico.
  10. Mercoledì 18 dicembre 2019 – Lettura dei testi e delle immagini e conclusioni

DOVE
Centro Servizi Volontariato in via Gradenigo 10, Padova.

 I DOCENTI

Alessandro Busi: (psicologo e psicoterapeuta) oltre a una formazione in ambito clinico, lavora con adolescenti e adulti in vari contesti di gruppo. Parallelamente, nel corso degli anni, ha approfondito lo studio della scrittura creativa, sia come passione personale, sia come strumento in ambito psicologico.

Lorenzo Scaldaferro: fotografo, regista professionista e giornalista. Si occupa prevalentemente di immagini commerciali, ma ha sempre avuto un’attenzione ai temi culturali e sociali. Esperienza decennale come docente di fotografia presso la Scuola Internazionale di Comics. Autore di numerosi documentari ed esposizioni.

Simona Zedda: semiologa specializzata nel rapporto tra comunicazione turistica, sviluppo turistico-territoriale e networking; coordina iniziative ed eventi di impatto sociale, culturale ed ambientale. Per il festival IT.A.CÀ migranti e viaggiatori si occupa di progettazione turistica responsabile e accessibile.

ATTREZZATURA FOTOGRAFICA

Per la partecipazione al corso sarà necessario avere a disposizione una macchina fotografica, sia durante le lezioni per mettere in atto in tempo reale gli argomenti trattati durante il corso, sia per gli esercizi a casa e la partecipazione al concorso “Raccontami un posto”. La fotocamera ideale è una Reflex digitale o una mirrorless, ma non è indispensabile… la miglior camera è quella che hai con te, qualsiasi macchina fotografica è ammessa, fosse anche quella dello smartphone. Si consiglia anche la disponibilità di un computer, meglio se dotato di Photoshop.

ACCESSIBILITÀ DEL CORSO

L’incontro introduttivo è accessibile a persone con disabilità visiva, motoria e a *persone sorde; gli incontri di scrittura creativa sono accessibili a persone con disabilità visiva e motoria; gli incontri di fotografia sono accessibili a persone con disabilità motoria e *persone sorde. *(per le persone sorde è garantito il servizio di interpretariato LIS/IT)
La sala è accessibile e sono presenti wc per persone con disabilità.

CHI PUÒ PARTECIPARE

Tutti e tutte dai 18 anni in su.
La partecipazione al corso è ammessa fino ad un numero massimo di n.20 iscritti.

INFO, ISCRIZIONI e COSTI

Mail | info@padovapertutti.it

335.74.90.329 Sara Miotto (COSPE Onlus)
380.36.68.231 Chiara Conti (COSPE Onlus)

Il corso è a offerta responsabile consigliata:

35€ per chi si iscrive entro il 30 settembre
45€ per chi si iscrive dopo il 1 ottobre
20€ per persone con disabilità visiva e sordi

Il corso prevede la partecipazione a tutti gli incontri, sia di scrittura creativa sia di fotografia (eccetto per le persone con disabilità, vedi dettagli nella sezione accessibilità);  è necessario partecipare almeno 70% delle lezioni per il conseguimento di un attestato di partecipazione.

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“RACCONTAMI UN POSTO”: IL CONTEST PER CONOSCERE IL MONDO

Raccontami un posto è la tua opportunità di raccontare quel pezzo di mondo che hai vissuto a chi ancora non lo conosce, di abbattere i pregiudizi e le paure, di incuriosirci e di farci capire che, dopotutto, non ci vuole tanto: basta sgomberare la mente dai pregiudizi e bagnarsi nel fiume del viaggio, con curiosità e voglia di scoprire. È un format di IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori, Festival del turismo responsabile, riadattato al tema dell’accessibilità nell’ambito del progetto PADOVA per TUTTI .

CONCORSO 

Nell’ambito del progetto PADOVA per TUTTI è in programma a inizio 2020 il concorso multidisciplinare RACCONTAMI UN POSTO (responsabile e accessibile).

Gli interessati verranno invitati a ricercare esperienze di viaggio responsabile e accessibile, attraverso la produzione di foto interviste sul modello del progetto “Humans of New York” di Brandon Stanton.

Sulla pagina Facebook del progetto PADOVA per TUTTI verrà pubblicato un album con i lavori dei partecipanti, dando la possibilità al pubblico di votare con un “mi piace” i loro preferiti. Una giuria di esperti poi, sceglierà i 3 lavori da premiare in occasione dell’edizione dedicata al turismo responsabile e accessibile del Festival IT.A.CÀ, in programma a Padova e dintorni a primavera 2020. Inoltre tutti i lavori dei partecipanti verranno esposti in una mostra dedicata.

Il progetto “PADOVA per TUTTI – laboratori, formazione, concorsi, eventi per la città accessibile” prevede una serie di iniziative che hanno per obiettivo quello di promuovere una riflessione intorno al tema dell’accessibilità urbana e proposte di turismo padovano “per tutti” sapendo che una città più accessibile per i turisti lo sarà anche per i residenti. 

Il progetto è promosso da Associazione Vite in Viaggio e COSPE onlus, in collaborazione con Cooperativa Sociale Polis Nova, IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori: festival del turismo responsabile, Festival della lentezza, libreria Pangea, CSV Padova, patrocinato dal Comune di Padova e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo nell’ambito del Bando Culturalmente 2017.

Evento fb 

Wake Up Camp: il primo campeggio ecosostenibile in Abruzzo | Intervista a Giorgio Giannella

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

Giorgio Giannella

oggi nel nostro blog vi portiamo in Abruzzo, a conoscere una delle realtà che fanno parte della tappa di IT.A.CÀ Gran Sasso che si svolge dal 26 al 28 luglio 2019 [programma]. 

Abbiamo fatto due chiacchiere con Giorgio Giannella di Arci Teramo, presidente della coop di comunità che gestirà il progetto “Wake Up Camp” che vedrà l’apertura del primo campeggio in Abruzzo a impatto zero. 

Se poi vorrete incontrare gli mici di Wake Up Camp in prima persona vi invitiamo a partecipare all’incontro pubblico “Partire, tornare, restare. Risorse, metodi e strumenti per lo sviluppo locale dell’Italia dell’abbandono”nella giornata di venerdì 26 luglio presso il Centro Visite della Riserva Naturale Fiume Fiumetto alle h9.30 (Teramo). 

Wake Up Camp è il primo campeggio ecosostenibile in Abruzzo, come è nato il progetto? 

L’Abruzzo subisce un processo di estrema polarizzazione territoriale aggravato dalle calamità naturali, nel 2009 solo 5 dei suoi 19 sistemi economici locali hanno registrato una crescita demografica (e nel 2015 la provincia di Teramo ha registrato per la prima volta nella storia recente un lieve calo demografico). La presenza di aree rurali e montuose, la dimensione relativamente ridotta degli agglomerati urbani, la mancanza di prospettive occupazionali sono altresì all’origine dell’emigrazione dei giovani della Regione.

I gravi avvenimenti, verificatisi nell’inverno del 2017, hanno manifestato l’esigenza di costruire, in particolar modo nell’entroterra abruzzese, una nuova cultura della montagna che possa garantire e favorire uno sviluppo eco-sostenibile nella regione verde d’Europa.

IT.A.CÀ Gran Sasso I edizione 2018

Gli indici degli andamenti economici dimostrano come una così eterogenea proposta turistica sia poco sfruttata e di fatto favorisca solo i territori della costa a scapito dell’entroterra e nel teramano nello specifico del massiccio del Gran Sasso. Il risultato restituisce una regione di montagna governata economicamente dalla ricezione turistica costiera ed un entroterra privo di servizi turistici che lo rendono pericoloso d’inverno quanto d’estate.

Invertire il processo decisionale e sopratutto di partecipazione, tramite il coinvolgimento dell’intera comunità, per garantire la tutela ed il rilancio di una delle prime riserve regionali puntando e riscoprendo tale valore tramite la proposta di un turismo responsabile ed eco-sostenibile è il punto di forza dell’intera proposta progettuale.

Il campeggio è un modo di sostare nei luoghi che ha un basso impatto sul territorio. Attraverso quali accorgimenti il campeggio riesce avere un impatto zero?

Il Wake Up Camp è realizzato mediante tipologie di tende speciali, che garantiscono una bassa antropizzazione riducendo al minimo l’impatto ambientale, mantenendo la massima flessibilità nei volumi e comunque standard alti di accoglienza in un regime di totale autosufficienza energetica.

La tipologia è composta da tende letto ancorate tra le chiome degli alberi, sospese dal suolo ad altezze variabili.

Queste infrastrutture sono in parte acquistate in Europa ed in parte vengono progettate e istallate dalla giovanissima società locale Eldarlab.

Inoltre il recupero del Centro Visite della Riserva prevede la creazione e l’istallazione di un impianto solare termico per le docce e fotovoltaico per l’alimentazione della reception per la prima colazione oltre a tutte le piazzole tende, candidando il “Wake Up Camp” tra i Glamcamping Europei.

Con voi la tenda sembra essersi tramutata in un nuovo simbolo, quello della “restanza”, di chi sceglie di restare per dare nuova vita al territorio. Quanto è importante per voi che la comunità rimanga nel territorio e se ne riappropri, per lo sviluppo locale?

Le tende sono state un simbolo del terremoto dell’Aquila del 2009 dal quale il nostro territorio a fatica cerca di uscire dopo il ripetersi degli eventi sismici nel 2016/2017. La tenda ha rappresentato la precarietà l’incertezza di individui smarriti costretti a cambiare vita e abitudini, ecco le ragioni per la quali vogliamo che diventi un simbolo di sviluppo e di promozione di un turismo responsabile.

Ancora più importante è lo strumento che abbiamo costituito per la gestione della Riserva, la Cooperativa di Comunità che inverte le funzioni e la partecipazione dell’intera cittadinanza ed è una assoluta innovazione sociale.

Una sfida nella sfida dove i protagonisti sono i cittadini per ricostituire su basi nuove il senso di Comunità attraverso la produzione di beni e servizi di interesse generale e per promuovere processi di sviluppo economico e sociale “dal basso”, orientati al soddisfacimento dei bisogni fondamentali e al miglioramento delle condizioni economiche e della qualità della vita per la popolazione locale. La Cooperativa di Comunità denominata – Riscatto – racchiude in modo efficiente la forza di un territorio che ha radici profonde.

Il festival di IT.A.CÀ fa tappa al Gran Sasso tra il 26 e il 28 luglio. Cosa vi aspettate dal festival? quanto è importante per voi promuovere il turismo responsabile nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali?

È la prima volta che partecipiamo in modo attivo a questa esperienza e siamo onorati di ospitare la prima iniziativa di questa edizione del Festival.

Un appuntamento quello abruzzese che assume un ulteriore portata culturale essendo dedicato a Arshad Alì un migrante che nella precedente edizione contribui al ripristino del verde negli spazi comuni della Riserva.

Il senso di una Comunità si esprime anche nella capacità di accoglienza e quindi di integrazione sociale che oggi più che mai coinvolge anche i territori dell’entroterra. Questo il Festival, attraverso l’incessante lavoro del Centro di Accoglienza Straordinaria Radici Culturali, ha già prodotto un risultato importante: la rete locale che anima, ospita e organizza gli eventi in modo organico costruendo un calendario ricco di stimoli non solo per gli ospiti ma anche per i locali.

Ringraziamo Giorgio per averci raccontato questo bellissimo progetto di ospitalità che consigliamo vivamente di usufruirne quando andrete a fare camminate nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, intanto non perdetevi il programma del nostro festival in questi luoghi [link] 

Buone camminate e buon viaggio 🙂

Blog IT.A.CÀ
Marta Zaramella 

Una guida per viaggiatrici libere

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog vi parliamo di questa interessante guida della casa editrice Altraeconomia, nonché Main Media Partner del nostro festival per l’edizione 2019.

Un batik in Senegal, un gioiello in Tanzania, un formaggio slow in Armenia, yoga a Bali, un cammino con i nomadi in Ciad, esercizi di memoria in Bosnia, shopping pizzo free in Sicilia, mosaici a Venezia, balli folk in Piemonte… sono solo alcune delle 50 proposte di esperienze contenute nella guida di turismo responsabile “La guida delle libere viaggiatrici” di Iaia Pedemonte e Manuela Bolchini.

Una guida pensata da Altreconomia edizioni per donne – ma non solo – che amano viaggiare liberamente e in modo sicuro, da sole o in compagnia. Una selezione di viaggi, mete ed esperienze con un’anima femminile, uniche ed originali, in Italia e nel mondo. Si va dai cammini nella natura a sfiziosi soggiorni enogastronomici, passando per raffinati itinerari culturali, esperienze con le contadine e le artigiane nel Sud del mondo, workshop per riappropriarsi del saper fare, imprese sportive per tutti e perfino shopping intelligente.

Ma soprattutto incontri con le comunità ospitali e lo straordinario “capitale umano” femminile del turismo responsabile: guide d’arte e di natura, imprenditrici agricole, direttrici di musei, manager di tour operator e altre protagoniste di “filiere virtuose”, che valorizzano la cultura e le tradizioni locali.

Un viaggio per ogni piacere o sapere, lontano dai luoghi comuni, che lasci un ricordo vero e differente: per riportare a casa non un souvenir, ma emozioni autentiche.