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Wake Up Camp: il primo campeggio ecosostenibile in Abruzzo | Intervista a Giorgio Giannella

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

Giorgio Giannella

oggi nel nostro blog vi portiamo in Abruzzo, a conoscere una delle realtà che fanno parte della tappa di IT.A.CÀ Gran Sasso che si svolge dal 26 al 28 luglio 2019 [programma]. 

Abbiamo fatto due chiacchiere con Giorgio Giannella di Arci Teramo, presidente della coop di comunità che gestirà il progetto “Wake Up Camp” che vedrà l’apertura del primo campeggio in Abruzzo a impatto zero. 

Se poi vorrete incontrare gli mici di Wake Up Camp in prima persona vi invitiamo a partecipare all’incontro pubblico “Partire, tornare, restare. Risorse, metodi e strumenti per lo sviluppo locale dell’Italia dell’abbandono”nella giornata di venerdì 26 luglio presso il Centro Visite della Riserva Naturale Fiume Fiumetto alle h9.30 (Teramo). 

Wake Up Camp è il primo campeggio ecosostenibile in Abruzzo, come è nato il progetto? 

L’Abruzzo subisce un processo di estrema polarizzazione territoriale aggravato dalle calamità naturali, nel 2009 solo 5 dei suoi 19 sistemi economici locali hanno registrato una crescita demografica (e nel 2015 la provincia di Teramo ha registrato per la prima volta nella storia recente un lieve calo demografico). La presenza di aree rurali e montuose, la dimensione relativamente ridotta degli agglomerati urbani, la mancanza di prospettive occupazionali sono altresì all’origine dell’emigrazione dei giovani della Regione.

I gravi avvenimenti, verificatisi nell’inverno del 2017, hanno manifestato l’esigenza di costruire, in particolar modo nell’entroterra abruzzese, una nuova cultura della montagna che possa garantire e favorire uno sviluppo eco-sostenibile nella regione verde d’Europa.

IT.A.CÀ Gran Sasso I edizione 2018

Gli indici degli andamenti economici dimostrano come una così eterogenea proposta turistica sia poco sfruttata e di fatto favorisca solo i territori della costa a scapito dell’entroterra e nel teramano nello specifico del massiccio del Gran Sasso. Il risultato restituisce una regione di montagna governata economicamente dalla ricezione turistica costiera ed un entroterra privo di servizi turistici che lo rendono pericoloso d’inverno quanto d’estate.

Invertire il processo decisionale e sopratutto di partecipazione, tramite il coinvolgimento dell’intera comunità, per garantire la tutela ed il rilancio di una delle prime riserve regionali puntando e riscoprendo tale valore tramite la proposta di un turismo responsabile ed eco-sostenibile è il punto di forza dell’intera proposta progettuale.

Il campeggio è un modo di sostare nei luoghi che ha un basso impatto sul territorio. Attraverso quali accorgimenti il campeggio riesce avere un impatto zero?

Il Wake Up Camp è realizzato mediante tipologie di tende speciali, che garantiscono una bassa antropizzazione riducendo al minimo l’impatto ambientale, mantenendo la massima flessibilità nei volumi e comunque standard alti di accoglienza in un regime di totale autosufficienza energetica.

La tipologia è composta da tende letto ancorate tra le chiome degli alberi, sospese dal suolo ad altezze variabili.

Queste infrastrutture sono in parte acquistate in Europa ed in parte vengono progettate e istallate dalla giovanissima società locale Eldarlab.

Inoltre il recupero del Centro Visite della Riserva prevede la creazione e l’istallazione di un impianto solare termico per le docce e fotovoltaico per l’alimentazione della reception per la prima colazione oltre a tutte le piazzole tende, candidando il “Wake Up Camp” tra i Glamcamping Europei.

Con voi la tenda sembra essersi tramutata in un nuovo simbolo, quello della “restanza”, di chi sceglie di restare per dare nuova vita al territorio. Quanto è importante per voi che la comunità rimanga nel territorio e se ne riappropri, per lo sviluppo locale?

Le tende sono state un simbolo del terremoto dell’Aquila del 2009 dal quale il nostro territorio a fatica cerca di uscire dopo il ripetersi degli eventi sismici nel 2016/2017. La tenda ha rappresentato la precarietà l’incertezza di individui smarriti costretti a cambiare vita e abitudini, ecco le ragioni per la quali vogliamo che diventi un simbolo di sviluppo e di promozione di un turismo responsabile.

Ancora più importante è lo strumento che abbiamo costituito per la gestione della Riserva, la Cooperativa di Comunità che inverte le funzioni e la partecipazione dell’intera cittadinanza ed è una assoluta innovazione sociale.

Una sfida nella sfida dove i protagonisti sono i cittadini per ricostituire su basi nuove il senso di Comunità attraverso la produzione di beni e servizi di interesse generale e per promuovere processi di sviluppo economico e sociale “dal basso”, orientati al soddisfacimento dei bisogni fondamentali e al miglioramento delle condizioni economiche e della qualità della vita per la popolazione locale. La Cooperativa di Comunità denominata – Riscatto – racchiude in modo efficiente la forza di un territorio che ha radici profonde.

Il festival di IT.A.CÀ fa tappa al Gran Sasso tra il 26 e il 28 luglio. Cosa vi aspettate dal festival? quanto è importante per voi promuovere il turismo responsabile nel rispetto dell’ambiente e delle comunità locali?

È la prima volta che partecipiamo in modo attivo a questa esperienza e siamo onorati di ospitare la prima iniziativa di questa edizione del Festival.

Un appuntamento quello abruzzese che assume un ulteriore portata culturale essendo dedicato a Arshad Alì un migrante che nella precedente edizione contribui al ripristino del verde negli spazi comuni della Riserva.

Il senso di una Comunità si esprime anche nella capacità di accoglienza e quindi di integrazione sociale che oggi più che mai coinvolge anche i territori dell’entroterra. Questo il Festival, attraverso l’incessante lavoro del Centro di Accoglienza Straordinaria Radici Culturali, ha già prodotto un risultato importante: la rete locale che anima, ospita e organizza gli eventi in modo organico costruendo un calendario ricco di stimoli non solo per gli ospiti ma anche per i locali.

Ringraziamo Giorgio per averci raccontato questo bellissimo progetto di ospitalità che consigliamo vivamente di usufruirne quando andrete a fare camminate nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, intanto non perdetevi il programma del nostro festival in questi luoghi [link] 

Buone camminate e buon viaggio 🙂

Blog IT.A.CÀ
Marta Zaramella 

Una guida per viaggiatrici libere

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog vi parliamo di questa interessante guida della casa editrice Altraeconomia, nonché Main Media Partner del nostro festival per l’edizione 2019.

Un batik in Senegal, un gioiello in Tanzania, un formaggio slow in Armenia, yoga a Bali, un cammino con i nomadi in Ciad, esercizi di memoria in Bosnia, shopping pizzo free in Sicilia, mosaici a Venezia, balli folk in Piemonte… sono solo alcune delle 50 proposte di esperienze contenute nella guida di turismo responsabile “La guida delle libere viaggiatrici” di Iaia Pedemonte e Manuela Bolchini.

Una guida pensata da Altreconomia edizioni per donne – ma non solo – che amano viaggiare liberamente e in modo sicuro, da sole o in compagnia. Una selezione di viaggi, mete ed esperienze con un’anima femminile, uniche ed originali, in Italia e nel mondo. Si va dai cammini nella natura a sfiziosi soggiorni enogastronomici, passando per raffinati itinerari culturali, esperienze con le contadine e le artigiane nel Sud del mondo, workshop per riappropriarsi del saper fare, imprese sportive per tutti e perfino shopping intelligente.

Ma soprattutto incontri con le comunità ospitali e lo straordinario “capitale umano” femminile del turismo responsabile: guide d’arte e di natura, imprenditrici agricole, direttrici di musei, manager di tour operator e altre protagoniste di “filiere virtuose”, che valorizzano la cultura e le tradizioni locali.

Un viaggio per ogni piacere o sapere, lontano dai luoghi comuni, che lasci un ricordo vero e differente: per riportare a casa non un souvenir, ma emozioni autentiche.

Le tappe estive di IT.A.CÀ | Festival del Turismo Responsabile 2019

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

non si ferma il tour itinerante del primo Festival di Turismo Responsabile in Italia che dopo le tappe del Parco Nazionale Monti Sibillini, Bologna, Rimini e le Sue Valli, giunge fiero da giugno a luglio, nei territori della Calabria di Mezzo, del Salento e del Gran Sasso per parlare di RESTANZA: non solo un’idea tutta in scoperta, ma un vero e proprio approccio per chi sceglie il cambiamento quotidiano. Restanza, ovvero un modo di essere contrario alla pigrizia e all’arrendevolezza, ma restare nella propria terra per valorizzarne la cultura e rendere più vivibile i luoghi, compiendo ogni giorno piccoli passi. IT.A.CÀ, da aprile a novembre, da nord a sud in 16 tappe nazionali, si racconta attraverso gli occhi e le parole di chi arriva, di chi torna e di chi non se n’è mai andato.

Tappa Calabria di Mezzo

Venerdì 21 giugno nella tappa di inaugurazione in Calabria presso Tiriolo (CZ) sarà ospite l’antropologo Vito Teti che presenterà il libro “Pietre di pane. Un’antropologia del restare”, si deve il merito di aver dato un senso profondo al significato di restanza e di ricostruzione. Fino al 7 luglio, seguiranno eventi per tutti: passeggiate mitologiche alla scoperta di luoghi storici, escursioni nei boschi, dimostrazioni di artigiani all’opera, incontri e confronti, percorsi archeologici, adventure trekking e itinerari tra misteri.

PROGRAMMA CALABRIA DI MEZZO  

Magna Grecia

Dal 5 al 7 luglio, IT.A.CÀ arriva anche nel Salento, dove si alterneranno molti appuntamenti sull’importanzadel vivere con pienezza e consapevolezza in un territorio geograficamente lontano dai centri del potere politico ed economico del paese. Godere a pieno del legame privilegiato con l’ambiente, rispettandolo e tutelandolo, convivere con le tracce di un passato meticcio ricevuto in eredità e che rappresenta per gli abitanti un forte capitale culturale e sociale in termini di memoria e identità collettiva.

Questo lo spirito della restanza salentina, che insieme alle pratiche sociali delle associazioni riunite nella rete del festival e coinvolte da sempre nei temi su migrazione, turismo responsabile e accessibile, formazione e cultura, diventano strumento per costruire comunità plurali e inclusive e per accogliere la restanza come valore positivo.

IT.A.CÀ Salento

 
Vito Teti, dopo la Calabria di Mezzo, torna anche nel convegno di apertura presso l’Università del Salento la mattina del 5 luglio, insieme allo scrittore Antonio Moresco e ad altri docenti universitari ed esponenti del mondo dell’arte, dell’associazionismo e del terzo settore.

PROGRAMMA SALENTO 

Per entrare nel vivo di IT.A.CÀ Gran Sasso, bisognerà tuttavia aspettare la fine di luglio: dal 26 al 28, una sosta lenta in Abruzzo, la regione più verde d’Europa, tra il versante teramano e quello aquilano del Gran Sasso, attende i visitatori con tanti appuntamenti sparsi che si apriranno con l’incontro pubblico e aperto ad istituzioni, enti, cittadini e operatori sul tema dello sviluppo locale. Il dibattito, previsto il 26 luglio presso il Centro Visite della Riserva Naturale di Fiume Fiumetto a Castiglione della Valle, in Colledara (Te), toccherà tanti argomenti: dal ruolo del patrimonio culturale nella costruzione dei processi di sviluppo sostenibile e nella promozione della diversità culturale, ai metodi di progettazione sociale, accoglienza integrata, partecipazione e condivisione del territorio.

Foto di Noemi Usai – Val di Zena (Appennino bolognese)

A breve vi indicheremo il programma on-line intanto Ecobnb, la community del viaggio sostenibile, insieme a IT.A.CÀ dedica il premio Take it slow: Viaggia lento, Raccontalo e Riparti, a chi riuscirà a raccontare il viaggiare lento, rispettoso della natura, responsabile verso i luoghi e le comunità locali. > Scadenza 31 agosto 2019. 

INFO E REGOLAMENTO > LINK

Continuate a seguirci perchè ci sono tanti eventi in giro per il nostro bel paese a ritmo di turismo responsabile: partite con noi e buon viaggio 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione
Sonia Bregoli  

 

 

“La relazione selvatica” | La guida L’Italia selvaggia

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog vi presentiamo la guida L’Italia selvaggia di Elisa Nicoli [Altreconomia 2018], una guida utile e divertente per tutti gli appassionati di escursionismo alla ricerca di trekking poco battuti, escursioni nella natura, percorsi “segreti” dove turismo e ambiente convivono – ancòra – felicemente.

Tratto dal libro “L’Italia selvaggia”. 

Questo articolo è un estratto della prefazione di Franco Michieli del libro “L’Italia selvaggia

“Quando ci incamminiamo verso la wilderness, come invita a fare la guida “L’Italia selvaggia”, una cosa dovrebbe esserci chiara: l’universo è selvaggio nella sua quasi assoluta interezza. Solo a causa del particolare e limitatissimo punto di vista umano, circoscritto a pochi istanti d’esistenza di un granello di materia perso nello spaziotempo – il nostro, contemporaneo, pianeta – viviamo la preoccupante impressione che la wilderness, la natura selvatica, sia sempre più rara e in via di scomparsa. Ciò non è vero su grande scala: nessuno può deviare la naturale e selvaggia evoluzione del cosmo.

[…]

Oggi però dobbiamo anche chiederci: nelle nostre escursioni nelle località italiane ed europee che ci paiono meno antropizzate, siamo davvero immersi nella wilderness? Alla domanda si può rispondere in molti modi – alcuni sono proposti nel libro -, perché comunque il termine wilderness non identifica una natura intatta in senso oggettivo, ma il modo in cui percepiamo un ambiente selvatico.

[…]

Non dobbiamo quindi chiederci fino a che punto un ambiente in cui ci inoltriamo sia oggettivamente selvaggio (di solito non lo è del tutto), ma come esso ci possa parlare di sé, delle nostre antiche radici e di noi stessi. Incontrare la wilderness significa entrare in una relazione selvatica, ovvero percepire e reagire per mezzo del nostro corpo e della nostra psiche, indipendentemente da dove ci troviamo. Non c’è wilderness in Amazzonia, al Polo Nord o sull’Everest, se ci andiamo in fuoristrada, in elicottero.

[…]

Le proposte appassionate degli autori di questa Italia selvaggia sono dunque una grande opportunità che ciascuno può cogliere in modo diverso, e che esistono grazie alla bellezza naturale che nel nostro Paese, nonostante tutto, resta eccezionale.

L’aura selvaggia – ma in verità ricca di storie passate – di questi luoghi non è scontata, né la si può acquistare già pronta. Dipende dalla capacità di ogni escursionista di inselvatichirsi quanto basta per saper stare nella natura con i soli propri sensi, in silenzio, in ascolto, con rispetto. Così scoprirà quei messaggi speciali che quei luoghi contengono e che sono indirizzati a lui, e solo a lui, e che nessun suggerimento preconfezionato potrà sostituire. Quando qualcuno si accorgerà di sentirsi in autentica compagnia, là dove pare non ci sia nessuno, allora saprà che lo spirito del wild l’ha raggiunto.”

Take it Slow: Viaggia Lento, Raccontalo e Riparti | Il Premio di Ecobnb e IT.A.CÀ festival del Turismo Responsabile

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

sapevate che il 2019 è l’anno del turismo lento?

Ne abbiamo parlato molte volte, ma vogliamo fare di più. Raccontarlo dal vostro punto di vista, condividendo le vostre idee e le vostre esperienze di viaggio lento. Ecobnb, la community del viaggio sostenibile, insieme a IT.A.CÀ festival del turismo responsabile, lancia il premio “Take it slow: Viaggia lento, Raccontalo e Riparti”.

Foto di Noemi Usai

CHI?
Proprio tu.

QUANDO?
Hai tempo fino al 31 agosto 2019.

DOVE?
Ovunque tu vada.

COSA?
Raccontaci la tua esperienza di viaggio slow: a piedi, in bicicletta, a cavallo, in treno o in barca a vela… Qualsiasi modo ti faccia riscoprire la meraviglia del viaggiare lentamente, assaporando ogni profumo, connettendoti profondamente con ogni persona che incontri e la sua cultura, trovando l’armonia con l’ambiente che ti circonda e ti ospita. Puoi anche raccontare un viaggio lento nella tua terra, quella in cui hai deciso di restare, o di ri-tornare ad abitare per renderli luoghi migliori.

Sulla scia del tema del festival IT.A.CÀ 2019, vogliamo infatti raccogliere anche racconti di “restanza”. Viaggi lenti tra le storie di chi ha deciso di rimanere o di tornare nei luoghi in cui è nato, nonostante le difficoltà o i disastri causati da calamità, trovando il coraggio di creare nuove opportunità per sé stessi e per gli altri. 

COME? 
Scrivi un Racconto inedito, accompagnato da alcune foto, oppure realizza un video inedito che descriva la tua esperienza di restanza (leggere in maniera dettagliata il concetto di restanza che trovate a questo link per non uscire dal tema)

PERCHÈ?
Perché vogliamo valorizzare i luoghi non battuti dal turismo di massa e vogliamo promuovere la loro ricchezza unica, di qualsiasi tipo: paesaggi, tradizioni, storia, prodotti tipici… E il modo migliore per farlo è attraverso gli occhi di chi ne fa esperienza profonda e diretta.

 

Foto di Gianluca Maini

CHE COSA SI VINCE?
Il video e il racconto migliori (selezionati da una giuria di esperti composta dal festival IT.A.CÀ e da Ecobnb) vinceranno un soggiorno green di una notte per due persone con prima colazione a base di prodotti biologici o locali, a scelta tra centinaia di Ecobnb in Italia

Un terzo premio sperciale verrà assegnato alla migliore opera che affronta il tema della restanza.

CARATTERISTICHE DELLE OPERE 
L’opera deve essere inedita, mai pubblicata

  • Scritto: in formato docx + Foto: in formato JPG, dimensione minima di 870 pixls di larghezza
  • Video: deve avere la durata massima di 5 minuti

COME PARTECIPARE?
Invia la domanda di partecipazione che trovi a questo link compilata e firmata, insieme alla tua opera inedita (racconto scritto con foto / video) entro il 31 agosto 2019:

A questo link trovi il regolamento completo del contest. Hai dubbi o domande? Scrivici a contest@ecobnb.com

Ho attraversato i continenti per vedere il più alto dei mondi
Ho speso una fortuna per navigare sui sette mari
E non avevo avuto il tempo di notare
A due passi dalla porta di casa
Una goccia di rugiada su un filo d’erba. “[R. Tagore]

Lasciamoci ispirare da ciò che c’è vicino a noi, prima di andare dall’altra parte del mondo. Allora che aspetti? Segui questa pagina del blog, prepara la valigia, la video camera o carta e penna e… Take it slow: Viaggia lento, Raccontalo e Riparti!

Scarica e Leggi il regolamento completo del Premio

Buona fortuna e buon viaggio slow!

Blog IT.A.CÀ 
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ
Sonia Bregoli

RESTANZA | Tema del festival IT.A.CÀ 2019

VERSO IT.A.CÀ 2019

Dopo questa emozionante edizione del 2018 appena conclusasi, siamo pronti per la nuova edizione: la XI° per quando riguarda la fondazione del festival nella città di Bologna! 

I coordinatori della rete nazionale festival IT.A.CÀ a Montefredente – Appennino bolognese, 2018

Per questa edizione sentiamo il bisogno di approfondire il tema della Restanza intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma come scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni. Un tema che svilupperemo in tutte le tappe che il festival toccherà: dal sud al nord d’Italia.

Tappa del festival in Monferrato – 2017

La restanza può essere il tratto comune di una rete di cittadini che non solo promuove un diverso concetto di sviluppo turistico, non accettando la realtà passivamente, ma mette in atto progetti collaborativi che producono discontinuità anche su un piano politico e culturale più vasto. Da questo punto di vista, IT.A.CÀ si presenta come un grande laboratorio in cui ha luogo una sperimentazione a più voci su come procedere verso uno sviluppo sostenibile.

Un esperimento di democrazia partecipativa, o meglio progettuale, dove non solo si discute di cosa fare, ma si fa anche ciò di cui si è discusso, in un’ottica di ricerca-azione circolare.

Quando gli attori locali decidono di non abbandonare il loro territorio e di attivare dei processi di collaborazione e di resistenza per mantenerlo in vita, la restanza diventa un impegno politico e sociale, e non solo economico, per un cambiamento che parte proprio dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile. Restanza, dunque, come nuova modalità di riscoperta e convivialità sul territorio, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive.

Tappa del festival sui Monti Sibillini – 2018

Impegno per un cambiamento che parte dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile come nuova modalità di riscoperta e convivialità, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive. Atto di rinascita e rigenerazione nel cambiamento e condivisione dei luoghi che diventano i siti dove compiere, con gli altri, con i rimasti, con chi torna, con chi arriva, piccole utopie quotidiane di cambiamento.

Una comunità possibile e auspicabile là dove esisteva quella vecchia; una nuova comunità riorganizzata e inventata tenendo conto di fughe, abbandoni, ritorni e anche di mutate forme di produzione e rapporti sociali. Un incontro, di convivialità, dell’esserci. Una scelta consapevole ed etica, che non può diventare mai chiusura o territorio per artificiosi contrasti tra chi è partito e rimasto, tra chi è rimasto e chi oggi arriva o ritorna.

Restanza come potenziamento del senso del viaggiare, approdo per quanti arrivano o ritornano: viaggiare e restare, viaggiare e tornare sono pratiche inseparabili che trovano senso l’una nell’altra in una continua dialettica che parla di integrazione, d’incontro, di vite separate e di riconciliazione. Intesa anche come forma di incontro tra il passato e il presente, tra vecchie e nuove generazioni, ma anche tra universi culturali diversi che contribuiscono alla vivacità del luogo.

Tappa IT.A.CÀ Bologna 2018 | Foto di Noemi Usai 

La parola Restanza è un concetto che ha sviluppato l’antropologo Vito Teti nel suo libro, pubblicato nel 2014, Pietre di pane. Un’antropologia del restare e di cui riportiamo qui di seguito il suo pensiero:

Vito Teti – Antropologo ed etnologo

“Restare non è un fatto di pigrizia, di debolezza: dev’essere considerato un fatto di coraggio. Una volta c’era il sacrificio dell’emigrante e adesso c’è il sacrificio di chi resta. Una novità rispetto al passato, perché una volta si partiva per necessità ma c’era anche una tendenza a fuggire da un ambiente considerato ostile, chiuso, senza opportunità. Oggi i giovani sentono che possano esserci opportunità nuove, altri modelli e stili di vita, e che questi luoghi possono essere vivibili. E’ finito il mito dell’altrove come paradiso.

L’etica della restanza è vista anche come una scommessa, una disponibilità a mettersi in gioco e ad accogliere chi viene da fuori. Noi adesso viviamo in maniera rovesciata la situazione dei nostri padri e dei nostri nonni. Un tempo partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo accogliere.

Etica della restanza si misura con l’arrivo degli altri, con la messa in custodia del proprio luogo di appartenenza, con la necessità di avere riguardo, di avere una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per i nostri luoghi.
 A volte facciamo l’elogio dei luoghi e poi li deturpiamo: quindi quest’etica del restare comporta anche una coerenza tra la scelta di rimanere e quella di dare, concretamente, un senso nuovo ai luoghi, preservandoli e restituendoli a una nuova vita…”  Vito Teti

Qui potete trovare alcuni link per approfondire il tema > Tema 2019.
Non resta che augurarvi buon viaggio e che sia sempre responsabile e sostenibile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione festival
Sonia Bregoli

 

 

Il viaggio plastic-free del Festival IT.A.CÀ 2019

Creatività, impegno, motivazione, divertimento e condivisione: ecco come il festival IT.A.CÀ si è imbarcato nel suo viaggio plastic-free!

Quando immaginiamo i luoghi prima di visitarli, nella nostra mente li viviamo come paradisi incontaminati, puliti e maestosi. Spesso però non è così.

Il problema dei rifiuti – e della plastica in particolare – sta riempiendo le pagine di giornali e gli schermi delle TV. Tutti siamo consapevoli del grande impatto che il nostro stile di consumo sta avendo sull’ambiente. L’85% dei rifiuti presenti sulle coste europee è composto da plastica. Per lo più si tratta di oggetti monouso il cui utilizzo dura pochi minuti come bicchieri, cannucce, bottiglie e buste di plastica di cui i nostri viaggi sono pieni. La notizia positiva è che però esistono soluzioni, e partono dal nostro comportamento. 

Noi viaggiatori con IT.A.CÀ amiamo parlare delle soluzioni e di come un piccolo cambiamento può portare un grande impatto positivo nel mondo.

Il festival da sempre promuove il turismo con un’impronta leggera, soffice sull’ambiente e positivo per le comunità. Ma quest’anno abbiamo deciso di lasciare un’impronta etica e tangibile del passaggio dei viaggiatori, per lasciare i luoghi ancora più belli e ricchi di come li abbiamo trovati, perché la restanza è  anche “agire con maggiore attenzione, compiere gesti quotidiani di rispetto verso le risorse che abbiamo” come ci ha detto Alessandra Ciccotosto [Trade Marketing & Communication Manager OWAY] in questa intervista che parla di come abbiamo deciso di imbarcarci in questo viaggio insieme.

È proprio grazie alla partnership con l’azienda agricosmetica OWAY che abbiamo deciso di dare un impulso verso un attivismo turistico ecologico unico nel suo genere, unendo il piacere del viaggio lento nella natura urbana alle azioni pratiche. Così è nata la nostra proposta in collaborazione anche con l’Università di Bologna di plogging ai Giardini Margherita, una camminata all’insegna della sostenibilità e della salute, in cui il 26 maggio ripuliremo i Giardini in un impegno collettivo. Un evento per scoprire un nuovo modo di essere parte dei luoghi che calpestiamo. La cosa più sensazionale? Che questa iniziativa si ripeterà in ogni tappa che toccherà il festival da qui fino a novembre, dal nord al sud d’Italia!

E non solo, grazie alle mappature per l’accessibilità, abbiamo fatto in modo che questo evento e tutte le iniziative ai Giardini Margherita fossero accessibili a tutti/e.

Ma ri-pulire i luoghi non basta.

Per questo ci siamo impegnati per ridurre l’impatto del festival anche nella produzione dei materiali. Troverete i programmi, le locandine e anche le cartoline stampati completamente in carta riciclata. Perché? Perché per produrla si usa meno energia, meno acqua, diminuiscono le emissioni di carbonio e si evita l’accumulo di rifiuti rispetto all’uso di carta tradizionale.

E cosa può rendere il mondo ancora più bello se non riempirlo di fiori?

IT.A.CÀ propone quest’anno il primo BADGE VIVENTE, prodotto con Eco-Postcard, 100% riciclabili e realizzate in Italia da cooperative sociali, ma soprattutto con un cuore speciale: un seme al suo interno.

Cosa vuol dire? Che una volta concluso l’evento, potrà essere piantato e far crescere una piantina e colorare il Mondo, portandosi dietro anche il ricordo del festival. 

Ripulendo, riducendo i consumi, riciclando e usando prodotti alternativi, abbiamo deciso di dare il nostro contributo per sostenere l’ambiente.

Non solo i materiali prodotti per la comunicazione: cartoline, programmi e locandine del festival della tappa bolognese sono prodotti con carta riciclata e le shopper realizzate con cotone riciclato.

Ma cosa possono fare i viaggiatoriche prenderanno parte ad IT.A.CÀ per esser parte del cambiamento con noi?

Portare la propria borraccia ed un bicchiere riutilizzabile; rifiutare cannucce nei cocktail; portare una borsa di cotone; ridurre gli imballaggi e quando non è possibile farlo, rispettare la raccolta differenziata. E ovviamente unirsi al Plogging di domenica con IT.A.CÀ ed OWAY!

E poi si, perché non asciarsi ispirare e portare casa la voglia di ripetere queste azioni nel quotidiano?Ricordando sempre che “Non si è mai troppo piccoli per cambiare il mondo”!
Noi siamo pronti ad iniziare il viaggio. E voi?
Per i dati e infografica

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi 

OWAY e IT.A.CÀ insieme per questa edizione 2019 | Intervista ad Alessandra Ciccotosto

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici 

per questa edizione 2019 il festival IT.A.CÀ si lega per la prima volta ad OWAY (oway.it), partner d’eccezione del festival. Oway è il mondo dei trattamenti per capelli, viso corpo realizzati secondo i principi dell’agricosmetica sostenibile e che realizza i suoi cosmetici partendo da coltivazioni biodinamiche, biologiche, equo-solidali, utilizzando contenitori in vetro e alluminio (materiali 100% riciclabili) e promuove un lifestyle sano e una sostenibilità attiva, concreta e positiva, che si sposa perfettamente con i valori del turismo sostenibile promossi da IT.A.CÀ.

Alessandra Ciccotosto

Insieme lanciamo un progetto e un messaggio di valore che consiste nel raccogliere e ripulire dalla plastica e dai rifiuti i luoghi toccati dal passaggio del festival. Angoli di paradiso che possono esprimere il bisogno di essere valorizzati e rispettati, anche sollecitando maggiormente la cultura della pulizia, del bello e di una gestione più corretta dei rifiuti inquinanti.

Intervistiamo quindi, in questa speciale occasione Alessandra Ciccotosto [Oway, Trade Marketing & Communication Manager] per scoprire l’azienda e la sua mission:

CHI È OWAY?  

Oway (Organic Way) è il mondo dei trattamenti per capelli, viso e corpo e dei prodotti lifestyle realizzati secondo i principi dell’agricosmetica sostenibile presente in oltre 70 Paesi nel mondo. Realtà bolognese risultato di un viaggio nella cosmetica di qualità iniziato nel 1948, i rituali contengono ingredienti biodinamici, biologici ed equo-solidali. Oway promuove quotidianamente la riduzione degli sprechi nella vita aziendale, nei saloni e nei laboratori agricosmetici in ogni angolo del mondo. Ogni formula, packaging, materiale, oggetto o strumento è pensato per avere il minimo impatto sull’ambiente, per durare o per essere riutilizzato. Ecco perché, utilizzando gli ingredienti più puri, ricchi e concentrati, Oway racchiude le sue formulazioni in flaconi di vetro e tubi di alluminio (materiali 100% riciclabili), evitando i contenitori di plastica, i packaging superflui e i materiali non ecologici.

CHE COSA SIGNIFICA “RESTANZA” PER TE?

Restanza, ciò che resta e permane. È un concetto molto bello quando si parla di viaggi, di esperienze piacevoli. Ma può anche essere inteso con “ciò che resta e lasciamo nel mondo attraverso i nostri comportamenti”. Restanza è per me agire con maggiore attenzione, compiere gesti quotidiani di rispetto verso le risorse che abbiamo, ottimizzare ed eco-progettare nuovi prodotti e servizi in modo da lasciare un mondo migliore, sostenibile nel senso più pratico, con soluzioni per un lifestyle più sano e felice.   

QUALI SONO I PUNTI DI CONNESSIONE TRA UN BRAND COME OWAY E UN FESTIVAL DEL TURISMO RESPONSABILE?  

Oway è stato il primo marchio nel mondo della cosmesi professionale a sostituire 6 anni fa i contenitori di plastica con quelli in vetro e alluminio. Una scelta “coraggiosa” per un cambiamento concreto alla quale sono seguite altre scelte ecologicamente pratiche sia sui prodotti, sia su tutto quello che è intorno al prodotto. Lo definiamo Organic Way of life, l’insieme di scelte sostenibili che adottiamo prima di tutto in azienda e promuoviamo in tutto il mondo con il nostro esempio e con la comunicazione.

Intorno a Oway è nato un mondo di sostenitori, gli Owayans, che interpretano e condividono nella vita e nei social i valori dell’agricosmetica sostenibile. Il Festival del Turismo sostenibile è ricco di valori positivi, comunica una sostenibilità tangibile, piacevole, ottimistica. Parte dalla nostra città, Bologna, e comunica la bellezza dei territori italiani con le nostre eccellenze territoriali. 

Ci sono molti valori in comune tra Oway e IT.A.CÀ. 

IN CHE COSA CONSISTE IL PROGETTO SVILUPPATO PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI NELLE TAPPE DEL FESTIVAL?  

Tra obiettivi esclusivi di questa 11^ edizione, in condivisione con Oway, ci sarà quello di raccogliere e ripulire dalla plastica e dai rifiuti i luoghi toccati dal passaggio del festival. Insieme abbiamo costruito l’idea di cammini sostenibili dove possiamo unire alla bellezza dell’esperienza all’aria aperta la pulizia dei territori. 

Durante la scoperta di luoghi straordinari, ricchi di natura, cultura e tradizioni, i viaggiatori collaboreranno attivamente nel restituire ai luoghi la loro originaria bellezza, fornendo un esempio virtuoso di turismo sostenibile. 

Queste esperienze di esplorazione delle meravigliose realtà italiane diventano con Oway impulso verso un attivismo turistico ecologico unico nel suo genere che coniuga il piacere della lentezza e del risentire la natura nel suo senso più profondo ad azioni pratiche mirate a preservare la bellezza dei luoghi.

Foto di Giuseppe Giuliani – Wok Photography

COME MAI AVETE SCELTO DI FARE PARTE DELL’11^ EDIZIONE DEL FESTIVAL COME PARTNER ATTIVI E NON COME SEMPLICI SPONSOR?  

Siamo consapevoli del fatto che il cambiamento inizia da noi, per questo volevamo partecipare in modo più attivo rispetto alla classica sponsorship. Insieme abbiamo costruito l’idea di cammini sostenibili dove possiamo unire alla bellezza dell’esperienza all’esperienza all’aria aperta la pulizia dei territori. Abbiamo anche organizzato un cammino sostenibile dedicato esclusivamente alla nostra azienda dove ripuliremo 6 giardini di Bologna.

Ringraziamo Alessandra per questa intervista e vi aspettiamo all’evento A tutto Plogging: una camminata all’insegna della sostenibilità e della salute per domenica 26 maggio 2019 alle Serre dei Giardini Margherita. 

Buon viaggio come sempre 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione 
Sonia Bregoli

 

 

Turismo responsabile in Val di Zena nell’Appennino bolognese | 8 – 9 giugno 2019

Il turismo sostenibile gioca un ruolo centrale all’interno dei processi e delle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, arricchendo le relazioni tra turisti cittadini, ma anche tra cittadini ed istituzioni. Uno sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità  della vita dei suoi cittadini e il rapporto che questi ultimi hanno con il proprio territorio.

Detto ciò chiuderemo la tappa bolognese 2019 con le ultime due giornate nella lussureggiante e verde Val di Zena. Il secondo weekend di giugno, l’8 e il 9, pullula di attività ed esperienze assolutamente imperdibili!

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Per scoprire la Val di Zena dall’8 al 9 giugno puoi scegliere di visitare i luoghi in autonomia, oppure scegliere di acquistare il pacchetto che comprende le singole giornate dell’8 giugno o del 9 giugno o quello che comprende entrambi i giorni, beneficiando dei prezzi agevolati riservati al Festival.

Iscriviti compilando il form sul sito di IT.A.CÀ [COMPILA IL FORM ONLINE] o chiamando 051 92 97 66 | 329 19 49 532 o scrivendo a: info@montebibele.eu

È possibile anche, nello stesso modo, prenotare una navetta gratuita che partirà da Bologna centro seguendo il festival per una o due giornate.

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Si parte sabato 8 giugno h 10 con la visita speleologica alla Grotta del Farneto, una grotta abitata dagli uomini dell’età del bronzo e rifugio dei chirotteri che vivono nel Parco. La visita guidata all’interno della cavità dura circa un’ora e mezza ed è adatta a tutti, anche ai bambini con più di 4 anni.

Alle 12 invece è previsto un itinerario in mountain bike di circa 12 km che da Botteghino di Zocca, frazione del comune di Pianoro, porterà i cicloturisti a Gorgognano, sul crinale della Val di Zena. Sarà possibile partecipare ad un pranzo bucolico nel boschetto di Gorgognano con prodotti tipici del luogo (€10 escluse bevande, per prenotazione tel. 3481524687) e alle ore 15 al concerto Mikrokosmos nel vecchio cimiterino a Gorgognano. Prima di tornare al punto di partenza pedalando verso il tramonto, ebri delle piacevoli emozioni nella natura appena vissute.

La sera, invece, a partire dalle 18, è prevista una spettacolare notte tra degustazioni, astronomia, archeologia, cena e musica sotto le stelle. Il programma dettagliato si trova visitando questa pagina web. La cena sotto le stelle è solo su prenotazione.

Fatevi incantare dagli astri, o dai piatti pieni di leccornie, a voi la scelta!

IT.A.CÀ vi propone anche un’intrigante alternativa che prevede un piacevole trek a piedi nelle ore che precedono il tramonto, a partire dalle 18: La Via del Fantini è il progetto di una via in fase di realizzazione che unisce tutti i luoghi più importanti della Val di Zena tra San Lazzaro e Monte Bibele.

Con questo trek vi proponiamo un’anticipazione solo dell’ultima sua parte. Partendo dal Monte delle Formiche ci muoveremo tra dolci colline e boschi molto selvaggi verso Castelnuovo di Bisano per raggiungere alla fine Monte Bibele dove potremo fermarci la sera per guardare le stelle, gustare del buon cibo, e volendo dormire.

Le attività riprenderanno il 9 giugno alle 9 con una lezione di Yoga nella natura e a seguire, una passeggiata archeologica tra luoghi di culto nel villaggio di Monte Bibele (IV-III sec. a.C.).

Per i più sportivi, sempre alle 9, partirà un itinerario ciclabile accessibile, ossia un’escursione per tutti, aperta anche a persone disabili con pranzo in una trattoria locale di cucina tipica (Info e prenotazioni: info@fondazioneperlosport.it).

Nel primo pomeriggio sono state inserite in programma due attività davvero importanti e degne di nota.
La prima “il tempo da toccare”, alle 14:30, prevede la visita del Museo Civico Archeologico di Monterenzio. Si tratta di un percorso tattile, aperto quindi anche a persone con disabilità visiva, che insieme all’archeologo andranno alla scoperta dei reperti di Monte Bibele.

La seconda prenderà luogo alle 16:30 nel Museo Luigi Donini e consisterà in un sorprendente viaggio nella Preistoria, alla scoperta dell’origine ed evoluzione dell’Uomo e degli animali estinti dell’ultimo periodo glaciale. I partecipanti potranno anche assistere alla dimostrazione di accensione del fuoco con le pietre focaie, rivivendo così in prima persona le pratiche quotidiane degli uomini primitivi.

Assolutamente imperdibile!

Alle 18 si rimane sempre in tema di creature ormai estinte: i dinosauri! Il Tour della Vita sulla Terra prevede infatti una visita guidata del Parco Dinosauri in Carne e Ossa, dove, attraverso il susseguirsi di scenari e ricostruzioni fedeli di ben 35 specie animali, esploreremo l’evoluzione della vita sulla Terra, osservando i cambiamenti che hanno portato alcune specie all’estinzione e gli adattamenti all’ambiente che invece hanno permesso ad altre di sopravvivere.

La visita del parco delle 21.15 ci offrirà la possibilità suggestiva di iniziare al crepuscolo e di proseguire con l’aiuto della sola torcia portata dalla guida, avanzando nell’oscurità e pronti a sorprenderci con le scene del mondo primordiale che di volta in volta ci troveremo davanti ad ogni curva del sentiero.

Il sogno dei più piccoli e di tutti quelli che son cresciuti con le varie trasposizioni cinematografiche dei vari Jurassic Park, potranno finalmente entrare nell’incredibile mondo dei dinosauri (e tornare bambini!).

Le attività per queste giornate in Appennino sono davvero diversificate per andare incontro ai gusti e alla preparazione atletica di tutti  e alla curiosità di ciascuno! Mancate solo voi! Vi aspettiamo in Appennino!

Vi riporto il link con tutte le strutture alberghiere convenzionate, così potrete scegliere la location che più preferite, usufruendo dello sconto IT.A.CÀ | info strutture.

Blog IT.A.CÀ
Responsabile Comunicazione 
Sonia Bregoli

 

Il Turismo sostenibile per lo sviluppo dell’Appennino bolognese | Convegno venerdì 31 maggio a Marzabotto (Bo)

Venerdì 31 Maggio 2019

H 9.30 – 17.00

Marzabotto, Città Metropolitana di Bologna

Parco Bottonelli [ Via Giacomo Matteotti, 1] 

Il Convegno si propone di avviare una riflessione sul valore del turismo sostenibile e responsabile come mezzo di sviluppo economico per le aree montane della Città metropolitana di Bologna. L’obiettivo è quello di analizzare il legame che sussiste tra turismo, sostenibilità e sviluppo economico: comprendere le potenzialità del territorio, conoscere le buone pratiche locali e nazionali da poter replicare per una crescita in chiave sostenibile, coinvolgere la comunità locale affinché sia protagonista nello sviluppo turistico del proprio territorio, dimostrare che un turismo a impatto zero e di qualità è possibile e lo si può praticare nel pieno rispetto dell’ambiente. Interverranno studiosi ed esperti di processi economico-turistici e sono previsti due question time in cui le realtà dell’Appennino bolognese potranno presentarsi e porre domande mirate ai relatori. Un momento di riflessione, formazione e dialogo tra organizzazioni che si occupano di sviluppo turistico, che vuole essere il punto d’avvio per l’organizzazione di appuntamenti di formazione e coprogettazione dell’offerta turistica territoriale nel corso del 2019/2020.

Iscrizione obbligatoria attraverso il form online:
FORM ISCRIZIONE CONVEGNO MARZABOTTO

Scarica qui il programma completo: PROGRAMMA
Scarica qui la locandina: LOCANDINA

L’incontro, organizzato da IT.A.CÀ, Comune di Marzabotto, Destinazione turistica Bologna, Città metropolitana di Bologna e Unione dei Comuni Appennino Bolognese, è un momento importante per analizzare lo sviluppo turistico-economico della montagna bolognese secondo processi turistici e modelli gestionali basati sulla sostenibilità sociale e ambientale. Il convegno si propone di porre le basi per concretizzare progetti condivisi, attivare forme di collaborazione su cultura, turismo, pianificazione strategica, sostenibilità, bandi europei, sviluppo economico, il tutto con un’attenzione particolare al coinvolgimento di tutti gli attori interessati.
Il convegno si aprirà alle ore 9.30, partendo proprio dalle prospettive future di sviluppo tursitico-sostenibile, alla presenza di Matteo Lepore, Presidente delegato Destinazione Turistica Bologna e Giovanna Trombetti, Direttrice Settore sviluppo economico – Città Metropolitana di Bologna.
Seguiranno gli interventi di esperti di processi economico-turistici – Università di Bologna Centro Studi avanzati per il turismo (CAST) – volti ad analizzare l’impatto del turismo sul territorio e la comunità locale e a mettere in luce i vantaggi economico-sociali di una governace basata sulla sostenibilità. Fin dalla prima parte, grazie all’intervento di una professionista del marketing turistico, e poi nel pomeriggio, l’analisi troverà concretezza con l’esposizione di casi-studio (aziende e progettualità) che hanno raggiunto obiettivi economici rilevanti nel settore del turismo sostenibile. 
La terza e ultima parte del convegno sarà dedicata a un’importante momento di dialogo tra le realtà dell’Appennino, che hanno intrapreso un percorso turistico di tipo sostenibile, e le best practice al livello nazionale.
 
PER INFORMAZIONI
Simona Zedda
info@festivalitaca.net
 
 

Dove dormire e mangiare per il festival IT.A.CÀ Parco Nazionale Monti Sibillini | 25 – 28 aprile 2019

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 
 
parte la I° edizione della tappa sibillina del festival IT.A.CÀ – dal 25 al 28 aprile 2019 – andremo alla scoperta del bellissimo Parco Nazionale dei Monti Sibillini tra Ussita e Fiastra in provincia di Macerata. 
 
 
Il festival è realizzato grazie al confronto, al supporto e all’impegno di tantissime persone, territori e realtà che credono e vogliono impegnarsi per un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive, coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.
 
La Restanza – termine nato dall’antropologo Vito Teti e tema nazionale del festival IT.A.CÀ 2019 – è per noi una riflessione collettiva e necessariamente aperta su come abitare le terre colpite dal sisma, contro abbandono e spopolamento delle aree interne dell’Appennino. Riscoperta di memorie e tradizioni perdute per strada, comunità inclusive che si prendono cura l’una dell’altra, messa in discussione dei modelli di sviluppo ostili e calati dall’alto, identità interrotte da recuperare, territorio come bene ma anche come responsabilità comune, centralità e tutela del patrimonio naturalistico, rivendicazione di servizi negati o perduti. Diritto a partire, restare, tornare, arrivare. Dovere di accogliere e non abbandonare.
 
Questa edizione si terrà tra Ussita e Fiastra grazie all’incontro tra C.A.S.A. e Alcina, ma l’obiettivo a lungo termine è quello di unire più territori sensibili ai valori del turismo sostenibile per trasformare IT.A.CÁ – Parco Nazionale Monti Sibillini in un momento di confronto esteso e trasversale, uno spazio di cooperazione e ritrovo tra paesi fragili ma non per questo marginali. Dopo il festival si terrà un incontro tecnico e di messa in rete per l’edizione 2020.
 
 
 
✶ Per chiunque fosse interessato a partecipare:
 
A cura di C.A.S.A. | Cosa Accade Se Abitiamo e Alcina Snc
 

Frontignano di Ussita, foto di Luca Tombesi

IT.A.CÀ le tappe 2019 | Tra restanza e viaggi responsabili dal 25 aprile al 3 novembre

XI edizione
IT.A.CÀ festival del turismo responsabile 
Dal 25 aprile al 3 novembre 2019 
15 tappe nazionali 

Restanza, un nome singolare femminile di profonda attualità, eppure ancora poco conosciuto. Una parola a cui l’antropologo Vito Teti ha dato un senso, un’etica, diffondendo un concetto che porta con sé il significato di ricostruzione.

Un’idea che accompagna ad una riflessione sulla condizione odierna. Alla tensione e al movimento di chi sceglie di restare nella propria terra e da lì ripartire, trasformandola in luogo di risorse, di accoglienza per chi arriva, per chi torna, per chi non se n’è mai andato, compiendo ogni giorno piccoli passi per un cambiamento quotidiano. Perché se è difficile emigrare, a volte è ancora più coraggioso restare. Diventa quasi una sfida, voglia di mettersi in gioco attraverso nuove opportunità e stili di vita, con l’obiettivo di rendere più vivibili quei luoghi a noi affidati e che con noi si contaminano e cambiano.

Parleremo di cambiamenti, di trasformazioni, di valorizzazione e tutela della memoria, di superamento delle difficoltà esistenti, di disastri naturali dai quali ripartire per ricominciare con un nuovo senso dell’abitare i propri luoghi.

È la storia del Parco Nazionale Monti Sibillini per esempio, tappa di partenza di questa prossima edizione, che dal 25 al 28 aprile merita di tagliare il nastro d’inizio del festival nazionale.

“Restanza per noi è la riscoperta di un nuovo abitare le terre colpite dal sisma. Memorie e tradizioni perdute per strada, comunità aperte e inclusive che si prendono cura l’una dell’altra, messa in discussione dei modelli di sviluppo ostili e calati dall’alto, territorio come bene ma anche come responsabilità comune, centralità e tutela del patrimonio naturalistico, rivendicazione dei servizi negati e perduti. Diritto a partire, restare, tornare, arrivare. Dovere di accogliere e non abbandonare.”

A seguire dal 24 maggio al 9 giugno a Bologna – culla natale di IT.A.CÀ che nella scorsa edizione ha raccolto più di 30.000 visitatori – accoglierà la seconda tappa del festival, riconfermandosi anche quest’anno come polo centrale e snodo nevralgico di scambio e riflessione sulla filosofia che la manifestazione persegue con tenacia da ben due lustri.

IT.A.CÀ in questa XI edizione, riconferma le due caratteristiche peculiari del festival: la diffusione nazionale e la sua natura itinerante che dalla città delle due torri, accompagnerà temi e propositi in altri 13 territori di tutta Italia. Da nord a sud, le altre stazioni di sosta lenta sono attese nei territori di Rimini e le sue Valli, Calabria di Mezzo, Salento, Gran Sasso, Brescia, Ravenna, Trentino, Reggio Emilia, Parma, Pavia,Monferrato, Napoli e Levante Ligure in una staffetta nazionale che avrà come comune denominatore il consenso di centinaia di realtà coinvolte e il tema della restanza e della promozione del territorio, secondo valori di equità e giustizia sociale.

Tra gli obiettivi esclusivi di questa XI edizione ci sarà anche quello di raccogliere e ripulire dalla plastica e dai rifiuti i luoghi toccati dal passaggio del festival. Durante la scoperta di luoghi straordinari, ricchi di natura, cultura e tradizioni, i viaggiatori collaboreranno attivamente nel restituire ai luoghi la loro originaria bellezza, fornendo un esempio virtuoso di turismo responsabile.

Partner del progetto è OWAY (oway.it), azienda impegnata nel trattamenti per capelli, viso e corpo che realizza i suoi cosmetici partendo da coltivazioni biodinamiche, biologiche, equo-solidali.

Utilizzando gli ingredienti più puri, ricchi e concentrati, racchiude le sue formulazioni in flaconi di vetro e tubi di alluminio (materiali 100% riciclabili), evitando i contenitori di plastica, i packaging superflui e i materiali non ecologici. Oway promuove un lifestyle sano e una sostenibilità attiva, concreta e positiva, che si sposa perfettamente con i valori del turismo sostenibile promossi da IT.A.CÀ. 

Dopo un decimo compleanno importante che ha visto anche il riconoscimento di un premio prestigioso per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo, ricevuto dall’ Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (UNWTO), IT.A.CÀ è pronta a salpare per la volta n. 11….

Restate con noi, dunque per le tantissime news che stanno per arrivare!
….consigliamo di iniziare a preparare gli zaini e le scarpe da trekking perchè con la restanza si possono fare viaggi incredibili, pur restando dove si è.

Qui trovate il nostro Comunicato Stampa da scaricare e i materiali, con i contatti del nostro ufficio stampa!

Buon viaggio come sempre 🙂

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ

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