Articoli

Intervista a Luca Gianotti | Autore del libro “RAPPORTO A KAZANTZAKIS, LA TRAVERSATA DI CRETA A PIEDI”

«Non mi aspetto nulla, non ho paura di nulla, sono libero »
[Nikos Kazantzakis]

In occasione della 9°edizione di IT.A.CÀ avremo il piacere di ospitare Luca Gianotti e di presentare il suo libro Rapporto a Kazantzakis, la traversata di Creta a piedi, edito Edizioni dei Cammini.
26 giorni per attraversare 500 km di sentieri attraversando l’isola di Creta da parte a parte, il libro racconta l’esperienza del viaggio attraverso un vero e proprio resoconto fatto, idealmente, a Nikos Kazantzakis, il famoso scrittore cretese che, a parte Zorba il greco, intitolò la sua biografia Rapporto a El Greco (il famoso pittore era un suo antenato).

L’intervista a Luca Gianotti anticipa il suo intervento all’interno della 9° edizione di IT.A.CÀ; l’appuntamento è per tutti domenica 21 maggio alle ore 18.00 presso le Serre dei Giardini Margherita. Buon viaggio!

> Luca Gianotti è camminatore e viaggiatore instancabile, nonché filosofo, scrittore e fondatore della Compagnia dei Cammini, associazione che organizza viaggi a piedi, con l’asino,  a vela e scarponi, esperienze di meditazione, trekking e molto di più. Cosa l’ha spinta a intraprendere la strada del turismo sostenibile e responsabile? Come e quando nascono la sua passione e il suo impegno?

Negli anni dell’università cominciai a camminare sui sentieri italiani ed europei, scoprendo il lato terapeutico del camminare, e il lato selvatico che dorme dentro di noi. Dopo alcuni anni di passione volontaria ho tentato nel 1993 di fare il salto e diventare professionista, a quel tempo non esistevano persone che vivevano di questo lavoro e sono diventato guida escursionistica specializzata in cammini. Ho avuto fortuna (e coraggio) e il camminare è diventato il tema principale della mia vita. In quegli anni si cominciava a parlare di turismo responsabile e subito aderii a quella filosofia; ho visto i danni del turismo di massa e quindi lotto da anni per un turismo che abbia invece ricadute positive sul mondo, comportandosi in maniera etica verso gli altri, portando cultura e risorse eque ai popoli incontrati, minimizzando l’impatto ambientale.

Il camminare mi ha poi aperto tante strade a sorpresa: dal percorso di ricerca interiore da cui è nato il Deep Walking, alla direzione artistica di festival dedicati a questo tema, alla scrittura, alla direzione editoriale. 

> In occasione della nona edizione di IT.A.CÀ presenterà il suo ultimo libro “Rapporto a Kazantzakis, la traversata di Creta a piedi”. Vuole raccontarci qualcosa del suo libro e aggiungere qualcosa (qualche emozione/sguardo/pensiero) che pensa sia rimasto fuori dalla narrazione?

Nel 2010 mi sono fatto il regalo di camminare un mese da solo attraversando l’isola di Creta a piedi per 500 km di sentieri. Amo Creta perché è la perfetta sintesi tra oriente e occidente, prende il meglio di entrambi questi approcci alla vita. Da questo mio cammino è poi nata la Via Cretese, un percorso segnato e aperto a tutti, che comincia a essere frequentato da tanti camminatori europei. Il libro che ho appena pubblicato parte dal diario di quel cammino di alcuni anni fa, ma poi in questi anni ci ho lavorato piano piano, aggiungendo storie, e costruendo un piano narrativo in forma di rapporto che io faccio al grande scrittore cretese Nikos Kazantzakis: io, l’allievo che racconta il suo viaggio al maestro.

Perché Kazantzakis è un grande filosofo e scrittore, purtroppo troppo dimenticato, a causa della messa all’indice dei suoi libri da parte della chiesa per aver raccontato un Cristo con passioni umane in L’ultima tentazione di Cristo. Spero che il mio libro serva da stimolo per rileggere Kazantzakis, partendo da Zorba il greco e passando per il libro su San Francesco, una biografia del poverello di Assisi che fa di lui un orientale, un mistico.

Rispetto al libro aggiungerei questo: le zone di confine tra la cultura occidentale e quella orientale, la contaminazione tra queste due culture, possono aiutare il nostro futuro, per trovare una strada nuova verso una società migliore.

> In 26 giorni ha attraversato tutta l’isola di Creta giungendo, infine, a buttare in mare il sasso nero a forma di cuore raccolto da sua moglie nella spiaggia di partenza, sul lato opposto dell’isola. Mi ha colpito che abbia definito quel sasso uno “straniero” e prendo spunto per chiederle chi è, secondo lei, lo straniero e quali sono, secondo lei, gli interventi a livello locale più idonei a favorire l’integrazione sociale in un momento storico come questo.

Non sono un politico quindi non mi è facile rispondere a domande come questa. Posso dire che io mi sento straniero quasi dappertutto, avendo perso da anni la mia “heimat”, la mia patria. Un sasso nero su una spiaggia bianca. Ma questa condizione di alterità può e deve sempre essere vista come risorsa, mai come limite. Essere senza patria significa essere liberi, liberi pensatori che girano il mondo portando le nostre idee e lasciando semi, dai quali possono nascere contaminazioni sensazionali. “Integrazione” è un concetto che non userei, perché in fondo integrazione significa perdere la cultura di partenza per adeguarsi a quella di arrivo, vuol dire per un sasso nero diventare grigio per adeguarsi alla spiaggia bianca. Preferisco ci sia meno integrazione e più diversità, le diversità che convivono sono la vera ricchezza, così come l’oriente e l’occidente fanno ricca Creta e il pensiero di Kazantzakis.


> La sua associazione, Compagnia dei Cammini, collabora da diverso tempo con IT.A.CÀ quindi possiamo permetterci di chiederle che valore ritiene abbia il Festival nell’ambito del turismo sostenibile italiano e cosa si aspetta dalla prossima edizione?

I Festival sono una ricchezza se aprono dibattiti, se lanciano idee nuove, se seminano piccoli semi di consapevolezza. Ecco cosa mi aspetto da IT.A.CÀ di quest’anno, osare con il pensiero. Andare oltre le solite categorie, anche la categoria “turismo responsabile” si è indebolita istituzionalizzandosi e rimanendo spesso uno slogan vuoto, servono sfide nuove, serve assumersi in prima persona la responsabilità delle scelte, alzare il tiro. Per esempio creando davvero una netta separazione culturale tra turismo di massa e turismo sostenibile, adesso non è così, ci sono troppi punti di contatto, troppe realtà che stanno a metà tra le due. Serve un approccio al turismo realmente no profit, forse anche la parola “turismo” dovrebbe essere usata solo per intendere quello di massa, prendere le distanze e dire che noi vogliamo fare altro.

E cominciare a metter giù un manifesto vero di quello che vogliamo fare.

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Chaira La Piana

 

Luca Gianotti – il filosofo del camminare

lucagianotti xxOggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” siamo in compagnia di Luca Gianotti della Compagnia dei Cammini che quest’anno è partner importante dell’VIII edizione del festival IT.A.CÀ a Bologna ( 23 – 29 maggio 2016), che ci racconta la sua passione del camminare e come ne ha fatto una filosofia di vita.

La Compagnia dei Cammini è un’associazione che lavora per diffondere la cultura del camminare in Italia, camminare è salute, camminare è ritrovare il contatto con la natura, camminare aiuta a rallentare e a vivere più in contatto con se stessi e il mondo.

I lunghi cammini sono lo strumeCompagnia dei cammini logonto per fare questo. Ecco perché la Compagnia dei Cammini propone ai suoi soci di partecipare a cammini, trekking, viaggi a piedi ed eventi che valorizzano questa opportunità. La Compagnia prosegue il cammino e l’esperienza de La Boscaglia, in linea con la sua filosofia del camminare e i suoi valori dove i soci dell’associazione sono compagni di cammino.

–––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––

Com’è iniziata la tua carriera da camminatore?

Quando avevo vent’anni o poco meno. Cominciai ad attraversare luoghi selvaggi d’Europa con la mia ragazza, in tenda, da veri avventurosi selvatici. Poi ci presi gusto, divenni accompagnatore di trekking per passione, e dopo la laurea in filosofia decisi che preferivo lavorare camminando piuttosto che starmene in una stanza al chiuso. Ecco che divenni guida, e iniziò una vita nuova.

Creta123

Quando e perché hai sentito l’esigenza di raccontare le tue esperienze di viaggio attraverso la scrittura. Qual è il tuo rapporto con questo mezzo espressivo? Tra le tue pubblicazioni quali ami di più e quali meno? Perché?

Ho sentito questo bisogno tardi. A 50 anni. Fino ad allora mi dicevo sempre che volevo vivere, e volevo farlo intensamente, succhiando il midollo della vita, e che avrei avuto tempo per scrivere e raccontare più avanti negli anni, quando avessi rallentato. A dir la verità non ho rallentato molto, ma adesso scrivo anche, ho pubblicato 5 libri in 5 anni, vorrei scrivere meno, ma mi capitano belle cose da raccontare, ed è più forte di me. Ho quindi un rapporto duplice con la scrittura, mi piace tantissimo, ma so anche che non ci sono nato con questo talento, me lo sto costruendo adesso in tarda età, piano piano. Il camminare è un talento naturale per me, lo scrivere è una tecnica che pratico.

9788899240066

Amo di più il mio libro “La spirale della memoria” perché è il lavoro intellettualmente più complesso, scritto in cammino e quindi sperimentando la creatività deambulante, ma frutto anche di ricerche d’archivio approfondite e di ragionamenti antropologici. Un oggetto narrativo non identificato, come li chiamano i Wu Ming, che però è stato un insuccesso, la vita è così, lo amo ma mi fa arrabbiare perché solo quei pochi che lo hanno letto si sono accorti del suo valore. Quindi tra i miei libri è quello che amo di più e amo di meno.

Com’è nata la “Compagnia dei cammini”?

Da un’altra associazione che si chiamava La Boscaglia, che era nata nel 1994, quindi è una storia lunga, ma si è evoluta. Prima si praticava il trekking, ora si seguono le antiche vie di viandanza, i cammini. E quindi si viaggia nel mondo, con le sue bellezze e le sue brutture, per conoscerlo meglio.   Cercando con passo lento di scoprire verità nascoste, andare sotto il tappeto delle verità imposte da giornali, televisioni e poteri forti. E ci mettiamo in cammino per guardarci dentro, il cammino aiuta a mettersi a nudo. Siamo un’associazione no profit, vogliamo stare fuori dal mondo commerciale. E la nostra missione è diffondere la cultura del camminare.

sardegns 130 (tutti infila)

Oltre al fatto, direi ovvio, che camminare non comparta l’uso di mezzi trasporto inquinanti, potresti articolare il rapporto tra questa forma di viaggio, il turismo responsabile in relazione anche alla filosofia di IT.A.C.À?

Non è vero che il cammino non comporta l’uso di mezzi di trasporto inquinanti. Per raggiungere il punto di partenza e per tornare a casa, ci si sposta in aereo, in nave, in treno, in auto. Ecco che già da qui serve una bella riflessione sull’impatto del viaggiare. A meno che non si parta sempre a piedlucai da casa, come ho fatto io per la mia Spirale della memoria.

Ma la riflessione sul viaggiare va approfondita: dobbiamo viaggiare con più consapevolezza, rispettando le culture locali, non creando squilibri di tipo economico e sociale, oltreché ambientale. C’è tanto da crescere su questo argomento, è uno degli aspetti della nostra vita che affrontiamo con più superficialità, perché in vacanza diventiamo bambini.

Il camminare però aiuta, il camminare è per definizione a basso impatto: l’impatto ambientale è minimo, se fatto con cura; l’impatto sociale di un camminatore è altrettanto minimo, perché chi arriva a piedi viene sempre accolto come un ospite pacifico, non è un invasore, e quindi l’incontro con chi è sulla strada è sempre profondo e vero, se noi sappiamo coglierlo.

L’impatto economico, infine, il camminatore consapevole sa privilegiare l’ospitalità familiare, viaggia tutto l’anno, distribuisce il suo contributo economico in modo molto differenziato, non fermandosi mai.

A IT.A.C.À 2016, che si terrà a Bologna dal 23 al 29 maggio, terrai un “Trialogo sulla Viandanza” insieme a Wu Ming 2 e Luigi Nacci – ci puoi dare qualche anticipazione su quest’evento e sul tuo intervento?

Anticipazioni non posso darne perché sarà un trialogo improvvisato, molto jazz. Wu Ming 2, Nacci e io ci vogliamo bene, quindi può nascere un discorso empatico, oltreché pregno di sensi. Vedremo. Quello che mi auguro è che ascoltandoci qualcuno sia invogliato a mettersi in cammino, il mondo ha bisogno di noi camminatori, gente controcorrente, non inquadrabile, che scarta di lato, molto pacifica. Ma serve anche che i camminatori facciano pratica di modestia, e davvero non costruiscano muri. Muri e cammini non vanno d’accordo, così come non vanno d’accordo le recinzioni con i nomadi, i pastori, i viandanti.

Ringraziamo Luca Gianotti per averci raccontato la sua passione nel camminare e che auguriamo che possa trasmettersi a tanti altri viaggiatori, come sempre buon viaggio. Vi aspettiamo a IT.A.CÀ 2016 dal 23 al 29 maggio a Bologna 😉

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ

io 3

Via Francigena: il cammino della viandanza

Cari amici, oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” cammineremo per quasi duemila chilometri, percorsi per la prima volta dall’arcivescovo di Canterbury circa mille anni fa, dalla Gran Bretagna a Roma.

“Perchè le persone si mettono in cammino?
La domanda è già la risposta, 
è in quell’interrogarsi continuo
che ci troviamo, volenti o nolenti, tutti”.
Luigi Nacci (Presidente Associazione Movimento Lento)

Via Francigena_Fidenza_ITACA

Con l’avvento del Giubileo si torna a parlare di pellegrinaggi e più in generale di proposte culturali ad alto valore spirituale. Un “triathlon” tra cultura, religione e turismo responsabile che ha spinto le principali città che si snodano lungo la Via Francigena a rilanciare l’idea del cammino e a promuovere iniziative strategiche legate all’evento.
L’Emilia-Romagna, con le sei tappe che collegano l’argine del Po di Soprarivo al Passo della Cisa, coglie l’opportunità per essere tra i protagonisti. Così Fidenza, già sede dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, diventa il fulcro di relazioni con il mondo seguendo la sua vocazione europea di città crocevia di cammini (Via Francigena e via Emilia) e culture, facendosi promotrice della candidatura della Via Francigena e della Cattedrale di Fidenza a Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

 Non immaginiamoci però una via percorsa prettamente da cristiani devoti al Santo Sepolcro. Le vie Francigene sono tante quante sono le anime dei viandanti che la percorrono. Il viandante è l’essere umano che va sulla via e che dalla via si fa attraversare. Il corpo diventa un filtro attraverso il quale passano tutti i sentieri. Una sorta di spugna che, calpestandone le orme, sente i passi dei transumanti, dei briganti, dei commercianti, dei nomadi e dei migranti, dei vagabondi e degli erranti senza meta. Di tutti coloro che hanno deciso di mettersi in cammino.

sughero secolare_Via Francigena

Si può essere credenti o no, non importa. La viandanza non discrimina, accoglie chiunque, viaggiando con lentezza, calpesta la terra colmo di domande. Giubileo o meno. E che da quell’interrogarsi possa far nascere una riflessione complessa a beneficio dell’itinerario, e del camminante.

Con queste righe ci rivolgiamo anche alle genti che vivono nei territori francigeni. C’è bisogno di loro, della partecipazione delle comunità locali: devono calarsi nei panni dell’essere umano che si sposta con la propria casa nello zaino, devono sentirsi pellegrini e ospitalieri.

E così ameremo quella via.

Blog IT.A.CÀ
Antonio Aversano

foto Antonio Aversano

Eventi

Tour del Sentiero Etnografico

Attività di una giornata con salita in quota e discesa a piedi, visita ai siti, accompagnamento guidato lungo l’Anel dei Pradi, dimostrazione di funzionamento della segheria idraulica alla veneziana, assaggi di prodotti locali presso il bar alla Siéga.

INFO VARIE
> Pranzo al sacco
> Consigliato abbigliamento comodo e sportivo

 

IL CAMMINO DEL BONROMEO. Lungo l’antico sentiero panoramico tra Montegrimano a Montecerignone

In occasione di IT.A.CÀ Rimini, il festival A passo d’uomo percorre l’antico cammino Borromeo tra Montegrimano a Montecerignone.

Monte Grimano, col suo antico nome Mons Germanus, indica il legame con il castello ‘fratello’ di Monte Tassi rappresentato anche nello stemma comunale. Il centro storico, dal particolare impianto urbano, sovrasta un ambiente poco antropizzato immerso nel verde di pascoli e pinete; questo ha sollecitato l’Amministrazione comunale a sostenere un interessante progetto didattico, voluto nel 2014 dalle insegnanti della scuola primaria, che ha visto il recupero di un vecchio sentiero che collega il paese alla località Ca’ Tassona. Buon esempio di recupero e adozione del territorio, permette di raggiungere il Monte San Paolo dove si incrocia il sentiero Bonromeo ricalcante l’antica Strada Romea che congiungeva Rimini al Sasso Simone e Sansepolcro.

Da alcuni punti panoramici lo sguardo può spaziare dal mare al crinale appenninico, al susseguirsi delle catene del Montefeltro sulle cui cime si ergevano, ed in parte si ergono, chiese e castelli. Il percorso si conclude in un altro interessante borgo dove il castello sembra ancora vegliare sul tessuto urbano circostante: Montecerignone.

Guida lungo il percorso Adriana Ugolini, guida escursionistica ed esperta ambientale.

ATTREZZI
Scarpe da trekking o con suola carrarmato, abbigliamento sportivo, pranzo al sacco

PERCORSO A PIEDI
durata circa 5 ore, percorso con dislivelli (400 mt), Lunghezza 14 km, grado di difficoltà E escursionistico

CONTRIBUTO 
Per la camminata è previsto un contributo di 12 euro per gli adulti e di 6 euro per i bambini fino a 14 anni. Per tutti è compresa assicurazione RCT e guida.
I proventi della camminata saranno utilizzati per finanziare le attività di A Passo d’Uomo.

CONTATTI 
Scrivere a > info@apassoduomo.org | tel 347 4240186

Il bosco di notte… e i suoi abitanti

Passeggiata per bambini e famiglie
In occasione della festa “I frutti antichi d’Italia si incontrano a Pennabilli” , un’escursione al tramonto nei dintorni del delizioso borgo, dedicata ai bambini: un percorso di avvicinamento al bosco, per sentirne i suoni e gli odori. Inizieremo con una cena (ogni partecipante porterà qualcosa da condividere con gli altri all’aperto o all’interno del Museo, a seconda delle condizioni meteo) per poi avventurarci nel percorso, in cui troveranno spazio storie della buonanotte nella natura.

Durata: circa 3 ore.
Difficoltà: facile. 
Il percorso prevede dei brevi tratti in salita. 
É consigliato l’uso di scarponi da trekking. 
Biglietto: 5 euro adulti, 3 euro bambini. 
Iscrizione obbligatoria > Veronica Gierra, Guida Ambientale Escursionistica | tel 349 5008722 

Evento in collaborazione con: Musss – Museo Naturalistico e Centro di educazione ambientale alla sostenibilità del Parco Sasso Simone e Limoncello.

 

Sul Cammino di San Francesco in Valmarecchia | due giorni di trekking

San Francesco attraversò questo territorio in più occasioni.
L’8 maggio 1213 a San Leo, ricevette in dono dal Conte Orlando Catani di Chiusi nel Casentino il monte della Verna, sul quale sorse il primo insediamento di capanne che ha dato origine all’attuale Santuario della Verna, dove il Santo ricevette le Sacre stimmate.

Saranno due giorni di cammino lungo la bellissima Valmarecchia, con i suoi panorami: il fiume e gli antichi borghi fortificati, arroccati sulle aspre rupi che caratterizzano il paesaggio.

La storia di questi luoghi è indelebilmente segnata dal passaggio di Francesco. Da subito sorsero insediamenti conventuali di frati e monache, alcuni dei quali tutt’oggi esistenti e punti di riferimento culturale e spirituale per le popolazioni della zona. La Valmarecchia ha dato anche i natali a personaggi importanti  della storia francescana, tra i quali: Guido da Montefeltro, valoroso condottiero ghibellino che, dopo la conversione divenne frate e morì nel convento di Assisi; il Beato Fra Matteo da Bascio, fondatore dell’Ordine dei Cappuccini; il Servo di Dio P. Francesco Orazio Olivieri della Penna, missionario in Tibet nel XVIII° secolo….

Saranno dunque giornate di scoperta e incontri con testimonianze del passato e del presente.

– Scarica il volantino > 23-24SETT_UMANADIMORAALLEGATO_Cammino San Francesco _IT.A.CÀ_23-24-Settembre 2017

Programma

SABATO 23/9    
Villa Verucchio – San Leo

> h07.30 Ritrovo dei partecipanti davanti alla Stazione FS di Rimini
> h07.47 Partenza con bus di linea per Villa Verucchio
> h08.30 Ritrovo dei partecipanti davanti al Convento di Santa Croce a Villa Verucchio, sorto nel luogo dove San francesco si fermò nel 1215. Presentazioni, visita guidata al convento e inizio Cammino.

Dopo un primo tratto collinare, scenderemo alla sponda destra del fiume Marecchia, costeggiandolo per un lungo tratto. Abbandonato il fondovalle, saliremo all’antico convento di Sant’Igne, fondato nel 1244 nel luogo dove Francesco e frate Leone pernottarono la notte del 7 maggio 1213, precedente l’ingresso a San Leo. Dopo la visita guidata, per chi lo desidera, sarà possibile partecipare alla S. Messa prefestiva.

Arrivati nel centro di San Leo, visiteremo l’oratorio di San Francesco, dove avvenne il colloquio del santo con il Conte Catani e le stupende pieve e cattedrale romaniche. Sistemati gli zaini negli alloggi, ceneremo tutti insieme, a base di prodotti tipici della zona.

Tappa: Distanza 22 km.;percorrenza 6,30’ ore; dislivello 700 m.; difficoltà T

DOMENICA  24/9
San Leo – Sant’Agata Feltria

La seconda tappa è dominata dalle rupi fortificate di San Leo, del Maioletto e dalla skyline del “Monte del Vescovo che dorme”, punto di riferimento per i pellegrini Romei che transitavano per la valle diretti verso Roma. Per sentieri, carrarecce e tratturi arriveremo a Sant’Agata Feltria, alle cui porte sorge il convento dei Cappuccini e quello delle monache Clarisse.  

Il borgo è uno dei principali luoghi francescani del Montefeltro. San Francesco percorse questo territorio, molto probabilmente nel maggio 1213. La presenza in zona delle Clarisse è contemporanea a San Francesco, con il monastero di Sant’Antimo, la cui fondazione è fatta risalire ad Agnese, sorella di Santa Chiara, nel 1218, sei anni dopo la fondazione del Convento di Santa Chiara a San Damiano di Assisi. Anche gli insediamenti dei frati hanno origini antichissime.

Il Comitato Beni Culturali di Sant’Agata ha realizzato un percorso religioso: “Frate Francesco a Sant’Agata Feltria” che tocca tutti i luoghi che segnano questa presenza. Dopo la visita al convento dei Cappuccini e al centro storico, faremo rientro a Rimini (stazione FS), con pullman riservato.
Arrivo previsto intorno alle 19.00  
Tappa: Distanza 20 km;percorrenza 6 ore; dislivello 650 m. difficoltà E

_____________________________________

N.B L’effettuazione è condizionata al raggiungimento del numero di 12 partecipanti. Il programma potrà subire variazioni in funzione delle condizioni meteo, dei partecipanti, o altre condizioni avverse. Le modifiche sono stabilite a giudizio insindacabile degli organizzatori.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE A PERSONA: € 85
(l’iniziativa sarà effettuata con un minimo di 12 partecipanti)

LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE COMPRENDE:

  • servizio accompagnamento  (rimborso spese)
  • trattamento di mezza pensione in camere doppie/matrimoniali  presso l’albergo “Il Castello” di San Leo, dalla cena di sabato 23/9 alla colazione di domenica 24/9
  • assicurazione infortuni;
  • associazione a L’Umana Dimora
  • bus riservato per rientro da Sant’Agata Feltria a Rimini il 24/9.

La quota NON COMPRENDE: transfer, noleggi, pasti e quant’altro non espressamente indicato.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA, a numero chiuso, ENTRO VENERDì 1 SETTEMBRE 2017 

  • La partecipazione è riservata ai soci de L’Umana Dimora in regola con l’iscrizione per il 2017 (per i partecipanti al Cammino è prevista la quota ridotta di 5,00 €). E’possibile associarsi fino al momento della prenotazione.
  • Le prenotazioni verranno considerate fino a esaurimento dei posti disponibili, in ordine di arrivo e solo se complete di caparra, che non verrà restituita in caso di disdetta del partecipante o annullamento per cause di forza maggiore.
  • Per questa iniziativa non si accettano minori di anni 12. I minorenni possono partecipare solo se iscritti e accompagnati da un adulto che ne assume la piena responsabilità.

PER PRENOTARSI OCCORRE:
– versare la caparra di €.50,00 a persona (comprensiva anche della quota associativa a L’Umana Dimora di € 5,00), con bonifico bancario sul C/C intestato a “L’Umana Dimora di Rimini e dell’Adriatico” c/o Carim Rimini – Iban: IT 48 A06285 24206 CC0027508680

– inviare una e-mail a segreteria@umanadimorarimini.it specificando nome, cognome, data di nascita, recapito telefonico di ogni partecipante e allegando copia dell’avvenuto versamento.

OGNI PARTECIPANTE DOVRÀ MUNIRSI DI:

  • Zaino con borraccia, occhiali da sole, abbigliamento da escursionismo adatto al periodo, con i ricambi necessari per i giorni di cammino.
  • Scarponcini da trekking con suola scolpita (obbligatori) e scarpe comode di ricambio.
  • Bastoncini e ghette (consigliati).

In collaborazione con: San Leo 2000 e Comitato per la salvaguardia dei Beni Artistici e Culturali di Sant’Agata Feltria