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“La relazione selvatica”

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog vi presentiamo la guida L’Italia selvaggia di Elisa Nicoli [Altreconomia 2018], una guida utile e divertente per tutti gli appassionati di escursionismo alla ricerca di trekking poco battuti, escursioni nella natura, percorsi “segreti” dove turismo e ambiente convivono – ancòra – felicemente.

Tratto dal libro “L’Italia selvaggia”. 

Questo articolo è un estratto della prefazione di Franco Michieli del libro “L’Italia selvaggia

“Quando ci incamminiamo verso la wilderness, come invita a fare la guida “L’Italia selvaggia”, una cosa dovrebbe esserci chiara: l’universo è selvaggio nella sua quasi assoluta interezza. Solo a causa del particolare e limitatissimo punto di vista umano, circoscritto a pochi istanti d’esistenza di un granello di materia perso nello spaziotempo – il nostro, contemporaneo, pianeta – viviamo la preoccupante impressione che la wilderness, la natura selvatica, sia sempre più rara e in via di scomparsa. Ciò non è vero su grande scala: nessuno può deviare la naturale e selvaggia evoluzione del cosmo.

[…]

Oggi però dobbiamo anche chiederci: nelle nostre escursioni nelle località italiane ed europee che ci paiono meno antropizzate, siamo davvero immersi nella wilderness? Alla domanda si può rispondere in molti modi – alcuni sono proposti nel libro -, perché comunque il termine wilderness non identifica una natura intatta in senso oggettivo, ma il modo in cui percepiamo un ambiente selvatico.

[…]

Non dobbiamo quindi chiederci fino a che punto un ambiente in cui ci inoltriamo sia oggettivamente selvaggio (di solito non lo è del tutto), ma come esso ci possa parlare di sé, delle nostre antiche radici e di noi stessi. Incontrare la wilderness significa entrare in una relazione selvatica, ovvero percepire e reagire per mezzo del nostro corpo e della nostra psiche, indipendentemente da dove ci troviamo. Non c’è wilderness in Amazzonia, al Polo Nord o sull’Everest, se ci andiamo in fuoristrada, in elicottero.

[…]

Le proposte appassionate degli autori di questa Italia selvaggia sono dunque una grande opportunità che ciascuno può cogliere in modo diverso, e che esistono grazie alla bellezza naturale che nel nostro Paese, nonostante tutto, resta eccezionale.

L’aura selvaggia – ma in verità ricca di storie passate – di questi luoghi non è scontata, né la si può acquistare già pronta. Dipende dalla capacità di ogni escursionista di inselvatichirsi quanto basta per saper stare nella natura con i soli propri sensi, in silenzio, in ascolto, con rispetto. Così scoprirà quei messaggi speciali che quei luoghi contengono e che sono indirizzati a lui, e solo a lui, e che nessun suggerimento preconfezionato potrà sostituire. Quando qualcuno si accorgerà di sentirsi in autentica compagnia, là dove pare non ci sia nessuno, allora saprà che lo spirito del wild l’ha raggiunto.”

Take it Slow: Viaggia Lento, Raccontalo e Riparti | Il Premio di Ecobnb e IT.A.CÀ festival del Turismo Responsabile

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

sapevate che il 2019 è l’anno del turismo lento?

Ne abbiamo parlato molte volte, ma vogliamo fare di più. Raccontarlo dal vostro punto di vista, condividendo le vostre idee e le vostre esperienze di viaggio lento. Ecobnb, la community del viaggio sostenibile, insieme a IT.A.CÀ festival del turismo responsabile, lancia il premio “Take it slow: Viaggia lento, Raccontalo e Riparti”.

Foto di Noemi Usai

CHI?
Proprio tu.

QUANDO?
Hai tempo fino al 31 agosto 2019.

DOVE?
Ovunque tu vada.

COSA?
Raccontaci la tua esperienza di viaggio slow: a piedi, in bicicletta, a cavallo, in treno o in barca a vela… Qualsiasi modo ti faccia riscoprire la meraviglia del viaggiare lentamente, assaporando ogni profumo, connettendoti profondamente con ogni persona che incontri e la sua cultura, trovando l’armonia con l’ambiente che ti circonda e ti ospita. Puoi anche raccontare un viaggio lento nella tua terra, quella in cui hai deciso di restare, o di ri-tornare ad abitare per renderli luoghi migliori.

Sulla scia del tema del festival IT.A.CÀ 2019, vogliamo infatti raccogliere anche racconti di “restanza”. Viaggi lenti tra le storie di chi ha deciso di rimanere o di tornare nei luoghi in cui è nato, nonostante le difficoltà o i disastri causati da calamità, trovando il coraggio di creare nuove opportunità per sé stessi e per gli altri. 

COME? 
Scrivi un Racconto inedito, accompagnato da alcune foto, oppure realizza un video inedito che descriva la tua esperienza di restanza (leggere in maniera dettagliata il concetto di restanza che trovate a questo link per non uscire dal tema)

PERCHÈ?
Perché vogliamo valorizzare i luoghi non battuti dal turismo di massa e vogliamo promuovere la loro ricchezza unica, di qualsiasi tipo: paesaggi, tradizioni, storia, prodotti tipici… E il modo migliore per farlo è attraverso gli occhi di chi ne fa esperienza profonda e diretta.

 

Foto di Gianluca Maini

CHE COSA SI VINCE?
Il video e il racconto migliori (selezionati da una giuria di esperti composta dal festival IT.A.CÀ e da Ecobnb) vinceranno un soggiorno green di una notte per due persone con prima colazione a base di prodotti biologici o locali, a scelta tra centinaia di Ecobnb in Italia

Un terzo premio sperciale verrà assegnato alla migliore opera che affronta il tema della restanza.

CARATTERISTICHE DELLE OPERE 
L’opera deve essere inedita, mai pubblicata

  • Scritto: in formato docx + Foto: in formato JPG, dimensione minima di 870 pixls di larghezza
  • Video: deve avere la durata massima di 5 minuti

COME PARTECIPARE?
Invia la domanda di partecipazione che trovi a questo link compilata e firmata, insieme alla tua opera inedita (racconto scritto con foto / video) entro il 31 agosto 2019:

A questo link trovi il regolamento completo del contest. Hai dubbi o domande? Scrivici a contest@ecobnb.com

Ho attraversato i continenti per vedere il più alto dei mondi
Ho speso una fortuna per navigare sui sette mari
E non avevo avuto il tempo di notare
A due passi dalla porta di casa
Una goccia di rugiada su un filo d’erba. “[R. Tagore]

Lasciamoci ispirare da ciò che c’è vicino a noi, prima di andare dall’altra parte del mondo. Allora che aspetti? Segui questa pagina del blog, prepara la valigia, la video camera o carta e penna e… Take it slow: Viaggia lento, Raccontalo e Riparti!

Scarica e Leggi il regolamento completo del Premio

Buona fortuna e buon viaggio slow!

Blog IT.A.CÀ 
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ
Sonia Bregoli

RESTANZA | Tema del festival IT.A.CÀ 2019

VERSO IT.A.CÀ 2019

Dopo questa emozionante edizione del 2018 appena conclusasi, siamo pronti per la nuova edizione: la XI° per quando riguarda la fondazione del festival nella città di Bologna! 

I coordinatori della rete nazionale festival IT.A.CÀ a Montefredente – Appennino bolognese, 2018

Per questa edizione sentiamo il bisogno di approfondire il tema della Restanza intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma come scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni. Un tema che svilupperemo in tutte le tappe che il festival toccherà: dal sud al nord d’Italia.

Tappa del festival in Monferrato – 2017

La restanza può essere il tratto comune di una rete di cittadini che non solo promuove un diverso concetto di sviluppo turistico, non accettando la realtà passivamente, ma mette in atto progetti collaborativi che producono discontinuità anche su un piano politico e culturale più vasto. Da questo punto di vista, IT.A.CÀ si presenta come un grande laboratorio in cui ha luogo una sperimentazione a più voci su come procedere verso uno sviluppo sostenibile.

Un esperimento di democrazia partecipativa, o meglio progettuale, dove non solo si discute di cosa fare, ma si fa anche ciò di cui si è discusso, in un’ottica di ricerca-azione circolare.

Quando gli attori locali decidono di non abbandonare il loro territorio e di attivare dei processi di collaborazione e di resistenza per mantenerlo in vita, la restanza diventa un impegno politico e sociale, e non solo economico, per un cambiamento che parte proprio dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile. Restanza, dunque, come nuova modalità di riscoperta e convivialità sul territorio, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive.

Tappa del festival sui Monti Sibillini – 2018

Impegno per un cambiamento che parte dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile come nuova modalità di riscoperta e convivialità, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive. Atto di rinascita e rigenerazione nel cambiamento e condivisione dei luoghi che diventano i siti dove compiere, con gli altri, con i rimasti, con chi torna, con chi arriva, piccole utopie quotidiane di cambiamento.

Una comunità possibile e auspicabile là dove esisteva quella vecchia; una nuova comunità riorganizzata e inventata tenendo conto di fughe, abbandoni, ritorni e anche di mutate forme di produzione e rapporti sociali. Un incontro, di convivialità, dell’esserci. Una scelta consapevole ed etica, che non può diventare mai chiusura o territorio per artificiosi contrasti tra chi è partito e rimasto, tra chi è rimasto e chi oggi arriva o ritorna.

Restanza come potenziamento del senso del viaggiare, approdo per quanti arrivano o ritornano: viaggiare e restare, viaggiare e tornare sono pratiche inseparabili che trovano senso l’una nell’altra in una continua dialettica che parla di integrazione, d’incontro, di vite separate e di riconciliazione. Intesa anche come forma di incontro tra il passato e il presente, tra vecchie e nuove generazioni, ma anche tra universi culturali diversi che contribuiscono alla vivacità del luogo.

Tappa IT.A.CÀ Bologna 2018 | Foto di Noemi Usai 

La parola Restanza è un concetto che ha sviluppato l’antropologo Vito Teti nel suo libro, pubblicato nel 2014, Pietre di pane. Un’antropologia del restare e di cui riportiamo qui di seguito il suo pensiero:

Vito Teti – Antropologo ed etnologo

“Restare non è un fatto di pigrizia, di debolezza: dev’essere considerato un fatto di coraggio. Una volta c’era il sacrificio dell’emigrante e adesso c’è il sacrificio di chi resta. Una novità rispetto al passato, perché una volta si partiva per necessità ma c’era anche una tendenza a fuggire da un ambiente considerato ostile, chiuso, senza opportunità. Oggi i giovani sentono che possano esserci opportunità nuove, altri modelli e stili di vita, e che questi luoghi possono essere vivibili. E’ finito il mito dell’altrove come paradiso.

L’etica della restanza è vista anche come una scommessa, una disponibilità a mettersi in gioco e ad accogliere chi viene da fuori. Noi adesso viviamo in maniera rovesciata la situazione dei nostri padri e dei nostri nonni. Un tempo partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo accogliere.

Etica della restanza si misura con l’arrivo degli altri, con la messa in custodia del proprio luogo di appartenenza, con la necessità di avere riguardo, di avere una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per i nostri luoghi.
 A volte facciamo l’elogio dei luoghi e poi li deturpiamo: quindi quest’etica del restare comporta anche una coerenza tra la scelta di rimanere e quella di dare, concretamente, un senso nuovo ai luoghi, preservandoli e restituendoli a una nuova vita…”  Vito Teti

Qui potete trovare alcuni link per approfondire il tema > Tema 2019.
Non resta che augurarvi buon viaggio e che sia sempre responsabile e sostenibile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione festival
Sonia Bregoli

 

 

Il viaggio plastic-free del Festival IT.A.CÀ 2019

Creatività, impegno, motivazione, divertimento e condivisione: ecco come il festival IT.A.CÀ si è imbarcato nel suo viaggio plastic-free!

Quando immaginiamo i luoghi prima di visitarli, nella nostra mente li viviamo come paradisi incontaminati, puliti e maestosi. Spesso però non è così.

Il problema dei rifiuti – e della plastica in particolare – sta riempiendo le pagine di giornali e gli schermi delle TV. Tutti siamo consapevoli del grande impatto che il nostro stile di consumo sta avendo sull’ambiente. L’85% dei rifiuti presenti sulle coste europee è composto da plastica. Per lo più si tratta di oggetti monouso il cui utilizzo dura pochi minuti come bicchieri, cannucce, bottiglie e buste di plastica di cui i nostri viaggi sono pieni. La notizia positiva è che però esistono soluzioni, e partono dal nostro comportamento. 

Noi viaggiatori con IT.A.CÀ amiamo parlare delle soluzioni e di come un piccolo cambiamento può portare un grande impatto positivo nel mondo.

Il festival da sempre promuove il turismo con un’impronta leggera, soffice sull’ambiente e positivo per le comunità. Ma quest’anno abbiamo deciso di lasciare un’impronta etica e tangibile del passaggio dei viaggiatori, per lasciare i luoghi ancora più belli e ricchi di come li abbiamo trovati, perché la restanza è  anche “agire con maggiore attenzione, compiere gesti quotidiani di rispetto verso le risorse che abbiamo” come ci ha detto Alessandra Ciccotosto [Trade Marketing & Communication Manager OWAY] in questa intervista che parla di come abbiamo deciso di imbarcarci in questo viaggio insieme.

È proprio grazie alla partnership con l’azienda agricosmetica OWAY che abbiamo deciso di dare un impulso verso un attivismo turistico ecologico unico nel suo genere, unendo il piacere del viaggio lento nella natura urbana alle azioni pratiche. Così è nata la nostra proposta in collaborazione anche con l’Università di Bologna di plogging ai Giardini Margherita, una camminata all’insegna della sostenibilità e della salute, in cui il 26 maggio ripuliremo i Giardini in un impegno collettivo. Un evento per scoprire un nuovo modo di essere parte dei luoghi che calpestiamo. La cosa più sensazionale? Che questa iniziativa si ripeterà in ogni tappa che toccherà il festival da qui fino a novembre, dal nord al sud d’Italia!

E non solo, grazie alle mappature per l’accessibilità, abbiamo fatto in modo che questo evento e tutte le iniziative ai Giardini Margherita fossero accessibili a tutti/e.

Ma ri-pulire i luoghi non basta.

Per questo ci siamo impegnati per ridurre l’impatto del festival anche nella produzione dei materiali. Troverete i programmi, le locandine e anche le cartoline stampati completamente in carta riciclata. Perché? Perché per produrla si usa meno energia, meno acqua, diminuiscono le emissioni di carbonio e si evita l’accumulo di rifiuti rispetto all’uso di carta tradizionale.

E cosa può rendere il mondo ancora più bello se non riempirlo di fiori?

IT.A.CÀ propone quest’anno il primo BADGE VIVENTE, prodotto con Eco-Postcard, 100% riciclabili e realizzate in Italia da cooperative sociali, ma soprattutto con un cuore speciale: un seme al suo interno.

Cosa vuol dire? Che una volta concluso l’evento, potrà essere piantato e far crescere una piantina e colorare il Mondo, portandosi dietro anche il ricordo del festival. 

Ripulendo, riducendo i consumi, riciclando e usando prodotti alternativi, abbiamo deciso di dare il nostro contributo per sostenere l’ambiente.

Non solo i materiali prodotti per la comunicazione: cartoline, programmi e locandine del festival della tappa bolognese sono prodotti con carta riciclata e le shopper realizzate con cotone riciclato.

Ma cosa possono fare i viaggiatoriche prenderanno parte ad IT.A.CÀ per esser parte del cambiamento con noi?

Portare la propria borraccia ed un bicchiere riutilizzabile; rifiutare cannucce nei cocktail; portare una borsa di cotone; ridurre gli imballaggi e quando non è possibile farlo, rispettare la raccolta differenziata. E ovviamente unirsi al Plogging di domenica con IT.A.CÀ ed OWAY!

E poi si, perché non asciarsi ispirare e portare casa la voglia di ripetere queste azioni nel quotidiano?Ricordando sempre che “Non si è mai troppo piccoli per cambiare il mondo”!
Noi siamo pronti ad iniziare il viaggio. E voi?
Per i dati e infografica

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi 

OWAY e IT.A.CÀ insieme per questa edizione 2019 | Intervista ad Alessandra Ciccotosto

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici 

per questa edizione 2019 il festival IT.A.CÀ si lega per la prima volta ad OWAY (oway.it), partner d’eccezione del festival. Oway è il mondo dei trattamenti per capelli, viso corpo realizzati secondo i principi dell’agricosmetica sostenibile e che realizza i suoi cosmetici partendo da coltivazioni biodinamiche, biologiche, equo-solidali, utilizzando contenitori in vetro e alluminio (materiali 100% riciclabili) e promuove un lifestyle sano e una sostenibilità attiva, concreta e positiva, che si sposa perfettamente con i valori del turismo sostenibile promossi da IT.A.CÀ.

Alessandra Ciccotosto

Insieme lanciamo un progetto e un messaggio di valore che consiste nel raccogliere e ripulire dalla plastica e dai rifiuti i luoghi toccati dal passaggio del festival. Angoli di paradiso che possono esprimere il bisogno di essere valorizzati e rispettati, anche sollecitando maggiormente la cultura della pulizia, del bello e di una gestione più corretta dei rifiuti inquinanti.

Intervistiamo quindi, in questa speciale occasione Alessandra Ciccotosto [Oway, Trade Marketing & Communication Manager] per scoprire l’azienda e la sua mission:

CHI È OWAY?  

Oway (Organic Way) è il mondo dei trattamenti per capelli, viso e corpo e dei prodotti lifestyle realizzati secondo i principi dell’agricosmetica sostenibile presente in oltre 70 Paesi nel mondo. Realtà bolognese risultato di un viaggio nella cosmetica di qualità iniziato nel 1948, i rituali contengono ingredienti biodinamici, biologici ed equo-solidali. Oway promuove quotidianamente la riduzione degli sprechi nella vita aziendale, nei saloni e nei laboratori agricosmetici in ogni angolo del mondo. Ogni formula, packaging, materiale, oggetto o strumento è pensato per avere il minimo impatto sull’ambiente, per durare o per essere riutilizzato. Ecco perché, utilizzando gli ingredienti più puri, ricchi e concentrati, Oway racchiude le sue formulazioni in flaconi di vetro e tubi di alluminio (materiali 100% riciclabili), evitando i contenitori di plastica, i packaging superflui e i materiali non ecologici.

CHE COSA SIGNIFICA “RESTANZA” PER TE?

Restanza, ciò che resta e permane. È un concetto molto bello quando si parla di viaggi, di esperienze piacevoli. Ma può anche essere inteso con “ciò che resta e lasciamo nel mondo attraverso i nostri comportamenti”. Restanza è per me agire con maggiore attenzione, compiere gesti quotidiani di rispetto verso le risorse che abbiamo, ottimizzare ed eco-progettare nuovi prodotti e servizi in modo da lasciare un mondo migliore, sostenibile nel senso più pratico, con soluzioni per un lifestyle più sano e felice.   

QUALI SONO I PUNTI DI CONNESSIONE TRA UN BRAND COME OWAY E UN FESTIVAL DEL TURISMO RESPONSABILE?  

Oway è stato il primo marchio nel mondo della cosmesi professionale a sostituire 6 anni fa i contenitori di plastica con quelli in vetro e alluminio. Una scelta “coraggiosa” per un cambiamento concreto alla quale sono seguite altre scelte ecologicamente pratiche sia sui prodotti, sia su tutto quello che è intorno al prodotto. Lo definiamo Organic Way of life, l’insieme di scelte sostenibili che adottiamo prima di tutto in azienda e promuoviamo in tutto il mondo con il nostro esempio e con la comunicazione.

Intorno a Oway è nato un mondo di sostenitori, gli Owayans, che interpretano e condividono nella vita e nei social i valori dell’agricosmetica sostenibile. Il Festival del Turismo sostenibile è ricco di valori positivi, comunica una sostenibilità tangibile, piacevole, ottimistica. Parte dalla nostra città, Bologna, e comunica la bellezza dei territori italiani con le nostre eccellenze territoriali. 

Ci sono molti valori in comune tra Oway e IT.A.CÀ. 

IN CHE COSA CONSISTE IL PROGETTO SVILUPPATO PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI NELLE TAPPE DEL FESTIVAL?  

Tra obiettivi esclusivi di questa 11^ edizione, in condivisione con Oway, ci sarà quello di raccogliere e ripulire dalla plastica e dai rifiuti i luoghi toccati dal passaggio del festival. Insieme abbiamo costruito l’idea di cammini sostenibili dove possiamo unire alla bellezza dell’esperienza all’aria aperta la pulizia dei territori. 

Durante la scoperta di luoghi straordinari, ricchi di natura, cultura e tradizioni, i viaggiatori collaboreranno attivamente nel restituire ai luoghi la loro originaria bellezza, fornendo un esempio virtuoso di turismo sostenibile. 

Queste esperienze di esplorazione delle meravigliose realtà italiane diventano con Oway impulso verso un attivismo turistico ecologico unico nel suo genere che coniuga il piacere della lentezza e del risentire la natura nel suo senso più profondo ad azioni pratiche mirate a preservare la bellezza dei luoghi.

Foto di Giuseppe Giuliani – Wok Photography

COME MAI AVETE SCELTO DI FARE PARTE DELL’11^ EDIZIONE DEL FESTIVAL COME PARTNER ATTIVI E NON COME SEMPLICI SPONSOR?  

Siamo consapevoli del fatto che il cambiamento inizia da noi, per questo volevamo partecipare in modo più attivo rispetto alla classica sponsorship. Insieme abbiamo costruito l’idea di cammini sostenibili dove possiamo unire alla bellezza dell’esperienza all’esperienza all’aria aperta la pulizia dei territori. Abbiamo anche organizzato un cammino sostenibile dedicato esclusivamente alla nostra azienda dove ripuliremo 6 giardini di Bologna.

Ringraziamo Alessandra per questa intervista e vi aspettiamo all’evento A tutto Plogging: una camminata all’insegna della sostenibilità e della salute per domenica 26 maggio 2019 alle Serre dei Giardini Margherita. 

Buon viaggio come sempre 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione 
Sonia Bregoli

 

 

Turismo responsabile in Val di Zena nell’Appennino bolognese | 8 – 9 giugno 2019

Il turismo sostenibile gioca un ruolo centrale all’interno dei processi e delle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, arricchendo le relazioni tra turisti cittadini, ma anche tra cittadini ed istituzioni. Uno sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità  della vita dei suoi cittadini e il rapporto che questi ultimi hanno con il proprio territorio.

Detto ciò chiuderemo la tappa bolognese 2019 con le ultime due giornate nella lussureggiante e verde Val di Zena. Il secondo weekend di giugno, l’8 e il 9, pullula di attività ed esperienze assolutamente imperdibili!

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Per scoprire la Val di Zena dall’8 al 9 giugno puoi scegliere di visitare i luoghi in autonomia, oppure scegliere di acquistare il pacchetto che comprende le singole giornate dell’8 giugno o del 9 giugno o quello che comprende entrambi i giorni, beneficiando dei prezzi agevolati riservati al Festival.

Iscriviti compilando il form sul sito di IT.A.CÀ [COMPILA IL FORM ONLINE] o chiamando 051 92 97 66 | 329 19 49 532 o scrivendo a: info@montebibele.eu

È possibile anche, nello stesso modo, prenotare una navetta gratuita che partirà da Bologna centro seguendo il festival per una o due giornate.

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Si parte sabato 8 giugno h 10 con la visita speleologica alla Grotta del Farneto, una grotta abitata dagli uomini dell’età del bronzo e rifugio dei chirotteri che vivono nel Parco. La visita guidata all’interno della cavità dura circa un’ora e mezza ed è adatta a tutti, anche ai bambini con più di 4 anni.

Alle 12 invece è previsto un itinerario in mountain bike di circa 12 km che da Botteghino di Zocca, frazione del comune di Pianoro, porterà i cicloturisti a Gorgognano, sul crinale della Val di Zena. Sarà possibile partecipare ad un pranzo bucolico nel boschetto di Gorgognano con prodotti tipici del luogo (€10 escluse bevande, per prenotazione tel. 3481524687) e alle ore 15 al concerto Mikrokosmos nel vecchio cimiterino a Gorgognano. Prima di tornare al punto di partenza pedalando verso il tramonto, ebri delle piacevoli emozioni nella natura appena vissute.

La sera, invece, a partire dalle 18, è prevista una spettacolare notte tra degustazioni, astronomia, archeologia, cena e musica sotto le stelle. Il programma dettagliato si trova visitando questa pagina web. La cena sotto le stelle è solo su prenotazione.

Fatevi incantare dagli astri, o dai piatti pieni di leccornie, a voi la scelta!

IT.A.CÀ vi propone anche un’intrigante alternativa che prevede un piacevole trek a piedi nelle ore che precedono il tramonto, a partire dalle 18: La Via del Fantini è il progetto di una via in fase di realizzazione che unisce tutti i luoghi più importanti della Val di Zena tra San Lazzaro e Monte Bibele.

Con questo trek vi proponiamo un’anticipazione solo dell’ultima sua parte. Partendo dal Monte delle Formiche ci muoveremo tra dolci colline e boschi molto selvaggi verso Castelnuovo di Bisano per raggiungere alla fine Monte Bibele dove potremo fermarci la sera per guardare le stelle, gustare del buon cibo, e volendo dormire.

Le attività riprenderanno il 9 giugno alle 9 con una lezione di Yoga nella natura e a seguire, una passeggiata archeologica tra luoghi di culto nel villaggio di Monte Bibele (IV-III sec. a.C.).

Per i più sportivi, sempre alle 9, partirà un itinerario ciclabile accessibile, ossia un’escursione per tutti, aperta anche a persone disabili con pranzo in una trattoria locale di cucina tipica (Info e prenotazioni: info@fondazioneperlosport.it).

Nel primo pomeriggio sono state inserite in programma due attività davvero importanti e degne di nota.
La prima “il tempo da toccare”, alle 14:30, prevede la visita del Museo Civico Archeologico di Monterenzio. Si tratta di un percorso tattile, aperto quindi anche a persone con disabilità visiva, che insieme all’archeologo andranno alla scoperta dei reperti di Monte Bibele.

La seconda prenderà luogo alle 16:30 nel Museo Luigi Donini e consisterà in un sorprendente viaggio nella Preistoria, alla scoperta dell’origine ed evoluzione dell’Uomo e degli animali estinti dell’ultimo periodo glaciale. I partecipanti potranno anche assistere alla dimostrazione di accensione del fuoco con le pietre focaie, rivivendo così in prima persona le pratiche quotidiane degli uomini primitivi.

Assolutamente imperdibile!

Alle 18 si rimane sempre in tema di creature ormai estinte: i dinosauri! Il Tour della Vita sulla Terra prevede infatti una visita guidata del Parco Dinosauri in Carne e Ossa, dove, attraverso il susseguirsi di scenari e ricostruzioni fedeli di ben 35 specie animali, esploreremo l’evoluzione della vita sulla Terra, osservando i cambiamenti che hanno portato alcune specie all’estinzione e gli adattamenti all’ambiente che invece hanno permesso ad altre di sopravvivere.

La visita del parco delle 21.15 ci offrirà la possibilità suggestiva di iniziare al crepuscolo e di proseguire con l’aiuto della sola torcia portata dalla guida, avanzando nell’oscurità e pronti a sorprenderci con le scene del mondo primordiale che di volta in volta ci troveremo davanti ad ogni curva del sentiero.

Il sogno dei più piccoli e di tutti quelli che son cresciuti con le varie trasposizioni cinematografiche dei vari Jurassic Park, potranno finalmente entrare nell’incredibile mondo dei dinosauri (e tornare bambini!).

Le attività per queste giornate in Appennino sono davvero diversificate per andare incontro ai gusti e alla preparazione atletica di tutti  e alla curiosità di ciascuno! Mancate solo voi! Vi aspettiamo in Appennino!

Vi riporto il link con tutte le strutture alberghiere convenzionate, così potrete scegliere la location che più preferite, usufruendo dello sconto IT.A.CÀ | info strutture.

Blog IT.A.CÀ
Responsabile Comunicazione 
Sonia Bregoli

 

Il Turismo sostenibile per lo sviluppo dell’Appennino bolognese | Convegno venerdì 31 maggio a Marzabotto (Bo)

Venerdì 31 Maggio 2019

H 9.30 – 17.00

Marzabotto, Città Metropolitana di Bologna

Parco Bottonelli [ Via Giacomo Matteotti, 1] 

Il Convegno si propone di avviare una riflessione sul valore del turismo sostenibile e responsabile come mezzo di sviluppo economico per le aree montane della Città metropolitana di Bologna. L’obiettivo è quello di analizzare il legame che sussiste tra turismo, sostenibilità e sviluppo economico: comprendere le potenzialità del territorio, conoscere le buone pratiche locali e nazionali da poter replicare per una crescita in chiave sostenibile, coinvolgere la comunità locale affinché sia protagonista nello sviluppo turistico del proprio territorio, dimostrare che un turismo a impatto zero e di qualità è possibile e lo si può praticare nel pieno rispetto dell’ambiente. Interverranno studiosi ed esperti di processi economico-turistici e sono previsti due question time in cui le realtà dell’Appennino bolognese potranno presentarsi e porre domande mirate ai relatori. Un momento di riflessione, formazione e dialogo tra organizzazioni che si occupano di sviluppo turistico, che vuole essere il punto d’avvio per l’organizzazione di appuntamenti di formazione e coprogettazione dell’offerta turistica territoriale nel corso del 2019/2020.

Iscrizione obbligatoria attraverso il form online:
FORM ISCRIZIONE CONVEGNO MARZABOTTO

Scarica qui il programma completo: PROGRAMMA
Scarica qui la locandina: LOCANDINA

L’incontro, organizzato da IT.A.CÀ, Comune di Marzabotto, Destinazione turistica Bologna, Città metropolitana di Bologna e Unione dei Comuni Appennino Bolognese, è un momento importante per analizzare lo sviluppo turistico-economico della montagna bolognese secondo processi turistici e modelli gestionali basati sulla sostenibilità sociale e ambientale. Il convegno si propone di porre le basi per concretizzare progetti condivisi, attivare forme di collaborazione su cultura, turismo, pianificazione strategica, sostenibilità, bandi europei, sviluppo economico, il tutto con un’attenzione particolare al coinvolgimento di tutti gli attori interessati.
Il convegno si aprirà alle ore 9.30, partendo proprio dalle prospettive future di sviluppo tursitico-sostenibile, alla presenza di Matteo Lepore, Presidente delegato Destinazione Turistica Bologna e Giovanna Trombetti, Direttrice Settore sviluppo economico – Città Metropolitana di Bologna.
Seguiranno gli interventi di esperti di processi economico-turistici – Università di Bologna Centro Studi avanzati per il turismo (CAST) – volti ad analizzare l’impatto del turismo sul territorio e la comunità locale e a mettere in luce i vantaggi economico-sociali di una governace basata sulla sostenibilità. Fin dalla prima parte, grazie all’intervento di una professionista del marketing turistico, e poi nel pomeriggio, l’analisi troverà concretezza con l’esposizione di casi-studio (aziende e progettualità) che hanno raggiunto obiettivi economici rilevanti nel settore del turismo sostenibile. 
La terza e ultima parte del convegno sarà dedicata a un’importante momento di dialogo tra le realtà dell’Appennino, che hanno intrapreso un percorso turistico di tipo sostenibile, e le best practice al livello nazionale.
 
PER INFORMAZIONI
Simona Zedda
info@festivalitaca.net
 
 

Dove dormire e mangiare per il festival IT.A.CÀ Parco Nazionale Monti Sibillini | 25 – 28 aprile 2019

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 
 
parte la I° edizione della tappa sibillina del festival IT.A.CÀ – dal 25 al 28 aprile 2019 – andremo alla scoperta del bellissimo Parco Nazionale dei Monti Sibillini tra Ussita e Fiastra in provincia di Macerata. 
 
 
Il festival è realizzato grazie al confronto, al supporto e all’impegno di tantissime persone, territori e realtà che credono e vogliono impegnarsi per un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive, coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.
 
La Restanza – termine nato dall’antropologo Vito Teti e tema nazionale del festival IT.A.CÀ 2019 – è per noi una riflessione collettiva e necessariamente aperta su come abitare le terre colpite dal sisma, contro abbandono e spopolamento delle aree interne dell’Appennino. Riscoperta di memorie e tradizioni perdute per strada, comunità inclusive che si prendono cura l’una dell’altra, messa in discussione dei modelli di sviluppo ostili e calati dall’alto, identità interrotte da recuperare, territorio come bene ma anche come responsabilità comune, centralità e tutela del patrimonio naturalistico, rivendicazione di servizi negati o perduti. Diritto a partire, restare, tornare, arrivare. Dovere di accogliere e non abbandonare.
 
Questa edizione si terrà tra Ussita e Fiastra grazie all’incontro tra C.A.S.A. e Alcina, ma l’obiettivo a lungo termine è quello di unire più territori sensibili ai valori del turismo sostenibile per trasformare IT.A.CÁ – Parco Nazionale Monti Sibillini in un momento di confronto esteso e trasversale, uno spazio di cooperazione e ritrovo tra paesi fragili ma non per questo marginali. Dopo il festival si terrà un incontro tecnico e di messa in rete per l’edizione 2020.
 
 
 
✶ Per chiunque fosse interessato a partecipare:
 
A cura di C.A.S.A. | Cosa Accade Se Abitiamo e Alcina Snc
 

Frontignano di Ussita, foto di Luca Tombesi

IT.A.CÀ le tappe 2019 | Tra restanza e viaggi responsabili dal 25 aprile al 3 novembre

XI edizione
IT.A.CÀ festival del turismo responsabile 
Dal 25 aprile al 3 novembre 2019 
15 tappe nazionali 

Restanza, un nome singolare femminile di profonda attualità, eppure ancora poco conosciuto. Una parola a cui l’antropologo Vito Teti ha dato un senso, un’etica, diffondendo un concetto che porta con sé il significato di ricostruzione.

Un’idea che accompagna ad una riflessione sulla condizione odierna. Alla tensione e al movimento di chi sceglie di restare nella propria terra e da lì ripartire, trasformandola in luogo di risorse, di accoglienza per chi arriva, per chi torna, per chi non se n’è mai andato, compiendo ogni giorno piccoli passi per un cambiamento quotidiano. Perché se è difficile emigrare, a volte è ancora più coraggioso restare. Diventa quasi una sfida, voglia di mettersi in gioco attraverso nuove opportunità e stili di vita, con l’obiettivo di rendere più vivibili quei luoghi a noi affidati e che con noi si contaminano e cambiano.

Parleremo di cambiamenti, di trasformazioni, di valorizzazione e tutela della memoria, di superamento delle difficoltà esistenti, di disastri naturali dai quali ripartire per ricominciare con un nuovo senso dell’abitare i propri luoghi.

È la storia del Parco Nazionale Monti Sibillini per esempio, tappa di partenza di questa prossima edizione, che dal 25 al 28 aprile merita di tagliare il nastro d’inizio del festival nazionale.

“Restanza per noi è la riscoperta di un nuovo abitare le terre colpite dal sisma. Memorie e tradizioni perdute per strada, comunità aperte e inclusive che si prendono cura l’una dell’altra, messa in discussione dei modelli di sviluppo ostili e calati dall’alto, territorio come bene ma anche come responsabilità comune, centralità e tutela del patrimonio naturalistico, rivendicazione dei servizi negati e perduti. Diritto a partire, restare, tornare, arrivare. Dovere di accogliere e non abbandonare.”

A seguire dal 24 maggio al 9 giugno a Bologna – culla natale di IT.A.CÀ che nella scorsa edizione ha raccolto più di 30.000 visitatori – accoglierà la seconda tappa del festival, riconfermandosi anche quest’anno come polo centrale e snodo nevralgico di scambio e riflessione sulla filosofia che la manifestazione persegue con tenacia da ben due lustri.

IT.A.CÀ in questa XI edizione, riconferma le due caratteristiche peculiari del festival: la diffusione nazionale e la sua natura itinerante che dalla città delle due torri, accompagnerà temi e propositi in altri 13 territori di tutta Italia. Da nord a sud, le altre stazioni di sosta lenta sono attese nei territori di Rimini e le sue Valli, Calabria di Mezzo, Salento, Gran Sasso, Brescia, Ravenna, Trentino, Reggio Emilia, Parma, Pavia,Monferrato, Napoli e Levante Ligure in una staffetta nazionale che avrà come comune denominatore il consenso di centinaia di realtà coinvolte e il tema della restanza e della promozione del territorio, secondo valori di equità e giustizia sociale.

Tra gli obiettivi esclusivi di questa XI edizione ci sarà anche quello di raccogliere e ripulire dalla plastica e dai rifiuti i luoghi toccati dal passaggio del festival. Durante la scoperta di luoghi straordinari, ricchi di natura, cultura e tradizioni, i viaggiatori collaboreranno attivamente nel restituire ai luoghi la loro originaria bellezza, fornendo un esempio virtuoso di turismo responsabile.

Partner del progetto è OWAY (oway.it), azienda impegnata nel trattamenti per capelli, viso e corpo che realizza i suoi cosmetici partendo da coltivazioni biodinamiche, biologiche, equo-solidali.

Utilizzando gli ingredienti più puri, ricchi e concentrati, racchiude le sue formulazioni in flaconi di vetro e tubi di alluminio (materiali 100% riciclabili), evitando i contenitori di plastica, i packaging superflui e i materiali non ecologici. Oway promuove un lifestyle sano e una sostenibilità attiva, concreta e positiva, che si sposa perfettamente con i valori del turismo sostenibile promossi da IT.A.CÀ. 

Dopo un decimo compleanno importante che ha visto anche il riconoscimento di un premio prestigioso per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo, ricevuto dall’ Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (UNWTO), IT.A.CÀ è pronta a salpare per la volta n. 11….

Restate con noi, dunque per le tantissime news che stanno per arrivare!
….consigliamo di iniziare a preparare gli zaini e le scarpe da trekking perchè con la restanza si possono fare viaggi incredibili, pur restando dove si è.

Qui trovate il nostro Comunicato Stampa da scaricare e i materiali, con i contatti del nostro ufficio stampa!

Buon viaggio come sempre 🙂

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ

“[s]guardi” diversi sul territorio dell’Appennino Bolognese | Intervista a Luca Morganti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi nel nostro blog, in attesa della XI edizione di IT.A.CÀ Bologna 2019, ospitiamo Luca Morganti, curatore della parte informatica/gestionale e comunicativa dell’Associazione Officina 15, ci presenta uno “[s]guardo” diverso sul territorio dell’Appennino Bolognese e sulla sua valorizzazione, spiegando la collaborazione che intercorre tra l’associazione e il nostro Festival del Turismo Responsabile.

Luca Morganti

Iniziamo ripercorrendo le tappe principali della storia di Officina15. Come e quando è nata l’idea? Qual è il tuo ruolo all’interno dell’Associazione?  

Officina15 nasce nel dicembre 2012 dall’idea di quattro amici con la volontà di realizzare uno spazio di lavoro comune nel proprio paese d’origine, adatto a giovani con la volontà di affacciarsi al mondo dell’arte e dei nuovi media. Passato un primo periodo di rodaggio in una piccola sede l’associazione prende maggiore forma dopo un primo trasloco, cominciando ad attrarre nuove persone anche per merito della brillante realizzazione del Crime City Comics, Festival sul fumetto in collaborazione con la famosa casa editrice milanese Sergio Bonelli Editore.

Dal 2014 al 2016 il festival viene incentrato sul celebre personaggio Dylan Dog ottenendo così un successo nazionale, e divenendo quindi il principale volano di crescita dell’associazione. Non da meno le altre iniziative culturali e di promozione del territorio, come ad esempio il festival di Lagolandia – Villeggiatura contemporanea in collaborazione con Articolture/Bottega Bologna, le mostre di arte contemporanea, le rassegne cinematografiche e le attività laboratoriali per la cittadinanza. 

Il motore trainante dell’associazione, nonostante il successo di eventi e festival, è sempre stato quello del co-working, uno spazio inclusivo e collaborativo con il nobile intento di permettere a giovani artisti e freelance del territorio di poter “creare senza migrare”. Abbiamo sempre ospitato all’interno dell’associazione freelance di varia natura come grafici pubblicitari, artisti, fumettisti e oggi anche produttori di animazioni di stop-motion che vengono da lontano ad abitare qui da noi. Tutte figure giovani e dinamiche che, oltre ad offrire le loro competenze sul territorio, hanno mantenuto viva e “vissuta” l’associazione, collaborando alle attività della stessa.

Dal 2016 Officina15 si è aggiudicata il bando di affidamento di uno spazio pubblico all’interno del Centro di Cultura Paolo Guidotti, una nuova sede più spaziosa in grado di accogliere anche altri spazi per conferenze, proiezioni, eventi, mostre, laboratori e una sala prove rigenerata ed oggi molto frequentata da gruppi e insegnanti di musica.

“Belvedere Qualto”, foto di Pierluigi Mioli

La rigenerazione è stata possibile oltre che al volontariato offerto dagli associati, anche grazie alla creazione del progetto di “Cooperativa Paese” finanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’Unione dei Comuni Appennino Bolognese. Con questo progetto Officina15 si è impegnata nella riapertura di uno spazio pubblico di comunità e nella promozione turistica del territorio.

Io faccio parte dell’associazione dal 2013, prima come sostenitore e dall’anno successivo in qualità Presidente. Essendo informatico di professione mi occupo degli aspetti annessi alla comunicazione web e della parte amministrativa e progettuale. Anche se appassionato di musica essendo un tecnico non ho particolari doti artistiche, ma mi sono innamorato da subito di questa realtà dove poter sperimentare e creare nuove sinergie tra persone e idee, dove i progetti possono diventare realtà concrete, attraverso l’impegno di giovani talenti.

Dal 2018 siamo affiliati come circolo all’ARCI Bologna e l’associazione vanta più di cento soci attivi, con tante iniziative artistiche e culturali ancora in cantiere. Rimaniamo una piccola realtà ma sappiamo di poter fare da incubatore a tante belle iniziative sia personali che come collettivo.

Da quale esigenza è nata l’idea di creare [S]guardi? Come è articolato il concorso e come vengono scelti gli scatti vincitori?  

Il contest fotografico [s]guardi nasce da un’idea della nostra amministrazione comunale. Ad inizio 2018 il nostro sindaco e amico Maurizio Fabbri ci ha messo in contatto con l’associazione fotografica Tempo & Diaframma e siamo stati operativi sin dal primo incontro. Il progetto era ben chiaro: l’esigenza di promuovere le bellezze del nostro Appennino si sposava alla perfezione con la nostra passione comune per la fotografia. Il contest è stato poi promosso in collaborazione con l’Unione dei Comuni Appennino Bolognese che ha finanziato il progetto e fatto da cassa di risonanza per l’intero territorio.

“Sottozero – Brasimone”, foto di Ernesto Righetti

È stato lungo 3 stagioni, da marzo fino a novembre 2018. I partecipanti hanno avuto questo periodo per registrarsi gratuitamente sul sito, seguire la mappa per i punti di interesse di natura e cultura ed infine inviare i propri scatti fotografici sempre tramite il sito web. Sono state organizzate anche uscite fotografiche, tra cui quella in occasione del Festival IT.A.CÀ 2018, escursioni accompagnate da noi organizzatori per fare scoprire e raccontare il territorio ai partecipanti. Una giuria composta da istituzioni e fotografi ha selezionato le foto vincitrici che sono state poi premiate durante l’inaugurazione della mostra nello scorso dicembre, sempre in Officina15.

In che modo un contest fotografico come [S]guardi e, in generale, il mezzo della fotografia possono favorire un modo consapevole di vivere il proprio territorio e la sua valorizzazione?  

Anche noi siamo promotori di un turismo lento e consapevole, un turismo in grado di poter raccogliere i valori di cui andiamo fieri qui in Appennino: una natura a tratti ancora “selvaggia” che crea scenari naturali mozzafiato, una cultura ricca di tradizioni e sapori antichi. Il fotografo che si immerge in tutto questo riscopre proprio questi valori ed attraverso i suoi sguardi è in grado di trasmetterli all’osservatore in maniera artistica ed elegante. Ci sono arrivate tante foto che fanno venire voglia di partire subito, zaino in spalla, verso i nostri verdi parchi.

Sarete fra i protagonisti  dell’edizione 2019 del festival IT.A.CÀ Bologna, il cui tema è la “restanza”, ovvero, la scelta consapevole di non abbandonare il proprio territorio e creare una rete sinergica di azioni per valorizzarlo. Quali sono secondo voi i processi necessari da mettere in atto per fa sì che le persone riscoprano il valore dei piccoli paesi di origine?  

Siamo onorati di poter far parte del vostro bellissimo e importante Festival. Le vostre tematiche, come la “restanza” si sposano a pieno con i principali obiettivi della nostra associazione culturale, quelli di fornire alternative valide all’abbandono del proprio territorio d’origine. Purtroppo i piccoli paesi oggi non offrono tante opportunità lavorative per i giovani, ma sappiamo che siamo tutti legati come da un filo nascosto, e non vediamo l’ora di poter tornare sulle nostre montagne.

“Madre Natura”, foto di Jessica Iannucci

Le distanze fisiche saranno colmate almeno in parte con l’arrivo di nuove tipologie di lavoro anche da remoto: per deformazione professionale penso al web e a tutte le nuove professioni che si potranno creare con le nuove tecnologie e l’industria 4.0. Tutte tecnologie che speriamo trovino applicazione al servizio dell’ambiente e del benessere delle persone. Siamo felici perché a breve avremo la fibra ottica anche nel nostro territorio e questo abbatterà parte del divario digitale che separa le città dalle periferie più lontane.

Crediamo inoltre che la riscoperta di un turismo lento, esperienziale, a contatto con la natura e le tradizioni sia una delle chiavi per evitare lo spopolamento. Esempi virtuosi li stiamo già vivendo con gli itinerari come la Via degli Dei e la nuova Via della Lana e della Seta, sulla quale stiamo lavorando assieme ad associazioni e istituzioni per la sua promozione.

L’importante è sorpassare i campanilismi di varia natura che a volte ancora frammentano il territorio, e creare reti di persone e progetti a medio-lungo termine con basi solide, senza fretta, a passo lento ma deciso. Siamo ottimisti e felici di provare a contagiare con la nostra “restanza” tutti coloro che parteciperanno assieme a noi al prossimo IT.A.CÀ Appennino.

Ringraziamo Luca di essere stato con noi e come sempre vi auguriamo buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi

 

Il turismo futuro, tra città e comunità | IT.A.CÀ Reggio Emilia 2018

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi nel nostro blog vi riproponiamo i contenuti che sono stati oggetto del programma del Festival IT.A.CÀ Reggio Emilia 2018 che si è svolto dal 28 al 30 settembre 2018, organizzato dalle associazioni reggiane Urbanauti e Officine Urbane.

Alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è tenuto il convegno intitolato ‘Il turismo futuro, tra città e comunità’. Gli interventi, presentati nell’arco due giornate, sono stati dedicati all’analisi dello sviluppo del mercato turistico nella nostra contemporaneità e al tema dell’overtourism. Numerose sono state le buone pratiche individuate sul turismo responsabile e sul coinvolgimento delle comunità locali nazionali e internazionali. Sul tavolo dei lavori si è cercato di declinare e analizzare nuove definizioni del vivere turistico attraverso l’intersezione di diversi campi di studio e discipline.

Come sottolineato da Thomas Casadei, membro del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità dell’Università di Modena/Reggio Emilia e moderatore della prima giornata di lavori, “Il turismo è una chiave di lettura della società”, per questo motivo studiare i fenomeni legati all’enorme crescita del settore turistico nell’ultimo decennio vuol dire porre sotto la lente di ingrandimento tutte quelle componenti della società direttamente o indirettamente toccate dalle innovazioni sociali provenienti dal turismo.

Le domande principali alle quali si è cercato di dare risposta sono state:

  • Chi sono i turisti oggi?
  • Come cambia il paradigma del turismo nell’era della digitalizzazione?
  • Come si è sviluppato il rapporto tra turisti, città e comunità?

Convegno presso CGIL Reggio Emilia | festival IT.A.CÀ

Diversi studiosi, qualificati in un’ampia gamma di discipline che vanno dall’economia alla sociologia, hanno cercato di dare risposta a questi quesiti.

Ecco il video integrale degli interventi e la lista dei relatori intervenuti.

Ven 28.09.2018
Il turismo futuro tra città e comunità / parte  1

00.00.00> Il turismo futuro tra città e comunità:Introduzione e saluti di Vittorio Gimigliano / Coordinatore Festival IT.A.CÀ Reggio Emilia

00.01.20> IT.A.CÀ Festival turismo responsabile_Sonia Bregoli / Responsabile Organizzazione & Coordinamento, Responsabile Comunicazione – Social Media, co-fondatrice di IT.A.CÀ

00.27.00> Il turismo e la città futura: introduzione del moderatore Thomas Casadei / CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità, UniMoRe

00.31.00> L’altro e l’altrove_Davide Papotti / Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali / Università degli Studi di Parma

01.02.00> Infrastrutture, territorio, accessibilità_Vittorio Gimigliano / Officine Urbane / Reggio Emilia

01.50.00>La turistificazione della città_Giacomo Salerno_OPA! / Rete SET / Venezia

02.14.00>Il caso TSH a Bologna_Wolf Bukowski

02.50.00> Città, sharing economy e turismo_Maurizio Landini/ Segreteria nazionale CGIL con Riccardo Staglianò / giornalista – La Repubblica

Sab 29.09.2018
Il turismo futuro tra città e comunità / parte  2

00.00.00> Il turismo e la memoria di città:introduzione del moderatore Matteo Troilo / Clionet – Rivista di Public History

00.07.00> Memoria, teatro, comunità_Antonio Canovi / I Narraluoghi / Reggio Emilia

00.29.00> La memoria degli archivi del S.Lazzaro per il movimento LGBTI_Alberto Nicolini / Arcigay Gioconda

00.45.00> Tra memoria e futuro_Claudia Castellucci / ATRIUM – Architecture of Totalitarism Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory

01.05.00> L’etica del turismo_Corrado Del Bo’ / Dipartimento Scienze Giuridiche / Università Statale di Milano

01.36.30>#Memoriedelsuolo_Cinzia Pietribiasi_Compagnia Pietribiasi Tedeschi

02.05.50> Il turismo gestito dalle comunità_Damiano Avellino / FairBnB

02.25.00> Turismo come innovazione sociale_Renata Piazza / Hasekura Program

02.46.30> Città, periferie, turismo e comunità_Prosper Wanner / Hotel Du Nord / Marseille

03.11.00> Oltre la città esclusiva_Francesco Bernardi / Fronde / Venezia

Blog IT.A.CÀ
Giovanni Nolè

Un’immersione natalizia in Appennino | BUONE FESTE

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

le ferie natalizie sono alle porte e noi di IT.A.CÀ ci immaginiamo che abbiate tutti bisogno di una sana evasione dalla frenesia inarrestabile a cui la vita quotidiana (e cittadina) ci costringe.

Guardandoci attorno, specie in periodi di festa come questo, non possiamo che constatare quanto le mete mainstream si vedano sempre più sovraccariche di turisti alle prime armi e non, uniti dal comune desiderio di lasciarsi bombardare e accecare da suoni amplificati e luci abbaglianti, che tendono a coprire le nostre voci, ad oscurare la nostra immagine e ad innalzare un muro tra turisti e popolazione locale, ad instaurare una sempre maggiore differenziazione tra i visitatori di un luogo e il luogo oggetto di tale visita.

Sebbene sia impossibile e controproducente esaltare l’autenticità di un luogo e di una cultura in quanto tali, essendo ogni luogo e cultura il frutto di molteplici incontri, scambi, contaminazioni, ci preme farvi conoscere le proposte di Enjoy Appennino per qualche esperienza “fuori porta” che possa aiutarvi a rigenerare tutti i vostri sensi. Una proposta pienamente coerente con la nostra filosofia, quella cioè di un turismo responsabile, un turismo rispettoso di ogni luogo e cultura, un turismo che non conosce barriere e che, laddove esistano muri, si ripropone continuamente di abbatterli, fisici o mentali che siano.

Il primo itinerario che vi proponiamo di concedervi durante queste vacanze è I sapori dell’Appennino, un tour gastronomico (tanto per rimanere in tema di vacanze natalizie…) alla scoperta di sapori della montagna emiliana, che vi permetterà di conoscere da vicino come nasce il Parmigiano Reggiano in un caseificio tradizionale, per partecipare ad una lezione di cucina in cui un cuoco esperto svelerà i segreti per realizzare prelibatezze come le tagliatelle verdi all’ortica o la pasta all’uovo.

Avrete quindi la possibilità di pranzare con le eccellenze della cucina montanara e di concludere la giornata con una degustazione di vino locale e prodotti del territorio presso un’azienda agricola biodinamica.

 Il secondo itinerario papabile per le vostre vacanze è quello chiamato “Rocchetta Mattei e borghi antichi”, un tour alla scoperta di alcune fra le eccellenze storico-artistiche dell’Appennino bolognese. L’itinerario inizia con una passeggiata all’interno del Borgo La Scola, borgo del VI secolo arroccato ad un complesso di case-torri, luogo in cui pare che il tempo si sia fermato; proseguirà poi con una visita al Santuario di

Interno della Rocchetta Mattei

Montovolo del XIII secolo, principale centro devozionale di Bologna prima dell’edificazione del Santuario della Beata Vergine di San Luca; lo spettacolare scenario del Sasso di Vigo; per concludere, si visiterà la vera e propria perla dell’Appennino bolognese: la Rocchetta Mattei, dall’aura fiabesca, un misterioso castello dal carattere esotico costruito nella seconda metà del XIX secolo e che deve il nome al Conte Cesare Mattei, il padre dell’elettromeopatia.

Se poi queste vacanze non avessero esaurito la vostra sete di natura e di aria pulita, vi proponiamo qualche altra opzione valida in periodi in cui l’aria sarà un pochino più tiepida (vi invitiamo a visitare il sito di Enjoy Appennino per ulteriori dettagli sui mesi in cui ciascun tour viene effettuato).

Enjoy Appennino vi propone ben due tour in bici elettrica, in cui le vostre gambe potranno riposarsi anche in salita! Si tratta di “E-Bike Tour – Laghi e Borghi” e “E-Bike Tour – Corno alle Scale”.

Grizzana Morandi – paese natale del grande pittore Giorgio Morandi.

Il primo è un percorso fra natura e storia, un itinerario che permetterà una totale immersione nella natura, percorrendo le strade e i sentieri dell’Appennino bolognese, in un percorso in salita che vi porterà a raggiungere Grizzana Morandi. Si potranno poi cogliere le bellezze mozzafiato dei laghi Suviana e Brasimone, godere di un pranzo con prodotti della tradizione montanara, addentrarsi nello scenario di vecchi borghi. 

Il secondo itinerario si ripropone di attraversare in e-bike il Parco regionale del Corno alle Scale. Il tour partirà da Gaggio Montano, per giungere fino alla Madonna dell’Acero (Lizzano in Belvedere), dove il visitatore si troverà di fronte un antico santuario del XVI secolo, una delle massime espressioni della religiosità popolare della montagna bolognese di un tempo. Ci si inoltrerà quindi nel bosco, per poter ammirare poco dopo le Cascate del Dardagna, luogo ideale per poter godere appieno degli intensi odori della natura. 

Lago di Suviana

Per rimanere in tema di Corno alle Scale, l’itinerario “Sui sentieri dell’Appennino” è altro che un percorso, questa volta a piedi, all’interno del Parco del Corno alle Scale, immersi nella natura e accompagnati da una guida esperta. Dagli spettacolari crinali rocciosi ai boschi di faggi, da laghetti di montagna a scenografiche cascate, tra valli silenziose e panorami mozzafiato.

Vi salutiamo con una proposta di itinerario accattivante, “Wild Days”, che come da titolo vi invita ad un’esperienza totalizzante, immersi nella natura più selvaggia. Per quest’ultimo vi invitiamo a visitare prossimamente il sito per ricevere ulteriori dettagli, che saranno disponibili a breve.

Sperando di avervi fatto sognare ad occhi aperti panorami idilliaci ed esperienze a stretto contatto con la natura, vi auguriamo di potervi presto concedere la realizzazione di almeno uno di questi sogni e, perché no, magari di far trovare sotto l’albero a un vostro familiare un bel pacchetto di Enjoy Appennino!

Buon Natale e Buon Anno Nuovo a tutti, viaggiatori e viaggiatrici e, come sempre, buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Irene Pinto
 

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