PROGRAMMA IT.A.CÀ Salento 2022

16 – 18 settembre 2022

Stiamo lavorando per voi.
Il programma dettagliato verrà pubblicato un mese prima dall’inizio degli eventi, seguiteci! 

“La nostra vita non ci appartiene. Da grembo a tomba siamo legati ad altri. Passati e presenti. E da ogni crimine, da ogni gentilezza, generiamo il nostro futuro”; è una frase del romanzo distopico di David Mitchell dal titolo Cloud Atlas. 

Come possiamo “abitare” un tempo che deve ancora esistere se non immaginandolo attraverso una memoria del futuro (Jedlowski P.), attraverso cioè una proiezione di ciò che vorremmo fosse quel tempo per noi, e non solo per noi.

Cosa abbiamo ricevuto dal passato? E cosa stiamo lasciando in eredità alle generazioni future? Possiamo continuare ad abitare il futuro compiendo crimini indicibili oppure possiamo imparare ad abitare la vita con atti rivoluzionari di gentilezza.

Il nostro territorio è attraversato da un complesso patrimonio di crimini ma anche di gentilezze.

La nostra conoscenza è su base cartesiana si fonda cioè sulla differenza tra cose e persone ma esistono, altre concezioni della natura non eurocentriche che non considerano la terra, gli alberi, le montagne come oggetti ma come esseri viventi, e pertanto non possono essere separati dall’uomo poiché fanno parte di un unico HABITAT.

A partire da cosmovisioni differenti rispetto al monologo finora proposto dai modelli occidentali di sviluppo è possibile immaginare di abitare spazi e tempo futuri nel rispetto dell’uomo (che ci abita solo di passaggio) e della natura. Ripercorrere alcune tracce del passato dei nostri territori e provare ad abitarlo per poi proiettare futuri sostenibili cogliendo elementi di ancestralità ed elementi di novità è un esercizio che IT.A.CÀ con le sue singole realtà può offrire in questa edizione del festival.

Qui dalla Finibus Terrae, in alto sulle nostre torri costiere, davanti a noi l’Adriatico e lo Ionio che ci regalano ancora profondi respiri e ampie vedute.

Alle nostre spalle, verso l’entroterra, invece, il nostro territorio salentino fa i conti da diversi anni con l’avanzata di una malattia, che sta togliendo il respiro al paesaggio e il diritto di respirare, chilometro dopo chilometro con il disseccamento di migliaia di alberi di ulivi: la xylella. 

È arrivato allora il momento di ritrovarsi all’aperto, nei vicoli, sui sentieri per sapere vedere il paesaggio e rieducare il nostro sguardo. Reinventare nuove forme per godere il territorio e trattenere nuovamente il respiro davanti alla bellezza. Riavere tutti la stessa vibrazione nell’impegno comune e civile di far rivivere l’elemento bosco in Salento. Rivedere le nostre piazze con occhi nuovi, come luogo simbolico dove ci si riappropria dell’identità persa senza farsi soffocare dai modelli di smart city o dai turismi di massa. 

È ora di fermarsi, ritrovare il respiro quello profondo della nostra natura e riflettere su un’accoglienza diversa che rispetti finalmente il battito di questa terra.  È tempo di sprofondare in un grande abbraccio: quello di una comunità che si sorregge e si riconosce. 

In Salento si propone un percorso ad anello che attraversa i comuni di Andrano, Castiglione d’Otranto, Lucugnano, Tiggiano e Tricase e le rispettive località marine, passando per le varie tappe. 

Nel percorso ad anello, le torri rappresentano i punti di riferimento, i luoghi in cui riflettere su noi stessi e sulla rigenerazione ambientale e sociale che promuoviamo. Qui il respiro è sospeso ed il tempo si ferma. Ci troviamo in un limbo: indagare il passato del nostro territorio o lasciarci stupire dalla natura che ci accoglie.

Visiteremo Torre Palane, situata a Marina Serra, recentemente restaurata; Torre Nasparo a Tiggiano, l’unica a pianta circolare, e Torre del Sasso al Mito, dove ci sarà una connessione visiva con le altre due.

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