Il blog nasce dall’idea di portare a conoscenza del pubblico tutto ciò che circonda il tema del turismo responsabile!
Nel corso degli anni abbiamo intervistato moltissime realtà, differenti tra loro, ma che condividono la stessa passione per il viaggio, cercando di offrire uno spazio nel quale far sentire la propria voce, esprimere le proprie idee e promuovere la propria attività.

MALI: Un patrimonio mondiale sotto assedio

L’immagine di stupende dune di sabbia infiammate di rosso tra il Sahara e il fiume Niger sono rimaste tra le più intime icone del viaggio per chi andava alle Elementari negli anni 80. Si trattava della copertina dell’Atlante de Agostini che ritraeva le dune di Gao.

di Eugenio Turri

Gao è una delle principali città del Mali, paese dell’Africa Occidentale tanto grande quanto poco popolato; uno dei più ricchi dal punto di vista storico e culturale. Un paese con un potenziale turistico enorme che, malgrado infrastrutture a tratti inesistenti e un’offerta ricettiva lacunosa, comunque accoglie circa centomila turisti l’anno.

Tra le mete più famose, incantevoli città del passato come Gao, con le vestigia dell’impero Songhai, Tombouctou, cruciale centro del sapere islamico dal XIII al XVII sec, Djennè, dalle meravigliose moschee di terra cruda e Mopti, la Venezia d’Africa. Terra anche di suggestivi parchi nazionali e dei “paesi Dogon” un agglomerato di villaggi edificati su una falesia che si sviluppa per centinaia di metri in altezza e duecento chilometri di lunghezza.

http://maison.azaaba.free.fr/circuits.html

Dal marzo 2012 infatti, il nord del paese è sotto il controllo di forze ribelli che hanno di fatto compiuto una secessione dal resto del territorio, minacciando non solo la vita delle persone ma anche l’esistenza di un capitale storico e culturale che ha pochi pari nel continente Africano. L’orientamento Salafita degli attuali dominanti implica un’idiosincrasia con la venerazione dei santi a cui sono dedicati gli antichi mausolei e altari che hanno contribuito al secolare fascino di Tombouctou. Molte le distruzioni già avvenute, tanti i molteplici tesori della città minacciati di annichilimento; tra questi, gli oltre settecento manoscritti medioevali che amanuensi dei nostri giorni stanno cercando di informatizzare per evitare una perdita incommensurabile nel caso venissero messi al rogo.

BBC Africa, 2012

In Mali come altrove, l’idiozia umana che porta a mietere genocidi e sfruttare popoli interi, quindi non solo minaccia il futuro dilaniando il presente, cerca anche di cancellare il passato. Ma sono questi “Discorsi pesanti (e) Non trovo altro da scrivere…” diceva Celati nel suo diario di viaggio in Mali. “Dipende dal cielo coperto e dall’afa”, concludeva…

Dipende dall’ingiustizia che imperversa nel mondo, ritiene invece chi scrive. Ma per concludere preferisco – a queste amare considerazioni – il ricordo degli struggenti tramonti sul fiume Niger e il sorriso ricco di vita dei bambini che si rincorrono scalpicciando nella soffice sabbia bagnata. Patrimonio questo, ancora più prezioso, da sempre e ovunque sotto l’assedio dell’iniquità dei grandi.

Redazione Blog IT.A.CÀ
Manuel Finelli 

Riferimenti
~ “Destruction des mausolées de Tombouctou : un “crime de guerre” selon la CPI”, Le Monde Afrique 1 luglio 2012, http://www.lemonde.fr/afrique/article/2012/07/01/la-destruction-des-remparts-protecteurs-de-tombouctou_1727539_3212.html
~ “Atlante geografico metodico de Agostini”, Melis R. e Castelli V., 1979, Istituto Geografico De Agostini, Novara
~ “In pictures: Timbuktu artefacts under threat”, BBC Africa, 2 luglio 2012, http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-18674596
~ “Human Development Report 2011”, UNDP, 2012, UNDP, Geneva, anche http://hdr.undp.org/en/reports/global/hdr2011/
~ “BBC Mali: Country profile” (al 23 ottobre 2012) http://www.bbc.com/news/world-africa-13881370
~ “Mali: nouvelle destruction de mausolées par les islamistes à Tombouctou”, Fonte: AFP del 18 ottobre 2012, in http://www.maliweb.net/news/insecurite/2012/10/18/article,100157.html
~ “Africa South of the Sahara 2004”, Taylor & Francis Group, 2003, Routledge, New York.
~ “Mali: arrivée dans le Nord de jihadistes étrangers prêts à combattre”, Fonte: AFP del 22 ottobre 2012, in http://news.abamako.com/h/7341.html
~ “Avventure in Africa”, Gianni Celati, 1998, Feltrinelli, Milano

Guida turistica: “Palestina e Palestinesi”

Il turismo è da sempre un mezzo di promozione economica e culturale dei territori. Da un lato il viaggiatore attraverso il turismo “pensa” di arrivare a conoscere un luogo, dall’altro i popoli utilizzano il turismo come mezzo di penetrazione nell’immaginario dell’Altro.

Per questi motivi l’Alternative Turism Group, (ONG palestinese), ha realizzato una guida turistica sulla Palestina, dal titolo “Palestina e Palestinesi”. La guida, che è stata tradotta in italiano ed è acquistabile online, è un vero e proprio invito a scoprire la Palestina, attraverso gli occhi e i racconti dagli stessi palestinesi.

In un luogo dove sono alti i rischi di normalizzazione, intesa come tentativo di fare apparire  normale situazioni che normali non sono, attraverso un’immagine fuorviante o ingannevole di normalità che nasconde il fatto che tra israeliani e palestinesi esiste un rapporto palesemente anormale e asimmetrico di oppressione coloniale, questa guida può essere uno strumento per aumentare il livello di consapevolezza rispetto alla causa palestinese.

Si tratta a tutti gli effetti di un esemplare unico nel panorama turistico di quest’area. Chi voleva fare un viaggio in Palestina, prima della pubblicazione di questa guida, aveva la possibilità di affidarsi solo a guide turistiche su Israele, che nella migliore delle ipotesi contenevano un breve capitolo conclusivo sui territori palestinesi.

“Palestina e Palestinesi” è preziosa da più punti di vista. Contiene tutte le principali informazioni geografiche, politiche, storiche, culturali e gastronomiche, veicolate anche attraverso una quantità di documenti che va dalle poesie, alle canzoni popolari, dalle biografie dei maggiori esponenti della cultura palestinese a consigli di lettura per approfondimenti specifici, dalle foto storiche alle mappe tematiche.

Una vera e propria guida turistica, con tutte le informazioni utili per organizzare un viaggio indimenticabile, con itinerari e riferimenti a trasporti, hotel, bar, ristoranti, musei e centri culturali, oltre ad un indirizzario utile ed accurato per contattare istituzioni e associazioni locali.

Anche solo leggendola vi sembrerà di vivere qui luoghi affascinanti e ricchi di storia, e vi farà avere voglia di conoscere un popolo cordiale e ospitale che cerca in tutti i modi di riorganizzarsi e di far riconoscere i propri diritti civili e politici, nonostante il tragico conflitto politico che vive costantemente da decenni.

Redazione Blog IT.A.CÀ
Alice Morotti 

Guida migrante, itinerari di turismo responsabile

Per ripartire quest’anno con il blog di IT.A.CÀ abbiamo scelto una guida di viaggio particolare, legata ai temi delle migrazioni, attenta alle contaminazioni culturali e alla valorizzazione di territori legati alla memoria.

Guida Migrante, itinerari di turismo responsabile, è nata da un percorso formativo avviato dal Centro Interculturale della Città di Torino in collaborazione con le associazioni Nausicaa e Jawhara, la cooperativa Viaggi Solidali, A.I.T.R. (Associazione Italiana Turismo Responsabile) e la casa editrice Compagnia delle Lettere. Una guida turistica “emozionale”, com’è definita dai curatori, scritta da giovani per altri giovani con uno sguardo capace di cogliere le contaminazioni culturali, i cambiamenti, le specificità, le trasformazioni del mondo in cui viviamo.

Il libro raccoglie esperienze di persone native e migranti, come Joel dal Messico, che “ha cambiato continente perché questo è quello che fa la gente del ventunesimo secolo: si conosce, si ama, migra. Dopotutto, è quello che ha sempre fatto.”
Oltre ai “viaggi di migranti” vi sono i “viaggi delle seconde generazioni”: ragazzi e ragazze nati o arrivati molto giovani in Italia, come Tea, originaria dell’Albania, o la cinese Hu Feng Mei. Alcuni autori ci guidano in veri e propri “viaggi della memoria” legati ai ricordi dell’infanzia, come Maria Grazia e la sua fuga dall’Istria nel 1963; diversi autori di origine italiana hanno invece scoperto paesi e città del mondo attraverso “viaggi per studio e lavoro”, come Valentina in Cina o Martina in Marocco.
L’Italia non manca in questa guida, anzi: Torino appare spesso tra le sue pagine, con storie e aneddoti che ribaltano la nostra abituale prospettiva. Laura, parlando del suo ragazzo messicano, ricorda che “ciò che lo affascina maggiormente [dell’Italia] è il mistero legato ai tempi di cottura della pasta: ogni volta che la fa assaggiare a un’indigena per capire se è pronta, la risposta è invariabilmente ‘ancora un minuto’.”

I racconti sono seguiti da una proposta di turismo responsabile con consigli pratici, una piccola bibliografia, delle foto e delle informazioni sulla migrazione. L’esperienza di turismo responsabile può essere riassunta da Giorgio in Etiopia così: “per avvicinarsi, vedere, allungare una mano, toccare, stabilire un contatto” ci vuole tempo, “tempo per spogliarsi e per avvolgersi in nuove vesti; bisognerebbe potersi fermare, soggiornare, osservare con calma, vivere in mezzo, lavorare, fare la spesa, oziare. Solo così, forse, si più tentare di dare e ricevere.”

Una lettura veramente consigliata per approfondire il tema delle migrazioni e del viaggio responsabile. Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito della casa editrice.

Redazione Blog IT.A.CÀ
Francesco Marmo 

 

Per un Turismo Scolastico di qualità…

19 ottobre 2012

PER UN TURISMO SCOLASTICO DI QUALITÀ

 esperienze di viaggi d’istruzione in Italia e all’estero.

Sala Consiglio di Palazzo Malvezzi, (via Zamboni 13) – Bologna / 10,30 alle 16,00

Un’ occasione per promuovere tra gli studenti di diversi istituti superiori di Bologna i valori legati al Turismo Responsabile: solidarietà, equità sociale ed economica, rispetto e valorizzazione delle diversità socio-culturali, tutela ambientale attraverso percorsi laboratoriali. Parte importante della tematica è il coinvolgimento degli stessi studenti, portando le loro esperienze dirette, raccontando, attraverso filmati e fotografie, le loro gite scolastiche responsabili in un convegno scolastico.

Un evento che rientra nelle precedenti attività di IT.A.CÀ 2012 (ma rimandato per il terremoto). Le scuole superiori di Bologna riflettono assieme sul tema delle gite scolastiche come viaggi di turismo responsabile! Accorrete per capire che cosa si sta muovendo, attraverso diverse esperienze dai viaggi della memoria ai viaggi nella legalità organizzati nei territori espropriati alla mafia…e tanto altro dal mondo della scuola il luogo di educazione per i viaggiatori del futuro.

L’evento ha il sostegno della Provincia di Bologna, nell’ambito della rassegna Segnali di Pace

Il programma completo da scaricare: LOCANDINA_19 ottobre_scuole

Lode ai Festival: possibili strumenti per la promozione del turismo responsabile.

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

se fino a pochi anni fa si riteneva che la dimensione economica potesse in qualche modo violare la presunta sacralità della sfera culturale, considerando come sia oggi di moda citare l’ “economia della cultura”, ci si rende facilmente conto di quanto questa idea sia ormai superata. Anzi, sembra che oggi la cultura possa trovare un proprio diritto ad esistere solo se e in quanto produce un significativo impatto economico di qualche tipo.

Come scrivono Caliandro e Sacco in “Italia reloaded. Ripartire dalla Cultura”, la cultura oggi deve rendere, e si deve poter quantificare quanto rende e a chi. Ma affinchè ciò avvenga è necessario superare l’idea tipicamente italiana che identifica la cultura con il «patrimonio» piuttosto che con la «produzione culturale».

Idea che da tempo condanna l’Italia ad un immobilismo generale, particolarmente visibile nella difficoltà ad uscire da una idea di sviluppo culturale basato sulla rendita e sulla conservazione dell’esistente.

Il modello della città d’arte del turismo culturale, ad esempio, è una sorta di parco tematico offerto allo spettatore pagante, in cui tutto è banalmente musealizzato, immobilizzato, tourist friendly.

Ne consegue che i residenti della città d’arte si trasformano così in veri e propri tenutari-manutentori, incapaci di vivere il senso della propria città, e interessati alla dimensione dell’esperienza culturale soltanto quando si calano, a loro volta, nel ruolo del turista. Se rivolti al passato non possiamo che vedere ogni forma di espressione culturale innovativa come una minaccia. Non a caso, Agamben descrive «Venezia come una tomba, uno spettro dove il cadavere è rimosso»; la stessa Venezia descritta da Umberto Eco come una sorta di «Disneyland in laguna».

Come valorizzare dunque la cultura al di là dell’intrattenimento turistico?

In primis, rendendola canale di eccellenza per la vera infrastruttura della nuova economia: lo spazio mentale delle persone. Come scrive Appadurai, la cultura riguarda la capacità di avere aspirazioni e di pensare il futuro. La capacità di aspirare nutre la democrazia, perchè è una meta-capacità necessaria per cambiare la propria vita. La cultura ha bisogno di una società che pensa e che ama pensare, innovare, sperimentare. La dimensione dello spazio mentale delle persone, la loro capacità di accedere e di dare valore a contesti di esperienza ricchi e complessi rappresenta dunque una infrastruttura intangibile necessaria: per riconoscere la propria condizione, nutrire la democrazia, ma anche per progettare una diversa qualità di esperienza turistica. Un’esperienza che coinvolga i visitatori, ma soprattutto i residenti.

Produzione culturale, creatività e innovazione sono dunque elementi strettamente interconnessi e strategici, e le politiche per il turismo non dovrebbero esimersi dal farne buon uso. In questo legame tra cultura, creatività ed esperienza turistica si inserisce questa riflessione sul contributo che il format festival può fornire per la promozione del turismo responsabile.

Perchè i festival?

Festival della filosofia a Carpi – Modena

Perchè l’esplosione del “fenomeno festival”, nell’ultimo decennio, ha reso l’Italia il paese in Europa con il maggior numero di festival. Se ne contano addirittura 1.300, una media di quattro al giorno. Numeri impressionanti, che attestano la vitalità e l’attivismo di molti centri, spesso di piccole e medie dimensioni, confermando lo spostamento di interesse dalla produzione di “beni” alle “attività”, dalla salvaguardia del “patrimonio” alla promozione di “eventi culturali”, pilastri di una nuova economia esperienziale in cui i consumatori giocano un ruolo di co-protagonisti.

Per quanto risulti difficile convergere su una definizione univoca del termine “festival”, utilizzato troppo spesso impropriamente per indicare un gran numero di eventi che poco hanno di diverso dalla tradizionale fiera o sagra di paese, nel corso del tempo questo format di produzione culturale di breve e brevissima durata si è imposto al punto di far parlare di una vera e propria “festivalmania”. Fenomeno non di poco conto, considerato che il tutto avviene in un clima di crescente concorrenza su spazi, tempi e soprattutto risorse economiche a cui la presente crisi ha dato una ulteriore sferzata.

BLACK ROCK CITY, NV – Canada, dances on the LOVE installation at last week’s 25th annual Burning Man festival. (Photo by Keith Carlsen For the Washington Post)

Secondo l’Osservatorio del Festival of Festival, in Italia l’investimento nei festival è di circa 400 milioni di euro e genera un giro d’affari stimato in 1,5 miliardi di euro. Al punto che, sempre secondo lo stesso Osservatorio, sarebbero oltre 10 milioni gli italiani che nel 2008 hanno seguito almeno un festival. Si tratta di nuovo ceto medio internazionale con capacità di spesa medio-alta, definito anche turismo culturale o serious tourism, tendente a muoversi in modo de-sincronizzato tra le città, desideroso che la destinazione si adatti a esso e non viceversa, che usa intensamente l’accesso alle informazioni on-line e contribuisce a crearle attraverso la condivisione sul web della propria esperienza, ricerca l’incontro con le culture e le popolazioni locali, ama il viaggio veloce e vivere con lentezza nella destinazione (Maussier 2010).

Come illustra Guerzoni in “Effetto_festival”, tale formula è sempre più diffusa e apprezzata dal grande pubblico grazie alla sua capacità di andare incontro ai mutamenti sociali contemporanei. Tra i fattori che ne hanno determinato il successo: le caratteristiche di concentrazione spazio-temporale, la dimensione live, la capacità di soddisfare un forte bisogno ludico-relazionale e quindi la voglia di far parte di una comunità di interessi, la capacità di ridefinire le identità di città, territori e compagini sociali, coniugando cultura, svago e intrattenimento, spesso con un focus su specifici argomenti, vincenti nel richiamare appassionati e curiosi in cerca di una trasmissione del sapere dall’alto valore esperienziale.

CASA | Cosa Abitiamo Se Abitiamo @portodimontagna – Ussita

A cui si somma: l’inadeguatezza delle istituzioni culturali tradizionali e dei media generalisti, nonché lo sviluppo tecnologico, in particolare dei nuovi media, la scolarizzazione di massa e la globalizzazione: mutamenti sociali che hanno consentito una democratizzazione dell’accesso alla cultura e l’emergere di nuovi bisogni quali la creatività, l’etica, l’estetica e la ricerca della qualità della vita (Paiola, Grandinetti 2009).

Il “fenomeno festival” rappresenta una riappropriazione della cultura da parte delle persone, una pratica di prosumerismo creativo, appunto, che promuove il territorio istituendo un contesto esperienziale dove le persone imparano a sperimentare, creare possibilità per sé e per gli altri, un contesto dove comprendere il mondo ed elaborare progetti futuri, dove il capitale umano avanza in sinergia con il capitale territoriale. Nel belpaese che si illude di vivere di rendita grazie allo sfruttamento del “patrimonio diffuso”, il festival irrompe con la sua visione proattiva di cultura e creatività, capace di rimuovere il blocco psicologico che attanaglia l’Italia grazie all’innovazione delle forme collaborative e partecipative che animano l’attuale Wikinomics.

Perchè non usarli, dunque, come strumenti strategici per la promozione del turismo responsabile?

Spesso adottati come strumenti di rafforzamento dell’identità locale e di diffusione della stessa, i festival sono in parte diventati anche strumenti della progettazione culturale e turistica sul territorio, acquisendo importanti funzioni sociali per la comunità che li ospita. Veicoli privilegiati che forniscono un contributo importante allo sviluppo sociale, culturale ed economico dei territori su cui insistono, i festival rappresentano un prodotto culturale complesso che, oltre a richiamare un grande pubblico, offre molti elementi di interesse per le comunità locali che li ospitano e al contempo contribuiscono alla loro produzione (Costa, 2005).

Festival dei cammini – via Francigena

Da questo punto di vista, il successo del fenomeno festival appare legato alla capacità di non far sentire il viaggiatore un soggetto passivo, semplice fruitore finale dell’offerta turistica; e alla possibilità, per la popolazione locale, di andare oltre la semplice erogazione dei servizi, condividendo piuttosto un senso di ospitalità volto a far scoprire il proprio patrimonio storico, culturale e folkloristico. Elementi che sono alla base del turismo responsabile, appunto: un turismo volto a riconoscere la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto a essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio (Davolio, Meriani 2011).

Fondato sui pilastri dell’equità sociale, economica ed ambientale, il turismo responsabile è volto a promuovere una nuova etica del turismo, che sensibilizzi la forma mentis delle istituzioni come dei viaggiatori, dell’industria turistica come degli operatori impegnati sul campo.

Perchè non provarci in maniera partecipata e creativa?

Se contribuiscono a coinvolgere la comunità locale nella gestione dei flussi turistici, i festival rappresentano uno strumento importante per attenuare le esternalità di un’industria gestita da agenti esterni, spesso le multinazionali del Nord del mondo, che nel promuovere il “prodotto turistico” compromettono l’ambiente e relegano la popolazione locale ai margini della ricchezza prodotta.

Oltre che per una più equa distribuzione dei benefici economici, la partecipazione attiva della cittadinanza nella progettazione dello sviluppo turistico si rivela fondamentale anche nella prospettiva di una governance basata sulla collaborazione tra una molteplicità di attori.

Importante, dunque, adottare la «prospettiva dei saperi locali» e valorizzare la cultura locale, evitando la perdita di autenticità del luogo, o quanto meno attenuando il rischio di rendere scontata l’idea che i locali esistano per uso e consumo dei turisti. Una tipica idea «del Nord per il Nord» che, come denuncia Aime (2005), rischia di rafforzare un immaginario eurocentrico che condiziona la percezione dell’altro, perpetuando così «l’incontro mancato». Da non sottovalutare, infine, che al di là dal valore strettamente culturale e dai concreti vantaggi che offre sotto il profilo economico, il format festival, per la sua capacità di attrarre turisti traducendo le caratteristiche fisiche dei luoghi in segni, rappresentazioni e narrazioni, che sono poi veicolati dai media, rappresenta una risorsa locale e un medium del territorio ideale per promuovere uno sviluppo sostenibile dello stesso.

Festival Eco della Musica sulle Dolomiti

Ho avuto modo di esperire in prima persona le potenzialitá di quanto scrivo in qualitá di direttore di  IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: Festival del turismo responsabile che si svolge a Bologna e in tutto il paese dal 2009. Un festival che si configura come una produzione culturale dal basso, che nasce dal fermento spontaneo e dalla capacità di mettere in rete la creatività diffusa di chi vive e rende vivo il territorio, riuscendo a coinvolgere in un’esperienza multisensoriale sia i residenti che i visitatori. E grazie ad un continuo processo di partecipazione creativa, frutto di un intenso e lungo lavoro di regia e coordinamento, il festival riesce a far emergere e valorizzare le straordinarie sfaccettature della cittadinanza bolognese, con le sue diverse anime, che rientrano in una cultura della responsabilità e della sostenibilità.

Ma le caratteristiche di IT.A.CÀ sono comuni ad altri festival di approfondimento culturale che si inscrivono nell’identità di un territorio: dal Festival della letteratura di Mantova, al Festival della filosofia di Modena o al Festival della Scienza di Genova. Manifestazioni “policentriche” che presentano il vantaggio di favorire la promozione dell’intera città, piuttosto che di singoli spazi; eventi capaci di creare quell’atmosfera singolare che arriva a coinvolgere anche chi, pur non partecipando al festival, si trova in città, percependola come più viva e animata dal punto di vista culturale e sociale.

Lode ai festival, dunque, che promuovono i luoghi in maniera innovativa, meglio se attraverso un processo di partecipazione creativa, invitandoci ad andare oltre la mera conservazione del patrimonio storico e artistico. E lode a quanti di noi ci vanno a piedi o in bicicletta, riducendo così l’impronta ecologica dell’evento.

IT.A.CÀ Appennino 2018

Aime M. (2005), L’incontro mancato, Bollati Boringheri, Torino
Appadurai A. (2011), Le aspirazioni nutrono la democrazia, et al. Edizioni, Milano
Caliandro R., Sacco P. (2011), Italia reloaded. Ripartire dalla Cultura, il Mulino, Bologna
Costa N. (2005), I professionisti dello sviluppo turistico locale, Hoepli, Milano
Davolio M., Meriani C. (2011), Turismo Responsabile, Touring, Milano
Guerzoni G. (2008), Effetto Festival, L’impatto economico dei festival di approfondimento culturale, Fondazione Carispe, Milano
Maussier B. (2010), Festival management e destinazione turistica, Hoepli, Milano
Paiola M., Grandinetti R. (2009), Città in Festival. Nuove esperienze di marketing territoriale, Angeli, Milano

Direttore festival IT.A.CÀ
Pierluigi Musarò

Professore presso la Facoltà di Scienze Politiche
di Forlì 
e Università di Bologna

Il viaggio perfetto è circolare… il saluto di IT.A.CA’ 2012

Il viaggio perfetto è circolare …

Se è vero che il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare, in questi 9 giorni di Festival di storie ne abbiamo ascoltate tante, seguendo le orme di quanti hanno condiviso con noi la lunga strada verso IT.A.CÀ.
Musicisti, camminatori, poeti, cantori, ballerine, scrittori, lavoratori, ciclisti, contadini, certificatori, cooperanti, conveners, blogger, esperti dei vari settori, insegnanti, studenti, comunicanti, intellettuali, volontari, teatranti, visitatori: vogliamo ringraziare quanti e quante ci hanno accompagnato lungo il cammino, rendendo possibile questa bella esperienza.

In questi 9 giorni di eventi, le storie del nostro viaggio si sono incrociate con quelle delle persone che, accanto a noi, sono state colpite dal sisma. A loro vanno tutta la nostra solidarietà e il nostro invito a tener ferma la volontà e la forza di ricominciare. Lo staff di IT.A.CÀ ha deciso di devolvere in beneficenza alle vittime del sisma le quote che gli stand informativi hanno versato per le giornate del 26 maggio e del 3 giugno, per un totale di 700 euro. A queste si aggiungono 60 euro raccolte tramite libere donazioni e 400 euro donate gentilmente dalla Grande Orchestra Rosichino.

La cifra raccolta: 1.160 euro verrà devoluta all’associazione MUMBLE di Finale Emilia (MO) epicentro del terremoto del 20 maggio 2012

Continueremo a raccogliere fondi nei prossimi giorni, e invitiamo tutti a fare altrettanto, perché viaggiare è anche sempre un atto di solidarietà.

Il viaggio perfetto è circolare, la gioia della partenza, la gioia del ritorno… alla prossima edizione!

Scusa un’informazione … Gramigna@Itaca.doc

Pomo e Pepe il 31 Maggio in Piazza 11 settembre – ore 20:00 – Bologna

Pomo: “Scusa un’informazione… per il Parco della Montagnola? So che si ritrovano i contadini di Bologna, devo raggiungerli per prendere un pomodoro”

Pepe: “Prego, che io sappia in Montagnola oggi c’è IT.A.CÁ. Guarda lì i Sambaradan iniziano a suonare … seguiamoli, loro ci porteranno alla festa! Senti, scusa, dicevi … contadini? In città? A Bologna?”

Pomo: “É la Rivoluzione Verde amico, in Italia ci sono ormai 4,5 milioni* di contadini urbani. Aiule, balconi, spicchietti di verde condominiale, anche un davanzale può bastare. Hai un tetto? Perfetto!”

Pepe: “Ma dai? Quindi potrei avere un piccolo orto anche io? “

Pomo: “Saresti un nuovo contadino! Ti divertiresti, perché gli ortaggi sono piante allegre e piene di vita, crescono velocemente e danno gran soddisfazioni. In Italia è scoppiata la mania degli orti urbani, orti condominiali, scolastici, comunali, communty garden … anche i Macao hanno fatto un orto. Designer, artisti, architetti, urbanisti, sociologi, economisti studiano il fenomeno degli Urban Farmer“.

Pepe: “Ah ma allora è roba da intellettuali?”

Pomo: “Va là…è roba per tutti, sempre di verdure stiamo parlando… è un fenomeno legato alla stanchezza generalizzata verso pregiudizi, luoghi comuni, pubblicità, consumi di massa. Stiamo sviluppando un maggior senso critico verso i consumi e la gestione delle risorse, naturali e non. Basta sprechi altrimenti saremo sempre poveri. Ci stiamo svegliando dall’oblio dato da “consumismo=felicità”. Non trovi?”

Pepe: “Può essere!…comunque mi piacerebbe fare un viaggio lontano, dall’altra parte del mondo, dove vedere posti autentici, stupirmi, sentirmi a casa … una persona libera e non in coda ad un info point. Difficile da spiegare. E poi, vorrei portare ricchezza al paese che mi ospita. Mi hanno detto che i circuiti turistici “di massa” finiscono per impoverire la cultura del posto. Triste, vero?”

Pomo: “Ecco vedi, anche tu sei stanco dei consumi preconfezionati, superflui!”

Pepe: “Dai facciamoci un giro ad IT.A.CA’ il festival sul turismo responsabile. Voglio partire!“

Pomo: “Tu partirai per il tuo viaggio, che sarà un’esperienza! Io vado a prendere una pianta di pomodoro di quelle che regalano le ragazze/i di Gramigna**, diciamo ragazze/i…come noi và … Prendi un ortaggio anche tu!”

*fonte: CIA, la Confederazione Italiana Agricoltori

**fonte – Gramigna è la mappa online dei punti verdi presenti in città in particolare orti urbani, aiuole di guerrilla gardening e community garden. Gramigna parte da Bologna ma non ha confini definiti.
L’idea nasce dall’esigenza di capire quanto verde auto-gestito esiste nelle aree urbane e nelle zone limitrofe.

Oltre ai parchi e i giardini pubblici, le città sono piene di micro spazi verdi, angoli di aiuole lussureggianti, balconi in fiore, piccoli giardini e orti: una ricchezza privata che può trasformarsi in un vero e proprio patrimonio di risorse e relazioni.
Perché esiste Gramigna? Fare in modo che l’interesse dei singoli si trasformi in testimonianza pubblica e capitale sociale, un insieme di conoscenza, relazioni e scambi.
Chi coltiva il proprio orto sviluppa un personale rapporto con la natura e il cibo, sperimenta forme di produzione e consumo alternative (o complementari) alle strutture economiche centralizzate, dà esempio di pratiche ambientali sostenibili.
I “nuovi contadini” rappresentano una potenziale comunità di individui che condivide bisogni e principi, primi tra tutti il rispetto per la natura, la riduzione dei consumi e l’auto produzione.

Coltivi un orto o un davanzale?
Attiva il tuo punto sulla mappa, con Gramigna sarà utile vedere che siamo in tanti!
Gramigna sarà online tra 2 settimane
Puoi già seguire il progetto su
Facebook 

 

Porte Aperte 12 – 27 maggio 2012 a Bologna

PORTE APERTE – IL VIAGGIO 

Bologna dal 12 maggio al 27 maggio 2012

 

Per il quinto anno consecutivo è stato avviato in “cantiere” di Porte Aperte organizzato dall’associazione di promozione sociale Naufragi.

Dormitori, residenze per immigrati, strutture per l’accoglienza madre-bambino e per persone con disabilità, da sabato 12 a domenica 27 maggio 2012, aprono alla città e alla cittadinanza, attraverso l’organizzazione di numerosi eventi e attività culturali, ricreative e ludiche. L’evento ha come tema centrale quello del Viaggio.

PORTE APERTE vuole essere un percorso culturale che parte davvero dal “basso”: dalla terra, dalla strada, dal cammino, dalla fatica quotidiana. Un “basso” che interroga l’”alto”; la cultura, il sapere, il benessere. Un margine che vuole mettersi in mostra, in gioco, in maniera propositiva. Così, attraverso incontri, dibattiti, giochi, mostre e spettacolo si cercherà di immaginare/creare un “ponte” ideale-reale tra il “dentro e il fuori”, tra i “margini e il centro”, tra la “fragilità e la solidità”.

Alcune tra le tante novità di quest’anno:

· Sottoscrizione a premi
· Torno di calcio “Massimo Zaccarelli”
· Primo evento di…apertura fuori Bologna

L’evento è stato pensato in connessione ed in continuità/contiguità ad altri due eventi molto importanti e significativi; realtà con le con le quali in questi anni direttamente/indirettamente si sono…incontrati:
il TranseuropaFestival e IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile.

Anche quest’anno il percorso di costruzione dell’evento Porte Aperte 2012 ha visto coinvolti moltissimi “attori”; tante persone e realtà che a diverso titolo e con grande energia hanno/stanno partecipando e collaborando con passione, serietà e gratuità.

Per il programma visitate il sito www.naufragi.it

Cercasi collaboratori per i Viaggi Immaginari a IT.A.CA’

L’agenzia di viaggi immaginari cerca nuovi collaboratori:

personale qualificatosi ovunque e a proprio piacimento!

Vogliamo approfondire l’esperienza iniziata due anni fa con i viaggi fantastici.
Il solo vero modo per farlo è coinvolgere nuovi tour operator dell’immaginario, viaggiatori e viaggianti, per investire in nuove fantasie, nuovi mondi, nuove suggestioni.

Ogni viaggio comincia con una chiacchierata, quella che ognuno di noi potrebbe aver fatto con un amico pensando ad una partenza: qual è la destinazione più adatta? Come viaggiare? con chi?.
Il momento fondante di un viaggio è dunque il cominciare a raccontarlo, a raccontarselo.

Hai voglia di condurre questa conversazione? Dovrai intuire, spettatore per spettatore, la sua predisposizione al viaggio: il suo modo di farsi sorprendere, di stupirsi, la sua voglia di riflettere sulle città, sui luoghi che hanno fatto da cornice o da strumento per le sue esperienze. Con la bussola di queste informazioni, disegnerai un itinerario: sceglierai il viaggio da regalare al nostro spettatore per poi consegnarlo ai tuoi colleghi lettori con le indicazioni sul dove, come e con chi viaggerà.

Per fare questo servono anche i tuoi libri, i brani che pensi possano accendere immagini, sensazioni, speranze. Nel fitto di quelle pagine comporrai il sentiero che poi noi leggeremo. Narrazioni per rinnovare le angolature con cui guardare al reale quotidiano.

Le giornate di spettacolo saranno in centro a Bologna: 
26 maggio 2012 (P.zza Re Enzo, Quadrilatero, Via degli Orefici)
3 giugno 2012 (Cortile del Pozzo – Palazzo Accursio, P. zza Re Enzo, Quadrilatero, Via degli Orefici)

Durante maggio ci incontreremo tre o quattro volte: la prima per discutere a fondo il progetto, la seconda e la terza per scegliere e leggere assieme i brani, nonché testare l’impostazione dell’intervista, la quarta per tirare le fila organizzative.

Le date degli incontri sono il 15 maggio / 22 maggio / 25 maggio 2012. Orari e luoghi verranno stabiliti a seconda delle persone che parteciperanno agli incontri. Ma rimaniamo disponibili a deciderlo insieme a voi che ci contatterete. 

Per info e iscrizione obbligatoria scrivere o telefonare a: 

Marco Manfredi
marmanfredi@gmail.com
338 59 10 635

Associazione Caravan Visual

Buon viaggio nel tuo percorso immaginario!

 

Call Stand Informativi a IT.A.CA’: contattateci!

Call Stand Informativi IT.A.CÀ 2012
26 maggio / 3 giugno, Bologna, luoghi vari 

Vuoi promuovere i tuoi progetti, itinerari, viaggi, sogni di un mondo migliore?
Portali in Piazza a Bologna, e condividili con noi!

Saremo nella centralissima e splendida cornice di Piazza Re Enzo, Voltone del Podestà, Via degli Orefici e Cortile del Pozzo nel cuore di Bologna.

Date:
Sabato 26 maggio 2012 (insieme al Mercato della Terra/Slow Food Day, Terra Equa: Festival del Commercio Equo e dell’Economia Solidale, Smell Festival)

Domenica 3 giugno 2012 (giornata di festa conclusiva del Festival)

Orario: dalle 9.00 alle 20.00

Contributo: 30 euro una giornata – 50 euro due giornate / Il costo comprende: 2 sedie e 1 tavolo (mt 1,80 x 0,80) che lo staff di ITACA mette a disposizione (non è presente la corrente elettrica)

Per iscrizione (obbligatoria) e info:
– le realtà che fanno parte della rete di AITR scrivere a: petrucciaitr@gmail.com
– per tutte le altre realtà che non fanno parte della rete AITR scrivere a: stand.itaca@gmail.com

Per il programma completo del Festival viaggia su www.festivalitaca.net

Vi aspettiamo!

 

Cercasi volontari per il festival IT.A.CA’

Cercasi VOLONTARI per

IT.A.CA’ migranti e viaggiatori: Festival sul Turismo Responsabile

Vuoi essere parte attiva nella realizzazione di un grande evento?

Ti aspettiamo Giovedì 3 maggio 2012 alle 18.00 presso il Bar La Linea (Piazza Re Enzo) secondo piano, per illustrarti l’organizzazione del Festival e le modalità di coinvolgimento dei volontari.

“La settimana del festival, come altre iniziative stupende di questa città, è una occasione per uscire senza meta e lasciarsi la libertà di seguire le occasioni di incontro, muoversi in percorsi nuovi, entrare in comunità che si creano attraverso legami di significato, persone occupate per gli stessi obiettivi, che propongono modalità diverse, spinti dall’idea che anche disobbedire possa essere un atto virtuoso, ecco, questa è la proposta pedagogica, riprendersi la città partecipando, fuori dallo schermo e alzando lo sguardo, perché così si può guardare più lontano, cosa che fa anche bene agli occhi. Magari anche facendo una esperienza di volontariato!” Estratto dall’ intervista di Michael di Pietro (TagBoLab) a Marcella Terrusi (Responsabile Itaca_Contest)

Sono benvenute le candidature di chi dà piena disponibilità per tutta la durata del Festival (9 giorni di eventi), ma anche per chi può prendere parte ai lavori per una porzione del programma. Le attività previste vanno dall’organizzazione logistica, allestimento di materiali e accompagnamenti, al servizio informazioni, alla documentazione fotografica.

Per info e adesioni scrivere a: volontaritaca@gmail.com

Vieni a conoscere IT.A.CÁ in anteprima: www.greensocialfestival.it saremo presenti con la nostra piazzetta ITACA:

Mercoledì 2 maggio, durante la Tavola Rotonda “In viaggio verso IT.A.CÁ appunti di Turismo Responsabile” alle 16.00 presso Palazzo Gnudi, Via R.Reno, 75/3°

Giovedì 3 maggio, alle 16.00 in Palazzo Gnudi, Via R.Reno, 75/3°, per la prima visione del film “Indian Flow” di Giuseppe Petruzzellis

Laboratorio allestimento 1 BAG 2 ITACA

Aspettando il Festival IT.A.CÁ….

1 BAG 2 ITACA

Laboratorio di costruzione e comunicazione per l’allestimento del Festival IT.A.CÁ migranti e viaggiatori: festival del Turismo Responsabile (26 maggio – 3 giugno 2012 a Bologna e luoghi vari)

Per affrontare un lungo viaggio… un mondo di valigie che segnano l’inizio di un viaggio poetico, pieno di ricordi, nuovi punti di vista, profumi e odori, abiti e persone, suggestioni e colori…

Un laboratorio per costruire insieme montagne di valigie multiformi e multicolori fatte di carte, cartoni, plastiche, tessuti, rifiuti elettronici e i più svariati materiali di scarto e che di essi sono piene. Ogni oggetto che la scatola da viaggio contiene è legato a un ricordo, assume un nuovo significato e un nuovo punto di vista.

Un laboratorio per riflettere insieme sulla poetica dello scarto e del riuso, sull’analisi, l’ascolto e l’investigazione dei materiali, per fare poi confluire il processo di costruttività in un percorso artistico-culturale. Il progetto è pensato per ridurre lo spreco e l’ indifferenziazione dei rifiuti domestici,per imparare a riutilizzare il rifiuto come risorsa attraverso la rivisitazione di oggetti e allestimenti per l’arte e la creatività.

Il laboratorio è condotto da creativi, giovani designer e operatori didattici facenti parte di: Leggere Strutture Factory, Scomodo, Associazione Step4Inclusion, Centro Maieutica (Coop. Attività Sociali), Associazione RaccattaRAEE.

Il laboratorio, articolato in 7 incontri per un totale di 21 ore, è aperto al pubblico di ogni età e ha un costo di euro 30 per bambini e studenti e di euro 50 per tutti gli altri.

QUANDO
Dal 3 Maggio al 24 Maggio 2012

ORARIO
16.00-19.00

PROGRAMMA

Giovedì 3 Maggio 2012
Cenni sul Festival IT.A.CÁ; analisi e ascolto dei materiali, la loro storia, le suggestioni
Con la partecipazione dello staff del Festival IT.A.CÁ

Martedì 8 Maggio / Giovedì 10 Maggio /Martedì 15 Maggio/ Giovedì 17 Maggio/ Martedì 22 maggio/ Giovedì 24 maggio
Laboratorio di costruzione

Sabato 2 giugno / Domenica 3 giugno 2012
Esposizione allestimento all’interno del Festival IT.A.CÁ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile presso P.zza Palazzo Re Enzo e Cortile del Pozzo  (centro di Bologna)

DOVE
Il laboratorio si tiene presso Leggere Strutture Factory, Via Ferrarese 169/A (Bus 25 fermata Casaralta, Bus 11, 27 fermata Piazza dell’Unità) www.leggerestrutture.it

CONTATTI
info@leggerestrutture.it
info@step4inclusion.org

Un progetto di

Con il supporto di

Con la collaborazione di:
Scomodo
RaccattaRAEE
Maieutica
Tecnocart
Cartaria Bolognese
Sismec