Il blog nasce dall’idea di portare a conoscenza del pubblico tutto ciò che circonda il tema del turismo responsabile!
Nel corso degli anni abbiamo intervistato moltissime realtà, differenti tra loro, ma che condividono la stessa passione per il viaggio, cercando di offrire uno spazio nel quale far sentire la propria voce, esprimere le proprie idee e promuovere la propria attività.

Palio del Grano – La Restanza nel Cilento | Intervista a Antonio Pellegrino 

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

Antonio Pellegrino

oggi nel nostro blog vi raccontiamo una bellissima esperienza di Restanza (tema IT.A.CÀ 2019). Il progetto è nato a Caselle in Pittari, provincia di Salerno, nel territorio del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. 

Il Palio del Grano è una grande festa dal forte contenuto popolare, una gara di mietitura a mano che rappresenta la fase conclusiva di un lungo percorso di condivisione e riscoperta della propria identità rurale. L’idea ha preso forma grazie ad Antonio Pellegrino, laureato in Sociologia, che insieme ad altre persone di Caselle di Pittari, ha coltivato la volontà di ridare vanto al mondo contadino valorizzando il territorio sia dal punto di vista culturale che naturalistico. 

Antonio, qual è la motivazione che vi ha spinto a far nascere il Palio del Grano?  

La motivazione è nata, come accade spesso a chi è del sud, in seguito ad un’esperienza di emigrazione. Dopo un periodo vissuto in Toscana e dopo aver conosciuto la tradizione del Palio, decisi di ritornare e di mettere in piedi un palio con contenuti che appartenevano alla mia terra. Da lì, nel 2005 è nato il primo Palio del Grano con lo scopo di ridare linfa al contesto territoriale del Parco del Cilento attraverso la competizione storica della mietitura. 

Nel 2008 sono iniziate le attività di recupero delle antiche semine, tramite l’associazione Terra Madre, che ha costituito la comunità del Cibo Slow Food “Grano di Caselle” e la Biblioteca del grano. La comunità del cibo grano di Caselle raggruppa contadini, ristoratori e panificatori di Caselle in Pittari.

Partendo dall’azione di recupero delle sementi “ianculidda” e “russulidda”, si è voluto fondare un percorso di filiera produttiva incentrato sulla qualità del cibo, sulla sostenibilità ambientale di tali produzioni e sulla riconoscenza socio-economica del proprio lavoro.

Come si è sviluppato successivamente il progetto?  

Nel 2010 si sono uniti al progetto 8 paesi cilentani, abbiamo così creato un gemellaggio con gli 8 rioni di Pittari durate la festa. Da questo legame nasce proprio il primo “Cumparate”, una rete informale di buone relazioni incentrata su rapporti di condivisione e collaborazione. La festa viene messa in piedi dalla comunità che organizza il palio e dai partecipanti stessi con l’obiettivo di essere un grande contenitore popolare sotto un’unica matrice socio culturale: il mondo contadino. 

Nel 2012, viene fondata la cooperativa sociale Terra Resilienza, che si occupa di agricoltura sociale, produzione agricole di qualità, turismo esperienziale e di tutte le attività rivolte al recupero di tradizionali pratiche civili dei territori rurali e sviluppo dell’innovazione sociale.  

Nel 2017 abbiamo aperto con la cooperativa il mulino Monte Frumentario per concretizzare un lavoro comunitario di ricerca, riproduzione e diffusione delle coltivazioni di grano locale. 

Camp di Grano

Dal 2012 nella settimana che precede il Palio del grano, sono attivi i Campi di Grano, con una trentina di giovani impegnati a lavorare alla preparazione della festa. Si tratta di una settimana di vita rurale, in cui si impara dagli antichi contadini cilentani l’arte della mietitura tradizionale e di tutti i processi di lavorazione del grano fino alla molitura a pietra. Un momento laboratoriale, di osservazione e sperimentazione, di esperienza e di conoscenza, di scambio e di apprendimento. 

“Abbiamo deciso di investire nella nostra terra, il Cilento, un territorio rurale e ai margini dello sviluppo economico. Crediamo in una crescita endogena del Mezzogiorno dei paesi, capace di una rivoluzione culturale e delle colture. Vogliamo riscoprire il senso dei luoghi. Transizione e innovazione sociale sono pratiche che nascono dalla terra e dalla solidarietà. Alcune visioni del mondo bisogna prima praticarle e poi predicarle. Lavorare nel segno della resilienza.”

Voi parlate di Restanza e Resilienza, cosa ne pensate di questi concetti e come si collegato con quello che fate? E Perché per voi sono importanti?  

Tra i propositi principali alla base del Palio c’era invece quello di ridare la giusta dignità allo stretto legame che la nostra comunità ha con la terra, andando a riscoprire il valore dell’antica cultura contadina e inquadrando questa connessione sotto una nuova ottica: non più qualcosa di cui vergognarci ma qualcosa da cui partire per costruire opportunità. 

Il grano, come ho detto in precedenza, è uno dei uno dei fattori culturali più caratteristici del nostro territorio. All’epoca dell’ideazione del Palio, la rilevanza che il grano aveva sempre rivestito nella nostra comunità era presente, non solo come memoria, ma anche nella quotidianità delle famiglie che continuavano abitualmente a fare il pane in casa. 

Nell’edizione del 2017, abbiamo voluto giocare con i 5 Re: Resistenza, Restanza, Resilienza, Relazione e Residenza. La modernità ha annientato tutti i legami con il passato, ma c’è la voglia di istituire nuove relazione che portino a un futuro prossimo, per muoversi bisogna mettere le radici. 

“La restanza ci permette di dare dignità a chi resta, ci fa superare il rimpianto per non essere partiti”.

     Turismo responsabile/sostenibile e restanza: sinergie? Cosa gli può unire?  

Abbiamo lavorato su un turismo esperienziale, cercando di raccontare e trasmettere quello che facciamo, ma la sensazione non era di un vero contatto. Di fatto stiamo cercando di coinvolgere le persone con scambi più lunghi, creando relazioni che non siano solo monetarie e puntando sulle sinergie. 

Per me il vero turismo è nato con i pastori, con il loro viaggiare da una zona all’altra per portare a pascolare il gregge. Il turismo ha senso se ci sono sinergie se esiste una dimensione di scambio, se si è realmente interessati a conoscere le persone.

Il Palio vuol essere un’enciclopedia del vivere e del fare festa, nella quale i saperi tradizionali si manifestano con la loro essenzialità e si riaffermano con orgoglio, diventando motivo di incontro e di allegria ma anche e soprattutto vanto per chi fino a ieri ne aveva avuto vergogna.

Ringraziamo Antonio per averci raccontato questa bellissima storia di Restanza, non resta come sempre di augurarvi buon viaggio e perchè no nel Cilento, sempre in maniera responsabile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Andrea Massimo Murari 

“[s]guardi” diversi sul territorio dell’Appennino Bolognese | Intervista a Luca Morganti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi nel nostro blog, in attesa della XI edizione di IT.A.CÀ Bologna 2019, ospitiamo Luca Morganti, curatore della parte informatica/gestionale e comunicativa dell’Associazione Officina 15, ci presenta uno “[s]guardo” diverso sul territorio dell’Appennino Bolognese e sulla sua valorizzazione, spiegando la collaborazione che intercorre tra l’associazione e il nostro Festival del Turismo Responsabile.

Luca Morganti

Iniziamo ripercorrendo le tappe principali della storia di Officina15. Come e quando è nata l’idea? Qual è il tuo ruolo all’interno dell’Associazione?  

Officina15 nasce nel dicembre 2012 dall’idea di quattro amici con la volontà di realizzare uno spazio di lavoro comune nel proprio paese d’origine, adatto a giovani con la volontà di affacciarsi al mondo dell’arte e dei nuovi media. Passato un primo periodo di rodaggio in una piccola sede l’associazione prende maggiore forma dopo un primo trasloco, cominciando ad attrarre nuove persone anche per merito della brillante realizzazione del Crime City Comics, Festival sul fumetto in collaborazione con la famosa casa editrice milanese Sergio Bonelli Editore.

Dal 2014 al 2016 il festival viene incentrato sul celebre personaggio Dylan Dog ottenendo così un successo nazionale, e divenendo quindi il principale volano di crescita dell’associazione. Non da meno le altre iniziative culturali e di promozione del territorio, come ad esempio il festival di Lagolandia – Villeggiatura contemporanea in collaborazione con Articolture/Bottega Bologna, le mostre di arte contemporanea, le rassegne cinematografiche e le attività laboratoriali per la cittadinanza. 

Il motore trainante dell’associazione, nonostante il successo di eventi e festival, è sempre stato quello del co-working, uno spazio inclusivo e collaborativo con il nobile intento di permettere a giovani artisti e freelance del territorio di poter “creare senza migrare”. Abbiamo sempre ospitato all’interno dell’associazione freelance di varia natura come grafici pubblicitari, artisti, fumettisti e oggi anche produttori di animazioni di stop-motion che vengono da lontano ad abitare qui da noi. Tutte figure giovani e dinamiche che, oltre ad offrire le loro competenze sul territorio, hanno mantenuto viva e “vissuta” l’associazione, collaborando alle attività della stessa.

Dal 2016 Officina15 si è aggiudicata il bando di affidamento di uno spazio pubblico all’interno del Centro di Cultura Paolo Guidotti, una nuova sede più spaziosa in grado di accogliere anche altri spazi per conferenze, proiezioni, eventi, mostre, laboratori e una sala prove rigenerata ed oggi molto frequentata da gruppi e insegnanti di musica.

“Belvedere Qualto”, foto di Pierluigi Mioli

La rigenerazione è stata possibile oltre che al volontariato offerto dagli associati, anche grazie alla creazione del progetto di “Cooperativa Paese” finanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’Unione dei Comuni Appennino Bolognese. Con questo progetto Officina15 si è impegnata nella riapertura di uno spazio pubblico di comunità e nella promozione turistica del territorio.

Io faccio parte dell’associazione dal 2013, prima come sostenitore e dall’anno successivo in qualità Presidente. Essendo informatico di professione mi occupo degli aspetti annessi alla comunicazione web e della parte amministrativa e progettuale. Anche se appassionato di musica essendo un tecnico non ho particolari doti artistiche, ma mi sono innamorato da subito di questa realtà dove poter sperimentare e creare nuove sinergie tra persone e idee, dove i progetti possono diventare realtà concrete, attraverso l’impegno di giovani talenti.

Dal 2018 siamo affiliati come circolo all’ARCI Bologna e l’associazione vanta più di cento soci attivi, con tante iniziative artistiche e culturali ancora in cantiere. Rimaniamo una piccola realtà ma sappiamo di poter fare da incubatore a tante belle iniziative sia personali che come collettivo.

Da quale esigenza è nata l’idea di creare [S]guardi? Come è articolato il concorso e come vengono scelti gli scatti vincitori?  

Il contest fotografico [s]guardi nasce da un’idea della nostra amministrazione comunale. Ad inizio 2018 il nostro sindaco e amico Maurizio Fabbri ci ha messo in contatto con l’associazione fotografica Tempo & Diaframma e siamo stati operativi sin dal primo incontro. Il progetto era ben chiaro: l’esigenza di promuovere le bellezze del nostro Appennino si sposava alla perfezione con la nostra passione comune per la fotografia. Il contest è stato poi promosso in collaborazione con l’Unione dei Comuni Appennino Bolognese che ha finanziato il progetto e fatto da cassa di risonanza per l’intero territorio.

“Sottozero – Brasimone”, foto di Ernesto Righetti

È stato lungo 3 stagioni, da marzo fino a novembre 2018. I partecipanti hanno avuto questo periodo per registrarsi gratuitamente sul sito, seguire la mappa per i punti di interesse di natura e cultura ed infine inviare i propri scatti fotografici sempre tramite il sito web. Sono state organizzate anche uscite fotografiche, tra cui quella in occasione del Festival IT.A.CÀ 2018, escursioni accompagnate da noi organizzatori per fare scoprire e raccontare il territorio ai partecipanti. Una giuria composta da istituzioni e fotografi ha selezionato le foto vincitrici che sono state poi premiate durante l’inaugurazione della mostra nello scorso dicembre, sempre in Officina15.

In che modo un contest fotografico come [S]guardi e, in generale, il mezzo della fotografia possono favorire un modo consapevole di vivere il proprio territorio e la sua valorizzazione?  

Anche noi siamo promotori di un turismo lento e consapevole, un turismo in grado di poter raccogliere i valori di cui andiamo fieri qui in Appennino: una natura a tratti ancora “selvaggia” che crea scenari naturali mozzafiato, una cultura ricca di tradizioni e sapori antichi. Il fotografo che si immerge in tutto questo riscopre proprio questi valori ed attraverso i suoi sguardi è in grado di trasmetterli all’osservatore in maniera artistica ed elegante. Ci sono arrivate tante foto che fanno venire voglia di partire subito, zaino in spalla, verso i nostri verdi parchi.

Sarete fra i protagonisti  dell’edizione 2019 del festival IT.A.CÀ Bologna, il cui tema è la “restanza”, ovvero, la scelta consapevole di non abbandonare il proprio territorio e creare una rete sinergica di azioni per valorizzarlo. Quali sono secondo voi i processi necessari da mettere in atto per fa sì che le persone riscoprano il valore dei piccoli paesi di origine?  

Siamo onorati di poter far parte del vostro bellissimo e importante Festival. Le vostre tematiche, come la “restanza” si sposano a pieno con i principali obiettivi della nostra associazione culturale, quelli di fornire alternative valide all’abbandono del proprio territorio d’origine. Purtroppo i piccoli paesi oggi non offrono tante opportunità lavorative per i giovani, ma sappiamo che siamo tutti legati come da un filo nascosto, e non vediamo l’ora di poter tornare sulle nostre montagne.

“Madre Natura”, foto di Jessica Iannucci

Le distanze fisiche saranno colmate almeno in parte con l’arrivo di nuove tipologie di lavoro anche da remoto: per deformazione professionale penso al web e a tutte le nuove professioni che si potranno creare con le nuove tecnologie e l’industria 4.0. Tutte tecnologie che speriamo trovino applicazione al servizio dell’ambiente e del benessere delle persone. Siamo felici perché a breve avremo la fibra ottica anche nel nostro territorio e questo abbatterà parte del divario digitale che separa le città dalle periferie più lontane.

Crediamo inoltre che la riscoperta di un turismo lento, esperienziale, a contatto con la natura e le tradizioni sia una delle chiavi per evitare lo spopolamento. Esempi virtuosi li stiamo già vivendo con gli itinerari come la Via degli Dei e la nuova Via della Lana e della Seta, sulla quale stiamo lavorando assieme ad associazioni e istituzioni per la sua promozione.

L’importante è sorpassare i campanilismi di varia natura che a volte ancora frammentano il territorio, e creare reti di persone e progetti a medio-lungo termine con basi solide, senza fretta, a passo lento ma deciso. Siamo ottimisti e felici di provare a contagiare con la nostra “restanza” tutti coloro che parteciperanno assieme a noi al prossimo IT.A.CÀ Appennino.

Ringraziamo Luca di essere stato con noi e come sempre vi auguriamo buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi

 

Turismo contemporaneo nelle ‘città-zoo’ | Intervista a Vittorio Gimigliano (Officine Urbane)

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi per il nostro blog abbiamo intervistato Vittorio Gimigliano, co-fondatore dello studio per la riqualificazione territoriale Officine Urbane e Urbanauti, coordinatore della tappa di IT.A.CÀ Reggio Emilia.

        Vittorio Gimigliano

Con Vittorio abbiamo discusso a proposito dei contenuti del convegno ‘Il turismo futuro, tra città e comunità’ tenutosi a Reggio Emilia nell’ambito del festival IT.A.CÀ nel 2018 (gli interventi sono disponibili a questo link). Focus del nostro confronto è stato l’impatto che hanno avuto gli sviluppi moderni dell’economia turistica sulla desiderabilità e sull’immaginario delle cosiddette “città-zoo”. 

Queste città sono meta di un turismo di massa invadente che deturpa in un certo qual modo gli spazi pubblici e altera il tenore di vita dei cittadini determinando importanti conseguenze a livello di fruizione della città soprattuto per quanto riguarda le comunità di residenti.

Quanto influisce la digitalizzazione delle informazioni nella costruzione dell’immaginario di una meta turistica? Venezia e Barcellona possono essere prese come esempio positivo o negativo di questo fenomeno?

La rivoluzione digitale della società contemporanea determina profonde trasformazioni antropologiche, sociali, culturali ed economiche. Oggi la società digitale si caratterizza per l’elevato potenziale di accessibilità alle informazioni.

Ogni secondo si costruisce, e si aggiorna, un archivio globale dell’immaginario in divenire, composto, nel dicembre 2018, da oltre 55 miliardi di pagine web. Un archivio vivente che si costruisce ancor di più sui social media: ogni minuto, su Facebook, sono caricate oltre 130.000 foto, su Youtube sono visualizzati 3 milioni di video.

È una produzione imponente di video, immagini e testi, che anticipa e amplifica la conoscenza di una meta turistica, ancor prima di raggiungerla. Si costruisce un immaginario visivo e narrativo prefigurativo, trasformando così il senso e lo scopo del viaggio. Non si viaggia per scoprire la dimensione reale. Si viaggia per confermare, nella dimensione reale, quanto scoperto nella dimensione digitale.

L’elevata accessibilità digitale alle informazioni prefigura così, al turista-viaggiatore, la dimensione esperienziale nella città, consolida e rafforza il processo di sightseeing nelle città, potenziandone ulteriormente la produzione di contenuti digitali accessibili. Si compone così un ciclo continuo ed inarrestabile di informazione-esplorazione-riproduzione.

Su questa immensa produzione di dati si va delineando la nuova frontiera del turismo contemporaneo: il turismo predittivo, di cui Booking.com o Tripadvisor saranno i prossimi pionieri.

Le città di Venezia e Barcellona rappresentano alcuni tra i principali archetipi di città turistiche che subiscono la trasformazione digitale dell’immaginario del viaggio. L’intensità, la frequenza, la quantità dei flussi turistici crescenti in queste città, si consolida in luoghi e direttrici predeterminate e sempre più affollate, determinando il paradosso di luoghi digitalmente accessibili nel mondo, ma realmente inaccessibili e fruibili nelle città, tanto per i turisti quanto per i cittadini.

Le conseguenze di questo processo di definizione dell’immaginario e di fruizione delle città, da parte dei turisti-viaggiatori, ha effetti devastanti sia per i luoghi che per gli abitanti della città.

 Turisti a Pisa

L’economia del turismo è la terza economia al mondo, in Italia il turismo rappresenta il 13% del PIL. In quale misura le comunità residenti in importanti luoghi turistici beneficiano economicamente di questi flussi economici, se lo fanno?

Può esistere comunanza tra un cittadino proprietario di uno o più abitazioni affittate a turisti tramite marketplace on line (es: Airbnb, Homeaway) o online travel agencies (es: Booking.com) e il cittadino alla ricerca di un’abitazione in locazione a canone sostenibile?

Qual è la comunanza tra la rendita annua di 24.000 euro, generata dalla locazione breve a turisti, per il proprietario di un alloggio di 50 mq in Via Mascarella, nel centro di Bologna, ed i 450 euro al mese di affitto pagato da una giovane coppia che vive nella stessa strada?

L’economia del turismo contemporaneo, in Italia, in Europa, nel mondo, è in crescita e sta generando conflitti, economici e sociali, nelle comunità dei residenti, tra i proprietari immobiliari e affittuari, tra i rentiers del XXI secolo e il ceto medio impoverito dalla Grande Crisi, tra le classe creativa e i lavoratori poveri.

Piazza del Duomo di Milano

In questi carsici, ma crescenti, conflitti socio-economici, i centri storici delle città, mete del turismo contemporaneo, si trasformano. E dopo un preliminare processo di museificazione dello spazio pubblico, prende forma una nuova città: la città-zoo.

Nella città-zoo la dimensione millenaria dello spazio costruito ed i suoi attuali abitanti sono l’oggetto di osservazione e archiviazione digitale del turista contemporaneo.

Il principale fruitore e protagonista della città storica contemporanea è il turista, non il cittadino.

E’ il turista, attraverso le sue scelte di sightseeing, generate dalla produzione digitale globale, che diventa strumento di condizionamento nella città le dinamiche di accesso al mercato abitativo e del lavoro, la composizione dell’offerta commerciale di vicinato, l’accessibilità ai beni alimentari primari, la configurazione del sistema infrastrutturale dei trasporti pubblici, la composizione dell’offerta culturale.

Parallelamente la dimensione globale del turismo contemporaneo genera processi di competitività tra le città per attrarre un crescente flusso turistico, con una conseguente mercificazione e brandizzazione dell’immaginario e dell’identità della città stessa e dei suoi abitanti.

L’obiettivo delle mete turistiche è di generare incoming, un esempio su tutti è la costruzione del nuovo aeroporto di Istanbul. In quanto esperto di riqualificazione degli spazi pubblici, che conseguenze hanno queste scelte per gli abitanti della città e per il consumo di spazi pubblicamente condivisi?

La realizzazione del nuovo aeroporto, o aerotropolis, di Istanbul ha richiesto la distruzione di 75 milioni di mq di foreste, laghi e aziende agricole.

L’aerotropolis di Istanbul, 2,5 volte più grande dell’aeroporto di Beijing, garantirà, nel 2028, oltre 200 milioni di passeggeri all’anno, 250.000 posti di lavoro diretti ed indiretti, ed un incremento del 4,89% delle entrate per l’economia nazionale turca.

Progetto dell’aerotropolis di Istanbul

Contemporaneamente, il governo di Erdoğan ha previsto la riconversione dello storico aeroporto internazionale Atatürk in un grande parco urbano, quale compensazione ambientale della deforestazione realizzata per il nuovo aerotropolis di Istanbul e, forse, anche per la distruzione dei 90.000 mq di Gezi Park, che determinò, nel 2013, forti proteste della popolazione di Istanbul.

Ma il turismo non è solo aeroporti. 

Lo spazio pubblico, le infrastrutture pubbliche, oggi subiscono, nella definizione di strategie, priorità, strumenti e progetti, l’influenza dei flussi attuali e potenziali dell’incoming: più velocità, per trasportare il turista-merce verso la città-meta turistica, più superfici per “stoccare” il turista-merce nella città-zoo.

Stazioni ferroviarie, people movers, dehors nelle piazze e strade dei centri storici: la città pubblica si trasforma profondamente, adattandosi alle esigenze del turismo contemporaneo.

Se è vero che per fare turismo responsabile bisogna costruire a partire dalla comunità locale, come è possibile farlo quando i cittadini delle grandi mete turistiche vengono alienati sempre più dal proprio territorio a causa dell’aggressività di attori come AirBnB?

Occorre che il turismo responsabile ripensi sé stesso. Le accelerazioni impresse dal turismo contemporaneo e dalla transizione digitale richiedono nuove risposte, tanto innovative quanto solidali.

Qual è oggi la comunità locale di riferimento, nella città turistica, con cui il turismo responsabile intende costruire nuove relazioni e azioni capaci di garantire equità, sostenibilità, inclusione, partecipazione, benessere per le comunità ospitanti e per il turista contemporaneo?

Il mutamento antropologico e culturale ed i conflitti socio-economici generati della società digitalizzata richiedono sia nuovi strumenti di analisi, sia una nuova visione politica propedeutica ad una progettazione turistica responsabile innovativa e contemporanea.

La città-zoo, in Europa, come nel mondo, è il nuovo campo di gioco per il turismo responsabile.

Occorre allora ripartire dal significato della città e dell’essere cittadini.

AirBnB, agevolata da un contesto di norme fiscali generali e locali alquanto fragili quanto anacronistiche, ha dato una risposta indiretta, ma straordinariamente efficace, alla rilevante perdita di valore del patrimonio immobiliare dopo la Grande Crisi: ha rigenerato, in pochissimi anni, il mercato delle locazioni di breve termine, un tempo marginale nelle principali città turistiche, determinando rendite esorbitanti, un tempo inimmaginabili, per la proprietà immobiliare.

Striscioni con la scritta “No agli appartamenti per turisti” nel quartiere della Barceloneta, a Barcellona, novembre 2016. (Pau Barrena, Afp)

La conseguenza socio-economica di questo processo di trasformazione del mercato immobiliare, dominato da medi e grandi proprietari immobiliari, è la crescente espulsione, dai centri storici, della domanda abitativa per locazioni di medio periodo.

Studenti, giovani coppie, anziani, famiglie, che non hanno redditi sostenibili per competere con la rendita da locazione temporanea, cercano soluzioni abitative nelle aree periferiche e marginali, spesso allontanandosi dai luoghi di studio, di lavoro e dai servizi di prossimità.

Oltre a destabilizzare il mercato immobiliare della locazione, AirBnB ha sviluppato strumenti e processi pervasivi, includendo ed emulando apparentemente i valori fondativi del turismo responsabile, adottando i principi dell’economia della condivisione.

AirBnB reinterpreta la parola citizen, definisce una specifica categoria di attori e protagonisti del suo mondo, e con essi costruisce una narrazione collettiva delle comunità locali, propedeutica alla ridefinizione dell’immaginario della città, delineando così il perimetro di campo per il nuovo di cittadino: l’airbnb-citizen. Nasce una nuova città nella città: è una città immaginaria, digitale, fatta di storie di airbnb-citizen per il turista onnivoro di esperienze.

Cosa è oggi la città, cosa significa essere cittadini, per il turismo responsabile?  

Alcuni progetti nati negli ultimi anni, nel mondo del turismo responsabile, possono aiutare a rispondere a questa domanda.

Penso, ad esempio, all’esperienza virtuosa di Hotel du Nord a Marsiglia e a Fairbnb: rappresentano due risposte innovative, inclusive e sostenibili, che rinnovano il senso della comunità locale, dei cittadini e della città, con cui costruire il turismo responsabile nella società digitale.


Quali esempi di buone pratiche può fornire una città come Reggio Emilia per la gestione degli spazi pubblici e per la valorizzazione delle comunità locali?

La contrazione delle risorse economiche e finanziarie a disposizione degli enti locali, dopo la Grande Crisi, la parallela atomizzazione e disintermediazione della società contemporanea nelle aree urbane, ha richiesto un profondo rinnovamento e ridefinizione delle politiche pubbliche locali, sia per la gestione dell’hardware (lo spazio) che del software (la comunità) di una città.

Nel corso degli ultimi anni, a Reggio Emilia, si sono avviate politiche urbane innovative per il riuso e la rigenerazione urbana di luoghi pubblici, dismessi, ai confini della città.

Attraverso lo sviluppo di politiche locali per l’economia solidale, ad esempio, si è potuto riattivare stazioni ferroviarie dismesse o rinnovare centri sociali in quartieri popolari, marginali rispetto alla crescente attrattività del centro storico della città.

Labart – il parco delle Arti a Reggio Emilia. Edificio realizzato con criteri costruttivi atti a limitare il consumo energetico e l’impatto ambientale, in conformità con i principi della bioedilizia.

Con il coinvolgimento e la partecipazione, attiva e propositiva, di diverse associazioni e reti territoriali di volontariato e cooperazione sociale, questi luoghi oggi accolgono funzioni ad alto valore di coesione e inclusione sociale: un centro di servizi per il volontariato, un emporio solidale, un incubatore di economia solidale, una ciclo-officina, una scuola di italiano per cittadini, alloggi per l’emergenza abitativa. 

Queste funzioni, tanto eterogenee quanto tra loro complementari, gestite direttamente da cittadini, incrementano l’intensità d’uso, il valore sociale, l’unicità e l’attrattività dei luoghi pubblici rigenerati: ricreano il senso di una comunità, da conoscere e riconoscere.

Il futuro della città, anche per il turismo responsabile, passa da qui: riportando le periferie al centro.

Cosa ne pensa dell’idea, contenuta nella legge di bilancio di recente approvazione, di far pagare ai turisti un ticket d’ingresso per l’accesso a Venezia e alle isole minori?

Pink Floyd – Venezia 1989

Sia nella dimensione collettiva e popolare degli eventi culturali dell’Estate romana negli anni ’70, come nella dimensione oceanica della folla al concerto di Venezia dei Pink Floyd nel 1989, il patrimonio storico-artistico e culturale nazionale ha assolto, ed ancora in parte assolve, ad una funzione di identità collettiva, sia di luogo che di memoria, spesso accessibile gratuitamente in occasione di grandi eventi culturali.

Una sera d’estate del 2013, a Firenze, il Ponte Vecchio, spazio pubblico assoluto, fu temporaneamente privatizzato e riservato ai partecipanti di una festa privata organizzata dalla Ferrari. Ebbe così inizio una profonda ridefinizione culturale, percettiva e valoriale, dello spazio pubblico e del patrimonio storico-culturale. 

Oggi sono molti i Musei nazionali italiani che, previo cospicuo pagamento, riservano aperture per feste ed eventi privati: beni comuni temporaneamente privatizzati.

Si consolida sempre più una visione esclusiva ed escludente, classista, dell’accesso e del godimento del patrimonio storico-artistico e culturale nazionale.

A Polignano a Mare, in provincia di Bari, quest’anno, durante il periodo natalizio, l’accesso al borgo antico medievale, per I non-residenti, era a pagamento: biglietto singolo 5 euro. È la mercificazione ultima, tanto banale quanto crescente, della città.

Quanto approvato nella Legge di Bilancio 2019 non mi sorprende. È una scelta coerente con la recente installazione dei tornelli di ingresso alle Fondamenta di Santa Lucia per “regolamentare” il flusso dei turisti. È  solo l’ultimo passo del cammino verso la città-zoo.

Vittorio Gimigliano 
(1970) Architetto, esperto di politiche urbane, housing sociale, pianificazione territoriale strategica ed economia solidale. E’ co-fondatore, nel 2010, di Officine Urbane. Nel 2013 avvia il progetto Urbanauti – viaggio ai confini della città, laboratorio permanente di ricerca indipendente sul rapporto tra comunità e spazio urbano. Dal 2014 coordina, a Reggio Emilia, il festival IT.A.CÀ – migranti e viaggiatori.

Blog IT.A.CÀ
Giovanni Nolè

Il turismo futuro, tra città e comunità | IT.A.CÀ Reggio Emilia 2018

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi nel nostro blog vi riproponiamo i contenuti che sono stati oggetto del programma del Festival IT.A.CÀ Reggio Emilia 2018 che si è svolto dal 28 al 30 settembre 2018, organizzato dalle associazioni reggiane Urbanauti e Officine Urbane.

Alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia si è tenuto il convegno intitolato ‘Il turismo futuro, tra città e comunità’. Gli interventi, presentati nell’arco due giornate, sono stati dedicati all’analisi dello sviluppo del mercato turistico nella nostra contemporaneità e al tema dell’overtourism. Numerose sono state le buone pratiche individuate sul turismo responsabile e sul coinvolgimento delle comunità locali nazionali e internazionali. Sul tavolo dei lavori si è cercato di declinare e analizzare nuove definizioni del vivere turistico attraverso l’intersezione di diversi campi di studio e discipline.

Come sottolineato da Thomas Casadei, membro del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità dell’Università di Modena/Reggio Emilia e moderatore della prima giornata di lavori, “Il turismo è una chiave di lettura della società”, per questo motivo studiare i fenomeni legati all’enorme crescita del settore turistico nell’ultimo decennio vuol dire porre sotto la lente di ingrandimento tutte quelle componenti della società direttamente o indirettamente toccate dalle innovazioni sociali provenienti dal turismo.

Le domande principali alle quali si è cercato di dare risposta sono state:

  • Chi sono i turisti oggi?
  • Come cambia il paradigma del turismo nell’era della digitalizzazione?
  • Come si è sviluppato il rapporto tra turisti, città e comunità?

Convegno presso CGIL Reggio Emilia | festival IT.A.CÀ

Diversi studiosi, qualificati in un’ampia gamma di discipline che vanno dall’economia alla sociologia, hanno cercato di dare risposta a questi quesiti.

Ecco il video integrale degli interventi e la lista dei relatori intervenuti.

Ven 28.09.2018
Il turismo futuro tra città e comunità / parte  1

00.00.00> Il turismo futuro tra città e comunità:Introduzione e saluti di Vittorio Gimigliano / Coordinatore Festival IT.A.CÀ Reggio Emilia

00.01.20> IT.A.CÀ Festival turismo responsabile_Sonia Bregoli / Responsabile Organizzazione & Coordinamento, Responsabile Comunicazione – Social Media, co-fondatrice di IT.A.CÀ

00.27.00> Il turismo e la città futura: introduzione del moderatore Thomas Casadei / CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità, UniMoRe

00.31.00> L’altro e l’altrove_Davide Papotti / Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali / Università degli Studi di Parma

01.02.00> Infrastrutture, territorio, accessibilità_Vittorio Gimigliano / Officine Urbane / Reggio Emilia

01.50.00>La turistificazione della città_Giacomo Salerno_OPA! / Rete SET / Venezia

02.14.00>Il caso TSH a Bologna_Wolf Bukowski

02.50.00> Città, sharing economy e turismo_Maurizio Landini/ Segreteria nazionale CGIL con Riccardo Staglianò / giornalista – La Repubblica

Sab 29.09.2018
Il turismo futuro tra città e comunità / parte  2

00.00.00> Il turismo e la memoria di città:introduzione del moderatore Matteo Troilo / Clionet – Rivista di Public History

00.07.00> Memoria, teatro, comunità_Antonio Canovi / I Narraluoghi / Reggio Emilia

00.29.00> La memoria degli archivi del S.Lazzaro per il movimento LGBTI_Alberto Nicolini / Arcigay Gioconda

00.45.00> Tra memoria e futuro_Claudia Castellucci / ATRIUM – Architecture of Totalitarism Regimes of the XX Century in Europe’s Urban Memory

01.05.00> L’etica del turismo_Corrado Del Bo’ / Dipartimento Scienze Giuridiche / Università Statale di Milano

01.36.30>#Memoriedelsuolo_Cinzia Pietribiasi_Compagnia Pietribiasi Tedeschi

02.05.50> Il turismo gestito dalle comunità_Damiano Avellino / FairBnB

02.25.00> Turismo come innovazione sociale_Renata Piazza / Hasekura Program

02.46.30> Città, periferie, turismo e comunità_Prosper Wanner / Hotel Du Nord / Marseille

03.11.00> Oltre la città esclusiva_Francesco Bernardi / Fronde / Venezia

Blog IT.A.CÀ
Giovanni Nolè

La Guida delle Libere Viaggiatrici | Le qualità al femminile del viaggio

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

avete già in mente il vostro prossimo viaggio e non vedete l’ora che arrivi il 2019 per partire?

Fra le nostre letture preferite da leggere e sfogliare durante le vacanze non poteva mancare “La guida delle libere viaggiatrici” di Iaia Pedemonte e Manuela Bolchini: un vademecum sui viaggi responsabili, socialmente utili, ecologici, originali quanto avventurosi, edito da Altrecomonia e uscito lo scorso 22 novembre in libreria.

La Guida delle Libere Viaggiatrici, edito da Altreconomia

50 percorsi raccolti per noi, dall’India al Madagascar, dalla Sicilia a Berlino, fino all’Himalaya. Tanti viaggi alla scoperta del mondo e di se stessi per dare valore a tutto ciò che ci circonda, all’ambiente, alle persone, al cibo, al cambiamento e, perché no, al silenzio che resta quando ci allontaniamo dai luoghi conosciuti per scoprire i territori poco battuti dai nostri piedi e dal nostro animo.

Fra i progetti segnalati dalle autrici c’è anche il Migrantour, un ventaglio di passeggiate nate per promuovere una nuova idea di turismo interculturale, a km 0. Gli itinerari urbani sono adatti a tutti, viaggiatori seriali e viaggiatori del week-end. È possibile prenotare la propria passeggiata direttamente online sul sito di Viaggi Solidali selezionando la città scelta, mentre per il Migrantour a Bologna dovete contattare l’associazione Next Generation Italy

Un libro che ci fa sognare, che ci parla di imprenditrici agricole, direttrici di musei, tour operator e di tante altre donne che amano il loro territorio, le loro tradizioni e amandole le valorizzano. Una riflessione sui viaggi al femminile che si compone di tante voci, quelle di blogger, scrittici, viaggiatrici che promuovono il turismo responsabile ed ecologico.

Un posto incantevole, un’emozione da riportare a casa, un buon numero di curiosità da scoprire, tante persone da incontrare (possibilmente persone che ti raccontano qualche storia sul luogo incantevole), la possibilità di muoversi nella natura, molti piccoli piaceri da sentire, toccare, gustare, sapere di aver fatto anche qualcosa di utile, con un po’ di ironia e un po’ di impegno. Qui sta la trama che lega le nostre pagine: queste sono le qualità “al femminile” di un viaggio – Iaia Pedemonte

Fra i regali che piacciono a chi viaggia non può mancare questa guida, quindi se avete ancora qualche pensierino da fare, non pensateci due volte!

…e come sempre viaggiate responsabili 😉

Blog IT.A.CÀ
Maria Teresa Amodeo

 

Un’immersione natalizia in Appennino | BUONE FESTE

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

le ferie natalizie sono alle porte e noi di IT.A.CÀ ci immaginiamo che abbiate tutti bisogno di una sana evasione dalla frenesia inarrestabile a cui la vita quotidiana (e cittadina) ci costringe.

Guardandoci attorno, specie in periodi di festa come questo, non possiamo che constatare quanto le mete mainstream si vedano sempre più sovraccariche di turisti alle prime armi e non, uniti dal comune desiderio di lasciarsi bombardare e accecare da suoni amplificati e luci abbaglianti, che tendono a coprire le nostre voci, ad oscurare la nostra immagine e ad innalzare un muro tra turisti e popolazione locale, ad instaurare una sempre maggiore differenziazione tra i visitatori di un luogo e il luogo oggetto di tale visita.

Sebbene sia impossibile e controproducente esaltare l’autenticità di un luogo e di una cultura in quanto tali, essendo ogni luogo e cultura il frutto di molteplici incontri, scambi, contaminazioni, ci preme farvi conoscere le proposte di Enjoy Appennino per qualche esperienza “fuori porta” che possa aiutarvi a rigenerare tutti i vostri sensi. Una proposta pienamente coerente con la nostra filosofia, quella cioè di un turismo responsabile, un turismo rispettoso di ogni luogo e cultura, un turismo che non conosce barriere e che, laddove esistano muri, si ripropone continuamente di abbatterli, fisici o mentali che siano.

Il primo itinerario che vi proponiamo di concedervi durante queste vacanze è I sapori dell’Appennino, un tour gastronomico (tanto per rimanere in tema di vacanze natalizie…) alla scoperta di sapori della montagna emiliana, che vi permetterà di conoscere da vicino come nasce il Parmigiano Reggiano in un caseificio tradizionale, per partecipare ad una lezione di cucina in cui un cuoco esperto svelerà i segreti per realizzare prelibatezze come le tagliatelle verdi all’ortica o la pasta all’uovo.

Avrete quindi la possibilità di pranzare con le eccellenze della cucina montanara e di concludere la giornata con una degustazione di vino locale e prodotti del territorio presso un’azienda agricola biodinamica.

 Il secondo itinerario papabile per le vostre vacanze è quello chiamato “Rocchetta Mattei e borghi antichi”, un tour alla scoperta di alcune fra le eccellenze storico-artistiche dell’Appennino bolognese. L’itinerario inizia con una passeggiata all’interno del Borgo La Scola, borgo del VI secolo arroccato ad un complesso di case-torri, luogo in cui pare che il tempo si sia fermato; proseguirà poi con una visita al Santuario di

Interno della Rocchetta Mattei

Montovolo del XIII secolo, principale centro devozionale di Bologna prima dell’edificazione del Santuario della Beata Vergine di San Luca; lo spettacolare scenario del Sasso di Vigo; per concludere, si visiterà la vera e propria perla dell’Appennino bolognese: la Rocchetta Mattei, dall’aura fiabesca, un misterioso castello dal carattere esotico costruito nella seconda metà del XIX secolo e che deve il nome al Conte Cesare Mattei, il padre dell’elettromeopatia.

Se poi queste vacanze non avessero esaurito la vostra sete di natura e di aria pulita, vi proponiamo qualche altra opzione valida in periodi in cui l’aria sarà un pochino più tiepida (vi invitiamo a visitare il sito di Enjoy Appennino per ulteriori dettagli sui mesi in cui ciascun tour viene effettuato).

Enjoy Appennino vi propone ben due tour in bici elettrica, in cui le vostre gambe potranno riposarsi anche in salita! Si tratta di “E-Bike Tour – Laghi e Borghi” e “E-Bike Tour – Corno alle Scale”.

Grizzana Morandi – paese natale del grande pittore Giorgio Morandi.

Il primo è un percorso fra natura e storia, un itinerario che permetterà una totale immersione nella natura, percorrendo le strade e i sentieri dell’Appennino bolognese, in un percorso in salita che vi porterà a raggiungere Grizzana Morandi. Si potranno poi cogliere le bellezze mozzafiato dei laghi Suviana e Brasimone, godere di un pranzo con prodotti della tradizione montanara, addentrarsi nello scenario di vecchi borghi. 

Il secondo itinerario si ripropone di attraversare in e-bike il Parco regionale del Corno alle Scale. Il tour partirà da Gaggio Montano, per giungere fino alla Madonna dell’Acero (Lizzano in Belvedere), dove il visitatore si troverà di fronte un antico santuario del XVI secolo, una delle massime espressioni della religiosità popolare della montagna bolognese di un tempo. Ci si inoltrerà quindi nel bosco, per poter ammirare poco dopo le Cascate del Dardagna, luogo ideale per poter godere appieno degli intensi odori della natura. 

Lago di Suviana

Per rimanere in tema di Corno alle Scale, l’itinerario “Sui sentieri dell’Appennino” è altro che un percorso, questa volta a piedi, all’interno del Parco del Corno alle Scale, immersi nella natura e accompagnati da una guida esperta. Dagli spettacolari crinali rocciosi ai boschi di faggi, da laghetti di montagna a scenografiche cascate, tra valli silenziose e panorami mozzafiato.

Vi salutiamo con una proposta di itinerario accattivante, “Wild Days”, che come da titolo vi invita ad un’esperienza totalizzante, immersi nella natura più selvaggia. Per quest’ultimo vi invitiamo a visitare prossimamente il sito per ricevere ulteriori dettagli, che saranno disponibili a breve.

Sperando di avervi fatto sognare ad occhi aperti panorami idilliaci ed esperienze a stretto contatto con la natura, vi auguriamo di potervi presto concedere la realizzazione di almeno uno di questi sogni e, perché no, magari di far trovare sotto l’albero a un vostro familiare un bel pacchetto di Enjoy Appennino!

Buon Natale e Buon Anno Nuovo a tutti, viaggiatori e viaggiatrici e, come sempre, buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Irene Pinto
 

IT.A.CÀ Bologna XI edizione | Dal 24 maggio al 9 giugno 2019

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

eccoci ad annunciare le date della prossima edizione della tappa bolognese di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori festival del turismo responsabile! Sono passati 11 anni da quando abbiamo mosso i primi passi nel turismo responsabile e iniziato a viaggiare lentamente … ma di strada ne abbiamo fatta tanta! Ogni anno si sono aggiunti nuovi compagni di viaggio dal nord al sud d’Italia.

Oltre il festival, IT.A.CÀ ha creato in questi anni una rete di centinaia di soggetti che collaborano immaginando e praticando una valorizzazione dei propri territori, con la convinzione di trasformare l’incoming in becoming, di coniugare la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini. 

Entusiasti dell’edizione 2018 appena passata, siamo pronti ad annunciare le nuove date della tappa madre:

IT.A.CÀ Bologna
dal 24 maggio al 9 giugno 2019

Per questa undicesima edizione abbiamo creato un focus specifico sull’Appennino Bolognese rendendolo protagonista del nostro festival!

Si consolida l’importante collaborazione con l’Università di Bologna attraverso una call interna per presentare i progetti di professori e ricercatori legati al tema della sostenibilità nel programma del festival, ci sarà un importante approfondimento legato al tema della fotografia grazie alla collaborazione con l’associazione TerzoTropico; continua anche il coordinamento del tavolo di co-progettazione con le realtà che a Bologna si occupano di turismo accessibile e che sono all’interno della piattaforma IT.A.CAccessibile. Importante il consueto appuntamento alle Serre dei Giardini Margherita per il primo fine settimana 25 – 26 maggio 2019. Confermiamo le importanti collaborazioni con le istituzioni locali tra cui il Comune di Bologna che ha sempre creduto nel nostro progetto di innovazione turistica.

“Il lavoro svolto da IT.A.CÀ sia come festival che come piattaforma innovativa di rete locale e nazionale, contribuisce a valorizzare l’enorme potenziale naturale, artistico e sociale che Bologna serba, a prEndersene cura, a promuoverlo in modo innovativo, incentivando così un turismo che e anche e soprattutto sviluppo sostenibile del territorio” – cit Matteo Lepore (Assessore al turismo e promozione della città)

Dal 24 al 31 maggio saremo a Bologna con incontri, convegni, laboratori, itinerari, mostre fotografiche e nuove collaborazioni; mentre i due fine settimana successivi 1-2 giugno e 8-9 giugno 2019 saremo sull’Appennino bolognese. 

Da Marzabotto alla Valle di Zena passando per Grizzana Morandi e Castiglione dei Pepoli: parleremo di turismo responsabile e sostenibile coinvolgendo gli attori locali: primi turisti dei loro territori!

A Grizzana Morandi con Gianluca Guasca | Foto di Noemi Usai

Tema di questa edizione è la RESTANZA intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma come scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni. Ispirati dall’antropologo Vito Teti. 

A breve annunceremo tutte le novità del programma 2019, come prima cosa potete partecipare al nostro concorso per la creazione della nuova immagine del festival IT.A.CA 2019 > qui al link trovate tutte le info per partecipare. 

IT.A.CÀ Bologna 2018 – Dynamo Velostazione | Foto di Noemi Usai

Il festival a Bologna è organizzato da Associazione Yoda, COSPE Onlus, Nexus Emilia Romagna in collaborazione con A.I.T.R Associazione Italiana Turismo Responsabile, ASP Città di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, Comune di Bologna, Unione dei Comuni dell’Appenino Bolognese, Università di Bologna, Unesco e Mibact

Per info e collaborazioni scriveteci a info@festivalitaca.net
Buon viaggio e seguiteci 🙂

“Il sole non è mai così bello quanto nel giorno che ci si mette in cammino”
[Jean Giorno 1895 – 1970 scrittore francese]

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione festival
Sonia Bregoli 


 

 

 

RESTANZA | Tema del festival IT.A.CÀ 2019

VERSO IT.A.CÀ 2019

Dopo questa emozionante edizione del 2018 appena conclusasi, siamo pronti per la nuova edizione: la XI° per quando riguarda la fondazione del festival nella città di Bologna! 

I coordinatori della rete nazionale festival IT.A.CÀ a Montefredente – Appennino bolognese, 2018

Per questa edizione sentiamo il bisogno di approfondire il tema della Restanza intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma come scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni. Un tema che svilupperemo in tutte le tappe che il festival toccherà: dal sud al nord d’Italia.

Tappa del festival in Monferrato – 2017

La restanza può essere il tratto comune di una rete di cittadini che non solo promuove un diverso concetto di sviluppo turistico, non accettando la realtà passivamente, ma mette in atto progetti collaborativi che producono discontinuità anche su un piano politico e culturale più vasto. Da questo punto di vista, IT.A.CÀ si presenta come un grande laboratorio in cui ha luogo una sperimentazione a più voci su come procedere verso uno sviluppo sostenibile.

Un esperimento di democrazia partecipativa, o meglio progettuale, dove non solo si discute di cosa fare, ma si fa anche ciò di cui si è discusso, in un’ottica di ricerca-azione circolare.

Quando gli attori locali decidono di non abbandonare il loro territorio e di attivare dei processi di collaborazione e di resistenza per mantenerlo in vita, la restanza diventa un impegno politico e sociale, e non solo economico, per un cambiamento che parte proprio dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile. Restanza, dunque, come nuova modalità di riscoperta e convivialità sul territorio, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive.

Tappa del festival sui Monti Sibillini – 2018

Impegno per un cambiamento che parte dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile come nuova modalità di riscoperta e convivialità, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive. Atto di rinascita e rigenerazione nel cambiamento e condivisione dei luoghi che diventano i siti dove compiere, con gli altri, con i rimasti, con chi torna, con chi arriva, piccole utopie quotidiane di cambiamento.

Una comunità possibile e auspicabile là dove esisteva quella vecchia; una nuova comunità riorganizzata e inventata tenendo conto di fughe, abbandoni, ritorni e anche di mutate forme di produzione e rapporti sociali. Un incontro, di convivialità, dell’esserci. Una scelta consapevole ed etica, che non può diventare mai chiusura o territorio per artificiosi contrasti tra chi è partito e rimasto, tra chi è rimasto e chi oggi arriva o ritorna.

Restanza come potenziamento del senso del viaggiare, approdo per quanti arrivano o ritornano: viaggiare e restare, viaggiare e tornare sono pratiche inseparabili che trovano senso l’una nell’altra in una continua dialettica che parla di integrazione, d’incontro, di vite separate e di riconciliazione. Intesa anche come forma di incontro tra il passato e il presente, tra vecchie e nuove generazioni, ma anche tra universi culturali diversi che contribuiscono alla vivacità del luogo.

Tappa IT.A.CÀ Bologna 2018 | Foto di Noemi Usai 

La parola Restanza è un concetto che ha sviluppato l’antropologo Vito Teti nel suo libro, pubblicato nel 2014, Pietre di pane. Un’antropologia del restare e di cui riportiamo qui di seguito il suo pensiero:

Vito Teti – Antropologo ed etnologo

“Restare non è un fatto di pigrizia, di debolezza: dev’essere considerato un fatto di coraggio. Una volta c’era il sacrificio dell’emigrante e adesso c’è il sacrificio di chi resta. Una novità rispetto al passato, perché una volta si partiva per necessità ma c’era anche una tendenza a fuggire da un ambiente considerato ostile, chiuso, senza opportunità. Oggi i giovani sentono che possano esserci opportunità nuove, altri modelli e stili di vita, e che questi luoghi possono essere vivibili. E’ finito il mito dell’altrove come paradiso.

L’etica della restanza è vista anche come una scommessa, una disponibilità a mettersi in gioco e ad accogliere chi viene da fuori. Noi adesso viviamo in maniera rovesciata la situazione dei nostri padri e dei nostri nonni. Un tempo partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo accogliere.

Etica della restanza si misura con l’arrivo degli altri, con la messa in custodia del proprio luogo di appartenenza, con la necessità di avere riguardo, di avere una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per i nostri luoghi.
 A volte facciamo l’elogio dei luoghi e poi li deturpiamo: quindi quest’etica del restare comporta anche una coerenza tra la scelta di rimanere e quella di dare, concretamente, un senso nuovo ai luoghi, preservandoli e restituendoli a una nuova vita…”  Vito Teti

Qui potete trovare alcuni link per approfondire il tema > Tema 2019.
Non resta che augurarvi buon viaggio e che sia sempre responsabile e sostenibile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione festival
Sonia Bregoli

 

 

Racconti dall’Appennino: alcune impressione del corso di formazione esperienziale nell’appennino bolognese!

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog vi riportiamo alcune impressioni dei corsisti che hanno partecipato qualche mese fa al corso di formazione esperienziale su sviluppo turistico e ospitalità interculturale nell’appennino bolognese.

Quattro finesettimana immersi nel cuore degli appennini emiliani a parlare di turismo responsabile e migrazione, tra incontri, visite, lezioni e riflessioni, con l’obiettivo di dimostrare che, attraverso il turismo sostenibile, l’integrazione socio-culturale e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale possono sostenersi reciprocamente.

È questa l’esperienza fatta tra luglio e settembre 2018 a Montefredente dai 18 partecipanti, sia italiani che migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, al “Corso di formazione esperienziale su sviluppo turistico e ospitalità interculturale nell’Appennino bolognese”. Corso promosso dal festival IT.A.CÀ e Associazione Yoda, in collaborazione con ASP Città di Bologna e Open Group, con il patrocinio di Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, Bologna Welcome, A.I.T.R. – Associazione Italiana Turismo Responsabile, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Città metropolitana di Bologna, Comune di San Benedetto Val di Sambro. Ricordiamo che il referente scientifico del corso è stato Pierluigi Musarò (professore dell’Università di Bologna e presidente Associazione Yoda) e tutor del corso Melissa Moralli. 

Un progetto nuovo, in cui lo sviluppo e l’inclusione sono temi interrelati e complementari, e nel quale, attorno al fulcro del turismo sostenibile, si è affrontato il grande tema della mobilità umana.

In un mondo sempre più in movimento, in cui turismo e migrazione sono due facce di una stessa medaglia, il turismo così inteso presenta grandi potenzialità sotto diversi aspetti, tra loro profondamente interrelati.

L’obiettivo è di unire ai benefici del turismo sostenibile (ambientali, economici e socio-culturali) un progetto fattivo ed efficace di integrazione tra migranti, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, e tessuto sociale delle comunità ospitanti, in particolare le comunità montane.

Con un duplice beneficio sia per gli ospitati che per le comunità stesse, le quali trovano così un’ulteriore strada per combattere lo spopolamento e la graduale perdita del proprio patrimonio culturale e ambientale.

Un patrimonio che è supporto di identità, memoria e storia, e a partire dal quale, guidati da una nuova idea di integrazione, ospitalità interculturale e valorizzazione sostenibile delle risorse, è possibile costruire, attraverso il turismo, nuove realtà che, da un lato, possano essere un’opportunità per promuovere processi di integrazione sociale e, dall’altro, siano uno strumento di sviluppo per i territori stessi.

L’Appennino bolognese, infatti, da una parte è inserito nel fenomeno di progressivo spopolamento dei territori montani, ma dall’altra presenta grandi ricchezze naturali e culturali: paesaggi, antichi borghi e territori rurali che, se valorizzati, possono essere il punto di partenza per la costruzione di questa nuova forma di sviluppo e integrazione.

È stato intorno a queste riflessioni, e in profondo contatto con le realtà direttamente coinvolte in queste dinamiche, che si è svolto il corso: gli iscritti hanno trascorso quattro finesettimana a Montefredente, frazione del Comune di San Benedetto Val di Sambro (BO), condividendo la struttura gestita dalla Cooperativa Open Group. Qui, persone provenienti da situazioni e contesti diversi tra loro hanno avuto modi di conoscersi, passare del tempo insieme, scambiare racconti ed esperienze. E sempre da qui, gli incontri si sono articolati tra lezioni teoriche e itinerari esperienziali, le prime volte ad analizzare con un approccio critico le tematiche legate al turismo, i secondi volti a conoscere direttamente le realtà presenti sul territorio.

Realtà che ideano, organizzano e portano avanti percorsi ed iniziative animate da una concezione del patrimonio naturale e culturale come bene comune, dalla volontà di valorizzare luoghi esclusi dai circuiti turistici convenzionali, e di creare un turismo diverso, lento, responsabile e sostenibile, sotto il profilo sociale, ambientale ed economico.

Tra queste realtà troviamo la Via degli Dei, itinerario di cinque giorni a piedi nei monti tra Bologna e Firenze, oppure la Via della lana e della seta, tra Bologna e Prato; il trekking nel bosco sui resti dell’antica via Flaminia, accompagnati dall’appassionata guida storica Marco Gollini; quello tra Madonna dei Fornelli e Zaccanesca, piccolo borgo ormai quasi spopolato, ma vitale e accogliente; il piccolo e ospitale borgo di Qualto, ricco di storie e scorci sconosciuti. Luoghi ricchi di storia e di relazioni che abbiamo scoperto grazie a realtà come la cooperativa Foiatonda, Appennino Slow e Officina15.

Sono stati molti anche gli interventi di chi, coniugando imprenditorialità, innovazione e sostenibilità, ha sviluppato concretamente progetti virtuosi che agiscono come nuovi importanti attori del territorio!

Come Kilowatt, startup che, adottando la forma della Cooperativa, si occupa di innovazione sociale, inclusione e welfare; oppure la Cooperativa Madreselva, costituita da guide ambientali ed escursionistiche che svolgono attività di accompagnamento guidato, educazione ambientale ed educazione scientifica, 

valorizzando il patrimonio naturale dei territori dell’Appennino; la società Gastameco che, in antichi edifici recuperati, ha creato ostelli basati su una concezione che coniuga la sostenibilità ambientale con un positivo impatto sociale, fatto di integrazione con il territorio nel quale sorgono e l’accessibilità a diverse categorie di ospiti.

Un tema fondamentale affrontato nel corso è stato poi quello dell’accessibilità: a questo proposito, esistono nel territorio realtà come l’Istituto Cavazza, che si occupa di integrazione, formazione, riabilitazione e autonomia delle persone non vedenti, e che ora intende dedicarsi anche a progetti di turismo accessibile.

È dunque attraverso la condivisione di tempo, esperienze, progetti e visioni, che è stato possibile iniziare ad immaginare concretamente nuove possibilità di sviluppo e integrazione, che poggino sulla complementarità tra un patrimonio che, mentre rischia di andare perduto, presenta intatta la sua vitalità, e la ricchezza dell’intreccio di culture, storie ed esperienze solo apparentemente lontane.

Blog IT.A.CÀ
Ludovica Popescu

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Ecco alcuni dei pensieri dei partecipanti al corso:

“Sono molto contento del corso che ho fatto. Per me gli incontri sono stati molto utili per fare una nuova esperienza soprattutto nel settore turistico e per conoscere nuove persone. Sono stato soddisfatto dell’avere questa opportunità per lo scambio interculturale e per aver imparato tante nuove cose. Le persone che ho conosciuto durante l’incontro erano molto simpatiche e carine e per questo ho avuto una bella esperienza. Poi parlare con la gente è stato d’aiuto per migliorare il mio italiano“.

Haroon Nawaz

Avere l’opportunità di stare per 4 weekend a riflettere, imparare, incontrarsi, confrontarsi e progettare insieme ad altre persone con profili, percorsi, modi diversi dai tuoi è, soprattutto di questi tempi, una grande opportunità. Poterlo fare in Appennino – quanta bellezza e autenticità in una sola area – ragionando su nuovi modi di vedere, vivere e promuovere il turismo sostenibile è stata una meravigliosa opportunità. Ora per completare il quadro, sta a noi provare a tradurre le enormi potenzialità intraviste in realtà!

Serena Miccolis

Ci siamo immersi in una realtà fatta di associazioni che si impegnano in progetti nel settore del turismo sostenibile e che sono attive nel generare un impatto positivo sul territorio. Si è creata una rete di persone che condivide la stessa visione e la stessa voglia di impegnarsi per la valorizzazione dell’Appennino che ha grandi potenzialità ancora inespresse. Il punto di forza del corso è stato quello di mettere insieme un gruppo di persone affiatato, con energie e idee nuove e che ha voglia di mettersi in gioco per portare avanti un progetto concreto.

Antonella Iero

Il corso è stato veramente interessante e utile per capire il territorio e incontrare persone del luogo che ci hanno coinvolto, anche durante i trekking che abbiamo fatto. Mi è piaciuto avere nuovi momenti di dialogo, di confronto e di collaborazione con persone diverse!!

Amin Sumah

L’aspetto che ho preferito del corso è stato l’incontro con alcune delle realtà locali che operano nell’ambito del turismo sostenibile perché mi ha permesso di capire che l’Appennino non è stato completamente abbandonato. Al contrario può contare su diverse persone con tanta voglia di fare e che lavorano ogni giorno per valorizzarlo e garantirgli un futuro diverso da quello dello totale spopolamento.

Andrea Moreschini

La cosa più evidente, ai miei occhi, è stata la prospettiva di osservazione del territorio. A volo d’uccello, con grandi planate panoramiche – a tratti filosofiche – su aspetti ampi e teorici, e forti picchiate su specifici obiettivi. Sempre con un po’ di distacco, quanto basta per andare oltre i campanilismi e le barriere culturali, ma restando in contatto con una interessante selezione di veri abitanti, perfettamente immersi nel paesaggio e rappresentativi dello stesso.
L’esperienzialità del corso, secondo me, è la cosa più riuscita. Attorno a “casa Fredente” si era creata una bolla densissima fatta di impegno, interessi, chiacchiere e relazioni, incredibilmente coinvolgente e piena di forza. Una specie di ecosistema in grado di sopravvivere solo con grandi input energetici, ma che è sopravvissuto e… non lo avrei mai pensato prima di iniziare, oggi mi manca!

Erica Mazza

Il corso mi è sembrato molto interessante. Penso che sia stata una forma differente di porre attenzione al turismo. Per me è stata una grande esperienza perché non mi era mai capitato di fare insieme queste diverse attività: fare dei trekking, avere informazioni da persone esperte del luogo e lezioni sul tema del turismo responsabile. Non solo il contenuto mi è sembrato buono, ma anche la predisposizione ad aiutarci nel capire.

Vanessa Carolina Zamora Martinez

L’esperienza a Montefredente é stata un’ottima occasione per approfondire i temi riguardanti l’inclusione e il turismo sostenibile, le connessioni tra questi mondi e pensare insieme futuri possibili progetti da costruire ed esplorare. Il corso è stata anche un’esperienza molto stimolante che mi ha permesso di conoscere altri giovani dinamici interessati ad impegnarsi nel turismo a misura d’uomo.

Jonathan Mastellari

Il gruppo lungo il Sentiero della Lana e della Seta

IT.A.CÀ Napoli OFF | Narrare la città che non si vede attraverso le arti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

dopo la prima edizione di IT.A.CÀ Napoli dello scorso ottobre, tornano le attività del festival del turismo responsabile proposte dalla rete napoletana nell’ambito del progetto PeriferichEnergie. Conoscere, narrare, inventare la città che non si vede vincitore del bando Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura finanziato dal Mibact e da SIAE.

L’obiettivo è di offrire a giovani scrittori un’opportunità formativa e professionale e ai residenti l’occasione di inventare nuove storie per raccontare la propria città e sfidare i luoghi comuni dei suoi quartieri periferici attraverso una narrazione che sia il risultato di un’esperienza condivisa di cammino, osservazione, scrittura e sperimentazione di arti figurative.

Il 17 dicembre ci sarà il primo trekking urbano letterario nei Quartieri Spagnoli a cui seguirà un laboratorio di scrittura creativa. Nel mese di gennaio si terranno altre due esperienze di Trekking a cui seguiranno un laboratorio di graphic novel e uno di street art.

Le attività, completamente gratuite e aperte a tutti (è necessaria la prenotazione), inizieranno con una passeggiata nei Quartieri Spagnoli guidata dal racconto dello “Scrittore” e accompagnata dal “Cicerone” rappresentato dagli amici di Vascitour che propongono esperienze di turismo esperenziale a Napoli.

L’esperienza di cammino e osservazione condivisa darà il via a un’opera di narrazione collettiva che si svilupperà attraverso tre tipologie diverse di laboratori: uno di scrittura creativa, uno di graphic novel/illustrazione e un terzo di street art.

Sono aperte le iscrizioni al I laboratorio di scrittura creativa che si terrà presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli e che vedrà protagonista uno dei tre scrittori selezionati. Qui l’evento.

Conosciamo gli scrittori che ci accompagneranno in questo viaggio.

Pasquale Aversano (Napoli, 28 anni) condurrà il workshop di scrittura creativa.

Pasquale Aversano

Pasquale è un grande comunicatore e ama sperimentare sempre nuovi modi per dar voce e forma alle sue storie. Nonostante la giovane età, Pasquale ha già scritto tanto – ha pubblicato nove romanzi e ha collaborato con numerose testate giornalistiche – ma sappiamo che ha ancora tantissimo da dire,

«Ho scelto Napoli perché è la mia città. Ci conosciamo bene, io e lei. Sono nato qui e continuo a viverci. Ne conosco i lati positivi e quelli negativi. La sua magia mi è d’ispirazione.

Riesce a regalare sensazioni inedite quando meno te l’aspetti. Una voce, un profumo, un’immagine. L’imprevisto è dietro l’angolo, sempre. Sta al singolo saperlo sfruttare nel migliore dei modi possibili. Un esempio è la neve d’inizio anno che col suo manto ha donato cartoline di grande impatto.

Ma la verità è che Napoli è piena di storie. Storie dette, immaginate, sognate ma anche storie nascoste, timide, riservate. L’essere umano è un racconto vivente e mescolarsi tra le trame di una città tanto speciale non può che ispirare chi sogna di scrivere e narrare. Sono un autore e Napoli è una meravigliosa tela pulsante di vita e personaggi pronti a essere raccontati».

Per sapere qualcosa in più sui lavori di Pasquale clicca qui.

Maria Chiara Spaziano (Mondragone, 31 anni) sarà la protagonista del workshop di graphic novel e illustrazione.

Il fumetto per lei è la più grande passione e ne scrive sul blog culturale di scrittura collettiva “L’armadillo furioso”. Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Maria Chiara si è dedicata ad esplorare e valorizzare la realtà artistica del suo territorio occupandosi e scrivendo di mostre ed eventi culturali. L’amore per l’arte e l’illustrazione e la passione per la scrittura la guideranno in questa nuova avventura.

«La mia scelta ricade sulla città di Napoli, perché si tratta, in effetti della mia seconda casa, il luogo in cui ho trascorso gran parte della mia vita a partire dagli anni dell’università. Penso che la maniera in cui Napoli mi ha accolta sia unica al mondo: non mi sono mai sentita sola qui, mai fuori luogo. 

Il calore delle persone – potrebbe sembrare un luogo comune, ma non lo è! – a Napoli è cosa reale e tangibile, e mi piacerebbe poter raccontare quello che questa città ha rappresentato e rappresenta tuttora per me».

Trovi qui gli articoli di Maria Chiara.

Marcella Grimaldi (Napoli, 33 anni) condurrà il workshop di street art.

L’amore per la scrittura l’ha spinta a collaborare con una piccola casa editrice napoletana in qualità di editor. Ha partecipato ad alcune antologie pubblicate dalla stessa casa editrice. Il suo lavoro presso un’associazione che si occupa di realizzare attività didattico-educative la porta ogni giorno a giocare con le parole e la lingua, partendo da idee e suggestioni. Con la stessa passione e voglia di mettersi in gioco, Marcella ci guiderà in un viaggio che parte dalla narrazione e dalle parole per trasformarsi in immagine e diventare parte stessa della città attraverso i suoi muri.

«Sono nata a Napoli e ci vivo da sempre. La amo e la odio, come solo chi ci vive può fare. Credo che essere nati qui condizioni per forza di cose la mia scelta: come non parlare del posto in cui vivo? Di una città così complicata, così ambivalente, così chiassosa e ammalata?

Per me è quasi scontato, non avrei potuto scegliere altrimenti; quale privilegio, quello di provare a parlare di lei ad alta voce, di descriverla in una piccola parte in cui è racchiuso quasi tutto il suo decadente e complicato splendore, i Quartieri Spagnoli.

Amore e odio, come bellezza e caos, si fondono insieme, indissolubili: una zona “povera” a ridosso di una ricca via dello shopping, in un centro storico ormai devoto al turismo che cerca di non perdere la sua musica».

Tre scrittori, tre idee, tre arti e molteplici persone, competenze e passioni per raggiungere un unico obiettivo, raccontare in modo innovativo e originale i Quartieri Spagnoli di Napoli

PeriferichEnergie. Conoscere, narrare, inventare la città che non si vede è un progetto realizzato da Associazione YODA di Bologna, Edizioni Mesogea Culture Mediterranee di Messina, Associazione Interculturale International House di Reggio Calabria, con il sostengo del MIBACT e di SIAE nell’ambito dell’iniziativa S’illumina, copia privata per i giovani, per la cultura.

Blog IT.A.CÀ
Irene Aprile 
Coordinamento IT.A.CÀ Napoli

Concorso per immagine festival IT.A.CÀ 2019

Concorso illustrazione e fotografia per la creazione della nuova immagine del festival IT.A.CÀ 2019

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PROROGA CONCORSO AL 4 FEBBRAIO 2019 

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REGOLAMENTO 

1. PREMESSA
Premiato dall‘Organizzazione Mondiale del turismo dell’ONU per l‘eccellenza e l’innovazione nel turismo: IT.A.CÀ, IL PRIMO E UNICO FESTIVAL IN ITALIA SUL TURISMO RESPONSABILE, invita a scoprire luoghi e culture attraverso itinerari a piedi e a pedali, workshop, seminari, laboratori, mostre, concerti, documentari, libri e degustazioni per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. Un cammino unico in tanti territori diversi, per trasformare l’incoming in becoming. Coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.

Da oltre 10 anni IT.A.CÀ è il miglior compagno di viaggio, anzi tanti compagni in un soggetto collettivo. Creando una sinergia tra centinaia di soggetti sul territorio, IT.A.CÁ è divenuta una piattaforma strategica che coniuga sviluppo del territorio in chiave sostenibile e innovazione sociale e culturale.

Un festival che nasce a Bologna e attraversa oltre 15 territori dal Nord al Sud d’Italia e ne diffonde la creatività e la cultura innovativa a livello nazionale. Una meta a cui tendere, come la cantava il poeta Kavafis, che da oltre 10 anni crea occasioni per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e incentivare pratiche turistiche più sostenibili.

Il turismo sostenibile gioca infatti un ruolo centrale nei processi e nelle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, valorizzando le risorse locali, arricchendo le relazioni tra turisti e cittadini, o tra questi e i diversi attori del territorio.

2. TEMA DEL CONCORSO DA SEGUIRE PER LA REALIZZAZIONE DELLA FOTOGRAFIA E/O ILLUSTRAZIONE > RESTANZA

Restanza – Atto di rinascita e rigenerazione nel cambiamento e condivisione dei luoghi che diventano i siti dove compiere, con gli altri, con i rimasti, con chi torna, con chi arriva, piccole utopie quotidiane di cambiamento.

Esplorare il tema della “Restanza” intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma come scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni. Impegno per un cambiamento che parte dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile come nuova modalità di riscoperta e convivialità, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive.

Una comunità possibile e auspicabile là dove esisteva quella vecchia; una nuova comunità riorganizzata e inventata tenendo conto di fughe, abbandoni, ritorni e anche di mutate forme di produzione e rapporti sociali. Un incontro, di convivialità, dell’esserci.

Restanza come potenziamento del senso del viaggiare, approdo per quanti arrivano o ritornano: viaggiare e restare, viaggiare e tornare sono pratiche inseparabili che trovano senso l’una nell’altra in una continua dialettica che parla di integrazione, d’incontro, di vite separate e di riconciliazione. Intesa anche come forma di incontro tra il passato e il presente, tra vecchie e nuove generazioni, ma anche tra universi culturali diversi che contribuiscono alla vivacità del luogo.

3. A CHI SI RIVOLGE
Viaggiatori, turisti, migranti, artisti, illustratori, fotografi, studenti e tutti coloro che hanno voglia di raccontare la propria visione della nuova immagine del festival 2018 con una fotografia e/o illustrazione seguendo il tema sopra indicato.

4. MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
La partecipazione al concorso è gratuita, aperta a tutti i fotografi e illustratori amatori o professionisti senza limiti d’età.

Inviare la propria opera (fotografia, illustrazione) in allegato a una e-mail con rispettiva scheda di iscrizione, all’indirizzo: itacacontest@gmail.com

Nominare il file dell’opera con il proprio nome_cognome (Es: ulisse_nessuno.doc).

Qui potete scaricare la scheda d’iscrizione che deve essere inviata obbligatoriamente alla e-mail sopra descritta:

> Formato word < Scheda iscrizione concorso IT.A.CÀ 2019

Qui potete scaricare in versione pdf la scheda del consenso dati e policy privacy  che deve essere scaricata e firmata per presa visione delle nuove normative sulla privacy, e inviata obbligatoriamente alla e-mail sopra indicata:

> Formato pdf > Consenso dati e policy privacy per il concorso

5. DATA SCADENZA CONCORSO
La scadenza ultima per l’invio delle opere è lunedì 4 febbraio 2019

6. CARATTERISTICHE DELLE OPERE CHE VERRANNO VALUTATE

Fotografia
Dimensioni dell’immagine: 1920×1280 pixel
Formato del file: jpg
N.B. Agli autori selezionati verrà richiesta un’immagine a risoluzione maggiore, adatta per la stampa (300 dpi, lato lungo 40 cm)

Illustrazione
Dimensioni dell’immagine: 1920×1280 pixel
Formato del file: jpg
N.B. Gli autori possono concorrere anche per più di una sezione, sottoponendo però non più di un’opera per tipo.

L’utilizzo delle opere è limitato alla riproduzione delle stesse, complete di credits, della comunicazione web e cartacea, no – profit, finalizzata esclusivamente alla promozione del festival IT.A.CÁ nelle differenti tappe italiane.

7. GIURIA
La giuria è composta dai coordinatori delle singole città dove si svolgono le tappe del festival IT.A.CÁ e selezionerà l’opera che rappresenterà l’immagine 2018. I giudizi espressi dalla giuria si baseranno sui seguenti parametri:

· creatività
· originalità
· aderenza al tema [“Restanza”

Il giudizio della giuria è insindacabile.

8. PREMIO
Un fine settimana tutto spesato (viaggio e alloggio) in una delle tappe del festival, oltre alla promozione nazionale (con credits annessi/obbligatori del vincitore) dell’opera stessa all’interno della piattaforma di IT.A.CÁ per quanto riguarda la grafica del festival 2018 (sito, prodotti per la promozione sui social network, stampa, cartoline, programmi, locandine, cartelloni, flayer, banner, immagine per conferenza stampa, articoli on-line e cartacei).

L’invio delle opere implica l’autorizzazione non in esclusiva agli organizzatori del festival di diffondere e mettere a disposizione del pubblico – attraverso il proprio sito internet e con ogni altro mezzo o forma conosciuta le immagini/illustrazioni e informazioni riguardanti le opere in concorso con credits dell’autore.

9. PRIVACY
La partecipazione al festival implica l’aver letto e dunque implicitamente approvato quanto riportato dall’organizzazione nelle informazioni relative al trattamento dei dati personali indicate nella sezione modalità di partecipazione

10. RESPONSABILITÀ DELL’AUTORE E FACOLTÀ DI ESCLUSIONE
Ogni partecipante è responsabile del materiale da lui presentato al concorso. Pertanto si impegna ad escludere ogni responsabilità degli organizzatori del suddetto nei confronti di terzi, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Il concorrente dovrà informare gli eventuali interessati (persone ritratte) nei casi e nei modi previsti dal D. Lg. 30 giugno 2003 n. 196, nonché procurarsi il consenso alla diffusione degli stessi. In nessun caso le immagini inviate potranno contenere dati qualificabili come sensibili. Ogni partecipante dichiara inoltre di essere unico autore delle immagini inviate e che esse sono originali, inedite e non in corso di pubblicazione, che non ledono diritti di terzi e che qualora ritraggano soggetti per i quali è necessario il consenso o l’autorizzazione egli l’abbia ottenuto.

Gli organizzatori si riservano, inoltre, di escludere dal concorso e non pubblicare le foto non conformi nella forma e nel soggetto a quanto indicato nel presente bando oppure alle regole comunemente riconosciute in materia di pubblica moralità, etica e decenza, a tutela dei partecipanti e dei visitatori. Non saranno perciò ammesse le immagini ritenute offensive, improprie e lesive dei diritti umani e sociali.

11. DIRITTI D’AUTORE E UTILIZZO DEL MATERIALE IN CONCORSO
I diritti sulle opere rimangono di proprietà esclusiva dell’autore che le ha prodotte, il quale ne autorizza l’utilizzo per eventi o pubblicazioni connesse al concorso stesso e per attività relative alle finalità istituzionali o promozionali del festival IT.A.CÁ comunque senza la finalità di lucro. Ogni autore è personalmente responsabile delle opere presentate, salvo espresso divieto scritto si autorizza l’organizzazione alla riproduzione su catalogo, pubblicazioni, cd e su internet senza finalità di lucro e con citazione del nome dell’autore. Ad ogni loro utilizzo le foto saranno accompagnate dal nome dell’autore. Il materiale inviato non sarà restituito.

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Illustrazione in alto è la vincitrice del concorso 2018
Eliana Albertini 
sito > elianalbertini.tumblr
Intervista nel blog IT.A.CÀ

Report festival IT.A.CÀ 2018 | Tema: accessibilità universale

IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori: festival del turismo Responsabile
10° edizione 2018

Il regalo più emozionante di questo decimo compleanno (appena conclusosi) è stato il premio per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo ricevuto dall’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite. Un riconoscimento e una responsabilità, per riflettere su cosa siamo e per migliorare la pratica di quel che possiamo diventare. 

Nato a Bologna che ha modellato il nome e sostenuto la crescita, in 10 anni il festival ha diffuso la sua creatività e cultura innovativa a livello nazionale, al punto che questa edizione si snoda dal Salento al Trentino, da Napoli al Monferrato coinvolgendo 15 città/territori con appuntamenti diluiti in diversi periodi dell’anno da maggio a ottobre 2018, invitando i partecipanti a vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e incentivando pratiche turistiche più sostenibili. 

Oltre il festival, IT.A.CÀ ha creato in questi anni una rete di oltre 600 soggetti a livello nazionale che collaborano, immaginando e praticando una valorizzazione del propri territori, con la convinzione di trasformare l’incoming in becaming, di coniugare la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini – una piattaforma strategica che coniuga sviluppo del territorio in chiave sostenibile e innovazione sociale e culturale. 

D’altra parte siamo legati al turismo, e più in generale al viaggio, perchè ci permette di riflettere sulle persone e i luoghi che ne sono interessati, ripensare le politiche di sviluppo economico o di inclusione sociale, rivedere le disuguaglianze  legate al diritto alla mobilità, spesso negato ai migranti e richiedenti asilo così come a cittadini disabili.  

Tema X edizione 2018 

Accessibilità universale > con l’obiettivo di valorizzare il mosaico della diversità umana e del dialogo come volano di una nuova economia del benessere diffuso.

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Qui potete trovare i report delle singole città/territori e relativa rassegna stampa 2018

Rassegna stampa nazionale 2018 > Rassegna Stampa NAZIONALE 2018 | X edizione

Report IT.A.CÀ Bologna > Report Bologna 2018
Rassegna stampa IT.A.CÀ Bologna > Rassegna stampa Bologna 2018 

Report IT.A.CÀ Rimini > Report Rimini 2018
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rimini > Rassegna stampa Rimini 2018

Report IT.A.CÀ Parma > Report Parma 2018
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Parma > Rassegna stampa Parma 2018

Report IT.A.CÀ Trentino > Report Trentino 2018 
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Trentino > Rassegna Stampa Trentino 2018

Report IT.A.CÀ Reggio Emilia > Report Reggio Emilia 2018
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Reggio Emilia> Rassegna Stampa Reggio Emilia 2018

Report IT.A.CÀ Gran Sasso > Report Gran Sasso 2018
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Gran Sasso > Rassegna Stampa Gran Sasso

Report IT.A.CÀ Monti Dauni > Report Monti Dauni 2018

Report IT.A.CÀ Monti Sibillini > Report Monti Sibillini 2018 

Report IT.A.CÀ Monferrato > Report Monferrato 2018

Report IT.A.CÀ Ferrara> Report Ferrara 2018 
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Ferrara > Rassegna Stampa Ferrara 2018 

Report IT.A.CÀ Napoli > Report Napoli 2018 
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Napoli > Rassegna stampa Napoli 2018 

Report IT.A.CÀ Salento > Report Salento 2018 

Report IT.A.CÀ Pavia > Report Pavia 2018 
Rassegna Stampa Pavia > Rassegna stampa IT.A.CA 2018 Pavia

Per info contattateci alla e-mail: info@festivalitaca.net 
Buon viaggio come sempre 🙂

Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione 
Festival IT.A.CÁ