Il blog nasce dall’idea di portare a conoscenza del pubblico tutto ciò che circonda il tema del turismo responsabile!
Nel corso degli anni abbiamo intervistato moltissime realtà, differenti tra loro, ma che condividono la stessa passione per il viaggio, cercando di offrire uno spazio nel quale far sentire la propria voce, esprimere le proprie idee e promuovere la propria attività.

Diamo il via alla prima tappa del festival IT.A.CÀ | 25–28 aprile ci troviamo tra Ussita e Fiastra (Mc)

Tante le novità di quest’anno, in primis la scelta significativa di cedere la palma di apertura firmata IT.A.CÀ 2019 al PARCO NAZIONALE MONTI SIBILLINI, che dal 25 al 28 aprile lancia la rassegna. 

PROGRAMMA IT.A.CÀ Parco Nazionale Monti Sibillini

La terra dei “Monti Azzurri”, come amava ricordarli Leopardi, colpita duramente dai terremoti 2016/2017, diventa per IT.A.CÀ il simbolo della restanza.

L’emblema di un territorio che cerca duramente di rialzarsi con volontà e responsabilità nonostante tutto, contaminandosi con le comunità che abitano altri territori e contribuendo a una rinascita basata sulle relazioni. “La Restanza” è per noi una riflessione collettiva e necessariamente aperta su come abitare le terre colpite dal sisma, contro abbandono e spopolamento delle aree interne dell’Appennino.

Riscoperta di memorie e tradizioni perdute per strada, comunità inclusive che si prendono cura l’una dell’altra, messa in discussione dei modelli di sviluppo ostili e calati dall’alto, identità interrotte da recuperare, territorio come bene ma anche come responsabilità comune, centralità e tutela del patrimonio naturalistico, rivendicazione di servizi negati o perduti. Diritto a partire, restare, tornare, arrivare.

“Dovere di accogliere e non abbandonare” affermano gli organizzatori della tappa che si snoderà tra i territori di Ussita e Fiastra (MC), grazie all’incontro tra C.A.S.A. (Cosa Accade Se Abitiamo) e Alcina (Centro di educazione ambientale Valle del Fiastrone), con l’obiettivo a lungo termine di unire anche gli altri territori del parco, sensibili ai valori del turismo sostenibile per trasformare IT.A.CÀ Parco Nazionale Monti Sibillini in un momento di confronto esteso e trasversale, uno spazio di cooperazione e ritrovo tra paesi fragili, ma non per questo marginali.

Sede dell’associazione C.A.S.A | Cosa Accade Se Abitiamo

La prima tappa è realizzata grazie al confronto, al supporto e all’impegno di tantissime persone e realtà che credono e vogliono impegnarsi per un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive, coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.

I tanti eventi del ricco programma sibillino li trovate > qui.

Dopo il Parco Nazionale Monti Sibillini – dal 24 MAGGIO al 9 GIUGNO 2019 – IT.A.CÀ torna a Bologna e sull’Appennino bolognese (Marzabotto, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi e in Val di Zena) nella sua terra madre. Fitto carnet di appuntamenti in programma per la tappa bolognese che come da tradizione, si prepara ad accogliere oltre 30.000 visitatori distribuiti fra convegni nazionali, proiezioni, progetti innovativi, eventi, appuntamenti inclusivi, presentazione di libri e momenti di scambio > a brevissimo il programma on-line. 

IT.A.CÀ, sempre attenta all’ambiente e ad un uso etico di risorse e opportunità, quest’anno collabora anche con un pozzo di scienza, il progetto di educazione ambientale e divulgazione scientifica che il Gruppo Hera porta gratuitamente nelle scuole superiori di tutta l’Emilia Romagna e che si concluderà con un’agguerrita gara di orienteering HeraGo – O  (link per iscriversi) in un percorso nel centro storico di Bologna, con bellissimi premi in palio.  

Un modo diverso di esplorare la città, utilizzando una mappa, spostandosi esclusivamente a piedi tra varie tappe e quesiti su acqua, energia e ambiente ai quali rispondere.

Non resta che darci appuntamenti sui Monti Sibillini per la prima tappa di avvio della stagione IT.A.CÀ 2019 e rimanete sintonizzati sul nostro sito e seguire i nostri social per tenervi sempre aggiornati su tutte le news ––– qui potete anche iscrivervi alla nostra newsletter. 

Scarica Comunicato Stampa CS2 

Intanto buona pasqua a tutti/e amici e amiche viaggiatrici 🙂

IT.A.CÀ blog 
Sonia Bregoli 
Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ

Il turismo lento: verso obiettivi comuni

Negli anni Duemila andava di moda una serie poliziesca, Crossing Jordan, una delle prime serie incentrate sull’indagine forense. In una delle puntate il criminologo Nigel Townsend sosteneva che se si viaggia in macchina ci si gode solo metà del paesaggio. Oggi quella che era solo una battuta televisiva è diventata il nuovo orientamento nazionale per quanto riguarda il turismo sul territorio e il 2019 è stato nominato l’anno del – turismo lento.

Dopo l’anno dei cammini, dei borghi e del cibo, l’Italia sta cercando di mettere in luce tutte le sue specialità nascoste: non ci sono solo le grandi mete turistiche, c’è anche tutto il percorso per raggiungerle e le piccole incantevoli tappe disperse lungo la strada.

Ecco che il 2019 diventa così l’anno dedicato al turismo lento, a piedi, in bici o a cavallo.

Sono state rivalutate le vie ferroviarie in disuso (un progetto su tutti quello di Alleanza Mobilità Dolce) e i tratti dismessi di ferrovie sono stati trasformati in ciclovie. La regione Emilia-Romagna intende investire 25 milioni entro i prossimi tre anni per la nascita di una rete di ciclovie regionali nella linea ferroviaria in disuso tra Piacenza e Rimini e in Friuli Venezia Giulia è stata disposta una riserva di trenta posti bici sui treni che percorrono il tratto lungo l’Alpe Adria nell’ambito della ciclovia che collega Italia e Austria. 

Il turismo lento come risorsa del territorio diventa anche un modo per permettere ai luoghi colpiti da disastri naturali di investire sulla loro rinascita, come sta accadendo con il progetto C.A.S.A. nel Parco Nazionale Monti Sibillini.

La scalinata di Corinaldo

I territori meno conosciuti hanno la possibilità di essere scoperti a livello internazionale e rilanciati di fronte al grande pubblico. Si pensi, ad esempio, ad un piccolo paradiso come Corinaldo nelle Marche o Dozza nel bolognese. 

La modalità sostenibile favorisce l’aspetto esperienziale del viaggio, considerando che negli ultimi anni l’esperienza è diventata centrale per quanto riguarda l’offerta del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro paese. La tutela diventa strumento di promozione e, allo stesso tempo, di controllo dei flussi turistici attesi per i prossimi anni.

A Bologna, ad esempio il flusso turistico è aumentato esponenzialmente con lo sviluppo dell’aeroporto Marconi, per questa ragione sono diverse le associazioni che si stanno dedicando a proposte di metodi di visita innovativi o percorsi creativi che diano uno sguardo diverso sulla città. Basti pensare soltanto a progetti di successo come Mobike o partner di IT.A.CÀ come Dynamo La Velostazione.

Si tratta dunque di valorizzare le risorse locali, ma anche esplorare il rapporto con l’innovazione sociale, promuovendo le tematiche dell’integrazione e dell’inclusione, che stanno guadagnando sempre maggior peso nell’ambito della proposta turistica e culturale.

In tutto questo, si inserisce IT.A.CÀ, che ha agito da precursore nel presentare questi argomenti in diverse forme e attraverso una moltitudine di iniziative diverse, dalle presentazioni letterarie all’organizzazione di itinerari verso l’Appennino, dall’Emilia Romagna alle altre regioni, dal Salento al Trentino, da Napoli al Monferrato, coinvolgendo 15 città o territori, da aprile a novembre.

L’altro punto fondamentale legato al “turismo lento” che IT.A.CÀ ha promosso in questi anni è la creazione di reti di operatori turistici che collaborano verso obiettivi comuni. Attualmente sono oltre seicento i soggetti a livello nazionale che danno il loro contributo alla manifestazione. Tutto questo per illustrare come è perfettamente possibile far convivere la sostenibilità con il benessere e il comfort

Non si tratta necessariamente di “avventura”, si tratta di “memoria”.

Il turismo lento permette di assaporare il panorama che ci circonda con mentalità diversa, riflettendo sulle persone e i luoghi che incontriamo e osservando le specificità locali: a quanto sembra, la nuova tendenza è quella di sfidare la tradizione del turismo da stereotipo, per produrre o consumare con audacia un’offerta, come si suol dire, green e slow, ovvero ecologica e ponderata, ma non per questo meno rilassante o stimolante.  

Quindi non resta che camminare, ma lentamente 🙂

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

 

HeraGo-O: l’orienteering va in città! Aperte le iscrizioni all’evento finale: un pozzo di scienza [25 maggio 2019]

HeraGo-O

Sabato 25 maggio 2019 

Gara di orienteering su acqua, energia e ambiente in giro per Bologna

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Compila QUI il FORM ONLINE per iscriverti!

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La grande novità del 2019 al pozzo di scienza è un’agguerrita gara di orienteering all’interno della XI° edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabilea Bologna.

Curiosità, orientamento e ragionamento creativo per una sfida che si snoderà in un percorso nel centro storico di Bologna, utilizzando una mappa e spostandosi esclusivamente a piedi.

Un nuovo modo di esplorare la città e i suoi segreti in cerca punti-lanterna – tra cui molti quesiti saranno a tema Hera – preziose stazioni per aumentare il vostro punteggio e condurvi alla vittoria!

COS’È L’ORIENTEERING?  

L’orienteering è uno sport all’aria aperta che unisce impegno fisico, mentale e scoperta del territorio. L’obiettivo di questo è raggiungere una serie di luoghi segnalati in vari modi (lanterne, adesivi qr code, ecc.) scegliendo liberamente la strada tra uno e l’altro attraverso l’uso di una mappa. Il passaggio attraverso i vari punti viene segnalato grazie a un sistema che ha lo scopo di identificare univocamente ciascun luogo di arrivo.

Guarda la mappa e la legenda… e inizia a prendere confidenza con questo strumento di orientamento!

Il gioco consiste in un percorso nel centro storico di Bologna, composto da varie tappe che potranno essere raggiunte nell’ordine preferito, utilizzando una mappa da orienteering e spostandosi esclusivamente a piedi.

Lungo il percorso i partecipanti dovranno rispondere a una serie di quesiti in corrispondenza di dei punti di controllo: quesiti semplici sulla città per guidarti nell’osservazione e farti rallentare per scoprire particolari più o meno nascosti a uno sguardo distratto.

Ma non rallentare troppo!
Dovrai raggiungere l’ultimo luogo in un tempo massimo di tre ore! 
Il punto di ritrovo, la partenza e l’arrivo è presso Le Serre dei Giardini Margherita.

PROGRAMMA ORARI  

Ci si raduna tutt* davanti all’entrata delle Serre dei Giardini Margherita (via Castiglione, 134)

Qui riceverete un adesivo di riconoscimento, la mappa, la scheda e la penna per rispondere ai quesiti che troverete durante il percorso. Inoltre, il nostro team vi darà tutte le info utili! Noi risponderemo a tutti i vostri dubbi.

  • ⇨ h14.30 Orario di ritrovo!
  • ⇨ h15.30 Inizio del gioco: si parte!
  • ⇨ h18.30 Termine del gioco: consegna del materiale di gioco!

REGOLE DEL GIOCO  

◑ Ogni squadra è composta da due partecipanti [da ricordare al momento dell’iscrizione!] 
Durante il gioco,
la squadra non si può dividere.

Non è ammesso l’uso di alcun mezzo di trasporto: tutte le squadre possono muoversi esclusivamente a piedi.

Sulla mappa è indicata una serie di punti di controllo che i partecipanti possono raggiungere nell’ordine che preferiscono: fa parte della strategia scegliere come percorrere la città per raggiungere le tappe.

Il tempo massimo è di 3 ore a partire dall’ora del via: meglio arrivare in anticipo che dopo le tre ore! Infatti, chi arriva in ritardo dovrà rinunciare a tre punti del suo punteggio complessivo. Quindi, Se non avete raggiunto tutti i punti di controllo al termine delle tre ore tornate comunque alla base!

◑ In corrispondenza di ogni punto di controllo troverete un adesivo di colore bianco e arancione come questo:

◑ I partecipanti testimoniano il passaggio per i punti di controllo rispondendo al quesito che troverete sull’adesivo.

> La risposta corretta al quesito vale un punto.

> La risposta errata al quesito vale zero punti.

> La mancata risposta al quesito vale zero punti.

◑ L’ultimo adesivo rappresenta l’ultimo punto da raggiungere, subito prima di tagliare il traguardo.

◑ La classifica viene costituita calcolando il punteggio ottenuto grazie al numero di risposte corrette; in caso di parità di punteggio vince chi ha raggiunto prima l’ultimo adesivo.

INFO ISCRIZIONE  

Ci si può iscrivere online entro il 19 maggio 2019!

Per i ritardatari è possibile iscriversi il giorno della gara, ma attenzione!
Il giorno della gara ci saranno solo 20 posti disponibili!

Compila QUI il FORM ONLINE per iscriverti!

––––––––––––––––––––––––––––––––––––––––Iscrizione gratuita!

*Se sei minorenne, compila il modulo di iscrizione con uno dei tuo genitori! abbiamo bisogno della sua autorizzazione per la tua partecipazione!

PREMI  

1° Premio – Un viaggio a scelta tra 5 mete ed esperienze diverse!

★ Via degli Dei ★

Due notti e tre giorni per due persone, pernottamento con piccola colazione in alberghi, agriturismi o B&B sulla via degli Dei, cestino per il pranzo, trasporto bagagli da una struttura all’altra, cartina.

Bologna, con il suo centro storico medievale perfettamente conservato e i suoi 40 km di portici, è il punto di partenza dell’itinerario, Firenze, patrimonio dell’Unesco per la sua importanza nella storia dell’arte mondiale, il luogo d’arrivo.

In mezzo l’Appennino Tosco Emiliano, con le sue eccellenze: la Riserva Naturalistica del Contrafforte Pliocenico ricca di fossili e conchiglie risalenti a 4 milioni di anni fa, la “Flaminia militare”, strada costruita nel 187 a.C. per volontà del console romano C. Flaminio, il Castello del Trebbio, voluto da Cosimo I de’ Medici per dominare la vallata del Mugello, il Santuario di Monte Senario, dove i frati offrono ai camminatori il liquore “Gemma di Abeto”, segretamente preparato in loco, e la città di Fiesole, borgo gioiello delle colline fiorentine di fondazione etrusca.

★ Colline del Chianti: natura e cucina bio ★

Tre giorni in agriturismo biologico nel cuore delle Colline del Chianti, colazione a buffet, cena tipica a base di specialità locali.

★ Due giorni lontano dalla frenesia quotidiana. Immersi nei ritmi lenti della natura del Trentino Alto Adige ★

Due giorni lontano dalla frenesia quotidiana. Immergiti nei i ritmi lenti della natura del Trentino Alto Adige. Gusta  i prodotti tipici del territorio e scopri i paesaggi delle Dolomiti in carrozza trainata dai cavalli!

★ Portofino Sunset Kayak & Wine tour ★

Escursione in kayak, tuffo con maschera nell’acquario naturale della baia di Paraggi e aperitivo al tramonto sul mare. Partendo dalla spiaggia di Niasca insieme a una guida, si costeggia fino a raggiungere Portofino e ammirare la bellezza del porticciolo dal mare. Continuando a pagaiare si prosegue fino al Faro: il paesaggio si trasforma, si perde qualsiasi traccia di civiltà, e rimane spazio solo per la natura incontaminata. Durante l’escursione è possibile avvistare una grande quantità di specie, tra le quali aironi cenerini, cormorani e delfini. Al termine della pagaiata e dopo un bagno nell’acqua verde cristallina di Niasca, un aperitivo a base di prodotti tipici della Liguria e vino naturale locale.

★ Portofino Kayak e Snorkeling tour ★

Questa escursione prevede un’esplorazione dei fondali della baia di Paraggi all’interno dell’area marina protetta di Portofino alla scoperta della natura incontaminata. E’ previsto un bagno in compagnia di un biologo marino.

2° Premio 

★ Due amache portatili, ultra leggere, ideali per il campeggio 

3° Premio 

★ Due sacchi a pelo unisex, compatti e impermeabili 

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IT.A.CÀ Festival e Va’ Sentiero insieme per promuovere il turismo lento

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

siamo felicissimi di annunciare la partnership di IT.A.CÀ con il progetto Va’ Sentiero il viaggio lungo 6880km alla scoperta del Sentiero Italia – CAI l’alta via più lunga al mondo. I founder Yuri Basilicò, Sara Furlanetto e Giacomo Riccobono saranno presenti Sabato 13 aprile a Tiriolo in occasione della conferenza stampa di presentazione della I°edizione della tappa IT.A.CÀ Calabria di Mezzo (h 17,00 Sala Conferenze Polo Museale Tiriolo antica).

La redazione di IT.A.CÀ seguirà i ragazzi nel loro cammino attraverso l’Italia delle Alpi e degli Appennini alla ricerca dell’essenza del viaggio lento in grado di cogliere passo dopo passo i dettagli del nostro Belpaese. Li abbiamo incontrati per voi prima della partenza, ecco cosa ci hanno raccontato.

Va' Sentiero Founder

Giacomo, Yuri, Sara founder Va’ Sentiero

Come è nata l’idea di percorrere il Sentiero Italia e chi sono i componenti del team di “Va Sentiero”?  

Siamo Yuri, Sara e Giacomo, tre amici che condividono la passione per la montagna, il viaggio e le terre alte meno conosciute del nostro paese. Nel corso degli anni abbiamo spesso “seminato” tante idee, su come rivalorizzare questi luoghi di un’Italia Minore, che dovrebbe essere pienamente valorizzata, riattivata in un’ottica di sostenibilità.

Il Sentiero Italia è un patrimonio (ancora poco conosciuto), un filo rosso di 7000 chilometri che attraversa tutto il Belpaese lungo la sua ininterrotta dorsale montuosa: permette insomma di coniugare tutti gli elementi che accendono la nostra passione. Una volta scopertane l’esistenza, per puro caso, nel 2016, la decisione di percorrerlo tutto e avviare il progetto Va’ Sentiero è avvenuta giocoforza!

Prima della partenza parteciperete a diversi eventi, cosa vi ha portato a scegliere Tiriolo, una delle tappe di IT.A.CÀ 2019 e come si svolgerà la giornata?  

L’evento di Tiriolo è nato dall’incontro con Ricardo Stocco co-organizzatore della tappa “Calabria di Mezzo” di IT.A.CÀ 2019, coordinatore di progetto per TirioloAntica e presidente della cooperativa di comunità cooperativa di comunità Scherìa, progetto cofinanziato dal MIBAC/Invitalia. Parlandoci, sono emerse chiaramente le convergenze tra la nostra mission e la volontà di Tiriolo Antica di valorizzare il proprio territorio. Inoltre, l’idea di una puntata nelle calde terre calabresi, prima di iniziare il nostro viaggio dalle Alpi… ci ha subito accattivato!

Questo è l’anno del turismo lento, un tipo di turismo che noi di IT.A.CÀ promuoviamo da sempre. Considerando il grande successo del vostro crowdfunding cos’è secondo voi che sta cambiando nel modo di percepire il viaggio e come mai sempre più persone sostengono con entusiasmo i progetti di turismo responsabile?  

Crediamo vi siano due elementi importanti. Da una parte, vi è una crescente sensibilità al tema ambientale in generale, dato che le disastrose conseguenze del nostro consumismo sugli equilibri ecologici del pianeta sono sotto gli occhi di tutti. In quest’ottica, viaggiare (e dunque conoscere) è il modo più immediato di prendere atto della necessità di cambiare rotta, per preservare le bellezze che si vanno scoprendo.

Il team al completo di Và Sentiero

D’altra parte, contestualmente ai processi di spersonalizzazione e “accelerazione” temporale che l’innovazione tecnologica comporta, vi è sempre di più nelle persone (specie nei giovani) il desiderio di riappropriarsi di sé stessi, del proprio tempo, per ritrovare una dimensione intima e personale, che da sempre la natura e i grandi spazi offrono.

Il turismo lento e responsabile è la “scatola” che mette insieme queste spinte… il nostro crowdfunding (ancora in corso!) è un modo per dare loro seguito concreto ; )

Il tema di IT.A.CÀ 2019 è la Restanza, come documenterete gli incontri che farete lungo il cammino e le realtà che hanno deciso di restare e investire sul proprio territorio?  

Il nostro viaggio sarà incentrato sul raccontare gli incontri con gli abitanti dei luoghi, le loro culture e le loro prospettive. Per questo, condivideremo in tempo reale il racconto della nostra esperienza attraverso i nostri canali social (Facebook e Instagram) e il nostro sito. Nello specifico, creeremo delle rubriche dedicate ad alcuni temi specifici: mestieri, dialetti, tradizioni… non si tratterà di un lavoro di approfondimento “accademico”, quanto di mostrare queste persone in maniera genuina e semplice, per far risaltare il lato umano dell’interazione.

Dulcis in fundo: quali sono le cose fondamentali da portare in viaggio?  

Rispetto per l’altro da sé + sano spirito di avventura!

I ragazzi di Va’ Sentiero vi aspettano a Tiriolo il 13 e il 14 aprile per la presentazione del progetto in occasione della Tappa Off di IT.A.CÀ Calabria di Mezzo per percorrere la prima escursione sul Sentiero Italia da Tiriolo a Madonna di Porto.

Per mettervi  in viaggio con loro o per seguirli in questa grande avventura seguiteli sulle loro pagine social di riferimento!

Blog IT.A.CÀ
Maria Teresa Amodeo

Viaggiare in furgoncino con Togovan

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

oggi sul nostro blog intervistiamo Michela Catenazzi che con il suo compagno Carlo Iwaszkiewicz ha dato vita al progetto Togovan, il cui obiettivo è “creare una rete di viaggiatori accumunati dalla passione per i furgoncini vintage e dalla voglia di scoprire e valorizzare luoghi stra – ordinari”. Entrando nella community Togovan si ha la possibilità di trovare compagni e compagne di viaggio e consigli su nuovi itinerari.

Tutti e tutte sono i/le benvenuti/e. Se non si possiede un minivan si può affittarne uno proprio tramite il sito, oppure – se già lo si possiede – si ha la possibilità di diventare tour leader e guidare le persone nell’itinerario.

Quando e come è nato Togovan?  

Togovan nasce il 1° gennaio 2018 su una spiaggia a Tenerife. Dopo che io e il mio compagno abbiamo esplorato in lungo “e in alto” quest’isola meravigliosa a bordo di Wendy, furgoncino Westfalia T2 del 1975, che ci ha regalato emozioni splendide.

Ci siamo guardati negli occhi e, talmente entusiasti dell’esperienza che stavamo vivendo, ci siamo detti: “perché non far sì che anche altri provino la bellezza di staccare la spina così come è successo a noi?”. Togovan nasce quindi dalla volontà di far provare a tutti “l’ebrezza del viaggio lento” a bordo di un mezzo che ti costringe a partire con poco bagaglio e lasciare a casa il superfluo: adattarsi agli spazi ridotti, godere della lentezza di un mezzo datato e scoprire la bellezza di “mollare il piede dal gas”. Ecco i motivi che hanno fatto prendere forma al progetto Togovan.

Con che filosofia scegliete gli itinerari da proporre?  

La filosofia che sta dietro alle esperienze Togovan è certamente quella di prediligere le piccole-media realtà locali che hanno bisogno di visibilità e promozione per crescere, e che sono fuori dai circuiti turistici canonici. Proponiamo anche laboratori presso artigiani locali dove le persone possono riscoprire il “gusto di fare”, così da sostenere la tradizione e gli antichi mestieri che creano l’identità di un paese. Inoltre, strizziamo l’occhio a musei poco noti, ma sicuramente interessanti dal punto di vista culturale: in Italia ne abbiamo molti, ma purtroppo frequentiamo solo i grandi nomi.

Fermarsi e assaporare l’esperienza e il momento vissuto sono alla base di Togovan: così da sviluppare una forma di turismo alternativa e sensibile alle destinazioni minori, sempre divertendosi e condividendo emozioni a bordo di un furgoncino tutt’oggi affascinante.

Cos’ha di diverso un viaggio in minivan rispetto ad altri mezzi di trasporto?  

Molti aspetti! Un minivan è piccolo, maneggevole per dimensioni, non soffre dei limiti del cugini camper (accessi a borghi, ZTL, passaggi bassi) e non necessita di aree specifiche per essere parcheggiato – in quanto considerato alla stregua di un’auto.

È la tua casa itinerante, è sempre lì con te e ti fa sentire protetto, ma al tempo stesso libero di andare, fermarti e ripartire quando e come vuoi.

Un minivan vintage ti obbliga ad andare piano, quasi ti costringe ad osservare i dettagli e a goderti il momento che stai vivendo: a chi non rilassa l’idea di godersi i colori di un tramonto o svegliarsi con le luci dell’alba su una scogliera a picco sul mare? Per avere un’idea delle nostre emozioni consultate il nostro blog.

Perché avete scelto di aderire al progetto IT.A.CÀ?  

Noi di Togovan ci sentiamo vicini alla filosofia di IT.A.CÀ in quanto, a modo nostro, siamo promotori di un turismo alternativo per l’uso dei mezzi, piccoli e in condivisione e basato su un’economia di tipo collaborativo fra privati. Crediamo nello sviluppo delle piccole destinazioni e delle relative realtà locali, ma sempre in maniera sostenibile e a portata d’ uomo.

Ci piace l’idea di attrarre viaggiatori per fargli scoprire la bellezza degli angoli meno noti della nostra splendida Italia, così da rendere più forte e viva un’etica di restanza da parte dei piccoli imprenditori a artigiani locali che si trovano ogni giorno a sfidare i numeri di un turismo sempre più massificato e industrializzato.

Ringraziamo Michela per averci raccontato il suo punto di vista su un turismo lento anche se su quattro ruote, il minivan ha il pregio di portarti in viaggio e di farti sentire un po’ a casa allo stesso tempo… provare per credere!

Blog IT.A.CÀ
Giulia Freguglia 

PHOTO CHALLENGE INSTAGRAM II° edizione 2019 | #UNITurisBO – 
Turisti non per studio

PHOTO CHALLENGE INSTAGRAM

#UNIturisBO – Turisti non per studio

II°edizione 2019

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile in collaborazione con Università di Bologna e la Destinazione Turistica Bologna Metropolitana  (dopo il successo della scorsa edizione) lancia per il 2019 #UNIturisBO – Turisti non per studio, photo challenge su Instagram, aperto a tutti.

Un challenge per raccontare attraverso la fotografia il ruolo dell’Università di Bologna come polo di attrazione ‘turistica’ (inter)nazionale.

L’Alma Mater, nella sua dimensione multicampus, attrae moltissimi turisti e viaggiatori, oltre che studenti, grazie al fascino generato non solo dalla sua storia (è l’Università più antica del mondo occidentale), ma anche dai suoi palazzi e musei, dagli affreschi, dai suoi vicoli e piazze, dai portici, dal rosso che regala un’atmosfera sempre calda e accogliente.

Al centro di questa seconda edizione ci sono due importanti temi: il “turismo responsabile” e la “restanza”, intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni.

Come scoprire luoghi e culture nel rispetto dell’ambiente e delle persone che ci vivono? Bologna, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini: in queste città turismo e università si intrecciano, ma in che modo? Attraverso le foto, i partecipanti al challenge potranno immortalare il loro luogo del cuore: posti nascosti, angoli caratteristici, piazze e vie con un valore particolare.

Luoghi conosciuti nel territorio dove si arriva come studenti, si scopre la città come turista e, restando, si vive attivamente conservandola in modo responsabile.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Per partecipare è necessario avere un profilo pubblico su Instagram, postare una foto originale taggando @unibo e @it.a.ca e usando 
#uniturisbo19 #myitaca2019 #restanza entro martedì 30 aprile 2019

GIURIA

La giuria composta da:

  • Mirko Degli Esposti (Vicario dell’Università di Bologna)
  • Giovanna Trombetti (Direttore Area Sviluppo Economico Città metropolitana di Bologna)
  • Lanfranco Massari (Consigliere d’Amministrazione di Bologna Welcome)
  • Pierluigi Musarò (Direttore festival IT.A.CÀ),
  • Sonia Bregoli (Responsabile Comunicazione festival IT.A.CÀ)

sceglierà le tre foto migliori che saranno annunciate sul profilo Instagram e Facebook dell’Università di Bologna, Festival IT.A.CÀ e Bologna metropolitana.

Le foto dei partecipanti potranno, inoltre, essere condivise nei profili Instagram @unibo, @it.a.ca, @bolognametropolitana

PREMIAZIONE 

La premiazione avverrà venerdì 24 maggio 2019 a Bologna durante la giornata di apertura della XI° edizione di IT.A.CÀ Bologna.

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PREMI
 


• 1°Premio

Due giorni a scelta per due persone lungo la Via degli Dei (due giorni con 1 notte) per il tratto (Bologna, Brento – Monzuno) con pernottamento a Sasso Marconi. Il cammino verrà fatto in autonomia.
Premio offerto da APPENNINO SLOW

@appennino_slow

www.appenninoslow.it
https://www.facebook.com/appennino.slow/

• 2° Premio

Partecipazione gratuita per una persona ad un itinerario a scelta offerto dall’associazione LIKE LOCALS IN ITALY valida per tutto il 2019.

• 3° Premio

Partecipazione gratuita per una persona ad un Migrantour a scelta offerto dall’associazione NEXT GENERATION ITALY valida per tutto il 2019.

 

RESTANZA | Tema del festival IT.A.CÀ 2019

VERSO IT.A.CÀ 2019

Dopo questa emozionante edizione del 2018 appena conclusasi, siamo pronti per la nuova edizione: la XI° per quando riguarda la fondazione del festival nella città di Bologna! 

I coordinatori della rete nazionale festival IT.A.CÀ a Montefredente – Appennino bolognese, 2018

Per questa edizione sentiamo il bisogno di approfondire il tema della Restanza intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma come scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni. Un tema che svilupperemo in tutte le tappe che il festival toccherà: dal sud al nord d’Italia.

Tappa del festival in Monferrato – 2017

La restanza può essere il tratto comune di una rete di cittadini che non solo promuove un diverso concetto di sviluppo turistico, non accettando la realtà passivamente, ma mette in atto progetti collaborativi che producono discontinuità anche su un piano politico e culturale più vasto. Da questo punto di vista, IT.A.CÀ si presenta come un grande laboratorio in cui ha luogo una sperimentazione a più voci su come procedere verso uno sviluppo sostenibile.

Un esperimento di democrazia partecipativa, o meglio progettuale, dove non solo si discute di cosa fare, ma si fa anche ciò di cui si è discusso, in un’ottica di ricerca-azione circolare.

Quando gli attori locali decidono di non abbandonare il loro territorio e di attivare dei processi di collaborazione e di resistenza per mantenerlo in vita, la restanza diventa un impegno politico e sociale, e non solo economico, per un cambiamento che parte proprio dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile. Restanza, dunque, come nuova modalità di riscoperta e convivialità sul territorio, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive.

Tappa del festival sui Monti Sibillini – 2018

Impegno per un cambiamento che parte dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile come nuova modalità di riscoperta e convivialità, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive. Atto di rinascita e rigenerazione nel cambiamento e condivisione dei luoghi che diventano i siti dove compiere, con gli altri, con i rimasti, con chi torna, con chi arriva, piccole utopie quotidiane di cambiamento.

Una comunità possibile e auspicabile là dove esisteva quella vecchia; una nuova comunità riorganizzata e inventata tenendo conto di fughe, abbandoni, ritorni e anche di mutate forme di produzione e rapporti sociali. Un incontro, di convivialità, dell’esserci. Una scelta consapevole ed etica, che non può diventare mai chiusura o territorio per artificiosi contrasti tra chi è partito e rimasto, tra chi è rimasto e chi oggi arriva o ritorna.

Restanza come potenziamento del senso del viaggiare, approdo per quanti arrivano o ritornano: viaggiare e restare, viaggiare e tornare sono pratiche inseparabili che trovano senso l’una nell’altra in una continua dialettica che parla di integrazione, d’incontro, di vite separate e di riconciliazione. Intesa anche come forma di incontro tra il passato e il presente, tra vecchie e nuove generazioni, ma anche tra universi culturali diversi che contribuiscono alla vivacità del luogo.

Tappa IT.A.CÀ Bologna 2018 | Foto di Noemi Usai 

La parola Restanza è un concetto che ha sviluppato l’antropologo Vito Teti nel suo libro, pubblicato nel 2014, Pietre di pane. Un’antropologia del restare e di cui riportiamo qui di seguito il suo pensiero:

Vito Teti – Antropologo ed etnologo

“Restare non è un fatto di pigrizia, di debolezza: dev’essere considerato un fatto di coraggio. Una volta c’era il sacrificio dell’emigrante e adesso c’è il sacrificio di chi resta. Una novità rispetto al passato, perché una volta si partiva per necessità ma c’era anche una tendenza a fuggire da un ambiente considerato ostile, chiuso, senza opportunità. Oggi i giovani sentono che possano esserci opportunità nuove, altri modelli e stili di vita, e che questi luoghi possono essere vivibili. E’ finito il mito dell’altrove come paradiso.

L’etica della restanza è vista anche come una scommessa, una disponibilità a mettersi in gioco e ad accogliere chi viene da fuori. Noi adesso viviamo in maniera rovesciata la situazione dei nostri padri e dei nostri nonni. Un tempo partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo accogliere.

Etica della restanza si misura con l’arrivo degli altri, con la messa in custodia del proprio luogo di appartenenza, con la necessità di avere riguardo, di avere una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per i nostri luoghi.
 A volte facciamo l’elogio dei luoghi e poi li deturpiamo: quindi quest’etica del restare comporta anche una coerenza tra la scelta di rimanere e quella di dare, concretamente, un senso nuovo ai luoghi, preservandoli e restituendoli a una nuova vita…”  Vito Teti

Qui potete trovare alcuni link per approfondire il tema > Tema 2019.
Non resta che augurarvi buon viaggio e che sia sempre responsabile e sostenibile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione festival
Sonia Bregoli

 

 

Dove dormire e mangiare per il festival IT.A.CÀ Parco Nazionale Monti Sibillini | 25 – 28 aprile 2019

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 
 
parte la I° edizione della tappa sibillina del festival IT.A.CÀ – dal 25 al 28 aprile 2019 – andremo alla scoperta del bellissimo Parco Nazionale dei Monti Sibillini tra Ussita e Fiastra in provincia di Macerata. 
 
 
Il festival è realizzato grazie al confronto, al supporto e all’impegno di tantissime persone, territori e realtà che credono e vogliono impegnarsi per un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive, coniugando la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini.
 
La Restanza – termine nato dall’antropologo Vito Teti e tema nazionale del festival IT.A.CÀ 2019 – è per noi una riflessione collettiva e necessariamente aperta su come abitare le terre colpite dal sisma, contro abbandono e spopolamento delle aree interne dell’Appennino. Riscoperta di memorie e tradizioni perdute per strada, comunità inclusive che si prendono cura l’una dell’altra, messa in discussione dei modelli di sviluppo ostili e calati dall’alto, identità interrotte da recuperare, territorio come bene ma anche come responsabilità comune, centralità e tutela del patrimonio naturalistico, rivendicazione di servizi negati o perduti. Diritto a partire, restare, tornare, arrivare. Dovere di accogliere e non abbandonare.
 
Questa edizione si terrà tra Ussita e Fiastra grazie all’incontro tra C.A.S.A. e Alcina, ma l’obiettivo a lungo termine è quello di unire più territori sensibili ai valori del turismo sostenibile per trasformare IT.A.CÁ – Parco Nazionale Monti Sibillini in un momento di confronto esteso e trasversale, uno spazio di cooperazione e ritrovo tra paesi fragili ma non per questo marginali. Dopo il festival si terrà un incontro tecnico e di messa in rete per l’edizione 2020.
 
 
 
✶ Per chiunque fosse interessato a partecipare:
 
A cura di C.A.S.A. | Cosa Accade Se Abitiamo e Alcina Snc
 

Frontignano di Ussita, foto di Luca Tombesi

IT.A.CÀ le tappe 2019 | Tra restanza e viaggi responsabili dal 25 aprile al 3 novembre

XI edizione
IT.A.CÀ festival del turismo responsabile 
Dal 25 aprile al 3 novembre 2019 
15 tappe nazionali 

Restanza, un nome singolare femminile di profonda attualità, eppure ancora poco conosciuto. Una parola a cui l’antropologo Vito Teti ha dato un senso, un’etica, diffondendo un concetto che porta con sé il significato di ricostruzione.

Un’idea che accompagna ad una riflessione sulla condizione odierna. Alla tensione e al movimento di chi sceglie di restare nella propria terra e da lì ripartire, trasformandola in luogo di risorse, di accoglienza per chi arriva, per chi torna, per chi non se n’è mai andato, compiendo ogni giorno piccoli passi per un cambiamento quotidiano. Perché se è difficile emigrare, a volte è ancora più coraggioso restare. Diventa quasi una sfida, voglia di mettersi in gioco attraverso nuove opportunità e stili di vita, con l’obiettivo di rendere più vivibili quei luoghi a noi affidati e che con noi si contaminano e cambiano.

Parleremo di cambiamenti, di trasformazioni, di valorizzazione e tutela della memoria, di superamento delle difficoltà esistenti, di disastri naturali dai quali ripartire per ricominciare con un nuovo senso dell’abitare i propri luoghi.

È la storia del Parco Nazionale Monti Sibillini per esempio, tappa di partenza di questa prossima edizione, che dal 25 al 28 aprile merita di tagliare il nastro d’inizio del festival nazionale.

“Restanza per noi è la riscoperta di un nuovo abitare le terre colpite dal sisma. Memorie e tradizioni perdute per strada, comunità aperte e inclusive che si prendono cura l’una dell’altra, messa in discussione dei modelli di sviluppo ostili e calati dall’alto, territorio come bene ma anche come responsabilità comune, centralità e tutela del patrimonio naturalistico, rivendicazione dei servizi negati e perduti. Diritto a partire, restare, tornare, arrivare. Dovere di accogliere e non abbandonare.”

A seguire dal 24 maggio al 9 giugno a Bologna – culla natale di IT.A.CÀ che nella scorsa edizione ha raccolto più di 30.000 visitatori – accoglierà la seconda tappa del festival, riconfermandosi anche quest’anno come polo centrale e snodo nevralgico di scambio e riflessione sulla filosofia che la manifestazione persegue con tenacia da ben due lustri.

IT.A.CÀ in questa XI edizione, riconferma le due caratteristiche peculiari del festival: la diffusione nazionale e la sua natura itinerante che dalla città delle due torri, accompagnerà temi e propositi in altri 13 territori di tutta Italia. Da nord a sud, le altre stazioni di sosta lenta sono attese nei territori di Rimini e le sue Valli, Calabria di Mezzo, Salento, Gran Sasso, Brescia, Ravenna, Trentino, Reggio Emilia, Parma, Pavia,Monferrato, Napoli e Levante Ligure in una staffetta nazionale che avrà come comune denominatore il consenso di centinaia di realtà coinvolte e il tema della restanza e della promozione del territorio, secondo valori di equità e giustizia sociale.

Tra gli obiettivi esclusivi di questa XI edizione ci sarà anche quello di raccogliere e ripulire dalla plastica e dai rifiuti i luoghi toccati dal passaggio del festival. Durante la scoperta di luoghi straordinari, ricchi di natura, cultura e tradizioni, i viaggiatori collaboreranno attivamente nel restituire ai luoghi la loro originaria bellezza, fornendo un esempio virtuoso di turismo responsabile.

Partner del progetto è OWAY (oway.it), azienda impegnata nel trattamenti per capelli, viso e corpo che realizza i suoi cosmetici partendo da coltivazioni biodinamiche, biologiche, equo-solidali.

Utilizzando gli ingredienti più puri, ricchi e concentrati, racchiude le sue formulazioni in flaconi di vetro e tubi di alluminio (materiali 100% riciclabili), evitando i contenitori di plastica, i packaging superflui e i materiali non ecologici. Oway promuove un lifestyle sano e una sostenibilità attiva, concreta e positiva, che si sposa perfettamente con i valori del turismo sostenibile promossi da IT.A.CÀ. 

Dopo un decimo compleanno importante che ha visto anche il riconoscimento di un premio prestigioso per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo, ricevuto dall’ Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite (UNWTO), IT.A.CÀ è pronta a salpare per la volta n. 11….

Restate con noi, dunque per le tantissime news che stanno per arrivare!
….consigliamo di iniziare a preparare gli zaini e le scarpe da trekking perchè con la restanza si possono fare viaggi incredibili, pur restando dove si è.

Qui trovate il nostro Comunicato Stampa da scaricare e i materiali, con i contatti del nostro ufficio stampa!

Buon viaggio come sempre 🙂

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ

Restare per resistere | Intervista a Patrizia Vita di IT.A.CÀ Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici

quest’anno IT.A.CÀ giunge sul Parco Nazionale deMonti Sibillini dal 25 al 28 aprile 2019 e, nell’attesa della pubblicazione dell’intenso programma, oggi intervistiamo Patrizia Vita, organizzatrice insieme a Chiara Caporicci e Fabio Bianchini, della tappa marchigiana del festival e promotrice della riscoperta del territorio del centro Italia colpito dal terremoto, per capire quando è che “restare” vuol dire fare una scelta di coraggio.

Patrizia Vita

Come è nato il progetto C.A.S.A. e qual è il suo ruolo nella ricostruzione delle zone terremotate?

C.A.S.A. (acronimo di Cosa Accade Se Abitiamo) è nata dall’incontro di alcune persone dopo gli eventi sismici 2016/2017 e dalla contaminazione tra chi amava queste terre e le ama ancora, tra chi le viveva, le vive ancora e chi le ha aiutate durante l’emergenza.

È uno spazio che abbiamo preso in affitto a Frontignano, una piccola frazione del comune di Ussita (MC) nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini a mt 1.350 slm, alle pendici del Monte Cornaccione, Bove Nord e Monte Bicco, immersa in un prezioso habitat di lupi, camosci, aquile e cervi.

È un luogo che accoglie un insieme variegato di relazioni; un luogo che cerchiamo di tenere aperto a progetti e conversazioni tra la comunità, amici di C.A.S.A. e ospiti che qui vengono in residenza (scrittori, artisti, docenti, storici, designer, fotografi, videomaker, giornalisti, ricercatori, naturalisti…), con il desiderio di continuare ad abitare questi territori insieme, di recuperarne ambiziosamente vocazione, unità e memoria, ma anche di affrontare contraddizioni e conflitti.

È un agire quotidiano, relazionale, solidale, spesso fatto di piccoli momenti condivisi, di piccole iniziative invisibili ma costanti. Ci piace chiamare C.A.S.A. porto di montagna, non solo perché ospita storie che partono da linguaggi distanti e che qui si incontrano e si relazionano, ma perché è anche un luogo che esiste fisicamente e che vogliamo venga utilizzato per continuare a custodire il territorio e le relazioni in questo delicato e frammentato momento storico e sociale.

In che modo la tappa di IT.A.CÀ presso i Monti Sibillini è importante per voi e per chi ha scelto di restare?

È importante per diversi aspetti. Ussita era una località votata al turismo sportivo invernale ed estivo attorno al quale ruotavano tutte le economie. Questo sistema era già in crisi prima del sisma e l’evento non ha fatto altro che accelerare dei processi di spopolamento e crisi economica che diversamente avrebbero fatto fatica ad essere superati senza interrogarsi su nuovi modelli.

Dobbiamo pensare insieme al futuro che vogliamo, alla nostra l’identità, a ciò che è rimasto, a ciò che vogliamo lasciar andare e a ciò che invece vogliamo recuperare dal passato, e dobbiamo farlo insieme ad altri territori. Qualcun altro – in una logica calata dall’alto – lo sta già facendo al nostro posto, senza l’ascolto e coinvolgimento delle comunità. È sempre più urgente. Da qui l’idea di iniziare a fare rete con Fiastra, con l’obiettivo a lungo termine che questo sia solo un primo passo verso una rete più allargata. Necessitiamo di creare nuove economie e conoscere che una delle strade per la ripartenza nasce da ciò che abbiamo ancora intatto: la natura e la memoria.

I confronti che ci saranno durante le giornate del festival saranno utili a tutti per prendere spunti, informazioni, buone pratiche e contatti con altri territori italiani e interrogarci sulle potenzialità di un turismo sostenibile, non solo legato alla natura ma anche a microeconomie e iniziative culturali che in zone come le nostre potrebbero essere applicabili. Un modo di ripensare un’economia legata alla vocazione del territorio e fare propri i principi di un turismo responsabile che renda protagonisti anche i cittadini.

Con Antonietta, Assunta e Valentina hai raccontato nel documentario “Io Prometto” cosa significa per te resistere. Cosa ha significato per te partecipare a questo progetto?

Ho conosciuto Cecilia Fasciani grazie a Sara Vegni, aquilana anche lei che ho incontrato durante l’emergenza. L’Aquila per me rappresenta uno specchio della situazione che sto vivendo e che sta vivendo il mio territorio. È come se il popolo aquilano mi avesse aiutato ad affrontare il terremoto, perché mi ha dato la possibilità di non sentirmi sola, di conoscere e scoprire prima dinamiche che stanno avvenendo anche qui. È stato fondamentale vedere in loro cosa sarebbe stata la mia vita oggi (ma anche domani) e soprattutto sentirmi compresa nelle difficoltà, nello smarrimento, nell’incertezza, nella perdita, nel cambiamento.

Una scena tratta dal film ‘Io Prometto’

È stata un’esperienza molto intensa (e a tratti anche divertente) lavorare con Cecilia e tutto il suo staff. Dal film (qui il sito web e la pagina Facebook del film) emergono le esperienze di quattro donne che in qualche modo raccontano il loro differente modo di resistere ad un evento catastrofico come un terremoto. Da Valentina e Antonietta ho imparato come avere e costruire un buon tessuto sociale aiuta a fare rete e a lottare verso un unico obiettivo, mentre da Assunta ho imparato, e imparo ancora, come resistere con testardaggine e amore.

È importante anche fare il punto della situazione ad oggi, rispetto al periodo in cui il film è stato girato. Luoghi, situazioni e stati d’animo mutano velocemente e i nostri luoghi sono (e saranno) al centro di speculazioni azioni e mutamenti che vengono decisi altrove. È difficile – a tratti sembra impossibile – ritrovare una stabilità, ma dobbiamo provarci partendo dalle persone con cui condividiamo questa situazione, cercando di rafforzare collettivamente la nostra capacità di reagire a questi cambiamenti.

Ringraziamo Patrizia per averci raccontato del progetto C.A.S.A a Ussita (MC) e vi invitiamo a seguire la pagina fb del documentario per essere aggiornati sulle proiezioni. Intanto segnatevi che vi aspettiamo a Ussita per la prima tappa del festival IT.A.CÀ Parco Nazionale dei Monti Sibillini dal 25 al 28 aprile: a brevissimo pubblicheremo il programma!

@portodimontagna 

Come sempre buon viaggio 🙂

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

I VOLTI DELL’APPENNINO: workshop di fotografia | 25 – 26 maggio 2019 Castiglione dei Pepoli (Bo)

Le Associazioni Tempo e Diaframma e TerzoTropico, in collaborazione con Officina15 e nell’ambito del festival IT.A.CÀ turismo responsabile 2019, organizzano un workshop di fotografia nelle date 25 e 26 maggio 2019 che si svolgerà nella zona di Castiglione dei Pepoli.

Il luogo prescelto è l’Appennino bolognese e, in particolar modo, i suoi abitanti. Quelli che hanno deciso di non abbandonare la montagna per la città, più o meno grande, più o meno attrattiva. L’obiettivo del workshop, infatti, è quello di sviluppare ed utilizzare le competenze per raccontare, attraverso i ritratti, la vita e la scelta fatta da persone che volutamente hanno preferito mantenere o riprendere la loro residenza e la loro attività sull’Appennino, trasformando il ritratto in un racconto. Diversamente da come viene comunemente inteso, il ritratto non è la semplice immagine di un viso o di una persona, ma è un racconto, attraverso la fotografia, della personalità, della storia, dei sogni e dei desideri di quella persona.

I partecipanti saranno quindi coinvolti in un’esperienza fotografica volta a raccontare le motivazioni che portano a considerare l’Appennino Bolognese come la propria casa, a far sì che la definizione che sottende a tutto il festival, la cosiddetta Restanza, diventi una realtà e non resti un vuoto slogan.

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PROGRAMMA WORKSHOP 

DATE > sabato 25 maggio e domenica 26 maggio 2019

ORARIO > dalle h9.30 alle h18.00

INFO ISCRIZIONI > Scrivere a info@tempoediaframma.it | contatto telefonico: 333 54 37 776

COSTO > 150,00 euro

PROFESSIONISTA
Il workshop è tenuto da Gabriele Fiolo  [fotoreporter professionista e giornalista].

STRUTTURA DEL CORSO 
Il corso è diviso in due parti: una teorica e una pratica di scatti a persone che hanno fatto dell’Appennino la propria casa.
• La parte teorica si svolgerà presso Officina15 (via Aldo Moro, 31 – Castiglione dei Pepoli, BO)
• La parte pratica sempre a Castiglione dei Pepoli e/o nei dintorni.

Il workshop è aperto a tutti gli amanti della fotografia e data la natura del corso è consigliato un minimo di competenze di base nell’utilizzo della macchina fotografica. Sono previste convenzioni con gli esercenti locali per chi vuole pranzare e/o alloggiare.

MOSTRA FINALE DEI LAVORI REALIZZATI DURANTE IL WORKSHOP
Con il materiale raccolto sarà organizzata, la settimana successiva, presso Officina15 a Castiglione Dei Pepoli una mostra fotografica con gli scatti più significativi raccolti dai partecipanti.

INAUGURAZIONE MOSTRA > sabato 1 giugno alle h18.30

Il workshop rientra nella XI° edizione del festival IT.A.CÀ – Festival del turismo responsabile per la tappa di Bologna dal 24 maggio al 9 giugno 2019

IT.A.CÀ Blog 
Sonia Bregoli 
Responsabile comunicazione festival IT.A.CÀ

La nuova frontiera del Turismo Dolce | Intervista ad Anna Donati (Alleanza Mobilità Dolce)

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

Anna Donati, Portavoce Alleanza Mobilità Dolce

oggi nel nostro blog parliamo di viaggio lento e di come viaggiare in modo sostenibile alla scoperta del territorio, uno dei temi fondamentali di IT.A.CÀ. A questo proposito, presentiamo l’avanguardistico progetto dell’Alleanza Mobilità Dolce, in compagnia della sua portavoce Anna Donati.

Cosa si intende per “turismo dolce” e cosa ha reso possibile la realizzazione di un progetto avanguardistico e complesso come il vostro?

Anche in Italia, piano piano, sta crescendo la voglia di mobilità dolce a piedi, in bicicletta o su di una ferrovia turistica. Si sta affermando l’idea che il viaggio non è solo uno spostamento da fare velocemente per arrivare a destinazione, ma è turismo “esperienziale” per curare il proprio benessere e dare valore al tempo e per vivere a stretto contatto con la natura. La nostra esperienza come Alleanza per la Mobilità Dolce nasce dal lavoro di molte associazioni nazionali e locali che da anni si sono impegnate su questi temi: chi ha promosso l’utilizzo di ferrovie turistiche, chi la crescita dei cammini per la mobilità in bicicletta e le greenways, per la crescita dei treni locali.

Ci si è impegnati anche per lo sviluppo dei comuni “virtuosi”, per la sostenibilità, per la scoperta di Borghi Autentici d’Italia, delle loro bellezze e unicità, e sono sorte anche Associazioni per la tutela di parchi ed oasi. Fa parte, infine, della Alleanza chi si occupa di turismi come il Touring Club Italiano, Tezze di Mezzo e A.I.T.R che lavora per un turismo responsabile. Riassumendo possiamo dire che ci sono tre mondi dentro AMODO: la rete di mobilità dolce, la promozione di borghi, aree interne e natura, e il turismo sostenibile. Sono 28 le Associazioni che hanno promosso l’Alleanza e già un’altra decina hanno aderito al nostro Manifesto. Ci siamo messi insieme per integrare idee, cultura e progetti, per fare massa critica verso le istituzioni, per far conoscere ai cittadini/e questa novità del turismo dolce.

Ciclovie, cammini, greenways, ferrovie turistiche e locali, strade bianche e strade a scarso traffico: come si configura la valorizzazione del territorio promossa dall’Alleanza?

Questi percorsi e reti di mobilità dolce attraversano in genere aree interne a bassa densità e costituiscono un volano anche per il turismo sostenibile, l’accoglienza, l’artigianato, i beni storici ed i piccoli borghi italiani, la natura ed i parchi. Sono una opportunità di crescita intelligente, di rigenerazione del territorio e fruizione dei percorsi naturali.

Diventano anche un modo concreto per evitare l’abbandono del territorio e contrastare, anche grazie alla manutenzione delle reti, dei sentieri, dei manufatti, delle strade bianche e delle ferrovie, il dissesto idrogeologico del paese.

Un altro elemento importante è la funzione di “ricucitura” che queste infrastrutture verdi possono determinare sugli spazi naturali, come parchi, riserve, oasi, anche per indurre una accessibilità coerente con la sostenibilità, la riduzione dei gas serra e dell’inquinamento.

In che modo la riscoperta di queste vie può agevolare la valorizzazione del territorio locale e favorire la restanza degli attori turistici locali?

La mobilità dolce può dare valore ai piccoli borghi ed alle aree interne, come punta a fare anche la nuova Legge approvata nel 2017 per i piccoli comuni. A ridosso alle reti dei percorsi sia stradali che ferroviarie vi sono anche interessanti manufatti che possono essere recuperati e legati alle attività di promozione ed accoglienza.

Come nel caso del progetto Cammini e Percorsi, gestito dall’Agenzia del Demanio e che punta alla riqualificazione e riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi. L’obiettivo del progetto è riutilizzare gli immobili pubblici come servizi e esperienze autentiche per camminatori, pellegrini e ciclisti, in linea con la filosofia del viaggio lento.

Diversi operatori privati si stanno aprendo a queste attività con la fornitura di servizi, con proposte integrate di accoglienza del pellegrino che cammina, di trasporto bici, assistenza e ciclofficine, con la vendita delle eccellenze del territorio, con guide turistiche ed ambientali.

Stanno nascendo dunque piccole economie locali legati alla mobilità dolce molto interessanti, come sta crescendo l’Associazione Italiana per il Turismo Responsabile, che riunisce un centinaio di queste esperienze.

Quali sono gli eventi e/o gli itinerari che avete proposto al pubblico per sensibilizzarlo e fargli fare esperienza del genere di turismo sostenibile da voi promosso?

Premetto che l’Alleanza è una rete che mette insieme le esperienze ed il lavoro di tante associazioni. Sono quindi loro a proporre progetti, eventi ed itinerari che possiamo riunire in tre ambiti: chi promuove i cammini e qui abbiamo la Rete dei Cammini che riunisce 28 percorsi di grande interesse, tra cui il Cammino Minerario di Santa Barbara, la via Romea germanica, la via di Francesco e la via Micaelica. O la collaborazione con l’Associazione della via Francigena, che è tra i nostri patrocinatori.

Il secondo tipo di eventi sono legati alla promozione della bicicletta e qui un grande lavoro è svolto da ARI Randonneur, i pedalatori che utilizzano strade bianche ed a basso traffico, con una mappatura del territorio molto accurata. Lavoriamo anche per la realizzazione delle Ciclovie Turistiche Nazionali e siamo in rete con molte associazioni di promozione della bicicletta nelle aree interne come il progetto ViviAppenninoTour.

A tutto questo, infine, va affiancato il grande lavoro per le ferrovie turistiche, di cui abbiamo ottenuto anche una legge nel 2017, con una lista di 18 ferrovie turistiche, in parte già avviate come il treno Natura della val D’Orcia, il Treno Blu sul lago d’iseo, la linea della Valle dei Templi, il trenino verde della Sardegna, la ferrovia Irpina da Avellino a Rocchetta SA. Ma anche la promozione di treni turistici sulle linee locali come può essere la linea ferroviaria Porrettana o la ferrovia Faenza-Firenze.

Molte di queste esperienze non sono un semplice viaggio lento ma sono quasi sempre abbinate con la conoscenza dei luoghi e del paesaggio, al cibo e alle tradizioni locali o a nuovi eventi culturali come lo Sponz Festival di Vinicio Capossela a Calitri.

Un nostro obiettivo è quello di integrare queste reti e questi progetti di accoglienza, promuovendo la collaborazione delle associazioni, in modo che sia possibile l’intermodalità dolce.  Per far scegliere al viaggiatore un’ esperienza di viaggio su misura dove può camminare, pedalare e usare il treno in modo integrato e semplice. Per questo stiamo lavorando ad un Atlante della Mobilità Dolce italiana, il cui progetto abbiamo presentato a Fa la cosa Giusta! il 9 marzo a Milano.

Cos’è la “la Primavera per la Mobilità Dolce” e come si inserisce la collaborazione con IT.A.CÀ nell’edizione 2019 di questo format?

L’Alleanza per la Mobilità Dolce promuove la Primavera per la Mobilità Dolce 2019, al 21 marzo al 21 giugno 2019 decine di eventi per chi ama pedalare, camminare, scoprire ferrovie e treni turistici, per immergersi nella cultura e nel paesaggio italiano. E’ un modo concreto per far arrivare il messaggio e le opportunità ai cittadini/e che hanno voglia di esserci e scoprire nuove opportunità, spesso proprio vicino a casa. Occasione per il lancio della Primavera è stat il convegno di AMODO del 9 marzo 2019 a Milano durante Fà la cosa giusta!, fiera sugli stili di vita sostenibili organizzata da Terre di Mezzo, dove abbiamo fatto il punto sulle esperienze innovative di mobilità dolce e turismo sostenibile.

Durante la Primavera si svolge il 4 e 5 maggio, la seconda Giornata Nazionale delle Ferrovie delle Meraviglie, dove antiche ferrovie e vecchi tracciati saranno valorizzati con treni storici, ferrovie turistiche o come greenways su cui camminare e pedalare.

A chiusura della Primavera 2019 faremo la consueta Maratona Ferroviaria, luogo i tracciati locali e linee complementari: un viaggio completamente fuori rotta nel nostro Belpaese.

Di recente è arrivata la proposta di A.I.T.R di collaborare nell’ambito della Primavera dolce anche al festival IT.A.CÀ studiando un evento comune e questa idea ci ha fatto molto piacere: stiamo riflettendo su come intrecciare eventi e percorsi.

Da tempo seguo questa vostra bellissima esperienza, capace di mobilitare, idee, giovani, territori, ed anche nuove parole e pensieri su cui meditare. La “Restanza”, il concetto da voi scelto per quest’ anno, è una magnifica idea per sostenere scelte di vita consapevoli, presidio del territorio e cura dei beni comuni. Anche la nostra filosofia e cultura ha questi orizzonti e questa visione.

Ringraziamo Anna per averci raccontato questo importante progetto e quindi non resta che augurarvi come sempre buon viaggio e che sia lento e sostenibile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi