A memoria d’uomo – Borghi dell’Appennino tra vita e abbandono | Intervista al fotografo Ivano Adversi

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

oggi nel nostro blog siamo di nuovo in compagnia del fotografo bolognese Ivano Adversi, nostro

Ivano Adversi

caro compagno di viaggio, ma anche responsabile insieme a Cristina Berselli della sezione IT.A.CÀ Fotografia per la tappa bolognese, una collaborazione che dura da qualche anno con l’associazione TerzoTropico di cui è socio fondatore. 

In questa occasione lo intervistiamo per farci raccontare questo suo nuovo lavoro fotografico dedicato all’Appennino bolognese, che in questa edizione 2018 è stato protagonista della nostra tappa bolognese,  che avrà luogo a Grizzana Morandi presso i Fienili del Campiaro dal 21 luglio al 23 settembre 2018. 

Com’è iniziata la sua passione per la fotografia e come ha iniziato a farsi strada in questo campo?  

Il mio interesse per la fotografia è nato insieme alla passione per i viaggi. L’occasione si è presentata con l’acquisto, tramite un amico che tornava da Singapore, della mia prima reflex seria, una Canon F1. Da allora non ho mai smesso, con alterne fortune di fotografare. Prima fotografia di reportage e naturalistica, poi via via altri settori. Cataloghi di agenzie di viaggio, articoli su riviste specializzate, mostre e volumi fotografici. Il primo, come coautore e al quale sono particolarmente legato si chiama Destini Incerti. L’argomento erano animali in pericolo di estinzione, fotografati in diversi continenti: Africa, Asia, Americhe. Da allora sono seguiti altri volumi, su vari argomenti.

È evidente dai suoi progetti in terre straniere la sua passione per la natura e la sua propensione antropologica. Come si rapporta alle nuove realtà e comunità con cui entra in contatto?  

Devo dire che nel tempo ho modificato, o meglio ampliato, i miei interessi. Non solo paesi esotici e lontani, soprattutto culturalmente, ma anche luoghi e soprattutto situazioni molto vicine, ma sempre particolari.

L’approccio non è molto diverso da quello che altri miei amici e colleghi fotografi, con alcuni dei quali spesso collaboro, utilizzano quando realizzano il loro progetti.

Ideazione del progetto, ricavato da conoscenze personali, scambi di idee con altri fotografi o giornalisti o semplicemente amici, studio accurato delle condizioni, ricerca di collaborazioni e contatti necessari nel luogo scelto e  programmazione il più possibile accurata. Poi, come succede spesso, al momento dell’arrivo e dell’inizio del lavoro, ci si rende conto di dover improvvisare al momento.

Con le realtà che contatto cerco sempre di instaurare un rapporto di amicizia e collaborazione, siano esse in posti sperduti come in luoghi più semplici, come l’Europa. Massimo rispetto delle realtà trovate, ma tensione continua verso l’obiettivo, che è riportare a casa le immagini migliori e più interessanti possibile

Parlando invece della sua mostra “A memoria d’uomo – Borghi dell’Appennino tra vita e abbandono”, che avrà luogo a Grizzana Morandi dal 21 luglio al 23 settembre, può spiegarci meglio il significato del titolo “A memoria d’uomo”? A cosa si riferisce?  

L’idea della mostra sui borghi dell’Appennino è nata in seguito ai contatti con le realtà di quei luoghi. Questo dovrebbe essere una parte propedeutica a un lavoro più ampio, che dovremmo svolgere con un gruppo, quasi tutto al femminile coordinato dalla nostra associazione TerzoTropico, che comprende non solo fotografi ma anche altre professionalità come giornaliste, curatrici di mostre, grafiche.

Chiapporto

Il titolo nasce da un’idea di Cristina Berselli, presidente di Terzotropico e coordinatrice del futuro gruppo di lavoro che dicevo prima, intende rappresentare gli Appennini come un luogo da sempre fortemente antropizzato, dove l’uomo ha trovato modo e spazio per vivere e costruire zone abitate, come appunto i borghi. Per noi l’Appennino è una montagna a misura d’uomo e che conserverà sempre la memoria dell’uomo. L’idea di vederli in qualche modo svuotarsi non ci convince e non ci piace. Preferiamo che questi antichi spazi vengano di nuovo occupati e vissuti, seza però per questo snaturare la loro identità.

Ha scelto di inserire nella locandina un estratto di una canzone di Guccini che elogia la vita di montagna, lontana dal caos cittadino. La sua mostra conferma le parole del cantautore riguardo la vita nei campi, o ne mette in luce anche gli aspetti meno gradevoli?  

A questa domanda risponderò in maniera abbastanza sintetica. Io non sono un nostalgico della vita bucolica e agreste. Io sono sicuramente un abitante della città e non esalto sicuramente come il massimo della vita il lavoro dei campi. Mi piace però l’idea che, pur mantenendo luoghi naturali integri e non assaliti da un turismo di consumo ma apprezzati e goduti come si presentano, ci sia la possibilità di vivere, come dicevo prima, in un ambiente da sempre rifugio dell’uomo.

Qualto

L’importante è che abitare non voglia dire distruggere e piegare alle proprie esigenze, anche le più deleterie, gli ambienti che frequentiamo. Per questo apprezzo molto il lavoro di It.a.cà e, come associazione collaboriamo volentieri a questo festival, che spero si allarghi sempre più e riesca a infondere nelle persone il rispetto degli ambienti. La mostra intende unicamente mostrare la possibilità che i luoghi dell’Appennino possono vivere e non scomparire o diventare semplicemente delle occasioni per scampagnate domenicali di lunghe code di auto.

In che misura ritiene importanti la fotografia e mostre come questa per dare un po’ di visibilità in più a luoghi e comunità altrimenti destinati a rimanere nell’ombra?  

La nostra è la civiltà dell’immagine, come si dice, ma troppo spesso chi la fa da padrone è il cosiddetto progresso, a scapito di stili di vita non coerenti con l’idea che il “libero mercato” offre. Ci sono migliaia di fotografi che ogni giorno combattono contro questo modo commerciale di rappresentare e diffondere la realtà. La mia, anzi la mostra organizzata da TerzoTropico, intende essere non più di uno stimolo a ripensare il nostro modo di vivere e concepire l’ambiente che ci sta attorno. Quando sento che la maggior risorsa della montagna dovrebbe essere ancora legata agli impianti da sci, anche se ho sciato fino a tempo fa, mi rendo conto che non possiamo andare lontano

Scola

Salvaguardare l’ambiente vale per l’Appennino come per le sterminate distese della savane africane, altro luogo a me molto caro, per le foreste amazzoniche o i ghiacci dei poli, per gli animali in pericolo di estinzione, per ritornare all’inizio di questa intervista, come per quelli delle montagne vicino a casa nostra.

Info associazione TerzoTropico

Ringraziamo Ivano per averci raccontato questa sua nuova mostra fotografica dedicata al bellissimo territorio dell’Appennino a cui vi invitiamo, amici e amiche, di andare a visitare se siete dalle parti di Grizzana Morandi ––– di seguito l’invito!

Blog IT.A.CÀ
Irene Pinto 

Daunia avventura: un progetto per creare percorsi turistici sostenibili in provincia di Foggia

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

oggi nel nostro blog ritorniamo sui Monti Dauni, dove si è appena conclusa la 1°edizione di IT.A.CÀ Monti Dauni per continuare a parlavi di questa bellissima terra montuosa della Puglia. 

Camminare attraverso il paesaggio montuoso, in perfetta armonia con l’ambiente, come gli elfi nei romanzi di Tolkien, o cimentarsi in un percorso ad ostacoli come Indiana Jones. Per grandi e piccini sui Monti Dauni tutto ciò è possibile con Daunia Avventura, il progetto che si occupa di creare percorsi turistici tematici sostenibili per  promuovere la conoscenza e la tutela delle risorse naturali, storiche, culturali presenti nel territorio del Lago Pescara, in provincia di Foggia.

Lago Pescara – provincia di Foggia

Daunia Avventura è organizzata da un team di esperti e specializzati, diretti da Mario De Angelis che oggi risponde all’intervista per il nostro blog.

Come svolge Daunia Avventura la sua attività di promozione e tutela delle risorse naturali, storiche, culturali dei Monti Dauni? Come si caratterizza la sua natura di progetto spin-off della Ecol Forest?  

Daunia Avventura è un brand nato dalla Soc. Coop. Ecol Forest.  La Ecol Forest da anni è impegnata non solo come impresa nel settore  Agro- Forestale attraverso la progettazione e realizzazione di opere che vanno dalla classica ingegneria naturalistica alla riqualificazione ambientale delle aree forestali pubbliche e private, ma soprattutto nella promozione del territorio in chiave multifunzionale e sostenibile. 

Daunia Avventura promuove le numerose attrattive del territorio dei Monti Dauni attraverso un turismo lento, fatto di conoscenza e di uomini che vivono questi territori,  mediante un tour ricco di emozioni e di esperienze, immersi nella natura incontaminata.  Il Daunia Avventura offre diversi  pacchetti in relazione al tipo di ospite (famiglie, gruppi di ragazzi, scuole, parrocchie, scout, ecc.) propone non solo attività ludico/sportive ma soprattutto didattiche all’interno del proprio “Bosco Didattico “   e proprio quest’ultima è l’attività che permette di trasmettere la cura, la conoscenza e la tutela delle matrici ambientali.  Un patto di resilienza che tiene conto della biodiversità da tutelare.

“Il bosco è il luogo in cui imparare a divertirsi: non esistono barriere e pregiudizi, ma soltanto tante possibilità di espressione”: nell’ambito della comunicazione alle scuole, come si svolgono le attività del Bosco Didattico e che obiettivi perseguono?  

Il bosco è per definizione un area senza barriere architettoniche dove poter  liberarsi dallo stress e dalle negatività che si accumulano nella vita, soprattutto in un momento storico come il nostro in cui viviamo, spesso bombardati dalle notizie brevi  e confuse che ci arrivano sugli smartphone attraverso una notifica. In particolare l’area naturalistica SIC BOSCO FAETO-MONTE CORNACCHIA, è un luogo incontaminato in cui si mette a nudo i pregiudizi e il malessere giornaliero attraverso una serie di attività naturalistiche.

Panorama dal Monte Cornacchia

Si pensi al trekking, salire su fino a Monte Cornacchia, il tetto della Puglia e ammirare dall’alto il paesaggio, aumenta il benessere e lo stato d’animo interno in ognuno di noi oppure mettersi alla prova nell’affrontare gli ostacoli dei Percorsi Acrobatici rendono gli utenti soddisfatti superando così i propri timori e le proprie paure.

Questo ultimo concetto per noi è fondamentale, perché è il messaggio che diamo ai numerosi docenti e genitori che accompagnano i propri alunni e figli nel nostro parco, non permettendo  che  i pregiudizi, i timori e le debolezze che possono emergere in contesti scolastici o extra-scolastici prevalgano, perchè a 8 metri di altezza agganciati ad una corda  ci si dimentica delle negatività.

Una attenzione che si sta promuovendo è la didattica, attraverso azioni semplici come quello dei laboratori manuali. Cercare una pigna e colorarla, non è solo un momento di divertimento e gioco ma è anche una attività di educazione ambientale, nel rispetto della natura e dei territori di cui saranno artefici e promotori.

Che cos’è il Parco Avventura?  

La Società Cooperativa Ecol Forest attraverso il brand “DAUNIA AVVENTURA” è  aperto a tutti gli enti interessati e volto ad accrescere la conoscenza e la tutela delle risorse forestali con la consapevolezza della qualità ambientale, storica e culturale del territorio della Daunia. 

La Società offre la possibilità di mettersi alla prova sui percorsi sospesi con diversi livelli di difficoltà, in completa sicurezza e con attrezzatura fornita dal Parco Avventura. La struttura del nostro Parco Avventura si compone di oltre 50 atelier con elevati standard di sicurezza. Il parco viene sottoposto a revisione con cadenza annuale e nel rispetto delle certificazioni UNI EN 15567-1 e UNI EN 15567-2. 

La Società offre anche la possibilità di vivere esperienze sportive, didattiche e culturali presso uno scenario unico, emozionante ed immerso nel verde dell’area naturalistica Lago Pescara, alle pendici di Monte Cornacchia (1152 msl m),a 4 Km dal Comune di Biccari (FG). 

È possibile avventurarsi nei sentieri naturalistici attrezzati, accompagnati da guide esperte, alla scoperta del SIC Bosco Faeto Monte Cornacchia, uno dei patrimoni naturalistici più interessanti del territorio. 

Presso il Parco Naturalistico Lago Pescara, è possibile imparare il tiro con l’arco (con campo omologato dal CONI), sperimentando un percorso con diversi livelli di difficoltà all’interno del bosco o provare a cimentarsi nell’orienteering. 

Inoltre l’area è riconosciuta dalla L.R. n. 40 del 10/12/2012 – Bosco Didattico – un’aula a cielo aperta immersa nel verde dove vengono promossi laboratori didattico-naturalistici e manuali. Le proposte dei nostri laboratori sono varie e articolate in base al target di età del partecipante (Bird&Butterfly watching, Creando con la Natura, Mary Poppins e le favole nel Bosco, ecc.). 

L’esperienza del parco “Daunia Avventura” ha un elevato valore sportivo, didattico ed educativo, in quanto coinvolge la sfera motoria e migliora le prestazioni fisiche, stimola la concentrazione e il coordinamento motorio, poiché la condivisione delle emozioni migliora l’affiatamento e la fiducia reciproca tra i componenti di un team. 

Parco Avventura

Il Parco Avventura propone percorsi adatti ad ogni età, stimolando le capacità motorie, l’equilibrio, il coraggio e la logica, sempre sotto la supervisione attenta di operatori esperti.

Cosa accade quando Daunia Avventura accosta l’attività musicale umana alla natura, nell’ambito del Concerto nel Bosco?  

Si crea un’atmosfera magica, i suoni degli strumenti fanno vibrare le foglie e si mescolano con il fruscio del vento e il canto degli uccelli, quasi a formare un’armonia mai composta ma soprattutto unica all’ascolto.

Ci può raccontare che collaborazione c’è tra Daunia Avventura e “IT.A.CÀ” – Migranti e Viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile”, soprattutto nell’ambito della recente X edizione?  

Nuovi orizzonti, temi attuali, idee innovative e soprattutto tanto entusiasmo. Sono stati questi i principali ingredienti della tappa sui Monti Dauni di IT.A.CÀ , il festival del turismo responsabile che ha caratterizzato l’intero fine settimana a Biccari. L’amministrazione comunale è riuscita a mettere insieme le eccellenze del territorio, creando momenti di confronto e di progettualità. Itacà ha portato a Biccari tanta gente, professionisti ed esperti di marketing territoriale che hanno per l’ennesima volta ribadito che il futuro dell’Italia è nei piccoli comuni, nei borghi autentici, come a Biccari che in questo momento è forse la località che più di tutte continua a credere nello sviluppo socio-economico dei Monti Dauni.

Quindi non resta che augurarvi come sempre buon viaggio 😉

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

La via della seta e della lana | Sulle orme degli antichi mercanti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

in questi giorni è stato inaugurato un nuovo cammino che unisce le due bellissime città di Prato e Bologna proprio sulle orme degli antichi mercanti, ripercorrendo quei sentieri che venivano utilizzati per trasportare questi due importanti prodotti! Due città accomunate dalla loro importante storia produttiva, unite da un itinerario di trekking che permette di immergersi nelle bellezze naturali dell’Appennino Tosco-Emiliano, ricco di eccellenze e tradizione, e scoprire quanta storia e cultura si nascondono in questo territorio.

La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada.
La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.
(Bruce Chatwin)

Il percorso attraversa borghi, cime e vallate congiungendo due centri storici di grande valore, cresciuti nei secoli grazie alla sapiente gestione delle acque: Bologna, la città della Chiusa e dei canali, per secoli capitale della seta; e Prato, la città del Cavalciotto, delle gore e delle gualchiere, capitale del distretto della lana e del tessile.

Vito Paticchia è il progettista di questo cammino e autore della guida e della cartoguida appena stampate da Fusta Editore. Un sentiero lungo circa 130 km, che può essere percorso a piedi in sei tappe, dalla città della seta a quella della lana, da Piazza Maggiore a Piazza del Duomo

 

TAPPE
130 KILOMETRI
12 COMUNI ATTRAVERSATI

Via della Lana e della Seta - Tappe e altimetria
 
Il sentiero della lana è il percorso da Prato a Castiglione dei Pepoli, mentre il percorso della seta è quello da Bologna a Castiglione dei Pepoli. 
 
 
A soli sette mesi dalla firma del protocollo d’intesa tra la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Prato, dunque, la Via della Lana e della Seta, che ne costituisce il primo importante progetto turistico: è pronta per essere percorsa dai tanti amanti del cammino lento!

Per informazioni e capire come organizzarsi per percorrerla seguite il link > www.viadellalanaedellaseta.com

Noi non vediamo l’ora di metterci in cammino e provare questa nuova emozione!
Se qualcuno di voi vuole raccontarci il suo viaggio lungo questo nuovo suggestivo percorso, che ci contatti sulla nostra e-mail > info@festivalitaca.net ….saremo ben lieti di pubblicare il vostro racconto di viaggio sul nostro blog 😉

Come sempre buone camminate e che sia sempre un cammino responsabile 😉

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli 
Responsabile Comunicazione

L’agenda degli eventi | Un viaggio nei festival d’Italia

Il nostro Paese ogni anno offre centinaia di eventi culturali, le cui caratteristiche sono straordinariamente varie: cambiano le tematiche, i luoghi, spesso splendidi, che ne sono scenario, gli obiettivi e la capacità di coinvolgimento, le dimensioni del budget. “L’agenda degli eventi” è il primo repertorio ragionato degli eventi culturali e dei festival in Italia, suddivisi in 15 categorie con 101 schede descrittive complete e decine di altri eventi selezionati per argomento: pensiero, musica, teatro, cinema, ma anche eventi ludici, enogastronomici e di consumo critico in tutta Italia. 

101 festival imperdibili: rassegne, saloni, manifestazioni e giornate a cui partecipare almeno una volta nella vita. Si passa dall’incontro con un Nobel per l’economia alla lettura in piazza dei diari di persone comuni; da una tragedia in un teatro classico alla musica dei buskers nelle mille piazze italiane; dalle lectiones di illustri filosofi sui temi di attualità ai reportage dei fotografi di guerra; dai riti antichi del carnevale a quelli moderni dei makers; dai guru dello yoga a quelli delle birre artigianali. 

“L’agenda degli eventi” fornisce – in sintesi – le coordinate aggiornate di centinaia di manifestazioni, per coppie o per famiglie, per grandi e bambini, per asceti e per golosi, dedicando particolare attenzione ai temi del cibo e del vino autentici, della convivialità e della “contadinanza” e alle numerose manifestazioni legate all’economia solidale, all’ecologia e all’ambiente, al paesaggio e alla legalità, temi che dal 1999 sono il focus dell’attività editoriale di Altreconomia.

Gli eventi culturali sono uno tra i più potenti motori di sviluppo economico e turistico del nostro Paese: molti tra i festival e le manifestazioni segnalati da “L’agenda degli eventi” sono diventati infatti in questi anni un vettore di riscoperta per territori, troppo frettolosamente dimenticati o rimasti isolati per ragioni geografiche, economiche o per pregiudizi sociali. Ne sono testimonianza i numerosi eventi che hanno luogo in “aree interne” poco battute dal turismo di massa o nelle isole principali e minori.

Lo conferma, nell’intervista che apre il volume, Giulia Cogoli, già ideatrice e direttrice del Festival della Mente di Sarzana e oggi direttrice del festival Dialoghi sull’uomo di Pistoia, che fa il punto sullo “stato degli eventi” in Italia e sul loro senso: “Credo che i festival di approfondimento culturale stiano influenzando, nelle rispettive città, province e regioni, un’intera generazione, a cui viene spiegato, attraverso un esempio reale, partecipato e allegro, il senso di cosa significhi fare e condividere cultura (…)”.  

Vi ricordiamo che siamo citati anche noi del festival IT.A.CÀ al suo interno e ne siamo super felici 🙂

Il libro – tascabile – ha tre comodi indici, per tema, per data e per luogo. 

“L’agenda degli eventi. Guida per i viaggiatori alla scoperta di pensiero e letteratura, musica, cinema e teatro, cibo, vino e ambiente in Italia. 101 eventi da non perdere”, a cura di Massimiliano Perna con la collaborazione di Cinzia Morgante – 176 pagine, 14,50 euro – Altreconomia edizioni.

Link: https://altreconomia.it/prodotto/lagenda-degli-eventi/

Buona lettura e buon divertimento: sempre però in maniera sostenibile 😉

Sonia Bregoli 
Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ

Conosciamo la Cooperativa di Comunità di Biccari | IT.A.CÀ Monti Dauni

 Care viaggiatrici, cari viaggiatori, 

oggi siamo qui con Magda La Trofa, per conoscere la Cooperativa di Comunità di Biccari, organizzatrice e coordinatrice del Festival IT.A.CÀ Monti Dauni.  

Magda La Trofa

La Cooperativa di Comunità di Biccari nasce il 17 maggio 2017 grazie all’impulso dell’amministrazione comunale, in particolare del sindaco Gianfilippo Mignogna, e al supporto dell’Ass. Borghi Autentici d’Italia, dopo un lungo e articolato processo partecipativo durato circa un anno durante il quale il comitato promotore ha organizzato una serie di incontri pubblici volti alla sensibilizzazione della popolazione locale e alla conoscenza di questo nuovo e importante strumento di aggregazione sociale. All’inizio composta da 12 soci fondatori e con un centinaio di manifestazioni di interesse, ad oggi la Cooperativa riunisce circa 220 soci-cittadini residenti, con un CDA composto principalmente da under 35. 

Quali sono le vostre principali attività?  

La principale attività è la valorizzazione delle potenzialità del territorio biccarese e la creazione di opportunità occupazionali attraverso il recupero e la gestione dei cosiddetti beni dormienti, cioè  beni pubblici inutilizzati o poco valorizzati e attraverso l’offerta di servizi turistici e forestali.

Numerosi i progetti, attuati o in cantiere: bandi regionali; il progetto “BorgoAlbergo”, per migliorare in termini quantitativi e qualitativi la ricettività del borgo; la gestione dell’area naturalistica Lago Pescara con il progetto  “Discovering Biccari”, che prevede un punto ristoro e numerose attività tra cui escursioni, tiro con l’arco, laser tag, paintball e a breve anche la teleferica sul lago e il tree-jumping;  la gestione dell’ex vivaio forestale per la produzione di frutti di bosco, con tartufaia e bosco didattico; il progetto “Terre incolte” che prevede la gestione degli uliveti abbandonati nel territorio biccarese; e tanti altri ancora….

Cosa significa essere e far parte di una Cooperativa di comunità?  

Significa condivisione di idee, bisogni, capacità; mettere in relazione la comunità a tutti i livelli, partendo dai giovani per arrivare ai nonni, passando dai liberi professionisti agli agricoltori ed artigiani; significa credere in un territorio e in una comunità che ce la vuole fare; significa essere uno strumento della comunità per la comunità, per la sua crescita economica, sociale e culturale.

La presa di coscienza delle potenzialità che il contesto di appartenenza può offrire è sicuramente il valore più importante di una tale aggregazione.

Attività Gastroborghi

Ultimamente si parla moltissimo di spopolamento dei borghi…credi che la forma di Cooperativa di Comunità possa rappresentare uno strumento di lotta allo spopolamento dei piccoli centri abitati?  

Assolutamente si! L’obiettivo è infatti quello di creare opportunità occupazionali allontanandosi da un modo ormai usurato di intendere il mondo del lavoro, in attesa del posto fisso, e dando una risposta concreta ai bisogni dei cittadini laddove gli enti locali, in crisi, impotenti e carenti di risorse, economiche e umane, non arrivano.

Che valore ha secondo te un Festival come il Festival IT.A.CÀ nel contesto del vostro territorio?  

La filosofia del Festival IT.A.CÀ rispecchia a pieno la nostra idea di territorio e di turismo che sviluppa un’immagine di sostenibilità e responsabilità in cui si riconosce la centralità della comunità ospitante locale, si favorisce l’interazione fra questa e l’industria turistica, e si contribuisce allo sviluppo umano, sociale e civile delle persone e del territorio. Per questo ci è sembrato doveroso organizzarlo sui Monti Dauni, nel tentativo di diffondere buone idee e pratiche.

Attività: puliamo il bosco!

Ringraziamo Magda per averci fatto conoscere una realtà tanto bella e attiva come la Cooperativa di Biccari, ma soprattutto per aver deciso di coordinare il Festival IT.A.CÀ! Vi ricordiamo che il 28 giugno inizierà il Festival sui Monti Dauni. Tanti gli eventi, gli incontri, i trekking, i laboratori e le esperienze da condividere insieme.

Qui il programma completo | Evento FB 
Non ci resta che augurare buon weekend e come sempre buon viaggio!

Blog IT.A.CA
Silvia Lazzari 

 

Quando l’accessibilità incontra il patrimonio culturale: il patrimonio appartiene davvero a tutti!

Cari viaggiatori e viaggiatrici 

oggi vogliamo parlare di accessibilità e turismo accessibile, tema a noi molto caro! La decisione presa dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea di dichiarare l’anno 2018 come “Anno europeo del patrimonio culturale” non è passata di certo inosservata al Team di IT.A.CÀ Rimini che ha deciso di lanciare ai Partner della Rete una sfida per la 4°edizione della tappa riminese che si svolgerà dal 20 al 24 settembre 2018: “Affrontare insieme il tema di come rendere accessibile il patrimonio culturale del territorio attraverso la proposta di eventi, incontri, mostre, tavole rotonde e molto altro ancora”.

Ma cosa s’intende per bene culturale accessibile?  

Ce lo siamo chiesto anche noi e prendendo carta e penna abbiamo tracciato alcune riflessioni, spunti, pensieri sviscerando i due concetti di “accessibilità” e “patrimonio culturale”.

Progetto di ri-generazione urbana delle colonie marine riminesi | Associazione Il Palloncino Rosso 

Il processo di brainstorming ha portato alla stesura di alcune ipotesi di azione, di opportunità che abbiamo condiviso con i Partner della Rete come stimolo per la progettazione della nuova edizione del Festival.

Ad esempio, secondo il team di coordinamento, è possibile parlare di “accessibilità” nel turismo quando si rendono fruibili a chiunque beni privati, ma di interesse storico e culturale di dominio pubblico; quando si abbattono le barriere architettoniche di luoghi turistici (musei, chiese, ecc.) che rappresentano un ostacolo alle persone con disabilità; quando si riescono a raggiungere i siti turistici dell’entroterra spesso isolati o scarsamente segnalati; quando si sviluppano progetti di contaminazione e rivisitazione di spazi storici in chiave contemporanea e interculturale; quando il patrimonio culturale viene raccontato e condiviso usando la lingua madre, i costumi di guests di diversa nazionalità.

E dalla condivisione del tema scelto con la Redazione Rimini Social del gruppo Icaro Communication che sta prendendo forma un “Dossier sul turismo accessibile”, un vademecum di best practice, rivolto agli operatori turistici realizzato con la collaborazione di numerose associazioni del territorio.
Il Dossier sarà un valido strumento di formazione per incentivare tutti gli addetti al settore a promuovere una nuova forma di turismo, più etico e responsabile.

Hai un’esperienza di turismo accessibile da segnalare? Scrivete a riminisocial@gmail.com

IT.A.CA Rimini 2018

L’edizione del 2018 di IT.A.CÀ Rimini si prepara ad ospitare un programma ricco e coinvolgente, dai temi caldi e attuali, anche grazie a un nuovo coordinamento formato da: CAST – Centro di Studi Avanzati sul Turismo del Campus di Rimini – Università di Bologna, Il Palloncino Rosso, EducAid, Piano Strategico di Rimini, Comune di Santarcangelo di Romagna, Associazione Rione Montecavallo, Ostelli della gioventù Sunflower Backpacker Hostels, Associazione Kantharos.

Buon viaggio come sempre e seguiteci 😉

Blog IT.A.CÀ
Valentina Porrazzo 
Coordinamento IT.A.CÀ Rimini

 

IT.A.CÀ spiega le vele verso nuovi orizzonti: tra l’Appennino bolognese e il mondo.

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

a qualche decina di chilometri dal centro di Bologna, si trova Madonna dei Fornelli, una frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro sull’Appennino bolognese, il luogo dove un tempo c’erano i carbonai che accendevano i fuochi e forgiavano le mura della città, oggi tappa d’obbligo della Via degli Dei.

Proprio qui, tredici giovani hanno fondato la cooperativa paese la “Foiatonda” per ridare nuova vita al territorio e valorizzare a pieno l’opportunità data al turismo dalla Via degli Dei, utilizzando il sapere di ciascuno e la voglia di condividerlo per lo sviluppo locale. 

Per questo, noi di IT.A.CÀ abbiamo deciso di celebrare con loro la giornata mondiale del turismo responsabile, il 2 giugno, insieme ai nostri ospiti internazionali, Marina Cruz Blasco – specialista di turismo sostenibile della Koan Consulting, Jean Marc Mignon – presidente dell’Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale (OITS) e Maurizio Davolio – presidente dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR), in visita a Bologna per conoscere il festival sul campo e portarlo in Europa.

Per raccontare loro cosa è IT.A.CÀ, il turismo di comunità e cosa vuol dire promuovere il “becoming” di una destinazione, facendone scoprire il fascino e l’esotico dietro casa, abbiamo preso il treno e ci siamo diretti verso la stazione di San Benedetto Val di Sambro. Da qui in poi, la nostra giornata di formazione, si è trasformata nell’accoglienza in una nuova casa.

 “Queste sono le mani di mia madre. Queste quelle di Tessa, mia nipote. E invece queste sono le mie, mentre provo a intrecciare un cesto di vimini!” 

Cosi Alessandra, membro della cooperativa, guida soffice, curiosa e sorridente del nostro viaggio, mi ha presentato il volantino della neonata cooperativa. Ci ha spiegato che è nata da una volontà comune di mettere insieme ognuno le proprie competenze per valorizzare il proprio territorio, ma soprattutto per migliorare anche se stessi insieme alla comunità.

La nostra prima tappa è alla Fattoria Ca’ di Monti da Jessica, una forza della natura. 24 anni, un velo di timidezza, lo sguardo fiero e una passione fluttuante nell’aria mentre ci parla di come abbia iniziato la sua attività 3 anni fa, recuperando il podere del nonno e arrivando ad allevare ad oggi 130 capre. Ogni giorno vive i ritmi della montagna, si prende cura delle proprie capre, studia ricette e crea formaggi che sono delle opere d’arte culinarie.

La salutiamo e proseguiamo verso il Borgo di Qualto, dove il tempo deve essersi fermato. Un abito appeso pronto per la Comunione. Una fontana con l’acqua che scorre lenta. Un’osteria appena riaperta, simbolo di rinascita per l’Appennino. Degli anziani bevono un vino. I sassi e le case vorrebbero parlare dei loro secoli di storia. La pace di un borgo uscito dalle fiabe.

Torniamo alla realtà e proseguiamo il nostro viaggio di scoperta dell’Appennino bolognese nel regno di Alessandra, la Falegnameria Vaccari. Qui ci fa vedere la passione per l’artigianato con cui dall’inizio del ‘900 portano avanti l’attività di famiglia. Le mani del padre sul faggio, quasi una carezza, che sapientemente ci parla dei diversi legni e di come li lavora. Passiamo poi a trovare sua sorella, Marinella, al negozio in paese, a Madonna dei Fornelli. 

Avete presente quando si entra in casa, sotto le feste, con la tavola decorata e i mobili della cucina sistemati per accogliervi? Ecco, questa è la sensazione entrando in questa mini boutique del legno. Ci fermiamo incantati a guardare Tessa, la figlia di Marinella, realizzare un gufetto di legno, con le sue piccole mani, le stesse della fotografia.

Arriva il momento del pranzo!

Un’ accoglienza degna del suo nome a casa di Walter, presidente della cooperativa e organizzatore del nostro “tour”, creativo e pittore ! Tra i cavalletti per dipingere al lago pronti per il giorno seguente, ci fa trovare crescentine e salumi dell’Appennino, del vino e gli immancabili formaggi di Jessica! 

A sorpresa arriva Elisa, che ha un’attività lì di fianco, a portarci delle frittelle di castagne con ricotta. Riceviamo un po’ di Appennino da parte di tutti! A tavola Walter e Alessandra ci parlano del loro progetto, della loro idea di turismo e di come vogliono preservare la piacevolezza dell’incontro con i propri visitatori. 

Walter ci porta nel suo studio da artista dove a volte ospita anche i turisti di passaggio, tra i dipinti e i materiali con cui guarda e fa guardare il mondo.

Studio artistico di Walter Materassi

La nostra scoperta dell’Appennino continua con un’altra delle colonne della cooperativa. È Marilena. Ha una bottega in paese, impaglia cestini e li riempie di funghi. Insieme ad altri ragazzi della cooperativa, si prende cura dei sentieri. Quindi è lei una di quelle fate nascoste pulisce i sentieri…!, le dico. Lei sorride. Di lei ci colpisce la falcata nei prati, la memoria di ogni singolo ramo.

Ci accompagna nel sentiero fino al Lago di Castel Dell’Alpi, l’unico lago naturale della zona bolognese, da cui nasce “l’acqua che porta al Nettuno”. Qui Walter porta i suoi “allievi” a dipingere con Painting Appennino, per fermarsi a guardarne i dettagli e vivere il paesaggio. Per ricordarci che se ci si ferma, si colgono diverse sfumature. Ci riappropriamo della lentezza.

Ad aspettarci qui incontriamo Mauro e la sua famiglia. Lui è appassionato di Mountain Bike e della Strada Romana sulla Via degli Dei, dove accompagna chi come lui vive il mondo a due ruote. Ci racconta di come con la Via degli Dei il turismo sia ripartito in Appennino, ma di come questo deve essere trasformato in un’opportunità per far scoprire quei territori che non sono sulla via. Perché qui di vie ne passano tantissime. L’Emilia Romagna conta ben 14 sentieri, un crocevia di cammini!

E così, ci dirigiamo verso l’ultima tappa, la Strada Romana di Pian di Balestra, per vedere uno dei tratti più affascinanti della Via. All’ombra del bosco che ci ripara dal gran caldo di queste giornate di giugno, ormai amici, mixando lingue e comunicando a gesti quando necessario, camminiamo su queste strade già tracciate oltre 2000 anni fa e riscoperte solo da poco più di vent’anni, quasi per caso. CI raccontano di come queste terre vivessero di turismo e villeggiatura negli anni 60 e di come tutto sia cambiato con lo spopolamento della montagna e il diverso modo di vivere le vacanze. L’entusiasmo è contagioso quando parlano dei progetti che hanno in mente e che stanno già realizzando!

Finisce qui il nostro incontro con la comunità, non prima di una birra da Skal, aperto da poco meno di un mese, un altro segno di vitalità dell’Appennino. Ci salutiamo con l’arrivederci alla prossima, come si fa con gli zii dopo il pranzo della domenica.

L’artista Walter Materassi 

Scambiamo impressioni, tornando verso Bologna, da dove i nostri amici prenderanno i loro voli per tornare a Madrid e Parigi. Il turismo responsabile è un valore per il territorio, non solo per le comunità dall’altra parte del mondo. È un valore anche per le nostre comunità, preziosissime. Per le nostre montagne e i nostri borghi che possono vivere di nuovo entusiasmo grazie ad un turismo attento, di qualità, consapevole.

Un turismo autentico, come quello che IT.A.CÀ promuove e sostiene da 10 anni.

I nostri ospiti tornano a casa, dopo averne trovata un’altra. E noi li seguiamo, in attesa di vedere IT.A.CÀ aprire nuove case anche in Europa, alla scoperta di chissà quali comunità e meraviglie.

Perché quel che conta non è la meta, ma come ci si mette in cammino.

Grazie a Marina, Jean Marc e Maurizio per esserci venuti a trovare. Grazie a Walter, Alessandra, Jessica, Marilena, Marinella, Tessa, Mauro e gli amici dell’Appennino bolognese e della cooperativa Foiatonda per l’ospitalità e per condividere i valori di IT.A.CÀ.

Al prossimo viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi 

IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori, il primo e unico festival italiano di Turismo Responsabile, saluta il tour bolognese e si sposta in altri 13 territori

Il dopo Festival di Bologna (25 maggio – 4 giugno) | Le prossime tappe italiane fino al 30 ottobre.

Si chiude con grandissima partecipazione e condivisione la 10a edizione del festival IT.A.CÀ nella città delle due torri, protagonista per 11 giorni di tanti appuntamenti e momenti di aggregazione sul tema del Turismo responsabile. Un compleanno importante che ha siglato dieci anni di lavoro e riconfermato il consenso di oltre 300 realtà coinvolte e ben 13 tappe nazionali, in partenza fino a ottobre.

Nuovi orizzonti, temi attuali, idee innovative e tanto entusiasmo: questi i principali ingredienti di una edizione che ha raccolto migliaia di visitatori in città e in Appennino.

Sì, perché il festival quest’anno ha allargato i suoi orizzonti, dedicando l’ultimo weekend di appuntamenti (1-3 giugno) alle terre dell’Appennino bolognese, dando voce alle eccellenze locali e facendosi promotore di un turismo responsabile in un’area ricca di storia, di opportunità e di eccellenze naturali e culturali.

MIGRAZIONI, ACCESSIBILITA’ UNIVERSALE, OVERTOURISM e CULTURA DEI VIAGGI SLOW, sintetizzano i quattro macro temi del festival, attorno ai quali si sono alternati moltissimi momenti di confronto e progettualità, insieme a proiezioni di film e documentari, presentazioni di libri, performance, laboratori, escursioni a piedi e a pedali, trekking e itinerari esperienziali.

Simona Tedesco (Direttrice “Dove Magazine”). Foto di Noemi Usai.

Il merito di IT.A.CÀ, anche in questa decima edizione, è quello di esser riuscito a mettere in luce molti soggetti attivi nella città di Bologna, ascoltandoli e stimolandoli a collaborare in un dialogo mirato alla co- progettazione. Il risultato è stato di grande successo: nei numeri, nei contenuti e nelle riflessioni sollecitate.

Travel blogger, volontari, turisti, cittadini, visitatori ed esperti del settore si sono sparpagliati nelle varie location pensate per il festival: dal cuore verde delle Serre dei Giardini Margherita – spazio pubblico rigenerato e restituito alla città – alle sale del MaMbo, di Palazzo Malvezzi, de L’Altro Spazio, del Loft Kinodromo, del Mercato Sonato e di vari Dipartimenti universitari, fra i quali quello di Storia Culture e Civiltà, dove si è tenuta una due giorni di convegni e focus group partecipatissimi su innovazione, sostenibilità e accessibilità del turismo contemporaneo, a cura dell’ Università di Bologna e del MiBACT.

Foto di Noemi Usai – Mercato Sonato a Bologna

E ancora, dagli incontri in Piazza Verdi, alla pedalata notturna in partenza dalla Velostazione Dynamo, dalle mostre fotografiche della Millennium Gallery e della Qr Photogallery, al convegno su ospitalità e welfare interculturale nell’ Auditorium Damslab. In questa sede, si è anche svolta la premiazione dei vincitori del #UniTurisBo – IT.A.CÀ, Unibo e Città Metropolitana di Bologna. In ordine di premiazione:

  • Anna Magli – foto Piazza Verdi
  • Mattia Gervasi – foto Via delle Belle Arti
  • Domenico Buoniconti – foto Museo della Specola

Foto vincitrice del challenge instagram #UNITurisBO di Annal Magli

Di grande interesse e partecipazione l’incontro d’apertura Migrantour, un passo in avanti!
Un’occasione di confronto fra diverse culture e un aiuto all’integrazione attraverso la cultura e la scoperta dell’altro. Durante la conferenza, guide provenienti dall’esperienza di Milano, Torino, Genova, Catania, Roma, Firenze, Cagliari, Pavia, Napoli e Bologna, hanno riportato la loro testimonianza al pubblico e raccontato di suggestive passeggiate multiculturali, in compagnia di cittadini migranti di prima o seconda generazione, originari di tanti paesi del mondo e appositamente formati per mostrare a cittadini e turisti un altro mondo dentro la propria città.

Apprezzatissime sul tema dei Migranti, le proiezioni di Human Flow di Ai WeiWei e L’ordine delle cose Andrea Segre. Tante e partecipate le presentazioni di libri, i laboratori, i tavoli di discussione e i corner informativi. Molti i viaggi per immagini, grazie alle esposizioni fotografiche, come espressioni del sentimento di un tempo e di un luogo. Riproduzioni naturali di uno scenario, di una terra, della sua gente.

Foto di Noemi Usai

Di grande impatto emotivo anche I Fantastici 5 sensi: homesharing e accessibilità: un momento formativo per scoprire i segreti dell’ospitalità domestica accessibile e inclusiva, svoltosi attraverso un percorso sensoriale che ha permesso agli host di immedesimarsi nei viaggiatori con disabilità. Con cuffie insonorizzate e bende a pois, i partecipanti sono rimasti isolati da tutto per capire le difficoltà di comunicazione degli ospiti con disabilità uditiva e visiva. Una riflessione importante insieme all’utilizzo di piccoli espedienti suggeriti: dall’abbraccio al check in, all’utilizzo di alcune parole chiave della lingua dei segni, per accogliere meglio ed entrare in empatia con il nostro ospite in modo accessibile e inclusivo.

Sentito e fortemente condiviso, il tema dell’Overtourism, affrontato in più seminari aperti al pubblico, nei quali sono emerse con forza la preoccupazione per gli impatti del turismo di massa e la necessità di renderlo sostenibile attraverso nuove progettualità innovative, basate su una sharing economy regolamentata. In linea teorica, tante le idee espresse sul tema. Nella pratica, urge la necessità di azioni immediate: per esempio quella di puntare su una delocalizzazione strategica dei flussi turistici per pianificare una nuova geografia del turismo fino ai territori di confine. In questa direzione, IT.A.CÀ, nel suo decennale ha lanciato un seme. Ha raccolto armi e bagagli e nell’ultima settimana di eventi (1-3 giugno) si è trasferito nell’Appennino bolognese per una tre giorni di eventi. Un gesto importante che pur con tante difficoltà, ha dimostrato la volontà di passare dalle parole ai fatti.

Convegno Overtourism – foto di Noemi Usai

Il segnale è stato accolto. In moltissimi hanno raggiunto il festival, sparpagliandosi fra i territori di Marzabotto, Grizzana Morandi, il Monte Piella, Pianoro, Vergato, Monterenzio, Castel di Casio, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli e Porretta Terme, per partecipare al denso calendario di appuntamenti. Momenti di svago, cultura, ma anche progettualità e nuove opportunità di lavoro per la creazione di imprese integrate, atte per esempio ad accogliere i migranti e a garantire loro di formarsi e lavorare all’interno delle stesse organizzazioni che, oltre a essere luoghi di accoglienza possono diventare strutture ricettive e punti di riferimento per il turismo slow.

Questa, come altre, rappresenta un’ idea innovativa. Una sfida virtuosa che IT.A.CÀ ha raccolto al volo, lanciando e presentando a sua volta un percorso di formazione esperienziale, rivolto a sedici giovani tra 18 e 35 anni, italiani e stranieri (richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale), interessati a partecipare ad un momento di studio, analisi e valorizzazione territoriale di avanguardia, che avrà come centro propulsore Montefredente, frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro (Bo).

Un corso che per chi desidera partecipa ha tempo fino al 24 giugno. 

L’evento è promosso dall’associazione di promozione sociale YODA, in collaborazione con Asp Città di Bologna, SPRAR Nazionale e Open Group.

Per info seguite il link > Corso di Formazione 

Oltre la formazione, tantissime sono state le proposte di svago in Appennino: in tandem con i non vedenti, abbiamo incontrato alcuni dei nostri viaggiatori. Ne abbiamo salutati altri che pedalavano verso il Parco di Monte Sole, sulla Via degli Dei o sulla cima del Monte Piella. Li abbiamo spronati a sperimentare le passeggiate a piedi nudi nel bosco e ad avventurarsi in camminate notturne in cerca di stelle. Siamo stati con loro tra le degustazioni dei prodotti locali, le mostre, le presentazioni di libri e la divertente Piccola fiera dei ciarlatani. Mentre qualcuno ha camminato per un weekend tra vette alte e valli silenziose, qualcun altro ha scelto di fermarsi a dipingere per un’intera giornata sulle sponde del lago.

Foto di Annalisa Spalazzi

Con entusiasmo tiriamo le somme di questa tappa bolognese pensando ai nostri visitatori: tanti, partecipativi, curiosi e propositivi. Con loro abbiamo riso, scherzato. Ci siamo confrontati e soffermati a riflettere su cosa siamo e su come possiamo adoperarci per proteggere il nostro pianeta, trasformare l’incoming in becoming e diventare protagonisti di un viaggio esperienziale che parte da casa e arriva a casa (it a cà in dialetto bolognese significa sei a casa?): una qualsiasi casa, una qualunque Itaca da raggiungere.

Un viaggio responsabile secondo valori di giustizia sociale, col quale IT.A.CÀ da Bologna ci saluta, dandoci appuntamento alle successive 13 tappe italiane.

INFO ALTRE TAPPE
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Illustrazione dell’immagine IT.A.CÀ 2018 è stata realizzata da Eliana Albertini

A Biccari la prima edizione del Festival IT.A.CÀ sui Monti Dauni | 28 giugno – 1 luglio 2018 

IT.A.CÀ, il primo festival in Italia sul turismo responsabile, invita a scoprire luoghi e culture attraverso itinerari a piedi e a pedali, workshop, seminari, laboratori, mostre, concerti, documentari, libri e degustazioni. Un’occasione unica per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e sostenibile e per conoscere ancora meglio i Monti Dauni.

Il Festival IT.A.CÀ, giunto alla decima edizione a livello nazionale, è promosso e organizzato dall’Associazione YODA, COSPE e NEXUS Emilia Romagna e con la collaborazione di una rete formata da oltre 250 soggetti nazionali e internazionali. Il nutrito cartellone di eventi proposto ad ogni edizione mira a definire percorsi di promozione turistica locale in diverse città e province italiane (soprattutto in Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Puglia, Trentino) sviluppando un’immagine del territorio di sostenibilità e responsabilità in cui si riconosce la centralità della comunità ospitante locale, si favorisce l’interazione fra industria turistica, comunità ospitante e si contribuisce allo sviluppo umano, sociale e civile delle persone e del territorio. 

Per questo ci è sembrato perfetto per la nostra idea di territorio e di turismo e doveroso portare questa esperienza a Biccari, con l’auspicio che dall’anno prossimo possa diventare un appuntamento fisso per tutti i Monti Dauni.  

Tantissimi gli ospiti, i partner e gli eventi previsti nella tappa biccarese con incontri, degustazioni, musica, cultura escursioni ed esperienze nel Borgo e nell’area montana di Monte Cornacchia, il Tetto della Puglia. 

Sono previsti interventi dell’Assessore regionale Loredana Capone, dei Sindaci dei Monti Dauni, di Alberto Casoria (presidente GAL Meridaunia), di Ivan Stomeo (sindaco di Melpignano e presidente nazionale di Borghi Autentici d’Italia), di Tina Luciano (Assessore del Comune di Modugno e dirigente di Comuni Virtuosi), Francesco Tarantini (presidente Legambiente Puglia), Fausto Faggioli (Earth Accademy), Carmelo Rollo (presidente Legacoop Puglia) e Roberto Colella (Borghi della Lettura).

Particolarmente prestigiosi i contributi tecnici ed accademici previsti nei vari workshop e dibattiti aperti ad appassionati ed operatori turistici con la presenza del prof. Luca Fois (Politecnico di Milano), di Emma Taveri (Destination Makers), di Peppe Sirchia (CEO di Medori), del prof. Pasquale Pazienza (Uni Foggia e Sistur), di Maurizio Capelli (segretario generale di Borghi Autentici d’Italia) e del direttore nazionale del Festival Itaca prof. Pierluigi Musarò (Unibo Bologna). 

Importante, l’apertura della quattro giorni dedicata alla presentazione del Festival Autentica che si celebrerà nella prossima primavera nei Comuni di Biccari, Castelluccio Valmaggiore e Celle di San Vito, con i tre sindaci che illustreranno le attività previste insieme ad Emma Taveri di Destination Makers ed al prof. Luca Fois che assumerà la direzione di Autentica, il festival delle esperienze sui Monti Dauni. 

Ampio spazio, naturalmente, per le escursioni e le esperienze outdoor con l’Open Day al Parco Avventura e al Bosco Didattico a cura di Daunia Avventura, con la premiazione del contest fotografico dedicato al bosco e la presentazione del primo Bed & Tree dei Monti Dauni, ovvero del mini villaggio di quattro case sugli alberi previsto dal gruppo guidato da Mario De Angelis per consentire agli ospiti del Parco di poter fare la straordinaria esperienza di dormire sugli alberi. A seguire l’appuntamento con la Coop. Gisco per le passeggiate a 6 zampe dedicate ai camminatori accompagnati dai propri cani e alla formazione specifica con Laura Zanin. Giornata finale, invece,  tutta riservata agli appassionati delle due ruote con i maestri della Federazione Ciclistica Italiana e le Guide Mtb dell’Accademia Nazionale di Mountain Bike che, con la supervisione di Francesco Velluto, organizzeranno un campo scuola con gimkana per bambini dai 5 ai 12 anni, un’escursione di 25 Km da Lago Pescara con la guida di un esperto biologo che illustrerà la biodiversità circostante, un Bike Test sempre in zona Lago Pescara allestito con EbikePassion con noleggio e test di bici muscolari e a pedalata assistita ed infine l’attesa inaugurazione del 1° Single track Mtb dei Monti Dauni. 

Non mancheranno le degustazioni a cura delle aziende locali (hanno già aderito Consorzio Terre di Biccari, Ciocio Tartufi, Molino a Vento, Vicari), un corso di formazione sulla birra artigianale a cura di Unida, il momento dedicato al prodotto De.Co. per eccellenza di Biccari ovvero alla buonissima Pizza a Forno Aperto e gli appuntamenti culturali in Torre civica con la mostra fotografica di Ilaria Caterino e Martino Gatti e le sperimentazioni artistiche di Giuseppe Catalano.

Ed ancora, da non perdere il sorprendente racconto della storia di Ralph De Palma, l’uomo più veloce del mondo che veniva da Biccari, ad opera del giornalista Maurizio de Tullio e del regista Antonio Silvestre che presenterà il suo progetto cinematografico ispirato al grande pilota italo-americano

Dulcis in fundo, per gli appassionati di musica classica doppio appuntamento con la rassegna Suono Nessuno e Centomila a cura di Musicalis Daunia e Amici della Musica “Giovanni Paisiello” di Lucera con i concerti dei maestri Roberto Di Napoli, Giuseppe Tucci e Marco Capone.

A coordinare il Festival IT.A.CÀ Monti Dauni, è la Cooperativa di Comunità di Biccari, assieme all’Associazione Nazionale Borghi Autentici d’Italia, disponibile sin da ora per informazioni e prenotazioni ai singoli eventi > coopbiccari@gmail.com | cell. 349 5556335.

Quindi non resta che rimettersi in viaggio verso i bellissimi Monti Dauni!

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile Comunicazione e Coordinamento Rete

Il viaggio e l’incontro. Che cos’è il turismo responsabile? | Altreconomia Edizioni

CHE COS’È IL TURISMO RESPONSABILE? 

Due pionieri del turismo responsabile in Italia, Maurizio Davolio, presidente di lungo corso di AITR, Associazione Italiana Turismo Responsabile e Alfredo Luis Somoza, presidente di ICEI provano a rispondere a questa domanda nel libro “Il viaggio e l’incontro”. Un saggio dedicato a chi vuole capire la natura profonda del turismo responsabile: un viaggio più lento, più profondo e più dolce, che ha sempre dentro di sé un incontro, per quanto fuggevole, con l’“altro”.  

Il viaggio responsabile ha infatti tra i suoi “valori” una preparazione accurata e collettiva prima della partenza, la piccola dimensione dei gruppi, l’incontro con la comunità ospitante, l’assoluto rispetto dell’ambiente e delle culture locali, l’autenticità dei gesti, la ricerca di un rapporto amichevole e conviviale fra turisti e residenti. Ma il turismo responsabile è anche un importante vettore di sviluppo economico per i Paesi “svantaggiati”, perché i suoi benefici ricadono sulla popolazione locale in modo ben più consistente, diretto e duraturo rispetto a quelli del turismo mordi-e-fuggi che generano invece quasi sempre sfruttamento e inquinamento.

Il libro racconta la storia e il presente di AITR – nata nel 1998 – e il vivace dibattito in corso sul tema. E poi lo stato dell’arte del turismo responsabile oggi – soprattutto in alcuni Paesi europei -, la sua forte valenza politica e la richiesta di garanzie etiche sui viaggi espressa – come per altri prodotti – dai consumatori del Nord, con riferimento specifico all’assenza di sfruttamento del lavoro minorile, a un basso impatto ambientale, all’equità economica. Fino alla consapevolezza che un viaggio di turismo responsabile può essere un modo concreto e strutturale di combattere la povertà.

“Il viaggio e l’incontro” propone una panoramica sulle forme del turismo responsabile, nel Sud del mondo, ma anche in Italia: il turismo ecologico e sostenibile, esperienziale, gastronomico, di comunità, ad esempio. Il libro scioglie inoltre alcuni nodi, come le differenze con il turismo “sociale” e “accessibile”; analizza i rapporti, gli scontri e le interazioni con l’industria turistica convenzionale e le pratiche di Corporate Social Responsibility; fa il quadro sulla formazione scolastica e universitaria e sul suo ruolo nella crescita della consapevolezza, sull’importanza della comunicazione e dell’editoria di settore.

Alle voci degli autori si affiancano poi quelle di illustri “ospiti,” come Marco Aime, Duccio Canestrini, Gianni Morelli, e di molti altri esperti.  Tra le “chicche”, i testi di Christian Baumgartner, austriaco e CEO di Response & Ability gmbh e di numerosi altri esperti italiani e internazionali. La prefazione – intensa e spassosa – è di Patrizio Roversi, turista per caso.

“Il viaggio e l’incontro. Che cos’è il turismo responsabile”, di Maurizio Davolio e Alfredo Somoza, 176 pagine, 14 euro – Altreconomia edizioni.

Link: https://altreconomia.it/prodotto/il-viaggio-e-lincontro/

Salus Space: un progetto di rigenerazione urbana a Bologna

Care amiche viaggiatrici e cari amici viaggiatori, 

oggi siamo in compagnia di Berardino Cocchianella, direttore di SALUS SPACE, ambizioso progetto bolognese di rigenerazione urbana di cui parleremo giovedì 31 maggio durante la 10ᵃ edizione del Festival IT.A.CÀ in occasione dell’evento “Oltre l’integrazione. pratiche innovative di ospitalità e welfare interculturale”.

Una vostra breve  presentazione: cos’è il Progetto Salus Space?  

Il progetto Salus Space nasce da una coprogettazione pubblico-privata per la stesura di una proposta progettuale, all’interno del primo bando UIA (Urban Innovative Actions). Esso prevede la trasformazione di una ex clinica privata che da molti anni versa in uno stato di abbandono e di degrado in un centro di ospitalità, lavoro, welfare interculturale e di benessere in senso lato, rivolto alla comunità cittadina, in grado di ospitare e coinvolgere attivamente nella gestione di servizi le persone inserite nell’ambito di programmi di accoglienza per richiedenti protezione internazionale. La vecchia struttura sarà demolita per lasciare posto ad un luogo piacevole e immerso nel verde, con residenze temporanee, orti, laboratori artigianali e artistici, un teatro, un B&B e un ristorante multietnico, spazi di co-working e aree destinate ad attività ludiche e imprenditoriali. All’interno del complesso troverà spazio un Think Tank sul Welfare interculturale, con una sala convegni e aule di formazione. Tutti questi servizi saranno aperti alla città.

Le tre parole chiave alla base di Salus Space sono Wellbeing,  Welfare e Welcome,  potreste spiegarci più nel dettaglio cosa significano nel concreto?  

“Wellbeing” corrisponde alla prima fase della progettazione partecipata, che ha visto il Comune di Bologna e i suoi 16 partner di progetto lavorare congiuntamente per definire il “concept” di Salus Space, per immaginare cioè tutti gli spazi e le funzioni attorno a cui si forma la idea di benessere di comunità. “Welfare” è la seconda fase di costruzione delle competenze in tutti gli ambiti lavorativi previsti dal progetto, attraverso percorsi di formazione in situazione rivolti a richiedenti asilo e rifugiati.

“Welcome” è la ultima fase, quella in cui i servizi saranno aperti alla città e si formerà la Comunità degli abitanti attraverso la redazione di una carta dei valori condivisa con il territorio. Quest’ultima fase vedrà il coordinamento di ASP Città di Bologna,  che avrà un ruolo centrale nella futura fase di gestione.

Salus Space è sicuramente un progetto molto ambizioso, qual è lo stato di avanzamento dei lavori ad oggi?  

Il progetto sta entrando in una fase più operativa. Il cantiere di demolizione si concluderà entro l’estate ed inizieranno a breve i lavori per la ristrutturazione dell’edificio accessorio e la costruzione dei nuovi fabbricati. Parallelamente procederà il cantiere sociale, con le attività di formazione, la costruzione del modello di gestione, il piano di sostenibilità economica e l’avviamento delle startup imprenditoriali. Stanno intanto proseguendo le attività della redazione partecipata e della valutazione partecipata, in cui i cittadini del Quartiere Savena sono attivamente coinvolti.

Come sarà organizzata Salus Space? Quale sarà il valore del progetto per il quartiere Savena?  

Salus Space sarà gestito, con ogni probabilità, da un’associazione di imprese selezionata tramite avviso pubblico.  Il gestore lavorerà sotto la supervisione di un comitato direttivo, composto da Comune e ASP Città di Bologna, e in stretto rapporto con la Comunità degli abitanti. Il Quartiere Savena sarà il soggetto istituzionale che favorirà accordi con la comunità, promuovendo  iniziative di cittadinanza attiva e cura del territorio.  Per il Quartiere Salus Space sarà un laboratorio permanente di sperimentazione di un nuovo welfare di comunità.

Qual è il ruolo e la partecipazione dei cittadini nell’implementazione del progetto?  

I cittadini partecipano attraverso la partecipazione attiva nei gruppi di redazione partecipata e valutazione partecipata, seguendo passo passo la implementazione delle attività e partecipando a momenti di incontro e discussione sui contenuti del progetto. Nella fase successiva è prevista la costituzione di un comitato di cittadini che avrà un ruolo consultivo e che contribuirà a definire le regole ed il quadro valoriale condiviso, attraverso la stesura di una “carta dei valori” insieme ai futuri abitanti e lavoratori.

Quale connessione si può individuare tra il Festival IT.A.CA e SALUS SPACE e come quest’ultimo si inserisce nel contesto del Turismo Responsabile a Bologna?  

Salus Space diventerà una nuova centralità urbana, un polo attrattore attorno al quale saranno costruite iniziative di turismo responsabile e di responsabilità sociale di impresa. La connessione con il Festival It.a.cà è molto evidente, considerando il fatto che Salus Space intende raggiungere una piena autonomia economica e gestionale valorizzando le competenze dei migranti e rifugiati e fornendo servizi culturali nei diversi ambiti del progetto, dal teatro ai laboratori artistici, dalla cucina multietnica alle attività di orticoltura, offrendo al contempo uno spazio di riflessione e di dialogo sui temi del welfare interculturale.

Per saperne di più sul Progetto: www.saluspace.eu

Ringraziamo il direttore Berardino Cocchianella per aver averci presentato questo interessante progetto, che potrete conoscere meglio durante il Festival.

Buon viaggio come sempre 🙂

Blog IT.A.CÀ
Desirè Gaudioso

Corso di formazione esperienziale su sviluppo turistico e ospitalità interculturale nell’Appennino bolognese

IL TURISMO SOSTENIBILE IN CHIAVE INTERCULTURALE

In un mondo sempre più in movimento, turismo e migrazione sono due facce della stessa medaglia. Per quanto con ostacoli e aspettative diverse, turisti, migranti, viaggiatori, rifugiati e richiedenti asilo intervengono nella creazione di nuove storie e narrative, dando vita a realtà ibride che definiscono il mondo in cui viviamo.

Considerato, dunque, il diritto alla mobilità come uno dei fattori di stratificazione della società contemporanea, il turismo, e in particolare il turismo sostenibile, può rappresentare una forma innovativa di inclusione sociale ed economica, nonché di incontro e dialogo interculturale. Il turismo non si riduce al solo incoming o alla creazione di posti di lavoro, ma può diventare una leva per uno sviluppo più equo e responsabile per i territori che lo ospitano, come sostenuto dalle Nazioni Unite, che hanno dichiarato il 2017 come Anno del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo. 

Allo stesso modo, il turismo rappresenta un’opportunità di partecipazione inclusiva e di valorizzazione delle competenze per coloro che prendono parte a tale processo di sviluppo. Infine, è anche attraverso il turismo che si stimolano nuovi momenti di confronto, dialogo e collaborazione tra culture e provenienze diverse.

I benefici derivanti del turismo sono ancora più evidenti quando si osservano quei territori che sono esclusi dai circuiti turistici convenzionali. A differenza delle città, spesso “invase” dai turisti, i territori montani soffrono di un calo non solo di turisti, ma anche degli stessi residenti, diventando talvolta luoghi dove gli abitanti si ritrovano a resistere in un contesto di progressivo spopolamento e con pochi servizi. Tuttavia, sono questi i luoghi che conservano l’autenticità delle tradizioni e del paesaggio naturale, e in cui è possibile intervenire promuovendo nuove forme di imprenditorialità turistica che ne valorizzino le ricchezze, creando al contempo occasioni innovative per promuovere processi di integrazione sociale tra comunità locale, turisti, migranti, richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale.

Tra questi territori, l’Appennino bolognese è un luogo con una straordinaria eredità naturalistica e una storia antichissima: ricchezze che, se valorizzate nel modo giusto, possono aprire scenari di grande interesse, andando incontro ad una nuova domanda di turismo lento, consapevole e sostenibile, e costituendo un fattore di sviluppo in grado di garantire condizioni di vita migliori agli abitanti della montagna. 

In questo territorio non mancano le opportunità di sviluppo in chiave di turismo responsabile: antichi borghi abbandonati e territori rurali che possono essere rigenerati per rispondere alla crescente domanda turistica attraverso una nuova idea di ospitalità interculturale e di valorizzazione turistica sostenibile.

Si aprono quindi nuove opportunità per la creazione di imprese integrate atte ad accogliere i migranti, richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale e a garantire loro di formarsi e lavorare all’interno delle stesse organizzazioni che, oltre a essere strutture di accoglienza diventano strutture ricettive e punti di riferimento per il turismo lento.

Foto di Gianluca Maini

IL CORSO DI FORMAZIONE ESPERIENZIALE

Il corso di formazione esperienziale è rivolto a sedici giovani tra 18 e 35 anni, italiani e stranieri (richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale), che intendono partecipare a questo percorso di studio, analisi e valorizzazione territoriale di avanguardia che avrà come centro propulsore Montefredente, frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro (Bo).

Il percorso formativo è concepito come un laboratorio creativo che alterna didattica teorica e tecnica in aula con moduli esperienziali sul campo, al fine di progettare nuove traiettorie di sviluppo turistico sostenibile e interculturale. Una formazione esperienziale della durata di 4 fine settimana, compresi nel periodo luglio-settembre 2018, sull’Appennino Bolognese, dove i partecipanti avranno l’opportunità di incontrare diversi esperti e conoscere progetti innovativi che basano la loro attività sul potenziale della montagna. 

Il corso di formazione, realizzato in collaborazione con Asp Città di Bologna, SPRAR e Open Group, è promosso dall’associazione di promozione sociale YODA, che da 10 anni organizza, in rete con centinaia di soggetti, IT.A.CÀ migranti e viaggiatori, il primo e unico Festival del turismo responsabile in Italia e in Europa, premiato quest’anno ONU per la sua capacità di unire in maniera innovativa il turismo a temi quali immigrazione, accessibilità, intercultura e altre tematiche interconnesse allo sviluppo sociale ed economico del territorio, sempre in chiave sostenibile, muovendosi in un’ottica partecipativa ed inclusiva. Responsabile scientifico del corso è Pierluigi Musarò, professore associato presso l’Università di Bologna e Direttore di IT.A.CÀ Festival.

Grazie al coinvolgimento di studiosi e professionisti dell’accoglienza e della valorizzazione turistica, il percorso si articola in tre momenti tra loro connessi:

– una struttura teorica sul tema turismo e migrazione, con l’obiettivo di affrontare il tema della mobilità umana attraverso un approccio critico, capace di riconoscere che migrazione e turismo sono fenomeni complessi che devono essere analizzati nelle loro potenzialità e criticità, e affrontati in maniera integrata dal punto di vista degli interventi sociali sul territorio. 

– una formazione esperienziale sul campo mirata ad avviare nuove figure professionali legate al turismo lento e sostenibile e ad una valorizzazione responsabile e collaborativa del territorio attraverso la partecipazione di esperti e professionisti che lavorano nell’ambito della promozione culturale, del marketing, dello sviluppo turistico sostenibile.

– una lettura del territorio locale per creare rete con gli attori che lo animano e per identificarne potenzialità e limiti. Attraverso la valorizzazione di competenze interculturali saranno individuati, in collaborazione con gli stakeholder locali, strumenti a sostegno di progettualità innovative in termini di accoglienza di turisti, migranti e richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale. Nello specifico, questa parte prevedrà azioni di: analisi del territorio e delle risorse materiali e immateriali (analisi geografica, analisi della rete, ricerca storica, ecc.), SWOT analysis, marketing digitale, storytelling, destination brand design, analisi della comunicazione e marketing turistici e analisi dei mercati e dei target ai quali rivolgere la comunicazione dell’offerta turistica.

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE

Ai partecipanti è richiesta la frequenza di almeno l’80% del Corso.

Le date previste sono: 

  • 20-21-22 luglio 
  • 7-8-9 settembre 
  • 21-22-23 settembre 
  • 28-29-30 settembre 

Ogni fine settimana formativo prevedrà l’arrivo nella struttura di Montefredente alle ore 17 del venerdì e partenza dalla stessa struttura alle ore 17 della domenica successiva. È previsto un servizio navetta da e per San Benedetto Val di Sambro, che è raggiungibile con il treno da Bologna.

Pasti e pernottamenti nella stessa struttura e attività laboratoriali ed esperienziali sono garantiti dagli organizzatori.

Durante il corso, inoltre, i partecipanti collaboreranno nella scrittura di un articolo/post/diario di viaggio che verrà pubblicato sul blog di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile, insieme ad alcune foto significative dell’esperienza. L’intero percorso verrà raccontato come cammino nella formazione attraverso i social media, supportando in questo modo la promozione delle attività sostenibili del territorio.

Ai partecipanti che avranno completato il percorso verrà consegnato un Attestato di Partecipazione.

MODALITÀ DI CANDIDATURA

Le domande di partecipazione potranno essere presentate inviando all’indirizzo email morallimelissa@gmail.com il modulo di candidatura, corredato da una breve lettera di motivazione (max. 3.000 caratteri spazi inclusi), dal curriculum vitae e dalla copia di un proprio documento di identità

Scarica il modulo di partecipazione > Modulo di candidatura

Le candidature dovranno pervenire entro il 24 giugno 2018. 

L’Organizzazione procederà alla selezione dei candidati sulla base delle motivazioni espresse a supporto della candidatura e delle eventuali esperienze di studio, impegno professionale o volontariato nell’ambito della valorizzazione turistica del territorio, come risultanti dal curriculum vitae. I candidati selezionati saranno in seguito contattati via email e sarà loro richiesto di confermare l’iscrizione attraverso il versamento di un contributo spese di Euro 60,00.

ULTERIORI INFORMAZIONI

Per informazioni è possibile contattare la tutor del corso di formazione, la dott.ssa Melissa Moralli, all’indirizzo e–mail morallimelissa@gmail.com o al telefono 333 2712834.

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