Parmaccessibile | Intervista a Jessica Borsi e Matteo Salini per IT.A.CÀ Parma 2018

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi per il nostro blog siamo in compagnia di Jessica Borsi e Matteo Salini che ci raccontano l’esperienza di una delle realtà che partecipa alla tappa di Parma del festival IT.A.CÀ che si svolgerà dal 4 al 7 ottobre 2018 (qui il link al programma).

Jessica e Matteo hanno esperienza, idee e soprattutto un grande amore per la città di Parma, i suoi luoghi d’arte e cultura, gli itinerari enogastronomici, natura e ambiente. Da qualche tempo hanno aperto un sito Parmaccessibile , che permette agli utenti di scoprire, navigando nei vari menù, musei, monumenti, parchi, ma anche ristoranti e locali del centro che offrano ai visitatori un servizio di completa accessibilità. Non tutte le realtà infatti presentano spazi fruibili da chi, ad esempio, si muove in carrozzina, ma anche da chi ha difficoltà motorie più lievi o da mamme che, con bimbi piccoli al seguito, si devono spostare “armate” di passeggino.

Jessica Borsi e Matteo Salini

Conoscere i percorsi più accessibili rende il soggiorno di un turista certamente più gradevole, ma è fondamentale anche per chi – da visitatore “interno” alla città – tutti i giorni può trovarsi a cercare uno spazio dove prendere un caffè o cenare con comodità. Valore aggiunto del sito sono gli itinerari: una proposta di sguardo sulla città fatta con attenzione particolare agli accessi, ma anche e soprattutto con amore per la cultura. Abbiamo intervistato Jessica e Matteo per scoprire qualcosa di più sulla storia del loro progetto e sapere cosa dobbiamo aspettarci di nuovo per il futuro.

Prima domanda, forse banale, ma avete voglia di raccontarci come nasce il progetto di Parma Accessibile?  

L’idea del sito Parmaccessibile è nata anzi tutto per crearci un lavoro compatibile con le nostre difficoltà (lavoro non facilmente reperibile in altri ambiti) e per dare spazio alle nostre passioni in merito ai viaggi, alla cultura, al buon cibo. Sovente ci è capitato di non trovare informazioni esaurienti sull’accessibilità e fruizione di eventi, strutture ricettive, musei, chiese e quant’altro. Per cui il nostro intento e obiettivo è quello di colmare questo vuoto informativo. Tutti hanno diritto a fruire del patrimonio storico-artistico, naturalistico ed enogastronomico del nostro territorio.

Quali sono le maggiori difficoltà che, nel percorso di mappatura della città, avete riscontrato per un visitatore?  

Come già detto, il primo svantaggio è quello di reperire informazioni chiare ed univoche sull’accessibilità dei luoghi; il secondo consiste nella difficoltà di trovare indicazioni su come accedere a strutture accessibili attraverso mezzi alternativi; terzo e non ultimo trovare spazi totalmente fruibili ( è presente un ascensore ma manca la toilette dedicata oppure sono presenti piccoli gradini non superabili in autonomia…)

Parma è una città di eccellenze: se doveste fare qualche esempio di “ottime pratiche” nell’accessibilità in città…  

Per quanto riguarda l’accessibilità a luoghi culturali alcune realtà museali (Museo Diocesano, Pinacoteca Stuard, Casa della musica, Ape Parma Museo) recentemente restaurati presentano buona accessibilità.

Mentre l’accessibilità di bar e ristoranti del centro storico non è a livello di eccellenza.

Il vostro progetto prevede una ricca mappatura di luoghi, eventi, servizi accessibili a Parma e provincia…avete altre idee in cantiere per il prossimo futuro?  

Certamente. Dopo aver realizzato una guida sugli hotel accessibili di Parma e dintorni, siamo ora al lavoro per realizzare una guida sugli itinerari accessibili di Parma e dintorni. Questo anche in considerazione del fatto che la nostra città sarà capitale italiana della cultura nel 2020. Ci teniamo a sottolineare che la nuova guida sarà realizzata grazie ai fondi raccolti attraverso una campagna di crowdfunding. Ma idee in cantiere ce ne sono molte altre…

Ulteriori contenuti su Parmaccessibile!
Video realizzato da Enrico Gotti.

Ringraziamo i nostri ospiti e vi ricordiamo che il viaggio continua e che dovete venirci a trovare a Parma dal 4 al 7 ottobre per conoscerli dal vivo e seguire così il corposo programma del festival.

Vi aspettiamo e come sempre W il turismo responsabile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Caterina Bonetti
Staff IT.A.CÀ Parma

 

“VagoMato” – Destinazione Saccisica | Intervista a Alessandra Vedovato per IT.A.CÀ Padova 2018

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

Alessandra Vedovato

in occasione della 2° edizione del festival IT.A.CÀ a Padova, che si sta svolgendo in questo giornate dal 21 al 23 settembre (link al programma), abbiamo incontrato Alessandra Vedovato, comproprietaria di Villa Roberti a Brugine, che organizza attività, concerti, convegni e il mercatino delle pulci la prima domenica del mese.  

Apre così le porte delle sue stanze, nella dimora o nella torre trecentesca del castello dei Maccaruffo, ai turisti che vogliano dormirci, ed è inoltre tra i fondatori dell’associazione “VagoMato”, con obiettivi  la riscoperta, valorizzazione e sviluppo del turismo nella zona della Saccisica.        

Quando e come nasce VagoMato?  

VagoMato ovvero nuovi modi di condiVivere la Saccisica è un progetto, un percorso partecipativo che nasce nel gennaio 2018 dalla volontà di sette soci fondatori che non si erano mai visti prima.

L’occasione d’incontro è stata l’esperienza del “saPERfare turismo in Saccisica”, in particolare i workshop che abbiamo organizzato con l’associazione ViviLa Villa Roberti a partire da ottobre 2017 fino a gennaio-febbraio di quest’anno.

Il gruppo di lavoro ha iniziato ad incontrarsi in maniera regolare e ha cominciato ad immaginare di tradurre in pratica le nozioni e le informazioni acquisite sui temi che spaziavano dall’accoglienza turistica al cicloturismo, dal turismo esperienzale alla configurazione di un’offerta turistica integrata.

 Siamo un gruppo di persone che assommano competenze in ambito turistico, culturale, ricettivo e agricolo con una conoscenza del territorio e delle pratiche turistiche.  Confrontandoci durante questi workshop, abbiamo sentito il desiderio di far conoscere la realtà che ci circonda, il territorio in cui viviamo la nostra quotidianità, nel tentativo di valorizzare non solo il patrimonio materiale, ma anche quello umano e immateriale che abita da secoli queste terre. Quello che proponiamo è un Turismo a km 0.

Siamo tutte persone in “seconda vita”, ovvero che provengono da attività diverse, mentre i membri più giovani sono laureati in “Progettazione e Gestione del Turismo Culturale” all’Università di Padova o che hanno conseguito il master in “Design dell’Offerta Turistica”.

Quanto è importante per Padova e che tipo di possibilità offre?  

VagoMato è un’opportunità di scoperta di una terra di mezzo tra il mare e la città, laguna e colli attraverso un approccio più raccolto, più intimo che privilegia la “lentezza” delle passeggiate a piedi o in bici, esaltando il proprio patrimonio enogastronomico attraverso degustazioni e cene a tema, riscoprendo e ammirando il proprio patrimonio culturale organizzando attività ed esperienze turistiche tra corti benedettine, ville o antichi casoni.

VagoMato si propone di crescere ulteriormente con la creazione di una rete tra le diverse realtà del territorio, promuovendone la cooperazione, nell’ottica di riportare alla luce un patrimonio materiale, ma anche immateriale ed umano che da secoli arricchisce questo pezzo di territorio.

Perché avete scelto di aderire ad IT.A.CÀ?  

A maggio dello scorso anno durante un Incontro-convegno a Villa Roberti avevamo già cercato di capire chi fossero le forze attive sul territorio insieme al professor Marchioro e a Diego Gallo di Etifor (spin off dell’Università di Padova) che adesso ci accompagna nel percorso di costruzione di un marchio d’Area per la Saccisica. 

Le Amministrazioni comunali erano da qualche tempo sensibili verso le tematiche turistiche e disponibili a sostenerle e ad affrontare un percorso comune con gli stakeholders territoriali. 

Come associazione ci siamo confrontati subito dopo e abbiamo deciso di partire da questa ricognizione privilegiando un turismo di esperienze, di sensazioni, di comunità.

 Siamo profondamente legati all’idea che turismo è anche un modo di vivere, un modo di incidere nella realtà. A maggior ragione si è rafforzata l’idea di partire da noi e dalla nostra comunità per proporre ciò che ci piace, per condividere quelle che sono le nostre passioni, le cose di cui ci prendiamo cura ed abbiamo a cuore: un angolo di paesaggio solcato da un fiume, piuttosto che una campagna segnata dai trosi, una Villa piuttosto che una corte benedettina sapendo che qui e là troviamo un agricoltore amico che alleva Galline di Polverara o un’osteria che ci accoglie con storie di sapori.

Lo scorso anno abbiamo partecipato alla presentazione del primo festival IT.A.CÀ all’Università e siamo rimasti colpiti dallo slogan che abbiamo fatto nostro perchè ben rappresenta la nostra visione di far conoscere il territorio che amiamo, ovvero l’idea di trasformare il turismo “incoming” in “becoming”.

Quale attività proponete all’intervento del Festival?  

La nostra proposta prevede un bike tour con partenza da Villa Roberti verso i casoni di Piove di Sacco.

 Accompagnati dalla voce narrante di Zane, contadino vissuto a inizio Settecento che vive nel casone di Piove di Sacco e la cui madre è stata la balia di Francesco, ultimo erede dei Roberti, percorreremo la realtà rurale dei casoni coi tetti di paglia che si confronta con la realtà del mondo nobile, in particolare quello della marchesa Roberti, all’interno della sua villa finemente affrescata da Zelotti e Veronese.

Alla fine del tour è prevista una degustazione di prodotti tipici in villa Roberti realizzati con i prodotti dalle coop. Agr. biologica  Caresa e dell’az. agricola Scacco.

Per tutte le informazioni sull’associazione e sui prossimi eventi seguite i link:

FB VagoMato
Tel > 392 5226296
Email > info.vagomato@gmail.com 

Buon proseguimento di viaggio, cari amici viaggiatori e care amiche viaggiatrici!

Blog IT.A.CÀ
Elisa Carlini
Staff IT.A.CÀ Padova

 

 

“Casa A Colori” | Intervista a Daria Fallido per IT.A.CÀ Padova 2018

Cari viaggiatori e viaggiatrici 

il tema dell’accessibilità e del turismo accessibile sta prendendo sempre più piede in Italia e in Europa, ma è ancora sconosciuto ai più; specialmente a chi non è del settore! Grazie al festival IT.A.CÀ, già alla sua 2°edizione a Padova (qui trovate il programma dal 20 al 23 settembre), si cerca di dare visibilità alle realtà del territorio che si occupano di sviluppare questo importante tema. 

Daria Fallido

Scopriamo oggi insieme a Daria Fallido (ufficio comunicazione Gruppo Corte – “Casa A Colori”), un concetto creato per chi desidera una soluzione di alloggio a basso costo per un viaggio personale o di lavoro.

Ci racconti della vostra Cooperativa: quando è nata e qual è la vostra “missione”?  

“Città So.La.Re” è una Cooperativa sociale di tipo B nata nel 1997 che offre servizi di inserimento nel mondo del lavoro per persone in stato di svantaggio. Per farlo Città Solare gestisce diverse attività come la raccolta dei rifiuti e del vestiario usato, l’assemblaggio ad alta precisione di tipo meccanico ed elettromeccanico per conto di terzi e le “Case A Colori”.

Le “Case A Colori” sono strutture ricettive turistiche classificate come case-vacanza (ma che in realtà sono hotel a tutti gli effetti) che ospitano turisti o persone che si trovano a Padova per periodi medio-lunghi; abbiamo tariffe sociali, quindi accessibili ai più.

Le nostre “Case A Colori” sono tre: la prima istituita è Casa A Colori Padova in via del Commissario. La seconda è Casa Lucia Valentini Terrani, nel quartiere Arcella e la più recente Casa A Colori Venezia, a Dolo. 

Foto di Chiara Grossi

Quanto è importante la vostra attività per Padova e che tipo di possibilità offre?  

Con il nostro progetto vogliamo unire l’accoglienza turistica all’accoglienza sociale, cioè oltre ad accogliere turisti o lavoratori abbiamo riservato delle stanze per l’accoglienza di persone segnalate dai servizi sociali dei vari Comuni della provincia di Padova che sono in disagio abitativo, quindi ad esempio hanno subito uno sfratto o non hanno un posto dove stare.

In questo modo gli ospiti condividono gli spazi di vita quotidiana con i turisti, riuscendo talvolta a reagire e ad uscire dalla loro situazione di disagio trovando così la forza di migliorare la propria situazione. 

Foto di Chiara Grossi

Perché avete scelto di aderire a IT.A.CÀ migranti e viaggiatori festival del turismo responsabile?  

Del festival IT.A.CÀ ci è piaciuto il tema del turismo responsabile, che è ciò che noi cerchiamo di facilitare con la nostra accoglienza nelle “Case A Colori” essendo proprio delle strutture sociali che accolgono turisti responsabili che viaggiano magari con lo zaino in spalla o che provano a fare un tipo di turismo diverso da quello di massa.

Un altro aspetto che ci è piaciuto di IT.A.CÀ è la possibilità di fare rete con associazioni, enti ed organizzazioni del territorio che condividono la nostra filosofia. 

Quale attività proponete durante il festival?  

Domenica 23 settembre 2018 proponiamo una biciclettata tra le “Case A Colori”, le quali sono anche strutture bike-friendly ossia attrezzate a ricevere quei turisti che viaggiano in bicicletta (a Dolo è già attivo il servizio di noleggio biciclette mentre a Casa A Colori Padova partirà a brevissimo dopo gli ultimi lavori di ristrutturazione) con la possibilità di lasciare le bici personali in un deposito sicuro e di usufruire delle bici da noi messe a disposizione per la durata del loro soggiorno. 

Da non perdere questo bike tour con l’accompagnamento di una guida naturalistica per conoscere e comprendere queste strutture che oltre ad offrire alloggi a prezzi sostenibili mirano a valorizzare le relazioni fra persone e culture diverse.

Per tutte le informazioni sull’associazione e sui prossimi eventi che li vedranno protagonisti all’interno della tappa di IT.A.CÀ Padova 2018 seguite i link > programma Padova

www.casaacolori.org
info@casaacolori.org
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Blog IT.A.CA
Marta Carminato
Servizio Civile Cospe Veneto

I cammini di Gemmano | intervista a Pier Paolo Paolizzi per IT.A.CÀ Rimini 2018

Il viaggio di IT.A.CÀ continua da una parte all’altra dell’Italia e aspettando la tappa riminese dal 20 al 23 Settembre, abbiamo incontrato uno dei partner storici, A Passo d’Uomo, che come ogni anno ci porterà alla scoperta di un qualche tesoro della Val Conca.

Nel 2014 – al primo incontro – Elena Farnè ci diceva di aver deciso di aderire ad IT.A.CÀ per i numerosi punti in comune tra i due festival. “Prima di tutto condividiamo gli stessi interessi per lo sviluppo dei territori locali e per forme di viaggio più lento e responsabile. Inoltre, abbiamo il forte desiderio di crescere e migliorare creando nuovi rapporti e nuove relazioni con attività e persone che operano sui nostri temi: il camminare, l’arte contemporanea, la natura.”- ci diceva.

Pier Paolo Paolizzi

Dopo 4 anni di amicizia e collaborazione, andremo quest’anno a scoprire Gemmano – in Valconca – nei giorni della Rievocazione della battaglia, tra camminate, letture, incontri e teatro, due giorni di immersione nella storia, nel territorio e nell’anima di questo luogo.

Abbiamo incontrato Pier Paolo Paolizzi, detto Spigolo, narratore delle due giornate e profondo conoscitore del territorio. Scopriamo di lui che è un ideatore, un narratore, un lettore, un uomo di teatro, una personalità che ci incanta. 

Cosa è la Linea Gotica e come ha segnato la memoria tra Romagna e Marche? Perché queste date sono particolarmente significative per Gemmano?  

La linea Gotica è una linea di difesa predisposta dalle truppe tedesche che attraversa l’Italia dal Tirreno all’Adriatico. Gemmano si trovava sulla linea n° 2 e nel settembre 1944 fu teatro per circa dieci giorni di uno scontro feroce tra i tedeschi in ritirata e gli alleati. Il paese ne uscì completamente distrutto

L’evento che avete proposto per IT.A.CÀ Rimini è un percorso, ma anche un progressivo inserimento nella cultura e nel territorio di Gemmano. Raccontaci, come è nata l’idea e come i vari eventi si legano tra loro?  

“A passo d’Uomo” quasi mai propone camminate pure e semplici, vi inserisce sempre altri elementi significativi: narrazioni, osservazioni, spettacoli ecc.

L’evento del 22-23 settembre 2018 segue questo stile e fa parte di un progetto che l’Amministrazione Comunale porta avanti da parecchi anni. Ogni anno, in settembre, si tiene una manifestazione che ricorda quei terribili dieci giorni del ’44 e già da diversi anni il sottoscritto e A passo d’uomo si collabora.

Il percorso attraversa i luoghi simbolo della battaglia, il centro storico ancora segnato dalla distruzione negli edifici realizzati da una ricostruzione scriteriata; il Monte Gardo, conquistato e perduto molte volte nel corso della battaglia; i rifugi; la chiesa di Farneto, teatro di un gesto eroico del parroco di allora; uno spettacolo nella chiesa di Farneto che pone l’attenzione sui passi che portarono al fascismo e alla guerra, passi che oggi si sta ricominciando a segnare.

Con il Festival IT.A.CÀ  promuoviamo il turismo responsabile. Per te cosa vuol dire questo termine? Come pensi un evento come “I sentieri della memoria” contribuisca a sviluppare il turismo responsabile in un territorio come Gemmano?  

Un turismo che gode della bellezza e non lascia tracce se non nelle persone incontrate per averle cercate; che cerca di evitare il “transito”, ma aspira ad “essere” nei luoghi, facendo della lentezza un valore; che cerca lo spirito dei luoghi.

Ecco, mi sembra che l’evento “I sentieri della memoria” possegga tutte queste caratteristiche.

Raccontaci, come è nata la tua collaborazione con l’associazione “A passo d’uomo”?  Come è cresciuto negli anni il ruolo dell’associazione nel territorio della Val Conca?  

A  passo d’Uomo ha iniziato la sua attività in Valconca. Successivamente ha ampliato il campo di intervento organizzando eventi anche in altri territori ma la Valconca è rimasto il luogo principale. In particolare da tre anni, quando si è individuata una chiesa sconsacrata a Farneto nel comune di Gemmano come sede principale delle attività. È stato proprio attorno a questa chiesa che è nata la mia collaborazione con l’associazione. 

Il testo che ti riporto risale alla prima attività svolta da A passo d’Uomo a Farneto e descrive il mio rapporto con quella chiesa, infatti da oltre trent’anni ho una casetta a Gemmano e la chiesa di Farneto è proprio di fronte, sul versante opposto.

“Era là, davanti a casa, col suo campanile rotondo, sopra una macchia di acacie. Dalla porta laterale, quella della canonica, si riusciva ancora ad accedervi, e dopo il campanile si entrava in uno spazio polveroso, con tanti angeli di stucco che guardavano dalla cima delle colonne. 
Un giorno c’era una luce diversa, filtravano dei raggi di sole dal soffitto e sul pavimento qualche scaglia di intonaco. Da casa ancora non si notava niente di diverso, ma le visite mostravano ogni volta raggi più larghi. 
Poi lo squarcio divenne grande abbastanza da essere notato anche all’esterno.
Mentre il campanile restava immutabile il tetto della chiesa perdeva pezzi e gli angeli di stucco non avevano ombrelli per ripararsi. 
La selva rodeva i muri della canonica e la chiesa andava sgretolandosi.
Finché il gigantesco braccio idraulico di un carro prelevò la campana e la cella restò muta. Erano anni che nessuno azionava le funi ma qualche volta una folata di vento più forte delle altre convinceva la campana a far sentire la sua voce. Adesso più niente ingombrava la luce dell’arco che chiudeva la cella campanaria, e nessun vento avrebbe provocato un rintocco.
La casa sentì quel silenzio e le parve rumore di morte. Invece non tardò un brulichio di automezzi, un ergersi di stanghe a formare un castello, un rincorrersi di voci. La cella restò muta ma gli angeli non rimpiansero più di essere senza ombrello.
Il giorno in cui aprì le sue porte si videro persone guardare in alto la luce che entrava dalle finestre, e molte autorità le resero omaggio, ed atti eroici compiuti tra le sue mura furono ricordati. Un popolo intero aveva patito il suo sfacelo e deciso di amarla.
Amore di breve durata. Dopo quel giorno la casa la vide solitaria, negletta, avviata ad un nuovo declino. A cercare, in qualche angolo deve trovarsi il cuore, perché è quello che oggi ha deciso di accoglierci.”

Grazie a Spigolo per averci accompagnato dolcemente con l’immaginazione, in attesa di farsi rapire dalle parole e vivere la storia di questa perla nel cuore romagnolo.

A tutti, buon viaggio – ci vediamo a Rimini dal 20 al 23 settembre 2018n qui trovate il link al programma completo 🙂

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi 

 

La collina dei ciuchini: in viaggio con gli asinelli | Intervista a Francesca Ronchetti per IT.A.CÀ Parma

Carissimi amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog siamo in compagnia di Francesca Ronchetti, pedagogista clinica, che insieme a Fabio, perito agrario e maniscalco diplomato, ha fondato l’associazione “La collina dei ciuchini”. Associazione che si impegna a dare dignità a un animale troppo spesso sottovalutato e bistrattato. Nell’intervista Francesca ci racconta proprio in che modo perseguono questo obiettivo. 

Francesca Ronchetti

Ci racconti della sua associazione “La collina dei ciuchini”. Com’è nata e qual è la vostra mission?  

La Collina dei Ciuchini è un’associazione sportiva dilettantistica e di promozione sociale. È nata dall’amore che io e Fabio nutriamo per gli animali e dalla necessità di far conoscere gli asini e farli apprezzare per le loro meravigliose caratteristiche. Non sono quegli animali sciocchi di cui si sente parlare, né stupidi, anzi sono intelligentissimi, molto altruisti e con un cuore grande. Oltre a queste finalità ci occupiamo di proteggere tutti gli equidi, tra cui cavalli e muli.

Quali sono le attività che proponete?  

La nostra associazione propone attività di avvicinamento agli animali e di trekking someggiati, ovvero passeggiate nella natura accompagnati da asini che, a passo lento, ci affiancano lungo sentieri. Gli asini vengono vestiti con basto in legno dove si può mettere il necessario per il trekking come l’acqua, teli per coricarsi, cibo, cassetta di primo soccorso, ecc.

Nelle nostre passeggiate soltanto i bambini possono montare l’asino (e solo se sono stanchi) poiché il nostro obiettivo è di camminare a passo lento per poter osservare la natura, ammirarne i colori, gli odori, apprezzarne i suoni, le melodie, insomma uscire dalla vita frenetica che ci porta spesso a correre senza avere il tempo di guardarci attorno e dire: ”Che meraviglia”. L’asino con il suo passo lento ci aiuta in questo, con la sua pacatezza e tranquillità ci porta sulla via dell’equilibrio emotivo.

Come mai avete scelto proprio l’onoterapia (terapia praticata utilizzando gli asini) come tipologia di “pet therapy”?  

Abbiamo pensato di proporre attività di onoterapia perché è un modo speciale di far conoscere gli asini a coloro che hanno alcune difficoltà fisiche, psichiche, emotive e relazionali. Oltre agli asini, però, proponiamo anche attività di avvicinamento ai cavalli essendo io un tecnico di equitazione integrata.

Fino a ora quali sono state le soddisfazioni più grandi che avete raggiunto?  

Ogni giorno abbiano soddisfazioni: quando un animale ci mostra fiducia, quando i genitori ci lasciano i propri figli e ci mostrano gratitudine, quando persone diversamente abili ritrovano un loro equilibrio e aumenta la loro autostima, ci ringraziano e ci comunicano la loro felicità. Ma se devo dire la più grande soddisfazione? Quando una bimba mi ha guardato negli occhi e mi ha detto, dopo aver passato un po’ di tempo con la nostra ciuchina Bionda: “Oggi è il giorno più bello della mia vita”.

Con il Festival IT.A.CÀ  romuoviamo il turismo responsabile. Per lei cosa vuol dire questo termine? Nel suo settore cosa si può fare per perseguirlo?  

A mio avviso il turismo responsabile è quel turismo “pensato”, in cui si naviga in mari metaforici per raggiungere un nostro cambiamento interiore per fare in modo che un viaggio ci cambi. E’ quel turismo in cui viaggiando rispetto, non inquino, non sperpero, valorizzo. Cosa facciamo noi per raggiungere questi obiettivi? Proponiamo passeggiate ed escursioni in cui si cammina con i nostri ciuchini, senza altri mezzi. Io le definisco passeggiate Green, nel verde, e perché rispettiamo l’ambiente, cerchiamo di promuoverlo, sensibilizzare le persone per il rispetto della natura.

Per tutte le informazioni sull’associazione e sui prossimi eventi che li vedranno protagonisti all’interno della tappa di IT.A.CÀ Parma il 6 ottobre 2018 ( a Parma il festival va dal 4 all’8 ottobre) con i loro bellissimi ciuchini seguite i link:

www.lacollinadeiciuchini.it 
pagina facebook
canale youtube 

Buon proseguimento di viaggio, cari amici viaggiatori e care amiche viaggiatrici, non perdetevi le prossime tappe dell’unico e primo festival in Italia che si occupa di turismo responsabile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Giulia Ferraglia

Casas sin Familias | il dramma umano dell’Overtourism

“Casas Sin Familias” è il video prodotto da Samantha Keon e Cristina Tomàs White, con il fondamentale appoggio dei soci della ONG inglese Tourism Concern .

La prima proiezione internazionale è avvenuta lo scorso maggio durante la tappa di apertura del Festival IT.A.CÀ a Bologna all’interno della tavola rotonda sull’Overtourism, organizzata dall’Associazione Italiana di Turismo Responsabile – A.I.T.R. 

Il video affronta i problemi della crisi abitativa a Barcellona, come conseguenza della crescita incontrollata del turismo di massa. 

Attraverso la storia personale di Santi Mas de Xaxàs, “Casas sin Familias” ci racconta il dramma di chi lotta quotidianamente per il riconoscimento del diritto alla casa, e, in senso più ampio, del diritto alla propria città.

La Piattaforma delle persone colpite dal mutuo (PAH), di cui il protagonista Santi è un attivista, è un movimento nato nel 2009, a seguito della crisi immobiliare spagnola cominciata l’anno precedente, e che oggi conta 150 filiali in tutto il paese. Il PAH è solo uno dei movimenti che hanno portato i temi della questione abitativa al centro dell’interesse dell’opinione pubblica europea e mondiale con estrema forza mediatica. Infatti, a Barcellona il turismo è arrivato ad essere percepito dai propri cittadini come invasione, come gli striscioni e le scritte “Turisti tornate a casa”, sui muri della città, comunicano al mondo; un invasione che putroppo è arrivata fin dentro le proprie case. 

Nel corso degli ultimi anni, la capitale catalana, che conta 1 milione e 600 mila abitanti, ha registrato una crescita esponenziale del turismo, esacerbato dall’aumento del traffico crocieristico, fino ad arrivare ai 32 milioni di turisti registrati nel 2017. All’aumento della pressione turistica, si è accompagnato un aumento dell’uso delle abitazioni private per fini turistici che ha comportato l’inasprimento della questione sociale e, particolarmente, della questione abitativa, provocando più di mezzo milione di sfratti negli ultimi 5 anni.

Abbiamo assistito al progressivo sorgere e consolidarsi del protagonismo dei cittadini rispetto ai temi della sostenibilità del turismo urbano che hanno portato a manifestazioni estreme di

 turismofobia e rifiuto totale del turista. Come trovare l’equilibrio del turismo negli spazi urbani affinchè l’attività turistica non si trasformi in invasione rappresenta, ovviamente, il nodo della questione.

Il video non ha l’ambizione di parlare in modo esaustivo del problema dell’Overtourism, ma ha il pregio di avvicinarci al dramma umano delle conseguenze di un turismo non responsabile e non sostenibile perchè lontano dall’uomo. Ci porta a riflettere su come il turismo, nonostante i suoi grandi potenziali di crescita personale, ricchezza e incontro interculturale, si trasformi spesso in una cieca e spietata attività economica, che nella capitale catalana ha modificato completamente l’aspetto e il tessuto sociale di quartieri storici della città. 

“Casas sin Familias” ci pone delle domande serie, urgenti e importanti che parlano di limiti, di rispetto e di diritti. Il video non dà risposte, ma espone problematiche che non possono essere ignorate e ci obbliga a riflettere, noi turisti e cittadini allo stesso tempo.

Attualmente il video è disponibile sul sito di Tourism Concern ai seguenti links con sottotitoli in Inglese | www.tourismconcern.org.uk e in Portoghese e presto anche in Italiano.

In caso di interesse a divulgare il video, si prega di contattare Elisa Spampinato presso  Tourism Concern.

E-mail > elisa@sustainabletourism.me.uk
Skype > elisa.spampinato
Linkedin

Blog IT.A.CÀ
Elisa Spampinato 
Ricercatrice presso Tourism Concern
Collaboratrice Editoriale presso Travindy 
Consulente di Turismo Sostenibile e Sviluppo Locale

 

 

Dormire e mangiare nell’orto | La prima guida all’ospitalità rurale in Italia

Il letto del vicino – si sa – è sempre più verde.
“Dormire e mangiare nell’Orto” è la prima guida all’ospitalità rurale in Italia!

300 luoghi autentici dove dormire, mangiare e provare il calore dell’accoglienza contadina in una casa con “vista orto”: piccole e minuscole aziende agricole familiari, biologiche e biodinamiche, agriturismi veri – dove si lavora la terra e si utilizza più la vanga che la piscina – un’ospitalità contadina che sconfina nella convivialità e nella condivisione del lavoro.

Un libro che fa guardare oltre la siepe: nell’infinito che è l’Italia rurale – infatti – esistono ancora realtà che difendono la biodiversità nei campi e in cucina: aziende agricole familiari, spesso biologiche e biodinamiche, piccoli contadini, fattorie didattiche e sociali, B&B e ostelli di campagna, vignaioli ribelli, eco-villaggi con attività agricole, ospitalità informali e agricamping.

Sono soggiorni per tutte le tasche, tra i colori caldi della terra e della pietra dei casali, in luoghi spesso spettacolari e a volte selvaggi. Si dorme nel silenzio, ci si siede a tavola con la famiglia che ci ospita, si gustano i prodotti raccolti “a centimetro zero”. Chi ospita ha la vocazione a raccontare il proprio territorio, a fare da guida alle sue bellezze naturali, artistiche e al suo cibo, che sia un vitigno autoctono o un cereale antico. O a raccontare una storia contadina la sera davanti al camino o in un portico.

Non è indifferente che in queste realtà sia prassi comune partecipare ai lavori agricoli, mettere le mani nella terra, comprendere le stagioni, i ritmi del suolo, le opere e i giorni dei contadini. In questo caso “coltivare il proprio orticello” diventa una virtù: significa essere custodi della terra, a volte come Presìdio Slow Food o come affiliati alle decine di “reti contadine” di cui si dà conto in questo lavoro.

Scrive Roberto Brioschi di Rete dei semi rurali: “Le famiglie e le comunità rurali oggi non sono più monadi né isole nella corrente (…) ma unite in associazioni, coordinamenti e reti territoriali indicano la via contadina ad una vita sostenibile, il futuro che vogliamo”.

“Dormire e mangiare nell’orto. Guida all’ospitalità rurale e al buon cibo contadino in Italia”, a cura di Roberto Brioschi e Umberto Di Maria, 240 pagine, 14,50 euro, Altreconomia edizioni.

Link: https://altreconomia.it/prodotto/dormire-mangiare-nellorto/

IT.A.CÀ Blog 
Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione 

Notte Verde alle porte: il turismo sostenibile e responsabile tra i protagonisti | 28 – 31 agosto 2018

CASTIGLIONE D’OTRANTO

Lo sguardo diverso sul territorio, la sua fruizione che sia allo stesso tempo anche profonda cura dei luoghi, delle persone, delle relazioni. Tra i protagonisti della Notte Verde di Castiglione d’Otranto c’è anche il turismo sostenibile e responsabile: a questo sarà dedicata una intera strada, curata da IT.A.CÀ festival, Poiesis Laboratorio accessibile, La Scatola di Latta, Infopoint Turismo Castro e Giovani in Movimento per il Salento. 

D’altronde, il prossimo 31 agosto, la Notte Verde torna per la sua settima edizione per continuare a tessere relazioni orizzontali e per restituire al grande pubblico la complessità del ragionamento che a Castiglione d’Otranto si è fatto percorso di vita collettivo. 

Per la prima volta, una sezione dell’evento servirà a lanciare anche un messaggio chiave: il turismo spazzatura non ci appartiene, il turismo può e deve avere un’etica.

Sostenibilità, accessibilità e responsabilità sono e devono essere l’altro modo per far fruire il territorio a viaggiatori e vacanzieri, rispettando tutti. Non a caso quella strada è collocata in luogo simbolo per Castiglione: in zona Trice, vicino al mulino di comunità, alla fattoria degli asini, alla cappella della Maddalena, all’ingresso del paese e anche all’ingresso della Notte Verde. 

Si inizia alle h21.15 con il laboratorio per bambini “Ilustrabocchi, semini ambientali e pillole filosofiche nella Scatola di Latta”.

Si prosegue alle ore 22.15 con Turismo sostenibile, avanti tutti”, dialogo tra Giorgio Menchini, presidente Cospe Onlus; Roberto Guido, autore de “La Ciclovia dell’Acquedotto”, e Marta Vignola, ricercatrice del Dipartimento di Storia Società e Studi sull’Uomo UniSalento e referente per la rete IT.A.CÀ Salento.

La Notte Verde, con l’intero borgo animato da decine di laboratori, dialoghi, esposizioni, musiche per la terra, è preceduta da tre giorni di preludi, il 28, 29 e 30 agosto, sempre in zona Trice. Tutto declinato seguendo un unico filo conduttore: il rispetto per l’ambiente, la valorizzazione dell’agricoltura naturale e dell’artigianato di qualità, la necessità di un’economia di comunità. 

Nelle tre giornate di preludi, dalle h19.00 alle h21.00, si terranno visite guidate al mulino di comunità e alla fattoria in bioedilizia, laboratori di scrittura rurale con la scrittrice Luisa Ruggio, laboratori di rural street art, di erbe medicinali e officinali, di costruzione di ecoaltalene, di materiali per l’apicoltura e di macinazione di mais prodotto in Puglia.

Poi, dalle 21 i focus e dalle 22.30 il cinema,  il teatro ambientale e i canti di terra e di lotta. Il 28 si parte con la Lectio Magistralis: “Il diritto al cibo come strumento di democrazia” che sarà tenuta dal professore Michele Carducci e seguirà un dialogo sulla cerealicoltura di qualità; il 29 si conosceranno le esperienze di Arvaia di Bologna e della Comunità del cibo della Garfagnana; il 30 il dialogo, “Pesticidi, bando alle ciance”, con Patrizia Gentilini, oncologo Isde, e Nico Catalano, referente Aiab Puglia, dopo l’arrivo a Castiglione della Marcia del Seme. 50km in cammino raccogliendo e custodendo i semi della  nostra biodiversità.

 Il 31 agosto, la lunga notte, la serata clou.

Alle 20.30, in Piazza della Libertà, l’ospite d’onore Alberto Magnaghi, padre del territorialismo italiano, sarà il protagonista del dialogo di apertura “Le nuove vie della restanza. Territorio, economie rurali, alleanze di comunità”, assieme ad Angelo Salento, sociologo e presidente onorario della Notte Verde 2018. Un dialogo che seguirà all’inaugurazione di “Contadini di tutto il mondo, unitevi!”, la Collezione comune di arte muraria, realizzata nel Parco Renata Fonte da artisti provenienti da varie parti del mondo.

Ogni strada avrà un tema. C’è quella dedicata agli asini di Martina Franca; c’è la corte delle erbe e c’è quella dei pani. I percorsi si intrecciano: quello dei Coltivatori di Cambiamento con la strada dell’Agricoltura naturale; quello della canapa con la strada della Vita dedicata alle api. E poi uno spazio per le degustazioni del ponte generazionale, curato dai nonni dell’Auser Ponte Andrano-Castiglione, e per il cibo sano della cucina collettiva di Casa delle Agriculture nella Via della Restanza.

“La terra che cura” raccoglie le esperienze di agricoltura sociale; “La terra che gioca” ospita una ludoteca con lo sguardo al cielo e i piedi ben piantati per terra. Per tutta la notte il borgo sarà animato da musiche in acustico. Lo spettacolo finale, dedicato a Jessy Maturo, vedrà protagonista un palco alimentato ad energia cinetica, con gli spettatori che pedaleranno, contribuendo a rendere ancora di più la Notte Verde ad alta sostenibilità ambientale. 

La Notte Verde è a cura di Casa delle AgricUlture Tullia e Gino e della cooperativa Casa delle AgricUlture, con il patrocinio del Comune di Andrano e in collaborazione con Salento km0, Free Home University, Gus, Parco Regionale Costa Otranto-S.Maria di Leuca. 

Il programma completo è su casadelleagriculture.wordpress.com

Concorso Fotografico | SCATTIDIPARTECIPAZIONE – 2° Edizione

 Concorso Fotografico  
SCATTI DI PARTECIPAZIONE
2° edizione 

TEMA
“Napoli il mio mondo, il mondo a Napoli”.
Si selezioneranno foto che raccontano Napoli e dintorni, la provincia di Napoli, l’area metropolitana di Napoli vista da prospettive diverse. Si sceglieranno fotografie inedite, inusuali, soggettive dell’arte, della culturale, dei paesaggi (etc.) per quanto riguarda “Napoli il mio mondo”;  per “il mondo a Napoli” si punta alla accoglienza turistica in città e nei dintorni, agli scambi culturali, alla socialità e convivialità, che si possono incontrare per i nostri territori. (Articoli 2- 5 -6)  

CONTRIBUTO 
Il contributo associativo per la partecipazione è di 15€.
È gratuito solo per coloro che appartengono alle associazioni proponenti, ai partner, ai sostenitori/donatori. 

Ciò significa che tutti gli aderenti/soci delle associazioni partner possono partecipare gratuitamente, dichiarando nel corpo della email di iscrizione che fanno parte delle associazioni o allegando copia della tessera o autodichiarazione. Questo punto è utile per promuovere l’adesione alle rispettive associazioni.  (Articoli 1- 3-  6- 7 -9). 

 

 

COME PARTECIPARE 
Concorso è aperto a fotografi dilettanti e professionisti di ogni nazionalità, con documento valido in Italia. Possono partecipare solo i maggiorenni a partire da diciottesimo anno di età.  (Articolo 8 Regolamento Concorso Fotografico 2018). 

Avete tempo fino al 24 settembre 2018 inviando 3 fotografie, il modulo d’iscrizione, la copia del bonifico di 15€ o autodichiarazione di appartenenza alle associazioni, partner e sostenitori per partecipare gratuitamente

La email va inviata a > scattipartecipazione2018@gmail.com (Articoli 14 – 1 -3-  6- 7 -9)

Si diventa partner del concorso inviando una email a scattipartecipazione2018@gmail.com entro il 3 settembre 2018. Gli impegni sono promuovere il concorso sui social e siti – web; i benefici: partecipare gratuitamente ed essere promosso sulle pagine e in tutte le  modalità. 

PREMI 
1° CLASSIFICATO > Cammeo de Il piccolo museo del cammeo di napoli
Ci saranno dei premi per le menzioni speciali dei fotografi-artisti ritenuti meritevoli dalla Giuria.
I primi 20 partecipanti ritenuti meritevoli riceveranno l’attestato di partecipazione al concorso.
I primi 12 finalisti parteciperanno alle eventuali e successive mostre fotografiche organizzate dalle associazioni e dai partner.
Ci sarà un premio per la fotografia con  il maggior numero di like della giuria popolare (Articoli 10 -13)   

CRITERI DI SELEZIONE
Coerenza con il tema (10 punti);
Impatto emozionale (9 punti);
Composizione (8 punti);
Creatività (8 punti);
Valore etico (8 punti);
Originalità (7 punti);
Tecnica (5 punti).
(Articolo 15) 

GIURIA 
La giuria tecnica è composta da 2 fotografi professionisti Pasquale Sanseverino e Marco Maraviglia; da un rappresentante delle associazioni capofila esperto di fotografia. Oltre alla giuria tecnica vi è la giuria popolare. (Articoli 11 – 12)  

PREMIAZIONE 
14 ottobre 2018 alle h12.00 presso la CHIESA DI SANTA MARIA SUCCURRE MISERIS (via Vergini n.45 – NAPOLI) all’interno di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori festival del turismo responsabile, il primo e unico festival in Italia sul turismo responsabile e innovazione turistica, che farà tappa per la prima volta a Napoli dal 12 al 14 ottobre | Sito ufficiale www.festivalitaca.net (Articolo 14) 

REGOLAMENTO COMPLETO DEL CONCORSO FOTOGRAFICO
Sulle pagine e gruppi Facebook Scattidipartecipazione, Colori della Campania, Cittadinanzattiva Napoli Centro, Pro Loco Capodimonte.
Si può richiedere a scattipartecipazione2018@gmail.com  e alle associazioni partner sia il regolamento sia il modulo di iscrizione per partecipare. (Articolo 18)

 

Idee per viaggi sostenibili e campi di volontariato

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

siamo ormai nel periodo delle ferie estive e molti di voi ci hanno inviato richieste chiedendo dritte e consigli su viaggi sostenibili e campi di volontariato, in modo da trascorrere una vacanza “in stile IT.A.CÀ”: piena di esperienze e, perché no, all’insegna di un contributo all’ambiente e alla cultura.
Ecco quindi i nostri cinque consigli utili in questo senso!

TURISMO SOSTENIBILE

Chi per eccellenza si occupa di valorizzare l’ambiente e presentarlo al pubblico in tutto il suo splendore storico e naturale è il Fondo Ambiente Italiano, sul cui sito non possono mancare proposte per itinerari turistici organizzati alla scoperta di arte, architettura, archeologia, storia, musica e natura. La rosa di destinazioni fra cui scegliere è sempre molto variegata ed originale, con visite esclusive in luoghi solitamente preclusi al pubblico e guide qualificate che comunicano le eccellenze del territorio in modo efficace.

Inoltre, il FAI specifica che viaggiare con questi programmi permette di contribuire concretamente a sostenere le attività di tutela del paesaggio.

Fonderia Spagnola

La ricerca della biodiversità, la scoperta della cultura, lo sviluppo di un singolare spirito di adattamento: questi gli obiettivi dei percorsi di trekking dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile  (AITR), già fra i collaboratori del Festival IT.A.CÀ, che fa dei viaggi sostenibili uno strumento di aiuto per popolazioni in difficoltà il cui territorio è scelto come meta di approfondimento ed esperienza personale, contribuendo allo sviluppo di quei paesi che bisognosi di sostegno economico e sociale. Le mete fra cui scegliere sono veramente tante in tutti e cinque i continenti.

CAMPI DI VOLONTARIATO

Nell’ambito di una vacanza istruttiva che metta insieme volontariato e divertimento, il WWF è tra i leader del settore, offrendo percorsi adatti ai più piccoli, per permettere un contatto sicuro con la natura e lo sviluppo di una prima consapevolezza dell’idea di rispetto per l’ambiente. Inoltre, si tratta di un’opportunità di socializzazione tra bambini e ragazzi, per creare nuove amicizie nel corso delle attività guidate dagli animatori, a proposito di educazione  ambientale, promozione della sostenibilità, risparmio delle risorse naturali e contenimento dell’impatto turistico.

Per i più grandi, invece, ci sono i campi di volontariato di Legambiente, che sono chiamati addirittura “campi di lavoro”, nell’ottica di sottolineare la serietà e l’importanza delle attività svolte. Dal recupero di sentieri abbandonati alla gestione di un’oasi dunale, dal rinverdire un’area piantando alberi  al controllo del suo sviluppo, insomma si tratta di riportare l’equilibrio e la bellezza naturali di alcuni luoghi di interesse che hanno perso lustro perché trascurati.

I progetti sono specifici e, in genere, di breve durata, con spazi abitativi condivisi e una routine quotidiana comune che completa un’esperienza intensa ma senza pari.

In fine, parlando di “migranti e viaggiatori”, non si può non citare l’offerta dall’Associazione no profit AMANI, che chiama soprattutto i giovani a diventare volontari durante l’estate per conoscere le case di accoglienza per ex bambini di strada a Nairobi e a Lusaka. I volontari vengono preparati attraverso un percorso di attività formative che li porta a conoscere la realtà in cui saranno inseriti.

Successivamente, si troveranno immersi nel panorama delle  case di accoglienza nella sua totalità, impegnandosi nell’animazione, nel gioco e nello studio, per favorire lo scambio culturale con i giovani e con i bambini del Kivuli Centre, della Casa di Anita e del Mthunzi Centre.

Se invece avete le ferie a fine ottobre vi consigliamo questo viaggio in Etiopia organizzato dalla Fondazione Butterfly Onlus che da oltre 15 anni è presente in questo paese con progetti di sviluppo locale.

Questa autunno propone un viaggio solidale e di volontariato per contribuire alla costruzione di un pozzo d’acqua nel nord dell’Etiopia, dando la possibilità a molte donne di non dover più camminare ogni giorno per decine di chilometri in cerca di pozze d’acqua spesso sporca; permettendo così a migliaia di persone di bere acqua pulita. Se volete avere info seguite il link > scomfortzone.com 

Tante occasioni per conoscere il mondo in maniera responsabile e aiutando il nostro pianeta! Non perdetevi l’occasione di fare un’esperienza di questo tipo perchè come diciamo sempre:

Il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa
una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere,
dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…

BUONA ESTATE 

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

Valorizzazione turistica e gestione del patrimonio culturale | Master UNIBO 2017/2018

Storia, arte, cultura, paesaggi, enogastronomia. Il nostro paese è unico al mondo ma, troppo spesso, non riusciamo a valorizzare tutto come si dovrebbe.

In Italia il patrimonio culturale rappresenta una importante opportunità di sviluppo, capace di attivare risorse economiche e generare opportunità occupazionali. Una corretta e ragionata politica di promozione turistica dei beni ed eventi culturali può consentire il finanziamento delle stesse iniziative e la generazione di utili significativi, con effetti positivi anche sul territorio e la società. In quest’ottica, il Master  “Valorizzazione turistica e gestione del patrimonio culturale” dell’Università di Bologna si propone di formare una figura professionale che possieda conoscenze e strumenti per fare del patrimonio culturale del nostro Paese un’opportunità di crescita economica.

Sei interessato ad approfondire le tematiche della Valorizzazione e Gestione del nostro Patrimonio culturale perchè già lavori in ambito turistico o perchè vorresti diventasse il tuo?

Vuoi scoprire quali sono le sfide attuali e future di questo settore ed imparare tecniche innovative?

Scopri i contenuti del Master nelle varie sezioni del sito e scarica il bando 2018/2019, la scadenza per l’iscrizione alle selezioni è il 28 novembre 2018.

Segui il Master anche sui Facebook e Linkedin e se hai dubbi o curiosità chiama o scrivi!

www.master.unibo.it/turismoculturale

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La bellezza salverà il mondo.
(Fëdor Dostoevskij)

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile Comunicazione

Mi sono perso in Appennino | Intervista allo scrittore e camminatore Gian Luca Gasca

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog partiamo con una citazione: “È questa la bellezza dell’Appennino. Sono montagne che muoiono e risorgono ogni tanto dall’abisso. Tremano e per un attimo stanno sulla bocca di tutti per poi ricadere nel dimenticatoio dove finiscono le specificità italiane.” – cit Gian Luca Gasca.

Gian Luca Gasca

Siamo in compagnia di Gian Luca Gasca, autore del libro “Mi sono perso in Appennino”, presentato all’interno di a IT.A.CÀ Bologna, domenica 3 Giugno a Grizzana Morandi (nell’Appennino bolognese). Camminatore, reporter e scrittore di montagna nonché viaggiatore e cultore della montagna. Amante dei viaggio con lo zaino in spalla nel 2014 inizia ad organizzare una traversata delle Alpi che lo ha portato a stravolgere la sua carriera cambiando completamente lavoro.

Il libro “Mi sono perso in Appennino” nasce da un viaggio che hai intrapreso dal Colle di Cadibona ai Monti Nebrodi lungo oltre 200km. Ci parli di quell’esperienza?  

Si è trattato di un’esperienza particolare. Sono partito per questo viaggio che non conoscevo quasi le montagne appenniniche. Sono partito con tutti i pregiudizi di un alpino che ha sempre considerato queste montagne territori secondari, cime minori.

Pochi giorni dopo essere partito ho invece iniziato a cambiare idea. Mi sono dovuto ricredere scoprendo mano a mano delle alture sempre più interessanti e vive. Terre alte dalla storia antica, luoghi rimasti intonsi nella tradizione. 

È stato un viaggio quasi un viaggio di maturazione che mi ha permesso di scoprire volti della montagna che ancora non conoscevo.

Qual è la cosa che più l’ha sorpresa in questo viaggio?  

L’abbandono come la resistenza. L’Appennino è costellato di storie romantiche di storie di resistenza che si intrecciano strettamente con l’abbandono dei luoghi. C’è chi se ne va in cerca di una vita migliore e più facile, c’è chi scende a valle in cerca delle comodità della città. Ma c’è anche chi resta e lotta per far vivere quelle terre d’altura. Spesso sono singoli, oppure piccoli gruppi di cittadini, che vanno avanti con le proprie forze trovando raramente l’aiuto delle istituzioni. Sono persone con un forza di volontà incredibile perché non sempre è facile andare avanti da soli. È stato davvero sorprendente scoprire questo tra le montagne appenniniche.

Che consiglio daresti a chi si volesse apprestare a intraprendere un cammino nell’Appennino per la prima volta?  

Di lasciar perdere tutti gli stereotipi e dimenticare gli schemi mentali. Così facendo potrà godere appieno della bellezza di questi luoghi.

Con IT.A.CÀ festival vogliamo promuovere un tipo di turismo diverso, un turismo responsabile, e lo facciamo affrontandolo da diversi punti di vista. Secondo te come deve essere un turismo responsabile?  

Responsabile è sinonimo di affidabile. Credo debba essere la denominazione stessa del turismo a dare un imprinting al modo di vivere in territorio: con rispetto e coscienza. Rispetto inteso nelle sue mille sfaccettature: dal non sporcare, al non vandalizzare; dal rispetto di tradizioni, usi e costumi locali al rispetto del diverso.

Terremoto 2016 nel centro di Amatrice, Lazio.

Blog di Gian Luca  

Buon viaggio e buon Appennino amici viaggiatori e amiche viaggiatrici, ma prima di mettersi in cammino o durante leggetevi il suo libro: merita davvero 😉

Blog IT.A.CÀ
Giulia Freguglia