Un atlante narrativo per raccontare l’Appennino

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Un atlante narrativo per raccontare l’Appennino

6 Ottobre 2018 alle 11:00

Cambiamento climatico, spopolamento, dissesto idrogeologico. Sono queste le tre parole chiave attorno alle quali costruire il racconto che permetta di capire il territorio appenninico oggi. 

Il cambiamento climatico si manifesta in primis in zone “estreme”: la costa, la montagna. 

Se tra ottant’anni la costa adriatica settentrionale sarà sommersa dalle acque, cosa accadrà della montagna?  Piogge improvvise e violente; estati torride e siccitose o calde, umide e afose; inverni caldi e raramente nevosi o gelate fuori stagione; sono fenomeni sempre più frequenti e di certo non imputabili al caso o al destino.  

Il fenomeno dello spopolamento come causa ed effetto insieme del diradamento delle attività economiche di montagna è visibile da tutti, ma in quanti si chiedono che conseguenze abbiano la perdita di conoscenza del territorio e l’annebbiamento della memoria storica che discendono da questa dinamica? Quanti intravedono in quel processo l’origine delle paure e del senso di isolamento e di abbandono in cui vivono le piccole comunità dei pochi abitanti rimasti? 

Alla luce di queste poche evidenze si può comprendere allora come il dissesto idrogeologico non abbia più solo una causa ma sia il frutto di un lungo e complesso processo sul quale non si ragiona mai abbastanza.

Oggi non si può pensare ad un recupero montano che preveda un ritorno al passato o che passi per la via dell’iniziativa individuale. 

Cosa ci fa allora una classe “in giro” per l’Appennino, di fronte a problemi così vasti e così complessi? Come possono pochi giovani capire cosa significhi la gestione dell’ambiente e del territorio appenninico? Come può un gruppo di studenti raccontare il cambiamento climatico, lo spopolamento della montagna e il dissesto idrogeologico?

Possono cominciare ad osservare una porzione di Appennino, costruire un atlante e provare a raccontare com’era quel territorio, com’è e come sta per diventare.

Tra i vari ospiti interveranno Andrea Greci, giornalista e direttore della rivista “L’Orsaro”, la dott.ssa Sabrina Michelotti, insegnante, e gli studenti della classe 4°A GAT dell’Istituto Tecnico Agrario “F.Bocchialini”.  

Info e prenotazioni: michelottis@poloagroindustriale.gov.it

 

Iniziativa pubblica ad ingresso gratuito.

 

Si ringrazia la Fondazione Monteparma e APE Parma Museo per l’ospitalità.

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