IT.A.CÁ migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile

V Edizione – Bologna e altre città dell’Emilia Romagna
25 maggio – 2 giugno 2013

REPORT 2013

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze!”
Kostantin Kavafis

Il turismo come industria “glocal”, con competizione internazionale, ma offerta locale

Oggi il turismo è un’attività che ha la stessa importanza dell’industria e del commercio, è interessato da esportazioni e investimenti giganteschi e si dimostra, come nessun’altra attività antropica, resistente alla crisi e ai disastri. Ciò nonostante, richiama ancora lo svago, il viaggio o il riposo e, per la maggioranza dei nostri contemporanei, “fare turismo” è solo sinonimo di vacanza.

Malgrado una situazione di recessione prolungata, negli ultimi dieci anni il turismo rappresenta uno dei settori economici che ha avuto la crescita maggiore a livello mondiale. La spesa dei turisti per viaggi all’estero è raddoppiata e si prevede che nei prossimi dieci anni aumenti di un ulteriore 50%. Il trend di crescita che caratterizza il turismo internazionale è costante e di lungo periodo: se i dati evidenziano come nel 2012 più di un miliardo di persone ha compiuto un viaggio all’estero per turismo, non bisogna dimenticare che questa evidenza è in atto già dal 1980 e si attende che la crescita sarà̀ sostenuta anche nel prossimo ventennio. Considerando i flussi che si sono realizzati, dai circa 280 milioni di passeggeri del 1980 si è passati ai circa 900 del 2010, e per il 2030 è atteso che i passeggeri raddoppino, fino a arrivare ai 1,8 miliardi annui. Si tratta dunque di un tasso di crescita attesa medio nel cinquantennio (1980 – 2030) del 4% annuo (UNWTO 2012).

La crescita costante del turismo, fenomeno che interessa tutte le diverse aree del globo, si configura dunque come un elemento da non trascurare in un periodo di recessione grave come quella attuale. Tanto più per quei Paesi che fino ad oggi hanno mantenuto un primato indiscusso per numero di arrivi di turisti internazionali e che oggi si trovano a dover fare i conti con un processo di globalizzazione che vede l’ascesa incalzante di nuove destinazioni. Ne è consapevole l’Unione Europea (UE) che annovera il turismo tra le nuove priorità stabilite nella strategia «Europa 2020» volte a far si che l’Europa possa mantenere il primato di principale destinazione turistica mondiale. Consapevole del fatto che il turismo rappresenta la terza maggiore attività socio-economica dell’UE, generando più del 10% del PIL e fornendo circa il 12% dell’occupazione totale, la Commissione ha proposto un nuovo quadro di azioni coordinate in materia di turismo al fine di rafforzare la competitività e la capacità di crescita sostenibile del turismo europeo. Proprio così, la crescita sostenibile rappresenta uno dei quattro assi individuati dalla comunicazione 352/2010: nel nuovo quadro d’azione per il turismo europeo spicca infatti la necessità di «promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità».

Il turismo rappresenta un settore fondamentale anche per l’economia dell’Italia: anzitutto perché ha un forte peso sia in termini di PIL (circa il 9%) che di occupazione (circa il 10%); è inoltre un settore, forse l’unico, dove l’Italia ha un vantaggio competitivo forte e durevole nel tempo, da sfruttare per non perdere quote in un mercato internazionale che continuerà a essere positivo perché trainato dalla domanda delle economie ad alta crescita. Lo dimostra il primo Piano Strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, intitolato «Turismo Italia 2020. Leadership, Lavoro, Sud» pubblicato nel gennaio 2013, in cui si denuncia la perdita di competitività̀ del nostro settore turistico per rilevare come il Bel Paese abbia ancora un ruolo rilevante nel turismo internazionale. Infatti, nonostante l’Italia sia scivolata dal primo al quinto posto nella classifica mondiale delle destinazioni più visitate, il turismo rimane una risorsa importante sia in termini economici (le persone impegnate in questo settore sono circa 2,2 milioni, cioè mezzo milione in più di tutta la metalmeccanica), sia perché offre grandi opportunità per la valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico, sia rispetto alla comunicazione delle identità dei territori, e sia in termini di attrazione di nuove risorse per la loro conservazione e rivalutazione. Basti dire che il Country Brand Index 2012-2013 elaborato da FutureBrand su 118 Paesi, il «marchio» Italia è il primo al mondo per «l’attrattività legata alla cultura», il primo per il cibo, il terzo per lo shopping e nel complesso rappresenta «la prima destinazione dove i turisti vorrebbero andare». Eppure nella classifica finale, a causa di molti altri fattori, tra cui il rapporto qualità-prezzo, siamo solo quindicesimi.

Dal piano strategico elaborato dal Governo si evincono le criticità dell’industria turistica italiana: problemi di governance del settore, promozione all’estero estremamente frammentata, nanismo delle imprese, limiti nella capacità di costruire prodotti turistici competitivi, infrastrutture insufficienti, formazione del personale inadeguata al mercato globale, difficoltà ad attrarre investimenti internazionali. E, soprattutto, si rileva la necessità di avviare un cambiamento culturale in grado di focalizzare «il turismo come un’industria “glocal”, con competizione internazionale ma offerta locale, per la quale è fondamentale un coordinamento forte ed efficace tra Governo, Regioni e Province Autonome» (ibidem, pag 41).

IT.A.CÀ: ospitalità di qualità e cura del buon vivere

Per quanto spetti a tutte le Regioni italiane e al ministero del turismo (e beni culturali) unire le forze per affermare il brand Italia sui mercati internazionali, la quinta edizione di IT.A.CÀ – Migranti e viaggiatori, festival del turismo responsabile si è posta in linea con alcune linee guida nazionali e regionali volte a migliorare la competitività del settore turistico. Nello specifico, il nutrito cartellone di eventi presentato tra il 25 maggio al 2 giugno ha mirato a definire percorsi di promozione turistica locale in diverse città e province della Regione sviluppando un’immagine unitaria del territorio emiliano romagnolo in chiave di sostenibilità e responsabilità.

Attraverso 150 eventi – mostre, iniziative in piazza, convegni e concorsi, visite guidate e itinerari in bicicletta, pranzi a Km 0, spettacoli, etc.3 – il festival ha mirato a promuovere una nuova idea del turismo, più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. Dall’ecoturismo al trekking, dal cicloturismo agli agriturismi, IT.A.CÀ conduce istituzioni, operatori economici, turisti e intere comunità a sperimentare modelli alternativi, dimostrando che oggi un altro turismo è possibile. Il festival non vuole essere solo la vetrina di progetti italiani e internazionali, ma offrire la possibilità di vivere in prima persona esperienze di turismo sostenibile alla scoperta dell’Emilia-Romagna. Superando la frammentazione che spesso caratterizza il comparto, abbiamo infatti creato una rete di strutture ricettive, enti e consorzi, che permettono di spostarsi da una città all’altra per conoscere in maniera autentica e sostenibile il territorio.

In sintesi, il festival è partito in centro a Bologna sabato 25 maggio con gli appuntamenti organizzati insieme a Slow Food e a Terra equa (festival del commercio e dell’economia solidali), per terminare nello stesso centro domenica 2 giugno in compagnia di Vinicio Capossela e Arto Lindsay (inserito nel festival di musica internazionale Angelica), in tandem con la “Borsa del turismo delle 100 città d’arte d’Italia”.

Tra i tanti eventi promossi a Bologna e dintorni, si segnalano i convegni su turismo e disabilità, a cui è seguito un itinerario attraverso i luoghi della città che più rispondono (o non rispondono) ai criteri di accessibilità, il convegno sul turismo sessuale, il workshop su turismo responsabile e associazioni di migranti, la conferenza sui trent’anni di viaggi col comune di Bologna e il world cafè: verso una carta etica per il turismo scolastico. Tra le diverse mostre fotografiche, segnaliamo “Viaggio artigiano” sulle botteghe storiche bolognesi, e “Lontananze e prossimità. Moçambique zoom zoom” con gli scatti del mozambicano Ricardo Rangel. Particolare partecipazione ha visto “Women Urban Game”, una maratona di lettura e scrittura collettiva interamente dedicata al racconto di viaggio al femminile.

Di fondamentale importanza si sono rivelati i contest lanciati prima e durante il festival. Oltre a “Itaca_Contest 2013”, la terza edizione del concorso di fotografia, illustrazione e racconti di viaggio che ha ricevuto quest’anno 270 opere da tutto il mondo, premiandone 7; si segnala “Adotta 1 turista”, concorso riservato a idee originali di ospitalità, che ha ricevuto 37 proposte e 7.000 visitatori web, premiando il “Giro del giorno in 80 mondi” proposto dagli studenti provenienti da Guinea Conakry, Marocco e Pakistan di una classe di italiano di Cento, che invitano a passare una giornata insieme a loro alla scoperta di sapori, lingue e musiche esotiche. Tra gli altri contest, importante partecipazione ha caratterizzato “#itacainbici”, attraverso cui cicloturisti hanno pubblicato su Instagram fotografie di escursioni e altri momenti del festival, nonché il concorso “Talento italiano 2013”, promosso da Aitr, Università Luiss Guido Carli e da SL&A Turismo e territorio, che ha premiato le idee più originali tra gli oltre 30 partecipanti.

Ma quest’anno IT.A.CÀ ha coinvolto anche Parma, Reggio Emilia, Ferrara e Rimini. Proprio in riviera si è tenuta la “Passeggiata di Ulisse” sulla spiaggia, alla scoperta dei sapori autentici della Valconca e della Valmarecchia. A Parma, oltre al già citato “Adotta 1 turista”, è stato premiato anche il concorso fotografico “Un altro punto di vista”, teso a immortalare la città e i suoi abitanti. A Ferrara, “Il Sentiero del comandante Bulow” ha esplorato i luoghi simbolo della lotta partigiana nella zona del delta del Po, mentre a Cerreto Alpi (Reggio Emilia) si è svolto il convegno nazionale delle cooperative di comunità, con la festa del decennale dei “Briganti di Cerreto”. Quest’ultimo evento, basato sul coinvolgimento delle comunità, appare come l’emblema di un festival che vuole ridefinire in senso responsabile e sostenibile il fenomeno turistico in chiave “glocale”. Come è emerso dal convegno di Cerreto Alpi, infatti, il turismo rurale, comunitario e responsabile della nostra Regione, ma non solo, dovrebbe essere incentrato su un’offerta turistica organizzata dalla comunità che vive il territorio, sostenibile e integrata con l’economia locale e con le dinamiche sociali della popolazione residente, volta a integrare le tradizionali fonti di reddito, attenuando la concentrazione del reddito nelle mani di investitori extra-territoriali. Strumento ottimale per evitare la “museificazione” e recuperare un’identità in continuità con la tradizione, il passato e la vocazione del luogo, il turismo di comunità risulta vincente anche per contenere fenomeni di isolamento sociale e territoriale, oltre che di degrado ambientale e socioculturale. Coniugando l’ethos dell’ospite con l’ethnos dell’ospitante, questo tipo di ospitalità offre al turista l’opportunità di esperire un arricchimento umano e culturale, sperimentando l’ospitalità in famiglie o nuclei sociali comunitari locali, condividendo con essi vita quotidiana, lavoro, momenti di aggregazione e di discussione, in un contesto in cui scambio e conoscenza reciproca diventano il vero valore aggiunto del turismo. Proprio quello che IT.A.CÀ si propone di promuovere e realizzare, ovvero: nuove forme di turismo che abbiano una componente proattiva e maggiormente sostenibile all’interno di un contesto vacanziero più autentico, in linea con le nuove aspettative di coinvolgimento, conoscenza ed esperienza performativa.

Infine, proponendo un progetto comune a larga scala che mette insieme pubblico e privato, il festival ha voluto promuovere il territorio, dalla pianura alla montagna, anche con l’offerta di 30 pacchetti turistici comprensivi visite guidate, escursioni, degustazioni e pernottamenti in alberghi, bed & breakfast e agriturismi da Parma a Rimini. Si è in questo modo cercato di favorire il coordinamento tra gli Enti pubblici, le associazioni e gli imprenditori, costruendo un’offerta turistica mirata e una promozione integrata, in grado di valorizzare tutte le peculiarità culturali, artistiche, enogastronomiche, paesaggistiche ed economiche di un territorio che mira ad entrare a far parte dei grandi circuiti turistici.

La forza della rete

La quinta edizione del festival del turismo responsabile “IT.A.CÀ: migranti e viaggiatori” è stata promossa e organizzata dall’associazione Yoda e dalle ong Cospe, Cestas e Nexus Emilia-Romagna insieme all’Associazione italiana turismo responsabile (Aitr), con i patrocini di Comune di Bologna e Parma, Provincia di Bologna e Parma, Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con una rete formata da oltre 100 realtà locali, regionali e internazionali, dall’Anpi al Wwf.

Di seguito potete scaricare i report della V Edizione 2013

Report ITACA 2013

Report Itinerari ITACA 2013

Piano Comunicazione ITACA 2013

ITACA Indice rassegna stampa 2013