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PHOTO CHALLENGE INSTAGRAM II° edizione 2019 | #UNITurisBO – 
Turisti non per studio

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#UNIturisBO – Turisti non per studio

II°edizione 2019

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile in collaborazione con Università di Bologna e la Destinazione Turistica Bologna Metropolitana  (dopo il successo della scorsa edizione) lancia per il 2019 #UNIturisBO – Turisti non per studio, photo challenge su Instagram, aperto a tutti.

Un challenge per raccontare attraverso la fotografia il ruolo dell’Università di Bologna come polo di attrazione ‘turistica’ (inter)nazionale.

L’Alma Mater, nella sua dimensione multicampus, attrae moltissimi turisti e viaggiatori, oltre che studenti, grazie al fascino generato non solo dalla sua storia (è l’Università più antica del mondo occidentale), ma anche dai suoi palazzi e musei, dagli affreschi, dai suoi vicoli e piazze, dai portici, dal rosso che regala un’atmosfera sempre calda e accogliente.

Al centro di questa seconda edizione ci sono due importanti temi: il “turismo responsabile” e la “restanza”, intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni.

Come scoprire luoghi e culture nel rispetto dell’ambiente e delle persone che ci vivono? Bologna, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini: in queste città turismo e università si intrecciano, ma in che modo? Attraverso le foto, i partecipanti al challenge potranno immortalare il loro luogo del cuore: posti nascosti, angoli caratteristici, piazze e vie con un valore particolare.

Luoghi conosciuti nel territorio dove si arriva come studenti, si scopre la città come turista e, restando, si vive attivamente conservandola in modo responsabile.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Per partecipare è necessario avere un profilo pubblico su Instagram, postare una foto originale taggando @unibo e @it.a.ca e usando 
#uniturisbo19 #myitaca2019 #restanza entro martedì 30 aprile 2019

GIURIA

La giuria composta da:

  • Mirko Degli Esposti (Vicario dell’Università di Bologna)
  • Giovanna Trombetti (Direttore Area Sviluppo Economico Città metropolitana di Bologna)
  • Lanfranco Massari (Consigliere d’Amministrazione di Bologna Welcome)
  • Pierluigi Musarò (Direttore festival IT.A.CÀ),
  • Sonia Bregoli (Responsabile Comunicazione festival IT.A.CÀ)

sceglierà le tre foto migliori che saranno annunciate sul profilo Instagram e Facebook dell’Università di Bologna, Festival IT.A.CÀ e Bologna metropolitana.

Le foto dei partecipanti potranno, inoltre, essere condivise nei profili Instagram @unibo, @it.a.ca, @bolognametropolitana

PREMIAZIONE 

La premiazione avverrà venerdì 24 maggio 2019 a Bologna durante la giornata di apertura della XI° edizione di IT.A.CÀ Bologna.

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PREMI
 


• 1°Premio

Due giorni a scelta per due persone lungo la Via degli Dei (due giorni con 1 notte) per il tratto (Bologna, Brento – Monzuno) con pernottamento a Sasso Marconi. Il cammino verrà fatto in autonomia.
Premio offerto da APPENNINO SLOW

@appennino_slow

www.appenninoslow.it
https://www.facebook.com/appennino.slow/

• 2° Premio

Partecipazione gratuita per una persona ad un itinerario a scelta offerto dall’associazione LIKE LOCALS IN ITALY valida per tutto il 2019.

• 3° Premio

Partecipazione gratuita per una persona ad un Migrantour a scelta offerto dall’associazione NEXT GENERATION ITALY valida per tutto il 2019.

 

Valorizzazione turistica e gestione del patrimonio culturale | Master UNIBO 2017/2018

Storia, arte, cultura, paesaggi, enogastronomia. Il nostro paese è unico al mondo ma, troppo spesso, non riusciamo a valorizzare tutto come si dovrebbe.

In Italia il patrimonio culturale rappresenta una importante opportunità di sviluppo, capace di attivare risorse economiche e generare opportunità occupazionali. Una corretta e ragionata politica di promozione turistica dei beni ed eventi culturali può consentire il finanziamento delle stesse iniziative e la generazione di utili significativi, con effetti positivi anche sul territorio e la società. In quest’ottica, il Master  “Valorizzazione turistica e gestione del patrimonio culturale” dell’Università di Bologna si propone di formare una figura professionale che possieda conoscenze e strumenti per fare del patrimonio culturale del nostro Paese un’opportunità di crescita economica.

Sei interessato ad approfondire le tematiche della Valorizzazione e Gestione del nostro Patrimonio culturale perchè già lavori in ambito turistico o perchè vorresti diventasse il tuo?

Vuoi scoprire quali sono le sfide attuali e future di questo settore ed imparare tecniche innovative?

Scopri i contenuti del Master nelle varie sezioni del sito e scarica il bando 2018/2019, la scadenza per l’iscrizione alle selezioni è il 28 novembre 2018.

Segui il Master anche sui Facebook e Linkedin e se hai dubbi o curiosità chiama o scrivi!

www.master.unibo.it/turismoculturale

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La bellezza salverà il mondo.
(Fëdor Dostoevskij)

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile Comunicazione

PHOTO CHALLENGE INSTAGRAM | #UNITurisBO – 
Turisti non per studio

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#UNITurisBO 
Turisti non per studio

Il Festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ, in collaborazione con l’Università di Bologna e la Destinazione Turistica Bologna metropolitana lancia un photo challenge su Instagram, aperto a tutti, per raccontare attraverso la fotografia il ruolo dell’Università di Bologna come polo di attrazione ‘turistica’ (inter)nazionale. 

L’Alma Mater, nella sua dimensione multicampus, attrae moltissimi turisti e viaggiatori, oltre che studenti, grazie al fascino generato non solo dalla sua storia (è l’Università più antica del mondo occidentale), ma anche dai suoi palazzi e musei, dagli affreschi, dai suoi vicoli e piazze, dai portici, dal rosso che regala un’atmosfera sempre calda e accogliente.

Attraverso le foto, i partecipanti al challenge potranno immortalare “scene da turista” all’Università, tra sedi storiche e feste di laurea, tra studenti di ogni nazionalità e culture che si intrecciano per le strade universitarie.

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MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
Per partecipare è necessario avere un profilo pubblico su Instagram, postare una foto originale taggando @unibo e @it.a.ca e usando #uniturisbo entro il 25 aprile 2018.

La giuria composta da: 

  • Mirko Degli Esposti (Vicario dell’Università di Bologna),
  • Monica Lacoppola (Ufficio Stampa Unibo),
  • Matteo Lepore (Presidente Destinazione Turistica Bologna Metropolitana),
  • Giovanna Trombetti (Direttore Area Sviluppo Economico Città metropolitana di Bologna),
  • Pierluigi Musarò (Direttore festival IT.A.CÀ),
  • Sonia Bregoli (Responsabile Comunicazione festival IT.A.CÀ)

sceglierà le tre foto migliori che saranno annunciate sul profilo Instagram e Facebook dell’Università di Bologna, IT.A.CÀ e Bologna metropolitana

Le foto dei partecipanti potranno, inoltre, essere condivise nei profili Instagram @unibo, @it.a.ca, @bolognametropolitana.

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PREMI

1° premio: Soggiorno infrasettimanale (valido dalla domenica al venerdì notte compresi) di 1 notte per 2 persone in camera Classic con libero accesso alla SPA termale interna presso Hotel Helvetia Termal Spa, Porretta Terme (BO)> http://www.helvetiabenessere.it

2° premio: Un weekend (1 notte per due persone) con colazione, aperitivo e degustazione presso l’azienda  Agricola Casa Vallona, un Bed & Breakfast rurale immerso nel verde e tra i calanchi dell’Appennino Bolognese a Monte San Pietro (BO) > https://casavallona.com

3° premio Visita guidata gratuita a Casa Morandi (Grizzana Morandi – BO): dai Fienili del Campiaro alla residenza di Rocca di Rofeno.

L’Università di Bologna incontra IT.A.CÀ | Intervista al Pro Rettore: Mirko Degli Esposti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

mirkoDEoggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” la nostra Silvia Lazzari ha intervistato il Pro Rettore dell’Università di Bologna [Alma Mater Studiorum], Mirko Degli Esposti, che con la collaborazione del CAST, Centro studi avanzato turismo, e l’organo accademico, Unibo Sostenibile, ci ha parlato della collaborazione dell’Università di Bologna con il festival IT.A.CÀ e dell’impegno dell’Università rispetto al tema del turismo responsabile.

Ci potrebbe parlare di come e perché sia nata la collaborazione tra l’Università di Bologna e il Festival di IT.A.CÀ? 

L’Università di Bologna nelle sue sedi di Bologna, Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, propone un modello multicampus che mette in movimento più di 100.000 persone tra studenti e personale e ha uno sviluppo insediativo maggiore di 1.000.0logo-unibo00 di mq. Consapevole del ruolo che le compete all’interno delle dinamiche territoriali cittadine, regionali e nazionali, per l’Alma Mater è naturale proporsi quale promotrice di innovazione e fungere da elemento trainante nel processo di transizione verso una società sostenibile. L’Ateneo intende pertanto collaboare con gli stakeholder del territorio, pubblici e privati, per dare vita ad un progetto comune volto al benessere dell’individuo e alla valorizzazione dei luoghi, rivestendo un ruolo determinante nella realtà economica locale

La collaborazione con IT.A.CÀ è una naturale conseguenza di ciò, vista la filosofia ispiratrice propria del Festival. Come si sviluppa quindi la collaborazione?  

Per promuovere l’innovazione e favorire la diffusione di una cultura realmente sostenibile, l’Università di Bologna ha fatto della sostenibilità la strategia conduttrice dell’Ateneo attraverso il progetto Multicampus Sostenibile. Esso declina l’impegno concreto dell’Ateneo per uno sviluppo sostenibile, riportando l’attenzione sui bisogni e abitudini della comunità universitaria, sull’ambiente e sul loro reciproco rapporto. Obiettivo finale delle azioni del progetto Multicampus Sostenibile è la creazione di un modello che soddisfi alcune delle istanze poste dall’approccio sostenibile inteso come principio di sviluppo di una società volta al rispetto dell’etica pubblica e del benessere dell’individuo.

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In questo contesto, la partecipazione dell’Ateneo al festival si concretizza attraverso iniziative esperienziali proprie dei diversi ambiti disciplinari al fine di mettere in luce la pluralità di aspetti che concorrono al raggiungimento di una concezione di turismo coerente con uno sviluppo sostenibile.

Il 2017 è stato indetto come anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo. L’Università di Bologna sta contribuendo affinché lo studio del turismo e in particolar modo del turismo sostenibile e responsabile sia presente e trattato in maniera efficiente ed efficace all’interno dei corsi di studio connessi allo sviluppo?

L’Università di Bologna ha da tempo compreso l’importanza della formazione specifica nell’ambito del turismo in generale e del turismo sostenibile in particolare, ma oltre che sulla formazione ha scelto di investire anche sulla ricerca di base e applicata. Nel Campus di Rimini, indatti,  da oltre vent’anni sono attivi i corsi di studio (certificati dall’UNWTO) in economia del turismo e più di recente l’ateneo ha ulteriormente affermato la propria volontà di promuovere la ricerca sul turismo sostenibile attraverso le attività promosse dal Centro di Studi Avanzati sul Turismo, che raccoglie coloro che all’interno dell’Ateneo hanno interesse e svolgono attività di ricerca e divulgazione su questo tema. Il CAST, Centro studi avanzato turismo, che ha sede nel Campus di Rimini, funge da struttura di raccordo e favorisce lo scambio di informazioni anche con il territorio, costruendo nuove opportunità di ricerca e innovazione.

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Inoltre il turismo sostenibile e responsabile è trattato in diversi corsi di laurea e diverse sedi dell’Ateneo, con approcci diversi a seconda dell’ambito disciplinare prevalente e delle finalità complessive della didattica erogata. A Rimini lo si ritrova all’interno dei corsi di Laurea triennale e magistrale in Economia del Turismo, a Bologna nei corsi di laurea magistrale di Geografia e processi territoriali, ma anche di Italianistica, culture letterarie europee, scienze linguistiche, in Sviluppo e cooperazione internazionale e in Sviluppo locale e globale, a Ravenna nella magistrale di Beni archeologici, artistici e del paesaggio e nel Master in Promozione turistica e gestione dei beni e degli eventi culturali. Al di fuori dei corsi di laurea tradizionali, il tema dello sviluppo sostenibile del turismo, in ognuna delle sue accezioni, è proposto anche all’interno di eventi saltuari quali cicli di seminari, Summer e Winter school, nella formazione continua erogata in collaborazione con l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e in workshop internazionali rivolti a professionisti e ricercatori.

Attraverso quali modalità l’Università intende sviluppare una connessione tra studio e mondo del lavoro rispetto al turismo responsabile? Quali sono i tirocini convenzionati legati a questo ambito? 

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Il Campus di Rimini attiva ogni anno dal 2012 progetti volti a favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei suoi laureati, rafforzando i servizi di job placement offerti presso la sede di Bologna. Oltre ai numerosi laboratori interdisciplinari si organizzano eventi denominati job meeting e di norma uno di questi è dedicato al turismo con un focus particolare sul turismo responsabile: si tratta di momenti di incontro tra laureandi e professionisti che illustrano le competenze e abilità cruciali per l’ingresso nel mondo del lavoro.

Inoltre, al career day di Campus viene dato ogni anno spazio alla presenza di imprese sensibili al turismo responsabile come: Yalla Yalla, Easy Market Travel Solutions, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e molte altre. Presso queste e altre realtà lavorative si svolgono svariati tirocini per laureandi e laureati e sono in progettazione alcune collaborazioni per lo svolgimento in azienda di tesi aventi come oggetto temi sul turismo responsabile.

In che modo l’Università di Bologna promuove la ricerca sul turismo sostenibile? 

Il Project Design per il turismo sostenibile, equo e responsabile è un ambito di ricerca del Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) che ne promuove e sostiene attività, ricerca ed eventi anche attraverso una stretta collaborazione con Legambiente, con l’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) e attraverso di essa anche con la European Alliance for Responsible Tourism and Hospitality (EARTH), che a breve confluirà in ISTO (International Social Tourism Organisation). Il CAST è inoltre membro della rete UNESCO/UNITWIN “Cultura, Turismo, Svilupp0″ che svolge attività di ricerca in linea con il programma “Sustainable Tourism at World Heritage Sites” dell’UNESCO ed è l’unico centro di ricerca italiano che partecipa alla rete di università accreditate allo studio degli Itinerari Culturali riconosciuti dal Consiglio d’Europa, individuati dalla Commissione Europea come uno strumento chiave di promozione di forme di turismo sostenibile nelle aree meno frequentate.

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L’approccio del CAST al turismo sostenibile va dalla valutazione dell’impatto del turismo sulle strutture sociali delle comunità ospitanti, a quello sull’ambiente e le strategie di adattamento al cambiamento climatico. La ricerca legata al turismo sostenibile ha infatti come obiettivo generale quello di contribuire a prevenire gli effetti negativi che il turismo può produrre su ambienti, culture, società, economie dei paesi di destinazione.

Ringraziamo, quindi, il Pro Rettore Mirko Degli Esposti, il CAST e Unibo Sostenibile per la disponibilità e ci auguriamo che l’Università di Bologna continui a viaggiare insieme a noi nella strada del turismo sostenibile e responsabile 😀

… come sempre buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Silvia Lazzari
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Incontri al Museo: la gente è il territorio | PERFORMIGRATIONS 2016

Siamo lieti come IT.A.CÀ di far parte di questa importante rete europea all’interno di PERFORMIGRATIONS: LA GENTE É IL TERRITORIO con un ciclo di incontri a cura di Francesco Benozzo, Mirco Dondi e Elena Lamberti per discutere e riflettere sul tema dell’interculturalitàstorytelling, sui temi della diversità e della mobilità.

Un momento importante per riflettere sulle nuove migrazioni che ci coinvolgono tutti e che per nostra responsabilità non possiamo far finta di niente > www.performigrations.eu

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PROGRAMMA INCONTRI

Martedì 1 marzo 2016, ore 17.00
Sala del Risorgimento – Museo Civico Archeologico Bologna
(Via De’ Musei, 8)

Diversità, cambiamento, mobilità a tempo di musica

Incontro con il Dominic Mancuso Group in occasione del Tour Europeo “One World / No Borders” (Portogallo, Italia, Malta 2016).

Il DGM – Dominic Mancuso Group è un gruppo canadese che unisce musicisti di origine italiana, cubana, messicana e nordamericana proponendo, attraverso il caleidoscopio della world music esperienze sonore capaci di integrare tradizione e sperimentazione.
Con il sostegno del progetto europeo
Performigrations: La gente è il territorio e del governo del Canada, tra il febbraio e il marzo 2016 il Dominic Mancuso Group sarà in tournée in Europa, con tappe in Portogallo, Italia e Malta. L’intenzione di questo viaggio a ritroso dal Nord (il Canada) al Sud del mondo (l’Europa meridionale e mediterranea) è quella di testimoniare, attraverso l’esperienza musicale, la voglia di incontro e di accoglienza di tradizioni diverse e complementari. Di passaggio a Bologna, il DGM offre l’occasione per riflettere su interculturalità e storytelling, sui temi della diversità e della mobilità (esilio, espatrio, emigrazione, ritorni), condividendo storie ed esperienze di vita migrante e proponendo assaggi di brani musicali originali.  

Il DGM è composto da: Dominic Mancuso: voce e chitarra; Tony Zorzi: Chitarra; Paco Luviano: Basso; Chendy Leon: Percussioni; Jerry Caringi: Organo e fisarmonica; Johnny Johnson: sassofono e fiati

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Mercoledì 6 aprile 2016, ore 17.00
Sala del Risorgimento – Museo Civico Archeologico Bologna
(Via De’ Musei, 8)

Civiltà, territorio, narrazioni: voci dal Canada autoctono.

Incontro con Paolo Quaregna regista (Dancing North; Les Tambours d’Abitibi; Niger un sogno africano, Africani oltre la nebbia; Emigrazione, il pane e la memoria; Le pardon /Il perdono)

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A partire dagli anni Novanta del Novecento la società canadese ha dovuto fare i conti con quello che molti critici hanno definito ‘un errore culturale’ e altri un vero e proprio ‘genocidio culturale’: la deportazione forzata, dagli anni Trenta agli anni Ottanta, di bambini e giovani delle comunità autoctone in collegi gestiti prevalentemente da religiosi per educarli alla civiltà canadese. Il dramma dello sradicamento dai nuclei familiari, con la conseguente perdita di contatto con la lingua e le tradizioni ancestrali ha determinato la perdita di un patrimonio di esperienze di vita fondamentali per il consolidamento sia dell’identità nativa, che dei legami affettivi e culturali. A questa condizione già drammatica in sé, si è poi aggiunto il trauma di abusi fisici e morali subiti da generazioni di autoctoni nelle scuole residenziali, oggi in buona parte accertati, denunciati e puniti con pene e indennizzi dai tribunali canadesi. Il progetto ‘Verità e riconciliazione’, sostenuto dal governo canadese e attuato con la collaborazione delle comunità autoctone ha, dal 2008, portato allo stanziamento di fondi per attività culturali dedicate alla cura e al sostegno di vecchie e giovani vittime. Paolo Quaregna, con le sue ricerche sul campo e con le sue opere cinematografiche e documentaristiche ha contribuito alla presa di coscienza di questo trauma storico e culturale recuperando storie di vita emblematiche e restituendo dignità e parola alle vittime.  

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Mercoledì 4 maggio 2016, ore 17.00
Sala del Risorgimento – Museo Civico Archeologico Bologna
(Via De’ Musei, 8)

La letteratura ai confini tra cittadini e potere: poesie del dissenso.

Presentazione del volume di Janice Kulyk Keefer “La zona desolata” (Introduzione, curatela e traduzione di Elena Lamberti), 2016 ARAS EDIZIONI.

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Non di rado, istituzioni governative nazionali o sovranazionali sembrano imporre alle comunità decisioni politiche ed economiche, escludendole di fatto da una riflessione partecipata, accessibile e condivisa. In questo contesto, anche la letteratura può giocare un ruolo importante nel preservare un approccio ecologicamente corretto al nostro essere cittadini del mondo. Wikileaks o gli archivi di Snowden hanno fatto scalpore per avere rivelato ciò che qualcuno voleva rimanesse segreto; ma quando la letteratura gioca un ruolo simile ci dà, oltre all’informazione, anche l’ispirazione per affermare la nostra differenza e originalità come cittadini capaci di pensiero indipendente. Con questo scopo, la scrittrice canadese di origine ucraina, Janice Kulyk Keefer ha riscritto un classico del Novecento (La terra desolata di T.S. Eliot) non solo per ricordare e rileggere gli scontri accaduti nella città di Québec in occasione del terzo Summit delle Americhe (aprile del 2001), ma anche per stimolarci come cittadinanza attiva. La sua Zona desolata, che molto deve anche alla Disobbedienza Civile di H.D. Thoreau, aiuta così, partendo dal particolare, a riflettere su questioni ecologicamente universali che riguardano con urgenza e da vicino tutti.

Qui potete scaricare il programma degli incontro > Programma
Locandina + presentazione > PFM_Civ_Arc_Presentazione
Vi invitiamo a partecipare 😉

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione IT.A.CÀ

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Perché è importante valorizzare il nostro patrimonio culturale…

Cari amici e amiche, oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” vogliamo riflettere sul rapporto tra la valorizzazione del nostro patrimonio artistico, l’organizzazione di eventi culturali e l’incoming turistico in un ottica di sostenibilità, come piace a noi.
AS-272483249029170@1441976477965_l-1Lo facciamo con Cristina Bernini del Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST), nonché direttrice del Master in Promozione Turistica e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali, organizzato dal Centro di Studi Avanzati sul Turismo – Scuola di Lettere e Beni Culturali. Le abbiamo rivolto alcune domande sull’importanza del management dei beni e degli eventi culturali e sul contributo che la community di IT.A.CÀ dà allo sviluppo economico-sociale locale. Buona lettura, come sempre 🙂

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Il ruolo del CAST nello sviluppo turistico territoriale

Il CAST nasce nel febbraio 2014 per rispondere alla necessità di leggere gli studi turistici attraverso la multidisciplinarità che è propria del settore. La sede del CAST è il Campus di Rimini, dove fin dall’inizio degli anni ’70 l’Università di Bologna ha insediato i propri corsi di formazione universitaria specializzati sul turismo. Le attività e le relazioni tra il centro e il territorio sono, quindi, radicate attraverso la didattica e la ricerca su tematiche di interesse sia alla scala locale (sul sistema turistico riminese) che nazionale (sono attive collaborazioni ad esempio sia con la Sicilia che con la Liguria), che internazionale. Il CAST è infatti membro della rete UNESCO/UNITWIN “Cultura, Turismo, Sviluppo”, del University Network of Cultural Routes of the Council of Europe Studies e partner in numerosi progetti europei.

Il management dei beni culturali e l’incoming turistico

In un periodo nel quale i tradizionali settori industriali risentono della crisi economica e della competizione internazionale, è parere diffuso che attraverso una gestione manageriale e una governance efficiente, le istituzioni culturali possano divenire un volano di sviluppo economico di primaria importanza per l’economia locale e nazionale.

Grazie alla formazione delle risorse umane in quest’ambito possiamo sviluppare competenze trasversali, che permettano di gestire le organizzazioni culturali in modo consapevole e coerente rispetto alle loro caratteristiche e peculiarità, ma in un’ottica di sviluppo integrato con l’offerta turistica. Questo è l’obiettivo del Master in Promozione Turistica e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali. Il percorso formativo dedicherà inoltre una particolare attenzione all’innovazione tecnologica e alla cooperazione con altri soggetti (pubblici e privati), al fine di proporre esperienze turistico-culturali complete e di valore per i potenziali visitatori.

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Eventi culturali ed economia locale

L’organizzazione di eventi culturali è un’attività intrinsecamente cooperativa, che favorisce la collaborazione tra organizzazioni culturali, enti pubblici, imprese private, e cittadinanza.  La cooperazione può inoltre riguardare contesti più ampi rispetto alla semplice località turistica, attraverso l’organizzazione di eventi congiunti o complementari, che collegano destinazioni turistiche differenti e garantiscono maggiore appeal sul mercato turistico. E’ con queste forme di collaborazione e modelli organizzativo-gestionali che è possibile utilizzare gli eventi culturali come strumento per valorizzare il patrimonio culturale intangibile (tradizioni, stili di vita, arti, mestieri) e tangibile di una destinazione con rilevanti effetti positivi sull’economia locale.

Turismo responsabile e innovazione sociale

Il turismo responsabile può essere uno strumento per coinvolgere non solo i turisti ma anche una porzione consistente della popolazione, con effetti rilevanti per il territorio. Questa forma di turismo consente infatti di preservare e trasmettere la cultura, gli usi e i costumi locali, facendoli diventare a loro volta fattori di attrazione del territorio. La valorizzazione di usi e della cultura locale ha inoltre una valenza sociale in quanto consente la creazione di un’identità forte nella comunità locale. La sinergia tra cultura, turismo e comunità permette di offrire al turista un’esperienza di maggior valore e favorisce lo sviluppo di iniziative economiche private, garantendo in tal modo alle comunità locali la possibilità di trarre beneficio diretto dai beni culturali presenti nel territorio.

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IT.A.CÀ  è innovazione sociale! Il contributo del festival all’economia locale.

Il CAST ha cominciato a collaborare con IT.A.CÀ due anni fa e l’anno scorso ha contribuito al coordinamento delle attività del festival a Rimini. Il valore aggiunto di questa esperienza consiste nella messa a sistema di attività turistiche già presenti sui territori ma non collegate fra loro e fortemente caratterizzate dal punto di vista del loro contributo al dialogo interculturale, alla conoscenza ed al rispetto fra turisti, residenti e territorio. Il festival ha quindi contribuito a far leggere il turismo come un momento di incontro e si è trasformato in attivatore di iniziative e collaborazioni fra compagini diverse della società civile. A Rimini ad esempio l’Università ha portato le sue lezioni in spiaggia attivando così il dialogo ed il radicamento fra chi fruisce come studente della città, chi ci lavora e chi la usa per svago.

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Simona Zedda

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Bicinsieme

Cari amici di IT.A.CA’ oggi per l’intervista degli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna, continuiamo a parlare della nostra amica a due ruote con Andrea Mozzarelli, presidente dell’associazione Bicinsieme di Parma.

I Bicinsieme si definiscono pedoni a due ruote. L’associazione è nata per promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano e di svago, per difendere l’ambiente e la qualità della vita e per riscoprire il centro storico delle città. Bicinsieme aderisce alla FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta.

1. La bici può essere considerato il mezzo per antonomasia del turismo responsabile?

Ci sono vari modi di fare turismo responsabile, a piedi, in bici e anche in auto. Quello che è importante è il rispetto dei luoghi, persone e paesaggio che si incontrano e si attraversano. La bici sicuramente essendo un mezzo lento che stimola simpatia favorisce l’incontro tra persone e il superamento della diffidenza verso l’altro, lo sconosciuto. Quando si arriva in un luogo in bici, con le sacche, un po’ sudati subito si trova disponibilità all’aiuto e si suscita curiosità. Da dove vieni? Dove vai? Volete da bere? Quindi, la bici permette di entrare più rapidamente e facilmente in relazione. Questo è vero all’estero ma anche in Italia dove i cicloturisti sono abbastanza rari. Provare per credere!!!

2. Come è cambiata negli anni l’immagine della nostra amica bicicletta?

La bici era ed è ancora segno di libertà. Una volta era l’unico mezzo di spostamento tra i paesi, era per i ragazzi lo strumento per allargare gli orizzonti. Ora è lo strumento per riscoprire il territorio che ci circonda esplorandolo in modo lento. La lentezza e a volte la fatica favoriscano la scoperta, la percezione dell’anima del territorio che si attraversa.

La bici può essere vista ora come il migliore esempio di “decrescita felice”, cioè divertirsi, fare una salutare attività fisica, viaggiare, incontrare persone in modo economico, ecologicamente compatibile, a zero impatto. Che cosa volete di più?!

3. Si può parlare di turismo responsabile riferito ai vostri tour?

I tour in bici sono responsabili in quanto non sono inquinanti, poco costosi e rispettosi dei luoghi che si attraversano. Spesso si parte da casa in bici e in bici si ritorna a casa.. Oppure si parte in treno per poi proseguire in bici. L’accoppiata treno + bici è fantastica per libertà d’azione. Peccato che Trenitalia non l’abbia ancora capito e che i cicloturisti debbano armarsi sempre di grande pazienza. Diversa situazione all’estero. Quando si va in auto, poi questa resta ferma una volta arrivati. I viaggi in bici di più giorni sono un’esperienza unica. Ti porti dietro la tua casa sulla bici e poiché le cose pesano la selezione è feroce e si salvano solo quelle essenziali. E’ un ottimo modo per capire quello che serve e quello che non serve. Si viaggia leggeri e si ritorna “pesanti” di incontri, emozioni, paesaggi. Provate a venire con Bicinsieme FIAB Parma o partecipate ai ciclo-viaggi organizzati dalla FIAB o dalle sue varie associazioni locali.

4. Quale viaggio in bicicletta consigliereste ai nostri lettori?

Se uno è digiuno di viaggi in bici, la zona di Ferrara, le valli di Comacchio, Venezia, Chioggia, il Po e l’Adige offrono paesaggi dolcissimi e facili da scoprire con assenza assoluta di salite, buoni collegamenti ferroviari o vaporetti. Il viaggio è da farsi in primavera o primo autunno. Un viaggio più impegnativo può essere quello che collega le varie piste ciclabili del Trentino da Bassano del Grappa alla Val di Sole . Qui bisogna essere pronti a fare qualche salita e un po’ di fatica. Oppure si può partire dal Brennero e con la CicloPista del Sole si arriva a Verona e poi con la Variante Tirrenica si passa da Mantova, Sabbioneta, Colorno e Parma e si scende al mare (dopo essersi fatto il P.so della Cisa – ma si può prendere il treno a Fornovo e scendere a Pontremoli) per arrivare a Livorno e poi più giù lungo la bellissima Costa degli Etruschi fino a Castiglione della Pescaia. Non bisogna dimenticare che si possono fare viaggi e scoperte anche dietro casa, cioè nei luoghi dove abitiamo e che abitualmente percorriamo in auto. Abbiamo curato 11 cartine dei percorsi cicloturistici del parmense, dal Po alla prima collina, disponibili su richiesta (3 euro a cartina). Anche per altre provincie della Regione Emilia Romagna sono disponibili le cartine. Inoltre, nell’ambito del Circuito delle città d’arte della Pianura padana sono stati tracciati percorsi visibili sul sito del Circuito. Altri percorsi sono visibili sul sito di BicItalia.

5. In Italia esiste una coscienza politica/sociale sul ruolo della bicicletta come nei paesi del nord Europa? (piste ciclabili, cultura della bicicletta, concetto di movimento dolce ecc….)

La risposta è purtroppo negativa. Esistono singole sensibilità a livello di alcuni amministratori e amministrazioni. Per esempio, le provincie di Trento e Ferrara hanna creduto nella bici e nel ciclo-turismo investendo, creando infrastrutture che hanno attratto milioni di ciclisti con ritorni economici significativi. Ci sono amministrazioni, come la Provincia di Parma, che ha un territorio che si presta all’uso della bici e che ha investito poco e male. Ci sono regioni come l’Emilia Romagna che non è ancora riuscita a realizzare una completa CicloPo, da Piacenza a Gorino alla foce del Po. Ci sono amministratori comunali che credono nella mobilità urbana basata sulla bici (ma non solo) e investono, altre che fanno tratti di poste ciclabili, senza un piano, una rete. Questo è quello che manca. Una visione di rete ciclabile urbana, extraurbana, nazionale. La FIAB ci lavora da oltre venti anni. Esiste un progetto BicItalia, esiste un sito. Passi si fanno ma con estrema fatica mentre dovrebbe essere ovvio, come all’estero, che le infrastrutture ciclabili sono tanto importanti come le strade per le auto perchè permettono di ridurre l’inquinamento veicolare nelle città. Mentre in Olanda progettano e costruiscono le autostrade per le bici collegando cittadine vicine, noi lottiamo per tenere pulite le poche piste ciclabili che abbiamo e che a volte finiscono improvvisamente in una rotatoria di grande traffico! Il futuro speriamo che sia migliore del presente.

Blog IT.A.CÀ
Gli studenti del CAF

Spezial Cycle: a pedali verso IT.A.CÀ

Per questa V edizione di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile, inizia la collaborazione con gli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili, promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna, attraverso una serie di interviste a realtà e associazioni che si occupano di turismo responsabile e sostenibilità. Le interviste verranno pubblicate nel nostro Blog ogni venerdì da adesso in poi…

La parola agli studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili promosso da Ces.Co.Com, Università di Bologna:

Il Festival IT.A.CÀ si avvicina e vogliamo attivarci sempre di più per ascoltare il viaggio verso le 9 giornate di incontri, itinerari, cultura e riflessione intorno al turismo responsabile. Anche noi studentesse e studenti del Corso di Alta Formazione in Marketing e Comunicazione dei Consumi Sostenibili promosso da Ces.co.com Università di Bologna viaggiamo verso IT.A.CÀ con l’intenzione di approfondire la sostenibilità e responsabilità non solo in tema di viaggi e territorio, ma anche di impresa e consumo, senza perdere di vista la comunicazione delle buone pratiche. E come parte delle attività previste, promuoveremo il Festival IT.A.CÀ usando i social media. Siamo in tante e abbiamo deciso che il vostro racconto di IT.A.CÀ è il punto di partenza per la narrazione di questa esperienza, vi ascolteremo attraverso i social media, la pagina Facebook e Twitter, ed anche qui sul Blog da ora e durante tutte le giornate del Festival. Scriveteci, noi vi risponderemo.

Quest’anno ci vedremo anche su Instagram. Attraverso il tag #itacainbici potrete partecipare al Contest #itacainbici dal 6 al 23 maggio 2013 e promuovere con le vostre foto la mobilità sostenibile per rendere il viaggio ancora più colorato, sano e responsabile. Il traguardo per il vincitore del contest è una bicicletta speciale in palio!

Crediamo che la vostra narrazione, di voi che affrontate il viaggio con la curiosità e desiderio di scoperta del mondo vicino e lontano da casa, sia fondamentale per innescare un nuovo modo di viaggiare e sarà la riprova che “il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa (ît a cà = sei a casa? in dialetto bolognese), una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere, dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…”

Di seguito la 1° intervista a un personaggio chiave del Festival e del Contest #itacainbici – Lorenzo Calani, proprietario del 1° negozio di Spezial Cycle di Bologna!

Spezial Cycle: a pedali verso IT.A.CÀ

“Spezial Cycle nasce dalla voglia di portare anche nel nostro Paese una mobilità più attenta alle esigenze tanto del pedalatore quotidiano quanto di quello più maturo ed esigente, di chi fa propria la frequentazione della bici preferendola, quando può, ad altre forme di trasporto più convenzionali, per muoversi nei percorsi quotidiani in maniera leggera ed originale”.

Lorenzo Calani apre a Bologna il primo negozio vendita di Spezial Cycle: reclinate e pieghevoli!

Gli studenti del corso CAF Unibo sono andati ad intervistarlo in vista del lancio del nostro concorso #itacainbici in collaborazione con SocialLAB, CAF, Spezial Cicle e istagramBO

1) hai fatto lunghi viaggi con la bicicletta negli ultimi anni?

Mi sento un viaggiatore della quotidianità, ogni giorno è un piccolo viaggio in cui cerco di mettere un po’ di novità nella vita e nella attività che svolgo attraverso la passione per quello che faccio. L’ultimo viaggio in bici lo scorso anno sulla ciclabile della Drava, una grande “classica” delle ciclabili europee, con la famiglia e gli amici reclinati bolognesi dell’associazione BentaBo.

Mi piacerebbe realizzare viaggi più spesso e più lunghi ma con il lavoro e i bambini non è sempre facile organizzarli. È un percorso molto romantico adatto a tutti , si snoda lungo il fiume Drava da Dobbiacco (BZ) fino a Maribor, in Slovenia. Per organizzare lunghi viaggi in bicicletta è preferibile scegliere l’abbinamento treno + bici (anche con le bici reclinate quando le carrozze lo consentono). All’estero ci sono molti treni dedicati a chi si sposta su due ruote, in Italia è un po’ più difficile avere la certezza di trovare la carrozza giusta, meglio usare la bicicletta pieghevole.

2) Perchè consiglieresti di viaggiare con la bicicletta?

Il viaggio su due ruote è sempre affascinante e permette di recuperare la dimensione del “viaggiatore leggero”; si riscoprono i ritmi dei tempi passati e l’importanza del percorso del viaggio, che ne costituisce l’esperienza stessa, (il vento, gli odori, il cambiamento del paesaggio e del clima) e diventa ancor più interessante se si ha la fortuna di viverlo come un viaggio dentro se stessi. In questo caso sarà d’aiuto leggere prima di partire qualche bel libro di Paolo Rumiz sui tanti viaggi fatti in bicicletta e a piedi, alla ricerca di una dimensione perduta del territorio e dell’approccio umano che spesso i mezzi a motore con la loro velocità e rumore ci rendono inaccessibili.

3) C’è un percorso di viaggio particolare che consiglieresti ai lettori di IT.A.CÀ, o che desidereresti intraprendere?

La Norvegia, Finlandia e Svezia sono luoghi meravigliosi da attraversare in bicicletta e sono paesi all’avanguardia per quanto riguarda il rispetto dei ciclisti e la cultura del Viaggio con la V maiuscola. Leggete ad esempio l’esperienza di Enrico Bonfatti, presidente di Nuova Mobilità, sul blog “Sdraio al Polo”.

4)Hai notato negli ultimi anni un’evoluzione del mercato della bici? C’è una maggiore consapevolezza verso l’ambiente nella scelta dell’utente che acquista una bici?

C’è voglia di sperimentare soluzioni nuove e diverse dal solito mezzo che serve solo per portarci da A a B senza chiederci cosa stiamo facendo. La bicicletta, da semplice mezzo di trasporto, diventa quasi una filosofia di vita e un modo per comunicare.

A Bologna fino agli anni 70 un signore in via delle Lame offriva traslochi con le biciclette da carico a tre ruote. La necessità e la scarsità di risorse spesso si accompagna con la bellezza e la poesia. Certamente la crisi economica sta favorendo la riscoperta del mezzo a pedali anche con motivazioni più materiali.

Purtroppo in Italia le persone hanno ancora troppo timore di arrivare al lavoro sporchi, di bagnarsi se piove e di prendere il raffreddore durante l’inverno, precludendosi la possibilità  di vivere la bicicletta durante tutto l’anno. La bicicletta in città a volte diventa più un fatto di moda e di “tendenza verde” che una strategia per migliorare la propria esistenza, siamo ancora indietro… Non esiste ancora una vera e propria cultura della life-bike nel nostro Paese, come troviamo in molti paesi del nord Europa, ma stiamo guadagnando terreno in fretta!

5) Il tuo lavoro è nato da una passione?

Credo che ci sia stata una forte influenza della mia famiglia. Mio padre era un ciclista, e mia madre amante dei viaggi e della natura. Dopo l’università ho lavorato per associazioni e aziende attive nella salvaguardia dell’ambiente e nel risparmio energetico. Ho cercato quindi di coniugare la passione per i mezzi a pedali, specie quelli innovativi, e la ricerca eco-sostenibilità nel quotidiano. Tre anni fa ho aperto la filiale bolognese dell’ Urban Bike Messenger nato anni fa a Milano. Subito dopo venni a sapere che stava per chiudere una storica officina di riparazione e vendita cicli a Bologna e così, nell’aprile 2011, decisi di prendere le redini dall’ultima donna-meccanico di Bologna, la mitica Natalina!

6) da dove proviene questa particolare passione per le bici reclinate e le bici cargo da famiglia?

Il tarlo si è formato durante la visita alle fiere europee, in special modo la Spezialradmesse di Germersheim in Renaia, la parte meridionale occidentale della Germania. Una specie di Woodstock della bicicletta innovativa! Mi sono innamorato di questi straordinari prodotti artigianali, assemblati a mano con grande cura, che garantiscono allargano di molto gli orizzonti per il pedalatore cittadino, vedi le bici cargo e pieghevoli ma soprattutto per il vero viaggiatore: la bicicletta reclinata consente di abbandonarti ore e ore sulla sella dimenticandoti delle tue articolazioni!

7) come è nata la collaborazione con IT.A.CÀ? Perchè hai deciso di offrire in premio per il concorso #itacainbici una delle tue biciclette speciali?

L’anno scorso ho portato quasi per gioco le mie biciclette in Piazza Re Enzo e al Cortile del Pozzo durante le giornate del festival; c’è stato un grande riscontro da parte del pubblico. Molti curiosi ed amanti della bici si sono interessati a questi particolari modelli di reclinate, trike e bici da famiglia, utili strumenti per ogni viaggiatore responsabile.

Sposo le tematiche del festival quali la sostenibilità, lo slow travel, il rispetto per l’ambiente e il turismo responsabile locale, tutti aspetti coerenti con il mio stile di vita e i viaggiatori in bicicletta!

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