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IT.A.CÀ investe 4.000 euro sul network del turismo accessibile bolognese

 Cari amici e care amiche di IT.A.CÀ,

oggi vogliamo aggiornarvi sul percorso che stiamo portando avanti, insieme alla community bolognese del turismo accessibile,  per migliorare la fruizione di tutta la Città Metropolitana da parte dei city users disabili.

Bike Trek – Val di Zena 2017

Il turismo accessibile è un tema molto sentito da noi del festival e vorremo continuare a sensibilizzare la società civile e le istituzioni riguardo alle esigenze delle persone disabili che percorrono ogni giorno il territorio metropolitano.

Per declinare questo tema, così importante non solo in ambito turistico, ma anche al livello sociale e culturale, IT.A.CÀ organizzerà una serie di iniziative volte a promuovere, far emergere e valorizzare il lavoro portato avanti dalle realtà che operano nel mondo della disabilità.

Oltre ad avere un impatto importante sul benessere cittadino e costituire un diritto indiscutibile di tutti, la necessità di garantire l’accessibilità universale emerge anche dai dati e dalle stime di ordine economico-turistico; infatti, secondo l’indagine “Osservatorio Vacanze Italiani” condotta da Doxa Europcar nel 2015,  quasi 10 milioni di persone in Italia riscontrano problemi di accessibilità. Si tratta di una domanda che al momento non trova una risposta adeguata da parte degli operatori turistici e il cui impatto sul PIL ammonterebbe a 11,7 miliardi di euro.

Mappa tattile della città di Bologna

IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile è risultato tra i progetti vincitori del PTPL 2017 a Bologna. Il direttivo ha deciso di usare queste risorse economiche per valorizzare la rete del turismo accessibile, costituita dai partner che, da diversi anni, si occupano di realizzare gli eventi accessibili e inclusivi del festival.

Si tratta di 4.000 euro da investire nella realizzazione e la promozione di iniziative e  itinerari accessibili per diversi tipi di disabilità (motoria, visiva e uditiva). La valorizzazione di tali iniziative comporterebbe infatti, un miglioramento della fruizione della Città Metropolitana da parte di tutti i city users: sia da parte dei residenti che dei turisti.

La Skarozzata 2017

Nello specifico si intende ideare, realizzare e promuovere

  • Itinerari urbani ed extra urbani percorribili da persone in sedia a rotelle, attraverso mappe che riportino anche luoghi di interesse storico-artistico in grado di accogliere questo tipo di viaggiatori e viaggiatrici
  • Itinerari e visite guidate destinate a persone non udenti condotte da guide turistiche in grado di servirsi della lingua dei segni (LIS)
  • Itinerari per non vedenti e ipovedenti, con la creazione di apposite mappe e audio guide in cui siano segnalati anche i luoghi di interesse storico-artistico fruibili
  • Campagna comunicativa volta a rendere visibile la sensibilità della “Destinazione Bologna” nei confronti dei diversi portatori di disabilità

Mygrantour a cura di Next Generation Italy in collaborazione con La Girobussola

Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi del lavoro della rete del turismo accessibile bolognese; in cantiere ci sono tante idee e iniziative: laboratori, workshop, seminari, itinerari e performance che saranno realizzati incentivando la collaborazione di tutta la community del turismo responsabile bolognese, grazie ad un network sempre più coeso, il cui obiettivo è quello di creare iniziative, eventi e spazi accessibili e inclusivi, perché l’accessibilità e l’inclusione sono diritti indiscutibili e non scelte opzionali!

Il blog di IT.A.CÁ
Simona Zedda

Segreteria IT.A.CÁ

 

QUI VOGLIO ANDARE, QUI POSSO ARRIVARE! Colmare la distanza

Cari amici e care amiche,

quella che leggerete qui di seguito è una riflessione di Fabio Fornasari  artista, architetto e direttore artistico del Museo Tolomeo – sull’accessibilità e l’inclusione, temi fondamentali per noi di IT.A.CÀ; temi che sentiamo l’urgenza di promuovere anche fuori dal festival, affinché diventino una priorità nell’ambito del dibattito cittadino su come dovrebbe essere la nostra città. Infatti, siamo convinti/e che la Città Metropolitana di Bologna debba essere vissuta agevolmente da tutti/e senza distinzione, perché le politiche d’inclusione non sono un “favore” che le amministrazioni fanno ad alcune minoranze, ma sono un servizio necessario e un diritto indiscutibile. 

Durante il festival IT.A.CÀ Bologna 2017 ci sono stati moltissimi eventi dedicati all’accessibilità e all’inclusione: itinerari, presentazioni di vecchie e nuove progettualità, performance, mostre, spettacoli e laboratori. Ma l’evento che più di tutti ha riunito diverse personalità e realtà del Bolognese (e non solo), attive nell’ambito dell’accessibilità, è stato il seminario di domenica 28 maggio Il turismo accessibile nella città Metropolitana di Bologna, in cui è avvenuto l’incontro di diverse professionalità che operano in differenti settori e con diverse modalità nell’ambito dell’inclusione e dell’accessibilità: un momento conoscitivo-preliminare che auspichiamo possa dare vita a un gruppo di progettazione e di mappatura della Città Metropolitana in grado di dialogare con le istituzioni e con tutta la comunità locale. Buona lettura.

Segreteria IT.A.CÀ
Simona Zedda 

DISTANZA 
La distanza nel tempo è quella misura che ci permette di pensare le cose accadute in forma di racconto ragionato perché non assumano la più semplice asciutta forma della cronaca.

Il 28 maggio, ci siamo incontrati per raccontarci diversi modi di usare e abitare la città e il suo territorio pensandolo in chiave accessibile. L’incontro è avvenuto in occasione di IT.A.CÀ, festival del turismo responsabile. In particolare, è stato progettato e realizzato all’interno della prima edizione di HANDYNAMO: due giorni dedicati ai temi del turismo e l’accessibilità in velostazione. 

Questo racconto raccoglie i temi emersi durante il seminario e li presenta all’interno di un pensiero più articolato, quasi un ragionamento. L’obiettivo è suggerire che questo possa essere un punto di partenza per pensare ad approfondimenti, a sviluppi, a derive che possano ulteriormente produrre occasioni di incontro e di studio

MOVIMENTO
La dinamo è quel dispositivo che permetteva di “dare luce” alla bicicletta: un mulinello che gira per produrre energia. Qualcosa di più di una metafora: ci suggerisce che muoversi non solo fa bene, ma permette anche di produrre qualcosa.

MUOVERSI PRODUCE BENESSERE E PRODUCE ENERGIA
Nel mio corpo la dinamo risiede nella testa: se non cammino, se non mi muovo, non mi escono le idee che ritengo migliori. Pensare in movimento è sempre stato l’unico modo per sciogliere dubbi e per chiudere processi di pensiero. Anche per farne nascere dei nuovi. Probabilmente le idee migliori mi sono venute tra una fermata e l’altra del treno, allo stop di un semaforo, pedalando. Non mi potessi muovere avrei certamente problemi nei processi dei miei pensieri. Dovrei cercare un diverso modo di pensare. Perché privare chiunque altro di questa modalità di produzione e avanzamento di pensiero ? 

DYNAMO 
A Bologna Dynamo è un luogo: come una vecchia stazione di cambio dei cavalli, una stazione viatoria dove ci si ferma per ripartire con qualcosa di più nella testa: più energie. A differenza di tutte le altre stazioni, la ripartenza è pensata in forma di cambiamento, è pensata per mostrarti che quel tuo normale muoverti tra lo spazio della città è possibile anche all’interno di un pensiero differente, nel rispetto di chi si muove con maggiore lentezza. Non è solo una questione di mezzi: ma un pensiero sul tema della mobilità che si declina in varie forme. È un luogo giusto per incontrarsi (incontrare gli altri ma anche un po’ se stessi).

Dall’altro lato invece ci sono gli spazi del canonico viaggio del turismo globale che avviene all’interno di spazi – stazioni e aeroporti – che mancano di occasioni di incontro: incolonnati nelle procedure di sicurezza, separati da tornelli è sempre più difficile pensare a quegli spazi come luoghi dove sperimentare i temi del viaggio…

VIAGGIO 

Tutti noi siamo viaggiatori dello spazio che abitiamo: facciamo di tutto per mantenerlo a noi noto; tuttavia, ci capita di perdere le nostre mappe mentali, quelle che ci aiutano a orientarci. Basta poco perché queste smettano di funzionare e perché tutto debba essere rimappato: uno stiramento muscolare, una valigia troppo pesante da portare e la mappa va cambiata. Poterlo fare, poter scegliere tra modalità differenti di percorrere lo spazio è importante.

Possiamo riconoscere il nostro viaggio a  IT.A.CÀ, attraverso le giornate dedicate all’acccessibilità, come composto da varie fasi che coinvolgono noi e chi/cosa ci sta intorno:

  • transito • i temi della mobilità e la riappropriazione della qualità del tempo
  • attesa • incoraggiare l’attenzione verso l’altro nella dimensione dell’incontro
  • interazione • incontrare è scambiare esperienze e coinvolgimento.
  • socializzazione • coinvolgimento che costruisce relazioni
  • diversificazione • incoraggiare l’attenzione verso il mutevole e il diverso
  • accessibilità • una fruizione completa all’interno di una dimensione etica
  • inclusione • una dimensione che include.

Non occorre avere una valigia in mano per essere turista e nessuno ha mai scritto che non debbano esserci relazioni tra chi è cittadino temporaneo e cittadino stanziale. Non dovrebbe esserci una tale lontananza da non permettere un incontro, un dialogo e ancora di più: la possibilità di pensare creativamente. La città dovrebbe parlare tanti linguaggi: del corpo, con le mani, con tutti i suoni disponibili che possiamo produrre in tutte le forme.

LONTANANZA 
In principio abbiamo parlato di distanza.
Il racconto ha bisogno di questa misura.

Ma in fondo il viaggio è un’esperienza di lontananza.
Una lontananza nel tempo e/o nello spazio che permette l’apertura di un orizzonte. 
È anche il luogo dove si mette in scena il presente: il presente della storia, il presente della vita quotidiana.

La lontananza è la misura dell’esperienza per chi ha problemi di accessibilità, per chi si approccia al mondo differentemente per scelta o per necessità. A volte le cose restano lontane dall’essere raggiunte e altre ancora, una volta arrivati, mantengono la distanza. Barriere di varia natura spesso non permettono  di accogliere le diversità. Anche di questo ci ha parlato Fabio Corbisiero dell’Osservatorio LGBT di Napoli. Se è vero che l’ambiente in cui viviamo ci mostra che la nostra mente e il paesaggio si somigliano, questo ci mostra anche quanto ancora ci sia da fare per comprendere e pensare il nostro ambiente in una chiave di accessibilità più ampia. Siamo lontani dal comprendere le richieste differenziate e misurate su una società che è cambiata e che si compone di nuclei famigliari molto differenti.

Egidio Sosio, con il suo intervento, ha spiegato lo scopo del suo ruolo di Garante della disabilità del Comune di Bologna: introdurre un pensiero aperto alle diversità, accessibile e inclusivo, che porta a un cambiamento sostanziale nel costruire la città e l’ambiente nella mente di chi pensa le infrastrutture; una misura diversa che colma le distanze e le lacune anche inconsapevoli della città. Andrea Prantoni, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della provincia di Bologna, prendendo la parola dal pubblico, ha ribadito importanza di una città dove  muoversi in autonomia e sicurezza.

LINGUAGGI 

Al centro dell’esperienza turistica ma anche dell’esperienza di chi abita è la comprensione dei linguaggi. Qualsiasi socializzazione passa attraverso la comunicazione e, quindi, lo scambio di segni e simboli. Anche su quel fronte è importante che vi siano occasioni, spazi per esercitare e fare esperienza con modalità differenti a ciò che la città nel suo insieme offre. Di questo ce ne ha parlato Lucia Cominoli, che all’interno del Centro Documentazione Handicap – Cooperativa Accaparlante, si occupa di metodi alternativi di comunicazione con chi capisce e usa altri linguaggi: dagli stranieri a chi fa più fatica a comprendere la velocità del mondo in cui siamo immersi.

Il viaggio mette sempre in campo la conoscenza dei linguaggi e la competenza nel riconoscere i significati: in questo senso l’uso della dimensione tattile nella costruzione del senso artistico è stato trattato da Loretta Secchi, del Museo Anteros dell’Istituto dei Ciechi Cavazza, come esperienza della dimensione estetica e artistica per lavorare sulla comprensione delle immagini. 

MAPPE

All’Istituto dei Ciechi F. Cavazza, oltre al museo Anteros, c’è pure il museo Tolomeo, a cui è stato dato questo nome per riportare attenzione intorno alla dimensione geografica su una percezione ecologica, che tenga conto delle percezioni inserite nell’ambiente e ne fa la chiave per una esperienza di conoscenza. La conservazione e la trasmissione della conoscenza in forma segnica/simbolica/iconica è dopotutto condizione di qualsiasi cultura per essere riconosciuta da sé stessa e dagli altri. Le mappature mentali che si creano attraverso questa esperienza diventano mappe tattili: non sono semplici immagini da riconoscere attraverso l’esplorazione ma vere mappe dove pensare attraverso la manipolazione al tema del viaggio. In fondo le mappe compaiono per dare un ordine all’immaginazione prima ancora che per orientarci nel movimento dello spazio.

Quello sulle mappe è viaggio che si alimenta dell’ascolto e dell’osservazione dei nomi che si leggono,  dove si scrutano quei confini dove il disegno sospinge l’immaginazione verso l’ignoto: la forma del mondo si fa linea e si fa disegno e parla con figure semplici che chiunque conosce. Ad esempio “la croce” e “il ventaglio”, sono due simboli che raccontano la storia della città fino ad oggi e danno il nome ad un progetto editoriale del 2004 dell’Istituto dei Ciechi Cavazza: La croce e il ventaglio è la prima guida audio-tattile che ha introdotto per la prima volta le mappe tattili  nel turismo accessibile.

Anche per Marta Giacomoni dell’associazione La Girobussola l’esperienza del viaggio si sperimenta partendo dalla produzione di mappe tattili che incrociano contenuti storici e artistici nei territori.

PERCORSI

Nel viaggio l’espressione letteraria più alta, la sua anima, è la costruzione del percorso sulla mappa è anche un modo liberatorio di pensare, e di costruire un proprio percorso un po’ come se fosse un’opera d’arte in sé medesima. In questo senso la Skarrozzata di Enrico Ercolani ne è un esempio: misurarsi con la città utilizzando gli strumenti dei disabili motori, che spostano il baricentro dell’essere umano, il punto di vista e fanno esperire una diversa esperienza della gravità e delle dimensioni.

Matteo Brusa (Fondazione Silvia Rinaldi) costruisce un pensiero analogo parlando di percorsi negli ambienti “naturali”, percorsi che attraversano non la città ma la campagna, i boschi, la montagna, con lo stesso obiettivo di superare le barriere e di estendere l’esperienza di vita intorno ad un ambiente sempre più abile ad accogliere chiunque richieda di entrare.

LAVORO

E infine Cetty Ummarino, di B&B Like your Home, ha parlato di diritto al lavoro, raccontando l’esperienza di persone disabili che, grazie a un’adeguata formazione (alla base delle competenze di tutti/e) ora gestiscono B&B in luoghi tra i più belli d’Italia, dimostrando che ospitalità, inclusione e accessibilità sono elementi inscindibili e che non basta una progettualità infrastrutturale, ma è importante che ognuno di noi abbia l’opportunità della libertà dell’indipendenza e dell’affermazione di sé.

Durante il seminario è emersa una prospettiva dell’accessibilità e dell’inclusione costellata da esperienze e visioni differenti, raccontate da tutti i partecipanti; il viaggio potrebbe persino configurarsi come simbolo di una visione dell’esistenza intesa come ricerca di una formula nuova, una sorta di isola del cambiamento e dello stupore basata su concetti diversi da quelli fortemente standardizzati in un pensiero che si considera normale e che regola gli aspetti immateriali e materiali delle nostre vite.

Questo racconto non sarebbe stato possibile se non grazie alla presenza e alle parole di:

Simona Larghetti, Velostazione Dynamo
Simona Zedda, IT.A.CÀ
Loretta Secchi, Museo Tattile Anteros Istituto dei Cechi F. Cavazza
Marta Giacomoni, Associazione La Girobussola
Fabio Corbisiero, Osservatorio LGBT – Università di Napoli Federico II
Lucia Cominoli, Cooperativa Accaparlante – Centro Documentazione Handicap C.D.H
Enrico Ercolani, Associazione La Skarrozzata
Matteo Brusa, Fondazione Silvia Rinaldi
Egidio Sosio, Disability Manager CettyUmmarino, B&B Like your Home
Cetty Ummarino, B&B Like your Home
Andrea Prantoni, presidente UICI Bologna

 Fabio Fornasari
Architetto & direttore artistico del Museo Tolomeo

 

 

 

 

 

 

Beltaine: il birrificio che promuove l’Appennino Bolognese

staff-beltaine_itacaOggi per la nostra rubrica In viaggio verso IT.A.CÁ abbiamo intervistato Matteo Boschi della cooperativa Beltaine, che con la sua iniziativa La castagna: dal bosco alla birra, ha vinto il Premio Turismo Sostenibile 2016 in collaborazione con Bologna Welcome nella categoria “progetti enogastronomici realizzati”.

Matteo si occupa del coordinamento, della logistica, dell’amministrazione, della contabilità e di tante altre cose; è anche il mastrobirraio, nonché il presidente che, per citare le sue parole, “è stato scelto sorseggiando buona birra se no #chimelofacevafare”. Buona lettura!

La storia della Cooperativa Beltaine e i suo protagonisti

Il microbirrificio Beltaine è nato nel 2004 dalla sinergia tra Consorzio Castanicoltori di Granaglione, amministrazione comunale di Granaglione, Università di Bologna e Fondazione Cassa di risparmio in Bologna. Qualche anno dopo la gestione è stata affidata alla cooperativa sociale Campeggio Monghidoro che ha fatto conoscere la qualità dei prodotti Beltaine in tutt’Italia. Nel 2014 è nata Beltaine soc. cooperativa, una piccola realtà che si occupa solo del microbirrificio: ci piace considerarla una talea (spin off in gergo) delle gestioni precedenti con cui abbiamo mantenuto un forte legame.

Oggi all’interno del microbirrificio si producono sei tipi di birra: quattro alle castagne e due al farro per una produzione annuale di circa 60.000 bottiglie. Beltaine è il primo micro birrificio artigianale nell’Appennino bolognese nonché primo in Italia per la produzione di birra artigianale alle castagne: è proprio nell’ingrediente che le caratterizza che la birra trova la sua eccellenza.

staff-beltaine-itaca-2In Beltaine, io Matteo mi occupo del coordinamento, della logistica, dell’amministrazione, della contabilità e di tante altre cose, sono anche mastrobirraio e il presidente (per fortuna lo abbiamo scelto sorseggiando buona birra se no #chimelofacevafare ).

Insieme con me c’è Marco, il mastrobirraio storico: lui ha creato la prima Beltaine nel 2004, conosce ogni aspetto della produzione, ogni segreto degli ingredienti, appassionato e grande conoscitore delle montagne e dei suoi prodotti, delle leggi naturali, della chimica, di come gli elementi insieme si esaltano a vicenda, è un musicista ed un uomo con un’immensa cultura. Uno stregone? Quasi.

E poi c’è Piero che si occupa della distribuzione, della tournée estiva, dei rapporti clienti, Annalisa che ci porta idee brillanti e cura la comunicazione, Remo che è un’insostituibile memoria storica, Simone, Luca, Maura, Michele, Moreno tutti dei veri angeli custodi. Sono tante le persone che negli anni hanno contribuito e creduto a questo progetto.

La birra che valorizza e promuove l’Appennino bolognese

Le birre artigianali Beltaine girano sulle tavole, sui banconi dei pub e nelle osterie, accompagnano cene tra amici, sono presenti nelle sagre e fiere del settore: la birra è uno straordinario mezzo con cui raccontare e promuovere l’Appennino. Piero lo sa bene: raccontare un prodotto ai clienti non è solo parlare di prezzi. Quando raccontiamo delle birre artigianali alle castagne e al farro Beltaine narriamo la storia del territorio di Granaglione, di PorrettaTerme, dell’acqua buona che scorre, dell’aria buona che si respira, della bontà della pasta all’uovo tirata a mano e fatta sfumare con un goccio di birra, di tradizioni, di storia, del freddo, del cervo incontrato in strada andando in birrificio, di come i montanari salvarono generazioni con questo frutto, di tanto altro. E’ un grande cerchio: la birra fa scoprire un territorio ed il territorio fa scoprire i suoi prodotti. Il pay off della birra rimanda proprio a questo “Birrificio Beltaine: stappa il gusto dell’Appennino”.

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Le iniziative di turismo sostenibile del Birrificio Belataine

Come Birrificio, tra una cotta e l’altra e in collaborazione gli enti coinvolti nel progetto, stiamo organizzando iniziative aperte al pubblico che vorremmo diventassero appuntamenti fissi: a maggio la “Primavera Beltaine: il risveglio del Bosco” e in autunno più puntate di “Raccolta Beltaine: dal bosco alla birra”. Tra questi due eventi abbiamo la tournée estiva e autunnale che ci vede partecipare a molte sagre ed eventi. Primavera Beltaine è una giornata organizzata per celebrare l’arrivo della primavera: il nome Beltaine trae la sua origine dalla tradizione celtica legata ai luoghi di Granaglione, deriva dal gaelico e significa letteralmente “I fuochi del Dio Bell”, divinità celtica celebrata nella festa di primavera che cadeva il 1 maggio e simboleggiava l’inizio della bella stagione con la rinascita della natura. “Primavera Beltaine: il risveglio del Bosco” è un evento che si articola in visite guidate in birrificio e poi musica, perfomance, attività per bambini sotti ai castagni del Parco Didattico del Castagno: una festa che è al tempo stesso un momento di aggregazione e un’occasione di scoperta del territorio.

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Il 23 ottobre abbiamo inaugurato, grazie anche al Premio Turismo Sostenibile, la prima edizione di “Raccolta Beltaine: dal bosco alla birra”, una giornata tra i luoghi della castagna che vorremmo diventasse una vera e propria offerta turistica. Bruno dei Castanicoltori accoglierà i visitatori al Caniccio – un tradizionale essiccatoio di castagne alimentato con fuoco – e Marco, il mastrobirraio accompagnerà il pubblico nelle sale del birrificio di cottura e filtraggio, fermentazione e maturazione, imbottigliamento ed etichettatura spiegando il processo produttivo e la nascita della birra.

Infine al Parco Didattico Sperimentale del Castagno daremo il via ad una vera e propria raccolta di castagne di gruppo dove invitiamo il pubblico a condividere con noi l’esperienza del raccolto: le castagne del Parco Didattico noi le trasformiamo in birra! I partecipanti, oltre la possibilità di pranzare con prodotti enogastronomici locali, potranno raccogliere le castagne e scegliere se barattarle in birra o portarle a casa a prezzi di auto-raccolta. Siamo sempre più abituati a trovare i prodotti nei mercati, nei negozi e dimentichiamo quanta bellezza ci sia nel raccogliere consapevolmente i prodotti della nostra terra: la raccolta diventa così un’occasione per camminare tra i boschi, stare in mezzo alla natura, ascoltarne i rumori e il silenzio, annusarne gli odori. Mi raccomando se parteciperete, venite con guanti, cestini e abbigliamento adatto.

Per quanto riguarda la sostenibilità, siamo ospiti della natura e abbiamo voluto organizzare l’evento rispettandola il più possibile con piccole azioni: il materiale informativo è stampato su carta riciclata, le stoviglie sono in mater-bi, la cartellonistica è creata con materiale riciclato, si fa la raccolta differenziata e sensibilizziamo il pubblico al carsharing. Il prossimo anno vogliamo realizzare una navetta treno-parco e compenseremo le emissioni di Co2 legate all’organizzazione con la piantumazione di castagni nel territorio. Nel vicino inverno, mentre il bosco riposerà, abbiamo già in programma lavori di forestazione per recuperare dei castagni secolari che il prossimo autunno ci regaleranno nuovi frutti. Ma non solo, il materiale deforestato servirà a creare cippato per energia alternativa.

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Punti di forza e di debolezza dell’Appennino secondo Matteo

I punti di forza dell’Appennino? L’Appennino bolognese è un territorio fatto di piccoli scrigni e bellezze naturali, di prodotti e luoghi unici, di borghi incredibili, di aria buona, di gente vera: i “Montanari: scarpe grosse, cervello fino”, persone di una grande intelligenza, genuinità, ospitalità. Come si puo’ intervenire? Negli ultimi anni molti enti stanno facendo un grande lavoro per la riscoperta del territorio con eventi e proposte turistiche.
Noi siamo mastrobirrai e il nostro lavoro è fare con passione una buona birra, non siamo esperti di turismo ma forse in Appennino -come nella vita- alle volte manca un po’ di fiducia, di apertura, di capacità di guardare oltre i propri confini, ma siamo certi che aprendosi, lasciandosi un po’ contaminare da idee che vengono da fuori, facendo rete, unendo le forze e le competenze, andando oltre i campanilismi, valorizzando le unicità, si potrà andare lontano. L’Appennino merita un turismo sostenibile, responsabile: un turismo gentile, con viaggiatori che a piedi, in bici scoprono i nostri boschi, la nostra gente, i nostri prodotti vivendo consapevolmente il viaggio.

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La birra nel paese del vino

Vi racconto un aneddoto, anno 2007, quasi dieci anni fa, ad uno Stand Beltaine.

Sdaura: «Eh bam bam, ma s’a dit? N’esits mica la bira con la castagna, me al fag al foc ei maron» (trad: non esiste la birra alla castagna. Io le faccio arrosto le castagne)
Annalisa: «signora le assicuro di sì, è fatta con le castagne e l’acqua di Granaglione, ha presente la zona di Porretta Terme? Vuole assaggiarla?»
Sdaura: «na na na. Ques’que l’è vino» (no no no questo è vino)
Annalisa: «Signora mi dia retta, la gradazione è alta quasi quanto un vino, vanno da 5, 6 e 7 gradi ma è birra, davvero, è birra»
Sdaura: «Eeee di mondi» (Cose d’altro mondo).

Magari al tempo non avevamo una grafica accattivante ma questo era l’approccio generale del pubblico: eravamo marziani e la birra artigianale italiana veniva da un altro mondo. E’ stato difficile più di dieci anni fa -e alle volte lo è ancora- parlare di birra artigianale italiana fatta con le castagne, proporla in abbinamento a pasti, venderla, farla amare e comprendere ai palati più scettici ma grazie alla qualità del prodotto, alla curiosità della gente, allo sviluppo del settore italiano, siamo ancora qua (e questo nonostante non siano poche le difficoltà che affrontiamo quotidianamente come piccola impresa e per di più piccola impresa della montagna).

In Italia sono nati tanti microbirrifici che producono ottime birre, il beer-tourism è in espansione e le birre artigianali italiane hanno guadagnato il loro posto nel mercato, sono presenti nelle più prestigiose guide enogastronomiche e il pubblico le richiede e le beve consapevolmente. Siamo certi che i turisti, nel loro viaggio italiano, apprezzino la varietà dei prodotti enogastronomici che incontrano: il vino, la pasta, la pizza ma anche la birra. Fondamentale rimarrà cosa c’è dietro al prodotto e quello che racconta: ingredienti genuini e di altissima qualità, luoghi e rispetto per l’ambiente, amore e passione.

Consigliamo a tutti di farci un giretto…
….un fine settimana all’insegna della tradizione e del benessere 😉

Simona Zedda
Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”

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In Romagna mille nuovi alberi e turismo sostenibile

E’ arrivato il momento di guardare alla riviera romagnola con occhio diverso, soprattutto dal punto di vista turistico. Tra Ravenna e Cattolica sta avvenendo una decisa svolta verso un turismo più green e sostenibile. Sono tanti i segnali che portano a dirlo, a partire dal fatto che dei 300 alberghi che in tutta Italia aderiscono al decalogo di Legambiente, 150 sono proprio in Emilia Romagna, e molti si trovano sulla costa.

A Bellaria, ad esempio, l’Hotel San Salvador ha vinto per tre volte gli Oscar assegnati dall’Associazione Ambientalista, oltre ad essere il terzo hotel green in Italia secondo Tripadvisor.

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Cosa fa di un albergo un albergo green? Principalmente le stesse attenzioni all’ambiente che si dovrebbero avere anche a casa!

Raccolta differenziata dei rifiuti, attenzione alle risorse come acqua ed energia, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili o energia verde, alimentazione biologica a km zero e una sollecitazione verso l’utilizzo dei mezzi pubblici o forme di mobilità condivisa. Proprio in questo senso, è da poco partita la nuova edizione di Al mare in treno, per incentivare i turisti a raggiunger eil mare con le nuove tratte di Frecciabianca e Frecciarossa.

Ma non è tutto, da quest’anno le vacanze in Romagna hanno un’altra profonda impronta ambientale, grazie al Green Booking, un’iniziativa che coinvolge i comuni della riviera, gli alberghi e i privati per valorizzare l’ambiente, aumentare la sensibilità nei confronti del turismo sostenibile e piantare 1.000 alberi in 5 anni tra Ravenna e Cattolica.

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A lanciarla è stata la web agency riminese Info Alberghi srl impegnata da oltre 13 anni nella promozione alberghiera attraverso il portale www.info-alberghi.com che gestisce più di 1100 alberghi su tutta la riviera. L’idea è semplice, e vede la partecipazione in prima linea degli hotel aderenti che donano un contributo interamente devoluto per l’acquisto delle essenze da piantumare nel comune di appartenenza dell’hotel.

Partecipano all’iniziativa i comuni di Ravenna, Cervia, Bellaria Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica, fornendo il patrocinio, il supporto tecnico, la scelta delle essenze e le aree di piantumazione. Alcune amministrazioni hanno risposto subito all’appello, come quella di Rimini e di Riccione.

“L’Amministrazione Comunale ha aderito favorevolmente al progetto Green Booking – ha dichiarato Susanna Vicarelli Assessore all’Ambiente del Comune di Riccione – perché vede il coinvolgimento attivo di strutture alberghiere entrate a far parte di un’iniziativa che coniuga la sensibilità per il turismo sostenibile alla valorizzazione dell’ambiente”.

Proprio a Riccione parte delle alberature previste saranno piantate presso la scuola primaria Annika Brandi, scegliendo colture allergy free.

La particolarità del Green Booking risiede proprio nella sinergia tra pubblico e privato. Il primo fornisce il supporto logistico mentre è il privato che acquista le piante e il materiale. E proprio il privato ha dimostrato un grande interesse a partecipare per abbellire la propria città. A Misano Adriatico, prima ancora che la proposta arrivasse all’amministrazione pubblica, è stato Domenico Fabbri, dell’Hotel Amarcord, a coinvolgere il proprio Comune, perché interessato a donare le quote per l’acquisto degli alberi.

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Il Comune ha aderito con entusiasmo. “Partecipiamo a questo progetto – ha affermato Manuela Tonini, assessore turismo sport e cultura di Misano Adriatico – in quanto con un semplice atto di patrocinio non oneroso abbiamo dato la possibilità agli hotel del nostro territorio che partecipano al progetto di vedere piantate le essenze acquistate col loro contributo proprio nel nostro comune”.

“Già negli anni passati – prosegue l’assessore – il comune di Misano ha ottenuto il riconoscimento della bandiera blu e della bandiera verde dei pediatri, grazie all’attenzione non solo ai servizi, ma anche alla tutela ambientale” Fa eco a Misano anche Ravenna. “Dobbiamo smettere di pensare che il turismo sostenibile sia d’élite, solo per i nord europei – secondo Massimo Cameliani, Assessore Turismo e attività economiche al comune di Ravenna – Dobbiamo far conoscere il patrimonio naturalistico anche e soprattutto agli italiani. Riguardo al Green Booking noi abbiamo voluto sostenerlo perché riteniamo fondamentale l’idealità del progetto: cioè sensibilizzare gli imprenditori privati, gli albergatori, a fare attenzione all’ambiente e alle località dei loro hotel, a farli uscire dalla logica privatistica delle loro strutture e per guardare al benessere e alla bellezza di tutta la località, sia per i residente che per i turisti”.

Il turista partecipa al progetto scegliendo un hotel Green Booking per premiare l’impegno della struttura per l’ambiente, con la certezza di trovare in riviera un territorio sempre più attento.

Buone vacanze e scegliete bene dove dormire, la scelta fa la differenza 😉

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda
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Marta Giacomoni: La Girobussola – Premio Turismo Sostenibile 2016

Oggi per la rubrica In viaggio verso  IT.A.CÁ inizia il ciclo di interviste ai vincitori del Premio turismo sostenibile 2015/2016 cultura, enogastronomia e cicloturismo, il contenst promosso da IT.A.CÁ e da Bologna Welcome per incentivare tutte quelle realtà in grado di valorizzare le peculiarità territoriali e che contribuiscono al brand di Bologna e della Città Metropolitana con iniziative di turismo responsabile.

Marta Giacomoni La girobussola ITACA

Marta Giacomoni, Associazione La Girobussola

Iniziamo questo viaggio con l’intervista a Marta Giacomoni che con la sua associazione, La Girobussola, e la sua iniziativa Bologna in tutti i sensi ha vinto il primo premio per la categoria “Iniziative culturali realizzate” (a pari merito con L’associazione Next Generation a cui dedicheremo il prossimo post). La Girobussola aveva già ottenuto la menzione speciale nella I edizione del Premio turismo sostenibileda allora, in un solo anno, l’associazione è cambiata tanto, portando avanti nuovi progetti e contribuendo alla fruizione della nostra città e del suo hinterland da parte dei non vedenti, degli ipovedenti e di tutti coloro che vogliono sperimentare il territorio con «altri occhi».

Storia di “La Girobussola” e nascita di Bologna – In tutti i Sensi

La Girobussola nasce a fine 2013, in maniera piuttosto casuale, dall’incontro fortuito di due ragazze alla ricerca di un cambiamento importante. Tutto iniziò dalla domanda: “A Bologna, un turista non vedente cosa fa?” Coinvolgendo anche mio padre, cieco da quando aveva 5 anni e che diventerà il Presidente dell’associazione, abbiamo iniziato un lavoro di ricerca sulla città che ci ha portato ad elaborare diversi itinerari “per altri occhi”: il progetto“Bologna in tutti i sensi”era nato. Attraverso l’approccio multisensoriale per la comprensione degli spazi urbani e delle bellezze architettoniche, culturali ed artistiche della città, l’uso di mappe tattili da noi disegnate e l’accompagnamento dedicato, Bologna è diventata la prima città italiana ad essere accessibile a viaggiatori ipo e non vedenti.

Bologna In tutti i sensi ITACA

Museo Anteros, Bologna

Quali sono gli obiettivi e attività dell’associazione?

L’obiettivo principale dell’associazione è favorire il superamento degli ostacoli che impediscono la piena fruizione culturale alla persona con disabilità visiva. In questo senso abbiamo sviluppato (e continuiamo a sviluppare) progetti molto diversi: dai viaggi accessibili in Italia e nel mondo, concepiti per piccoli gruppi con accompagnamento dedicato incluso, ai percorsi tattili nei musei (in collaborazioni con start-up di stampa 3D), ad esperienze di sensibilizzazione alle tematiche della cecità, a laboratori per bambini (vedenti e non) d’incoraggiamento all’uso sinestetico di tutti i sensi tranne la vista, alla creazione di materiale a rilievo (stampe Minolta) etc.

Bologna In tutti i sensi ITACA 2

Museo Anteros, Bologna

Dalla domanda iniziale ad oggi i cambiamenti sono stati numerosi e sostanziali! Da Bologna abbiamo aperto itinerari a Venezia, in Sardegna, in Irlanda e fino al Sudamerica, questo anche grazie alla collaborazione con il tour operator Planet Viaggi e con altre associazioni di promozione culturale (Esplora). Ci siamo resi conto che offrire un accompagnatore dedicato e competente ai propri viaggiatori (uno ogni due) rappresenta una risposta vincente ad un’esigenza di indipendenza che accomuna – giustamente! – molte persone ipo e non vedenti. L’utilizzo di mappe tattili e altri supporti in rilievo ha reso possibile una differenziazione del nostro lavoro ancora maggiore. 

La Girobussola Oristano ITACA

La Girobussola a nuraghe Losa, Oristano, Sardegna

Quali sono i principali riconoscimenti ricevuti da La Girobussola?

Sicuramente, e veniamo a voi!, il riconoscimento più importante che abbiamo ottenuto è stata la vittoria al premio IT.A.CÁ di quest’anno, oltre alla menzione speciale dell’anno scorso. Abbiamo vinto anche il concorso Incredibol 2015, classificandoci al terzo posto, con un progetto di accessibilità museale in collaborazione con la start up 3D Archeolab. Naturalmente, l’interesse crescente che istituzioni, musei e naturalmente viaggiatori ci continuano a mostrare sono per noi riscontri altrettanto importanti.

Il blog di IT.A.CÁ
Simona Zedda
Segreteria IT.A.CÁ

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Vincitori e menzioni speciali: Premio Turismo Sostenibile 2016

“Se ti dico che la città a cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo,
ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla.”

Italo Calvino (Le città invisibili)

Venerdì 27 maggio 2016, in occasione della 8° edizione di IT.A.CÀ Bologna, sono stati premiati i vincitori della 2° edizione Premio Turismo Sostenibile 2016 Cultura, enogastronomia e cicloturismo il contest ideato e organizzato da IT.A.CÀ in collaborazione con Bologna Welcome.

74 progetti partecipanti

Realtà in linea con la filosofia del festival, il cui obiettivo è quello di animare Bologna e la Città Metropolitana dal punto di vista turistico: riconoscendo la centralità della comunità locale nel rispetto dell’ambiente.

Bologna Welcome ha investito 30 mila euro per premiare start up e operatori tbolognauristici del Bolognese: 5.000 euro per ogni categoria da investire in promozione e comunicazione.

Il contest è un modo non solo di mappare il territorio e offrire ai viaggiatori un insieme coerente di offerte turistiche sostenibili, ma è soprattutto un modo per creare sinergie e collaborazioni tra le realtà che operano in linea con le direttive europee in ambito turistico, rafforzando il “Brand Bologna” con il valore della sostenibilità e del well being.

Non a caso i progetti e le menzioni speciali sono stati comunicati durante il convegno “Cities for people: place making and place branding”  il convegno internazionale in cui i diversi attori che si occupano di turismo responsabile e di sviluppo sostenibile si sono confrontati sulla promozione di prodotti innovativi, sul riposizionamento del city brand e sulla capitalizzazione delle comunità locali dalle quali è possibile trarre ispirazione per uno spazio pubblico orientato alla felicità e al benessere.

I giurati:

Pierluigi Musarò – professore Sociologia dei processi comunicativi, Università di Bologna, consigliere scientifico di Bologna Welcome e direttore del festival IT.A.CÀ;

Maurizio Davolio – presidente di A.I.T.R;

Roberto Grandi – professore Comunicazioni di Massa e di Comunicazione Pubblica, Università di Bologna e consigliere scientifico di Bologna Welcome;

Osvaldo Panaro – direttore del Settore Agenda Digitale e Tecnologie Informatiche, Direttore del Settore Marketing urbano e turismo del Comune di Bologna.

Hanno valutato ogni progetto secondo 6 indicatori:

  1. originalità
  2. legame con la storia e tradizione del territorio
  3. coinvolgimento della comunità locale
  4. rispetto dell’ambiente
  5. sostenibilità economica
  6. strategie di comunicazione.

Dopo un’attenta valutazione, sono stati proclamati i vincitori e le menzioni speciali

I° Premio – categoria “Iniziative culturali realizzate”

A pari merito, hanno ricevuto il primo premio: Marta Giacomoni, dell’associazione Girobussola, con “Bologna in tutti i sensi”, e Siid Negash, associazione Next Generation Italy, con Migran Tour Bologna. 

La Girobussola 4 - ITACA - Bologna in tutti i sensi 3Bologna in tutti i sensi offre numerosi itinerari culturali e multisensoriali a persone non vedenti e ipovedenti alla scoperta di Bologna e la Città metropolitana, dei i suoi numerosi musei e delle sue botteghe artistiche e artigiane, integrando i percorsi con la partecipazione agli eventi del ricco panorama culturale cittadino: concerti, proiezioni, conferenze, sagre enogastronomiche, nonché laborato

Migrantour - ITACA -Next Generation 2

Il progetto MigranTour Bologna, promosso dall’Associazione Next Generation Italy, in collaborazione con Oxfam Italia e la rete Migrantour.org, prevede la promozione di percorsi interculturali di turismo responsabile, a piedi o in bici, in quartieri storici e multiculturali di Bologna, valorizzandone la storia e i protagonisti di ieri e di oggi che hanno arricchito la città dal punto di vista interculturale.

I° Premio – categoria “Iniziative eno-gastronomiche realizzate ”

museo castagna - Borghi itaca

A pari merito, i vincitori per questa categoria sono Tania Landini con Una Montagna di gusto e Matteo Boschi, della cooperativa Beltaine, con La castagna: dal bosco alla birra.

Una montagna di gusto è un percorso che conduce i viaggiatori alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche dell’Appennino tosco-emiliano. Un percorso che integra la visita ai luoghi di interesse e i percorsi naturalistici con la visita alle aziende agricole e agrituristiche con certificazioni di qualità e/o produzioni biologiche.

CASTAGNA-itaca

Il progetto La castagna: dal bosco alla birra prevede cinque percorsi guidati da agronomi e produttori del territorio attraverso i “luoghi della castagna”, la cui storia è legata a doppio filo con quella dell’Appennino Bolognese. Si tratta itinerari in cui i viaggiatori percorrono l’Appennino attraverso i suoi castagneti, i luoghi storici di trasformazione della castagna e i birrifici artigianali nati in questi ultimi anni.

I° Premio – categoria “Iniziative ciclo-turistiche realizzate”

Dynamo - ITACA - Dynamo tour

Il vincitore per questa categoria è Federico Faso, della cooperativa Dynamo, con Dynamo Tours – Discover Bologna by bike. Il progetto Dynamo Tours nasce nel contesto di attività e servizi offerti da Dynamo – La Velostazione di Bologna, spin-off dell’associazione Salvaiciclisti Bologna. L’iniziativa prevede numerosi itinerari in bicicletta per scoprire gli spazi di arte pubblica, innovazione e socialità della città, toccando non solo i punti di interesse storico-artistico, ma anche i luoghi del vivere socio-culturale della città.

I° Premio – categoria “Progetti culturali da realizzare”

Invisibolo - ITACA 1

Per questa categoria il vincitore è Paolo Simoni, dell’associazione Home Movies, con Invisibol: un atlante emozionale per attraversare nello spazio e nel tempo una Bologna invisibile. Il progetto sviluppa il concetto “archeologico” di stratificazione della memoria visuale; si tratta di una guida urbana in cui la documentazione audiovisiva sulla città è in gran parte realizzata da bolognesi e viene fruita dai viaggiatori attraverso uno storytelling capace di evocare e ricreare l’atmosfera di una Bologna in continua trasformazione culturale, sociale e urbanistica.

I° Premio – categoria “Progetti eno-gastronomici da realizzare”

Cibo sociale food tour - ITACA 1

Il vincitore per questa categoria è Saverio Cuoghi, con Cibosociale food tour.

Il progetto si propone di condurre i viaggiatori, attraverso la mobilità lenta, in zone poco esplorate e in luoghi non convenzionalmente turistici, ma ricchi di cultura enogastronomica, integrando il tour con la preparazione corale dei prodotti tipici del Bolognese.

Il progetto prevede 5 percorsi per far conoscere le specificità enogastronomiche di cinque aree: la pianura (nord ovest);  l’Appennino e la collina, la città, il confine con la Romagna.

I° Premio – categoria “Progetti ciclo-turistici da realizzare”

La piccola carovana bologna itaca

Per questa categoria il vincitore è Matteo Martino, della Cooperativa sociale La Piccola Carovana, con Coop-edalando: itinerari di cooperazione a pedali

Con questo progetto Matteo Martino propone due itinerari cicloturistici alla scoperta dei mestieri e e dei progetti della cooperazione sociale del territorio di Bologna e della Città metropolitana, la cui storia è profondamente legata a quella della cooperazione sociale.

Un viaggio per scoprire le numerose realtà che, attraverso il proprio lavoro e i propri progetti, sconosciuti a più, rispondono a bisogni sociali e relazionali della comunità, con forme spesso innovative.

Menzioni Speciali

Otre agli otto vincitori sono state assegnate 5 menzioni speciali per ogni categoria, che consistono nella possibilità di partecipare ad un laboratorio formativo sugli strumenti e le strategie di promozione e comunicazione turistica.

Di seguito i progetti che hanno ricevuto la menzione speciale:

1) Iniziative culturali realizzate

  • Riccardo Randi, Associazione DISTURbo, DISTURbo – Maratona fotografica
  • Mili Romano, Associazione culturale Cuore di Pietra, Cuore di pietra_un progetto di public art a Pianoro
  • Carlo Maver, Associazione Musica e Nuvole, Eco della Musica – il festival Musicale per chi ama Camminare
  • Adelaide Auregli, Istituzione Villa Smeraldi. Museo della civiltà contadina di San Marino di Bentivoglio (BO), Open day del Gusto, Le vie d’acqua tra città e contado.
  • Lamberto Monti, Museo Dei Botroidi, Museo dei Botroididi Tazzola

2) Iniziative eno-gastronomiche realizzate

  • Chiara Battistini, Azienda agricola Casa Vallona, Sulle vie del miele
  • Andrea Chierici, Taste Bologna, Taste Bologna – Bologna Food
  • Elena Tirelli,  Cooperativa Dulcamara, Cooperativa Dulcamara: festa del Cib(i)ologico
  • Davide Tozzoli, Delocious Bologna di Mattia Tozzoli, Delicious Bologna: food walking tour
  • Camilla Rodella, SSM snc di Rodella camilla e co., MicroBo beer festival

NB. Non ci sono menzioni speciali nella categoria “Iniziative realizzate di cicloturismo” per mancanza di iscrizioni e per non conformità al bando dei progetti iscritti.

3) Progetti culturali da realizzare

  • Marilisa Mainardi, Associazione culturale Diciottoetrenta, Sul Trenino della Veneta
  • Nino Iorfino, Raggruppamento Social Street Pratello, Storie del Pratello: una strada sociale
  • Pierluigi Punzo, Ass. Astrofili Bolognesi, Astroturismo nella città metropolitana di Bologna
  • Silvia Gianni, Consorzi dei Canali di Reno e Savena in Bologna, Notte blu: la città è sommersa di eventi
  • Luca Dolfino, Audioguida Bologna – Porretta Terme: progetto per una guida interattiva lungo la ferrovia porrettana

4) Progetti enogastronomici da realizzati

  • Alessandro Conte, guida escursonistica e accompagnatore iscritto a GAE e socio AIGAE, Collina bolognese: un territorio che ti premia
  • Laura Scrivere, Cestini d’autore sotto le stelle
  • Menzani Alessandro, Proloco Casalecchio Meridiana, Sulle orme di San Martino: tra campanili, cibo, acqua e vino
  • Tibaldi Andrea, Wellness Gourmet di Andrea Tibaldi, Un viaggio a ritroso per scoprire la propria ricetta del cuore
  • Francesco Gilli, Il cucinotto – La cucina responsabile

5) Progetti di cicloturismo da realizzare

  • Renzo Toni, Fiab Castenaso Tribù Indigena, Ciclovia delle antiche paludi bolognesi
  • Angela Cazzoli, Progetto il cuore freddo di Bologna, La conserva da neve: una macchina perfetta
  • Dario Valgimigli, Associazione Rupex –Bike Experience, 5 Valli Bike Experience
  • Rossella Ruzza, Riflessi verde acqua
  • Piero Baldassarri, Appennnino Slow Scarl, L’appennino in Mountain Bike, no fatica, tanto gusto…

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda
Responsabile segreteria IT.A.CÀ

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Viaggio ad Arte Sella: un’esperienza collettiva tra Natura, Bellezza e Cultura

Cari Amici e amiche,

oggi per il nostro appuntamento con il Blog di IT.A.CÀ, Massimo Tiburli Marini di Kilounnamedwatt ci racconta il suo affiscinate viaggio ad Arte Sella – the contemporay mountain, un luogo che si trova a Borgo Valsugana, in provincia di Trento.

È riduttivo definire Arte Sella solo come un semplice luogo, come un museo a cielo aperto o come un teatro di eventi artistici: «è un processo creativo unico, che nell’arco di un cammino più che ventennale ha visto incontrarsi linguaggi artistici, sensibilità e ispirazioni diversi accomunati dal desiderio di intessere un fecondo e continuo dialogo tra la creatività ed il mondo naturale. Nel tempo, più di 300 artisti si sono avvicendati in questo percorso, consegnando alla Val di Sella ed alle cure dell’Associazione Arte Sella il loro lavoro» (dal sito web artesella.it).

Buona lettura!

Arte Sella Itaca 1

Arriviamo ad Arte Sella accompagnati da un generoso strascico di ultimo inverno, la neve ricopre i profili delle montagne che ci circondano mentre saliamo verso la spianata che ospita questo progetto un po’ parco un po’ museo a cielo aperto, un luogo fisico incastrato tra i monti della Valsugana dove da trent’anni si coltiva una visione: quella di interpretare il rapporto tra arte e natura valorizzando entrambe.

Arte Sella non è un posto qualsiasi: qui con l’ostinata determinazione di alcuni visionari di montagna ha preso vita un racconto, una di quelle storie a cui in pochi sembravano credere, una scommessa che parlava il linguaggio dell’arte e dell’ecologia, del rispetto e della sperimentazione.

Arte Sella Itaca 2

“Ma veramente pensate che ci verrà qualcuno?” è una delle domande più frequenti che alla fine degli anni ‘80 rivolgevano gli scettici ai visionari. Oggi ad Arte Sella passano più di 70.000 visitatori all’anno, pullman di scolaresche vengono a svolgere laboratori sull’arte e l’outdoor education, tra la primavera e l’estate tra questi alberi risuonano le note di grandi musicisti, si muovono i corpi dei ballerini protagonisti delle rassegne di danza contemporanea, e gli artisti fanno a gara da tutto il mondo per avere la possibilità di esporre in questo luogo magico.

Giacomo_Bianchi Arte Sella itaca

«Qui vengono persone che non si sognerebbero neanche di entrare in un museo, famiglie che con la scusa di una passeggiata respirano l’arte» racconta Giacomo Bianchi mentre ci fa da cicerone attraverso le opere che disegnano il percorso nel cuore del bosco. Giacomo rappresenta il ricambio generazionale in corso ad Arte Sella: è il presidente dell’Associazione che gestisce tutto il progetto, un giovane papà che tra la bio-ingegneria e la fotografia ha scelto di dedicarsi all’arte! Ci racconta di una realtà in cui la dedizione e la passione sono il motore di ogni scelta, e dove il problema della conciliazione tra tempo libero e lavoro si è serenamente risolto nell’idea di un «lavoro libero che si prende tutto il tempo».

Aeneas Wilder Senza titolo 169 Copyright Arte Sella photo Giacomo Bianchi 2

*Aeneas Wilder – Senza titolo 169-Copyright Arte Sella – ph Giacomo Bianchi

Passeggiare in un bosco di montagna, in mezzo alle neve che profila di bianco i contorni delle opere d’arte così felicemente compenetrate con la natura, (nel concept, nelle linee, nei materiali), è un’esperienza potente sotto tanti aspetti. È un’idea di fruizione dell’arte dove il contesto è già parte dell’opera, è una proposta di turismo culturale lontana dagli stereotipi, e che dimostra ogni giorno come la sostenibilità e la cura siano valori che le persone possono e vogliono fare propri, quando riconoscono la bontà di un progetto e la coerenza di un percorso.

(50) Jaehyo Lee Copyright Arte Sella ph Giacomo Bianchi1 ITACA

*Jaehyo Lee – Copyright Arte Sella – ph Giacomo Bianchi

In tutto sono 30 le persone che lavorano ad Arte Sella, un gruppo fisso che si occupa degli ingressi al parco, della manutenzione, delle visite, e una serie di tecnici, collaboratori e operai specializzati che si mettono al lavoro quando ci sono eventi, rassegne o quando c’è da installare la nuova opera di un’artista.

Patrick Dougherty Tana libera tutti Copyright Arte Sella photo Giacomo Bianchi

*Patrick Dougherty – Tana libera tutti – Copyright Arte Sella ph Giacomo Bianchi

E infine ci sono i ragazzi che gestiscono il ristorante tramite una piccola società creata ad hoc. Ed è proprio lì, davanti a una serie di delizie culinarie trentine, che incontriamo uno dei padri fondatori di Arte Sella, forse colui che più di ogni altro ha dedicato vita, progettualità, passione e anima a questo progetto:si chiama Emanuele Montibeller e se è vero che nomen omen, lui aveva scritto nel sangue che quei monti dovevano essere ancora più belli! Emanuele è il direttore artistico, ed è grazie al suo lavoro che qui sono arrivati i migliori artisti della scena internazionale, e grazie alla sua ostinata visionarietà che Arte Sella ha saputo rinnovarsi negli anni e che sono state fatte delle scelte, anche difficili, ma che sono risultate vincenti.

Giuliano Mauri Cattedrale vegetale Copyright Arte Sella photo Giacomo Bianchi

* Giuliano Mauri – Cattedrale vegetale (Copyright Arte Sella – ph Giacomo Bianchi)

«All’inizio era tutto gratuito. Quando poi sono arrivate cinquemila persone per un concerto abbiamo capito che il successo del progetto rischiava di incrinare i suoi equilibri. Oggi per gli spettacoli si paga un biglietto, e di spettatori ne ammettiamo al massimo duecento, però chiediamo agli artisti di fare due spettacoli giornalieri».

Sally Matthews Lupi Copyright Arte Sella photo Giacomo Bianchi

*Sally Matthews – Lupi – Copyright Arte Sella – ph Giacomo Bianchi

E sottolineando quanto questa sia una decisione non di chiusura ma di rispetto, si capisce la bontà dell’approccio. «La nostra anima è lì in quelle montagne e dobbiamo salirci per scoprirlo, perchè avere di fronte a sè un orizzonte verticale cambia le prospettive, ti costringe ad arrampicarti in cima ai tuoi sogni per vedere cosa c’è di là»

Arte Sella sarà a Bologna con i suoi protagonisti per raccontare questa esperienza il 28 maggio 2016, alle Serre dei Giardini, ospite del festival IT.A.CÁ Bologna ( 23 – 29 maggio).

 

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda 
Segreteria IT.A.CÀ

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Storia di Bologna: storia dell’eccelenza dell’Istituto Cavazza

Cari Amici di IT.A.CÁ,

oggi nel nostro Blog vi vogliamo raccontare la storia di un’eccellenza bolognese che è parte integrante della città: si tratta dell’Istituto Cavazza, che ha contribuito in modo inestimabile all’organizzazione dell’VIII edizione del nostro festival con tanti eventi a cui siamo sicuri non mancherete.
Vi lasciamo al racconto di Lucilla Boschi Content curator & Intermedia specialist dell’Istituto e Curator at Museo Tolomeo che si trova all’interno di quest’antico edificio.

Buona lettura!

Guida audiotattile di bologna_itaca

Tra le mura dell’Istituto “Francesco Cavazza” si cela una storia che intreccia le proprie radici in maniera indissolubile con quella della Città di Bologna.
Tra fine Ottocento e inizio Novecento, Francesco Cavazza costituisce un salotto culturale che ridarà vita alle arti in città, con il sostegno di Alfonso Rubbiani: da una parte attraverso il restauro di importanti monumenti, dall’altra con la creazione dell’Aemilia Ars e del Comitato per Bologna Storica e Artistica.

Museo Tolomeo_itacaAnni prima, un Francesco Cavazza ancora ventenne si unisce ad altri giovani per iniziare l’avventura all’epoca definita “impresa bella”: fornire ai ciechi accoglienza per “educarli” e “istruirli”. Comincia così la storia che porterà all’attuale Istituto, in cui fin dalle origini la volontà è stata di rendere autonomi e liberi i ciechi attraverso gli strumenti della cultura e della conoscenza: dal primo pianoforte acquistato per 40 lire nel 1881, alla scelta di insegnanti con rare doti di sperimentazione nell’approccio al Braille, per proseguire negli anni nell’assistenza agli studenti prove nienti da tutta Italia, fino ad arrivare allo sviluppo di macchine dette “display braille”, per l’accesso ai testi digitali.

Una storia che continua ancora oggi, confermando l’Istituto Cavazza all’avanguardia nella ricerca e nello sviluppo per l’integrazione scolastica e lavorativa dei ciechi. Presso l’Istituto sono presenti anche due luoghi espositivi: il Museo Tattile Anteros, che espone una collezione di traduzioni tridimensionali in bassorilievo di celebri dipinti compresi tra Medioevo ed Età moderna, e il Museo Tolomeo, in cui la storia diventa un caso studio sui temi della trasmissione del sapere, dell’innovazione tecnologica, dell’intreccio tra linguaggi.

Inoltre, l’offerta culturale è arricchita dalla rivista semestrale Vedere Oltre, da Telebook che offre ai non vedenti l’accesso a libri digitali da leggere tramite display braille, sintesi vocale o software di ingrandimento dei caretteri, e dalla messa in onda di Radio Oltre. A questo si affianca l’attività di supporto e assistenza nelle difficoltà affrontate nei vari campi da ipovedenti e non vedenti.

03_Museo Anteros
La cultura e la conoscenza sono un diritto di tutti. Nato con questa missione, l’Istituto Cavazza continua a perseguirla con la medesima passione ancora oggi.

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda 
Segreteria IT.A.CÀ
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Diversità, Civiltà, Comunicazione: Storia e Storie tra Musica, Cinema, Letteratura

Cari amici,

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per la rubrica “In viaggio verso IT.A.CÁ” oggi siamo in compagnia di Elena Lamberti che abbiamo intervistaro a proposito di una bellissima iniziativa, di cui anche noi di IT.A.CA ne facciamo parte (qui link al Blog IT.A.CÀ dedicato alla programmazione) che ha avuto inizio il 1 marzo scorso e che continuerà fino al 4 maggio: si tratta del ciclo di incontri dal titolo “Diversità, Civiltà, Comunicazione: Storia e Storie tra Musica, Cinema, Letteratura”. 

Buona lettura!

Ci potresti spiegare che cosa è e come nasce “PERFORMIGRATION: LA GENTE È IL TERRITORIO”?

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L’iniziativa Diversità, Civiltà, Comunicazione: Storia e Storie tra Musica, Cinema, Letteratura è figlia del progetto biennale europeo PERFORMIGRATIONS: LA GENTE E’ IL TERRITORIO, finanziato nell’ambito del programma Cultura dell’Unione Europea, coordinato dall’Università di Bologna e dedicato ad esplorare, attraverso le storie di vita, i temi della diversità, del cambiamento e della mobilità. Il progetto è nato nel 2013 grazie alla collaborazione tra sedici istituzioni di alto profilo presenti in Europa (Italia, Austria, Portogallo, Grecia, Malta, Regno Unito) e in Canada (Montreal, Toronto, Vancouver) e, nel tempo, ha accolto realtà dei diversi territori per dare vita ad eventi itineranti e portare, di luogo in luogo, nuove forme condivise per riflettere sulle nuove geografie transnazionali.

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Dall’aprile 2015 al febbraio 2016, PERFORMIGRATIONS ha realizzato sette installazioni in sette città europee e canadesi (Bologna, Atene. Lisbona, Klagenfurt, Montreal, Toronto, Vancouver) frutto di un lavoro collaborativo tra artisti, accademici, operatori culturali, in sinergia con istituzioni e comunità locali. Nel mese di marzo il progetto terminerà i due anni di attività con gli ultimi eventi a La Valletta. Il ciclo di incontri su Diversità, Civiltà Comunicazione è il primo organizzato per rendere sostenibile il progetto oltre i due anni originariamente previsti, alla luce dei risultati più che incoraggianti ottenuti a tutt’oggi e non disperdere il partenariato costruito con energia e passione. Nello specifico, questi incontri continuano la collaborazione già posta in essere nel corso del mese Performigrations a Bologna (15 maggio / 15 giugno 2016) tra diverse istituzioni cittadine e nazionali e consolidano un dialogo che sta incoraggiando nuove metodologie di indagine condivise per conoscere le mappe culturali oggi in divenire.

Che cosa intendi per ridisegnare le carte geografiche ripartendo dalle persone? 

Ogni cultura, ogni tradizione ha una propria dominante geo-culturale tradotta in uno o più luoghi identitari. Nell’esperienza di Performigrations, il modo migliore per conoscere e riconoscere i mille territori che trascendono la geografia tradizionale è stato quello di ripartire dalle persone, dalle loro storie di vita interpretandole come discorsi culturali complessi e performativi per poi condividerli (con eventi, installazioni, laboratori). Siamo partiti dall’idea che la carta geografica non corrisponde al territorio reale, ma che è la gente a fare il territorio e che la gente è sempre in movimento (anche quando è stanziale). Anche per questo la collaborazione con ITACÀ è stata e resta importante.

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L’attenzione per le piccole o grandi comunità che oggi stanno cambiando le immagini identitarie e tradizionali dei luoghi così come li abbiamo conosciuti fino a ieri è nel DNA di ITACÀ, così come in quello di Performigrations. I viaggi di ITACÀ sono preziosi proprio per questo: aprono il locale all’universale e viceversa, valorizzano le differenze per creare nuove armonie e svelano nuove opportunità di movimento, non solo fisico, ma anche emotivo e culturale.

Ci potresti raccontare chi sono gli artisti che prendono parte a questa iniziativa?

Agli incontri parteciperanno artisti e studiosi amici di Performigrations che credono nell’importanza dello storytelling (musicale cinematografico, letterario) come strategia di indagine e di ascolto reciproco per costruire una società civile aperta e partecipata. Il Dominic Mancuso Group (Dominic Mancuso: voce e chitarra; Tony Zorzi: Chitarra; Paco Luviano: Basso; Chendy Leon: Percussioni; Jerry Caringi: Organo e fisarmonica; Johnny Johnson: sassofono e fiati) si fermerà a Bologna in occasione del loro tour europeo ‘One World / No Border’ che li porterà a compiere un viaggio a ritrovo dal Nord (il Canada) al Sud del mondo (l’Europa meridionale e mediterranea); il 1 marzo, rifletteremo con loro di come si possa testimoniare, attraverso l’esperienza musicale, la voglia di incontro e di accoglienza di tradizioni musicali diverse e complementari.

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Il 6 aprile, con il regista Paolo Quaregna affronteremo il dramma delle comunità autoctone del Canada che fino agli anni Ottanta hanno subito l’allontanamento forzato di bambini e giovani portati in collegi per essere ‘educati’ alla civiltà canadese di origine europea. Infine, il 4 maggio presenteremo l’edizione italiana del poema La Zona Desolata, dell’autrice canadese di origine ucraina Janice Kulyk Keefer, riscrittura del classico di T.S. Eliot in chiave eco-critica: si parlerà di pseudo-democrazia e di controllo del dissenso per ragionare, insieme, sulle forme oggi possibili di democrazia partecipata.

Grazie e invitiamo tutti a partecipare a questa bellissima iniziativa a Bologna 😉

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Simona Zedda
Segreteria IT.A.CÀ
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Turismo sostenibile di comunità nella Lubombo Transfrontier Conservation Area

«Il cuore di un viaggio è l’incontro di persone, di storie, di culture e di territori. L’incontro che interroga, genera conoscenza, abbatte i pregiudizi e crea legami. Il turismo di comunità aiuta a comprendere che siamo tutti/e protagonisti del mondo che vogliamo creare, a partire dai nostri territori e dalle nostre storie». (Chiara Aliverti)

Oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” vi parliamo di  un evento IT.A.CÀ OFF (avvenuto il mese scorso a Bologna) denso di significato per quanto riguarda lo sviluppo turistico sostenibile delle Transfrontier Conservation Area (TFCA), cioè quelle aree protette transnazionali che, fin dagli anni ’90, sono in fase di costituzione in Africa Sub‐sahariana, con l’obiettivo di conservare la bio‐diversità degli ecosistemi e, al contempo, di sviluppare la cooperazione fra gli stati africani.

Si tratta della tavola rotonda Sentieri che uniscono: una rete di sentieri naturalistici e culturali che legano le comunità e le aree protette in Swaziland, Sudafrica e Mozambico, organizzata da COSPE onlus, in collaborazione con AITR

Sentieri che uniscono

L’argomento centrale del dibattito è stato come il turismo di comunità possa essere un’opportunità di sviluppo economico sostenibile. AITR e COSPE si sono confrontati con tre protagonisti della Lubombo Transfrontier Conservation Area (LTFCA), tra Swaziland,  Mozambico e  Sudafrica: Nomsa Mabila, Seth Maphalala e Tal Fineberg*

Mabila, Maphalalla e Fineberg hanno spiegato che il turismo di comunità è una ricchezza inestimabile per le popolazioni locali ed è un’opportunità unica per valorizzare il patrimonio umano, culturale e naturale che caratterizza le TFCA; basti pensare ai risultati ottenuti dall’ Ecolubombo Programme e ai progetti attivati da COSPE nell’ambito di questo programma di cooperazione internazionale.

Il programma Ecolubombo è un’iniziativa  transnazionale di gestione sostenibile del territorio e delle sue risorse  tra Swaziland, Sudafrica e Mozambico, promosso da COSPE e dalla Lubombo Conservancy.

LTFCA Swaziland_Mozambico_Sudafrica

COSPE e i suoi partner intendono promuovere la partecipazione delle comunità locali nella conservazione e nella gestione della biodiversità (ad esempio la creazione di programmi per il Pagamento dei Servizi Ecosistemici (Payment for Ecosystem Services-PES), incentivare modelli di sviluppo sostenibile che tutelino il patrimonio naturalistico e culturale del territorio (ad esempio lo sviluppo di percorsi eco turistici, gli eco trails) e, infine, favorire la transizione verso modelli agro‐ecologici in grado di contrastare l’impatto dei mutamenti climatici sugli eco‐sistemi e sulle comunità.

Durante il dibattito è emerso come una parte significativa degli attori coinvolti nel processo di valorizzazione turistica della LTFCA veda nella promozione del turismo sostenibile e di comunità un’opportunità per sperimentare soluzioni innovative in grado di superare il tradizionale conflitto tra le aree protette e popolazione locale. Infatti, l’espansione delle aree protette spesso ha limitato l’accesso alle risorse delle comunità locali, causandone l’esclusione forzata dalla gestione territoriale e suscitando un forte dissenso nei confronti dei limiti imposti in materia di conservazione delle aree.

Terre del cibo

L’integrazione delle aree protette con le comunità locali, attraverso uno sviluppo economico sostenibile, è un’importante elemento di equilibrio tra la conservazione naturalistica del territorio e la fruizione tradizionale dello stesso da parte delle popolazioni locali. La promozione di un turismo di comunità basato sui principio della sostenibilità sarebbe auspicabile, perché da un lato si preserverebbe il territorio al livello naturalistico, dall’altra si incentiverebbe l’economia locale e il menagement territoriale da parte della popolazione.

La tavola rotonda è stata un momento di confronto che ha dato vita a nuove collaborazioni e a nuovi programmi di cooperazione per uno sviluppo turistico responsabile nella LTFCA.

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La giornata si è conclusa con la visita della delegazione africana a due importanti protagonisti del turismo di comunità dell’Emilia-Romagna: I briganti del Cerreto e La valle dei Cavalieri, che si trovano rispettivamente a Cerreto Alpi e a Ramiseto, entrambi in provincia di Reggio Emilia. Questa storia non finisce qui e non vediamo l’ora di raccontarvene gli sviluppi.
Buon viaggio responsabile a tutti!

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* Nomsa Mabila, community officer dell’ELP   e Board Chairperson della Swaziland Tourism Authority; Seth Maphalala,  membro della Swaziland National Trust Commission (SNTC) e coordinatore della Lubombo TFCA; Tal Fineberg, Chairperson della Lubombo Conservancy (LC).

Blog IT.A.CÀ

 Marirosa Iannelli10382350_10204171756117367_8988722782004006199_o SiSimona Zedda

IT.A.CÀ presenta la II edizione del Premio Turismo Sostenibile 2015

È passato un anno da quando nel 2014 IT.A.CÁ e Bologna Welcome, in collaborazione con il Comune di Bologna, hanno indetto la prima edizione del Premio Turismo Sostenibile, che prevedeva un contributo di 5000 euro in promozione e comunicazione per le quattro migliori idee di turismo culturale ed enogastronomico sul territorio di Bologna e provincia.

Hanno partecipato al concorso ben 80 progetti tra privati, aziende, start-up, associazioni e cooperative, realtà accomunate dagli stessi valori: promuovere e realizzare pratiche turistiche rispettose dell’ambiente, delle comunità locali e, non ultimo, capaci di valorizzare le peculiarità culturali ed enogastronomiche del bolognese.

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Dalla forte adesione, l’impressionante qualità e l’aspetto innovativo di tutti i progetti che hanno partecipato al contest si evince che nel nostro territorio c’è una condivisione diffusa dei principi che da anni il festival promuove.

Infatti, il Premio Turismo Sostenibile è stato un modo non solo di incentivare le realtà che operano nell’ambito del turismo responsabile, ma ha mirato a farle emergere e a metterle in rete, promuovendo così un’offerta integrata e riconoscibile da parte dei turisti.

Oltre a mappare il territorio e fungere da volano per la promozione di un turismo sostenibile, il Premio si pone l’obiettivo di valorizzare in modo integrato la città e il territorio provinciale: l’iniziativa vuole favorire la coesione del territorio secondo un sistema valoriale comune – sostenibilità, cultura ed enogastronomia – creare una community di operatori turistici che credono e mettono in atto i valori del festival, promuovere sinergie e partnership facilitando il matching tra risorse e bisogni delle realtà turistiche sostenibili dell’area.

Proprio per questo motivo nel novembre del 2014 i vincitori e i venti finalisti (cinque per ogni categoria) del Premio Turismo Sostenibile hanno partecipato a un workshop di marketing turistico organizzato da IT.A.CÁ e da Bologna Welcome. Un’intera giornata di formazione scandita attraverso due lezioni frontali: Fund Raising – questo sconosciuto!, condotta da Nicola Bedogni, Consigliere ASSIF – Associazione Italiana Fund Raiser, e Strategie e strumenti del marketing per il settore turistico, tenuta da Davide Maggi, AD di Nimai, esperto di SocialMedia Marketing e turismo. Questi due momenti formativi hanno dato ai partecipanti importanti linee guida per realizzare concretamente un piano di comunicazione per promuovere i loro progetti, coniugando l’aspetto della sostenibilità con quello della divulgazione in un’ottica di marketing turistico.

Ma soprattutto i partecipanti hanno potuto confrontarsi e lavorare insieme durante il laboratorio Fare sistema: strategie di sviluppo locale e progettazione di reti territoriali, coordinato da Gaspare Caliri e Michele Restuccia co-fondatori di Snark – space making, collaboratori presso Cube: Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica. L’obiettivo di questa parte della giornata formativa è stato quello di favorire la condivisione di idee tra il festival e la comunità del Premio Turismo Sostenibile e di incentivare la loro partecipazione all’interno della Nuova Rete Civica di “Bologna area metropolitana”, nella quale possano darsi visibilità come “community del turismo sostenibile”: una comunità tematica che promuova i valori emersi durante il lavoro fatto nel workshop e che continui un percorso comune di confronto, di scambio e di co-progettazione.

Oggi, nella VII edizione del festival IT.A.CÀ, tra i tanti eventi, si possono trovare quelli organizzati dai vincitori del Premio e da molti dei suoi finalisti che, attivando collaborazioni proficue e distinguendosi per l’originalità delle loro iniziative, sono entrati a far parte della famiglia del turismo sostenibile bolognese.

immagine-sito-sulle-vie-del-miele-1Tra i vincitori vediamo l’Associazione culturale Our way che per domenica 24 maggio alle 10:30 ha organizzato Un giorno con Use-it Bologna, una maratona fotografica ispirata alla sua guida “Use-it Bologna”, vincitrice del I premio nella categoria “Progetti di turismo culturale realizzati”

Sabato 6 e domenica 7 giugno potremo andare a Casa Vallona a Monte San Pietro, l’azienda agricola di Chiara Battistini che con la sua start-up Sulle vie del miele ha vinto il I premio nella categoria “Progetti enogastronomici da realizzare”: due giorni di degustazioni, itinerari, musica, incontri, mercatini e spettacoli per conoscere il mondo misterioso delle api e il contributo degli apicoltori alla terra.

Comunicamente – agenzia di comunicazione vincitrice del I premio per la categoria progetti di turismo enogastronomico, con il festival Zola Jazz&Wine e i finalisti ai del Consorzio della Chiusa di Casalecchio, propone Effetto blu: a Casalecchio come una volta”…quando in vacanza si andava al Lido!, iniziativa che celebra l’importanza dell’acqua e promuove la conoscenza della Chiusa di Casalecchio, per rivivere una gita domenicale d’inizio ‘900, proprio come quelle che organizzavano le famiglie di Bologna qualche decennio fa.

È importante ricordare anche un fuori programma, cioè il progetto vincitore del I premio per la categoria Progetti culturali da realizzare, che è diventato realtà nella prima metà dell’aprile 2015.

Si tratta delle Quattro stagioni nel parco ideate e realizzate da e.ventopaesaggio – associazione di

chiusa1-1 professionisti che diffondono la cultura del paesaggio, la conoscenza e l’uso consapevole del territorio attraverso la promozione di un turismo responsabile: quattro eventi, uno per ogni stagione, organizzati all’interno del Parco della Chiusa e nel Comune di Casalecchio di Reno, nel corso dei quali, in una o due giornate per stagione, si sono svolte e si svolgeranno conferenze di paesaggisti di fama nazionale e internazionale, attività di teatro, danza, mostre e passeggiate tematiche con visite guidate.

Possiamo partecipare, inoltre, agli eventi organizzati dai finalisti del contest che, come i vincitori, grazietumblr_inline_n8fvaviJh01rypu23 al tavolo di lavoro organizzato da IT.A.CÁ e Bologna Welcome, hanno attivato collaborazioni che hanno dato vita a numerose e interessanti iniziative. Suppershare, che si è aggiudicata il II posto nella categoria “Progetti enogastronomici da realizzare”, ha organizzato ben due eventi. Il primo, un itinerario enogastronomico che si ispira alla famosa critical mass nata a San Francisco: un Host d’eccezione, accompagna i Guest in bici per le vie della città alla scoperta delle tradizioni enogastronomiche del territorio, per poi cucinare insieme ai partecipanti un pranzo con prodotti rigorosamente di stagione e a km0

Il secondo itinerario, una cena itinerante nel centro di bologna, che prevede 4 portate in 4 case diverse dall’aperitivo al dolce: un percorso studiato ad hoc all’interno della città, che permette di ammirarne e gustarne le bellezze tra una portata e l’altra.

Welness Gourmet scuola di cucina della Valsamoggia, II classificata per la categoria “Progetti enogastronomici realizzati”, oltre a collaborare con casa Vallona per Sulle vie del miele, ha organizzato, Le mani in pasta, un laboratorio di sfoglia emiliana tradizionale al mattarello che finirà con un pranzo in cui si potranno gustare le tagliatelle e i tortelloni fatti dai partecipanti.

Tra gli eventi organizzati dai finalisti non mancano certo gli itinerari, rigorosamente a piedi, in bici o con mezzi sostenibili: percorsi suggestivi che valorizzano attrattive non convenzionali di Bologna e del suo hinterland. Tra questi ricordiamo Il parco in tutti i sensi, a cura di Assoiazione Onlus “La Girobussola” III classificata nella categoria “Progetti culturali realizzati, in collaborazione con l’associazione vincitrice già menzionata, e.ventopaesaggio. Si tratta di una camminata notturna all’interno del Parco della Chiusa di Casalecchio di Reno pensata per persone sia non vedenti che vedenti per sperimentare un orientamento non visivo e per dare a tutti la possibilità di provare in prima persona l’importanza della multi-sensorialità.

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Questo sarà l’evento inaugurale del nuovo allestimento tecnologico per la disabilità visiva del parco, tramite il quale tutti potranno accedere alle informazioni in modo indipendente e in qualunque momento e periodo dell’anno. L’itinerario è preceduto da Tutti in viaggio: turismo accessibile e inclusivo per ogni diversa abilità, sempre organizzato da La Girobussola, in collaborazione con Pietro Scidurlo di Free Wheels Onlus, COSPE e l’Associazione La Skarrozzata, che si terrà sabato 23 maggio alle 17: un convegno/workshop per parlare di turismo accessibile e inclusione sociale e che si concluderà con La Skarrozzata, un itinerario dai Giardini Margherita verso le vie centro.

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Tra gli itinerari sull’Appennino troviamo il II classificato nella categoria “Progetti culturali realizzati” in collaborazione con il IV posto della stessa categoria: rispettivamente, l’Associazione Sassi Scritti e la Cooperativa Madreselva, realtà impegnate nell’animazione dell’Appennino Bolognese nella sua conservazione e nella sua valorizzazione. Il loro Viaggio letterario nei luoghi minori, è un itinerario che si snoda nel territorio di Ponte Venturina / Riola / Valle del Reno / Valle del Limentra di Treppio, attraverso il luoghi minori di una porzione del nostro Appennino capace di grande suggestione e in grado di trasmettere una visione del mondo e della vita dal ritmo lento. Il trekking attraverserà boschi, campi, luoghi abbandonati e sarà condotto da una guida specializzata della Cooperativa Madreselva e da un ospite d’eccezione: la scrittrice Francesca Matteoni.

Infine, Sulle orme della storia. Trekking di 3 giorni sulle tracce della Linea Gotica.

Per il 70° anniversario della Liberazione dal Nazi-fascismo l’associazione Trekking Appennino, III cassificata per la categoria “Progetti culturali da realizzare” propone un itinerario che percorre i sentieri della valle aspra e incontaminata del Dardagna e a quelli della valle più dolce del Belvedere, attraverso un ambiente di straordinaria bellezza, capace di rendere forte l’eco della storia di un’umanità calpestata e resistente.

Perché la trama di questo tessuto diventi sempre più fitta, perché il Bolognese sia un circuito di realtà virtuose impegnate in tipo di turismo che rifiuti le logiche dello sfruttamento ambientale e delle vessazioni verso le comunità locali, ma che invece sia promotore di politiche di inclusione sociale e in prima linea nel rispetto del nostro patrimonio culturale, enogastronomico e naturalistico, siamo lieti riproporre la II edizione del Premio Turismo Sostenibile che è stato indetto ufficialmente il 23 maggio 2015 durante il convegno Bici Viaggiare, che si è tenuto a Palazzo d’Accursio a partire dalle 09.30.

Conoscere e promuovere l’Europa in bici: il tema del convegno che è stato seguito dal workshop: Promuovere l’Emilia Romagna in bici – Hotel Bike Friendly.

biciviaggiare-2015.15apr2015Si tratta di un tavolo di co-progettazione regionale e di un seminario di formazione per le strutture ricettive, a cura di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile in collaborazione con #Salvaiciclisti, FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, ECF – European Cyclist Federations, Comune di Bologna.

Non è un caso che abbiamo scelto questo importante evento per rilanciare il Premio Turismo Sostenibile. Infatti, alle due categorie su cui si sono cimentati i partecipanti dell’edizione 2014, quest’anno abbiamo aggiunto una III categoria: il cicloturismo.

L’obiettivo è di incentivare gli operatori del settore a promuovere il viaggio in bicicletta, inaugurare così una valida alternativa alla mobilità turistica pesante; prassi su cui Bologna sta puntando molto, investendo ingenti risorse nell’implementazione di una rete di ciclovie che colleghino ogni luogo della città, e che, inoltre, ha il pregio di creare valore sociale ed economico di lunga durata per le comunità locali.

Vi aspettiamo dunque numerosi per questa settimana edizione di IT.A.CÁ, per scoprire insieme tanti modi per viaggiare nel rispetto del territorio e di chi lo abita.

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda

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IT.A.CÀ incontra il ZOLA JAZZ&WINE Festival > tra i vincitori del Premio Turismo Sostenibile 2014

Cari amici, prima di tutto vi vogliamo augurare un buon anno e ritorniamo con la nostra rubrica.

Il viaggio verso IT.A.CÀ continua nelle cantine vinicole e tra i filari delle aziende agricole del bolognese. La nostra guida sarà Agnese Merighi di Zola Jazz&Wine, la rassegna musicale vincitrice del Premio Turismo Sostenibile per la categoria “iniziative enogastronomiche realizzate”.

 SOSTENIBILITÀ + VINO + JAZZ = ZOLA JAZZ&WINE

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Zola Jazz&Wine nasce 15 anni fa dalla volontà dell’Amministrazione di Zola Predosa di valorizzare il bellissimo territorio che circonda il paese e le eccellenze produttive che lì si trovano. Fin dalle primissime edizioni la rassegna ottenne grande successo di pubblico.

Dal 2008 ComunicaMente ha assunto la direzione organizzativa mantenendo fisso il format base, che prevede i concerti all’interno delle cantine vitivinicole e le degustazioni dei prodotti delle stesse, e inserendo alcune innovazioni come il tema diverso di anno in anno e il cambio di direzione artistica ad ogni edizione.

Inoltre cerchiamo di aggiungere eventi collaterali sempre nuovi e sempre più nella direzione della sostenibilità, della conoscenza e conservazione del nostro territorio. Per finire, da tre anni abbiamo attivato gemellaggi con i migliori festival Jazz&Wine italiani fra cui il Jazz&Wine in Montalcino (SI), il Jazz&Wine of Peace Festival di Cormòns (GO).

Il titolo-tema della XV edizione è stato “Less is More”, un vero e proprio inno al vivere semplice e naturale che abbiamo sottolineato introducendo alcune novità. Accanto alla biciclettata per raggiungere le cantine (già sperimentata lo scorso anno), abbiamo organizzato una camminata lungo percorsi panoramici e poco battuti e un picnic-concerto direttamente fra i filari delle vigne. Tutte le proposte sono state accettate con entusiasmo dal pubblico che ha partecipato numeroso.

concerto in vigna (2)*Concerto in Vigna

Il lavoro che sta dietro ad una rassegna che conta ogni anno 6 o 7 concerti è molto, e parte con largo anticipo molti mesi prima. Si va dalla scelta della direzione artistica e dall’individuazione dei gruppi musicali ai rapporti con le cantine, dalla promozione e comunicazione, alla gestione amministrativa fino all’organizzazione e alla logistica delle serate vere e proprie.

Zola Jazz&Wine è una coproduzione con il Comune di Zola, i budget destinati alla cultura dalle amministrazioni sono sempre più ridotti e questo non semplifica le cose, ma cerchiamo sempre di realizzare le iniziative previste e aggiungere ogni anno un nuovo motivo di interesse.

L’idea fondamentale di Zola Jazz&Wine, quella di portare la musica all’interno delle cantine, è un modo per fare conoscere le eccellenze produttive del nostro territorio. Far assaporare i vini e i prodotti delle aziende direttamente in casa loro, è un valore aggiunto e rappresenta l’unicità di questa rassegna.

I tre citati eventi collaterali, la biciclettata, la camminata per raggiungere le cantine e il picnic concerto in vigna (totalmente in acustico e senza illuminazione artificiale), vanno proprio nella direzione della sostenibilità, della conoscenza diretta del territorio e della sua salvaguardia.

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*Foto by Giuseppe Giuliano

“SALE DA CONCERTO RURALI”

La collaborazione con le aziende agricole è sempre stata dinamica e molto ben vista, tanto che il nostro lavoro con loro non si esaurisce con questa manifestazione.

Gli imprenditori agricoli sono molto collaborativi e perfettamente organizzati per accogliere eventi che comprendono bene essere un importante mezzo di comunicazione per fare conoscere i loro prodotti. Tutte le cantine che ospitano i concerti si dimostrano sempre generose, sia nel tempo che dedicano all’organizzazione, sia nei prodotti che offrono per le serate.

Poter ascoltare un concerto jazz in una cornice suggestiva, come sono sempre le corti delle cantine o le cantine stesse, dove si sposta il concerto in caso di cattivo tempo, con le botti e gli strumenti del mestiere, è un valore aggiunto, non una mancanza rispetto alla sala da teatro e la gente questo lo capisce bene. Senza contare che in questo modo si dà accesso a un pubblico più ampio che forse a teatro non andrebbe.

Da due anni abbiamo anche sostituito la tradizionale platea con i tavolini, in puro stile jazz club, e il pubblico è introdotto al mondo del jazz e del vino con le degustazioni durante il concerto.

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*Foto by Giuseppe Giuliano presso Cantina Bortolotti

Il mondo dell’enogastronomia si sta sempre più aprendo ad un pubblico vasto, basta vedere le affluenze alle fiere di settore, e i produttori hanno capito molto bene le possibilità comunicative che si nascondono nella partecipazione e nella produzione di eventi anche non strettamente di ambito enologico.

In questo senso possiamo darvi un’anticipazione su un evento molto speciale che stiamo organizzando per fine gennaio quando parteciperemo a SetUp, la fiera d’arte indipendente collaterale ad ArteFiera: stiamo organizzando un’area degustazione che raccoglie i migliori 20-25 produttori di vino naturale d’Italia, perché Arte e vino sono sicuramente un ottimo connubio.

Ringraziamo Angnese Merighi e ci auguriamo una nuova collaborazione per IT.A.CA 2015

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Simona Zedda