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“[s]guardi” diversi sul territorio dell’Appennino Bolognese | Intervista a Luca Morganti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici,

oggi nel nostro blog, in attesa della XI edizione di IT.A.CÀ Bologna 2019, ospitiamo Luca Morganti, curatore della parte informatica/gestionale e comunicativa dell’Associazione Officina 15, ci presenta uno “[s]guardo” diverso sul territorio dell’Appennino Bolognese e sulla sua valorizzazione, spiegando la collaborazione che intercorre tra l’associazione e il nostro Festival del Turismo Responsabile.

Luca Morganti

Iniziamo ripercorrendo le tappe principali della storia di Officina15. Come e quando è nata l’idea? Qual è il tuo ruolo all’interno dell’Associazione?  

Officina15 nasce nel dicembre 2012 dall’idea di quattro amici con la volontà di realizzare uno spazio di lavoro comune nel proprio paese d’origine, adatto a giovani con la volontà di affacciarsi al mondo dell’arte e dei nuovi media. Passato un primo periodo di rodaggio in una piccola sede l’associazione prende maggiore forma dopo un primo trasloco, cominciando ad attrarre nuove persone anche per merito della brillante realizzazione del Crime City Comics, Festival sul fumetto in collaborazione con la famosa casa editrice milanese Sergio Bonelli Editore.

Dal 2014 al 2016 il festival viene incentrato sul celebre personaggio Dylan Dog ottenendo così un successo nazionale, e divenendo quindi il principale volano di crescita dell’associazione. Non da meno le altre iniziative culturali e di promozione del territorio, come ad esempio il festival di Lagolandia – Villeggiatura contemporanea in collaborazione con Articolture/Bottega Bologna, le mostre di arte contemporanea, le rassegne cinematografiche e le attività laboratoriali per la cittadinanza. 

Il motore trainante dell’associazione, nonostante il successo di eventi e festival, è sempre stato quello del co-working, uno spazio inclusivo e collaborativo con il nobile intento di permettere a giovani artisti e freelance del territorio di poter “creare senza migrare”. Abbiamo sempre ospitato all’interno dell’associazione freelance di varia natura come grafici pubblicitari, artisti, fumettisti e oggi anche produttori di animazioni di stop-motion che vengono da lontano ad abitare qui da noi. Tutte figure giovani e dinamiche che, oltre ad offrire le loro competenze sul territorio, hanno mantenuto viva e “vissuta” l’associazione, collaborando alle attività della stessa.

Dal 2016 Officina15 si è aggiudicata il bando di affidamento di uno spazio pubblico all’interno del Centro di Cultura Paolo Guidotti, una nuova sede più spaziosa in grado di accogliere anche altri spazi per conferenze, proiezioni, eventi, mostre, laboratori e una sala prove rigenerata ed oggi molto frequentata da gruppi e insegnanti di musica.

“Belvedere Qualto”, foto di Pierluigi Mioli

La rigenerazione è stata possibile oltre che al volontariato offerto dagli associati, anche grazie alla creazione del progetto di “Cooperativa Paese” finanziato dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’Unione dei Comuni Appennino Bolognese. Con questo progetto Officina15 si è impegnata nella riapertura di uno spazio pubblico di comunità e nella promozione turistica del territorio.

Io faccio parte dell’associazione dal 2013, prima come sostenitore e dall’anno successivo in qualità Presidente. Essendo informatico di professione mi occupo degli aspetti annessi alla comunicazione web e della parte amministrativa e progettuale. Anche se appassionato di musica essendo un tecnico non ho particolari doti artistiche, ma mi sono innamorato da subito di questa realtà dove poter sperimentare e creare nuove sinergie tra persone e idee, dove i progetti possono diventare realtà concrete, attraverso l’impegno di giovani talenti.

Dal 2018 siamo affiliati come circolo all’ARCI Bologna e l’associazione vanta più di cento soci attivi, con tante iniziative artistiche e culturali ancora in cantiere. Rimaniamo una piccola realtà ma sappiamo di poter fare da incubatore a tante belle iniziative sia personali che come collettivo.

Da quale esigenza è nata l’idea di creare [S]guardi? Come è articolato il concorso e come vengono scelti gli scatti vincitori?  

Il contest fotografico [s]guardi nasce da un’idea della nostra amministrazione comunale. Ad inizio 2018 il nostro sindaco e amico Maurizio Fabbri ci ha messo in contatto con l’associazione fotografica Tempo & Diaframma e siamo stati operativi sin dal primo incontro. Il progetto era ben chiaro: l’esigenza di promuovere le bellezze del nostro Appennino si sposava alla perfezione con la nostra passione comune per la fotografia. Il contest è stato poi promosso in collaborazione con l’Unione dei Comuni Appennino Bolognese che ha finanziato il progetto e fatto da cassa di risonanza per l’intero territorio.

“Sottozero – Brasimone”, foto di Ernesto Righetti

È stato lungo 3 stagioni, da marzo fino a novembre 2018. I partecipanti hanno avuto questo periodo per registrarsi gratuitamente sul sito, seguire la mappa per i punti di interesse di natura e cultura ed infine inviare i propri scatti fotografici sempre tramite il sito web. Sono state organizzate anche uscite fotografiche, tra cui quella in occasione del Festival IT.A.CÀ 2018, escursioni accompagnate da noi organizzatori per fare scoprire e raccontare il territorio ai partecipanti. Una giuria composta da istituzioni e fotografi ha selezionato le foto vincitrici che sono state poi premiate durante l’inaugurazione della mostra nello scorso dicembre, sempre in Officina15.

In che modo un contest fotografico come [S]guardi e, in generale, il mezzo della fotografia possono favorire un modo consapevole di vivere il proprio territorio e la sua valorizzazione?  

Anche noi siamo promotori di un turismo lento e consapevole, un turismo in grado di poter raccogliere i valori di cui andiamo fieri qui in Appennino: una natura a tratti ancora “selvaggia” che crea scenari naturali mozzafiato, una cultura ricca di tradizioni e sapori antichi. Il fotografo che si immerge in tutto questo riscopre proprio questi valori ed attraverso i suoi sguardi è in grado di trasmetterli all’osservatore in maniera artistica ed elegante. Ci sono arrivate tante foto che fanno venire voglia di partire subito, zaino in spalla, verso i nostri verdi parchi.

Sarete fra i protagonisti  dell’edizione 2019 del festival IT.A.CÀ Bologna, il cui tema è la “restanza”, ovvero, la scelta consapevole di non abbandonare il proprio territorio e creare una rete sinergica di azioni per valorizzarlo. Quali sono secondo voi i processi necessari da mettere in atto per fa sì che le persone riscoprano il valore dei piccoli paesi di origine?  

Siamo onorati di poter far parte del vostro bellissimo e importante Festival. Le vostre tematiche, come la “restanza” si sposano a pieno con i principali obiettivi della nostra associazione culturale, quelli di fornire alternative valide all’abbandono del proprio territorio d’origine. Purtroppo i piccoli paesi oggi non offrono tante opportunità lavorative per i giovani, ma sappiamo che siamo tutti legati come da un filo nascosto, e non vediamo l’ora di poter tornare sulle nostre montagne.

“Madre Natura”, foto di Jessica Iannucci

Le distanze fisiche saranno colmate almeno in parte con l’arrivo di nuove tipologie di lavoro anche da remoto: per deformazione professionale penso al web e a tutte le nuove professioni che si potranno creare con le nuove tecnologie e l’industria 4.0. Tutte tecnologie che speriamo trovino applicazione al servizio dell’ambiente e del benessere delle persone. Siamo felici perché a breve avremo la fibra ottica anche nel nostro territorio e questo abbatterà parte del divario digitale che separa le città dalle periferie più lontane.

Crediamo inoltre che la riscoperta di un turismo lento, esperienziale, a contatto con la natura e le tradizioni sia una delle chiavi per evitare lo spopolamento. Esempi virtuosi li stiamo già vivendo con gli itinerari come la Via degli Dei e la nuova Via della Lana e della Seta, sulla quale stiamo lavorando assieme ad associazioni e istituzioni per la sua promozione.

L’importante è sorpassare i campanilismi di varia natura che a volte ancora frammentano il territorio, e creare reti di persone e progetti a medio-lungo termine con basi solide, senza fretta, a passo lento ma deciso. Siamo ottimisti e felici di provare a contagiare con la nostra “restanza” tutti coloro che parteciperanno assieme a noi al prossimo IT.A.CÀ Appennino.

Ringraziamo Luca di essere stato con noi e come sempre vi auguriamo buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi