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Una montagna di gusto: enogastronomia dell’Appennino bolognese

Continuano le interviste ai vincitori e alle vincitrici del Premio Turismo Sostenibile 2016 in compagnia di Tania Landini, che con la sua iniziativa Una Montagna di Gusto si è meritata il primo premio nella categoria “progetti enogastronomici realizzati”.

La storia di Tania ha inizio a Vidiciatico, un bellissimo paese di montagna lungo la strada che porta al Corno alle Scale; tra l’amore per la cucina e la sua formazione storica Tania è giunta alla progettazione di itinerari e percorsi per gustare e conoscere l’Appennino bolognese, studiati e realizzati insieme alla sua amica e collaboratrice Linda Gasperini, finalista della prima edizione del Premio nella categoria “progetti culturali da realizzare”.
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La storia di Una montagna di gusto

Mia mamma è cuoca e ha un piccolo albergo a Vidiciatico, sull’Appennino tosco-emiliano. Io ho sempre collaborato con lei in cucina e, dopo essermi laureata in Storia Contemporanea all’Università di Bologna, ho deciso di seguire le orme materne. Ho da sempre la passione per la cucina e per il cibo, ma quello sano e naturale. Nella mia zona, ultimamente, molti giovani sono tornati a coltivare la terra usando tecniche di agricoltura bio-dinamica e cercando di recuperare colture autoctone abbandonate da anni. Dove vivo abbiamo acqua purissima, un bassissimo tasso di inquinamento, un parco naturale meraviglioso e prodotti gastronomici superbi. Ho pensato: «perchè non promuovere insieme queste eccellenze?!»

Una montagna di gusto nasce all’interno di un progetto inaugurato nel 2014 dal Gal BolognAppennino. Il Progetto GAL si chiama Destinazione Appenninoun’app e  il relativo sito web fungono da gigantesca guida interattiva dell’Appennino bolognese (luoghi da visitari, ospitalità, etc.)  nei 18 Comuni che fanno parte dell’Unione Alto Reno e dell’Unione Appennino Bolognese.

Il nostro lavoro consisteva nell’ ampliare Destinazione Appennino con la categoria “enogastronomia” con il mapping delle aziende agricole, delle eccellenze enogastronomiche e delle realtà che coordinano le visite presso le aziende dei produttori locali. Gli utenti possono segnalare nuove attrazioni o aziende, facendo in modo che il tutto rimanga sempre aggionato. I lavori al momento sono terminati (nel senso che app e sito sono operativi), però restano sempre in evoluzione a seconda delle nuove segnalazioni degli utenti.

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*Corno alle Scale, gregge

Gli itinerari

i viaggiatori possono svolgere gli itinerari tra un’azienda e l’altra in modo del tutto autonomo, servendosi dell’app e del sito, oppure con una guida ambientale che mettiamo a disposizione. Chi effettua questi percorsi può scegliere un mezzo di trasporto sostenibile: i piedi o la MTB. In loco è possibile affittare una MTB con pedalata assistita che rende la pedalata agevole anche per i meno sportivi o i bambini. Presso gli Uffici IAT si può ritirare una cartina con le aziende che aderiscono al progetto e gli itinerari percorribili. Oppure si puo stampare la cartina direttamente dal sito o scaricare gratuitamente la app su tablet e smartphone.

Le aziende che hanno aderito al progetto hanno, per la maggior parte, aperto le porte al turismo enogastronomico da diverso tempo; per esempio al Caaseificio Sociale di Querciola (Lizzano in Belvedere) il casaro in persona vi accompagna lungo tutto il percorso che compie il latte per diventare il pluripemiato Parmigiano Reggiano. La maggior parte delle aziende sono piccole e a conduzione familiare; chi ci lavora è spesso molto motivato, più dalla passione che dai risultati economici; questa passione emerge fortemente quando si trovano a dover raccontare quello che fanno quotianamente e quali prodotti lavorano.

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*Appennino Bolognese, raccolta piccoli frutti

Enogastronomia e sostenibilità

Il nostro progetto segue una filosofia di “sostenibilità” per cui difficilmente risulta attrattivo da parte di chi non abbraccia i principi promossi da IT.A.CÁ. In primis credo che chi prediliga grossi ipermercati, cibo omologato o prodotti di bassa qualità, non spenda il suo tempo a conoscere i produttori e a gustare i prodotti locali tanto da salire in montagna e percorrere il territorio da una fattoria all’altra;

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È di primaria importanza incentivare i piccoli produttori, la cultura del buon cibo e del buon vivere e diffondere le esperienze legate al gusto del nostro territorio che ha un patrimonio enogastronomico di altissima qualità; senza contare che si entra nel vivo della produzione, a contatto con chi vive e lavora sul territorio, insomma, a contatto con la comunità locale.

Nel percorrere il territorio si dovrebbe prediligere sempre la mobilità lenta: noi mettiamo a disposizione i mezzi per poter raggiungere le aziende senza inquinare il territorio perché crediamo che vivere il territorio a passo lento sia fondamentale per conoscerlo profondamente. C’è anche chi si sposta da un’azienda all’altra in macchina, semplicemente per fare la spesa, ma noi non promuoviamo questo tipo di esperienza.

Ringraziamo Tania Landini per essere stata con noi oggi e come sempre vi auguriamo buon viaggio e in questo caso buona lettura: noi comunque li andremo a trovare di persona 🙂

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda

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Perché ci vuole tatto. L’universo percettivo e cognitivo di chi non vede

Venerdì 4 novembre 2016 partirà Perché ci vuole tatto: un corso di approfondimento tiflologico sul mondo sensoriale dei non vedenti, sulla didattica del Braille e sulle tecniche per l’integrazione e l’accessibilità ai luoghi artistici e culturali.

Vai alla scheda completa del corso

Per chi fosse a digiuno della terminologia specifica, la “Tiflologia” è  «la scienza che studia le condizioni e le problematiche delle persone con disabilità visiva (nonvedenti e ipovedenti) al fine di indicare soluzioni per attuare la loro piena integrazione sociale e culturale» (da Wikipedia).

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Infatti, il corso, organizzato da “La Girobussola”, l’associazione che ha vinto il Premio Turismo Sostenibile 2016, prevede l’insegnamento degli strumenti per operare in diversi campi: dal sostegno nell’autonomia quotidiana, alla panoramica sulle più efficaci tecnologie assistive, dalla creazione di percorsi turistici inclusivi, alle procedure metodologiche nel disegno di mappe tattili, dalle attività da svolgere in classe per stimolare l’integrazione del bambino non vedente, ad approcci per favorirne l’orientamento e la mobilità.

Si parlerà, inoltre, delle ultime scoperte delle neuroscienze sul mondo della percezione sensoriale, dei meccanismi cerebrali che il non vedente mette in atto, di come poter potenziare gli altri sensi, quali il tatto e l’udito, nell’adulto come nel bambino cieco, fino ad affrontare il complesso rapporto che i non vedenti hanno con i colori; tutto questo garantendo grande spazio per le attività laboratoriali e stimolando il confronto esperienziale.

Il corso offrirà l’occasione di sperimentare in prima persona cosa significa “turismo accessibile” grazie a esperienze fuori dall’aula, che porterà gli allievi nella condizione concreta di un approccio artistico non legato all’uso della vista.

A tutto ciò si aggiunge un intero modulo facoltativo dedicato al codice Braille, dal titolo EcceBraille: un corso di alfabetizzazione completo e approfondito che si propone di insegnare da un lato gli elementi fondamentali di scrittura e lettura, dall’altro i metodi didattici per il suo corretto insegnamento.

Proprio per il suo carattere pragmatico, il corso è rivolto sia ai professionisti che non “addetti ai lavori”. In particolare il corso è stato pensato per gli insegnanti di sostegno o di classe, gli educatori e gli operatori del settore, le guide turistiche che vogliano affrontare con concretezza le metodologie del turismo inclusivo, familiari di persone non vedenti e ipovedenti, nonché per chiunque volesse, anche solo per curiosità, avvicinarsi al complesso mondo della cecità.

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Tra i docenti ricordiamo:

> Marta Giacomoni fondatrice de “La Girobussola”, un’associazione che dal 2013 sviluppa progetti per l’accessibilità culturale di non vedenti e ipovedenti. Pioniera nel turismo accessibile, “La Girobussola” collabora con diverse realtà (il tour operator Planet Viaggi, l’associazione di promozione culturale Esplora, ecc.) progettando e organizzando viaggi altamente esperienzali in Italia, in Europa e nel Mondo. Inoltre, l’associazione  crea percorsi tattili nei musei e offre servizio di consulenza e docenza nel campo della tiflodidattica.

> Francesco Casaburi, esperto di tiflologia e tecniche inclusive, si occupa da anni di formazione e consulenza per l’inclusione sociale. Dal 2002 al 2009 è stato membro della commissione per la disabilità dell’Università degli Studi di Salerno, dove dal 2008, da docente esterno, tiene corsi di linguaggio Braille e di tiflologia. E’ anche operatore di teatro sociale e conduce i suoi laboratori teatrali in giro per l’Italia. Molto impegnato anche in ambito artistico, ama coltivare la scrittura ed il teatro nelle vesti di attore (dove spesso è anche autore dei testi interpretati) e talvolta regista. Cieco dalla nascita, ha da sempre sperimentato nuove strategie per la cecità e si è impegnato a lungo nella ricerca di nuove tecniche e nuovi approcci per innovare il settore.

Simona Zedda
Il blog di IT.A.CÁ

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Intervista a Federico Fasol per Dynamo Tours – Discover Bologna by Bike

Per la rubrica In viaggio verso IT.A.CÁ abbiamo incontrato Federico Fasol, l’amministratounspecifiedre della società cooperativa Dynamo che, con l’iniziativa Dynamo Tours – Discover Bologna by Bike, ha vinto il Premio Turismo Sostenibile 2016 in collaborazione con Bologna Welcome nella categoria “Iniziative cicloturistiche realizzate”.

La Cooperativa Dynamo gestisce i servizi offerti da Dynamo – la Velostazione di Bologna, progetto nato esattamente un anno fa attraverso la partecipazione dell’Associazione Salvaiciclisti-Bologna al bando Incredibol istituito dal Comune di Bologna.  Per il nostro blog abbiamo pubblicato diversi post grazie ai quali potrete conoscere meglio Salvaciclisti – Bologna e Dynamo; tra i tanti: Dynamo: la prima velostazione in Italia, Biciviaggiare: l’incontro tra Salvaciclisti-Bologna e IT.A.CÁ.

Oggi ci focalizzeremo sulla loro attività in ambito turistico, che ha arricchito notevolmente il panorama dei tour di Bologna e del suo hinterland

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L’attività turistica di Dynamo e la collaborazione con il festival IT.A.CÁ 

Grazie al forte legame tra l’associazione Salvaciclisti-Bologna di cui sono membro e il Festival IT.À.CA, unitamente alla grande passione di alcuni soci per il cicloturismo, a maggio 2015 abbiamo deciso di organizzare il nostro primo cicloviaggio associativo, la Via del Tortello, un itinerario in bici da Trento a Bologna. L’idea dell’itinerario è nata proprio grazie a IT.À.CA, visto che in quell’anno Trento sarebbe stata la città di apertura del festival. L’esperienza è piaciuta a noi e anche a chi ha pedalato con noi, così è stata seguita da altri 5 viaggi in 2 anni, di cui uno inserito nel calendario dell’edizione 2016 del festival.

Sempre dalla collaborazione con lo staff di  IT.À.CA, è nato nel 2016 anche il progetto  IT.À.CA Fair, piccola fiera del turismo a pedali, in cui è stato possibile mettere in contatto i cittadini con un nuovo modo di viaggiare, attraverso espositori e workshop dedicati.

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Avviare una start-up di cicloturismo

Realizzare un progetto di ciclo-turismo in Italia presenta molte difficoltà e richiede molto tempo ed energie. È necessario come prima cosa conoscere bene la normativa regionale e nazionale relativa alle guide turistiche, ai permessi necessari e ai vincoli imposti dalle amministrazioni; mancano le figure professionali che servono in questo settore.

Infatti, non ci sono molte aziende che riescano a investire nella formazione dei propri collaboratori e i singoli non sempre hanno la possibilità  di formarsi in strutture certificate, poiché hanno costi abbastanza elevati.

Nel nostro caso abbiamo avuto la fortuna di incontrare lungo la strada persone appassionate di bicicletta e di viaggi, che ci hanno fatto conoscere percorsi unici e hanno voluto investire con noi nella creazione del progetto, prima con l’Associazione, poi con Dynamo.

I vantaggi del cicloturismo

Quando nell’estate 2015 si è concretizzato il “progetto Dynamo” siamo entrati in contatto con tantissimi turisti e ciclo-turisti, sia italiani che stranieri. Grazie al servizio di noleggio e all’organizzazione di percorsi ciclo-turistici cittadini, in collaborazione con Bologna Welcome, Dynamo permette di scoprire la città più da vicino e con un ritmo lento: i turisti hanno la possibilità di soffermarsi su particolari che spesso sfuggono, di confrontarsi e di condividere nuove esperienze e fatiche con i propri compagni di viaggio.

La bicicletta permette di arrivare dove altri mezzi non possono passare, di muoversi lontano dal traffico e in compagnia, scoprendo angoli nascosti e spesso sconosciuti.

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*Foto di Gianni Mazzotta 

Bologna: destinazione Cicloturistica 

Bologna è la destinazione ideale da visitare in bicicletta, grazie alla conformazione stessa della città e all’impegno dell’Amministrazione comunale, che negli ultimi anni ha investito molteplici risorse nel miglioramento delle infrastrutture che permettono sempre di più a tutti, dagli anziani ai bambini, di muoversi agevolmente e in sicurezza in tutta la città.

Muoversi in bicicletta fa bene alla salute, alla società e permette di condividere lo spazio pubblico in un modo più sostenibile, riducendo gli effetti negativi del traffico.

Sempre più turisti stanno venendo a conoscenza della possibilità di visitare Bologna in un modo alternativo e sostenibile; con la nostra attività quotidiana registriamo un crescente interesse verso mezzi di trasporto non convenzionali, come le Cargo-Bike per i bambini o la bicicletta Aspasso, che permette di accompagnare persone disabili, muovendosi agilmente e a impatto zero.

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I tour di Dynamo

I tour cittadini in bicicletta offerti da Dynamo sono un progetto in costante crescita, ma richiedono un grande impegno in termini di promozione. È per questo siamo lieti di aver ricevuto il Premio Turismo Sostenibile 2016, che ci permetterà di investire maggiori risorse in questo aspetto del nostro progetto di impresa.

Il tour consiste in una visita guidata di circa 2 ore, offerta settimanalmente, che tocca sia i punti di maggiore interesse, sia gli angoli meno conosciuti; è stato pensato per dare in poco tempo un’immagine complessiva della città e allo stesso tempo invita e stimola il turista a tornare in quegli stessi luoghi in modo autonomo e a visitarli con calma in un secondo momento.

Il percorso è stato individuato grazie alla nostra esperienza diretta di ciclo-attivisti insieme a guide turistiche con una conoscenza approfondita del nostro territorio. Il tour si concentra sulle strade del centro, che sono in minima parte attrezzate con piste ciclabili, poiché tutto il centro urbano è una zona a 30km/h. Inoltre, al momento stiamo implementando un servizio di tour audioguidati (il primo a tema musica, creato in occasione della mostra di David Bowie a Bologna) e tour on demand, in modo da ampliare sempre di più l’offerta, rivolgendoci a un numero sempre crescente di turisti.

Per conoscere e partecipare ai ciclo – tour di Dynamo vai alla pagina Dynamo – Turismo.

Simona Zedda
Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÁ”

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Invisibol: in viaggio con Home Movies – Vincitori Premio Turismo Sostenibile 2016

Cari amici e care amiche di IT.A.CÁ

prima di augurarvi buone vacanze, oggi per la nostra rubrica In viaggio verso IT.A.CÁ abbiamo intervistato Paolo Simoni, che con Home Movies, ha vinto il Premio Turismo Sostenibile 2016 (in collaborazione con Bologna Welcome) con il progetto Invisibol, nella categoria “Progetti culturali da realizzare”. Scopriamo insieme di che cosa si tratta! Buona lettura.

L’associazione Home Movies

L’associazione Home Movies viene fondata nel 2002 per raccogliere, conservare, studiare e valorizzare un patrimonio filmico fino ad allora trascurato in Italia, costituito dalle Home-Movies-ITACA 1produzioni amatoriali. Esse comprendono innanzitutto i film di famiglia, ma anche ciò che è stato realizzato al di fuori del cinema professionale (da cineamatori “autori”, cineasti sperimentali, imprese, associazioni, comunità religiose, ecc.).

Questo immenso patrimonio audiovisivo nel suo complesso, una volta archiviato, restaurato e ri-mediato in digitale, permette di guardare il passato attraverso immagini inedite e non ufficiali, testimonianze spontanee e “dal basso”.

Home Movies, all’origine, ha coagulato le competenze e gli interessi di persone attive in campi diversi, favorendo così la crescita di un approccio multidisciplinare e trasversale. Le nostre fonti di finanziamento sono diverse, ma sostanzialmente insufficienti per gestire una struttura complessa. Le maggiori difficoltà riguardano la gestione dell’Archivio, ovvero la base del lavoro di Home Movies. Contraddittorio, ma purtroppo frutto dei tempi, il fatto che il trend generale del finanziamento pubblico alla cultura privilegi quasi esclusivamente progetti di produzione e valorizzazione, trascurando la gestione quotidiana e la manutenzione ordinaria di un archivio peraltro riconosciuto sul piano istituzionale. Al momento purtroppo non riusciamo a garantire la piena accessibilità del patrimonio conservato. Per progetti come Invisibol pensiamo a una sostenibilità economica basata su processi virtuosi, che una volta lanciati dovrebbero autoalimentarsi.

homemovies Bologna ITACA2L’Archivio nazionale del film di famiglia e l’aspetto “invisibile” di Bologna

L’Archivio Nazionale del Film di Famiglia è stato creato e viene gestito da Home Movies a Bologna, ma fin dall’origine raccoglie materiali filmici provenienti da tutta Italia, molti dei quali acquisiti tramite progetti territoriali di raccolta frutto di un appello alla popolazione.

In quasi 15 anni di attività, il numero dei film è cresciuto esponenzialmente e con essi le iniziative volte a rendere pubblico e condiviso un patrimonio nascosto e a rischio di deperimento se non correttamente conservato.

La sede bolognese dell’archivio ha facilitato la raccolta di moltissimi materiali relativi al capoluogo felsineo che, oltre a costituire una preziosissima documentazione visuale per lo studio della storia cittadina, consente di organizzare numerose iniziative di diverso genere (proiezioni, momenti performativi, installazioni, trekking urbani, ecc.) basate sulla contestualizzazione storica dei materiali filmici, in cui il passato aspetto, “invisibile”, della città può essere rivelato attraverso gli sguardi dei cine-occhi amatoriali.

Invisibol: un’idea di turismo sostenibile per scoprire la storia e il vissuto di Bologna

Quello che proponiamo è un progetto innovativo con molteplici obiettivi. Da una parte si tratta di una piattaforma digitale per tutti i dispositivi centrata sulla mappa della città e sulle immagini amatoriali “archeologiche” a essa riferite (e geolocalizzate). In questo senso sfrutta la capacità di “macchina del tempo” delle immagini di catapultarci in un luogo che conosciamo oggi per esperienza diretta di cittadino e turista, ma “altro” da quello dell’esperienza sensoriale.

D’altra parte queste stesse immagini stimolano, evocano e si relazionano naturalmente a narrazioni di vario genere (storiche, aneddotiche, personali, letterarie), dando luogo a un nuovo modo di vedere e raccontare la città, che costituisce di fatto una guida per osservarla, penetrarne le storie e attraversarla. Gli stessi utenti potranno contribuire allo storytelling collettivo. Obiettivo fondamentale è far convergere nella piattaforma soggetti fortemente radicati sul territorio, veicolandone le attività culturali e turistiche che essi già svolgono coerenti con la guida.

Le adesioni finora ricevute, oltre al premio di IT.A.CÀ, testimoniano il forte interesse a partecipare al progetto. Verranno ideati itinerari tematici e topografici ad hoc, in grado di valorizzare al meglio i materiali filmici e coinvolgere lo spettatore in un “viaggio sentimentale” in una città oggi invisibile.

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Come ogni start up, anche questa è una scommessa che si fonda su una ricchezza concreta da far conoscere, una risorsa in gran parte inedita che deriva da un patrimonio locale e da una molteplicità di attività culturali espressioni del contesto cittadino. La caratteristica principale quindi che differenzia Invisibol dalle tradizionali “visite guidate” consiste nell’estrema peculiarità dei contenuti e nell’approccio geografico e topografico con cui essi vogliono esser veicolati.

In linea con l’idea di turismo responsabile è l’attività di valorizzazione del patrimonio e delle attività culturali, diffondendone la conoscenza, coinvolgendo chi vuol scoprire la storia dei luoghi e del vissuto di una città. Parallela a questa linea, la scelta di promuovere azioni mirate ad accrescere la consapevolezza della storia e delle storie di cui gli spazi che abitualmente frequentiamo sono intrise, in grado di rafforzare la coesione sociale e un’identità civica “allargata”, favorevole all’accoglienza di sguardi e prospettive diverse e alternative.
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Le perlustrazioni reali e virtuali che proponiamo vanno nella direzioni di un’idea sostenibile di turismo, che senza dubbio non si ferma alla superficie delle cose e al mordi e fuggi, e anzi si basa sullo “scavo”, e quindi sull’approfondimento, sul vedere diversamente e più responsabilmente ciò che ci circonda. Per condividere il più possibile le scoperte entusiasmanti che ci offrono le immagini del passato della città, sensibilizzando il pubblico verso il rafforzamento del senso di bene comune e tutela di un patrimonio materiale e immateriale.

Negli anni abbiamo ricevuto molti riconoscimenti e notevoli gratificazioni, sia dal punto di vista istituzionale, sia da parte del pubblico. Sarebbe difficile fare delle classifiche. Tra l’altro, l’Archivio è stato dichiarato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo bene di particolare interesse storico. Dal punto di vista emozionale, tra le maggiori gratificazioni ci sono i momenti carichi di pathos in cui le persone possono vedere le immagini del loro passato, personale e famigliare, dopo molto tempo o per la prima volta, e i momenti pieni di stupore ed eccitazione in cui spettatori, visitatori e utenti scoprono o vedono con una prospettiva nuova attraverso le immagini amatoriali d’archivio luoghi della città che forse pensavano di conoscere pienamente.

Ed è proprio questo il fulcro di Invisibol, ulteriore strumento di restituzione alla comunità di una memoria privata che diventa patrimonio collettivo, partecipato, riappropriato, rivissuto.

Quindi non resta che augurarvi buone vacanze e a presto con altri interviste 🙂

Abbi cura dei tuoi ricordi … Perché non puoi viverli di nuovo”
| “Take care of all your memories … For you can not relive them” (Bob Dylan)

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Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Simona Zedda
Segreteria IT.A.CÀ

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Marta Giacomoni: La Girobussola – Premio Turismo Sostenibile 2016

Oggi per la rubrica In viaggio verso  IT.A.CÁ inizia il ciclo di interviste ai vincitori del Premio turismo sostenibile 2015/2016 cultura, enogastronomia e cicloturismo, il contenst promosso da IT.A.CÁ e da Bologna Welcome per incentivare tutte quelle realtà in grado di valorizzare le peculiarità territoriali e che contribuiscono al brand di Bologna e della Città Metropolitana con iniziative di turismo responsabile.

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Marta Giacomoni, Associazione La Girobussola

Iniziamo questo viaggio con l’intervista a Marta Giacomoni che con la sua associazione, La Girobussola, e la sua iniziativa Bologna in tutti i sensi ha vinto il primo premio per la categoria “Iniziative culturali realizzate” (a pari merito con L’associazione Next Generation a cui dedicheremo il prossimo post). La Girobussola aveva già ottenuto la menzione speciale nella I edizione del Premio turismo sostenibileda allora, in un solo anno, l’associazione è cambiata tanto, portando avanti nuovi progetti e contribuendo alla fruizione della nostra città e del suo hinterland da parte dei non vedenti, degli ipovedenti e di tutti coloro che vogliono sperimentare il territorio con «altri occhi».

Storia di “La Girobussola” e nascita di Bologna – In tutti i Sensi

La Girobussola nasce a fine 2013, in maniera piuttosto casuale, dall’incontro fortuito di due ragazze alla ricerca di un cambiamento importante. Tutto iniziò dalla domanda: “A Bologna, un turista non vedente cosa fa?” Coinvolgendo anche mio padre, cieco da quando aveva 5 anni e che diventerà il Presidente dell’associazione, abbiamo iniziato un lavoro di ricerca sulla città che ci ha portato ad elaborare diversi itinerari “per altri occhi”: il progetto“Bologna in tutti i sensi”era nato. Attraverso l’approccio multisensoriale per la comprensione degli spazi urbani e delle bellezze architettoniche, culturali ed artistiche della città, l’uso di mappe tattili da noi disegnate e l’accompagnamento dedicato, Bologna è diventata la prima città italiana ad essere accessibile a viaggiatori ipo e non vedenti.

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Museo Anteros, Bologna

Quali sono gli obiettivi e attività dell’associazione?

L’obiettivo principale dell’associazione è favorire il superamento degli ostacoli che impediscono la piena fruizione culturale alla persona con disabilità visiva. In questo senso abbiamo sviluppato (e continuiamo a sviluppare) progetti molto diversi: dai viaggi accessibili in Italia e nel mondo, concepiti per piccoli gruppi con accompagnamento dedicato incluso, ai percorsi tattili nei musei (in collaborazioni con start-up di stampa 3D), ad esperienze di sensibilizzazione alle tematiche della cecità, a laboratori per bambini (vedenti e non) d’incoraggiamento all’uso sinestetico di tutti i sensi tranne la vista, alla creazione di materiale a rilievo (stampe Minolta) etc.

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Museo Anteros, Bologna

Dalla domanda iniziale ad oggi i cambiamenti sono stati numerosi e sostanziali! Da Bologna abbiamo aperto itinerari a Venezia, in Sardegna, in Irlanda e fino al Sudamerica, questo anche grazie alla collaborazione con il tour operator Planet Viaggi e con altre associazioni di promozione culturale (Esplora). Ci siamo resi conto che offrire un accompagnatore dedicato e competente ai propri viaggiatori (uno ogni due) rappresenta una risposta vincente ad un’esigenza di indipendenza che accomuna – giustamente! – molte persone ipo e non vedenti. L’utilizzo di mappe tattili e altri supporti in rilievo ha reso possibile una differenziazione del nostro lavoro ancora maggiore. 

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La Girobussola a nuraghe Losa, Oristano, Sardegna

Quali sono i principali riconoscimenti ricevuti da La Girobussola?

Sicuramente, e veniamo a voi!, il riconoscimento più importante che abbiamo ottenuto è stata la vittoria al premio IT.A.CÁ di quest’anno, oltre alla menzione speciale dell’anno scorso. Abbiamo vinto anche il concorso Incredibol 2015, classificandoci al terzo posto, con un progetto di accessibilità museale in collaborazione con la start up 3D Archeolab. Naturalmente, l’interesse crescente che istituzioni, musei e naturalmente viaggiatori ci continuano a mostrare sono per noi riscontri altrettanto importanti.

Il blog di IT.A.CÁ
Simona Zedda
Segreteria IT.A.CÁ

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Vincitori e menzioni speciali: Premio Turismo Sostenibile 2016

“Se ti dico che la città a cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo,
ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla.”

Italo Calvino (Le città invisibili)

Venerdì 27 maggio 2016, in occasione della 8° edizione di IT.A.CÀ Bologna, sono stati premiati i vincitori della 2° edizione Premio Turismo Sostenibile 2016 Cultura, enogastronomia e cicloturismo il contest ideato e organizzato da IT.A.CÀ in collaborazione con Bologna Welcome.

74 progetti partecipanti

Realtà in linea con la filosofia del festival, il cui obiettivo è quello di animare Bologna e la Città Metropolitana dal punto di vista turistico: riconoscendo la centralità della comunità locale nel rispetto dell’ambiente.

Bologna Welcome ha investito 30 mila euro per premiare start up e operatori tbolognauristici del Bolognese: 5.000 euro per ogni categoria da investire in promozione e comunicazione.

Il contest è un modo non solo di mappare il territorio e offrire ai viaggiatori un insieme coerente di offerte turistiche sostenibili, ma è soprattutto un modo per creare sinergie e collaborazioni tra le realtà che operano in linea con le direttive europee in ambito turistico, rafforzando il “Brand Bologna” con il valore della sostenibilità e del well being.

Non a caso i progetti e le menzioni speciali sono stati comunicati durante il convegno “Cities for people: place making and place branding”  il convegno internazionale in cui i diversi attori che si occupano di turismo responsabile e di sviluppo sostenibile si sono confrontati sulla promozione di prodotti innovativi, sul riposizionamento del city brand e sulla capitalizzazione delle comunità locali dalle quali è possibile trarre ispirazione per uno spazio pubblico orientato alla felicità e al benessere.

I giurati:

Pierluigi Musarò – professore Sociologia dei processi comunicativi, Università di Bologna, consigliere scientifico di Bologna Welcome e direttore del festival IT.A.CÀ;

Maurizio Davolio – presidente di A.I.T.R;

Roberto Grandi – professore Comunicazioni di Massa e di Comunicazione Pubblica, Università di Bologna e consigliere scientifico di Bologna Welcome;

Osvaldo Panaro – direttore del Settore Agenda Digitale e Tecnologie Informatiche, Direttore del Settore Marketing urbano e turismo del Comune di Bologna.

Hanno valutato ogni progetto secondo 6 indicatori:

  1. originalità
  2. legame con la storia e tradizione del territorio
  3. coinvolgimento della comunità locale
  4. rispetto dell’ambiente
  5. sostenibilità economica
  6. strategie di comunicazione.

Dopo un’attenta valutazione, sono stati proclamati i vincitori e le menzioni speciali

I° Premio – categoria “Iniziative culturali realizzate”

A pari merito, hanno ricevuto il primo premio: Marta Giacomoni, dell’associazione Girobussola, con “Bologna in tutti i sensi”, e Siid Negash, associazione Next Generation Italy, con Migran Tour Bologna. 

La Girobussola 4 - ITACA - Bologna in tutti i sensi 3Bologna in tutti i sensi offre numerosi itinerari culturali e multisensoriali a persone non vedenti e ipovedenti alla scoperta di Bologna e la Città metropolitana, dei i suoi numerosi musei e delle sue botteghe artistiche e artigiane, integrando i percorsi con la partecipazione agli eventi del ricco panorama culturale cittadino: concerti, proiezioni, conferenze, sagre enogastronomiche, nonché laborato

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Il progetto MigranTour Bologna, promosso dall’Associazione Next Generation Italy, in collaborazione con Oxfam Italia e la rete Migrantour.org, prevede la promozione di percorsi interculturali di turismo responsabile, a piedi o in bici, in quartieri storici e multiculturali di Bologna, valorizzandone la storia e i protagonisti di ieri e di oggi che hanno arricchito la città dal punto di vista interculturale.

I° Premio – categoria “Iniziative eno-gastronomiche realizzate ”

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A pari merito, i vincitori per questa categoria sono Tania Landini con Una Montagna di gusto e Matteo Boschi, della cooperativa Beltaine, con La castagna: dal bosco alla birra.

Una montagna di gusto è un percorso che conduce i viaggiatori alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche dell’Appennino tosco-emiliano. Un percorso che integra la visita ai luoghi di interesse e i percorsi naturalistici con la visita alle aziende agricole e agrituristiche con certificazioni di qualità e/o produzioni biologiche.

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Il progetto La castagna: dal bosco alla birra prevede cinque percorsi guidati da agronomi e produttori del territorio attraverso i “luoghi della castagna”, la cui storia è legata a doppio filo con quella dell’Appennino Bolognese. Si tratta itinerari in cui i viaggiatori percorrono l’Appennino attraverso i suoi castagneti, i luoghi storici di trasformazione della castagna e i birrifici artigianali nati in questi ultimi anni.

I° Premio – categoria “Iniziative ciclo-turistiche realizzate”

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Il vincitore per questa categoria è Federico Faso, della cooperativa Dynamo, con Dynamo Tours – Discover Bologna by bike. Il progetto Dynamo Tours nasce nel contesto di attività e servizi offerti da Dynamo – La Velostazione di Bologna, spin-off dell’associazione Salvaiciclisti Bologna. L’iniziativa prevede numerosi itinerari in bicicletta per scoprire gli spazi di arte pubblica, innovazione e socialità della città, toccando non solo i punti di interesse storico-artistico, ma anche i luoghi del vivere socio-culturale della città.

I° Premio – categoria “Progetti culturali da realizzare”

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Per questa categoria il vincitore è Paolo Simoni, dell’associazione Home Movies, con Invisibol: un atlante emozionale per attraversare nello spazio e nel tempo una Bologna invisibile. Il progetto sviluppa il concetto “archeologico” di stratificazione della memoria visuale; si tratta di una guida urbana in cui la documentazione audiovisiva sulla città è in gran parte realizzata da bolognesi e viene fruita dai viaggiatori attraverso uno storytelling capace di evocare e ricreare l’atmosfera di una Bologna in continua trasformazione culturale, sociale e urbanistica.

I° Premio – categoria “Progetti eno-gastronomici da realizzare”

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Il vincitore per questa categoria è Saverio Cuoghi, con Cibosociale food tour.

Il progetto si propone di condurre i viaggiatori, attraverso la mobilità lenta, in zone poco esplorate e in luoghi non convenzionalmente turistici, ma ricchi di cultura enogastronomica, integrando il tour con la preparazione corale dei prodotti tipici del Bolognese.

Il progetto prevede 5 percorsi per far conoscere le specificità enogastronomiche di cinque aree: la pianura (nord ovest);  l’Appennino e la collina, la città, il confine con la Romagna.

I° Premio – categoria “Progetti ciclo-turistici da realizzare”

La piccola carovana bologna itaca

Per questa categoria il vincitore è Matteo Martino, della Cooperativa sociale La Piccola Carovana, con Coop-edalando: itinerari di cooperazione a pedali

Con questo progetto Matteo Martino propone due itinerari cicloturistici alla scoperta dei mestieri e e dei progetti della cooperazione sociale del territorio di Bologna e della Città metropolitana, la cui storia è profondamente legata a quella della cooperazione sociale.

Un viaggio per scoprire le numerose realtà che, attraverso il proprio lavoro e i propri progetti, sconosciuti a più, rispondono a bisogni sociali e relazionali della comunità, con forme spesso innovative.

Menzioni Speciali

Otre agli otto vincitori sono state assegnate 5 menzioni speciali per ogni categoria, che consistono nella possibilità di partecipare ad un laboratorio formativo sugli strumenti e le strategie di promozione e comunicazione turistica.

Di seguito i progetti che hanno ricevuto la menzione speciale:

1) Iniziative culturali realizzate

  • Riccardo Randi, Associazione DISTURbo, DISTURbo – Maratona fotografica
  • Mili Romano, Associazione culturale Cuore di Pietra, Cuore di pietra_un progetto di public art a Pianoro
  • Carlo Maver, Associazione Musica e Nuvole, Eco della Musica – il festival Musicale per chi ama Camminare
  • Adelaide Auregli, Istituzione Villa Smeraldi. Museo della civiltà contadina di San Marino di Bentivoglio (BO), Open day del Gusto, Le vie d’acqua tra città e contado.
  • Lamberto Monti, Museo Dei Botroidi, Museo dei Botroididi Tazzola

2) Iniziative eno-gastronomiche realizzate

  • Chiara Battistini, Azienda agricola Casa Vallona, Sulle vie del miele
  • Andrea Chierici, Taste Bologna, Taste Bologna – Bologna Food
  • Elena Tirelli,  Cooperativa Dulcamara, Cooperativa Dulcamara: festa del Cib(i)ologico
  • Davide Tozzoli, Delocious Bologna di Mattia Tozzoli, Delicious Bologna: food walking tour
  • Camilla Rodella, SSM snc di Rodella camilla e co., MicroBo beer festival

NB. Non ci sono menzioni speciali nella categoria “Iniziative realizzate di cicloturismo” per mancanza di iscrizioni e per non conformità al bando dei progetti iscritti.

3) Progetti culturali da realizzare

  • Marilisa Mainardi, Associazione culturale Diciottoetrenta, Sul Trenino della Veneta
  • Nino Iorfino, Raggruppamento Social Street Pratello, Storie del Pratello: una strada sociale
  • Pierluigi Punzo, Ass. Astrofili Bolognesi, Astroturismo nella città metropolitana di Bologna
  • Silvia Gianni, Consorzi dei Canali di Reno e Savena in Bologna, Notte blu: la città è sommersa di eventi
  • Luca Dolfino, Audioguida Bologna – Porretta Terme: progetto per una guida interattiva lungo la ferrovia porrettana

4) Progetti enogastronomici da realizzati

  • Alessandro Conte, guida escursonistica e accompagnatore iscritto a GAE e socio AIGAE, Collina bolognese: un territorio che ti premia
  • Laura Scrivere, Cestini d’autore sotto le stelle
  • Menzani Alessandro, Proloco Casalecchio Meridiana, Sulle orme di San Martino: tra campanili, cibo, acqua e vino
  • Tibaldi Andrea, Wellness Gourmet di Andrea Tibaldi, Un viaggio a ritroso per scoprire la propria ricetta del cuore
  • Francesco Gilli, Il cucinotto – La cucina responsabile

5) Progetti di cicloturismo da realizzare

  • Renzo Toni, Fiab Castenaso Tribù Indigena, Ciclovia delle antiche paludi bolognesi
  • Angela Cazzoli, Progetto il cuore freddo di Bologna, La conserva da neve: una macchina perfetta
  • Dario Valgimigli, Associazione Rupex –Bike Experience, 5 Valli Bike Experience
  • Rossella Ruzza, Riflessi verde acqua
  • Piero Baldassarri, Appennnino Slow Scarl, L’appennino in Mountain Bike, no fatica, tanto gusto…

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda
Responsabile segreteria IT.A.CÀ

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Premio Turismo Sostenibile 2016

IT.A.CÀ è BOLOGNA

TURISMO SOSTENIBILE, UN PREMIO AI MIGLIORI PROGETTI

DI VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO BOLOGNESE

Cultura, enogastronomia e cicloturismo II° edizione 2016

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QUI POTETE SCOPRIRE I VINCITORI E LE MENZIONI SPECIALI
DI QUESTA EDIZIONE 2016

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Posticipata la data di scadenza del bando fino a giovedì 31 marzo 2016 entro le h24.00 dello stesso giorno.

Abbiamo deciso di dare più possibilità per non perdere questa importate occasione! Avete quindi ancora tempo per inviarci i vostri progetti di turismo sostenibile per quanto riguarda Bologna e città mrtropolitana.

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IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabilewww.bolognawelcome.com indicono la seconda edizione del PREMIO TURISMO SOSTENIBILE/cultura, enogastronomia e cicloturismo 2016.

 30.000 euro in palio per sei progetti

IT.A.CÀ e i suoi partner vogliono promuovere le attività turistiche capaci di contribuire all’innovazione sociale della città metropolitana, cioè tutte le realtà in grado di riconoscere e valorizzare la centralità della comunità locale, di salvaguardare le tradizioni e di contribuire allo sviluppo umano, sociale e civile delle persone e dei loro luoghi fuori dai circuiti turistici tradizionali.

Lo scopo dell’iniziativa è premiare le migliori pratiche nel campo del turismo sostenibile legate al territorio di Bologna e provincia e alle sue specificità artistiche culturali ed enogastronomiche. Quest’anno fa il suo ingresso anche la categoria del cicloturismo, il settore che in questi anni ha rivelato la capacità di animare le micro-economie di intere regioni e che trasforma passioni e competenze in nuove professionalità. Dopo il successo della prima edizione del contest, sono stati stanziati 30 mila euro per far sì che le idee innovative diventino realtà e per consolidare e far conoscere le iniziative esistenti all’interno del territorio. Inoltre i vincitori avranno l’opportunità di realizzare e promuovere il proprio progetto nell’edizione del festival 2016 grazie al coordinamento del team di IT.A.CÀ, che da anni scopre e promuove le realtà turistiche sostenibili della città metropolitana.

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REGOLAMENTO

Art.1 A chi è rivolto
Il riconoscimento è dedicato sia a persone fisiche sia a persone giuridiche (tour operator, aziende, consorzi, associazioni, comunità, onlus…).

Art. 2 – Categorie
Categoria 1 – descrizione di un nuovo prodotto turistico sostenibile da realizzare a Bologna o nella provincia di Bologna. Il progetto deve essere originale o deve presentare elementi innovativi; si deve poter realizzare e commercializzare nell’immediato (entro 12 mesi).

Ogni progetto deve rientrare in una delle seguenti sotto-categorie:
1 – Turismo culturale
2 – Turismo enogastronomico
3 – Cicloturismo

I partecipanti dovranno indicare nella scheda di adesione la categoria e la sotto categoria nella quale intendono concorrere.

Categoria 2 – Documentazione e descrizione di un’azienda, associazione, consorzio o di un’iniziativa già realizzata e attiva a Bologna o nel Bolognese. Come nella categoria precedente, possono partecipare sia persone giuridiche, che persone fisiche, a patto che quest’ultime dimostrino di avere la titolarità dell’azienda, associazione, consorzio, iniziativa. I partecipanti dovranno indicare nella scheda di adesione la categoria e la sotto categoria nella quale intendono concorrere:

1 – Turismo culturale
2 – Turismo enogastronomico
3 – Cicloturismo

Art. 3 – Caratteristiche degli elaborati
> Legame con le specificità artistiche e culturali, con la storia e la tradizione del territorio di Bologna o della sua provincia
> Originalità nel promuovere il territorio
> Coinvolgimento della comunità locale
> Rispetto dell’ambiente nella realizzazione del progetto
> Sostenibilità economica
> Strategie di comunicazione originali e accessibili (sito internet, pagina Facebook, Twitter, video su Youtube, blog, materiale informativo tradotto in più lingue).

Art. 4 – Premio
Il premio è di 5.000 euro per ogni categoria ed è destinato allo sviluppo promozionale e comunicativo dei progetti stessi. I vincitori verranno premiati all’interno della VIII edizione di IT.A.CÀ Bologna nella giornata del 27 maggio 2016 all’interno del festival.
Avranno diritto alla pubblicazione del loro progetto sui portali www.festivalitaca.net, www.bolognawelcome.com, www.comune.bologna.it, alla divulgazione e alla comunicazione dell’iniziativa mediante comunicati stampa, alla presenza e alla promozione per un anno sul portale www.festivalitaca.net
Oltre ai 6 vincitori, riceveranno una menzione speciale i primi 5 progetti classificati per ogni categoria. La menzione consiste in una consulenza tecnico-formativa focalizzata sugli strumenti e le strategie di promozione turistica. 
Per procedere con l’erogazione del premio, i vincitori dovranno presentare il piano promozionale dettagliato entro due mesi dalla loro proclamazione.

Art. 5 – Modalità di partecipazione
Ogni progetto, azienda, iniziativa, ecc. può concorrere all’interno di una sola categoria e sotto categoria; tuttavia la stessa persona fisica o giuridica può presentare uno o più elaborati. L’elaborato potrà essere realizzato liberamente entro un limite di 500 parole e massimo 5 immagini; dovrà essere in formato word o pdf; le fotografie, inserire all’interno dell’elaborato, dovranno essere in jpg. L’elaborato deve essere provvisto di un titolo e di un abstract di 140 caratteri (formato Twitter) che riassuma gli aspetti fondamentali dell’elaborato stesso.
Gli elaborati potranno essere inviati fino a giovedì 31 marzo 2016 all’indirizzo: premiosostenibile.itacawelcome@gmail.com
Insieme agli elaborati i partecipanti dovranno fornire i propri dati completando la scheda di adesione.

Scarica Scheda Iscrizione Premio Sostenibile doc >Scheda iscrizione Premio turismo sostenibile
Scarica Scheda Iscrizione Premio Sostenibile pdf > Scheda iscrizione Premio turismo sostenibile

Art. 6 – Giuria
La scelta della giuria è inappellabile e insindacabile.
La giuria sarà composta da esperti del settore dagli esponenti delle istituzioni che hanno indetto il premio.

Art. 7 – Garanzie e responsabilità
La partecipazione al concorso implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento e l’autorizzazione al trattamento dei propri dati personali (Legge 675/1996 e D.L. 196/2003). Il mancato rispetto delle norme sopra descritte comporta l’esclusione.

Regolamento PREMIO TURISMO SOSTENBILE 2015/2016 > REGOLAMENTO Premio Turismo Sostenibile 2015_2016

IT.A.CÀ presenta la II edizione del Premio Turismo Sostenibile 2015

È passato un anno da quando nel 2014 IT.A.CÁ e Bologna Welcome, in collaborazione con il Comune di Bologna, hanno indetto la prima edizione del Premio Turismo Sostenibile, che prevedeva un contributo di 5000 euro in promozione e comunicazione per le quattro migliori idee di turismo culturale ed enogastronomico sul territorio di Bologna e provincia.

Hanno partecipato al concorso ben 80 progetti tra privati, aziende, start-up, associazioni e cooperative, realtà accomunate dagli stessi valori: promuovere e realizzare pratiche turistiche rispettose dell’ambiente, delle comunità locali e, non ultimo, capaci di valorizzare le peculiarità culturali ed enogastronomiche del bolognese.

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Dalla forte adesione, l’impressionante qualità e l’aspetto innovativo di tutti i progetti che hanno partecipato al contest si evince che nel nostro territorio c’è una condivisione diffusa dei principi che da anni il festival promuove.

Infatti, il Premio Turismo Sostenibile è stato un modo non solo di incentivare le realtà che operano nell’ambito del turismo responsabile, ma ha mirato a farle emergere e a metterle in rete, promuovendo così un’offerta integrata e riconoscibile da parte dei turisti.

Oltre a mappare il territorio e fungere da volano per la promozione di un turismo sostenibile, il Premio si pone l’obiettivo di valorizzare in modo integrato la città e il territorio provinciale: l’iniziativa vuole favorire la coesione del territorio secondo un sistema valoriale comune – sostenibilità, cultura ed enogastronomia – creare una community di operatori turistici che credono e mettono in atto i valori del festival, promuovere sinergie e partnership facilitando il matching tra risorse e bisogni delle realtà turistiche sostenibili dell’area.

Proprio per questo motivo nel novembre del 2014 i vincitori e i venti finalisti (cinque per ogni categoria) del Premio Turismo Sostenibile hanno partecipato a un workshop di marketing turistico organizzato da IT.A.CÁ e da Bologna Welcome. Un’intera giornata di formazione scandita attraverso due lezioni frontali: Fund Raising – questo sconosciuto!, condotta da Nicola Bedogni, Consigliere ASSIF – Associazione Italiana Fund Raiser, e Strategie e strumenti del marketing per il settore turistico, tenuta da Davide Maggi, AD di Nimai, esperto di SocialMedia Marketing e turismo. Questi due momenti formativi hanno dato ai partecipanti importanti linee guida per realizzare concretamente un piano di comunicazione per promuovere i loro progetti, coniugando l’aspetto della sostenibilità con quello della divulgazione in un’ottica di marketing turistico.

Ma soprattutto i partecipanti hanno potuto confrontarsi e lavorare insieme durante il laboratorio Fare sistema: strategie di sviluppo locale e progettazione di reti territoriali, coordinato da Gaspare Caliri e Michele Restuccia co-fondatori di Snark – space making, collaboratori presso Cube: Centro Universitario Bolognese di Etnosemiotica. L’obiettivo di questa parte della giornata formativa è stato quello di favorire la condivisione di idee tra il festival e la comunità del Premio Turismo Sostenibile e di incentivare la loro partecipazione all’interno della Nuova Rete Civica di “Bologna area metropolitana”, nella quale possano darsi visibilità come “community del turismo sostenibile”: una comunità tematica che promuova i valori emersi durante il lavoro fatto nel workshop e che continui un percorso comune di confronto, di scambio e di co-progettazione.

Oggi, nella VII edizione del festival IT.A.CÀ, tra i tanti eventi, si possono trovare quelli organizzati dai vincitori del Premio e da molti dei suoi finalisti che, attivando collaborazioni proficue e distinguendosi per l’originalità delle loro iniziative, sono entrati a far parte della famiglia del turismo sostenibile bolognese.

immagine-sito-sulle-vie-del-miele-1Tra i vincitori vediamo l’Associazione culturale Our way che per domenica 24 maggio alle 10:30 ha organizzato Un giorno con Use-it Bologna, una maratona fotografica ispirata alla sua guida “Use-it Bologna”, vincitrice del I premio nella categoria “Progetti di turismo culturale realizzati”

Sabato 6 e domenica 7 giugno potremo andare a Casa Vallona a Monte San Pietro, l’azienda agricola di Chiara Battistini che con la sua start-up Sulle vie del miele ha vinto il I premio nella categoria “Progetti enogastronomici da realizzare”: due giorni di degustazioni, itinerari, musica, incontri, mercatini e spettacoli per conoscere il mondo misterioso delle api e il contributo degli apicoltori alla terra.

Comunicamente – agenzia di comunicazione vincitrice del I premio per la categoria progetti di turismo enogastronomico, con il festival Zola Jazz&Wine e i finalisti ai del Consorzio della Chiusa di Casalecchio, propone Effetto blu: a Casalecchio come una volta”…quando in vacanza si andava al Lido!, iniziativa che celebra l’importanza dell’acqua e promuove la conoscenza della Chiusa di Casalecchio, per rivivere una gita domenicale d’inizio ‘900, proprio come quelle che organizzavano le famiglie di Bologna qualche decennio fa.

È importante ricordare anche un fuori programma, cioè il progetto vincitore del I premio per la categoria Progetti culturali da realizzare, che è diventato realtà nella prima metà dell’aprile 2015.

Si tratta delle Quattro stagioni nel parco ideate e realizzate da e.ventopaesaggio – associazione di

chiusa1-1 professionisti che diffondono la cultura del paesaggio, la conoscenza e l’uso consapevole del territorio attraverso la promozione di un turismo responsabile: quattro eventi, uno per ogni stagione, organizzati all’interno del Parco della Chiusa e nel Comune di Casalecchio di Reno, nel corso dei quali, in una o due giornate per stagione, si sono svolte e si svolgeranno conferenze di paesaggisti di fama nazionale e internazionale, attività di teatro, danza, mostre e passeggiate tematiche con visite guidate.

Possiamo partecipare, inoltre, agli eventi organizzati dai finalisti del contest che, come i vincitori, grazietumblr_inline_n8fvaviJh01rypu23 al tavolo di lavoro organizzato da IT.A.CÁ e Bologna Welcome, hanno attivato collaborazioni che hanno dato vita a numerose e interessanti iniziative. Suppershare, che si è aggiudicata il II posto nella categoria “Progetti enogastronomici da realizzare”, ha organizzato ben due eventi. Il primo, un itinerario enogastronomico che si ispira alla famosa critical mass nata a San Francisco: un Host d’eccezione, accompagna i Guest in bici per le vie della città alla scoperta delle tradizioni enogastronomiche del territorio, per poi cucinare insieme ai partecipanti un pranzo con prodotti rigorosamente di stagione e a km0

Il secondo itinerario, una cena itinerante nel centro di bologna, che prevede 4 portate in 4 case diverse dall’aperitivo al dolce: un percorso studiato ad hoc all’interno della città, che permette di ammirarne e gustarne le bellezze tra una portata e l’altra.

Welness Gourmet scuola di cucina della Valsamoggia, II classificata per la categoria “Progetti enogastronomici realizzati”, oltre a collaborare con casa Vallona per Sulle vie del miele, ha organizzato, Le mani in pasta, un laboratorio di sfoglia emiliana tradizionale al mattarello che finirà con un pranzo in cui si potranno gustare le tagliatelle e i tortelloni fatti dai partecipanti.

Tra gli eventi organizzati dai finalisti non mancano certo gli itinerari, rigorosamente a piedi, in bici o con mezzi sostenibili: percorsi suggestivi che valorizzano attrattive non convenzionali di Bologna e del suo hinterland. Tra questi ricordiamo Il parco in tutti i sensi, a cura di Assoiazione Onlus “La Girobussola” III classificata nella categoria “Progetti culturali realizzati, in collaborazione con l’associazione vincitrice già menzionata, e.ventopaesaggio. Si tratta di una camminata notturna all’interno del Parco della Chiusa di Casalecchio di Reno pensata per persone sia non vedenti che vedenti per sperimentare un orientamento non visivo e per dare a tutti la possibilità di provare in prima persona l’importanza della multi-sensorialità.

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Questo sarà l’evento inaugurale del nuovo allestimento tecnologico per la disabilità visiva del parco, tramite il quale tutti potranno accedere alle informazioni in modo indipendente e in qualunque momento e periodo dell’anno. L’itinerario è preceduto da Tutti in viaggio: turismo accessibile e inclusivo per ogni diversa abilità, sempre organizzato da La Girobussola, in collaborazione con Pietro Scidurlo di Free Wheels Onlus, COSPE e l’Associazione La Skarrozzata, che si terrà sabato 23 maggio alle 17: un convegno/workshop per parlare di turismo accessibile e inclusione sociale e che si concluderà con La Skarrozzata, un itinerario dai Giardini Margherita verso le vie centro.

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Tra gli itinerari sull’Appennino troviamo il II classificato nella categoria “Progetti culturali realizzati” in collaborazione con il IV posto della stessa categoria: rispettivamente, l’Associazione Sassi Scritti e la Cooperativa Madreselva, realtà impegnate nell’animazione dell’Appennino Bolognese nella sua conservazione e nella sua valorizzazione. Il loro Viaggio letterario nei luoghi minori, è un itinerario che si snoda nel territorio di Ponte Venturina / Riola / Valle del Reno / Valle del Limentra di Treppio, attraverso il luoghi minori di una porzione del nostro Appennino capace di grande suggestione e in grado di trasmettere una visione del mondo e della vita dal ritmo lento. Il trekking attraverserà boschi, campi, luoghi abbandonati e sarà condotto da una guida specializzata della Cooperativa Madreselva e da un ospite d’eccezione: la scrittrice Francesca Matteoni.

Infine, Sulle orme della storia. Trekking di 3 giorni sulle tracce della Linea Gotica.

Per il 70° anniversario della Liberazione dal Nazi-fascismo l’associazione Trekking Appennino, III cassificata per la categoria “Progetti culturali da realizzare” propone un itinerario che percorre i sentieri della valle aspra e incontaminata del Dardagna e a quelli della valle più dolce del Belvedere, attraverso un ambiente di straordinaria bellezza, capace di rendere forte l’eco della storia di un’umanità calpestata e resistente.

Perché la trama di questo tessuto diventi sempre più fitta, perché il Bolognese sia un circuito di realtà virtuose impegnate in tipo di turismo che rifiuti le logiche dello sfruttamento ambientale e delle vessazioni verso le comunità locali, ma che invece sia promotore di politiche di inclusione sociale e in prima linea nel rispetto del nostro patrimonio culturale, enogastronomico e naturalistico, siamo lieti riproporre la II edizione del Premio Turismo Sostenibile che è stato indetto ufficialmente il 23 maggio 2015 durante il convegno Bici Viaggiare, che si è tenuto a Palazzo d’Accursio a partire dalle 09.30.

Conoscere e promuovere l’Europa in bici: il tema del convegno che è stato seguito dal workshop: Promuovere l’Emilia Romagna in bici – Hotel Bike Friendly.

biciviaggiare-2015.15apr2015Si tratta di un tavolo di co-progettazione regionale e di un seminario di formazione per le strutture ricettive, a cura di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile in collaborazione con #Salvaiciclisti, FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta, ECF – European Cyclist Federations, Comune di Bologna.

Non è un caso che abbiamo scelto questo importante evento per rilanciare il Premio Turismo Sostenibile. Infatti, alle due categorie su cui si sono cimentati i partecipanti dell’edizione 2014, quest’anno abbiamo aggiunto una III categoria: il cicloturismo.

L’obiettivo è di incentivare gli operatori del settore a promuovere il viaggio in bicicletta, inaugurare così una valida alternativa alla mobilità turistica pesante; prassi su cui Bologna sta puntando molto, investendo ingenti risorse nell’implementazione di una rete di ciclovie che colleghino ogni luogo della città, e che, inoltre, ha il pregio di creare valore sociale ed economico di lunga durata per le comunità locali.

Vi aspettiamo dunque numerosi per questa settimana edizione di IT.A.CÁ, per scoprire insieme tanti modi per viaggiare nel rispetto del territorio e di chi lo abita.

Blog IT.A.CÀ
Simona Zedda

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IT.A.CÀ incontra OUR WAY > vincitori del Premio Turismo Sostenibile 2014

Oggi per la nostra Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” intervistiamo uno dei 4 vincitori della I edizione del Premio turismo sostenibile 2014

Conosciamo meglio Alessandro Baschieri di OUR WAY, vincitore del primo premio per la categoria “progetti culturali realizzati” con Use-it Bologna, guida turistica originale e divertente che appartiene al network Use-it Europe a cui aderiscono ben 26 città europee.

Rivolta a un pubblico di giovani viaggiatori, Use-it Bologna racconta la città, intrecciando i markers turistici convenzionali con il vissuto di chi ci abita. È una guida ricca di curiosità sui personaggi, più o meno noti, che popolano Bologna, di “folklore studentesco” e di luoghi cari a chi percorre le sue strade quotidianamente.

Alessandro ci racconta com’è nato il progetto Use-it Bologna!

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Nel 2010, durante il mio periodo di volontariato europeo a Craiova (Romania), il mio coordinatore mi propose di partecipare a una conferenza sui diritti della popolazione Rroma, a Brussels. Non essendo mai stato in Belgio e lavorando con quella popolazione, colsi al volo quella proposta. Arrivato a Brussels avevo una mezza giornata libera e all’ostello dove alloggiavo era presente la guida USE-IT Brussels, indirizzata ai giovani viaggiatori. Decisi di esplorare la città con quella guida nel poco tempo che avevo a disposizione, e mai una scelta fu più azzeccata: la suddivisione dei luoghi per categorie e lo stile informale della guida mi traghettarono verso i luoghi che mi interessavano.

Tornai in Romania con le mappe di Brussels, Ghent, Antrwep e Bruges.

Quando arrivò il momento di tornate a Bologna cominciai a pensare a qualcosa da realizzare nella mia città, mi tornarono in mente le mappe che riportai con me e cominciai a pensare alle possibilità di esportare questo progetto.

Ho pensato che una città come Bologna, viva, contradditoria, tumultuosa e vibrante, con un incredibile fauna urbana meritava di avere questa guida. E cosi cominciò un lungo percorso per la sua realizzazione: trovare un gruppo di lavoro, trovare un publisher (che per le regole che vigono nel network USE-IT Europe deve essere assolutamente un associazione no profit) e trovare istituzioni pubbliche (la guida è no commercial, non accettiamo pubblicità al suo interno dai privati) che credessero nel progetto e che avessero la volontà di finanziarlo.

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Nel 2011 il Comune di Bologna, nella figura dell’ Assessore al Marketing Urbano: Matteo Lepore, ci concesse un contributo a parziale copertura delle spese di 5000 euro.

Con Jacopo Simi, Federica Di Mauro e Stephanie Ann Luna, tutti giovanissimi (avevano tutti 21 anni all’epoca), cominciammo a scrivere i contenuti della guida e a tradurli in inglese. Grazie al lavoro grafico di Vanni Scolozzi e all’immagini di A.D.O. arrivammo alla prima pubblicazione nell’ aprile 2012.

Ora siamo arrivati alla terza edizione, con più di 70.000 copie stampate, distribuite localmente e a livello internazionale e in questi 3 anni oltre 20 persone coinvolte nel progetto.

 Ci tengo a nominare almeno i componenti del gruppo di lavoro che si imbarcarono in questa avventura con entusiasmo e passione: il gruppo di lavoro vede coinvolte, a titolo volontario, il sottoscritto:

Alessandro Baschieri che si occupa della fase di stesura del progetto, della relazioni con l’esterno e coordina il gruppo di lavoro per la realizzazione della pubblicazione.

Laura Pascucci, che ci occupa della distribuzione locale ed internazionale, contatta i luoghi ricettivi inclusi nella nostra rete di distribuzione ( una trentina tra camping, ostello e BnB della città) per rifornirli della nostra guida.

Jacopo Simi che si occupa della realizzazione del materiale fotografico e video per l’Associazione.

Federica di Mauro che si occupa della gestione della pagina Fb e della gestione del sito internet.

Il gruppo di lavoro si occupa anche della ricerca e della stesura di tutti i contenuti originali presenti all’interno della guida.

I markers di Use-it Bologna

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Noi scegliamo i luoghi di Use-it in base a criteri generali che sono stati studiati dagli esperti di USE-IT Europe, il network di cui facciamo parte che riunisce tutte le associazioni editrici in Europa. Questi criteri sono stati sintetizzati in otto domande:

1.Il luogo che sto descrivendo è un posto unico?
2.Tutti i giovani del posto lo conoscono?
3.É economico e centrale?
4.É realmente migliore di altri luoghi simili in città?
5.É un luogo che non avresti mai notato se nessuno te l’avesse detto?
6.Promette di essere un posto frequentato da giovani nei prossimi anni?
7.É il miglior luogo per un certo tipo di categorie di persone (vegetariani, gay, lesbiche, metallari, ecc.)?
8.Se un alieno fosse in un viaggio intergalattico rimarrebbe sorpreso da questo luogo?

Partendo da queste linee generali iniziamo la ricerca dei luoghi da mappare e, naturalmente, i nostri gusti personali influenzano in parte la scelta. Uno degli obiettivi di USE-IT a Bologna è quello di sviluppare nuove conoscenze e metodologie di lavoro. Infatti la nuove edizioni servono ad approfondire la ricerca dal punto di vista antropologico arricchendo il nostro essere cittadini di Bologna.

Our Way racconta la città in modo onesto e diretto e lo fa con l’obiettivo di far incontrare i giovani viaggiatori con i giovani del posto, di favorire la conoscenza del territorio e la costruzione di relazioni sociali; fa si che il viaggiatore/ turista esplori il territorio in maniera più consapevole; infatti lo induciamo al rispetto della città e della comunità locale dando consigli sulle abitudini e gli stili di vita dei giovani che la abitano.

Our Way, come altri progetti in città, promuove una visione sostenibile e partecipativa di pensare al territorio. In questo senso esistono diverse Bologna e tra queste anche una insostenibile: quella parte di città che si chiude in casa pensando a com’era tutto bello negli anni di maggior produttività della città fermandosi alla critica fine a se stessa.

Il Target

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Our way con la guida USE-IT si rivolge ai backpackers e ai giovani viaggiatori, ma questo non esclude che sia utilizzata da altri target poiché può essere usata trasversalmente per alcune sezioni generali (“5 Minutes of History”, “Practical Info”, “Act like a Local”, “Sightseeing”); per quanto riguarda le sezioni “Going out”, “Bar”, “Shop” molto dipende dalla personalità del turista . Siamo convinti che ogni target group abbia esigenze specifiche e per questo motivo USE-IT si rivolge a un target ben definito che viene espresso chiaramente dallo stile grafico e dei contenuti; questo non esclude che altre persone di età diversa possano fruirne e apprezzarne i contenuti.

Use- it Bologna sia rivolge anche agli stessi cittadini che con questa guida hanno la possibilità di guardarsi dall’esterno e scoprire attraverso un’altra lingua (inglese) la città in cui vivono. La possibilità di vedersi dall’esterno ci ricorda che la parte della città che raccontiamo è un elemento forte e caratterizzante della città stessa e che, senza quella parte, Bologna avrebbe molto meno da offrire.

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Simona Zedda
Segreteria Premio Turismo Sostenibile