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RESTANZA | Tema del festival IT.A.CÀ 2019

VERSO IT.A.CÀ 2019

Dopo questa emozionante edizione del 2018 appena conclusasi, siamo pronti per la nuova edizione: la XI° per quando riguarda la fondazione del festival nella città di Bologna! 

I coordinatori della rete nazionale festival IT.A.CÀ a Montefredente – Appennino bolognese, 2018

Per questa edizione sentiamo il bisogno di approfondire il tema della Restanza intesa non come inerzia e passiva rassegnazione, ma come scelta di vita consapevole, presidio attivo del territorio, prendersi cura dei luoghi come beni comuni. Un tema che svilupperemo in tutte le tappe che il festival toccherà: dal sud al nord d’Italia.

Tappa del festival in Monferrato – 2017

La restanza può essere il tratto comune di una rete di cittadini che non solo promuove un diverso concetto di sviluppo turistico, non accettando la realtà passivamente, ma mette in atto progetti collaborativi che producono discontinuità anche su un piano politico e culturale più vasto. Da questo punto di vista, IT.A.CÀ si presenta come un grande laboratorio in cui ha luogo una sperimentazione a più voci su come procedere verso uno sviluppo sostenibile.

Un esperimento di democrazia partecipativa, o meglio progettuale, dove non solo si discute di cosa fare, ma si fa anche ciò di cui si è discusso, in un’ottica di ricerca-azione circolare.

Quando gli attori locali decidono di non abbandonare il loro territorio e di attivare dei processi di collaborazione e di resistenza per mantenerlo in vita, la restanza diventa un impegno politico e sociale, e non solo economico, per un cambiamento che parte proprio dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile. Restanza, dunque, come nuova modalità di riscoperta e convivialità sul territorio, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive.

Tappa del festival sui Monti Sibillini – 2018

Impegno per un cambiamento che parte dalla comunità locale, dalle sue tradizioni e risorse, per uno sviluppo innovativo e sostenibile come nuova modalità di riscoperta e convivialità, di agire responsabile che stimola utopie quotidiane collettive. Atto di rinascita e rigenerazione nel cambiamento e condivisione dei luoghi che diventano i siti dove compiere, con gli altri, con i rimasti, con chi torna, con chi arriva, piccole utopie quotidiane di cambiamento.

Una comunità possibile e auspicabile là dove esisteva quella vecchia; una nuova comunità riorganizzata e inventata tenendo conto di fughe, abbandoni, ritorni e anche di mutate forme di produzione e rapporti sociali. Un incontro, di convivialità, dell’esserci. Una scelta consapevole ed etica, che non può diventare mai chiusura o territorio per artificiosi contrasti tra chi è partito e rimasto, tra chi è rimasto e chi oggi arriva o ritorna.

Restanza come potenziamento del senso del viaggiare, approdo per quanti arrivano o ritornano: viaggiare e restare, viaggiare e tornare sono pratiche inseparabili che trovano senso l’una nell’altra in una continua dialettica che parla di integrazione, d’incontro, di vite separate e di riconciliazione. Intesa anche come forma di incontro tra il passato e il presente, tra vecchie e nuove generazioni, ma anche tra universi culturali diversi che contribuiscono alla vivacità del luogo.

Tappa IT.A.CÀ Bologna 2018 | Foto di Noemi Usai 

La parola Restanza è un concetto che ha sviluppato l’antropologo Vito Teti nel suo libro, pubblicato nel 2014, Pietre di pane. Un’antropologia del restare e di cui riportiamo qui di seguito il suo pensiero:

Vito Teti – Antropologo ed etnologo

“Restare non è un fatto di pigrizia, di debolezza: dev’essere considerato un fatto di coraggio. Una volta c’era il sacrificio dell’emigrante e adesso c’è il sacrificio di chi resta. Una novità rispetto al passato, perché una volta si partiva per necessità ma c’era anche una tendenza a fuggire da un ambiente considerato ostile, chiuso, senza opportunità. Oggi i giovani sentono che possano esserci opportunità nuove, altri modelli e stili di vita, e che questi luoghi possono essere vivibili. E’ finito il mito dell’altrove come paradiso.

L’etica della restanza è vista anche come una scommessa, una disponibilità a mettersi in gioco e ad accogliere chi viene da fuori. Noi adesso viviamo in maniera rovesciata la situazione dei nostri padri e dei nostri nonni. Un tempo partivamo noi, oggi siamo noi che dobbiamo accogliere.

Etica della restanza si misura con l’arrivo degli altri, con la messa in custodia del proprio luogo di appartenenza, con la necessità di avere riguardo, di avere una nuova attenzione, una particolare sensibilità, per i nostri luoghi.
 A volte facciamo l’elogio dei luoghi e poi li deturpiamo: quindi quest’etica del restare comporta anche una coerenza tra la scelta di rimanere e quella di dare, concretamente, un senso nuovo ai luoghi, preservandoli e restituendoli a una nuova vita…”  Vito Teti

Qui potete trovare alcuni link per approfondire il tema > Tema 2019.
Non resta che augurarvi buon viaggio e che sia sempre responsabile e sostenibile 🙂

Blog IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione festival
Sonia Bregoli

 

 

Il turismo? Responsabile | Arriva il festival IT.A.CÀ nel Monferrato!

Martedì 19 settembre. Per fare turismo oggi bisogna ampliare gli orizzonti riscoprendo le proprie risorse e proiettandole in un futuro sostenibile. Se tale concetto si potesse tradurre in un’immagine o un luogo monferrino, certamente il giardino e il panorama che si gode da Villa Il Cedro di Ponzano sarebbe uno dei più indicati per esprimere questo pensiero. E non a caso sabato scorso è stato proprio l’orizzonte sconfinato sul mare di colline visibili da “Il Cedro” ad ospitare il lancio di IT.A.CÀ, il festival del turismo responsabile che percorrerà il Monferrato, dall’astigiano al casalese, fra il 20 e il 22 ottobre 2017 portando riflessioni, degustazioni, camminate ma soprattutto la voglia di prendere coscienza sulla dimensione “ecosostenibile” del turismo nel nostro territorio. 

Max Biglia, instancabile promotore di iniziative in Monferrato ha dapprima illustrato la nascita dell’idea chiamando con sé a presentarla il giornalista e redattore de Il Monferrato Alberto Marello. È nato un pomeriggio di interventi ma anche di suggerimenti per programmare il turismo in Monferrato. 

«Ponzano ad esempio è cambiato grazie allo sviluppo turistico, economico e all’impegno sociale proponendo manifestazioni che non esistevano ed in particolare la giornata di Giardini Aperti presso le cinque dimore inserite nel circuito», ha precisato il sindaco di casa Paolo Lavagno, portando i saluti iniziali e dando già l’appuntamento al 7 maggio 2018 per la riapertura dei giardini in fiore delle ville antiche del paese. Ma il Monferrato – ormai si sa – è pieno di perle da conoscere ma servono «alleanze identitarie», come spiegato dall’assessore al turismo di Casale Monferrato Daria Carmi. «La nostra scommessa passa attraverso la collaborazione fra pubblico e privato», ha aggiunto Carmi invitando i monferrini a stupirsi, a lasciarsi andare alla curiosità e a «togliere la polvere della retorica»

«Le singole iniziative messe in campo sono una ricchezza ma con un coordinamento», ha aggiunto il consigliere provinciale Federico Riboldi lanciando l’invito a creare in ogni paese «percorsi culturali all’aria aperta». Poi prima dell’entrata in scena degli attori del Faber Teater con lo spettacolo quanto mai abbinato di “Emigranti”, in tanti hanno illustrato i momenti del festival IT.A.CÀ. 

Il programma, presentato in modo dinamico e con numerosi e brevi interventi dei protagonisti coinvolti attivamente nei singoli appuntamenti, prevede l’apertura di venerdì 20 ottobre affidata al borgo di Portacomaro, dove la Bottega del Grignolino ospiterà un pomeriggio ricco di momenti. Dalle 15 si parlerà di colture biologiche e di Grignolino, il vino simbolo del territorio, per continuare con le emozioni della cerca del tartufo al chiaro di luna e con la possibilità di conoscere in diretta vini biologici naturali presso la locale Casa dell’Artista. Sabato 21 ottobre ci si sposta fra Ponzano e il vicino Santuario di Crea dove, nella sede firmata Unesco del Parco del Sacro Monte di Crea, vi saranno interventi sull’ambiente, il territorio e il turismo dolce. Il pomeriggio sarà assai pratico e all’insegna delle tradizioni: a Mombello, nella verde conca della Valcerrina, si terrà una camminata naturalistica che celebrerà l’antico rito della “Curmà”, il gustoso e conviviale ritrovo che è solito ristorare i vendemmiatori dopo le fatiche della vendemmia. Un’opportunità di scoperta dei paesaggi monferrini ma anche di testare la merenda sinoira improntata sulla storica tradizione della Curmà, il tutto con un tocco teatrale e scenico. Il Castello dei Paleologi, nel cuore della città di Casale Monferrato, farà da scenario per la giornata finale di domenica 22. 

Dopo un inizio “su due ruote”, grazie alla pedalata che porterà sulle rive del Po, fra collina e pianura, alcuni incontri porteranno il pubblico a conoscere progetti artistici sostenibili fra vigne e risaie ma consentiranno di incontrare i giovani produttori vitivinicoli, conoscere l’autentica “dispensa monferrina”, curiosare fra le soluzioni architettoniche per l’ecoturismo e, prima di cedere alle tentazioni della “Merenda del Contadino”, chiacchierare con la scrittrice Fioly Bocca

Giorgio Conte

Gran finale al teatro Municipale di Casale, in serata, con “Sconfinando”, spettacolo dall’eloquente titolo, che porterà azioni teatrali e canzoni di e con Giorgio Conte e Alessandro Nidi. A precedere il festival sarà anche una “caccia fotografica” che si svolgerà il 1° ottobre a Rosignano nell’ambito di “Vendemmia in Arte” e che permetterà di creare fotografie che rappresentino al meglio i principi dell’accoglienza secondo il metodo Licet ® (legate alla cultura locale, innovative ed originali, competitive e corrette, ecologiche e attente a tutelare le persone).

Saranno dunque giorni intensi e di eventi trasversali che, forse, hanno come maggior obiettivo quello di diventare punto di partenza per ulteriori sviluppi di turismo responsabile, quell’attività di cui – si mormorava fra il folto pubblico di sabato scorso – il territorio ha bisogno.

Gli eventi in programma sono promossi da La Confraternita degli Stolti.
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Qui trovate il programma completo.

Buon viaggio come sempre 😉

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