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Save the date | IT.A.CÀ Bologna dal 25 maggio al 4 giugno 2018

IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori torna con 14 tappe nazionali da maggio a ottobre
A Bologna dal 25 maggio al 4 giugno, il decimo traguardo del primo e unico festival italiano sul turismo responsabile.

Ancora poche settimane prima del via ufficiale: Bologna culla natale di IT.A.CÀ che nell’edizione 2017 ha raccolto migliaia di visitatori – si prepara ad accogliere la prima tappa del festival dal 25 maggio al 4 giugno.

Dopo la città felsinea, ben 13 territori in tutta Italia si passeranno il testimone in una staffetta emozionante all’insegna del viaggio, come opportunità di conoscenza e scoperta che parte da casa e arriva a casa (it a cà in dialetto bolognese significa sei a casa?): una qualsiasi casa, una qualunque Itaca da raggiungere. Un viaggio responsabile, dove non importa la meta, ma ciò che accade durante il percorso. Dai Monti Dauni al Parco Nazionale di quelli Sibillini, dal Gran Sasso al Salento, dalle città di Rimini, Reggio Emilia, Parma, Napoli, Ferrara, Pavia e Ravenna, ai territori del Trentino e del Monferrato, per parlare di valorizzazione paesaggistica, mobilità eco, accessibilità universale, rigenerazione urbana, promozione culturale, migrazioni, innovazione green e turismo slow.

Festival IT.A.CÀ Gran Sasso

Un decennale attesissimo con centinaia di appuntamenti sparsi su tutto il territorio italiano, per valorizzare i luoghi e risvegliare una maggiore consapevolezza sociale, ambientale ed economica, attraverso progetti inclusivi e sostenibili di tutela e sviluppo del nostro paese: mostre, progetti innovativi, incontri, convegni, eventi in piazza, concorsi, camminate fluviali, itinerari, trekking, laboratori, geo esplorazioni, degustazioni, presentazioni di libri e proiezioni di film. 

Festival IT.A.CÀ premiato agli UNWTO 2018 a Madrid

Il regalo più emozionante di questo decimo compleanno di IT.A.CÀ è stato il premio per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo (UNWTO AWARDS), ricevuto dall’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite. Un riconoscimento e una responsabilità per riflettere su cosa siamo e per migliorare la pratica di quel che possiamo diventare. Partiti dal basso dieci anni fa, ci prepariamo a festeggiare un traguardo importante con la convinzione di poter trasformare l’incoming in becoming, di coniugare la sostenibilità del turismo con il benessere dei cittadini, attraverso un ricco programma di eventi che dal centro urbano, invita a scoprire l’Appennino, immaginando una nuova geografia di Bologna”.

A parlare è Pierluigi Musarò, direttore di IT.A.CÀ e professore all’Università di Bologna, che da anni si batte su temi legati al turismo responsabile. Fra questi, la delocalizzazione strategica dei flussi turistici, main focus di questa edizione, al quale sarà dedicato tutto il secondo weekend del Festival (1-3 giugno), nei territori dell’Appennino Bolognese, snodo nevralgico e simbolo di unione e collegamento strategico fra i comuni limitrofi.

Non solo appuntamenti in città dunque, ma anche nei territori marginali e nelle aree interne, per proporre soluzioni di sviluppo strategiche e sostenibili: cultura, progettualità, riflessioni sulle eccellenze paesaggistiche, identità storiche da valorizzare e momenti di formazione per la creazione di imprese integrate, atte ad accogliere nuove professionalità e promuovere lo sviluppo del turismo responsabile e sostenibile in loco.

E per gli amanti del trekking e dei viaggi slow, anche quest’anno non mancheranno gli itinerari a piedi e a pedali, dentro e fuori porta. Percorsi liberi, inesplorati e appassionanti alla scoperta di un tramonto, di una città invisibile, di scorci segreti e passeggiate notturne in cerca di stelle. Free walking tour per cittadini e turisti, veri protagonisti della manifestazione. Persone comuni, con le quali IT.A.CÀ ha saputo nel tempo intrecciare reti di collaborazione, grazie alle quali oggi moltissimi enti, follower, ONG, strutture ricettive, consorzi e imprese sviluppano forme di co-progettazione attive e partecipate, insieme a istituzioni come il Mibact, l’Università di Bologna, la Destinazione Turistica Bologna metropolitana e l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese che anche quest’anno riconfermano il sodalizio con la manifestazione.

Sonia Bregoli

La soddisfazione più grande che riceviamo dal nostro festival è la compartecipazione attiva ad una filosofia del viaggio sostenibile che è sempre più condivisa. Lo dicono le proposte di intervento che riceviamo da tutta Italia, l’attenzione dei moltissimi utenti che frequentano e interagiscono nella nostra piattaforma d’innovazione e soprattutto l’entusiasmo dei tanti partecipanti ai nostri contest” ci spiega Sonia Bregoli, co-direttrice del festival, che anche quest’anno (oltre a coordinare la comunicazione del festival) ha coordinato il contest accessibilità universale.

Il concorso era rivolto a viaggiatori, turisti, migranti, artisti, fotografi, studenti ai quali era stato chiesto di raccontare in immagini la propria visione del tema.
La palma è andata ad Eliana Albertini, premiata per aver inquadrato al meglio il tema dell’accessibilità, quale rappresentazione della possibilità di tutti di viaggiare, di prendere un mezzo, di utilizzare la bicicletta, di muoversi in libertà con i propri animali, di scegliere il silenzio della barca e magari perfino di raggiungere lo spazio. La sua illustrazione è stata scelta come immagine rappresentativa della decima edizione nazionale del Festival.  

Ma le call di IT.A.CÀ, continuano.
Adotta un turista, ideato con Ecobnb  per condividere esperienze, luoghi, racconti, cibo, passioni in modo sostenibile e originale. Un contest molto atteso che si aggiunge a quello appena chiuso #UNITURISBO, in collaborazione con l’Università di Bologna e la Destinazione Turistica Bologna metropolitana. In palio per i vincitori, soggiorni green e weekend slow che verranno consegnati durante il festival.

Per l’edizione numero 10, il festival fa anche un regalo alla comunità cittadina, lanciando con orgoglio la piattaforma web  IT.A.CÀccessibile: una vera e propria community bolognese del turismo accessibile che propone un ventaglio di temi di confronto e appuntamenti fruibili, legati alla disabilità in una città che vuole diventare più attenta alle esigenze dei suoi abitanti e fare da volano per tutte le altre interessate all’iniziativa. Perché IT.A.CÀ è turismo sostenibile sì, ma è anche riflessione sulle minoranze, sull’accoglienza ai migranti, sui diritti umani e sull’inclusività, temi ai quali saranno dedicati molti momenti di approfondimento e riflessione. Non ultima, una gita sensoriale organizzata dall’Istituto dei Ciechi F. Cavazza di Bologna, pensata per tutti, soprattutto per chi ha occhi per vedere, eppure non guarda fino in fondo.

Qui per consultare il Programma IT.A.CÀ Bologna, dove potete anche scaricarlo in versione PDF.
Link per scaricare il Comunicato Stampa 

CONTATTI:
UFFICIO STAMPA
Ivana Celano 
cell. +39 349 06 44 923
email: stampa@festivalitaca.net
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Torna IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori | Il decimo traguardo del primo e unico festival italiano del turismo responsabile

 14 tappe da maggio a ottobre 2018 – Grande attesa per la decima edizione di IT.A.CÀ, appena premiato dopo il Messico e l’Indonesia, nella categoria Innovation in Non-Governmental Organizations dall’Organizzazione Mondiale del Turismo agli UNWTO AWARDS di Madrid. Un riconoscimento importante per il festival nazionale, che dimostra il suo ruolo centrale nelle dinamiche turistiche italiane e nella produzione di modelli sostenibili.

E al crescere delle candeline del decennale, aumentano anche i territori coinvolti che dopo la tappa felsinea, seguiranno il festival a ruota: dai Monti Dauni al Parco Nazionale di quelli Sibillini, dal Gran Sasso al Salento, dalle città di Rimini, Reggio Emilia, Parma, Napoli, Ferrara, Pavia e Ravenna, alle terre del Trentino e del Monferrato. 14 tappe, quindi e un unico principio nazionale di promozione turistica, secondo valori di equità e giustizia sociale: mostre, progetti innovativi, appuntamenti inclusivi, incontri, convegni, eventi in piazza, concorsi, camminate fluviali, itinerari a piedi e a pedali, trekking in zone poco conosciute, laboratori, geo esplorazioni, degustazioni di prodotti tipici, presentazioni di libri e proiezioni di film, per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

E c’è dell’altro.
In scia al recente protocollo d’intesa firmato dalle Città metropolitana di Bologna e Firenze, IT.A.CÀ – che da anni insiste sull’importanza di abbandonare la tradizionale visione del viaggio circoscritto al centro città – intende immaginare e pianificare una nuova geografia del turismo. Una delocalizzazione strategica dei flussi turistici che possa espandersi fino ai territori dell’Appennino Bolognese, fulcro di una straordinaria eredità naturalistica e di una storia antichissima. Nel weekend 1-3 giugno, gli appuntamenti in programma del decennale del festival si trasferiranno proprio in quei luoghi, per porre l’attenzione sui territori marginali e delle aree interne e proporre soluzioni strategiche e sostenibili. Cultura, progettualità, riflessioni sulle eccellenze paesaggistiche, identità storiche da valorizzare e momenti di formazione per la creazione di imprese integrate, atte ad accogliere nuove professionalità in ambito turistico e promuovere lo sviluppo del turismo responsabile e sostenibile in loco, saranno il cuore pulsante della tre giorni in Appennino.

Foto di Giuseppe Giuliano – WoK Photography

Nel decennale della sua attività, il festival coglie l’occasione anche per inaugurare IT.A.CÀccessibile, una piattaforma web, nata dal progetto risultato vincitore del PTPL 2017 (Programma Turistico Promozione Locale) a Bologna e realizzato in collaborazione con una rete di associazioni e aziende che operano nell’ambito della disabilità. Una vera e propria community bolognese del turismo accessibile che propone un ventaglio di temi di confronto e appuntamenti fruibili che partendo dal concetto di disabilità, ambiscono al superamento dei limiti in una città che vuole diventare più attenta alle esigenze dei suoi abitanti, dei cittadini e dei turisti che accoglie. E lo fa con le persone stesse, con quelle che nella disabilità ci vivono ogni giorno e che insieme possono offrire spunti di riflessione. Perché oggi, fare rete è diventato necessario. E IT.A.CÀ, lo sa.

Ci ha creduto sin dal suo nascere, diventando un vero e proprio network fra enti, una piattaforma d’innovazione sociale, grazie alla quale oggi moltissime associazioni, follower, gruppi di cittadini, ONG, strutture ricettive, enti, consorzi e imprese hanno potuto intrecciare collaborazioni e co- progettazioni attive e partecipate. Fra queste, l’Università di Bologna e la Destinazione Turistica Bologna metropolitana che riconfermano il sodalizio con IT.A.CÀ, lanciando un photo challenge su Instagram, aperto a tutti e in scadenza al 25 aprile, per raccontare attraverso la fotografia, il ruolo dell’Ateneo come polo di attrazione ‘turistica’ (inter)nazionale.

Rimane confermata anche la collaborazione con Ecobnb, la community italiana ed europea del turismo sostenibile, che insieme al festival IT.A.CÀ hanno appena lanciato anche quest’anno il contest Adotta un turista per premiare la migliore idea di esperienza eco-sostenibile. In premio tre soggiorni green per due persone in Italia. Scadenza 25 maggio 2018.

Non ci resta dunque che aspettare ancora qualche settimana e goderci questo decimo viaggio all’insegna dell’inclusione e della sostenibilità.
 

Illustrazione dell’immagine IT.A.CÀ 2018 è stata realizzata da Eliana Albertini

Il festival è promosso e organizzato da Associazione YODA, COSPE Onlus, NEXUS E–R.
Con il Patrocinio di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, Bologna Welcome, Unesco, Città Metropolitana di Bologna, Bologna City Branding, Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.

In collaborazione con Università di Bologna, Salus Space, Mibact Emilia Romagna, Kilowatt, Alce Nero, Velostazione Dynamo, Urban Center Bologna, A.I.T.R Associazione Italiana Turismo Responsabile, ASP Città di Bologna, Ass.ne TerzoTropico e ASviS Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile.

Contatti Ufficio Stampa 
IVANA CELANO
cell. +39 349 06 44 923
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Scarica CS festival IT.A.CÀ

 

Il festival IT.A.CÀ finalista al UNWTO Awards for Innovation in Tourism 2018

Dietro ogni traguardo raggiunto, c’è una storia.

9 anni fa a Bologna, IT.A.CÀ  ha iniziato il suo viaggio per promuovere una nuova filosofia del viaggiare, portando con sé luoghi e persone. Non ha avuto una crescita veloce, si è radicato anno dopo anno  nel tessuto dei territori coinvolti. È entrato con discrezione, adattandosi a quello che trovava nei diversi territori. 

È cresciuto dal basso, “facendosi le ossa” e facendosi conoscere per i propri valori, il coinvolgimento e l’innovazione che stava portando. Ancora in pochi si parlava di turismo responsabile; una nicchia per gli “intellettuali di turno” per cui il viaggio è autenticità, sviluppo e incontro con la comunità locale.

E dopo 9 anni, è diventato grande, coinvolgendo attivamente 10 territori (Bologna, Parma, Rimini, Ferrara, Reggio Emilia, Ravenna, Padova, Rovigo, Trentino e Monferrato) e più di 600 realtà in un modo o nell’altro connesse al turismo responsabile e allo sviluppo locale. 

E con la 9° edizione, IT.A.CÀ è riuscito a farsi riconoscere anche all’estero.

Accade così che quest’anno, nell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo,  alcuni degli eventi del festival vengono inseriti nel calendario degli appuntamenti di rilevanza a livello mondiale per promuovere un turismo che fa bene all’economia, all’ambiente e alle comunità locali. 

A Rimini viene ospitato il Green Destination Day Italy, in cui i presidenti dei principali network internazionali quali EARTH, Green Destinations e EDEN network, si sono incontrati per trovare i punti di sinergia. Ed IT.A.CÀ, ancora piccolo, ma coscienzioso, ha abbracciato tutte queste iniziative proponendosi come quell’anello mancante per sviluppare le sinergie. Quello che comunica dal basso, che si fa semplice e coinvolge gli attori locali, i residenti ed i turisti in iniziative di turismo responsabile per scoprire di cosa si tratta, ma anche l’Italia da un altro punto di vista. Ha guidato i partecipanti mano nella mano al di fuori dei sentieri battuti. Ha supportato le piccole realtà con un grande potenziale a mettersi in gioco. Ha dato l’opportunità ai territori di svilupparsi come destinazioni turistiche.

Insomma, è diventato uno strumento di sviluppo locale, di generazione di reti e di co-progettazione. È diventato formazione e supporto, un luogo di incontro. 

Non è sempre tutto facile, alcuni territori sono cresciuti con lui, altri devono ancora capirlo bene. Alcuni sono incuriositi e lo guardano con interesse. Altri sono ancora spaventati dal grande lavoro di coinvolgimento e di organizzazione che richiede. Ma lui va avanti, cercando sempre più di dare un’immagine unitaria ai territori coinvolti.

E dopo tutto questo viaggio insieme, ci prepariamo ad aprire la decima edizione nel 2018 con una grande soddisfazione:

IT.A.CÀ è tra i finalisti degli UNWTO Awards for Innovation in Tourism nella categoria “Non – Governamental Organizations” per aver contribuito in modo innovativo, competitivo e sostenibile allo sviluppo del turismo.

Un traguardo che per il team di IT.A.CÀ è una vittoria. Il riconoscimento di un percorso non facile, di un cammino tortuoso su strade non del tutto conosciute. Su sentieri affascinanti, da immaginare e poi scoprire,  raccontare e far conoscere. 

È la soddisfazione di sapere che l’impegno messo in un progetto partito spontaneamente dal basso, un vero caso di innovazione sociale, venga riconosciuto dall’ente massimo esponente del turismo a livello mondiale. Ci prepariamo ora a partecipare a Gennaio a Madrid, con la nostra storia da portare, senza pretese e con entusiasmo, perché per noi, questo è già un traguardo che vogliamo condividere con tutti i partner, gli amici e supporter del festival che lo hanno reso possibile.

“La meta si raggiunge, quando si pedala insieme”. 

Con questo messaggio da parte di uno dei partner della rete IT.A.CÀ vi salutiamo e vi auguriamo buon viaggio, sempre, fino alla prossima meta. 

Coordinamento IT.A.CÀ Rimini 
Annalisa Spalazzi 

Report IT.A.CÀ 2017 | Turismo Sostenibile per lo Sviluppo

IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori: festival del turismo Responsabile
9° edizione 2017

Anche per questa edizione 2017 il festival IT.A.CÀ, primo e unico festival in Italia che si occupa di turismo responsabile, ha chiuso le sue tappe (maggio – ottobre 2017) coinvolgendo 10 città/territori: Bologna, Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Parma, Reggio Emilia, Trentino, Rovigo, Monferrato e 4 regioni italiane: Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Piemonte con appuntamenti diluiti in diversi periodi dell’anno.

Tema di questo IX edizione 2017 
Turismo Sostenibile per lo Sviluppo: destinazione IT.A.CÁ

L’ONU ha dichiarato il 2017 Anno del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo. Il turismo sostenibile gioca infatti un ruolo centrale nei processi e nelle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, valorizzando le risorse locali, arricchendo le relazioni tra turisti e cittadini, o tra questi e i diversi attori del territorio. 

Sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini e i rapporti che questi ultimi hanno con il proprio territorio.

Questa è la filosofia che anima da nove anni IT.A.CÁ, il primo e unico festival sul turismo responsabile in Europa. 

Creando una sinergia tra centinaia di soggetti sul territorio, IT.A.CÁ è divenuta una piattaforma di innovazione sociale strategica per una città come Bologna (dove il festival nasce) che quest’anno è diventata Destinazione Turistica Metropolitana e vede nel turismo un’opportunità per rigenerare il tessuto economico e sociale della sua area. Ma il Maggio bolognese è stata la prima tappa di un ricco programma di eventi che si sono snodati sino a Ottobre tra Padova, Ferrara, Ravenna, Rimini, Rovigo, Parma, Reggio Emilia, Trentino e Monferrato. 

Occasioni per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e incentivare pratiche turistiche più sostenibili.

RASSEGNA STAMPA NAZIONALE >  Rassegna Stampa Nazionale – IX edizione IT.A.CÀ

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Qui potete trovare i report delle singole città e relativa rassegna stampa 

Report IT.A.CÀ Bologna > Report IT.A.CÀ Bologna 2017
Rassegna stampa IT.A.CÀ Bologna > Rassegna Stampa Bologna IT.A.CÀ 2017

Report IT.A.CÀ Ferrara > Report IT.A.CÀ Ferrara 2017

Rassegna Stampa IT.A.CÀ Padova > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Padova 2017

Report IT.A.CÀ Rimini > Report IT.A.CÀ Rimini 2017
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rimini > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rimini 2017

Report IT.A.CÀ Parma > Rassegna stampa IT.A.CÀ Parma 2017
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Parma > Report IT.A.CÀ Parma 2017

Report IT.A.CÀ Trentino > Report IT.A.CÀ Trentino 2017

Report IT.A.CÀ Reggio Emilia > Report IT.A.CÀ Reggio Emilia 2017

Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rovigo > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rovig0 2017

Per info contattateci alla e-mail: info@festivalitaca.net 

Buon viaggio come sempre 🙂

Co-direttore del festival  IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione 
Sonia Bregoli 

Cercasi volontari per viaggiare con IT.A.CÀ Rimini 2017 ★

Vuoi essere parte attiva nella realizzazione di un grande evento?
Sono benvenute le candidature di chi dà disponibilità per le giornate dal 16 al 24 settembre a Rimini. 

Le attività previste riguardano: organizzazione logistica, accoglienza, servizio informazioni, documentazione fotografica e video. 

Ci saranno tantissimi eventi, tra convegni, laboratori, caffe letterari, aperitivi. Durante il weekend invece organizzeremo itinerari nelle Valli Marecchia e Conca, legati alla Settimana della Mobilità sostenibile e per conoscere il territorio dell’entroterra, a cura di diversi associazioni e enti locali.

Il programma completo lo trovi qui > IT.A.CÀ Rimini 

Inoltre, il festival è stato inserito nel sito ufficiale dell’OMT per celebrare l’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile. Qui trovate l’articolo! 

Per info e adesioni scrivi a > annalisaspalazzi3@gmail.com 

Ti ringraziamo in anticipo e ti vogliamo nel nostro team del Festival IT.A.CÀ Rimini 😉

Like Locals in Italy per un’autentica esperienza turistica

Cari lettori viaggiatori e lettrici viaggiatrici 

Cinzia Caggianese e Maria Parrella

per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CA’” abbiamo il piacere di intervistare Maria Parrella della giovanissima associazione Like Locals in Italy nata per proporre ai viaggiatori stranieri esperienze autentiche di turismo da condividere con chi abita quotidianamente i luoghi. Nasce a Bologna nella sua prima versione IN BO per offrire ai visitatori della città un’ampia scelta di attività e momenti di condivisione, dalla cucina allo shopping al trekking urbano.  

> Come nasce Like Locals in Italy?

L’associazione nasce da un’idea di Cinzia Caggianese che per anni ha lavorato come accompagnatrice turistica in compagnie internazionali (Canada, Stati Uniti e Australia). Stanca di tour frettolosi, standardizzati e poco personalizzati, Cinzia ha pensato di voler organizzare dei tour a Bologna che facessero vivere al turista la reale esperienza italiana. Poco più di un anno fa e tra i mille impegni professionali e personali, abbiamo deciso di cogliere questa sfida insieme provando a concretizzare quell’idea che tanto entusiasmava entrambe. unendo la sua esperienza nel turismo con le mie competenze economiche-finanziarie, abbiamo quindi elaborato la nostra proposta di valore, stilato un Business Plan e un’analisi di fattibilità e siamo andate alla ricerca di partner che potessero condividere i nostri obiettivi. Abbiamo ideato dei primi tour originali e studiati ad hoc per il turista anglofono, ma pronte a far evolvere la nostra idea nel tempo e con l’esperienza e rielaborandola nella forma e nella sostanza.

Qual è l’obiettivo di Like Locals in Italy? Cosa significa fare turismo “come un locale”?

Oggi quello che Like Locals in Italy si prefigge di fare è creare una connessione tra il turista e il locale. Nella prima fase di validazione dei tours con i nostri ospiti stranieri, abbiamo avuto la conferma che entrare nelle case degli italiani, conoscerne la cultura, le tradizioni e le abitudini non è solo un valore aggiunto che siamo in grado di offrire, ma è esattamente quello che cerca il nuovo viaggiatore. L’esperienza turistica può essere reale solo se si ha l’opportunità di condividere momenti con le persone che vivono quotidianamente i luoghi, interagire con il tessuto commerciale e dei piccoli artigiani, scoprire i segreti della lingua e, anche se per poco tempo, sentirsi parte attiva nella vita bolognese. Vivere appieno il viaggio, in modo autentico e sostenibile.

Al fine di ampliare l’offerta delle attività, stiamo sviluppando sulla nostra piattaforma online una sezione dedicata ai locali che potranno partecipare attivamente proponendo nuove esperienze di condivisione; siamo già in contatto con altre associazioni ed enti con i quali elaborare e sviluppare nuove proposte e progetti al fine di estendere geograficamente le nostre attività coinvolgendo altre città italiane. E non abbiamo intenzione di fermarci all’Italia: stiamo dialogando per una possibile partnership  in Spagna, IN BO potrebbe presto diventare IN BA(rcellona)!

Quest’anno parteciperete alla 9°edizione di IT.A.CÀ: quali attività proporrete ai nostri visitatori? Cosa significa per voi far parte di una rete di promozione del turismo responsabile?

La nostra è un’offerta turistica sostenibile in ogni suo aspetto perché crediamo che la città di Bologna debba andare in questa direzione per prevenire uno sviluppo sconsiderato del turismo di massa che porterebbe la città alla perdita della propria identità. 

Non potevamo mancare alla 9° edizione del festival IT.A.CA’: abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere e di collaborare con tante realtà. Con una di queste, i nostri nuovi amici di TagTourist, abbiamo proposto in occasione del Festival un contest su Instagram dal titolo “Bologna con gli occhi di chi la vive!”

Sabato 20 maggio invece, alle Serre dei Giardini Margherita, parteciperemo alla presentazione del libro “Grand Tour Bologna e Shop Like Locals” di Giorgia Olivieri e Francesca Blesio, proponendo a seguire uno speciale shopping tour gratuito alla scoperta dei segreti del made in Bologna tra antichi mestieri e nuovi stili bolognesi. 

Grazie Maria per averci raccontato l’avventura di Like Locals in Italy che propone un turismo esperienziale in grado di valorizzare la cultura e le tradizioni dei luoghi. 

Invitiamo i nostri lettori a partecipare ai vostri eventi e consultare il ricco programma della 9° edizione del Festival IT.A.CÀ: buon viaggio come sempre 🙂

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CA”
Irene Aprile

Parte la 9°edizione di IT.A.CÀ | Da maggio a ottobre 2017

IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori:
la 9a Edizione del primo e unico festival italiano del turismo responsabile.

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze!”.
Kostantin Kavafis

2017, Anno internazionale del turismo sostenibile come dichiarato dall’ONU, apre le porte ad IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori, il festival dedicato al turismo responsabile che torna all’insegna del viaggio, inteso come momento di conoscenza e di crescita. Una 9a edizione in dieci tappe italiane che coinvolgerà diverse città dell’ Emilia Romagna, del Veneto, del Piemonte e del Trentino: ognuna di queste con eventi e temi differenti, in base alle specifiche peculiarità del proprio territorio.

Dal 18 al 29 maggio, sarà la città di Bologna, luogo natale di IT.A.CÀ – che nella tappa della scorsa edizione ha registrato ben 5.000 visitatori – a dare il via alla manifestazione, seguita a ruota da Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Trentino, Reggio Emilia, Parma, Rovigo e Monferrato. Mostre, incontri, convegni, eventi in piazza, concorsi, camminate fluviali, itinerari in bicicletta, trekking con gli asini in zone poco esplorate, laboratori e animazione per grandi e piccini, geo esplorazioni, degustazioni di prodotti tipici, presentazioni di libri e proiezioni di film, per promuovere una nuova idea di turismo, più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

Casa d'artista_Madreselva

Una filosofia che IT.A.CÀ persegue con tenacia da tanti anni, con l’obiettivo di valorizzare il territorio e contribuire all’economia locale secondo valori di giustizia sociale, creando opportunità per trasformare un viaggio in una esperienza di conoscenza e scoperta che parte da casa e arriva a casa (it a cà = sei a casa? in dialetto bolognese): una qualsiasi casa, una qualunque Itaca da raggiungere. In altre parole, un viaggio responsabile, dove non importa la meta, ma ciò che accade durante il percorso. Esistono moltissimi luoghi inesplorati nel mondo: antiche bellezze dimenticate o mai scoperte che hanno bisogno di luce.

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Terrechiara, PR. “Luci al Tramonto” di Lara Zanarini

Bellezze uniche e terre da percorrere magari con mezzi liberi, rispettosi dell’ambiente ed economici, per promuovere una nuova etica del turismo, volta a sensibilizzare le istituzioni, i viaggiatori, l’industria e gli operatori, per uno sviluppo sostenibile e socialmente responsabile del territorio. Da qui, l’importante incontro sinergico fra IT.A.CÀ e le Istituzioni: dall’Università di Bologna, parte attiva dell’iniziativa, per un Ateneo sostenibile che miri a diventare sempre più un grande laboratorio di idee da mettere a disposizione dei soggetti attivi sul territorio, al Comune di Bologna, molto sensibile al festival e che da quest’anno diventa Destinazione Turistica Metropolitana, riconoscendo nel turismo un’opportunità per rigenerare il tessuto economico e sociale della sua area.

“Il turismo è uno dei principali settori dell’economia mondiale e può rappresentare un’importante opportunità di sviluppo per i paesi più svantaggiati, purché se ne preservino economie, culture, società e ambiente”, ha affermato più volte Pierluigi Musarò, direttore di IT.A.CÀ e professore all’Università di Bologna.

E’ per questo che il tema scelto per la 9a edizione del festival, sarà proprio il TURISMO SOSTENIBILE PER LO SVILUPPO: un modo nuovo di viaggiare che rispetti il nostro pianeta e non ne alteri il patrimonio naturale e artistico. Un turismo non di massa, né invasivo e distruttivo, che non ostacoli l’incremento delle attività del luogo, ma favorisca le realtà maggiormente precarie con uno sviluppo reale del territorio e di chi lo abita.

Piazza Re Enzo Bologna

In tutti questi anni, grazie al lavoro di divulgazione sul tema, il Festival IT.A.CÀ è diventato un vero e proprio network fra enti, una piattaforma d’innovazione sociale, grazie alla quale moltissime associazioni, follower, gruppi di cittadini, ONG, strutture ricettive, enti, consorzi e imprese hanno potuto intrecciare reti di collaborazione e co-progettazione attiva e partecipata, con la finalità di promuovere una migliore, equa e solidale fruizione del territorio e delle sue risorse.

★ Bologna 19 – 28 maggio
★ Ferrara 29 – 31 maggio
★ Padova 1 – 4 giugno
★ Ravenna 4 – 11 giugno
★ Rimini 20 – 24 settembre
★ Trentino 25 settembre – 1 ottobre
★ Reggio Emilia 30 settembre – 2 ottobre
★ Parma 2 – 8 ottobre
★ Rovigo 13 – 15 ottobre
★ Monferrato 20 – 22 ottobre

Cartolina – intera

Illustrazione realizzata da Rossana Bossù | www.rossanabossu.blogspot.it

Il festival è promosso e organizzato dall’Associazione YODA, COSPE Onlus, NEXUS E–R, in collaborazione con AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) e una rete di oltre 200 realtà attive nell’ambito turistico.

L’evento bolognese ha il patrocinio di: Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Unesco, Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Università di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, City of food.

Ufficio Stampa IT.A.CÀ
Ivana Celano
cell. +39 349 06 44 923
email: stampa@festivalitaca.net

Tenetevi pronti che stanno per arrivare tutte le news di questo lungo viaggio all’insegna del turismo responsabile 🙂

Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
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Geocachingitalia.it: gioca e vinci l’esperienza dei luoghi | Intervista a Vittorio Ramponi

Cari lettori e care lettrici,

geocachin_Italia_ITACA

oggi per la nostra rubrica In viaggio verso IT.A.CÁ siamo in compagnia di Vittorio Ramponi, membro fondatore di geocachingitalia.it.

Il geocaching è un gioco, “un’avventura del quotidiano” in cui si va alla ricerca di tesori nascosti nelle città e nella natura; è un modo divertente per conoscere intimamente un luogo con le sue particolarità, le sue storie e i suoi aneddoti. Scopriamo insieme come funziona quest’innovativa caccia al tesoro.

geocachin_Italia_ITACA

Come è nato geocachingitalia.it?

Il geocaching è l’evoluzione tecnologica della caccia al tesoro. Nasce negli Stati Uniti nel 2000 e vanta una diffusione internazionale con circa 6 milioni di iscritti al portale www.geocaching.com in oltre 180 Paesi nel mondo.

Possiamo dire che  il progetto geocachingitalia.it è letteralmente nato per gioco: come tutti gli appassionati abbiamo cominciato a cercare geocache dapprima sotto casa e in seguito abbiamo creato i nostri itinerari scoprendo aspetti dei territori meno conosciuti. Da questa esperienza è nata l’idea di promuovere un modo nuovo e divertente di esplorare una città o un’area naturale ideando itinerari da seguire in modo interattivo, proponendo deviazioni e condividendo la propria esperienza con milioni di appassionati nel mondo.

Siamo partiti da un sito internet e poi abbiamo ottenuto il riconoscimento ufficiale della società americana che gestisce il database mondiale delle geocache. Ora realizziamo progetti di marketing territoriale innovativi. Il gruppo è costituito da me, Stefano, Gabriele e Giorgia ed è aperto alle più varie collaborazioni.

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Come si gioca e chi sono i geocacher?

L’avventura parte dal web, da cui si recuperano le coordinate e le informazioni dei luoghi da esplorare, continua sul luogo, in cui si va materialmente alla ricerca della geocache (un contenitore che racchiude un registro visite) e torna sul web, in cui si condivide il racconto della propria esperienza di ricerca. Lo scopo è quindi trovare il contenitore e firmare il registro visite che vi è racchiuso lasciando così una traccia materiale del proprio passaggio per condividere l’emozione della scoperta sul web. L’iscrizione è gratuita e per giocare basta un GPS escursionistico o un normale smartphone con App dedicata.

La comunità dei geocacher è eterogenea: giovani, adulti, gruppi di amici e famiglie. È un pubblico curioso, amante dell’avventura all’aria aperta e della tecnologia, che utilizza attivamente i social media, ma soprattutto che vive il territorio in modo autentico. Si va dagli 8 agli 88 anni e il 60% ha un’età compresa tra i 25 e i 45 anni; il livello di scolarizzazione è medio-alto.

Il geocaching in Italia: ci racconti come si è sviluppato?

In Italia il gioco si è sviluppato inizialmente nelle località più turistiche e ora è diffuso in modo capillare con circa 25.000 geocache nascoste. Un numero molto basso rispetto a quello degli altri Paesi vicini come Germania 360.000 e Francia 210.000. C’è quindi ampio spazio di diffusione, soprattutto se si paragonano i risultati europei e si considera il potenziale del patrimonio culturale italiano. Nel 2016 in Italia sono stati attivi più di 51.000 geocacher di cui il 74% stranieri. Può essere uno strumento di marketing territoriale innovativo e capace di catalizzare anche un pubblico straniero.

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Il ruolo del geocaching nella promozione dei territori e nella valorizzazione del patrimonio culturale

Geocaching.it promuove una forma di turismo nuova e allo stesso tempo antica; infatti, i geocacher vivono il territorio in modo autentico, esplorando i luoghi e scoprendone gli aspetti peculiari, spesso al di fuori delle mete classiche. Sebbene non esistano premi, amo dire che si “vince” l’esperienza di un luogo: è un’occasione di turismo esperienziale, tesa alla valorizzazione di un patrimonio culturale e naturale, che può soddisfare la voglia di avventura e scoperta aggiungendo quel sano senso ludico, che non è evasione o fuga nell’esotico, ma semplicemente l’esperienza di luoghi inaspettati. Nel 2016, per esempio, abbiamo realizzato il GeoTrail Frignano, un progetto premiato da IBC Emilia Romagna: nel comune di Pavullo, nel Frignano, abbiamo pubblicato 21 geocache, mettendo in rete emergenze storiche, ambientali, artistiche e paesaggistiche, in cui il visitatore può muoversi lungo un percorso turistico che lo porta alla scoperta di biodiversità, pievi medioevali, artisti locali, tradizioni gastronomiche e sport. Un altro punto di forza del geocaching è che può integrare altre attività turistiche come il cicloturismo, l’ecoturismo, il turismo culturale, rurale ed enogastronomico.

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Geocachingitalia.it a IT.A.CÁ: che connessione trovi?

 Il geocaching promuove un turismo di nicchia che non fa grandi numeri, ma che porta a una conoscenza profonda del territorio; favorisce l’interazione tra il turista e la comunità ospitante locale attraverso lo storytelling e la condivisione dell’esperienza di viaggio. Ci siamo avvicinati a IT.A.CÁ perché riconosciamo una comunione di interessi e di obiettivi per la promozione di un turismo responsabile. Geocachingitalia.it vuole promuovere un turismo internazionale e contemporaneamente una pratica che inviti la cittadinanza a riscoprire il territorio in cui vive.

Auguriamo a tutti una buona caccia!

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Irene Aprile 
Servizio Civile COSPE Onlus

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Guida ai paesi dipinti di Lombardia – Intervista agli autori

Care amiche e cari amici di IT.A.CÁ

oggi per la nostra rubrica “In Viaggio verso IT.A.CÀ” andiamo a conoscere l’arte nascosta dei piccoli borghi lombardi, insieme alla storica dell’arte Benedetta Rutigliano e al cronista Salvatore Giannella, che hanno redatto la Guida ai paesi dipinti di Lombardia (Ed. BookTime, Milano 2015).

Salvatore Giannella e Benedetta Rutigliano ad Arcumeggia (credits by VITTORIO GIANNELLA)

*Photo copyright Vittorio Giannella

Il turista responsabile è anche colui che apprezza l’arte nascosta, la valorizza, e questa guida permette di scoprirla, con l’idea di visitare quei luoghi minori con il passo più lento ed l’occhio più attento dell’osservatore.

L’arte murale è un mezzo di comunicazione e narrazione tipico del territorio  lombardo, fin dai tempi delle pitture rupestri rinvenute in Valcamonica, ed i dipinti presenti nei piccoli paesi trattati dai due autori sono pezzi importanti nella storia dell’arte Italiana, che non vanno perduti. Salvatore Giannella e Benedetta Rutigliano ne narrano il valore ed il significato e raccontano la nascita della loro opera nell’intervista condotta dalla nostra Arianna Piazzi.

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Come è nata la vostra collaborazione e l’idea della guida?

Nasce dalla fortunata combinazione tra l’esperienza professionale di un giornalista pluridirettore di testate come L’Europeo e Airone, il rigore scientifico di una storica dell’arte laureatasi sul campo della pittura murale in Italia (fondamentali i capitoli sulle opere di Aldo Borgonzoni a Medicina e di Armando Pizzinato a Parma), la forza suggestiva delle immagini scattate da un fotoreporter internazionale come Vittorio Giannella.

Il risultato è stato reso fruibile e utile dalla ricaduta ibrida in una guida sia digitale (sul blog al positivo Giannella Channel, seguito da viaggiatori furetti ad alto tasso di curiosità e mobilità), sia cartacea con la Guida ai paesi dipinti di Lombardia edita da Booktime (con testi anche in inglese e invito al viaggio da parte del noto storico dell’arte Flavio Caroli), giunta al secondo anno, alla quarta ristampa.

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*Photo copyright Vittorio Giannella

Qual è il modo migliore per divulgare i luoghi dipinti raccontati nella vostra guida?

 “L’Italia minore è spesso l’Italia migliore da cui ripartire”: forti di questa convinzione, espressa nella prima riga della presentazione di Caroli, abbiamo fatto dei paesi sconosciuti alla geografia turistica e tradizionale, mete dei nostri reportage, ridando così dignità a questo termine ormai in disuso nel mondo giornalistico. “Reportage” deriva dal latino reportare, che indica un “andare sul posto, assorbire storie, colori ed emozioni e riportarle ai lettori in modo da renderli partecipi delle scoperte fatte”. Questo ci sembra il modo migliore per la divulgazione tout court, non solo per il turismo.

Quali strategie di comunicazione avete ritenuto essere più efficaci? 

Abbiamo fuso la capacità divulgativa con il rigore scientifico, in modo da farsi comprendere dal viaggiatore comune senza disturbare gli addetti ai lavori.

Perché un patrimonio artistico-culturale così macroscopico è sempre stato sconosciuto ai più fino ad ora?

“La vita è uno splendore che la quotidianità affievolisce”, ha scritto un giorno un saggio. Così l’Italia, potenzialmente il primo paese del pianeta come quantità e qualità del patrimonio culturale artistico, è quasi tutta uno splendore che la cronaca quotidiana affievolisce. La bella Italia aspetta ancora che occhi curiosi e attenti si posino sulle storie di quell’Italia minore ancora da scoprire.

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*Photo copyright Vittorio Giannella

Dai graffiti dei Camuni in Valcamonica ad Arcumeggia (primo paese dipinto d’Italia) quali aspetti di questi luoghi fuori dai circuiti più battuti avete scelto di narrare e valorizzare? Perché secondo voi molti di questi luoghi, potenzialmente delle destinazioni turistiche di grande valore, spesso non investono sul proprio patrimonio storico artistico?

Ci siamo mossi con l’intento di evidenziare, più che i tesori d’arte in se stessi, le storie umane di autori e abitanti dei borghi dipinti. Abbiamo arricchito il mosaico dei cento turismi nel borgo e nei suoi dintorni, valorizzandone le potenzialità che gli amministratori locali spesso sottovalutano miopemente (solo uno dei borghi visitati ha un assessorato al turismo) e disegnando le reti che un malinteso senso del campanile ha impedito finora di connettere.

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*Photo copyright Vittorio Giannella

Arte per il popolo, per chi è di passaggio, non solo per gli addetti ai lavori: come si caratterizzano le opere pittoriche dei borghi lombardi? Potreste darci qualche anticipazione sui generi artistici, gli stili e gli artisti stessi che hanno dipinto questi luoghi?

In questo viaggio ci ha mosso la convinzione espressa dai muralisti messicani come Diego Rivera e David Alfaro Siqueiros: “La pittura murale è la forma più alta, logica, pura e forte di pittura. È anche la più disinteressata, perché non può essere convertita in oggetto di lucro personale né nascosta a beneficio di alcuni privilegiati. Essa è per il popolo, è per tutti”.

Così ci siamo imbattuti in varie forme di pittura, ma che sostanzialmente, pur lasciando totale libertà di espressione agli artisti, privilegiano l’aspetto narrativo e la volontà di trasmettere ai viaggiatori, con i muri d’autore, le piccole storie delle proprie comunità.

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*Photo copyright Vittorio Giannella

Potreste darci anche qualche anticipazione sul vostro prossimo progetto relativo ai luoghi dipinti dell’Emilia-Romagna, in particolare quelli del bolognese?

Abbiamo identificato, dopo quella della Lombardia, la geografia nazionale dei borghi dipinti, dalle Alpi alla Sardegna. Tra questi borghi dipinti, oltre duecento in tutto il territorio nazionale, un posto d’eccellenza lo merita certamente Dozza, e l’Emilia Romagna con i suoi 13 paesi illustrati, che sono l’argomento della seconda fase del nostro progetto, dal regionale al nazionale.

Quest’anno presenterete la vostra guida durante la 9° edizione di IT.A.CÁ Bologna che si terrà verso la fine di maggio 2017. Perché ritenete che una guida come la vostra stimoli un tipo di turismo responsabile? 

Perché crediamo di stimolare con il nostro lavoro un turismo più lento e romantico. Per dirla con le parole di Piero Chiara (Luino 1913 – Varese 1986): “Andare in un paese dipinto vuol dire voltare le spalle alla febbre della circolazione automobilistica, alla vita convulsa della metropoli, ritornare alla pace antica dove, con occhio calmo e riposato, prendere contatto con il messaggio degli artisti”.

Qual è il contributo che IT.A.CÁ dà alla valorizzazione del patrimonio artistico culturale di realtà come quelle raccontate nel vostro lavoro?

Abbiamo apprezzato, sin dal suo primo comparire, il lavoro della squadra di IT.A.CÁ, presentando l’idea chiave del nostro blog Giannella Channel che ha come sottotitolo: “In viaggio verso il bello del mondo, i valori della vita, i segni positivi per il futuro”. Siamo convinti che al vostro lavoro possa adattarsi la bussola ideale che fornisce il poeta Costantin Kavafis, nella sua Itaca:

“Sempre devi avere in mente Itaca-
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
che duri a lungo, per anni e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso,
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.”

Buon lavoro!

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CA”
Arianna Piazzi

Arianna Piazzi 

 

Il tema della 9° Edizione di IT.A.CÁ Bologna 2017 | Turismo Sostenibile per lo Sviluppo

TURISMO SOSTENIBILE PER LO SVILUPPO: L’AVVENTURA DI IT.A.CÁ

Quest’anno il tema della 9° edizione Bolognese di IT.A.CÁ migranti e viaggiatori, che si terrà  a fine maggio 2017 è: Turismo Sostenibile per lo sviluppo.

Il 2017 è stato, infatti, dichiarato dall’ONUL’anno del turismo sostenibile“, alla cui sensibilizzazione delle istituzioni e dell’opinione pubblica IT.A.CÁ lavora ormai da nove anni organizzando in tutto il territorio seminari, congressi workshop, mostre, spettacoli, contest e itinerari, promuovendo attraverso i suoi media, i cui follower crescono in modo esponenziale,  tutte le iniziative di turismo responsabile e di integrazione sociale italiane e straniere in grado di favorire la valorizzazione il territorio di riferimento e di contribuire all’economia locale secondo valori di giustizia sociale.

Il turismo sostenibile gioca un ruolo centrale all’interno dei processi e delle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, valorizzando le risorse locali, arricchendo le relazioni tra turisti e cittadini ma anche tra cittadini e istituzioni. Uno sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini e i rapporti che questi ultimi hanno con il proprio territorio. È per questo motivo che l’ONU ha dichiarato il 2017 come l’Anno del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo.

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Il festival del turismo responsabile IT.A.CÀ ha creato e continua a nutrire una piattaforma di innovazione sociale che mette in rete centinaia di soggetti del territorio, le cui attività hanno ricadute turistiche sia dirette che indirette . IT.A.CÀ è da considerarsi come una realtà strategica al fine di coniugare sviluppo del territorio in chiave sostenibile e innovazione sociale e culturale. Il festival fa emergere i diversi soggetti presenti nelle città che lo accolgono, li stimola a collaborare e li mette in rete facendoli dialogare attraverso la co-progettazione. Questo modello innovativo è apprezzato da un numero crescente di città italiane (Bologna, Rimini, Reggio Emilia, Trento, Padova, Rovigo, Lecce, etc.) che hanno deciso di aderire al network di IT.A.CÀ, divenuto nel tempo un punto di riferimento nazionale per la promozione di uno sviluppo territoriale di tipo sostenibile ed equo.

Negli anni grazie ad IT.A.CÀ associazioni, ONG, gruppi di cittadini, imprese e altre realtà hanno iniziato a collaborare tra loro promuovendo una fruizione responsabile del territorio e delle sue risorse. Continua, dunque, l’avventura del festival e delle diverse realtà che lo compongono, nella piena consapevolezza che una città attraente per i turisti non può esimersi dall’essere, in primis, attraente per i suoi abitanti.

Che il viaggio abbia inizio e sempre in maniera responsabile 🙂

Il blog di IT.A.CÁ
Melissa Moralli

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A Stromboli c’è la Festa di Teatro Eco Logico, senza uso di corrente elettrica

Oggi per la nostra rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” vogliamo raccontarvi della Festa di Teatro Eco Logicofabrizi2 realizzato nella magnifica isola di Stromboli in Sicilia: un incontro di teatro, danza e musica realizzato completamente senza l’uso di corrente elettrica, in modo da godere delle voci della natura. Riteniamo che la filosofia di fondo con cui è nata questa kermesse corrisponda a quella di IT.A.CÀ e siamo così andati a conoscerli. Per l’occasione abbiamo intervistato Alessandro Fabrizi, direttore artistico del festival.

Da dove nasce e perchè l’idea di realizzare questo festival?

La Festa di Teatro Eco Logico a Stromboli nasce in tanti momenti e in luoghi diversi nel tempo. Ma se provo a mettere in fila la sequenza di esperienze che ci ha portati all’edizione zero del 2013 e alla prossima, del 2016, la storia è, più o meno, questa. Nel 2005 ci radunammo in un gruppostromboli_pennacchio_N di attori provenienti da diverse parti del mondo (Stati Uniti, Belgio, Inghilterra, Francia, Italia…) per passare 4 settimane ad esplorare la “voce naturale” con Kristin Linklater. Alla fine del seminario (di cui è testimonianza un documentario chiamato “Giving Voice”) presentammo al pubblico dell’isola 7 storie dalle “Metamorfosi” di Ovidio. Senza effetti luce e senza amplificazione.

Per me, che curavo la regia dell’evento, fu una grande sorpresa scoprire quanta ricchezza si sprigionava in quella povertà, quanta energia si liberava rinunciando all’energia elettrica, quanto interesse mi aveva stimolato concentrarmi sulla presenza viva dell’attore in scena, senza orpelli. Alcuni anni dopo si è formato, nell’ambito del mio insegnamento del Metodo Linklater in Italia,  un piccolo gruppo di lavoro, chiamato fluidonumero9, per portare avanti un esperimento di teatro “A spina staccata” in vari luoghi in giro per l’Italia. Presentavamo una riduzione del Sogno di una notte d’Estate di Shakespeare: “Gli Innamorati del Sogno”.

Ci abbiamo preso gusto: era una gran bella avventura trovarsi sempre a dover rispondere a un nuovo spazio, a ridisporre ingressi e fuochi sulla “scena” in modo sempre nuovo, in dialogo con lo spazio che trovavamo, di volta in volta. Da qui, avendo negli anni continuato a organizzare seminari di “voce naturale” a Stromboli, a Leonardo Gambardella, Tommaso Capodanno e me è venuta voglia di aprire questo spazio di sperimentazione a colleghi ed amici, ad altri artisti della performance: musicisti, scrittori, danzatori… Il primo a buttarsi con noi in questa avventura è stato Hossein Taheri, che oltre ad essere un meraviglioso attore e regista è un indaffaratissimo light designer. Hossein ha intuito la grande potenzialità creativa insita nella rinuncia alla corrente elettrica per la performance e adesso è codirettore artistico della Festa.

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Al di là dei fatti, credo che la Festa nasca da una profonda esigenza di reinventare l’incontro dal vivo a partire dalla sua essenza e di misurarsi con l’altro che è la Natura, il mondo: non azzittire il vento con i decibel, per esempio, ma dal vento lasciarsi disturbare…. L’inquinamento di cui siamo vittime è infatti anche visivo e acustico, e un uso “imprescindibile” del microfono, per esempio, è una grande forma di inquinamento.

Sono per voi i festival motori di cultura per la società? Si può sensibilizzare attraverso un festival l’opinione pubblica su certe tematiche?

Ci crediamo, dobbiamo crederci. Altrimenti non cercheremmo così appassionatamente, ogni anno, di dare questa Festa. Cos’è un festival – nel nostro caso, una Festa? È un’occasione per creare comunità. Una comunità (con tutte le belle parole che echeggia: comunicazione, comunione, comune, bene comune) si crea attraverso esperienze condivise. In questo momento storico, la Festa si offre come un polmone per respirare insieme l’emozione dell’arte in mezzo alla natura. E senza filtri osservarne l’incontro scontro, l’eterno conflitto e amore tra Arte e Natura, uomo e paesaggio, parola gesto suono e ambiente.

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Può essere un festival un mezzo per alimentare l’economia locale/nazionale, creando posti di lavoro?

Certo. Non tanto per noi, in questo caso, che al momento offriamo gratuitamente il nostro lavoro professionale alla Festa, ma per il turismo locale, per le attività locali. Senz’altro. E può essere  anche un modo di stimolare un turismo di approfondimento, mescolando arte e natura. Un’alternativa al turismo “usa e getta”. Il nostro obiettivo è che nel tempo si trovino i fondi e il sostegno necessario per creare lavoro anche per chi organizza la Festa. Un lavoro che richiede tempo, dedizione, sensibilità, qualificazione professionale e creatività. Se la Festa crescerà, potrà farlo soltanto diventando occasione di lavoro retribuito per le persone che ne cureranno lo sviluppo.

Quali difficoltà riscontrate nella realizzazione di un evento del genere? C’è un riconoscimento da parte delle istituzioni locali?

Ogni cosa nuova ha bisogno di una gestazione, noi stessi stiamo ogni anno creando la Festa, capendo in che direzione va, cosa è, cosa può offrire alla comunità, come si può sviluppare. Le difficoltà – tante e diverse – le cogliamo come stimoli. La Festa è una “creatura”  da crescere, indirizzandola e contemporaneamente ascoltandola. Così alcune strutture locali si sono immediatamente buttate con noi, in questo ascolto, offrendo generosamente alloggi e altri servizi. Le istituzioni sono state generose con patrocini e incoraggiamenti. Ma quali istituzioni hanno oggi in Italia soldi per la cultura?

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Ringraziamo Alessandro Fabrizi per averci raccontato la storia di questo bellissimo festival di cui invitiamo tutti voi, se sarete in vacanza a Stromboli, di partecipare e andarlo a conoscere.
Grazie per l’attenzione e come sempre buon viaggio 😉

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ”
Alice Isaac 
A.I.T.R – Associazione Italiana Turismo Responsabile

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Voglia di partire? Ecco le 6 migliori proposte ecosostenibili per queste vacanze

Oggi per il nosto Blog IT.A.CÀ siamo in compagnia di Silvia OmbelliniEcobnb, che oltre a essere dei cari amici sono anche partner di IT.A.CÀ Parma.

Conto alla rovescia per le vacanze di Natale. Siamo alle prese con i regali (e se avete un’amica viaggiatrice, perché regalarle un viaggio?), tra mille impegni e ultimi giorni di scuola. C’è chi sogna qualche giorno di silenzio nella natura, e chi un weekend alla scoperta di un piccolo borgo sconosciuto. Chi cerca un’esperienza indimenticabile con gli amici, e chi una fuga romantica per due.

Non è tanto importante la meta quanto il percorso e il modo in cui ci mettiamo in cammino, come dice sempre il Festival IT.A.CÀ. Una buona idea è sicuramente preferire una proposta rispettosa dell’ambiente, dei luoghi e delle comunità locali.

Foto di Alec Moore via unsplash

E se ancora non avete deciso dove andare, date un’occhiata a queste 6 proposte ecosostenibili in Italia:

1. Qui ammiri i paesaggi della Toscana a Cavallo

Nel cuore della Toscana, a metà strada tra Volterra, San Gimignano e Siena, una romantica strada di campagna fiancheggiata da cipressi secolari vi porta alla Tenuta Orgiaglia. Qui siete circondati da boschi e oltre 100 ettari di agricoltura biologica. Le accoglienti camere con ampio giardino possono ospitare anche i vostri amici a quattro zampe. Da qui potete partire alla scoperta della Riserva Naturale di Berignone, visitare antiche fortificazioni in bicicletta, o scoprire i paesaggi toscani a cavallo. Aria, Champagne, Lady Oscar e Lilli sono i nomi dei cavalli della tenuta, che troverete spesso liberi al pascolo, e che vi accompagneranno in splendide passeggiate nei dintorni.

Info: Tenuta Orgiaglia

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2. Qui cammini tra le montagne più selvagge della Valle d’Aosta

Non esistono impianti di risalita, né turismo di massa. Nella Valpelline, la valle più selvaggia della Valle d’Aosta, trovi solo silenzio e natura incontaminata. Qui, a pochi chilometri dal paesino di Bionaz, un vecchio chalet di pietra e legno è diventato un accogliente bed & breakfast ecosostenibile. Il ristorante di Alpe Rebelle propone cibi a km zero, formaggi delle aziende agricole vicine, e ottimi vini rossi. Passeggiando sulla neve rimarrete stupiti dalla maestosità delle montagne, ammirando stambecchi, aquile e camosci. Prima di ripartire potrete visitare le piccole aziende agricole biologiche, parlare con gli agricoltori e assaggiare i loro prodotti.

Info: Alpe Rebelle

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3. Qui scopri in bici la natura del Parco del Conero

A pochi chilometri dal mare blu del Conero e dai deliziosi borghi marchigiani, lungo un sentiero immerso nel verde trovi un’allegra casa colonica recuperata secondo i principi della bioedlizia.

Ogni luogo ha un’anima, e secondo Federica, la proprietaria, in questo angolo verde de Le Marche c’è qualcosa di magico. Sarà il grande giardino ricco di preziose erbe spontanee, o la storia delle antiche pietre della casa. Questo è il luogo ideale per una vacanza con i bambini, che hanno tanto spazio e giochi per divertirsi, ma anche per chi ama la bicicletta.

Dopo una ricca prima colazione a base di prodotti biologici e torte casalinghe, potete camminare lungo i sentieri del Conero, o noleggiare gratuitamente le biciclette per visitare Sirolo, Numana, Portonovo o Camerano.

Info: Bed & Breakfast del Campo

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4. Da qui vedi due mari

Nella parte più stretta della Calabria, là dove il mar Ionio e il Tirreno sono quasi alla stessa distanza, trovi un suggestivo borgo storico, Jacurso, e nel suo centro una casetta ristrutturata in modo ecologico. E’ ideale per una vacanza in famiglia o con gli amici: trovate due camere da letto, un soggiorno con cucina e un grande giardino. Dal paesino di Jacurso potete partire per lunghe passeggiate a piedi, scoprire i laboratori delle antiche tradizioni e assaggiare l’ottimo gelato artigianale locale. Da non perdere: il trekking sul Monte Contessa (810 m slm) da dove ammirare contamporaneamente il Mar Ionio e il Mar Tirreno, ma anche le terme di acqua sulfurea a Carone, e a dicembre il Presepe Vivente di Lamezia Terme.

Info: Jacurso da Vivere e Imparare

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5. Qui visiti antichi Castelli e Barboj

L’Emilia Romagna è uno dei luoghi dove si mangia meglio al mondo, secondo Forbes. Qui, tra le colline a sud di Parma, in un’antica corte dove dal 1600 si produceva il latte per il parmigiano reggiano, puoi dormire in un accogliente bed & breakfast ecosostenibile circondato da colline coltivate e boschi. Gli ospiti possono scoprire come si produce il famoso formaggio di Parma, visitare il magnifico Castello di Torrechiara, fare una sosta tra i capolavori artistici della Villa Magnani Rocca, o camminare alla scoperta del parco del Barboj, ammirando i particolari vulcanelli di fango che fuoriescono dal terreno. La colazione è il momento più bello della giornata, quello in cui sedersi nella luminosa veranda del bed & breakfast Cancabaia e gustare le marmellate nostrane di frutta biologica, le torte fatte in casa, il pane fresco, il latte appena munto, i salumi tipici della zona e il formaggio Parmigiano Reggiano, ovviamente.

Info: B&B Cancabaia

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6. Qui provi lo yoga in amaca e le terme naturali

Terminiamo il nostro viaggio sul Monte Amiata la montagna incantata, secondo Ernesto Balducci. Un antico vulcano che conserva memorie millenarie, al confine tra la Maremma, la Val d’Orcia e la Val Chiana. Qui un borgo si erge allegro sugli antichi strati di lava. Siamo a Castel di Piano, a 630 metri sul livello del mare in provincia di Grosseto. Nel cuore del borgo rinascimentale, in un palazzetto del cinquecento, potete soggiornare in un appartamento arredato con materiali naturali, reso unico da una zona benessere privata per due persone con vasca di acqua calda, zona massaggi e area per lo yoga. Le amache appese ai vecchi travi vi permettono di provare lo yoga in amaca, una disciplina davvero benefica, che nasce dall’ispirazione del famoso ginnasta e ballerino americano Christopher Harrison. La location è assolutamente romantica. Da qui potete partire alla scoperta di paesaggi collinari, sorgenti termali naturali, come quelle di Saturnia, e incantevoli paesini medievali.

Info: Grosseto Monte Amiata

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Quale è la vostra meta green preferita per un Natale ecosostenibile?
Buone vacanze in anticipo 😉

Blog IT.A.CÀ
Silvia Ombellini
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