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Intervista a Luca Vivan | Inspirational Travel Designer

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

Luca Vivan

oggi nel nostro blog siamo in compagnia di Luca Vivan, viaggiatore e Inspirational Travel Designer che si racconta attraverso le sue esperienze e la sua filosofia di vita. Ideatore del progetto Travel Mind: un format per facilitare relazioni tra tutti gli operatori di uno specifico territorio, per dare valore all’Italia fuori dai circuiti del turismo di massa.

Salve Luca, prima di tutto ti ringraziamo di aver accettato questa intervista, potresti presentarti ai nostri lettori e raccontarci da dove nasce questa tua passione per i viaggi?  

Ciao a tutti e a tutte, sono un blogger, un copy writer, uno storyteller, ma soprattutto sono una persona, che ha sempre cercato una propria strada. Il viaggio è metafora della vita, partire per luoghi e persone che non si conoscono, affrontare delle sfide, cadere, essere  bloccati da una tempesta o da un imprevisto e sempre ripartire, in cerca di quello che un amico chiama un “porto di terra”, un’oasi in mezzo alla confusione del mondo, dove sentirsi veramente a casa.

Nel tuo profilo ti definisci con queste parole: “Un narratore che scrive ed immagina viaggi, che sogna realisticamente una relazione più profonda con la natura, attraverso i social network e nei sentieri del mattino”. Che cosa intendi con questo pensiero profondo dal punto di vista esistenziale?  

Credo che le parole siano importanti, che abbiano il potere di dare forma al nostro mondo. Notizie negative ci spingono a chiuderci nelle nostre paure, nelle nostre rabbie. Le buone storie invece, ci spingono ad aprirci al mondo. La mia passione, ciò di cui mi nutro, sono i racconti che possono aiutarci a ritrovare il contatto con la natura, con l’essenzialità, perso inseguendo chimere e nevrosi. L’uso consapevole del web, dei social media, per raccontare un mondo che è già qui, possibile, è quindi una missione, non solo un lavoro.

Da questa frase che hai descritto sopra: quanto per te sono importanti oggi giorno i social network nell’ambito del turismo? che cosa hanno cambiato nel modo di viaggiare e di fare turismo?  

I social network sono il terreno in cui mi muovo ogni giorno, i sentieri che percorro, che utilizzo per raccontare ma anche per incontrare altri viandanti consapevoli, per costruire reti reali. Sono strumenti molto potenti, quasi una sorta di sistema nervoso di questa epoca di forte cambiamento. Hanno avvicinato i luoghi e le persone, ci permettono di conoscere destinazioni turistiche e progetti affini ai nostri valori, mondi spesso esclusi dalla comunicazione piramidale di pochi anni fa. 

Attraverso questa passione sei riuscito a crearti una lavoro oppure è semplicemente una passione per il viaggio e la scoperta, per poi raccontarlo al mondo?  

La passione è il fuoco che alimenta il mio desiderio di scoprire e di raccontare il mondo. Poiché sono uno spirito libero, non avrei mai potuto contenerla in un ruolo predefinito all’interno di una vecchia azienda. Ho voluto che questo fuoco diventasse anche la forza che sostiene il mio lavoro di professionista.

Nel tuo blog parli di “viaggi ispirazionali” – che cosa intendi quando parli di essere un “Inspirational Travel Designer”? come si può diventarlo? c’è un percorso di studi specifico? ci sono delle esperienze da fare prima di definirsi in tale maniera?  

FESTinVAL, un festival folk che riempie di suoni e di gioia Tramonti di Sotto, un borgo del Friuli occidentale.

Cosa ci rimane di un viaggio? Spesso sono gli incontri con le persone, le intuizioni che ci colgono sul cammino, magari delle nuove abilità acquisite. I viaggi ispirazionali sono la risposta al viaggiatore che non cerca più solo la “vacanza”, il dolce far niente, che cerca delle risposte a delle fasi particolari della sua vita, che vuole esplorare il mondo per conoscere e per conoscersi meglio. L’ Inspirational Travel Designer è colui o colei che crea questi percorsi, che ascolta il futuro viaggiatore e sa consigliargli il viaggio giusto, una risposta concreta ai suoi bisogni profondi. Per diventarlo bisogna prima di tutto allenarsi all’ascolto di se stessi, la vera chiave per poter essere veramente empatici. Bisogna infatti aprirsi all’altro senza l’idea della vecchia economia di dover piazzare un pacchetto a tutti i costi. Questi strumenti e il supporto per poter crescere in questo ruolo vengono forniti da specifici corsi organizzati dal tour operator ispirazionale Destinazione Umana.

Ci racconti questo tuo ultimo progetto a cui stai lavorando “Travel Mind”? qual’è il tuo obiettivo? e come si sta sviluppando?  

Travel Mind è nato da una telefonata estiva di Filippo Giustini, un imprenditore visionario del Mugello. L’idea era quella di un evento sul settore turistico ma presto è diventato qualcosa di più. Come travel blogger ho partecipato a vari eventi sul turismo, in cui ho sempre avvertito una forte mancanza, quella del giusto tempo e del giusto spazio per ascoltarsi e relazionarsi veramente. Siamo tutti sempre di corsa, dietro alle notifiche dei nostri telefoni o ad impegni che si accavallano. Abbiamo bisogno di tempo per ritrovare il piacere di un sano confronto. Solo dedicandoci questa opportunità possiamo sviluppare dei progetti che abbiano senso, al di là della pura e semplice vendita. Travel Mind è stato un evento nel Mugello, il 27-28 ottobre 2017, ora vuole diventare un format per facilitare relazioni tra tutti gli operatori di uno specifico territorio, per dare valore all’Italia fuori dai circuiti del turismo di massa, per riscoprire il tesoro su cui siamo seduti tutti e poterlo fare nel modo più sostenibile e consapevole possibile.

Casentino, una valle della Toscana poco conosciuta dove esistono molti progetti di tutela e di valorizzazione del territorio.

Qui riportiamo le parole con cui descrivi il progetto Travel Mind: “è un crocevia di sognatori, di creativi della nuova era, non dei “prenditori”, impresari che guardano unicamente al profitto, ma persone che si muovono animate da una passione strana e un po’ assurda per chi li guarda da fuori, sempre con il telefono in mano, sempre attivi di giorno e di notte, con la mente ed il cuore che vanno ad un’altra velocità – si verrebbe da dire contraria – ma è proprio diversa, rispetto alla frenesia della negatività imperante, dell’Italia mal comune e vuoto gaudio”. E’ un manifesto positivo: un quadro emozionale dell’Italia di oggi. 

Che cosa intendi quando parli di crocevia di sognatori? crede che si possa sconfiggere questa emozione negativa tutta italiana di interpretare la realtà, anche attraverso una nuova visione di turismo locale?  

Abbiamo sempre più bisogno di quei porti di terra di cui parlavo prima, spazi e momenti in cui uscire dai social network e dalla frenesia per parlarci davvero. L’Italia che io leggo, che incontro nei viaggi è fatta di persone che non solo non si arrendono ma che con gioiosa determinazione stanno sviluppando dei progetti di grande valore, non solo nel turismo. Spesso questi sogni crescono all’ombra di piccoli borghi, di boschi e montagne lontane dal clamore dei mass media ufficiali. Il turismo allora diventa l’opportunità per incontrare produttori di cibo davvero naturale, artisti che danno vita a paesi abbandonati, imprenditori che pensano costantemente alla ricaduta sociale ed ambientale delle loro azioni, associazioni che non fanno solo volontariato ma reinventano i rapporti nei quartieri. C’è un tesoro di creatività, di tradizioni, di umanità in questo paese, delle risorse pienamente rinnovabili.

Un consiglio da dare ai nostri lettori: qualsiasi cosa, un viaggio, un libro, un itinerario, una citazione, un augurio……  

Adoro viaggiare con la musica, incontrare sonorità di altre culture, evocare mondi lontani o semplicemente perdermi nei suoni, per cui vorrei consigliare dei mix realizzati da Six Degrees Records, un’etichetta indipendente di San Francisco, per viaggiare nel mondo.

Un invito è poi quello di riscoprire i luoghi dietro casa, di farlo con attenzione, liberi da distrazioni e da pensieri. L’altro è di non stancarsi mai di ripartire, dopo ogni caduta. Le crisi sono opportunità di cambiare davvero, nella direzione di una vita autentica.

Ringraziamo tantissimo Luca [ www.lucavivan.com ] per aver accettato di raccontarsi nel nostro blog, grazie e buon viaggio amici e amiche viaggiatrici 🙂

Responsabile comunicazione ITACA
Sonia Bregoli

Il festival IT.A.CÀ finalista al UNWTO Awards for Innovation in Tourism 2018

Dietro ogni traguardo raggiunto, c’è una storia.

9 anni fa a Bologna, IT.A.CÀ  ha iniziato il suo viaggio per promuovere una nuova filosofia del viaggiare, portando con sé luoghi e persone. Non ha avuto una crescita veloce, si è radicato anno dopo anno  nel tessuto dei territori coinvolti. È entrato con discrezione, adattandosi a quello che trovava nei diversi territori. 

È cresciuto dal basso, “facendosi le ossa” e facendosi conoscere per i propri valori, il coinvolgimento e l’innovazione che stava portando. Ancora in pochi si parlava di turismo responsabile; una nicchia per gli “intellettuali di turno” per cui il viaggio è autenticità, sviluppo e incontro con la comunità locale.

E dopo 9 anni, è diventato grande, coinvolgendo attivamente 10 territori (Bologna, Parma, Rimini, Ferrara, Reggio Emilia, Ravenna, Padova, Rovigo, Trentino e Monferrato) e più di 600 realtà in un modo o nell’altro connesse al turismo responsabile e allo sviluppo locale. 

E con la 9° edizione, IT.A.CÀ è riuscito a farsi riconoscere anche all’estero.

Accade così che quest’anno, nell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo,  alcuni degli eventi del festival vengono inseriti nel calendario degli appuntamenti di rilevanza a livello mondiale per promuovere un turismo che fa bene all’economia, all’ambiente e alle comunità locali. 

A Rimini viene ospitato il Green Destination Day Italy, in cui i presidenti dei principali network internazionali quali EARTH, Green Destinations e EDEN network, si sono incontrati per trovare i punti di sinergia. Ed IT.A.CÀ, ancora piccolo, ma coscienzioso, ha abbracciato tutte queste iniziative proponendosi come quell’anello mancante per sviluppare le sinergie. Quello che comunica dal basso, che si fa semplice e coinvolge gli attori locali, i residenti ed i turisti in iniziative di turismo responsabile per scoprire di cosa si tratta, ma anche l’Italia da un altro punto di vista. Ha guidato i partecipanti mano nella mano al di fuori dei sentieri battuti. Ha supportato le piccole realtà con un grande potenziale a mettersi in gioco. Ha dato l’opportunità ai territori di svilupparsi come destinazioni turistiche.

Insomma, è diventato uno strumento di sviluppo locale, di generazione di reti e di co-progettazione. È diventato formazione e supporto, un luogo di incontro. 

Non è sempre tutto facile, alcuni territori sono cresciuti con lui, altri devono ancora capirlo bene. Alcuni sono incuriositi e lo guardano con interesse. Altri sono ancora spaventati dal grande lavoro di coinvolgimento e di organizzazione che richiede. Ma lui va avanti, cercando sempre più di dare un’immagine unitaria ai territori coinvolti.

E dopo tutto questo viaggio insieme, ci prepariamo ad aprire la decima edizione nel 2018 con una grande soddisfazione:

IT.A.CÀ è tra i finalisti degli UNWTO Awards for Innovation in Tourism nella categoria “Non – Governamental Organizations” per aver contribuito in modo innovativo, competitivo e sostenibile allo sviluppo del turismo.

Un traguardo che per il team di IT.A.CÀ è una vittoria. Il riconoscimento di un percorso non facile, di un cammino tortuoso su strade non del tutto conosciute. Su sentieri affascinanti, da immaginare e poi scoprire,  raccontare e far conoscere. 

È la soddisfazione di sapere che l’impegno messo in un progetto partito spontaneamente dal basso, un vero caso di innovazione sociale, venga riconosciuto dall’ente massimo esponente del turismo a livello mondiale. Ci prepariamo ora a partecipare a Gennaio a Madrid, con la nostra storia da portare, senza pretese e con entusiasmo, perché per noi, questo è già un traguardo che vogliamo condividere con tutti i partner, gli amici e supporter del festival che lo hanno reso possibile.

“La meta si raggiunge, quando si pedala insieme”. 

Con questo messaggio da parte di uno dei partner della rete IT.A.CÀ vi salutiamo e vi auguriamo buon viaggio, sempre, fino alla prossima meta. 

Coordinamento IT.A.CÀ Rimini 
Annalisa Spalazzi 

Report IT.A.CÀ 2017 | Turismo Sostenibile per lo Sviluppo

IT.A.CÀ Migranti e viaggiatori: festival del turismo Responsabile
9° edizione 2017

Anche per questa edizione 2017 il festival IT.A.CÀ, primo e unico festival in Italia che si occupa di turismo responsabile, ha chiuso le sue tappe (maggio – ottobre 2017) coinvolgendo 10 città/territori: Bologna, Ferrara, Padova, Ravenna, Rimini, Parma, Reggio Emilia, Trentino, Rovigo, Monferrato e 4 regioni italiane: Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Piemonte con appuntamenti diluiti in diversi periodi dell’anno.

Tema di questo IX edizione 2017 
Turismo Sostenibile per lo Sviluppo: destinazione IT.A.CÁ

L’ONU ha dichiarato il 2017 Anno del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo. Il turismo sostenibile gioca infatti un ruolo centrale nei processi e nelle politiche per lo sviluppo dei territori, promuovendo integrazione sociale e inclusione, valorizzando le risorse locali, arricchendo le relazioni tra turisti e cittadini, o tra questi e i diversi attori del territorio. 

Sviluppo turistico sostenibile significa non solo migliorare l’esperienza dei turisti che visitano una destinazione, portando ricchezza economica e culturale, ma anche migliorare la qualità della vita dei suoi cittadini e i rapporti che questi ultimi hanno con il proprio territorio.

Questa è la filosofia che anima da nove anni IT.A.CÁ, il primo e unico festival sul turismo responsabile in Europa. 

Creando una sinergia tra centinaia di soggetti sul territorio, IT.A.CÁ è divenuta una piattaforma di innovazione sociale strategica per una città come Bologna (dove il festival nasce) che quest’anno è diventata Destinazione Turistica Metropolitana e vede nel turismo un’opportunità per rigenerare il tessuto economico e sociale della sua area. Ma il Maggio bolognese è stata la prima tappa di un ricco programma di eventi che si sono snodati sino a Ottobre tra Padova, Ferrara, Ravenna, Rimini, Rovigo, Parma, Reggio Emilia, Trentino e Monferrato. 

Occasioni per vivere l’emozione del viaggio in maniera autentica e incentivare pratiche turistiche più sostenibili.

RASSEGNA STAMPA NAZIONALE >  Rassegna Stampa Nazionale – IX edizione IT.A.CÀ

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Qui potete trovare i report delle singole città e relativa rassegna stampa 

Report IT.A.CÀ Bologna > Report IT.A.CÀ Bologna 2017
Rassegna stampa IT.A.CÀ Bologna > Rassegna Stampa Bologna IT.A.CÀ 2017

Report IT.A.CÀ Ferrara > Report IT.A.CÀ Ferrara 2017

Rassegna Stampa IT.A.CÀ Padova > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Padova 2017

Report IT.A.CÀ Rimini > Report IT.A.CÀ Rimini 2017
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rimini > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rimini 2017

Report IT.A.CÀ Parma > Rassegna stampa IT.A.CÀ Parma 2017
Rassegna Stampa IT.A.CÀ Parma > Report IT.A.CÀ Parma 2017

Report IT.A.CÀ Trentino > Report IT.A.CÀ Trentino 2017

Report IT.A.CÀ Reggio Emilia > Report IT.A.CÀ Reggio Emilia 2017

Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rovigo > Rassegna Stampa IT.A.CÀ Rovig0 2017

Per info contattateci alla e-mail: info@festivalitaca.net 

Buon viaggio come sempre 🙂

Co-direttore del festival  IT.A.CÀ
Responsabile comunicazione 
Sonia Bregoli 

Adotta un turista: i vincitori della III edizione 2015

Si è conclusa anche questa III edizione del premio Adotta un Turista e vi lasciamo qua di seguito i vincitori 2015.

ADOTTA-UN-TURISTA-COVER-1170x390-1

Adotta un turista è il contest, pensato e realizzato in collaborazione con EcoBnb, per condividere esperienze e luoghi unici, e per promuovere un’idea di viaggio come incontro e ospitalità vera. Le proposte di questa edizione oltre ad essere uniche ed eco-sostenibili sono anche gratuite > a questo link potete consultarle: offerte 2015

Ecco le proposte più belle, quelle più votate dagli eco-viaggiatori

1) Un giorno nella Terra, nel Bosco delle Terracotte di Barge (Cuneo)

Bosco-delle-terracotte-870x490*Bosco delle terracotte, Barge, Cuneo, Piemonte

Ai piedi delle Alpi Cozie e del Monviso c’è un piccolo paesino di origini medievali. Siamo a Barge, in provincia di Cuneo. Non lontano c’è un bosco, e qui una cascina storica che utilizza l’energia del sole e offre un’ospitalità attenta all’ambiente e proiettata ad un futuro più sostenibile.

Chi arriva al Bosco delle Terracotte può vivere qualche giorno immerso nella natura, alla scoperta di questo angolo magnifico di Piemonte, ma anche sperimentare il lavoro manuale con l’argilla per ritrovare il contatto con sé stessi e con la propria energia creativa.

2) AgroCultura e ArcheNatura, nel Cuore Verde della Sicilia

carmen_Dalle-cime-di-Rossomanno-a-360°-sullentroterra-siciliano-e-oltre-870x490*Dalle cime di Rossomanno, a 360° sull’entroterra siciliano

Dalle Alpi arriviamo in Sicilia. Siamo nel territorio del Monti Erei, in un’antica casa rurale circondata da campi di zafferano e oliveti, con una vista incantevole sul vulcano più alto d’Europa. Qui Michele (archeologo) e Carmen Menzo (esperta di turismo responsabile), propongono percorsi di cucina, agricoltura, archeologia e sostenibilità alla scoperta del volto più autentico della Sicilia, ai quali piacerebbe organizzare anche nel cuore della Sicilia una tappa del festival del Turismo Responsabile IT.A.CÀ

3) In bicicletta lungo la Via dei Terrazzamenti, in Valtellina

terrazzamenti-4-870x490*La Via dei Terrazzamenti, Valtellina

Si ritorna verso le Alpi, questa volta in Valtellina, una valle sul confine con la Svizzera che in pochi conoscono davvero, dove un percorso pedonale e ciclabile attraversa suggestivi terrazzamenti coltivati collegando piccoli paesi e centri storici. Norma Ghizzo propone un romantico weekend in bicicletta per due con visita al cielo stellato all’osservatorio astronomico di San Bernardo. 

Non resta che augurarvi buon viaggio e buona ospitalità e fateci sapere qual’è la proposta di ospitalità che vi ha colpito e da chi vorreste farvi adottare: why not?

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
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In Calabria c’è il Monte Covello Summer Fest

Oggi nel nostro blog abbiamo intervistato un gruppo di giovani calabresi che studiano all’Università di Bologna – Daniele Quaresima, Benito Serratore, Salvatore Cristofaro, Damiano Cristofaro, Paolo Migliazza, Antonino Fedele, Giovanni Foderaro, Giuseppe Cristofaro, Vito Sgrò, Salvatore Vitaliano – che organizzano e promuovono il “Monte Covello Summer Fest – Festival del turismo responsabile” in Calabria sulla scia di IT.A.CÀ dal 12 al 14 agosto 2013.

Il festival è collocato presso la cornice naturale di Monte Covello nelle Serre Calabresi a Girifalco (CZ) nel punto più stretto della penisola italiana, lì dove mare Jonio e mare Tirrenio distano solamente 30 Km, una delle aree tra le più belle di tutta la regione Calabria, il “Monte Covello Summer Fest. Festival del turismo responsabile , è un evento socio-culturale della durata di tre giorni, dedicato alla valorizzazione, alla salvaguardia e alla riscoperta della natura e dei luoghi più suggestivi della località di Monte Covello nel comune di Girifalco (CZ) e dedicato alla trattazione, all’approfondimento delle più importanti attuali problematiche – come la tutela e rispetto dell’ambiente e della salute, attraverso la realizzazione di più di trenta eventi comprendenti: attività artistiche e di intrattenimento, attività di sensibilizzazione, attività sportive, eventi di eno-gastronomia, intrattenimento per bambini di ogni fascia d’età, campeggio gratuito… il tutto immerso nell’aria pulita della montagna a stretto contatto con la natura.

*Comune di Grifalco (CZ)

Questa tre giorni è promossa e organizzata dalle associazioni di volontariato “In-Forma-azione” e “Work in Progress” di Girifalco (CZ) con la collaborazione di 5 Comuni della provincia: Lamezia Terme, Girifalco, Amaroni, Jacurso, Cortale, la Comunità Montana Fossa del Lupo, il G.a.l Serre Calabresi, nonché con il supporto di oltre 15 associazioni culturali dei vari comuni coinvolti locali.

Ovviamente oltre a questi enti, oltre il gruppo di ragazzi che hanno proposto e lanciato per primi il festival, c’è il lavoro costante di altre 50 persone dell’associazione, senza le quali la buona organizzazione e una buona riuscita del festival non sarebbe possibile.

Da dove nasce l’esigenza di creare un festival di questo tipo?

Dall’esigenza principale di valorizzare il bene turistico del comune di Girifalco, in particolare le potenzialità e le bellezze paesaggistiche della località di Monte Covello, integrando ad un’offerta di turismo paesaggistico, un’offerta culturale che stimoli crescita e sviluppo economico ed artistico. La Calabria nonostante le immense e stupende risorse naturali come mare, montagna e clima,non riesce a decollare come dovrebbe nel settore del turismo, a causa sia delle mancanza di strutture ricettive, ma soprattutto a causa di una grave lacuna e di un vuoto oggettivo di programmazione culturale lasciato dalle istituzioni (Benito Serratore)

Sono per voi i festival motori di cultura per la società? Si può sensibilizzare attraverso un festival l’opinione pubblica su certe tematiche?

Si. É sotto gli occhi di tutti che sempre più oggi, la competitività delle destinazioni, non solo turistiche, si gioca sull’organizzazione di eventi che valorizzano il patrimonio territoriale e consolidano le identità locali, rivolgendosi ad un target colto ed attento all’offerta culturale. Mi sembra ovvio che l’utilizzo dei “festival” sia sicuramente il mezzo più efficace per attirare l’attenzione su un determinato territorio. Soprattutto se su di esso esiste una carenza di identità; gli eventi giocano un ruolo fondamentale nella creazione di nuove realtà spronando interessi che possono mediare tali carenze  (Salvatore Cristofaro)

Per quanto riguarda la seconda domanda, la questione è un po’ più complessa: Premesso che crediamo che la Calabria possegga un forte dinamismo culturale, ancora per larga parte inespresso, che ha bisogno di essere stimolato e coltivato, fornire al pubblico elementi utili alla rielaborazione di pregiudizi e di mentalità stigmatizzanti su alcuni temi delicati facendo affidamento ai soliti strumenti tradizionali (convegni, conferenze, tavole rotonde e presentazioni di libri etc), è una vera e propria impresa qui in Calabria (saremmo bugiardi e ipocriti se non lo riconoscessimo). Tuttavia non potendo negare l’importanza di questi strumenti, che quindi ci saranno per tutti e tre giorni in maniera continua, puntiamo a sensibilizzare soprattutto attraverso la realizzazione di nuove forme artistiche, attraverso lo sport, attraverso l’aggregazione sociale e il divertimento, fattori che speriamo, probabilmente potrebbero incoraggiare ad avviare una riflessione critica, un approfondimento e una maggiore conoscenza sui temi trattati molto di più di un convegno/dibattito. (Paolo Migliazza)

Può essere un festival un mezzo per alimentare l’economia locale/nazionale, creando posti di lavoro?

Non volendoci avventurare in analisi socio-economiche per le quali non abbiamo le necessarie competenze, possiamo dire però sicuramente che valorizzazione turistica e di conseguenza economica della realtà del nostro territorio non può avvenire con la realizzazione di un solo evento, ma può avvenire solo proponendo negli anni, nel corso di tutto l’anno solare, non solo in estate, una serie di iniziative che si inseriscano in una prospettiva di espansione e crescita ,condivisa con l’intero territorio regionale. Ci auspichiamo che il nostro festival possa avviare questa serie di iniziative, facendo riflettere, nell’eventualità di un suo successo, sulle potenzialità del territorio, ma è certo che da solo è solo un proiettile di fumo nel mare. (Giovanni Foderaro)

In un momento di crisi economica come quello attuale, come riuscite a raccogliere i fondi per la realizzazione del festival?

aahahahahahahah… Rido perché non ci siamo riusciti e siamo tuttora in costante ricerca. Senza girare attorno alla questione: in Calabria le istituzioni, le imprese private e addirittura anche gli enti come fondazioni e le associazioni che dicono di condividere gli stessi scopi nostri, non valutano i progetti, ma le persone che li presentano. Se non si ha il giusto peso elettorale e se non si hanno le giuste conoscenze nei settori strategici delle istituzioni, due sono le opzioni: o tenti l’avventura e la fortuna a tuo rischio e pericolo, oppure resti indifferente e lasci che tutto resti com’è. Noi abbiamo scelto la prima strada. Dobbiamo specificare però che non possiamo nemmeno generalizzare su tutto e qualche sostegno da 5 Comuni del nostro circondario c’è stato. Ma dobbiamo specificare altresì che questo sostegno congiunto, non è arrivato a coprire nemmeno la metà delle spese necessarie e quindi contiamo di finanziare l’evento appellandoci agli strumenti tradizionali come riffe, lotterie, concerti e serate varie di autofinanziamento e vendita dei prodotti nei giorni del festival. (Damiano Cristofaro)

Quanto conta la comunicazione online attraverso i social network per promuovere i vostri eventi?

Lo “spam” e la diffusione dell’evento sui social network si sta rivelando una vera svolta per noi, così come per tutti gli organizzatori di eventi: in primo luogo, a livello economico, perché il fatto che senza ancora aver stampato un solo volantino, l’evento è stato già conosciuto attraverso gli inviti da più di 5000 mila persone, (dei quali già 1000, attraverso i “like” e le partecipazioni sulle due pagine dell’evento, ci hanno dimostrato apprezzamento per l’evento), può far capire e rendere l’idea di quanto denaro e di quanto materiale cartaceo si può risparmiare per pubblicizzare un’inziativa. La stampa serve ma più per una questione estetica oramai, perchè anche attraverso pagine diverse rispetto alle nostre come “influencer” vari a seconda dell’evento e pubblicità reciproca con altri eventi di quasi tutto il territorio regionale si riesce ad arrivare a qualsiasi pubblico; in secondo luogo la promozione sui social network e sul sito ufficiale è utilissima per consentire un maggiore approfondimento delle tematiche dell’evento, nonché per permettere una conoscenza più dettagliata del programma, degli orari e delle attività, con descrizioni più analitiche che sul manifesto cartaceo non possono trovare spazio, a differenza che con quotidiani post e link sulle pagine dei social network. (Antonio Fedele)

Perché avete scelto di promuovere il turismo responsabile?

É un festival che nasce sulla scia dell’importante festival del turismo responsabile bolognese “IT.A.CÀ migranti e viaggiatori: festival del turismo responsabile”, al quale il nostro progetto è fortemente e chiaramente ispirato. Di questa ispirazione ci si può accorgere leggendo alcuni passi del progetto: le tematiche affrontate ad IT.A.CÀ, hanno colpito talmente tanto me e gli altri associati (siamo tutti studenti a Bologna), che abbiamo detto: “Perchè non facciamo una cosa simile anche da noi, che di bellezze paesaggistiche ne abbiamo anche noi da promuovere?”.
Abbiamo così trasformato un concorso musicale di band emergenti giunto alla IV edizione che fino a poco tempo fa organizzavamo, nel Monte Covello Summer Fest, dedicato al turismo responsabile. (Daniele Quaresima)

In particolare abbiamo sentito questa esigenza, partendo da una riflessione che è alla base di IT.A.CÀ: “in un’epoca di interrogativi drammatici sulla sostenibilità del nostro modello di sviluppo e sull’impatto socio-economico ed ambientale dei nostri stili di vita”, per una regione come la Calabria che potrebbe vivere di solo turismo, l’idea che esso si possa realizzare secondo i principi di giustizia sociale ed economica, nel rispetto dell’ambiente e delle culture e delle tradizioni locali è un primo passo fondamentale per la ripresa di questa terra bellissima e maledetta. Abbiamo così voluto dedicare un’intera giornata del festival sulle tematiche di – TURISMO & SOSTENIBILITÁ, TURISMO IN CASA, MARKETING TERRITORIALE tematiche riprese di sana pianta da IT.A.CÀ (Salvatore Vitaliano)

Noi di IT.A.CÀ auguriamo fortuna e gloria a questi giovani calabresi che ritornano nella propria terra e provano a costruire qualcosa per il proprio territorio di culturare e artistico, ma anche di turistico ed economico – la Calabria come tante regioni del sud e non solo ne hanno assolutamente bisogno per rilanciare un idea di economia locale: e perchè no utilizzare il canale del turismo responsabile?

Nella pagina FB potrete trovare il programma completo del festival.

La Van Guardia – saranno ospiti per questa edizione al Monte Covello Summer Fest

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Direttore Organizzativo IT.A.CÀ

IT.A.CÁ 2013 – Il turismo responsabile in festa

IT.A.CÁ migranti e viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile

V Edizione – Bologna e altre città dell’Emilia Romagna // 25 maggio – 2 giugno 2013

REPORT 2013

*Foto di Marco Gambula

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze!”
Kostantin Kavafis

Il turismo come industria “glocal”, con competizione internazionale, ma offerta locale

Oggi il turismo è un’attività che ha la stessa importanza dell’industria e del commercio, è interessato da esportazioni e investimenti giganteschi e si dimostra, come nessun’altra attività antropica, resistente alla crisi e ai disastri. Ciò nonostante, richiama ancora lo svago, il viaggio o il riposo e, per la maggioranza dei nostri contemporanei, “fare turismo” è solo sinonimo di vacanza.

Malgrado una situazione di recessione prolungata, negli ultimi dieci anni il turismo rappresenta uno dei settori economici che ha avuto la crescita maggiore a livello mondiale.

La spesa dei turisti per viaggi all’estero è raddoppiata e si prevede che nei prossimi dieci anni aumenti di un ulteriore 50%. Il trend di crescita che caratterizza il turismo internazionale è costante e di lungo periodo: se i dati evidenziano come nel 2012 più di un miliardo di persone ha compiuto un viaggio all’estero per turismo, non bisogna dimenticare che questa evidenza è in atto già dal 1980 e si attende che la crescita sarà̀ sostenuta anche nel prossimo ventennio. Considerando i flussi che si sono realizzati, dai circa 280 milioni di passeggeri del 1980 si è passati ai circa 900 del 2010, e per il 2030 è atteso che i passeggeri raddoppino, fino a arrivare ai 1,8 miliardi annui. Si tratta dunque di un tasso di crescita attesa medio nel cinquantennio (1980 – 2030) del 4% annuo (UNWTO 2012).

*Foto di Lorenzo Olmo Lancelotti

La crescita costante del turismo, fenomeno che interessa tutte le diverse aree del globo, si configura dunque come un elemento da non trascurare in un periodo di recessione grave come quella attuale. Tanto più per quei Paesi che fino ad oggi hanno mantenuto un primato indiscusso per numero di arrivi di turisti internazionali e che oggi si trovano a dover fare i conti con un processo di globalizzazione che vede l’ascesa incalzante di nuove destinazioni.

Ne è consapevole l’Unione Europea (UE) che annovera il turismo tra le nuove priorità stabilite nella strategia «Europa 2020» volte a far si che l’Europa possa mantenere il primato di principale destinazione turistica mondiale. Consapevole del fatto che il turismo rappresenta la terza maggiore attività socio-economica dell’UE, generando più del 10% del PIL e fornendo circa il 12% dell’occupazione totale, la Commissione ha proposto un nuovo quadro di azioni coordinate in materia di turismo al fine di rafforzare la competitività e la capacità di crescita sostenibile del turismo europeo. Proprio così, la crescita sostenibile rappresenta uno dei quattro assi individuati dalla comunicazione 352/2010: nel nuovo quadro d’azione per il turismo europeo spicca infatti la necessità di «promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità».

Il turismo rappresenta un settore fondamentale anche per l’economia dell’Italia: anzitutto perché ha un forte peso sia in termini di PIL (circa il 9%) che di occupazione (circa il 10%); è inoltre un settore, forse l’unico, dove l’Italia ha un vantaggio competitivo forte e durevole nel tempo, da sfruttare per non perdere quote in un mercato internazionale che continuerà a essere positivo perché trainato dalla domanda delle economie ad alta crescita.

Lo dimostra il primo Piano Strategico per lo sviluppo del turismo in Italia, intitolato «Turismo Italia 2020. Leadership, Lavoro, Sud» pubblicato nel gennaio 2013, in cui si denuncia la perdita di competitività̀ del nostro settore turistico per rilevare come il Bel Paese abbia ancora un ruolo rilevante nel turismo internazionale. Infatti, nonostante l’Italia sia scivolata dal primo al quinto posto nella classifica mondiale delle destinazioni più visitate, il turismo rimane una risorsa importante sia in termini economici (le persone impegnate in questo settore sono circa 2,2 milioni, cioè mezzo milione in più di tutta la metalmeccanica), sia perché offre grandi opportunità per la valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico, sia rispetto alla comunicazione delle identità dei territori, e sia in termini di attrazione di nuove risorse per la loro conservazione e rivalutazione. Basti dire che il Country Brand Index 2012-2013 elaborato da FutureBrand su 118 Paesi, il «marchio» Italia è il primo al mondo per «l’attrattività legata alla cultura», il primo per il cibo, il terzo per lo shopping e nel complesso rappresenta «la prima destinazione dove i turisti vorrebbero andare». Eppure nella classifica finale, a causa di molti altri fattori, tra cui il rapporto qualità-prezzo, siamo solo quindicesimi.

*Foto di Luigi Savino

Dal piano strategico elaborato dal Governo si evincono le criticità dell’industria turistica italiana: problemi di governance del settore, promozione all’estero estremamente frammentata, nanismo delle imprese, limiti nella capacità di costruire prodotti turistici competitivi, infrastrutture insufficienti, formazione del personale inadeguata al mercato globale, difficoltà ad attrarre investimenti internazionali. E, soprattutto, si rileva la necessità di avviare un cambiamento culturale in grado di focalizzare «il turismo come un’industria “glocal”, con competizione internazionale ma offerta locale, per la quale è fondamentale un coordinamento forte ed efficace tra Governo, Regioni e Province Autonome» (ibidem, pag 41).

IT.A.CÀ: ospitalità di qualità e cura del buon vivere

Per quanto spetti a tutte le Regioni Italiane e al Ministero del Turismo (e beni culturali) unire le forze per affermare il Brand Italia sui mercati internazionali, la quinta edizione di IT.A.CÀ – Migranti e viaggiatori, festival del turismo responsabile si è posta in linea con alcune linee guida nazionali e regionali volte a migliorare la competitività del settore turistico. Nello specifico, il nutrito cartellone di eventi presentato tra il 25 maggio al 2 giugno 2013 ha mirato a definire percorsi di promozione turistica locale in diverse città e province della Regione sviluppando un’immagine unitaria del territorio emiliano romagnolo in chiave di sostenibilità e responsabilità.

*Foto di Adriano Cavaliere

Attraverso 150 eventi – mostre, iniziative in piazza, convegni e concorsi, visite guidate e itinerari in bicicletta, pranzi a Km 0, spettacoli, etc.3 – il festival ha mirato a promuovere una nuova idea del turismo, più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive. Dall’ecoturismo al trekking, dal cicloturismo agli agriturismi, IT.A.CÀ conduce istituzioni, operatori economici, turisti e intere comunità a sperimentare modelli alternativi, dimostrando che oggi un altro turismo è possibile. Il festival non vuole essere solo la vetrina di progetti italiani e internazionali, ma offrire la possibilità di vivere in prima persona esperienze di turismo sostenibile alla scoperta dell’Emilia-Romagna. Superando la frammentazione che spesso caratterizza il comparto, abbiamo infatti creato una rete di strutture ricettive, enti e consorzi, che permettono di spostarsi da una città all’altra per conoscere in maniera autentica e sostenibile il territorio.

In sintesi, il festival è partito in centro a Bologna sabato 25 maggio con gli appuntamenti organizzati insieme a Slow Food e a Terra equa (festival del commercio e dell’economia solidali), per terminare nello stesso centro domenica 2 giugno in compagnia di Vinicio Capossela e Arto Lindsay (inserito nel festival di musica internazionale Angelica), in tandem con la “Borsa del turismo delle 100 città d’arte d’Italia”.

Tra i tanti eventi promossi a Bologna e dintorni, si segnalano i convegni su turismo e disabilità, a cui è seguito un itinerario attraverso i luoghi della città che più rispondono (o non rispondono) ai criteri di accessibilità, il convegno sul turismo sessuale, il workshop su turismo responsabile e associazioni di migranti, la conferenza sui trent’anni di viaggi col comune di Bologna e il world cafè: verso una carta etica per il turismo scolastico. Tra le diverse mostre fotografiche, segnaliamo “Viaggio artigiano” sulle botteghe storiche bolognesi, e “Lontananze e prossimità. Moçambique zoom zoom” con gli scatti del mozambicano Ricardo Rangel. Particolare partecipazione ha visto “Women Urban Game”, una maratona di lettura e scrittura collettiva interamente dedicata al racconto di viaggio al femminile.

Di fondamentale importanza si sono rivelati i contest lanciati prima e durante il festival. Oltre a “Itaca_Contest 2013”, la terza edizione del concorso di fotografia, illustrazione e racconti di viaggio che ha ricevuto quest’anno 270 opere da tutto il mondo, premiandone 7; si segnala “Adotta 1 turista”, concorso riservato a idee originali di ospitalità, che ha ricevuto 37 proposte e 7.000 visitatori web, premiando il “Giro del giorno in 80 mondi” proposto dagli studenti provenienti da Guinea Conakry, Marocco e Pakistan di una classe di italiano di Cento, che invitano a passare una giornata insieme a loro alla scoperta di sapori, lingue e musiche esotiche. Tra gli altri contest, importante partecipazione ha caratterizzato “#itacainbici”, attraverso cui cicloturisti hanno pubblicato su Instagram fotografie di escursioni e altri momenti del festival, nonché il concorso “Talento italiano 2013”, promosso da Aitr, Università Luiss Guido Carli e da SL&A Turismo e territorio, che ha premiato le idee più originali tra gli oltre 30 partecipanti.

Ma quest’anno IT.A.CÀ ha coinvolto anche Parma, Reggio Emilia, Ferrara e Rimini. Proprio in riviera si è tenuta la “Passeggiata di Ulisse” sulla spiaggia, alla scoperta dei sapori autentici della Valconca e della Valmarecchia. A Parma, oltre al già citato “Adotta 1 turista”, è stato premiato anche il concorso fotografico “Un altro punto di vista”, teso a immortalare la città e i suoi abitanti. A Ferrara, “Il Sentiero del comandante Bulow” ha esplorato i luoghi simbolo della lotta partigiana nella zona del delta del Po, mentre a Cerreto Alpi (Reggio Emilia) si è svolto il convegno nazionale delle cooperative di comunità, con la festa del decennale dei “Briganti di Cerreto”. Quest’ultimo evento, basato sul coinvolgimento delle comunità, appare come l’emblema di un festival che vuole ridefinire in senso responsabile e sostenibile il fenomeno turistico in chiave “glocale”.

Come è emerso dal convegno di Cerreto Alpi, infatti, il turismo rurale, comunitario e responsabile della nostra Regione, ma non solo, dovrebbe essere incentrato su un’offerta turistica organizzata dalla comunità che vive il territorio, sostenibile e integrata con l’economia locale e con le dinamiche sociali della popolazione residente, volta a integrare le tradizionali fonti di reddito, attenuando la concentrazione del reddito nelle mani di investitori extra-territoriali. Strumento ottimale per evitare la “museificazione” e recuperare un’identità in continuità con la tradizione, il passato e la vocazione del luogo, il turismo di comunità risulta vincente anche per contenere fenomeni di isolamento sociale e territoriale, oltre che di degrado ambientale e socioculturale. Coniugando l’ethos dell’ospite con l’ethnos dell’ospitante, questo tipo di ospitalità offre al turista l’opportunità di esperire un arricchimento umano e culturale, sperimentando l’ospitalità in famiglie o nuclei sociali comunitari locali, condividendo con essi vita quotidiana, lavoro, momenti di aggregazione e di discussione, in un contesto in cui scambio e conoscenza reciproca diventano il vero valore aggiunto del turismo.

Proprio quello che IT.A.CÀ si propone di promuovere e realizzare, ovvero: nuove forme di turismo che abbiano una componente proattiva e maggiormente sostenibile all’interno di un contesto vacanziero più autentico, in linea con le nuove aspettative di coinvolgimento, conoscenza ed esperienza performativa.

Infine, proponendo un progetto comune a larga scala che mette insieme pubblico e privato, il festival ha voluto promuovere il territorio, dalla pianura alla montagna, anche con l’offerta di 30 pacchetti turistici comprensivi visite guidate, escursioni, degustazioni e pernottamenti in alberghi, bed & breakfast e agriturismi da Parma a Rimini. Si è in questo modo cercato di favorire il coordinamento tra gli Enti pubblici, le associazioni e gli imprenditori, costruendo un’offerta turistica mirata e una promozione integrata, in grado di valorizzare tutte le peculiarità culturali, artistiche, enogastronomiche, paesaggistiche ed economiche di un territorio che mira ad entrare a far parte dei grandi circuiti turistici.

La forza della rete

La quinta edizione del festival del turismo responsabile “IT.A.CÀ: migranti e viaggiatori” è stata promossa e organizzata dall’associazione Yoda e dalle ong Cospe, Cestas e Nexus Emilia-Romagna insieme all’Associazione italiana turismo responsabile (Aitr), con i patrocini di Comune di Bologna e Parma, Provincia di Bologna e Parma, Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con una rete formata da oltre 100 realtà locali, regionali e internazionali, dall’Anpi al Wwf.

Di seguito potete scaricare i report della V Edizione IT.A.CÀ 2013

Report ITACA 2013
Report Itinerari ITACA 2013
Piano Comunicazione ITACA 2013
ITACA Indice rassegna stampa 2013

Pierluigi Musarò
Direttore Artistico IT.A.CÀ

Sonia Bregoli
Direttore Organizzativo IT.A.CÀ