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Il festival IT.A.CÀ finalista al UNWTO Awards for Innovation in Tourism 2018

Dietro ogni traguardo raggiunto, c’è una storia.

9 anni fa a Bologna, IT.A.CÀ  ha iniziato il suo viaggio per promuovere una nuova filosofia del viaggiare, portando con sé luoghi e persone. Non ha avuto una crescita veloce, si è radicato anno dopo anno  nel tessuto dei territori coinvolti. È entrato con discrezione, adattandosi a quello che trovava nei diversi territori. 

È cresciuto dal basso, “facendosi le ossa” e facendosi conoscere per i propri valori, il coinvolgimento e l’innovazione che stava portando. Ancora in pochi si parlava di turismo responsabile; una nicchia per gli “intellettuali di turno” per cui il viaggio è autenticità, sviluppo e incontro con la comunità locale.

E dopo 9 anni, è diventato grande, coinvolgendo attivamente 10 territori (Bologna, Parma, Rimini, Ferrara, Reggio Emilia, Ravenna, Padova, Rovigo, Trentino e Monferrato) e più di 600 realtà in un modo o nell’altro connesse al turismo responsabile e allo sviluppo locale. 

E con la 9° edizione, IT.A.CÀ è riuscito a farsi riconoscere anche all’estero.

Accade così che quest’anno, nell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo,  alcuni degli eventi del festival vengono inseriti nel calendario degli appuntamenti di rilevanza a livello mondiale per promuovere un turismo che fa bene all’economia, all’ambiente e alle comunità locali. 

A Rimini viene ospitato il Green Destination Day Italy, in cui i presidenti dei principali network internazionali quali EARTH, Green Destinations e EDEN network, si sono incontrati per trovare i punti di sinergia. Ed IT.A.CÀ, ancora piccolo, ma coscienzioso, ha abbracciato tutte queste iniziative proponendosi come quell’anello mancante per sviluppare le sinergie. Quello che comunica dal basso, che si fa semplice e coinvolge gli attori locali, i residenti ed i turisti in iniziative di turismo responsabile per scoprire di cosa si tratta, ma anche l’Italia da un altro punto di vista. Ha guidato i partecipanti mano nella mano al di fuori dei sentieri battuti. Ha supportato le piccole realtà con un grande potenziale a mettersi in gioco. Ha dato l’opportunità ai territori di svilupparsi come destinazioni turistiche.

Insomma, è diventato uno strumento di sviluppo locale, di generazione di reti e di co-progettazione. È diventato formazione e supporto, un luogo di incontro. 

Non è sempre tutto facile, alcuni territori sono cresciuti con lui, altri devono ancora capirlo bene. Alcuni sono incuriositi e lo guardano con interesse. Altri sono ancora spaventati dal grande lavoro di coinvolgimento e di organizzazione che richiede. Ma lui va avanti, cercando sempre più di dare un’immagine unitaria ai territori coinvolti.

E dopo tutto questo viaggio insieme, ci prepariamo ad aprire la decima edizione nel 2018 con una grande soddisfazione:

IT.A.CÀ è tra i finalisti degli UNWTO Awards for Innovation in Tourism nella categoria “Non – Governamental Organizations” per aver contribuito in modo innovativo, competitivo e sostenibile allo sviluppo del turismo.

Un traguardo che per il team di IT.A.CÀ è una vittoria. Il riconoscimento di un percorso non facile, di un cammino tortuoso su strade non del tutto conosciute. Su sentieri affascinanti, da immaginare e poi scoprire,  raccontare e far conoscere. 

È la soddisfazione di sapere che l’impegno messo in un progetto partito spontaneamente dal basso, un vero caso di innovazione sociale, venga riconosciuto dall’ente massimo esponente del turismo a livello mondiale. Ci prepariamo ora a partecipare a Gennaio a Madrid, con la nostra storia da portare, senza pretese e con entusiasmo, perché per noi, questo è già un traguardo che vogliamo condividere con tutti i partner, gli amici e supporter del festival che lo hanno reso possibile.

“La meta si raggiunge, quando si pedala insieme”. 

Con questo messaggio da parte di uno dei partner della rete IT.A.CÀ vi salutiamo e vi auguriamo buon viaggio, sempre, fino alla prossima meta. 

Coordinamento IT.A.CÀ Rimini 
Annalisa Spalazzi 

Welcome Cities e Digital Marketing a Rimini | 31 marzo e 1 aprile 2017

Oggi la nostra Annalisa Spalazzi (che coordina IT.A.CÀ Rimini) ci racconta di Welcoming Cities, l’evento formativo organizzato dal Piano Strategico di Rimini, partner e sostenitore del festival IT.A.CÀ a Rimini e che si svolgerà al Palacongressi il 31 marzo e 1 aprile 2017, nell’ambito del BE-Wizard!, il più grande evento di formazione sul Digital Marketing.

Per il quarto anno, lo staff del Piano Strategico, si sta preparando ad ospitare uno degli eventi annuali di maggior spicco sul tema dell’accoglienza turistica, nella città maestra dell’accoglienza: Welcoming Cities.

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Ma vediamo assieme di cosa si tratta.

Welcoming Cities è frutto del “Piano Integrato dell’Accoglienza turistica”, uno strumento nato dall’identificazione dei valori che definiscono i numerosissimi punti di contatto nel rapporto turista/territorio. L’essere “ben accolti” enfatizza il valore dell’esperienza che il turista sceglie di compiere, facendo corrisponder l’accoglienza ad un sistema di valori e punti di contatto che intervengono tra turista e territorio prima, durante e dopo la sua visita.

Concepire la città turistica come qualcosa di separato e distinto dalla città “ordinaria” è un’idea ormai priva di senso storico.

La città contemporanea viene vista come un organismo orientato a rispondere ad una molteplicità di funzioni, volte a soddisfare una pluralità di utenti che nella città risiedono stabilmente o per un periodo limitato, che la utilizzano per lavoro, studio o altri motivi, o che soltanto la “visitano” per pochi giorni attratti da qualcuna delle sue qualità.

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Ciascuno di questi individui è, per la sua parte, un “utilizzatore” di quella città (un city user) e come tale si aspetta di essere interessato, coinvolto, reso partecipe e bene-accolto dalla città stessa.

Quindi ci si è chiesti, come può una città stimolare e rendere partecipe il city user?

Welcoming Cities, nelle due giornate di formazione, ha l’obiettivo di dare una risposta a questa domanda attraverso le voci dei protagonisti dell’accoglienza che cercheranno di trasmettere le strategie e le tattiche di pratiche urbane sviluppate dai city users e/o per i city users.

E non solo, quest’anno Welcoming Cities si rivolge ad amministratori pubblici, operatori e professionisti della gestione, promozione e valorizzazione del territorio e dell’accoglienza turistica (comuni, enti ed associazioni di promozione territoriale, progettisti, agenzie di sviluppo locale e marketing territoriale etc) ai quali offre la possibilità di far conoscere la propria esperienza attraverso un contest dedicato: E la tua che città è?

Il contest, rappresenta il primo momento di un progetto più ampio di costruzione della piattaforma delle buone pratiche trasferibili ai vari enti per migliorare l’accoglienza delle proprie città con interventi che mirino a migliorare la qualità della vita degli abitanti e, di conseguenza, dei visitatori della città stessa.

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Se hai una buona pratica da raccontare al pubblico di Welcoming Cities nella splendida piazza dell’innovazione riminese, che ha ospitato anche l’evento inaugurale di IT.A.CÀ nel 2016, trovi qui le istruzioni per partecipare!

Hai tempo fino al 15 Marzo!

A chi vuole raccontarsi, a chi è curioso di ascoltare e vuole imparare dalle buone pratiche di accoglienza… Vi aspettiamo il 31 Marzo e 1 Aprile a Rimini!

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi
Coordinatrice IT.A.CÀ Rimini

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Una giornata di formazione con il Premio Turismo Sostenibile 2016

Sabato 12 novembre 2016 Bologna Welcome e IT.A.CÁ dedicano una giornata di consulenza e formazione destinata ai vincitori e le menzioni speciali del Premio Turismo Sostenibile 2016: cultura, enogastronomia e cicloturismo.

Lorenzo Olmo LancelottiL’evento, che si terrà dalle h10 alle h16 presso Palazzo Re Enzo, ha l’obiettivo di fornire strumenti tecnico operativi  alle realtà turistiche del Bolognese che si sono distinte durante il contest: sono 33 le realtà finaliste su un totale di 75 partecipanti. I finalisti del contest potranno avvalersi della consulenza dei referenti di Bologna Welcome; Claudia Capelli (area Marketing e Comunicazione) e Stefano d’Aquino (area incoming) forniranno le linea guida per promuovere prodotti turistici che valorizzino il Bolognese.

La giornata è stata pensata non solo per fornire ai partecipanti alcuni strumenti operativi, ma anche per far emergere le risorse e bisogni delle realtà turistiche sostenibili della Città Metropolitana. Ma l’obiettivo più importante del contest, di questa giornata, così come di tutte le iniziative che sono state e saranno organizzate in seguito,  è quello di rafforzare la comunità del turismo responsabile di tutta l’area metropolitana di Bologna, facendo emergere i referenti del turismo responsabile bolognese  e favorendo sinergie e partnership che connettano la città al suo hinterland.

Quindi, la giornata sarà un momento di condivisione di idee tra Bologna Welcome, il festival e la comunità del Premio Turismo Sostenibile  per iniziare un percorso comune di confronto, di scambio e di co-progettazione.

Simona Zedda
Blog IT.A.CÁ

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Ethicjobs – la start up che vuole cambiare il mondo del lavoro

La nostra Annalisa Spalazzi per il nostro Blog ha intervistato il team del progetto start up Ethicjobs.

“Ho incontrato questi ragazzi qualche anno fa, quando insieme rincorrevamo sogni. Sono passati alcuni anni, siamo diventati grandi, ma ancora quei sogni li inseguono ed oggi vi racconto il loro progetto per cambiare il mondo, per ricordare quanto sia importante l’etica nel lavoro.”

Il progetto si chiama Ethicjobs e nasce per premiare ed elevare la qualità del lavoro dipendente in Italia e, allo stesso tempo, per aumentare la consapevolezza e la responsabilità del mercato italiano.

Il Team di Ethicjobs ha deciso di creare una piattaforma di eccellenza (non di denuncia) che darà visibilità e certificherà le aziende che offriranno i migliori standard di qualità lavorativa. Il tutto con un processo bottom-up, nel quale saranno gli stessi dipendenti in forza all’azienda a certificare le proprie condizioni lavorative. Qui sta la novità. Sarà attraverso le votazioni anonime e controllate dei dipendenti stessi che si andrà a delineare un quadro delle migliori imprese italiane.

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Ethicjobs vuole informare l’utente finale sul prodotto/servizio che sta acquistando riducendo così l’asimmetria informativa tra le parti in causa e facendo trasparire la filiera lavorativa del prodotto/servizio in questione.

Duplice traguardo che si pone la start up, infatti, sarà quello di sensibilizzare ed indirizzare l’utente finale verso un circuito di acquisti più etici e consapevoli, aumentando di conseguenza il flusso di prenotazioni e ricavi per le strutture che riusciranno a dimostrare i maggiori standard di qualità del lavoro dipendente. Ethicjobs aiuterà i cosumatori ad essere più consapevoli e, oltre a questo, darà loro la responsabilità di scegliere.

Consapevolezza e responsabilità saranno la sua arma buona.

Altro obiettivo del team, è quello di sensibilizzare anche gli imprenditori alla componente etica, dimostrando loro che un business etico non solo è possibile, ma può essere anche profittevole sia nel breve che nel lungo periodo. Abbiamo incontrato Luca Carrai e Gloria Perosin ideatori di questo progetto e gli abbiamo fatto alcune domande…

Ma perché questa idea, cosa vi ha spinto a buttarvi su questa strada?

Perchè un terzo della vita di un essere umano sarà trascorso lavorando e, per diversi motivi, non tutti lo passeranno facendo il lavoro dei proprio sogni. Quello che vogliamo è dunque creare degli ambienti lavorativi sereni, in modo tale che tutti possano vivere una vita qualitativamente migliore.

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Rendere tutti i dipendenti più felici vorrà dire avere una popolazione che vive la propria vita più felice. Questo è l’obiettivo ultimo di Ethicjobs.

…ma chi sono questi ragazzi, pieni di sogni ma con un obiettivo preciso per il futuro?

Dietro l’idea di Ethicjobs c’è Luca Carrai, Castiglione della Pescaia (GR), 26 anni. E’ un aspirante imprenditore seriale. Ambizioso, positivo e sognatore, si pone degli obiettivi e lavora sodo per raggiungerli.

Sostenitrice e partner del progetto è Gloria Perosin, Venezia, 25 anni. È una lettrice accanita, un’aspirante libraia, scrittrice, editrice e vorrebbe arrivare a fare delle sue passioni il suo lavoro. Sta partecipando alla creazione di una rivista culturale riminese e aiuta una piccola casa editrice romana.

Terzo componente del team è Antonio Sapone, Nicotera (VV), 23 anni. Antonio sostituisce al percorso universitario quello lavorativo. Grazie alle sue competenze e contatti è la parte più concreta del team. Appassionato di web e social media marketing, si impegna ogni giorno per farsi strada in questo settore.

Caratteristiche del team sono la voglia di cambiare qualcosa a livello sociale, di riportare l’attenzione sulla persona, sul benessere ed innalzare gli standard di qualità sia della vita che dei rapporti. Cercano una crescita non solo umana e personale ma anche collettiva e professionale. Sono convinti che cambiare il mondo sia possibile, e con passione, amore, impegno e dedizione si stanno prendendo questa responsabilità.
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Come possiamo aiutare questi sognatori a portare avanti il loro ambizioso progetto?

La start up che stiamo mettendo su per rendere le persone più felici, che offra a tutti una prospettiva di un futuro migliore è sicuramente un progetto utopico. Noi vi chiediamo la cosa più preziosa che potreste darci: un po’ del vostro tempo!  4 minuti, per l’esattezza, per compilare un breve questionario e farlo girare tra i vostri contatti e aiutarci a migliorare il progetto:

http://goo.gl/forms/Y8fivrCH7rzl3eYm2l 

Noi abbiamo un sogno, aiutaci a realizzarlo e rendere il mondo un po’ migliore! Grazie a voi e a chiunque vorrà contribuire a questa fase e ovviamente, per chi volesse sapere qualcosa in più su di noi e sul progetto, questi sono i nostri contatti: luca@ethicjobs.com & gloria@ethicjobs.com

Auguriamo un buon lavoro a questa coppia di giovani sognatori 😉

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi 
Coordinatrice IT.A.CÀ Rimini

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START UP IT.A.C.À > Rimini, 19 maggio 2016

Il 19 maggio, con Rimini diamo il via alla stagione di IT.A.CÀ 2016 

Il via ad una serie di tappe che ci porteranno dalla Romagna a Trento in una scoperta del viaggio responsabile che è di per sé è già un viaggio!

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Lo abbiamo chiamato START UP IT.ACÀ giocando con le parole, mettendo insieme l’innovazione, il turismo, il festival e l’idea di “inizio”. L’inizio di un percorso, in cui avremo l’occasione di conoscere tutte le realtà coinvolte a Rimini per l’organizzazione del festival. Ma anche l’inizio per chi vuole conoscere a fondo il turismo responsabile.

Iniziamo chiedendoci “cosa è poi questo turismo responsabile di cui si parla?” Dietro al concetto di turismo responsabile c’è un mondo ancora parzialmente inesplorato tra le aule di formazione e che vogliamo mostrarvi.

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Il tema per IT.A.CÀ riminese è la formazione, o meglio, “l’evento è vissuto come momento di formazione informale”.

Per questo iniziamo coinvolgendo studenti, operatori, professionisti, associazioni, ONG, enti di formazione, università, centri di ricerca, ecc per parlare in modo ampio di questo modo di fare turismo, con chi nel settore ha costruito la propria esperienza.

Perché?

Per ispirare, per aprire un nuovo mondo, che può essere anche un nuovo mondo per il lavoro. Perché le statistiche ci dicono che il turismo cambia, che per essere competitivi bisogna innovare. Ma ci dicono anche che questo cambiamento deve essere verso un’economia positiva.

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E quindi troviamo tutte queste parole assieme responsabile / sostenibile / green / eco / solidale / equo / accessibile / esperienziale…ma che vogliono dire poi? Se ne parla troppo, e se ne parla poco. Se ne parla, ma non si va a fondo.

E allora sperimentiamo.

Una giornata di formazione organizzata per IT.ACÀ  dal Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) dell’Università di Bologna, in collaborazione con il Piano Strategico di Rimini e il Tourism Innovation Square e nell’ambito del progetto HECTORin cui parleremo con i direttori degli itinerari culturali d’Europa e con i ricercatori per svelare i misteri dei consumi turistici, per poi scoprire cosa vuol dire vivere in un prodotto culturale ecosostenibile. Ci butteremo sul palco del palinsesto del turismo esperienziale per scoprire come un’idea diventa una nuova professione, ma anche come i luoghi si reinventano per favorire l’incontro e l’innovazione turistica. Le idee, si sa, nascono dall’incontro.

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Parleremo di turismo responsabile con chi in Italia lo ha definito per la prima volta, e con chi lo pratica come mestiere valorizzando il territorio. Parleremo poi con gli studenti del vantaggio per le imprese turistiche ad investire nelle azioni social-green e di cosa vuol dire nella pratica realizzare un bilancio sociale. Chiuderemo parlando del bisogno di ripensare alle figure professionali per gestire l’accoglienza dei bambini. Un turismo che cambia ha bisogno di cambiamenti.

Durante la pbuffetunpaeseecentostorieausa pranzo, vivremo l’esperienza della valorizzazione del territorio attraverso i prodotti che lo caratterizzano, grazie alla tavola imbandita di Un Paese e Cento Storie, tra prodotti, racconti e sapori.

E siccome IT.A.CÀ è un laboratorio, noi sperimentiamo e organizziamo un workshop diverso, in cui “ascoltare l’arte e metterla da parte” in cui parleremo dell’arte di mettere insieme cultura, turismo e innovazione.

Figure professionali più o meno ordinarie, innovative, alcune più legate al mondo del turismo, altre a quello della cultura, alcune già “ibride”, tutte impegnate nello sviluppare forme sostenibili di turismo. Durante il workshop sarà possibile ascoltare faccia a faccia o in piccoli gruppi le storie di vita di una serie di operatori per imparare qualcosa in più sui loro mestieri attraverso un incontro intimo e personalizzato finalizzato ad apprendere in maniera informale le sfide dei percorsi lavorativi responsabili.

Questi saranno gli spunti per creare le nuove professioni del futuro.

Perché il turismo è un viaggio e anche il lavoro è un cammino verso una miriade di possibili strade.

La grande percentuale di italiani (74%) conosce il turismo sostenibile e rispetta l’ambiente, cercando di ridurre il consumo di energia e di risorse del territorio. La maggioranza lo considera, infatti, eticamente corretto. Il 60% si dichiara poi ottimista ed è convinto che la sensibilità per l’ecoturismo e il turismo sostenibile crescerà nei prossimi 10 anni. Ma proprio su quest’ultimo versante emerge, a detta degli intervistati, la necessità di promuovere di più e meglio il turismo responsabile(Rapporto Univerde, 2016).

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Cavalchiamo quest’onda dunque, e scopriamo insieme cosa vuol dire quando una nicchia di mercato diventa la base del cambiamento.

I partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione alla giornata di formazione sul turismo responsabile.

Per iscriversi alla giornata del 19 maggio e aiutarci ad organizzare al meglio la giornata,compilare il format in 1 minuto! http://goo.gl/forms/VBcyutyJQ4

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PROGRAMMA 

10.30 Introducono e moderano
Pierluigi Musarò & Sonia Bregoli – Direttori IT.A.CÀ
Alessia Mariotti – Centro di Studi Avanzati sul Turismo

  • 11.00 – 13.00
    Turismo Responsabile ed Esperienza turistica – il ruolo dell’innovazione per creare nuove forme di lavoro

Antonio Barone – Direttore Rotta dei Fenici Claudia Castellucci – Direttrice ATRIUM

Gli itinerari culturali del Consiglio d’Europa si raccontano, valorizzazione del territorio e opportunità di lavoro

Chiara Rabbiosi, UNIBO QUVI/CAST

Turismo tra territorio e cultura: nuove figure professionali per nuove esperienze


Andrea ZanziniSasso Erminia EcoB&B

Dall’innovazione all’esperienza. Il prodotto culturale di una struttura ricettiva che guarda al futuro


Maurizio Testa, Artes Srl SB

Perché anche l’Italia possa far fronte alla crescente domanda globale di turismo esperienziale con soluzioni commerciali vincenti.


Angelo Faresin, presidente ASSOTES

L’operatore per il turismo esperienziale, una specializzazione necessaria per portare professionalità nella produzione di palinsesti turistici di alto valore commerciale


Valentina RidolfiPiano Strategico e Rimini Innovation Square

Spazi e azioni di co-working per l’innovazione turistica

  • 13.00 – 14.00
    La riscoperta dei sapori della tradizione per la valorizzazione territoriale
    Light lunch

A cura di Un Paese e Cento Storie

  • 14.00- 16.00
    Turismo responsabile ed impatto sociale delle imprese turistiche. Quali forme?

Maurizio Davolio – Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR)

Il valore aggiunto della rete nazionale ed i corsi di formazione nel turismo responsabile


Alessadro GalloppaIl Ponticello Trekking Viaggi

La costruzione del pacchetto di un viaggio responsabile. Qual è il valore dell’esperienza?


Carlo Pantaleo Progetto “Emporio Solidale e nuovi servizi per le famiglie in difficoltà” con il sostegno del CSV Volontarimini in collaborazione con Istituto Tecnico Economico Statale “R. Valturio”

Il vantaggio del turismo social–green presentato dagli studenti. Presentazione del progetto Emporio Solidale 

Maria Gabriella Baldarelli – UNIBO

Il bilancio sociale e responsabilità di impresa. È importante nel turismo?


Luigi Guerra – Università di Bologna /EducAid

La necessità di formare e/o riqualificare le nuove figure professionali che in ambito turistico gestiscono l’accoglienza e il tempo dei bambini in vacanza

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  • 16.30 – 18.30
    Ascolta l’arte e mettila da parte. Workshop di apprendimento informale con gli operatori “responsabili” del turismo e della cultura

Partecipano:

  • Cristina Ortolani, ricercatrice free-lance storytelling dei territori;
  • Antonio Barone, direttore Itinerario culturale Rotta dei Fenici;
  • Claudia Castellucci, direttore Itinerario culturale ATRIUM;
  • Elena Rodriguez, direttrice Museo Civico Verucchio;
  • Andrea Zanzini, Sasso Erminia EcoB&B;
  • Marco Sanchini, Animatore Ass. Rione Montecavallo;
  • Alessandro Galloppa, Il Ponticello trekking e viaggi tour operator responsabile;
  • Maurizio Testa, Ideatore e Coordinatore Progetto Artès "Storie da Vivere Insieme;
  • Marco Mancini, Camping Marecchia tra natura e arte;
  • Maria Pia Bartolucci, Tipicità Italiane eccellenze enogastronomiche;
  • Francesco Tortori, Spazi indecisi associazione culturale per la riattivazione degli spazi in abbandono

Scoprite il programma di IT.A.CÀ Rimini dal 18 al 22 maggio! Buon viaggio…

Annalisa Spalazzi
Coordinatrice Festival IT.A.CÀ – Rimini

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ARTÈS – X4U | Quando il turismo si fa esperienza

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatri

Meno di un mese all’inizio di IT.A.CÀ 2016 e allora, iniziamo a conoscere le nuove realtà che ne faranno parte nel nostro blog! Oggi incontriamo Angelo Faresin e Maurizio Testa, o forse faremmo meglio a dire Artès in persona, perché quando un progetto nasce dalla passione, “vive” di vita propria…

Innanzitutto, cosa vuol dire ARTÈS ?  

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Artès è l’acronimo di Animazione Relazionale per il Turismo Esperienziale. E’ il nome del nostro modello di creazione di prodotti turistici innovativi, che affondano le loro radici nel turismo esperienziale e nello storytelling.

Come nasce il progetto ARTÈS, cosa ha spinto a crearlo?  

Ci sono molti modi di raccontare questa lunga storia (ancora tutta da scrivere). Proviamo ad assumere il punto di vista di una delle nostre esperienze turistiche, e facciamolo dire a lei:

Tanto tempo fa, prima di essere raccontata e spiegata nei minimi dettagli ai tour operator al di là dell’Oceano, che mi avrebbero poi illustrata ai loro clienti, ero soltanto un’insieme di idee. Una specie di cocktail di geni preistorico, capite? Alcune idee di base, germinali, erano nella testa di mio papà, un operatore per il turismo esperienziale, mentre tanti altri particolari, dettagli tecnici ma anche lati personalizzabili della mia figura, erano dispersi fra le teste di tante altre persone, altri operatori che parteciparono ad un corso, e donarono questi pezzetti al mio papà. Per questo considero anche loro di famiglia, anche se il termine corretto è che “usarono l’intelligenza collettiva”.

Ancor prima della mia progettazione, però, doveva nascere il modello ARTÈS. Mi hanno raccontato che a immaginarlo e descriverlo accuratamente è stato un signore un po’ matto, con un grosso cervello, e non poteva essere altrimenti dato che di cognome faceva TESTA.

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Il signor TESTA di lavoro faceva l’inventore: dai computer alla grande distribuzione, aveva sempre trovato il modo di innovare i mercati nei quali operava. Per forza: da piccolo aveva già deciso di fare quello nella vita! Insomma, dopo varie peripezie, avventure e soddisfazioni come Manager, il nostro cervellone aveva deciso di sfruttare l’opportunità di mettersi in proprio. Incominciò a fare una cosa che aveva scoperto essere molto importante: fare Rete. No, non a costruire una rete informatica, non solo.

Chiamò a raccolta alcuni imprenditori volenterosi e spiegò loro perché avrebbe avuto successo un progetto di rete tra aziende. Chiamò questo primo progetto TEAMFORCE. All’interno di Teamforce furono messe il luce molte delle opportunità e dei rischi del lavoro in rete.

Ma vedo che vi sto annoiando, mentre io sono stata progettata per coinvolgervi e divertirvi, modestamente! Per mettere a frutto l’esperienza di Teamforce, il nostro Testa assieme ad altri amici professionisti, diede vita all’associazione X4U, che sta per Experience for You. Possiamo considerarla la nonna di tutte noi esperienze turistiche Artès.

X4U aveva un sogno: voleva riunire persone da tutta Italia per far partire dei progetti di Impresa che avessero a cuore anche i principi etici dell’Economia Civile, per creare i cosiddetti “Beni Relazionali”. Senza il lavoro costante e infaticabile di X4U, non si sarebbe mai sviluppato ARTÈS, che tra i vari progetti in seno a X4U era il più entusiasta e il più avventuroso. Fu così che X4U si diede allo studio del mercato turistico globale, approfondendo i temi dell’Economia Civile, dello Storytelling, del Marketing del Ricordo e dell’Economia dell’Esperienza. Da questo lavoro nacque dunque il modello ARTÈS, uno standard che coniuga gli ingredienti e le caratteristiche innovative che un’esperienza turistica deve avere per essere in linea con le esigenze dei turisti di oggi, i cosiddetti “prosumer” (proactive consumers) in Italiano vengono definiti come  “ConsumAttori”.

Come è fatta l’esperienza ARTÈS ? In quale modo vi proponete di vendere i luoghi attraverso le esperienze proposte?  

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Le esperienze Artès, meglio conosciute come “palinsesti Artès” o “Storie da Vivere Insieme” sono sempre basate su una o più Passioni. L’operatore per il turismo esperienziale Artès è un esperto di una Passione, che condivide con il turista. Egli struttura il palinsesto grazie a 4 ingredienti e 6 caratteristiche.

I quattro ingredienti sono “Estetica, Intrattenimento, Evasione, Educazione” e prevedono un sempre maggiore coinvolgimento del turista nella varie attività proposte. Le 6 caratteristiche prevedono un’analisi del programma e uno sforzo creativo che mettano in luce i motivi per cui il palinsesto sarà “esclusivo, unico, autentico, familiare, personalizzabile, memorabile, unico e irripetibile”. La particolarità più eclatante è la presenza di una cornice narrativa in ogni palinsesto, per cui il turista non è più turista ma diventa protagonista di una storia, con imprese da compiere, avversari, tesori da scoprire,…

Le destinazione scelte per i Palinsesti devono sempre corrispondere a un luogo ben conosciuto dall’operatore (anche se non necessariamente il luogo dove risiede). Si tratta di scegliere luoghi dove “soltanto lì può accadere quel palinsesto”, fortemente correlati ad una Passione, magari tramite un prodotto tipico, una lavorazione particolare, o un’architettura unica nel suo genere. La vendita invece avviene tramite il nostro tour operator Artès Srl SB (società benefit) in ottica B2B , sia tramite Tour Operator italiani e stranieri che gestiscono viaggi lungo tutta la nostra penisola, sia tramite punti vendita di territorio.

Cosa vuol dire “palinsesto”?  

L’idea del palinsesto deriva dal linguaggio televisivo, nel nostro caso si rifà alla ricchezza di contenuti delle nostre esperienze, che presentano varie attività e attori all’interno della stessa escursione, tutti collegati dal filo della narrazione. Per esprimere la straordinaria ricchezza delle nostre escursioni abbiamo scelto questo termine.

Che valore dà al viaggio un’esperienza con voi rispetto ad una classica offerta turistica?  

Quel che dicono, e che ormai abbiamo adottato come “slogan”, è che le nostre storie sono “ciliegine da mettere sulla torta”, che servono al nostro cliente Tour Operator per impreziosire la torta ovvero il viaggio che sta organizzando.

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Nei nostri palinsesti il turista diventa protagonista del territorio, diventa “italiano in mezzo agli italiani”, dunque poniamo grande attenzione alla dinamica relazione tra operatore e turisti, perché l’obiettivo finale di tutto il Progetto è creare benessere relazionale, generare “felicità” ai tanti viaggiatori che riconoscono questa missione all’Italia e agli italiani (proprio per le caratteristiche storiche e umane del nostro popolo).

Il vostro format parla di “narrazione”. Come si crea questa narrazione? Nasce prima l’idea, oppure nasce prima il contatto?  

La narrazione è un modo di vedere e vivere l’escursione molto diverso dall’itinerario. Nei nostri corsi spieghiamo un semplice modello per costruire delle Storie, che hanno sempre i turisti come protagonisti. In fase di progettazione dunque l’operatore per il turismo esperienziale ha ben in mente alcuni elementi fondamentali del palinsesto, e aiutandosi col nostro modello, li inserisce in una cornice narrativa che deve essere scorrevole e logica. Dunque prima nasce l’idea del palinsesto, e poi la narrazione si esplica durante l’esperienza con il turista. Fermo restando che ogni storia deve potersi “adattare” a chi vorrà viverla, anzitutto nel linguaggio, ma anche nei contenuti.

Raccontateci una storia che vi rappresenta in modo particolare!  

Questa sì che è una domanda difficile. Le nostre storie rappresentano ciascuna un Operatore, una Persona, un Amico; e al contempo una Passione e un Territorio. Da dove cominciare?

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Potremmo parlare di come lo Chef del Teatro La Scala di Milano deve andare in pensione, e dunque c’è bisogno di individuare il suo degno successore: per far questo abbiamo convocato i migliori chef del mondo, che attraverso un’esperienza nei migliori gourmet milanesi, procurandosi i giusti ingredienti al mercato cittadino, si sfideranno a colpi di ricette tipiche milanesi per aggiudicarsi il posto di Chef de La Scala.

E che dire del prode Michele da Siena, che valorosamente guiderà un manipolo di cavalieri-ciclati attraverso la Val D’Orcia, visitando paesaggi meravigliosi, insidiati dal temibile Ghino Di Tacco che vuole affamare i popolani dei borghi locali? La scelta è così ardua che non ci resta che indicarvi lo scrigno che racchiude tutte queste storie, il nostro sito www.experienceforyou.com .

Con ARTÈS  nasce anche una nuova figura professionale, non solo un progetto: l’operatore per il turismo esperienziale. Di cosa si occupa questa figura? Dimmi, che caratteristiche deve avere un operatore ARTÈS? 

L’operatore per il turismo esperienziale è una specializzazione di cui il mercato turistico italiano sta esprimendo il bisogno. I dati ci dicono che circa il 55% dei turisti internazionali vuole “vivere esperienze uniche e interessanti” e più del 35% vuole “calarsi nella vita e cultura locale”. Al contempo, i TO internazionali ci dicono che il mercato italiano è frammentato, è difficile individuare proposte esperienziali poiché sono singole attività sparse per il Paese, “non si capisce bene cosa si acquista” in quanto non c’è uno standard, una credibilità. Per questo motivo Paesi come Francia e Spagna, che fanno turismo esperienziale da più tempo di noi, hanno guadagnato notevoli fette di mercato rispetto al nostro Paese.

L’operatore per il turismo esperienziale si occuperà dunque di creare, organizzare ed erogare dei prodotti esperienziali disegnati attorno ad una specifica passione condivisa con il turista, che diventa protagonista del territorio.

Un operatore Artès  è colui che decide, dopo aver imparato il modello Artès, di entrare a far parte della rete associativa di community Artès nascenti nel territorio nazionale. All’interno di queste community sarà avvantaggiato dalla collaborazione degli altri operatori nella creazione e organizzazione dei suoi palinsesti, mettendo a frutto il lavoro di squadra. Inoltre, sarà in grado di vendere i propri palinsesti tramite i canali commerciali di Artès Srl Sb, la prima società benefit nel comparto turistico italiano.

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Per diventare un operatore per il turismo esperienziale sono necessarie caratteristiche soft e hard.
Per i tratti soft, bisogna essere empatici, comunicativi, riuscire a trasmettere autenticamente ciò che si è. E’ importante anche saper ascoltare, essere positivi, con doti di leadership “umile”, al servizio degli altri. Riguardo alle competenze “hard” si deve essere esperti della passione si vuole condividere, bisogna avere delle basi di organizzazione, essere creativi, saper risolvere i problemi quando accadono, oltre a saper gestire gruppi e parlare almeno una seconda lingua oltre all’italiano. Vogliamo non togliere questa opportunità a chi non conosce le lingue, ma al contempo dobbiamo essere chiari sul fatto che questo restringe di molto il possibile mercato di riferimento.

Una guida turistica, un accompagnatore trovano uno sbocco naturale della propria professione in questo nuovo ruolo, acquisendo la professionalità necessaria per offrire prodotti strutturati e certificati. Ma il ruolo è accessibile anche a tutti coloro che vogliono condividere altre passioni di cui è esperto, come per esempio in campo enogastronomico, artigianale, nella rievocazione storica, etc. In ogni caso verifichiamo che nessun operatore Artés vada a sovrapporsi con il lavoro di chi ha già una licenza per esempio come guida turistica. Qualora il palinsesto preveda itinerari che devono essere gestiti da guide turistiche, facciamo in modo che l’Operatore contatti una guida professionista all’interno della propria storia. Solo allora diamo l’ok per la commercializzazione. Siamo per l’innovazione sì, ma non per l’abusivisimo.

Grazie ad Angelo e ad Artès!
La loro e tante altre storie nel programma di IT.A.CÀ Rimini dal 18 al 22 maggio!

Blog IT.A.CA
Annalisa Spalazzi

Coordinatrice Festival IT.A.CÀ Rimini

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IT.A.CÀ Rimini dal 18 al 22 maggio 2016 | Un’altra Rimini è possibile

IT.A.CÀ Rimini 2016
L’evento inteso come momento di formazione informale

“Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze”
 Kostantin Kavafis

Rimini è il centro turistico di eccellenza per quanto riguarda gli studi, con istituti superiori, enti di formazione, università, centri di ricerca e il Centro di Studi Avanzati sul Turismo.

L’idea di formazione non solo educando i turisti, ma anche i residenti alla convivenza con i turisti/ migranti/viaggiatori.

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Nel territorio di Rimini, sono stati coinvolti, per il secondo anno, più di 20 operatori per l’organizzazione di convegni in spiaggia, passeggiate futuriste e trekking urbani, laboratori sostenibili, tradizioni a tavola, presentazioni di libri, trekking nella natura, degustazioni, giochi urbani, pedalate, e altro ancora.

Tra i partner del 2016 abbiamo – per citarne alcuni  – Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST), CESCOT, Piano Strategico di Rimini, CGIL Rimini, Libera, Rione Montecavallo, Sosteniamoci, Sir Fun, A Passo d’uomo, Rimini Spiagge Network, Un paese cento storie, FIAB Rimini – Pedalandocamminando, Progetto Emporio Solidale, Pro loco Verucchio, ecc.

Nei cinque giorni, ogni giornata è dedicata ad un aspetto della formazione, per andare a fondo nella scoperta del turismo responsabile e sostenibile, così come per scoprire alcuni aspetti nascosti di Rimini.

Una giornata sulla storia e cultura del luogo con gli operatori del settore turistico, per proiettarli poi verso il futuro della destinazione.

Una giornata dedicata alla formazione degli studenti sulle prospettive di lavoro nel turismo responsabile.

Una giornata per gli operatori della spiaggia e albergatori sulle ricerche e progetti in essere da cui trarre spunto per investire nella sostenibilità.

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Una giornata dedicata alla partecipazione dei residenti e turisti all’ascolto di viaggi, vicini e lontani, passeggiando alla scoperta dei luoghi della città. Il viaggio che poi si intreccia a quello dei migranti e a quello dei cooperanti, per scoprire il dritto e il rovescio della partenza.

Una giornata per scoprire l’entroterra, tra la Valmarecchia e la Val Conca, ed il valore di mettere insieme storia e innovazione per re-inventare il turismo in chiave sostenibile.

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Responsabilità e sostenibilità sono due concetti che mettono insieme la tutela e cura del patrimonio culturale e ambientale con l’innovazione, elemento necessario per lo sviluppo della destinazione.

Un programma corposo e interessante che potete consultare e trovare QUI > Programma IT.A.CÀ Rimini.

Mentre qui potete partecipare al concorso RACCONTAMI UN POSTO
Un’ opportunità di raccontare quel pezzo di mondo che hai vissuto a chi ancora non lo conosce, di abbattere i pregiudizi e le paure, di incuriosirci e di farci capire che, dopotutto, non ci vuole tanto: basta sgomberare la mente dai pregiudizi e bagnarsi nel fiume del viaggio, con curiosità e voglia di scoprire.
* la premiazione 22 maggio a Rimini, presso La Casa sull’Albero.

E vi invitiamo sempre ad intraprendere il viaggio in maniera responsabile, partendo da casa e arrivando a casa, una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere, dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…

Buon viaggio come sempre 🙂

Responsabile comunicazione IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
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Il viaggio con IT.A.CÀ – alla scoperta di Rimini dal 18 al 22 maggio 2016

In partenza IT.A.CÀ Rimini 2016!
Il nostro viaggio a tappe ci porterà a scoprire i territori vicini con nuovi occhi.

“Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.” – Italo Calvino, da Le Città invisibili

Ci sono luoghi col fascino dell’esotico, dove ci si aspetta di trovare una cosa, e se ne trovano mille altre.
Non a caso, quest’anno IT.A.CÀ parte da Rimini, dal 18 al 22 maggio 2016.

Tutti sanno che Rimini è la capitale del turismo di massa, pochi sanno che è stata pioniera in Italia sui temi del turismo sostenibile. Molti sanno che Rimini è simbolo di ospitalità e accoglienza, pochi sanno come si è costruito questo mito negli anni.

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Molti sanno che Rimini è spiaggia, mare e divertimento. Pochi sanno della sua antichissima storia e dei tesori culturali che nasconde.
Molti conoscono i prodotti della cucina romagnola, un buon sangiovese e una deliziosa piadina, pochi conoscono le colline da cui vengono, la meraviglia dei paesaggi dell’entroterra riminese.
Con IT.A.CÀ a Rimini partiremo mettendo insieme tutto questo, il noto e il meno noto, per farvi vedere l’altrove dietro casa e godere dello spettacolo che una città millenaria ed innovativa allo stesso tempo, può offrire.

Nei 5 giorni riminesi, scopriremo la storia dell’accoglienza a Rimini e come si è inventata nel tempo come meta turistica d’eccellenza, per capire dal passato come costruire il nuovo futuro della destinazione.

mare riminiParleremo del turismo responsabile e del lavoro, lì dove ci si sta specializzando nella ricerca sul turismo e dove, ogni anno, studenti da tutta Italia e dal mondo arrivano per diventare i nuovi operatori turistici del futuro.

Sperimenteremo una tavola rotonda al mare, mettendo insieme operatori del turismo, ricercatori e studenti per formulare una proposta adeguata da dare alla spiaggia per iniziare il suo viaggio verso la sostenibilità.

Conosceremo i progetti di cooperazione internazionale in Palestina, attraverso le parole di coloro che il viaggio non lo hanno intrapreso solo per piacere. Lo faremo in modo informale, “assaggiando” il territorio e “ascoltando” parole e musica.

Porteremo l’altrove a Rimini con i racconti di viaggio e di vita in Sud America, ma anche del dietro casa con i sapori delle tradizioni tra Emilia Romagna e Marche. Scriveremo poesie futuriste mettendo insieme turisti residenti e disabili, per farli incontrare in una camminata creativa. Parleremo di mafia e antimafia con degli esperti, perché responsabilità nel turismo è anche legalità.

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Incontreremo i migranti, per scoprire il rovescio del viaggio, cosa c’è dall’altra parte e cosa spinge a lasciare la propria terra.

Infine, la domenica, il viaggio esperienziale e la scoperta si fonderanno portandoci a percorrere un itinerario in Valmarecchia, tra storia antica e innovazione lungo il fiume, oppure in Valconca, tra le grotte di Onofrio.

Scopriremo i misteri della rocca di Verucchio con il gioco e, per non essere mai sazi di esperienze, chi resta a Rimini potrà unirsi alla pedalata storico-fellinianache dal mare porterà al centro a visitare gli angoli nascosti della cultura riminese.

In gran finale, premieremo i vincitori di “Raccontami un posto”, alla sua seconda edizione. Il viaggio, come l’evento di per sé, è un momento di formazione informale.

A Rimini dove l’orgawork in 'progress it.a.cà 2016nizzazione parte dal Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) e si fonde con il territorio, portando l’università fuori dai propri spazi per reinventarne i luoghi, e un po’ scoprirli a sua volta, la formazione non poteva che essere il trait-d’union delle cinque giornate di eventi.

Se tutto questo vi ha ispirati, nei prossimi giorni è in arrivo il programma della prima tappa del festival, l’occasione per vedere Rimini come non l’avete mai vista e di innamorarvene un po’ di più, in tutti i suoi aspetti e nel suo carico innovativo, che la rende da sempre una capitale indiscussa per il turismo.

Per noi di IT.A.CÀ però, una capitale del turismo sostenibile, responsabile ed inclusivo, fondato sull’accoglienza e sull’ospitalità di cui i romagnoli sono maestri, per far sentire “a casa” il viaggiatore.

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi

Coordinatrice Festival IT.A.CÀ – Rimini

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Il lavoro nel turismo responsabile è un viaggio: il mio inizio con IT.A.CÀ

Sono Annalisa Spalazzi, la coordinatrice di IT.A.CÀ per la città di Rimini  e stavolta “mi intervisto” per  la rubrica “In viaggio verso IT.A.CÀ” dove vi voglio raccontare la mia esperienza. Vi parlerò di come per me il festival sia stato un trampolino di lancio per entrare nel mondo del lavoro e come oggi riesco ad occuparmi del coordinamento di realtà di primaria importanza sul territorio riminese.

Ma ogni storia ha un inizio. Che dire di me?

Nata in una piccola città, Ascoli Piceno, con il cuore Siciliano e il pragmatismo Marchigiano, ho preso da mia madre la forza di volontà e l’entusiasmo e da mio padre la passione per i progechi sono attraverso ciò che amotti. Da sempre innamorata del mondo, curiosa e con una spinta vena polemica, vi direbbero di me che ho gli occhi che parlano da soli e che non ho peli sulla lingua. Che tutto sommato sono una ragazza dolce e sorridente, ma un po’ troppo impulsiva.

Sin da bambina ho voluto studiare le lingue straniere. In realtà, non perché mi piacesse studiarle, anzi, non mi è mai piaciuto molto. Piuttosto vedevo nelle lingue lo strumento fondamentale per comunicare davvero con gli altri. E ci tengo a sottolineare : non parlare, ma comunicare. Per comunicare devi conoscere la cultura, non solo le parole, devi capire perché le cose vengono dette in un certo modo. Io volevo viaggiare, conoscere persone e comunicare con loro, esprimermi e capirle. Così ho studiato inglese, francese, spagnolo e poi, durante l’università, i miei anni bolognesi sono stati strettamente legati al Giappone e alla lingua giapponese.. Economia, marketing, made in Italy e mercati asiatici. Doveva essere quello il mio percorso. E invece, al terzo anno, un corso universitario, ha cambiato tutto. Economia dello sviluppo.

Tutti i tasselli sono rientrati al loro posto. Avevo deciso: mi sarei occupata di sviluppo sostenibile, perché io un pochino quel mondo volevo cambiarlo e, in realtà, del Giappone mi era rimasto dentro l’approccio allo spirito e alla terra, che in qualche modo mi aveva cambiata indelebilmente. Ma quale direzione prendere?

Alla fine la strada è venuta da sola: portava a Rimini per studiare in un corso internazionale di management del turismo. Ricordo le lacrime nel lasciare Bologna e il pensare di andare nella città “delle discoteche, dove non c’è nulla, dove sarei scappata ogni volta che potevo”.

Poi lo shock. Rimini mi è entrRimini - borgo san giulianoata nel cuore.

Bella, piena di angoli meravigliosi. L’accoglienza nella cultura di ognuno e una città sorridente. Una città da scoprire. Per me aveva il gusto dell’esotico e dell’inatteso.

Ma come sono arrivata proprio ad IT.A.CÀ?

Arrivando al turismo partendo dalla sostenibilità e dallo sviluppo del territorio, il mio approccio è stato sempre un po’ “visionario” e avevo bisogno di stimoli per colmare la mia ricerca.

La mia vita professionale di lì in poi è stata la composizione di un puzzle, il più possibile veritiero di ciò che avrei voluto essere. Solo che i pezzi sono davvero tanti, alcuni piccoli, alcuni grandi. Alcuni fatti di esperienze, altri di sensazioni. Ma uno ad uno mi hanno portato verso IT.A.CÀ.

Due anni fa, tornata dal mio Erasmus a Parigi nel mese di giugno, mi sono fiondata al convegno di IT.A.CÀ  a Bologna. Questo festival, dal nome che richiamava Ulisse e con quel logo che nei piedi metteva il mondo, mi incuriosiva tantissimo. Lì ho visto anche la professoressa Mariotti. Il suo approccio al turismo mi colpì così tanto che avevo già deciso di chiedere a lei la tesi di laurea. Volevo analizzare i temi della sostenibilità e del turismo  e, in particolare, il tema della rete territoriale per lo sviluppo locale. Ma non avevo pensato ad IT.A.CÀ. Quando poi lei mi propose di analizzare l’impatto del festival, il mio viaggio è iniziato.it.a.cà Rimini 2015

Quel progetto di tesi si è trasformato in un percorso di vita. Ho conosciuto Pierluigi Musarò e Sonia Bregoli i quali, entusiasti del mio progetto, mi hanno accolta nella “famiglia” di IT.A.CÀ.  Ho iniziato ad occuparmi del blog con interviste ai travel blogger, mi sono approcciata al fundraising, ma sopratutto ho coordinato i partner per la città di Rimini e organizzato gli eventi sul territorio. La fiducia che mi è stata data, con la mia poca esperienza e la paura di sbagliare, ha fatto sì che il mio carico di responsabilità fosse riempito di entusiasmo.

È stata una sfida, fatta di successi e di errori, ma un risultato ricco di soddisfazioni e tanta voglia di migliorarsi. Con i partner volevamo far uscire l’Università sul territorio a Rimini ed incontrare chi ci lavora. Volevamo che il “mare” comunicasse di più con il centro storico e con l’entroterra, e ci siamo riusciti. Abbiamo gettato le basi per un progetto ancora più dettagliato e organizzato che porteremo avanti in questa edizione.

it.a.cà RImini 2015 - tavola rotonda in riva al mare

E questa storia, con il lavoro nel turismo responsabile, cosa c’entra?

Beh, questa esperienza con IT.A.CÀ mi ha gettata in un mondo fatto di realtà positive, nel lato buono di tutta la negatività che circonda noi giovani che ci approcciamo al lavoro. Mi ha fatto conoscere persone che lavorano per passione, per ideali, mettendoci creatività e volontà. Persone che avevano enormi opportunità altrove o che, semplicemente, si sono messe in gioco per inseguire quello che davvero volevano essere. Perché è così: dietro IT.A.CÀ c’è un mondo di relazioni, fatto di un tessuto sociale innovativo, un laboratorio di nuove esperienze che trasuda creatività.

E in questa rete ho avuto modo di lavorare fianco a fianco con AITR e i suoi associati e partecipare attivamente al forum annuale con una ricerca. Ho potuto lavorare come insegnante di un gruppo di Mauriziani venuti in Italia a fare formazione per sviluppare forme turismo sostenibile nelle loro isole con CEFAL. Ho lavorato per gli Economisti Associati in un progetto di valutazione per la Banca di Sviluppo Africana sulla riduzione di povertà in Tanzania. L’esperienza che ho maturato seguendo IT.A.CÀ mi ha permesso di suscitare la curiosità nella Regione Marche, dove il mio tirocinio è stato concentrato sul tema del turismo sostenibile a livello di destinazione. Ma sopratutto, è stato un trampolino di lancio per lavorare oggi al Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) e occuparmi della ricerca nel turismo in quelle sfaccettature che io avevo deciso essere la mia strada. Una strada faticosa e che sto costruendo passo per passo, grazie al supporto delle persone che credono in me e che l’esperienza me la stanno facendo costruire sul campo.

E chi sono oggi io per IT.A.CÀ?

Oggi, coordino il festival per Rimini come membro del CAST, e seguo gli eventi che si realizzeranno tra il 18 ed il 22 maggio, affiancata da più di 20 realtà importantissime sul territorio. Ogni giorno faccio nuove scoperte, sia a livello umano che di territorio, e avrò modo di condividere grazie al festival a maggio.

riunione it.a.cà RImini 2016

Avrò modo di mostrare che Rimini è molto più di una meta di turismo di massa superata, ma che anzi è una destinazione che sa sempre re-inventarsi ed è stata – ed è – all’avanguardia nell’innovazione. Insieme ai partner, faremo vedere anche che la spiaggia “è viva” e vuole rinnovarsi e sa che deve farlo verso la sostenibilità e che non può dimenticare il grande valore artistico e culturale del suo centro storico, con cui sta imparando a comunicare. Mostreremo l’entroterra riminese con assaggi di viaggi lenti tra la Valmarecchia e la Valconca, ma anche l’approccio alla mobilità sostenibile e alla cooperazione internazionale. Scopriremo le opportunità di lavoro nel turismo responsabile e nella cultura, attraverso le parole di chi nel settore ci lavora e ci investe.

Il tutto sarà legato dal tema della FORMAZIONE: l’evento inteso come momento di formazione informale.

Perché ci sono molti mondi che camminano in una stessa città, ma che spesso non si conoscono e non comunicano. Con IT.A.CÀ noi li facciamo dialogare e, in un’unica voce, parliamo di una città conosciuta,  ma che conserva ancora il fascino della scoperta. Mostriamo la città con nuovi occhi, per trovarci l’esotico, riscoprire una nuova “casa”.

Annalisa, IT.A.Cà 2016

Ho iniziato il mio percorso professionale perché da grande voglio essere destination manager e occuparmi della valorizzazione territoriale e del
turismo responsabile come fonte di sviluppo. L’obiettivo è chiaro, la strada faticosa e fatta di momenti di entusiasmo alternati a momenti di scoraggiamento. Tuttavia, mi sono messa “in viaggio” e, con IT.A.CÀ si sa, non conta tanto la meta, quanto come ci si mette in cammino.

Un grazie a tutte le persone che ci sono dietro al festival per aver contribuito ad iniziare questo percorso. Non so dove mi porterà e non so se funzionerà, ma so che intanto ho la possibilità di percorrerlo.

Sperando la mia storia sia un messaggio positivo per quei ragazzi che come me, scoraggiati dalla negatività che ci viene buttata addosso da questa società un po’ marcia, riescano a credere ancora che il lavoro non solo può esserci, ma può essere creato e può dare ancora soddisfazioni, soprattutto per noi, che nella difficoltà dobbiamo essere il motore del cambiamento.

Io intanto vi aspetto a Rimini, per inaugurare la prima tappa di IT.A.CÀ 2016, per stupirvi con il fermento che solo una capitale del turismo come questa può offrire.

“Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti piú.
E se la troverai povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’ Itaca.”

Annalisa Spalazzi
Coordinatrice Festival IT.A.CÀ – Rimini

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Premio “Raccontami un posto” 2016

ATTENZIONE!
Partecipazione prolungata fino all’ 8 maggio – h21.00

Cosa aspetti? Raccontaci il tuo posto e vinci un meraviglioso viaggio!

Ti è mai capitato di vivere un’esperienza di viaggio che merita di essere raccontata? Se si, continua a leggere. Se no, fatti venire la voglia assieme a noi: il 22 Maggio a Rimini, presso La Casa sull’Albero, andrà in scena la seconda edizione del premio Raccontami un posto.

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Se sei una persona normale, che nella vita non fa il reporter.
Se pensi che il viaggio sia qualcosa più di una vacanza.
Se pensi che la diversità sia una ricchezza invece che un problema.
Se qualcosa ti spinge continuamente verso nuovi lidi a esplorare quello che (ancora) non conosci.
Se proprio non riesci a smettere di pensare a quel posto che hai vissuto da dentro …
allora sei TU quell@ che stavamo cercando!

Raccontami un posto è la tua opportunità di raccontare quel pezzo di mondo che hai vissuto a chi ancora non lo conosce, di abbattere i pregiudizi e le paure, di incuriosirci e di farci capire che, dopotutto, non ci vuole tanto: basta sgomberare la mente dai pregiudizi e bagnarsi nel fiume del viaggio, con curiosità e voglia di scoprire.

D’altronde ogni viaggio è una scoperta continua, un’esperienza a due velocità. Prima, immersi dentro al mondo fino al collo, è quando sei spugna. E quando sei spugna assorbi. Poi la seconda fase, più lenta, è quando processi quello che hai assorbito. Alcune cose scivolano via, altre sedimentano mesi, anni, una vita intera. Noi vi proponiamo anche una terza fase: quella della condivisione. Quella in cui da una parte l’autore del viaggio offre quanto di più prezioso abbia, la conoscenza in prima persona, a chiunque abbia curiosità ed orecchi per ascoltare. Dall’altra si dà l’opportunità di conoscere il mondo attraverso gli occhi che l’hanno visto. Di saziare, almeno in parte, quella curiosità. O di farla nascere per la prima volta.

Si racconta una storia e si invita a scrivere la propria. È il confronto che prosegue. È il viaggio che continua.

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ATTENZIONE! Non ci interessa sapere delle tue vacanze… ci dispiace, ma per quello ci sono le serate noiose, le foto fastidiose sui social e le diapositive coi parenti. No, a noi interessa conoscere il mondo. Viaggiare con la mente grazie a quello che ci racconterai con le tue foto, con un video elaborato da te, oppure semplicemente raccontandoci una storia.

Come partecipare

Scarica QUI la domanda di partecipazione, compilala in ogni sua parte e inviala entro le 21.00 di domenica 8 maggio 2016 a segreteria@festivalitaca.net assieme ad una foto-copertina che descriva la tua proposta. Attenzione, non sarà l’immagine ad essere votata ma la proposta in sé, per come la descriverai nella domanda. Da quel momento verranno aperte le votazioni online per scegliere i tre finalisti che rappresenteranno la propria proposta all’interno del festival del turismo responsabile il 22 maggio 2016 a Rimini.

Per quanto riguarda la realizzazione della tua proposta, non poniamo limiti alla tua creatività: potrai raccontarci il tuo posto come meglio credi usando foto, video, danza, musica, teatro o come preferisci. Uniche regole: il materiale presentato dovrà essere originale e tuo, sarai in tutto e per tutto responsabile dell’allestimento della tua scena, avrai a disposizione 15 minuti per descrivere la tua proposta.

All’interno di queste poche regole avete tutta la libertà espressiva che riuscite a immaginarvi, sarà il pubblico di It.a.cà. a decidere quale proposta vorrà vedere rappresentata!

Come votare

L’ 8 maggio 2016 pubblicheremo sulla pagina Facebook del festival un album con l’immagine che ci invierete e la descrizione della proposta come didascalia. Votate quelle che vi incuriosiscono e vorreste vedere rappresentate durante il Festival cliccando “mi piace”. Le votazioni chiuderanno il 15 Maggio 2016 alle 17.00 e le 3 proposte che avranno ottenuto più voti potranno essere rappresentate durante il Festival.

Ai finalisti verrà data comunicazione entro 24 h ai recapiti lasciati nella domanda di partecipazione, e loro dovranno confermare la propria effettiva partecipazione al Festival entro le h 17.00 del 18/5, scrivendo a segreteria@festivalitaca.net, pena esclusione e ripescaggio dei seguenti classificati.

L’evento

La rappresentazione degli eventi finalisti andrà in scena a Rimini, presso La Casa sull’Albero, il 22 Maggio 2016 a partire dalle h 17.00. I tre finalisti avranno 15 min. di tempo per condividere la propria storia secondo le modalità proposte e a seguire 10 min. di dibattito con il pubblico che voglia integrare il racconto con le proprie esperienze o, perché no, fare domande. La giornata verrà ripresa e i video verranno di nuovo condivisi su Facebook, dove verranno riaperte le votazioni per determinare la classifica finale.

I premi

Il terzo classificato vincerà uno sconto del 50% per un’esperienza speciale: apericena in vasca notturna “dutch-tub”, con pernottamento e colazione, presso il B&B ecosostenibile Sasso Erminia nella splendida cornice della Valmarecchia.

Il secondo classificato vincerà un weekend per due persone (pernottamento e uso delle strutture del parco) in appartamento con vista mare presso il Resort La Francesca nelle Cinque Terre, nel periodo compreso tra il 2/10 e il 23/12.

Al primo classificato verrà offerto da Eden Viaggi un soggiorno di una settimana per due persone (pernottamento) all’Aparthotel Oasis Dunas di Fuerteventuraa scelta all’interno dei periodi 20/6-31/7 o 1/9-11/9.

Tre premi fantastici per i tre viaggiatori che sapranno raccontare meglio il loro posto preferito, il viaggio continua!

PARTECIPATE

Bellissima idea no? Eh si, lo sappiamo! La prima edizione è andata benone e avremo con noi i vincitori che ci racconteranno proprio il viaggio a Maiorca che hanno vinto l’anno scorso grazie a Raccontami un posto! Ma quest’anno vorremmo superarci e rendere questo evento un appuntamento fisso sul nostro territorio, Rimini, che di turismo vive e che di storie di viaggio ha una grande fame.

Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto: aiutaci a condividere l’evento con i tuoi amici! Puoi farlo scrivendo a @ItacaFestBO su twitter e instagram e usando #ilmioposto, oppure condividendo questo post o l’evento Facebook che creeremo a breve sui tuoi social network.

Ma soprattutto… PARTECIPA! Inizia a pensare al tuo racconto e a come rappresentarlo, e in ogni caso vienici a trovare il 22 a La Casa sull’Albero.

Perché si sa “ogni volta che il cuore ci spinge e la mente ci guida, nasce il bisogno di raccontare una storia”. La nostra è appena cominciata, la tua continua a vivere assieme a noi!

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Raccontami un posto –  Si racconta una storia e si invita a scrivere la propria. È il confronto che prosegue. È il viaggio che continua.

Referente IT.A.CÀ Rimini
Annalisa Spalazzi 
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LOCALLER: una start up dalla Spagna per valorizzare le reti territoriali

Nel lungo viaggio di IT.A.CÀ, stavolta abbiamo incontrato Gianpaolo Vairo, uno dei fondatori della piattaforma di marketing turistico Localler. Un viaggio all’interno di questa nuova realtà che vuole portare il festival a scavalcare i confini nazionali per portare il suo insieme di eventi di turismo responsabile anche in Spagna.

3f40e5dCosa condividiamo noi di IT.A.CÀ, evento culturale, e Localler, piattaforma di marketing territoriale? La stessa volontà di portare a uno sviluppo locale, mettendo insieme i piccoli attori de territorio. Fare rete per offrire un prodotto unico.

Localler nasce come start up nel 2013. Come è nata l’idea? Da quale bisogno?

Localler come start up nasce nel 2013 e l’idea nasce nel 2011. Io (Gianpaolo Vairo) come Giulia Nidasio, l’altra co-founder, abbiamo una lunga esperienza nel settore del turismo, io nel settore degli alloggi turistici e lei nel settoregianpaolo vairo digitale applicato al turismo. L’idea basicamente nasce per rispondere alle varie problematiche che devono affrontare i professionisti che operano nel settore degli alloggi turistici non alberghieri: le regole (spesso troppo restrittive), poca visbilità e poco budget per fare marketing turistico di qualità. Ci siamo resi conto che l’industria turistica è molto competiva, e che poche imprese grandi controllano la maggior parte del mercato, rendendo le cose molto difficili ai piccoli attori di questa industria che vogliono visiblità senza passare attraverso i loro servizi.

In uno di nostri viaggi ci siamo resi conto che anche il settore delle attività, ora in forte crescita, aveva gli stessi problemi: molti servizi e prodotti turistici locali erano disponibili solo localmente perchè i professionisti che li gestivano, non avevano visibilità, non avevano budget ed in più non sapevano come sfruttare a loro favore il potere di internet e delle nuove tecnologie. Altro dato assai preoccupante, soprattutto nel mercato italiano, quello in cui abbiamo fatto gli studi preliminari per il progetto, è che molti professionisti non sono presenti su internet, cioè sono competamente invisibili, e quelli che si ci sono, offrono soluzioni ai loro clienti che andavano bene 10 anni fa, all’inizio dell’era di internet. Queste considerazioni ci fecero pensare che forse era ora di creare uno strumento che desse a questi professionisti che operano in distretti locali l’opportunità di ottimizzare i loro risultati.

Perchè a Barcellona?

Non abbiamo scelto Barcellona. Barcellona ha scelto noi, nel senso che io e Giulia ci siamo conosciuti qui, ognuno attraverso percorsi diversi. Parlando e vivendo ci siamo resi conto che Barcellona è una città fantastica anche per creare impresa.

Cosa porta di nuovo al settore turistico? Esisteva già, a vostra conoscenza, qualcosa di simile?

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Localler porta al settore turistico una piattaforma B2B (lo specifico per quanti ancora pensano che siamo qualcosa in stile Airbnb) tutto in uno che permette di gestire da un’unico punto di accesso tutti gli aspetti della gestione di qualsisi tipo di prodotto turistico: i clienti, le vendite, la distribuzione, la fatturazione e la visibilità. Il tutto in una piattaforma integrata. Le novità fondamentali introdotte sono la possibilità di gestire simultaneamente più di un tipo di prodotti (alloggi, attività, tours. esperienze…) e di poterli combinare tra di loro per creare prodotti unici (pacchetti). Questo poi viene moltiplicato dall’altra novità di Localler che si chiama Open Product Platform: Localler permette ai professionisti di una stessa zona di scambiare i prodotti tra di loro crenado dinamiche di vendita territoriali completamente nuove, che permettono di aumentare le vendite di singoli prodotti e di migliorare il posizionamento di intere destinazioni turistiche. Ci rivolgiamo  alle PMI del settore turistico, attualmente in Italia, Spagna, Francia, Malta e Portogallo. Se esistono cose simili? Che io sappia in Europa no.

Quali vantaggi offre la gestione unitaria del prodotto turistico locale attraverso uno strumento del genere?

Molti. Il primo in assoluto è aggiungere valore ad un prodotto creando catene turistiche che permettono di vedere più prodotti insieme con un minor sforzo di marketing per le singole realtà. Il secondo è, a mio avviso, il più importante in una realtà come quella italiana, la quale non è né coesa né in una posizione vantaggiosa, ed è quello di creare offerte turistiche unitarie locali, rompere con la vecchia idea che chi offre un prodotto simile nello stesso mercato locale è un competitor. Creare un network di professionisti che collaborano tra loro per creare offerte turistiche uniche è la chiave per attrarre un turista che sempre più cerca esperienze uniche e poco commerciali.

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In che modo possiamo definirlo uno strumento per il turismo responsabile?

Localler è uno strumento che sotto diversi punti di vista può essere associato al turismo responsabile, in quanto: crea sinergia tra coloro che operano in un territorio locale e permette di migliorare il posizionameto della destinazione, così come di ottimizzarne le risorse in termini economici e sinergici. In questa maniera le risorse turistiche locali possono essere finalmente valorizzate attraverso le citate catene di valore turistico. Inoltre, fa risparmiare. Ed è fondamentale in economie piccole e deboli. Affidarsi al 100% ad una grande impresa non è sempre la migliore soluzione, dato che a loro non interessa né il posizionamento della località né hanno interesse ad investire i guadagni nella valorizzazione del territorio. Collaborare permetterà di aumentare i guadagni, riducendo i costi delle commissioni e permettendo un reinvestimento delle risorse nel territorio.

Mi parleresti di n caso di successo? Un esempio applicato a un qualche territorio che mi faccia capire il vantaggio della vostra piattaforma?

È presto per parlare di casi di esito, siamo sul mercato da 4 mesi! Posso raccontarti di casi in cerca di esito, dato che in questi mesi ho parlato con moltissime realtà dal nord al sud d’Italia. Senza fare nomi, ci sono intere regioni che da recenti studi interni, hanno potuto constatare che anche dopo aver speso centinaia di migliaia di euro di fondi pubblici per fomentare lo sviluppo turistico regionale non hanno fatto nessun passo avanti addirittura dal 1999. Questo si traduce con più del 50% dell’offerta turistica locale che non è visibile su internet in nessuna maniera e con il 50% che non permette ai suoi clienti di prenotare o pagare on line.

Dalla Spagna all’Italia… quali differenze incontrate in termini di marketing territoriale?

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Abissale e assurda. L’Italia, un paese dal patrimonio inestimabile, ogni anno perde posizioni nel ranking mondiale delle destinazioni preferite e più visitate, e la Spagna, paese interessante,  ma che non offre tanto come l’Italia si conferma leader indiscusso della top 10 dei paesi più visitati al mondo. Il marketing territoriale spagnolo fa scuola, e l’Italia invece di fare esperimenti con manager ed imprese senza scrupoli che vogliono solo battere cassa, potrebbe prendere spunto dai cugini d’oltre mediterraneo e con un decimo di quanto speso sin ora vedrebbe per la prima volta in 20 anni numeri positivi.

IT.ACA funge sul territorio da generatore di network tra le varie realtà locali. Questo è molto in sintonia con il vostro business. Quale credete sia il ruolo di una manifestazione culturale per sviluppare un sistema territoriale a livello turistico?

Sensibilizzare i professionisti. Questa direzione è il futuro: stop individualismi, avanti tutta con il collaborazionismo, soprattuto locale tra eccellenze gastronomiche e storiche.

Sarebbe riproducibile IT.A.CA in Spagna? Con quali differenze?

Certo, sarebbe un’ottima occasione per fare entrare in contatto due realta cosí diverse ma cosí vicine in modo che una (l’Italia) prenda esempio dall’altra e non viceversa. L’Italia potrebbe crescere molto sull’esempio della Spagna e creare una sinergia sviluppando una rete come quella di IT.A.CÀ anche a Barcellona e connettere le due realtà potrebbe essere un primo passo verso una nuova forma di sviluppo turistico.

Grazie a Gianpaolo per l’interessantissimo progetto e per la volontà di collaborare e sostenere lo sviluppo di IT.A.CÀ anche in Europa.

Annalia Spalazzi
Segreteria operativa Festival IT.A.CÀ

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Viaggi con l’anima e la mente

Chi abbiamo questa volta per la nostra rubrica in “Viaggio verso IT.A.CÀ “? La nostra Annalisa ci racconta di Sara Boccolini, i cui “viaggi partono dall’Anima per arrivare in automatico alla Mente.”

Da cosa nasce il tuo bisogno di avere un blog di viaggi?saraboccolini

Avere un blog di viaggi per me significa poter condividere con i lettori le mie emozioni dando spunti utili e consigli per viaggiare in giro per il mondo. Quando parto per una nuova destinazione faccio sempre una ricerca nel web per trovare suggerimenti che altri blogger hanno lasciato dopo aver fatto un determinato viaggio. Io mi fido di loro perché le loro parole sono sincere e vere. Molte volte trovo online molti più spunti particolari ed interessanti di quelli che si può trovare su una guida cartacea. Per questo anche io, nel mio piccolo, voglio essere un punto di riferimento per altri.
Ma un blog di viaggi è anche come un diario personale dove appuntare ricordi e immagini.

Cosa vuol dire per te un viaggio responsabile?

Un viaggio responsabile è un momento di incontro con una popolazione. Viaggiare per conoscere la meta ma anche per incontrare le persone che vivono lì. Un’interazione con la cultura locale, un viaggio alla scoperta di progetti sociali, un’esperienza in completo contatto con la natura. Guardare una persona negli occhi e ascoltare la sua storia è uno dei momenti che preferisco quando viaggio.

Ogni viaggio intrapreso può essere responsabile? O credi che in alcuni casi non sia possibile farlo?

Si ogni viaggio può essere responsabile, dai viaggi oltreoceano ai viaggi in Europa o, addirittura, in Italia. Ci sono tante associazioni e organizzazioni che propongono itinerari responsabili in tutto il mondo. Tornare a casa ricchi di emozioni che solo un viaggio del genere può darti. Stare a stretto contatto con le persone e condividere momenti indimenticabili con loro è un surplus che non va assolutamente sottovalutato quando si viaggia.

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Quanti viaggi realizzi in un anno? Come li organizzi, ti affidi a tour operator oppure prediligi self-made travel?

In un anno viaggio molto, sia per lavoro che per piacere. Quando i viaggi sono di piacere preferisco organizzarli da sola ma anche affidadarmi a Tour Operator di turismo responsabile come ho fatto per il mio ultimo viaggio a Cuba. Viaggi e Miraggi ha saputo regalarmi un itinerario che mi ha fatto scop778_49762973768_1260_nrire la vera e autentica Cuba. Ho avuto momenti di infinita gioia a stretto contatto con la popolazione. Ho avuto esperienze particolari che mi hanno fatto vivere l’isola con occhi diversi, diciamo molto aperti.

Il ricordo di questo viaggio non mi abbandonerà mai.

Sei una viaggiatrice solitaria o viaggi in compagnia?

Viaggio sempre in compagnia. Ho bisogno di condividere con qualcuno le mie emozioni mentre sono in giro. Non per paura o altro ma il viaggio in solitaria, almeno per ora, non mi ha mai attirato.

Non solo il tuo modo di viaggiare, ma anche il tuo blog è sostenibile. Cosa si intende per blog carbon neutral?

Si esatto, il mio blog è Co2Neutral e perciò non impatta sull’ambiente! Ho aderito ad una iniziativa ambientalista, proposta da DoveConviene.it, che si propone di azzerare le emissioni Co2 del mio blog piantando un albero in una zona boschiva a rischio di desertificazione.

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Credi che IT.A.CA sia capace di diffondere il messaggio del turismo responsabile? Hai mai partecipato al festival?

Credo che IT.A.CA faccia un buonissimo lavoro per diffondere questa filosofia di viaggiare in modo responsabile! Tanti eventi e giornate dedicate al turismo responsabile sono ottime anche per fare avvicinare nuovi viaggiatori curiosi e per far conoscere il turismo responsabile a livello nazionale. Purtroppo non sono mai riuscita a partecipare al festival…quest’anno sarà la volta buona?

Buon lavoro ragazzi e in bocca al lupo per questa nuova edizione!

Ringraziamo la dolcissima Sara e l’aspettiamo a Bologna a partire dal 22 maggio!

Annalia Spalazzi
Segreteria operativa Festival IT.A.CÀ

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