IT.A.CÀ non è solo un festival che trasforma e rivitalizza il territorio, facendolo diventare una rete di luoghi e comportamenti significativi. Per quanto sia un veicolo privilegiato che contribuisce allo sviluppo sociale, culturale ed economico dei territori su cui si innesta, il festival ha un inizio e una fine.
IT.A.CÀ e’ un festival che continua a (far) viaggiare, creando un legame narrativo tra persone e luoghi così forte da modificare radicalmente il modo di fare turismo. E il nostro blog è lo strumento ideale per continuare a interagire con la comunità di viaggiatori e con quanti si adoperano per lo sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio.
Per questo continuiamo a raccontarvi di storie che riguardano turisti e viaggiatori, delle pratiche di produzione creativa che riguardano il rapporto tra turismo e territorio, di come fare la valigia e disfare i pregiudizi che rischiamo di metterci dentro. Tutto l’anno…

Perchè il viaggio responsabile
parte da casa e arriva a casa
(Ît-a-cà = sei a casa? in dialetto bolognese)
Una qualsiasi casa
una qualsiasi Itaca da raggiungere.
Dove più che la meta conta il percorso
e il modo in cui ci si mette in cammino…

Concorso Fotografico | SCATTIDIPARTECIPAZIONE – 2° Edizione

 Concorso Fotografico  
SCATTI DI PARTECIPAZIONE
2° edizione 

TEMA
“Napoli il mio mondo, il mondo a Napoli”.
Si selezioneranno foto che raccontano Napoli e dintorni, la provincia di Napoli, l’area metropolitana di Napoli vista da prospettive diverse. Si sceglieranno fotografie inedite, inusuali, soggettive dell’arte, della culturale, dei paesaggi (etc.) per quanto riguarda “Napoli il mio mondo”;  per “il mondo a Napoli” si punta alla accoglienza turistica in città e nei dintorni, agli scambi culturali, alla socialità e convivialità, che si possono incontrare per i nostri territori. (Articoli 2- 5 -6)  

CONTRIBUTO 
Il contributo associativo per la partecipazione è di 15€.
È gratuito solo per coloro che appartengono alle associazioni proponenti, ai partner, ai sostenitori/donatori. 

Ciò significa che tutti gli aderenti/soci delle associazioni partner possono partecipare gratuitamente, dichiarando nel corpo della email di iscrizione che fanno parte delle associazioni o allegando copia della tessera o autodichiarazione. Questo punto è utile per promuovere l’adesione alle rispettive associazioni.  (Articoli 1- 3-  6- 7 -9). 

 

 

COME PARTECIPARE 
Concorso è aperto a fotografi dilettanti e professionisti di ogni nazionalità, con documento valido in Italia. Possono partecipare solo i maggiorenni a partire da diciottesimo anno di età.  (Articolo 8 Regolamento Concorso Fotografico 2018). 

Avete tempo fino al 24 settembre 2018 inviando 3 fotografie, il modulo d’iscrizione, la copia del bonifico di 15€ o autodichiarazione di appartenenza alle associazioni, partner e sostenitori per partecipare gratuitamente

La email va inviata a > scattipartecipazione2018@gmail.com (Articoli 14 – 1 -3-  6- 7 -9)

Si diventa partner del concorso inviando una email a scattipartecipazione2018@gmail.com entro il 3 settembre 2018. Gli impegni sono promuovere il concorso sui social e siti – web; i benefici: partecipare gratuitamente ed essere promosso sulle pagine e in tutte le  modalità. 

PREMI 
1° CLASSIFICATO > Cammeo de Il piccolo museo del cammeo di napoli
Ci saranno dei premi per le menzioni speciali dei fotografi-artisti ritenuti meritevoli dalla Giuria.
I primi 20 partecipanti ritenuti meritevoli riceveranno l’attestato di partecipazione al concorso.
I primi 12 finalisti parteciperanno alle eventuali e successive mostre fotografiche organizzate dalle associazioni e dai partner.
Ci sarà un premio per la fotografia con  il maggior numero di like della giuria popolare (Articoli 10 -13)   

CRITERI DI SELEZIONE
Coerenza con il tema (10 punti);
Impatto emozionale (9 punti);
Composizione (8 punti);
Creatività (8 punti);
Valore etico (8 punti);
Originalità (7 punti);
Tecnica (5 punti).
(Articolo 15) 

GIURIA 
La giuria tecnica è composta da 2 fotografi professionisti Pasquale Sanseverino e Marco Maraviglia; da un rappresentante delle associazioni capofila esperto di fotografia. Oltre alla giuria tecnica vi è la giuria popolare. (Articoli 11 – 12)  

PREMIAZIONE 
14 ottobre 2018 alle h12.00 presso la CHIESA DI SANTA MARIA SUCCURRE MISERIS (via Vergini n.45 – NAPOLI) all’interno di IT.A.CÀ migranti e viaggiatori festival del turismo responsabile, il primo e unico festival in Italia sul turismo responsabile e innovazione turistica, che farà tappa per la prima volta a Napoli dal 12 al 14 ottobre | Sito ufficiale www.festivalitaca.net (Articolo 14) 

REGOLAMENTO COMPLETO DEL CONCORSO FOTOGRAFICO
Sulle pagine e gruppi Facebook Scattidipartecipazione, Colori della Campania, Cittadinanzattiva Napoli Centro, Pro Loco Capodimonte.
Si può richiedere a scattipartecipazione2018@gmail.com  e alle associazioni partner sia il regolamento sia il modulo di iscrizione per partecipare. (Articolo 18)

 

Idee per viaggi sostenibili e campi di volontariato

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

siamo ormai nel periodo delle ferie estive e molti di voi ci hanno inviato richieste chiedendo dritte e consigli su viaggi sostenibili e campi di volontariato, in modo da trascorrere una vacanza “in stile IT.A.CÀ”: piena di esperienze e, perché no, all’insegna di un contributo all’ambiente e alla cultura.
Ecco quindi i nostri cinque consigli utili in questo senso!

TURISMO SOSTENIBILE

Chi per eccellenza si occupa di valorizzare l’ambiente e presentarlo al pubblico in tutto il suo splendore storico e naturale è il Fondo Ambiente Italiano, sul cui sito non possono mancare proposte per itinerari turistici organizzati alla scoperta di arte, architettura, archeologia, storia, musica e natura. La rosa di destinazioni fra cui scegliere è sempre molto variegata ed originale, con visite esclusive in luoghi solitamente preclusi al pubblico e guide qualificate che comunicano le eccellenze del territorio in modo efficace.

Inoltre, il FAI specifica che viaggiare con questi programmi permette di contribuire concretamente a sostenere le attività di tutela del paesaggio.

Fonderia Spagnola

La ricerca della biodiversità, la scoperta della cultura, lo sviluppo di un singolare spirito di adattamento: questi gli obiettivi dei percorsi di trekking dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile  (AITR), già fra i collaboratori del Festival IT.A.CÀ, che fa dei viaggi sostenibili uno strumento di aiuto per popolazioni in difficoltà il cui territorio è scelto come meta di approfondimento ed esperienza personale, contribuendo allo sviluppo di quei paesi che bisognosi di sostegno economico e sociale. Le mete fra cui scegliere sono veramente tante in tutti e cinque i continenti.

CAMPI DI VOLONTARIATO

Nell’ambito di una vacanza istruttiva che metta insieme volontariato e divertimento, il WWF è tra i leader del settore, offrendo percorsi adatti ai più piccoli, per permettere un contatto sicuro con la natura e lo sviluppo di una prima consapevolezza dell’idea di rispetto per l’ambiente. Inoltre, si tratta di un’opportunità di socializzazione tra bambini e ragazzi, per creare nuove amicizie nel corso delle attività guidate dagli animatori, a proposito di educazione  ambientale, promozione della sostenibilità, risparmio delle risorse naturali e contenimento dell’impatto turistico.

Per i più grandi, invece, ci sono i campi di volontariato di Legambiente, che sono chiamati addirittura “campi di lavoro”, nell’ottica di sottolineare la serietà e l’importanza delle attività svolte. Dal recupero di sentieri abbandonati alla gestione di un’oasi dunale, dal rinverdire un’area piantando alberi  al controllo del suo sviluppo, insomma si tratta di riportare l’equilibrio e la bellezza naturali di alcuni luoghi di interesse che hanno perso lustro perché trascurati.

I progetti sono specifici e, in genere, di breve durata, con spazi abitativi condivisi e una routine quotidiana comune che completa un’esperienza intensa ma senza pari.

In fine, parlando di “migranti e viaggiatori”, non si può non citare l’offerta dall’Associazione no profit AMANI, che chiama soprattutto i giovani a diventare volontari durante l’estate per conoscere le case di accoglienza per ex bambini di strada a Nairobi e a Lusaka. I volontari vengono preparati attraverso un percorso di attività formative che li porta a conoscere la realtà in cui saranno inseriti.

Successivamente, si troveranno immersi nel panorama delle  case di accoglienza nella sua totalità, impegnandosi nell’animazione, nel gioco e nello studio, per favorire lo scambio culturale con i giovani e con i bambini del Kivuli Centre, della Casa di Anita e del Mthunzi Centre.

Se invece avete le ferie a fine ottobre vi consigliamo questo viaggio in Etiopia organizzato dalla Fondazione Butterfly Onlus che da oltre 15 anni è presente in questo paese con progetti di sviluppo locale.

Questa autunno propone un viaggio solidale e di volontariato per contribuire alla costruzione di un pozzo d’acqua nel nord dell’Etiopia, dando la possibilità a molte donne di non dover più camminare ogni giorno per decine di chilometri in cerca di pozze d’acqua spesso sporca; permettendo così a migliaia di persone di bere acqua pulita. Se volete avere info seguite il link > scomfortzone.com 

Tante occasioni per conoscere il mondo in maniera responsabile e aiutando il nostro pianeta! Non perdetevi l’occasione di fare un’esperienza di questo tipo perchè come diciamo sempre:

Il viaggio responsabile parte da casa e arriva a casa
una qualsiasi casa, una qualsiasi Itaca da raggiungere,
dove più che la meta conta il percorso e il modo in cui ci si mette in cammino…

BUONA ESTATE 

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

Valorizzazione turistica e gestione del patrimonio culturale | Master UNIBO 2017/2018

Storia, arte, cultura, paesaggi, enogastronomia. Il nostro paese è unico al mondo ma, troppo spesso, non riusciamo a valorizzare tutto come si dovrebbe.

In Italia il patrimonio culturale rappresenta una importante opportunità di sviluppo, capace di attivare risorse economiche e generare opportunità occupazionali. Una corretta e ragionata politica di promozione turistica dei beni ed eventi culturali può consentire il finanziamento delle stesse iniziative e la generazione di utili significativi, con effetti positivi anche sul territorio e la società. In quest’ottica, il Master  “Valorizzazione turistica e gestione del patrimonio culturale” dell’Università di Bologna si propone di formare una figura professionale che possieda conoscenze e strumenti per fare del patrimonio culturale del nostro Paese un’opportunità di crescita economica.

Sei interessato ad approfondire le tematiche della Valorizzazione e Gestione del nostro Patrimonio culturale perchè già lavori in ambito turistico o perchè vorresti diventasse il tuo?

Vuoi scoprire quali sono le sfide attuali e future di questo settore ed imparare tecniche innovative?

Scopri i contenuti del Master nelle varie sezioni del sito e scarica il bando 2018/2019, la scadenza per l’iscrizione alle selezioni è il 28 novembre 2018.

Segui il Master anche sui Facebook e Linkedin e se hai dubbi o curiosità chiama o scrivi!

www.master.unibo.it/turismoculturale

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La bellezza salverà il mondo.
(Fëdor Dostoevskij)

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile Comunicazione

Mi sono perso in Appennino | Intervista allo scrittore e camminatore Gian Luca Gasca

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

oggi nel nostro blog partiamo con una citazione: “È questa la bellezza dell’Appennino. Sono montagne che muoiono e risorgono ogni tanto dall’abisso. Tremano e per un attimo stanno sulla bocca di tutti per poi ricadere nel dimenticatoio dove finiscono le specificità italiane.” – cit Gian Luca Gasca.

Gian Luca Gasca

Siamo in compagnia di Gian Luca Gasca, autore del libro “Mi sono perso in Appennino”, presentato all’interno di a IT.A.CÀ Bologna, domenica 3 Giugno a Grizzana Morandi (nell’Appennino bolognese). Camminatore, reporter e scrittore di montagna nonché viaggiatore e cultore della montagna. Amante dei viaggio con lo zaino in spalla nel 2014 inizia ad organizzare una traversata delle Alpi che lo ha portato a stravolgere la sua carriera cambiando completamente lavoro.

Il libro “Mi sono perso in Appennino” nasce da un viaggio che hai intrapreso dal Colle di Cadibona ai Monti Nebrodi lungo oltre 200km. Ci parli di quell’esperienza?  

Si è trattato di un’esperienza particolare. Sono partito per questo viaggio che non conoscevo quasi le montagne appenniniche. Sono partito con tutti i pregiudizi di un alpino che ha sempre considerato queste montagne territori secondari, cime minori.

Pochi giorni dopo essere partito ho invece iniziato a cambiare idea. Mi sono dovuto ricredere scoprendo mano a mano delle alture sempre più interessanti e vive. Terre alte dalla storia antica, luoghi rimasti intonsi nella tradizione. 

È stato un viaggio quasi un viaggio di maturazione che mi ha permesso di scoprire volti della montagna che ancora non conoscevo.

Qual è la cosa che più l’ha sorpresa in questo viaggio?  

L’abbandono come la resistenza. L’Appennino è costellato di storie romantiche di storie di resistenza che si intrecciano strettamente con l’abbandono dei luoghi. C’è chi se ne va in cerca di una vita migliore e più facile, c’è chi scende a valle in cerca delle comodità della città. Ma c’è anche chi resta e lotta per far vivere quelle terre d’altura. Spesso sono singoli, oppure piccoli gruppi di cittadini, che vanno avanti con le proprie forze trovando raramente l’aiuto delle istituzioni. Sono persone con un forza di volontà incredibile perché non sempre è facile andare avanti da soli. È stato davvero sorprendente scoprire questo tra le montagne appenniniche.

Che consiglio daresti a chi si volesse apprestare a intraprendere un cammino nell’Appennino per la prima volta?  

Di lasciar perdere tutti gli stereotipi e dimenticare gli schemi mentali. Così facendo potrà godere appieno della bellezza di questi luoghi.

Con IT.A.CÀ festival vogliamo promuovere un tipo di turismo diverso, un turismo responsabile, e lo facciamo affrontandolo da diversi punti di vista. Secondo te come deve essere un turismo responsabile?  

Responsabile è sinonimo di affidabile. Credo debba essere la denominazione stessa del turismo a dare un imprinting al modo di vivere in territorio: con rispetto e coscienza. Rispetto inteso nelle sue mille sfaccettature: dal non sporcare, al non vandalizzare; dal rispetto di tradizioni, usi e costumi locali al rispetto del diverso.

Terremoto 2016 nel centro di Amatrice, Lazio.

Blog di Gian Luca  

Buon viaggio e buon Appennino amici viaggiatori e amiche viaggiatrici, ma prima di mettersi in cammino o durante leggetevi il suo libro: merita davvero 😉

Blog IT.A.CÀ
Giulia Freguglia

 

A memoria d’uomo – Borghi dell’Appennino tra vita e abbandono | Intervista al fotografo Ivano Adversi

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

oggi nel nostro blog siamo di nuovo in compagnia del fotografo bolognese Ivano Adversi, nostro

Ivano Adversi

caro compagno di viaggio, ma anche responsabile insieme a Cristina Berselli della sezione IT.A.CÀ Fotografia per la tappa bolognese, una collaborazione che dura da qualche anno con l’associazione TerzoTropico di cui è socio fondatore. 

In questa occasione lo intervistiamo per farci raccontare questo suo nuovo lavoro fotografico dedicato all’Appennino bolognese, che in questa edizione 2018 è stato protagonista della nostra tappa bolognese,  che avrà luogo a Grizzana Morandi presso i Fienili del Campiaro dal 21 luglio al 23 settembre 2018. 

Com’è iniziata la sua passione per la fotografia e come ha iniziato a farsi strada in questo campo?  

Il mio interesse per la fotografia è nato insieme alla passione per i viaggi. L’occasione si è presentata con l’acquisto, tramite un amico che tornava da Singapore, della mia prima reflex seria, una Canon F1. Da allora non ho mai smesso, con alterne fortune di fotografare. Prima fotografia di reportage e naturalistica, poi via via altri settori. Cataloghi di agenzie di viaggio, articoli su riviste specializzate, mostre e volumi fotografici. Il primo, come coautore e al quale sono particolarmente legato si chiama Destini Incerti. L’argomento erano animali in pericolo di estinzione, fotografati in diversi continenti: Africa, Asia, Americhe. Da allora sono seguiti altri volumi, su vari argomenti.

È evidente dai suoi progetti in terre straniere la sua passione per la natura e la sua propensione antropologica. Come si rapporta alle nuove realtà e comunità con cui entra in contatto?  

Devo dire che nel tempo ho modificato, o meglio ampliato, i miei interessi. Non solo paesi esotici e lontani, soprattutto culturalmente, ma anche luoghi e soprattutto situazioni molto vicine, ma sempre particolari.

L’approccio non è molto diverso da quello che altri miei amici e colleghi fotografi, con alcuni dei quali spesso collaboro, utilizzano quando realizzano il loro progetti.

Ideazione del progetto, ricavato da conoscenze personali, scambi di idee con altri fotografi o giornalisti o semplicemente amici, studio accurato delle condizioni, ricerca di collaborazioni e contatti necessari nel luogo scelto e  programmazione il più possibile accurata. Poi, come succede spesso, al momento dell’arrivo e dell’inizio del lavoro, ci si rende conto di dover improvvisare al momento.

Con le realtà che contatto cerco sempre di instaurare un rapporto di amicizia e collaborazione, siano esse in posti sperduti come in luoghi più semplici, come l’Europa. Massimo rispetto delle realtà trovate, ma tensione continua verso l’obiettivo, che è riportare a casa le immagini migliori e più interessanti possibile

Parlando invece della sua mostra “A memoria d’uomo – Borghi dell’Appennino tra vita e abbandono”, che avrà luogo a Grizzana Morandi dal 21 luglio al 23 settembre, può spiegarci meglio il significato del titolo “A memoria d’uomo”? A cosa si riferisce?  

L’idea della mostra sui borghi dell’Appennino è nata in seguito ai contatti con le realtà di quei luoghi. Questo dovrebbe essere una parte propedeutica a un lavoro più ampio, che dovremmo svolgere con un gruppo, quasi tutto al femminile coordinato dalla nostra associazione TerzoTropico, che comprende non solo fotografi ma anche altre professionalità come giornaliste, curatrici di mostre, grafiche.

Chiapporto

Il titolo nasce da un’idea di Cristina Berselli, presidente di Terzotropico e coordinatrice del futuro gruppo di lavoro che dicevo prima, intende rappresentare gli Appennini come un luogo da sempre fortemente antropizzato, dove l’uomo ha trovato modo e spazio per vivere e costruire zone abitate, come appunto i borghi. Per noi l’Appennino è una montagna a misura d’uomo e che conserverà sempre la memoria dell’uomo. L’idea di vederli in qualche modo svuotarsi non ci convince e non ci piace. Preferiamo che questi antichi spazi vengano di nuovo occupati e vissuti, seza però per questo snaturare la loro identità.

Ha scelto di inserire nella locandina un estratto di una canzone di Guccini che elogia la vita di montagna, lontana dal caos cittadino. La sua mostra conferma le parole del cantautore riguardo la vita nei campi, o ne mette in luce anche gli aspetti meno gradevoli?  

A questa domanda risponderò in maniera abbastanza sintetica. Io non sono un nostalgico della vita bucolica e agreste. Io sono sicuramente un abitante della città e non esalto sicuramente come il massimo della vita il lavoro dei campi. Mi piace però l’idea che, pur mantenendo luoghi naturali integri e non assaliti da un turismo di consumo ma apprezzati e goduti come si presentano, ci sia la possibilità di vivere, come dicevo prima, in un ambiente da sempre rifugio dell’uomo.

Qualto

L’importante è che abitare non voglia dire distruggere e piegare alle proprie esigenze, anche le più deleterie, gli ambienti che frequentiamo. Per questo apprezzo molto il lavoro di It.a.cà e, come associazione collaboriamo volentieri a questo festival, che spero si allarghi sempre più e riesca a infondere nelle persone il rispetto degli ambienti. La mostra intende unicamente mostrare la possibilità che i luoghi dell’Appennino possono vivere e non scomparire o diventare semplicemente delle occasioni per scampagnate domenicali di lunghe code di auto.

In che misura ritiene importanti la fotografia e mostre come questa per dare un po’ di visibilità in più a luoghi e comunità altrimenti destinati a rimanere nell’ombra?  

La nostra è la civiltà dell’immagine, come si dice, ma troppo spesso chi la fa da padrone è il cosiddetto progresso, a scapito di stili di vita non coerenti con l’idea che il “libero mercato” offre. Ci sono migliaia di fotografi che ogni giorno combattono contro questo modo commerciale di rappresentare e diffondere la realtà. La mia, anzi la mostra organizzata da TerzoTropico, intende essere non più di uno stimolo a ripensare il nostro modo di vivere e concepire l’ambiente che ci sta attorno. Quando sento che la maggior risorsa della montagna dovrebbe essere ancora legata agli impianti da sci, anche se ho sciato fino a tempo fa, mi rendo conto che non possiamo andare lontano

Scola

Salvaguardare l’ambiente vale per l’Appennino come per le sterminate distese della savane africane, altro luogo a me molto caro, per le foreste amazzoniche o i ghiacci dei poli, per gli animali in pericolo di estinzione, per ritornare all’inizio di questa intervista, come per quelli delle montagne vicino a casa nostra.

Info associazione TerzoTropico

Ringraziamo Ivano per averci raccontato questa sua nuova mostra fotografica dedicata al bellissimo territorio dell’Appennino a cui vi invitiamo, amici e amiche, di andare a visitare se siete dalle parti di Grizzana Morandi ––– di seguito l’invito!

Blog IT.A.CÀ
Irene Pinto 

Daunia avventura: un progetto per creare percorsi turistici sostenibili in provincia di Foggia

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

oggi nel nostro blog ritorniamo sui Monti Dauni, dove si è appena conclusa la 1°edizione di IT.A.CÀ Monti Dauni per continuare a parlavi di questa bellissima terra montuosa della Puglia. 

Camminare attraverso il paesaggio montuoso, in perfetta armonia con l’ambiente, come gli elfi nei romanzi di Tolkien, o cimentarsi in un percorso ad ostacoli come Indiana Jones. Per grandi e piccini sui Monti Dauni tutto ciò è possibile con Daunia Avventura, il progetto che si occupa di creare percorsi turistici tematici sostenibili per  promuovere la conoscenza e la tutela delle risorse naturali, storiche, culturali presenti nel territorio del Lago Pescara, in provincia di Foggia.

Lago Pescara – provincia di Foggia

Daunia Avventura è organizzata da un team di esperti e specializzati, diretti da Mario De Angelis che oggi risponde all’intervista per il nostro blog.

Come svolge Daunia Avventura la sua attività di promozione e tutela delle risorse naturali, storiche, culturali dei Monti Dauni? Come si caratterizza la sua natura di progetto spin-off della Ecol Forest?  

Daunia Avventura è un brand nato dalla Soc. Coop. Ecol Forest.  La Ecol Forest da anni è impegnata non solo come impresa nel settore  Agro- Forestale attraverso la progettazione e realizzazione di opere che vanno dalla classica ingegneria naturalistica alla riqualificazione ambientale delle aree forestali pubbliche e private, ma soprattutto nella promozione del territorio in chiave multifunzionale e sostenibile. 

Daunia Avventura promuove le numerose attrattive del territorio dei Monti Dauni attraverso un turismo lento, fatto di conoscenza e di uomini che vivono questi territori,  mediante un tour ricco di emozioni e di esperienze, immersi nella natura incontaminata.  Il Daunia Avventura offre diversi  pacchetti in relazione al tipo di ospite (famiglie, gruppi di ragazzi, scuole, parrocchie, scout, ecc.) propone non solo attività ludico/sportive ma soprattutto didattiche all’interno del proprio “Bosco Didattico “   e proprio quest’ultima è l’attività che permette di trasmettere la cura, la conoscenza e la tutela delle matrici ambientali.  Un patto di resilienza che tiene conto della biodiversità da tutelare.

“Il bosco è il luogo in cui imparare a divertirsi: non esistono barriere e pregiudizi, ma soltanto tante possibilità di espressione”: nell’ambito della comunicazione alle scuole, come si svolgono le attività del Bosco Didattico e che obiettivi perseguono?  

Il bosco è per definizione un area senza barriere architettoniche dove poter  liberarsi dallo stress e dalle negatività che si accumulano nella vita, soprattutto in un momento storico come il nostro in cui viviamo, spesso bombardati dalle notizie brevi  e confuse che ci arrivano sugli smartphone attraverso una notifica. In particolare l’area naturalistica SIC BOSCO FAETO-MONTE CORNACCHIA, è un luogo incontaminato in cui si mette a nudo i pregiudizi e il malessere giornaliero attraverso una serie di attività naturalistiche.

Panorama dal Monte Cornacchia

Si pensi al trekking, salire su fino a Monte Cornacchia, il tetto della Puglia e ammirare dall’alto il paesaggio, aumenta il benessere e lo stato d’animo interno in ognuno di noi oppure mettersi alla prova nell’affrontare gli ostacoli dei Percorsi Acrobatici rendono gli utenti soddisfatti superando così i propri timori e le proprie paure.

Questo ultimo concetto per noi è fondamentale, perché è il messaggio che diamo ai numerosi docenti e genitori che accompagnano i propri alunni e figli nel nostro parco, non permettendo  che  i pregiudizi, i timori e le debolezze che possono emergere in contesti scolastici o extra-scolastici prevalgano, perchè a 8 metri di altezza agganciati ad una corda  ci si dimentica delle negatività.

Una attenzione che si sta promuovendo è la didattica, attraverso azioni semplici come quello dei laboratori manuali. Cercare una pigna e colorarla, non è solo un momento di divertimento e gioco ma è anche una attività di educazione ambientale, nel rispetto della natura e dei territori di cui saranno artefici e promotori.

Che cos’è il Parco Avventura?  

La Società Cooperativa Ecol Forest attraverso il brand “DAUNIA AVVENTURA” è  aperto a tutti gli enti interessati e volto ad accrescere la conoscenza e la tutela delle risorse forestali con la consapevolezza della qualità ambientale, storica e culturale del territorio della Daunia. 

La Società offre la possibilità di mettersi alla prova sui percorsi sospesi con diversi livelli di difficoltà, in completa sicurezza e con attrezzatura fornita dal Parco Avventura. La struttura del nostro Parco Avventura si compone di oltre 50 atelier con elevati standard di sicurezza. Il parco viene sottoposto a revisione con cadenza annuale e nel rispetto delle certificazioni UNI EN 15567-1 e UNI EN 15567-2. 

La Società offre anche la possibilità di vivere esperienze sportive, didattiche e culturali presso uno scenario unico, emozionante ed immerso nel verde dell’area naturalistica Lago Pescara, alle pendici di Monte Cornacchia (1152 msl m),a 4 Km dal Comune di Biccari (FG). 

È possibile avventurarsi nei sentieri naturalistici attrezzati, accompagnati da guide esperte, alla scoperta del SIC Bosco Faeto Monte Cornacchia, uno dei patrimoni naturalistici più interessanti del territorio. 

Presso il Parco Naturalistico Lago Pescara, è possibile imparare il tiro con l’arco (con campo omologato dal CONI), sperimentando un percorso con diversi livelli di difficoltà all’interno del bosco o provare a cimentarsi nell’orienteering. 

Inoltre l’area è riconosciuta dalla L.R. n. 40 del 10/12/2012 – Bosco Didattico – un’aula a cielo aperta immersa nel verde dove vengono promossi laboratori didattico-naturalistici e manuali. Le proposte dei nostri laboratori sono varie e articolate in base al target di età del partecipante (Bird&Butterfly watching, Creando con la Natura, Mary Poppins e le favole nel Bosco, ecc.). 

L’esperienza del parco “Daunia Avventura” ha un elevato valore sportivo, didattico ed educativo, in quanto coinvolge la sfera motoria e migliora le prestazioni fisiche, stimola la concentrazione e il coordinamento motorio, poiché la condivisione delle emozioni migliora l’affiatamento e la fiducia reciproca tra i componenti di un team. 

Parco Avventura

Il Parco Avventura propone percorsi adatti ad ogni età, stimolando le capacità motorie, l’equilibrio, il coraggio e la logica, sempre sotto la supervisione attenta di operatori esperti.

Cosa accade quando Daunia Avventura accosta l’attività musicale umana alla natura, nell’ambito del Concerto nel Bosco?  

Si crea un’atmosfera magica, i suoni degli strumenti fanno vibrare le foglie e si mescolano con il fruscio del vento e il canto degli uccelli, quasi a formare un’armonia mai composta ma soprattutto unica all’ascolto.

Ci può raccontare che collaborazione c’è tra Daunia Avventura e “IT.A.CÀ” – Migranti e Viaggiatori: Festival del Turismo Responsabile”, soprattutto nell’ambito della recente X edizione?  

Nuovi orizzonti, temi attuali, idee innovative e soprattutto tanto entusiasmo. Sono stati questi i principali ingredienti della tappa sui Monti Dauni di IT.A.CÀ , il festival del turismo responsabile che ha caratterizzato l’intero fine settimana a Biccari. L’amministrazione comunale è riuscita a mettere insieme le eccellenze del territorio, creando momenti di confronto e di progettualità. Itacà ha portato a Biccari tanta gente, professionisti ed esperti di marketing territoriale che hanno per l’ennesima volta ribadito che il futuro dell’Italia è nei piccoli comuni, nei borghi autentici, come a Biccari che in questo momento è forse la località che più di tutte continua a credere nello sviluppo socio-economico dei Monti Dauni.

Quindi non resta che augurarvi come sempre buon viaggio 😉

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

La via della seta e della lana | Sulle orme degli antichi mercanti

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici 

in questi giorni è stato inaugurato un nuovo cammino che unisce le due bellissime città di Prato e Bologna proprio sulle orme degli antichi mercanti, ripercorrendo quei sentieri che venivano utilizzati per trasportare questi due importanti prodotti! Due città accomunate dalla loro importante storia produttiva, unite da un itinerario di trekking che permette di immergersi nelle bellezze naturali dell’Appennino Tosco-Emiliano, ricco di eccellenze e tradizione, e scoprire quanta storia e cultura si nascondono in questo territorio.

La vera casa dell’uomo non è una casa, è la strada.
La vita stessa è un viaggio da fare a piedi.
(Bruce Chatwin)

Il percorso attraversa borghi, cime e vallate congiungendo due centri storici di grande valore, cresciuti nei secoli grazie alla sapiente gestione delle acque: Bologna, la città della Chiusa e dei canali, per secoli capitale della seta; e Prato, la città del Cavalciotto, delle gore e delle gualchiere, capitale del distretto della lana e del tessile.

Vito Paticchia è il progettista di questo cammino e autore della guida e della cartoguida appena stampate da Fusta Editore. Un sentiero lungo circa 130 km, che può essere percorso a piedi in sei tappe, dalla città della seta a quella della lana, da Piazza Maggiore a Piazza del Duomo

 

TAPPE
130 KILOMETRI
12 COMUNI ATTRAVERSATI

Via della Lana e della Seta - Tappe e altimetria
 
Il sentiero della lana è il percorso da Prato a Castiglione dei Pepoli, mentre il percorso della seta è quello da Bologna a Castiglione dei Pepoli. 
 
 
A soli sette mesi dalla firma del protocollo d’intesa tra la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Prato, dunque, la Via della Lana e della Seta, che ne costituisce il primo importante progetto turistico: è pronta per essere percorsa dai tanti amanti del cammino lento!

Per informazioni e capire come organizzarsi per percorrerla seguite il link > www.viadellalanaedellaseta.com

Noi non vediamo l’ora di metterci in cammino e provare questa nuova emozione!
Se qualcuno di voi vuole raccontarci il suo viaggio lungo questo nuovo suggestivo percorso, che ci contatti sulla nostra e-mail > info@festivalitaca.net ….saremo ben lieti di pubblicare il vostro racconto di viaggio sul nostro blog 😉

Come sempre buone camminate e che sia sempre un cammino responsabile 😉

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli 
Responsabile Comunicazione

L’agenda degli eventi | Un viaggio nei festival d’Italia

Il nostro Paese ogni anno offre centinaia di eventi culturali, le cui caratteristiche sono straordinariamente varie: cambiano le tematiche, i luoghi, spesso splendidi, che ne sono scenario, gli obiettivi e la capacità di coinvolgimento, le dimensioni del budget. “L’agenda degli eventi” è il primo repertorio ragionato degli eventi culturali e dei festival in Italia, suddivisi in 15 categorie con 101 schede descrittive complete e decine di altri eventi selezionati per argomento: pensiero, musica, teatro, cinema, ma anche eventi ludici, enogastronomici e di consumo critico in tutta Italia. 

101 festival imperdibili: rassegne, saloni, manifestazioni e giornate a cui partecipare almeno una volta nella vita. Si passa dall’incontro con un Nobel per l’economia alla lettura in piazza dei diari di persone comuni; da una tragedia in un teatro classico alla musica dei buskers nelle mille piazze italiane; dalle lectiones di illustri filosofi sui temi di attualità ai reportage dei fotografi di guerra; dai riti antichi del carnevale a quelli moderni dei makers; dai guru dello yoga a quelli delle birre artigianali. 

“L’agenda degli eventi” fornisce – in sintesi – le coordinate aggiornate di centinaia di manifestazioni, per coppie o per famiglie, per grandi e bambini, per asceti e per golosi, dedicando particolare attenzione ai temi del cibo e del vino autentici, della convivialità e della “contadinanza” e alle numerose manifestazioni legate all’economia solidale, all’ecologia e all’ambiente, al paesaggio e alla legalità, temi che dal 1999 sono il focus dell’attività editoriale di Altreconomia.

Gli eventi culturali sono uno tra i più potenti motori di sviluppo economico e turistico del nostro Paese: molti tra i festival e le manifestazioni segnalati da “L’agenda degli eventi” sono diventati infatti in questi anni un vettore di riscoperta per territori, troppo frettolosamente dimenticati o rimasti isolati per ragioni geografiche, economiche o per pregiudizi sociali. Ne sono testimonianza i numerosi eventi che hanno luogo in “aree interne” poco battute dal turismo di massa o nelle isole principali e minori.

Lo conferma, nell’intervista che apre il volume, Giulia Cogoli, già ideatrice e direttrice del Festival della Mente di Sarzana e oggi direttrice del festival Dialoghi sull’uomo di Pistoia, che fa il punto sullo “stato degli eventi” in Italia e sul loro senso: “Credo che i festival di approfondimento culturale stiano influenzando, nelle rispettive città, province e regioni, un’intera generazione, a cui viene spiegato, attraverso un esempio reale, partecipato e allegro, il senso di cosa significhi fare e condividere cultura (…)”.  

Vi ricordiamo che siamo citati anche noi del festival IT.A.CÀ al suo interno e ne siamo super felici 🙂

Il libro – tascabile – ha tre comodi indici, per tema, per data e per luogo. 

“L’agenda degli eventi. Guida per i viaggiatori alla scoperta di pensiero e letteratura, musica, cinema e teatro, cibo, vino e ambiente in Italia. 101 eventi da non perdere”, a cura di Massimiliano Perna con la collaborazione di Cinzia Morgante – 176 pagine, 14,50 euro – Altreconomia edizioni.

Link: https://altreconomia.it/prodotto/lagenda-degli-eventi/

Buona lettura e buon divertimento: sempre però in maniera sostenibile 😉

Sonia Bregoli 
Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ

Conosciamo la Cooperativa di Comunità di Biccari | IT.A.CÀ Monti Dauni

 Care viaggiatrici, cari viaggiatori, 

oggi siamo qui con Magda La Trofa, per conoscere la Cooperativa di Comunità di Biccari, organizzatrice e coordinatrice del Festival IT.A.CÀ Monti Dauni.  

Magda La Trofa

La Cooperativa di Comunità di Biccari nasce il 17 maggio 2017 grazie all’impulso dell’amministrazione comunale, in particolare del sindaco Gianfilippo Mignogna, e al supporto dell’Ass. Borghi Autentici d’Italia, dopo un lungo e articolato processo partecipativo durato circa un anno durante il quale il comitato promotore ha organizzato una serie di incontri pubblici volti alla sensibilizzazione della popolazione locale e alla conoscenza di questo nuovo e importante strumento di aggregazione sociale. All’inizio composta da 12 soci fondatori e con un centinaio di manifestazioni di interesse, ad oggi la Cooperativa riunisce circa 220 soci-cittadini residenti, con un CDA composto principalmente da under 35. 

Quali sono le vostre principali attività?  

La principale attività è la valorizzazione delle potenzialità del territorio biccarese e la creazione di opportunità occupazionali attraverso il recupero e la gestione dei cosiddetti beni dormienti, cioè  beni pubblici inutilizzati o poco valorizzati e attraverso l’offerta di servizi turistici e forestali.

Numerosi i progetti, attuati o in cantiere: bandi regionali; il progetto “BorgoAlbergo”, per migliorare in termini quantitativi e qualitativi la ricettività del borgo; la gestione dell’area naturalistica Lago Pescara con il progetto  “Discovering Biccari”, che prevede un punto ristoro e numerose attività tra cui escursioni, tiro con l’arco, laser tag, paintball e a breve anche la teleferica sul lago e il tree-jumping;  la gestione dell’ex vivaio forestale per la produzione di frutti di bosco, con tartufaia e bosco didattico; il progetto “Terre incolte” che prevede la gestione degli uliveti abbandonati nel territorio biccarese; e tanti altri ancora….

Cosa significa essere e far parte di una Cooperativa di comunità?  

Significa condivisione di idee, bisogni, capacità; mettere in relazione la comunità a tutti i livelli, partendo dai giovani per arrivare ai nonni, passando dai liberi professionisti agli agricoltori ed artigiani; significa credere in un territorio e in una comunità che ce la vuole fare; significa essere uno strumento della comunità per la comunità, per la sua crescita economica, sociale e culturale.

La presa di coscienza delle potenzialità che il contesto di appartenenza può offrire è sicuramente il valore più importante di una tale aggregazione.

Attività Gastroborghi

Ultimamente si parla moltissimo di spopolamento dei borghi…credi che la forma di Cooperativa di Comunità possa rappresentare uno strumento di lotta allo spopolamento dei piccoli centri abitati?  

Assolutamente si! L’obiettivo è infatti quello di creare opportunità occupazionali allontanandosi da un modo ormai usurato di intendere il mondo del lavoro, in attesa del posto fisso, e dando una risposta concreta ai bisogni dei cittadini laddove gli enti locali, in crisi, impotenti e carenti di risorse, economiche e umane, non arrivano.

Che valore ha secondo te un Festival come il Festival IT.A.CÀ nel contesto del vostro territorio?  

La filosofia del Festival IT.A.CÀ rispecchia a pieno la nostra idea di territorio e di turismo che sviluppa un’immagine di sostenibilità e responsabilità in cui si riconosce la centralità della comunità ospitante locale, si favorisce l’interazione fra questa e l’industria turistica, e si contribuisce allo sviluppo umano, sociale e civile delle persone e del territorio. Per questo ci è sembrato doveroso organizzarlo sui Monti Dauni, nel tentativo di diffondere buone idee e pratiche.

Attività: puliamo il bosco!

Ringraziamo Magda per averci fatto conoscere una realtà tanto bella e attiva come la Cooperativa di Biccari, ma soprattutto per aver deciso di coordinare il Festival IT.A.CÀ! Vi ricordiamo che il 28 giugno inizierà il Festival sui Monti Dauni. Tanti gli eventi, gli incontri, i trekking, i laboratori e le esperienze da condividere insieme.

Qui il programma completo | Evento FB 
Non ci resta che augurare buon weekend e come sempre buon viaggio!

Blog IT.A.CA
Silvia Lazzari 

 

Quando l’accessibilità incontra il patrimonio culturale: il patrimonio appartiene davvero a tutti!

Cari viaggiatori e viaggiatrici 

oggi vogliamo parlare di accessibilità e turismo accessibile, tema a noi molto caro! La decisione presa dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea di dichiarare l’anno 2018 come “Anno europeo del patrimonio culturale” non è passata di certo inosservata al Team di IT.A.CÀ Rimini che ha deciso di lanciare ai Partner della Rete una sfida per la 4°edizione della tappa riminese che si svolgerà dal 20 al 24 settembre 2018: “Affrontare insieme il tema di come rendere accessibile il patrimonio culturale del territorio attraverso la proposta di eventi, incontri, mostre, tavole rotonde e molto altro ancora”.

Ma cosa s’intende per bene culturale accessibile?  

Ce lo siamo chiesto anche noi e prendendo carta e penna abbiamo tracciato alcune riflessioni, spunti, pensieri sviscerando i due concetti di “accessibilità” e “patrimonio culturale”.

Progetto di ri-generazione urbana delle colonie marine riminesi | Associazione Il Palloncino Rosso 

Il processo di brainstorming ha portato alla stesura di alcune ipotesi di azione, di opportunità che abbiamo condiviso con i Partner della Rete come stimolo per la progettazione della nuova edizione del Festival.

Ad esempio, secondo il team di coordinamento, è possibile parlare di “accessibilità” nel turismo quando si rendono fruibili a chiunque beni privati, ma di interesse storico e culturale di dominio pubblico; quando si abbattono le barriere architettoniche di luoghi turistici (musei, chiese, ecc.) che rappresentano un ostacolo alle persone con disabilità; quando si riescono a raggiungere i siti turistici dell’entroterra spesso isolati o scarsamente segnalati; quando si sviluppano progetti di contaminazione e rivisitazione di spazi storici in chiave contemporanea e interculturale; quando il patrimonio culturale viene raccontato e condiviso usando la lingua madre, i costumi di guests di diversa nazionalità.

E dalla condivisione del tema scelto con la Redazione Rimini Social del gruppo Icaro Communication che sta prendendo forma un “Dossier sul turismo accessibile”, un vademecum di best practice, rivolto agli operatori turistici realizzato con la collaborazione di numerose associazioni del territorio.
Il Dossier sarà un valido strumento di formazione per incentivare tutti gli addetti al settore a promuovere una nuova forma di turismo, più etico e responsabile.

Hai un’esperienza di turismo accessibile da segnalare? Scrivete a riminisocial@gmail.com

IT.A.CA Rimini 2018

L’edizione del 2018 di IT.A.CÀ Rimini si prepara ad ospitare un programma ricco e coinvolgente, dai temi caldi e attuali, anche grazie a un nuovo coordinamento formato da: CAST – Centro di Studi Avanzati sul Turismo del Campus di Rimini – Università di Bologna, Il Palloncino Rosso, EducAid, Piano Strategico di Rimini, Comune di Santarcangelo di Romagna, Associazione Rione Montecavallo, Ostelli della gioventù Sunflower Backpacker Hostels, Associazione Kantharos.

Buon viaggio come sempre e seguiteci 😉

Blog IT.A.CÀ
Valentina Porrazzo 
Coordinamento IT.A.CÀ Rimini

 

IT.A.CÀ spiega le vele verso nuovi orizzonti: tra l’Appennino bolognese e il mondo.

Cari amici viaggiatori e amiche viaggiatrici

a qualche decina di chilometri dal centro di Bologna, si trova Madonna dei Fornelli, una frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro sull’Appennino bolognese, il luogo dove un tempo c’erano i carbonai che accendevano i fuochi e forgiavano le mura della città, oggi tappa d’obbligo della Via degli Dei.

Proprio qui, tredici giovani hanno fondato la cooperativa paese la “Foiatonda” per ridare nuova vita al territorio e valorizzare a pieno l’opportunità data al turismo dalla Via degli Dei, utilizzando il sapere di ciascuno e la voglia di condividerlo per lo sviluppo locale. 

Per questo, noi di IT.A.CÀ abbiamo deciso di celebrare con loro la giornata mondiale del turismo responsabile, il 2 giugno, insieme ai nostri ospiti internazionali, Marina Cruz Blasco – specialista di turismo sostenibile della Koan Consulting, Jean Marc Mignon – presidente dell’Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale (OITS) e Maurizio Davolio – presidente dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR), in visita a Bologna per conoscere il festival sul campo e portarlo in Europa.

Per raccontare loro cosa è IT.A.CÀ, il turismo di comunità e cosa vuol dire promuovere il “becoming” di una destinazione, facendone scoprire il fascino e l’esotico dietro casa, abbiamo preso il treno e ci siamo diretti verso la stazione di San Benedetto Val di Sambro. Da qui in poi, la nostra giornata di formazione, si è trasformata nell’accoglienza in una nuova casa.

 “Queste sono le mani di mia madre. Queste quelle di Tessa, mia nipote. E invece queste sono le mie, mentre provo a intrecciare un cesto di vimini!” 

Cosi Alessandra, membro della cooperativa, guida soffice, curiosa e sorridente del nostro viaggio, mi ha presentato il volantino della neonata cooperativa. Ci ha spiegato che è nata da una volontà comune di mettere insieme ognuno le proprie competenze per valorizzare il proprio territorio, ma soprattutto per migliorare anche se stessi insieme alla comunità.

La nostra prima tappa è alla Fattoria Ca’ di Monti da Jessica, una forza della natura. 24 anni, un velo di timidezza, lo sguardo fiero e una passione fluttuante nell’aria mentre ci parla di come abbia iniziato la sua attività 3 anni fa, recuperando il podere del nonno e arrivando ad allevare ad oggi 130 capre. Ogni giorno vive i ritmi della montagna, si prende cura delle proprie capre, studia ricette e crea formaggi che sono delle opere d’arte culinarie.

La salutiamo e proseguiamo verso il Borgo di Qualto, dove il tempo deve essersi fermato. Un abito appeso pronto per la Comunione. Una fontana con l’acqua che scorre lenta. Un’osteria appena riaperta, simbolo di rinascita per l’Appennino. Degli anziani bevono un vino. I sassi e le case vorrebbero parlare dei loro secoli di storia. La pace di un borgo uscito dalle fiabe.

Torniamo alla realtà e proseguiamo il nostro viaggio di scoperta dell’Appennino bolognese nel regno di Alessandra, la Falegnameria Vaccari. Qui ci fa vedere la passione per l’artigianato con cui dall’inizio del ‘900 portano avanti l’attività di famiglia. Le mani del padre sul faggio, quasi una carezza, che sapientemente ci parla dei diversi legni e di come li lavora. Passiamo poi a trovare sua sorella, Marinella, al negozio in paese, a Madonna dei Fornelli. 

Avete presente quando si entra in casa, sotto le feste, con la tavola decorata e i mobili della cucina sistemati per accogliervi? Ecco, questa è la sensazione entrando in questa mini boutique del legno. Ci fermiamo incantati a guardare Tessa, la figlia di Marinella, realizzare un gufetto di legno, con le sue piccole mani, le stesse della fotografia.

Arriva il momento del pranzo!

Un’ accoglienza degna del suo nome a casa di Walter, presidente della cooperativa e organizzatore del nostro “tour”, creativo e pittore ! Tra i cavalletti per dipingere al lago pronti per il giorno seguente, ci fa trovare crescentine e salumi dell’Appennino, del vino e gli immancabili formaggi di Jessica! 

A sorpresa arriva Elisa, che ha un’attività lì di fianco, a portarci delle frittelle di castagne con ricotta. Riceviamo un po’ di Appennino da parte di tutti! A tavola Walter e Alessandra ci parlano del loro progetto, della loro idea di turismo e di come vogliono preservare la piacevolezza dell’incontro con i propri visitatori. 

Walter ci porta nel suo studio da artista dove a volte ospita anche i turisti di passaggio, tra i dipinti e i materiali con cui guarda e fa guardare il mondo.

Studio artistico di Walter Materassi

La nostra scoperta dell’Appennino continua con un’altra delle colonne della cooperativa. È Marilena. Ha una bottega in paese, impaglia cestini e li riempie di funghi. Insieme ad altri ragazzi della cooperativa, si prende cura dei sentieri. Quindi è lei una di quelle fate nascoste pulisce i sentieri…!, le dico. Lei sorride. Di lei ci colpisce la falcata nei prati, la memoria di ogni singolo ramo.

Ci accompagna nel sentiero fino al Lago di Castel Dell’Alpi, l’unico lago naturale della zona bolognese, da cui nasce “l’acqua che porta al Nettuno”. Qui Walter porta i suoi “allievi” a dipingere con Painting Appennino, per fermarsi a guardarne i dettagli e vivere il paesaggio. Per ricordarci che se ci si ferma, si colgono diverse sfumature. Ci riappropriamo della lentezza.

Ad aspettarci qui incontriamo Mauro e la sua famiglia. Lui è appassionato di Mountain Bike e della Strada Romana sulla Via degli Dei, dove accompagna chi come lui vive il mondo a due ruote. Ci racconta di come con la Via degli Dei il turismo sia ripartito in Appennino, ma di come questo deve essere trasformato in un’opportunità per far scoprire quei territori che non sono sulla via. Perché qui di vie ne passano tantissime. L’Emilia Romagna conta ben 14 sentieri, un crocevia di cammini!

E così, ci dirigiamo verso l’ultima tappa, la Strada Romana di Pian di Balestra, per vedere uno dei tratti più affascinanti della Via. All’ombra del bosco che ci ripara dal gran caldo di queste giornate di giugno, ormai amici, mixando lingue e comunicando a gesti quando necessario, camminiamo su queste strade già tracciate oltre 2000 anni fa e riscoperte solo da poco più di vent’anni, quasi per caso. CI raccontano di come queste terre vivessero di turismo e villeggiatura negli anni 60 e di come tutto sia cambiato con lo spopolamento della montagna e il diverso modo di vivere le vacanze. L’entusiasmo è contagioso quando parlano dei progetti che hanno in mente e che stanno già realizzando!

Finisce qui il nostro incontro con la comunità, non prima di una birra da Skal, aperto da poco meno di un mese, un altro segno di vitalità dell’Appennino. Ci salutiamo con l’arrivederci alla prossima, come si fa con gli zii dopo il pranzo della domenica.

L’artista Walter Materassi 

Scambiamo impressioni, tornando verso Bologna, da dove i nostri amici prenderanno i loro voli per tornare a Madrid e Parigi. Il turismo responsabile è un valore per il territorio, non solo per le comunità dall’altra parte del mondo. È un valore anche per le nostre comunità, preziosissime. Per le nostre montagne e i nostri borghi che possono vivere di nuovo entusiasmo grazie ad un turismo attento, di qualità, consapevole.

Un turismo autentico, come quello che IT.A.CÀ promuove e sostiene da 10 anni.

I nostri ospiti tornano a casa, dopo averne trovata un’altra. E noi li seguiamo, in attesa di vedere IT.A.CÀ aprire nuove case anche in Europa, alla scoperta di chissà quali comunità e meraviglie.

Perché quel che conta non è la meta, ma come ci si mette in cammino.

Grazie a Marina, Jean Marc e Maurizio per esserci venuti a trovare. Grazie a Walter, Alessandra, Jessica, Marilena, Marinella, Tessa, Mauro e gli amici dell’Appennino bolognese e della cooperativa Foiatonda per l’ospitalità e per condividere i valori di IT.A.CÀ.

Al prossimo viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Annalisa Spalazzi 

IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori, il primo e unico festival italiano di Turismo Responsabile, saluta il tour bolognese e si sposta in altri 13 territori

Il dopo Festival di Bologna (25 maggio – 4 giugno) | Le prossime tappe italiane fino al 30 ottobre.

Si chiude con grandissima partecipazione e condivisione la 10a edizione del festival IT.A.CÀ nella città delle due torri, protagonista per 11 giorni di tanti appuntamenti e momenti di aggregazione sul tema del Turismo responsabile. Un compleanno importante che ha siglato dieci anni di lavoro e riconfermato il consenso di oltre 300 realtà coinvolte e ben 13 tappe nazionali, in partenza fino a ottobre.

Nuovi orizzonti, temi attuali, idee innovative e tanto entusiasmo: questi i principali ingredienti di una edizione che ha raccolto migliaia di visitatori in città e in Appennino.

Sì, perché il festival quest’anno ha allargato i suoi orizzonti, dedicando l’ultimo weekend di appuntamenti (1-3 giugno) alle terre dell’Appennino bolognese, dando voce alle eccellenze locali e facendosi promotore di un turismo responsabile in un’area ricca di storia, di opportunità e di eccellenze naturali e culturali.

MIGRAZIONI, ACCESSIBILITA’ UNIVERSALE, OVERTOURISM e CULTURA DEI VIAGGI SLOW, sintetizzano i quattro macro temi del festival, attorno ai quali si sono alternati moltissimi momenti di confronto e progettualità, insieme a proiezioni di film e documentari, presentazioni di libri, performance, laboratori, escursioni a piedi e a pedali, trekking e itinerari esperienziali.

Simona Tedesco (Direttrice “Dove Magazine”). Foto di Noemi Usai.

Il merito di IT.A.CÀ, anche in questa decima edizione, è quello di esser riuscito a mettere in luce molti soggetti attivi nella città di Bologna, ascoltandoli e stimolandoli a collaborare in un dialogo mirato alla co- progettazione. Il risultato è stato di grande successo: nei numeri, nei contenuti e nelle riflessioni sollecitate.

Travel blogger, volontari, turisti, cittadini, visitatori ed esperti del settore si sono sparpagliati nelle varie location pensate per il festival: dal cuore verde delle Serre dei Giardini Margherita – spazio pubblico rigenerato e restituito alla città – alle sale del MaMbo, di Palazzo Malvezzi, de L’Altro Spazio, del Loft Kinodromo, del Mercato Sonato e di vari Dipartimenti universitari, fra i quali quello di Storia Culture e Civiltà, dove si è tenuta una due giorni di convegni e focus group partecipatissimi su innovazione, sostenibilità e accessibilità del turismo contemporaneo, a cura dell’ Università di Bologna e del MiBACT.

Foto di Noemi Usai – Mercato Sonato a Bologna

E ancora, dagli incontri in Piazza Verdi, alla pedalata notturna in partenza dalla Velostazione Dynamo, dalle mostre fotografiche della Millennium Gallery e della Qr Photogallery, al convegno su ospitalità e welfare interculturale nell’ Auditorium Damslab. In questa sede, si è anche svolta la premiazione dei vincitori del #UniTurisBo – IT.A.CÀ, Unibo e Città Metropolitana di Bologna. In ordine di premiazione:

  • Anna Magli – foto Piazza Verdi
  • Mattia Gervasi – foto Via delle Belle Arti
  • Domenico Buoniconti – foto Museo della Specola

Foto vincitrice del challenge instagram #UNITurisBO di Annal Magli

Di grande interesse e partecipazione l’incontro d’apertura Migrantour, un passo in avanti!
Un’occasione di confronto fra diverse culture e un aiuto all’integrazione attraverso la cultura e la scoperta dell’altro. Durante la conferenza, guide provenienti dall’esperienza di Milano, Torino, Genova, Catania, Roma, Firenze, Cagliari, Pavia, Napoli e Bologna, hanno riportato la loro testimonianza al pubblico e raccontato di suggestive passeggiate multiculturali, in compagnia di cittadini migranti di prima o seconda generazione, originari di tanti paesi del mondo e appositamente formati per mostrare a cittadini e turisti un altro mondo dentro la propria città.

Apprezzatissime sul tema dei Migranti, le proiezioni di Human Flow di Ai WeiWei e L’ordine delle cose Andrea Segre. Tante e partecipate le presentazioni di libri, i laboratori, i tavoli di discussione e i corner informativi. Molti i viaggi per immagini, grazie alle esposizioni fotografiche, come espressioni del sentimento di un tempo e di un luogo. Riproduzioni naturali di uno scenario, di una terra, della sua gente.

Foto di Noemi Usai

Di grande impatto emotivo anche I Fantastici 5 sensi: homesharing e accessibilità: un momento formativo per scoprire i segreti dell’ospitalità domestica accessibile e inclusiva, svoltosi attraverso un percorso sensoriale che ha permesso agli host di immedesimarsi nei viaggiatori con disabilità. Con cuffie insonorizzate e bende a pois, i partecipanti sono rimasti isolati da tutto per capire le difficoltà di comunicazione degli ospiti con disabilità uditiva e visiva. Una riflessione importante insieme all’utilizzo di piccoli espedienti suggeriti: dall’abbraccio al check in, all’utilizzo di alcune parole chiave della lingua dei segni, per accogliere meglio ed entrare in empatia con il nostro ospite in modo accessibile e inclusivo.

Sentito e fortemente condiviso, il tema dell’Overtourism, affrontato in più seminari aperti al pubblico, nei quali sono emerse con forza la preoccupazione per gli impatti del turismo di massa e la necessità di renderlo sostenibile attraverso nuove progettualità innovative, basate su una sharing economy regolamentata. In linea teorica, tante le idee espresse sul tema. Nella pratica, urge la necessità di azioni immediate: per esempio quella di puntare su una delocalizzazione strategica dei flussi turistici per pianificare una nuova geografia del turismo fino ai territori di confine. In questa direzione, IT.A.CÀ, nel suo decennale ha lanciato un seme. Ha raccolto armi e bagagli e nell’ultima settimana di eventi (1-3 giugno) si è trasferito nell’Appennino bolognese per una tre giorni di eventi. Un gesto importante che pur con tante difficoltà, ha dimostrato la volontà di passare dalle parole ai fatti.

Convegno Overtourism – foto di Noemi Usai

Il segnale è stato accolto. In moltissimi hanno raggiunto il festival, sparpagliandosi fra i territori di Marzabotto, Grizzana Morandi, il Monte Piella, Pianoro, Vergato, Monterenzio, Castel di Casio, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli e Porretta Terme, per partecipare al denso calendario di appuntamenti. Momenti di svago, cultura, ma anche progettualità e nuove opportunità di lavoro per la creazione di imprese integrate, atte per esempio ad accogliere i migranti e a garantire loro di formarsi e lavorare all’interno delle stesse organizzazioni che, oltre a essere luoghi di accoglienza possono diventare strutture ricettive e punti di riferimento per il turismo slow.

Questa, come altre, rappresenta un’ idea innovativa. Una sfida virtuosa che IT.A.CÀ ha raccolto al volo, lanciando e presentando a sua volta un percorso di formazione esperienziale, rivolto a sedici giovani tra 18 e 35 anni, italiani e stranieri (richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale), interessati a partecipare ad un momento di studio, analisi e valorizzazione territoriale di avanguardia, che avrà come centro propulsore Montefredente, frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro (Bo).

Un corso che per chi desidera partecipa ha tempo fino al 24 giugno. 

L’evento è promosso dall’associazione di promozione sociale YODA, in collaborazione con Asp Città di Bologna, SPRAR Nazionale e Open Group.

Per info seguite il link > Corso di Formazione 

Oltre la formazione, tantissime sono state le proposte di svago in Appennino: in tandem con i non vedenti, abbiamo incontrato alcuni dei nostri viaggiatori. Ne abbiamo salutati altri che pedalavano verso il Parco di Monte Sole, sulla Via degli Dei o sulla cima del Monte Piella. Li abbiamo spronati a sperimentare le passeggiate a piedi nudi nel bosco e ad avventurarsi in camminate notturne in cerca di stelle. Siamo stati con loro tra le degustazioni dei prodotti locali, le mostre, le presentazioni di libri e la divertente Piccola fiera dei ciarlatani. Mentre qualcuno ha camminato per un weekend tra vette alte e valli silenziose, qualcun altro ha scelto di fermarsi a dipingere per un’intera giornata sulle sponde del lago.

Foto di Annalisa Spalazzi

Con entusiasmo tiriamo le somme di questa tappa bolognese pensando ai nostri visitatori: tanti, partecipativi, curiosi e propositivi. Con loro abbiamo riso, scherzato. Ci siamo confrontati e soffermati a riflettere su cosa siamo e su come possiamo adoperarci per proteggere il nostro pianeta, trasformare l’incoming in becoming e diventare protagonisti di un viaggio esperienziale che parte da casa e arriva a casa (it a cà in dialetto bolognese significa sei a casa?): una qualsiasi casa, una qualunque Itaca da raggiungere.

Un viaggio responsabile secondo valori di giustizia sociale, col quale IT.A.CÀ da Bologna ci saluta, dandoci appuntamento alle successive 13 tappe italiane.

INFO ALTRE TAPPE
AREA PRESS (foto ufficiali di Noemi Usai)
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https://www.youtube.com/user/FestivalitacaBO
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Illustrazione dell’immagine IT.A.CÀ 2018 è stata realizzata da Eliana Albertini