ANTONIO PRESTI

Ospite all’interno della 8 edizione di IT.A.CA Bologna 2016 nel convegno “Il quotidiano come tempo liberato e l’arte pubblica come strumento di rigenerazione per una nuova idea di turismo”, il filosofo e luminare Antonio Presti curatore e inventore del progetto Fiumara d’Arte e Museo Albergo Atelier sul Mare. Un bellissimo intervento sul potere dell’arte contro la politica.

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Obiettivo dell’incontro era indagare l’esistenza di un diversa concezione capace di armonizzare il tempo del lavoro e quello dello svago partendo dalla rigenerazione degli spazi pubblici, attraverso una visione che trova nell’arte pubblica un alleato strategico. Portare l’arte in uno spazio pubblico significa far uscire la creatività dai luoghi ad essa deputati e metterla a diretto contatto con le persone. Allo stesso tempo l’arte pubblica ha la capacità di trasformare il territorio e abilitarlo a luogo d’eccezione, capace di attrarre visitatori da tutto il mondo.

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L’incontro è stata l’occasione per avviare un dibattito sull’importanza dell’arte come mezzo di rigenerazione urbana, integrazione di pubblici e chiave strategica per incentivare un turismo sostenibile.

Vi lasciamo con la sua intervista:

EMANUELE MONTIBELLER

Ospite all’interno della 8° edizione di IT.A.CÀ Bologna 2016 con un intervento nel convegno nel convegno “Il quotidiano come tempo liberato e l’arte pubblica come strumento di rigenerazione per una nuova idea di turismo”.

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Emanuele Montibeller è il direttore artistico di Arte Sella: the contemporay mountain in Val di Sella – Trentino.

Un processo creativo unico, che nell’arco di un cammino più che ventennale ha visto incontrarsi linguaggi artistici, sensibilità e ispirazioni diversi accomunati dal desiderio di intessere un fecondo e continuo dialogo tra la creatività ed il mondo naturale.

Nel tempo, più di 300 artisti si sono avvicendati in questo percorso, consegnando alla Val di Sella ed alle cure dell’Associazione Arte Sella il loro lavoro; Arte Sella è così diventata sempre più una possibilità, un luogo, un’occasione di sperimentazione e di crescita creativa in continuo dialogo ed ascolto con i mondi della musica, dello spettacolo, della fotografia e della cultura nelle sue molteplici sfaccettature.

Qui l’intervista fatta presso le Serre dei Giardini Margherita:

ALESSANDRO BERGONZONI

Il comico – attore bolognese Alessandro Bergonzoni all’interno di IT.A.CA Bologna 2016 ha rilasciato una intervista/viaggio sul tema dell’ospitalità grazie alla collaborazione con Ostello We_Bologna:

“… ora ci può essere un ostellazione, cioè dei punti di riferimento dove tu sai che andando verrai accolto … il tema dell’accoglienza per il cittadino contemporaneo che temporaneamente viene accolto… “

Non finiremo mai di ringraziarlo per la bellissima dichiarazione poetica sull’ospitalità che condividiamo pienamente 🙂

MARINA LALOVIC

La giornalista Marina Lalovic ospite all’interno della 8° edizione di IT.A.CA Bologna per l’appuntamento presso Dynamo – La Velostazione di Bologna sul tema delle migrazioni in collaborazione con Bottom Up.

Migranti, politiche e media: siano noi a costruire il confine?

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Un interessante riflessione sul ruolo delle migrazioni nei nuovi assetti geopolitici occidentali con una visione tra migrazione e viaggio.

Marina Lalovic è una giornalista serba nata a Belgrado nell’ex Jugoslavia. Ha lavorato come redattrice TV del Babzine, il Magazine settimanale di Babel TV, canale 141 di Sky, dedicato alle questioni dell’immigrazione in Italia.  Ha collaborato con Associated Press Television News bureau a Roma ed è stata corrispondente per la web tv della rivista americana SPIN e per la rivista europea, Cafebabel. Ha lavorato per ENEL, nel reparto delle relazioni esterne.
Attualmente fa parte della squadra di Radio3Mondo, Radio Rai 3, dove conduce la rassegna della stampa estera e gli approfondimenti del programma.

Qui vi lasciamo l’intervista:

 

MARCELLO FOIS

Lo scrittore sardo Marcello Fois è stato ospite all’interno della 8°edizione di IT.A.CÀ Bologna 2016 presso il foyer del Cinema Europa in collaborazione con l’associazione culturale Kinodromo.
Ha presentato le sue opere In Sardegna non c’è il mare. Viaggio nello specifico barbaricino (GLF editori Laterza, 2008), Paesaggi d’autore. Itinerari turistici” (Diabasis, 2009) e il suo ultimo romanzo “Luce perfetta” (Einaudi, 2015), intervista da Emanuela Piga (studiosa di letteratura comparata presso l’Università di Bologna).

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*Foto di Noemi Usai

Nato a Nuoro nel 1960, vincitore del Premio Italo Calvino 1992, vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato molti libri, tra cui: Picta (Premio Calvino, 1992), Sempre caro (Il Maestraele, 1998), primo romanzo di una trilogia proseguita con Sangue dal cielo e L’altro mondo. Nel 2006 ha pubblicato la raccolta di poesie L’ultima volta che sono rinato.

Oltre che alla narrativa, Fois si dedica anche alla sceneggiatura, sia televisiva (Distretto di poliziaL’ultima frontiera) che cinematografica (Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni), e al teatro per cui ha scritto L’ascesa degli angeli ribelliDi profiloCerimonia con Marinella ManicardiFilippo MorelliMirella Mastronardi, Stazione (un atto unico per la commemorazione delle vittime della strage alla stazione di Bologna).

Intervista che rilasciamo di seguito:

LUCA GIANOTTI

Ospite e partner di IT.A.CA Bologna 2016, Luca Gianotti, che oltre a essere un camminatore senza tregua, è anche uno scrittore con 5 libri al seguito scritti in 5 anni sull’arte del camminare come filosofia di vita.
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Il camminare aiuta, il camminare è per definizione a basso impatto: l’impatto ambientale è minimo, se fatto con cura; l’impatto sociale di un camminatore è altrettanto minimo, perché chi arriva a piedi viene sempre accolto come un ospite pacifico, non è un invasore, e quindi l’incontro con chi è sulla strada è sempre profondo e vero, se noi sappiamo coglierlo.

Luca Gianotti è anche fondatore dell’associazione La Compagnia dei Cammini, partner di IT.A.CA Bologna 2016, un’associazione che lavora per diffondere la cultura del camminare in Italia, camminare è salute, camminare è ritrovare il contatto con la natura, camminare aiuta a rallentare e a vivere più in contatto con se stessi e il mondo.

I lunghi cammini sono lo strumeCompagnia dei cammini logonto per fare questo. Ecco perché la Compagnia dei Cammini propone ai suoi soci di partecipare a cammini, trekking, viaggi a piedi ed eventi che valorizzano questa opportunità. La Compagnia prosegue il cammino e l’esperienza de La Boscaglia, in linea con la sua filosofia del camminare e i suoi valori dove i soci dell’associazione sono compagni di cammino.

In questa edizione 2016 ha presentato il libro “La via degli Dei” di Stefano Fazzioli: attraversare l’Appennino a passo lento, percorrere tutta la strada che separa Bologna da Firenze per scoprire storia, leggenda, natura, sapori, voci e cammino.

Vi lasciamo qui la sua intervista sia scritta che video:

 

WU MING 2

Lo scrittore Wu Ming 2 è stato ospite a IT.A.CA Bologna per ben due edizioni nel 2014 e nel 2016 con due progetti differenti:

Nel 2014 con uno spettacolo di lettura “L’alfabeto delle orme” un reading – concerto in collaborazione con il gruppo musicale FRIDA X.
Nella splendida cornice di P.zza Re Enzo abbiamo viaggiatori nel tempo grazie alla lettura di brani storici scritti da grandi esploratori che hanno fatto del viaggio la loro missione di vita, il tutto accompagnato dalle note musicali del live di Frida X.

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Nella edizione di IT.A.CA Bologna 2016 lo scrittore Wu Ming 2 è stato ospite presso Le serre dei Giardini Margherita in compagnia dell’amico camminatore Luca Gianotti dell’associazione La compagnia dei cammini  in un TRIALOGO SULLA VIANDANZA: la scoperta di un altro modo di stare al mondo, sulla strada per Santiago o lungo la via Francigena. Un invito per tutti coloro che si sono messi in cammino o che sognano di farlo.

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“Cosa ci si perde, a guadagnare venti minuti di tempo nel percorso tra due città? Cosa non vedono i milioni di italiani che ogni anno passano per questo imbuto del trasporto nazionale, un territorio al servizio di auto ed Eurostar? La risposta, per nulla scontata, arriverà dopo cinque giorni di viaggio a cinque chilometri all’ora, tra incontri e leggende, disastri ambientali e faggete silenziose, caprioli che brucano sotto i viadotti e ruderi di antiche locande che ospitano nuovi pellegrini” – WU MING 2 dal libro scritto da lui Il sentiero degli Dei per la casa editrice Ediciclo.

VINICIO CAPOSSELA

Ci sono due modi di viaggiare.
Uno è quello di girare per il mondo.
L’altro è stare fermi seduti ad un tavolo.”
Vinicio Capossela

L’eclettico artista Vinicio Capossela è stato ospite nella edizione di IT.A.CÀ 2013 nella splendida cornice di p.zza Re Enzo a Bologna e ci ha raccontato la sua Odissea, in cui il viaggio può essere anche semplicemente stare seduti al tavolo della taverna e farsi attraversare dalle cose, dalla musica, dalle parole e dai ricordi.

Lo ha fatto sotto il sole di Bologna, nella giornata conclusiva della 5° edizione del primo festival in Italia che si occupa di turismo responsabile, intervistato da Pierluigi Musarò.

Il viaggio è ascoltare. E al tavolo di una taverna ti arriva la storia di un paese, parole e canzoni meravigliose, popolari, di grande forza anche se mormorate, profondamente politiche perché dicono cosa stia o non stia bene… La verità è sempre nel tavolo!”

Parlando del suo ultimo libro, “Tefteri. Il libro dei conti in sospeso”, un intenso taccuino di viaggio scritto in italiano ma pensato in greco, Vinicio racconta il viaggio e la Grecia, passando attraverso la poesia, la politica e l’economia.

“Oggi si parla tanto di debito. Il debito massimo è quello di partenza, quello che abbiamo nei confronti del massimo credito che abbiamo ricevuto, per il quale siamo venuti al mondo.”

In fondo, siamo quello che siamo in grado di donare o ciò che possediamo? Intervistato sulla crisi che attanaglia la Grecia, e l’Europa intera, commenta: “ La crisi è solo un momento in cui si affronta l’ignoto. Un momento di incertezza che provoca dolore ma che fa prevedere un cambiamento. Occorre reagire in modo forte, non solo in modo distruttivo, ma anche costruttivo e creativo. In questo la Grecia, rispetto all’Italia sta facendo meglio perchè non rimane nell’incertezza e riesce a scegliere, anche a livello istituzionale e politico”.

Ancora, il cantante e poeta italiano riflette sulla vita, sull’uomo e sulla civiltà moderna, citando Pasolini, Dante, e leggendo le poesie di Kafavis «quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga e fertile di esperienze».

“Partire è un po’ morire o … tornare è un pò morire?”, gli chiede Pierluigi Musarò nel corso dell’intervista.

“Entrambi. Il viaggio ha a che fare con la morte e con la vita” – risponde Vinicio – “la parola stessa “Viaggio” deriva dal companatico o bisaccia, da ciò che serviva per sopravvivere durante il cammino. Il viaggio ha a che fare con la sopravvivenza.”

“Il vero viaggio è quello che ti regala l’imprevisto, che ti permette di conoscere qualcosa di te” – afferma in conclusione dell’incontro – ricordando come il vero regalo del viaggio stia nell’incontro con gli altri, con tutte quelle persone che decidono di regalarci ciò che conoscono. Allora viaggiamo anche senza andare lontano, semplicemente vivendo, incontrando gli altri, conoscendo il mondo, cambiando noi stessi. “Buttati dentro su tutto, basta che sai quando e come uscirne. E non tornare a casa se non sai bere, mangiare, amare: se non hai fatto questo e hai fatto tutto il resto, per me hai fallito!”

Qui invece potete rileggere tutta la sua lunga intervista di quella indimenticabile giornata estiva bolognese!!! Buona lettura e buon viaggio come sempre 😉

Responsabile Comunicazione IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
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MICHELA MURGIA

Michela Murgia ospite all’interno di IT.A.CÀ 2014 alla sua VI Edizione. L’invito, come ogni anno, è vivere l’emozione del viaggio per dialogare con il mondo e conoscere, o almeno rispettare, ciò che non ci è familiare.

Sabato 7 giugno 2014 presso la suggestiva P.zza Re Enzo si è parlato di turismo, di valorizzazione del territorio, di luoghi immaginari e stereotipi, guide turistiche portatrici di immaginari collettivi con una importante riflessione sulla Sardegna di ieri, di oggi e di domani, grazie alle parole di Michela Murgia.

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«Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose si strusciano nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C’è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto piú parlato, le parole sono luoghi piú dei luoghi stessi, e generano mondi.

Questo è un viaggio in compagnia di dieci parole, dieci percorsi alla ricerca di altrettanti luoghi, piú uno. Undici mete, perché i numeri tondi si addicono solo alle cose che possono essere capite definitivamente. Non è cosí la Sardegna, dove ogni spazio apparentemente conquistato nasconde un oltre che non si fa mai cogliere immediatamente, conservando la misteriosa verginità delle cose solo sfiorate».

Viaggio in Sardegna – undici percorsi nell’isola che non si vede di Michela Murgia

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*Foto di Noemi Usai

Come possiamo andare oltre lo stereotipo narrativo proposto dalle guide turistiche e decostruire l’immaginario collettivo di un’isola come la Sardegna?

(…) La chiave di volta per indagare il concetto di responsabilità in quel titolo non è “guida”, ma “narrativa”. La narrazione è relazione, perché presuppone sempre che ci sia una storia comune, una sorta di ponte dove chi narra e chi ascolta finiscono per incontrarsi […] Che un sardo scriva la guida della Sardegna non ha valore solo per chi viene in Sardegna, ha valore per chi c’è nato, perché un conto è andare a visitare la cartolina, ma dieci volte peggio è nascerci nella cartolina e vivere dentro lo stereotipo di se stessi e l’idea di “tipico”che gli altri si aspettano che tu interpreti e incarni. È un tentativo di smontare un auto-pregiudizio, perché ci sono generazioni di sardi cresciuti credendosi il riflesso dello sguardo del visitatore, che è il primo, il più sottile e pervasivo dei colonialismi, specialmente quando c’è un’economia fondata sopra (…) Dall’intervista con Michela Murgia

Conversazione a cura di: Emanuela Piga
Riprese: Giacomo Grassi

Rubrica “In viaggio verso IT.A.CA”
Sonia Bregoli
io 3