Palermo

18 – 20 Settembre

18 – 20 Settembre 2026

18 – 20 Settembre 2026

Sicilia

Nel cuore del Mediterraneo, Palermo si fa laboratorio politico e culturale di una visione necessaria: quella delle geografie di pace. In un tempo segnato da confini che si irrigidiscono e da narrazioni che dividono, scegliamo di ripartire dai territori vissuti, attraversati, raccontati. Scegliamo di farlo attraverso il turismo responsabile, inteso non come consumo ma come pratica di relazione, conoscenza e trasformazione.

Il tema 2026 di IT.A.CÀ a Palermo è un invito chiaro: costruire nuove mappe, capaci di superare barriere fisiche e simboliche, riconoscendo nella mobilità un atto profondamente politico e nella responsabilità una scelta collettiva. Geografie di pace significa abitare il mondo con consapevolezza, riconoscendo il valore delle differenze come risorsa e delle comunità come spazio di incontro e di giustizia.

Le tappe del festival saranno percorsi aperti nella città e nei suoi margini: itinerari che attraversano quartieri, storie, culture, mettendo al centro la multiculturalità e le molteplici letture del territorio. Non esiste un solo modo di guardare Palermo: esistono sguardi plurali, radicati nelle esperienze di chi la abita, la attraversa, la trasforma ogni giorno. Dare voce a queste narrazioni significa costruire cittadinanza attiva e rafforzare legami sociali.

Per noi, parlare di pace non è un esercizio retorico. È una pratica concreta che parte da un presupposto imprescindibile: non esiste pace senza giustizia sociale. In questo senso, il turismo diventa strumento di consapevolezza e cambiamento: raccontare i territori, viverli in modo etico, riconoscerne le contraddizioni e le potenzialità è un atto necessario per costruire un futuro condiviso.

IT.A.CÀ Palermo 2026 è quindi un invito alla partecipazione: a chi vive la città, a chi la visita, a chi la immagina diversa. È una chiamata a riconoscerci come parte di un’unica comunità, senza confini rigidi, fondata sull’integrazione culturale e sociale. Una comunità che sceglie la pace come pratica quotidiana, capace di generare forza, relazioni e prospettive.

Perché cambiare le mappe significa cambiare lo sguardo. 
E cambiare lo sguardo è il primo passo per trasformare il mondo.


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