Ciao a tutti i viaggiatori consapevoli di IT.A.CÀ!
Nel nostro viaggio lungo l’Italia per la nuova edizione di IT.A.CÀ Festival del Turismo Responsabile, la tappa Valle Panaro (MO) ci invita a rallentare, ritrovare il ritmo del passo e ascoltare la voce profonda del territorio. Tra i sentieri fluviali e i borghi di questa terra abbiamo incontrato Nadia Luppi, che con il progetto Cammin Sentendo accompagna chi desidera sviluppare maggiore consapevolezza e abbracciare una visione della vita più profonda.

Nadia Luppi, Counselor professionista e ideatrice di Cammin Sentendo
Ciao Nadia! Sul tuo sito ti definisci “educatrice, counselor e ricercatrice dell’anima”. Da quale scintilla nasce l’idea di intrecciare il tuo percorso interiore con Cammin Sentendo?
Ciao Aurora e ciao a tutti/e! La scintilla è nata proprio dalla convergenza di queste tre anime.
Danzo con la disabilità visiva da più di trent’anni: non è una condizione facile, soprattutto per le limitazioni che porta con sé quando è ora di viaggiare e spostarsi. Ma pur non potendo vedere fisicamente, ho imparato a guardare e ad ascoltare, e grazie al cammino interiore e al contatto con la natura mi sono scoperta fortunata perché esisto, vivo e sono immersa nella bellezza. Ho voluto condividere tutto questo.

Cammin Sentendo
Cammin Sentendo nasce per risvegliare quei canali sensoriali ed emotivi che la vita quotidiana tende ad addormentare.
Quando impariamo ad ascoltare il ritmo del fiume, il fruscio del vento o la consistenza del terreno, il cammino non è più un semplice spostamento: diventa una relazione viva. Impariamo ad abitare il nostro corpo e, di conseguenza, ad abitare i luoghi con rispetto e sensibilità.

Il tema nazionale di IT.A.CÀ 2026 è “Geografie di Pace: mobilità/rsi attraverso confini e culture”. In che modo il tuo approccio aiuta a superare i confini — interiori e culturali — per costruire una reale cultura della pace?
La pace non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che parte dall’ascolto. I primi confini che incontriamo quando camminiamo non sono le frontiere geografiche, ma le barriere che erigiamo dentro di noi: la fretta, il giudizio, la resistenza verso ciò che non conosciamo.

Con Cammin Sentendo – alternando tempi di cammino, momenti di introspezione e dinamiche di gioco – invito proprio a riscoprire questi spazi di ascolto e incontro, fondamentali per il nostro benessere. Le nostre uscite, inoltre, sono per natura inclusive: accogliamo spesso persone con disabilità visiva.
Provate a pensarci: rinunciare per un momento alla propria vista, o semplicemente accordare il proprio passo e incrociare lo sguardo con chi percepisce il mondo in modo diverso dal nostro, ci costringe a metterci in discussione. Ci spinge a sintonizzarci su frequenze nuove e a comunicare oltre i soliti schemi. È così che si esce dalle proprie gabbie mentali per entrare davvero in relazione con l’altro, accorgendosi di dettagli a cui non avevamo mai dato peso: il ritmo del passo, il suono del nostro incedere, la sfumatura di un profumo.

Noi della rete IT.A.CÀ parliamo spesso di “Dis-Education”, ovvero della necessità di disimparare certi automatismi per riscoprire il cammino come spazio di inclusione. Come accompagni le persone in questo “switch” mentale?
Per fare questo “switch” occorre prima di tutto liberarsi dall’idea di competizione. Nelle mie uscite non importa chi arriva primo o quanti chilometri si macinano. “Dis-Educare” per me significa disimparare l’abitudine di considerare il territorio come un bene da consumare in fretta. Propongo momenti di cammino in silenzio, esercizi di respirazione e pratiche di consapevolezza sensoriale.

I partecipanti vengono invitati a conoscersi, mettersi di tanto in tanto in cerchio, a fare tribù, ad aiutarsi a vicenda e condividere sfide e spostamenti. Ecco la meravigliosa occasione dis-educativa di Cammin Sentendo: scoprire che le connessioni nutrono, che quando pensiamo di aiutare qualcuno in realtà riceviamo un dono, imparare che libertà e responsabilità vanno di pari passo e che non si vince mai da soli.
Quando rallenti e attivi tutti e cinque i sensi, gli automatismi della fretta crollano. L’esperienza diventa accessibile e inclusiva per sua natura, perché ognuno ritrova il proprio ritmo e impara ad accogliere quello dei compagni di viaggio.
La Tappa Valle Panaro animerà i weekend dal 22 agosto al 6 settembre partendo dal Comune di Castelvetro di Modena, poi a Spilamberto e infine nel Comune di Guiglia. Cosa dobbiamo aspettarci dall’esperienza in programma con te?
Aspettatevi di rimanere sorpresi da ciò che normalmente diamo per scontato! La Valle del Panaro è lo scenario perfetto per un viaggio che è sia esterno che interno.

Io sarò presente a due eventi della Tappa Valle Panaro:
- Domenica 23 agosto al castello di Levizzano di Castelvetro di Modena per una camminata insieme a Giuseppe Leo Leonelli, co-ideatore del Cammino dell’Unione: DIRE, FARE, CAMMINARE | Sentieri, memoria e sguardi sulle colline ore 08:30
- Sabato 29 agosto a Spilamberto per un talk sull’accessibilità, inclusione e diritto al viaggio: CAMMINI PER TUTTI, CAMMINI DI TUTTI. Saremo io, Giuseppe Leo Leonelli e due ospiti speciali: Paolo Piacentini (presidente di Federtrek) e Maurizio Davolio (presidente di A.I.T.R ETS)
Per chi parteciperà, l’esperienza sarà quella dell’incontro. Sicuramente esploreremo la natura respirandoci dentro, dedicando il tempo ad osservare ad occhi chiusi, a camminare anche dentro noi stessi. Perché, pensateci, ha poco senso girare l’intero globo terracqueo se poi non sappiamo volgere il nostro sguardo dentro noi stessi o ascoltare chi cammina accanto a noi. Non posso dirvi cosa accadrà perché ogni volta è diverso ed è bello scoprirlo insieme!
Ringraziamo Nadia Luppi per questa proficua chiacchierata e per averci raccontato del suo interessantissimo progetto. Siamo tutti curiosi di come la tappa IT.A.CÀ Valle Panaro svilupperà il tema nazionale 2026 sul territorio modenese di Terre di Castelli!
Il programma completo della tappa è consultabile sulla loro pagina dedicata > QUI
Blog IT.A.CÀ
Aurora E. Ferrari
Tappa IT.A.CÀ Valle Panaro
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