L’autosufficienza come scelta quotidiana | Intervista a Francesco Rosso

Come possiamo vivere in modo più consapevole, sostenibile e in armonia con i ritmi della natura? In un’epoca segnata dalla velocità, dall’iper_connessione e da modelli di consumo sempre più intensi, cresce il desiderio di rallentare e ritrovare un rapporto più autentico con ciò che ci circonda.

Da questa esigenza nasce Autosufficienza, progetto di Macrolibrarsi fondato da Francesco Rosso che da anni promuove percorsi formativi, eventi ed esperienze dedicate all’autoproduzione, all’agricoltura naturale, alla permacultura, al benessere e alla crescita personale. Una realtà che invita a riscoprire competenze pratiche, relazioni autentiche e una maggiore autonomia nella vita quotidiana. Ne abbiamo parlato con Francesco Rosso per approfondire il significato dell’autosufficienza oggi, il valore della comunità e il ruolo che la natura può avere nel costruire un futuro più equilibrato e consapevole.

Francesco Rosso

Macrolibrarsi è una realtà che da anni promuove benessere, consapevolezza e nuovi stili di vita. Come nasce questo progetto e come si inserisce, al suo interno, l’esperienza di Autosufficienza?
Macrolibrarsi nasce come catalogo di promozione dei libri di Macro Edizioni, fondata nel 1987, dal desiderio di diffondere conoscenza e strumenti concreti per vivere in modo più consapevole, sano e libero. All’inizio era soprattutto una libreria specializzata sui temi della salute naturale, della crescita personale e della spiritualità, ma nel tempo è diventata un ecosistema molto più ampio fatto di contenuti, prodotti, formazione ed esperienze.
 
L’idea di fondo è sempre stata quella di aiutare le persone a riprendersi responsabilità e autonomia nella propria vita quotidiana: nel modo in cui si alimentano, si curano, abitano, educano i figli o si relazionano con l’ambiente.
Autosufficienza rappresenta l’espressione più concreta e “vissuta” di questa visione. Non è solo un progetto agricolo o una scuola rurale: è un luogo dove si sperimentano pratiche reali di autosufficienza, sostenibilità e salute. Attraverso corsi, eventi e attività quotidiane cerchiamo di dimostrare che un altro modo di vivere non è un’utopia teorica, ma qualcosa che può essere praticato, passo dopo passo, nella realtà di tutti i giorni.

Progetto Autosufficienza

Per chi ancora non conosce Autosufficienza: cos’è e quale visione del mondo c’è dietro questa realtà?
Autosufficienza si pone l’obiettivo di rigenerare la terra e l’uomo per garantirci un futuro. È insieme una scuola esperienziale, un centro di formazione e un laboratorio vivente dove si sperimentano pratiche legate all’autoproduzione, alla permacultura, all’agricoltura naturale, alla bioedilizia e alla crescita personale. Dietro questa realtà c’è una visione molto concreta: recuperare competenze, tempo e relazioni che negli anni abbiamo delegato completamente all’esterno.
 
Per noi autosufficienza non significa isolamento o rifiuto della modernità, ma capacità di tornare protagonisti della propria vita, riducendo la dipendenza da modelli di consumo spesso poco sostenibili per le persone e per l’ambiente. È anche un invito a rallentare, calmare la mente, nutrire il corpo, la mente e l’anima, ritrovare un rapporto più autentico con i ritmi naturali, con il lavoro manuale e con la comunità. 
 
Oggi si parla molto di sostenibilità, spesso in modo astratto. Per voi cosa significa davvero vivere in modo più autosufficiente e consapevole nella quotidianità?
Per noi sostenibilità significa soprattutto concretezza. Significa fare scelte quotidiane che abbiano un impatto reale sulla qualità della vita propria e dell’ambiente che ci circonda. Essere più autosufficienti può voler dire coltivare il proprio cibo, imparare ad autoprodurre qualcosa, consumare meno ma meglio, recuperare manualità, recuperare in autonomia la propria salute. Significa anche sviluppare uno sguardo più attento su ciò che acquistiamo, mangiamo e sosteniamo economicamente. Non pensiamo che esista un modello perfetto o valido per tutti.
 
Ognuno può iniziare da piccoli passi. La vera trasformazione nasce quando certe pratiche diventano parte della vita quotidiana e non rimangono solo idee astratte o slogan.
Attraverso eventi, corsi ed esperienze accompagnate le persone a riscoprire un rapporto diverso con la natura e con il tempo. Cosa cercano le persone che arrivano da voi e cosa si portano via, secondo voi?
Molte persone arrivano da noi con il bisogno di rallentare, di uscire da ritmi troppo frenetici, di recuperare la salute e di ritrovare qualcosa di essenziale che sentono di aver perso. Alcuni cercano competenze pratiche, altri una maggiore connessione con la natura, altri ancora semplicemente uno spazio umano dove sentirsi accolti e condividere esperienze autentiche.
 
Spesso quello che si portano via non è soltanto una tecnica o una conoscenza pratica, ma una sensazione diversa del tempo e delle priorità. Riscoprire il valore delle cose semplici, del lavoro fatto con le mani, delle relazioni reali e della presenza.

Alcune delle attività di Autosufficienza

Nel vostro lavoro quanto conta creare comunità e momenti di incontro reale, in un’epoca sempre più veloce e digitale?
Conta moltissimo. Crediamo che oggi ci sia un forte bisogno di esperienze condivise e di relazioni autentiche. Il digitale è uno strumento straordinario per diffondere conoscenza e creare connessioni, ma non può sostituire completamente l’incontro umano. Quando le persone si ritrovano insieme per imparare, lavorare la terra, cucinare o semplicemente stare attorno a un tavolo, succede qualcosa che online difficilmente può essere replicato. Si creano fiducia, scambio e senso di appartenenza.
 
Per noi la comunità non è uno slogan romantico, ma una risorsa concreta. In un periodo storico caratterizzato da molta frammentazione e individualismo, ritrovare spazi di collaborazione e mutualità è fondamentale, sia sul piano umano che su quello sociale.

Autosufficienza, un progetto di Macrolibrarsi

Il viaggio, per IT.A.CÀ, è occasione di trasformazione e non semplice consumo di luoghi. In che modo sentite vicina questa idea al progetto Macrolibrarsi/Autosufficienza? E da dove consigliereste di partire per riconnettersi con la natura e vivere in modo più consapevole?
Sentiamo molto vicina questa idea del viaggio come esperienza trasformativa, perché anche per noi il valore non sta tanto nel “consumare” luoghi o esperienze, ma nel modo in cui queste ci cambiano interiormente. Autosufficienza invita proprio a questo: uscire dalla logica della performance e del consumo continuo per tornare a vivere esperienze più lente, profonde e consapevoli. Il contatto con la natura, con il cibo coltivato direttamente, con il lavoro manuale o con una comunità reale può diventare un’occasione di trasformazione personale molto forte.
 
Per riconnettersi con la natura non servono necessariamente rivoluzioni radicali. Spesso si parte da gesti semplici: meditazione, yoga, dedicare tempo all’orto, camminare nei boschi, imparare un’autoproduzione, ridurre il superfluo, osservare di più i ritmi naturali e creare momenti di silenzio e presenza nella quotidianità. La cosa importante è iniziare a fare esperienza diretta. Perché certi cambiamenti non nascono da una teoria, ma da qualcosa che si vive concretamente sulla propria pelle.

Le parole di Francesco Rosso ci ricordano che il cambiamento non passa necessariamente da grandi rivoluzioni, ma da piccoli gesti quotidiani capaci di trasformare il nostro modo di vivere e di relazionarci con il mondo. Coltivare, imparare, condividere, rallentare: pratiche semplici che possono diventare strumenti concreti per costruire comunità più resilienti e un rapporto più equilibrato con la natura.

Una visione che sentiamo particolarmente vicina anche ai valori di IT.A.CÀ Festival, da sempre impegnato a promuovere forme di turismo responsabile, relazioni autentiche e un diverso modo di abitare i territori. Per questo siamo felici di aver dato spazio all’esperienza di Autosufficienza e di Francesco Rosso, una realtà che, come il nostro festival, invita a mettersi in cammino con maggiore consapevolezza, curiosità e attenzione verso ciò che ci circonda.

Chissà che questo dialogo non sia solo l’inizio di nuovi percorsi da costruire insieme.

Blog IT.A.CÀ
Sara Stellacci
Comunicazione IT.A.CÀ Festival
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