Climate Mobility Justice: ripensare mobilità, clima e turismo nel tempo del Panicocene

In uno scenario segnato da cambiamento climatico e migrazioni, anche il turismo sostenibile è chiamato a interrogarsi profondamente. Parlare oggi di giustizia climatica e mobilità significa infatti confrontarsi non solo con il diritto al viaggio e all’incontro, ma anche con le profonde disuguaglianze che regolano chi può attraversare i confini e a quali condizioni. Se il turismo rappresenta una delle forme più emblematiche della mobilità globale contemporanea, esso è anche strettamente connesso agli impatti ecologici, alle trasformazioni territoriali e alle ingiustizie climatiche che attraversano il pianeta.

Credit Photo: Atlas of the new world@Paradise California di Edoardo Delille e Giulia Piermartiri_MAD Murate Art District

Dal 3 al 5 giugno 2026 Bologna ospiterà Climate Mobility Justice. Narrazioni e politiche visuali del Panicocene [programma completo], una conferenza internazionale dedicata ai rapporti tra crisi climatica, mobilità umana, rappresentazioni mediatiche e giustizia globale.

L’evento, organizzato da Perluigi Musarò e Elena Giacomelli, autori del volume Climate Mobility Justice. Narratives and Visual Politics of the Panicocene, riunirà studiosə, artistə, filmmaker, attivistə e ricercatorə internazionali per riflettere su uno dei temi più urgenti del nostro presente: come il cambiamento climatico stia trasformando territori, confini, comunità e immaginari collettivi.

Tra gli ospiti internazionali della conferenza figurano:

    • Mimi Sheller, Worcester Polytechnic Institute
    • Andrew Baldwin, Durham University
    • Alex de Sherbinin, Columbia University

Insieme a numerosi studiosi e artisti impegnati sui temi dell’ecologia politica, delle migrazioni e delle pratiche visuali contemporanee. Attraverso workshop, dialoghi interdisciplinari, pratiche artistiche e visuali, Climate Mobility Justice esplora il modo in cui le crisi climatiche e le mobilità umane vengono raccontate, governate e spesso strumentalizzate all’interno del discorso pubblico contemporaneo.

I temi della conferenza si intrecciano con quelli affrontati nel libro di Elena Giacomelli e Pierluigi Musarò, che analizza criticamente le narrazioni dominanti sulla “crisi climatica” e sulle migrazioni ambientali. Il volume mostra come media, politiche e rappresentazioni visuali contribuiscano spesso a produrre immaginari fondati sulla paura, sull’emergenza e sul controllo, legittimando pratiche di esclusione e repressione. Allo stesso tempo, propone nuove prospettive basate su giustizia climatica, cura, solidarietà e appartenenza planetaria, valorizzando voci del Global South, epistemologie indigene e pensiero femminista e decoloniale.

Credit Photo: Atlas of the New World: The Maldives di Giulia Piermartiri and Edoardo Delille

Particolarmente significativa sarà anche la dimensione laboratoriale della conferenza, che offrirà momenti partecipativi aperti al pubblico. Tra i workshop in programma, il laboratorio fotografico “Atlas of the New World”, con Giulia Piermartiti e Edoardo Delille, ospitato presso il Circolo Anarchico Berneri, inviterà i partecipanti a riflettere sulle trasformazioni ambientali e sociali attraverso la pratica visuale e la fotografia come strumento di racconto critico dei territori.

Un secondo workshop, “Le radici coloniali dei giardini botanici”, in programma presso la Serra Madre dello spazio bolognese Le Serre dei Giardini Margherita, approfondirà invece il legame tra ecologia, colonialismo e costruzione degli immaginari naturalistici, interrogando il ruolo storico dei giardini botanici nei processi di appropriazione, classificazione e sfruttamento delle risorse naturali. Entrambi i workshop sono a iscrizione obbligatoria.

Per registrarsi:

    • Workshop fotografico – Atlas of the New World [QUI link]
    • Workshop – Le radici coloniali dei giardini botanici [QUI Link]

La conferenza invita quindi a ripensare il turismo oltre la logica estrattiva del consumo dei luoghi, immaginandolo come pratica di responsabilità ecologica, relazione e ascolto dei territori.

Evento nella Tappa IT.A.CÀ Monte Catria 2025 (marche) – Foto di Sonia Bregoli 

Un turismo realmente sostenibile non può limitarsi alla compensazione delle emissioni o alla promozione “green” delle destinazioni, ma deve interrogarsi sulle relazioni di potere che attraversano la mobilità globale, sulle conseguenze della crisi climatica e sulle possibilità di costruire forme più eque e solidali di convivenza planetaria.

In questo senso, Climate Mobility Justice offre uno spazio prezioso di riflessione per chi si occupa di turismo sostenibile, ecologia culturale e giustizia sociale, aprendo nuove prospettive sul futuro delle mobilità nel tempo del Panicocene.

Blog IT.A.CÀ
Co-fondatore IT.A.CÀ Festival
Professore | Università di Bologna 
Pierluigi Musarò
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