MultiSpilla Coro Multietnico | Intervista a Nicoletta Giugni

Care viaggiatrici e viaggiatori oggi nel nostro blog ci trasferiamo in provincia di Modena dove vi raccontiamo la storia di questo progetto musicale particolare. Hanno cultura, origine, credo e colore diversi ed è proprio questa eterogeneità a conferire alla loro voce e al loro canto un senso di accoglienza che li fa crescere assieme e divertire il pubblico.

Nella tappa Spilamberto conclusasi a fine agosto 2021 hanno animato diversi momenti del festival e oggi li andiamo a conoscere meglio intervistando Nicoletta Giugni, la persona che più ha desiderato la nascita del progetto Multispilla Coro Multietnico.

Intervista a Nicoletta Giugni coro multietnico Tappa itaca spilamberto

In foto Nicoletta Giugni e Federica Sala

Partiamo dal principio. Come nasce il vostro coro? Che cosa univa (o non univa) persone provenienti da paesi diversi quando avete iniziato?

Musica e canto sono patrimonio comune di tutti i popoli: abbiamo ideato un punto di incontro che ci permette di esprimerci, di progettare e di crescere assieme. Ci unisce la voglia di aprirsi agli altri, di condividere e di conoscere esperienze, musiche, usi, costumi, canti che nella loro diversità ci accomunano. La difficoltà più grande è la conciliazione del tempo, che purtroppo è sempre troppo poco per tutti, non certo la voglia di partecipare e di lavorare assieme. Il coro nasce dalla volontà di contrastare, col suo piccolo operato, il sentimento xenofobo crescente e i pregiudizi dilaganti.

Il vostro repertorio sarà un viaggio continuo, fatto di atmosfere, parole, ritmi in cui avventurarsi. Non sarà facile decidere l’itinerario, come scegliete le canzoni?

Ogni brano che è entrato a far parte del nostro variegato repertorio ha una storia legata all’uno o all’altro corista e disegna quindi la mappa genetica del coro, non programmata o pensata a tavolino ma scritta direttamente da ognuno di noi. Il repertorio passa da Guantanamera, in onore del nostro pianista cubano Alberto Garrandes, a “Maha merak lesata”, brano cingalese che Kumar ci ha insegnato con tanta pazienza, dalle canzoni in arabo a quelle tradizionali africane. Non mancano brani pop di artisti conosciuti, e canzoni italiane.

Daniel, dalla Nigeria, così come Joahim, dal Senegal, giovanissimi, hanno vissuto tutti gli orrori di chi scappa da condizioni estreme ed è costretto a un viaggio pieno di violenze e di soprusi: per fortuna nulla è andato perso della loro gentilezza, della freschezza e della voglia di integrarsi in un Paese che sperano possa concedere loro asilo. Daniel ci ha insegnato una canzone scritta da Sinach, autrice nigeriana, il cui titolo è “I know who I am” (so chi sono). Quando la canta esprime tutta la sua gioia di vivere e la voglia di affermarsi, di farcela, di ringraziare il cielo per quello che è, e a noi, che lo accompagnamo nel canto, non possono che venire i brividi.

Performance esterna di MultiSpilla – Coro Multietnico

Di cosa si canta negli altri Paesi? Ci sono temi ricorrenti? C’è qualcosa che accomuna la voglia di cantare, il bisogno di esternare le emozioni con la voce e la musica?

Nulla quanto la musica esprime l’anima dell’uomo, forse la musica è “parte” stessa dell’anima. Esprimere questa parte è un bisogno fondamentale che aiuta addirittura a rimanere sé stessi, a restare in vita in situazioni estreme: pensiamo agli spirituals nati nelle piantagioni di cotone, ai canti delle mondine tra le risaie.

Se vi siano temi ricorrenti nei diversi Paesi non sappiamo dire, ma è un ottimo spunto per una ricerca approfondita.

Logo del Coro

Il festival IT.A.CÀ si occupa di turismo responsabile, accessibilità, sostenibilità, cittadinanza globale, valori che in un qualche modo accomunano anche voi. Secondo te, come si possono fare propri questi principi nella quotidianità delle persone?

E’ importantissimo continuare a sensibilizzare le persone su questi temi, non smettere mai di contrastare il pregiudizio, la paura di ciò che è diverso da quello che si conosce, sostenendo il rispetto reciproco: rispetto delle persone, del territorio, degli usi e costumi, delle differenze che fanno bello il mondo. Ognuno di noi può semplicemente scegliere di fare un sorriso anziché guardare con sospetto, e allora si aprono possibilità meravigliose.

A cosa avete pensato quando, visto il tema di questa edizione “Diritto di respirare”, siete stati coinvolti?

Al legame tra respiro e vita. Il canto avviene attraverso il respiro, chi canta attiva appieno la vita che è in lui e chi canta in coro condivide aria, respiro, vita e musica con i propri compagni di avventura: ed è un viaggio che auguriamo davvero a tutti di intraprendere!

Ringraziamo Nicoletta per questa intervista e con lei anche la direttrice del coro, Federica Sala, e tutti i membri per la loro coinvolgente ed entusiasmante partecipazione a questa prima edizione del Festival IT.A.CÀ nel territorio modenese, dove a Spilamberto hanno portato una ventata di allegria e senso di unione.

Vi suggeriamo di approfondire la realtà di MultiSpilla – Coro Multietnico consultando la loro pagina Facebook . Buon ascolto e … buon viaggio!

Blog IT.A.CÀ
Vincenzo Fancinelli 
Presidente del Centro Culturale Almo 
Piumazzo (MO)

vincenzo fancinelli presidente centro culturale Almo tappa spilamberto

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