Il diritto al respiro come battaglia politica per vivere in salute | Paolo Piacentini

La decisione di dedicare il Festival 2021 di IT.A.CÀ al “Diritto di Respirare”, è stata un’idea geniale. Devo confessare che in un primo momento sono rimasto un po’ perplesso ma, ascoltando le motivazioni, è subentrato un crescendo di entusiasmo e mille riflessioni che mi frullano ancora nella testa. 

La Pandemia che ci sommerge in un’apnea spaesante da circa un anno, è fortemente legata alla dimensione del respiro in tutte le sue declinazioni, metafore comprese.

Quando parliamo di beni comuni, di risorse esauribili, di diritti inalienabili ci dimentichiamo di quello più importante: il diritto di respirare. Ci siamo assuefatti a respirare di tutto dimenticando che i nostri polmoni avrebbero bisogno di un’aria pulita per essere in salute. Il diritto alla vita coincide con il diritto al respiro se ne avessimo consapevolezza vivremmo in un mondo migliore.

All'interno del testo diritto di respirare di Paolo Piacentini

Foto di Paolo Piacentini – San Cassiano

Mi capita spesso nei momenti di relax o in cammino di tenere la punta del naso in su con due dita e l’aria che entra nel corpo mi dona un’energia incredibile. Il massaggio dolce del naso dicono che corrisponda, come organo vitale, al cuore. 

Non mi pongo tante domande sulla veridicità o meno di tale teoria mi è sufficiente il dato empirico di un benessere difficile da descrivere.

Provate a camminare in natura ascoltando il respiro, aprite i polmoni e disponetevi con mente e corpo a  nutrirvi della purezza dell’aria, fatelo per più tempo possibile

Tornando in città sentirete,  per qualche giorno, il beneficio di quel respirare a pieni polmoni vissuto immersi nella natura. Se tutti provassimo a non dimenticare il benessere che ci inebria quando nei polmoni facciamo entrare l’aria pura di un bosco, potrebbe crescere la consapevolezza individuale e collettiva di un bisogno primario a cui non accetteremmo più di rinunciare nemmeno in città. 

Cereglio, Appennino bolognese | Foto di Sonia Bregoli

Foto di Sonia Bregoli – Cereglio – Appennino Bolognese

Il diritto al respiro come battaglia politica per vivere in salute. 

Perché non dare centralità al “diritto di respirare”, declinato in tutte le sue sfumature fisiche, sociali ed economiche come superamento di un economia che opprime a tutto tondo?

Nelle misure che andranno a comporre il Next Generation UE uno dei punti prioritari dovrebbe essere il “diritto a respirare”. Un diritto biologico che può ritrovare la sua centralità se come dice il grande Vito Teti, la crisi pandemica ci porterà a recuperare dal passato tutti gli elementi e le potenzialità inespresse per costruire una nuova visone di futuro.

La Pandemia ha fatto emergere tutte le contraddizioni di un presente e di un recente passato dominati da uno sviluppo che ha tolto ci ha tolto l’aria. 

Dedicare le tappe di un Festival che si occupa di turismo sostenibile alla funzione vitale per eccellenza, vuol dire avviare un cammino di sensibilizzazione culturale e politica per ridefinire il viaggio esperienziale come ricerca di una  nuova consapevolezza del proprio corpo e dello spirito.

Si parla molto di un turismo sempre più legato alla ricerca del benessere e questa mi sembra la strada giusta.

Buon Festival a tutti/e

Blog IT.A.CÀ
Paolo Piacentini 
Membro comitato scientifico IT.A.CÀ
Collaboratore MIBACT
Presidente Federtrek

Paolo Piacentini

 

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