Restare per resistere | Intervista a Patrizia Vita di IT.A.CÀ Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Carissimi viaggiatori e viaggiatrici

quest’anno IT.A.CÀ giunge sul Parco Nazionale deMonti Sibillini dal 25 al 28 aprile 2019 e, nell’attesa della pubblicazione dell’intenso programma, oggi intervistiamo Patrizia Vita, organizzatrice insieme a Chiara Caporicci e Fabio Bianchini, della tappa marchigiana del festival e promotrice della riscoperta del territorio del centro Italia colpito dal terremoto, per capire quando è che “restare” vuol dire fare una scelta di coraggio.

Patrizia Vita

Come è nato il progetto C.A.S.A. e qual è il suo ruolo nella ricostruzione delle zone terremotate?

C.A.S.A. (acronimo di Cosa Accade Se Abitiamo) è nata dall’incontro di alcune persone dopo gli eventi sismici 2016/2017 e dalla contaminazione tra chi amava queste terre e le ama ancora, tra chi le viveva, le vive ancora e chi le ha aiutate durante l’emergenza.

È uno spazio che abbiamo preso in affitto a Frontignano, una piccola frazione del comune di Ussita (MC) nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini a mt 1.350 slm, alle pendici del Monte Cornaccione, Bove Nord e Monte Bicco, immersa in un prezioso habitat di lupi, camosci, aquile e cervi.

È un luogo che accoglie un insieme variegato di relazioni; un luogo che cerchiamo di tenere aperto a progetti e conversazioni tra la comunità, amici di C.A.S.A. e ospiti che qui vengono in residenza (scrittori, artisti, docenti, storici, designer, fotografi, videomaker, giornalisti, ricercatori, naturalisti…), con il desiderio di continuare ad abitare questi territori insieme, di recuperarne ambiziosamente vocazione, unità e memoria, ma anche di affrontare contraddizioni e conflitti.

È un agire quotidiano, relazionale, solidale, spesso fatto di piccoli momenti condivisi, di piccole iniziative invisibili ma costanti. Ci piace chiamare C.A.S.A. porto di montagna, non solo perché ospita storie che partono da linguaggi distanti e che qui si incontrano e si relazionano, ma perché è anche un luogo che esiste fisicamente e che vogliamo venga utilizzato per continuare a custodire il territorio e le relazioni in questo delicato e frammentato momento storico e sociale.

In che modo la tappa di IT.A.CÀ presso i Monti Sibillini è importante per voi e per chi ha scelto di restare?

È importante per diversi aspetti. Ussita era una località votata al turismo sportivo invernale ed estivo attorno al quale ruotavano tutte le economie. Questo sistema era già in crisi prima del sisma e l’evento non ha fatto altro che accelerare dei processi di spopolamento e crisi economica che diversamente avrebbero fatto fatica ad essere superati senza interrogarsi su nuovi modelli.

Dobbiamo pensare insieme al futuro che vogliamo, alla nostra l’identità, a ciò che è rimasto, a ciò che vogliamo lasciar andare e a ciò che invece vogliamo recuperare dal passato, e dobbiamo farlo insieme ad altri territori. Qualcun altro – in una logica calata dall’alto – lo sta già facendo al nostro posto, senza l’ascolto e coinvolgimento delle comunità. È sempre più urgente. Da qui l’idea di iniziare a fare rete con Fiastra, con l’obiettivo a lungo termine che questo sia solo un primo passo verso una rete più allargata. Necessitiamo di creare nuove economie e conoscere che una delle strade per la ripartenza nasce da ciò che abbiamo ancora intatto: la natura e la memoria.

I confronti che ci saranno durante le giornate del festival saranno utili a tutti per prendere spunti, informazioni, buone pratiche e contatti con altri territori italiani e interrogarci sulle potenzialità di un turismo sostenibile, non solo legato alla natura ma anche a microeconomie e iniziative culturali che in zone come le nostre potrebbero essere applicabili. Un modo di ripensare un’economia legata alla vocazione del territorio e fare propri i principi di un turismo responsabile che renda protagonisti anche i cittadini.

Con Antonietta, Assunta e Valentina hai raccontato nel documentario “Io Prometto” cosa significa per te resistere. Cosa ha significato per te partecipare a questo progetto?

Ho conosciuto Cecilia Fasciani grazie a Sara Vegni, aquilana anche lei che ho incontrato durante l’emergenza. L’Aquila per me rappresenta uno specchio della situazione che sto vivendo e che sta vivendo il mio territorio. È come se il popolo aquilano mi avesse aiutato ad affrontare il terremoto, perché mi ha dato la possibilità di non sentirmi sola, di conoscere e scoprire prima dinamiche che stanno avvenendo anche qui. È stato fondamentale vedere in loro cosa sarebbe stata la mia vita oggi (ma anche domani) e soprattutto sentirmi compresa nelle difficoltà, nello smarrimento, nell’incertezza, nella perdita, nel cambiamento.

Una scena tratta dal film ‘Io Prometto’

È stata un’esperienza molto intensa (e a tratti anche divertente) lavorare con Cecilia e tutto il suo staff. Dal film (qui il sito web e la pagina Facebook del film) emergono le esperienze di quattro donne che in qualche modo raccontano il loro differente modo di resistere ad un evento catastrofico come un terremoto. Da Valentina e Antonietta ho imparato come avere e costruire un buon tessuto sociale aiuta a fare rete e a lottare verso un unico obiettivo, mentre da Assunta ho imparato, e imparo ancora, come resistere con testardaggine e amore.

È importante anche fare il punto della situazione ad oggi, rispetto al periodo in cui il film è stato girato. Luoghi, situazioni e stati d’animo mutano velocemente e i nostri luoghi sono (e saranno) al centro di speculazioni azioni e mutamenti che vengono decisi altrove. È difficile – a tratti sembra impossibile – ritrovare una stabilità, ma dobbiamo provarci partendo dalle persone con cui condividiamo questa situazione, cercando di rafforzare collettivamente la nostra capacità di reagire a questi cambiamenti.

Ringraziamo Patrizia per averci raccontato del progetto C.A.S.A a Ussita (MC) e vi invitiamo a seguire la pagina fb del documentario per essere aggiornati sulle proiezioni. Intanto segnatevi che vi aspettiamo a Ussita per la prima tappa del festival IT.A.CÀ Parco Nazionale dei Monti Sibillini dal 25 al 28 aprile: a brevissimo pubblicheremo il programma!

@portodimontagna 

Come sempre buon viaggio 🙂

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

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