Viaggiare con libri e valigie | Intervista a Maria Gabriella Caruso

Carissimi viaggiatori e carissime viaggiatrici

oggi all’interno del nostro Blog siamo in compagnia di Maria Gabriella Caruso, ideatrice di Viaggiare con libri e valigie,  che nasce dal progetto “bookandparti”: un desiderio, trasformatosi in un bisogno, che un gruppo di “donne in corriera” ha sviluppato e soddisfatto.

Maria Gabriella Caruso

Parte da qui l’idea progettuale di Maria Gabriella Caruso, presidente dell’Associazione Culturale “Le donne in corriera….visite alle cantine dei libri” con sede a Bari.

L’idea ha una data precisa d’inizio, agosto 2009, quando lessi sul quotidiano La Stampa che per la crisi le donne americane avevano ripreso a viaggiare in corriera per raggiungere la loro sede di lavoro. Quell’anno ad ottobre, l’11, avrei compiuto 50 anni. Sarebbe stata domenica e in quell’istante decisi che avrei potuto festeggiarlo in Calabria, nella mia azienda agricola, portando i miei amici da Bari con il pullman. Così feci…fittai due pullman e “Donne in corriera…attenti alle curve” ci ritrovammo insieme a familiari e amici calabresi a Thurio e fu una giornata di festa per tutti.”

É chiaro il legame con il viaggio, ma i libri?  

“I libri mi hanno cambiato la vita, ma in età matura, quando ho avuto più tempo per leggerli, e ho scoperto come dice Terzani che potevano “essere ottimi compagni di viaggio senza chiederti nulla in cambio”. Ma poiché a me non piace viaggiare in solitario, ho deciso che avrei condiviso questa passione della lettura e del viaggio con le mie amiche ed amici, con le quali già ci incontravamo dal 2002 a casa a maggio e giugno, unendo al piacere di leggere e conversare, anche quello del cibo buono fatto in casa. Naturalmente ho un opuscolo che ricorda tutto questo percorso, iniziato dal 2002.

Ci potresti raccontare del primo viaggio con libri e valigie?  

Naturalmente è stato in corriera. Siamo partiti in 20 amici con un pullman dedicato e siamo andati a Venezia, in occasione del Carnevale, perché non c’ero mai stata. Molti luoghi li ho scelti per soddisfare un mio desiderio, un bisogno, un’assenza, nella mia vita fino ad allora. Era febbraio e con noi c’erano anche i nostri figli, allora nel 2010, adolescenti. Conservo un bellissimo quaderno con le riflessioni di quella esperienza a cui sono seguite tante altre, sempre diverse e sempre entusiasmanti.

La visita all’Università Ca’ Foscari è stata molto apprezzata e così quella sulla via del ritorno alla Biblioteca di Pesaro, perché in ogni viaggio c’è stata, c’è e ci sarà sempre la visita ad una Biblioteca, ad una libreria indipendente, ad una casa editrice, ad un archivio storico, per dare identità e sottolineare il senso di appartenenza alla nostra Associazione culturale che persegue la valorizzazione dei luoghi della scrittura, della lettura, della loro conservazione e tutela. Solo conoscendoli i luoghi si abitano, si curano e si difendono. Nei libri è possibile ritrovarsi, ricostruirsi, riconoscersi. In definitiva salvarsi e tentare semplicemente di essere migliori. Ed è per questo motivo che compro e leggo tanti libri, facendomi sedurre dal racconto e dal viaggio già immaginato.

Ed ora questo nuovo progetto “bookandparti”: ci puoi raccontare come ti è venuta in mente questa idea?  

Sempre per rispondere ad un desiderio, ad un bisogno, quello di viaggiare e abitare luoghi della memoria scritta, del passato e del presente, ed ipotecare il nostro futuro in compagnia di libri, di amici, di esperienze piacevoli, di prelibate libagioni, di sole, pioggia e poi arcobaleni. Proprio come Antonio, il protagonista del bellissimo romanzo di Louis Sepulveda, “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore”, che quando scoprì che sapeva leggere, disse di aver ipotecato la sua vecchiaia. Di biblioteche, librerie, musei originali, come ad esempio quello delle lettere a Parigi, ne è pieno il mondo e quindi adottando questa formula e scegliendo questi itinerari abbiamo una infinità di luoghi da visitare e da interiorizzare.

Ma per rispondere più dettagliatamente alla tua domanda, ti dico che l’idea è nata in via sperimentale nel luglio del 2012 quando a bordo del City Bus Bari abbiamo attraversato la città descrivendo luoghi e leggendo brani di libri. Allora la sigla era tutta inglese “bookandparty” nella doppia accezione di prenota e parti con un libro e divertendoti. Da allora abbiamo attraversato e abitato tanti borghi, città e il progetto ha superato la fase sperimentale per imporsi nella nostra associazione come un appuntamento fisso che si ripete tre volte in un anno scegliendo luoghi e autori diversi, che stabiliscono l’itinerario, includendo sempre una biblioteca o una libreria o un altro luogo legato comunque alla carta.

Dopo la lettura e la visita con l’autore, il libro specifico diventa una “guida alternativa” se non addirittura un “manuale d’istruzioni per l’uso di una città”. Proporre la visita della città per mano con l’autore, per noi assume il significato di incentivare la lettura, la conoscenza dei luoghi, la sana pratica del camminare, che insieme al viaggio, costituiscono le basi per riappropriarsi del proprio territorio e dare identità e visibilità ai luoghi della cultura in Italia. Ecco perché poi l’abbiamo trasformato in “bookandparti”, più diretto, più identitario.

La vostra idea è anche quella di esportalo partecipando a festival nazionali?  

In effetti ci proviamo e vedremo come va. Ne abbiamo parlato a Book City Milano lo scorso novembre e saremo a Firenze Libro Aperto a settembre. Seguo sempre per i miei progetti la metodologia della ricerca, facendo di mestiere il medico ricercatore, per cui sull’idea costruisco un progetto pilota, con materiali e metodi noti, e poi faccio l’esperimento e ne valuto i risultati. Anche in questo caso procederemo partendo dall’esperienza pregressa e metteremo in atto strategie di comunicazione che raggiungano e intercettino un bisogno di persone che amino leggere e viaggiare, offrendo loro l’opportunità di visitare luoghi fuori dai circuiti classici (le biblioteche non sono quasi mai segnalate sulle guide turistiche, né tanto meno le librerie storiche, o gli archivi, o le tipografie), accompagnati dall’autore che quei luoghi conosce e frequenta.

L’obiettivo è triplice: in primis quello di valorizzare tutta la filiera della lettura, dall’editore, allo scrittore, al librario, al lettore, poi quello di far conoscere borghi o territori magari già mete turistiche, ma arricchendoli di visite a luoghi e siti poco noti e di letture riferite a quei luoghi o di visioni di manoscritti che in quei luoghi sono conservati, prediligendo periodi lontani dai flussi turistici estivi o delle festività e ponti canonici. Ed infine vivere queste esperienze significa valorizzare il senso di appartenenza ad una comunità di lettori, ad un gruppo, che poi potrà contagiarne altri riportando e raccontando quella appena vissuta. Noi ci proviamo e speriamo di avere successo!

Ringraziamo Maria Gabriella Caruso per averci raccontato questo bellissimo progetto di viaggi e lettura assieme e auguriamo tanto successo, intanto vi ricordiamo che la tappa del festival IT.A.CÀ Salento sarà dal 14 al 16 settembre 2018. 

Pagina FB | Donne in corriera 

Buon viaggio come sempre 🙂

Blog IT.A.CÀ
Sonia Bregoli
Responsabile comunicazione

 

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