SIMURGH – arti plastiche e performative sull’Appennino bolognese

Cari amici e amiche di IT.A.CÁ, 

oggi abbiamo avuto il piacere di intervistare per il nostro blog Annamaria Andrei, presidente di questa realtà molto giovane che ha bisogno di tutto il nostro sostegno per potersi estendere al di fuori del territorio in cui è nata. 

Annamaria Andrei

Stiamo parlando di Simurgh, un’associazione No Profit di promozione sociale, che ha sede sull’Appennino tosco-emiliano e che è nata nel 2010 dall’incontro di un gruppo di persone che condividono una passione per l’arte nel senso più ampio del termine. Questa loro versatilità li porta a comunicare attraverso svariate forme di linguaggio: sia arti plastiche (come la creazione di marionette) che arti performative (in particolare musica e teatro).

Il loro intento è quello di creare momenti di aggregazione e condivisione, attraverso performance e attività interattive volte a richiamare l’attenzione verso le tradizioni di un territorio che attualmente si trova al di fuori dal range di destinazioni frequentate dal turista medio. È soprattutto grazie al dialogo che instauriamo con tali realtà che riteniamo possibile e realizzabile un rilancio turistico di territori ancora poco frequentati e di culture locali altrimenti destinate a un sempre maggiore confinamento locale.

Leggendo la vostra breve descrizione abbiamo notato come la passione per l’arte in senso lato, unita all’interesse per le tradizioni locali del vostro territorio, vi abbia unito e vi abbia portato a creare la vostra attuale associazione. Com’è nata quest’idea e come avete provveduto a realizzarla?  

Il nome della nostra associazione è l’emblema della nostra storia: il Simurgh, un magnifico uccello mitologico. Narra la leggenda che un gruppo di uccelli diversi tra loro si mise un giorno alla ricerca di un re, il Simurgh e, dopo un lungo viaggio iniziatico, lo stormo scoprì che il loro re tanto anelato altro non era che la propria immagine comune riflessa. Noi siamo così, un gruppo di ragazzi creativi con competenze molto diverse tra loro ma accomunati dallo stesso amore per l’arte e la difesa culturale dei territori, che un giorno hanno deciso di lasciare la città di Bologna per intraprendere uno stile di vita più sostenibile e a contatto con la natura. Siamo arrivati in provincia, sull’Appennino tosco-emiliano, e abbiamo provato a mettere in comune le  nostre competenze nel rispetto delle  individualità.

Il gruppo è partito alla ricerca del sogno: “realizzare idee e progetti volti allo sviluppo di questo territorio tanto meraviglioso dal punto di vista paesaggistico quanto spesso deprivato per ciò che riguarda la proposta culturale di qualità e momenti sinceri di aggregazione collettiva”.

Siete un’associazione ancora giovane e conosciuta per lo più a livello locale. Attraverso quali canali di comunicazione ritenete ora possibile suscitare una conoscenza e un interesse delle attività ed eventi da voi proposti più in larga scala? Attraverso quali mezzi mirate a incrementare la vostra visibilità?  

Fino a questo momento il nostro impegno è stato prevalentemente quello di farci conoscere  e stabilire rapporti virtuosi con le istituzioni e la comunità locale. Dal momento  che abbiamo concepito l’idea del festival di arti di strada “La piccola fiera dei ciarlatani”, il nostro punto di vista rispetto alla visibilità è progressivamente cambiato.

Questo evento,  giunto ormai quest’anno alla 4^ edizione e il nostro fiore all’occhiello, ci ha portato a sviluppare maggiormente l’aspetto della comunicazione sui social network; l’anno scorso abbiamo creato una pagina fb dell’evento che attualmente abbiamo deciso di implementare, come del resto la pagina fb dell’associazione. Quest’anno, attraverso l’adesione al festival IT.A.CÀ  e l’appoggio e il patrocinio di vari comuni dell’Appennino, speriamo di raggiungere un maggior numero di persone e allargare al territorio regionale, e perché no, nazionale, la conoscenza delle nostre attività suscitando un maggiore interesse su ciò che proponiamo.

È evidente come l’arte sia il vostro collante. Ma al di fuori di Simurgh quali sono i vostri interessi? Di cosa vi occupate nella vita?  

Lo zoccolo duro del gruppo è molto piccolo ma abbiamo la fortuna di essere persone curiose e tutto sommato eclettiche. Le nostre competenze spaziano dall’educazione al teatro, dallo stop-motion alla sartoria creativa, dall’illustrazione alla musica e l’arte di strada. Personalmente  io, (Annamaria Andrei, presidentessa dell’associazione),  sono insegnante di scuola primaria, musicista e marionettista. 

Attualmente su che cosa state lavorando? Quali sono i vostri progetti futuri ed eventuali sogni nel cassetto?  

In questo momento ci stiamo concentrando sull’organizzazione del festival la “Piccola fiera dei ciarlatani”, che sicuramente negli anni futuri vogliamo veder crescere nell’idea che il format possa venir eventualmente esportato in altri comuni del nostro Appennino, ma nel cassetto abbiamo un grande sogno: costruire un polo artistico-culturale, una sorta di Accademia delle arti e dei mestieri sull’Appennino tosco emiliano, con possibilità di organizzare residenze artistiche. Personalmente desidererei organizzare  una formazione professionale per burattinai e marionettisti, dato che in Italia le scuole per il teatro di figura sono attualmente molto poche.

Quali sono le vostre aspettative per la partecipazione all’edizione 2018 del Festival IT.A.CÀ e che tipo di messaggio vorreste portare?  

Speriamo che la nostra partecipazione all’edizione 2018 del festival IT.A.CÀ ci dia l’opportunità di far conoscere su larga scala il nostro lavoro, trovare partner per lo sviluppo di progetti futuri, nuovi sostenitori e, perché no, volontari, che in provincia le forze sono sempre poche rispetto ai bisogni (anche se noi siamo pochi ma molto motivati!). E come dice il filosofo ecologista Pierre Rabhi, bisognerebbe imparare a fare come il colibrì che, scoppiato l’incendio nella foresta  si adopera con il suo piccolo becco pieno d’acqua per spegnerlo e, di fronte all’incredulità e al sarcasmo sterile degli altri animali della foresta,  risponde: «Io faccio la mia parte».

Quindi aspettiamo l’arrivo della 10 edizione di IT.A.CÀ Bologna che sarà dal 25 maggio al 3 giugno 2018 per incontrare i nostri nuovi partner: intanto buon viaggio come sempre 🙂

Blog IT.A.CÀ
Irene Pinto

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *