AppeninoSlow: l’agenzia di viaggi del turismo lento

Cari amici e amiche

in attesa della decima edizione di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, intervistiamo Michela Marcacci di AppenninoSlow, l’agenzia di viaggi on line con sede a Loiano basata sull’idea di “turismo lento”.

Michela Marcacci

AppenninoSlow si occupa della promozione del territorio, organizzando e gestendo pacchetti di turismo sostenibile e workshop specializzati nella valorizzazione del crinale dell’Appennino Tosco – Emiliano, attraverso il trekking e la presentazione dell’enogastronomia locale.

Prima di tutto: in che senso “slow”? Che tipo di itinerari propone la vostra realtà, in relazione all’idea di turismo sostenibile?  

Appennino Slow nasce nel 1998 come consorzio misto pubblico e privato, festeggiando quindi quest’anno i venti anni di attività, senza fini di lucro, rinvestendo cioè i proventi nella promozione del territorio. Ci occupiamo prevalentemente di promo commercializzazione territoriale, di turismo lento, trekking e mountain bike, secondo noi il modo migliore per vivere e scoprire il territorio Appenninico. Uno dei nostri prodotti di punta è sicuramente l’organizzazione di trekking lungo la Via degli Dei: l’itinerario storico che collega Bologna a Firenze passando attraverso l’Appennino Tosco-Emiliano, che proponiamo da anni in Italia e sul mercato straniero e che viene considerato da molti la “Santiago” italiana.

Come si relaziona Appennino Slow con il pubblico, nell’ottica di valorizzare il territorio dell’Appennino Tosco Emiliano?  

Appennino Slow “nasce” e si sviluppa nell’Appennino Tosco Emiliano, territorio in cui si è radicata nel profondo e che conosce vivamente anche attraverso gli uffici turistici che gestisce: IAT Monghidoro, UIT Sasso Marconi e IAT Colli Bolognesi. Con la promo commercializzazione delle proposte e attività turistiche realizzate, si vuol far vivere e scoprire il territorio nella sua anima più vera, le tradizioni, le storie, le persone, l’ambiente che si vogliono far scoprire ai clienti.

É attraverso la narrazione del territorio e la promozione delle piccole eccellenze come artigiani, trattorie e alberghi a conduzione famigliare, che si raggiungono i turisti più esigenti, per uno sviluppo e una valorizzazione di tutto il territorio montano.

Come nasce la rivista “Nelle Valli Bolognesi” e che genere di contenuti offre a chi vuole conoscere il territorio?  

Nelle Valli Bolognesi è la rivista creata da AppenninoSlow con la collaborazione di Emilbanca per far conoscere il territorio dell’Appennino bolognese e dintorni, con tutte le sue caratteristiche e tutti i suoi eventi. Approfondimenti naturalistici (fauna, flora, geologia e geomorfologia) itinerari da percorrere a piedi o in mountain bike, enogastronomia, storia, tradizioni e cultura locale, nonché gli appuntamenti e gli eventi del territorio, sono solo alcune delle principali tematiche realizzate.

La rivista “Nelle Valli Bolognesi” ha cadenza trimestrale, segue le stagioni e si può trovare gratuitamente in tutte le filiali Emilbanca, in tutti gli IAT di Bologna e Provincia, in diversi comuni e biblioteche e in alcuni punti di aggregazione come bar, piscine, centri sportivi, ristoranti e strutture ricettive.

Sul vostro sito si nota una vasta gamma di pacchetti turistici, per tutte le età e preferenze: quali sono, secondo voi, i più particolari ed interessanti?  

Gli itinerari storici, negli ultimi anni stanno sicuramente avendo un’attrattiva notevole. Tra questi troviamo l’itinerario della Piccola Cassia, dalla Valsamoggia all’alto Appennino un percorso che già i Romani utilizzavano e che nell’alto medioevo diventò uno dei tanti itinerari che portavano a Roma congiungendosi con la via Francigena; la Via dei Brentatori, strada utilizzata in tempi antichi per trasportare il vino dalle campagne alla città di Bologna; itinerari questi, ricchi di storia, tradizioni locali, eccellenze enogastronomiche e meraviglie naturalistiche.

Non si può non nominare la Via degli Dei, uno dei nostri percorsi trekking più noti anche all’estero. É proprio questo l’itinerario individuato per sviluppare un progetto di turismo accessibile: “In montagna siamo tutti uguali”, premiato dal MiBact (Ministero dei Beni Culturali e Turismo) e da Invitalia come progetto innovativo per la promozione delle aree montane e che propone il trekking come veicolo per la scoperta dell’Appennino Tosco Emiliano attraverso un’avventura, accessibile e sicura, da condividere tra vedenti e non vedenti, per abbattere la barriera anche psicologica che li divide.

Si avvicina la 10° edizione di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori: festival del Turismo Responsabile: come si articolerà la vostra collaborazione?  

Appennino Slow, in qualità di agenzia di viaggi on line, mette a disposizione la copertura tecnica che eventualmente si ritenesse necessaria e l’eventuale creazione di pacchetti turistici e offerte combinate con le varie attività ed eventi che verranno messi in campo durante i giorni del Festival (e non solo).

Appennino Slow inoltre, grazie alle forti collaborazioni consolidate e le sinergie strette con i Comuni dell’Appennino, essendo gestore di tre uffici turistici (IAT Monghidoro, UIT Sasso Marconi e IAT Colli Bolognesi), può collaborare a una promozione e valorizzazione mirata del Festival e di tutte le attività ad esso connesse.

Ringraziamo Michela Marcacci per essere stata con noi e averci raccontato il suo lavoro, intanto dateci un occhio e buone passeggiate come sempre. Vi ricordiamo che la tappa bolognese del festival IT.A.CA è dal 25 maggio al 4 giugno 2018: non perdetevela 🙂

Blog IT.A.CÀ
Arianna Piazzi 

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