Imprenditoria e innovazione nel cuore dei Quartieri Spagnoli | Intervista a Valentina Costa di Dialogue Place

Cari lettori e care lettrici 

continua il nostro viaggio a Napoli passeggiando per una delle più note vie turistiche e commerciali della città per poi addentrarci nei Quartieri Spagnoli, in un reticolato di vie strette che si inerpicano fino a circa 80 metri sul livello del mare. Destinazione un portone verde fluorescente e una realtà moderna e innovativa. 

Valentina Costa

Presso l’ex Istituto Montecalvario, in un complesso di 6.000 mq circa che fin dal XVI secolo aveva svolto attività educative e di assistenza ai bambini e ai ragazzi dei Quartieri Spagnoli, nasce nel 2014 FOQUS Fondazione Quartieri Spagnoli che ha realizzato un progetto sperimentale di rigenerazione delle funzioni e della destinazione dell’intero edificio per trasformarlo in un punto di riferimento per la formazione, l’istruzione, le industrie culturali e creative e dei servizi alla persona per l’intero quartiere e non solo.

Ci accompagna alla scoperta di questa realtà Valentina Costa, dell’incubatore d’imprese Dialogue Place, che ha sede all’interno di Foqus.

L’incubatore d’imprese Dialogue Place nasce dalla voglia di costruire uno spazio di dialogo interculturale che fosse qualcosa di più di un punto di ritrovo e di confronto, ma che diventasse anche opportunità di sviluppo e di integrazione economica per chi lo frequenta. Il progetto è il proseguimento della fortunata esperienza europea Dialogue che la Project Ahead ha portato avanti con molto successo nel 2015 e da cui sono nate realtà come Tobilì – catering multietnico, divenuto di recente ristorante.

Oggi la Project Ahead amplia quella best pratice con l’associazione Sagapò, che nasce nel 1996 per sostenere il dialogo interculturale e religioso. La vocazione del nostro spazio è quella di essere un crocevia di diversità, dove gli aspiranti imprenditori hanno la possibilità di seguire i corsi a loro dedicati e dei percorsi personalizzati per dare vita alle loro imprese, ed hanno anche l’occasione di confrontarsi con realtà molto diverse dalla loro, prendere ispirazione ed imparare da chi ha più esperienza. Il nostro incubatore infatti è anche un coworking internazionale, gli imprenditori “incubati”, lavorano negli stessi spazi con imprenditori  già affermati, partners e volontari di tutto il mondo. Un ruolo fondamentale è giocato dall’atmosfera di contaminazione di Foqus, che arricchisce di stimoli chi la frequenta, spingendo a trovare soluzioni innovative e concrete nel superare gli ostacoli culturali e sociali.

Infine, ad arricchire la nostra offerta per gli incubati e non solo, il nostro contest di idee d’imprese SocialChangeWave che è ormai giunto alla sua VI edizione.  

Lavorate all’interno di Foqus che ha un valore particolarmente importante dal punto di visto sociale per il quartiere che lo ospita. Come vivete il territorio?   

I Quartieri Spagnoli sono una zona dai forti contrasti in cui convivono grandi potenzialità e forti carenze. Il quartiere è caratterizzato dalla presenza di un’alta densità di migranti, non rinchiusi in ghetti separati dal resto dei cittadini ma che convivono gomito a gomito con gli abitanti del quartiere, negli stessi vicoli, negli stessi bassi e nelle stesse situazioni di disagio e di degrado urbano che cerchiamo di combattere. 

Al contempo però questo quartiere è storicamente una zona di forte creatività, in cui sopravvive un tessuto di piccole botteghe e attività economiche molto reattivo, che sta cercando di cogliere l’occasione della forte attenzione turistica e mediatica che si è concentrata su questa zona negli ultimi anni. Tra queste realtà spiccano sicuramente la famosissima trattoria Nennella oppure il secolare ed elegantissimo mastro ombrellaio Talarico; loro, come tutta la realtà di Foqus, sono i simboli di un quartiere proteso verso il futuro, inclusivo ma ancorato alle proprie radici.

Foqus oltre a ospitare noi infatti, accoglie molte realtà alternative ed integrative per il quartiere: la scuola, ispirata a metodologie innovative di integrazione economica e sociale, i corsi per il benessere psicofisico,  l’accademia di belle arti. Tale offerta rappresenta  un’occasione di accesso ai cittadini del quartiere a nuove possibilità, e un’opportunità di crescita e di riqualificazione. L’intero complesso infatti offre agli abitanti gli strumenti per migliorare la propria realtà ed insieme la responsabilità e l’orgoglio di essere parte di una realtà così reattiva.

Che rapporto avete con i suoi abitanti? Riuscite a trovare occasioni di dialogo e confronto con loro?  

Continuamente, ci troviamo in un contesto che si intreccia con diversi aspetti della vita delle persone, coinvolgendo così gli abitanti del quartiere appartenenti a tutti le fasce di età, ricchezza, etnia e livelli di istruzione. Centinaia di persone, quotidianamente, transitano anche per i nostri spazi e grazie a noi entrano in contatto con la grande varietà di persone e realtà che ospitiamo. In questo modo, riusciamo ad avere non solo un contatto con il quartiere e a coinvolgerlo nelle nostre attività, ma al contempo riusciamo a far affacciare gli abitanti del quartiere all’Europa, grazie al nostro vasto network.

Quali sono le esperienze più interessanti e significative che avete vissuto?  

Abbiamo seguito negli anni moltissime imprese come Riscatto Urbano, impresa che si occupa di riqualificazione urbana, o Vascitour impresa turistica che organizza visite turistiche alla scoperta delle antiche tradizioni napoletane, I Biscotti d’autore, o ancora Il Teatro Cerca Casa, che si occupa di mettere in scena opere teatrali a domicilio.

Progetto Vascitour – Napoli

Tante sono le imprese nate e cresciute attraverso il nostro supporto, che sono riuscite ad unire un approccio profit a dei risultati che migliorino il tessuto economico promuovendo insieme la cultura, la tutela dell’ambienteoppure il rispetto e la diffusione delle culture. Far crescere le imprese che incubiamo è sempre una bella esperienza perché sono ispirate da principi positivi che condividiamo ed in loro ne vediamo l’incarnazione. Per questo la creatività e l’inventiva dei nostri imprenditori trova sempre in noi una solida realtà dalla quale partire.

In che modo vi occupate anche di turismo responsabile?  

Il nostro incubatore ospita imprese di tipo sociale, che hanno quindi un impatto sulla realtà in cui nascono e agiscono, migliorandola. Il  settore del turismo, anche in questa sua particolare declinazione, è uno dei protagonisti, soprattutto in questi ultimi anni. Tra le varie esperienza fortunate, quella a cui siamo più legati è sicuramente Vascitour, che è partita dal IV SocialChangeWave, ed è cresciuta moltissimo con la sua idea originale ed importante; ancora l’anno scorso abbiamo ospitato l’idea del gruppo Arginalia che segue il parco dei murales nel quartiere Ponticelli, che è divenuto meta turistica e continua a portare l’attenzione su mete turistiche alternative nelle periferie urbane. 

Il turismo in questo momento è un settore strategico per la città ed è importantissimo spingere su offerte turistiche per arricchire tutta la collettività. Il turismo è uno strumento di ricchezza e benessere economico; qui al Sud deve essere un volano di sviluppo diffuso ed in questo il turista ha la sua responsabilità per come si approccia a contesti sociali ed ambientali fragili e scoprendo luoghi alternativi al di fuori delle attenzioni dei tour operetor. Pensiamo che le idee innovative svolgano un ruolo chiave, sia per migliorare la fruizione dei luoghi, che per far conoscere nuove realtà.

Quest’anno ci sarà la prima edizione napoletana del festival IT.A.CÀ anche grazie al vostro contributo. Cosa significa per voi far parte della rete e portare a Napoli i principi che il festival vuole promuovere?  

Abbiamo deciso di dedicare quest’anno all’interno del nostro contesto SocialChangeWave un premio speciale per il turismo sostenibile IT.A.CÀ per individuare la migliore idea legata al turismo sostenibile che avrà la possibilità di effettuare la sua fase di testing durante l’edizione napoletana del Festival.

È una importante occasione per la nostra città che sta vivendo un momento di forte sviluppo sia dal punto di vista del turismo che del consolidamento delle realtà sociali, associazioni, eventi e realtà indipendenti che offrono un’offerta più completa e stimolante. 

Il Festival IT.A.CÀ sarà il momento di fusione di queste due grandi opportunità, per poter mostrare come la città si sta rendendo protagonista del proprio cambiamento. Noi ci mettiamo in prima linea in questo cambiamento e speriamo che Dialogue Place e Foqus possano mostrare, attraverso il festival, lo smarcamento della città dai soliti stereotipi  e diventare eccellenza, non solo legata al buon cibo e al panorama, ma anche all’inclusione e all’accoglienza a tutto tondo.

Ringraziamo Valentina Costa e rinnoviamo l’invito a visitare la Napoli che più ci piace, quella che dell’innovazione e della sperimentazione.

Blog IT.A.CÀ
Irene Aprile
Referente IT.A.CÀ Napoli

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